Normal view

Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025

10 June 2026 at 10:46

Eni, presentata a Roma “Eni for 2025”: transizione giusta tra decarbonizzazione, tecnologia e territori

Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025
Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025
Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025

Una transizione energetica che non sia soltanto industriale e tecnologica, ma anche sociale. È il messaggio al centro di “Eni for 2025 – A Just transition”, il report volontario di sostenibilità pubblicato da Eni e giunto alla ventesima edizione. Il documento racconta i risultati raggiunti nel corso del 2025 e le azioni messe in campo dal gruppo per integrare gli obiettivi ambientali e sociali nel proprio modello di business.

Alla pubblicazione del report Eni ha affiancato un momento di confronto con gli stakeholder, organizzato l’8 giugno al Gazometro di Roma Ostiense. L’incontro, su invito, ha riunito rappresentanti di istituzioni, associazioni, imprese, sindacati, mondo finanziario, università, organizzazioni non governative e realtà già coinvolte in iniziative promosse dall’azienda, come Open-es e Joule. L’obiettivo: allargare la consapevolezza sulle sfide della sostenibilità e sul percorso di trasformazione energetica e tecnologica intrapreso dal gruppo.

Il report si sviluppa lungo cinque direttrici: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. Una struttura che restituisce l’immagine di una transizione intesa non come processo lineare, ma come equilibrio tra sicurezza energetica, decarbonizzazione, competitività industriale e impatto sui territori.

 “Eni affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore. Il nostro modello aziendale mette al centro le persone, tutela la sicurezza di tutti coloro che lavorano in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui operiamo e a una sempre maggiore protezione dell’ambiente. Tutto ciò ci consente di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto e di proseguire con coerenza nel nostro percorso di trasformazione”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi.

Tra i dati più significativi del 2025 emerge la riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream: -31% rispetto al 2024 e -68% rispetto alla baseline 2018. Il risultato si inserisce nel percorso verso l’azzeramento delle emissioni nette Scope 1 e 2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intera Eni entro il 2035. A contribuire alla riduzione sono stati anche il controllo delle emissioni di metano e il raggiungimento del target di zero routine flaring nelle attività operate.

La trasformazione del gruppo passa anche dai business legati alla transizione. Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, con una crescita del 41% rispetto all’anno precedente, e ha avviato in Texas il suo più grande impianto di stoccaggio a batterie, da 200 MW. Enilive, invece, prosegue l’espansione nella bioraffinazione, con una capacità attuale di 1,65 milioni di tonnellate l’anno e l’obiettivo di arrivare a 5 milioni entro il 2030 per la produzione di biocarburanti HVO e SAF.

Nel 2025 Eni ha inoltre costituito, in joint venture con il fondo di private equity GIP, una società satellite dedicata alla Carbon Capture & Storage, pensata per valorizzare i progetti di cattura e stoccaggio della CO₂. È un tassello del cosiddetto modello satellitare, attraverso cui Eni punta a far crescere singoli business con risorse dedicate, partner strategici e maggiore capacità di attrarre capitali.

La tecnologia resta una delle leve principali della strategia. Nel 2025 il gruppo ha destinato oltre 460 milioni di euro a ricerca e sviluppo, open innovation, soluzioni digitali avanzate e tecnologie di frontiera. Tra gli ambiti di maggiore attenzione figurano la fusione a confinamento magnetico, il supercalcolo, le tecnologie per la bioraffinazione, il riciclo chimico delle plastiche e le soluzioni per la cattura e lo stoccaggio della CO₂.

Ma la “Just Transition” descritta nel report non riguarda soltanto energia e industria. Ampio spazio è dedicato alle persone, alla sicurezza, ai diritti umani e alle comunità. Eni segnala il primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Sul fronte della formazione, il report indica oltre 1 milione di ore erogate, con una media di 33,5 ore per persona.

Nel corso dell’anno l’azienda ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi in cui opera. Gli interventi riguardano accesso all’energia, acqua, salute, educazione, diversificazione economica e tutela del territorio, spesso attraverso partnership con istituzioni, ONG, organizzazioni internazionali e comunità locali.

Proprio il tema delle alleanze è stato al centro dell’evento romano. Il programma ha previsto interventi dei vertici Eni sui risultati 2025 e sulla sostenibilità, un contributo istituzionale del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, e tavole rotonde dedicate alla Just Transition in Italia, alle soluzioni per l’acqua e alle partnership per lo sviluppo locale. Tra i relatori anche rappresentanti di Legambiente, MIMIT, Banca d’Italia, Politecnico di Milano, MAECI, AICS e Medici con l’Africa CUAMM.

Il quadro che emerge da “Eni for 2025” è quello di una sostenibilità sempre più integrata nella strategia industriale: riduzione delle emissioni, crescita delle rinnovabili, sviluppo dei biocarburanti, investimenti in innovazione, attenzione alle risorse naturali e coinvolgimento della filiera. Una transizione che Eni presenta come pragmatica e multilivello, costruita su tecnologie, partnership e investimenti, ma anche sulla capacità di generare valore condiviso nei territori in cui opera.

L'articolo Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025 proviene da Affaritaliani.it.

Ottant’anni e non sentirli: la Vespa che ha asfaltato le mode

10 June 2026 at 09:00

Da simbolo della rinascita italiana a icona globale del design: la Vespa compie 80 anni e continua a conquistare le strade del mondo.

Dalla ricostruzione del dopoguerra a regina delle città

C’è chi a ottant’anni colleziona ricordi e chi, invece, continua a macinare chilometri. La Vespa appartiene decisamente alla seconda categoria. Nata nel 1946, in un’Europa che cercava di rialzarsi dalle macerie della guerra, la due ruote italiana è diventata molto più di un semplice mezzo di trasporto: un simbolo di libertà, stile e innovazione riconosciuto in ogni angolo del pianeta.

In un’epoca in cui l’automobile era ancora un lusso per pochi, la Vespa rappresentò una rivoluzione silenziosa. Agile, economica e dal design immediatamente riconoscibile, contribuì a cambiare il modo di muoversi degli italiani e accompagnò la trasformazione sociale ed economica del Paese. Da Roma a Milano, passando per le piazze delle città di provincia, divenne presto protagonista della quotidianità e dell’immaginario collettivo.

Icona che continua a correre

Ottant’anni dopo il suo debutto, la Vespa non mostra alcuna intenzione di rallentare. Oltre 19 milioni di esemplari prodotti e diffusi nei cinque continenti raccontano una storia industriale senza paragoni. Ancora più significativo è il dato degli ultimi dieci anni: più di due milioni di mezzi realizzati, a conferma di una vitalità commerciale che molti marchi possono soltanto invidiare.

Il segreto del successo? La capacità di restare fedele a se stessa pur evolvendosi. Design elegante, tecnologia sempre aggiornata e un’identità inconfondibile hanno trasformato la Vespa in un brand globale, amato da generazioni diverse e da culture lontanissime tra loro.

La vespa, l’unica influencer nata prima dei social

Mentre marchi e prodotti combattono ogni giorno per conquistare visibilità sui social network, la Vespa può vantare un primato curioso: essere diventata un fenomeno mondiale quando internet non esisteva nemmeno. Ha attraversato decenni, mode e rivoluzioni tecnologiche senza perdere fascino, confermandosi uno dei simboli più forti del Made in Italy.

A ottant’anni dalla sua nascita, continua a rappresentare un pezzo di storia italiana che non vive nei musei, ma sulle strade. E se il tempo passa per tutti, per la Vespa sembra valere un’eccezione: più che invecchiare, si limita ad aggiungere stile al proprio curriculum.

Una grande festa in suo onore

Sarà la voce di Ditonellapiaga ad aprire ufficialmente le celebrazioni per gli 80 anni di Vespa, in programma a Roma dal 25 al 28 giugno nell’ambito di “Vespa Roma 2026 – 80 Years of an Icon”, il grande evento internazionale dedicato allo scooter più celebre del mondo. La cantautrice romana salirà sul palco del Vespa Village, allestito all’interno del Foro Italico, nella serata inaugurale di giovedì 25 giugno. A partire dalle 21, l’artista proporrà uno showcase speciale di quattro brani, dando il via al programma musicale organizzato in collaborazione con Radio Deejay.

Reduce dal successo ottenuto al Festival di Sanremo 2026, Ditonellapiaga rappresenta una delle personalità più originali e riconoscibili della nuova musica italiana. Il suo stile, che fonde pop, elettronica e cantautorato, ha conquistato pubblico e critica, consolidando il suo ruolo di protagonista della scena musicale contemporanea.

La scelta dell’artista assume un significato particolare anche per il forte legame con la Capitale. Nata e cresciuta a Roma, Margherita Carducci – questo il suo vero nome – ha spesso raccontato attraverso la propria musica atmosfere, suggestioni e contraddizioni della città che l’ha vista crescere artisticamente. Dopo la sua esibizione, la serata proseguirà con il dj set di Molella, che accompagnerà il pubblico fino alla chiusura della prima giornata di festeggiamenti.

