Moedas quer acabar com desconto nas refeições para alunos sem escalão. “Opção política, como o Chic-Nic”
Meno otto. Mancano pochi giorni al via alla Maturità (non si chiama più esame di Stato) 2026. Gli studenti, in primis ma anche gli insegnanti stanno scommettendo sugli argomenti che usciranno per il primo scritto. Alcuni elementi da tenere in considerazione sono le scelte degli anni passati, gli anniversari ma anche i trend del momento. Abbiamo fatto un’analisi prendendo in considerazione quanto emerge dai social, dalla Rete ma raccogliendo anche informazioni utili.
Prima tipologia (A) Analisi del testo – L’anniversario da tenere d’occhio, in questo caso, sono i cent’ anni dalla nascita di Giangiacomo Feltrinelli (1926-2026) che potrebbero dare spunto per un tema sull’editoria, la diffusione della cultura. Gli autori scelti negli ultimi cinque anni (le proposte sono due) sono: Pascoli (2022), Verga (2022), Quasimodo (2023), Moravia (2023), Ungaretti (2024), Pirandello (2024), Pasolini (2025) e Tomasi di Lampedusa (2025). Quelli “storicamente in ritardo” e quindi molto ripetuti nei pronostici sono: Gabriele D’Annunzio (assente da moltissimo tempo); Eugenio Montale (ultimo anno 2012), Italo Svevo (2009), Umberto Saba (2000) e Giacomo Leopardi (mai uscito nella tipologia A). In molti, sono convinti che il tema mito della macchina e della velocità, potrebbe favorire il Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti di cui tra l’altro nel 2026 ricorrono i 150 anni dalla nascita ma anche il contrasto tra natura e progresso in Giacomo Leopardi (la “natura matrigna” della Ginestra) o San Francesco d’Assisi (a 800 anni dalla morte) con il suo Cantico delle creature. In pole position anche Svevo e “Il male di vivere” di Eugenio Montale di cui si è molto parlato ultimamente. Se sui social dedicati alla Maturità fino a poche settimane fa c’era Gabriele D’Annunzio ora il primato passa a Giovanni Verga. Tra i nomi citati (come ogni anno) anche Alessandro Manzoni, Italo Calvino, Giovanni Pascoli, Primo Levi e Elsa Morante. Tra le novità Carlo Collodi, probabilmente trainato anche dalle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita dell’autore di “Pinocchio”: una traccia che potrebbe parecchio piacere al nostalgico ministro di Destra. In Rete, “girano” anche le figure di Dario Fo e Alda Merini, forse un po’ troppo “lontane” dalla sensibilità del governo.
La tipologia B è quella del testo argomentativo con tre proposte – Qui gli anniversari da prendere in considerazione sono: gli 80 anni della Repubblica Italiana (1946-2026); i 165 anni dell’Unità d’Italia (1861-2026) e i 40 anni dal Maxiprocesso di Palermo (1986-2026) anche se già lo scorso anno tra i temi c’era Paolo Borsellino. Gli argomenti che si sono ripetuti più spesso negli ultimi anni sono: tecnologia e innovazione; comunicazione e social media; memoria storica e democrazia; rapporto individuo – società; cultura, lettura e informazione. Visti gli argomenti già usciti, potrebbero essere particolarmente plausibili l’intelligenza artificiale e il lavoro; la disinformazione e i social media (altro tema caro a Valditara); la pace e i conflitti internazionali; l’educazione civica e la Costituzione; lo sviluppo sostenibile e l’energia. In Rete si parla meno dell’ipotesi di una traccia collegata ai 25 anni dall’11 settembre mentre resta tra i papabili il ricordo di Chernobyl, a 40 anni dal disastro nucleare. Anche qui potrebbe spuntare San Francesco collegato alla pace. Da tenere in considerazione anche i 100 anni dalla morte di Antoni Gaudí (1926-2026) per parlare di arte, architettura, patrimonio culturale.
Tipologia C, l’attualità con due proposte – Ci sono due spunti che sono dati dagli anniversari. Il primo: gli 80 anni delle Nazioni Unite (1945-2025/26). Il secondo i 100 anni dalla nascita di Marilyn Monroe (1926-2026) per argomentare su mass media, società dell’immagine, ruolo della donna. I temi usciti negli ultimi anni riguardano la legalità e la cittadinanza (Borsellino, Dalla Chiesa); i giovani e la società; la comunicazione digitale; i valori civili l’impatto sul lavoro/studio. La traccia legata alle guerre e alle crisi internazionali, non sembra più essere presa in considerazione mentre in classifica restano la violenza sulle donne e la parità di genere così anche la salute mentale dei giovani. Da non sottovalutare i cambiamenti climatici e la necessità di una transizione ecologica equa che sono costantemente al centro del dibattito pubblico mentre pare arduo che spunti il fenomeno delle Migrazioni.
