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Google compra la potenza dell’IA: maxi accordo da oltre 30 miliardi con SpaceX

5 June 2026 at 21:16

La corsa globale alla potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale aggiunge un nuovo capitolo miliardario. A pochi giorni dalla sua quotazione in Borsa, SpaceX ha annunciato un accordo di dimensioni eccezionali con Google per la fornitura di capacità computazionale destinata ai sistemi di intelligenza artificiale e ai servizi cloud.

Secondo quanto emerge da documenti finanziari resi pubblici oggi, la società di Elon Musk metterà a disposizione del colosso di Mountain View una infrastruttura composta da circa 110.000 Gpu prodotte da NVIDIA, oltre a Cpu, memoria e altri componenti necessari all’elaborazione avanzata dei dati.

L’intesa prevede che Google versi a SpaceX circa 920 milioni di dollari al mese a partire da ottobre 2026 fino a giugno 2029. Nell’arco dell’intero contratto, il valore complessivo dell’accordo supera i 30 miliardi di dollari, confermandosi tra i più rilevanti mai siglati nel settore delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

L’operazione testimonia come il vero collo di bottiglia della rivoluzione dell’IA non sia più soltanto lo sviluppo di modelli sempre più sofisticati, ma la disponibilità di enormi quantità di potenza di calcolo. Le Gpu Nvidia, considerate lo standard di riferimento per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale generativa, sono diventate una risorsa strategica per le grandi aziende tecnologiche.

La domanda di capacità computazionale è infatti cresciuta a ritmi senza precedenti. Le principali società statunitensi stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione o nell’affitto di data center specializzati, indispensabili per sostenere chatbot, assistenti virtuali, sistemi di ricerca avanzata e applicazioni aziendali basate sull’intelligenza artificiale.

L’accordo tra SpaceX e Google si inserisce proprio in questa competizione. Il mese scorso anche Anthropic, una delle principali aziende americane attive nell’IA generativa, aveva annunciato un maxi contratto con SpaceX per l’utilizzo di uno dei suoi principali data center.

Per SpaceX, tradizionalmente associata alle attività spaziali, ai lanci orbitali e alla rete satellitare Starlink, il contratto rappresenta anche la conferma della crescente diversificazione del business verso il mercato delle infrastrutture digitali. Per Google, invece, l’intesa garantisce accesso a una riserva di capacità computazionale fondamentale per sostenere la competizione con rivali come Microsoft, Amazon e Meta nella corsa all’intelligenza artificiale.

La battaglia tecnologica si gioca ormai sempre meno sugli algoritmi e sempre più sulla disponibilità di energia, chip e data center. E il maxi accordo tra Google e SpaceX ne è una delle dimostrazioni più evidenti.

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“Arnaldi ha portato l’organismo al limite, è un caso unico. In condizioni di sforzi fisici si è suscettibili alle infezioni”: la spiegazione del medico-fisiatra

5 June 2026 at 20:50

“Il ritiro di Matteo Arnaldi a un passo dalla semifinale del Roland Garros lascia l’amaro in bocca agli appassionati, e a chi aspettava il primo derby italiano della storia in semifinale a livello Slam. Oltre alla sfortuna di un evento del genere a un passo da una partita storica, quello che è capitato al tennista ligure fornisce degli interessanti spunti di riflessione” agli occhi del medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).

“Arnaldi – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – non ha semplicemente giocato tanto, ma ha battuto ogni record di ore giocate per arrivare ad una semifinale Slam nella storia: 19 ore e 42 minuti di gioco effettivo. Questo non è infatti solo il primato del torneo parigino, ma rappresenta il record assoluto in tutti i tornei del Grande Slam da quando esiste il cronometraggio ufficiale. Aver accumulato un simile minutaggio significa aver portato l’organismo al limite” e “la letteratura scientifica spiega molto bene la suscettibilità alle infezioni gastroenteriche in condizioni di sforzi fisici”, sottolinea Bernetti commentando l’ipotesi che sia stato un virus a mettere ko l’atleta.

In conferenza stampa all’Open di Francia, infatti, Arnaldi ha descritto i sintomi che lo hanno costretto al ritiro: vomito ripetuto dalla scorsa notte e un malessere che “non migliorava. Non potevo mangiare” e “ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno“, ha detto. “A causa dello sforzo massimale – illustra il medico-fisiatra – si verifica un picco di ormoni dello stress e una drastica riduzione transitoria dei linfociti e delle immunoglobuline di tipo A (molto importanti nella protezione delle pareti intestinali dalle aggressioni virali), creando una finestra temporale in cui l’atleta è paradossalmente molto più vulnerabile alle infezioni rispetto a una persona sedentaria. A questa temporanea riduzione delle difese immunitarie, si unisce una riduzione dell’apporto di ossigeno all’intestino in quanto il sangue viene preferenzialmente dirottato verso la muscolatura durante lo sforzo, con un danno delle complesse giunzioni proteiche che ‘sigillano’ la parete intestinale aumentandone la permeabilità. Di conseguenza batteri, tossine e virus hanno maggiore facilità ad attraversare la mucosa, innescando potenziali infezioni gastroenteriche“.

“A onor del vero – osserva lo specialista – è difficile dire cosa, e se, si sarebbe potuto fare di diverso. Il caso Arnaldi è infatti un caso unico, era dal 1992 che un atleta non giocava così tanto in un torneo Slam e stiamo parlando di un’era tennistica e della medicina estremamente distante da oggi, il suo fisico è stato veramente portato al limite. Speriamo che possa recuperare presto e andare in fondo ai prossimi tornei”, conclude Bernetti.

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“Quando Arnaldi è venuto da me e me l’ha detto, ho quasi pianto. Sono triste e felice allo stesso tempo”: parla Cobolli

5 June 2026 at 20:17

“È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto”, dopo Arnaldi, anche Flavio Cobolli ha parlato in conferenza stampa commentando il ritiro di Matteo Arnaldi prima della semifinale del Roland Garros e il suo approdo in finale contro il tedesco Alexander Zverev. “È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davvero triste ma al tempo stesso felice per i risultati ottenuti in questa settimana“, ha aggiunto.

Quindi rivolto proprio ad Arnaldi, il tennista romano ha aggiunto: “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tante ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica“, ha concluso Arnaldi.

Per Cobolli comunque sono arrivate diverse soddisfazioni oggi: in primis, il tennista 24enne è sicuro di entrare in top 10 da lunedì dopo la sconfitta di Mensik. Sarà il nuovo numero due d’Italia dopo Jannik Sinner. E se dovesse vincere contro Alexander Zverev, sarebbe addirittura numero 5 al mondo. Un momento d’oro per il 24enne, che ora sogna la prima vittoria in uno Slam. In più Cobolli è diventato il sesto italiano di tutti i tempi in finale negli Slam, il terzo a Parigi nell’Era Open dopo Adriano Panatta (che proprio nel 1976, 50 anni fa, trionfò) e ovviamente Jannik Sinner. Sarà la 13esima finale Slam con un azzurro impegnato nel singolare maschile.

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Omicidio di Milano Certosa, primo fermo per la morte di Gianluca Ibarra Silvera: è un 19enne

5 June 2026 at 20:10

A dieci giorni dall’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il ventiduenne accoltellato a morte nella notte tra il 26 e il 27 maggio vicino alla stazione di Milano Certosa, arriva la prima svolta investigativa. La Procura di Milano ha disposto il fermo di uno dei giovani finiti nel mirino della Squadra Mobile nell’ambito dell’indagine sul delitto che ha sconvolto la periferia nord del capoluogo lombardo. Si tratta di un 19enne, di origine peruviana. Altri sette ragazzi, residenti tra Milano e l’hinterland, sono stati perquisiti e ascoltati dagli investigatori.