L’appuntamento romano si annuncia come il più grande raduno internazionale mai organizzato nella storia di Vespa, una celebrazione che unirà generazioni diverse sotto il segno di un’icona capace, dopo otto decenni, di continuare a parlare al presente

Ottant’anni e non sentirli: la Vespa che ha asfaltato le mode
Ottant’anni e non sentirli: la Vespa che ha asfaltato le mode
Ottant’anni e non sentirli: la Vespa che ha asfaltato le mode

L'articolo Ottant’anni e non sentirli: la Vespa che ha asfaltato le mode proviene da Affaritaliani.it.

Credito più difficile, Pmi a caccia di nuove fonti di finanziamento

10 June 2026 at 06:30

La stretta creditizia non è più una sensazione: per le piccole e medie imprese romane è diventata una condizione strutturale. Le banche, spinte da requisiti patrimoniali più severi e da un approccio al rischio molto più prudente, stanno applicando criteri di selezione sempre più rigidi. Il risultato è un rallentamento nell’erogazione dei prestiti e un aumento dei tassi che pesa soprattutto sulle aziende con margini ridotti o cicli di cassa irregolari.

In questo scenario, le Pmi della Capitale stanno accelerando la ricerca di fonti alternative di finanziamento, aprendo un mercato che fino a pochi anni fa era considerato di nicchia. I minibond, ad esempio, stanno vivendo una seconda giovinezza: strumenti snelli, pensati per imprese solide ma non abbastanza grandi da accedere ai canali obbligazionari tradizionali. A Roma, diversi operatori specializzati segnalano un aumento delle emissioni, soprattutto nei settori servizi, costruzioni e tecnologie applicate al turismo.

Private debt, una soluzione che piace alle aziende ambiziose

Accanto ai minibond cresce il ricorso al private debt, con fondi che offrono capitali a medio termine in cambio di rendimenti più elevati e covenants più flessibili rispetto al sistema bancario. Una soluzione che piace alle aziende con piani di crescita ambiziosi, ma che richiede governance trasparente e capacità di dialogo con investitori professionali.

Poi c’è il capitolo crowdfunding, ormai maturo anche in Italia. Le piattaforme di equity e lending stanno diventando una valvola di sfogo per startup e microimprese che cercano capitali senza passare per gli istituti di credito. Nel Lazio, il numero di campagne è cresciuto a doppia cifra nell’ultimo anno, con particolare dinamismo nei settori food, cultura, green tech e servizi digitali.

Il ruolo sempre più centrale della finanza agevolata

Un ruolo sempre più rilevante lo gioca anche la finanza agevolata, tra bandi regionali, fondi europei e strumenti di garanzia pubblica. Le imprese romane stanno imparando a muoversi in un ecosistema complesso ma ricco di opportunità, spesso con il supporto di consulenti specializzati. La Regione Lazio, dal canto suo, sta spingendo su innovazione, transizione energetica e digitalizzazione, tre assi che attraggono sia contributi a fondo perduto sia finanziamenti a tasso agevolato.

Le startup e le imprese innovative rappresentano un capitolo a parte. Per loro, la difficoltà di ottenere credito bancario non è una novità. Ma oggi, rispetto al passato, possono contare su un ecosistema più maturo: fondi di venture capital, business angel, acceleratori e investitori privati che guardano con crescente attenzione alla scena romana, soprattutto nei settori AI, biotech, cybersecurity e mobilità sostenibile.

Le imprese non possono considerare il credito bancario l’unica soluzione

Il quadro generale è chiaro: la Capitale sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda. Le Pmi non rinunciano al credito bancario, ma non possono più considerarlo l’unica strada. La diversificazione delle fonti finanziarie non è più una scelta strategica: è una necessità per sopravvivere in un mercato competitivo, volatile e sempre più selettivo. E la caccia ai capitali alternativi è appena iniziata.

L'articolo Credito più difficile, Pmi a caccia di nuove fonti di finanziamento proviene da Affaritaliani.it.

Dal mondo dello spettacolo alla difesa della natura: Andrea Candeo riceve il Diploma Segni di Pace

10 June 2026 at 06:00

Andrea Candeo entra tra i protagonisti dell’edizione 2026 del Premio Segni di Pace, il riconoscimento europeo promosso dalla Cattedra della Pace di Assisi e destinato a personalità che si distinguono per il loro contributo alla diffusione di valori quali la solidarietà, la responsabilità sociale e la tutela del bene comune.

La cerimonia si è svolta a Palazzo Valentini, a Roma, dove l’attore, modello e agronomo ha ricevuto il Diploma Onorifico Segni di Pace per il suo impegno nella sensibilizzazione ambientale e nella difesa degli animali, temi che da anni caratterizzano il suo percorso professionale e sociale.

Il riconoscimento arriva dopo un periodo di intensa attività pubblica per Candeo, già vincitore del concorso “Il più bello d’Italia 2024” e testimonial di diverse campagne promosse dall’associazione nazionale no-profit “Rispetto per tutti gli animali”, attraverso le quali ha sostenuto iniziative dedicate alla tutela della biodiversità e al rispetto di ogni forma di vita.

Dal mondo dello spettacolo alla difesa della natura: Andrea Candeo riceve il Diploma Segni di Pace
Andrea Candeo con il Diploma Onorifico Segni di Pace promosso dalla Cattedra della Pace di Assisi

Le motivazioni del premio europeo Segni di Pace

Secondo le motivazioni del premio, Andrea Candeo si è distinto per la capacità di utilizzare la comunicazione come strumento di educazione e sensibilizzazione, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni nella costruzione di una cultura fondata sul rispetto della natura e della convivenza civile.

Nel suo intervento durante la cerimonia, il premiato ha voluto sottolineare il legame profondo tra pace, ambiente e responsabilità individuale.

«Siamo abituati a pensare alla pace come a qualcosa di lontano, quasi astratto. Io credo invece che si costruisca ogni giorno attraverso i nostri comportamenti. La tutela degli animali, il rispetto dell’ambiente e la cura della Terra sono gesti concreti che ci aiutano a creare una società più giusta e più umana», ha dichiarato.

Per Candeo, infatti, la pace non coincide soltanto con l’assenza di conflitti, ma rappresenta una forma di partecipazione attiva e di attenzione verso il mondo che ci circonda.

«La pace non è soltanto assenza di conflitto, ma anche partecipazione, rispetto e consapevolezza. Ogni gesto rivolto alla tutela dell’ambiente e delle creature che lo abitano rappresenta un passo verso una società più umana».

L'articolo Dal mondo dello spettacolo alla difesa della natura: Andrea Candeo riceve il Diploma Segni di Pace proviene da Affaritaliani.it.

Ponte sullo Stretto, colpo di scena: la Procura di Roma indaga per corruzione

9 June 2026 at 12:30

Ponte sullo Stretto, fari sull’approvazione del progetto definitivo

La Procura di Roma ha delegato il Ros dei Carabinieri all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico di tre persone.

Nel dettaglio, si tratta di un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria già Consigliere di amministrazione della società ”Stretto di Messina Spa’‘, un imprenditore 65enne reggino, residente a Roma e un 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio 2026) indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

Le indagini, come si spiega in una nota della procura di Roma, hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica ”Ponte sullo Stretto di Messina”. 

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE NEWS

L'articolo Ponte sullo Stretto, colpo di scena: la Procura di Roma indaga per corruzione proviene da Affaritaliani.it.

Lo stadio dei sogni prende forma mentre l’AS Roma interroga i tifosi

9 June 2026 at 11:47

Parte una maxi consultazione tra sostenitori giallorossi e abbonati: il club vuole raccogliere idee, esigenze e aspettative sul futuro stadio di Pietralata.

Il nuovo stadio della Roma passa anche dalla voce dei tifosi

Il futuro stadio della Roma non sarà soltanto una questione di cemento, tribune e infrastrutture. Prima ancora che sorgano gradinate e sky box, il club giallorosso ha deciso di ascoltare chi quello stadio dovrà viverlo ogni settimana: i tifosi. Nelle prossime ore migliaia di sostenitori riceveranno infatti una mail contenente un questionario dettagliato dedicato al progetto dell’impianto di Pietralata.

L’iniziativa coinvolgerà non solo gli oltre 40 mila abbonati dell’Olimpico, ma anche chi ha acquistato almeno un biglietto negli ultimi anni o ha manifestato interesse verso le comunicazioni ufficiali della società. Un bacino enorme, che conferma la volontà della proprietà di costruire un impianto sempre più vicino alle esigenze della propria comunità.

Accessi, servizi e posti premium: cosa chiede il club

La consultazione affronterà numerosi aspetti legati all’esperienza stadio. Dalle modalità di ingresso alla disposizione dei settori, passando per servizi aggiuntivi, fasce di prezzo, comfort e nuove aree dedicate all’intrattenimento. Tra i temi più interessanti figurano anche le esperienze premium, come le lounge panoramiche e gli spazi esclusivi pensati per chi cerca una fruizione diversa della partita.

Nel questionario compariranno inoltre alcune immagini illustrative del futuro impianto. Si tratta però di rappresentazioni preliminari, senza alcun valore progettuale definitivo, utilizzate esclusivamente per aiutare i tifosi a comprendere meglio le possibili soluzioni allo studio.

Che ne dite di un abbonamento a vita?

