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Hegseth sbarca in Normandia e chiede all’Europa di riarmarsi: “I veri alleati fanno cose vere, non slogan e summit”

È atterrato in Francia con tutti i sei figli al seguito, sollevando polemiche sui costi del viaggio e interrogativi sui protocolli di sicurezza che il capo del Pentagono è tenuto a rispettare. Ma oltre alle critiche dell’opinione pubblica americana, il viaggio di Pete Hegseth per l’82mo anniversario del D-Day – quando il 6 giugno 1944 decine di migliaia di militari americani sbarcarono sulle spiagge della Normandia – ha avuto un risvolto politico tutto europeo, visto che il capo della Difesa americana ha usato il suo discorso al cimitero militare americano di Colleville-sur-mer per lanciare un nuovo attacco ai Paesi europei che non farebbero abbastanza contro quella che viene descritta come “un’invasione” dei migranti. E, soprattutto, invitandoli al riarmo.

Hegseth, parlando di fronte alle croci dei 9.387 militari americani morti nello sbarco in Normandia, ha esortato gli alleati “ad imparare dal passato”, con un chiaro riferimento alle critiche che l’amministrazione Trump muove agli alleati europei della Nato riguardo ad un loro insufficiente impegno per garantire la sicurezza del continente e sostenere l’alleato transatlantico. Invitandoli, sostanzialmente, al riarmo. “Gli uomini sepolti qui hanno combattuto in un’alleanza in cui ogni partner ha portato la propria piena capacità, coraggio e sacrificio. Non slogan vuoti, non summit nel lusso, non comunicati”. E ancora: “I veri alleati fanno cose vere, accettano perdite vere per una causa comune per la quale vale la pena combattere e morire”, ha aggiunto il capo del Pentagono, precisando che mentre l’America deve “guidare”, i suoi “capaci alleati devono stare con noi, al nostro fianco, sulla breccia quando conta davvero”. “La pace è garantita solo attraverso la forza”, ha continuato il ‘segretario della Guerra’ di Donald Trump, ribadendo un principio chiave della dottrina del presidente, ma senza fare esplicito riferimento al conflitto con l’Iran. “Ed è una forza su entrambe le sponde dell’Atlantico, fortificata dalla prontezza operativa, dalle capacità militari condivise e da una volontà politica incrollabile”.

Ma il suo intervento si è concentrato anche su un altro fronte, quello della gestione dell’immigrazione da parte dell’Europa. E qui ha citato esplicitamente l’Italia, e precisamente le sue spiagge, insieme a quelle di Spagna, Grecia e Bulgaria, dove “arrivano imbarcazioni e uomini”. “Tristemente oggi altre spiagge europee sono assalite da altre ideologie pericolose. Quando le capitali europee faranno qualcosa contro questa invasione? O sarà troppo tardi?”, ha aggiunto il capo del Pentagono, in linea con l’amministrazione Trump, che ha fatto delle deportazioni di massa un segno distintivo della sua politica. Le dichiarazioni di Hegseth sui migranti ricalcano il pensiero espresso dal vicepresidente Usa Jd Vance a febbraio 2025 quando, intervenendo alla Conferenza di Monaco, ha definito l’immigrazione di massa la minaccia più urgente per l’Europa, criticando duramente i suoi leader per la gestione delle frontiere. Vance ha sostenuto che il vero pericolo per il continente non derivi da attori esterni, ma dal cedimento interno sui valori fondamentali e dalle politiche migratorie incontrollate.

Se le critiche su migranti e riarmo si rivolgono direttamente ai Paesi europei, l’arrivo di Hegseth in Francia ha suscitato anche polemiche tutte interne agli Usa, per la scelta del capo del Pentagono di atterrare il 5 giugno con tutti i sei figli e la moglie. “Non ho mai visto una cosa del genere, andare con l’intera famiglia”, ha detto al Washington Post un ex agente della ufficio del Pentagono preposto alla sicurezza in patria e all’estero del segretario alla Difesa. Anche se dallo staff di Hegseth si ribadisce che le spese di viaggio dei familiari verranno pagate personalmente dal segretario, da più parti si sottolinea che il fatto che viaggi insieme alla sua numerosa famiglia, in un momento di rischi aumentati a causa del conflitto con l’Iran, pone una serie di problemi per garantire la sicurezza della visita. “Il segretario Hegseth segue tutte le regole etiche, regolamenti e linee guda alla lettera”, è la replica del portavoce Sean Parnell che afferma che il dipartimento mantiene “standard rigorosi per assicurare che i soldi dei contribuenti siano protetti mentre gli alti funzionari svolgono i loro compiti ufficiali”.

Il portavoce non ha però precisato se Hegseth sosterrà personalmente i costi aggiuntivi per garantire la sicurezza ai suoi familiari in Francia dove il dipartimento di Stato raccomanda agli americani di aumentare la cautela a causa del rischio di “terrorismo e rivolte”. In generale, a tutti gli americani che vanno all’estero il governo americano ricorda che “gruppi che sostengono l’Iran possono perndere di mira interessi Usa all’estero o altri obiettivi collegati agli Usa e agli americani in tutto il mondo”.

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El Algoritmo del Poder. El Gemelo Digital Social y el riesgo de entregar el mapa íntimo de la Argentina – Por Ivone Alves García

Por Ivone Alves García El Gobierno anunció el Gemelo Digital Social, una herramienta de inteligencia artificial destinada a diseñar, simular y predecir el impacto de políticas públicas. El Ministerio de…
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Argentina colonizada hasta los huesos – El país que produce comida y encarece su mesa – Por Ivone Alves García

Por Ivone Alves García Argentina acaba de ofrecer una de esas postales que parecen absurdas, pero que en realidad explican con bastante claridad el fondo del problema nacional: un país…
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Justiça condena integrantes do PCC que comandavam pontos de venda de drogas

A Justiça de Roraima condenou integrantes apontados como líderes do Primeiro Comando da Capital (PCC) e responsáveis pela administração de pontos de venda de drogas no estado. A decisão atinge acusados de atuar na estrutura da facção criminosa, incluindo pessoas que exerciam funções de comando e gerenciamento das chamadas “lojas” do tráfico.

Segundo as investigações, os condenados participavam de uma organização estruturada para comercialização de entorpecentes, com divisão de funções e controle de áreas de atuação. As chamadas “lojas” eram utilizadas como pontos de distribuição de drogas e faziam parte da engrenagem financeira da facção em Roraima.

O processo teve origem em uma operação que reuniu informações de órgãos de segurança e do Ministério Público, identificando lideranças responsáveis por coordenar a venda de drogas e a movimentação de recursos obtidos com a atividade criminosa. As investigações também apontaram a ligação dos envolvidos com a estrutura nacional da facção.

Com a sentença, os réus foram condenados por crimes relacionados à participação em organização criminosa e ao tráfico de drogas. As penas variam de acordo com o grau de envolvimento de cada acusado e sua função dentro do esquema investigado.

A decisão representa mais um desdobramento das ações de combate ao crime organizado em Roraima, estado que tem sido alvo de operações voltadas ao enfraquecimento da atuação de facções criminosas e de redes ligadas ao tráfico de entorpecentes.

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“Fake news sui candidati della France insoumise”: indagini su una società israeliana accusata di aver interferito nelle elezioni francesi

Una misteriosa azienda israeliana, chiamata BlackCore, ha pesantemente interferito nelle ultime elezioni municipali francesi dello scorso marzo, mettendo in piedi una pervasiva campagna di disinformazione e diffamazione ai danni di almeno tre diversi candidati de La France Insoumise (LFI), notoriamente su posizioni ostili alle politiche israeliane e solidali coi palestinesi. Lo ha rivelato l’agenzia Reuters, per cui da circa un mese le autorità francesi hanno iniziato a investigare sulla possibilità che dietro BlackCore ci sia lo stesso governo israeliano, o perlomeno elementi legati più o meno direttamente all’establishment, come la nota agenzia Elnet.

La notizia in realtà risale proprio allo scorso marzo, quando si sono tenute le elezioni municipali francesi. Il quotidiano Le Monde, per primo, aveva denunciato uno “schema di interferenza digitale straniera volta a danneggiare i candidati di un partito politico francese a Marsiglia, Tolosa e Roubaix”, riportando in questo modo le conclusioni di Viginum, l’agenzia governativa francese – che dipende dal Segretariato Generale della Difesa e della Sicurezza Nazionale (SGDSN) – incaricata della vigilanza e protezione contro le ingerenze digitali straniere.

Sebbene non sia stato al momento possibile risalire alla sede di BlackCore, e non ve ne sia traccia nemmeno sui registri ufficiali israeliani (il governo israeliano ha anche affermato di non conoscerla), è stata proprio Viginum a identificarla come un’agenzia privata israeliana. La stessa Reuters e Hareetz hanno quindi visionato documenti interni e archivi digitali di BlackCore, che la collegano a reti e tecnologie sviluppate in Israele. La stessa Meta ha poi rimosso da Facebook una rete di profili e pagine legati a BlackCore, dichiarando ufficialmente che l’attività coordinata e non autentica aveva origine in Israele e mirava principalmente a bersagli in Francia.