Il provvedimento è maturato dopo giorni di accertamenti coordinati dal pubblico ministero Elio Ramondini e dall’aggiunta Bruna Albertini. Gli agenti della Squadra Mobile hanno raccolto testimonianze, effettuato sopralluoghi, analizzato immagini di videosorveglianza e sviluppato una serie di riscontri tecnici che avrebbero consentito di identificare alcuni dei presunti partecipanti all’aggressione.

Secondo quanto emerso finora, il giovane fermato farebbe parte del gruppo che la notte del delitto avrebbe accerchiato e inseguito Gianluca e suo fratello nell’area della stazione ferroviaria. Gli altri sette ragazzi ascoltati dagli investigatori non risultano, al momento, destinatari di misure restrittive, ma la loro posizione resta al vaglio degli inquirenti.

La pista delle pandillas

L’indagine continua a concentrarsi sull’ipotesi di un’aggressione maturata nell’ambiente delle cosiddette “pandillas” latinoamericane. La stazione di Milano Certosa, secondo fonti investigative, sarebbe tornata negli ultimi tempi a essere un luogo di ritrovo di gruppi giovanili riconducibili a diverse bande, tra cui i Latin Kings e la Mara Salvatrucha, nota come MS-13. Nell’area sarebbero state notate più volte scritte con la sigla “LK”, acronimo di Latin Kings. Proprio questo elemento era stato richiamato nei giorni scorsi dal fratello della vittima, testimone diretto dell’aggressione.

Intervistato dalla trasmissione televisiva Fuori dal coro, il giovane aveva raccontato che il gruppo di aggressori si sarebbe presentato gridando “Somos los reyes”, ovvero “Siamo i re”, frase che secondo lui richiamava chiaramente la gang. “Hanno fatto un marchio sulla parete con la scritta LK. È una gang”, aveva dichiarato.

L’inseguimento sui binari

Il racconto del fratello di Gianluca restituisce il quadro di una violenza improvvisa e brutale. I due giovani sarebbero stati circondati da un gruppo numeroso di ragazzi armati di coltelli, bottiglie e pietre. “Hanno iniziato ad accerchiarci, siamo scesi sui binari correndo. Avevamo trenta persone dietro che ci rincorrevano”, aveva raccontato. Nel tentativo di fuggire, i due fratelli si sarebbero separati. Gianluca sarebbe stato raggiunto dal branco e colpito ripetutamente.

“L’hanno preso, sono saltati in massa su di lui. Saranno stati una ventina a picchiarlo e accoltellarlo”, aveva detto il fratello, che ha poi assistito agli ultimi istanti di vita del ventiduenne. “Mi è morto tra le braccia. Gli dicevo di resistere, ma era pieno di ferite”.

Un delitto senza un movente chiaro

Resta ancora da chiarire il movente dell’omicidio. Gli investigatori non escludono che la vittima possa essere stata scambiata per qualcun altro oppure che l’aggressione sia nata da una dinamica di affermazione territoriale tipica delle bande giovanili. “Un vero motivo non c’era”, ha sostenuto il fratello di Gianluca. “L’hanno ucciso solo per il gusto di farlo oppure ci hanno scambiato per qualcuno che non eravamo”.

L’identificazione del primo sospettato rappresenta ora un passaggio cruciale per ricostruire la sequenza dei fatti e individuare le responsabilità degli altri componenti del gruppo che avrebbe preso parte al pestaggio mortale. Gli investigatori attendono gli ultimi riscontri per definire il quadro accusatorio e accertare il ruolo di ciascuno dei giovani coinvolti.

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Iran ai Mondiali: arrivano i visti Usa, ma solo per i calciatori. Negato ad almeno 15 membri dello staff

5 June 2026 at 19:30

Il caso diplomatico che rischiava di compromettere la partecipazione dell’Iran ai Mondiali di calcio negli Stati Uniti sembra essersi risolto. I calciatori della nazionale iraniana hanno infatti ottenuto i visti necessari per entrare nel territorio americano e prendere parte alla competizione che inizierà tra pochi giorni. La conferma è arrivata da un funzionario della Casa Bianca, che ha riferito la notizia all’agenzia Reuters. La svolta arriva dopo giorni di incertezza e polemiche. Ma solo ai calciatori: Fonti interne hanno riferito ad Al Jazeera che almeno 15 membri dello staff della nazionale iraniana si sono visti negare il visto negli Stati Uniti. Si tratta di allenatori, personale tecnico e dirigenti. Le stesse fonti dicono che alcuni di coloro a cui è stato negato il visto erano ufficialmente riconosciuti dalla FIFA come parte dello staff tecnico e/o di allenatori.

Soltanto nelle scorse ore l’ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, aveva denunciato pubblicamente il mancato rilascio dei visti ai giocatori, sottolineando come la squadra fosse ancora bloccata a dieci giorni dall’esordio previsto a Los Angeles. Una situazione che aveva alimentato timori sulla possibilità che la nazionale iraniana non riuscisse a raggiungere gli Stati Uniti in tempo per l’inizio del torneo.

Le restrizioni

La vicenda aveva assunto rapidamente una dimensione politica. L’Iran figura infatti tra i Paesi colpiti dalle nuove restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti introdotte dall’amministrazione Trump. Sebbene gli eventi sportivi internazionali prevedano generalmente deroghe specifiche per atleti, tecnici e delegazioni ufficiali, il ritardo nell’emissione dei documenti aveva sollevato interrogativi sull’effettiva applicazione di tali eccezioni. Nei giorni scorsi la federazione iraniana aveva scelto di trasferire la squadra in Messico, trasformando il Paese nordamericano in una sorta di base operativa temporanea in attesa dello sblocco della situazione. Una soluzione logistica necessaria per non compromettere la preparazione alla competizione e per consentire alla delegazione di essere pronta a partire non appena fosse arrivato il via libera dalle autorità statunitensi.

L’annuncio della Casa Bianca mette ora fine, almeno sul piano pratico, a una vicenda che aveva suscitato preoccupazione sia nel mondo del calcio sia in quello diplomatico. Con i visti finalmente concessi, la nazionale iraniana potrà raggiungere gli Stati Uniti e preparare regolarmente il proprio debutto mondiale.

Il significato

La partecipazione dell’Iran assume inoltre un significato particolare perché la squadra si prepara a giocare il Mondiale mentre il Paese è coinvolto in un conflitto con una delle nazioni ospitanti, una situazione senza precedenti nella storia della competizione.

Durante il ritiro in Turchia, dove la nazionale ha trascorso oltre due settimane prima di trasferirsi in Messico, alcuni giocatori hanno raccontato all’Associated Press le difficoltà di preparare un appuntamento sportivo di tale portata mentre si seguono quotidianamente le notizie provenienti dal proprio Paese. “Non è facile”, ha spiegato il centrocampista Saeid Ezatolahi, alla sua terza Coppa del Mondo. “La situazione politica può influenzare la mentalità dei giocatori e della gente”.

