Normal view

Xi Jinping diz que atingiu uma “série de consensos” com Kim Jong-un

10 June 2026 at 03:00

O presidente chinês, Xi Jinping, afirmou que ele e o líder norte-coreano Kim Jong-un chegaram a um “importante consenso” e concordaram em salvaguardar a paz regional e global, em uma mensagem de agradecimento após sua visita a Pyongyang, informou a agência de notícias estatal norte-coreana KCNA nesta terça-feira (9).

Na mensagem divulgada na íntegra pela KCNA, Xi afirmou que as duas partes “trocaram opiniões aprofundadas sobre questões de interesse comum e chegaram a uma série de importantes consensos conjuntos”, refletindo sua determinação em intensificar ainda mais os laços.

Olhando para o futuro, Xi disse estar disposto a trabalhar com Kim “com base em interesses fundamentais e de longo prazo” para “salvaguardar, consolidar e desenvolver de forma constante” as relações bilaterais e contribuir mais para a paz e o desenvolvimento regional e global.

Ele também disse que a visita foi “concluída com sucesso” e que as relações entraram em “uma nova etapa histórica”, ao mesmo tempo em que expressou esperança de se encontrar com Kim novamente.

Xi visitou Pyongyang entre segunda (8) e terça-feira em sua primeira viagem à Coreia do Norte em sete anos. Xi disse que a visita estabeleceu um entendimento mais profundo e abrangente, abrindo um caminho mais claro para o desenvolvimento das relações, informou a agência oficial de notícias chinesa Xinhua.

Os dois líderes concordaram em ampliar a cooperação nas áreas política, econômica, comercial e cultural, ao mesmo tempo em que se comprometeram a estreitar a comunicação estratégica entre seus governos, segundo a mídia estatal de ambos os países.

“A cooperação prática é uma importante força motriz por trás do desenvolvimento das relações entre a China e a RPDC”, afirmou a Xinhua, destacando também setores como agricultura, tecnologia e construção.

Os dois países também devem aproveitar a reabertura total das passagens de fronteira e a retomada dos voos da aviação civil e dos trens internacionais de passageiros, informou a mídia oficial chinesa.

Outras reportagens da KCNA informaram que os dois líderes prestaram homenagem na Torre da Amizade Sino-Coreana, em Pyongyang, que homenageia os soldados chineses que morreram na Guerra da Coreia, e visitaram uma escola de treinamento político para quadros do partido.

Por que existem duas Coreias e qual a diferença entre elas? Entenda

“Russia spits in our faces” and the UN pretends it’s “just rain” – UN envoy reports May deadliest month for Ukrainian civilians since 2022

9 June 2026 at 19:13

Andrii Melnyk, Permanent Representative of Ukraine to the UN. Photo: Suspilne

May was the deadliest month for civilians in Ukraine since April 2022, according to the United Nations, which presented updated casualty data to the UN Security Council during an emergency meeting requested by Kyiv, Suspilne reported.

Latvian UN envoy Sanita Pavļuta-Deslandes said preliminary figures show a sharp rise in civilian harm, warning that the final statistics for May are expected to be even higher. 

She said attacks during the month included strikes on civilian gatherings, including a funeral in Sumy, which she cited as an example of Russia targeting “so-called legitimate objectives,” according to Suspilne.

She also noted that in the first quarter of 2026 alone, 190 attacks were recorded on medical facilities, including maternity hospitals, while more than 200 educational institutions were damaged or destroyed. The number of injured children increased by 49%, according to UN data cited at the session.

The Security Council meeting came on June 8 following a wave of Russian strikes across Ukraine.

Ukraine accuses Russia of systematic deception at UN

Ukraine’s permanent representative to the UN, Andrii Melnyk, used the session to sharply criticize Russia’s role at the United Nations, arguing that Moscow continues to deny responsibility while undermining international reporting on the war.

“Russia spits in our faces with lies, and we pretend it is just rain,” Melnyk said during the meeting, according to Suspilne.

He suggested that Russia should consider leaving the UN if it rejects its own obligations under international law and dismisses UN investigative findings.

Melnyk also called for Russia to be excluded from UN peacekeeping operations, pointing to its inclusion in UN listings related to sexual violence in conflict and repeated findings on violations involving children and armed conflict.

He urged member states to take action on these findings, saying Russia’s participation in UN structures undermines the credibility of the system itself.

The meeting highlighted growing tensions inside the Security Council as Russia continues to face accusations of escalating strikes on civilian infrastructure while maintaining its role as a permanent member of the body.

Kim Jong-un diz que amizade com China é "tarefa estratégica"

9 June 2026 at 08:24
Na visita de Xi Jinping à Coreia do Norte, os líderes discutiram o reforço da cooperação, defesa da soberania, segurança e interesses, numa cimeira para fortalecer as relações bilaterais.