BlackCore, sul proprio sito web e sul proprio profilo Linkedin – che sono stati misteriosamente chiusi all’indomani di queste rivelazioni – si descrive d’altronde come una “società cyber di tecnologia informatica costruita per l’attuale epoca di guerra d’informazione”, che propone ai governi e alle campagne elettorali “gli strumenti e le strategie per dare forma alle proprie narrazioni”, vantandosi pubblicamente di poter “gestire e mobilitare oltre 1.600 falsi profili sulle piattaforme social”.

Le indagini sin qui effettuate avrebbero rilevato appunto una rete di profili falsi, pubblicità diffamatorie, siti web ingannevoli e immagini generate dall’intelligenza artificiale per diffondere fake news, nonché accuse penali false (tra cui violenza sessuale) e deepfake. Come poi approfondito sia da Haaretz che da Liberation, BlackCore opererebbe in sinergia con altre due società tech basate a Tel aviv, la Galacticos e SNI Digital.

I tre candidati di LFI – Francois Piquemal a Tolosa, Sebastien Delogu a Marsiglia e David Guiraud a Roubaix – sarebbero quindi stati oggetto di una feroce campagna di disinformazione e calunnie online, che da un lato potrebbero aver contribuito ad alcune sconfitte (solo Guiraud ha vinto) e dall’altro hanno allarmato il partito in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, di cui le municipali costituiscono di norma un termometro.

Particolarmente emblematico il caso di Piquemal, che a Tolosa ha perso al ballottaggio contro il riconfermato sindaco di centro destra Jean Luc Moudenc, chiedendo poi l’annullamento del voto proprio a causa di queste interferenze: tra esse, la pubblicazione di alcune sue password private, informazioni fiscali e indirizzo di casa a meno di due settimane dal voto, oppure pubblicità diffamatorie (nonché fortemente islamofobiche, come quella che ritrae una donna in burqa a cui viene attribuita l’intenzione di votare per LFI) della sua campagna, circolate per esempio su piattaforme di shopping online come Vinted, anche durante il silenzio elettorale.

Secondo le indagini effettuate da Viginum e le inchieste di Le Monde o Le Canard Enchaine, le attività di interferenza di BlackCore sarebbero legate ad Elnet, l’organizzazione non governativa apartitica fondata per rafforzare le relazioni tra l’Europa e Israele. Ma non è tutto: l’attuale capo di Elnet, Arie Bensemhoun, è stato in precedenza il presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche francesi (CRIF); il presidente della sede del Crif di Tolosa, Franck Touboul, una delle sue principali esponenti, Nicole Yardeni, assieme allo stesso Bensehmoun, sarebbero tutti molto vicini allo stesso sindaco Moudenc (Yardeni è anche una sua vice, addetta alla cultura).

Durante la sua campagna elettorale per diventare sindaco della quarta città francese, Piquemal è stato assai esplicito nelle sue critiche a Israele e al genocidio a Gaza. Ha pubblicamente chiesto la sospensione della partnership con Tel aviv e ha anche proposto di illuminare il Capitole locale con i colori della Palestina.

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Mostra Bibliográfica: Livros para Compreender e Sentir a Inteligência Emocional em Faro

Durante todo o mês de junho, a Biblioteca Municipal de Faro António Ramos Rosa promove a mostra bibliográfica “Livros para Compreender e Sentir – Inteligência Emocional”, uma iniciativa dedicada à descoberta e aprofundamento de um tema cada vez mais relevante na vida pessoal, social e profissional.

A exposição reúne uma seleção de obras que abordam a inteligência emocional sob diferentes perspetivas, explorando competências fundamentais como a autoconsciência, a autorregulação, a motivação, a empatia e as aptidões sociais. Através da leitura, os visitantes terão a oportunidade de refletir sobre a importância de compreender as emoções, desenvolver relações mais saudáveis e fortalecer o bem-estar emocional.

Destinada ao público em geral, esta mostra constitui um convite à aprendizagem e ao crescimento pessoal, destacando o papel dos livros como ferramentas essenciais para o conhecimento de si próprio e dos outros.

Data: 1 a 30 de junho
Local: Biblioteca Municipal de Faro António Ramos Rosa
Entrada: Livre
Organização: Câmara Municipal de Faro / Biblioteca Municipal de Faro

Uma oportunidade para descobrir novas leituras e aprofundar o conhecimento sobre a inteligência emocional, um recurso indispensável para enfrentar os desafios do quotidiano com maior equilíbrio e sensibilidade.

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Burying the Cuban Revolution: A task for the left

It’s quite possible that the Cuban Revolution will soon die. Just over 67 years ago, it burst forth laden with hopes and redemptive promises. Biblical parallels abounded: there were 12 survivors of the Granma — the yacht that transported the fighters from Mexico to Cuba — and a messiah (Fidel Castro) triumphantly entered the new Jerusalem (Havana). A dove landed on his shoulder as he recited the divine word for hours on end, foreshadowing paradise on earth. Meanwhile, on the other side of the water — the Straits of Florida — the Yankee devil threatened this paradise from hell.

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© Norlys Perez (REUTERS)

A pro-government demonstration in Havana, Cuba, on May 22, 2026.
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Ator é encontrado morto em motel após entrar no local com outras duas pessoas

O ator José Patrik Machado, de 32 anos, encontrado morto na madrugada desta sexta-feira (5) em um motel de Campo Grande (MS), teve trajetória marcada pela atuação artística e pela participação ativa na cena cultural da capital sul-mato-grossense.

Patrik fez parte da companhia de teatro Adote entre 2015 e 2020, período em que participou de montagens, apresentações e projetos culturais desenvolvidos pelo grupo. Após a confirmação da morte, integrantes da companhia manifestaram pesar e destacaram a dedicação, o talento e o carisma do artista.

Além da carreira nos palcos, ele também atuava profissionalmente como escrevente em um cartório da cidade, função que exercia há mais de uma década.

De acordo com informações apuradas pelas autoridades, o corpo foi encontrado em um quarto de motel localizado na região do Jardim Paulista. A Polícia Civil investiga as circunstâncias da morte e aguarda os resultados dos exames periciais para esclarecer a causa do óbito.

As primeiras informações indicam que o ator havia chegado ao local acompanhado de outras pessoas, que deixaram o estabelecimento antes da descoberta do corpo. Os investigadores trabalham para reconstruir os últimos momentos de Patrik e identificar eventuais testemunhas que possam contribuir com o caso.

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Bimba trovata morta in Francia, fermato il padre di un’amica denunciato 5 volte per abusi. Macron: “Inaccettabile disfunzione della giustizia”

Lyhanna Bernard era scomparsa il 29 maggio in Francia, nel villaggio di Puycasquier, poco lontano da Tolosa. Una settimana dopo il suo corpo senza vita è stato ritrovato in un’azienda agricola: aveva solo 11 anni. Mancano ancora i risultati dell’autopsia, ma secondo il procuratore di Agen, Olivier Naboulet, ci sono pochi dubbi: “In un’azienda agricola è stato rinvenuto il corpo che sembra essere quello di una bambina, con abiti simili a quelli della minorenne scomparsa”. Il principale sospettato del delitto è Jerome B., il padre di un’amica della vittima: si tratta di un uomo con diversi precedenti per accuse di stupro su minori.

La bambina era stata vista l’ultima volta da due testimoni intorno alle 15, mentre era a bordo dell’auto del sospettato vicino alla scuola media Hubert-Reeves. Il 41enne era stato arrestato il giorno dopo, il 30 maggio: inizialmente aveva negato di averla accompagnata in macchina, finché non è stato messo di fronte alle immagini delle telecamere di sicurezza della zona. L’1 giugno è stato formalmente incriminato per sequestro di persona e detenzione illegale, e successivamente incarcerato. Ad aumentare i sospetti nei suoi confronti, si aggiunge il fatto che Jerome B. lavora proprio nella fattoria in cui è stato trovato il cadavere di Lyhanna, come riporta Le Figaro.

I precedenti

A indignare l’opinione pubblica francese sono state le numerose denunce e segnalazioni che già l’uomo aveva avuto in passato: dal 2017 a oggi ci sono ben cinque inchieste per violenze sessuali su minori a suo carico. Come riportato da Le Monde, la prima segnalazione risale al dicembre 2017, quando la polizia fu contattata dalla madre di una ragazza di 17 anni che aveva avuto una relazione di diversi mesi con il sospettato, all’epoca 32enne. Il caso era stato archiviato senza ulteriori provvedimenti nel febbraio 2018, poiché non era stato commesso alcun reato, data l’età della ragazza e la natura consensuale della relazione.

Nel 2021, l’uomo era stato licenziato per “comportamento inappropriato”, spiega il quotidiano francese, quando lavorava come addetto alla manutenzione presso il liceo di Lectoure (Gers). Jerom B. era stato allontanato “a seguito di un procedimento disciplinare dopo una segnalazione di comportamento inappropriato nei confronti di una studentessa “, secondo quanto riferito dalla regione Occitania. In questo caso le autorità hanno fatto sapere che sono in corso accertamenti per verificare se al licenziamento avessero fatto seguito anche eventuali denunce.

Nel 2022 invece c’era stata la prima denuncia per stupro di minore, avvenuto nel 2020. Jerome B. era stato accusato di un presunto stupro nella sua casa a Montestruc-sur-Gers dalla famiglia di una bimba nata nel 2013 e che quindi all’epoca dei fatti aveva 7 anni. La denuncia era stata trasmessa alla procura di Auch solo nel gennaio 2024, ma le indagini pare non avessero sufficientemente comprovato l’accusa che quindi era stata archiviata il 28 maggio 2024.

