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ANCE Brindisi, la transizione ecologica tra sostenibilità ambientale e sviluppo economico

10 June 2026 at 13:11

La sfida della transizione ecologica: imprese locali protagoniste ed equilibrio tra lavoro, ambiente ed economia per garantire il benessere sociale

Negli ultimi anni l’Europa ha perseguito obiettivi ambientali ambiziosi e necessari. Tuttavia, a Brindisi, in Puglia e più in generale in Italia, non si è compreso che la transizione ecologica non può realizzarsi senza una solida strategia industriale, energetica e infrastrutturale in grado di accompagnare imprese e territori verso il cambiamento. Ridurre le emissioni è un obiettivo non negoziabile, ma le politiche industriali avrebbero dovuto indirizzare il mercato valorizzando la capacità di innovazione delle imprese.

In questo contesto assume un ruolo fondamentale il settore delle costruzioni che, essendo il principale assemblatore di tecnologie, materiali e soluzioni innovative, può concretizzare l’implementazione delle politiche di sostenibilità e quindi l’effettiva transizione ecologica. In altre parole, è il settore che costruisce e dà forma fisica alla transizione. Senza una filiera dell’edilizia solida, che va ben oltre il falso mito dei cappotti termici, non esistono edifici efficienti, impianti rinnovabili, infrastrutture sostenibili o città intelligenti, perché è attraverso il costruire che ogni innovazione diventa realtà.

L’Italia e il Mezzogiorno dispongono di risorse naturali straordinarie che possono renderci protagonisti della nuova economia energetica europea. La Puglia, grazie alla sua conformazione geografica, ai porti, alle infrastrutture energetiche e alle competenze industriali presenti sul territorio, può diventare uno dei principali hub euro-mediterranei dell’energia pulita e delle nuove filiere produttive. Ma la Puglia e in particolare Brindisi, non può essere soltanto il luogo dove installare impianti: la vera sfida è trasformare la transizione energetica in un motore di sviluppo economico e sociale per i territori che la ospitano.

Per troppo tempo il rapporto tra grandi investimenti energetici e comunità locali è stato impostato su un modello distorto: da una parte chi investe utilizzando la leva occupazionale, dall’altra chi subisce. Per ottenere un reale beneficio economico, è necessario cambiare il paradigma: quando un’impresa investe in fonti energetiche alternative su un territorio, le imprese locali devono entrare a far parte dell’investimento, diventando partner strategici protagonisti dello sviluppo. Allo stesso modo è difficile immaginare che le royalty energetiche, se utilizzate prevalentemente per finanziare strade e marciapiedi, possano generare sviluppo. Le compensazioni derivanti dagli impianti energetici devono trasformarsi in strumenti di crescita economica permanente.

Serve un vero “patto sociale” tra istituzioni, imprese locali e investitori che vincoli una quota significativa delle royalty alla creazione di nuova economia. Quelle risorse potrebbero finanziare startup innovative fondate da giovani, sostenere progetti manifatturieri ad alto contenuto tecnologico, favorire l’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e accompagnare la nascita di nuove filiere industriali capaci di competere sui mercati nazionali e internazionali.

Per i costruttori di Ance Brindisi, la transizione ecologica deve coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo economico. La decarbonizzazione può essere un’occasione se l’innovazione tecnologica genera valore e rafforza il sistema produttivo, l’occupazione e la capacità industriale. L’obiettivo non può essere solo ridurre le emissioni, ma creare un equilibrio tra lavoro, ambiente ed economia, condizione indispensabile per garantire il benessere sociale.

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ASPI, la Tangenziale di Napoli diventa la prima Smart Road certificata in Italia

10 June 2026 at 11:04

ASPI, Tangenziale di Napoli prima Smart Road d’Italia: meteo e veicoli connessi monitorati in tempo reale

La Tangenziale di Napoli entra nella storia della mobilità italiana: è la prima Smart Road d’Italia certificata ufficialmente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il riconoscimento, ottenuto in conformità ai requisiti del Decreto Ministeriale 70/2018, attesta l’adeguamento dell’infrastruttura agli standard tecnologici necessari per la digitalizzazione del monitoraggio degli asset, la gestione intelligente del traffico e il dialogo in tempo reale con i veicoli connessi e a guida autonoma.

Una rivoluzione dei trasporti che parte dal Mezzogiorno e che trasforma una delle principali arterie urbane del Paese in un laboratorio avanzato di mobilità intelligente. Il progetto coinvolge Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, il Mit e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, con il supporto tecnologico di Movyon, polo d’innovazione del Gruppo ASPI. La certificazione si fonda su tre caratteristiche principali previste dalla normativa: monitoraggio del traffico, controllo meteo e idrogeologico, comunicazione con i viaggiatori e mobilità connessa.

Sul fronte del traffico, sensori distribuiti lungo la rete raccolgono dati sulla viabilità, poi elaborati e correlati da un modello dedicato. Le informazioni generate supportano gli operatori del centro di controllo nei processi decisionali, consentendo una gestione più attiva e tempestiva della mobilità. Il monitoraggio meteo e idrogeologico permette invece di rilevare in tempo reale dati sulle condizioni atmosferiche, sullo stato della pavimentazione, sui livelli delle acque e più in generale sul territorio circostante l’infrastruttura. L’obiettivo è individuare tempestivamente condizioni potenzialmente critiche, come alluvioni, frane o altri fenomeni di rischio, e allertare gli operatori al superamento di soglie prestabilite.

Il terzo pilastro riguarda la comunicazione tra infrastruttura e veicolo. Grazie a tecnologie che abilitano lo scambio bidirezionale di dati, le informazioni raccolte possono essere trasmesse ai viaggiatori direttamente a bordo veicolo: velocità consigliata, incidenti, condizioni meteo, stato della pavimentazione, pericoli, ostacoli e cantieri. Allo stesso tempo, anche i veicoli inviano dati all’infrastruttura, permettendo al gestore autostradale di conoscere le condizioni del traffico in modo più preciso e tempestivo.

In questo modello, l’operatore diventa un vero e proprio orchestratore della mobilità, capace di gestire la viabilità in modo proattivo e non solo reattivo. Attualmente la Tangenziale di Napoli dispone di 30 mezzi connessi in grado di comunicare con l’infrastruttura stradale. La dotazione tecnologica lungo la tratta conferma il livello di innovazione raggiunto. Sui 22 chilometri della Tangenziale sono in fase di installazione 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteorologiche e 40 antenne con duplice tecnologia ITS-G5 e cellular V2X distribuite sull’intero percorso.