© KCNA/EPA

As informações também não mencionam a desnuclearização, os Estados Unidos ou a Coreia do Sul

Xi Jinping evita presionar a Kim Jong-un sobre las armas nucleares pese a la petición de Trump

9 June 2026 at 06:38
El presidente chino refuerza la alianza con Corea del Norte en una visita a Pyongyang Leer

El presidente chino refuerza la alianza con Corea del Norte en una visita a Pyongyang

La Corea del Nord non vuole essere solo il junior partner della Cina

9 June 2026 at 03:45

Xi Jinping è stato accolto a Pyongyang come si accoglie un alleato storico. Ieri, in piazza Kim Il Sung, una folla festante agitava bandiere cinesi e nordcoreane sotto gli slogan che celebravano l’«eterna amicizia» tra i due Paesi. Ad aspettarlo c’erano Kim Jong Un e la moglie Ri Sol Ju, una guardia d’onore dell’Esercito popolare coreano e una coreografia studiata per rappresentare l’unità tra Pechino e Pyongyang. Nei messaggi diffusi dai media di Stato, Xi ha definito le relazioni bilaterali giunte a un «nuovo punto di partenza storico», perché Cina e Corea del Nord condividono le «nuove missioni del nostro tempo».

Dietro la liturgia dell’amicizia di lunga data c’è una relazione stratificata, che non riguarda solo i due Paesi. L’ultima visita di Xi in Corea del Nord risaliva al 2019. Da allora è cambiato molto. La pandemia ha isolato ulteriormente Pyongyang, la guerra in Ucraina ha avvicinato Kim Jong Un a Vladimir Putin e il programma nucleare nordcoreano è diventato ancora più sofisticato. Soprattutto, la Corea del Nord non dipende più dalla Cina come un tempo.

Xi Jinping usa i suoi viaggi all’estero di inizio anno sempre in maniera strategica, come per mandare un messaggio al mondo. Nel 2023 la priorità della diplomazia cinese era la Russia, l’anno dopo l’Europa, mentre nel 2025 era il Sud-est asiatico. Adesso la scelta è caduta sulla Corea del Nord, uno dei fronti più delicati della competizione geopolitica in Asia.

Ai tempi dell’ultima visita a Pyongyang, nel 2019, il negoziato sul nucleare nordcoreano con gli Stati Uniti era ancora vivo, e Cina e Russia sostenevano formalmente il regime di sanzioni internazionali costruito per convincere il leader nordcoreano a rinunciare alle sue ambizioni atomiche. Oggi Kim non parla più di denuclearizzazione. Anzi, continua ad ampliare il proprio arsenale e considera ormai irreversibile lo status della Corea del Nord come potenza nucleare. Anche per Xi la priorità è cambiata. Il leader cinese, scrive l’Economist, sembra ormai più interessato a gestire una Corea del Nord nucleare che a disarmarla – o forse sa che dissuaderla sarebbe un impegno troppo dispendioso. L’obiettivo principale è evitare che Pyongyang scivoli troppo nell’orbita di Mosca, che negli ultimi anni ha accresciuto enormemente la propria influenza grazie alla cooperazione militare nata attorno alla guerra in Ucraina.

Non è una questione secondaria. La Cina resta di gran lunga il principale partner economico della Corea del Nord: la maggior parte del commercio estero nordcoreano passa ancora attraverso il confine cinese e nei primi mesi del 2026 gli scambi tra i due Paesi sono cresciuti di oltre il venti per cento rispetto all’anno precedente. Ma l’invasione russa dell’Ucraina ha modificato gli equilibri. In cambio di munizioni, missili e soldati inviati al fronte, Mosca ha fornito a Pyongyang energia e tecnologia militare, oltre a nuova liquidità e sostegno diplomatico.

Per questo motivo la visita di Xi assume un significato diverso da quello suggerito dalla coreografia dell’accoglienza.

Per anni la Corea del Nord è stata descritta come uno Stato isolato, economicamente dipendente dalla Cina e costretto a muoversi entro limiti ben definiti. In un certo senso è ancora così. Ma diversi osservatori ritengono che questa rappresentazione non sia più sufficiente: per la prima volta da molti anni, Pyongyang ha qualche carta alternativa da mettere sul tavolo nella sua alleanza con Pechino. In una lunga analisi pubblicata sul numero di maggio-giugno di Foreign Affairs, Oriana Skylar Mastro, politologa della Stanford University e studiosa degli equilibri strategici nell’Indo-Pacifico, sostiene che la guerra in Ucraina stia modificando profondamente la posizione internazionale di Pyongyang. I rapporti economici, militari e diplomatici costruiti con Mosca negli ultimi anni hanno «alleviato parte della pressione che per decenni ha mantenuto la Corea del Nord subordinata alla Cina». Il risultato è che Pyongyang «dispone oggi di meno vincoli che mai e può permettersi di giocare su due tavoli, sfruttando contemporaneamente il sostegno della Russia e quello della Cina».