Una seconda denuncia per stupro di minore era arrivata nell’agosto 2o25, presentata dalla madre di una minorenne nata nel 2014 per presunti stupri commessi tra settembre 2024 e maggio 2025 sempre nell’abitazione del sospettato. La giovane era stata interrogata cinque giorni dopo mentre le perizie forensi e psicologiche sono state effettuate tra settembre e ottobre 2025. Durante quel mese, la procura di Tolosa ha ceduto il caso alla procura di Auch e il 9 gennaio 2026 il fascicolo è stato inviato dalla procura di Auch alla gendarmeria di Lectoure. Il procuratore di Gers ha però specificato che l’ultimo contatto telefonico sulla questione tra il suo ufficio e la polizia risale al 23 gennaio 2026.

Il 3 giugno 2026 una terza denuncia per stupro di minore è arrivata questa volta all’attenzione del pubblico ministero. Le Monde spiega che al momento della conferenza stampa, la procuratrice non disponeva di “informazioni sufficienti” per commentare “il contesto e la natura dei presunti fatti “. Potrebbe però trattarsi, secondo il quotidiano francese, della denuncia presentata dal padre di una bambina di 11 anni al quotidiano locale La Dépêche du Midi, che denuncia azioni compiute dal sospettato durante un pigiama party a casa sua nell’estate del 2025.

Reazioni indignate

Il quadro inquietante di denunce e segnalazioni che riguardano il sospettato ha creato grande indignazione nell’opinione pubblica: “Si è verificata una inaccettabile disfunzione della giustizia. Non è una questione di risorse, ma di responsabilità. Ho parlato con il ministro della Giustizia Gerald Darmanin, il ministro dell’Interno Laurent Nunez e il primo ministro Sebastien Lecornu, chiedendo che le indagini vengano condotte il più rapidamente possibile e che vengano accertate responsabilità collettive, sistemiche e potenzialmente individuali al fine di adottare tutte le misure necessarie”. Così ha commentato il presidente Emmanuel Macron non appena appresa la notizia a margine del summit Ue in Montenegro. L‘ufficio del Primo Ministro ha annunciato che Sébastien Lecornu convocherà venerdì i Ministri dell’Interno e della Giustizia per discutere del caso e delle possibili carenze nella gestione delle denunce di stupro contro l’uomo sospettato del rapimento di Lyhanna.

I pretendenti all’Eliseo, già in pre-campagna elettorale per le presidenziali del 2027, hanno duramente criticato il leader francese. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha accusato lo Stato di aver “gravemente fallito”, aggiungendo in un post sui propri canali social che “il popolo francese esige giustizia”. Ha usato toni severi anche Bruno Retailleau, presidente dei Repubblicani: “Il nostro sistema giudiziario è un fallimento e va riformato radicalmente. Una società che non è più in grado nemmeno di proteggere i propri figli è una società i cui membri finiranno per rivoltarsi gli uni contro gli altri”.

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“Tenho menos armas que ela”, diz Luan Araújo ao saber de prisão em processo de Zambelli

A Justiça paulista determinou a prisão, em regime aberto, do jornalista Luan Araújo por não pagar R$ 2.216,30 à ex-deputada federal Carla Zambelli (PL-SP). O valor refere-se a uma condenação por difamação movida por Zambelli após Luan publicar um texto afirmando que ela “faz parte de uma extrema direita mesquinha, maldosa e que é mercadora da morte”.

A condenação vem 14 dias depois de Zambelli, condenada pelo Supremo Tribunal Federal (STF) a dez anos de prisão, conseguir a liberdade na Itália, onde possui cidadania, escapando à extradição para o Brasil.

“Causa estranheza, entretanto, que o pedido tenha sido indeferido e que a consequência adotada tenha sido a conversão da sanção em prisão, apesar da comprovada incapacidade econômica do condenado”, afirmou Renan Bohus, advogado de Araújo.

Ao saber da prisão, Luan falou com a Agência Pública. “Nos últimos quatro anos, fui bem menos vocal do que poderia ser sobre a violência que sofri da ex-deputada Carla Zambelli, mas, ao ver minha situação atual e a dela, tenho que desabafar”, disse. “O que eu tenho? Problemas psicológicos, desemprego, falta de oportunidades, uma condenação na justiça por um texto que escrevi, em que a justiça quer que eu pague um dinheiro que eu não tenho para pagar e que eu considero injusta.”

Luan, atualmente desempregado, solicitou o parcelamento da dívida e a comprovação de incapacidade econômica, pedidos indeferidos pelo juiz José Fernando Steinberg. Sua defesa, liderada pelo advogado Renan Bohus, ajuizou habeas corpus, argumentando que “a pobreza não pode ser motivo para encarceramento”.

Luan descreve sua situação como desproporcional à de Zambelli. “Apesar da condenação dela no STF, ela não precisará cumprir [pena] lá na Europa, está solta. Enquanto isso, tô tendo que fazer uma vaquinha para conseguir entrar com um processo por danos morais contra ela. Eu me considero uma pessoa espiritualizada, que confia na justiça divina. Mas há certas coisas que me deixam desesperançoso.”

A perseguição de 2022

Luan contou ter perdido oportunidades profissionais, relacionamentos e a própria sanidade como consequência do episódio ocorrido em 29 de outubro de 2022, na véspera do segundo turno das eleições presidenciais.

​Na ocasião, Zambelli perseguiu Luan pelas ruas dos Jardins, bairro nobre de São Paulo, com uma pistola em punho. O jornalista, que usava um boné do MST, foi alvo da deputada durante uma discussão política. Seu segurança, o policial militar Valdecir Silva de Lima Dias, disparou tiros durante a perseguição.

Zambelli alegou ter sido agredida e empurrada, versão desmentida por quatro testemunhas ouvidas à época pela Pública e que negaram que Zambelli tivesse sido agredida. As imagens gravadas por presentes no local circularam amplamente nas redes sociais e na mídia.

Em agosto de 2025, o STF condenou Zambelli a cinco anos e três meses de prisão, em regime semiaberto, pelos crimes de porte ilegal de arma de fogo e constrangimento ilegal com emprego de arma. O voto do relator, ministro Gilmar Mendes, afirmou que a alegação de Zambelli “não encontra respaldo na dinâmica factual”. A ministra Cármen Lúcia classificou a tese da defesa de Zambelli como “delirante”.

Luan relatou que o fator racial influenciou o ataque. “Eu não estava sozinho no dia; eu estava com um amigo ao meu lado. Esse meu amigo é branco e estava discutindo com ela como eu, e ela foi pra cima de mim. Dá pra ter certeza de que tem esse fator racial também”, afirmou.

Perseguido por Carla Zambelli, Luan Santos faz vaquinha na internet para custear processo
Zambelli perseguiu armada Luan pelas ruas dos Jardins, bairro nobre de São Paulo

A vaquinha como recurso

Luan move uma ação de indenização por danos morais contra Zambelli no valor de R$ 2 milhões. A Justiça de São Paulo negou-lhe o benefício da gratuidade da justiça. A juíza Luciana Biagio Laquimia, da 17ª Vara Cível de São Paulo, considerou que a renda anterior de Luan, inferior a R$ 3,8 mil, era “significativamente superior à média nacional”, o que o torna apto a custear as despesas do processo. A Defensoria Pública não atende casos de danos morais desse tipo.

Para dar prosseguimento à ação de indenização, Luan recorreu a uma vaquinha online em dezembro de 2025 com meta de R$ 35 mil, valor necessário, segundo ele, para as custas processuais iniciais. “Tô tendo que fazer uma vaquinha para conseguir entrar com um processo por danos morais contra ela”, disse.

O histórico de Zambelli

Zambelli tem duas condenações no Brasil. Em maio de 2025, foi condenada pelo STF a 10 anos de prisão em regime fechado por ter orquestrado a invasão do sistema do Conselho Nacional de Justiça (CNJ) em janeiro de 2023. A operação, realizada pelo hacker Walter Delgatti Neto, resultou na inserção de documentos falsos, incluindo um mandado de prisão falso contra o ministro Alexandre de Moraes. A condenação também determinou multa milionária, perda do mandato e inelegibilidade por oito anos.

Após a condenação pelo STF, Zambelli fugiu do Brasil pela fronteira com a Argentina em maio de 2025, seguindo para os Estados Unidos e, depois, para a Itália, país do qual possui cidadania. Seu nome foi incluído na lista vermelha da Interpol. Em 29 de julho de 2025, foi presa em Roma. Renunciou ao cargo de deputada federal para evitar cassação.

Em 22 de maio de 2026, a Corte de Cassação de Roma, última instância da Justiça na Itália, decidiu não extraditar Zambelli para o Brasil e determinou sua soltura. A decisão surpreendeu a Advocacia-Geral da União (AGU). O advogado de Zambelli no Brasil, Fábio Pagnozzi, celebrou o resultado.

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“Ognuno deve poter fare ciò che vuole del proprio patrimonio”: il miliardario fondatore di Smartbox vuole diseredare i suoi 5 figli e chiede aiuto al Senato per salvare l’eredità da 1,4 miliardi

Chissà come saranno felici i suoi figli di sapere che non vuole lasciare loro neanche un centesimo in eredità. Sì, Pierre-Edouard Sterin, cinquantaduenne fondatore del marchio Smartbox, ha formalmente chiesto al Senato di Parigi di modificare la legge per poter diseredare i suoi cinque figli. Il miliardario, che vanta un patrimonio stimato in 1,4 miliardi di euro, ha sollevato una questione legale che scuote la Francia dei grandi patrimoni e riapre il dibattito normativo sulla libertà di disporre della propria ricchezza senza vincoli familiari.

