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Il senatore Silvestro (Fi) indagato per violenza sessuale, alle 15 summit a Palazzo Madama tra La Russa e questori

9 June 2026 at 11:59

Il caso del senatore Francesco Silvestro sarà al centro della riunione del collegio dei questori di Palazzo Madama con il presidente La Russa, convocata per questo pomeriggio alle 15. Era stato già il Presidente del Senato a interessarsi della questione del collega forzista indagato con l’ipotesi di violenza sessuale dopo la denuncia di una agente di commercio nel settore vinicolo, che ha riferito agli inquirenti un episodio avvenuto all’interno dello studio del parlamentare, nel palazzo di San Luigi de’ Francesi. Silvestro aveva respinto l’accusa del fatto dicendo tra l’altro “Io sono un bel ragazzo, lei è normale”, salvo poi ritrattare e scusarsi per quelle parole.

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“Il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro indagato con l’ipotesi di violenza sessuale”

8 June 2026 at 13:30

La Procura di Roma, secondo quanto riporta La Repubblica, ha aperto un fascicolo che vede indagato il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro con l’ipotesi di violenza sessuale. Nel procedimento risulterebbe iscritto nel registro degli indagati anche un carabiniere, indicato come Antonio P., per tentata violenza privata. Il caso nasce dalla denuncia presentata da una donna di 52 anni, agente di commercio nel settore vinicolo, che ha riferito agli inquirenti un episodio avvenuto all’interno dello studio del parlamentare, nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.

La denuncia

Secondo la ricostruzione della presunta vittima, al centro dell’indagine, l’incontro sarebbe avvenuto nel febbraio 2025, quando la donna si era recata nell’ufficio del senatore per discutere di una possibile fornitura di vini. In quel contesto, Silvestro avrebbe pronunciato frasi a contenuto allusivo, tra cui “Il vino mi eccita, perdo i freni”, per poi, sempre secondo la denuncia, costringere la donna a subire un atto sessuale senza consenso. La notizia, anticipata ieri da Repubblica, avrebbe portato nelle scorse ore all’iscrizione nel registro degli indagati sia del senatore sia del carabiniere coinvolto nella vicenda. Un atto, secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, disposto anche a tutela degli stessi indagati, per garantire la piena partecipazione alle indagini e l’esercizio dei diritti difensivi fin dalle prime fasi del procedimento.

Le “scuse”

Silvestro, che oltre all’incarico parlamentare ricopre anche la presidenza della Commissione bicamerale per le questioni regionali, non è stato ancora ascoltato dai magistrati. Interpellato aveva respinto le accuse definendole “assurde”, confermando l’incontro ma negando qualsiasi violenza e ipotizzando invece una possibile strumentalizzazione della vicenda. “Magari mi vuole estorcere qualcosa”, aveva dichiarato il senatore, aggiungendo: “Denunciasse, poi ci divertiamo”. “Io sono un bel ragazzo, lei è normale” una delle frasi del parlamentare.

Proprio su queste affermazioni è intervenuto lo stesso Silvestro con una successiva nota di chiarimento. “Chiedo scusa per le parole che ho pronunciato nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista – ha spiegato il senatore – Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità”. Il parlamentare ha poi aggiunto: “Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso per espressioni che credevo colloquiali, ma che considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”.

Il racconto della donna

“E questa storia mi fa solo stare male. Ma quello che è uscito è la pura verità” ha dichiarato la 52enne in una intervista al quotidiano La Repubblica. Il punto di partenza del racconto della donna, agente di commercio nel settore del vino, che ha deciso di parlare della vicenda dopo aver ottenuto garanzie sull’anonimato. La signora ricostruisce un incontro avvenuto a Roma con il senatore Silvestro, dichiarando di non averlo mai conosciuto prima e di essere stata convocata per motivi professionali legati a possibili forniture: “Mai”. L’incontro, inizialmente formale, sarebbe poi degenerato in un episodio da lei descritto come non consensuale: “Assolutamente no”.

Racconta di essersi sentita bloccata durante i fatti: “Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio”, e di essere poi uscita “sconvolta” dall’edificio. In seguito afferma di aver ricevuto dal senatore un messaggio con un link a un hotel, senza mai rispondere. Spiega il ritardo nella denuncia con il trauma subito e il percorso psicologico intrapreso: “Non dormo più bene, non sono rilassata. Ma sono serena”. Aggiunge di aver cercato supporto legale pochi mesi dopo i fatti, contattando lo studio dell’avvocata Giulia Bongiorno, senza però proseguire con quell’interlocuzione. Riferisce anche di pressioni e intimidazioni successive attribuite a un intermediario, il carabiniere che sarebbe indagato: “Che mi sarei rovinata la vita, non avrei più lavorato”. Infine, commenta con durezza le frasi attribuite al senatore sul suo aspetto fisico: “Che squallore. […] Che non sono Miss Universo”, ribadendo la decisione di denunciare e la fiducia nella giustizia: “Io ci credo, nelle istituzioni”.