La nuova libertà di manovra della Corea del Nrod arriva anche al culmine di un processo di lunga duranta, che ha portato un profonda trasformazione interna del regime. Ne ha parlato il New York Times in una lunga ricostruzione pubblicata poco prima del viaggio di Xi Jinping: Kim Jong Un ha sfruttato gli anni della pandemia per rafforzare il controllo sulla società e sull’economia nordcoreana, trasformando una fase che sembrava minacciare la sopravvivenza del regime in un’opportunità per consolidare il proprio potere. «Kim ha iniziato la pandemia chiudendo il confine con la Cina, emanando ordini di sparare a vista per impedire ai nordcoreani di fuggire oltre confine. Ha represso il commercio e il contrabbando attraverso il confine, costringendo il suo popolo a dipendere meno dalle importazioni e a produrre più beni a livello nazionale», si legge sul New York Times. La crisi sanitaria è diventata quindi l’occasione per ricostruire il monopolio statale sull’economia e sull’informazione, riportando sotto il controllo del partito gli spazi di autonomia che si erano aperti dopo la grande carestia degli anni Novanta.

Nel 2022 l’invasione dell’Ucraina gli ha offerto un altro assist. Il sostegno militare fornito a Mosca – dalle munizioni ai missili, fino all’invio di migliaia di soldati – ha permesso alla Corea del Nord di migliorare la sua condizione di junior partner nei rapporti bilaterali. Secondo il New York Times, l’economia nordcoreana è tornata a crescere nel 2024 al ritmo più elevato degli ultimi otto anni, mentre il regime ha ripreso a investire in infrastrutture, edilizia e grandi progetti simbolici. «Negli ultimi anni, Kim Jong-un è passato dall’inferno al paradiso», ha detto al New York Times Jiro Ishimaru, caporedattore dell’agenzia di stampa giapponese Asia Press International.

La nuova realtà della Corea del Nord cambia anche la sua posizione all’interno di quell’asse delle autocrazie che Anne Applebaum nel suo saggio del 2024 aveva definito “Autocrazie S.p.A.”.

Pur dipendendo ancora da Cina e Russia, sul piano globale Pyongyang è riuscita a rilanciare il suo valore strategico e questo le consente di giocare una partita molto più autonoma. Le autocrazie continuano a collaborare e a sostenersi reciprocamente, come scrivevamo anche su Linkiesta Magazine la scorsa estate. Ma la visita di Xi a Pyongyang mostra che all’interno di quella rete esistono anche interessi divergenti e nuove forme di competizione. Putin ha bisogno di Kim per sostenere il proprio sforzo bellico. Xi non vuole perdere influenza sulla penisola coreana. E Kim, forse più di tutti, sta imparando a sfruttare questa situazione a proprio vantaggio.

L'articolo La Corea del Nord non vuole essere solo il junior partner della Cina proviene da Linkiesta.it.

«Interferência em assuntos internos» quando convém aos EUA

By: A A
8 June 2026 at 17:46

EUA atacam relatores da ONU que denunciam racismo, pobreza ou sanções. Defendem “interferência” quando convém e arruínam quem investiga seus crimes.

Junte-se a nós no Telegram Twitter e VK.

Escreva para nós: info@strategic-culture.su

As tensões entre Washington e os relatores especiais da ONU não se limitaram à política externa ou à “guerra ao terror”. Em diferentes momentos, especialistas internacionais que voltaram os olhos para problemas internos dos Estados Unidos — racismo estatal, pobreza extrema e impactos humanitários de sanções econômicas — também passaram a enfrentar pressão política, ataques públicos e campanhas de deslegitimação.

A questão racial foi um dos temas mais sensíveis.

Muito antes do assassinato de George Floyd, mecanismos da ONU já vinham denunciando padrões persistentes de discriminação racial, violência policial e encarceramento em massa nos EUA. Um dos nomes mais associados a esse debate foi o sociólogo senegalês Doudou Diène, relator especial da ONU sobre formas contemporâneas de racismo entre 2002 e 2008.

Após visitas aos Estados Unidos e investigações sobre discriminação racial, Diène alertou para a persistência de estruturas históricas de desigualdade profundamente ligadas ao legado da escravidão e da segregação racial. Seus relatórios chamavam atenção para disparidades econômicas, tratamento desigual no sistema de justiça criminal e violência policial contra negros.

Em certos momentos, diplomatas americanos trabalharam para reduzir o impacto político de relatórios considerados excessivamente críticos dentro dos fóruns multilaterais.

A tensão se intensificou após os protestos de 2020 contra a violência policial. Países africanos chegaram a defender, no Conselho de Direitos Humanos da ONU, mecanismos internacionais mais robustos de investigação sobre racismo sistêmico nos Estados Unidos. Washington resistiu à ideia de qualquer instrumento de monitoramento direcionado especificamente ao país, e a proposta acabou diluída em uma investigação mais ampla sobre racismo no mundo.