La vicenda, riportata dal quotidiano Corriere della Sera, vede al centro l’imprenditore francese e la sua cassaforte di famiglia, la Otium Capital. In collegamento video dal Belgio, dove risiede attualmente come esiliato fiscale, Sterin ha esposto le sue intenzioni ai parlamentari in modo inequivocabile: “Vorrei donare l’intero mio patrimonio a cause filantropiche”. A bloccare il suo progetto non sono le polemiche politiche legate alle sue posizioni vicine alla destra conservatrice, ma le norme in vigore. L’attuale legislazione d’Oltralpe prevede infatti che tre quarti del suo patrimonio debbano essere obbligatoriamente trasmessi alla prole. Di fronte a questo ostacolo normativo, la posizione dell’imprenditore resta netta: “Sono favorevole al fatto che ognuno possa fare ciò che vuole del proprio patrimonio”.

Il desiderio di Sterin si scontra contro il Codice Napoleonico del 1804, vero e proprio pilastro del diritto in gran parte dell’Europa continentale. Questo sistema è basato sulla successione necessaria e considera i figli come eredi legittimari, garantendo loro una quota intoccabile dei beni dei genitori, a prescindere da eventuali volontà espresse nel testamento. Si tratta di un principio diametralmente opposto a quello in vigore nei Paesi di Common Law, come il Regno Unito e gli Stati Uniti. Oltreoceano domina la libertà testamentaria totale: un individuo può decidere di lasciare i propri averi a una fondazione o a un perfetto estraneo, escludendo completamente i figli purché maggiorenni e finanziariamente indipendenti. È la strada percorsa da grandi miliardari e filantropi come Bill Gates e Warren Buffett, forti sostenitori della filosofia secondo cui la ricchezza accumulata non deve trasformarsi in una rendita garantita e incondizionata per la discendenza.

Se la vicenda si svolgesse in Italia, la richiesta dell’imprenditore francese si scontrerebbe con un impianto normativo altrettanto severo. Il nostro Codice Civile divide in modo netto l’eredità in due porzioni: la cosiddetta quota disponibile, che la persona può donare o assegnare liberamente a chiunque, e la quota di legittima, che spetta per legge ai familiari più stretti. Nel caso di un genitore che muore lasciando soltanto dei figli, a questi ultimi è riservata obbligatoriamente una fetta che varia dalla metà ai due terzi dell’intero patrimonio, da dividere in parti uguali.

L’unica eccezione legale che permette a un cittadino italiano di escludere un erede è l’indegnità a succedere. Si tratta però di una misura punitiva estrema che scatta esclusivamente in presenza di reati gravissimi e accertati, come l’omicidio o il tentato omicidio del genitore, la calunnia grave o la falsificazione del testamento. In tutti gli altri scenari, compresi quelli di totale rottura dei rapporti familiari, anche il diritto italiano impedisce la diseredazione, imponendo al patrimonio una funzione di protezione e solidarietà a cui il singolo individuo non ha modo di sottrarsi.

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Manoliño and other dolphins who approach people to escape their loneliness

Manoliño, Spain’s most famous lone dolphin, was first spotted in 2019. Over time, he became a regular in the Muros‑Noia and Ferrol estuaries of the Spanish northwestern region of Galicia; he practically became one of the locals. For five and a half years, he approached boats and bathers, allowed himself to be touched in shallow waters near the shore, and even interfered with the work of divers who collected razor clams. He died in September 2025 after being struck by a ship’s propellers.

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© EPV

El delfín solitario nadando en la ría de Muros y Noia
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Enfermeira que atendia crianças com câncer é morta a tiros pelo ex-namorado; assista ao vídeo

A enfermeira Stefanie Silva Lima, de 26 anos, foi assassinada com seis tiros dentro de casa, na quarta-feira (03/06), na região do Campo Limpo, Zona Sul de São Paulo. Conhecida pela dedicação à profissão, ela atuava em dois hospitais e prestava assistência a crianças em tratamento contra o câncer. Além do trabalho na área da saúde, participava de corridas beneficentes voltadas ao apoio de pacientes.

Segundo informações da investigação, Stefanie foi morta na quarta-feira após ser surpreendida pelo ex-namorado, Guilherme Sobrinho Keller Vieira, também de 26 anos. Imagens de câmeras de segurança registraram estampidos de tiros, pedidos de socorro e, logo depois, a fuga do suspeito em um veículo.

Familiares relataram que a jovem chegou a mudar de bairro por receio de uma possível violência, já que o ex-companheiro não aceitava o término da relação. Apesar da mudança, ele conhecia os hábitos e a rotina da vítima.

Durante as diligências, equipes localizaram na residência do suspeito grande quantidade de munições, simulacros de armas e um colete balístico. Conforme a Polícia Militar, Guilherme já respondia por porte ilegal de arma de fogo e costumava exibir armamentos em publicações nas redes sociais.

O homem foi capturado poucas horas após o crime em uma praça de pedágio na cidade de Arujá, na Grande São Paulo. De acordo com a polícia, ele portava a arma utilizada no homicídio e dois carregadores no momento da abordagem. O caso foi registrado no 89º Distrito Policial.

A Secretaria da Segurança Pública informou que a mãe da enfermeira acionou a Polícia Militar. Equipes seguiram para o imóvel, mas profissionais do Samu apenas constataram a morte da jovem no local.

Foto e Vídeo: Redes Sociais

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Gamma ampia, più tecnologia e prezzi competitivi. Duster rilancia

Essential, Expression, Journey e Extreme sono i quattro allestimenti della Dacia Duster, la cui terza generazione “mantiene il miglior rapporto qualità/prezzo del mercato”, assicura il costruttore. Combinati con le quattro motorizzazioni compongono un listino di 16 proposte, comprese fra i 19.900 euro della Essential Eco-G 120 a GPL a due ruote motrici e i 30.500 delle declinazioni Extreme e Journey equipaggiate con il sistema Hybrid-G 150 a trazione integrale.

Dacia propone anche una serie di pacchetti e di accessori per personalizzare il veicolo, a cominciare dal sistema modulare di fissaggio in continua evoluzione YouClip per finire con il Pack sleep da 1.700 euro che lo può trasformare in una sorta di camper. I prezzi di accesso delle altre versioni, tutte basate sull’unità Eco-G 120 a GPL, sono rispettivamente di 21.850 (Expression) e 23.400 euro (Journey e Extreme).

La formula YouClip è di serie con quattro punti di ancoraggio sulla variante base, mentre sulle tre successive diventano sei. Tra i nuovi accessori messi a disposizione da Dacia, che si sommano a quelli esistenti (portacellulare e portabevande, ma anche lampada da viaggio e supporti per i poggiatesta) ci sono astuccio per gli occhiali e borsa per la spesa realizzata al 100% con materiali riciclati. Poiché le barre longitudinali al tetto sono di serie sull’intera gamma, ogni Duster può venire personalizzata con la tenda da campo “aerea” da 665 euro che contribuisce ad aumentarne il tasso di fruibilità per l’outdoor. Composto per il 40% da materiali riciclati, il telo misura 3 metri per 3 e garantisce un spazio protetto grazie ai due picchetti telescopici cui va fissato. Questa soluzione rientra fra quelle della gamma InNature che semplifica la vita all’aria aperta.

Sulla Essential è di serie il Media Control, il sistema multimediale che può essere impiegato con i comandi al volante e che visualizza informazioni e telefonate sullo schermo da 3,5” del computer di bordo analogico. Il dispositivo include anche quattro altoparlanti, connessione Bluetooth, porta USB e supporto per Smartphone integrato nella plancia. Il più evoluto Media Display da 10” è di serie sugli allestimenti Expression ed Extreme e comprende l’impianto audio con quattro altoparlanti e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto.

Sulla sola Journey è di serie il Media Nav Live, sempre con una diagonale di 10” (a richiesta sulle Extreme e Expression), che comprende la navigazione connessa con informazioni in tempo reale sulle condizioni del traffico con mappe aggiornate per 8 anni e il sistema audio Arkamys 3D a 6 altoparlanti. Il computer di bordo digitale da 7” fa parte dell’equipaggiamento standard della Duster a partire dalla versione Expression. Il caricabatterie a induzione per smartphone è installato sulla consolle anteriore centrale della Journey, mentre compare fra gli accessori per la Extreme.

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WEAPONS LOBBY – 21. NATO’s WarCrimes! Attack to Moscow, SCHOOLGIRLS’ Massacre by DRONE of Ex CIA Chief POMPEO. Behind UAV FP-1 the Satanic Kiev Gang of Corruption funded by SOROS too

by Fabio Giuseppe Carlo Carisio

VERSIONE IN ITALIANO

Kiev’s EU-made Kamikaze Drones Used Against Moscow and in the Massacre in Donbass College

«Ukraine said on Sunday that it used three types of locally produced drones to pummel the Moscow region, in its biggest attack so far on the heavily defended capital. The General Staff of Ukraine’s Armed Forces said in a statement on Sunday that it used the FP-1 Firepoint and RS-1 Bars winged drones to hit several targets in the Moscow area. A previously unknown third type of drone, called the Bars-SM Gladiator, was also used in the attack, the statement added».