L'articolo Maturità: le possibili tracce per la prima prova da Svevo a Montale. Anniversari, trend e autori già usciti negli anni scorsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mancano meno di venti giorni al primo scritto della Maturità. Il programma scolastico è ormai terminato ma a volte, per poter affrontare il famoso tema non basta aver studiato bene l’Ottocento e il Settecento oppure aver conosciuto molti autori della letteratura italiana. Il primo scritto prevede l’analisi di un testo letterario in prosa o poesia di un autore italiano vissuto tra l’Unità d’Italia e il Novecento, ma anche tre tracce su un tema specifico accompagnato da un testo di riferimento che può essere di arte o storico. Infine due tracce che affrontano tematiche vicine all’esperienza degli studenti o al dibattito pubblico e sociale contemporaneo. Vale quindi la pena di aver letto o di prendere in mano qualche buon libro prima di arrivare all’esame. Ne abbiamo scelti alcuni per voi.
“Appunti di Russia. Viaggio nella normalità di un Paese in guerra”, di Nicolas Rodigari (Ediciclo editore)
Un libro per comprendere la Russia di oggi trovando spunti anche del passato. L’autore laureato in filosofia e relazioni internazionali (una combinazione – scrive – “forse necessaria per capire” il Paese) compie un viaggio nello Stato capeggiato da Putin proprio ora che la Russia è sempre più isolata e impenetrabile per capire cosa pensano davvero i suoi abitanti tra propaganda di regime e distorsioni mediatiche. Un cammino tra sanzioni, censure e buste di rubli necessarie per affrontare quest’impresa che “non è certo un romanzo russo – dice Rodigari – ma ci somiglia parecchio”.
“La rivoluzione incompiuta. La Chiesa dopo Papa Francesco”, di Marco Politi (Il Millimetro)
Il tema del cristianesimo è di fondo in ogni argomento. Marco Politi, è uno dei maggiori esperti di Vaticano. La morte di Papa Francesco ha lasciato irrisolto un conflitto interno alla Chiesa cattolica che sta attraversando una crisi profonda, segnata dal calo dei fedeli e delle vocazioni e dalle tensioni tra riformisti e tradizionalisti. Questo testo scritto in maniera agevole aiuta a comprendere con chiarezza le dinamiche della Chiesa su alcuni temi rilevanti come la comunione per i separati o la benedizione delle coppe gay.
“Sulla porta del mondo. Storie di migranti italiani”, di Luigi Dal Cin (Terre di mezzo editore)
Un libro straordinario perché in 200 pagine riesce a condensare la storia dell’emigrazione italiana (il Belgio, la tragedia di Marcinelle, Corrado Alvaro e il suo “Quasi una vita”, vincitore del premio Strega nel 1951, Petrosino etc), l’immigrazione di oggi in Italia e l’emigrazione attuale degli italiani nel mondo attraverso un’analisi dettagliata ma anche con le storie che Dal Cin è riuscito a recuperare attraverso la Fondazione “Migrantes”. Un buon “bigino” (senza offesa per l’autore e l’editore) utile agli studenti che vogliono approfondire questa tematica tanto antica ma anche attuale dei “cervelli in fuga”.
“The passenger. Artico”, di Morten A. Strøksnes (Iperborea)
Si è parlato tanto in quest’ultimo anno di Polo Nord, di Groenlandia tanto che questo luogo ai confini del mondo è diventato pane quotidiano anche per noi Europei. Perché è così importante? Ma chi abita questa parte di mondo? Improvvisamente – “grazie” a Trump – l’Artico è diventato d’attualità. Per conoscerlo, questo lavoro edito da Iperborea, è indispensabile per affrontare la tematica sia dal punto di vista geopolitico che sociale. In appendice sono segnalati anche alcuni film e documentari per approfondire.
