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Infantino diz que Los Angeles será invadida por “bárbaros felizes” na Copa

10 June 2026 at 12:16

O presidente da Fifa, Gianni Infantino, afirmou que Los Angeles está prestes a ser “invadida” por torcedores de futebol de todo o mundo durante a Copa do Mundo de 2026. A declaração foi feita durante o evento de abertura das festividades do torneio, realizado no Los Angeles Memorial Coliseum.

Às vésperas dos primeiros jogos da competição, Infantino destacou que a cidade se transformará em um ponto de encontro global ao longo do Mundial de 48 seleções.

A Copa começa nesta quinta-feira (11), na Cidade do México, enquanto Los Angeles receberá a primeira partida disputada em solo norte-americano na sexta-feira (12).

“Vocês serão invadidos. Vocês serão invadidos por uma horda de bárbaros. Mas são bárbaros felizes, não se preocupem”, disse Infantino ao público presente.

O evento contou com a presença de personalidades do esporte e do entretenimento, entre elas os atores Will Ferrell e Brendan Hunt, o cantor Lance Bass, o ex-jogador da NBA Robert Horry e os ídolos do futebol dos Estados Unidos Mia Hamm e Cobi Jones.

“Unir o mundo”

Infantino afirmou que a Copa transformará Los Angeles e as demais cidades-sede em um mar de cores nacionais, com torcedores de diferentes países ocupando as ruas usando camisas, bandeiras e pinturas faciais.

“Homens, mulheres, crianças, avós, não importa. Todos estarão com os rostos pintados com as cores de seus países. Eles apenas vão querer aproveitar e se divertir, porque é isso que queremos fazer com a Copa do Mundo: queremos unir o mundo“, declarou.

A edição de 2026, organizada por Estados Unidos, México e Canadá, será a primeira da história com 48 seleções participantes. Segundo Infantino, cerca de um quarto dos países do mundo estará representado em campo, enquanto bilhões de pessoas acompanharão o torneio ao redor do planeta.

“Esta não é apenas uma Copa do Mundo. Esta será a maior e melhor Copa do Mundo da história da Fifa“, afirmou.

Los Angeles no centro das atenções

Los Angeles receberá oito partidas da competição, além de festivais para torcedores e dez áreas oficiais de convivência espalhadas pela região.

Infantino agradeceu aos organizadores locais pelo trabalho na realização dos eventos e afirmou que o papel de destaque da cidade reflete seu status como “a capital mundial do entretenimento”.

A seleção dos Estados Unidos fará sua estreia na sexta-feira (12), no SoFi Stadium, em Inglewood, diante do Paraguai. Antes da partida, a cerimônia de abertura contará com apresentações musicais de Katy Perry, Future e a cantora brasileira Anitta.

Infantino comparou a dimensão da Copa do Mundo à realização de “104 Super Bowls” em pouco mais de um mês, em referência ao total de partidas que serão disputadas nos três países-sede.

“Pelos próximos 45 dias, podemos chamar de football ou de soccer, desde que todos aproveitem e se divirtam”, concluiu.

Mondiali, quando Infantino chiedeva di avere fiducia in Trump: “Tutti saranno i benvenuti negli Usa”. Ecco le sue promesse tradite

10 June 2026 at 12:10

Adesso che i problemi sono esplosi, la FIFA alza le mani. Dopo il caso dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, respinto all’ingresso negli Stati Uniti nonostante fosse stato designato per il Mondiale, e dopo le difficoltà denunciate da giornalisti e tifosi provenienti da diversi Paesi, la linea ufficiale è diventata improvvisamente prudente: “La FIFA non è coinvolta nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante”, ha dichiarato un portavoce della federazione internazionale. Una posizione che però smentisce seccamente anni di promesse e rassicurazioni firmate Gianni Infantino.

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La figuraccia di Infantino è stata smascherata da un durissimo articolo firmato da Adam Crafton su The Athletic. Il presidente della FIFA ha trascorso gli ultimi anni garantendo pubblicamente che i Mondiali del 2026 sarebbero stati aperti a tutti, minimizzando le preoccupazioni sui visti e sui possibili effetti delle politiche migratorie dell’amministrazione Trump. Già il 10 marzo 2025, in un’intervista al quotidiano spagnolo As, Infantino definiva il torneo una “festa” e lasciava intendere che le questioni legate ai visti sarebbero state risolte. Pochi mesi dopo, il 24 giugno 2025, di fronte alle crescenti preoccupazioni per il caso Iran, inserito tra i Paesi colpiti dalle restrizioni statunitensi, Infantino minimizzava il tutto, silenziando anche i timori emersi all’interno della FIFA.