Tra le domande destinate a suscitare maggiore curiosità spicca quella relativa a una formula di abbonamento di lunghissima durata, fino a trent’anni. Un’idea che, se sviluppata, potrebbe trasformarsi in una sorta di tessera permanente per i sostenitori più fedeli.

La survey, completamente anonima e priva di finalità commerciali immediate, richiederà un tempo di compilazione compreso tra dieci e venti minuti. I partecipanti potranno inoltre candidarsi per successivi focus group previsti nelle prossime settimane, durante i quali alcuni temi emersi saranno approfonditi direttamente con i rappresentanti della tifoseria.

Mentre l’iter amministrativo dello stadio di Pietralata continua il proprio percorso nelle sedi istituzionali, la Roma prova così a costruire un altro tassello fondamentale del progetto: il consenso e la partecipazione di chi, un giorno, riempirà quelle tribune. Perché uno stadio moderno non si misura soltanto in posti a sedere, ma anche nella capacità di trasformare i tifosi da semplici spettatori a protagonisti del cambiamento.

L'articolo Lo stadio dei sogni prende forma mentre l’AS Roma interroga i tifosi proviene da Affaritaliani.it.

Os antigos romanos eram obcecados por uma planta. Era mais valiosa do que o ouro

By: ZAP
8 June 2026 at 23:30
Uma planta que desempenhou um papel importante na medicina e na vida quotidiana da Antiguidade desapareceu há séculos, deixando várias dúvidas aos cientistas. O silphium de Cirene, ou silphion, era uma planta líbia famosa pelo seu uso em contraceção, medicina e comércio. O seu desaparecimento continua a ser um mistério histórico, e os cientistas continuam à procura de possíveis descendentes sobreviventes. Diz-se que o líder romano Júlio César mantinha uma reserva desta planta no tesouro. O escritor Plínio, o Velho, afirmou que o imperador romano Nero possuía o último exemplar conhecido da planta. Alguns investigadores sugerem ainda que a procura excessiva,

Violenze sulla Flotilla: il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir indagato dalla procura di Roma per sequestro e tortura

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir per le violenze nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla a fine maggio. Il titolare del ministero di Gerusalemme che controlla la polizia e la penitenziaria, ma anche responsabile di aver schernito gli attivisti della Flotilla in arresto al porto di Ashdod, dopo l’abbordaggio in acque internazionali, e di aver colpito una donna al volto, immortalato da un video.

La procura di Roma ha iscritto Ben-Gvir per il reato di sequestro di persona e tortura, le ipotesi su cui si è mossi gli accertamenti dei pm Stefano Opilio e Lucia Lotti, coordinati da Francesco Lo Voi. È il primo indagato nel procedimento aperto dopo i fatti del 29-30 aprile e del 18-19 maggio di quest’anno, i due abbordaggi in acque internazionali lanciati dalla marina israeliana contro le barche della Flotilla a ovest di Creta a sud di Cipro, e sui maltrattamenti documentati successivamente, quando gli oltre 430 attivisti della missione politica e umanitaria per Gaza sono stati detenuti prima su due navi prigione al largo, poi in un hangar militare del porto di Ashdod, gestito dai militari dell’Idf insieme alla polizia di Ben-Gvir, e poi ancora nel carcere di Ketziot prima dell’espulsione da Israele il 21 maggio.

Con ogni probabilità Ben-Gvir non sarà l’unico iscritto. Sono ancora al vaglio le responsabilità di altre figure dell’establishment politico e militare israeliano. Ci sono altri otti dei nove nomi comunicati alla procura dalla fondazione Hind Rajab, che apre casi giudiziari in vari Paesi del mondo contro singoli israeliani che ritiene responsabili di crimini di guerra contro i palestinesi. Ci sono almeno altre sei figure, già rivelate da Haaretz, tra il direttore (passato e presente) del carcere di Ketztiot al comandante il comandante dell’unità Nachson, che ha operato i sequestri in mare.

Il quadro delle iscrizioni degli indagati sarà completato solo dopo che in procura arriveranno, tra martedì e mercoleì, i verbali delle deposizioni raccolte dai carabinieri, incluse quelle dell’inviato del Fatto Alessandro Mantovani e del parlamentare M5S Dario Carotenuto, e le testimonianze dirette degli attivisti raccolte dai legali della Flotilla.

L'articolo Violenze sulla Flotilla: il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir indagato dalla procura di Roma per sequestro e tortura proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’amore infinito tra Roma e Alberto Sordi

8 June 2026 at 18:10
L’amore infinito tra Roma e Alberto Sordi
alberto sordi e anna longhi la buzzicona

Il mito del cinema torna tra la gente, nella sua città

E’ stato svelato il prototipo della statua per Alberto Sordi realizzata da Fonderia Domus del 1963 e sarà visibile ai visitatori di Villa de Sanctis dal 15 Giugno, quando ci sarà l’inaugurazione nel parco del Municipio V, davanti alla casa della cultura Silvio Di Francia proprio nel giorno in cui Albertone avrebbe compiuto 106 anni, per restituire Alberto Sordi al suo ambiente più autentico, cioè tra la gente, nei luoghi più popolari e genuini, di cui Sordi ha sempre incarnato lo spirito più vero.

Sul mercato immobiliare le sue dimore

Nel frattempo è stata messa in vendita la dependance della villa estiva del grande attore, 160 mq e a due passi dal mare, a 600.000 Euro.Si trova a Vindicio, un tempo luogo di ritrovo di attori e registi in cerca di relax e tranquillità. Stesso destino per la villa estiva di Sordi, a Castigliocello, nella Maremma Livornese, in vendita per 6 milioni di euro, 900 mq, con due dependance, piscina di acqua salata, che lui chiamava la villa delle vacanze meravigliose, che, nell’Ottocento apparteneva al pittore Vittorio Corcos e che Sordi acquistò nel 1962. Un vero paradiso terrestre dove Alberto Sordi, che ospitava qui Mastroianni e Trapani, solo per citare alcuni illustri personaggi del mondo del cinema, passava parte delle sue vacanze dal 1962 al 1997 e che apparve anche nel famosissimo film “Il Sorpasso”.

Uno dei suoi rifugi tra arte e silenzio

Sordi non era un grande amante della mondanità e preferiva passare le sue vacanze immerso nella quiete e nella privacy di questo luogo magico. Il pittore Corcos, antico proprietario di questa meraviglia, noto per i suoi ritratti realistici, qui lasciò anche diversi suoi quadri. Il proprietario attuale, che acquistò la villa da Sordi nel 1996, ha ristrutturato la proprietà con un occhio di riguardo alla conservazione di ogni affresco, mobile d’epoca e statua. Anche lo studio di Sordi è rimasto intatto.

L'articolo L’amore infinito tra Roma e Alberto Sordi proviene da Affaritaliani.it.

Tim Summer Hits 2026 torna con Carlo Conti e Andrea Delogu per lanciare la musica dell’estate: ecco le date

8 June 2026 at 16:39

Carlo Conti e Andrea Delogu per il terzo anno consecutivo tornano al timone di Tim Summer Hits che apre l’estate 2026 a Roma. Quattro serate-evento nel cuore della Capitale: sul palco di Piazza del Popolo si alterneranno le star della musica per cantare insieme al pubblico i loro successi del momento, dando vita a performance live.

Gli appuntamenti sono fissati per domenica 21, lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 giugno. Una delle piazze di Roma tra le più conosciute al mondo si trasformerà così nel più grande palcoscenico a cielo aperto di questa stagione, accogliendo i gli artisti e le artiste delle classifiche, le icone pop con le canzoni che si candidano a diventare tormentoni dell’estate.

Le serate (ad ingresso gratuito) saranno registrate e trasmesse prossimamente in prima serata su Rai1, in contemporanea su Rai Radio2 e disponibili anche su RaiPlay.

L'articolo Tim Summer Hits 2026 torna con Carlo Conti e Andrea Delogu per lanciare la musica dell’estate: ecco le date proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Qui con 1.480 euro non riesco più a vivere”. Carovita, salari bassi e nessun aiuto familiare: continua l’esodo dei docenti dalle grandi città | I nuovi dati

8 June 2026 at 07:05

“La Gran Milano non me la posso permettere. Mi dispiace lasciare questa città ma qui con 1.480 euro non riesco più a vivere. Non mi vergogno a dirvi che spesso il cinque del mese, il mio stipendio è già prosciugato. Torno a Battipaglia dove vive la mia famiglia”. Mariangela Bukne, 52 anni, tarantina di nascita ma nomade per lavoro, è una dei 46.826 docenti che hanno ottenuto la mobilità, ovvero che a settembre si trasferiranno in un’altra scuola. Di questi poco più di 11mila hanno chiesto di andare in un’altra provincia, spesso dal Nord al Sud. Il fenomeno si registra ogni anno. È una vera e propria emorragia che colpisce soprattutto le scuole Settentrionali, mettendo in crisi la cosiddetta continuità didattica. In parole povere: chi vive in Campania, Sicilia, Calabria spesso diventa di ruolo a Milano, a Torino, Venezia o Bologna (e zone limitrofe), ma dopo il triennio obbligatorio in quella sede, lascia baracca e burattini perché con uno stipendio netto intorno ai 1.480 euro al mese non ce la fa a sostenere le spese di affitto ma non solo.

