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Received today — 10 June 2026 Il Fatto Quotidiano

“Il malanno è andato a colpire proprio quello che è sempre stato un mio motivo di vanto, la capacità polmonare. Ma mi avete dato fiato per continuare”: Claudio Baglioni torna sui social

10 June 2026 at 11:57

“Otto giorni fa ho fatto un annuncio attraverso un videomessaggio, uno dei più difficili della mia intera carriera, sicuramente il più difficile di questa fase così significativa della mia vita: quello di essere costretto a rinviare di un anno il progetto GrandTour La Vita è adesso“. Inizia così il video pubblicato da Claudio Baglioni sui social per ringraziare le tante persone che gli hanno manifestato affetto e vicinanza dopo la notizia dello stop.

Nei giorni scorsi il cantautore aveva annunciato il rinvio del tour a causa dei postumi di una polmonite interstiziale. Seduto al pianoforte, Baglioni spiega le ragioni della scelta: “Perché un anno intero? Perché quelli erano i luoghi giusti per questo itinerario, che non è soltanto artistico ma anche umano e documentaristico. Mi seccava doverlo modificare per una costrizione, per un malanno che andava a colpire proprio quello che è sempre stato uno dei miei motivi di vanto: la capacità polmonare”.

L’artista ricorda quindi un episodio: “Quando studiavo canto mi fecero misurare la capacità respiratoria e risultò superiore ai sette litri, un valore considerevole. Me ne sono sempre vantato. Con i colleghi scherzavamo e facevamo a gara a chi riusciva a tenere le note più lunghe”.

Da qui anche il ricordo di un episodio avvenuto 41 anni fa, durante uno dei concerti del primo tour de La Vita è adesso allo stadio Flaminio di Roma. “L’Istituto di Medicina dello Sport monitorò la mia capacità respiratoria durante lo spettacolo. I medici si meravigliarono perché, pur essendo un cantante, sembravo quasi un atleta di fondo“.

Proprio per questo, ammette Baglioni, la malattia lo ha colpito anche sul piano emotivo: “Essere fermato proprio da ciò che avevo sempre considerato un gioiello da esibire mi ha messo in serio imbarazzo e in grave disagio. Però ho pensato che questo tempo potrà servire anche a rimettere a posto alcune cose, a riprendere tecniche nuove di emissione vocale e di utilizzo del respiro che stavo già sperimentando prima dell’interruzione”.

Il cuore del videomessaggio arriva però nel finale, dedicato ai fan: “In questi otto giorni abbiamo sentito un riscontro straordinario di interesse, attenzione, cura e affetto. Non era scontato. Una situazione del genere può anche prestarsi a essere dileggiata. Invece abbiamo percepito un vento favorevole, un respiro che a volte fa bene quanto le medicine e aiuta perfino i farmaci a fare meglio il loro lavoro”.

Poi il ringraziamento conclusivo, affidato a una citazione della sua canzone più celebre: “C’è un verso de La Vita è adesso che dice: ‘E un altro che ti dia respiro e che si curvi verso te‘. Ecco, io ho visto questo curvarsi. Un po’ come facciamo noi artisti sul palco. Per una volta ho immaginato persone che si inchinavano per comprendere e soccorrere questa situazione, dandomi il fiato necessario per continuare a suonare e cantare. Perché La Vita è adesso”.

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Sciopero dei treni l’11 giugno: i confederali sospendono la protesta ma i sindacati di base vanno avanti

10 June 2026 at 11:45

I sindacati confederali hanno fatto dietro front sullo sciopero di 8 ore indetto per l’11 giugno. Le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, Orsa trasporti e Fast hanno deciso la marcia indietro dopo un tavolo di confronto il 9 giugno con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi. Lo stop di 23 ore, in protesta contro il frazionamento in tre lotti della gara per i servizi Intercity, è stato però confermato dai sindacati di base. I lavoratori aderenti a Cub Trasporti e Sgb sciopereranno dalle 3 di notte dell’11 giugno alle 2 di notte del 12 giugno, nel settore ferroviario e trasporto merci su rotaia, “a sostegno della piattaforma per un Ccnl che tuteli adeguatamente diritti, sicurezza, salute e salario di tutti i ferrovieri”, affermano le due sigle. I sindacati di base si schierano contro “il buco nero delle gare e dello spacchettamento in ferrovia e contro il sistema azienda/firmatari che sta demolendo Mercitalia”, si legge in una nota di Cub Trasporti e Sgb.

“Il risultato di oggi è un risultato di impegno ministeriale che ci consente di sospendere, non revocare lo sciopero – fa sapere il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, dopo l’incontro al Mit -. La distinzione non è solo tecnica ma anche di valore perché dice che è un percorso che va accompagnato, bisogna seguire il percorso per poi valutare alla fine che cosa accadrà”. Dello stesso parere il segretario generale della Uiltrasporti, Marco Verzari, secondo cui si tratta di “un’apertura di credito” verso il governo che ha dialogato con le sigle sindacali. Per il segretario la priorità è garantire tutele per i lavoratori e le lavoratrici interessati a questo servizio Intercity. A questo si aggiunge “la questione di una clausola sociale che sia esigibile e c’è una questione che apriremo al ministero del lavoro che riguarda il Ccnl”.

Anche Rixi si è detto soddisfatto: “Abbiamo aperto una interlocuzione anche con la Commissione europea per arrivare a rendere possibile il lotto unico, che oggi non è possibile inserire a gara a causa del decreto Pnrr, che prevedeva solo il termine lotti al plurale”, ha spiegato il viceministro. “Noi ci siamo mossi dentro quello che sono i regolamenti e le maglie che ci hanno impedito ad oggi di intraprendere una gara unitaria – ha concluso -. Nel frattempo andrà avanti il tavolo di lavoro e le interlocuzioni con la Commissione europea e con l’Art”. L’obiettivo, ha detto Rixi, “è importante per tutti, non solo per le parti sociali, ma anche per garantire un servizio universale a livello di paese. I sindacati ci hanno chiesto anche conforto sull’intenzione di continuare a investire sulla rete, sia in termini passeggeri che di merci. Abbiamo detto che siamo disponibili anche a interloquire col ministero del lavoro per capire quali tutele, in fase di gara, saranno disponibili per i lavoratori” .