Nonostante il contesto, i calciatori insistono sulla volontà di rappresentare il Paese e offrire un momento di unità a una popolazione provata dalla guerra. “Sappiamo che il nostro popolo ha sofferto molto e andiamo lì per loro, per ottenere i migliori risultati possibili“, ha dichiarato il 24enne Mohammad Ghorbani. Le prime due partite dell’Iran si giocheranno nell’area di Los Angeles, città che ospita una delle più grandi comunità iraniane all’estero, composta in larga parte da oppositori del regime di Teheran. “Ci aspettiamo molti tifosi allo stadio e molta pressione”, ha detto ancora Ezatolahi. “Il nostro dovere è lottare per il nostro popolo, rappresentare il nostro Paese e dimostrare quanto valiamo”. Un messaggio condiviso anche da Ghorbani: “Vogliamo portare gioia agli iraniani e mostrare al mondo la forza del nostro popo

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Uccise il padre per difendere la madre: Makka Sulaev assolta in appello per legittima difesa, ribaltata la condanna a 9 anni

5 June 2026 at 18:45

La Corte d’Assise d’appello di Torino ha assolto per legittima difesa Makka Sulaev, la ventenne processata per aver ucciso il padre con due coltellate a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, il 1 marzo 2024, nel corso dell’ennesima lite familiare. “Non volevo ucciderlo, volevo difendere mia madre” dichiarò la ragazza. La decisione ribalta integralmente la sentenza di primo grado, che l’8 marzo 2025 aveva condannato la giovane a nove anni e quattro mesi di reclusione. La Corte ha disposto anche la sua immediata liberazione. Fino alla sentenza d’appello, Sulaev era sottoposta all’obbligo di firma. La giovane era stata arrestata pochi giorni dopo i fatti e successivamente collocata in una comunità protetta, dove ha potuto proseguire il percorso di studi.

La vicenda si inserisce in un contesto familiare segnato, secondo quanto emerso in dibattimento, da episodi di violenza domestica e maltrattamenti ripetuti. Il giorno dell’omicidio, secondo la ricostruzione processuale, l’uomo, Akhyad Sulaev, avrebbe aggredito la moglie durante l’ennesima lite in casa. La figlia sarebbe intervenuta per difenderla, interponendosi tra i genitori. Durante il processo d’appello è stato acquisito anche un audio registrato da uno dei figli minori con un tablet, che ha documentato le fasi della lite e che è stato ascoltato in aula. Elemento che, insieme alle altre risultanze istruttorie, ha contribuito alla rivalutazione complessiva del quadro probatorio.

In primo grado, il tribunale di Alessandria aveva escluso la legittima difesa, ritenendo non sussistenti i presupposti per applicarla e contestando anche profili di eccesso nella reazione della giovane. La sentenza d’appello, invece, ha riconosciuto la sussistenza della scriminante, ricostruendo il gesto della ventenne all’interno di una situazione di aggressione in atto e di vulnerabilità familiare. Nel corso del dibattimento, il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna, sostenendo che non si potesse invocare la legittima difesa e richiamando il principio del divieto di autotutela. La difesa ha invece insistito sulla condizione di violenza domestica continuativa, sottolineando la posizione di soggetto vulnerabile della giovane e la dinamica dell’aggressione in corso.

“È stata stravolta la sentenza di primo grado”, ha dichiarato il difensore della ragazza, evidenziando come il giudizio d’appello abbia ribaltato l’impostazione accusatoria iniziale. La procura generale potrebbe ora valutare un ricorso in Cassazione, mentre si attendono le motivazioni della decisione. La vicenda giudiziaria si chiude per ora con l’assoluzione della giovane, che al momento della lettura della sentenza era in aula ed è scoppiata in lacrime. Per lei si apre ora una nuova fase personale, anche sul piano degli studi, con l’esame di maturità imminente e il progetto di iscriversi a Medicina.

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Ue, Conte: “Meloni non è riuscita a prendere l’aereo per un vertice importantissimo, ma lo guidava Salvini?”

5 June 2026 at 18:19

“Io non finisco di sorprendermi. Meloni ha cercato di accettare tutte le richieste di Trump ed è stata mollata da Trump. Poi si è associata alla scommessa sulla vittoria militare dell’Europa e della Nato sulla Russia e ieri hanno fatto il vertice Germania, Regno Unito e Francia e non l’hanno invitata. Adesso l’ultima è che non è riuscita a prendere l’aereo e a raggiungere un vertice Ue-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini?”. Così il presidente del M5S Giuseppe Conte a margine di un evento elettorale a Molfetta, ha commentato l’assenza della premier al vertice Ue-Balcani. “Ma è possibile che l’Italia sia caduta così in basso. Abbiamo ancora un presidente che parla di ritrovo della centralità, di riconquista dell’autorevolezza e della credibilità. Ma quale credibilità? Manco forse i suoi familiari ci credono più”, ha continuato Conte.

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Voto di scambio con aggravante mafiosa, rinviato a giudizio l’ex capo di gabinetto di Toti in Regione Liguria

5 June 2026 at 18:15

Matteo Cozzani, ex capo di gabinetto di Giovanni Toti, è stato rinviato a giudizio per corruzione elettorale con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, nell’ambito della maxi-inchiesta della Procura di Genova che nel maggio 2024 portò all’arresto per corruzione dell’allora governatore della Liguria (uscito dal processo con un patteggiamento). L’accusa riguarda presunti pacchetti di voti arrivati dalla comunità originaria di Riesi (Caltanissetta), residente nel quartiere genovese di Certosa, a candidati della lista Toti alle elezioni regionali del 2020, ottenuti secondo l’accusa in cambio di promesse di posti di lavoro da parte di Cozzani (già sindaco di Portovenere, in provincia della Spezia).

Il giudice per l’udienza preliminare di Genova, Giorgio Morando, ha ordinato il processo (che comincerà il 16 settembre) anche per altri 11 imputati: l’aggravante mafiosa è contestata anche ai gemelli Arturo e Italo Testa, rappresentanti della comunità riesina, e all’ex sindacalista della Cgil Venanzio Maurici, ritenuto il referente genovese del clan Cammarata di Cosa Nostra. Il consigliere regionale Stefano Anzalone e l’ex candidato della lista Toti Domenico Cianci dovrannno invece rispondere di corruzione elettorale semplice.

Venerdì l’udienza preliminare è stata rinviata a novembre per la decisione sulla richiesta di messa alla prova di sei imputati. Stralciata la posizione dell’ex segretario generale dei porti di Genova e Savona Paolo Piacenza (oggi presidente dell’autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio), accusato di omessa denuncia per l’occupazione abusiva di alcune aree portuali da parte dell’imprenditore Aldo Spinelli: gli atti sono stati trasmessi ai pm che dovranno emettere nei suoi confronti un decreto di citazione diretta a giudizio.

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Calendario Serie A 2026/27: l’Inter fa l’esordio con il Monza. Alla terza il big match con il Napoli e Juventus-Milan

5 June 2026 at 18:00

È stato svelato oggi, a Parma, il calendario della Serie A 2026/27, con la prima giornata prevista per il weekend del 22-23 agosto 2026. Una stagione – quella scorsa – che ha visto il trionfo dell’Inter di circa un mese fa, Milan e Juventus fuori dalla Champions (dove invece ci sarà il Como per la prima volta), le retrocessioni di Pisa, Verona e Cremonese, le promozioni dalla Serie B di Venezia, Frosinone e Monza. Tante le novità per il prossimo anno. Intanto, la più sostanziale riguarda l’accorpamento delle finestre Fifa di settembre e ottobre in un’unica sosta con 4 date per le nazionali. Il campionato infatti si interromperà consecutivamente domenica 27 settembre e domenica 4 ottobre 2026.