Questi dispositivi consentono di raccogliere dati sui flussi di traffico, sulla velocità, sugli eventi critici e sulle condizioni di esercizio, inviandoli alla piattaforma centrale C-ITS di Movyon. La piattaforma integra le informazioni con dati provenienti anche da fonti esterne e le elabora per garantire un controllo continuo della viabilità e una comunicazione costante tra infrastruttura e utenti. In Tangenziale di Napoli sono già operativi servizi di comunicazione che segnalano in tempo reale alle auto connesse potenziali pericoli per i guidatori, come cantieri, mezzi in avaria, eventi meteo o altre criticità. Il sistema è inoltre in grado di suggerire la velocità ottimale per evitare la formazione di code, contribuendo a migliorare sicurezza, fluidità del traffico e qualità del viaggio.

Uno dei risultati più significativi è stata la sperimentazione realizzata per la prima volta in Italia nel tratto tra Vomero e Fuorigrotta. Durante i test, un veicolo a guida autonoma ha adattato in tempo reale la propria velocità sulla base delle informazioni suggerite dall’infrastruttura. Un passaggio che avvicina il Paese a un modello di mobilità in cui strada e veicolo diventano parte di un unico sistema connesso. La certificazione della Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana non rappresenta soltanto un traguardo tecnologico per l’infrastruttura campana. Il riconoscimento apre la strada alla diffusione su scala nazionale delle tecnologie per la mobilità connessa e cooperativa, con benefici attesi in termini di sicurezza, gestione del traffico urbano e preparazione all’arrivo dei veicoli connessi e autonomi.

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Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025

10 June 2026 at 10:46

Eni, presentata a Roma “Eni for 2025”: transizione giusta tra decarbonizzazione, tecnologia e territori

Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025
Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025
Eni racconta la Just Transition: energia, persone e territori al centro del report 2025

Una transizione energetica che non sia soltanto industriale e tecnologica, ma anche sociale. È il messaggio al centro di “Eni for 2025 – A Just transition”, il report volontario di sostenibilità pubblicato da Eni e giunto alla ventesima edizione. Il documento racconta i risultati raggiunti nel corso del 2025 e le azioni messe in campo dal gruppo per integrare gli obiettivi ambientali e sociali nel proprio modello di business.

Alla pubblicazione del report Eni ha affiancato un momento di confronto con gli stakeholder, organizzato l’8 giugno al Gazometro di Roma Ostiense. L’incontro, su invito, ha riunito rappresentanti di istituzioni, associazioni, imprese, sindacati, mondo finanziario, università, organizzazioni non governative e realtà già coinvolte in iniziative promosse dall’azienda, come Open-es e Joule. L’obiettivo: allargare la consapevolezza sulle sfide della sostenibilità e sul percorso di trasformazione energetica e tecnologica intrapreso dal gruppo.

Il report si sviluppa lungo cinque direttrici: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. Una struttura che restituisce l’immagine di una transizione intesa non come processo lineare, ma come equilibrio tra sicurezza energetica, decarbonizzazione, competitività industriale e impatto sui territori.

 “Eni affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore. Il nostro modello aziendale mette al centro le persone, tutela la sicurezza di tutti coloro che lavorano in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui operiamo e a una sempre maggiore protezione dell’ambiente. Tutto ciò ci consente di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto e di proseguire con coerenza nel nostro percorso di trasformazione”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi.

Tra i dati più significativi del 2025 emerge la riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream: -31% rispetto al 2024 e -68% rispetto alla baseline 2018. Il risultato si inserisce nel percorso verso l’azzeramento delle emissioni nette Scope 1 e 2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intera Eni entro il 2035. A contribuire alla riduzione sono stati anche il controllo delle emissioni di metano e il raggiungimento del target di zero routine flaring nelle attività operate.

La trasformazione del gruppo passa anche dai business legati alla transizione. Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, con una crescita del 41% rispetto all’anno precedente, e ha avviato in Texas il suo più grande impianto di stoccaggio a batterie, da 200 MW. Enilive, invece, prosegue l’espansione nella bioraffinazione, con una capacità attuale di 1,65 milioni di tonnellate l’anno e l’obiettivo di arrivare a 5 milioni entro il 2030 per la produzione di biocarburanti HVO e SAF.

Nel 2025 Eni ha inoltre costituito, in joint venture con il fondo di private equity GIP, una società satellite dedicata alla Carbon Capture & Storage, pensata per valorizzare i progetti di cattura e stoccaggio della CO₂. È un tassello del cosiddetto modello satellitare, attraverso cui Eni punta a far crescere singoli business con risorse dedicate, partner strategici e maggiore capacità di attrarre capitali.

La tecnologia resta una delle leve principali della strategia. Nel 2025 il gruppo ha destinato oltre 460 milioni di euro a ricerca e sviluppo, open innovation, soluzioni digitali avanzate e tecnologie di frontiera. Tra gli ambiti di maggiore attenzione figurano la fusione a confinamento magnetico, il supercalcolo, le tecnologie per la bioraffinazione, il riciclo chimico delle plastiche e le soluzioni per la cattura e lo stoccaggio della CO₂.

Ma la “Just Transition” descritta nel report non riguarda soltanto energia e industria. Ampio spazio è dedicato alle persone, alla sicurezza, ai diritti umani e alle comunità. Eni segnala il primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Sul fronte della formazione, il report indica oltre 1 milione di ore erogate, con una media di 33,5 ore per persona.

Nel corso dell’anno l’azienda ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi in cui opera. Gli interventi riguardano accesso all’energia, acqua, salute, educazione, diversificazione economica e tutela del territorio, spesso attraverso partnership con istituzioni, ONG, organizzazioni internazionali e comunità locali.

Proprio il tema delle alleanze è stato al centro dell’evento romano. Il programma ha previsto interventi dei vertici Eni sui risultati 2025 e sulla sostenibilità, un contributo istituzionale del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, e tavole rotonde dedicate alla Just Transition in Italia, alle soluzioni per l’acqua e alle partnership per lo sviluppo locale. Tra i relatori anche rappresentanti di Legambiente, MIMIT, Banca d’Italia, Politecnico di Milano, MAECI, AICS e Medici con l’Africa CUAMM.

Il quadro che emerge da “Eni for 2025” è quello di una sostenibilità sempre più integrata nella strategia industriale: riduzione delle emissioni, crescita delle rinnovabili, sviluppo dei biocarburanti, investimenti in innovazione, attenzione alle risorse naturali e coinvolgimento della filiera. Una transizione che Eni presenta come pragmatica e multilivello, costruita su tecnologie, partnership e investimenti, ma anche sulla capacità di generare valore condiviso nei territori in cui opera.

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Enrico Baiocco punta sul consolidamento europeo: BEE entra nel nuovo ecosistema indipendente della comunicazione

8 June 2026 at 16:44

BEE è la prima acquisizione della holding guidata da Baiocco, che punta a costruire un polo europeo indipendente

Il settore della comunicazione indipendente si prepara a una nuova stagione di aggregazioni. Enrico Baiocco, manager e imprenditore con oltre trent’anni di esperienza nel mondo della pubblicità, della creatività e dei media, ha avviato un percorso di crescita attraverso la propria holding, con l’obiettivo di costruire un ecosistema europeo di realtà specializzate e complementari.