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“La mia fidanzata Francesca Verdini gioca a burraco con Giorgia Meloni, io evito, sono due donne troppo competitive per me. Vannacci? Quando do fiducia a volte vengo fregato”: Matteo Salvini si racconta a Monica Setta

10 June 2026 at 11:32

Matteo Salvini segreto“, si legge sul led che campeggia dietro il Vicepremier. A “Storie di donne al bivio di sera“, in onda in prime time su Rai2, il leader della Lega parla dell’amore con la compagna Francesca Verdini: “Nonostante i 19 anni di differenza, mi considero fortunato ad avere una compagna come lei, si è scelta un uomo non facile ma con cui c’è tanto amore. Il terzo figlio con Francesca? Se arriva è il benvenuto. Per me che ho già Federico e Mirta i figli sono pura gioia”, le sue parole nel salotto di Monica Setta.

“Se arrivasse un bambino dovrei riprendere confidenza con la paternità, visto che ho un figlio di 23 e una figlia di 13, ma sarebbe bellissimo. I figli sono per me la cosa più importante del mondo”, ha aggiunto il ministro dei Trasporti. Nessun riferimento al matrimonio annunciato dal settimanale “Diva e Donna“, secondo “Chi” non sarebbe imminente e la recente cresima della produttrice sarebbe un indizio di poco conto. Il vicepremier ha sposato in chiesa nel 2003 la giornalista Fabrizia Ieluzzi, le eventuali nuove nozze avverrebbero con il rito civile, dunque senza la necessità di un sacramento religioso.

Il primo appuntamento sette anni fa, nella primavera del 2019: “Portai Francesca a vedere un film, Dumbo, e poi passeggiammo fino a tarda notte per le vie di Roma senza scorta. Come primo regalo scelsi una bottiglia di mirto. Ho molti difetti, Francesca mi dice che a volte sono musone, mi chiudo, se mi attaccano non rispondo, preferisco il silenzio. Ma ho anche il pregio di essere curioso e di dialogare con chi mi è ostile sulla carta”, ha continuato il suo racconto privato Salvini.

Spazio a qualche curiosità su spinta della padrona di casa: “Mi è piaciuto Due spicci di Zerocalcare, amo Vasco Rossi anche se me ne dice di ogni, e quando Fedez, quanto di più distante da me, è stato male, gli ho mandato un sms di buona guarigione”. Il leader della Lega ha poi parlato del suo legame con la Premier: “Io e Giorgia Meloni abbiamo un rapporto di amicizia che si è sviluppato durante l’esperienza di governo. Con Tajani c’è stima e rispetto. Ma con Giorgia c’è qualcosa in più. Abbiamo due bimbe piccole, ci capita di vederci anche oltre la dimensione politica. Giorgia gioca a burraco con Francesca, io evito: sono due donne troppo competitive per me”.

“Vannacci? Quando do fiducia a una persona apro il mio portafoglio, gli do le chiavi di casa o della macchina. A volte vengo fregato, ok, è capitato e capiterà, ma continuerò a fidarmi. Dovrei essere cinico, in politica si fa così, io non lo sono. Ma non sono un rancoroso, tendo a dimenticare e ad andare oltre”, ha concluso Salvini.

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“Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti”: Lele adani si filma mentre sfreccia in motorino cantando Geolier, il video su TikTok fa discutere

10 June 2026 at 11:31

Casco in testa, occhiali scuri e Lele Adani in sella a uno scooter mentre canta Geolier e si filma con lo smartphone. Il video, pubblicato su TikTok, ha fatto rapidamente il giro dei social, tra chi lo ha preso come un contenuto leggero e chi invece ha sollevato qualche perplessità. In accompagnamento al post, Adani ha aggiunto anche una frase piuttosto netta come descrizione: “Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti”. Nel filmato, Adani guida nel traffico urbano con una mano sul manubrio e l’altra impegnata a riprendersi. Un dettaglio che, al di là del tono scherzoso del contenuto, entra in contrasto con quanto previsto dal Codice della Strada.

L’articolo 173 vieta infatti l’uso di dispositivi elettronici durante la guida, quindi non solo telefonate o messaggi, ma anche la semplice registrazione di video mentre il veicolo è in movimento. Le sanzioni possono arrivare fino a 1.697 euro, con la possibilità, nei casi più gravi, della sospensione della patente. Nel video il casco è regolarmente indossato, ma è proprio l’uso del telefono durante la marcia ad aver attirato l’attenzione degli utenti, che hanno fatto notare come la situazione possa rientrare tra le violazioni del codice della strada.

Verso i Mondiali 2026

La pubblicazione del video arriva in un momento di forte visibilità per Lele Adani, che nei prossimi mesi sarà coinvolto nella copertura dei Mondiali 2026. L’evento, tra i più seguiti al mondo, porterà nuovamente l’ex difensore al centro della scena televisiva sportiva con le sue analisi e commenti dedicati alla competizione.

@leleadani Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti @Geolier ♬ audio originale – leleadani

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“Una cascata di liquami ci ha travolto mentre mangiavamo, eravamo bagnati da capo a piedi. I bambini sono rimasti scioccati e in lacrime”: la disavventura in un fast food a La Spezia

10 June 2026 at 11:26

Quello che doveva essere un pranzo informale tra amici si è trasformato in un’esperienza da dimenticare per due coppie della provincia de La Spezia, accompagnate dai rispettivi figli piccoli. Seduti ai tavoli di una nota catena di fast food per consumare hamburger e patatine, si sono ritrovati improvvisamente investiti da una copiosa fuoriuscita di liquido proveniente dall’impianto fognario del locale. L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì 8 giugno. In seguito all’accaduto, l’Asl ha disposto la sospensione dell’attività dell’esercizio commerciale, mentre sulla vicenda sono state avviate verifiche da parte delle autorità competenti.

Come riportato da “La Nazione”, alcuni segnali di criticità erano emersi già al momento dell’arrivo delle due famiglie nel locale. “Appena entrati nel locale, abbiamo chiesto di poter accompagnare i bambini ai servizi igenici. Ci è stato risposto che tutti i bagni erano fuori uso senza offrirci ulteriori spiegazioni. Quindi ci siamo accomodati ai tavoli assegnati”, raccontano i clienti coinvolti.

Una volta seduti, il gruppo avrebbe notato la presenza di diversi tecnici impegnati a controllare ripetutamente il controsoffitto nella zona dei tavoli. Un’attività che, in quel momento, non aveva destato particolari sospetti. La situazione è precipitata poco dopo. “Pochi minuti dopo, la pressione nelle tubature ha fatto saltare in aria un pannello del soffitto e si è improvvisamente riversata una grande quantità di liquido fognario che ci ha investiti completamente come una vera e propria cascata. Siamo stati bagnati da capo a piedi, compresi i due bambini presenti che sono rimasti scioccati e in lacrime, mentre gli adulti cercavano di capire come fosse avvenuto. I tecnici hanno confermato che si trattava di acque scure”.

