Normal view

Un fracaso europeo

10 June 2026 at 04:30

De poco sirven las proclamas altisonantes sobre la defensa europea y la autonomía estratégica si, a la hora de la verdad, los dirigentes europeos se revelan incapaces de dar los pasos necesarios para cumplir estos objetivos. Después de meses de dudas en las capitales y tensiones entre las empresas involucradas, Alemania y Francia han anunciado esta semana que abandonan el proyecto para construir juntos un avión de combate de nueva generación. La falta de voluntad para dotarse del armamento que garantice su soberanía envía un mensaje preocupante para una Europa más necesitada que nunca de una capacidad de defensa propia en un escenario en el que afronta el imperialismo de Rusia en el flanco oriental, mientras Estados Unidos se desentiende de su protección.

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© NurPhoto (NurPhoto via Getty Images)

Modelo a tamaño real del proyecto de caza común europeo, en la Feria de la Aviación de París de 2023.

Macron lascerà in eredità una Francia difficile da governare

10 June 2026 at 03:45

Una sola, drammatica, certezza domina le intensissime mosse in preparazione delle prossime elezioni presidenziali in Francia. Chiunque venga eletto presidente nel maggio 2027 non disporrà di una maggioranza parlamentare in appoggio al proprio governo. È l’ennesimo frutto avvelenato dell’avventuristica decisione di Emmanuel Macron di sciogliere l’Assemblée nationale nel maggio 2024. Allora, dopo il voto, nessuno schieramento ha ottenuto una maggioranza e l’attitudine settaria, soprattutto dei socialisti, ha impedito ogni tentativo di governo di unità nazionale, quindi si sono succeduti quattro governi minoritari in ventidue mesi, con un ritmo degno delle peggiori stagioni della politica italiana. Ovviamente il lavoro parlamentare è stato debole ed è stata praticamente nulla l’attività di esecutivi attenti esclusivamente a non fare passare una mozione di censura.

Il problema, per la Francia, è che questo stesso sarà l’equilibrio, anzi lo squilibrio parlamentare, dopo le elezioni presidenziali della primavera del 2027, a fronte dello stesso Parlamento eletto nel 2024, e quindi il nuovo presidente dovrà varare comunque un governo di minoranza, attendere che non riesca a governare e perdere alcuni mesi prima di poter sciogliere l’Assemblée nationale nella speranza di riuscire a portare a casa una maggioranza parlamentare. Uno scenario certo nel caso che Jordan Bardella vinca la gara per l’Eliseo, con una Marine Le Pen tagliata fuori dalla gara a seguito di una condanna di ineleggibilità.

La scelta di Emmanuel Macron di sciogliere l’Assemblée nationale, presa in assoluta solitudine e senza neanche comunicarla al suo premier Gabriel Attal, ha infatti disgiunto per la prima volta, addirittura per uno spazio di due anni, il voto per il presidente da quello del parlamento, per un sessantennio appaiati e quindi con risultati omogenei e questo, in un equilibrio istituzionale caratterizzato dal forte semipresidenzialismo disegnato da Charles de Gaulle, creerà una drammatica impasse nella stessa possibilità concreta di governare la Francia.

In linea teorica, molto teorica, sarebbe possibile evitare questa ulteriore stagione di instabilità al centro del continente nel caso che l’Eliseo, nel secondo turno, fosse vinto da un candidato centrista dell’attuale alleanza macroniana: Édouard Philippe, Gabriel Attal o Jean Castex. Ma la totale incapacità dell’attuale classe politica francese di praticare l’arte della mediazione e del compromesso, rafforzata da un sessantennio di rigido bipolarismo, non fa presagire come praticabile una lunga stagione di governi di unità nazionale o di Grosse Koalition.

