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“Mondiale con troppe squadre? Vediamo se l’Italia si qualifica con 64, o forse dovrò metterne 228”: Infantino sfotte la Nazionale

12 June 2026 at 14:54

Come i leader mondiali a cui è più affezionato, anche Gianni Infantino ama perseverare nelle sue idee. Il presidente della Fifa ha costruito il suo enorme potere nel calcio anche grazie a questa prima Coppa del Mondo a 48 squadre. E non ha intenzione di fermarsi. È già in corso il dibattito per allargare i Mondiali di calcio fino a 64 squadre: vale la pena infatti ricordare che la prossima edizione del 2030 sarà quella del centenario, un secolo dopo la prima Coppa Rimet che si disputò in Uruguay. Per questo motivo, Infantino ha progettato un’edizione che coinvolgerà tre continenti e sei Paesi. Una specie di Leviatano del pallone.

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Mentre già si dibatte su questi Mondiali divisi fra tre Paesi (Usa, Canada e Messico) e con 48 squadre partecipanti, i prossimi rischiano di essere ancora peggio. Ad oggi il progetto non è definito: si sa solo che le partite inaugurali si giocheranno tra Uruguay, Argentina e Paraguay, per celebrare appunto il centenario. Mentre il resto della competizione si svolgerà tra Spagna, Portogallo e Marocco. Vista questa espansione gigantesca, soprattutto la Federazione del Sud America (CONMEBOL) sta spingendo per allargare il torneo a 64 squadre, ovvero il 30% di tutte le Nazionali affiliate alla Fifa.

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È musica per le orecchie di Infantino. Già il formato a 48 ha permesso di qualificarsi a tante nazioni che altrimenti il mondiale avrebbero solo potuto sognarlo. Sono gli stessi piccoli Paesi che votano nel congresso Fifa e costituiscono il consenso del presidente. Più squadre, più potere. Più partite, più soldi, ancora più potere. È questo il modello del presidente svizzero-italiano. Che distribuendo tra tre continenti l’edizione 2030, ha garantito agli amici dell’Arabia Saudita di avere i Mondiali 2034. E per difendere le sue mire, Infantino non si fa problemi anche a sfottere la Nazionale azzurra per la sua assenza ai Mondiali.

“Prima di tutto dobbiamo vedere come funzionerà questa prima Coppa del Mondo con 48 squadre”, ha detto Infantino rispondendo all’emittente brasiliana CazéTV in merito a un possibile ulteriore ampliamento dei Mondiali. “È chiaro che tutte le squadre qualificate rappresentano un evento di grande portata. Abbiamo persino discusso di 64 squadre, e in quel caso ci sarebbe lo stesso numero di partite, ma con una maggiore partecipazione di squadre e un maggiore coinvolgimento da parte di tutto il mondo”, ha detto il presidente FIFA, ammettendo che il progetto di prevedere 16 gironi (ma senza ripescaggio delle migliori terze) esiste eccome.

Poi la battuta sull’Italia. Nel corso dell’intervista all’ingresso dello stadio Azteca, Infantino ha sottolineato che un ulteriore aumento del numero di squadre qualificate potrebbe aiutare, ad esempio, l’Italia a tornare ai Mondiali. Il presidente FIFA ha commentato ridacchiando: “Vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre, o forse dovrò metterne 228 per vedere se si qualificano”, ha concluso con una risata. Se lo può permettere. La stampa sportiva italiana da tempo gli ha steso un tappeto rosso, tra interviste celebrative e interventi scritti di proprio pugno per raccontare la favola del miglior Mondiale di sempre.

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Palestinian football chief says US denied him visa to attend World Cup

Jibril Rajoub attended opening match in Mexico but becomes latest football official hit by US visa issues, he says

The head of the Palestinian Football Association has said he is unable to travel to the US with other federation heads attending the 2026 Fifa World Cup because he has not been issued a visa.

Jibril Rajoub went to the opening match between Mexico and South Africa in Mexico City on Thursday. But he is among several people accredited to attend the World Cup who have been denied visas or have yet to receive them from the US.

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© Photograph: Patrick B Kraemer/KEYSTONE/AP

© Photograph: Patrick B Kraemer/KEYSTONE/AP

© Photograph: Patrick B Kraemer/KEYSTONE/AP

A wingers’ World Cup kicks off under the shadow of Messi–Ronaldo rivalry

11 June 2026 at 12:03

The World Cup kicks off this Thursday when Mexico host South Africa at the historic Estadio Azteca, and FIFA has never wished more for the ball to start rolling. Once again, the game and its universal passion call for the rescue of the world or, at least, to bring it some peace of mind. Soccer aspires to serve as the very same unifying force that soothed tensions after World War II, even if the latent, globalized geopolitical tension makes it difficult.

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© Luis Cortes (REUTERS)

Mexican fans create the world’s longest wave.

Excitement and Frustration Mix as the World Cup Comes to America

12 June 2026 at 12:50
Astronomical ticket prices, soaring security costs and concern over traffic and transit snarls is mixed with pride in host cities and excitement over the U.S. team.

© Patrick T. Fallon/Agence France-Presse — Getty Images

The United States plays Paraguay on Friday in the first U.S.-hosted game of the World Cup, at SoFi Stadium near Los Angeles. FIFA is requiring stadiums to hide the logos of their corporate sponsors during the tournament.