Al via gli accertamenti sul caso

Oltre allo choc per quanto accaduto, le famiglie hanno manifestato preoccupazione per le possibili conseguenze sotto il profilo igienico-sanitario. Nel mirino anche la gestione dell’emergenza da parte del personale del fast food: “Dopo l’accaduto nessun membro del personale ha prestato assistenza al gruppo, non ci sono stati forniti né fazzoletti né asciugamani o altro per pulirci. E non abbiamo ricevuto neanche le scuse”. Dopo l’intervento della polizia locale e degli altri enti competenti, i clienti hanno deciso di formalizzare un esposto. “Abbiamo sporto denuncia affinché vengano svolte tutte le verifiche necessarie e sia fatta piena chiarezza sull’accaduto”. Sulla vicenda sono ora in corso gli accertamenti delle autorità, chiamate a ricostruire la dinamica dell’incidente e a verificare eventuali responsabilità legate alla manutenzione degli impianti e alle procedure di sicurezza adottate dal locale.

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“Ne ho abbastanza di essere insultato dalle persone quando chiedo loro di non parcheggiare sul nostro terreno”: allevatore imbratta con letame le auto parcheggiate

10 June 2026 at 11:17

Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del web: decine di automobili parcheggiate in un prato verde, ricoperte da schizzi di liquame. A compiere il gesto è stato un allevatore del Lake District, una delle aree naturalistiche più frequentate della Gran Bretagna, esasperato da anni di comportamenti considerati irrispettosi da parte dei visitatori. Una protesta clamorosa che ha acceso un dibattito ben più ampio sul rapporto, spesso complicato, tra turismo e comunità locali.

Secondo quanto riportato da “Il Dolomiti”, dietro l’episodio non emerge solo la reazione di un singolo agricoltore, ma un disagio più ampio segnalato da chi vive e lavora in aree rurali e montane. Nei periodi di maggiore afflusso turistico, queste zone si trovano spesso a gestire flussi concentrati e comportamenti non sempre compatibili con le attività locali. L’allevatore ha spiegato le ragioni del gesto al Daily Mail e ha sottolineato la crescente frustrazione legata a comportamenti ritenuti problematici da parte dei visitatori: “Non vado fiero di quello che ho fatto. Sono semplicemente stufo di come i turisti trattano il Lake District. Ne ho abbastanza di essere insultato dalle persone quando chiedo loro di non parcheggiare sul nostro terreno”.

Il caso, dunque, rimette al centro il tema del rapporto tra attività turistiche e tutela dei territori. Da un lato c’è la fruizione della natura da parte dei visitatori, spesso concentrata in brevi periodi e nel fine settimana; dall’altro le esigenze di chi in quei luoghi vive stabilmente e vi svolge attività lavorative.

Non solo Lake District: anche in Italia aumenta il malcontento contro il turismo “mordi e fuggi”

Il fenomeno non riguarda soltanto il Regno Unito. Anche in molte località italiane, dalle Alpi agli Appennini, cresce il confronto tra residenti e visitatori. Sentieri affollati, prati trasformati in aree picnic improvvisate, parcheggi selvaggi e abbandono di rifiuti sono criticità che si ripetono ogni stagione. In alcuni casi si è arrivati a misure controverse, come l’installazione di barriere o sistemi di accesso controllato in aree private particolarmente esposte all’afflusso turistico.

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“Ha avuto un malore fatale durante una passeggiata serale, l’hanno trovato privo di sensi e non si è più ripreso”: morto William Hasley, lo sceneggiatore dei Puffi

10 June 2026 at 11:14

Un’escursione serale lungo i sentieri del Runyon Canyon, una delle aree naturalistiche più battute e frequentate sulle colline di Hollywood a Los Angeles, si è conclusa in tragedia. Sabato scorso, un uomo di 78 anni è stato rinvenuto privo di sensi lungo il tracciato. L’allarme ha fatto scattare l’intervento immediato dei soccorritori del dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles, supportati dall’impiego di un elicottero per raggiungere rapidamente la zona impervia. Nonostante le manovre di assistenza medica prestate sul posto, l’escursionista non ha mai ripreso conoscenza ed è stato dichiarato clinicamente morto. Dopo oltre 24 ore di procedure e accertamenti, le autorità hanno confermato ufficialmente l’identità della vittima: si tratta di William Hasley, celebre sceneggiatore televisivo noto a livello globale per aver firmato numerosi episodi del cartone animato cult “I Puffi”.

Come riportato dal quotidiano statunitense New York Post, le cause cliniche del decesso restano al momento ignote e sono in corso gli accertamenti medico-legali per stabilire se a stroncare l’autore sia stato un malore improvviso o una fatale caduta accidentale.

Da Hanna-Barbera a Oliver Stone: la carriera di Hasley

Nato a Pittsburgh, in Pennsylvania, nel 1948, Hasley si era formato alla Marshall University prima di farsi strada nell’industria dell’intrattenimento americano. I suoi primi passi di successo sono avvenuti proprio nel settore dell’animazione, dove ha consolidato collaborazioni continuative con colossi della produzione come Hanna-Barbera e Filmation. Oltre al lavoro dietro le quinte de “I Puffi”, la sua firma è apparsa anche tra i crediti della serie animata “Alberone”.

La sua produzione non si è limitata ai prodotti per l’infanzia, estendendosi alla serialità live-action e a progetti per i network nazionali. Hasley ha infatti sviluppato numerosi episodi pilota per le emittenti statunitensi e scritto sceneggiature per produzioni televisive come “I ragazzi della prateria” e “Swift Justice”. Negli anni, il suo bagaglio tecnico gli ha permesso di collaborare con figure di primo piano del panorama hollywoodiano e culturale, affiancando il regista premio Oscar Oliver Stone e lo scrittore Gerald Green.

L’impegno nella scrittura ha toccato anche il settore dell’editoria: Hasley è stato infatti co-autore di “Chasing the Wind”, l’autobiografia ufficiale del celebre pioniere dell’aviazione Steve Fossett. Alla prolifica attività professionale, l’autore ha affiancato per anni la carriera accademica, trasmettendo le basi della sceneggiatura alle nuove generazioni come docente di scrittura presso l’Università della California di Los Angeles (UCLA).

