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Fallisce azienda che organizza viaggi di studio all’estero, 60 liceali restano a casa: “Alcuni hanno già dato 10mila euro”

18 June 2026 at 12:42

Un anno di studio all’estero, un sogno per una sessantina di liceali: per realizzarlo si erano affidati a Bec Italia, società che organizza soggiorni studio internazionali per studenti delle superiori di tutta Italia. Era tutto pronto, chi per andare negli Stati Uniti, chi in Canada e chi perfino in Asia: poi una mail dell’azienda ha interrotto tutto a causa di un “grave deterioramento della propria situazione finanziaria” e l'”arresto della propria operatività”. Bec Italia ha fatto dunque sapere di non essere al momento in grado di confermare la regolare esecuzione dei servizi previsti e di essere costretta ad annullare le partenze.

A rendere nota la vicenda è stata una famiglia torinese, la cui figlia ad agosto sarebbe dovuta partire alla volta degli Stati Uniti per frequentare il quarto anno di liceo, ospitata da una famiglia locale. Non solo il dispiacere per un’occasione persa, ma anche un danno economico non di poco conto, considerando che i genitori della giovane avevano già versato 10mila euro per il programma. Oltre a loro, le famiglie coinvolte in tutto il Paese sono circa sessanta.

“Il nostro percorso è iniziato una ventina di mesi fa – spiegano i familiari della ragazza torinese -. Nelle riunioni di preparazione si collegavano da tutta Italia e con destinazioni delle più varie. Dall’Australia alla Cina, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Inghilterra alla Germania: ci aveva colpito il fatto che ci fossero ragazzi diretti in Thailandia e a Singapore, non soltanto nei Paesi anglofoni”. Bec Italia infatti non solo offriva diverse destinazioni in tutto il mondo, ma anche diversi “pacchetti”: soggiorni di tre mesi, di sei mesi o anche interi anni scolastici, con costi variabili a secondo della meta e dei servizi scelti.

Il crac finanziario della società è stata una notizia inaspettata per tutte le famiglie coinvolte. Fino ai primi giorni di giugno infatti niente lasciava presagire una situazione così drammatica: “Il 3 giugno abbiamo scritto alla persona di riferimento perché non avevamo ancora il nome della famiglia ospitante, la città dove sarebbe andata nostra figlia o l’appuntamento in consolato per il visto – spiega a Repubblica il padre della ragazza torinese -. Ci hanno tranquillizzati, dicendoci che non c’era nessun problema e che ci avrebbero fatto sapere il prima possibile. Sette giorni dopo esatti ci hanno comunicato la situazione”.

Nelle mail inviate ai clienti, Bec Italia ha fatto sapere di avere richiesto l’intervento del Fondo Vacanze Felici, organismo di garanzia del turismo organizzato. L’istruttoria è però ancora in corso e non è ancora chiaro se il fondo interverrà, quando e come: il sito della società è stato chiuso. “È una beffa enorme – conclude il padre della giovane -. Per questo speriamo che si facciano avanti anche gli altri genitori, in modo da costruire una massa e farci sentire: l’obiettivo è non dare la sensazione a questi ragazzi che sono stati abbandonati da adulti che rubano i loro sogni“.

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Maturita 2026, tra le tracce spunta Pavese ma sui social scoppia la polemica: “Non è nel programma”. Ma gli esperti smentiscono: “Colpa dei docenti”

18 June 2026 at 12:24

“Che tracce assurde. A Pavese non ci arrivi manco per scherzo con il programma?”; “Ma puoi mettere una traccia come Pavese? Chi fa quest’autore?”. E’ la polemica che circola sui social in queste ore post prima prova della Maturità. A puntare il dito contro le decisioni del ministero sono soprattutto genitori, studenti delle classi quarte che il prossimo anno dovranno affrontare l’Esame di Stato e ragazzi che l’hanno già fatto. Per la maggior parte di loro lo scrittore di Santo Stefano Belbo morto nel 1950 a scuola non si studia perché “non è nel programma”. Una critica non del tutto precisa perché gli esperti ci dicono che le “indicazioni nazionali” (che hanno sostituito i programmi) suggeriscono di trattare la letteratura fino ai giorni nostri. Semmai il problema è che gli insegnanti non lo fanno.

Lo sa bene Roberto Carnero, Professore di letteratura italiana contemporanea all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna: “Autori come Pavese e Brancati rientrano a pieno titolo in queste indicazioni. Il problema – spiega a “IlFattoQuotidano.it” -non è quindi il ministero, ma la prassi consolidata di molti docenti che, per varie ragioni (anche comprensibili, come la vastità dei contenuti), non riescono a completare il programma cronologico e si fermano prima del secondo dopoguerra”. La vera questione sta nel fatto che, per abitudine o altre difficoltà, gli insegnanti non riescono a trattare il programma letterario del Novecento nella sua interezza.