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British Council Italia: nuovo sciopero il 4 giugno a Roma contro i maxi licenziamenti. Arriva il sostegno dai sindacati inglesi

5 June 2026 at 17:28

I dipendenti del British Council Italia scioperano ancora. La Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil ha confermato che il 4 giugno i lavoratori e le lavoratrici dell’istituto incroceranno le braccia con una manifestazione a Roma, in piazza SS. Apostoli, dalle ore 14.00. Il presidio segue quello del 21 maggio che ha coinvolto la Capitale, ma anche Milano e Napoli dopo lo sciopero indetto sempre da Flc Cgil contro l’annuncio di una maxi taglio dell’organico nelle sedi italiane. Una scelta che il sindacato definisce “una scelta politica mascherata da crisi industriale”.

“La mobilitazione è la risposta alla volontà di smantellare l’83% dell’organico attraverso un licenziamento collettivo che minaccia ben 108 lavoratrici e lavoratori sui 130 operativi in Italia. Procedura che azzererebbe, di fatto, la storica presenza dell’ente culturale britannico nel nostro Paese”, fa sapere il sindacato. L’11 maggio l’azienda ha infatti inviato alle rappresentanze sindacali una comunicazione formale in cui si annunciava l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo. La decisione è stata presa a causa della dura crisi finanziare che dopo il Covid ha colpito l’organizzazione. L’ente ha un deficit di finanziamento e non riesce a colmare il rimborso di un prestito di 197 milioni di sterline concesso dal governo di Londra. La soluzione a questi problemi ha però colpito le sedi italiane.

“Le rappresentanze sindacali aziendali e la Flc Cgil respingono con fermezza l’atteggiamento rigido e speculativo della dirigenza, che continua a trincerarsi dietro la scusa di una finta ‘crisi aziendale’ per avallare una decisione puramente politica del Governo di Londra, calpestando così i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e tradendo l’Accordo Culturale bilaterale tra Italia e Regno Unito in vigore dal 1951″, spiega il sindacato. “Chiederemo ai Ministeri degli Esteri, della Cultura e del Lavoro di adoperarsi affinché il Governo italiano intervenga prontamente a difesa dei posti di lavoro e della dignità del nostro Paese, intimando al Governo inglese il rispetto dei trattati internazionali. I posti di lavoro non si toccano e il British Council non si cancella”, conclude. Flc Cgil fa riferimento a un accordo tra Londra e Roma del 1951, anno di nascita dell’ente, volto a promuovere lo scambio culturale e in materia di educazione fra i due Paesi.

Anche dai sindacati di oltre Manica è arrivata solidarietà per lo sciopero. L’University and College Union (UCU), il principale sindacato britannico dell’università e dell’istruzione superiore, ha inviato una lettera a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del British Council a firma della Segretaria generale Jo Grady. La UCU sottolinea anche le pesanti conseguenze che tale decisione avrebbe non solo per il personale coinvolto e le loro famiglie, ma anche per gli studenti e per i consolidati rapporti culturali ed educativi tra Italia e Regno Unito. L’iniziativa del sindaco britannico nasce da una mozione votata il 29 maggio nel loro congresso e ha a impegnato l’organizzazione a sostenere concretamente la vertenza, a sensibilizzare il Parlamento britannico e a promuovere iniziative di solidarietà all’interno del movimento sindacale del Regno Unito.

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L’ingresso col passamontagna, poi la miccia esplosiva: sette arresti a Foggia per gli assalti agli sportelli bancomat – Video

5 June 2026 at 17:12

I carabinieri di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di sette indagati accusati di assalti con esplosivo ai danni di sportelli bancomat di alcuni istituti bancari.

Gli arrestati hanno tra i 20 e i 51 anni e sono indagati per furto aggravato dall’utilizzo di materiale esplosivo ai danni di sportelli Atm, violazione della legge sulle armi, ricettazione e riciclaggio. L’accusa è di aver compiuto due assalti nelle province di Pistoia e Avellino. Complessivamente gli indagati sono 18, tutti originari della provincia di Foggia.

Le indagini – spiegano gli investigatori dell’Arma – costituiscono la prosecuzione della operazione che lo scorso 26 gennaio ha già consentito di sottoporre a fermo 5 indagati dediti ad assalti a sportelli Atm compiuti in provincia di Foggia e in altre località del territorio nazionale.

Il modus operandi della compagine criminale prevedeva l’impiego di autovetture di grossa cilindrata (provento di furto oppure noleggiate a Cerignola) e l’utilizzo, durante gli assalti, della ‘marmotta‘, un ordigno artigianale ad elevato potere esplosivo che inserito nelle bocchette degli sportelli bancomat o postamat, a causa della forte detonazione, consente l’apertura delle casseforti contenenti denaro, e provoca il danneggiamento delle strutture. L’organizzazione avrebbe beneficiato di specifiche professionalità criminali con ruoli ben definiti: autisti, vedette, staffettisti.

I due assalti contestati nel provvedimento cautelare sono stati compiuti nei mesi di gennaio e marzo 2026, rispettivamente in Toscana, a Quarrata (provincia di Pistoia), e in Campania, a Vallata (provincia di Avellino), per un bottino complessivo stimato in circa 30.000 euro.

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Cacciari: “Zelensky e Putin si parlino e si vedano dove vogliono, anche sulla luna”. Poi rifiuta gli auguri di compleanno

5 June 2026 at 17:03

Il caso Erri De Luca? Togliere la parola a chicchessia significa mettersi dalla parte del torto“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Uno, Nessuno, 100Milan (Radio24) dal filosofo Massimo Cacciari, che ribadisce quanto espresso nella sua intervista a Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano in merito alla vicenda dello scrittore napoletano. De Luca era stato invitato a tenere il discorso di apertura della kermesse, prevista dal 13 al 20 giugno, ma la direzione ha deciso di revocare l’incarico dopo le sue recenti dichiarazioni al quotidiano israeliano Israel Hayom, dove De Luca si è definito sionista e ha rifiutato di qualificare come genocidio gli stermini israeliani a Gaza. Cacciari ammette di non conoscere i particolari del caso, ma precisa: “Se Erri De Luca dice che non c’è genocidio a Gaza, la questione può essere anche discussa sotto il profilo giuridico e tecnico. I criminali nazisti a Norimberga non sono stati accusati di genocidio. E non perché non ci avessero pensato, ma perché ritenevano che fosse, da un punto di vista formale e giuridico, un’accusa difficilmente sostenibile. C’è stata però quella di crimini di guerra e crimini contro l’umanità – continua – Se Erri De Luca preferisce accusare Israele di questo, si accomodi pure. Io a quel festival l’avrei fatto parlare lo stesso, perché, come ho detto in tutte le occasioni, la democrazia è forte quando dà la parola a chiunque“.

Sulla guerra tra Russia e Ucraina, Cacciari ha commentato la lettera che Zelensky ha inviato a Putin, un’offerta pubblica di dialogo con cui il presidente ucraino propone un incontro diretto in un Paese terzo neutrale (Svizzera, Turchia o uno Stato arabo), un cessate il fuoco durante i negoziati, lo scambio “tutti per tutti” dei prigionieri, il ritorno dei civili e dei bambini deportati e garanzie di sicurezza internazionali. Il Cremlino ha confermato di aver ricevuto la missiva, ma la risposta resta la consueta: Zelensky sarebbe il benvenuto a Mosca, opzione che lo stesso leader ucraino ha già escluso. “Zelensky e Putin sono gli unici che possono risolvere il conflitto – ha affermato Cacciari – Per gli Stati Uniti non è assolutamente una priorità: questa guerra può continuare all’infinito perché le attenzioni di Trump sono rivolte altrove, al confronto globale con la Cina e, per certi versi, con l’Iran. L’Europa politicamente non esiste: non ha difesa comune, non ha esercito comune, non ha politica estera comune. Alla fine devono essere i due protagonisti a trovare un’intesa“. Il filosofo ricorda che neppure l’elezione di Trump ha cambiato le cose, nonostante le aspettative: “Non ce l’ha fatta, non era la sua priorità”. Quando Leonardo Manera gli ha chiesto se, a suo avviso, Zelensky dovrebbe recarsi a Mosca, Cacciari ha risposto con un moto di impazienza: “O Putin a Kiev, ma che ne so io. Si vedano a metà strada, insomma, si trovino sulla luna o dove vogliono“.