Il primo passo di questa strategia è l’acquisizione di BEE, agenzia creativa indipendente con un posizionamento consolidato e un portfolio clienti composto da importanti brand italiani e internazionali. L’operazione segna l’avvio di un progetto industriale più ampio, pensato per valorizzare le competenze delle singole realtà mantenendone identità, cultura e autonomia operativa.

La logica alla base dell’iniziativa non è quella di creare un network standardizzato, ma un modello più flessibile e contemporaneo: un gruppo indipendente capace di integrare creatività, digitale, tecnologia e media, generando nuove sinergie a beneficio di clienti, talenti e partner. Nei prossimi mesi il piano di sviluppo prevede ulteriori operazioni mirate. Entro il 2026 sono infatti attese due nuove acquisizioni strategiche: una web agency con una forte specializzazione in trasformazione digitale e sviluppo tecnologico, e un centro media indipendente con competenze nella pianificazione pubblicitaria su scala internazionale.

L’obiettivo è dare forma a un polo europeo indipendente in grado di presidiare l’intera filiera della comunicazione: dalla consulenza strategica alla produzione creativa, dall’innovazione tecnologica alla pianificazione media. Un ruolo centrale sarà affidato anche all’Intelligenza Artificiale, che il gruppo intende integrare progressivamente nei processi creativi, produttivi e analitici. L’AI viene considerata non solo uno strumento di efficienza, ma una leva strategica per ampliare la capacità di innovazione e rafforzare il valore dell’offerta rivolta ai brand.

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Francesco Ascioti e Certa Energia: tra bollette poco chiare e consulenza indipendente nel mercato dell’energia

8 June 2026 at 15:06

Certa Energia, la consulenza che punta sulla trasparenza nel mercato di luce e gas

Negli ultimi anni il mercato dell’energia in Italia è entrato in una fase di trasformazione profonda, caratterizzata da una crescente liberalizzazione e da una moltiplicazione delle offerte disponibili per luce e gas. Questo processo, pensato per aumentare la concorrenza e favorire i consumatori, ha però generato effetti collaterali non trascurabili. Tra questi, uno dei più evidenti è la difficoltà, sempre più diffusa, nel comprendere le condizioni contrattuali e nel valutare con precisione la convenienza reale delle diverse proposte.

In questo scenario si inserisce il lavoro di Francesco Ascioti, fondatore di Certa Energia, realtà specializzata nella consulenza e nell’intermediazione nel mercato luce e gas. L’obiettivo del progetto è aiutare famiglie e consumatori a orientarsi in un settore percepito spesso come complesso, poco trasparente e difficile da interpretare. Molte famiglie, infatti, si trovano oggi a pagare bollette elevate senza avere strumenti chiari per capire se esistano alternative realmente più convenienti. Le voci di costo, spesso articolate e poco intuitive, rendono complesso il confronto diretto tra operatori. A ciò si aggiunge una percezione di scarsa trasparenza, alimentata negli anni da pratiche commerciali aggressive e da una comunicazione non sempre lineare.

È proprio da questa criticità che nasce la visione di Francesco Ascioti: creare un modello basato su consulenza personalizzata, chiarezza e indipendenza commerciale. “Nel nostro lavoro conta solo un aspetto: che il cliente ottenga un vantaggio reale e concreto. Non prendiamo scorciatoie e non ci facciamo influenzare da interessi esterni”, spiega Ascioti. Uno degli aspetti che differenzia Certa Energia da molti competitor riguarda infatti l’approccio etico adottato nella consulenza. L’azienda sottolinea la propria indipendenza rispetto a sponsorizzazioni esterne o logiche commerciali legate ai fornitori energetici, puntando invece sulla tutela concreta del cliente.

Il modello sviluppato da Francesco Ascioti si distingue per un’impostazione meno orientata alla vendita diretta e più focalizzata sull’analisi preliminare delle condizioni esistenti. Questo significa partire dalla situazione concreta del cliente, esaminando consumi, tariffe e abitudini, per poi valutare se esistano soluzioni più vantaggiose. Un altro tema centrale riguarda il contrasto alle truffe e alle pratiche poco trasparenti che negli anni hanno contribuito ad aumentare la diffidenza dei consumatori verso il settore energetico. “Sempre più persone ci contattano dopo esperienze negative o offerte poco chiare. Il nostro compito è aiutare i clienti a capire davvero cosa stanno firmando”, afferma Ascioti.

A rafforzare ulteriormente il rapporto di fiducia contribuisce anche una delle caratteristiche più distintive del servizio: una garanzia contrattuale sul risparmio. Certa Energia prevede infatti una clausola scritta che tutela il cliente, impegnandosi a generare un risparmio rispetto alla situazione di partenza. Qualora tale risultato non venga raggiunto secondo i parametri previsti dal contratto, l’azienda si impegna a rimborsare il costo del servizio. Una formula che punta a trasferire il rischio dall’utente al consulente e che rappresenta un elemento ancora poco diffuso nel mercato della consulenza energetica.

Con oltre 15.000 famiglie seguite e migliaia di recensioni verificate, il percorso di Francesco Ascioti e Certa Energia si inserisce in una dinamica di mercato in evoluzione, dove sempre più utenti cercano interlocutori percepiti come indipendenti, trasparenti e realmente orientati al vantaggio del consumatore.

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FiberCop e Plenitude, accordo per portare la connettività in fibra ottica in tutta Italia

8 June 2026 at 11:13

FiberCop e Plenitude insieme per la Banda Ultra Larga: servizi in fibra fino a 10 Gbps in tutta Italia

FiberCop e Plenitude hanno siglato un accordo strategico per mettere a disposizione dei clienti Plenitude la rete in fibra ottica a Banda Ultra Larga di FiberCop, gestore dell’infrastruttura digitale più capillare del Paese. L’intesa consentirà a Plenitude di avvalersi della copertura nazionale della rete FiberCop per offrire ai propri clienti servizi di connettività evoluti e ad alte prestazioni, con velocità fino a 10 Gbps su tutto il territorio italiano.

Con 28 milioni di chilometri di fibra distribuiti a livello nazionale, FiberCop mette a disposizione dell’intero ecosistema degli operatori un’infrastruttura neutrale, moderna e sicura, in grado di sostenere lo sviluppo di soluzioni innovative e nuovi servizi digitali per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Dallo streaming in 4K allo smart working, dalla telemedicina alle applicazioni più avanzate legate a intelligenza artificiale, robotica ed edge computing, la rete in fibra si conferma un abilitatore centrale della trasformazione digitale del Paese.