I numeri dell’esodo

La vita di queste persone si limita obtorto collo al tragitto casa-scuola-casa. Nulla di più. Diventa proibitivo andare a cena fuori, fare un viaggio, andare al cinema. L’esercito dei maestri e dei professori scappa dalle grandi città del Nord per tornare a casa così da avere il sostegno del welfare famigliare. A parlare sono i dati raccolti dalla Flc Cgil. Sia pur con numeri maggiori per la primaria e la secondaria di secondo grado, ma in percentuale il numero dei docenti che si spostano di provincia si attesta intorno al 20%. Quest’anno nella scuola dell’infanzia ci sono stati 1.444 movimenti verso un’altra provincia su un totale di 6.918 domande. Le province che hanno “ceduto” più docenti sono state Roma (153 movimenti), Milano (140), Firenze (62), Torino (53), Catania (43). Passando alla primaria i trasferimenti territoriali e professionali tra province diverse sono stati 3.358 su 16.363 richieste. Nel dettaglio ci sono in uscita 493 docenti dalla provincia di Roma, 334 da Milano (di cui 101 trasferiti in Sicilia), 110 da Firenze, 108 da Torino, 93 da Modena.

Anche la scuola secondaria di primo grado ha la sua porzione di trasferimenti interprovinciali: sono 2.795 su 13.579 richieste. In questo caso il primato dei docenti in uscita lo conquista Milano (231), Roma è al secondo posto (134), seguono Bergamo (89), Varese (85) e Monza-Brianza (82). Infine, la secondaria di secondo grado che ha il volume più alto di movimenti in assoluto e anche di movimenti interprovinciali. Il primato se lo contendono Roma e Milano che registrano entrambe 238 docenti in uscita, segue Napoli con 116 docenti e ancora un parimerito tra Varese e Torino con 108 docenti in uscita. Entrando nei dettagli sono i grafici forniti al nostro giornale dalla Uil Scuola a far comprendere la questione ancor più in profondità. Nel capoluogo milanese sono quasi 5.500 i docenti che hanno presentato domanda per lasciare Milano e la sua provincia e trasferirsi in altre regioni italiane. Poco meno di mille hanno ottenuto esito positivo: ad andarsene saranno 334 maestri della primaria, 140 dell’infanzia, 231 delle mede e 238 delle superiori. Non cambia la musica nella capitale dove a far le valige sono 1.018 insegnanti: 493 della primaria, 153 dell’infanzia, 134 della secondaria di primo grado e 238 di quella di secondo grado.

Le proposte dei sindacati

Ad analizzare questi dati è il segretario nazionale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile: “Quando migliaia di insegnanti chiedono di lasciare le grandi città emerge una questione che merita attenzione – ha spiegato a ilfattoquotidiano.it – il rapporto tra retribuzioni e costo della vita. Un docente a inizio carriera percepisce mediamente circa 1.480 euro netti al mese e nelle grandi aree metropolitane una quota rilevante di questo reddito viene assorbita da affitti, trasporti e spese quotidiane. I dati della mobilità evidenziano che, accanto alle esigenze di ricongiungimento familiare, nella scelta di trasferirsi, cresce il peso delle condizioni economiche. È un tema che riguarda non solo Milano ma interessa, con intensità diverse, anche altre grandi città del Paese. Le risorse stanziate negli ultimi contratti producono un beneficio netto in busta paga solo se si interviene sulla tassazione. Oggi gli aumenti contrattuali sono tassati a volte anche al 35%. Un primo segnale, per il settore privato, è arrivato con la legge di bilancio 2026: è necessario estendere la detassazione anche alle retribuzioni del personale della scuola statale. Si tratta di una misura “non più procrastinabile che richiede un intervento politico”. Il numero uno della Uil Scuola conosce bene lo stato dell’arte del fenomeno.

D’Aprile ha anche una proposta chiara, necessaria: “Accanto agli interventi sulle retribuzioni, è necessario sviluppare strumenti di welfare contrattuale che aiutino concretamente il personale della scuola ad affrontare i costi legati all’abitare, alla mobilità, alla genitorialità e alla formazione. Soprattutto nelle grandi aree urbane, investire nel welfare può rappresentare un supporto importante per migliorare la qualità della vita e del lavoro del personale della scuola”. Anche Vito Castellana, coordinatore nazionale Gilda Scuola punta il dito contro il Governo: “I docenti tendono a trasferirsi dove c’è la famiglia di origine che fa da ammortizzatore sociale. Nella Scuola a parità di titolo di studio si guadagna 30-40% in meno degli altri dipendenti della pubblica amministrazione”. Secondo il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani tra i settori più colpiti da questa fuga dalle cattedre c’è quello del sostegno: “La mancanza di stabilità didattica penalizza duramente gli alunni e le loro famiglie, che avrebbero diritto a figure competenti e presenti in modo continuativo. Ogni cattedra non coperta stabilmente rappresenta una possibile lesione del diritto all’inclusione e un arretramento rispetto agli obblighi costituzionali e internazionali in materia di tutela delle persone con disabilità”, spiegano.

Le storie e il disagio

“Dal 2020 sono entrata in ruolo a Milano dopo una vita trascorsa in un’azienda lasciata dopo la morte di mio marito – spiega Mariangela Bukne a ilfattoquotidiano.it –. I primi tempi sono arrivata a Novate Milanese dove insegno senza figli andando ad abitare in una camera che affittavano le suore per 420 euro. Avevo il bagno privato ma la cucina in comune con molte colleghe. Poi mi son giocata tutto facendo venire i miei figli qui per frequentare l’università. Abitare a Milano o nell’hinterland con uno stipendio come il nostro non è vita – ha aggiunto – Gli affitti di un monolocale sono attorno ai 600-700 euro. Qui se ho bisogno di una visita medica devo pensarci ben due volte. Da anni non viaggio. Le mie vacanze sono a Battipaglia, dalla mia famiglia perché non posso permettermi altro. A Milano nel momento in cui vai in un supermercato ti accorgi che il tuo stipendio non vale nulla. Non potevo più stare in questo luogo…”.

Lo sa bene Federico Blanco, docente di scuola secondaria di secondo grado prossimo ai 50 anni che ha richiesto e ottenuto la mobilità. Originario di Catania, vive e lavora in provincia di Cuneo da nove anni. “Mi sono trasferito al Nord, a Savigliano, per la quasi impossibilità di trovare – racconta – una posizione stabile in Sicilia. Anche la mia compagna mi ha seguito e entrambi abbiamo ottenuto il ruolo. In quest’ultimi anni l’aumento esponenziale del costo di affitti e case a Savigliano ha reso la situazione economica difficile. L’affitto per un piccolo appartamento (camera da letto e servizio) supera i 600 euro mensili, escluse le bollette, a fronte di uno stipendio da docente di circa 1600 euro. Ad incidere sono anche le spese di riscaldamento. Se poi hai i genitori al Sud devi calcolare che almeno due-tre volte l’anno devi scendere…”. Blanco ha la valigia pronta ma la sua compagna dovrà restare in Piemonte perché non ha ottenuto la mobilità: “Speriamo in un’assegnazione provvisoria per il ricongiungimento in Sicilia ma è un “salto nel buio”.

L'articolo “Qui con 1.480 euro non riesco più a vivere”. Carovita, salari bassi e nessun aiuto familiare: continua l’esodo dei docenti dalle grandi città | I nuovi dati proviene da Il Fatto Quotidiano.

Lazio, il biotech è il nuovo motore miliardario della Regione

8 June 2026 at 07:03

Quando si parla di economia del Lazio, il pensiero corre quasi sempre al turismo, alla pubblica amministrazione o ai servizi. Eppure esiste un comparto che negli ultimi anni è diventato uno dei principali motori industriali della regione e che oggi rappresenta una delle eccellenze italiane nel mondo: quello della farmaceutica e delle biotecnologie.

Poco conosciuto al grande pubblico, il settore biotech-farmaceutico laziale sta vivendo una fase di crescita che lo colloca tra i più dinamici d’Europa. Tra Roma, Latina, Frosinone e Pomezia si concentra infatti uno dei più importanti poli italiani della ricerca, della produzione farmaceutica e delle scienze della vita, con la presenza di grandi gruppi multinazionali e di un numero crescente di imprese innovative.

La farmaceutica attrae investimenti nazionali e internazionali

I numeri raccontano una realtà spesso sottovalutata. La farmaceutica rappresenta una delle principali voci dell’export regionale e continua ad attrarre investimenti nazionali e internazionali. Stabilimenti produttivi ad alta tecnologia, laboratori di ricerca e centri di sviluppo impiegano migliaia di lavoratori altamente qualificati, tra ricercatori, biologi, chimici, farmacisti, ingegneri e tecnici specializzati.

A fare la differenza è soprattutto l’ecosistema che si è sviluppato negli anni attorno alle università e ai centri di ricerca del territorio. Roma ospita alcune delle principali istituzioni scientifiche italiane, dalla Sapienza a Tor Vergata fino ai numerosi istituti pubblici e privati impegnati nella ricerca medica e biotecnologica. Un patrimonio di competenze che alimenta un flusso continuo di innovazione e trasferimento tecnologico.