“Hokusai e il Fujisan” di Eva Bensard e Daniele Catalli (Ippocampo edizioni)
Mai come oggi si parla di Giappone. E quando si cita questo Paese subito vien in mente Hokusai, un pittore e incisore giapponese, conosciuto principalmente per la sua produzione di ukiyo-e. La sua “onda” e i dipinti del monte Fujisan sono i protagonisti principali. Questo libro -illustrato – non è per bambini e può essere adoperato anche dai maturandi per arrivare preparati qualora tra i temi artistici dovesse spuntare proprio questo nome. Il narratore ci guida alla scoperta non solo del più grande maestro della stampa giapponese ma anche su quella cima tanto legata a Hokusai.
“Pasolini e i giovani”, di Roberto Carnero (Interlinea)
Pier Paolo Pasolini è spesso citato nel tototema. Questo libro indaga la tematica dei giovani nell’opera dello scrittore in cui si evidenza tutta l’attualità e la capacità di parlare, oggi, alle nuove generazioni, senza evitare di interrogarsi sullo “scandalo” provocato dalla vita e dalla sua morte. Pasolini è senz’altro l’autore italiano del Novecento attualmente più studiato. I giovani in questo libro del professor Carnero sono una presenza centrale nell’opera pasoliniana come personaggi, come oggetto di analisi sociale, come interlocutori.
“La disperanza. Un sentimento del nostro tempo”, di Franco Marcoaldi (Einaudi)
Il concetto è totalmente una novità ed è entrato a far parte del vocabolario di quest’ultima epoca. Dietro questa parola ci sono le voci di alcuni giganti del pensiero e della poesia: da Caproni a Mutis, da Montaigne a Camus, da Canetti a Huizinga. L’autore offre attraverso queste pagine edite per la prestigiosa collana “Gli struzzi”, l’opportunità di comprendere questa nuova filosofia che ha a che fare con “la rassegnazione attiva”, fattiva e vitale. La disperanza non è nulla di cupo ma è “il restare umani in un’epoca disumana”.
“Amicizia. Un incontro che riempie la vita”, di Josè Tolentino de Mendoca (Piemme)
Il tema dell’amicizia ha spesso sfiorato gli argomenti della Maturità. Questo libro parla di uno dei valori più importanti per ciascuno di noi ma ha uno sguardo anche universale perché l’amicizia può superare i confini per unire nel suo abbraccio i popoli diversi rendendo così il mondo un posto migliore, un luogo di pace. Queste pagine sono un buono spunto per fare una riflessione sul significato di questa parola che non può essere data per scontata.
“Oltre i limiti della nostra intelligenza”, di Nello Cristianini (Il Mulino)
Non poteva mancare un libro sull’AI. Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale presso l’Università di Bath offre una panoramica chiara e attuale sull’evoluzione dell’AI, dalle origini con Turing agli strumenti moderni come ChatGPT. L’autore esplora il concetto di tecnologie “sovrumane”, capaci di superare l’intelligenza umana in alcuni ambiti, e riflette su cosa significhi davvero convivere con macchine così potenti. Un testo alla portata di tutti.
“Il continente ignoto. Filosofia dell’amore moderno”, di Emanuele Coccia (Einaudi)
Un altro dei valori di cui si parla molto non solo nelle canzoni è quello dell’amore. Da Ovido a Umberto Galimberti, si parla dell’Eros. Questo libro analizza il sentimento che più ci sfugge passando dalla filosofia alla politica alla religione al diritto e alla letteratura. Un viaggio per nulla banale che può aiutare un maturando ad affrontare questo argomento senza scadere nei toni semplicistici o nella solita retorica legata a questa meravigliosa parola adoperata dai filosofi di ogni epoca.
L'articolo Esame di maturità, 10 libri da leggere per superare la prova scritta: dalla Russia a Pasolini, fino al sovrumano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ogni anno migliaia di studenti si trovano davanti alla stessa sfida: la prima prova dell’Esame di Stato (da quest’anno chiamato solo Maturità). Il cosiddetto tema, che, come abbiamo già spiegato, ha tre tipologie possibili tra cui scegliere: analisi ed interpretazione di un testo letterario; testo argomentativo; tema di attualità. L’obiettivo non è solo valutare le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico, ma anche la capacità di ragionare, argomentare e scrivere in modo chiaro ed efficace.
Ci siamo fatti aiutare da un esperto, il professore Gian Carlo Visitilli, scrittore e giornalista per dare dieci consigli preziosi per affrontare la prima prova. Il docente insegna lettere al liceo “Tommaso Fiore”, da anni svolge il ruolo di presidente di commessione all’esame di Stato ed è autore di numerosi libri tra cui l’ultimo “Prof te la imparo io” edito da “Meridiana”.