Il quadro è poi aggravato dalla palese crisi non solo programmatica e strategica, ma soprattutto di leadership e addirittura organizzativa che travaglia sia il centro politico francese che la sinistra moderata. La totale incapacità politica di Emmanuel Macron di costruire nell’arco degli ultimi dieci anni, sia un forte gruppo dirigente della sua area, sia un erede e soprattutto un suo partito radicato nel territorio, ha prodotto un risultato disastroso. Oggi, a disputarsi l’Eliseo sono infatti schierati già due alleati di Macron ed ex suoi premier, Édouard Philippe e Gabriel Attal, ma tutti sanno che ce n’è un terzo in panchina che si sta scaldando per sostituirli, l’ex premier Jean Castex, mentre l’area centrista è affollata anche da un candidato neo gollista, Bruno Retailleau. Troppi candidati e per di più troppo simili, strabordare dell’ambizione personale a parte.

A sinistra, invece, consumatasi finalmente la rottura con gli estremisti antisemiti di Jean-Luc Mélenchon, si perde tempo, esattamente come nel Campo Largo italiano, a disquisire di primarie sì o primarie no, ovviamente senza sapere o volere definire un breve programma che sappia attirare l’elettorato.

Di fatto, la scena politica francese è dominata in realtà da un gioco incrociato di grandi ambizioni personali, totalmente slegate da una strategia politica.

Scenario perfetto per l’estrema destra capeggiata senza problemi da un Jordan Bardella che ormai svetta in testa a tutti i sondaggi sul gradimento, sopravanzando anche Marine Le Pen.

L'articolo Macron lascerà in eredità una Francia difficile da governare proviene da Linkiesta.it.

France, Germany end joint fighter jet development project amid reported industry dispute

8 June 2026 at 21:37
France and Germany have decided to abandon the Future Combat Air System (FCAS) fighter jet program, according to multiple media reports citing French and German government sources.

Zelenskyy hopes Reform UK councils will allow Ukraine flags to be flown again

Exclusive: Ukrainian president says ‘small mistake can break a big friendship’ in wide-ranging interview with Guardian

Volodymyr Zelenskyy has said the decision by some Reform UK councils to take down the Ukrainian flag was the kind of “small mistake that can break a big friendship”, as he underlined the significance of strong bilateral relations.

The Ukrainian president tempered his rare foray into UK domestic politics by stressing how much the two countries “need each other” in the battle against Russia, which he said posed a threat not only to Ukraine but to Britain too.

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© Photograph: David Levene/The Guardian

© Photograph: David Levene/The Guardian

© Photograph: David Levene/The Guardian

Francia revisará 70.000 casos de abusos a menores tras el error judicial que costó la vida a una niña

8 June 2026 at 16:03

El asesinato de Lyhanna Rameau, la niña de 11 años que desapareció hace una semana en el sur de Francia y cuyo cuerpo fue encontrado el pasado jueves, sigue sacudiendo al país. Jérôme Barella, su presunto secuestrador y principal sospechoso de su muerte, había sido denunciado varias veces por violación. Hubo fallos y errores judiciales en cadena y este lunes, además, fue detenido su hermano, tío de una amiga de la menor. El ministro de Justicia, Gérald Darmanin, acorralado por los fallos que permitieron que Barella reincidiera, anunció este lunes por la mañana que se revisarán 70.000 expedientes de casos de abusos y violaciones a menores.

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© GUILLAUME PINON (EFE)

Varias personas, en un memorial con flores por la muerte de Lyhanna, en Gers.

Britain, France, and Germany back Ukraine’s peace terms and press Putin for a ceasefire

8 June 2026 at 12:43

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Britain, France, and Germany backed Ukraine's terms for ending the war after meeting its President Volodymyr Zelenskyy in London, according to their joint statement. They endorsed Kyiv's push for direct talks with Moscow and an immediate ceasefire, while spelling out what a lasting peace would require. The leaders also called for tightening the squeeze on Russia's war economy and scaling up Ukraine's air defenses.

Russia has been invading Ukraine since 2014 and waging all-out war since February 2022, and with Moscow still rejecting every ceasefire on offer, Kyiv and its Western partners are now trying to map out how the fighting could actually end.