A questo, Carnero, aggiunge una sottolineatura non indifferente: “L’analisi del testo, come quella su Pavese proposta alla maturità, è una prova di competenza. Non è necessario aver studiato l’autore specifico, poiché le domande sono strutturate per essere risolte analizzando il brano fornito con gli strumenti critici acquisiti durante il percorso scolastico. Avere familiarità con l’autore aiuta, ma non è un prerequisito indispensabile per svolgere la traccia. Lo studente non può quindi lamentarsi di non aver “fatto” l’autore, perché la prova testa la capacità di analisi”.

Per Carnero le mosse fatte negli ultimi anni dagli uffici di viale Trastevere sono giuste: “Includere autori come Pasolini, Pavese o Brancati è positivo. Serve a spingere i docenti ad aggiornare i loro programmi e ad andare oltre gli autori più tradizionali del primo Novecento come Ungaretti, Montale, Quasimodo. In questo modo, si incentiva l’insegnamento di autori più vicini alla sensibilità contemporanea degli studenti, che sono nati nel XXI secolo e per i quali il secondo Novecento rappresenta già un passato significativo”. Per il professore c’è persino “l’urgenza culturale di spingersi oltre, considerando che gli studenti attuali sono nati negli anni 2000”.

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España recibe verano con ola de calor

18 June 2026 at 12:07

Madrid, 18 jun (Prensa Latina) España recibe este domingo la llegada del verano, con una ola de calor que promete más de 40 grados en distintas ciudades y mínimas desproporcionadas como 27 grados en Almería, Andalucía.

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Gli atenei italiani salgono nella Qs World University Rankings 2027: il Politecnico di Milano nella top 100 mondiale

18 June 2026 at 11:39

Mentre le università europee perdono punti, nella classifica del QS World University Rankings 2027, di QS Quacquarelli Symonds, è l’Italia a stupire scalando diverse posizioni. Dei 47 atenei italiani in lista, 26 hanno migliorato la propria posizione e solo 15 sono arretrati: è l’unico grande sistema dell’Unione Europea con più università in crescita che in calo. A trainare è il Politecnico di Milano, primo ateneo italiano per il dodicesimo anno di fila e che quest’anno sale di 11 posizioni rispetto alla passata edizione. Ha così raggiunto l’87esimo posto mondiale, ottenendo il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un ateneo italiano. Guardando alla classifica generale, l’Italia conta così 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017.

I valori misurati dalla classifica Qs sono molti e vanno dall’impatto della ricerca (Citation per faculty), in cui l’università Vita Salute San Raffaele è sesta al mondo, al feedback dei datori di lavoro (Employer reputation), in cui la Cattolica di Milano ha guadagnato sull’anno prima 37 posizioni. Ma se sommati tutti insieme, tutti gli indicatori danno risultati sorprendenti sulla classifica mondiale generale. I dieci atenei italiani meglio posizionati infatti avanzano tutti in classifica. Roma Sapienza ha raggiunto il suo record nella storia della graduatoria con il 111esimo posto mondiale: dal 2017 a oggi ha guadagnato 112 posizioni (+50,2%). C’è poi Bologna con il suo 123esimo posto, 85 posizioni in più in dieci anni, ma anche Padova che passa dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%). Segue il Politecnico di Torino che raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, facendo 99 in un colpo solo (dal 305esimo al 206esimo posto, +32,5%).

L’Università degli Studi di Milano sale dal 370esimo al 270esimo posto mondiale (+100 posizioni, +27,0%), l’Università di Pisa passa dal 429esimo al 341esimo (+88 posizioni, +20,5%) e Roma Tor Vergata registra uno dei progressi più marcati dell’intera top 10 italiana, avanzando dal 479esimo al 342esimo posto (+137 posizioni, +28,6%). Anche l’Università di Napoli Federico II migliora sensibilmente rispetto al punto di partenza del decennio, passando dal 478esimo al 401esimo posto (+77 posizioni, +16,1%), mentre l’Università degli Studi di Firenze sale dal 451esimo al 409esimo posto (+42 posizioni, +9,3%).

I risultati sono ottimi ma siamo comunque lontani dai vertici della classifica mondiale. Al primo posto si trova il Mit di Boston, Stanford al secondo, parimerito con l’Imperial college di Londra. Seguono Oxford al quarto, Harvard al quinto, poi Cambridge e la California Institute of Technology. Nella top dieci domina quindi il duopolio Regno Unito – Stati Uniti: per trovare la prima università al di fuori di questi due Paesi in classifica bisogna arrivare all’ottavo posto, occupato dall’ETH di Zurigo.

Il confronto del nostro Paese si gioca dunque con le istituzione europee, a cui l’Italia, stando alla classifica Qs, non ha niente da invidiare. Nello stesso arco di tempo in cui le università italiane guadagnavano posizioni, la Germania ha visto peggiorare 38 delle sue istituzioni su 60, la Spagna 24 su 48, la Francia 19 su 38 e i Paesi Bassi 11 su 13. Tra i sistemi universitari europei con oltre dieci università classificate, solo Irlanda (+63%) e Austria (+75%) registrano un saldo tra atenei in miglioramento e in calo superiore a quello dell’Italia (+34%).