Il Lazio parte da una posizione di vantaggio

Le prospettive di crescita appaiono particolarmente interessanti in un momento storico in cui la domanda globale di farmaci innovativi, terapie avanzate, medicina personalizzata e applicazioni dell’intelligenza artificiale alla salute è in costante aumento. Le biotecnologie stanno rivoluzionando il modo di prevenire, diagnosticare e curare le malattie, aprendo nuovi mercati e creando opportunità economiche sempre più rilevanti.

Il Lazio parte da una posizione di vantaggio. La presenza di grandi aziende farmaceutiche internazionali ha contribuito a costruire una filiera industriale che oggi comprende ricerca, produzione, logistica, servizi specialistici e formazione. Un sistema che genera occupazione qualificata e produce valore aggiunto ben superiore alla media di molti altri comparti produttivi.

Non è un caso che numerose startup innovative abbiano scelto proprio Roma e il Lazio per sviluppare progetti legati alla salute digitale, all’intelligenza artificiale applicata alla medicina, alla genomica e alle nuove tecnologie terapeutiche. Un fenomeno che sta attirando l’attenzione degli investitori e dei fondi di venture capital, sempre più interessati alle prospettive offerte dalle scienze della vita.

Rimane aperta la questione della formazione

Le sfide, naturalmente, non mancano. Le imprese chiedono procedure autorizzative più rapide, maggiori investimenti in ricerca e una strategia nazionale capace di sostenere la competitività internazionale del settore. Rimane inoltre aperta la questione della formazione, con una crescente richiesta di figure professionali altamente specializzate che il mercato fatica spesso a reperire.

Eppure il potenziale resta enorme. In un’economia globale sempre più fondata sulla conoscenza, la capacità di produrre innovazione scientifica rappresenta uno dei principali fattori di competitività. Per questo il biotech e la farmaceutica potrebbero diventare uno dei pilastri dello sviluppo economico regionale nel prossimo decennio.

Il Lazio tra le aree più avanzate dell’industria della salute in Europa

Se il turismo continua a rappresentare il volto più visibile dell’economia laziale, laboratori, centri di ricerca e stabilimenti farmaceutici ne stanno diventando sempre più il motore nascosto. Un motore che produce occupazione qualificata, attrae capitali e contribuisce a posizionare il Lazio tra le aree più avanzate dell’industria della salute in Europa.

La sfida ora è trasformare questa eccellenza in un vero brand territoriale, capace di attrarre nuovi investimenti e consolidare il ruolo della regione come una delle capitali italiane delle scienze della vita. Perché il futuro dell’economia non passa soltanto dalle infrastrutture e dal turismo, ma anche dai laboratori dove si studiano le cure e le tecnologie che cambieranno il mondo.

L'articolo Lazio, il biotech è il nuovo motore miliardario della Regione proviene da Affaritaliani.it.

Spiagge chiuse sul litorale di Ostia e Teatro Antico sold out

8 June 2026 at 06:39
Spiagge chiuse sul litorale di Ostia e Teatro Antico sold out

La potenza del mito classico raccontata con linguaggio contemporaneo. Il sodalizio perfetto tra classicità e modernità torna dal 25 giugno al 18 luglio tra gli scavi di Ostia Antica. Dopo il successo delle oltre 11.000 presenze complessive registrate nella prima stagione, la kermesse dell’estate 2026 rimette al centro il Teatro di Roma, protagonista con un affasciante cartellone dal respiro internazionale. Una riprova che l’arte ed il teatro riescono a creare indotto e posti di lavoro e che Ostia non è soltanto polemiche e lidi chiusi.

Se l’apertura estiva del litorale romano rappresenta uno scatto deludente per i cittadini della Città Metropolitana – ancora chiuso, infatti, un terzo degli stabilimenti balneari a causa di sigilli, inagibilità e problemi legati alla burocrazia – il teatro del Parco Archeologico di Ostia Antica registra il sold out, confermandosi una realtà artistica motore di sviluppo culturale e aggregatore di energie creative. Un’opportunità di valorizzare il territorio metropolitano nel più ampio contesto nazionale, con una programmazione che prosegue lungo la linea della ricerca tragica, intesa come strumento vivo per esplorare tutte le diverse sfaccettature umane.

Saranno state le complessità e le sfide del nostro tempo portate in scena nel prezioso calendario – dalla tragedia di Euripide, alla commedia di Aristofane – ad aver suscitato un interesse sempre più crescente da parte di un pubblico alla ricerca di risposte concrete. Il dato è che la prima de Le Baccanti di Euripide con la regia di Theodoros Terzopoulos –  in cartellone il 25 giugno, con replica il 26 – sottolinea il valore del progetto: posti esauriti da giorni, con tariffe per tutte le tasche (tra i 16 ed i 50 euro).

L’incontro tra tradizione e innovazione

Dalla tragedia greca, alla danza d’avanguardia; tradizione ed innovazione della scena contemporanea si incontrano – in questa edizione sottotitolata Il Senso del Passato – grazie alle creazioni di quattro maestri della scena nazionale e internazionale.

Si parte, appunto, con Le Baccanti diretto da Terzopoulos, vera e propria celebratio della radice dionisiaca: il grande maestro greco riporta in scena per la settima volta il testo di Euripide in cui Dioniso è l’archetipo del rifugiato e l’arte del teatro rappresenta un viaggio di esuli con continue trasformazioni. La messa in scena maestosa che spoglia la tragedia euripidea di ogni storicismo, trasformandola in un’esperienza metafisica e in un’urgente riflessione sull’archetipo dello “straniero”.

Si prosegue – nelle serate del 4 e 5 luglio – con la prima nazionale di Lysistrata con l’adattamento e regia di Asterios Peltekis. Si tratta di un’opera profondamente politica ed allo stesso tempo, profondamente umana, incentrata su quel momento in cui una società, stremata dalla sofferenza, cerca urgentemente un nuovo modo di organizzarsi. Non solo sulla guerra e sull’amore, questa dirompente ed attualissima commedia di Aristofane si proietta nello specchio dei conflitti moderni, trasformando lo storico “sciopero del sesso” in un atto di disobbedienza politica contro l’entropia della guerra.

Spiritualità ed estetica – confine tra limiti dell’uomo ed eternità dell’arte – nel Requiem(s) di Angelin Preljocaj dal 10 all’11 luglio. La coreografia di Preljocaj è un’architettura di corpi e bellezza che trasforma la ferita del lutto in inno alla vita. Un’intensa riflessione su memoria e perdita.

La manifestazione si chiude con l’Alcesti di Filippo Dini – 17 e 18 luglio – un invito ad indagare sull’amore, sull’ambiguità di questo sentimento, sul sacrificio, sulla morte, sempre inaccettabile. Per i filosofi, quest’opera rappresenta la prima meditazione sulla morte nella storia dell’Occidente. Vi è una sorta di soglia tra la vita e la morte e quest’opera ne offre una rilettura che scava nelle zone d’ombra del mito per scandagliare le implicazioni umane più profonde.

di Emilio Sturla Furnò

L'articolo Spiagge chiuse sul litorale di Ostia e Teatro Antico sold out proviene da Affaritaliani.it.

GRAN SUCCESSO PER IL FESTIVAL ANDERSEN: STASERA GRAN FINALE CON PAOLO RUFFINI E PAOLO BELLI

7 June 2026 at 17:34
GRAN SUCCESSO PER IL FESTIVAL ANDERSEN: STASERA GRAN FINALE CON PAOLO RUFFINI E PAOLO BELLI

La 29ª edizione del Festival Andersen continua a registrare un’affluenza straordinaria. Ieri sera la Baia del Silenzio si è riempita per lo spettacolo comico del celebre duo Nuzzo e Di Biase, chiudendo in grande stile la terza giornata di una manifestazione che sta coinvolgendo migliaia di spettatori in tutte le location del festival.

Oggi, gran finale con un programma ricco di eventi per tutte le età. La giornata si è aperta con l’Andersen Baby Run, organizzata da Atletica Levante, e con l’incontro con l’atleta olimpionica e testimonial di Latte Tigullio, Sveva Gerevini. Nel pomeriggio, la Sala Agave ha ospitato lo spettacolo “Un mare senza plastica”, prodotto da Iren e dal Teatro dell’Ortica.

La serata culminerà con gli attesissimi ospiti: Paolo Ruffini, in Baia del Silenzio, e lo show musicale di Paolo Belli sul palco della Baia delle Favole.

GRAN SUCCESSO PER IL FESTIVAL ANDERSEN: STASERA GRAN FINALE CON PAOLO RUFFINI E PAOLO BELLI

Organizzato dal Comune di Sestri Levante e sotto la direzione artistica del regista televisivo Duccio Forzano, il Festival Andersen gode del sostegno di Regione Liguria e del patrocinio di Città Metropolitana di Genova e Camera di Commercio di Genova, confermandosi come uno degli eventi culturali più importanti dell’estate italiana.