Five conditions for peace

Meeting on 7 June, UK Prime Minister Keir Starmer, French President Emmanuel Macron, and German Chancellor Friedrich Merz set out five conditions for a just and lasting peace. The E3, as the three are known, are Ukraine's leading European backers. Their terms:

  • An immediate, complete ceasefire, which they urged Putin to accept.
  • The current front line as the starting point for talks, with no borders changed by force and Ukraine free to choose its alliances.
  • Robust, legally binding security guarantees once a ceasefire holds, building on the allies' December 2025 Berlin and January 2026 Paris commitments, including a multinational force in Ukraine. 
  • Russian assets remain immobilized until Moscow ends its aggression and compensates Ukraine.
  • European interests safeguarded, with any EU- or NATO-related terms requiring both blocs' consent.
Admiral Bauer Ukraine NATO membership
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“It was never formulated as Ukraine winning”—NATO’s ex-military chief on the missing strategy

Backing for direct talks with Moscow

The leaders commended Ukraine's president for his 4 June letter to Putin calling to end the war. They backed direct Ukraine-Russia dialogue, with the US and Europe actively taking part, to secure a ceasefire. Europe must play a role in any settlement, they said, working closely with Kyiv, the rest of Europe, and Washington.

Zelenskyy
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Germany, France, and UK sketch plan to bring Putin to the negotiating table

Pressure on Russia and more air defense

They denounced Russia's barrage of missiles and drones, including repeated strikes with the Oreshnik, a Russian missile. They also condemned dangerous Russian drone incursions into NATO territory and offered condolences to the victims. The leaders welcomed Ukraine's recent battlefield gains, from liberated territory to advances in drone warfare. They agreed to coordinate more support at the coming G7 summit in Evian, the next Coalition of the Willing meeting, and the NATO summit in Ankara. That includes choking off more of Russia's wartime revenue and a bigger military pledge at the NATO talks. They also urged scaling up interceptor production and co-developing anti-ballistic and deep-strike weapons.

Édouard Philippe o los lobos

8 June 2026 at 04:30

Francia encara la larga recta final hacia las elecciones presidenciales más importantes en décadas, las que se celebrarán en la primavera de 2027, sumida en un cierto tedio político, un escenario perfecto para las sacudidas ultra. El país está bloqueado; el Parlamento, fragmentado. No hay reformas, apenas se oye a la oposición. Las luces de la fiesta se apagan y la música ha dejado de sonar. A menos de un año de los comicios, hay muchas dudas sobre las candidaturas, una sola certeza y ningún entusiasmo particular por la decena de aspirantes que se han postulado hasta ahora.

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© Tom Nicholson (REUTERS)

El éx primer ministro, Édouard Philippe, durante la convención de Horizons, el partido que preside.

European leaders stress 'urgent need' to bolster Ukraine's defenses against Russian ballistic missiles

The leaders of the U.K., Ukraine, France and Germany discussed the "urgent need" to ramp up production of weapons to combat Russia's powerful hypersonic Oreshnik ballistic missiles in a meeting in London on Sunday.

Zelenskyy discusses ‘urgent need to scale up’ air defences with key allies in London

Keir Starmer hosts Ukrainian, French and German leaders in Downing Street after Russia fires hypersonic weapons at Ukraine

Volodymyr Zelenskyy and the leaders of the UK, France and Germany discussed “the urgent need to scale up” Ukraine’s air defences and deep-strike capabilities in London on Sunday night, after Russia fired hypersonic weapons at Ukraine, Downing Street said.

The meeting of Ukraine’s staunchest allies in London came hours after a Russian drone strike damaged a storage centre for spent nuclear fuel nine miles from the Chornobyl nuclear power plant.

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© Photograph: James Veysey/Shutterstock

© Photograph: James Veysey/Shutterstock

© Photograph: James Veysey/Shutterstock

18h. Zelensky em Londres com Macron, Merz e Starmer

7 June 2026 at 18:13
Zelensky já chegou a Londres, onde vai encontrar-se esta tarde com Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer para discutir apoio à Ucrânia. Ainda, Kimi Antonelli venceu Grande Prémio do Mónaco.

