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Treni, nuovi lavori a Firenze a luglio: percorsi cambiati e tempi più lunghi in 9 giorni per chi viaggia tra Nord e Sud

10 June 2026 at 17:58

Quasi nove giorni di stop, divisi in due tranche, per rimuovere un ponte e varare quello nuovo. Non sarà una un luglio semplice per il nodo ferroviario di Firenze, a causa dei lavori di sostituzione del cavalcaferroviaria stradale Ponte al Pino. L’opera, realizzata da Rete ferroviaria italiana, rappresenta “un intervento significativo per il rinnovo e il potenziamento della sicurezza di un’infrastruttura” che collega il centro di Firenze con l’area di Campo di Marte, spiega l’azienda illustrando il piano di quei giorni che rientra in un più ampio quadro di interventi già illustrati nelle scorse settimane per preparare i passeggeri agli eventuali disagi ai quali andranno incontro a causa dei cantieri, in molti casi legati ai lavori previsti dal Pnrr.

Per quanto riguarda i lavori a Firenze, le attività entrano nella fase più complessa che richiederà due interruzioni della circolazione ferroviaria: dalle 23 del 5 luglio alle 4 del 10 luglio e dalle 23 del 26 luglio alle 11 del 30 luglio. Per garantire la continuità dei collegamenti, una parte dei treni a lunga percorrenza sarà deviata sulla linea Tirrenica, una parte avrà origine o destinazione a Firenze Santa Maria Novella per i collegamenti verso il Nord e a Firenze Campo di Marte per quelli verso il Sud, mentre alcuni collegamenti prevedranno un trasferimento in autobus tra le due stazioni.

Le modifiche di percorso si rendono necessarie per l’interruzione della circolazione sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella. La sospensione avrà effetti su tutta l’offerta di Trenitalia, dai Regionali fino all’Alta Velocità (anche di Italo) e, per tentare di restringere il perimetro dei disagi, sarà rimodulata con una riduzione di circa il 50% dei treni programmati. Nel dettaglio, spiega Ferrovie dello Stato, verranno instradati sulla linea Tirrenica due treni ogni ora tra quelli che coprono la tratta Roma-Milano-Torino; saranno inoltre garantiti quattro treni ogni ora da e per Firenze Santa Maria Novella verso il Nord e tre treni ogni ora da e per Firenze Campo di Marte verso il Sud.

I treni deviati sulla Tirrenica registreranno un incremento dei tempi di viaggio fino a circa 2 ore e 30 minuti, mentre per i collegamenti con trasferimento in autobus tra Santa Maria Novella e Campo di Marte l’allungamento sarà di circa un’ora e trenta minuti. Nel momento i cui si acquisterà un biglietto, il sistema di vendita sia di Trenitalia che di Italo indicherà già le modifiche di orario e di percorso così da permettere ai passeggeri di programmare gli spostamenti.

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Brindisi, ora Futuro Nazionale è il primo partito della maggioranza: consigliere di FdI passa con Vannacci dopo i 3 di FI

10 June 2026 at 15:01

In tre arrivano da Forza Italia, un altro da Fratelli d’Italia. Così, in appena 24 ore, Futuro Nazionale entra nel Consiglio comunale di Brindisi e diventa il primo partito nella maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Giuseppe Marchionna, eletto da indipendente per volere del deputato forzista Mauro D’Attis e con uno storico passato nel Partito Socialista Italiano. A capovolgere definitivamente gli equilibri ci ha pensato Cesare Mevoli, storico esponente della destra brindisina, che ha lasciato il partito di Giorgia Meloni per aderire a quello di Roberto Vannacci. La mossa è arrivata il giorno dopo lo strappo di tre consiglieri berlusconiani – Nicola Di Donna, Luca Tondi e Maria Ciaccia – che avevano dimezzato il gruppo di FI.

Il passaggio dell’ex meloniano ha un peso politico non indifferente. Già assessore, Mevoli era infatti vicesegretario provinciale di FdI e componente dell’assemblea nazionale. Da tempo in rotta con il resto del partito sul territorio, tanto da autosospendersi dal gruppo consiliare a marzo, vanta una storia tutta a destra. Il suo testimone di nozze è stato Gianni Alemanno e il nome del consigliere brindisino compare anche – da non indagato – nelle carte con le quali il Tribunale di Sorveglianza confermò il ritorno in carcere dell’ex sindaco di Roma: era ritenuto uno dei “soggetti compiacenti” che avrebbe aiutato Alemanno nella “artata costituzione di documenti giustificativi” degli spostamenti. Nel 2023 inoltre un suo post contro Elena Cecchettin, sorella della 22enne Giulia uccisa dall’ex fidanzato, provocò le proteste del Partito Democratico.

Al momento né i tre ex Forza Italia né Mevoli hanno rivendicato la necessità di riequilibrare gli assetti della giunta. Tuttavia lo spostamento a destra della maggioranza è destinato ad avere delle ripercussioni sulla coalizione. Al momento, per dire, con tre consiglieri in assise Forza Italia esprime tre assessori nella squadra di Marchionna, che governerà anche grazie al sostegno dei quattro esponenti di Futuro Nazionale nonostante la sua storia politica affondi le radici nel Psi.

Negli Anni Novanta, durante il suo primo mandato, il sindaco divenne famoso per la gestione impeccabile dell’esodo di albanesi che nel marzo 1991 si riversarono in città dopo il crollo del regime comunista. In assenza di supporto da parte del governo, riuscì a mobilitare gli abitanti nell’accoglienza di 25mila profughi arrivati in ventiquattr’ore a bordo delle carrette del mare. Da oggi dovrà anche confrontarsi con le idee sulla gestione dei migranti di ben quattro consiglieri di Futuro Nazionale, partito a favore della remigrazione.

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Giochi del Mediterraneo, pioggia di fondi su Taranto: il governo mette altri 37 milioni

10 June 2026 at 14:55

Arrivano altri 37 milioni per i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Il ministro Tommaso Foti annuncia 12 milioni per le opere e 25 milioni per l’organizzazione. Intanto proseguono i cantieri degli impianti sportivi, a partire dallo stadio del nuoto.

Foti visita i cantieri e avvia il riempimento delle piscine olimpioniche

“Le risorse per i Giochi del Mediterraneo saranno reintegrate oltre gli 8 milioni e mezzo di euro. Saranno 12 milioni di euro, piu’ altri 25 milioni di euro per quanto riguarda l’organizzazione”. Lo ha detto a Taranto il ministro della Coesione, Tommaso Foti, nella conferenza stampa seguita alla visita ai cantieri degli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo e delle opere del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto.