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Mondiali al via, la Fifa si ritrova con oltre 180mila posti vuoti negli stadi: tra prezzi folli, polemiche e disinteresse

10 June 2026 at 11:10

Tutti i timori relativi ai Mondiali americani si stanno trasformando tristemente in realtà. I visti negati per l’ingresso negli Stati Uniti, ai tifosi ma perfino a un arbitro. Le tensioni diplomatiche a livello mondiale. Gli scontri e la violenza in Messico. Ora anche lo spauracchio degli stadi semi-vuoti, a causa del folle prezzo dei biglietti che viene denunciato da mesi. Il calcio di inizio della Coppa del Mondo è ormai dietro l’angolo e la Fifa si ritrova a dover gestire migliaia di posti vuoti sugli spalti. Sono infatti oltre 180mila i biglietti finiti sul mercato della rivendita. I prezzi – riporta il Financial Times – si mantengono ancora elevati, anche se nell’ultimo mese sono scesi del 20%.

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Sul portale di rivendita della Fifa sono a disposizione 176mila biglietti per la fase a gironi iniziale della competizione. A questi si aggiungono 16mila biglietti per le partite dell’Iran che risultano invenduti, nonostante i prezzi ridotti. Teheran ha denunciato in tal senso che è stati privata della possibilità di gestire il proprio pacchetto di biglietti. Ma perfino gli Stati Uniti faticano a vendere i biglietti: sul portale di rivendita sono ancora disponibili 4.400 biglietti per la partita d’esordio della squadra contro il Paraguay. Nonostante i forti sconti, il prezzo medio dei biglietti offerti supera ancora gli 800 dollari. Il posto standard più economico disponibile sul mercato, invece, ha un prezzo di 138 dollari.

Oltre a quelli destinati alla rivendita, la Fifa continua a offrire circa 15.000 biglietti per le partite della fase a gironi. I biglietti popolari a 60 dollari, promessi da Gianni Infantino, non si sono praticamente mai visti, andati esauriti subito nella prima lotteria, al punto che qualcuno ha cominciato a dubitare che siano mai esistiti, o comunque su quanti ne siano stati messi realmente in vendita. La Fifa ha sbandierato oltre 500 milioni richieste di biglietti su quasi 7 milioni di posti disponibili, ma al momento rischi dei buchi enormi in molti stadi: evidente che la domanda spropositata ha interessato soprattutto le partite delle nazionali più attese e quelle ad eliminazione diretta, molto meno i match dei gironi con nazionali di secondo piano.

C’è anche la grana dei biglietti quindi a rovinare questa vigilia dei Mondiali, una delle più tristi di sempre. Allo Stadio Azteca domani si terrà la cerimonia di apertura con la partita MessicoSudafrica, preceduta da una cerimonia musicale, il tutto trasmesso in mondovisione. In Messico intanto ieri migliaia di manifestanti, che chiedevano aumenti salariali e l’abrogazione di una legge sulle pensioni, hanno bloccato brevemente l’ingresso principale dell’iconico stadio, che ospiterà la partita inaugurale per la terza volta dopo il 1970 e il 1986.

Da lunedì, le tensioni sono aumentate a causa della rigida politica statunitense in materia di immigrazione, mettendo in imbarazzo la Fifa e Infantino. L’episodio più eclatante riguarda l’arbitro somalo Omar Artan, respinto sabato dalla polizia di frontiera statunitense al suo arrivo a Miami, in Florida, da Istanbul. Non solo: nel contesto instabile della guerra scoppiata in Medio Oriente in seguito all’offensiva israelo-americana contro l’Iran del 28 febbraio, la nazionale iraniana continua la sua preparazione, seppur con difficoltà, nel suo campo base messicano a Tijuana. Tuttavia, a diverse persone che li accompagnano la Nazionale è stato negato il visto per gli Usa, tra cui il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj. Inoltre, i tifosi potrebbero subire le conseguenze delle continue tensioni geopolitiche, poiché la Federazione calcistica iraniana ha accusato gli Stati Uniti di aver revocato l’assegnazione dei biglietti per i Mondiali, in violazione dei regolamenti Fifa che assegnano i biglietti a ciascuna nazione per le proprie partite.

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L’ascesa di Vannacci fa comodo anche ai due partiti di destra

10 June 2026 at 11:04

di Giovanni Muraca

Da giorni sento pareri al vetriolo, tutti contro la crescita di Futuro Nazionale e del suo leader, Roberto Vannacci. Un partito che, più ancora che Fratelli d’Italia, sta tallonando il suo partito d’origine, la Lega di Matteo Salvini, ormai in evidente difficoltà. Questa non vuole essere una critica alle opinioni che circolano in questo periodo. Credo però che ci siano alcuni aspetti non presi in considerazione, che potrebbero portare al Generale ulteriore consenso: il frutto di quel cortocircuito tutto italiano per cui il rischio viene sistematicamente sottovalutato.

Riavvolgiamo il nastro a soli tre anni fa, all’uscita del libro Il mondo al contrario. Un libro al cui interno si trova tutto ciò che finora una democrazia ha cercato di combattere: dal razzismo all’omofobia, dal machismo al ritorno dell’uomo solo al potere. Per quanto si tratti di idee discutibili, dal sapore autoritario, c’è ancora chi sposa quei valori e non se n’è mai staccato. Quel libro, insieme ad altri che magari celano le idee che il leader sposa, ha fatto molto di più che scandalizzare: ha ottenuto l’effetto contrario. Non è solo una questione di tiratura — che, in un’epoca in cui il cartaceo sta diventando un ricordo, ha superato le 700.000 copie — ma anche di un processo di normalizzazione di temi che speravamo di non dover più discutere. Ma questa è un po’ l’arroganza dell’Occidente, che ha la memoria corta.

Il punto più caldo del cortocircuito si è consumato proprio all’uscita del testo. L’assist più grande a mio avviso non è arrivato dai lettori, ma da chi sposa idee lontane da quelle dell’ex militare e che, continuandone a parlarne, ha contribuito alla sua ascesa. Nell’estate del 2024 anche una testata LGBTQIA+ è finita accusata di razzismo perché in un articolo si sottolineava la nazionalità romena della moglie dell’ex generale, come se fosse un problema. Insomma, un bell’autogol.

L’altra questione richiama esattamente ciò che accadde a Fratelli d’Italia tra il 2021 e il 2022: il passaggio da un gradimento irrilevante a primo partito del Paese.
Il travaso di voti che Futuro Nazionale sta operando ai danni dei due partiti di destra, sarà pure un fenomeno momentaneo, ma a mio avviso è qualcosa di più: un repulisti interno per entrambi. Un consenso che, almeno davanti alle telecamere, sembra non essere gradito a qualcuno, ma che alla fine tornerà molto utile in un’ ipotetica coalizione futura — che nessuno di loro, c’è da scommetterci, farebbe fatica ad accettare.