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Chi sono gli autori della maturità 2026 Frank Furedi, Wenke Husmann e Vitaliano Brancati: il sociologo vicino a Orbán, la giornalista e lo scrittore del ‘900 difficilmente studiato a scuola

18 June 2026 at 11:16

Ma chi sono gli autori citati nella Maturità 2026? Che piacciano o meno le proposte, si tratta di scrittori poco conosciuti al grande pubblico tra cui Frank Furedi, un sociologo e intellettuale britannico di origine ungherese, noto per le sue posizioni conservatrici in tema di cultura, educazione e libertà di espressione molto vicine a Viktor Orbán. Tra le tracce del testo argomentativo è spuntato lui con un brano, tratto dal libro da “I confini contano. Perché l’umanità deve scoprire l’arte di tracciare frontiere” (Meltemi). I suoi studi si sono concentrati sulla sociologia della conoscenza e dell’educazione, sul ruolo della paura e dell’incertezza, nonché sulle guerre culturali nelle società occidentali. È autore di venti libri, tra i quali ricordiamo le traduzioni in italiano: “Il nuovo conformismo” (2005), “Che fine hanno fatto gli intellettuali?” (2007) e “Fatica sprecata” (2012). In passato proveniva dalla sinistra radicale, ma negli ultimi decenni è diventato una figura influente negli ambienti conservatori europei. Non è consigliere personale diretto di Orbán ma dal 2021 dirige MCC Brussels, il centro europeo del Mathias Corvinus Collegium (MCC), un’istituzione finanziata attraverso fondi e asset trasferiti dal governo ungherese vicino al partito di Orbán, Fidesz.

L’autore ha spesso difeso il governo Orbán dalle critiche provenienti da istituzioni europee e dai media occidentali, soprattutto sui temi della sovranità nazionale, dell’immigrazione, della famiglia tradizionale e della libertà di espressione. Lo scrittore sostiene che oggi il conflitto politico non riguardi soltanto economia o istituzioni, ma soprattutto valori, identità e cultura; una visione nazional-conservatrice che valorizza sovranità nazionale, tradizioni e famiglia. Va precisato che da quando governa la Destra in Italia, il suo rapporto con il nostro Paese si è intensificato.

Altro nome poco conosciuto è quello di Wenke Husmann con un suo articolo pubblicato su “Internazionale”. Wenke Husmann è una giornalista e autrice tedesca. Lavora da molti anni per “Die Zeit”. Non è conosciuta come romanziera o poetessa ma come giornalista culturale. Gli articoli di Wenke Husmann si muovono spesso dentro territori vicini alla vita delle persone: famiglia, relazioni, emozioni, cultura, comportamenti sociali, modi di guardare il mondo. “Internazionale” ha pubblicato diversi articoli ripresi da lei.

Tra gli sconosciuti ai ragazzi anche Vitaliano Brancati, nome assolutamente nuovo all’Esame di Stato. Difficile trovarlo tra gli scrittori che si studiano a scuola. Brancati (1907-1954) è stato uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento. Siciliano, ha trascorso gran parte della giovinezza a Catania. Negli anni giovanili ha aderito al fascismo, ma in seguito se ne è distaccato, sviluppando una visione critica che emerge chiaramente nelle sue opere. Tra i suoi lavori più celebri troviamo: “Don Giovanni in Sicilia” (1941): una satira della mentalità maschile siciliana e del mito del seduttore. “Gli anni perduti” (1944): una critica allegorica del regime fascista. “Il bell’Antonio” (1949): considerato il suo capolavoro che affronta il tema dell’apparenza sociale e della virilità maschile.

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“Bene gli autori della seconda metà del Novecento. Ma tra le tracce della tipologia A ancora una volta non c’è una donna”. La scrittrice Maria Pia Veladiano commenta la prima prova della maturità

18 June 2026 at 10:48

“Cesare Pavese e Vitaliano Brancati sono un messaggio chiaro del ministero ai docenti: vanno affrontati autori moderni. Tuttavia, Grazia Deledda, tanto citata nel toto-tema ci poteva stare. Tra le tracce della tipologia A ancora una volta non c’è una donna”. A commentare per “IlFattoQuotidiano.it”, la tipologia letteraria è la scrittrice ed ex dirigente scolastica Maria Pia Veladiano. Una che ne sa di Scuola e di letteratura.

La sua premessa è chiara. “Per il secondo anno consecutivo il ministero seleziona autori della seconda metà del Novecento. E’ un segnale per i docenti: occorre spingersi oltre il canone tradizionale e includere autori più vicini alla contemporaneità. Gli insegnanti dovrebbero “arrivare” a questi autori, considerati comunque fondamentali. Fermarsi a “un secolo fa” non è più adeguato”. Per Veladiano la scelta ministeriale va intesa come indicazione precisa a indagare la “quasi modernità”, includendo testi che parlano al presente degli studenti e aprono nuove piste critiche e didattiche. Altra critica: l’assenza delle scrittrici. Ad eccezione di Wenke Husmann, le altre sei proposte non citano una donna. Per la scrittrice non è questione di quote rosa ma serve “una vigilanza attiva per contrastare la strutturale invisibilità del femminile nei media, nei convegni e nelle istituzioni. Pensi al G7 con Giorgia Meloni unica donna oppure alla visita del Papa in Spagna”. Per Veladiano l’obiettivo è correggere il pregiudizio di partenza, non imporre numeri, rendendo la presenza femminile pensabile e visibile. Entrando nel merito dei temi: “Il testo di Pavese è una poesia d’amore, probabilmente non corrisposto. Anche senza approfondita conoscenza dell’autore, gli studenti hanno potuto lavorare bene seguendo la traccia, con la possibilità di un coinvolgimento personale”, dice Maria Pia Veladiano.