Due progetti che attengono al dicastero della Coesione. In tutto quindi 37 milioni. Gli 8,5 reintegrano il plafond iniziale di 275 milioni assegnato dal Governo per le opere dei Giochi tra Taranto, Brindisi e Lecce, con Taranto sede principale. “Devo fare i complimenti – ha aggiunto Foti – a tutti coloro i quali a partire dalla maestranze stanno lavorando in modo veramente encomiabile per poter aprire alla grande i Giochi del Mediterraneo in una citta’ che se li merita tutti. Sono soddisfatto per quello che e’ stato fatto e soddisfatto per quello che ho visto rispetto al Cis dove l’onorevole Iaia – ha precisato Iaia in merito al responsabile unico del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, Dario Iaia – ha fatto lavori enormi”.

Foti, che nella visita era accompagnato dal commissario di governo per i Giochi, Massimo Ferrarese, dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e dallo stesso Iaia, ha poi avviato l’immissione dell’acqua nelle due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna nello stadio del nuoto di Taranto, una delle opere piu’ importanti dei Giochi del Mediterraneo.

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Libia e Hormuz, la doppia mossa di Erdogan per rovesciare il tavolo

10 June 2026 at 14:17

Quali sono i piani turchi in Libia? Come si intrecciano le proiezioni di Ankara a Tripoli con la decisione di Turchia e Arabia Saudita di rilanciare la Ferrovia dell’Egira e, quindi, attraversare Siria e Giordania fino all’Arabia Saudita e all’Oman, collegando l’Europa al Medio Oriente? Il dossier energetico relativo alla crisi di Hormuz come potrà evolversi nel Mediterraneo, anche al fine di evitare l’influenza iraniana? Sono alcuni interrogativi che vanno posti alla luce dell’attivismo di Ankara che si mescola con le esigenze dei Paesi limitrofi, Italia in primis, in quella fascia di Paesi che va da Gibilterra al Bosforo. Punto di partenza, situazione in Libia, con la pianificazione tra Tripoli e Tobruk.

Della questione hanno discusso il capo dell’Alto Consiglio di Stato (Hcs), Mohammed Takala, assieme al direttore generale per il Nord e l’Est Africa presso il ministero degli Affari Esteri turco, Ali Onaner, alla presenza del primo vicepresidente Hassan Habib, del secondo vicepresidente Mousa Faraj e dell’Ambasciatore turco in Libia, Guven Begec. L’obiettivo è da parte di entrambi i soggetti rafforzare la cooperazione in vari settori, anche alla luce della situazione politica in Libia, che necessita di una maggiore stabilità e di un consenso nazionale globale che porti a conclusione le fasi di transizione.

Di contro, la pressione turca si manifesta anche a Tobruk, come dimostra l’incontro tra il comandante libico Saddam Haftar e la stessa delegazione turca per rafforzare i legami bilaterali e la ricostruzione. Onaner ha un chiaro mandato dal presidente Recep Tayyip Erdogan: trovare la quadra tra i vecchi nemici che sono di “stanza” a Tripoli e Tobruk e provare ad immaginare una formula che eviti contrasti e violenze. In questo senso la cooperazione congiunta per la ricostruzione è fondamentale, anche perché da questo elemento deriverebbe un impatto positivo sulla sicurezza regionale nel Mediterraneo.

Ma c’è dell’altro che si ritrova nel binomio energia e ferrovia. Lo storico progetto ferroviario dell’Hejaz è al centro dell’impegno turco grazie a un accordo con l’Arabia Saudita, dopo l’ok di Siria e Giordania. Così la cooperazione ferroviaria non solo potrebbe contribuire a rilanciare il progetto di collegamento dell’Hejaz, ma si candiderebbe a far diventare la Turchia il principale hub di transito tra il Golfo e l’Europa, tramite una base logistica ferroviaria che diventerebbe un crocevia fondamentale mentre la crisi nello stretto non accenna a stemperarsi.

Il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu si è recato a Riyadh martedì per colloqui con i suoi omologhi sauditi, osservando che in questo momento delicato che la regione sta attraversando, il funzionamento ininterrotto del commercio e della catena logistica è diventato più critico che mai. “In questo periodo, rimuovere gli ostacoli che si frappongono al settore dei trasporti è una necessità strategica”, aggiungendo che Ankara mira ad attivare le vie di trasporto attraverso Siria, Giordania e Iraq. Infatti i due viaggi di prova, passando per l’Iraq, hanno dimostrato la fattibilità di questa rotta.

In prospettiva, la ferrovia potrebbe spingersi fino all’Oman e all’Oceano Indiano, così da creare un corridoio commerciale alternativo che aggiri lo Stretto di Hormuz.

Quale ruolo cerca l’Italia nell’Oms. Parla l’amb. Vignali

10 June 2026 at 14:15

Lo scorso mese, a margine della 79ª Assemblea mondiale della Sanità a Ginevra, l’Italia ha annunciato la propria candidatura all’Executive Board dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il mandato 2027-2030. Una scelta che si inserisce in una fase di profonda trasformazione della governance sanitaria internazionale, segnata da nuove sfide globali, crescenti tensioni geopolitiche e interrogativi sul futuro del multilateralismo. Ne abbiamo parlato con l’ambasciatore Luigi Maria Vignali, rappresentante permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra, per approfondire il significato della candidatura italiana, il ruolo che il nostro Paese intende svolgere all’interno dell’Oms e le principali priorità che oggi attraversano la salute globale.

Qual è il significato politico e strategico di questa candidatura nel contesto internazionale attuale?

L’Italia è da sempre molto attiva nell’Organizzazione mondiale della sanità: abbiamo già fatto parte del Consiglio esecutivo per sei volte, mentre nostri esperti collaborano regolarmente con l’Oms a livello globale e regionale. Soprattutto, tanti centri italiani mettono costantemente a disposizione dell’Organizzazione competenze, attività di ricerca, formazione, servizi di laboratorio e consulenza tecnica. Siamo insomma un attore di primo piano che agisce per la sicurezza sanitaria globale e che promuove la mobilitazione di risorse finanziarie a sostegno di importanti partenariati e meccanismi multilaterali, tra cui l’Alleanza per i vaccini – Gavi, il Fondo globale per la lotta contro Aifs tubercolosi e malaria, o ancora il Fondo per le Pandemie.