L’accordo con Plenitude si inserisce nella strategia di FiberCop volta a collaborare con l’intero ecosistema degli operatori, mettendo a disposizione la propria infrastruttura a supporto della digitalizzazione nazionale. Un impegno orientato allo sviluppo di un ecosistema aperto e competitivo, capace di generare valore per partner industriali e tecnologici. Tra luglio 2024 e il 2027 FiberCop ha previsto circa 10 miliardi di euro di investimenti, con l’obiettivo di collegare in fibra ottica oltre 20 milioni di case entro il 2027. A oggi, le abitazioni già connesse sono circa 15 milioni.

A fine giugno, termine previsto per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, FiberCop avrà completato tutti i lavori programmati, compresi quelli del Piano Italia 1 Giga. Nell’ambito di questo piano, la società è stata destinataria di circa 2,3 miliardi di euro per interventi in 10 regioni e 2 province autonome, con oltre 1 milione e 200mila civici da collegare. Nel 2025 FiberCop ha inoltre completato la nuova dorsale backbone, una vera e propria autostrada digitale che collega le centrali d’accesso proprietarie distribuite nelle città ai principali POP, i punti di interconnessione nazionali, e ai data center strategici presenti sul territorio italiano.

Questa infrastruttura garantisce connettività ultraveloce, resiliente e sicura su scala nazionale, rafforzando il ruolo della fibra come piattaforma strategica per i servizi digitali del futuro. FiberCop accelera così il proprio percorso di sviluppo e punta a trasformare la rete da semplice infrastruttura tecnologica a piattaforma abilitante per l’innovazione. È infatti sulla fibra che viaggiano oggi intelligenza artificiale, cloud e, sempre più, le applicazioni della nuova frontiera del quantum computing.

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Junior Achievement Italia, BraceLet JA vince i Campionati di Imprenditorialità 2026

5 June 2026 at 17:13

Junior Achievement Italia, BraceLet JA dell’IIS Badoni di Lecco vince i Campionati di Imprenditorialità 2026 con un braccialetto intelligente per anziani e persone fragili

BraceLet JA dell’IIS Antonio Badoni di Lecco è il miglior team dei Campionati di Imprenditorialità 2026 di Junior Achievement Italia. La quarta edizione della competizione si è svolta per la prima volta a Roma, negli spazi dell’Ex Mattatoio di Testaccio, dove 200 studenti e studentesse provenienti da tutta Italia hanno presentato alla giuria 60 mini-imprese finaliste. Il team vincitore ha ideato un ecosistema tecnologico integrato composto da un braccialetto intelligente, un’app mobile e una dashboard web, pensato per monitorare in tempo reale i parametri vitali di anziani e persone fragili. Il sistema consente di supportare caregiver e strutture sanitarie attraverso dati aggiornati e avvisi tempestivi, con l’obiettivo di migliorare assistenza, sicurezza e qualità della vita.

I vincitori saranno inseriti nell’Albo Nazionale delle Eccellenze e hanno ricevuto una borsa di studio consegnata da Michele Ricci, Marketing Manager Cards & Digital Payments di Nexi Group. Il riconoscimento è stato finanziato dall’azienda attraverso il progetto #fuoriclassedellascuola, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e da Feduf. Nel corso della giornata è stato assegnato anche il premio Miglior mini-impresa JA al team Natural Shield JA dell’ITT Ettore Majorana di Milazzo, in provincia di Messina. Il progetto ha sviluppato un polistirolo ecologico completamente biodegradabile, ricavato da materie prime vegetali e da residui fibrosi della filiera agroindustriale normalmente destinati allo scarto. Natural Shield JA rappresenterà l’Italia a Gen-E 2026, la più grande manifestazione europea dedicata all’imprenditorialità, in programma a Riga dal 7 al 10 luglio 2026.

La finale nazionale rappresenta l’ultima tappa di un percorso durato un intero anno scolastico. I team in gara hanno partecipato ai programmi di educazione imprenditoriale promossi da Junior Achievement Italia nelle scuole secondarie di secondo grado, tra cui Impresa in Azione, che nell’edizione 2026 ha coinvolto oltre 6.000 studenti e studentesse. A maggio, 330 team si sono confrontati nelle competizioni territoriali, articolate in 14 tappe in altrettante regioni italiane. Le squadre vincitrici hanno ottenuto l’accesso alla finale nazionale di Roma, con il contributo, nell’ultima fase di selezione, di quasi 900 tra docenti, volontari e giudici.

La competizione si inserisce in un contesto in cui il tema della formazione imprenditoriale resta centrale. Secondo la ricerca “Tra formazione e lavoro: gli italiani e l’imprenditorialità”, realizzata da SWG per JA Italia, il 55% dei giovani tra i 18 e i 24 anni e il 50% dei 25-29enni non ha mai ricevuto nemmeno un’ora di formazione imprenditoriale. Allo stesso tempo, i giovani risultano più aperti della media nazionale all’idea di avviare un’impresa, con una quota del 17% contro il 9%. “Questa quarta edizione segna un momento importante per JA Italia: per la prima volta i Campionati arrivano a Roma, e lo fanno con numeri che raccontano una crescita straordinaria”, ha dichiarato Anna Gionfriddo, presidente di Junior Achievement Italia. “Dietro ogni team che ha calcato questo palco oggi c’è un anno di lavoro reale: decisioni prese, errori corretti, idee difese”.

Gionfriddo ha sottolineato la necessità di trasformare queste esperienze in un’opportunità strutturale per tutti gli studenti. “Siamo qui con le istituzioni italiane ed europee perché crediamo che sia arrivato il momento di passare dalla sperimentazione a un sistema strutturale, in cui ogni studente e studentessa abbia almeno un’esperienza imprenditoriale nel proprio percorso”, ha aggiunto. Il valore del legame tra scuola e impresa è stato ribadito anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che nel suo messaggio ha evidenziato l’importanza di educare i giovani alla cultura dell’intraprendere, alla valorizzazione del capitale umano, all’innovazione e alla creatività.

La scelta di Roma come sede della finale ha assunto anche un significato istituzionale. I Campionati si sono svolti in parallelo con l’High-level event della European Alliance for Apprenticeships, promosso dalla Direzione generale Occupazione della Commissione europea. Due appuntamenti distinti ma accomunati dalla stessa convinzione: investire nelle competenze dei giovani è una priorità per il futuro del lavoro e della competitività europea. Nel corso dell’evento sono stati assegnati numerosi riconoscimenti speciali. Il Premio Impresa 5.0 è andato a Shoppymap JA dell’IIS Salvo D’Acquisto di Bagheria, per una piattaforma digitale che aiuta i clienti a orientarsi nei punti vendita fisici. Il Girls in STEM Award ha premiato cinque studentesse distintesi per leadership, spirito imprenditoriale e competenze scientifico-tecnologiche. Il TIM Innovation Award è stato assegnato ancora a BraceLet JA, per l’alto livello di innovazione digitale del progetto.