Per l’ex preside “il testo consente un’analisi efficace e dialoga con esperienze emotive tipiche della giovinezza, pur aprendo a temi novecenteschi come la scienza e l’espansione dal presente all’orizzonte più ampio”. A scuola si lavora più sulla prosa di Pavese (resistenza, dopoguerra, Langhe) e meno sulla poesia ma la poesia scelta, tratta da “Lavorare stanca”, “risulta inusuale ma valida”, puntualizza Veladiano. Diverso il parere su Brancati: “E’ meno noto e la traccia sulla memoria può risultare complessa per studenti giovani, culturalmente “appiattiti” sul presente, con una memoria consumata nell’attimo. E’ facile scivolare nella retorica della “memoria maestra di vita” o nel moralismo ma la prova richiede un lavoro letterario e non autobiografico. Vediamo chi lo sceglie…”.

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Maturità 2026, la figlia di Saragat: “La traccia suo mio padre una scelta magnifica, positivo portare un discorso così importante per la nascita della Repubblica all’attenzione degli studenti”

18 June 2026 at 10:11

Il discorso pronunciato il 25 giugno 1946 da Giuseppe Saragat, in occasione del suo insediamento come presidente dell’Assemblea incaricata di elaborare la nuova Costituzione italiana, è approdato sui banchi di scuola come traccia dell’esame di Maturità. Una decisione del Ministero dell’Istruzione che ha suscitato profonda commozione e orgoglio nella famiglia dello storico esponente socialdemocratico ed ex Presidente della Repubblica.

La reazione della figlia Ernestina a 98 anni

A commentare per prima la notizia all’agenzia Adnkronos è stata Ernestina Saragat, 98 anni, figlia dello statista. “È una scelta che mi fa molto piacere, direi una scelta magnifica”, ha dichiarato. L’anziana donna ha sottolineato il valore storico, civico e didattico dell’iniziativa ministeriale: “È senz’altro positivo che un discorso così alto e importante di mio padre, pronunciato agli esordi della Repubblica, sia stato portato all’attenzione degli studenti. Il suo messaggio era importante allora e lo è ancora oggi”.

L’orgoglio dei nipoti e il ricordo al Quirinale

A fare eco alle parole di Ernestina sono intervenuti i nipoti dell’ex Capo dello Stato, Augusto, Giuseppina e Pietro Santacaterina. “Questa scelta è un grande onore per la nostra famiglia, ne siamo molto felici, anche perché è un testo bello e molto attuale. Siamo orgogliosi del discorso di nostro nonno“, hanno spiegato. L’auspicio dei familiari è che la prova d’esame possa trasformarsi in un ponte generazionale: “Questo tema della maturità, speriamo, offra l’opportunità di riscoprire la figura di nostro nonno, che per noi familiari è sempre presente ed è un punto di riferimento”.

La soddisfazione dei nipoti si estende anche al riconoscimento indiretto per la madre Ernestina, figura chiave durante il mandato presidenziale del padre. Fu proprio lei, infatti, ad affiancare Giuseppe Saragat nelle vesti di primadonna durante le visite ufficiali dal 1964 al 1971. Una necessità istituzionale e familiare nata dal fatto che la moglie di Saragat, Giuseppina Bollani, era scomparsa da oltre tre anni al momento dell’elezione al Quirinale. “Siamo molto contenti e felici di questa scelta anche per nostra madre”, hanno concluso i nipoti, ribadendo come la memoria del nonno rimanga un faro costante nei loro pensieri.

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Maturità 2026, “Passerò per Piazza di Spagna”: Pavese accende una luce nella tenebra dell’amore anticamera della morte

18 June 2026 at 09:58

Uno spiraglio di luce in un orizzonte di morte, quella che “verrà” metaforicamente con gli occhi di Constance Dowling e poi nella realtà il 27 agosto in una stanza dell’Hotel Roma, a Torino. Nella raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi“, dominata da toni cupi e dai presentimenti di suicidio che il poeta aveva disseminato nel corso di tutta la sua opera fin dagli anni della gioventù, la poesia “Passerò per piazza di Spagna“, datata 18 marzo 1950, si apre come un ultimo inno alla vita prima del buio definitivo. Dedicata all’attrice statunitense, estremo disperato amore di Cesare Pavese che per lei e la sorella Doris aveva scritto anche soggetti cinematografici, la poesia funziona per contrasto rispetto al resto della raccolta.