Ben diversa, per il filosofo, è la natura della guerra condotta da Netanyahu a Gaza: “Netanyahu, per dirla con Kant, sta conducendo una Ausrottungskrieg, cioè una guerra di sterminio. Quando chiede che per la sicurezza di Israele si debba arrivare al 70% di occupazione della Striscia di Gaza (e già siamo al 60%), vuole cacciare dalle spiagge le tende dell’ultimo milione di palestinesi rimasti. Vuole eliminarli, disperderli per il mondo, continua a occupare territori contro tutte le risoluzioni dell’Onu, colonizza tutto il possibile. Non c’entra nulla con la guerra russo-ucraina, che resta una guerra tra due eserciti, del tutto tradizionale, con l’aggravante di una dimensione civile. Qui non c’è nessun parallelo possibile“.

La conversazione si è conclusa con un siparietto esilarante: i conduttori hanno scoperto che proprio oggi Cacciari compie 82 anni e hanno provato a fargli gli auguri. Ma Cacciarli, davanti alle insistenze di Milan, lo ha gelato in diretta: “Per carità, non celebro anniversari di nessun genere. Ogni forma di anniversario e di ricorrenze è detestata dal sottoscritto, quindi la prego di tenersi i suoi auguri“. Neppure il tentativo di intonare “tanti auguri” in diretta ha avuto successo. “No, no, per carità, auguri a lei”. A conversazione conclusa, Manera ha comunque intonato la canzoncina di auguri per il filosofo, mentre la regia ha riproposto in mix la frase con cui mesi fa Cacciari aveva elegantemente declinato una domanda sul proprio matrimonio. Soundtrack: Che fastidio di Ditonellapiaga. Un commiato ironico e affettuoso per un intellettuale che continua a rifiutare con la stessa coerenza sia le celebrazioni, sia le censure.

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Area 51 torna al centro del mistero: circola un’immagine di un jet sconosciuto

La recente diffusione di una presunta immagine termica catturata nei pressi di Area 51 ha riacceso l’attenzione internazionale sulle attività sperimentali condotte nello spazio aereo altamente classificato del Nevada. Il materiale, emerso online anche all’interno di circuiti digitali dedicati all’osservazione a distanza di installazioni sensibili, mostrerebbe un velivolo non identificato in volo notturno a bassa quota. Sebbene la qualità del frame sia limitata dalle caratteristiche del sensore termico utilizzato, la configurazione aerodinamica del soggetto ha immediatamente alimentato ipotesi di correlazione con i programmi di sesta generazione attualmente in sviluppo negli Stati Uniti.

Cosa sappiamo

Dall’analisi emerge che l’immagine sarebbe stata acquisita da un dispositivo a infrarossi di fascia avanzata, impiegato per l’osservazione passiva a distanza. Le riprese, secondo le ricostruzioni disponibili, provengono dall’area collinare a sud di Rachel, zona storicamente utilizzata per il monitoraggio non intrusivo delle attività di Area 51. In tale contesto, il velivolo appare in assetto estremamente basso e in condizioni operative notturne, fattore che rende complessa la lettura della firma termica e introduce margini significativi di incertezza analitica. Le autorità militari statunitensi, interpellate in merito, non hanno fornito alcuna conferma né smentita, mantenendo il consueto regime di opacità informativa che caratterizza le attività del sito.

Possibili connessioni con il programma NGAD

Sul piano tecnico, la configurazione del velivolo suggerisce un’impostazione aerodinamica riconducibile a schemi di riduzione della segnatura radar di nuova generazione. Alcuni elementi visivi rimanderebbero a soluzioni già associate ai concetti sviluppati nell’ambito del programma Next Generation Air Dominance (NGAD program), da cui è derivato il futuro caccia Boeing F-47, attualmente in fase di sviluppo avanzato per l’US Air Force. La possibile presenza di superfici canard e di un’ala a geometria lambda richiama inoltre esperienze sperimentali precedenti, incluse quelle riconducibili ai dimostratori X-plane, sviluppati per ridurre i rischi ingegneristici dei programmi operativi.

Tra test e segretezza: lo sviluppo dei programmi aerospaziali militari

Secondo alcuni analisti l’osservazione rientra nel modello tipico dei programmi di sviluppo aerospaziale classificati negli Stati Uniti, caratterizzati da fasi estese di validazione tecnologica su piattaforme dimostrative, funzionali alla riduzione del rischio prima dell’impiego operativo.

Attività di questo tipo, si apprende, “potrebbero” coinvolgere storicamente attori industriali primari come Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman, sotto la supervisione di enti di ricerca militare quali DARPA. In parallelo, l’evoluzione dei programmi navali F/A-XX e l’utilizzo di infrastrutture come Edwards Air Force Base confermano un’accelerazione del ciclo di sperimentazione aeronautica. In questo scenario, anche osservatori civili hanno recentemente evidenziato come punti di osservazione storici, tra cui Tikaboo Peak, risultino sempre più limitati, segnalando una crescente restrizione dello spazio informativo attorno alle attività di test. Tuttavia, allo stato attuale, non esistono elementi verificati che consentano di attribuire con certezza il velivolo ripreso a un programma specifico, lasciando aperto il campo a molteplici interpretazioni nel più ampio scacchiere della competizione aerospaziale tra grandi potenze.

Zverev non sbaglia: batte Mensik ed è in finale al Roland Garros: “Qualche volta bisogna essere stupidi per giocare bene a tennis”. Tra lui e il primo Slam c’è un italiano

5 June 2026 at 16:41

Alexander Zverev batte Jakub Mensik in quattro set e vola in finale al Roland Garros, dove era già arrivato nel 2024. Il tedesco non ha avvertito ancora una volta la pressione e il peso da favorito – è lui dopo l’eliminazione di Jannik Sinner – e ha sconfitto il 20enne Jakub Mensik per 3-1 (7-5, 6-2, 3-6, 6-3), perdendo così il secondo set in tutto il torneo. Ora tra Zverev e il primo storico Slam della sua carriera c’è un italiano: da capire se sarà Flavio Cobolli o Matteo Arnaldi, in campo proprio dopo la prima semifinale vinta dal tedesco.

“Le ultime due settimane Mensik ha giocato in modo incredibile, ma sono felice di aver gestito bene la sfida e aver vinto. Nel terzo ha iniziato a giocare in maniera incredibile, su un altro livello”, ha spiegato Alexander Zverev nella classica intervista in mezzo al campo dopo la vittoria. “Ma questo è uno Slam, si gioca 3 su 5 e devi accettarlo e gestirlo. Spero di giocare una gran partita domenica. L’atmosfera è sempre fantastica, il pubblico francese è sempre dentro la partita. Mi piace giocare qui. Siamo atleti, qualche volta bisogna essere stupidi per giocare bene a tennis“.