Il Premio

La 59ª edizione del Premio Andersen – Baia delle Favole, storico concorso internazionale dedicato alla fiaba e alla creatività, da quasi sessant’anni richiama autori, scuole, illustratori e appassionati di scrittura per ragazzi da tutta Italia e dall’estero.

L’edizione 2026 ha registrato numeri record, con centinaia di fiabe arrivate da ogni regione e da diversi Paesi, confermando la vitalità di una manifestazione che continua a promuovere la narrazione, l’immaginazione e i valori universali della letteratura per l’infanzia. La cerimonia ha visto una straordinaria partecipazione di bambini, famiglie e appassionati, trasformando Sestri Levante in un palcoscenico di storie, colori e creatività.

«Ogni anno il Premio Andersen dimostra quanto sia importante coltivare la fantasia e il senso della comunità fin dalla più tenera età – ha dichiarato Maura Caleffi, Assessore alla Cultura del Comune di Sestri Levante – Vedere bambini, famiglie e insegnanti così coinvolti ci ricorda che le fiabe non sono solo racconti, ma strumenti educativi e di crescita. Questa edizione ha superato ogni aspettativa, confermando Sestri Levante come un punto di riferimento nazionale per la letteratura per l’infanzia».

Il prestigioso Trofeo Baia delle Favole è stato assegnato a Elga Rosanna Pappalardo di Vanzaghello (Milano) per la fiaba Sky e le voci del bush, ambientata nella terra di Arnhem, in Australia, capace di intrecciare mito aborigeno, ricerca delle proprie radici e forza evocativa della natura.

GRAN SUCCESSO PER IL FESTIVAL ANDERSEN: STASERA GRAN FINALE CON PAOLO RUFFINI E PAOLO BELLI

Premio Sestri Levante – Letteratura, Arte e Scienze

Durante la cerimonia è stato conferito anche il Premio Sestri Levante – Letteratura, Arte e Scienze a Paola Rodari, figura di riferimento nella comunicazione scientifica italiana e internazionale, per il suo contributo alla divulgazione della scienza, alla progettazione di science centre e laboratori didattici, e alla promozione della cultura scientifica attraverso iniziative, festival e pubblicazioni.

“Oggi festeggiamo le fiabe vincitrici, ma anche il percorso che le ha portate fin qui”, dichiara la Presidente di Giuria del Premio, la scrittrice Nadia Terranova, che prosegue: “Questa cerimonia conclude un viaggio di scrittura e lettura che ha unito autori e giurati in una stessa avventura: il gioco serio e appassionante dell’immaginazione e della narrazione.”

Con la conclusione della 59ª edizione, il Premio Andersen – Baia delle Favole conferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale, continuando a promuovere il valore della narrazione, dell’immaginazione e della creatività come strumenti di crescita, dialogo e conoscenza.

L'articolo GRAN SUCCESSO PER IL FESTIVAL ANDERSEN: STASERA GRAN FINALE CON PAOLO RUFFINI E PAOLO BELLI proviene da Affaritaliani.it.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

7 June 2026 at 16:15

L’importante è l’experience.

Sì, perchè con l’arrivo della bella stagione, Roma riscopre i suoi spazi aperti: terrazze con viste mozzafiato, cortili nascosti e giardini immersi nel verde, che diventano protagonisti di una nuova esperienza gastronomica che unisce convivialità, lifestyle e il piacere di vivere il tempo con calma.

Dalla colazione al tramonto, fino alla cena sotto le stelle, mangiare all’aperto nella Capitale e nei suoi dintorni è ormai uno stile di vita, non solo una scelta stagionale.

Tra nuove aperture, restyling e indirizzi ormai affermati, ristoranti, hotel e format moderni rilanciano le loro proposte open air puntando su identità, design e un forte legame con il territorio.

Che si tratti di rooftop con vedute sulla città, giardini segreti nel centro storico, o dehors immersi nella natura della campagna laziale, gli spazi esterni si confermano tra gli elementi più forti della ristorazione primaverile ed estiva, capaci di attirare sia il pubblico locale che i turisti internazionali.

In questo contesto, una selezione di indirizzi tra Roma e dintorni rappresenta il meglio dell’ospitalità outdoor della stagione.

Sono tanti i luoghi diversi per stile e proposta, uniti dalla volontà di trasformare la ristorazione in un’esperienza immersiva, informale e contemporanea.

Nel cuore di Prati, Antéla presenta il suo Urban Garden, uno spazio all’aperto ampio e raccolto con oltre cento coperti tra patio, area aperitivo e tavoli nel verde. Situato all’interno dell’NH Collection Roma Centro con ingresso indipendente, è un rifugio urbano ideale per pranzi, aperitivi e cene all’aperto.

La cucina, firmata da Natale Giunta, unisce sapori mediterranei, influenze siciliane e internazionali, mentre la drink list, ispirata alla moda, offre cocktail signature e opzioni analcoliche sostenibili, perfette per l’aperitivo in un’atmosfera informale e accogliente.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

Sul litorale di Torvaianica, tra Pomezia e Ardea, 266 La Barraca inaugura la nuova stagione con un’evoluzione che rafforza la propria identità di ristorante di mare a gestione familiare, capace di unire cucina contemporanea e radici personali. La visione intreccia Lazio e Galizia in una narrazione gastronomica coerente e riconoscibile.

Gli spazi mantengono la loro doppia anima tra sala interna e veranda affacciata sul mare e a questo si aggiunge un’area spiaggia riservata con un’esperienza più ampia legata alla dimensione del relax.

La cucina resta centrata sul pescato e su una filosofia che valorizza il prodotto in ogni sua parte, con nuove proposte che affiancano i piatti storici della casa, mentre la carta vini viene ulteriormente ampliata con un focus su etichette del Lazio e della Galizia, in un dialogo costante tra territorio e identità familiare.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

Sul porto di Fiumicino, Follis continua a evolvere il proprio format tra ristorante di mare e cocktail bar contemporaneo, rafforzando una proposta che unisce cucina mediterranea, mixology e dimensione esperienziale. Il locale lavora sul pescato quotidiano con un approccio essenziale ma tecnico, affiancando crudi, piatti di tradizione e preparazioni più contemporanee.


Tavoli affacciati su via della Torre Clementina, offre una atmosfera marittima e ritmi più rilassati, ideali per aperitivi e cene sul porto. Tra le novità della stagione spicca la nuova crostaceria con acquario vivo dedicato ad astici e aragoste selezionati, che gli ospiti possono scegliere direttamente prima della preparazione.

Parallelamente, il cocktail bar rinnova la propria identità con “The Follis Reporter”, drink list ispirata all’immaginario hollywoodiano che trasforma i cocktail in un racconto tra cinema, cultura pop e miscelazione contemporanea.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

A pochi passi dal Vaticano, Nakai si conferma da tre anni uno degli indirizzi più interessanti della scena gastronomica romana, grazie alla visione dello chef Koji Nakai, che intreccia cultura giapponese e tradizione italiana in una cucina personale e in continua evoluzione.

Il ristorante si sviluppa in ambienti raccolti e curati, con un bancone a vista dove lo chef interagisce direttamente con gli ospiti e una sala privata dedicata a percorsi degustazione ed esperienze più riservate. È presente anche uno spazio esterno.


La proposta gastronomica si muove tra crudi, sushi e uramaki creativi, primi piatti di pasta fresca e secondi che reinterpretano ingredienti e tecniche tra Oriente e Mediterraneo, con continui aggiornamenti del menu che ne mantengono la dinamicità.

Accanto alla cucina, una carta vini essenziale e una selezione di sakè pensata per il pairing completano un’esperienza che ha saputo conquistare soprattutto il pubblico romano, posizionando Nakai come un punto di riferimento per una cucina giapponese contemporanea e contaminata.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

Nel verde di Villa Agrippina Gran Meliá, ai piedi del Gianicolo, Terrazza Mirador torna anche quest’anno a occupare un ruolo centrale nell’estate romana, confermandosi per la quinta stagione consecutiva come uno degli indirizzi più riconoscibili della città durante i mesi caldi.

Circondata da vegetazione mediterranea e affacciata sui tetti di Roma, la terrazza costruisce un immaginario sospeso tra atmosfera balearica e contesto urbano, pensato per accompagnare l’intera giornata, dall’aperitivo al dopocena.


L’esperienza si sviluppa in un contesto elegante ma informale, che negli anni ha saputo intercettare non solo gli ospiti dell’hotel ma soprattutto un pubblico romano ormai affezionato.

La proposta gastronomica, firmata dallo chef Koji Nakai, continua a muoversi tra Asia e Mediterraneo con un linguaggio contemporaneo e conviviale: sushi, ceviche, bao, katsusando e piatti dal wok costruiscono una carta pensata per la condivisione e per una fruizione immediata.

A completare il racconto, una mixology orientata al tramonto, tra signature cocktail e grandi classici, che rafforza l’identità della terrazza come spazio esperienziale immerso nel verde della città.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

Terrazza Nainer si conferma uno dei rooftop più riconoscibili del centro storico romano, capace negli ultimi mesi di consolidare una forte identità anche presso un pubblico locale, che lo frequenta con continuità per aperitivo e dopocena. Inserita all’interno di Palazzo Nainer, tra via del Babuino e Piazza del Popolo, la terrazza si sviluppa su più livelli fino al sesto piano, con una vista che abbraccia i tetti della Capitale e Villa Borghese, in un contesto che unisce dimensione panoramica e atmosfera raccolta.