Nel suo intervento ha richiamato la necessità di “colmare lacune, evitare duplicazioni e rafforzare il coordinamento”. Dove individua oggi le principali criticità della governance sanitaria globale e quale ruolo può svolgere l’Oms in questa fase?

Mi riferivo in particolare al processo di riforma della cosiddetta “architettura” della salute globale: la posizione italiana sostiene un processo decisionale più efficiente e vincolato a precise scadenze temporali, anche con l’obiettivo di migliorare la responsabilità dell’Organizzazione – quella che inglese chiamiamo “accountability” – e ridurre il rischio di frammentazione nella programmazione sul terreno. Anche il raccordo con altri enti e donatori deve produrre un salto di qualità, in modo da ottenere risultati chiari e dimostrare il valore aggiunto del sistema sanitario multilaterale.

Negli ultimi anni la salute è diventata sempre più intrecciata con temi di sicurezza, resilienza industriale, approvvigionamenti strategici e competizione geopolitica. Quanto sta cambiando il peso della salute nelle relazioni internazionali e quale ruolo possono svolgere le organizzazioni multilaterali in un’epoca in cui il loro ruolo è talvolta messo in discussione?

Effettivamente la salute si declina ormai anche quale interesse strategico, del resto la pandemia del Covid ha reso evidente come la capacità di prevenire e gestire le crisi sanitarie incida su sicurezza nazionale, tenuta delle economie, continuità delle catene di approvvigionamento e persino sulla stabilità politica.

Oggi vaccini, farmaci essenziali, tecnologie biomediche, dati sanitari e capacità produttive sono diventati asset strategici – come dimostrano i dibattiti sulla sovranità sanitaria, sul cosiddetto “reshoring” delle produzioni critiche e sulla diversificazione delle filiere. La salute è quindi elemento di resilienza nazionale e, al tempo stesso, strumento di influenza internazionale. Ma nessun Paese può affrontare da solo grandi epidemie e resistenza antimicrobica, oppure le conseguenze sanitarie del cambiamento climatico e la sicurezza degli approvvigionamenti.

Occorre quindi mantenere una salda dimensione multilaterale, volta a conciliare le legittime esigenze di autonomia strategica con una solida collaborazione internazionale, perché le grandi minacce sanitarie continuano a essere, inevitabilmente, sfide condivise.

Guardando ai prossimi anni, quali saranno secondo lei le grandi priorità della salute globale sulle quali la comunità internazionale dovrà concentrare maggiormente i propri sforzi?

A livello globale come Italia ci concentriamo attualmente su tre temi principali: l’approccio cosiddetto One health, con focus sulla resistenza antimicrobica; la promozione dell’invecchiamento in salute per intero arco di vita, con enfasi su prevenzione, integrazione sociale e sanitaria nella continuità delle cure; il potenziamento della salute mentale, con particolare attenzione a bambini e adolescenti.

E quale contributo specifico può offrire l’Italia all’interno dell’Executive board dell’Oms? Ci sono priorità o approcci che il nostro Paese intende portare all’attenzione?

Crediamo che l’Italia possa sostenere l’Oms nella capacità di fornire agli Stati membri opzioni politiche sempre più coerenti con il suo mandato, da tradurre in schemi operativi nazionali in base a rispettive esigenze, priorità, capacità e contesti.

Lombardia, più salario e welfare con la contrattazione di secondo livello: via libera in consiglio

10 June 2026 at 13:09

Più premi di risultato, maggiore welfare aziendale, formazione collegata ai fabbisogni produttivi e incentivi per le imprese che creano occupazione stabile. È il percorso indicato dalla mozione presentata dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia Chiara Valcepina e approvata dal Consiglio regionale della Lombardia. Il provvedimento impegna la Giunta a predisporre un piano regionale per sostenere la contrattazione di secondo livello, da costruire insieme alle parti sociali, alle organizzazioni dei lavoratori e alle associazioni datoriali.

La Lombardia deve rafforzare la contrattazione di secondo livello come strumento concreto per aumentare l’attrattività del lavoro, sostenere il potere d’acquisto dei salari e aiutare le imprese a reperire competenze qualificate. Per questo chiediamo un piano regionale capace di valorizzare premi di risultato, welfare aziendale e territoriale, formazione continua, stabilità occupazionale e partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese. Un percorso che si inserisce perfettamente in quanto messo in campo dal governo Meloni“, dichiara Valcepina.

Carenza di manodopera e perdita del potere d’acquisto

La mozione parte da due problemi che stanno condizionando il mercato del lavoro lombardo: la difficoltà delle aziende nel trovare personale qualificato e l’aumento del costo della vita, che ha ridotto il valore reale delle retribuzioni. “La nostra regione affronta due emergenze strettamente collegate: la carenza di manodopera e la riduzione del potere d’acquisto dei salari. Circa il 30% delle imprese lombarde segnala difficoltà nel reperire lavoratori qualificati, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. A questo si aggiunge l’aumento del costo della vita, che rende meno attrattive molte opportunità lavorative”, precisa la consigliera di Fratelli d’Italia. L’obiettivo dichiarato è rendere più conveniente il lavoro stabile e migliorare le condizioni offerte dalle imprese, intervenendo non soltanto sulla retribuzione ma anche sui servizi e sulle prestazioni collegate alla vita quotidiana dei dipendenti.

Il rapporto tra contratto nazionale e secondo livello

Nell’impostazione della mozione, la contrattazione aziendale o territoriale non dovrebbe sostituire il contratto collettivo nazionale, ma adattarne e rafforzarne le tutele sulla base delle caratteristiche dei singoli settori, delle imprese e dei territori. “Il CCNL pone le fondamenta comuni di tutele, garanzie e retribuzioni. La contrattazione di secondo livello consente di costruire su quelle fondamenta risposte più vicine alla singola impresa e al singolo territorio, intervenendo su ciò che incide davvero nella vita quotidiana di chi lavora”, sottolinea Valcepina. Il piano regionale dovrebbe favorire qualità e regolarità del lavoro, sicurezza, continuità occupazionale, premi collegati ai risultati, formazione continua e strumenti di welfare aziendale e territoriale.