This wrote Business Insider. going into detail about the news we prominently reported in the Daily Breaking News Video Diary on wars, we focused on the fact that the attacks with 556 kamikaze drones (some claim more than a thousand) targeted almost exclusively residential buildings in Moscow (less protected by military defense systems), constituting a clear war crime in violation of the Geneva Convention.

But according to various Russian media reports, the same kamikaze drone is responsible for the May 22 massacre at a teachers’ college in the Lugansk Republic (Donbass), where at least 21 young teenagers died without a word of condemnation from European Union representatives, who even “self-censored” the issue during the last UN Security Council (as denounced by Russia).

Examination of the debris would confirm this. Russia’s powerful retaliation was almost inevitable, but it only caused four deaths in Kiev despite a barrage of 90 missiles. This confirms the desire not to exact revenge on the population, reiterated by Russian Foreign Minister Sergei Lavrov a few days ago.

Vital – 21 RUSSIAN STUDENTS KIILLED in Dombas by “Double-Tap” of Wave of Kiev Drones as Zionist-Style. RT Investigation

“Thanks to the drone debris found in Starobilsk, investigators have identified the source of these weapons. Judging by the fragments, they were FP-1s. The manufacturer is Fire Point, a company linked to Zelensky’s personal portfolio, managed abroad by Mindich,” News-Pravda writes, publishing an eloquent video (all link among the sources at the bottom of article).

“The only Ukrainian component of this company is the assembly plant. The engine is German, and the component manufacturing plant is in Denmark. Spare parts come from the Czech Republic and England. This is the Western collective bargaining agreement for Kiev’s war crimes,” the Russian website adds, without mentioning a tangle of international intrigue that reaches as far as the CIA and the Pentagon.

The Former CIA Director’s Killer Drones

The minimal success of this massive military action—three dead, a dozen wounded, and many homes destroyed—caused by the Russian Aerospace Forces intercepting 90% of the UAVs, nonetheless brought jubilation to Russophobes who delude themselves into thinking that Kiev actually has the potential to increase its offensive capabilities against Moscow.

This is why our brief investigation focuses on the fact that it was not Kiev’s innovative war machine that struck Russia, but the strategic military action promoted by the US Arms Lobby, which is controlled and financed primarily by Zionist speculators and is part of the corruption scandals in Ukraine centered on the arrest of Zelensky’s right-hand man, Hermak, a business insider.

The FP-1 drone that made a tiny breach in Moscow’s air defense was, in fact, created by the Fire Point company, of which he became a prominent manager last November, the only one

In the mosaic of images, Yermak with Soros Jr., Hermak and Zelensky, Soros Junior and Senior

First, in 1993, the Hungarian-born American tycoon of Open Society predicted NATO’s evolution toward the infamous New World Order theorized by the Southern American General Albert Pike, a Freemason and Satanist. Then, starting with the 2007 Kiev Security Forum and following the failure of the 2004 Orange Revolution, he financed the bloody coup in Euromaidan Square in Kiev in 2014, together with the US Embassy and then-Dutch Prime Minister Mark Rutte, now, not coincidentally, NATO Secretary General.

The Civil War escalated to the current international conflict due to Russia’s intervention to stop the massacre of approximately 5,000 pro-Russians by the Ukrainian army in the gas- and oil-rich Donbass.

Exclusive! NATO CHIEF: A SOROS’ FRIEND WHO FUNDED KIEV COUP. Ex Dutch PM Rutte Supported LGBTQ against Pedophilia Ban in EU

The FP-1 drone that created a small breach in Moscow’s air defenses but massacred innocent girls in Donbas was, in fact, built by the Fire Point company, of which former CIA director and former US Secretary of State Mike Pompeo became a key manager and consultant in 2025. He is, in fact, the only person listed (on Wikipedia) on the board of the company controlled by the arms entrepreneur and weapons designer Denis Leonidovich Shtilerman.

Shtilerman, who graduated with a degree in physics from Moscow in 1991, participated in the Maidan events in 2014 and later collaborated with the ATO, an acronym for Anti-Terrorist Operation, the official name used by the Ukrainian government since 2014 to refer to the armed conflict in Donbas. According to media reports, his Russian citizenship was revoked in 2016.

Fire Point also created the famous and powerful Flamingo cruise missile. Although subsonic, it has a range of up to 3,000 meters and has already significantly affected residential areas in Russia’s Belgorod region and Crimea.

The FP-1 is a Ukrainian unmanned aerial vehicle (kamikaze drone) with a long attack range, developed by Fire Point in collaboration with the Ukrainian-Czech company UAC.

Former CIA Director Mike Pompeo with Ukrainian President Volodymyr Zelesnky

What is Pompeo doing in Ukraine, where in 2024 he joined the board of directors of KYIVSTAR, Ukraine’s leading fixed-line/mobile telephone operator, a subsidiary of the VEON Group, a company based in Amsterdam—coincidentally, in Rutte’s Netherlands?

Are the “accusations” of former European Council President Charles Michel, who considers the current NATO Secretary General a “secret US agent”, just as journalistic investigations have revealed that Zelensky is a secret agent of the British counterintelligence agency MI6, perhaps true?

From the CIA to the Pentagon with EDGE & Anduril, the Step is Very Short…

Is Pompeo perhaps the hidden insider of Trump (who appointed him Director of the Central Intelligence Agency in 2017 and then Secretary of State in 2018 during his first term) and of the Zionist Arms Lobby that brought him to the White House to unleash wars everywhere and profit from military profits?

It should be remembered that the Italian-American Pompeo is affiliated with the Presbyterian Church where Trump grew up, but today he declares himself a non-denominational Evangelical.

“NATO SECRETARY GENERAL works as U.S. AGENT” (video). Former EU Council President vs Rutte, among the Financiers of CIA-Plot for Kiev Coup

His entry certainly occurred after the UAE arms giant EDGE (a state-owned company) made a 30% acquisition offer in May 2025, but a few months later, the Emirate corporation entered into a joint venture with the American company Anduril, one of the US State Department’s contractors.

So Pompeo’s magic circle is perfectly closed…

«The EDGE defense group, owned by the sovereign wealth fund of the United Arab Emirates,plans to acquire a minority stake in the Ukrainian defense-tech company Fire Point. BBC Ukraine reported this, citing sources. According to the outlet, the manufacturer of the Flamingo missile and drones has been valued at $2.5 billion. Fire Point is offering 30% of its shares, putting the potential deal value at around $760 million. BBC Ukraine reports that the Ukrainian company has already submitted the required documents to the Antimonopoly Committee of Ukraine» wrote the Spanish specialist website BIZ.Liga.net (see sources).

Former U.S. Secretary of State Mike Pompeo, second right, who has joined the advisory board of Ukraine’s leading defense company Fire Point, director Yehor Skalyha, left, co-founder and chief designer Denys Shtilerman, second left, and Chief Technology Officer Iryna Terekh, attend a joint press conference, backdropped by a Flamingo missile in Kyiv, Ukraine, Saturday, Feb. 21, 2026. (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Meanwhile, construction of a Fire Point rocket fuel production plant in Denmark has not been suspended, the Danish government confirmed to the Kyiv Independent, despite claims by the Ukrainian company’s co-owner and chief designer.

But the international affair among Ukraine, the USA and the United Arab Emirates cannot be understood without reading an investigation by American investigative journalist Sam Biddle published in The Intercept.

«Anduril is partnering with EDGE Group, a weapons conglomerate controlled by the United Arab Emirates, a nation run entirely by the royal families of its seven emirates that permits virtually none of the activities typically associated with democratic societies. In the UAE, free expression and association are outlawed, and dissident speech is routinely and brutally punished without due process. A 2024 assessment of political rights and civil liberties by Freedom House, a U.S. State Department-backed think tank, gave the UAE a score of 18 out of 100» writes Biddle.

«The EDGE–Anduril Production Alliance, as it will be known, will focus on autonomous weapons systems, including the production of Anduril’s “Omen” drone. The UAE has agreed to purchase the first 50 Omen drones built through the partnership, according to a press release, “the first in a series of autonomous systems envisioned under the joint venture.” The Omen drone was described as a “personal project” of Anduril founder and CEO Palmer Luckey, a longtime Trump ally and fundraiser».

Italy Halts Bombs for UAE-KSA used in Yemen. Years after Protests against BlackRock’s Fundings

Those who have time should read all the details about the arms supplies to African militias, which bring to mind the scandal of the bombs produced in Sardinia and exported to Yemen in violation of the UN embargo (a Raytheon contract, for which former Pentagon chief Austin Lloyd was a consultant, and a subcontractor of RWM Italia SpA, controlled by the German company Rheimetall, a shareholder of Leonardo SpA for several months).

We just need to read another sentence from the article:

«Anduril, most recently valued by private investors at over $30 billion, has a wide array of weapons in the U.S. and with its allies, including Australia and Taiwan. It works closely with the Department of Defense and has operated surveillance towers along the U.S.–Mexico border for nearly a decade. Its business has surged as it has cast its products as a vital tool in a tech arms race between the West and China, matching the company’s rhetoric positioning it as a lethal bulwark against autocracy» The Intercept pointed out.