Ecco dieci suggerimenti per affrontare il “tema” con maggiore sicurezza.
1 – La personalizzazione. “Può essere una traccia di letteratura, di storia, di attualità ma lo studente – dice Visitilli – deve poter inserire quel ‘secondo me’ che permette di rendere il testo più vivo, meno asettico”. Un sinonimo di maturità che viene preso in considerazione dalle commissioni.
2 – Per chi sceglie una traccia che non è quella d’attualità è importante “comunque contestualizzare all’oggi, al nostro tempo, mostrando di non aver paura di esprimere un proprio punto di vista rispetto a quanto accade”.
3 – Avere senso critico. “Lo studente – a detta di Visitilli – deve saper analizzare la traccia con degli elementi che sappiano esprimere ciò che la Scuola gli ha insegnato in questi anni”.
4 – Buona la prima. Non serve tornare e ritornare sul testo scritto o rimuginare ciò che si vuole scrivere. Secondo il professore pugliese ciò che si esprime “di getto” ha una forza vincente ma serve adoperare bene il tempo per leggere alla fine almeno due volte l’elaborato.
5 – Fare molta attenzione ai segni di interpunzione (il punto, la virgola, i due punti, il punto e virgola etc). “Negli ultimi anni nei panni di presidente di commissione – precisa il professore – ho notato che gli studenti hanno un flusso di coscienza nello scrivere senza sosta. La punteggiatura, invece, è essenziale in un testo affinché sia compreso da chi legge”.
6 – Non scrivere come si parla o come si messaggia. “Non c’è più distinzione – puntualizza lo scrittore – tra discorso diretto e indiretto. Spesso si esprimono nel linguaggio scritto come se fossero sui social, scrivono come su WhatsApp”.
7 – Povertà di linguaggio. Da tempo si dice che i giovani hanno un linguaggio meno ricco rispetto al passato. Anche per Visitilli è importante che adoperino più parole, utilizzando bene il dizionario per evitare gaffe ma anche i sinonimi e contrari.
8 – Usare il tempo presente. Il docente interpellato dal Fattoquotidiano.it promuove i ragazzi per l’uso del congiuntivo ma suggerisce di usare bene il presente.
9 – È preferibile utilizzare un linguaggio formale ma chiaro, evitando espressioni colloquiali, frasi troppo lunghe o termini di cui non si conosce il significato preciso.
10 – Il primo errore da evitare è scegliere una traccia troppo in fretta. È importante leggere tutte le proposte con calma, individuando quella che meglio si adatta alle proprie conoscenze e capacità.
L'articolo Maturità 2026, personalizzazione, senso critico e punteggiatura: i dieci consigli dell’esperto per affrontare il tema proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Random seat? You’ll lose the window.” “The flight costs €15, we’re not going to give you a foot massage.” “You paid for a seat, not a throne.” Ryanair’s official Spanish account on X has posted messages like these over the past month. Far from causing outrage, they have become almost routine. The Irish low-cost carrier has long embraced an acidic, at times offensive, communication style. But it is not alone. Other brands such as U.S. burger chain Wendy’s or even language learning app Duolingo show that provocation has become a marketing lingua franca.

© swim ink 2 llc (Corbis via Getty Images)
¿Qué probabilidad hay de que Francia gane el Mundial? ¿Llegará Canadá a cuartos? ¿Ganará una selección europea? En EL PAÍS hemos hecho un modelo estadístico para predecir el torneo. Dice que España es la favorita, pero también que solo gana con probabilidad 16%, es decir, apenas 1 de cada 6 veces. ¿Crees que tiene razón?