Se le altre liriche descrivono una natura immobile, una “terra che dolora e che tace”, a piazza di Spagna esplode la primavera di Roma – che lo scrittore conosceva per averci vissuto e lavorato quando negli anni ’40 si trattò di gestire l’ufficio romano della casa editrice Einaudi – compaiono “fiori spruzzati di colori“, “rondini” e “terrazze“. Il silenzio d’angoscia delle altre liriche lascia il posto al suono: “le scale le terrazze le rondini canteranno nel sole” e “le pietre canteranno”.

In quel momento la figura femminile – “tu” – non è associata alla morte e di lei Pavese parla al futuro: “Sarai tu, ferma e chiara”. Un richiamo alla vita ancora più forte perché l’avvenire di cui il poeta parla nella primavera del 1950 non arriverà mai e quello di Piazza di Spagna resterà una parentesi quasi onirica, un sogno a occhi aperti, un richiamo alla vita tanto potente quanto fatuo. Di lì a poco l’attrice tornerà negli Stati Uniti – “Le poesie sono venute a te e se ne vanno con te”, le scriverà ad aprile -, Pavese si toglierà la vita ad agosto, compiendo il proprio destino.

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Maturità 2026, Alberto Pellai promuove le tracce dei temi: “Argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca. La meraviglia? È l’antidoto all’ansia”

18 June 2026 at 09:37

“Sono piacevolmente sorpreso dal fatto che la maggior parte dei temi proposti prendono spunto da concetti che avevo trattato nel mio libro “Allenare alla vita”. Sono argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca”. A promuovere le proposte della tipologia C (attualità) e B (argomentativo) della Maturità 2026 è Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore italiano.

Il testo tratto da Mario Calabresi,Alzarsi all’alba” è particolarmente piaciuto a Pellai: “E’ una riflessione importante da fare in età evolutiva. E’ uno dei temi con i quali i ragazzi si devono confrontare con i loro genitori e gli adulti. Siamo in un momento storico in cui dobbiamo decidere se alzare o meno ancor più l’asticella: il rischio enorme dell’Intelligenza artificiale è proprio quello di togliere la fatica nel cercare le risposte”. Lo psicoterapeuta è convinto che “togliere la fatica contrasti con la ricerca della gratificazione istantanea”. Il suo pensiero va allo sport, tema che anche i ragazzi potrebbero aver preso come riferimento per affrontare la traccia: “La competenza dell’atleta è basata sulla capacità di fare fatica e il doping è proprio espressione dell’anti-fatica”.

Promosso da Pellai anche il testo di Wenke Husmann pubblicato sulla rivista “Internazionale” con il titolo “Funziona a meraviglia” a gennaio 2026: “La meraviglia – dice Pellai – è l’antidoto all’ansia, alla paura. Di fronte all’ignoto puoi sentire di essere respinto o attratto ma se ci entri dentro vai a cercare la meraviglia. Quest’ultima è una grande spinta alla crescita”.

Pellai si entusiasma anche per i riferimenti alla natura che riporta il testo dell’autrice: “La meraviglia oggi è stata sostituita dall’ipereccitazione. Quando un ragazzo entra in una piattaforma fa ciò che fanno tutti gli altri, non scopre niente di nuovo. La meraviglia ha a che fare con la multisensorialità, una pratica ben nota ai bambini”. Infine, la proposta tratta da Frank Furedi: “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere “. Nell’analisi proposta ai ragazzi si cita proprio il termine “adultescenti” e si chiede agli studenti di commentarlo: “E’ una bella occasione per raccontare le fragilità a specchio, quelle dell’adulto. Un modo per parlare dell’“adultescenza” che sconfina in un tempo regressivo anziché evolutivo. In questo tema in molti – precisa Pellai – potranno ribadire perché hanno bisogno di veri adulti”.

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Maturità 2026, la traccia di Mario Calabresi: ‘Il mio libro ‘Svegliarsi all’alba’ è nato da un incontro con un gruppo di maturandi. Certo non mi sarei aspettato di finire tra i temi dell’esame”

18 June 2026 at 09:13

Ritrovarsi tra le tracce dell’esame di Maturità con un saggio nato proprio da un dialogo con i diplomandi. È il singolare e fortunato incrocio vissuto dal giornalista e scrittore Mario Calabresi, autore di “Svegliarsi all’alba”, il testo selezionato dal Ministero dell’Istruzione per una delle prove scritte dell’esame di Stato.

L’elogio dell’impegno e del sacrificio

Intervenuto ai microfoni di Radio24, Calabresi ha svelato i retroscena e l’ispirazione dietro l’opera proposta agli studenti italiani. “Il mio libro è nato da un incontro con un gruppo di ragazzi che dovevano sostenere la maturità. Gli dissi: ‘Vi auguro nella vita di fare tanta fatica’”, ha raccontato il giornalista, riassumendo il cuore del suo lavoro. Il testo, infatti, esplora il valore dell’abnegazione attraverso le esperienze quotidiane delle persone. “È un libro sulla fatica, racconta storie di chi si alza all’alba, di chi non si risparmia anche fisicamente”, ha spiegato Calabresi, che ha accolto la notizia con sincero stupore: “Certo non mi sarei aspettato di finire tra i temi della maturità”.