Premi alle imprese che assumono e investono nel welfare

Un capitolo della mozione riguarda le premialità per le imprese che aumentano il numero dei lavoratori a tempo indeterminato e investono in benefit non monetari, deducibili o defiscalizzati. Gli interventi potrebbero riguardare la mobilità, la sanità integrativa, la conciliazione tra vita privata e lavoro e il costo dell’abitazione. Il testo punta inoltre a valorizzare le aziende che partecipano a programmi formativi costruiti su base territoriale e coerenti con le competenze richieste dal sistema produttivo. Particolare attenzione viene riservata alle Zone di innovazione e sviluppo, nelle quali la Regione dovrebbe sperimentare nuovi modelli di contrattazione territoriale e welfare aziendale, anche attraverso incentivi, interventi di sostegno e forme di fiscalità di vantaggio.

Il tavolo con il Governo per maggiori competenze regionali

La mozione impegna inoltre la Giunta e gli assessorati competenti ad avviare un tavolo tecnico-politico con il Governo nazionale. L’obiettivo è ottenere maggiori competenze regionali nella promozione della contrattazione territoriale di secondo livello.Valcepina sottolinea anche il confronto sviluppato in Aula con le forze di opposizione, che ha permesso di raccogliere consensi trasversali su diversi punti del documento.

“È importante sottolineare come in Aula si sia sviluppato un confronto proficuo con la minoranza, che ha consentito di arrivare a una sintesi positiva, tanto che anche gran parte dell’opposizione ha votato favorevolmente diversi punti della mozione. Consegniamo così alla Giunta un testo forte e ampiamente condiviso, dimostrazione che quando si parla di lavoro e welfare è possibile costruire convergenze serie nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese”, evidenzia la consigliera regionale.

Rafforzare i salari, sostenere i consumi interni, migliorare il welfare e rendere più attrattivo il sistema produttivo lombardo: la Lombardia ha sempre saputo anticipare i cambiamenti. Oggi può farlo ancora una volta, costruendo un modello di relazioni industriali fondato su partecipazione, qualità del lavoro e responsabilità, in perfetta sinergia con il governo Meloni”, conclude Valcepina.

La Uil approva: “Ora servono strumenti operativi”

La Uil Lombardia valuta positivamente l’approvazione della mozione, considerandola un primo passo per riportare al centro del dibattito il potere d’acquisto, le retribuzioni e il costo della vita. Per il sindacato, tuttavia, il sostegno regionale dovrà essere accompagnato da condizioni precise. Le risorse pubbliche dovranno favorire le imprese che applicano i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, creano occupazione stabile e investono nella formazione e nella sicurezza. “La contrattazione di secondo livello – sottolinea il segretario confederale Salvatore Mondedurodeve rafforzare il sistema contrattuale, non indebolirlo. Deve migliorare le condizioni di lavoro, contrastare i contratti pirata e non diventare uno strumento per alimentare il dumping salariale. Il sostegno pubblico, comprese le risorse regionali, europee e gli strumenti collegati alle politiche di sviluppo, deve essere indirizzato a chi investe davvero nel buon lavoro: contratti a tempo indeterminato, applicazione dei CCNL rappresentativi, formazione, welfare, sicurezza, conciliazione vita-lavoro e partecipazione”.

Uil: nelle Zone di sviluppo le risorse non siano un assegno in bianco

Secondo la Uil, i criteri sulla qualità del lavoro dovranno essere applicati con particolare rigore nelle Zone di innovazione e sviluppo. Gli investimenti pubblici non dovranno premiare le imprese che competono riducendo salari e diritti, ma quelle che garantiscono legalità contrattuale, stabilità e relazioni sindacali corrette. “La mozione approvata – conclude Antonio Albrizio, segretario generale UIL Lombardia – è considerata un ottimo primo passo, ma non il punto di arrivo. Ora si apre la fase cruciale: tradurre l’indirizzo politico in strumenti operativi all’interno del Patto per lo Sviluppo. A questo proposito UIL Lombardia ha proposto emendamenti al testo finalizzati a rafforzare il rispetto dei CCNL più rappresentativi, il contrasto ai contratti pirata, la necessità di condizionare l’utilizzo di risorse pubbliche alla qualità del lavoro e la promozione di un Fondo regionale per la contrattazione di qualità. La competitività della Lombardia non si difende comprimendo i costi, ma investendo sul valore e sulla dignità di chi lavora“.

La Cgil: bene il tema, ma no alle scorciatoie fiscali

Più articolato il giudizio della Cgil Lombardia. Il sindacato considera positivo che la Regione voglia favorire una maggiore diffusione della contrattazione di secondo livello, ma esprime contrarietà rispetto ad alcuni strumenti e finalità contenuti nella mozione. Secondo la Cgil, la difficoltà delle imprese nel reperire lavoratori non può essere affrontata attraverso vantaggi fiscali o modificando gli equilibri tra Stato e Regione. Le cause principali sarebbero invece da ricercare nelle basse retribuzioni, nell’aumento del costo della vita e nella difficoltà di sostenere le spese per l’abitazione. Il sindacato contesta in particolare l’apertura di un tavolo con il Governo per ottenere maggiori competenze regionali in materia di contrattazione territoriale e fiscalità. Una strada che, secondo la Cgil, rischierebbe di alterare equilibri istituzionali delicati.

La stessa contrarietà riguarda la previsione di incentivi e fiscalità di vantaggio nelle Zone di innovazione e sviluppo. Per la Cgil, la competitività di queste aree dovrebbe dipendere dalla capacità delle imprese di investire nell’innovazione di processo e di prodotto, non dalla modifica delle regole fiscali.

Il nodo della partecipazione agli utili

Un altro punto contestato riguarda la possibilità di favorire forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese, sulla base della legge numero 76 del 2025. Secondo la Cgil, la partecipazione agli utili rischia di trasformarsi in un’alternativa alla redistribuzione salariale negoziata attraverso la contrattazione. Il problema sarebbe particolarmente evidente nelle piccole e medie imprese, dove spesso non esiste una vera contrattazione aziendale e non sono previsti organi di sorveglianza o gestione nei quali garantire la rappresentanza dei lavoratori. Per il sindacato, le risorse pubbliche possono aiutare a diffondere la contrattazione, ma non devono sostituire la responsabilità delle imprese nella distribuzione della ricchezza prodotta.

Cgil: “Serve salario fresco, non soltanto benefit”

La distanza più evidente riguarda il peso attribuito ai benefit non monetari. Secondo la Cgil, welfare aziendale, agevolazioni e prestazioni defiscalizzate non possono rispondere da soli alle difficoltà economiche delle famiglie. “Per rispondere alla pandemia salariale ancora in corso serve salario fresco nella contrattazione. Benefit non monetari, deducibili o defiscalizzati, non rispondono all’urgenza concreta di lavoratrici, lavoratori e famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese.” La richiesta è quindi che qualsiasi intervento regionale abbia come priorità l’aumento delle retribuzioni e la redistribuzione della produttività e della ricchezza generata dalle imprese. “Non servono scorciatoie fiscali né strumenti che rischiano di sostituire il salario contrattato con benefit o partecipazione agli utili.”