A Jorge Luis Borges le intrigaba que a todo lo largo de los Evangelios Cristo escribe una sola vez; lo hace sobre tierra o arena, y no llega a saberse lo que ha escrito. La escena está en el Evangelio de Juan, contada con la prosa seca del Nuevo Testamento, que, según el gran especialista Antonio Piñero, fue escrita en un griego más bien rústico y nada literario. El resultado es de una austera eficacia visual, que le hace a uno pensar en El Evangelio según san Mateo, de Pasolini. Unos letrados y fariseos le presentan a Cristo a una mujer acusada de adulterio. Hay mucha gente alrededor. Con el propósito de tenderle una trampa, los hombres citan la ley de Moisés, que castiga el adulterio con la muerte por lapidación, y le preguntan qué considera él que se debe hacer. Cristo no dice nada. Se inclina sobre la tierra y escribe algo en ella con un dedo. Los acusadores siguen preguntando. Él se incorpora y dice, en la edición castellana de Piñero: “El que de vosotros esté sin pecado sea el primero en arrojarle una piedra”. A continuación, vuelve a inclinarse, y escribe de nuevo. Mientras tanto, los acusadores y los curiosos y testigos, quizás lapidadores voluntarios, “salieron uno por uno comenzando por los ancianos, y se quedaron él solo y la mujer”. El relato no puede ser más lacónico, y más lleno de sugerencias que nuestra imaginación añade: el silencio después del clamor colectivo, la retirada gradual, la escena que se queda vacía, esa mujer de pie, el hombre que deja de escribir y se incorpora cuando han quedado solos los dos. Parece que es entonces cuando mira a su alrededor y se da cuenta de que toda esa gente que parecía tan dispuesta a ejercer su bárbara justicia se ha ido. Dice: “Mujer, ¿dónde están? Ninguno te ha condenado?”. Y añade, y aquí termina sin más el pasaje: “Tampoco yo te condeno; vete y a partir de ahora no peques más”.
León XIV finalizó este viernes su visita a España con un balance que combina un mensaje poderoso en defensa de los migrantes y contra el discurso del odio, con omisiones dolorosas. El Papa ha pasado de puntillas sobre el mayor escándalo de la Iglesia española en las últimas décadas: los abusos sexuales por parte de miembros del clero y su encubrimiento sistemático. Esta semana posiblemente deje un poso duradero en España por el poder de su palabra, por la plasticidad y la fascinación de las imágenes de la Sagrada Familia y, sobre todo, porque con sus discursos y gestos se está erigiendo, poco más de un año después de su entronización, en una figura antagónica del otro líder estadounidense global, Donald Trump. Pero el viaje también deja otro poso evidente de decepción.

© CIRO FUSCO (EFE)
La visita del Papa a España ha tenido tanta enjundia que su análisis es casi inabarcable. Podría reflexionarse largo y tendido sobre las cuestiones relativas a la Doctrina Social de la Iglesia que el Pontífice ha escogido destacar en nuestro país y por qué. Podría discutirse si la aconfesionalidad del Estado ha quedado en entredicho, amenazada por la presencia del Pontífice en el Congreso, como hemos oído clamar a liberales de izquierdas y derechas. Podría analizarse si el aplauso de siete minutos que recibió León XIV por parte de nuestra casta política es un gesto de humildad o de oportunismo. Y, en caso de que sea lo segundo, preguntarnos por qué es oportuno, por qué da rédito en este momento aplaudir un discurso como el del Papa. También podríamos analizar la jeta de nuestros políticos de uno y otro signo troceando lo que dijo León XIV en el hemiciclo y arrojándoselo a la cara al contrario, incapaces de atisbar que el Evangelio no cabe en sus dogmas.

© Alessandra Tarantino (AP/LaPresse)
“Mi meta es ser la primera figura de la canción española”, escribió Rocío Jurado. Lo logró, a juzgar por los 20 millones de discos vendidos y los 150 discos de oro y 60 de platino atesorados. La seña clave de que lo consiguió es que 20 años después de su muerte —el 1 de junio de 2006, a los 61 años— ya es un mito consagrado. Pero para su primogénita y heredera universal, Rocío Carrasco (Madrid, 49 años), era, sobre todo, su madre, con todo lo que eso conllevaba.

© Juan Naharro Gimenez (Getty Images)
Victoria Torres Pecis es una viticultora heroica de La Palma. En los últimos 10 años ha tenido que luchar contra la sequía, las temperaturas extremas, la erupción del volcán y la presión de la fauna. Una parte de los vinos que presentó hace unos días en Madrid, en la cata de su distribuidor Cuvée 3000, eran fruto de la mezcla de añadas.



© Abel Valdenebro (EL PAÍS)

Internada na quarta-feira (10), a paciente, uma brasileira de 31 anos, era acompanhada no Instituto de Infectologia Emílio Ribas. Os exames que afastaram a suspeita foram realizados pelo Instituto Adolfo Lutz.
Durante o acompanhamento de ambos, o Centro de Vigilância Epidemiológica “Prof. Alexandre Vranjac” (CVE-SP) iniciou a investigação após os pacientes atenderem aos critérios clínicos e epidemiológicos para a classificação como casos suspeitos, considerando o histórico recente de viagem a áreas com transmissão ativa e os sintomas apresentados, além de notificar o Ministério da Saúde.