Bimba trovata morta in Francia, fermato il padre di un’amica denunciato 5 volte per abusi. Macron: “Inaccettabile disfunzione della giustizia”

5 June 2026 at 15:10

Lyhanna Bernard era scomparsa il 29 maggio in Francia, nel villaggio di Puycasquier, poco lontano da Tolosa. Una settimana dopo il suo corpo senza vita è stato ritrovato in un’azienda agricola: aveva solo 11 anni. Mancano ancora i risultati dell’autopsia, ma secondo il procuratore di Agen, Olivier Naboulet, ci sono pochi dubbi: “In un’azienda agricola è stato rinvenuto il corpo che sembra essere quello di una bambina, con abiti simili a quelli della minorenne scomparsa”. Il principale sospettato del delitto è Jerome B., il padre di un’amica della vittima: si tratta di un uomo con diversi precedenti per accuse di stupro su minori.

La bambina era stata vista l’ultima volta da due testimoni intorno alle 15, mentre era a bordo dell’auto del sospettato vicino alla scuola media Hubert-Reeves. Il 41enne era stato arrestato il giorno dopo, il 30 maggio: inizialmente aveva negato di averla accompagnata in macchina, finché non è stato messo di fronte alle immagini delle telecamere di sicurezza della zona. L’1 giugno è stato formalmente incriminato per sequestro di persona e detenzione illegale, e successivamente incarcerato. Ad aumentare i sospetti nei suoi confronti, si aggiunge il fatto che Jerome B. lavora proprio nella fattoria in cui è stato trovato il cadavere di Lyhanna, come riporta Le Figaro.

I precedenti

A indignare l’opinione pubblica francese sono state le numerose denunce e segnalazioni che già l’uomo aveva avuto in passato: dal 2017 a oggi ci sono ben cinque inchieste per violenze sessuali su minori a suo carico. Come riportato da Le Monde, la prima segnalazione risale al dicembre 2017, quando la polizia fu contattata dalla madre di una ragazza di 17 anni che aveva avuto una relazione di diversi mesi con il sospettato, all’epoca 32enne. Il caso era stato archiviato senza ulteriori provvedimenti nel febbraio 2018, poiché non era stato commesso alcun reato, data l’età della ragazza e la natura consensuale della relazione.

Nel 2021, l’uomo era stato licenziato per “comportamento inappropriato”, spiega il quotidiano francese, quando lavorava come addetto alla manutenzione presso il liceo di Lectoure (Gers). Jerom B. era stato allontanato “a seguito di un procedimento disciplinare dopo una segnalazione di comportamento inappropriato nei confronti di una studentessa “, secondo quanto riferito dalla regione Occitania. In questo caso le autorità hanno fatto sapere che sono in corso accertamenti per verificare se al licenziamento avessero fatto seguito anche eventuali denunce.

Nel 2022 invece c’era stata la prima denuncia per stupro di minore, avvenuto nel 2020. Jerome B. era stato accusato di un presunto stupro nella sua casa a Montestruc-sur-Gers dalla famiglia di una bimba nata nel 2013 e che quindi all’epoca dei fatti aveva 7 anni. La denuncia era stata trasmessa alla procura di Auch solo nel gennaio 2024, ma le indagini pare non avessero sufficientemente comprovato l’accusa che quindi era stata archiviata il 28 maggio 2024.

Una seconda denuncia per stupro di minore era arrivata nell’agosto 2o25, presentata dalla madre di una minorenne nata nel 2014 per presunti stupri commessi tra settembre 2024 e maggio 2025 sempre nell’abitazione del sospettato. La giovane era stata interrogata cinque giorni dopo mentre le perizie forensi e psicologiche sono state effettuate tra settembre e ottobre 2025. Durante quel mese, la procura di Tolosa ha ceduto il caso alla procura di Auch e il 9 gennaio 2026 il fascicolo è stato inviato dalla procura di Auch alla gendarmeria di Lectoure. Il procuratore di Gers ha però specificato che l’ultimo contatto telefonico sulla questione tra il suo ufficio e la polizia risale al 23 gennaio 2026.

Il 3 giugno 2026 una terza denuncia per stupro di minore è arrivata questa volta all’attenzione del pubblico ministero. Le Monde spiega che al momento della conferenza stampa, la procuratrice non disponeva di “informazioni sufficienti” per commentare “il contesto e la natura dei presunti fatti “. Potrebbe però trattarsi, secondo il quotidiano francese, della denuncia presentata dal padre di una bambina di 11 anni al quotidiano locale La Dépêche du Midi, che denuncia azioni compiute dal sospettato durante un pigiama party a casa sua nell’estate del 2025.