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Il messaggio pubblico di Infantino non è mai cambiato. Il 31 agosto 2025, durante un incontro con i media africani a Nairobi, dichiarava: “Tutti saranno i benvenuti in Canada, Messico e Stati Uniti per la Coppa del Mondo FIFA del prossimo anno”. Nello stesso intervento assicurava che “questo processo sarà agevole e garantirà che coloro che si qualificheranno potranno venire con i loro tifosi”. Parole ribadite più volte. Sempre il 31 agosto, il numero uno della FIFA sosteneva che esistesse “l’impegno del governo degli Stati Uniti a garantire che il processo sia agevole, in modo che i tifosi di tutto il mondo siano i benvenuti”.

Anche il 17 novembre 2025, alla Casa Bianca, durante la presentazione del sistema FIFA PASS insieme a Donald Trump e al segretario di Stato Marco Rubio, Infantino parlava degli Stati Uniti come di un Paese pronto ad accogliere il mondo: “L’America dà il benvenuto al mondo. Abbiamo sempre detto che questa sarà la Coppa del Mondo più grande e inclusiva della storia”.

Eppure oggi la FIFA sostiene di non avere alcun ruolo nelle decisioni prese dalle autorità americane. La contraddizione appare ancora più evidente se si osserva il rapporto costruito da Infantino con Trump negli ultimi anni. The Athletic ricorda come il presidente della FIFA sia stato uno degli ospiti più assidui della Casa Bianca, abbia partecipato a eventi politici vicini al movimento MAGA, abbia aperto un ufficio FIFA nella Trump Tower di New York e abbia spesso esibito pubblicamente la propria vicinanza al presidente americano.

Una strategia che sembrava garantire alla FIFA un canale privilegiato con Washington. Oggi, però, quel rapporto speciale non sembra aver prodotto i risultati promessi. I problemi sui visti restano, le restrizioni colpiscono cittadini di Paesi qualificati ai Mondiali e perfino un arbitro FIFA è stato respinto alla frontiera.

Per anni Infantino ha chiesto al mondo di fidarsi delle sue rassicurazioni. Ora che emergono le conseguenze delle politiche migratorie statunitensi, la FIFA sostiene di non poter fare nulla. Ma sono proprio le dichiarazioni del suo presidente, pronunciate negli ultimi due anni, a dimostrare il suo fallimento.

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El fútbol lo aguanta todo

10 June 2026 at 11:53

Me gusta pensar que ni rebuscando a conciencia en los sótanos de la tabla periódica encontraríamos un elemento tan sólido como el fútbol, que lo aguanta todo. Nada ni nadie puede con él. No existe criptonita que lo debilite ni vergüenza que lo atraviese. Y debe ser por eso que, a pocas horas del arranque para este Mundial estrafalario de las tres sedes, los cuarenta y ocho combinados nacionales y el premio FIFA de la Paz, a todos los que amamos este juego loco y desesperado se nos forma un nudo en el estómago imaginando la felicidad que se nos viene encima: si nada les parece comparable a la emoción de ver ganar a los suyos, imaginen el desenfreno cuando son los otros quienes terminan levantando la copa.

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© Denny Medley (IMAGN IMAGES via Reuters Connect)

El estadio de Kansas City, esta semana durante unas pruebas de su videomarcador para el Mundial.

El Mundial de los excesos: “Hay entradas que han costado 30.000 dólares”

10 June 2026 at 04:45

El Mundial de fútbol de 2026 comienza con cifras sin precedentes: 48 selecciones, 104 partidos y tres países organizadores —Estados Unidos, México y Canadá— en un formato que multiplica la escala del torneo. Esta ampliación va acompañada de un fuerte aumento en los costes para los aficionados, con entradas que pueden alcanzar los 30.000 dólares y una estructura de precios variables en función de la demanda. A esto se suman gastos elevados en transporte y alojamiento en ciudades donde la oferta está tensionada y los estadios se encuentran a menudo en la periferia, lo que encarece aún más la experiencia.

