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Cacciari: “Zelensky e Putin si parlino e si vedano dove vogliono, anche sulla luna”. Poi rifiuta gli auguri di compleanno

5 June 2026 at 17:03

Il caso Erri De Luca? Togliere la parola a chicchessia significa mettersi dalla parte del torto“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Uno, Nessuno, 100Milan (Radio24) dal filosofo Massimo Cacciari, che ribadisce quanto espresso nella sua intervista a Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano in merito alla vicenda dello scrittore napoletano. De Luca era stato invitato a tenere il discorso di apertura della kermesse, prevista dal 13 al 20 giugno, ma la direzione ha deciso di revocare l’incarico dopo le sue recenti dichiarazioni al quotidiano israeliano Israel Hayom, dove De Luca si è definito sionista e ha rifiutato di qualificare come genocidio gli stermini israeliani a Gaza. Cacciari ammette di non conoscere i particolari del caso, ma precisa: “Se Erri De Luca dice che non c’è genocidio a Gaza, la questione può essere anche discussa sotto il profilo giuridico e tecnico. I criminali nazisti a Norimberga non sono stati accusati di genocidio. E non perché non ci avessero pensato, ma perché ritenevano che fosse, da un punto di vista formale e giuridico, un’accusa difficilmente sostenibile. C’è stata però quella di crimini di guerra e crimini contro l’umanità – continua – Se Erri De Luca preferisce accusare Israele di questo, si accomodi pure. Io a quel festival l’avrei fatto parlare lo stesso, perché, come ho detto in tutte le occasioni, la democrazia è forte quando dà la parola a chiunque“.

Sulla guerra tra Russia e Ucraina, Cacciari ha commentato la lettera che Zelensky ha inviato a Putin, un’offerta pubblica di dialogo con cui il presidente ucraino propone un incontro diretto in un Paese terzo neutrale (Svizzera, Turchia o uno Stato arabo), un cessate il fuoco durante i negoziati, lo scambio “tutti per tutti” dei prigionieri, il ritorno dei civili e dei bambini deportati e garanzie di sicurezza internazionali. Il Cremlino ha confermato di aver ricevuto la missiva, ma la risposta resta la consueta: Zelensky sarebbe il benvenuto a Mosca, opzione che lo stesso leader ucraino ha già escluso. “Zelensky e Putin sono gli unici che possono risolvere il conflitto – ha affermato Cacciari – Per gli Stati Uniti non è assolutamente una priorità: questa guerra può continuare all’infinito perché le attenzioni di Trump sono rivolte altrove, al confronto globale con la Cina e, per certi versi, con l’Iran. L’Europa politicamente non esiste: non ha difesa comune, non ha esercito comune, non ha politica estera comune. Alla fine devono essere i due protagonisti a trovare un’intesa“. Il filosofo ricorda che neppure l’elezione di Trump ha cambiato le cose, nonostante le aspettative: “Non ce l’ha fatta, non era la sua priorità”. Quando Leonardo Manera gli ha chiesto se, a suo avviso, Zelensky dovrebbe recarsi a Mosca, Cacciari ha risposto con un moto di impazienza: “O Putin a Kiev, ma che ne so io. Si vedano a metà strada, insomma, si trovino sulla luna o dove vogliono“.

Ben diversa, per il filosofo, è la natura della guerra condotta da Netanyahu a Gaza: “Netanyahu, per dirla con Kant, sta conducendo una Ausrottungskrieg, cioè una guerra di sterminio. Quando chiede che per la sicurezza di Israele si debba arrivare al 70% di occupazione della Striscia di Gaza (e già siamo al 60%), vuole cacciare dalle spiagge le tende dell’ultimo milione di palestinesi rimasti. Vuole eliminarli, disperderli per il mondo, continua a occupare territori contro tutte le risoluzioni dell’Onu, colonizza tutto il possibile. Non c’entra nulla con la guerra russo-ucraina, che resta una guerra tra due eserciti, del tutto tradizionale, con l’aggravante di una dimensione civile. Qui non c’è nessun parallelo possibile“.