La proposta si articola tra cocktail bar, cucina essenziale e intrattenimento musicale, con un’offerta pensata per accompagnare l’intera fascia serale. La carta food privilegia piatti semplici e condivisibili, mentre la mixology alterna signature stagionali e grandi classici.

Con l’arrivo della bella stagione, i diversi livelli della terrazza tornano a pieno regime, dal quarto piano dedicato anche a eventi privati fino al rooftop panoramico del sesto livello, confermando Terrazza Nainer come uno spazio stabile della socialità romana contemporanea.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

In zona Prati, a pochi passi da Lepanto, CAMPO – eat local love season introduce a Roma un’osteria contemporanea che rilegge la cucina contadina italiana attraverso una sensibilità attuale, attenta alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. Il progetto nasce con l’idea di riportare al centro della tavola piatti di memoria e convivialità, reinterpretati senza forzature ma con un approccio tecnico e misurato.

Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail

Gli spazi riflettono questa impostazione: un ambiente interno essenziale e luminoso e un dehors immerso nel verde, pensato per essere vissuto durante tutto l’anno e che amplia l’esperienza del locale nella bella stagione.

La cucina si muove tra ricette della tradizione italiana e una lettura contemporanea del prodotto, con piatti che valorizzano ortaggi, preparazioni popolari e grandi classici regionali. Il risultato è un’osteria che punta su riconoscibilità e concretezza, sostenuta da una selezione rigorosa di fornitori agricoli e artigianali italiani e da una carta vini costruita su equilibrio e immediatezza.

L'articolo Terrazze, dehors, giardini per godersi la bella stagione tra vini, cucina e cocktail proviene da Affaritaliani.it.

Briciola, una cagnolina tra gli eroi della sconclusionata modernità

7 June 2026 at 15:00

L’ultima sfilata di Briciola, mascotte dei Carabinieri, diventa il simbolo di un legame speciale

Ci sono storie che più di tante altre meritano il diritto di essere raccontate. Storie apparentemente semplici, secondarie, che però riescono a parlare direttamente al cuore delle persone e a ricordarci quei valori che troppo spesso finiamo per dimenticare. La storia di Briciola è una di queste. Mascotte dell’Arma dei Carabinieri è diventata negli anni non solo un simbolo di fedeltà, d’altronde si sa, il cane, almeno così dicono, è il migliore amico dell’uomo, ma anche di dedizione ed estrema tenerezza. Veterana delle celebrazioni del 2 giugno, ha partecipato anche all’ultima parata della Festa della Repubblica, la sua ultima sfilata ufficiale. Finalmente Briciola può godersi la sua meritata pensione. Un momento speciale che ha commosso il pubblico presente e migliaia di persone che hanno seguito l’evento attraverso i mezzi di informazione.

La nostra epoca è dominata troppo spesso dalla celerità, dall’egoismo e dalla superficialità, per questo Briciola rappresenta qualcosa di diverso. Non è un personaggio costruito dalle tecniche di mercato, e nemmeno una celebrità in cerca di visibilità. È semplicemente una cagnolina che, grazie alla sua presenza leale e il suo legame con gli uomini e le donne dell’Arma, è riuscita a conquistare l’affetto di un intero Paese. La sua storia è uno spunto per riflettere sul ruolo fondamentale che gli animali svolgono nella nostra società. Da sempre l’uomo ha beneficiato del loro ausilio, della loro compagnia e di quella straordinaria capacità di instaurare relazioni profonde con gli esseri umani tipica proprio di alcune specie animali. Eppure, troppo spesso, tendiamo a dimenticare quanto siano importanti.

Gli animali, esseri senzienti

Negli ultimi anni la sensibilità collettiva verso il mondo animale è cresciuta notevolmente. Un passaggio storico in questa direzione è stato rappresentato dalla legge fortemente voluta da Michela Vittoria Brambilla, che ha contribuito a rafforzare il riconoscimento degli animali come esseri senzienti, capaci di provare emozioni, dolore, paura e affetto. Un principio che oggi trova sempre maggiore spazio nella coscienza civile e nel dibattito pubblico.

Gli animali svolgono un ruolo cruciale in moltissimi ambiti della vita sociale. Sono al fianco delle forze dell’ordine nelle attività di sicurezza e ricerca, supportano la protezione civile durante le emergenze, assistono persone con disabilità, partecipano a interventi terapeutici e rappresentano spesso un insostituibile sostegno emotivo per milioni di cittadini. La loro presenza migliora la qualità della nostra vita e ci ricorda ogni giorno il valore della fiducia e dell’altruismo. Per questo i video e le immagini di Briciola durante la parata del 2 giugno sono diventati il simbolo di un rapporto speciale.

In quella cagnolina dal passo ormai meno agile ma dallo sguardo ancora fiero, molti hanno riconosciuto qualcosa che appartiene a tutti noi: la dignità del tempo che passa, il valore del servizio prestato e la bellezza di una fedeltà che non chiede nulla in cambio.

In una modernità sconclusionata e distratta, dove gli eroi vengono forgiati per essere dimenticati nel giro di pochi giorni, Briciola ci ricorda che esistono ancora esempi capaci di unire le persone senza troppo rumore e che, talvolta, le lezioni più importanti arrivano proprio da chi non può parlare, e infatti in questo caso abbaia, riuscendo comunque a farsi capire da tutti.

L'articolo Briciola, una cagnolina tra gli eroi della sconclusionata modernità proviene da Affaritaliani.it.

Roma-NBA Europe, da Djordjevic al nodo arena: le incognite del progetto Doncic

7 June 2026 at 12:29

L’ipotesi di vedere Roma protagonista nel futuro campionato NBA Europe ha inevitabilmente acceso l’entusiasmo di tifosi, istituzioni e operatori del settore. Il coinvolgimento del fuoriclasse Luka Doncic in un gruppo di investitori interessato alla Capitale rappresenta senza dubbio un elemento di forte richiamo mediatico e internazionale. Tuttavia, oltre all’effetto annuncio, restano numerosi interrogativi che meritano attenzione. Il primo riguarda la natura stessa del progetto. Ad oggi non risultano ancora definiti molti aspetti fondamentali: dalla struttura proprietaria definitiva alle garanzie finanziarie, fino alla disponibilità di un impianto adeguato e sostenibile nel lungo periodo. L’interesse manifestato per Roma costituisce certamente un segnale importante, ma non equivale automaticamente alla realizzazione di una franchigia.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE SPORT

Un ulteriore interrogativo riguarda il tema delle infrastrutture. Il PalaTiziano, indicato come possibile sede del progetto, è un impianto storico ma lontano dagli standard delle moderne arene internazionali. Resta quindi da chiarire se rappresenti una soluzione definitiva o soltanto temporanea, nonché quali saranno gli investimenti, le tempistiche e la strategia infrastrutturale necessaria per sostenere un progetto di livello internazionale. Se da un lato il progetto romano legato a Donnie Nelson e al coinvolgimento di Luka Doncic ha generato grande attenzione mediatica, dall’altro alcune delle figure accostate all’iniziativa non sembrano aver ancora trovato una concretizzazione definitiva.

Nelle scorse settimane diversi nomi di alto profilo sono stati associati alla nascita della nuova realtà romana, contribuendo ad alimentare la percezione di un progetto destinato a partire immediatamente con ambizioni internazionali. Tuttavia, almeno per il momento, molte di queste ipotesi non si sono tradotte in accordi ufficiali. L’ultimo caso riguarda Sasha Djordjevic. Il tecnico serbo era stato indicato da più fonti come il candidato principale per guidare la squadra romana, tanto da essere presentato come uno dei primi tasselli del nuovo corso. Negli ultimi giorni, però, è emersa la notizia di un accordo ormai definito con il Bahcesehir Koleji per la stagione 2026-27, allontanando di fatto l’ipotesi Roma.

L’episodio evidenzia come il progetto sia ancora in una fase di costruzione e come molte delle figure finora accostate alla nuova società siano state oggetto più di indiscrezioni che di annunci formalizzati. Per gli osservatori del settore si tratta di un aspetto non secondario. Nei grandi progetti sportivi la capacità di trasformare rapidamente interesse, contatti e manifestazioni di disponibilità in accordi vincolanti rappresenta infatti uno degli elementi che determinano la credibilità dell’iniziativa.

A oggi il progetto continua a suscitare curiosità e aspettative, ma resta aperta una domanda fondamentale: quanto delle ambizioni raccontate nelle ultime settimane si tradurrà concretamente in strutture, management, staff tecnico e investimenti già operativi sul territorio? La differenza tra una visione affascinante e una piattaforma sportiva realmente consolidata passa inevitabilmente dalla capacità di convertire annunci, indiscrezioni e manifestazioni di interesse in risultati concreti.

L'articolo Roma-NBA Europe, da Djordjevic al nodo arena: le incognite del progetto Doncic proviene da Affaritaliani.it.