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Eis a tripulação da Artemis III. O primeiro europeu é o italiano que quase se afogou no Espaço

By: ZAP
10 June 2026 at 09:30
O astronauta italiano Luca Parmitano será o piloto da missão Artemis III da NASA, tornando-se o primeiro europeu a integrar uma das missões do programa, anunciou esta terça-feira a agência espacial norte-americana. A NASA apresentou esta terça-feira, em comunicado, a tripulação internacional de quatro elementos da próxima missão Artemis, que deverá realizar-se já no próximo ano. A missão Artemis II é um voo de ensaio fundamental antes de uma missão tripulada à superfície lunar, que a agência descreve como “uma das missões mais complexas alguma vez realizadas pela NASA”. Embora seja essencial para futuras missões à Lua, a Artemis III

Supera cinco mil firmas en Italia carta abierta en defensa de Cuba

10 June 2026 at 09:21

Roma, 10 jun (Prensa Latina) Supera hoy las cinco mil firmas una carta abierta en apoyo a Cuba de médicos y científicos italianos, donde se critica la indiferencia y el silencio ante las afectaciones sanitarias causadas por el bloqueo norteamericano contra la isla.

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Concluye en Italia reunión del foro de Mujeres, Paz y Seguridad

10 June 2026 at 07:53

Roma, 10 jun (Prensa Latina) La VIII Reunión de la Red de Puntos Focales para la Agenda Mujeres, Paz y Seguridad, concluye hoy tras dos días de debates en la sede del Ministerio de Asuntos Exteriores de Italia, en esta capital, indica un comunicado.

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Il senatore Silvestro (FI) indagato per violenza sessuale, La Russa: “Ai questori gli accertamenti su telecamere e orari di ingresso e uscita”

9 June 2026 at 17:55

“Non vogliamo sottovalutare questa vicenda. L’auspicio è che non infici il buon nome e l’immagine di un’istituzione”, il Senato, “che tendiamo tutti a considerare al di sopra dei singoli interessi di ognuno di noi”. Sono le parole del presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, al termine dell’incontro coi senatori questori sul caso che ha coinvolto il parlamentare di Forza Italia, Francesco Silvestro, indagato con l’ipotesi di violenza sessuale all’interno del suo studio nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.

La Russa ha affidato l’istruttoria ai tre senatori questori, vale a dire Gaetano Nastri (FdI), Antonio De Poli (Udc) e Marco Meloni (Pd), a cui si sono aggiunti per assistere alla riunione anche Gian Marco Centinaio (Lega), Mariolina Castellone (M5S), Licia Ronzulli (FI) e Anna Rossomando (Pd).

Sull’ipotesi di poter ascoltare il senatore Silvestro, La Russa ha precisato: “Non credo che nei compiti dei questori vi sia quello di ascoltare minimamente l’interessato, né tanto meno l’interessata la cui identità, peraltro, è protetta dalla legge nella maniera più tassativa, né noi abbiamo motivo o interesse a fare diversamente”. E ancora: “Certamente non possiamo interrogare la persona offesa, certamente non abbiamo l’accesso neanche al testo della denuncia, certamente non sarebbe corretto sentire noi di nostra iniziativa il parlamentare prima che decida di sentirlo la magistratura. Quindi in questa condizione escludo che noi si possa assumere decisioni prima, se non della decisione definitiva, quantomeno della piena conoscenza degli atti”.

Il punto importante è che il presidente del Senato “convocherà in settimana” un ufficio di presidenza per proporre “che sia data la delega ai questori, a compiere tutti gli accertamenti irripetibili“, con riferimento a “telecamere, stato dei luoghi, orario di ingresso, orario di uscita, cose che magari fra sei mesi o fra un anno sarebbe difficile fare”.

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Legge elettorale, vertice di maggioranza: blitz in aula della destra per evitare l’ostruzionismo. Ancora scontro sulle preferenze

9 June 2026 at 17:50

Niente emendamenti e tagliola sui tempi per andare in aula se l’opposizione farà ostruzionismo. La legge elettorale Stabilicum deve proseguire il suo percorso senza modifiche e tensioni interne alla maggioranza. I temi si affronteranno in aula, anche quello delle preferenze. È questa la linea emersa da una riunione di maggioranza a via della Scrofa con i delegati di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega sul tema della legge elettorale.

Giovedì dunque, quando scadranno i termini per presentare gli emendamenti, la maggioranza valuterà il da farsi in base all’atteggiamento delle opposizioni: se il centrosinistra presenterà migliaia di proposte di modifica, la destra ha trovato l’accordo per non presentarne. A quel punto si inizierà a discutere e poi il presidente della commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano prenderà atto che non ci sono le condizioni per arrivare in aula entro fine giugno:si voterà il testo base della legge senza dare il mandato al relatore tagliando i tempi della discussione e senza votare gli emendamenti.

Diverso è il caso in cui l’opposizione dovesse essere dialogante e a quel punto le modifiche alla legge si potrebbero fare anche in commissione. La maggioranza, d’altronde, ha già pronte due correzioni: l’introduzione del Trentino Alto Adige all’interno del premio di maggioranza e la denominazione del “premio di governabilità” a cui sarà cambiato il nome in premio di circoscrizione. Due piccoli aggiustamenti obbligati che, a seconda dell’atteggiamento delle opposizioni, saranno presentati in commissione Affari Costituzionali alla Camera o direttamente in aula.

Sicuramente in aula arriverà invece la questione delle preferenze che oggi non sono previste nel testo della legge elettorale e su cui la maggioranza sta litigando. Giorgia Meloni spinge per reintrodurle e Fratelli d’Italia con Giovanni Donzelli sta studiando un modello simile a quello toscano: un sistema con i capilista bloccati e gli altri candidati scelti con le crocette. Ma Lega e Forza Italia continuano a opporsi. Il rischio resta quello che la maggioranza si spacchi a voto segreto. Di questo, comunque, si parlerà a luglio quando il testo arriverà in aula.