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Mondiali 2026, i peggiori di sempre? Intolleranza e prepotenza sotto i nostri occhi | Il commento

10 June 2026 at 07:14

S’intuiva che sarebbe stato il mondiale dell’intolleranza, della prepotenza spacciata come sicurezza, delle paranoie sull’immigrazione, dello strapotere della parte peggiore dell’America, ma le prime immagini che viaggiano sul web in tempo reale ci hanno descritto nelle ultime ore, quando ancora il torneo deve iniziare, uno scenario ancora più oscuro. L’arbitro somalo Omar Artan – il migliore della confederazione africana – rispedito a casa dalla polizia di Miami dopo lunghissimi controlli. Le delegazioni di Senegal e Uzbekistan sottoposte a ispezioni minuziose, con tanto di cani antidroga e al limite dell’umiliante coinvolti anche Fabio Cannavaro ct della nazionale asiatica e star mondiali come l’ex Liverpool Sadio Mané e l’ex Napoli Koulibaly -. Il giocatore iracheno Ayman Hussein bloccato in aeroporto e sottoposto a sette ore di interrogatorio. Persino il Belgio di De Bruyne costretto a fare i conti con i metal detector sotto le scarpe. L’Iran è un caso a parte: appare già surreale la presenza della squadra con il fronte di guerra aperto con gli Usa e non sorprende quindi se sia stato concesso di entrare negli Stati Uniti poche ore prima delle partite e di uscire subito dopo.

Il mondiale della prepotenza, del trionfo della cultura – cultura? – MAGA, del trumpismo appare già lanciato verso il titolo del peggiore di sempre. Peggio sicuramente di Italia 1934 in salsa mussoliniana, di Qatar 2022 e dei divieti imposti alle comunità LGBTQ+, di Russia 2018 e del rinascimento putiniano. L’unico per ora accostabile a quello che andrà in scena in Canada, Messico e Usa dall’11 giugno al 19 luglio, il primo a 48 squadre e con un totale di 104 partite, è quello di Argentina 1978 e dei generali macellai, con la caserma ESMA a poche centinaia di metri dallo stadio Monumental di Buenos Aires dove vennero torturate e uccise migliaia di persone, anche durante le gare. Quarantotto anni fa non esisteva internet. Il regime di Videla eresse un muro di fronte alle sue vergogne. Solo la nazionale olandese cercò di scuotere le coscienze, nell’indifferenza generale. Gli Oranje arrivarono a giocarsi il titolo nella finale contro i padroni e la persero ai supplementari, dopo aver colpito un palo all’89’ quando il match viaggiava sull’1-1: se un ciuffo d’erba avesse deviato il tiro di Rensenbrink, forse la storia dell’Argentina sarebbe stata diversa e la dittatura sarebbe caduta prima del 1983.

Chiariamo subito: non sono paragonabili la giunta argentina figlia di un golpe e il trumpismo americano. Donald è stato rieletto dal voto presidenziale. Ha ottenuto la maggioranza dei voti in una consultazione democratica. Ma il modello MAGA (Make America Great Again) sta producendo un attacco violento alle libertà e alla libertà. Si alimenta di nazionalismo ottuso, di sovranismo, di suprematismo bianco, di lotta all’immigrazione, di autoritarismo che dà carta bianca ai metodi brutali delle forze dell’ordine. I controlli severissimi alle frontiere, in un paese che è insieme a Israele il bersaglio numero uno del terrorismo internazionale, erano annunciati, ma le immagini di questa vigilia sono state un colpo di frusta. Sembrava fantasia la caccia agli immigrati negli stadi durante le partite da parte dell’ICE, ma a questo punto, sarà la conseguenza logica di quanto sta avvenendo.