Outro caso emblemático de atrito ocorreu com o professor australiano Philip Alston, relator especial da ONU sobre pobreza extrema e direitos humanos entre 2014 e 2020.

Após uma missão aos EUA em 2017, Alston publicou um relatório devastador sobre desigualdade, desproteção social e precarização econômica no país mais rico do mundo. O especialista afirmou que o chamado “American Dream” corria o risco de transformar-se numa “American illusion”, denunciando o contraste entre extrema riqueza e pobreza disseminada.

Durante visitas a estados como Alabama, Califórnia e Porto Rico, Alston descreveu comunidades sem saneamento adequado, pessoas vivendo em trailers degradados, crescimento do número de sem-teto e erosão de programas sociais.

Suas conclusões provocaram reações irritadas entre políticos conservadores e setores da imprensa americana. Ao contrário do que sempre fazem quando as críticas são aos inimigos dos EUA, eles acusaram o relator de ideologização e de ignorar a prosperidade média do país. Em certos círculos políticos, sua missão foi retratada como interferência indevida em assuntos internos dos EUA – uma grande ironia, vindo de quem veio.

A relação conflituosa reapareceria ainda no debate sobre sanções econômicas internacionais.

A jurista bielorrussa Alena Douhan, relatora especial sobre o impacto negativo de medidas coercitivas unilaterais, tornou-se alvo frequente de críticas após publicar relatórios apontando os efeitos humanitários das sanções impostas por Washington contra países como Venezuela, Síria e Irã.

Douhan argumentava que restrições econômicas amplas frequentemente agravavam crises humanitárias ao afetar acesso a medicamentos, alimentos, infraestrutura energética e sistemas de saúde. Em visitas e relatórios, sustentou que sanções unilaterais podiam violar direitos humanos fundamentais quando produziam sofrimento generalizado da população civil.

Nos EUA e em países aliados, críticos passaram a acusá-la de reproduzir narrativas de governos “autoritários” e minimizar responsabilidades internas por crises econômicas. Organizações políticas e think tanks ocidentais frequentemente tentaram desqualificar seu mandato, questionando a credibilidade de suas conclusões e denunciando suposta proximidade excessiva com governos sancionados.

Durante décadas, os Estados Unidos responderam a especialistas da ONU com métodos relativamente previsíveis: ataques políticos, campanhas diplomáticas, recusa de acesso, tentativas de esvaziar mandatos, pressão sobre o Conselho de Direitos Humanos ou esforços para deslegitimar publicamente relatores considerados hostis. No caso Albanese, Washington lançou mão do aparato coercitivo do próprio Estado americano — especialmente seu poder financeiro global.

Em todos os casos, o preço de se desafiar os EUA é muito alto. Não apenas para os relatores, que não podem realizar plenamente o seu trabalho. Mas, sobretudo, para os futuros relatores e especialistas – o recado é: não mexam com os interesses dos EUA e de seus aliados (sobretudo Israel), caso contrário sua carreira será arruinada.

Basta ver que, comparativamente aos países do chamado “Sul Global”, a abordagem dos funcionários independentes da ONU é muito mais amistosa com os EUA e seus aliados e os casos expostos nesta série são exceções da regra número um das Nações Unidas: atue contra os países alvo da cobiça imperialista.

Aqueles, que são a maioria, que seguiram perfeitamente o roteiro da ONU e investiram contra a Rússia, China, Belarus, Coreia do Norte, Venezuela, Irã, Nicarágua (ou seja, contra os alvos do imperialismo) tiveram sua carreira garantida, com premiações, sucesso, prestígio, forte apoio diplomático ocidental, ampla repercussão nos grandes jornais, intensa circulação de seus relatórios em ONGs e governos e audiências parlamentares, sanções e resoluções baseadas em suas acusações.

Por sua vez, os que desafiaram as estruturas e os chefes imperialistas da ONU são basicamente censurados, invisibilizados, descredibilizados, caem no ostracismo, sofrem intensa pressão psicológica, ameaças, sanções econômicas e proibição de entrada em eventos internacionais – inclusive os da própria ONU, pois sua sede central é justamente nos Estados Unidos.

Tenhamos um pouco de empatia com os burocratas a serviço da ONU: quem que deseje subir na vida e receber amplo prestígio mundial irá arriscar sua carreira colocando o dedo nas feridas dos seus patrões? Praticamente ninguém. E é assim que a ONU permanece quase absolutamente instrumentalizada pelas potências imperialistas, desde o primeiro momento de sua criação.

China Reasserts Itself, to Contain North Korea’s Tilt Toward Russia

On a rare visit to North Korea, China’s leader, Xi Jinping, projected unity but also sought to remind Kim Jong-un that he is the senior partner in their alliance.

© Pedro Pardo/Agence France-Presse — Getty Images

A giant screen in Beijing displayed news footage on Monday of the meeting between China’s president, Xi Jinping, and North Korea’s leader, Kim Jong-un, in North Korea.