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Alma rafforza la presenza internazionale: entra nel FinTech Lawyers Network come rappresentante dell’Italia

9 June 2026 at 17:24

Alma Società tra Avvocati, studio legale di riferimento in Italia nei settori FinTech & Payments Regulation, entra in FinTech Lawyers Network (FLN), prestigiosa rete internazionale che riunisce studi legali specializzati nei comparti FinTech, Digital Payments, Digital Assets e Financial Services.

Alma, con gli avvocati Marco Zechini (Equity Partner) e Sergio Visalli (Of Counsel), entra nel Network in rappresentanza dell’Italia.

L’ingresso nel FinTech Lawyers Network consolida ulteriormente il posizionamento internazionale di Alma Società tra Avvocati, favorendo lo sviluppo di nuove sinergie e collaborazioni in un comparto in costante evoluzione, caratterizzato da una crescente integrazione tra innovazione tecnologica e servizi finanziari.

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Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani

9 June 2026 at 11:44

L’Italia non giocherà il terzo Mondiale consecutivo, ma la Coppa del mondo resta un appuntamento seguito. Secondo SWG, il 71% proverà nostalgia per l’assenza degli azzurri. Il 59% guarderà comunque le partite.

Brasile, Spagna e Argentina le “squadre rifugio” per chi seguirà la Coppa del mondo

Il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia arriva con un sentimento doppio: dispiacere per l’assenza degli azzurri, ma anche voglia di non perdere del tutto il rito della Coppa del mondo. Per molti italiani il torneo resta legato a ricordi, serate condivise, partite viste con amici e familiari, più ancora che al calcio in senso stretto. L’interesse c’è, ma è più freddo rispetto a due mesi fa: chi seguirà il Mondiale cercherà una Nazionale per cui simpatizzare, mentre il nuovo format a 48 squadre divide tra curiosità e timore di una competizione troppo lunga.

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Secondo il nuovo Radar SWG, il 71% degli italiani dice che all’inizio del torneo proverà nostalgia e un po’ di tristezza per l’assenza degli azzurri. Tra i giovani della Gen Z la quota sale al 77%.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

L’esclusione pesa, ma non cancella la forza popolare della Coppa del mondo. Il 72% degli intervistati dice che i Mondiali rievocano ricordi, emozioni e momenti unici della propria vita. Il 70% li considera ancora magici, capaci di unire e coinvolgere anche chi non segue abitualmente il calcio.

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La memoria del Mondiale non passa solo dal risultato. Alla domanda su cosa renda davvero memorabile una Coppa del mondo, il 39% indica le partite viste insieme ad amici o familiari. Le grandi sfide tra nazionali storiche arrivano al 32%, il tifo, i colori e le immagini dagli stadi al 27%. La leggerezza delle prime serate estive vale il 22%, le sorprese delle squadre meno favorite il 21%.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
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Il dato più concreto riguarda l’interesse per il torneo. Nonostante l’Italia fuori, il 59% degli italiani seguirà comunque i Mondiali. Il 14% li considera un evento imperdibile, mentre il 45% guarderà solo le partite più importanti, senza un reale coinvolgimento. Il 41% non li seguirà. Il 19% dice che li avrebbe guardati solo per tifare gli azzurri, il 22% non era interessato in ogni caso.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
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Rispetto a inizio aprile, il clima si è raffreddato. La quota di chi seguirà il torneo cala di 7 punti, mentre quella di chi non lo seguirà cresce di 6 punti. Tra gli uomini l’interesse resta più alto, al 72%. Tra i Millennials si ferma al 49%.

Chi guarderà le partite cerca comunque una squadra per cui simpatizzare. Il 65% di chi seguirà il torneo farà il tifo o avrà una nazionale preferita. Il Brasile è primo con il 17%, seguito dalla Spagna al 16% e dall’Argentina al 10%. Più indietro Francia e Inghilterra, entrambe al 5%. Il 35% non sceglierà nessuna squadra.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
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Il primo Mondiale a 48 squadre divide il pubblico. Il 17% pensa che il torneo sarà più bello perché darà spazio a più Paesi e più storie. Il 18% lo vede più interessante per l’aumento di sorprese e partite inedite. Il 19% non prevede grandi differenze, perché conteranno comunque le nazionali più forti.

La parte critica resta ampia. Il 13% teme un abbassamento del livello medio, il 21% considera il format troppo lungo e dispersivo, difficile da seguire. Il 12% non sa esprimersi. Senza l’Italia, il Mondiale resta un rito nazionale vissuto da spettatori esterni: meno caldo, ma ancora capace di riempire serate, ricordi e conversazioni.

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Antigo general italiano reúne as tropas — e ameaça ultrapassar Meloni pela direita

9 June 2026 at 09:45
O novo partido de extrema-direita de Roberto Vannacci ameaça dividir o eleitorado conservador italiano e empurrar a coligação de Giorgia Meloni para posições mais radicais, numa altura em que a primeira-ministra tenta consolidar a sua imagem moderada antes das próximas eleições. Ex-páraquedista condecorado reconvertido em político combativo, Roberto Vannacci, de 57 anos, prepara-se para lançar oficialmente o seu novo movimento de extrema-direita, Futuro Nazionale, e os primeiros números estão a fazer soar alarmes em Roma. Apenas quatro meses depois de ter rompido com a Liga, o parceiro de coligação liderado pelo vice-primeiro-ministro Matteo Salvini, Vannacci afirma ter angariado quase 100

Foggia, coltellata per 200 euro nella villa comunale di Torremaggiore: arrestato un 24enne

9 June 2026 at 07:35

Foggia, coltellata per 200 euro nella villa comunale di Torremaggiore

Un uomo di 24 anni, residente a Torremaggiore (Foggia), è stato arrestato dai carabinieri di San Severo al termine delle indagini su una rapina avvenuta la sera del 27 maggio nella villa comunale del paese. Nei suoi confronti era già scattato un fermo di indiziato di delitto, con il supporto della Polizia Municipale di Torremaggiore.

L’inchiesta era partita da una chiamata al 112 che segnalava, al pronto soccorso locale, un uomo con una profonda ferita al volto. Ai militari intervenuti la vittima ha raccontato di essere stata aggredita pochi minuti prima all’interno del parco: un uomo l’avrebbe avvicinata, si sarebbe fatto consegnare 200 euro e l’avrebbe poi colpita al viso con un coltello.

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Le prime informazioni hanno permesso di identificare il presunto autore e di rintracciarlo poco dopo in città. Alla vista dei carabinieri, secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe tentato di colpirli con una bottiglia di vetro rotta prima di fuggire a piedi; è stato bloccato lungo le strade del centro.