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Denunciato il senatore di Fi Silvestro: “Violenza sessuale nel suo ufficio”. Lui: “Assurdo”. La Russa chiede accertamenti

7 June 2026 at 10:54

Una donna di 52 anni, agente di commercio di vini, ha denunciato di essere stata aggredita sessualmente dal senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali. A riportare la notizia è Repubblica, dando atto della versione fornita dalla presunta vittima ai pm e alle forze dell’ordine: a febbraio del 2025, durante un incontro nell’ufficio di Silvestro per discutere di una fornitura di bottiglie, il senatore avrebbe iniziato a rivolgere alla donna frasi allusive (“Il vino mi eccita, perdo i freni”) per poi costringerla a subire un atto sessuale “senza alcun consenso né espresso né implicito”. Interpellato dal quotidiano, il parlamentare – ancora non ascoltato dagli inquirenti – ha confermato l’incontro negando però la presunta violenza, definita “assurda”, e accusando implicitamente la denunciante di mentire per ricattarlo: “Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… uno può dire quello che vuole, poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa“, ha detto Silvestro. Che aggiunge spavaldo: “Denunciasse, poi ci divertiamo“.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, Silvestro è tornato a negare i fatti oggetto della denuncia tramite il suo legale: “In riferimento all’articolo uscito oggi su Repubblica, il senatore Francesco Silvestro rappresenta il proprio stupore e dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine”, comunica il legale. Il caso, però, ha spinto il presidente del Senato Ignazio La Russa ad assumere un’iniziativa formale: “Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 67 del regolamento e degli articoli 2 e 8 del Codice di condotta”, La Russa “ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza”, comunica una nota di palazzo Madama. “A tal fine”, viene aggiunto, “il presidente e i questori si incontreranno martedì prossimo”.

Dall’opposizione intante piovono condanne e richieste di chiarimenti. Le prime a intervenire sulla vicenda sono le senatrici del Pd: “Le rivelazioni pubblicate da Repubblica, se confermate, sarebbero di una gravità inaudita: un senatore della Repubblica accusato di violenza sessuale ai danni di una donna, sua ospite, dentro gli uffici del Senato. Vale per tutti la presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti, anche perché la donna ha già sporto querela. Ma se quel racconto trovasse riscontro, ci troveremmo di fronte a un fatto inaccettabile, davanti al quale il Senato come istituzione non può rimanere silente”, scrivono le parlamentari in una nota. La vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando, si sofferma in particolare sulle parole di Silvestro, che definisce “inascoltabili“: “Nel 2026, “Io un bel ragazzo, lei signora normale”, rappresenta la peggiore e deteriore cultura sui rapporti uomo-donna”, accusa. Sulla stessa linea la senatrice Cecilia D’Elia, vicepresidente della Commissione bicamerale sul femminicidio: le frasi di Silvestro “dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, la necessità – anche per gli adulti, ed evidentemente anche per i senatori – dell’educazione sessuo-affettiva e al rispetto dell’altro”, dichiara.

“Se le accuse nei confronti del senatore Francesco Silvestro dovessero trovare conferma, saremmo di fronte non soltanto a una gravissima violenza ai danni di una donna, ma anche a un intollerabile abuso del ruolo e dei luoghi delle istituzioni, che non possono mai diventare spazi sottratti a trasparenza, rispetto e sicurezza”, afferma invece il gruppo del M5s al Senato. “Lungi dall’esprimere giudizi che spettano solo alla magistratura, non si può non restare sconcertati rispetto al modo in cui Silvestro liquida la vicenda: lui un bel ragazzo, lei una normale. Al di là dell’accertamento delle responsabilità individuali, colpisce il contesto culturale che continua a emergere da settori della maggioranza. Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal senatore Menia nella sua intemerata omofoba e le notizie di oggi restituiscono l’immagine di una destra che troppo spesso considera i diritti, il rispetto delle differenze e l’autodeterminazione delle donne come temi secondari o addirittura divisivi. Tra uscite omofobe, stereotipi di genere e una visione della donna troppo spesso ridotta a oggetto, è evidente quanto il problema culturale all’interno della maggioranza sia ancora profondo”.