North America put to the test: Countdown to an (almost) ready World Cup

“The world will stand still, and the eyes of the world will be focused on North America,” the 56-year-old Swiss president of FIFA, Gianni Infantino, said a few days ago from the United Nations headquarters in New York. With four days to go before the ball starts rolling, the three host countries — the United States, Mexico, and Canada — say they have everything ready. Or, more precisely, almost everything. The biggest soccer tournament in history — 48 national teams playing a total of 104 matches — takes place amid various circumstances that complicate organization: the United States remains at war with Iran, President Donald Trump’s strict immigration policies are frightening away many supporters, and FIFA’s dynamic-pricing ticket system has put seats out of reach for much of the fan base.

Seguir leyendo

Reopening match at Estadio Azteca between Mexico and Portugal in Mexico City on Saturday, March 28, 2026.

© Jeffrey McWhorter (EFE)

Mural commemorating the World Cup in Dallas.

Corte Penale Internazionale, uno strumento di persecuzione imperialista

By: A A
7 June 2026 at 22:05

Dalla Jugoslavia alla Libia, il messaggio è chiaro: giustizia solo per i nemici dell’America.

Segue nostro Telegram.

Fatou Bensouda, ex procuratore capo della Corte penale internazionale, ha recentemente rivelato che il Mossad ha esercitato pressioni dirette su di lei nel tentativo di bloccare le indagini sui famigerati crimini commessi da Israele durante il genocidio a Gaza.

Il primo approccio ha avuto luogo presso la sua stessa abitazione all’Aia. «Sono venuti direttamente a casa mia», ha dichiarato ad Al Jazeera. Successivamente, l’allora capo del Mossad, Yossi Cohen, ha tenuto personalmente degli incontri con Bensouda, durante i quali ha minacciato lei e la sua famiglia qualora le indagini fossero proseguite.

Un’altra rivelazione fatta da Bensouda — che, tuttavia, non ha ricevuto altrettanta attenzione — è stata che, sebbene avessero rintracciato i numeri di telefono degli agenti e ne avessero identificato l’origine in Israele, i funzionari responsabili della sicurezza presso la CPI e le autorità olandesi non hanno dato seguito al caso di intimidazione. «Mi sono sentita abbandonata. Mi sono sentita priva di sostegno», ha confessato Bensouda.

Le sue dichiarazioni costituiscono una nuova prova della protezione concessa a Israele dalle istituzioni multilaterali. Inoltre, indicano che queste istituzioni forniscono tale protezione proprio perché sono controllate dalle potenze imperialiste — le stesse potenze che hanno creato lo Stato di Israele e lo hanno sostenuto fino ad oggi, anche durante il genocidio a Gaza.

La Corte penale internazionale — nota anche come Corte dell’Aia — è stata uno degli strumenti imperialisti più importanti per attaccare i paesi i cui governi sono scomodi alla dittatura degli Stati Uniti e dei loro alleati europei, impiegando un doppio standard sempre più evidente. Creata per perseguire i crimini commessi in tempo di guerra, con il consenso dei sistemi giudiziari locali e solo quando questi ultimi erano incapaci di farlo a causa delle conseguenze della guerra, la CPI si è trasformata nel padrone del diritto internazionale e persino delle giurisdizioni nazionali.

Perseguire i nemici

«La CPI è diventata uno strumento di pressione e destabilizzazione contro i paesi poveri», ha dichiarato il ministro della Giustizia del Burundi nel 2016, annunciando il ritiro del paese dalla corte internazionale.

Negli ultimi anni si è verificata una vera e propria ribellione tra i paesi africani contro la CPI, che sembra interessata solo a perseguire i leader di quel continente. Jacob Zuma ha tentato di ritirare il Sudafrica, ma la magistratura sudafricana ha annullato la sua decisione e poco dopo è stato destituito in quello che è stato a tutti gli effetti un colpo di Stato — un evento che puzza chiaramente di cospirazione imperialista contro il leader nazionalista dell’African National Congress.

Poco dopo, la Corte penale internazionale ha accusato i leader della Costa d’Avorio di “crimini contro l’umanità” per giustificare un colpo di Stato promosso dalla Francia (assolvendoli in seguito, ma solo dopo che il colpo di Stato si era già consolidato).

Forse il caso più scandaloso (o che dovrebbe esserlo) è stata la detenzione all’Aia di Slobodan Milošević. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica e del blocco orientale, la Jugoslavia era l’unico paese al di là dell’ex «cortina di ferro» a mantenere un regime sovrano, con Milošević alla sua guida. Le potenze imperialiste si mossero per sbarazzarsi di lui: alimentarono una serie di guerre per disintegrare la Jugoslavia, bombardarono la Serbia e successivamente promossero una rivoluzione colorata.

Non contente di tutto ciò, hanno utilizzato il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (un laboratorio giuridico e istituzionale per quello che sarebbe poi diventato la Corte penale internazionale) per accusare Milošević di essere responsabile della pulizia etnica in Bosnia. È stato incarcerato all’Aia ed è morto nel 2006 prima di ricevere una sentenza perché i responsabili della sua detenzione gli hanno negato le cure mediche di cui aveva bisogno.