L’interesse dei giovani e l’ironia in famiglia

Nonostante la sorpresa dell’autore, il messaggio del libro aveva già fatto breccia nelle aule scolastiche in modo spontaneo. Calabresi ha rivelato un aneddoto emblematico accaduto poco prima dell’apertura dei plichi ministeriali: “Nei giorni scorsi degli studenti di un liceo di Fondi mi hanno scritto perché la loro tesina per l’orale della maturità è ispirata proprio al mio libro”.

La soddisfazione professionale ha trovato spazio anche per un divertente siparietto familiare. Le due figlie del giornalista hanno evitato per un soffio di doversi confrontare con il testo del padre sui banchi dell’esame, avendo conseguito il diploma esattamente un anno fa. La loro reazione alla notizia non si è fatta attendere: “Mi hanno detto scherzando: ‘Meno male che non è uscita lo scorso anno questa traccia!'”.

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La Fiscalía investiga a Pilar Rahola por incitación al odio por su defensa de Israel

18 June 2026 at 09:13

La Fiscalía de Barcelona investiga a Pilar Rahola por un posible delito de incitación al odio y de complicidad con el delito de genocidio tras una denuncia de la Organización Juvenil Socialista (OJS) en la que acusaba en febrero pasado a la exdiputada y articulista de negar, banalizar y justificar públicamente “la comisión del delito de genocidio”. Según la formación, su denuncia quedaría amparada por el artículo 510 del Código Penal, que castiga a quien de forma pública banalice gravemente o enaltezca los delitos de genocidio, de lesa humanidad o contra las personas y bienes protegidos en caso de conflicto armado. El pasado 12 de junio, la Fiscalía comunicó que aceptaba la demanda y que encargaba a la sección especializada en delitos de odio y discriminación el inicio de diligencias de investigación preprocesal.

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© Pere Duran (Nord Media)

Pilar Rahola, durante la entrega de los premios a la Nit dels Bertrana en 2024 en Girona.

Maturità 2026, ecco le foto di temi e tracce della prima prova scritta in diretta: il brano da “I Piaceri” di Brancati e la riflessione sulla meraviglia di Husman – FOTO

18 June 2026 at 08:31

Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Mario Calabresi sono alcuni dei protagonisti delle tracce della prima prova di Maturità, il tema di italiano. Anche quest’anno, il Fatto.it ha pubblicato i diversi argomenti che gli oltre 500mila studenti si trovano ad ad affrontare nel primo giorno d’esame. L’analisi del testo di Cesare Pavese è la poesia ‘Passerò per Piazza di Spagna‘, mentre il brano oggetto dell’analisi del testo di Vitaliano Brancati è tratto dall’opera “I piaceri”.

Uno dei temi di attualità è incentrato su ‘Il concetto di fatica’, utilizzando come spunto un brano del giornalista Mario Calabresi, tratto dal suo libro ‘Alzarsi all’alba’, un altro ruota attorno al concetto di ‘Incanto‘. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, dal titolo ‘Funziona a meraviglia’, apparso sulla rivista ‘Internazionale’ nel gennaio 2026.

E ancora, il tema al centro di una delle tracce di testo argomentativo (B1) è l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat. La traccia di testo argomentativo (B2) parte da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da ‘Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire’. Che stimola delle riflessioni su storie di creatività scientifica. Mentre la traccia di testo argomentativo (B3) affronta il tema delle ‘Frontiere’. Lo spunto di partenza è un passaggio di un’opera del sociologo Frank Furedi, ‘I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere’.

Ecco tutte le tracce integrali della prima prova scritta dell’esame di maturità 2026:

1 / 7

Prova maturità

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prova maturità

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Prova maturità

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Prova maturità

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prova maturità

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Prova Maturità

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Prova Maturità

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Maturità 2026, aperto il plico della prova di italiano: una poesia di Pavese, l’analisi del testo su Brancati e un libro di Calabresi

18 June 2026 at 08:01

Maturità 2026, aperto il plico della prova di italiano

 L’esame di maturità 2026 è iniziato alle ore 8,30, quando il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha rilasciato agli istituti la chiave digitale per aprire il testo della prima prova scritta contenuta nel plico telematico. Pochi minuti dopo, sui social e sui siti specializzati sono apparse le prime indiscrezioni sulle tracce scelte per quest’anno.

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Maturità 2026, come è strutturata la prima prova

Va ricordato che la prima prova propone in tutto sette tracce, divise in tre tipologie. tipologia A – Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano, tipologia B – Analisi e produzione di un testo argomentativo e tipologia C – Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Maturità 2026, le tracce della prima prova

Analisi del testo (tipologia A): per la prosa un testo tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati; per la poesia “Passerò per piazza di Spagna” di Cesare Pavese.

Il testo di “Passerò per piazza di Spagna” di Cesare Pavese

Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.

I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.

S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane –
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.

Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.

Sarai tu – ferma e chiara.