Mondiali, la Fifa ha stravolto il rituale degli inni pre-partita: tutto è nato da un desiderio di Del Piero

12 June 2026 at 09:38

A qualcuno l’idea è piaciuta. Altri l’anno definita l’ennesima americanata di questi Mondiali 2026. Dopo aver distorto il format della Coppa del Mondo, portandola da 32 a 48 squadre, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha scelto di stravolgere anche il rituale degli inni nazionali che precede l’inizio di ogni partita. Il primo assaggio lo si è avuto nel match inaugurale tra Messico e Sudafrica: se qualcuno pensava che quella fosse un’eccezione legata alla cerimonia d’apertura, si sbaglia. Per tutte le gare di questo Mondiale, infatti, il momento degli inni diventerà un piccolo show. E tutto è nato da un desiderio espresso a Infantino da Alessandro Del Piero.

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La nuova cerimonia pre-partita ai Mondiali

La cerimonia che precede l’inizio delle partite dei Mondiali sarà sempre la seguente: tutti i giocatori convocati fanno l’ingresso in campo, anche quelli che poi si siederanno in panchina. Le due squadre al completo si dispongono attorno al cerchio di centrocampo, una di fronte all’altra, per cantare a turno il proprio inno nazionale. Nel frattempo, enormi bandiere delle due nazionali coprono le due metà del campo. Un cerimoniale stravolto rispetto alla tradizione, che vedeva i 22 giocatori in campo disporsi su una linea retta, divisi dalla terna arbitrale. Un piccolo show voluto dalla Fifa. E non ha torto chi parla di americanata: sicuramente, almeno in parte, l’intento è quello di copiare le presentazioni dei match in stile NBA, per fare un esempio. Non è detto che sia un aspetto negativo: de gustibus.

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Del Piero ha suggerito l’idea a Infantino

Una novità per tutti i tifosi che vedono cambiare un protocollo che ormai da tempo faceva parte della ritualità degli incontri delle nazionali. Infantino, forse per parare eventuali critiche, ha raccontato in conferenza stampa che il rituale stravolto è nato da un’idea di un’ex leggenda del calcio italiano: “Tutti i 26 giocatori di una nazionale saranno in campo per l’inno nazionale. E’ un’idea di Alessandro Del Piero“. Il presidente della Fifa ha aggiunto: “Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un’idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: ‘Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l’inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra‘”.

Poi Infantino ha proseguito scherzando: “Non so se me l’ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina…”. Quindi il presidente Fifa ha concluso: “Mi è sembrata un’idea interessante, l’abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo 11 titolari, ci sono 5 o 6 sostituzioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo, è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell’inno“.

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¡Dímelo a mí!

12 June 2026 at 04:30

Esto, querido lector, es una correspondencia entre dos de las grandes plumas de las letras hispánicas. Martín Caparrós y Juan Villoro, amigos y fanáticos futboleros, iniciaron una conversación –íntima y pública al mismo tiempo– con la excusa de la celebración del Mundial de Qatar, en 2022. Ahora, cuatro años más tarde, retoman esa misma seríe, titulada ‘Un mundial de ida y vuelta’, para seguir con idéntica pasión el día a día de este otro Mundial que acogen EE UU, México y Canadá.

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© Isaac Esquivel (EFE)

Aficionados en las afueras del Estadio Azteca antes a la inauguración del Mundial de la FIFA 2026 este jueves.

México rompe el maleficio ante Sudáfrica en la fiesta de la capital mundial del fútbol

11 June 2026 at 22:11

México volvió a abrirle la puerta al mundo con una pelota. De nuevo hizo global aquello de “mi casa, su casa”; ningún otro país en la historia de la gran cita del balón lo ha podido verbalizar tantas veces, tres ya. Las mismas, más que ninguno también, que un mismo estadio ha acogido un partido inaugural. La gloria se queda para siempre en el totémico Azteca, por mucho que ahora quieran llamarlo Banorte o Ciudad de México: los patrocinadores pueden comprar un nombre, no una historia, menos cuando esa historia fue escrita por las deidades que alguna vez corrieron en este césped. Ante Sudáfrica, México rompió además un maleficio casi centenario. La selección que más partidos inaugurales ha jugado nunca había logrado una victoria el día del estreno. Fue en la octava ocasión que lo logró. Hay algo profundamente mexicano en no claudicar. Hay algo profundamente mexicano en permanecer en pie y seguir encontrando motivos para celebrar.

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© DPA vía Europa Press (DPA vía Europa Press)

Shakira y Burna Boy cantan durante la ceremonia inaugural en el Azteca.

© Hannah McKay (REUTERS)

Raúl Jimenez celebra el segundo gol de México.

© Eloisa Sanchez (REUTERS)

Jugadores de México se alinean antes del partido.

© Natacha Pisarenko (AP Photo/Natacha Pisarenko)

La Selección Mexicana se prepara para el primer partido.

© Natacha Pisarenko (AP Photo/Natacha Pisarenko)

Julián Quiñones celebra el gol contra Sudáfrica.

© Aurea Del Rosario

Personas celebran el gol en las inmediaciones del Azteca.

© Natacha Pisarenko (AP Photo/Natacha Pisarenko)

México vuelve a ser anfitrión 40 años después y se convierte así en el único país en albergar tres veces un Mundial.

© DPA vía Europa Press (DPA vía Europa Press)

Gianni Infantino sostiene la Copa del Mundo durante el partido inaugural.

© Emiliano Molina

Asistentes al Fan Fest celebran el gol de la selección mexicana.

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© EPV

Raúl Jimenez celebra el segundo gol de México, este jueves.
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