Tra gli altri premi, il Re-Power Your Future Award è stato attribuito a Exploria JA per il miglior business plan, mentre l’huManpower Award è andato a S.T.E.P. JA dell’ITIS Enrico Fermi di Roma, che ha sviluppato una mattonella capace di trasformare il calpestio umano in energia elettrica pulita. Il Premio UPSHIFT – Generazione Pari è stato assegnato a EquiDolls dell’IIS Luigi Russo di Caltanissetta, progetto dedicato all’inclusione e alla parità di genere. I Campionati di Imprenditorialità 2026 confermano così il ruolo di Junior Achievement Italia nella promozione dell’educazione economico-imprenditoriale nelle scuole. L’organizzazione, attiva da oltre vent’anni, punta a colmare il divario tra il potenziale dei giovani e le opportunità concrete di formazione, favorendo esperienze capaci di avvicinare studenti e studentesse al mondo dell’impresa, dell’innovazione e del lavoro.

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Gruppo FS, procedono i lavori per la rete del Sud Italia: traguardo nella linea Palermo-Catania-Messina

5 June 2026 at 16:53

Gruppo FS, proseguono i lavori per la rete del Sud Italia: nuovo traguardo nella linea Palermo-Catania-Messina con la conclusione della galleria Scaletta

FS Engineering e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) stanno procedendo a pieno regime con i lavori per le grandi opere del Sud Italia finanziate dai fondi PNRR. Il nuovo traguardo raggiunto riguarda proprio l’itinerario PalermoCataniaMessina: collegamento del Corridoio ferroviario europeo TENT ScandinaviaMediterraneo e dal valore economico di circa 13 miliardi di euro. Si è concluso lo scavo della prima canna della galleria Scaletta, mentre nei prossimi giorni sarà avviato quello della prima canna della galleria Letojanni, nell’ambito dei lavori di raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo.

La TBM (Tunnel Boring Machine) “Letteria” ha ultimato lo scavo di una delle due canne della galleria Scaletta, lunghe oltre 2,7 km ciascuna, nei pressi di Giampilieri, dove il nuovo tracciato si raccorderà con la linea a doppio binario già in esercizio. Dopo aver concluso lo scavo della prima canna della galleria Forza d’Agrò, lunga quasi 2,5 km, la TBMAlessia” invece, è stata smontata, trasferita lungo un viadotto di 90 metri sospeso sul torrente Fondaco Parrino, e, dopo essere stata riassemblata, inizierà lo scavo della prima canna della Galleria Letojanni, di 3,8 km.

Il progetto di raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo, tra gli interventi di potenziamento del collegamento PalermoCataniaMessina, affidato da RFI a un Consorzio costituito dalle imprese Webuild Italia e Pizzarotti, completerà il raddoppio della linea ferroviaria fra Messina e Catania, attraverso la realizzazione di 42 km di nuovo doppio binario, di cui circa 37 km in sotterranea e in variante rispetto all’attuale linea.

Il progetto del raddoppio GiampilieriFiumefreddo è tra i più impegnativi dell’itinerario Messina-Catania-Palermo, e permetterà di aumentare la capacità e velocità della linea e di garantire maggiore regolarità per i treni in viaggio fra Messina e Catania. Il valore dell’investimento per il raddoppio della GiampilieriFiumefreddo è di circa 2,3 miliardi di euro, anche con fondi PNRR. Gli interventi consentiranno di incrementare il traffico merci e migliorare la mobilità dei viaggiatori siciliani, riducendo di 30 minuti i tempi di viaggio tra Messina e Catania e ponendo le condizioni per sviluppare anche un servizio di tipo metropolitano

Il primo, da Fiumefreddo a Taormina, si sviluppa lungo un tracciato di 13,9 km con due viadotti (per circa 1 km), 3 gallerie (Calatabiano, Taormina lato Catania e interconnessione di Letojanni) per un totale di 10,8 km, una galleria artificiale (Fiumefreddo) di 1 km, la nuova stazione di Taormina e le due fermate FiumefreddoCalatabiano e AlcantaraGiardini Naxos.

⁠Il secondo, da Taormina a Giampilieri, prevede 28 km di nuova linea a doppio binario, con 6 viadotti per circa 2 km, 8 gallerie (Taormina lato Messina, le cui operazioni di scavo sono in corso in modalità tradizionale, Letojanni, Forza d’Agrò, Sciglio, Nizza, Alì, Quali e Scaletta) per circa 25,3 km in sotterraneo, 2 stazioni (Letojanni e Sant’Alessio-Santa Teresa), 2 fermate (Nizza-Alì, Itala-Scaletta).

Prosegue a pieno ritmo anche l’attività delle altre talpe meccaniche: a Trappitello, la talpaLucia” è impegnata da luglio 2024 nello scavo della galleria Taormina (lato Catania), lunga 6 km, a doppia canna, a Nizza di Sicilia da aprile 2024 la talpaIgea” è impegnata per lo scavo della Galleria Sciglio. In totale saranno 5 le talpe, nell’ambito dei lavori di raddoppio della tratta GiampilieriFiumefreddo.

Il progetto di potenziamento della PalermoCataniaMessina è inserito in Cantieri Parlanti, progetto realizzato dal Gruppo FS in collaborazione con il MIT, per raccontare in maniera trasparente le attività e i benefici delle nuove infrastrutture attraverso iniziative pubbliche, infopoint e una pagina web dedicata alle opere strategiche.

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L’Istituto Friedman all’IDCT 2026 di Abu Dhabi: soft power positivo e responsabilità nell’era dell’AI

5 June 2026 at 15:08

L’Istituto Friedman all’IDCT 2026 di Abu Dhabi, Bertoldi: “La soft power e l’AI possono diventare strumenti di pace, progresso e dialogo autentico tra culture”

Una delegazione di alto profilo dell’Istituto Milton Friedman ha preso parte alla 3ª Conferenza Internazionale sul Dialogo delle Civiltà e la Tolleranza (IDCT 2026), promossa dall’Emirates Scholar Center for Research and Studies (ESCRS). L’evento, tra i più autorevoli sul piano globale, ha avuto come tema centrale “Soft Power and the Voice of the Nation: Communicating Civilizational Identity”.

Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Friedman, ha aperto gli interventi sottolineando come gli Emirati Arabi Uniti rappresentino “uno degli esempi più luminosi al mondo di come la soft power e l’AI possano diventare strumenti di pace, progresso e dialogo autentico tra culture diverse“. Nel corso della conferenza Bertoldi ha inoltre ricevuto un prestigioso premio per il suo impegno nel promuovere il dialogo interculturale e la tolleranza.