Un repulisti che permetterà ai due partiti di governo di liberarsi di quello spettro nero che ancora oggi circola silenzioso, e di cui l’opposizione — in maniera tanto banale quanto inefficace — fa ancora motivo di battaglia, trascurando altre tematiche su cui potrebbero vincere facilmente.

Non mi meraviglierei se alcune associazioni oggi vicine al partito della Premier, viste anche le pressioni che continuano ad arrivare dall’Ue sui diritti civili, un domani decidessero di sponsorizzarlo. Se quest’ipotesi si realizzasse, i due partiti ora al governo dovrebbero cercare altre praterie, ma almeno verrebbero filtrati al loro interno da alcuni personaggi singolari che già ora stanno migrando verso il nuovo partito. Un deflusso (e una “pulizia”) non solo di singoli personaggi, ma anche di elettori che si sentono traditi da partiti che ormai sposano più ciò che pensa il Generale che ciò che avevano promesso in campagna elettorale — che poi erano le stesse cose che dicevano i due leader.

Il ché potrebbe addirittura far sì che l’elettorato moderato possa, con la tesi ipotizzata, avvicinarsi alla premier alimentandone il consenso già alto.

Anche l’Inghilterra, all’inizio, sottovalutò ciò che la Germania aveva in testa. E sappiamo tutti come andò a finire…

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Cisgiordania, nel 2025 record di violenze dei coloni israeliani: +133% di morti. Gaza, Hamas compie esecuzioni e torture

10 June 2026 at 11:00

Stretti in una morsa di violenza le cui ganasce si avvicinano ogni giorno di più. Così vivono i palestinesi tra la Cisgiordania e Gaza. Da un lato la furia dei coloni israeliani che nel West Bank ha raggiunto livelli senza precedenti. Dall’altro la campagna di esecuzioni sommarie, torture e punizioni pubbliche che Hamas porta avanti con intensità crescente nella Striscia. L’ultimo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori occupati e Israele, pubblicato ieri, analizza uccisioni e violenze commesse da attori non statali tra il 2024 e il 2026, denunciando gravi violazioni del diritto internazionale da entrambe le parti.

Il 2025 è stato l’anno con il più alto numero di palestinesi uccisi direttamente da coloni israeliani da quando vengono raccolti dati sistematici sul fenomeno: le vittime sono state almeno 7 quando nel 2024 erano state 3, un aumento del 133%. Ancora più netta la crescita dei feriti: da 362 a 832 in un solo anno (+130%). Complessivamente, tra gennaio 2023 e dicembre 2025 almeno 26 residenti nel West Bank sono stati uccisi e 1.570 feriti da aggressioni attribuite ai coloni. Il fenomeno, evidenzia il report, non è nato dopo le stragi compiute da Hamas il 7 ottobre 2023. Nel 2008 i palestinesi uccisi dai coloni erano stati 6 e i feriti 183, ma da allora il trend è stato costantemente crescente fino ad arrivare, tra il 2008 e la fine del 2025, a un totale di 61 morti e 3.778 feriti, tra cui almeno 608 minori e 317 donne.

Dal 2023, tuttavia, gli attacchi contro villaggi e terreni agricoli palestinesi si sono intensificati. Gruppi di aggressori col volto travisato e armati, spesso scortati dalle forze di sicurezza israeliane, hanno dato vita a spedizioni punitive con incendi di abitazioni, distruzione di proprietà, pestaggi e sparatorie. Tra il 7 ottobre 2023 e il 10 marzo 2026 59 comunità pastorali palestinesi sono state costrette ad abbandonare le proprie terre a causa della violenza dei coloni. Una delle maggiori comunità sfollate è stata quella di Khirbet Zanuta, situata sulle colline a sud di Hebron: i raid sarebbero partiti dall’avamposto di Meitarim Farm, con gli assalitori accompagnati da soldati di Tel Aviv.

Tra gli episodi più gravi figura l’attacco dell’11 luglio 2025 nell’area agricola di Al-Batin. Un gruppo di contadini dei villaggi di Sinjil e Al-Mazraa venne assalito mentre lavorava i campi, 2 palestinesi furono uccisi: uno colpito da arma da fuoco e un altro picchiato a morte. Almeno 20 persone rimasero ferite, tra cui 4 bambini. Agghiacciante il caso del villaggio di Beitin, dove il 13 aprile 2024 gruppi di coloni attaccarono il centro abitato come rappresaglia per l’uccisione di un adolescente israeliano: durante l’assalto, un ragazzo di 17 anni venne ucciso da un colpo d’arma da fuoco alla testa. Tra gli episodi simbolo viene ricordato l’assalto di Huwara del febbraio 2023, che provocò un morto e centinaia di feriti, e l’attacco al villaggio di Burkin nel maggio 2025, conclusosi con una vittima e due persone ferite.

Tra le pratiche usate ci sono anche le violenze sessuali. L’Onu afferma di aver verificato nel 2026 lo stupro di un uomo mediante l’inserimento di un bastone nel suo ano. La Commissione ha inoltre documentato un tentativo di stupro nel 2023 e un’altra aggressione sessuale nel 2025 contro un attivista israeliano. Il 13 marzo 2026, durante un attacco a Khirbeit Humsa, donne e ragazze sarebbero state minacciate di stupro per costringere la famiglia a lasciare la zona; un uomo fu denudato, aggredito sessualmente, legato ai genitali e trascinato davanti agli abitanti mentre veniva picchiato.

Sul fronte opposto, il rapporto documenta anche gli abusi commessi da Hamas e da altre forze armate nella Striscia di Gaza. La Commissione ha identificato 249 casi di esecuzioni sommarie e violenze gravi commesse tra agosto 2024 e gennaio 2026, il cui bilancio è di almeno 108 morti e 384 feriti. Le vittime erano accusate di collaborare con Israele, di saccheggiare gli aiuti umanitari, di furto, traffico di droga o di appartenere a gruppi rivali. Le punizioni comprendono esecuzioni pubbliche, fratture provocate con tubi metallici e blocchi di cemento, torture e pestaggi sistematici. Almeno 60 episodi sono opera di forze paramilitari affiliate ad Hamas. Le Brigate Ezzedin al-Qassam sarebbero responsabili di almeno 6 casi nel 2025, con 9 esecuzioni e 20 feriti, l’unità Sahm di almeno 45 casi tra il 2024 e il 2025, con 14 esecuzioni e 101 feriti, e la forza Rad’a di almeno 6 episodi tra il 2025 e il 2026, con 12 esecuzioni e 3 feriti.