Testo argomentativo (tipologia B): una traccia sul discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea costituente del 1946 e un brano dal libro “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi (storie di persone che abbracciano la fatica come cifra essenziale dell’esistenza). Per quanto riguarda la traccia su Saragat, agli studenti viene chiesto di individuare quali siano ‘gli altri doveri‘ che per Saragat ‘sovrastano’ l’Assemblea costituente e di rispondere, tra l’altro a due quesiti: per quale motivo la democrazia ‘è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo’ e a quali eventi si riferisce Saragat con l’espressione la ‘pesante eredità di miserie e di dolori’.

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Mundial de 2026: as ações que podem brilhar com o torneio

18 June 2026 at 07:00

O Campeonato do Mundo de Futebol é uma das competições desportivas mais aguardados do ano. São 48 países, 104 jogos em várias cidades dos EUA, México e Canadá, sendo esperados 6,5 milhões de adeptos. O impacto económico é enorme e, para os investidores, a questão não é se haverá dinheiro a ser ganho, mas sim quem ficará com a maior parte dele. Segundo os especialistas, há empresas que se destacam-se claramente: Coca-Cola, Fox, Anheuser-Busch InBev, Marriott International, Flutter Entertainment, Nike e Puma .

Conheça as principais empresas com potencial de valorização:

Coca-Cola (KO): campanhas televisivas, exclusividade e parcerias exclusivas

A Coca-Cola não é apenas patrocinadora do Mundial 2026 — praticamente faz parte da identidade comercial do evento. A empresa é parceira da FIFA há quase 50 anos e é patrocinadora oficial de bebidas não alcoólicas. Para esta competição, a Coca-Cola está a realizar três campanhas televisivas; uma digressão global com o troféu; uma parceria com os cromos Panini e garrafas promocionais exclusivas e experiências para fãs nas 16 cidades-sede. O risco para os investidores é que parte desse crescimento já esteja refletido no preço das ações. A KO acumula uma valorização de cerca de 19% em 2026 e já negocia acima do preço-alvo médio dos analistas. Ainda assim, a Coca-Cola continua atrativa para investidores focados em dividendos. A empresa aumentou o dividendo durante 64 anos consecutivos, sendo considerada uma “Dividend King”.

Fox Corporation (FOXA): o impulso das receitas publicitárias

O Mundial de 2026 deverá gerar cerca de 850 milhões de dólares em receitas publicitárias combinadas para a Fox Sports e a Telemundo — mais do que o dobro dos 384,3 milhões arrecadados na última edição. Daniel Cohen, especialista da consultora desportiva Octagon, estima que a Fox obtenha lucro apenas com as receitas publicitárias do Mundial, sem contabilizar assinaturas, streaming ou o valor de longo prazo da marca.

Anheuser-Busch InBev (BUD): exclusividade na venda de cerveja

As ações da AB InBev (dona das marcas Budweiser, Corona, Stella Artois, entre outras) também podem beneficiar significativamente do evento, pois a empresa detém os direitos exclusivos de venda de cerveja dentro dos estádios como parceira global oficial da FIFA. Esta vantagem aplica-se às 16 cidades-sede, independentemente da concorrência local. A história sugere que o impacto é real e mensurável: durante o Mundial de 2014 no Brasil, a AB InBev vendeu mais 140 milhões de litros de cerveja. E mesmo no Mundial de 2022, no Qatar, onde as restrições ao consumo de álcool foram severas, a empresa registou um aumento de 9,9% no volume de vendas durante os jogos. Com a exclusividade nos estádios, um portefólio premium e dados históricos favoráveis, a BUD parece ser uma das beneficiárias mais diretas do torneio.

Marriott International (MAR): ocupação, tarifas e receitas

A Marriott estima que o Mundial contribuirá para o crescimento global da empresa.  O programa Marriott Bonvoy é parceiro oficial do torneio, posicionando a empresa para angariar fãs através de pacotes de hospitalidade e ofertas de acesso exclusivo. Em resumo, a forte presença da cadeia hoteleira nas cidades-sede e a confiança na gestão tornam a empresa uma das apostas mais interessantes do setor hoteleiro para o Mundial.

Flutter Entertainment (FLUT): uma aposta com forte potencial

O Mundial é o maior evento de apostas do planeta, superando inclusive o Super Bowl.  É aí que surge o argumento para a Flutter Entertainment, proprietária da FanDuel (aplicação de apostas) líder nos Estados Unidos. Os analistas preveem um crescimento próximo de 70% nos próximos 12 meses.

Nike (NKE) e a Adidas (ADDYY): rivalidade histórica pelas vendas globais

A Nike e a sua rival alemã Adidas (ADDYY) estarão no centro das atenções, uma vez que, juntas, representam a principal fatia do retalho desportivo.  Em março, a Bernstein Research afirmou que tanto a Nike como a Adidas poderiam registar um aumento de 3% a 4% nas vendas globais, impulsionado pela competição, que deverá estimular a procura por camisolas, chuteiras e outros artigos desportivos.  A Bernstein destacou que, “com ambas as ações em queda desde o início do ano e o sentimento dos investidores bastante enfraquecido, uma forte performance durante o evento, acompanhada por um aumento das vendas e do prestígio das marcas, poderá impulsionar o interesse dos investidores e levar a uma reavaliação positiva das ações nos próximos meses.”