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La storia di Fiorina dimostra che le “donne Stem” esistono da oltre un secolo

9 June 2026 at 03:45

Questa è un’intervista impossibile. Eppure è, forse più di qualsiasi altra, un’intervista potente. Lo è perché la protagonista è una donna che ha dimostrato una forza e un intuito non comuni. Lo è perché i suoi insegnamenti sono riusciti a superare ogni barriera, anche quella del tempo. È una storia che pur abbracciando due secoli diversi, riesce a rimanere sempre giovane. […]

Per Fiorina quella dell’ostetricia non era solo una professione medica, era una missione, una vocazione, un modo per mettere in pratica la virtù cristiana della “carità”. Si racconta che nei giorni del battesimo dei bambini che aiutava a nascere, Fiorina prestasse ai giovani papà, spesso umili lavoratori della terra nelle cascine, la giacca e il cappello che lei rubava a suo marito: era importante che i papà fossero in ordine! 

E così, quando entrava nelle case, tra doglie e contrazioni, non arrivava mai a mani vuote, ma con teli e lenzuola pulite, con carne e verdure lesse. Anche questo era un modo, per lei, per esercitare l’arte della cura. Dal 1910 diventò per tutti la “siùra” Fiorina: per le mamme che si affidavano a lei e per i bambini che esclamavano, a distanza di anni e con vivo affetto, «Mi ha fatto nascere lei!».

Al lavoro sanitario, inoltre, aggiungeva quello per la famiglia e per le attività commerciali, come l’aiuto nella trattoria del marito Giuseppe Barbaglio a Onzato. Era una donna forte, rispettosa, capace di ascolto: una dote anche allora rara. Fiorina non ha mai smesso, anche “da grande”, di rappresentare per il paese e per la sua famiglia un punto di riferimento sicuro. Anche mio padre guardava a lei come a un faro: amava sedersi accanto a lei in poltrona e aprirsi ai suoi racconti. Fiorina, divenuta cieca con l’età, accoglieva e ascoltava, con dolcezza e intelligenza, quel nipote dalle fossette sorridenti.

Ho sempre pensato che fosse lei il mio modello di riferimento. Il mio esempio di donna potente che guida con umiltà. Una donna pronta a esplorare, ad andare controcorrente. Un modello di “donna STEM”, in un’epoca in cui essere donna ed essere al contempo una professionista in una disciplina medico-sanitaria, non era così banale. 

Non solo: a quei tempi, il mestiere dell’ostetrica era esposto a continui rischi e a numerose difficoltà. La sopravvivenza al parto delle mamme e dei piccoli era tutt’altro che scontata. Ciò significava essere pronte ad avere fiducia nel futuro, ogni giorno. Forse, è proprio a questi modelli che dovremmo ritornare. Soprattutto oggi, consapevoli come siamo dell’urgenza di avvicinare molte più giovani donne alle scienze e alle tecnologie. E farlo unendo competenza e umiltà, grazia e intelligenza, umanità e tenacia. Ingredienti indispensabili per poter esercitare professioni tanto importanti.

Rileggendo le interviste alle donne di questo libro, è facile accorgersi di come i valori che incarnava la mia bisnonna non siano poi tanto diversi da quelli citati dalle intervistate: generosità, energia, resilienza, ambizione, tenacia, apertura al cambiamento, fiducia, ricerca di senso. Sono i valori che hanno sempre guidato le donne nell’esercitare le loro leadership. Sono le doti che ogni donna ha coltivato per raggiungere, in modo nuovo, quel soffitto di cristallo e romperlo, con la forza dell’acciaio, con la bellezza dell’essere donna. 

Così, non potevo non dedicare quest’ultimo capitolo a Fiorina, la mia bisnonna. Con l’intento di affidare a lei il vento della storia, dello scorrere del tempo e di quelle misteriose radici chiamate vita. Con il desiderio che la sua testimonianza, insieme alle voci femminili proposte, arrivi ai miei figli, alle mie nipoti, e a tutte quelle ragazze che stanno studiando per diventare scienziate, politiche, imprenditrici. Affinché possano realizzare la versione inedita e migliore di loro stesse. Perché il mondo ha bisogno di ognuna di loro, oggi più che mai.

Tratto da “Soffitti di cristallo, radici d’acciaio. Nove storie sulla forza e il coraggio delle donne nell’impresa e nella società”, di Francesca Morandi con Silvia Pagliuca, Gruppo Sole24Ore, pp.127-131, 16,90

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“Il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro indagato con l’ipotesi di violenza sessuale”

8 June 2026 at 13:30

La Procura di Roma, secondo quanto riporta La Repubblica, ha aperto un fascicolo che vede indagato il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro con l’ipotesi di violenza sessuale. Nel procedimento risulterebbe iscritto nel registro degli indagati anche un carabiniere, indicato come Antonio P., per tentata violenza privata. Il caso nasce dalla denuncia presentata da una donna di 52 anni, agente di commercio nel settore vinicolo, che ha riferito agli inquirenti un episodio avvenuto all’interno dello studio del parlamentare, nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.

La denuncia

Secondo la ricostruzione della presunta vittima, al centro dell’indagine, l’incontro sarebbe avvenuto nel febbraio 2025, quando la donna si era recata nell’ufficio del senatore per discutere di una possibile fornitura di vini. In quel contesto, Silvestro avrebbe pronunciato frasi a contenuto allusivo, tra cui “Il vino mi eccita, perdo i freni”, per poi, sempre secondo la denuncia, costringere la donna a subire un atto sessuale senza consenso. La notizia, anticipata ieri da Repubblica, avrebbe portato nelle scorse ore all’iscrizione nel registro degli indagati sia del senatore sia del carabiniere coinvolto nella vicenda. Un atto, secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, disposto anche a tutela degli stessi indagati, per garantire la piena partecipazione alle indagini e l’esercizio dei diritti difensivi fin dalle prime fasi del procedimento.

Le “scuse”

Silvestro, che oltre all’incarico parlamentare ricopre anche la presidenza della Commissione bicamerale per le questioni regionali, non è stato ancora ascoltato dai magistrati. Interpellato aveva respinto le accuse definendole “assurde”, confermando l’incontro ma negando qualsiasi violenza e ipotizzando invece una possibile strumentalizzazione della vicenda. “Magari mi vuole estorcere qualcosa”, aveva dichiarato il senatore, aggiungendo: “Denunciasse, poi ci divertiamo”. “Io sono un bel ragazzo, lei è normale” una delle frasi del parlamentare.