L’orrore era emerso con chiarezza il 21 settembre 2025 quando tre uomini erano stati uccisi in un’esecuzione pubblica davanti all’ospedale Al-Shifa di Gaza City . Bendati e con le mani legate dietro la schiena, i tre furono accusati di collaborazionismo e di appartenere al gruppo armato di Yasser Abu Shabab e dopo la lettura della sentenza di morte furono abbattuti con numerosi colpi alla testa e al torace davanti a una folla di spettatori. Poche settimane dopo, il 13 ottobre 2025, otto membri del clan Doghmosh furono consegnati ad Hamas con la promessa di un’indagine regolare ma meno di due ore dopo vennero portati in uno spazio aperto nel quartiere Sabra di Gaza City e fucilati da militanti delle Brigate Qassam e della Rad’a.

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Confermato il passaggio di Milo Infante a Mediaset: avrà una prima serata e sarà condirettore di VideoNews

10 June 2026 at 10:59

TeleMeloni perde un altro volto di punta“, annuncia Dagospia confermando l’indiscrezione di Davide Maggio: “Milo Infante passa a Mediaset. Infante ha confermato, come già detto lunedì ai vertici Rai, le sue dimissioni da conduttore e vicedirettore degli Approfondimenti”, fa sapere la testata diretta da Roberto D’Agostino. “Faremo di tutto per trattenerlo”, aveva fatto sapere la Rai ma la soluzione, economica e non solo, non è stata trovata. La notizia infiamma il telemercato estivo, con il passaggio al Biscione per il giornalista è in arrivo un doppio ruolo. In primis dirigenziale come condirettore della struttura VideoNews, affiancando Siria Magri, in secundis come conduttore di una prima serata di cronaca. Con modalità e collocazione da definire.

Il tam tam mediatico ha favorito diverse ricostruzioni, rivelatesi errate: non sarebbero mai state sul tavolo delle trattative la conduzione di “Quarto Grado” e “Dentro la notizia“, titoli che saranno condotti da Gianluigi Nuzzi anche il prossimo settembre, e nemmeno l’ipotesi di una striscia quotidiana. Infante è reduce da una stagione record, al pomeriggio “Ore 14” si è avvicinato spesso al 10% di share e in prima serata ha ottenuto lo stesso risultato battendo, a sorpresa, proprio “Quarto Grado” di Nuzzi. “C’è una frase che mi ha sempre accompagnato, io amo molto i libri di Stephen King: ‘Ci sono altri mondi al di fuori di questo’. E quindi vedremo, quello che sarà lo vedremo. Grazie a tutti, grazie di cuore”, aveva detto il giornalista al momento dei saluti nell’ultima puntata.

Negli ultimi mesi, nonostante i numeri positivi, Infante era finito nel mirino di Bruno Vespa che in diretta tv aveva protestato per la messa in onda in contemporanea di “Porta a Porta” e “Ore 14 di Sera. Al pomeriggio aveva accettato l’arrivo di una striscia informativa di Tommaso Cerno, “Due di picche” in onda dopo il Tg2 e prima di “Ore 14”. E per finire lo scontro con Roberta Bruzzone. La rottura tra la criminologa e il giornalista era avvenuta, dopo una lunga collaborazione, lo scorso novembre. Nei giorni scorsi Infante aveva segnalato il comportamento social di Roberta Bruzzone al Comitato etico della Rai oltre che ai direttori Rai di competenza.

E la Rai ha commentato l’avvenuto passaggio del conduttore al Biscione con una nota: “Si conclude la collaborazione professionale con Milo Infante, in seguito alla sua lettera di dimissioni formalizzata questa mattina al capo del personale. Nel ringraziarlo per l’attività svolta nel corso degli anni nelle strutture editoriali e produttive della Rai, l’Azienda gli rivolge i migliori auguri per il prosieguo del proprio percorso professionale”.

E a stretto giro, la conferma del Biscione: “Milo Infante entra a far parte del Gruppo Mediaset. Giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana, Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news di Mediaset”.

Poi le parole del giornalista: “Mediaset per me è un punto di arrivo. Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee”.

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Logitech presenta i suoi nuovi accessori: in arrivo il mouse pieghevole e un presenter con respirazione guidata

10 June 2026 at 10:54

Logitech ha annunciato due nuovi prodotti pensati per coloro che lavorano in mobilità: il mouse pieghevole Mobi Fold ed il presenter Spotlight2.

Il Mobi Fold, che sarà disponibile anche nella variante “for Business”, è un mouse pensato per chi lavora in mobilità, permettendo avere sempre con se un mose confortevole e funzionale, che al contempo non occupi troppo spazio in borsa o nello zaino. Con un corpo pensato per essere resistente agli urti e alla polvere, il Mobi Fold da chiuso ricorda un po’ un cellulare a conchiglia, una volta aperto la cerniera lo ferma con un angolo che riproduce la tipica gobba dei mouse, ottenendo un dispositivo comodo da usare e con dimensioni simili a quelle di un modello tradizionale.

Abbiamo avuto modo di poterlo provare un po nelle ultime settimane e possiamo dire che, oltre ad essere abbastanza comodo, la scorrevolezza risulta molta buona su varie superfici, mentre i clic dei due tasti risultano sempre abbastanza silenziosi. Al posto della rotellina il Mobi Fold presenta una superficie touch facile da usare, che al contempo integra due pulsanti (frontalmente e posteriormente) che possono essere usati per varie azioni (come andare avanti ed indietro navigando sul browser). La batteria del Mobi Fold secondo il produttore dovrebbe garantire fino a 30 giorni d’uso con una singola ricarica, mentre un solo minuto di carica dovrebbe permettere 22 ore di utilizzo.

Per la connessione a PC e device smart il nuovo mouse di Logitech può affidarsi sia al bluetooth che ai ricevitori Logi Bolt (disponibile in confezione nella variante Business). Il nuovo Logitech Mobi Fold sarà disponibile in 3 colorazioni – Grafite, Lilla e Off White – a 79,99€, il Mobi Fold for Business, disponibile attraverso i canali B2B, sarà invece disponibile a 84,99€.

Pensato invece per coloro che devono fare presentazioni, il Logitech Spotlight 2 integra in un singolo device un puntatore “digitale” ed un più analogico puntatore laser, ma la vera novità sono le funzioni di respirazione guidata ed il pulsante di evidenzazione a due livelli di pressione. Il grande pulsante centrale, in base al livello di pressione, permette di sfruttare due diverse tipologie di evidenziazione, preimpostabili dall’app Logi Options+, tra “Spotlight”e “Squarelight” (rispettivamente a contorno circolare o rettangolare), “Magnify” (che permette lo zoom) e Annotate.