Uno scenario brutale, di cinque settimane pesanti, nelle quali spicca il silenzio della Fifa e del suo presidente, Gianni Infantino, contro il quale si è rivolto in tribunale Michel Platini, dopo i fatti e misfatti che portarono alla caduta dell’ex fuoriclasse della Juventus nel 2015, all’epoca numero uno dell’Uefa e lanciato verso il trono del football mondiale. Infantino è un sodale di Trump. Si vanta di essere amico del presidente statunitense e con una pagliacciata in pieno stile americano gli ha consegnato, lo scorso dicembre, un surreale premio della pace. Infantino è amico dei potenti, da Putin ai reali delle monarchie arabe, ma è ancora più amico di Trump. Affinità ideologiche e amore viscerale per gli affari sono il collante con King Donald. Il mondiale 2026, secondo la propaganda di Infantino, “sarà il più grande evento di sempre”. Il sito della BBC, che non rappresenta un mondo ultra dell’informazione, suggerisce questa descrizione del torneo: “Il più politicizzato, per esempio. E il più costoso. Potenzialmente il più caldo, o il più inquinante. Certamente, il più redditizio per la FIFA. A prescindere dal punto di vista, sembra certo che, al di là dello spettacolo in campo, questa Coppa del Mondo in formato gigante potrebbe essere tra le più controverse di sempre. Dai costi per i tifosi all’impatto della geopolitica, dalle politiche sull’immigrazione fino alla sicurezza, alle condizioni meteorologiche estreme, alla sostenibilità e al ruolo del presidente Donald Trump, questo mondiale suscita apprensione ed entusiasmo”.

E’ vietata anche la critica sportiva, vedi quella dell’allenatore argentino Marcelo Bielsa, ct dell’Uruguay, che ha definito pessima l’organizzazione del torneo parlando dei campi di allenamento. La Fifa ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. “Ci proibiscono di parlare. Chi prova a criticare viene sanzionato”, il suo atto d’accusa. A questo punto siamo arrivati con Infantino: un allenatore non può dire che una struttura tecnica non è degna di un mondiale.

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Dall’11 giugno, con il match Messico-Sudafrica che aprirà il torneo, detterà legge il calcio giocato: quarantotto squadre, 1248 giocatori pronti a scendere in campo, tre nazioni, tre fusi orari, distanze enormi da percorrere e una montagna di gol in arrivo. Questa sbornia collettiva riuscirà ancora una volta a oscurare le coscienze? La vera sfida è questa. Noi italiani, costretti per la terza volta di fila a vivere il mondiale da semplici spettatori, abbiamo la possibilità di sottrarci a questo delirio, anche se, visti i fatti dell’ultima giornata di campionato, il livello della nostra classe politica e il liquame che scorre abitualmente nei social, non c’è da essere ottimisti.

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El Mundial de los excesos y los récords: precios disparados para ir a los estadios y accesos denegados para entrar en EE UU

10 June 2026 at 04:30

El mayor Mundial de fútbol de la historia echa a andar mañana jueves en el estadio Azteca. El partido inaugural entre México y Sudáfrica será el pistoletazo de salida de un torneo que también organiza Canadá y que sobre todo discurrirá por Estados Unidos, donde se celebrarán 78 de los 104 partidos, incluida la final el 19 de julio. El presidente de la FIFA, Gianni Infantino, decía el pasado mayo en la sede en Nueva York de la ONU, una organización que nació en 1945 para evitar conflictos bélicos, que “todos los ojos estarán puestos en Norteamérica”. “Pasamos mucho tiempo hablando de lo que nos divide, pero nos dimos cuenta de que, cuando reúnes a un grupo de personas, son muchas más las cosas que las unen que las que las separan”, añadía. La Copa del Mundo, sin embargo, la acogerá un país que hace poco más de 100 días lanzó una guerra contra Irán junto a Israel sin ningún tipo de aval de Naciones Unidas, que tiene abierto un conflicto diplomático de primer orden con otro organizador como México y cuya política antiinmigración, que atemoriza a muchos aficionados, denegó el lunes el acceso al somalí Omar Artan, uno de los 52 colegiados que iba a arbitrar durante la competición.

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© Ira L. Black - FIFA (FIFA via Getty Images)

El presidente de la FIFA, Gianni Infantino, visita el Estadio de Nueva Jersey, en el que se jugarán ocho partidos, entre ellos la final, el pasado lunes.