Proprio su queste affermazioni è intervenuto lo stesso Silvestro con una successiva nota di chiarimento. “Chiedo scusa per le parole che ho pronunciato nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista – ha spiegato il senatore – Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità”. Il parlamentare ha poi aggiunto: “Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso per espressioni che credevo colloquiali, ma che considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”.

Il racconto della donna

“E questa storia mi fa solo stare male. Ma quello che è uscito è la pura verità” ha dichiarato la 52enne in una intervista al quotidiano La Repubblica. Il punto di partenza del racconto della donna, agente di commercio nel settore del vino, che ha deciso di parlare della vicenda dopo aver ottenuto garanzie sull’anonimato. La signora ricostruisce un incontro avvenuto a Roma con il senatore Silvestro, dichiarando di non averlo mai conosciuto prima e di essere stata convocata per motivi professionali legati a possibili forniture: “Mai”. L’incontro, inizialmente formale, sarebbe poi degenerato in un episodio da lei descritto come non consensuale: “Assolutamente no”.

Racconta di essersi sentita bloccata durante i fatti: “Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio”, e di essere poi uscita “sconvolta” dall’edificio. In seguito afferma di aver ricevuto dal senatore un messaggio con un link a un hotel, senza mai rispondere. Spiega il ritardo nella denuncia con il trauma subito e il percorso psicologico intrapreso: “Non dormo più bene, non sono rilassata. Ma sono serena”. Aggiunge di aver cercato supporto legale pochi mesi dopo i fatti, contattando lo studio dell’avvocata Giulia Bongiorno, senza però proseguire con quell’interlocuzione. Riferisce anche di pressioni e intimidazioni successive attribuite a un intermediario, il carabiniere che sarebbe indagato: “Che mi sarei rovinata la vita, non avrei più lavorato”. Infine, commenta con durezza le frasi attribuite al senatore sul suo aspetto fisico: “Che squallore. […] Che non sono Miss Universo”, ribadendo la decisione di denunciare e la fiducia nella giustizia: “Io ci credo, nelle istituzioni”.

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Tutti gli incroci (geopolitici e commerciali) tra Italia e Usa

8 June 2026 at 11:03

Dal 15 al 17 giugno 2026, Giorgia Meloni sarà al G7 che si svolgerà a Évian-les-Bains, in Francia alla presenza dei capi di Stato e di governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. La Francia detiene la presidenza del gruppo fino al 2026. Donald Trump ha dichiarato che parteciperà al vertice, per questa ragione Emmanuel Macron potrebbe far precedere il G7 da un bilaterale con il presidente americano, si parla o di una cena a Versailles o di una partita a golf. Sul tavolo ci saranno vari dossier, tutti complicati e per certi versi interconnessi: lo stallo nella guerra in Iran, l’accusa americana agli alleati della Nato di averlo deluso in Medio Oriente, le relazioni con Canada e Giappone da calibrare, il caso Ucraina.

Verso il G7: i temi in agenda

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato invitato dalla Francia al vertice del G7, ma non si sa se sarà presente e soprattutto non si sa come potrà reagire Trump. Un altro fronte delicato è quello relativo ai dazi che si mescolerà verosimilmente con l’intelligenza artificiale e con le catene di approvvigionamento di minerali critici. Sul primo punto il presidente ha detto agli amministratori delegati delle aziende tecnologiche che gli Stati Uniti potrebbero acquisire una piccola quota di proprietà nei giganti dell’intelligenza artificiale, “in modo che il popolo americano possa beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita di quelle che diventeranno aziende da mille miliardi di dollari”. Sul secondo, è ormai chiaro che Ue e Stati Uniti dipendono quasi interamente dalla Cina per l’approvvigionamento della maggior parte dei minerali utilizzati nelle loro catene di produzione per la difesa: una criticità su cui il G7 dovrà dare risposte. Sul punto si segnala l’iniziativa di India e Regno Unito che hanno lanciato l’Osservatorio globale sulla catena di approvvigionamento dei minerali critici per migliorare la cooperazione e la condivisione tecnologica.

Crosetto a Washington

Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrà un vertice bilaterale con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, il 15 giugno. Un’occasione per ragionare sulla gestione delle spese per gli armamenti, sulla crisi in Ucraina e sull’utilizzo delle basi americane in Italia. Intervistato pochi giorni fa dal New York Times, ha fornito un’anticipazione delle questioni più importanti, con in cima l’idea di un patto, accanto alla Nato, a guida europea, senza gli Usa. Si rende necessario “costruire un’Europa continentale della difesa”, ha detto. Per cui il suo viaggio negli Stati Uniti abbraccia il rilancio della proposta italiana per il nuovo disegno della difesa europea, nel solco della convinzione che è alla base delle policies di Palazzo Chigi, ovvero implementare il pilastro europeo dell’alleanza senza far regredire di un millimetro il legame transatlantico. Tutti temi che, di fatto, anticipano il Nato Summit in programma nel luglio prossimo ad Ankara.

Di nuovo Tajani-Rubio

La missione di Crosetto a Washington precederà di pochi giorni l’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma a Miami il 22 giugno a cui parteciperà il ministro degli esteri Tajani. In Florida ci sarà anche intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che celebrerà la robustezza commerciale dei rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti. Ad aprile 2026 l’export italiano extra Ue ha fatto registrare un corposo balzo in avanti, verso paesi come Usa, Cina e Mercosur: la crescita è dell’11,3% su base annua. Le vendite verso gli Stati Uniti segnano un +12,1%. Il mercato a stelle e strisce rimane il primo saldo commerciale positivo per l’Italia grazie ad un avanzo di 2,832 miliardi di euro ad aprile.

Quattro le aree tematiche del meeting di Miami: tecnologie di frontiera per il futuro come IA, quantistica, cybersecurity, energia e spazio; industria avanzata, ovvero automazione, robotica industriale, agritech, medicale e biotecnologie; mobilità e infrastrutture resilienti come energia; trasporto aereo, marittimo e terrestre; creatività e lifestyle, ovvero agroalimentare, design&arredo, moda, cultura e sport. Tra l’altro il mercato statunitense è parte integrante del Piano d’Azione per l’Export varato dalla Farnesina tra i mercati maturi ad alto potenziale, nella consapevolezza che i rapporti economici con gli Stati Uniti sono improntati ad una forte integrazione commerciale, industriale e tecnologica.

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