Dieci anni dopo, il tribunale ha finalmente riconosciuto di non aver trovato prove sufficienti per condannarlo. Non ce n’erano state — né erano necessarie, poiché la missione era già stata compiuta: la Jugoslavia non esisteva più e le sue rovine erano passate nelle mani degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

Muammar Gheddafi subì un destino simile a quello di Milošević anni dopo. La Corte penale internazionale (CPI) fornì inoltre il proprio sostegno all’assassinio del leader arabo e alla distruzione della Libia. L’allora procuratore capo della CPI, Luis Moreno Ocampo, era un uomo legato alle università americane e israeliane e all’ONG Transparency International.

Basandosi esclusivamente su articoli pubblicati da giornali che sostenevano l’invasione della Libia — e che a loro volta erano sostenuti dai governi invasori della Libia — Ocampo ha raccolto presunte prove per incriminare Gheddafi, suo figlio e suo genero. Probabilmente ha riso proprio come Hillary Clinton quando è stata applicata una giustizia di stampo imperiale contro Gheddafi.

Più recentemente, la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto contro Vladimir Putin sulla base di ciò che l’autore definisce una vera e propria menzogna: che la Russia avesse rapito bambini ucraini. In realtà, la maggioranza della popolazione del Donbass, oppressa dal regime ucraino dal 2014, si considera russa e ha sostenuto l’integrazione delle proprie regioni nella Federazione Russa attraverso un referendum.

I bambini del Donbass sono fuggiti in Russia insieme alle loro famiglie alla ricerca di un luogo sicuro per sfuggire ai bombardamenti e ai massacri perpetrati dalle forze militari e paramilitari fasciste che agiscono su ordine di Kiev. Circa 15.000 persone sono morte per mano del regime ucraino tra il 2014 e il 2022, e da allora sono stati commessi ulteriori massacri, ma questo non ha importanza per la CPI.

Nel prossimo articolo vedremo come la CPI protegga le potenze imperialiste – che sono le nazioni più criminali del mondo – e la composizione della struttura interna della Corte, dominata dagli interessi imperialisti a tutti i livelli, garantendone il funzionamento come strumento di controllo e dittatura sui paesi poveri.

Los agricultores andaluces piden que Vox no asuma la cartera de Agricultura en las negociaciones para la investidura de Moreno

8 June 2026 at 14:39
El presidente de  la Junta de Andalucía, Juan Manuel Moreno, charla con agricultores y ganaderos durante la visita a una explotación ganadera de la provincia de Córdoba, durante la pasada campaña electoral.

Los equipos negociadores de PP y Vox aún no se han sentado para concretar los términos para la investidura del dirigente popular y presidente de la Junta de Andalucía en funciones, Juan Manuel Moreno, y ni siquiera se sabe cómo van a ser los términos de ese diálogo —si primero se cerrará la composición de la mesa del Parlamento, que se constituye este jueves, o si de forma paralela se abordará un pacto que abarque toda la legislatura...—, de acuerdo con lo que este lunes ha reconocido el secretario general del PP andaluz, Antonio Repullo, en una comparecencia ante los medios de comunicación. Sin embargo, los agricultores de la comunidad ya han dejado claro que no quieren ser moneda de cambio ante un eventual acuerdo de Gobierno y que son partidarios de que la Consejería de Agricultura no pase a manos de los ultras, como ha sucedido en Extremadura, Aragón y Castilla y León. “ASAJA, COAG, UPA y Cooperativas Agroalimentarias de Andalucía consideran fundamental garantizar la continuidad de los equipos de decisión y gestión que han venido trabajando en la Consejería”, indican estas entidades en un comunicado conjunto que han hecho público esta mañana.

Seguir leyendo

Irmã de Kim. Programa nuclear é "absolutamente inegociável"

8 June 2026 at 11:10
Kim Yo-jong, o cérebro por detrás da imagem da Coreia do Norte, reiterou compromisso de reforçar o arsenal atómico. Mensagem surge como resposta aos EUA sobre a alegada "desnuclearização" do país.

© Getty Images

Declarações da irmã do líder da Coreia do Norte surgiram antes da visita do Presidente chinês ao país

Xi Jinping viaja a Corea del Norte en busca de un “nuevo punto de partida histórico” entre ambos países

8 June 2026 at 08:53

China y Corea del Norte reafirman sus lazos. El presidente chino, Xi Jinping, ha aterrizado este lunes en Pyongyang, la capital del hermético país nuclear, para una visita de Estado de dos días en la que se espera que sea agasajado con toda la pompa y los honores de los grandes acontecimientos por el líder norcoreano, Kim Jong-un. El viaje ―el primero de Xi a su vecino desde 2019― subraya la voluntad de acercamiento de Pekín, tras un período en el que Corea del Norte ha cultivado buenas relaciones con Rusia, en una triangulación que no siempre ha convencido al Gobierno chino.