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“Da Valditara a Bongiorno, sulla violenza di genere non troveremo alleati nella destra”: al via la campagna “Libere anche qui” sul consenso digitale

5 June 2026 at 17:37

“La nostra campagna sul consenso digitale e contro la violenza di genere online è aperta a tutti, trasversale. Volentieri la condividiamo pure con le forze di maggioranza. Dopodiché va ricordato che partiamo da radici culturali differenti: il disegno di legge Bongiorno è una prima risposta, quello Valditara una seconda. Nonostante Giorgia Meloni sia la prima presidente del Consiglio donna, la delusione è significativa. Quindi non credo che troveremo degli alleati purtroppo”. Il giorno successivo all’approvazione definitiva, tra le proteste delle opposizioni, del disegno di legge Valditara sul consenso informato in ambito scolastico per l’educazione sessuoaffettiva, al Senato una rete di giovani amministratrici e attiviste di area progressista ha presentato la campagna nazionale “Libere anche qui“.

Tra le promotrici c’è la consigliera comunale Pd di Latina Valeria Campagna, componente della Direzione nazionale dem, che nel 2025 aveva denunciato pubblicamente che alcune sue fotografie erano state utilizzate senza consenso su phica.eu, forum che pubblicava scatti rubati sui social network o foto scattate di nascosto in luoghi pubblici e privati all’insaputa delle dirette interessate, poi chiuso. “La violenza digitale è una violenza reale. Nasce da una cultura dello stupro, profondamente radicata, che viola il consenso e la reciprocità delle donne, nella nostra vita di tutti i giorni, nei nostri ambienti di lavoro e di studio, di socialità. E quello che succede online è solo il continuum delle dinamiche di potere patriarcali che abitano la nostra società”, ha spiegato nel corso della conferenza a Palazzo Madama. Insieme a lei anche Anna Frattini, assessora a Brescia, Lucrezia Iurlaro, presidente dell’associazione Tocca a noi, Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 di Milano, e Laura Sparavigna, assessora a Firenze. Donne impegnate a livello istituzionale e politico che hanno subito a loro volta molestie, sessismo e violenza digitale. Per questo, hanno spiegato, l’obiettivo è trasformare l’indignazione individuale in un’azione collettiva e politica.

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Usa, il Senato approva il maxi-piano per l’immigrazione irregolare: fondi record all’ICE

5 June 2026 at 16:55

Maxi-fondi all’ICE, il Senato dà il via libera: Trump incassa il sì, ma esplode la polemica

Il Senato degli Stati Uniti ha dato il via libera, con 52 voti a favore e 47 contrari, a un piano da 70 miliardi di dollari destinato a sostenere fino al termine della presidenza Trump le attività di contrasto all’immigrazione irregolare. Le risorse saranno indirizzate in particolare all’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e alla Border Patrol. 

Per la Casa Bianca si tratta di un importante successo politico. Il testo passerà ora all’esame della Camera dei Rappresentanti, che dovrebbe discuterlo la prossima settimana.

Come riportano diversi organi di stampa americani, tra cui NBC News, l’approvazione è arrivata al termine di settimane di impasse politica e di una lunga sessione parlamentare notturna durante la quale sono stati valutati numerosi emendamenti. L’unica senatrice repubblicana a opporsi è stata Lisa Murkowski dell’Alaska, mentre il Partito Democratico ha votato compatto contro il provvedimento.

Il pacchetto stanzia 38,6 miliardi di dollari per l’ICE, 22,6 miliardi per la Border Patrol, 5 miliardi per il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) e oltre 100 milioni destinati alle indagini contro lo sfruttamento dei minori.

A suscitare le maggiori polemiche è però l’Anti-Weaponization Fund, un fondo da circa 1,8 miliardi di dollari fortemente voluto dall’amministrazione Trump. Democratici e una parte dei repubblicani temono che possa trasformarsi in uno strumento discrezionale per indennizzare alleati politici del presidente, inclusi alcuni sostenitori condannati per l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

Nel corso del dibattito parlamentare sono stati respinti sia un emendamento democratico che puntava a cancellare definitivamente il fondo, sia diverse proposte repubblicane volte a eliminarlo o a destinarne le risorse ad altre finalità. Non è passata neppure una modifica che avrebbe impedito esplicitamente eventuali risarcimenti ai partecipanti del 6 gennaio condannati per aggressioni contro le forze dell’ordine.

La vicenda ha inoltre messo in luce alcune frizioni all’interno dello stesso Partito Repubblicano. Nei giorni scorsi il procuratore generale ad interim Todd Blanche aveva affermato che l’amministrazione non intendeva utilizzare il fondo contestato. Trump, tuttavia, ha successivamente evitato di confermare in modo definitivo questa posizione, riaccendendo il dibattito e alimentando nuove controversie.

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