La città che non finisce mai di stupire: cinque curiosità romane poco conosciute

7 June 2026 at 12:00

Dalle battaglie navali nel Colosseo ai gatti protetti per legge, passando per fontane, monete e cemento autorigenerante: ecco alcuni dei segreti più affascinanti della Capitale.

Roma, un museo a cielo aperto pieno di sorprese

Roma è probabilmente la città più raccontata del mondo. Eppure, dietro monumenti immortalati milioni di volte e scorci che sembrano familiari a chiunque, si nascondono storie sorprendenti che continuano ad alimentare il mito della Città Eterna. Alcune riguardano opere straordinarie dell’antichità, altre raccontano tradizioni ancora vive nel presente.

Il regno mondiale delle fontane

Non tutti sanno che Roma detiene un primato assoluto: con circa 2.500 fontane è la città che ne possiede il maggior numero al mondo. Un’eredità che affonda le radici negli antichi acquedotti romani e che ancora oggi caratterizza il paesaggio urbano.

Accanto ai grandi capolavori monumentali come la Fontana di Trevi, esiste poi un simbolo amatissimo dai romani: i “nasoni”, le storiche fontanelle pubbliche dal caratteristico beccuccio ricurvo che da oltre un secolo dissetano cittadini e turisti.

Quando il Colosseo diventava un mare

Se i gladiatori sono l’immagine più celebre dell’anfiteatro Flavio, pochi ricordano che il Colosseo ospitò anche spettacolari battaglie navali. Grazie a un sofisticato sistema idraulico, l’arena veniva allagata per mettere in scena le cosiddette naumachie, ricostruzioni di scontri marittimi che lasciavano il pubblico senza fiato.

Questa tradizione scomparve con la costruzione dell’ipogeo sotterraneo, la complessa rete di gallerie e ambienti che oggi rappresenta uno degli elementi più affascinanti del monumento.

Le monete di Trevi che diventano solidarietà

Ogni giorno migliaia di visitatori lanciano una monetina nella Fontana di Trevi sperando di tornare un giorno nella Capitale. Un gesto romantico che produce anche un effetto concreto: ogni anno vengono raccolti circa 1,5 milioni di euro, destinati a iniziative di assistenza e sostegno sociale attraverso la Caritas.

Il cemento che si ripara da solo

Uno dei misteri che continua ad affascinare gli studiosi: la straordinaria resistenza delle costruzioni romane. Recenti ricerche hanno confermato che il cemento utilizzato dagli antichi era capace di autoriparare piccole crepe grazie alla particolare combinazione di calce e cenere vulcanica. Un segreto ingegneristico che ha consentito a ponti, acquedotti e templi di attraversare i millenni e che ancora oggi ispira la ricerca sui materiali del futuro.

I gatti, cittadini speciali di Roma

Infine, tra le curiosità più tenere c’è il rapporto speciale tra Roma e i suoi gatti. Le colonie feline che vivono tra rovine e siti archeologici sono considerate parte integrante del patrimonio cittadino e godono di specifiche tutele. Da Largo Argentina al Colosseo, i felini sono diventati una presenza iconica quanto i monumenti che abitano.

L'articolo La città che non finisce mai di stupire: cinque curiosità romane poco conosciute proviene da Affaritaliani.it.

“Abbiamo pagato 44 euro per due gelati. È stato uno choc. Ci hanno servito cannoli e macaron senza dirci che erano extra”: il racconto di una turista americana in vacanza a Roma

7 June 2026 at 11:09

Quarantaquattro euro per due coppette di gelato e alcuni extra che, secondo lei, credeva fossero inclusi. È quanto racconta Nicole Ann, turista della Florida in vacanza a Roma con il marito, che sui social ha definito l’episodio una vera e propria “trappola per turisti”. La sua storia, pubblicata nel gruppo Facebook “Rome Travel Tips – Italy – Sistine Chapel – Colosseum – Vatican“, è stata rilanciata da Repubblica.

Tutto è accaduto il 3 giugno in una gelateria a due passi da piazza Navona. Nicole racconta di aver ordinato due coppette piccole, salvo poi trovarsi davanti a uno scontrino molto più salato del previsto. Il motivo, spiega, è una serie di aggiunte che aveva interpretato come omaggi del locale.

“Abbiamo chiesto due coppette e ci è stata proposta la misura più piccola”, scrive nel post. “Poi sono stati aggiunti cannoli e macaron, facendoci pensare che fossero inclusi“. La turista sostiene di aver capito soltanto alla cassa che quelle aggiunte avevano un costo. “Pensavo avesse detto 14 dollari”, racconta, spiegando di essersi resa conto dell’importo reale solo dopo aver controllato lo scontrino: 44 euro.

Le immagini pubblicate online mostrano però che il conto non riguarda esclusivamente il gelato. Oltre alle due porzioni compaiono infatti panna, due macaron e due cannolini al pistacchio. È proprio qui che nasce la contestazione: non tanto sul prezzo finale in sé, quanto sul fatto che la coppia sostiene di non aver compreso che quei prodotti sarebbero stati addebitati separatamente.

La vicenda ha acceso il dibattito tra gli utenti del gruppo Facebook. C’è chi parla di un costo sproporzionato rispetto a quanto consumato e chi, al contrario, osserva che lo scontrino comprende diversi extra oltre alle coppette di gelato. “È un prezzo altissimo per quello che avete ricevuto”, commenta un’utente.

Altri invitano invece i turisti a chiedere sempre il costo di ogni aggiunta prima di confermare l’ordine. E Nicole Ann, proprio a questo proposito, ha precisato di non voler contestare il conto: “Avrei dovuto controllare il costo dei gelati“. Poi aggiunge: “In Italia abbiamo mangiato gelati eccellenti e non abbiamo mai speso più di 10 dollari, nemmeno per una porzione grande. Per questo è stato uno shock. Succede, ma è scoraggiante“.

L'articolo “Abbiamo pagato 44 euro per due gelati. È stato uno choc. Ci hanno servito cannoli e macaron senza dirci che erano extra”: il racconto di una turista americana in vacanza a Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.

Roma, Pisilli chiude le porte al trasferimento

7 June 2026 at 08:30

Niccolò Pisilli, il giovane veterano. Il centrocampista della Roma, nonostante la classe 2004, è comunque fra i più esperti del gruppo azzurro che si è ritrovato per affrontare le due amichevoli contro Lussemburgo (già battuto per 1-0) e Grecia. Alla vigilia della sfida che vedrà la nazionale del CT ad Interim Silvio Baldini impegnata contro la selezione ellenica, il calciatore della Roma ha affrontato diversi temi, chiudendo ogni porta alla possibilità di lasciare la squadra giallorossa.

Pisilli, il bambino prodigio di Mourinho è cresciuto

Niccolò Pisilli ha già vissuto tre vite calcistiche e sinora si può definire una promessa mantenuta. Si è affacciato nel calcio che conta nel maggio del 2023, poco più che maggiorenne e, senza guardare la carta d’identità, José Mourinho gli ha affidato le chiavi del centrocampo giallorosso, puntando. Pisilli ha poi convinto De Rossi, che lo ha addirittura lanciato dal 1’ contro la Juventus. Infine, Gasperini, che gli sta ritagliando un ruolo da incursore nella sua Roma votata all’attacco. In nazionale, traiettoria molto simile: ha convinto prima Spalletti e poi Gattuso. E tutto lascia credere che anche il prossimo CT, dopo Silvio Baldini, sarà pronto a scommettere sulle sue qualità.

Il rimpianto mondiale: neanche un minuto in Bosnia

Esperienze che gli sono valse la convocazione in nazionale e qualche batosta sportiva che lo ha aiutato a crescere e maturare: “Siamo qui e abbiamo una grande occasione  – ha dichiarato in conferenza stampa – dobbiamo stare tranquilli e pensare a giocare. È sempre un onore indossare questa maglia”. Resta il rammarico di essere arrivato a un passo dal Mondiale: nei 120’ di Zenica, Pisilli è rimasto in panchina. “La squadra era assolutamente focalizzata sull’obiettivo qualificazione. È stata una grandissima delusione, dopo una partita molto particolare, per certi versi sfortunata e condizionata dagli episodi”. 

Un percorso umano in crescendo e un futuro a Roma

I percorsi umano e sportivo di Niccolò Pisilli viaggiano di pari passo, complice anche la cura Gasperini e la presenza di Silvio Baldini, che ha avuto anche in Under 21. Il centrocampista della Roma ha trovato diverse analogie fra i due. Del resto si parla di allenatori – formatori, con un approccio artigianale, mirato a limare i difetti ed esaltare i pregi di chi allena: “All’inizio con Gasperini ho trovato qualche difficoltà nel trovare spazio ma ho lavorato in attesa dell’occasione giusta che ho colto. È un allenatore molto simile a Baldini. Il CT è un uomo vero, trasmette valori. Averli significa migliorare come calciatori e come uomini. Resterò a Roma e alla Roma, non c’è motivo né capisco quale possa esserlo per lasciarsi”.

L'articolo Roma, Pisilli chiude le porte al trasferimento proviene da Affaritaliani.it.

❌