Seguir leyendo

© Yin Bogu (Yin Bogu/Xinhua via AP)

Encuentro entre el líder norcoreano, Kim Jong-un (derecha) y el presidente chino, Xi Jinping, este lunes.

US adversaries China, North Korea strengthening ties as Xi, Kim set to begin talks

8 June 2026 at 07:55

A pair of U.S. adversaries — China and North Korea — appear to be strengthening relations, with Chinese President Xi Jinping's arrival in Pyongyang on Monday for a rare state visit.

This is Xi's first trip to North Korea in seven years, and experts say the visit is likely aimed at reasserting China’s unique influence over North Korea in exchange for providing economic and political benefits.

Xi is scheduled to meet North Korean leader Kim Jong Un in what will be their first summit since September, when they met in Beijing after viewing a military parade alongside Russian President Vladimir Putin and other foreign leaders.

No specific agenda has been mentioned, but foreign experts predict the meeting to have a significant impact on bilateral ties and more, as both sides seek to fully restore their traditional alliance amid separate disputes with the U.S. government.

NORTH KOREA UPDATES CONSTITUTION TO REQUIRE AUTOMATIC NUCLEAR STRIKE IF KIM JONG UN ASSASSINATED: REPORT

Xi’s trip comes after his back-to-back summits with U.S. President Donald Trump and Putin in Beijing last month. Xi plans to meet Trump again for a U.S. visit in September.

China has, for years, been North Korea's economic lifeline and primary diplomatic backer. China has refrained from fully enforcing U.N. sanctions on North Korea and sent clandestine aid to support its impoverished neighbor.

This year marks 65 years since the two nations signed a mutual defense treaty.

Despite this, there have been questions about their ties in recent years, as North Korea has prioritized cooperation with Russia by supplying troops and weapons to support its war against Ukraine and received economic and military assistance from Moscow in return.

Experts warn that restoring China's exclusive influence over North Korea would give Xi leverage with Trump, who has repeatedly expressed his wish to restart diplomacy with Kim.

Analysts said Xi would likely offer Kim economic aid packages such as shipments of rice and fertilizers, a resumption of Chinese group tourism to North Korea and joint economic projects.

Xi may also avoid the issue of denuclearization of North Korea, which wants to achieve international recognition as a nuclear weapons state, as a way to call for lifting of U.N. sanctions on North Korea, according to experts.

After last month’s summit between Trump and Xi, the U.S. government said the two leaders affirmed their shared goal to denuclearize North Korea.

But China only said the leaders spoke about the nuclear issue on the Korean Peninsula. Kim’s sister and senior official Kim Yo Jong dismissed the readout of the meeting as "false information."

NORTH KOREAN DICTATOR SAYS GOVERNMENT WILL KEEP CEMENTING NATION'S 'IRREVERSIBLE STATUS AS A NUCLEAR POWER'

Last week, Kim unveiled a new plant to produce nuclear ingredients and pledged to bolster the country’s nuclear forces "at an exponential rate." He also said he is seeking to speed up efforts to build a nuclear-armed navy.

On Sunday, Kim Yo Jong described a U.S. plan for the denuclearization of North Korea as an "escapist and anachronistic dream."

CLICK HERE TO DOWNLOAD THE FOX NEWS APP

Kim Jong Un has dismissed U.S. and South Korean offers for talks as he focuses on enlarging and modernizing his nuclear arsenal. The North Korean leader in September urged the U.S. to withdraw its demand for North Korea to denuclearize as a precondition for resuming diplomacy.

The Associated Press contributed to this report.

“¿Los negocios de amigos donde todos lo hacen todo? Eso no es romanticismo, es supervivencia”: Germán Franco, cocinero de Almarge

8 June 2026 at 04:25
Germán Franco, chef, y Marta Robuts, jefa de sala, del restaurante Almarge, en Badalona.

“El nombre de Almarge [‘Al margen’ en español] responde a varios significados. Por un lado, estamos en Badalona, al margen de Barcelona, que es donde nos conocimos y trabajábamos. También es, en cierta manera, un acrónimo de nuestros nombres: al MAR(ta) GE(rmán)” contestan casi al unísono Marta Rombouts y Germán Franco cuando se les pregunta por su restaurante y por su ubicación, alejada de los circuitos habituales de los amantes de la gastronomía de la Ciudad Condal, aunque —en realidad— uno pueda plantarse en su puerta en poco más de treinta minutos desde el centro de Barcelona en un cómodo viaje con la línea 2 del metro.

Seguir leyendo

Ventresca de atún con aceituna negra y pimiento escalibado, del restaurante Almarge.Sala del restaurante Almarge, en la Calle León de Badalona.Atún marinado con tomate y cereza, del restaurante Almarge.Milhojas de vainilla con fresa, del restaurante Almarge.Germán Franco, chef de Almarge, trabajando en la cocina de su restaurante de Badalona.