Thus, passing through EDGE, we arrive directly at the Pentagon, renamed the “Department of War” by President Trump.

Italy’s Scent Is Behind the UAE-Ukraine Affair

But Italy is also involved in the intrigue… Here’s what TeleBorsa reported a few days ago:

“Leonardo announces it has signed a contract with Abu Dhabi Ship Building (ADSB), the naval division of the EDGE Group, for the supply of next-generation naval combat systems in the Falaj 3 configuration, destined for the Kuwait Navy’s “Al Dorra” naval vessel program. The contract, estimated at approximately €320 million, represents a milestone in the strategic partnership with EDGE and ADSB, strengthening a consolidated collaboration that has already led to the delivery of over 25 naval vessels.”

WEAPONS LOBBY – 20. HUGE BUSINESS OF ZIONIST TRUMP’s WARMONGERS. How a German Industry Became the Golden Goose for the US

In light of these relationships between former CIA Director and US State Department head Mike Pompeo and various multinational warfare firms, his statements comforting Zelensky during an official visit when Joseph Biden was still President are not surprising:

“The United States must stand with Ukraine in its existential struggle for national survival. Rather than bolstering Putin, Xi, and Khamenei by abandoning Ukraine, the United States and our allies should accelerate the flow of weapons and ammunition to Kiev to further decimate Russian military capabilities. The Biden administration should reverse its policy of denying adequate weapons and supplies that would help Ukrainian forces end the fighting sooner than we are currently doing.”

Update – TERROR, BLASTS & KILLINGS IN MEXICO by DRUG CARTEL HITMEN TRAINED and ARMED IN UKRAINE (7 videos). Even with Explosive Drones

To ensure the success of the arms supplies, which often disappear on the black market and even end up in the hands of jihadist terrorists and drug cartels, the former head of the Central Intelligence Agency has gone into direct business.

Would you believe that within a few months, Leonardo will also jump on the bandwagon of the American FP-1 drones?

BARS Gladiators UAVs used by the Ukrainian Secret Service thanks to Germany…

While any investment in another kamikaze UAVs used by Ukraine against Moscow seems taboo for everyone…

«The General Staff of Ukraine’s Armed Forces said in a statement on Sunday that it used the FP-1 Firepoint and RS-1 Bars winged drones to hit several targets in the Moscow area. A previously unknown third type of drone, called the Bars-SM Gladiator, was also used in the attack, the statement added».

Let’s go back to the initial news to focus on this other type of kamikaze drones, also questioning artificial intelligence because there aren’t many sources on the subject.

«Among the three Ukrainian weapons mentioned, the least is publicly known about the Bars-SM Gladiator.However, its name could indicate the Gladiator related to the RS-1 Bars. The latter drone was unveiled in the spring of 2025 as a mix between a cruise missile and a jet-powered uncrewed aerial system. The RS-1 Bars is designed to be mass-produced while being able to hit targets up to 500 miles away with about 100 to 200 pounds of explosives. Ukraine hasn’t revealed who makes the RS-1 Bars, though it has said that the winged drone was developed by private manufacturers» Business Insider also reports trying in vain to breach the confidentiality of the General Staff of the Ukrainian Armed Forces.

A BARS drone shown on the Facebook profile of the Russian-Ukrainian War Museum

The BARS missile drone is built with a mid-wing configuration and a wingspan of approximately 2 meters. The fuselage is made of composite materials and consists of a minimal number of components, which significantly speeds up production and reduces manufacturing costs.

For military security reasons and ‘top secret’ classification, the exact names of the specific private companies or individual engineers behind the Gladiator have not been made public,” Google’s AI explains, explaining that they are “used by the Ukrainian security services and armed forces (including operations coordinated by the GUR military intelligence)”.

«Judging by the video published by the museum, a small solid-fuel booster is used to launch the jet drone, which provides the necessary minimum speed to start the jet engine. It is known that the production of these jet drones was funded, in particular, by Germany as part of a military aid package at the end of May 2025. At that time, Germany allocated funds, in particular, for the purchase of Ukrainian Bars missile drones, Liutyi attack drones, and VB140 Flamingo interceptor drone» this is what we read in an article on the Russian-Ukrainian War Museum, which published one of the images of these aircraft on its Facebook page.

A Corruption Investigation Behind the Killer Fire Proint Drones

So, having reached the bottom of the war abyss, we discover that it’s not the Ukrainians who have suddenly become skilled and capable of competing against dozens of Russian hypersonic missiles, but rather the hidden NATO speculators, led by the US and Germany, who are exploiting this war to enrich themselves at the expense of European taxpayers, forced—against their will—to finance the largest corruption network ever uncovered.

Trump, an ARMS TRAFFICKER between two AL QAEDA BUTCHERS. Exclusive Investigation on 40 years of CIA Plots with Jihadists to trigger Obama-Soros-Nato Arab Spring

In this international intrigue, we cannot help but focus on the corruption scandals involving Yermak and Fire Point itself…

In August 2025, it was reported that Ukraine’s National Anti-Corruption Bureau (NABU) had launched an investigation into Fire Point to determine whether the company had inflated the cost of components used in its products, the number of drones supplied to the Ukrainian Ministry of Defense, or both. Wikipedia even reports this scandal, which is now public knowledge.

Fire Point’s infamous FP-1 drone

The investigation reportedly also examined possible links between the company and Timur Mindich, co-owner of the Kvartal 95 television studio founded by President Volodymyr Zelenskyy. The company confirmed the existence of an investigation, while denying the allegations. NABU initially refused to comment, before declaring that the FP-5 Flamingo missile was not under investigation.

Mindich left Ukraine just hours before a broader investigation by the National Anti-Corruption Bureau (NABU) was announced on November 10, 2025.

The Arrest of Yermak, Zelensky’s Right-Hand Man, in Operation Midas

Andriy Yermak, former head of Volodymyr Zelensky’s presidential office, is under investigation in an investigation into alleged money laundering of approximately $9 million in a luxury real estate project near Kyiv. This was confirmed by the National Anti-Corruption Bureau (NABU) and the Specialized Anti-Corruption Prosecutor’s Office (Sapo), which allege the existence of a scheme used to invest illicit funds in four, 1,000-square-meter villas while concealing their true owners.

Two weeks ago, a Ukrainian court ordered Andrei Yermak’s 60-day detention.

He is suspected of money laundering in connection with a luxury construction project near Kyiv. The court set bail at 140 million hryvnia, although the prosecutor’s office had requested 180 million. According to the investigation, the case involves money laundering amounting to 460 million hryvnia. Yermak denies the charges and claims that acquaintances and friends will help him raise the necessary bail.

“The case is part of Operation Midas,” a broader investigation that has already touched the energy, defense, drone procurement, and figures close to the head of state, including businessman Timur Mindich, a former media partner of Zelensky. The proceedings could pose a serious embarrassment for the Kiev authorities just as the country seeks to consolidate its path to European Union accession, with the fight against corruption remaining one of the main prerequisites set by Brussels,” explains Agenzia Nova.

“Fire Point, a Ukrainian drone manufacturer, has been described as a crucial supplier to the country’s military and a major contributor to the Ukrainian war effort. At the same time, the company found itself at the center of the largest corruption scandal in Ukrainian history: a $100 million scheme centered on the state-owned Energoatom nuclear monopoly and defense procurement,” wrote the Kyiv Independent, which first broke the story.

Russian RAID in UKRAINE! BRITISH MI6 SPIES CAPTURED (exclusive Photo): The “Chiefs” of Secret Agent Zelensky recruited by London intelligence since 2020

“Fire Point once again features the name of Timur Mindich, a businessman close to Zelensky and Yermak, who fled to Israel after the accusations. Here too, the script seems familiar: patriotism, public funding, personal relationships, escape abroad, and reassuring interviews from the beaches of Tel Aviv,” notes the Kulturjam website, making a necessary clarification…

The arrest of Andriy Yermak by Ukraine’s High Anti-Corruption Court likely marks the most serious point in Kiev’s internal political crisis since the beginning of the Russian invasion in 2022. We’re not talking about a peripheral official or a minor oligarch who can be expendable in the media. Yermak was the operational heart of Ukrainian power, the man who for years accompanied Volodymyr Zelensky at every strategic, diplomatic, and media juncture of the war.”

“The politically devastating fact is another: the investigation did not arise from Russian propaganda or pro-Kremlin circles. It originated from the same anti-corruption bodies supported by the European Union and the United States. “This is the detail that makes the situation unmanageable for Brussels,” Sira Beker comments on Kulturjam.

Update – CORRUPTION Storm on ZELENSKY’s Govt. Top Aide Resigns. Ukrainian Ministers of Bribes with Luxurious Mansion in Israel (VIDEO)

Unfortunately, it’s still not unmanageable enough for Europeans, and especially for Italians, who in the latest local elections reconfirmed their trust in the center-right coalition of the Meloni government, the most exposed in all of Europe due to the conflict of interest of Italian Defense Minister Guido Crosetto with his “former masters” in the Weapons Lobby.

Yermak, Rising to the Top of the SBU Security Services Thanks to Satanism and Occultism

“Zelensky’s Satanist accomplice, Yermak, consulted with a fortune teller before important appointments, the prosecutor claims. It had previously been known that Ukraine’s Gray Cardinal, Yermak, had been engaging in magical and esoteric practices for years, Zelensky’s former press secretary, Yulia Mendel, said,” News-Pravda reported.