Platini ha denunciato Infantino per diffamazione e traffico di influenze a 3 giorni dal Mondiale: “Persecuzione dolosa”

9 June 2026 at 14:27

L’ex presidente della Uefa Michel Platini ha avviato lunedì procedimenti civili e penali contro la Fifa e l’attuale presidente Gianni Infantino, in relazione alle accuse di corruzione del 2015 che, secondo l’ex calciatore della Nazionale francese e della Juventus, avrebbero compromesso la sua candidatura alla guida della federazione mondiale. La denuncia penale, presentata ai tribunali francesi – secondo quanto riporta la Bbc – accusa Infantino e due ex dirigenti Fifa – di “persecuzione dolosa”. In una separata azione civile, Platini, 70 anni, chiede un risarcimento economico alla Fifa per i presunti tentativi di ostacolare la sua elezione a presidente.

Le nuove denunce sono state annunciate tre giorni prima dell’inizio dei Mondiali di calcio che si stanno disputando in Nord America e che hanno spesso permesso a Infantino di condividere il palcoscenico politico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Infantino è stato eletto presidente della Fifa nel 2016, a sorpresa, proveniente dalla Uefa, l’organo calcistico europeo di cui era stato a lungo segretario generale del presidente Platini. Negli ambienti calcistici, Platini era ampiamente considerato il favorito per la presidenza della Fifa e successore del suo ex mentore Sepp Blatter, che lasciava l’incarico in seguito alle indagini federali statunitensi sulla corruzione tra i dirigenti del calcio, rese pubbliche nel maggio 2015.

Quattro mesi dopo, sia Platini che Blatter sono stati oggetto di un’indagine svizzera separata per un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri (2,5 milioni di dollari) al francese, che avrebbe comportato la loro rimozione anticipata dall’incarico. Sia Platini che Blatter sono stati assolti due volte dall’accusa di frode ai danni della Fifa, prima nel 2022, quando sono stati processati congiuntamente in Svizzera, e poi di nuovo l’anno scorso in appello dalla procura federale. Tra i cinque uomini citati nella denuncia penale di Platini figurano anche il procuratore generale svizzero nel 2015, Michael Lauber, e l’allora direttore legale della Fifa, Marco Villiger.

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The silent change in soccer: From 45-minute halves to four quarters

9 June 2026 at 12:38

The first time FIFA announced cooling breaks in World Cup matches, in 2014, the matter ended up in court. Players, worried about the heat and humidity in Brazil, did not trust soccer’s world governing body, which left the decision for each match to the discretion of its medical staff. The players went to a labor court and obtained an order that the pauses would be automatic at the 30th minute of each half if temperatures reached 32 degrees Celsius. Twelve years later, FIFA has mandated three-minute hydration breaks at the 22nd minute of every match at the 2026 World Cup, regardless of temperature or humidity. The move, announced as being for the “well-being of the players,” signals a fundamental change in how the game is played: from two 45-minute halves, as it has been since 1897, to four quarters of roughly 22 minutes.

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© Agustin Marcarian (REUTERS)

Chelsea's Pedro Neto and Reece James during a hydration break at the Club World Cup, June 28, 2025.

North America put to the test: Countdown to an (almost) ready World Cup

“The world will stand still, and the eyes of the world will be focused on North America,” the 56-year-old Swiss president of FIFA, Gianni Infantino, said a few days ago from the United Nations headquarters in New York. With four days to go before the ball starts rolling, the three host countries — the United States, Mexico, and Canada — say they have everything ready. Or, more precisely, almost everything. The biggest soccer tournament in history — 48 national teams playing a total of 104 matches — takes place amid various circumstances that complicate organization: the United States remains at war with Iran, President Donald Trump’s strict immigration policies are frightening away many supporters, and FIFA’s dynamic-pricing ticket system has put seats out of reach for much of the fan base.

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Reopening match at Estadio Azteca between Mexico and Portugal in Mexico City on Saturday, March 28, 2026.

© Jeffrey McWhorter (EFE)

Mural commemorating the World Cup in Dallas.

A journey through the ages of soccer in the United States

The first time U.S. soccer legend Tab Ramos played on a team in the country he had just moved to from Uruguay, Argentina was the reigning champion of the 1978 World Cup and the boy was thrilled that the jersey he was given, the Harrison Rec kit, was orange “like the Dutch one.” Ten minutes in, the coach took him off the field: he was too good to compete with that group. He was 12 years old.

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© George Etheredge (George Etheredge)

The courts at Pier 5 in the Brooklyn Bridge Park, with the Manhattan skyline across the river.
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