La conversazione si è conclusa con un siparietto esilarante: i conduttori hanno scoperto che proprio oggi Cacciari compie 82 anni e hanno provato a fargli gli auguri. Ma Cacciarli, davanti alle insistenze di Milan, lo ha gelato in diretta: “Per carità, non celebro anniversari di nessun genere. Ogni forma di anniversario e di ricorrenze è detestata dal sottoscritto, quindi la prego di tenersi i suoi auguri“. Neppure il tentativo di intonare “tanti auguri” in diretta ha avuto successo. “No, no, per carità, auguri a lei”. A conversazione conclusa, Manera ha comunque intonato la canzoncina di auguri per il filosofo, mentre la regia ha riproposto in mix la frase con cui mesi fa Cacciari aveva elegantemente declinato una domanda sul proprio matrimonio. Soundtrack: Che fastidio di Ditonellapiaga. Un commiato ironico e affettuoso per un intellettuale che continua a rifiutare con la stessa coerenza sia le celebrazioni, sia le censure.

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Cacciari sbotta con Gruber: “Ce la prendiamo con Meloni, ma l’Europa di von der Leyen è infinitamente peggio di lei”

3 June 2026 at 13:41

Scintille a Otto e mezzo (La) tra la conduttrice della trasmissione, Lilli Gruber, e il filosofo Massimo Cacciari sulla posizione del governo italiano e dell’Unione europea di fronte alle guerre in corso. Al centro del dibattito, l’immobilismo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul fronte internazionale e le responsabilità ben più gravi che, secondo Cacciari, ricadono sulle istituzioni europee.
Gruber chiede direttamente se Giorgia Meloni sappia ancora dove collocarsi sullo scacchiere globale e come possa ricostruire un posizionamento credibile in politica estera. Cacciari risponde che la premier si barcamena come può: non può certo applaudire le scelte di Trump e Netanyahu, ma allo stesso tempo non può permettersi di prenderne le distanze in modo netto. “Dove va? Con chi si allea? Con Putin? È una condizione totalmente obbligata”, sottolinea.

Poi sposta il tiro sull’Unione europea: “Noi ce la prendiamo con la Meloni. E l’Europa? È infinitamente peggio, perché forse l’Europa potrebbe almeno sforzarsi di approntare una politica estera decente, che manca totalmente. Se la Meloni è stata fin qui succube di Trump e di Netanyahu, allora cosa dire della von der Leyen? – continua – Soltanto sui dazi ha alzato un po’ la voce, ma neanche sulle più efferate stragi ha preso una posizione chiara e definita. Ha per caso proposto una qualche sanzione nei confronti di Israele? Quindi, ce la prendiamo con la Meloni?”.
E ribadisce: “Scenari addirittura apocalittici di questo genere possono essere affrontati soltanto da grandi spazi politici. Certo, l’Italia non fa niente, ma cosa potrebbe fare? In ogni caso, non potrebbe fare nulla. L’unico soggetto che potrebbe avere peso e incidere su queste tragedie sarebbe l’Europa. E l’Europa non solo non c’è, ma per quel poco che esiste è infinitamente peggiore della Meloni”.
Il filosofo lancia quindi una stoccata ai dem: “Certamente questa Europa è anche appoggiata da tutti, visto che la von der Leyen è stata votata dalla Meloni e pure dal Pd“.

Le parole di Cacciari provocano la reazione immediata di Gruber, che si rivolge alla storica Michela Ponzani: “Dobbiamo prendercela con l’Europa e non con Giorgia Meloni, né coi sovranisti che minano in realtà l’Europa e che fanno di tutto per disunire?”.
A quel punto Cacciari sbotta: “Scusi Gruber, cerchi di non equivocare in questo modo quello che dico. È chiaro che bisogna prendersela con i sovranisti e con tutti gli altri, ma certamente le responsabilità non sono di quattro scemi che fanno i populisti e i sovranisti, sono responsabilità della Commissione Europea e delle leadership effettive. E queste non sono certamente i sovranisti o qualche fascista in giro per l’Europa, che non contano niente di niente. Certo che me la prendo con i sovranisti, ma sono ben altre le responsabilità”.
La conduttrice insiste: “Ho capito, ma bisognerebbe anche ricordare che sulla maggioranza delle questioni cruciali c’è ancora il diritto di veto in Europa, quindi per essere più operativi l’Unione Europea ha bisogno di toglierlo“.
Cacciari dissente con fermezza: “Ma non c’è bisogno di toglierlo, perché la Commissione Europea su quelle questioni è andata davanti sparata. Sono stati sempre tutti compatti e uniti nella politica estera che hanno adottato. Ma scherziamo?”.

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