Il pulsante principale però, grazie al feedback aptico integrato, ha anche un’altra funzionalità: attivando l’opportuna modalità prima di iniziare una presentazione, il dispositivo tramite le vibrazioni guida l’utilizzatore in esercizi di respirazione pensati per aiutare il relatore a prepararsi al meglio e, eventualmente, calmarsi prima di affrontare il pubblico. Appena sotto al centrale, due pulsanti con frecce permettono di far scorrere la presentazione in avanti o indietro, mentre il pulsante laterale permette di attivare funzionalità extra come il puntatore laser.

Come per il Mobi Fold, anche lo Spotlight2 può collegarsi a PC e notebook sia tramite bluetooth che via Logi Bolt, vedendo un ricevitore USB-C incluso con il dispositivo ed integrato nella parte inferiore. Arriverà sul mercato nelle 3 colorazioni Grafite, Lilla e Sabbia con un prezzo di 129,99€

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“Così abbiamo trasformato i meme di Gerry Scotti in una startup da milioni di visualizzazioni”: Edoardo, il figlio del conduttore, racconta

10 June 2026 at 10:52

In tv sbanca gli ascolti con La ruota della fortuna, sui social è un fenomeno grazie ai meme diventati un piccolo cult. Gerry Scotti non sbaglia un colpo in fatto di comunicazione e se sul piccolo schermo si conferma un “mattatore” da quarant’anni, su quello degli smartphone si è imposto con una strategia che non ha nulla di casuale. Il merito? Tutto di suo figlio Edoardo – reduce da studiati di cinema e regia a Los Angeles, per poi lavorare nella produzione audiovisiva in Mediaset, Endemol e altre società -, che ha avuto un’intuizione straordinaria: trasformare una pagina Instagram da pochi follower in una start up di successo.

COSÌ EDOARDO SCOTTI HA TRASFORMATO PAPÀ GERRY IN “RE DEI SOCIAL”

Per anni Edoardo Scotti prova a convincere il padre a sbarcare sui social, spiegandogli che c’era spazio per tentare un’incursione di successo anche sui social per conquistare un’altra fetta di pubblico. La grande occasione è arrivata nel 2022 quando due ragazzi di Catania, Enrico Conte e Giovanni Nicolosi, si inventano la pagina social Thousand Gerry, che ha come protagonista proprio Scotti trasformato in meme. “A una settimana dall’apertura della pagina avevano cinque follower, poi è arrivato il sesto e gli è preso un colpo: era mio padre”, rivela Edoardo in un’intervista a Milano Today. “Non era nemmeno un progetto, era un’idea, una di quelle che probabilmente salta alla mente smanettando al computer per farsi due risate. Quello che non avevano capito era la portata di quello che stavano costruendo, ma soprattutto la visibilità”. A quel punto il conduttore incarica il figlio – che cura l’immagine e i social del padre – di andare a conoscere i due catanesi, i quali inizialmente si spaventano. “Li ho convocati a Milano, mi ricordo che quando ci siamo incontrati erano un po’intimoriti perché si aspettavano che gli facessimo causa. Invece mi sono fatto spiegare meglio il progetto, partito per ironia”. A quel punto Gerry Scotti capisce il potenziale dell’esperimento e dà il suo benestare al progetto che punta tutto sull’IA generativa.

IL SUCCESSO DEL DISCO DI NATALE CON LA VOCE DELLO ZIO GERRY

Una delle operazioni più riuscite arriva appena un anno dopo ed è il disco con le canzoni di Natale, uscito nel 2023. Lo Zio Gerry come Michael Bublè, insomma. Edoardo azzarda, va da Warner Music Italia a proporre un disco completamente realizzato con l’Intelligenza artificiale. “Gli abbiamo detto che lo sapevamo fare, ma non ne eravamo sicuri”, ammette. Invece in dieci giorni lo realizzano sfruttando la voce di suo padre e clonando il suo modello vocale. Il risultato? Oltre 10 milioni di stream e visualizzazioni tra Spotify e YouTube. Poco più di dodici mesi dopo, Edoardo propone a Enrico e Giovanni di aprire una società, la Thousand Dreams, oggi sua al 70% mentre il restante 30% è dei soci catanesi. “All’inizio ho pensato di assumerli e basta, ma non mi sembrava giusto perché l’idea di base era la loro: partecipare alla scommessa di essere soci ti mette nella posizione di lavorare diversamente perché in ballo c’è qualcosa che è anche tuo”.

COME NASCONO I MEME E I NUOVI PROGETTI

Una piccola pagina satirica è dunque diventata una startup AI che punta ai brand e crea nuovi contenuti sfruttando la potenzialità dell’intelligenza artificiale. “Enrico e Giovanni si sono fidati e da un giorno all’altro si sono licenziati e si sono buttati in questa avventura” e oggi la società si occupa di produzione di contenuti audiovisivi per brand, media e progetti editoriali. “La differenza tra noi e gli altri è questa, molte agenzie si stanno aggiornando per l’uso dell’Ai, tanti studi di produzione hanno all’interno qualcuno che qualche tool lo sa usare. Il nostro è un lavoro estremamente professionale”, racconta Scotti a Milano Today. Il “cliente” principale è ovviamente papà Gerry, che si trasforma a colpi di IA in donna, cantante, palestrato, chef, super capellone o tentatore di Temptation Island. Uno, nessuno e centomila Gerry. Tutto per merito di Edoardo.

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“Ho perso 14 kg, una grave forma di depressione mi ha accolto di notte e ha cominciato a mangiarmi da dentro e non se n’è andata per tre interminabili mesi”: la confessione di Gianmarco Pozzoli

10 June 2026 at 10:47

“Bisogna toccare il fondo per riemergere, ma toccarlo veramente. E poi scavare fino a quasi arrivare alla Cina. E nel mentre: tanta fatica. In meno di un anno ho perso tutto. Il lavoro, un matrimonio. La Pozzolis Family è solo un ricordo e non è facile. Ero a Roma lontano da tutto, nel periodo più buio della mia vita. Ero ormai indifferente alla gioia. Io la leggerezza non sapevo più che cosa fosse”.

Ammettere il proprio disagio psichico nell’arena semplificatrice e polarizzata dei social network richiede coraggio. Gianmarco Pozzoli, cinquantaquattrenne comico milanese noto al grande pubblico per il progetto “The Pozzolis Family” – chiuso a seguito della separazione dall’ex moglie Alice Mangione, annunciata a luglio 2025 –, lo ha fatto attraverso un video pubblicato sui suoi canali. Il filmato, diventato virale in poche ore, non è solo una confessione intima del punto più basso della sua esistenza, ma un lucido appello ad affrontare senza reticenze la salute mentale.