“Casos suspeitos precisam ser identificados e investigados com rapidez, mesmo quando o risco de introdução da doença é muito baixo. Isso permite adotar as medidas de assistência e biossegurança desde o primeiro atendimento e concluir o diagnóstico de forma segura”, afirmou à imprensa Regiane de Paula, coordenadora em Saúde da Coordenadoria de Controle de Doenças da Secretaria Estadual de Saúde.
A República Democrática do Congo enfrenta um surto de ebola. O número de casos confirmados da doença já passa de 689, com registro de 139 mortes.
De acordo com informações da agência de notícias Reuters, 17 novos casos foram notificados nas últimas 24 horas, todos na província de Ituri, onde os primeiros casos foram registrados.
* Com informações da Reuters

Internada na quarta-feira (10), a paciente, uma brasileira de 31 anos, era acompanhada no Instituto de Infectologia Emílio Ribas. Os exames que afastaram a suspeita foram realizados pelo Instituto Adolfo Lutz.
Durante o acompanhamento de ambos, o Centro de Vigilância Epidemiológica “Prof. Alexandre Vranjac” (CVE-SP) iniciou a investigação após os pacientes atenderem aos critérios clínicos e epidemiológicos para a classificação como casos suspeitos, considerando o histórico recente de viagem a áreas com transmissão ativa e os sintomas apresentados, além de notificar o Ministério da Saúde.
“Casos suspeitos precisam ser identificados e investigados com rapidez, mesmo quando o risco de introdução da doença é muito baixo. Isso permite adotar as medidas de assistência e biossegurança desde o primeiro atendimento e concluir o diagnóstico de forma segura”, afirmou à imprensa Regiane de Paula, coordenadora em Saúde da Coordenadoria de Controle de Doenças da Secretaria Estadual de Saúde.
A República Democrática do Congo enfrenta um surto de ebola. O número de casos confirmados da doença já passa de 689, com registro de 139 mortes.
De acordo com informações da agência de notícias Reuters, 17 novos casos foram notificados nas últimas 24 horas, todos na província de Ituri, onde os primeiros casos foram registrados.
* Com informações da Reuters
A Secretaria de Estado da Saúde de São Paulo (SES-SP) descartou, nesta sexta-feira (12), a possibilidade do segundo caso suspeito de doença pelo vírus Ebola registrado neste ano no estado paulista. O resultado foi divulgado após análises de amostras coletadas.
O caso havia sido notificado e apresentado como um alerta na última quarta-feira (10), quando uma brasileira de 31 anos, que havia viajado à República Democrática do Congo (RDC), apresentar febre e diarreia.
O Instituto Adolfo Lutz (IAL) realizou análises de biologia molecular realizadas em duas amostras coletadas em períodos diferentes e obteve a resposta negativa.
A mulher, quando foi identificada com a possibilidade da doença, foi transferida de um hospital particular da capital para o Instituto de Infectologia Emílio Ribas (IIER), onde permanece internada, com evolução clínica favorável, e recebe tratamento para gastroenterocolite aguda.
A análise feita foi realizada pelo IAL com técnicas de biologia molecular, capazes de identificar material genético viral.
A primeira amostra da paciente foi coletada antes de 72 horas do início dos sintomas, uma nova coleta foi feita após esse período, conforme o protocolo da Organização Mundial da Saúde (OMS). Os dois resultados foram negativos.
Em 1º de junho, o Estado de São Paulo descartou o primeiro caso suspeito de Ebola registrado neste ano, em um homem de 37 anos que havia viajado à República Democrática do Congo.
A doença pelo vírus Ebola pode apresentar febre alta, dor de cabeça intensa, dores musculares, fadiga, náuseas, vômitos, diarreia e dor abdominal. Casos graves podem apresentar manifestações hemorrágicas e, nas formas críticas, choque e insuficiência de múltiplos órgãos.
A transmissão acontece apenas após o início dos sintomas, pelo contato com sangue, secreções, fluidos corporais ou tecidos de pessoas infectadas.
O vírus não é transmitido por via respiratória.
Luanda, 12 jun (Prensa Latina) Cadetes, oficiales y profesores del Instituto Superior Técnico Militar (ISTM) de Angola, rindieron tributo hoy al líder histórico de la Revolución Cubana, Fidel Castro, en el año del centenario de su nacimiento, el 13 de agosto del 2026.