Per Zverev è la seconda finale in carriera al Roland Garros, dopo quella persa contro Carlos Alcaraz nel 2024. Per il tedesco è in totale la quarta finale di un torneo del Grande Slam, dopo quelle perse anche agli Us Open nel 2020 e agli Australian Open nel 2025.

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Allarme evacuazione per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale per una perdita d’aria. Il rifugio sulla Crew Dragon, poi il rientro

5 June 2026 at 16:32

Una perdita d’aria in peggioramento nel segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale ha fatto scattare nelle ultime ore un protocollo di emergenza che ha portato gli astronauti a bordo a prepararsi a una possibile evacuazione. La Nasa ha infatti disposto che i membri della missione Crew-12 e l’astronauta americano Chris Williams si mettessero in stato di massima sicurezza all’interno della navicella Crew Dragon, pronti a lasciare la Iss in caso di ulteriore deterioramento della situazione. Il problema riguarda il tunnel di trasferimento del modulo di servizio Zvezda, noto come PrK, una sezione già da tempo sotto osservazione per la presenza di crepe e microperdite. Secondo quanto riferito dalla portavoce della Nasa Bethany Stevens, il compartimento presenta da tempo anomalie strutturali che l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha cercato di contenere con interventi di sigillatura e riparazioni periodiche. Tuttavia, nuove fuoriuscite hanno spinto a programmare un intervento più esteso, inizialmente previsto per il 5 giugno.

La Nasa, in via precauzionale, ha ordinato all’intero equipaggio americano di indossare le tute spaziali e di trasferirsi nella Crew Dragon, configurando di fatto una condizione di “rifugio sicuro” in caso di evacuazione immediata. Una misura attivata secondo protocollo, mentre i controlli sul tasso di perdita di pressione venivano intensificati dai centri di controllo. L’allarme si inserisce in una vicenda che non è nuova per la Iss. Già nei mesi scorsi, e in particolare all’inizio dell’anno, la pressione nel modulo aveva mostrato segnali di relativa stabilizzazione dopo una serie di interventi tecnici. Tuttavia, un nuovo calo era stato rilevato nelle settimane precedenti, riaprendo una questione che NASA e Roscosmos stanno monitorando congiuntamente da tempo.

La situazione più critica si è registrata quando, a seguito dell’aggravarsi delle perdite, è stato disposto il trasferimento temporaneo dell’equipaggio nella navicella Crew Dragon. Quattro astronauti della missione Crew-12 e l’astronauta Chris Williams hanno quindi seguito le procedure di sicurezza, rimanendo pronti a un’eventuale evacuazione immediata dalla Stazione. Tra i membri dell’equipaggio coinvolti figurano gli astronauti americani Jessica Meir e Jack Hathaway, insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot e al cosmonauta russo Andrey Fedyaev, tutti attualmente impegnati nella missione orbitale iniziata nei mesi scorsi.

Secondo le comunicazioni diffuse dalla Nasa, la misura è stata adottata esclusivamente in via cautelativa, in coordinamento con Roscosmos, mentre proseguivano le valutazioni tecniche sul comportamento del modulo Zvezda e sul tunnel PrK. Nelle ore successive, dopo nuove analisi dei dati e una sospensione temporanea delle operazioni di riparazione da parte russa, la situazione è stata rivalutata. La Nasa ha quindi comunicato agli astronauti di interrompere le procedure di “safe haven” e di tornare alle normali attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, segnalando un miglioramento delle condizioni operative.

L’episodio non si chiude però con una risoluzione definitiva. Le due agenzie spaziali continuano infatti a lavorare sull’origine delle microfessure e sulle modalità più efficaci per stabilizzare in modo permanente la pressione interna del modulo, in un contesto che resta sotto stretta sorveglianza.

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Andrea Purgatori, rinviati a giudizio quattro medici per la morte del giornalista: accusati di omicidio colposo

5 June 2026 at 16:28

Quattro medici sono stati rinviati a giudizio per la morte di Andrea Purgatori, giornalista e autore tv scomparso nel luglio del 2023. La gup di Roma, Paola Petti, ha preso la decisione dopo una lunga udienza in cui sono state sentite tutte le parti coinvolti. I sanitari sono accusati di omicidio colposo.

La giudice ha anche autorizzato la citazione come responsabili civili delle due strutture sanitarie in cui Purgatori è stato ricoverato prima del decesso.

Secondo l’accusa i quattro medici avrebbero commesso degli errori diagnostici e terapeutici. I medici coinvolti sono il radiologo Gianfranco Gualdi, il suo assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, entrambi appartenenti alla sua equipe, e il cardiologo Guido Laudani. Il processo avrà inizio il prossimo 12 gennaio. Il tribunale ha anche ammesso nel processo una compagnia assicurativa e riconosciuto ai familiari del giornalista il diritto di costituirsi parte civile.

Gli inquirenti contestano ai medici “imperizia, negligenza e imprudenza” nelle cure del giornalista morto a causa di una endocardite infettiva. Una sequenza di errori e diagnosi sbagliate iniziata, secondo l’accusa, con l’esame di risonanza magnetica dell’8 maggio 2023, non refertato correttamente.

“Massima soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e delle cliniche private. Una decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori siano stati commessi a diversi livelli gravi errori”, ha commentato l’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri, legale dei familiari del giornalista.

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Meloni assente al vertice Ue-Balcani: era alla presentazione di un francobollo. Conte: “Siamo caduti così in basso?”

5 June 2026 at 16:26

Giorgia Meloni salta un vertice internazionale per partecipare alla presentazione di un francobollo. Venerdì la premier ha dato forfait al summit Ue-Balcani occidentali a Tivat, in Montenegro, dove i capi di Stato e di governo europei si sono incontrati alle 15 per discutere dell’allargamento dell’Unione agli stati balcanici e delle sorti dell’Ucraina. Meloni avrebbe dovuto volare oltre l’Adriatico dopo la festa per l’anniversario dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, terminata verso le 13. Dopo la cerimonia, però, la leader di FdI ha voluto recarsi in Prefettura – insieme ai ministri Guido Crosetto, Matteo Piantedosi, Paolo Zangrillo e Marina Calderone – per l’annullo filatelico di un francobollo celebrativo dell’anniversario, evento non previsto nel programma originario. Così, intorno alle 14, palazzo Chigi ha comunicato che “a causa del protrarsi della cerimonia“, la premier non avrebbe più partecipato al vertice, decollando invece direttamente per Roma. Meloni, informa il suo staff, “ha informato personalmente il presidente montenegrino Milatović e il presidente del Consiglio europeo Costa esprimendo il proprio rammarico per l’impossibilità di raggiungere in tempo la riunione, la cui conclusione è prevista per le 15:30″.

Sulla vicenda si scatenano le opposizioni. “Io non finisco di sorprendermi. Meloni ha cercato di accettare tutte le richieste di Trump ed è stata mollata da Trump. Poi si è associata alla scommessa e sulla vittoria militare dell’Europa e della Nato sulla Russia e ieri hanno fatto il vertice Germania, Regno Unito e Francia e non l’hanno invitata. Adesso l’ultima è che non è riuscita a prendere l’aereo e a raggiungere un vertice Ue-Balcani importantissimo. Mi chiedo, ma l’aereo lo guidava Salvini? Ma è possibile che l’Italia sia caduta così in basso?”, attacca il presidente M5s Giuseppe Conte a margine di un evento elettorale a Molfetta (Bari). Anche il leader di Italia viva Matteo Renzi ironizza sui social: “Tutti i leader europei sono nei Balcani a discutere del futuro dell’Europa e della pace in Ucraina. Unica assente: l’Italia. Giorgia Meloni non è andata, dice che ha fatto tardi con l’aereo a Reggio Calabria”. Per il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, il forfait è “Un’immagine plastica dell’irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l’Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell’Italia il governo non c’è”, accusa.

