Normal view

Ex Ilva, la decisione dei giudici sull’altoforno e i sindacati da Urso. Ore cruciali per Taranto

12 June 2026 at 07:53

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì alle 18 al Mimit i sindacati metalmeccanici di Taranto sull’ex Ilva. La convocazione, si apprende, è rivolta a Fiom Cgil, Uilm e Usb, che avevano sollecitato l’incontro, ma è aperta anche a Fim Cisl e Ugl qualora ritenessero di partecipare. Erano state le sigle Fiom, Uilm e Usb, infatti, a chiedere di poter incontrare Urso lunedì scorso a Taranto, a margine della visita che il ministro ha effettuato per l’inaugurazione dei nuovi impianti della Vestas, il gruppo danese attivo nel campo dell’energia eolica. Lunedì scorso, però, non era stato possibile combinare l’incontro, anche perché Urso aveva altri impegni dopo Taranto.

Tuttavia il ministero aveva comunque dato la disponibilità ad un incontro successivo a Roma, che adesso é stato fissato per lunedì. Non avendo incontrato il ministro a Taranto, Fiom, Uilm e Usb avevano anche protestato. “Il Governo non ha tempo per l’ex Ilva – avevano dichiarato le tre sigle. Riteniamo, visto il silenzio assordante degli ultimi mesi, un’occasione mancata per confrontarsi direttamente con le rappresentanze dei lavoratori sulla più grande vertenza industriale del Paese. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto un confronto immediato per discutere della situazione di profonda criticità in cui versano gli stabilimenti, in particolare quello di Taranto”.

E oggi, intanto, approda in Corte di Cassazione, su ricorso presentato da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, la vicenda dell’altoforno 1, l’impianto dell’ex Ilva di Taranto dove il 7 maggio 2025 si è verificato un incendio ad una delle tubiere esterne, dalle quali transita l’aria ad elevata temperatura, e che é ancora sequestrato dalla Magistratura. L’incendio non causò feriti. La decisione della Suprema Corte è attesa in giornata. Il ricorso dell’azienda ritiene che il mantenimento del sequestro dell’altoforno 1 sia illegittimo a più di un anno dall’incendio ed accertamenti dei periti ormai conclusi da aprile. L’ex Ilva nei mesi scorsi ha già chiesto per tre volte il dissequestro dell’impianto – due volte alla Procura e una volta al gip – ma in tutti i casi ha ricevuto risposta negativa.

L'articolo Ex Ilva, la decisione dei giudici sull’altoforno e i sindacati da Urso. Ore cruciali per Taranto proviene da Affaritaliani.it.

Giochi del Mediterraneo, pioggia di fondi su Taranto: il governo mette altri 37 milioni

10 June 2026 at 14:55

Arrivano altri 37 milioni per i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Il ministro Tommaso Foti annuncia 12 milioni per le opere e 25 milioni per l’organizzazione. Intanto proseguono i cantieri degli impianti sportivi, a partire dallo stadio del nuoto.

Foti visita i cantieri e avvia il riempimento delle piscine olimpioniche

“Le risorse per i Giochi del Mediterraneo saranno reintegrate oltre gli 8 milioni e mezzo di euro. Saranno 12 milioni di euro, piu’ altri 25 milioni di euro per quanto riguarda l’organizzazione”. Lo ha detto a Taranto il ministro della Coesione, Tommaso Foti, nella conferenza stampa seguita alla visita ai cantieri degli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo e delle opere del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto.

Due progetti che attengono al dicastero della Coesione. In tutto quindi 37 milioni. Gli 8,5 reintegrano il plafond iniziale di 275 milioni assegnato dal Governo per le opere dei Giochi tra Taranto, Brindisi e Lecce, con Taranto sede principale. “Devo fare i complimenti – ha aggiunto Foti – a tutti coloro i quali a partire dalla maestranze stanno lavorando in modo veramente encomiabile per poter aprire alla grande i Giochi del Mediterraneo in una citta’ che se li merita tutti. Sono soddisfatto per quello che e’ stato fatto e soddisfatto per quello che ho visto rispetto al Cis dove l’onorevole Iaia – ha precisato Iaia in merito al responsabile unico del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, Dario Iaia – ha fatto lavori enormi”.

Foti, che nella visita era accompagnato dal commissario di governo per i Giochi, Massimo Ferrarese, dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e dallo stesso Iaia, ha poi avviato l’immissione dell’acqua nelle due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna nello stadio del nuoto di Taranto, una delle opere piu’ importanti dei Giochi del Mediterraneo.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE POLITICA

L'articolo Giochi del Mediterraneo, pioggia di fondi su Taranto: il governo mette altri 37 milioni proviene da Affaritaliani.it.

“Braccianti in nero costretti a vivere in un casolare senza bagni. Si scaldavano bruciando spazzatura”: arrestato caporale

8 June 2026 at 10:26

Lavoravano in nero, con una retribuzione inferiore alla metà dei minimi del contratto nazionale dell’agricoltura, ed erano costretti a dormire in un casolare rurale in una condizione “degradante” che dovevano anche pagare 5 euro al giorno, nonostante non fosse neanche bagni e riscaldamento. L’ultima storia di para-schiavismo arriva dalla provincia di Brindisi, dove i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno arrestato in flagranza un caporale. I braccianti agricoli lavoravano in alcuni terreni al confine tra il Brindisino e il Tarantino.

Stando alla ricostruzione dei militari dell’Arma, attraverso una cooperativa, il caporale approfittava dello stato di bisogno di diverse persone, costringendole ad affrontare una giornata lavorativa di dieci ore fronte di una paga inferiore alla metà rispetto a quella prevista dal Contratto collettivo nazionale del lavoro di settore, decurtando ulteriori 5 euro giornaliere pro-capite per l’alloggio nella diponibilità dell’indagato.

Si trattava di un casolare rurale in condizioni igienico sanitarie degradanti, caratterizzato da presenza di muffe, con servizi igienici non funzionanti e privo di riscaldamento, al punto che i lavoratori sfruttati bruciavano la spazzatura in un caminetto per riscaldare gli ambienti, costretti così a respirarne fumi pericolosi e dormire su materassi sporchi, trovati nelle campagne vicine. I braccianti, due al momento quelli che si è riusciti a identificare, venivano impiegati in nero, senza contratto di lavoro, senza visite mediche e nessun corso di formazione, aumentandone così il rischio di subire infortuni gravi sul lavoro, poiché maneggiavano attrezzi pericolosi, come seghe circolari, senza averne acquisito competenze ed appreso modalità di utilizzo specifico.

Uno dei braccianti è risultato per altro privo di permesso di soggiorno per l’impiego lavorativo. L’indagine “lampo”, iniziata verso la fine di marzo con la denuncia sporta da un terzo bracciante anche lui vittima di sfruttamento, è stata coordinata dalla procura di Brindisi che ha chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari per il caporale. È stato anche posto sotto sequestro il mezzo con il quale i braccianti venivano trasportati e il casolare dove dormivano. Sono state elevate sanzioni amministrative ed ammende per totale 20.000 euro.

L'articolo “Braccianti in nero costretti a vivere in un casolare senza bagni. Si scaldavano bruciando spazzatura”: arrestato caporale proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