The post Instituto superior militar de Angola rindió tributo a Fidel Castro first appeared on Noticias Prensa Latina.

Ao todo, são oferecidas 8.238 vagas para pessoas com nível médio, distribuídas em cinco funções:
| Agente censitário administrativo | 1.110 vagas |
| Agente censitário de informática | 1.089 vagas |
| Agente operacional regional | 948 vagas |
| Agente censitário regional | 948 vagas |
| Agente censitário supervisor | 4.143 vagas |
O certame terá as seguintes modalidades de concorrência de vagas: ampla concorrência, pessoas com deficiência, pretos ou pardos, indígenas e quilombolas.
O procedimento de confirmação complementar à autodeclaração de pessoas pretas ou pardas será realizado de forma telepresencial e aplicado exclusivamente aos candidatos que, no ato da inscrição, se declararem desta forma e forem aprovados na prova objetiva.
As inscrições devem ser feitas exclusivamente pelo site do Instituto Brasileiro de Formação e Capacitação (IBFC), responsável pela organização do certame. O prazo se encerra às 23h59 de 1º de julho de 2026.
No ato de inscrição, o candidato deverá escolher o município onde deseja realizar a prova objetiva, conforme a previsão de vagas ofertadas e detalhadas no edital do processo seletivo.
O valor da taxa de inscrição é de R$ 53. O edital especifica que podem pedir a isenção da taxa os doadores de medula óssea com atestado ou laudo emitido por médico de entidade reconhecida pelo Ministério da Saúde, que comprove a doação; e também os inscritos no Cadastro Único para Programas Sociais do governo federal (CadÚnico), que sejam membros de família de baixa renda. Neste caso, não é necessário o envio de documentação.
As remunerações dos aprovados convocados variam de R$ 2.128 a R$ 4.008, conforme a função exercida.
Os contratados também terão direito a benefícios como auxílio-alimentação de R$ 1.192, auxílio-transporte, auxílio pré-escolar, férias proporcionais e décimo terceiro salário proporcional.
A prova objetiva, de caráter eliminatório e classificatório, será composta por 60 questões de múltipla escolha com cinco alternativas cada e uma resposta correta, distribuídas pelas disciplinas por função.
Para ser aprovado, o candidato precisa ter acertado, no mínimo, 18 pontos no total da prova objetiva; e ter alcançado, no mínimo, um ponto em cada disciplina.
De acordo com o edital, a data prevista da prova objetiva é 27 de setembro, com duração de quatro horas.
A previsão de publicação do resultado final do processo seletivo simplificado é 18 de dezembro.

Ao todo, são oferecidas 8.238 vagas para pessoas com nível médio, distribuídas em cinco funções:
| Agente censitário administrativo | 1.110 vagas |
| Agente censitário de informática | 1.089 vagas |
| Agente operacional regional | 948 vagas |
| Agente censitário regional | 948 vagas |
| Agente censitário supervisor | 4.143 vagas |
O certame terá as seguintes modalidades de concorrência de vagas: ampla concorrência, pessoas com deficiência, pretos ou pardos, indígenas e quilombolas.
O procedimento de confirmação complementar à autodeclaração de pessoas pretas ou pardas será realizado de forma telepresencial e aplicado exclusivamente aos candidatos que, no ato da inscrição, se declararem desta forma e forem aprovados na prova objetiva.
As inscrições devem ser feitas exclusivamente pelo site do Instituto Brasileiro de Formação e Capacitação (IBFC), responsável pela organização do certame. O prazo se encerra às 23h59 de 1º de julho de 2026.
No ato de inscrição, o candidato deverá escolher o município onde deseja realizar a prova objetiva, conforme a previsão de vagas ofertadas e detalhadas no edital do processo seletivo.
O valor da taxa de inscrição é de R$ 53. O edital especifica que podem pedir a isenção da taxa os doadores de medula óssea com atestado ou laudo emitido por médico de entidade reconhecida pelo Ministério da Saúde, que comprove a doação; e também os inscritos no Cadastro Único para Programas Sociais do governo federal (CadÚnico), que sejam membros de família de baixa renda. Neste caso, não é necessário o envio de documentação.
As remunerações dos aprovados convocados variam de R$ 2.128 a R$ 4.008, conforme a função exercida.
Os contratados também terão direito a benefícios como auxílio-alimentação de R$ 1.192, auxílio-transporte, auxílio pré-escolar, férias proporcionais e décimo terceiro salário proporcional.