 

 

 

 

La paz con Irán se juega en Líbano

18 June 2026 at 04:30

El alto el fuego anunciado entre Estados Unidos e Irán refleja hasta qué punto Donald Trump está desesperado por escapar del atolladero que él mismo creó. Ya nada queda de la confusa serie de objetivos que proclamó en los primeros días de la guerra. Al parecer, lo único que Estados Unidos ha conseguido en el nuevo acuerdo es la promesa de reabrir el estrecho de Ormuz (que estaba abierto antes de la guerra) y planes para nuevas negociaciones sobre el programa nuclear iraní (que ya estaban en discusión). Pero incluso estos objetivos disminuidos pueden resultar inalcanzables si Israel sigue combatiendo a Hezbolá en el Líbano.

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© Alex Brandon (AP)

Trump recibe a Netanyahu en Mar-a-Lago el pasado 29 de diciembre.

De un joven de 15 años a un niño de 2 tiroteados por la Guardia Civil: la lista de víctimas de abusos policiales y grupos ultras en la Transición

18 June 2026 at 04:30
Los padres de Juan Félix Domínguez, de dos años, muerto por disparos de la Guardia Civil en un control de carretera, velan el cadáver del niño en Getafe en febrero de 1983.

Félix Domínguez, trabajador de la fábrica de Uralita, su esposa, Florencia Martín de la Fuente, y su hijo Juan Félix regresaban a su casa en Cedillo del Condado (Toledo) después de haber pasado el sábado en la vivienda de un familiar donde vieron El diablo sobre ruedas, de Steven Spielberg. En la carretera, en un cruce próximo a Valmojado, observaron una linterna a lo lejos. Félix pensó que eran “unos gamberros” que salían de una discoteca cercana tirando piedras y pasó de largo. El coche en el que viajaba con su familia fue tiroteado y una de las balas alcanzó a Juan Félix, que iba en el regazo de su madre, también herida. Agentes de la Guardia Civil habían dispuesto un control de carretera mal señalizado y al ver que el vehículo no se detenía, dispararon contra él. El pequeño, que acababa de cumplir dos años, murió. Era 19 de febrero de 1983. El suyo es el último nombre en el listado de víctimas elaborado por la comisión que el Gobierno constituyó, en cumplimiento de la Ley de Memoria democrática, para analizar las violaciones de derechos humanos cometidas desde la entrada en vigor de la Constitución Española (diciembre de 1978) hasta el 31 de diciembre de 1983. El primero de la lista es José Luis Muñoz Pérez, un chaval de 15 años, muerto también por disparos de Guardia Civil en otro control, en este caso, en Navalcarnero (Madrid) el 6 de enero de 1979, día de Reyes.

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Los grandes del Ibex aprovechan el buen tono del mercado y colocan 5.450 millones de deuda en dos días

18 June 2026 at 04:25
La presidenta de Santandert, Ana Botín, y el presidente de BBVA, Carlos Torres.

El acuerdo entre EE UU e Irán, aún pendiente de rúbrica, ha actuado como catalizador para unos mercados que necesitaban sacudirse la apatía. A las subidas de las Bolsas y la caída de los precios energéticos se suma la reactivación del mercado de deuda, en un contexto marcado por la expectativa de tipos estables. Pero, más allá del impulso inmediato de la tregua, los emisores también están adelantando operaciones para evitar un repunte de la incertidumbre y una posible caída de la liquidez en la segunda mitad del año. Mientras en Estados Unidos la macroemisión de 25.000 millones de dólares de Nvidia concentra la atención, en el mercado en euros son los bancos y las eléctricas, como la española Iberdrola o el operador noruego de redes Statnett, los que lideran el repunte de la actividad.

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Esto empezó con un peón blanco

17 June 2026 at 18:03

Todo empezó con un peón blanco. Y eso que su movimiento es el más sencillo, como el que inicia un partido de fútbol con el toque de balón hacia delante, o en diagonal, o fuera del campo si eres del equipo de Luis Enrique. El peón blanco abre cada partida de ajedrez, bifurca los caminos y genera infinitas opciones de juego, quizá por eso dio lugar en los años 60 a una herramienta que es lo más cerca que ha estado un deportista de anticipar su futuro. El físico Arpad Elo desarrolló un método matemático para medir las opciones de victoria de un jugador sobre otro, de hecho, este sistema incluso ajustaba las puntuaciones según el resultado conseguido frente al resultado esperado; su efectividad era tal que hoy en día se usa para establecer el ranking de los ajedrecistas.

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© CARLOS RAMIREZ (EFE)

Los jugadores de la selección de Curazao celebran su gol contra Alemania.

Una 'ola de calor' antes de tiempo para Almeida por los protocolos con las personas sin hogar: "Luego nos ven como si fuéramos los malos"

18 June 2026 at 01:06
El consistorio niega que se retiren sin avisar los enseres de las personas sin techo. Los Equipos de Calle reclaman, además, mejoras laborales Leer

El consistorio niega que se retiren sin avisar los enseres de las personas sin techo. Los Equipos de Calle reclaman, además, mejoras laborales
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