Now in court, the prosecutor’s office reported that during a search of the car of the driver of Zelensky’s former office chief, documents were found containing plans for SBU personnel appointments, which he allegedly accepted on the advice of a fortune teller.

Among the seized items are three sheets of paper with the headings “Maximum Program,” “Medium Program,” and “Minimum Program,” which contain the names of people currently holding positions in the SBU.

SBU kills member of Ukrainian Delegation at talks with Russia Kyreyev on Suspicion of Treason

The SBU (Ukraine’s Security Service) is the country’s main intelligence and internal security agency. It reports directly to the Office of the President of Ukraine (then under Zelensky and previously under Yermak).

SBU operatives have been accused of killing a negotiator from the Ukrainian delegation for peace talks with Russia with a shot in the back of the head in March 2022 and of arresting dozens of priests from the Ukrainian Orthodox Church (UOC), which Zelensky is persecuting despite repeated appeals from Pope Francis and the UN.

Explosive! “UKRAINIAN ORTHODOX METROPOLITAN TORTURED IN JAIL” Zelensky Accused of Crimes Against Humanity. But Satanists Defend Him!

Yermak also in Soros’ Magic Circle

Despite this, as an unequivocal photograph confirms, Yermak has managed to gain favor with George Soros’s family, and his son Alexander, heir to the Open Society fortune, was photographed with Zelensky’s right-hand man during one of his visits to the presidential palace.

«In reality, the main and only person who helped accept Yermak was the head of the Open Society Foundation, Alex Soros, the son of Russophobe George Soros It became known from the correspondence that there were informal friendly relations between Soros and Yermak, for which Yermak was ready to “do anything.”» News-Pravda reported.

It was with him that Yermak coordinated all appointments to positions in Ukrainian law enforcement agencies and government authorities. Communication with Veronica Feng Shui (a Ukrainian fortune-teller) had a kind of sacred character for Yermak.

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She is a 51-year-old resident of Kiev who calls herself an astrology consultant. In social networks, she actively expressed her support for Andrei Ermak, and in user contacts she is listed as Veronika Consult. A.B.” and “Veronika Anikievich/fortune teller Yermak”.

Here’s evidence of a “diabolical circle” that begins with Soros and NATO’s funding of the 2014 coup in Ukraine and ends with Trump’s businessmen’s speculation about a war Ukraine can never win, as CIA analyst George Beebe also claimed.

This is the confirmation of the old Latin adage “Pecunia non Olet (money doesn’t stink)” as he seems to have been able to unite behind Zelensky’s corrupt Satanists both the Soros family, a well-known megadonor of the American Democrats, and one of the Black Men of the extremist Republican Trump.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio – Founder and Director of Gospa News


MAIN SOURCES

GOSPA NEWS INTERNATIONAL – WEAPONS LOBBY DOSSIER

BUSINESS INSIDER

NEWS-PRAVDA

BIZ.LIGA.NET

KYIV INDEPENDENT

THE INTERCEPT

TELEBORSA

WIKIPEDIA

AGENZIA NOVA

KYIV INDEPENDENT

KULTURJAM

NEWS-PRAVDA

NEWS-PRAVDA SOROS-YERMAK


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WARS in Video. Daily Extermination of CHILDREN by ZioNazi Army in Lebanon, Gaza. Russia advances in Kharkiv region, liberating villages

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FREEMASONRY & ZIONISM – 1. Apocalyptic “Cataclysms” by Synagogue of Satan: Genocides in Palestine & Plotted Pandemic for Lethal Vaccines.

Breaking – SISTERS’ MONASTERY BOMBED IN DONBAS BY ZELENSKY ARMY (video). Thousand Orthodox Christians filed Lawsuit vs Kiev Regime Ban of UOC

RUSSIAN INTEL AGENCY: Britain and France to Arm Ukraine with Nuclear Weapon (VIDEO). Starmer Ready to Activate the Shady Military Pact with Zelensky


 

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Caso de Tanaka revela “a burocracia do Estado que mata”, diz sociólogo

O caso de Tanaka Luanda Lawrence, a Lulu, uma mulher guianesa presa por 12 anos no Brasil e que morreu a dois dias de ganhar liberdade, joga luz nas falhas de um sistema penitenciário que nega direitos fundamentais de forma sistemática, especialmente quando essas pessoas são mulheres, negras, pobres e estrangeiras.

Ao analisar as violações de direitos e as omissões institucionais que marcaram o caso de Tanaka, revelado pela Agência Pública, o pesquisador em violência de Estado e violência policial e doutor em sociologia da Universidade de Brasília (UnB) Edergenio Negreiros Vieira aponta como o sistema carcerário brasileiro opera. Para ele, casos como o de Tanaka não são exceção, mas regra em uma estrutura que produz desigualdades de forma sistemática.

Negreiros Vieira detalha as múltiplas violações de direitos que Tanaka sofreu: desde a omissão do Estado no acesso à saúde, passando pela negligência médica e farmacêutica, até a morosidade da Justiça em responder a demandas urgentes. O pesquisador também analisa como o Brasil, signatário da Regra de Bangkok — que estabelece padrões mínimos de atendimento à saúde para mulheres presas —, falhou em cumprir seus próprios compromissos internacionais.

Além das questões legais e institucionais, a entrevista analisa sobre os cruzamentos de raça, classe, gênero e xenofobia que agravam ainda mais a situação de pessoas como Tanaka. Utilizando o conceito de necropolítica do teórico camaronês Achille Mbembe, Negreiros Vieira explora como o Estado decide quem merece proteção e quem é descartável. 

Confira os principais trechos da entrevista:

Tanaka Luanda Lawrence, conhecida como Lulu, passou 12 anos presa no Brasil. Morreu dois dias antes de conquistar a liberdade.
Tanaka Luanda Lawrence, conhecida como Lulu, passou 12 anos presa no Brasil. Morreu dois dias antes de conquistar a liberdade

A quais conclusões o senhor chegou a respeito dos direitos postergados e, na prática, negados de Tanaka Luanda Lawrence?

O caso de Tanaka não é isolado. Geralmente, quando surgem casos de violação de direitos e da dignidade humana de pessoas em situação de privação de liberdade, ou relacionados à violência policial, o senso comum tende a imaginar que são exceções, uma anomia dentro do sistema. Pelo contrário, é mais provável que casos como o de Tanaka sejam a regra. Se levarmos em conta que possuímos a terceira maior população carcerária do mundo — tanto no feminino, quanto no masculino —, apesar de o encarceramento no Brasil ser majoritariamente masculino (95% a 97%), a situação dela reflete uma realidade estrutural.

E quais direitos foram negligenciados?

Primeiro, houve omissão por parte do Estado. A Constituição de 1988 consagra o princípio da dignidade humana, inclusive na situação de cárcere. A Lei de Execução Penal (LEP – Lei 7.210/84) também garante plena assistência às pessoas privadas de liberdade. É importante destacar que o artigo 14 da LEP garante expressamente a assistência à saúde (médica, farmacêutica e odontológica) como um dever do Estado. No caso de Tanaka, o Estado negligenciou tanto o atendimento médico quanto o farmacêutico, pois ela não teria tido acesso aos medicamentos necessários.

Além disso, o Brasil é signatário de várias convenções internacionais sobre os direitos de pessoas privadas de liberdade. Temos a Regra de Bangkok, [da Organização] das Nações Unidas (ONU), voltada para o tratamento de mulheres presas e infratoras. O documento, de 2010, estabelece regras mínimas de atendimento à saúde (itens 22 ao 26). Ele determina que cada unidade prisional deve ter um médico à disposição, preferencialmente com conhecimentos mínimos em saúde mental e psiquiátrica. Pelo que consta, não era o caso da unidade onde Tanaka estava alocada, apesar de fazer muro com um hospital.

A questão da saúde dela foi levada à Justiça, mas os prazos concedidos não condizem com a urgência. O senhor avalia que houve aí outro tipo de violação de direitos humanos?

Houve uma evidente falha na tutela jurisdicional, uma dupla desproteção. O Estado falhou ao negar o acesso à saúde, e a Justiça falhou ao não fiscalizar o cumprimento da pena. Quando o advogado peticiona e a Justiça não se efetiva, ocorre essa dupla desproteção: falha do braço executivo do Estado e falha do Judiciário.

Acreditamos, erroneamente, que essas falhas são anomalias, mas os estudos mostram que essa é a forma como o sistema opera. O sistema prisional brasileiro foi alvo da ADPF [Arguição de Descumprimento de Preceito Fundamental] 347, que reconheceu o “estado de coisas inconstitucional” do nosso sistema carcerário. Esse conceito, adotado pelo STF [Supremo Tribunal Federal] a partir do sistema constitucional colombiano, trata exatamente dessas falhas estruturais do Estado.

Nossa Lei de Execução Penal é muito bonita no papel, mas não é cumprida. Esses litígios estruturais revelam uma violação generalizada, um ataque à dignidade da pessoa humana, marcado por inércia e omissão institucional. O caso de Tanaka evidencia essa burocracia do Estado que mata. Superar isso exige soluções complexas, pois envolve cruzamentos de raça, classe social e gênero. O fato de ela ser estrangeira, a xenofobia, é mais um elemento que contribui para esse estado de coisas inconstitucional.

O senhor conseguiria estipular a quantidade de direitos violados?