Reazioni indignate

Il quadro inquietante di denunce e segnalazioni che riguardano il sospettato ha creato grande indignazione nell’opinione pubblica: “Si è verificata una inaccettabile disfunzione della giustizia. Non è una questione di risorse, ma di responsabilità. Ho parlato con il ministro della Giustizia Gerald Darmanin, il ministro dell’Interno Laurent Nunez e il primo ministro Sebastien Lecornu, chiedendo che le indagini vengano condotte il più rapidamente possibile e che vengano accertate responsabilità collettive, sistemiche e potenzialmente individuali al fine di adottare tutte le misure necessarie”. Così ha commentato il presidente Emmanuel Macron non appena appresa la notizia a margine del summit Ue in Montenegro. L‘ufficio del Primo Ministro ha annunciato che Sébastien Lecornu convocherà venerdì i Ministri dell’Interno e della Giustizia per discutere del caso e delle possibili carenze nella gestione delle denunce di stupro contro l’uomo sospettato del rapimento di Lyhanna.

I pretendenti all’Eliseo, già in pre-campagna elettorale per le presidenziali del 2027, hanno duramente criticato il leader francese. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha accusato lo Stato di aver “gravemente fallito”, aggiungendo in un post sui propri canali social che “il popolo francese esige giustizia”. Ha usato toni severi anche Bruno Retailleau, presidente dei Repubblicani: “Il nostro sistema giudiziario è un fallimento e va riformato radicalmente. Una società che non è più in grado nemmeno di proteggere i propri figli è una società i cui membri finiranno per rivoltarsi gli uni contro gli altri”.

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Carrère a Travaglio: “Ho votato Macron, ma è il candidato perfetto per i ricchi. E poi è infastidito dal fatto che le persone non siano intelligenti quanto lui”

4 June 2026 at 17:53

“L’ultima volta, francamente, ho votato per Macron. Il problema con Macron è che è il candidato perfetto solo per persone come me, della classe media, per le quali le cose non vanno poi così male. Ovviamente, siamo contenti di avere uno come Macron, che dopotutto è intelligente, che non ci mette in imbarazzo all’estero, che è tutto questo. Ma il problema con Macron è che è un candidato per le persone benestanti. E ci sono più persone che stanno male che persone benestanti. E le persone che stanno male non apprezzano Macron“. E’ un passaggio dell’intervista di Marco Travaglio allo scrittore Emmanuel Carrère (qui l’integrale).

Da una parte, dice Carrère, “è una persona animata da un’ambizione piuttosto nobile, sia per se stesso, sia per il suo destino, sia per il suo Paese”. Dall’altra “Macron è infastidito dal fatto che le persone non siano intelligenti quanto lui. Quindi, la maggior parte delle persone non è intelligente quanto Macron. Lui capisce tutto, analizza tutto bene. E quindi molte persone hanno l’impressione che Macron non le disprezzi nemmeno, ma che non capisca nemmeno la loro esistenza. No, non è assolutamente così. Questo è ciò che lo penalizza”. Il paragone è con un predecessore Valéry Giscard d’Estaing: “Era lo stesso tipo di persona, un tipo molto intelligente, molto brillante, che voleva il meglio per il suo paese, una sorta di modernizzazione del suo paese, tutto questo. E a un certo punto, tutta la Francia ha visto Giscard come un tipo arrogante, che non capiva niente, che era… E penso che Macron sia in qualche modo esposto alla stessa sorte, sì”.

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Kim Aris, son of imprisoned Burmese opposition leader Aung San Suu Kyi: ‘The world seems to have forgotten her’

31 May 2026 at 05:00

On April 17, the government of Myanmar (formerly Burma) announced a reduction in the 27-year prison sentence imposed on Aung San Suu Kyi, the political leader deposed in the 2021 coup and jailed ever since. After the announcement, rumors began circulating about a possible transfer, so that she could serve the remainder of her sentence under house arrest.

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Kim Aris poses in front of a portrait of his mother, in a provided photo.
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