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Strage di Crans, spunta una fattura sospetta sulla schiuma che alimentò il rogo: Jessica Moretti indagata anche per falso

5 June 2026 at 15:50

A cinque mesi dalla tragedia del Constellation, l’inchiesta giudiziaria sul devastante incendio che nella notte di Capodanno ha provocato 41 morti e oltre cento feriti si arricchisce di un nuovo capitolo. Jessica Moretti, proprietaria insieme al marito Jacques del locale di Crans-Montana andato distrutto dalle fiamme, è ora indagata anche per falsità in documenti. La nuova contestazione formulata dalla Procura di Sion non riguarda direttamente le cause dell’incendio ma un documento considerato dagli inquirenti di particolare rilevanza: la fattura relativa all’acquisto della schiuma fonoassorbente che, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe preso fuoco provocando il rapidissimo propagarsi delle fiamme all’interno del sotterraneo del locale.

Secondo gli accertamenti effettuati dagli investigatori svizzeri, il documento presenterebbe anomalie tali da far ipotizzare una falsificazione. Gli inquirenti parlano di alterazioni riconoscibili, modifiche macroscopiche e incongruenze che riguarderebbero persino gli elementi fiscali riportati nella fattura. Il documento, che risulterebbe formalmente emesso da una società tedesca, porta la data del 3 settembre 2015 e indica un importo di 13.464 euro. Tuttavia, secondo la Procura, la fattura conterrebbe elementi incompatibili con la sua presunta origine. Tra questi, la presenza di un’aliquota Iva corrispondente a quella applicata in Francia e non in Germania, particolare che ha contribuito a far nascere i sospetti degli investigatori.

L’ipotesi investigativa è che il documento possa essere stato modificato per ragioni fiscali. Al momento, secondo quanto emerge dagli ambienti giudiziari, non vi sarebbero elementi che colleghino direttamente la presunta falsificazione alla dinamica dell’incendio. Tuttavia, per gli inquirenti il caso assume particolare rilevanza poiché riguarda proprio il materiale che si trova al centro dell’indagine tecnica sulle cause della tragedia.

La nuova accusa

La nuova accusa è emersa nella giornata in cui, a Sion, si è svolta la prima grande udienza di confronto tra Jacques e Jessica Moretti e le numerose parti civili coinvolte nel procedimento. I due coniugi sono arrivati poco dopo le otto del mattino a bordo di un veicolo della polizia senza contrassegni e hanno raggiunto l’edificio universitario dove si stanno svolgendo le audizioni. Si tratta della prima occasione in cui la coppia compare insieme davanti agli investigatori e agli avvocati delle vittime dopo le audizioni separate tenute nei mesi scorsi. L’attesa era particolarmente alta, non soltanto per il peso emotivo dell’incontro ma anche perché molte famiglie sperano di ottenere finalmente chiarimenti su aspetti che continuano a rimanere oscuri.

Tra i più duri nei confronti degli indagati c’è l’avvocato Romain Jordan, che assiste numerose famiglie delle vittime ed è stato incaricato anche dal Governo italiano di rappresentare gli interessi delle famiglie italiane coinvolte nella tragedia. “È stata indagata per una fattura falsa, non una fattura qualsiasi ma la fattura relativa all’acquisto della schiuma”, ha dichiarato il legale all’ingresso dell’udienza. “Ci chiediamo quando inizieremo a ricevere dichiarazioni sincere senza doverci confrontare con documenti falsi. Dove si trova il rispetto per le vittime? Stiamo perdendo un tempo prezioso e facendo giri inutili. Ora bisogna andare avanti e gli indagati devono collaborare”. Parole che riflettono il crescente malcontento delle famiglie, molte delle quali lamentano un atteggiamento considerato poco trasparente da parte dei proprietari del locale. Anche Alfredo Zampogna, legale dei genitori di Chiara Costanzo, una delle vittime italiane del rogo, ha espresso forti perplessità sulla documentazione esaminata dagli investigatori. Secondo l’avvocato, le modifiche presenti nella fattura apparirebbero evidenti e riconducibili ad alterazioni probabilmente apocrife.

Per Antonio Bana, che assiste la famiglia Barosi, la nuova contestazione rappresenta un elemento che potrebbe incrinare ulteriormente la posizione difensiva dei proprietari del locale. «Si stanno evidenziando delle piccole crepe», ha commentato il legale.

La madre della vittima

L’udienza si è svolta in un clima di forte tensione emotiva. Tra i presenti vi era anche Laetitia Brodard-Sitre (al centro della foto), madre di Arthur, il ragazzo di 16 anni morto nel disastro. La donna si è presentata vestita di bianco, con una fotografia del figlio appuntata sul petto. Le sue parole hanno rappresentato uno dei momenti più toccanti della giornata. “Ho perso mio figlio Arthur. Per questo oggi sono vestita di bianco e porto la sua foto sul cuore”, ha detto visibilmente commossa. “Ci sono stati 41 angeli che se ne sono andati. Ci sono ancora 115 feriti, alcuni ricoverati in terapia intensiva, gravemente ustionati, alcuni ancora in shock settico e in condizioni tali da non essere più riconoscibili”. Arthur era considerato una promessa del calcio giovanile svizzero e militava nell’FC Lutry, società del Canton Vaud.

La madre ha spiegato di essere presente non soltanto per lui ma anche per il fratello Benjamin e per tutte le famiglie che continuano a convivere quotidianamente con le conseguenze della tragedia. “Abbiamo bisogno di risposte – ha affermato – Sono passati cinque mesi. In questo periodo abbiamo scoperto molte cose ma voglio ancora capire quale fosse lo stato d’animo di Jacques e Jessica Moretti”. Le aspettative delle parti civili sono elevate, anche se alcuni legali invitano alla prudenza.

L’avvocato Gilles-Antoine Hofstetter ha sottolineato come la natura stessa dell’udienza possa limitare la spontaneità delle dichiarazioni rese dagli indagati. Secondo il legale, il fatto che Jacques e Jessica Moretti vivano insieme rende inevitabile ipotizzare che abbiano avuto modo di confrontarsi ampiamente sulla strategia difensiva e sulla ricostruzione dei fatti. “Siamo all’Everest della collusione”, ha osservato, precisando comunque che si tratta di una situazione del tutto normale per una coppia sposata. L’inchiesta continua intanto a coinvolgere un numero crescente di persone.

La chat sulle candele

Il corteo pirotecnico, andato in scena tante volte al Constellation, prima di Capodanno, non sarebbe stata un’iniziativa ‘spontanea’ dei giovani dipendenti del locale, ma una pratica dettagliatamente organizzata dalla stessa Jessica Moretti come sarebbe emerso oggi durante l’interrogatorio dei proprietari del locale, a cui sono stati fatti sentire degli audio tratti da una chat di Whatsapp in cui la titolare dà precise istruzioni ai camerieri sulla coreografia. Compresi due audio di questo tenore: “Avrei gradito che si facesse” o “potreste farlo”. Questi documenti, che hanno portato Jessica alle lacrime in ricordo della giovane Cyanne Panine, la ragazza che era stata indicata come colei che aveva inconsapevolmente generato l’incendio ed è poi deceduta, contrastano con la versione sempre sostenuta dagli imprenditori francese. “Non abbiamo mai obbligato nessuno”, ha ribadito oggi la donna. “Era una consuetudine, – ha ammesso – ma quando si svolgeva la sfilata c’erano sempre due camerieri che erano preparati a gestire la situazione”.