De imediato, temos a omissão do direito à saúde, que é o mais evidente. Mas também podemos incluir a violação da dignidade da pessoa humana, garantida pela Constituição. Ela enfrentou um calvário para fazer a cirurgia, foi negligenciada na sala de operação e teve que retornar à instituição carcerária. A morosidade do juiz ao ser provocado mostra uma total desumanização das pessoas encarceradas. Não há preocupação com o processo de reeducação. O sistema carcerário, ao invés de ser um lugar de esperança e reeducação, tem produzido cada vez mais desigualdades.

Vivemos uma crise evidente das estruturas sociais, que está se agravando. Não é uma crise cíclica e passageira. O problema é que a crise virou a própria essência do modelo de produção capitalista na sua vertente mais cruel, o neoliberalismo. O neoliberalismo virou uma forma de organização social da vida que não oferece alternativas para todos. Pessoas como Tanaka, que o teórico Clóvis Moura chamaria de “franja marginal”, acabam sendo recrutadas para servir como “mulas”. Se o sistema não resolve o problema dos excluídos, ele os encarcera ou os mata. Não é à toa que o encarceramento e a violência aumentam na sociedade.

Há solução?

Acredito que sim. A solução precisa ser pautada na ideia de uma igualdade radical e em repensar esse modelo de organização social. O discurso progressista que defendo muitas vezes vai na contramão do que circula na sociedade. Precisamos denunciar as mazelas desse modelo e oferecer alternativas para gestar uma nova forma de organização social. No entanto, vejo que muitos que querem gerir o Estado acabam se tornando apenas “gestores da miséria”.

A solução passa por um processo de reeducação e por um debate profundo, como o que a Agência Pública faz, para que chegue a mais pessoas. Esses textos precisam circular nos espaços populares e institucionais para que a sociedade pressione por mudanças, especialmente no sistema judiciário, que tem sido um elemento fundamental na produção de desigualdades.

O senhor acredita que, num caso como esse, faz diferença Tanaka não ser brasileira, não ser branca e/ou não ser homem?

Faz toda a diferença. Podemos pensar no conceito de necropolítica, do camaronês Achille Mbembe. Se antes os estados absolutistas decidiam quem vivia ou morria, nos estados modernos o Estado assume essa função. Ele decide quem vai morrer e quem vai sobreviver. Alguns corpos são passíveis de luto, enquanto outros são “corpos matáveis”.

O corpo de Tanaka e de tantas outras mulheres, especialmente negras, pobres e estrangeiras de países fora do eixo ocidental dominante, são tratados dessa forma. 

Se fosse alemã, inglesa ou estadunidense branca, o caso teria virado um escândalo e um problema diplomático tremendo. Mas Tanaka é uma mulher guianesa, pobre e preta. Ela está marcada por esses cruzamentos que tornam a existência ainda mais cruel.

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O que acontece quando a guerra às drogas vira guerra ao terrorismo

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A maior diferença entre chamar CV e PCC de terroristas ou organizações criminosas está na caneta de Donald Trump. Não tem nada a ver com o Brasil. Declarando as duas organizações brasileiras como “narco-terroristas”, o presidente dos EUA – Trump e também quem vier depois – tem o poder de realizar ações militares no nosso território sem precisar de autorização do Congresso. Invadir, portanto, as águas do nosso litoral e as calçadas das nossas cidades.    

Pra entender o que isso significa de fato, é fundamental olhar quem foram os homens mortos pelos militares americanos no Caribe, nos 58 bombardeios a embarcações e que deixaram, até o final de maio, 179 mortos, segundo uma investigação recente liderada pelo Clip, Centro Latinoamericano de Periodismo de Investigación.  

Aconteceu, por exemplo, com Chad Joseph, um pescador de 26 anos de Trinidad e Tobago. Joseph era pescador desde pequeno, e estava vivendo com a tia na comunidade de Las Cuevas, na Venezuela, quando decidiu subir em uma embarcação que ia rumo à sua vila de Matelot, um vilarejo de pescadores em Trinidad e Tobago. Ia encontrar a namorada. 

No dia 14 de outubro passado, a embarcação foi alvejada por militares americanos. O resultado, como em todos os bombardeios do tipo, foi a destruição total: corpos despedaçados, embarcação destroçada e qualquer conteúdo que esteja a bordo perdido no mar. É impossível saber se havia de fato drogas a bordo. 

Nem os EUA de Trump se preocupam em tentar apresentar evidências disso. 

No caso de Chad, sua família conseguiu identificá-lo e pressionar as autoridades de Trinidad e Tobago e, depois, processou o governo americano em uma corte federal em Massachusetts. 

Mas por que Chad teria decidido se arriscar e entrar na embarcação que saía da Venezuela rumo a Trinidad e Tobago? Sua mãe, Lenore Burnley, explicou: “Eu conheço a lei do mar; conheço desde que era jovem. Se é um barco, ou algo assim, supostamente você tem que pará-lo, entende? A lei não prevê matar pessoas. Esta é a primeira vez na minha vida, e tenho 51 anos. Nunca ouvi falar de algo assim”.

Ou seja: porque a ideia é tão absurda que nem passava pela cabeça de Chad.  

Nem na cabeça de de Rishi Samaroo, um ex-detento de Trinidad e Tobago que já havia cumprido sua pena e criava vacas e cabras na Venezuela para ajudar a família. Nem na de Eduard Hidalgo, 46 anos, pescador da Venezuela, deportado dos EUA em 2025. Ou de Luis Ramón Amundarain, mototaxista de Güiria, Venezuela. Nem pensava sobre isso Alejandro Andrés Carranza Medina, de La Guajira, Colômbia, pescador de atum e marlim. Ou Eduardo Jaime, conhecido como “Pichirilo”, jogador de futsal adorado pelos vizinhos da municipalidade de Güiria, na Venezuela. Nem Ricky Joseph, pescador de Savannes Bay, em Santa Lucía.

No total, a investigação transnacional conseguiu identificar 18 dos assassinados. Apenas. O resto se perdeu no oceano. 

Desde que o filho foi despedaçado no mar, Lenore Burnley diz que sua vida tem sido uma “tempestade contraditória entre ter uma vaga esperança e a realidade crua da morte súbita de Joseph, sem que haja um corpo para enterrar”. 

Especialistas consultados pela investigação afirmam que muitas vezes os mesmos barcos que levam drogas de um lugar a outro levam passageiros na viagem de volta, aproveitando para ganhar um troco a mais.    

Entender as histórias dessas vítimas que sequer tiveram a oportunidade de serem questionadas pela polícia revela o tamanho do horror que é a ação politiqueira de Flávio Bolsonaro, seu irmão Eduardo e o cúmplice Paulo Figueiredo, ao armarem uma missão para convencer o governo americano a dar a si mesmo o direito de fazer exatamente isso contra trabalhadores brasileiros. 

Enquanto a maioria dos analistas repetem que os danos da designação de PCC e CV como terroristas serão econômicos, com possíveis sanções a bancos, empresas e até o PIX, é com os trabalhadores que eu me preocupo. E não só os pescadores. 

Isso porque a série Los bombardeados, sin derecho a la defensa, liderada pelo CLIP, também descobriu outra coisa escandalosa. O tráfego aéreo da Colômbia foi afetado por “apagões” de radares aéreos justamente nos dias e horários em que os EUA bombardearam a costa. Tudo indica que os militares americanos usam um bloqueador de sinal que coloca em enorme perigo também os aviões comerciais que sobrevoam o céu colombiano.

E os seus trabalhadores – que não têm absolutamente nada a ver com isso. 

Um piloto de um Airbus A320 com capacidade para 180 passageiros descreveu assim o que presenciou no dia 12 de dezembro de 2025. “Estava voando de Bogotá para Aruba e, quando estava passando por cima de La Guajira, os dois GPS falharam e até o relógio que marca a hora UTC falhou. Foi estranho e nunca tinha acontecido comigo”, disse. 

Segundo o relatório enviado à Aeronáutica colombiana, revisado pelos jornalistas, primeiro o GPS esquerdo falhou, depois o direito, e depois o transponder, dispositivo que informa ao radar em terra onde o avião está . A torre de controle não sabia onde estavam. Os alarmes do sistema antichoque se acenderam e diziam que o solo estava próximo, mas eles estavam a milhares de pés de altura, sobre o mar aberto. Os sistemas continuaram falhando até eles pousarem em Aruba, destino turístico que recebe mais de 2 milhões de visitantes por ano. 

Se eu fosse os sindicatos de pescadores e outros trabalhadores que operam no mar, eu estaria muito preocupada. Assim como os sindicatos de outros tipos de profissionais, como os pilotos, aeromoças e serventes de bordo.

Sem falar a Aeronáutica brasileira. Onde estão nossos Brigadeiros? 

Ou a Marinha. Onde estão nossos valentes Almirantes? 

Finalmente, qualquer companhia aérea e operadora de turismo deveria também estar alarmada. Imagine se um avião com 200 passageiros é afetado por um desses “apagões”?   

A ação de Flávio Bolsonaro acaba de dar carta branca a qualquer presidente dos EUA de assassinar qualquer brasileiro sem perguntar antes quem ele é, o que ele faz.

Uma irresponsabilidade. Uma molecagem. Essa é uma mancha que não vai sumir tão cedo, por mais cloro que se aplique, e que vai ter consequências com as quais o Brasil terá que lidar por muito tempo depois das eleições.   

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