A prova objetiva, de caráter eliminatório e classificatório, será composta por 60 questões de múltipla escolha com cinco alternativas cada e uma resposta correta, distribuídas pelas disciplinas por função.
Para ser aprovado, o candidato precisa ter acertado, no mínimo, 18 pontos no total da prova objetiva; e ter alcançado, no mínimo, um ponto em cada disciplina.
De acordo com o edital, a data prevista da prova objetiva é 27 de setembro, com duração de quatro horas.
A previsão de publicação do resultado final do processo seletivo simplificado é 18 de dezembro.

© Eric Lee for The New York Times, Karen Dillman, via Associated Press
Luanda, 12 jun (Prensa Latina) La firma de acuerdos de cooperación entre Angola y países vecinos como Namibia y el Congo, así como entre diferentes entidades, marcó hoy la segunda jornada del foro de tecnologías de la información y las comunicaciones, Angotic 2026.
The post Firma de varios acuerdos marca segunda jornada de Angotic 2026 first appeared on Noticias Prensa Latina.

Os bichinhos criados pela Federação Internacional de Futebol (Fifa) simbolizam cada uma das três sedes da competição deste ano: Canadá, México e Estados Unidos e fazem parte da tradição do Mundial. Os animais fazem referência à cultura e identidade dos países e têm o objetivo de engajar torcidas e o público infantil, segundo a Fifa.
Simbolizando o México está a onça-pintada Zayu, natura das selvas do sul do país da América do Norte. Ela representa a herança cultural, a dança e a gastronomia, além do espírito vibrante daquele país. Em campo, Zayu é o atacante, exibe engenhosidade e agilidade. A mascote veste uniforme verde e também segura uma bola. A espécie está ameaçada de extinção no México, mas há esforços em andamento indicando aumento da população desses animais, segundo a organização Aliança Nacional para a Conservação do Jaguar (ANCJ).
A águia-careca Clutch nutre um espírito livre, busca aventuras, além de ser uma líder otimista. Representando os Estados Unidos, é uma meio-campista, capaz de mobilizar um time. Clutch, como todos os grandes jogadores nesta posição, une as pessoas, destacou a Fifa sobre a mascote, de cor azul, representada com a bola nos pés.
Símbolo dos Estados Unidos, a águia-careca era considerada um animal sagrado pelos indígenas, que utilizam suas penas em rituais de celebração. A ave já enfrentou ameaça de extinção, mas foi protegida por ações de conservação da espécie, incluindo proibição de uso de um pesticida.
A tradição de mascotes da Fifa começou em 1966, na Inglaterra, com o leãozinho Willie, que vestia uma bandeira do Reino Unido com a palavra Copa do Mundo. Na Copa do México (1970) - a primeira edição do Mundial no país - a mascote era Juanito: um menino que usava um sombrero típico, mas que foi criticado por estereotipar aquela cultura.
A Copa do Mundo no Brasil (2014) também teve a sua mascote, o Fuleco. O tatu-bola, apesar da fama internacional, ainda corre risco de extinção por aqui. O pequeno mamífero teve o status reclassificado de "vulnerável" para "em perigo", na lista vermelha da fauna brasileira.
De acordo com a Associação Caatinga, um entidade não-governamental, que mantém um programa de conservação do tatu-bola, a perda de habitat causada pelo desmatamento, queimadas e pela caça são as principais ameaças ao bichinho. Para atacar o problema, no último dia 10, o governo federal ampliou o Parque Nacional da Serra das Confusões, no Piauí, para 916 mil hectares, o que foi considerado fundamental para proteger o habitat do Fuleco.
A caça ao tatu-bola é parte da cultura regional e um perigo para o bicho. “A gente chegava nos lugares e perguntava às crianças: quem comeu tatu no último ano? Todo mundo levantava a mão”, contou o biólogo Felipe Melo, em 2014, quando ele pesquisou essa espécie.
Em seu ambiente natural, o tatu-bola tem o papel de movimentar os nutrientes da terra, de controlar a presença de formigas e servir de alimento para grandes felinos. Para Melo, a principal forma de proteger o tatu é a criação de áreas naturais, protegidas por lei, para a manutenção de todo o ecossistema.
A Copa do Mundo terá 104 jogos até o dia 19 de julho, quando será a final. A estreia do Brasil será contra Marrocos neste sábado (13), às 19h (horário de Brasília), no MetLife Stadium, em Nova Jersey, pelo Grupo C do Mundial, que tem ainda Haiti e Escócia.