Bertoldi ha ricordato il contributo decisivo degli UAE, dagli Accordi di Abramo alla promozione costante della tolleranza e della lotta al terrorismo ponendo anche al bando i Fratelli Mussulmani, evidenziando che oggi la forza di una nazione si misura soprattutto nella capacità di comunicare in modo convincente la propria identità e i propri valori. “L’intelligenza artificiale può generare contenuti in pochi secondi, ma non può creare autenticità umana“, ha affermato, condividendo tre principi guida dell’Istituto: l’autenticità come fondamento, il passaggio a una narrazione strategica e proattiva, e l’AI come strumento al servizio dell’uomo – mai il contrario –, concetto rafforzato anche dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV. Nonostante l’AI non possa e non debba sostituire l’uomo, Bertoldi ha ricordato come l’Istituto Friedman sia sempre contrario ad adottare restrizioni e limitazioni nei confronti della tecnologia e del progresso, ritenute sbagliate e controproducenti. Utile invece spiegare l’AI e i suoi limiti oggettivi attraverso formazione e informazione.

Il Generale Giuseppe Petrella ha portato una riflessione profonda sul rapporto tra tecnologia, disinformazione e tutela di famiglie e comunità. “La sfida più grande non è la mancanza di informazioni, ma capire ciò che conta davvero“, ha dichiarato. Richiamando l’esperienza italiana del G7 e gli appelli di Papa Leone XIV, Petrella ha ribadito che l’AI offre opportunità straordinarie ma impone una responsabilità morale ancora maggiore: “La vera domanda non è quale tecnologia lasceremo ai nostri figli, ma quali valori guideranno quella tecnologia“.

Di grande impatto anche l’intervento di George Guido Lombardi, Presidente del Republican Liberty Caucus ed ex consigliere del Presidente Donald Trump, che ha approfondito la “natura relazionale della verità”. Lombardi ha messo in guardia sui rischi di sistemi di intelligenza artificiale privi di un solido ancoraggio etico, capace di distinguere tra realtà, interpretazione e manipolazione.

Durante la conferenza la delegazione ha avuto modo di incontrare con grande piacere l’amico e figura carismatica Hassen Chalghoumi, imam impegnato da anni nel dialogo interreligioso e nella promozione della convivenza pacifica tra culture e fedi diverse. Un incontro che ha ulteriormente arricchito il valore umano e spirituale di questa partecipazione.

Tutti i relatori hanno riconosciuto negli Emirati Arabi Uniti un esempio equilibrato e ispiratore: un Paese giovane che valorizza con orgoglio le proprie radici arabe e islamiche mentre si proietta con ambizione verso il futuro, utilizzando l’innovazione tecnologica senza mai perdere di vista l’umanità. La presenza dell’Istituto Milton Friedman alla IDCT 2026 conferma il suo impegno concreto nel promuovere una soft power autentica, radicata nei valori e capace di costruire ponti di comprensione reciproca in un mondo sempre più complesso.

«Shukran» agli organizzatori dell’Emirates Scholar Center for Research and Studies per l’invito e l’ospitalità. In un’epoca dominata dagli algoritmi, la voce di nazioni responsabili e ancorate alla propria identità rimane lo strumento più potente per la pace e il progresso condiviso.

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Autostrade per l’Italia, la Tangenziale di Napoli è la prima Smart Road italiana certificata dal MIT

4 June 2026 at 17:15

Autostrade per l’Italia, il MIT certifica la Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana per mobilità connessa e gestione digitale del traffico

La Tangenziale di Napoli diventa la prima Smart Road italiana certificata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il riconoscimento ufficiale è stato consegnato dal sottosegretario di Stato al MIT, Tullio Ferrante, ai rappresentanti del Gruppo Autostrade per l’Italia, in conformità ai requisiti previsti dal Decreto Ministeriale 70/2018. In occasione della consegna della certificazione, i rappresentanti del Ministero hanno effettuato un sopralluogo operativo presso la sede di Tangenziale di Napoli. Durante la visita sono state illustrate le tecnologie che qualificano l’infrastruttura come Smart Road e che segnano un passaggio importante nel percorso di digitalizzazione della mobilità autostradale italiana.

Una Smart Road è un’infrastruttura dotata di tecnologie avanzate in grado di digitalizzare il monitoraggio degli asset, ottimizzare la gestione del traffico e comunicare in tempo reale con i veicoli connessi e a guida autonoma. Nel caso della Tangenziale di Napoli, il sistema si basa su una rete di sensori distribuiti lungo il tracciato e su piattaforme tecnologiche centrali capaci di raccogliere dati, elaborarli e trasformarli automaticamente in informazioni utili. I dati generati vengono condivisi in tempo reale sia con i gestori dell’infrastruttura sia con i veicoli connessi, consentendo una gestione più evoluta della circolazione, della sicurezza e dell’efficienza del servizio. Il progetto rappresenta quindi un modello di riferimento per lo sviluppo futuro delle infrastrutture stradali intelligenti in Italia.

L’iniziativa coinvolge il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, MOST. Il progetto è stato realizzato con il supporto di Movyon, polo tecnologico del Gruppo ASPI, specializzato nello sviluppo di soluzioni digitali per la mobilità. Al sopralluogo erano presenti, tra gli altri, il direttore generale per le Autostrade del MIT, Sergio Moschetti, il direttore generale per la digitalizzazione, i sistemi informativi e statistici del Ministero e presidente dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida automatica, Francesco Baldoni, e l’amministratore delegato di Tangenziale di Napoli, Luigi Massa.

La certificazione della Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana conferma il ruolo del Gruppo Autostrade per l’Italia nel processo di innovazione e trasformazione digitale delle infrastrutture. Un percorso che punta a rendere la mobilità sempre più sicura, efficiente e connessa, aprendo la strada a nuovi modelli di gestione del traffico e di interazione tra rete stradale, utenti e veicoli del futuro.

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ASPI, al Monte Bianco Tajani incontra i 25 giovani del master sulle reti autostradali

4 June 2026 at 16:40

ASPI, al Traforo del Monte Bianco Tajani incontra i 25 giovani del master per formare i professionisti delle infrastrutture del futuro

A Courmayeur, nell’ambito della visita al Traforo del Monte Bianco, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha incontrato gli studenti del Master di alto apprendistato in ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali promosso da Autostrade per l’Italia. Ad accompagnare il gruppo era Arrigo Giana, amministratore delegato di ASPI. Gli studenti, 25 giovani donne e uomini under 30 e neo-dipendenti della società, hanno illustrato al ministro il percorso formativo avviato da Autostrade per l’Italia, pensato per preparare nuove professionalità nel settore delle infrastrutture e della gestione delle reti autostradali.