Xi Jinping arrives in Pyongyang on trip to revitalise China-North Korea ties

Kim Jong-un welcomes Chinese leader on visit to renew relations strained amid Pyongyang’s closeness with Russia

Xi Jinping has arrived in North Korea for a two-day trip, his first in nearly seven years, as China’s leader looks to revitalise ties with his junior ally.

Footage published by China’s Xinhua state news agency showed an Air China plane carrying Xi and his wife, Peng Liyuan, touching down at Pyongyang’s Sunan international airport.

Continue reading...

© Photograph: Xinhua/Shutterstock

© Photograph: Xinhua/Shutterstock

© Photograph: Xinhua/Shutterstock

Conviasa de Venezuela informó irregularidad en vuelo Cancún-Maiquetía

7 June 2026 at 19:25

Caracas, 7 jun (Prensa Latina) El Consorcio Venezolano de Industrias Aeronáuticas y Servicios Aéreos, S.A. (Conviasa) informó hoy en un comunicado que el vuelo comercial que cubría la ruta Cancún–Maiquetía sufrió afectaciones por un desvío en condiciones no previstas.

The post Conviasa de Venezuela informó irregularidad en vuelo Cancún-Maiquetía first appeared on Noticias Prensa Latina.

Alexander the Great’s Encounters With Sea Monsters

6 June 2026 at 09:04
sea monster
Alexander the Great is said to have encountered sea monsters during his campaigns. Credit: Johann Bayer / Public domain / Wikimedia Commons

As one of the most famous figures in human history, it comes as little surprise that the life of Alexander the Great is tied to several legends of mythic proportions, of which several concern the conqueror’s encounters with sea monsters.

Alexander’s armies traversed much of the known ancient world, leaving their native Macedon far behind them. Over the course of their long campaigns, they encountered many strange sights, some of which may have inspired later myths and legends.

At least two historians, from the ancient and medieval periods, described Alexander the Great and his encounters with sea monsters. The first was Diodorus Sciulus, a Greek historian of the 1st century BC and the Arab scholar Ibn Khaldun of the 14th century AD.

The sea creature at the siege of Tyre, 332 BC

In 323 BC, the intrepid Macedonian king laid siege to Tyre, a well-fortified Phoenician city-state on the coast of the Mediterranean. The city was extremely difficult to penetrate because it was located on an island and was defended by high walls that came right up to the sea.

Nevertheless, it was necessary to capture Tyre to deny the Persians access to a strategically important naval base. Thus, Alexander ordered his engineers to prepare artillery pieces and siege works for an assault on the city.

However, whilst this effort was underway, a strange event in which the army of Alexander the Great encountered a sea monster in the waters around Tyre occurred, according to the writings of Diodorus Siculus.

hippocamp
Late 5th century ancient Greek red-figure pottery depicting a hippocamp, a mythical creature with a horse’s body and the tail of a fish. Credit: Metropolitan Museum of Art / CC0, / Wikimedia Commons

“As the Macedonian construction came within range of their missiles, portents were sent by the gods to them in their danger,” wrote Diodorus Siculus.  “Out of the sea, a tidal wave tossed a sea monster of incredible size into the midst of the Macedonian operations.”

“It crashed into the mole but did it no harm, remained resting a portion of its body against it for a long time and then swam off into the sea again,” continued the Greek historian. “This strange event threw both sides into superstition, each imagining that the portent signified that Poseidon would come to their aid, for they were swayed by their own interest in the matter.”

A less fantastical explanation for this incident is possible than a mythical sea monster sent by Poseidon. The creature in question may have been a shark, dolphin, whale, or other entirely normal aquatic inhabitant.

Alexander the Great and the sea monsters of Alexandria

The siege of Tyre was not the only time Alexander is said to have encountered a sea monster. According to the Arab scholar Ibn Khaldun, he saw several mythical aquatic beasts in Egypt.

In fact, Ibn Khaldun claimed that sea monsters initially halted the construction of Alexandria until Alexander devised a way to scare them away from the area.

“Sea monsters prevented Alexander from building Alexandria,” wrote the scholar. “He took a wooden container in which a glass box was inserted, and dived in it to the bottom of the sea. There he drew pictures of the devilish monsters he saw.”

According to Ibn Khaldun, “He then had metal effigies of these animals made and set them up opposite the place where building was going on. When the monsters came out and saw the effigies, they fled. Alexander was thus able to complete the building of Alexandria.”

Actor James Handy, killed in his Los Angeles home by his girlfriend’s son

5 June 2026 at 08:28

James Handy, an 81-year-old New York actor who had small roles in films such as Jumanji and the more recent Top Gun: Maverick, was killed outside his Los Angeles home. The confessed killer is his girlfriend’s son, a 44-year-old man named Michael Gledhill, who remains jailed on $2 million bail.

Seguir leyendo

Actor James Handy.
❌