Il punto sulle indagini

Attualmente sono quattordici gli indagati nell’ambito del procedimento penale aperto dalla magistratura svizzera per omicidio colposo, lesioni personali per negligenza e incendio colposo. Tra loro figurano non soltanto i proprietari del locale ma anche funzionari pubblici, dipendenti comunali ed ex amministratori che, a vario titolo, avrebbero avuto responsabilità nei controlli e nelle autorizzazioni legate all’attività. Jacques Moretti era stato arrestato il 9 gennaio scorso e successivamente rimesso in libertà il 23 gennaio dopo il pagamento di una cauzione di 200 mila franchi svizzeri. Ora la nuova contestazione per falso documentale apre un ulteriore fronte giudiziario che rischia di complicare ulteriormente una vicenda già estremamente complessa.

Sul piano processuale la presunta falsificazione della fattura potrebbe non avere un impatto diretto sull’accertamento delle responsabilità per l’incendio. Sul piano investigativo e simbolico, però, il documento assume un peso molto diverso. Per le famiglie delle vittime rappresenta infatti un nuovo elemento che alimenta dubbi sulla trasparenza della ricostruzione finora fornita dai proprietari del locale. Ed è proprio questo il punto che emerge con maggiore forza dalla lunga giornata di Sion: mentre la magistratura continua a cercare le responsabilità della tragedia che ha sconvolto la Svizzera e gran parte dell’Europa, le famiglie delle 41 vittime chiedono soprattutto una cosa: la verità.

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Putin chiude a Zelensky: “Non ci sono motivi per incontrarlo ora. La sua lettera è maleducata”

5 June 2026 at 15:45

All’indomani della lettera aperta di Volodymyr Zelensky, il presidente russo Vladimir Putin chiude gli spiragli di pace ed esclude la possibilità di un faccia a faccia con il leader ucraino in questo momento. “Non vedo il senso di un incontro. Sarebbe di interesse per la parte ucraina solo per fermare l’avanzata delle nostre forze armate”, ha dichiarato Putin intervenendo alla sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief).

Si spengono così quindi le speranze di un’apertura da parte di Mosca, sorte ieri dopo la pubblicazione dell’appello sul sito della Presidenza di Kiev. Pur con un tono poco conciliante, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aveva risposto: “Zelensky può venire a Mosca in qualsiasi momento”. Si aspettava però un commento più articolato di Putin. Che è arrivato oggi e che chiude la strada a colloqui diretti tra i due leader, almeno in questa fase.

“Ho rifiutato la stessa proposta tre settimane fa” ha raccontato. È necessario, ha aggiunto, “lasciare che gli specialisti lavorino, elaborino soluzioni, e poi potremo incontrarci”, sostenendo quindi che un vertice con Zelensky sarebbe “inutile” fino al raggiungimento di un accordo di pace. Ha inoltre criticato la lettera, alla quale ha dato “una rapida occhiata”, sostenendo che contiene “elementi di maleducazione” che non favoriscono un clima utile per eventuali negoziati.

La Russia metterà fine al conflitto in Ucraina, ha ribadito, quando “avrà raggiunto i suoi obiettivi“, che rimangono “immutati“. Questi obiettivi sono stati delineati all’inizio dell’operazione militare e poi ancora nel giugno del 2024, ha aggiunto il capo del Cremlino. Vale a dire il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate dalla Russia e la rinuncia di Kiev ad entrare nella Nato.

Durante il suo intervento il presidente russo ha anche citato l’Italia come una tra le peggiori realtà nell’Unione europea per il debito pubblico. Il leader del Cremlino ha fatto riferimento all’ “elevato debito pubblico e agli ingenti deficit di bilancio”, affermando che il debito pubblico dell’eurozona è salito all’81,7% del Pil nel 2025. Putin ha citato in particolare la Grecia al 146%, l’Italia al 137%, la Francia al 115% e il Belgio al 108%. “La Russia, tra l’altro, è al 16,4%”, ha aggiunto, precisando tuttavia che la cifra “fluttua leggermente”.

È tornato poi ad attaccare l’Ue e i suoi leader. “Le élite europee stanno essenzialmente provocando il caos, nel quale cercano di trascinare sempre più Paesi” ha detto. Secondo Putin, le politiche “aggressive” portate avanti dalla burocrazia europea sono “miopi” e stanno contribuendo sia a un ulteriore indebolimento della posizione dell’Ue nell’economia globale sia a un deterioramento della sicurezza internazionale. La Russia, ha aggiunto, ha un’economia ”sovrana” che non è collassata nonostante le sanzioni. “Naturalmente, sentiamo critiche da tutte le parti secondo cui tutto è crollato. Siamo scesi allo stesso livello in cui i paesi dell’Eurozona hanno registrato una crescita negli ultimi anni”, ha affermato Putin.

Intanto, oggi c’è stato il primo incontro tra la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, e il suo omologo ucraino, Dmitry Lubinets, con il quale ha concordato di sviluppare un percorso di cooperazione. L’incontro, scrive l’agenzia russa Tass, si è svolto al confine tra l’Ucraina e la Bielorussia. In particolare, ha sottolineato Lantratova, i due commissari hanno concordato di scambiare liste di cittadini da rimpatriare, di continuare le visite congiunte ai prigionieri di guerra nei due Paesi e consegnare lettere e pacchi dai parenti ai prigionieri di guerra.

In queste ore, Lantratova ha assistito i militari russi che sono arrivati in Bielorussia, in attesa di raggiungere Mosca in seguito allo scambio con l’Ucraina di 185 prigionieri per parte. Lo scambio fa parte di un più ampio accordo che si sviluppa in più tappe: il precedente era avvenuto a metà maggio e aveva coinvolto 205 persone per fronte.

Nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia è entrato in vigore un “cessate il fuoco localizzato“. Lo ha annunciato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, anche se poco dopo è stato messo in discussone da Mosca che ha accusato l’Ucraina di averlo violato ferendo cinque militari russi. Secondo il Cremlino, il raid è avvenuto durante i lavori di ingegneria previsti dalla tregua, nei pressi di un pilone di sostegno della linea elettrica. “Questo incidente costituisce una grave violazione delle garanzie fornite dalla parte ucraina in merito alla sicurezza dei lavori, come confermato dalla nota dell’Aiea del 4 giugno”, si legge in un comunicato.

Quello di Zaporizhzhia è il sesto stop temporaneo concordato tra Mosca e Kiev con la mediazione dell’Aiea, dalla fine del 2025. Serve principalmente a effettuare lavori e riparazioni sulle linee elettriche così da prevenire il rischio di un incidente nucleare. L’Aiea ha spiegato che una linea elettrica da 750 kilovolt è danneggiata “da oltre due mesi” a causa di azioni di guerra, il che fa sì che “la più grande centrale nucleare d’Europa dipenda in questo momento “da una sola linea da 330 kV”. Nelle ultime settimane, la centrale ha perso più volte l’accesso anche a questa linea, ed è stata quindi costretta ad avviare i generatori diesel di emergenza come ultima risorsa.

Secondo il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi, Russia e Ucraina hanno “collaborato in modo costruttivo con l’Aiea durante settimane di colloqui delicati e complessi”, arrivando a concordare un cessare il fuoco “nell’interesse della sicurezza nucleare”.

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