Il master prevede un programma biennale che combina lezioni in aula ed esperienze dirette sul campo. La parte accademica è affidata a docenti del Politecnico di Torino e del Politecnico di Milano, mentre la formazione pratica consente agli studenti di confrontarsi con le attività operative e gestionali legate alle infrastrutture autostradali. L’iniziativa si inserisce in un percorso di valorizzazione delle competenze tecniche e manageriali, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di professionisti in grado di contribuire allo sviluppo, alla sicurezza e alla modernizzazione delle reti del Paese.

Nel corso dell’incontro, Tajani si è complimentato con gli studenti e con Autostrade per l’Italia per il progetto formativo. “Contiamo su di voi per il futuro delle infrastrutture del nostro Paese”, ha dichiarato il ministro rivolgendosi al gruppo. Il confronto al Traforo del Monte Bianco ha rappresentato anche un’occasione per sottolineare il ruolo strategico della formazione nel settore infrastrutturale, in un momento in cui competenze specialistiche, innovazione e capacità di gestione integrata delle reti assumono un’importanza sempre maggiore per la competitività e la sicurezza del sistema Paese.

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Poste Italiane, logistica da record nel primo trimestre 2026: consegnati 89 milioni di pacchi

4 June 2026 at 14:47

Poste Italiane, nuovo primato per la logistica: pacchi in crescita del 14,6% e consegne sempre più sostenibili

Il 2026 si apre con un nuovo primato per la logistica di Poste Italiane. Nei primi tre mesi dell’anno, da gennaio a marzo, il gruppo ha consegnato 89 milioni di pacchi, segnando una crescita a doppia cifra pari al 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma il rafforzamento della presenza di Poste Italiane nel settore dell’eCommerce e della logistica, in un mercato sempre più competitivo e caratterizzato da una domanda crescente di consegne rapide, capillari e flessibili.

In forte aumento anche il numero delle consegne effettuate direttamente dai portalettere. Nel primo trimestre 2026 sono stati 38 milioni i pacchi recapitati attraverso questa rete, con un incremento del 21,9% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma la centralità dei portalettere nella strategia logistica del gruppo. La crescita delle consegne affidate ai portalettere è in linea con gli obiettivi del piano strategico “The Connecting Platform”, che prevede entro il 2028 il raggiungimento di due terzi del volume totale di pacchi gestiti attraverso questa modalità, anche grazie all’introduzione della nuova rete corriere a gestione diretta.

Il modello punta a valorizzare una rete già capillare sul territorio nazionale, rafforzando il ruolo di Poste Italiane come infrastruttura di connessione tra cittadini, imprese e piattaforme digitali. In questo scenario, i portalettere diventano sempre più protagonisti della logistica legata all’eCommerce, con un contributo crescente alla gestione dell’ultimo miglio. Alla crescita dei volumi si affianca una strategia orientata alla sostenibilità ambientale. Poste Italiane può contare su una flotta composta da circa 30mila veicoli a basse emissioni, di cui 6.200 full green, a supporto di un modello di consegna sempre più attento alla riduzione dell’impatto ambientale.

Prosegue inoltre lo sviluppo del progetto Green Delivery, pensato per offrire ai clienti una rete ampia e diversificata di punti di ritiro. Ai circa 12.700 uffici postali presenti sul territorio si aggiungono circa 20mila punti tra Rete Punto Poste e Locker, creando un sistema flessibile che consente di accentrare le consegne e contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2. Una soluzione che risponde a una doppia esigenza: da un lato garantire maggiore comodità ai clienti, sempre più orientati verso modalità di ritiro personalizzate e flessibili; dall’altro favorire una logistica più sostenibile, riducendo gli spostamenti e l’impatto ambientale delle consegne.

Con il record di 89 milioni di pacchi consegnati nel primo trimestre 2026, Poste Italiane conferma dunque la propria trasformazione in un operatore sempre più centrale nella logistica nazionale, capace di combinare crescita dei volumi, innovazione dei servizi e attenzione alla sostenibilità.

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UniCredit tra le banche protagoniste dell’operazione da 125 milioni per i MaxiMall

4 June 2026 at 10:45

MaxiMall accelera: UniCredit con BNL BNP Paribas, Banca mps, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo mobilita 125 milioni per due operazioni tra Bari e Pompei

Un finanziamento complessivo di 125 milioni di euro sosterrà lo sviluppo e il consolidamento dei progetti MaxiMall di Bari e Pompei. L’operazione vede coinvolta UniCredit insieme a BNL BNP Paribas, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM e Intesa Sanpaolo e punta a generare effetti significativi sul fronte dell’occupazione, dell’offerta di servizi e del rafforzamento delle economie locali.

L’intervento riguarda due asset riconducibili al gruppo IRGENRE/NEGRI che, pur trovandosi in fasi differenti del loro percorso di sviluppo, condividono una visione industriale comune. MaxiMall Bari rappresenta una realtà già consolidata e pienamente integrata nel tessuto urbano del capoluogo pugliese, mentre MaxiMall Pompei è un progetto in evoluzione che guarda con particolare attenzione ai flussi turistici e alla crescita dell’economia dei servizi.

Per il centro commerciale di Bari è stato previsto un finanziamento di 15 milioni di euro erogato da UniCredit e BNL BNP Paribas. Le risorse saranno destinate al rafforzamento dell’asset, che dispone di circa 15 mila metri quadrati di superficie lorda affittabile e si conferma tra i principali punti di riferimento commerciali dell’area metropolitana, con un impatto occupazionale già consolidato lungo l’intera filiera.

Di dimensioni decisamente maggiori è invece l’operazione relativa a Pompei, per la quale sono stati messi a disposizione 110 milioni di euro da UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM e Intesa Sanpaolo. Il finanziamento è finalizzato al completamento e alla valorizzazione del complesso, una struttura che si estende su oltre 53 mila metri quadrati e che combina attività commerciali, spazi dedicati all’intrattenimento e servizi di ospitalità in una delle aree a più alta vocazione turistica del Paese, nelle immediate vicinanze del sito archeologico.

Le prospettive occupazionali legate ai due progetti risultano particolarmente rilevanti. Si stima infatti la creazione di circa 1.500 posti di lavoro diretti e fino a 2.500 occupati complessivi considerando anche l’indotto, con effetti positivi destinati a interessare commercio, servizi e numerose attività collegate. In un Mezzogiorno che continua a rappresentare un contesto selettivo per gli investimenti, iniziative di questo tipo evidenziano una crescente convergenza tra strumenti finanziari, rigenerazione urbana e valorizzazione delle risorse territoriali.

Il rafforzamento degli asset MaxiMall rappresenta un passaggio chiave per consolidare la nostra presenza e sostenere una crescita coerente con l’evoluzione dei territori”, osserva Paolo Negri, CEO del Gruppo Irgenre, evidenziando la centralità dell’equilibrio finanziario nel sostenere progetti a lungo ciclo.

Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit, sottolinea come “Il credito, in questo contesto, assume una funzione abilitante. Non si limita a sostenere l’iniziativa, ma contribuisce a strutturare percorsi di sviluppo che generano occupazione e rafforzano il tessuto economico locale”.

Dalle banche coinvolte emerge inoltre una visione condivisa secondo cui la collaborazione tra più istituti rappresenta uno strumento efficace per affrontare operazioni complesse, garantendo al tempo stesso equilibrio tra sostenibilità finanziaria e obiettivi di sviluppo industriale. Particolare attenzione viene riservata al progetto di Pompei, considerato un esempio di integrazione tra sviluppo immobiliare e valorizzazione del territorio. Gli effetti attesi, infatti, non si limitano al perimetro dell’investimento, ma si estendono al contesto economico e turistico dell’intera area.

L’operazione ha richiesto il coinvolgimento di importanti advisor legali e tecnici. Per il progetto di Bari, Irgen RE Bari è stata assistita dallo studio Hogan Lovells con il partner Iacopo Canino e l’associate Giovanni D’Apollo. UniCredit e BNL BNP Paribas si sono invece affidate a GA-Alliance, con il partner Angelo Alfonso Speranza, la counsel Paola Sepe e gli associate Mario Emanuele Panu, Francesca Cattaneo e Matteo Cutuli, per la strutturazione e la negoziazione della documentazione finanziaria e per gli aspetti relativi al rimborso delle precedenti emissioni. Per le questioni fiscali è intervenuto il partner Carlo Cugnasca. Il ruolo di agente è stato svolto da Loan Agency Services.

Per quanto riguarda il finanziamento destinato a Pompei, il pool bancario è stato assistito dallo studio Gianni & Origoni attraverso il partner Matteo Bragantini, mentre IRGEN RE Pompei si è avvalsa ancora una volta del supporto di Hogan Lovells, con il partner Iacopo Canino.

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Acea: Fabrizio Palermo confermato Amministratore Delegato

3 June 2026 at 20:26

Acea, il nuovo CdA conferma Palermo nel ruolo di Amministratore Delegato

Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Acea si è riunito sotto la presidenza di Alessandro Rivera e ha confermato Fabrizio Palermo Amministratore Delegato della Società. Palermo già riveste la carica di Direttore Generale. Barbara Marinali è stata nominata Vicepresidente ai sensi dell’art. 16 dello Statuto sociale. All’Amministratore Delegato sono stati conferiti i poteri per la gestione ordinaria della Società e del Gruppo.

Amministratore Delegato e Presidente condivideranno le attività funzionali alla definizione dell’orientamento strategico del gruppo e le valutazioni relative alle operazioni di carattere straordinario. Inoltre al Presidente, oltre alle funzioni statutarie di rappresentanza, sono state riconosciute dal Consiglio specifiche attribuzioni, tra cui quelle in materia di Corporate Governance e di comunicazione di carattere istituzionale.

Le prerogative del Vicepresidente comprendono la supervisione delle attività volte ad assicurare il presidio e il monitoraggio del quadro regolatorio, curando i rapporti con l’ARERA e rappresentando la società presso Utilitalia e le altre associazioni di settore. Il Consiglio di Amministrazione sulla base delle dichiarazioni rese dagli Amministratori e delle informazioni a disposizione della società, ha accertato in capo a tutti i consiglieri il possesso dei requisiti di onorabilità e l’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità.

Con riferimento ai requisiti di indipendenza del Codice di Corporate Governance, cui Acea aderisce, l’organo amministrativo ha confermato i criteri di valutazione di cui alle lettere c) e d) della Raccomandazione 7 approvati dal precedente organo amministrativo e descritti nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2025.

Il Consiglio si aggiornerà ad una prossima riunione per il completamento delle valutazioni in merito al possesso dei requisiti di indipendenza. Nel corso della medesima riunione il Consiglio di Amministrazione con il parere favorevole del Collegio Sindacale, ha, altresì, nominato Pier Francesco Ragni Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Acea.

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Fincantieri, bonus “Welfare Energia” da 200 euro per oltre 12 mila dipendenti in Italia

3 June 2026 at 11:06

Fincantieri sostiene oltre 12 mila dipendenti in Italia con il bonus “Welfare Energia” da 200 euro

Fincantieri rafforza il proprio impegno a favore dei dipendenti e delle loro famiglie con l’introduzione del “Welfare Energia”, una misura pensata per sostenere il benessere delle persone in un contesto internazionale segnato dalla pressione sui costi energetici e dalla trasformazione degli equilibri economici e industriali. Nei prossimi giorni il Gruppo riconoscerà un bonus di 200 euro destinato a oltre 12mila dipendenti in Italia, tra operai e impiegati delle società del Gruppo. L’importo sarà reso disponibile attraverso la piattaforma di welfare aziendale e potrà essere utilizzato per spese legate alla mobilità, ai consumi energetici e alle altre categorie previste dal sistema di welfare interno.

L’iniziativa si inserisce in una più ampia visione industriale che considera lavoro, competenze e benessere organizzativo elementi centrali per il funzionamento del sistema produttivo. Per Fincantieri, infatti, ciò che incide sulla vita quotidiana delle persone ha un impatto diretto anche sulla qualità dell’esecuzione, sul rispetto dei tempi e sulla capacità del Gruppo di trasformare la complessità tecnologica in risultati industriali concreti.

A commentare la misura è Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri: “In uno scenario internazionale caratterizzato da crescente volatilità e pressione sui costi energetici, il ‘Welfare Energia’ rappresenta una scelta coerente con il modo in cui interpretiamo il nostro ruolo industriale. In Fincantieri la competitività non dipende da un singolo fattore, ma da un sistema che tiene insieme tecnologia, organizzazione, competenze e lavoro delle persone”.

Folgiero ha poi sottolineato il ruolo centrale dei dipendenti nella capacità del Gruppo di generare valore: “Sono le persone che trasformano strategia e innovazione in esecuzione, qualità e continuità produttiva. Per questo riteniamo che intervenire sulle condizioni che sostengono il lavoro significhi rafforzare il funzionamento del sistema industriale nel suo complesso e la sua capacità di generare valore nel tempo”.

Secondo l’Amministratore Delegato, la responsabilità sociale di un’azienda non si misura soltanto attraverso parametri ambientali o indicatori ESG, ma anche nella capacità di essere concretamente vicina ai propri lavoratori nei momenti di maggiore necessità. “La responsabilità sociale si misura non solo sulle emissioni di CO2, sulla diversità e sui rating ESG, ma soprattutto sulla capacità di un’azienda di essere vicina ai propri dipendenti quando necessario”, ha concluso Folgiero.

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