Il buio e il crollo fisico

Senza l’ironia che ne ha sempre caratterizzato la comunicazione, Pozzoli ha ripercorso i mesi successivi alla fine del matrimonio. Un periodo descritto come una discesa in un abisso emotivo, aggravata da un contesto storico angosciante e incerto. “Ho perso 14 kg, sono sparito dal web e anche per i miei figli ero la brutta copia indebolita del loro padre. Una grave forma di depressione mi ha accolto di notte e ha cominciato a mangiarmi da dentro e non se n’è andata per tre interminabili mesi”. La narrazione scende nel dettaglio dei mesi trascorsi nella Capitale, in uno stato di totale alienazione dalla propria vita e dai propri affetti. Pozzoli ricorda: “Mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora un’apparente vitalità. Ma fuori da lì ero vuoto, smarrito, finito”.

Il ricovero in clinica

La svolta è arrivata grazie al supporto della rete di amicizie professionali. “Grazie all’insistenza di alcune persone che mi hanno sostenuto e mi sono state fisicamente vicine, parlo di Sara Novarese di Nido di Ragno e Marco Rampoldi, mi sono fatto ricoverare al San Raffaele Turro“, struttura milanese d’eccellenza per la cura della salute mentale. L’attore descrive la degenza come un confronto brutale ma salvifico con il dolore altrui. “Lì ho visto da vicino altre persone che, in maniera anche più seria e da molto più tempo, non riuscivano più a sorridere e a godere della luce del sole, non riconoscevano più il dono della vita. I nostri letti erano le nostre grotte nelle quali rifugiarsi. Alcuni di loro si sono ripresi. Altri continuano la loro battaglia contro la depressione”.

L’appello: “Agite subito, non fate il mio errore”

La lucida ammissione del proprio ritardo diagnostico rappresenta il cuore del messaggio del comico rivolto ai propri follower. “Durante quei tre interminabili mesi ho commesso un grave errore: non ho contattato immediatamente uno specialista per iniziare una terapia. Non fatelo, agite subito”. Pozzoli chiude il video raccontando la risalita, avvenuta grazie al supporto farmacologico e terapeutico, e rivolgendo un monito preciso: “Poi ho preso dei farmaci corretti e sono stato aggiustato da uno specialista che m’ha rimesso in sesto. Più forte di prima, più ottimista, presente con i figli e aperto con le persone. Ora sto bene, sono felice e sono tornato più solido di prima. Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un’idea che si radica nella vostra mente distruggendo giorno dopo giorno la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici. Non fate il mio errore, non perdete tempo, vi meritate di essere felici subito”.

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Pd-M5S, uniti sulla legge elettorale ma in ordine sparso su Kiev

10 June 2026 at 10:38

“Dobbiamo fare muro contro questa legge elettorale“. Elly Schlein l’ha ribadito durante la riunione dei gruppi Pd di Camera e Senato questa mattina. Un passaggio che è servito anche a raccontare come sono andati i colloqui avuti ieri con gli altri leader progressisti: Pd, M5S e AvS procederanno insieme. Gli uffici stanno lavorando a una serie di emendamenti soppressivi comuni. Poi ce ne saranno alcuni – sempre comuni – per introdurre parità di genere, voto ai fuorisede e per inserire il Trentino Alto Adige nel computo del premio di maggioranza. Su come garantire la rappresentatività – e questa è una novità che era emersa già ieri sera, ma che nella riunione dem è stata spiegata esplicitamente – ciascun partito sta lavorando a un proprio emendamento. I Cinque Stelle su un proporzionale con preferenze, temperato da qualche aggiustamento (ad esempio sulle soglie di sbarramento) che incentivi ad andare in coalizione; il Pd è orientato a presentare a sua volta un emendamento che preveda i collegi uninominali, sul modello del Mattarellum. Proposte di bandiera, che non intaccheranno la strategia unitaria di non sedersi al tavolo con il centrodestra (tanto è vero che le proposte di modifica – il cui termine scade domani – saranno un migliaio).

In ordine sparso andranno invece i progressisti sulla politica estera. Domani Giorgia Meloni farà le sue comunicazioni in Parlamento sul Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. E ogni partito presenterà un proprio testo. Non a caso è Lorenzo Guerini a sottolineare che la riunione di mercoledì mattina per quel che riguarda la risoluzione dem “è andata molto bene”. La destra dem in blocco commenta: “Il lavoro fatto nel gruppo va nella direzione giusta, riaffermando il sostegno pieno all’Ucraina e sottolineando come l’ingresso dell’Ucraina nella Ue sia per il partito una priorità non differibile. Su questo è stato fatto un lavoro comune in questi giorni che ha portato a un risultato apprezzabile”. E poi lanciano la provocazione: “Vedremo in aula le risoluzioni degli altri gruppi politici di opposizione, con l’auspicio che si possa convergere su quelle inequivoche nel sostegno all’Ucraina e sulla necessità urgente di una difesa europea”. Un “auspicio” che non si realizzerà. Ma sta al capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia, non lasciare tutto lo spazio politico alla minoranza: “La nostra risoluzione è per il rilancio dell’Italia e dell’Europa”, con tanto di denuncia dell'”indebolimento” della presenza del governo sul piano internazionale. E poi: “Sull’Ucraina ribadiamo il pieno sostegno alla resistenza contro l’aggressione russa e alla prospettiva dell’adesione all’Unione europea, sostenendo al tempo stesso ogni iniziativa diplomatica volta a costruire una pace giusta e sicura”. Quello di domani è il primo voto sulla politica estera dopo la risoluzione congiunta di Pd, M5S e Avs sul patto di stabilità. Un testo che ha visto inedite convergenze sulle questioni internazionali, ma che a oggi non è ancora stato votato, per difficoltà interne soprattutto alla maggioranza.

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Compra una rivista per neogenitori ma il servizio postale gliela consegna con 19 anni di ritardo: “Ben fatto, i miei figli nel frattempo hanno lasciato casa”

10 June 2026 at 10:03

Chissà se avrà ancora voglia di sfogliare quelle pagine. Di certo, quando aveva richiesto quella rivista, sperava di trovare consigli utili per crescere due bambini piccoli. Invece la copia di Mother & Baby è arrivata con 19 anni di ritardo, quando quei bambini sono diventati adulti e frequentano già l’università.

La singolare vicenda arriva dal Regno Unito e ha per protagonista Paul Edwards, scrittore di fantascienza di Chester. Edwards aveva ordinato la rivista nel 2007: all’epoca sua figlia aveva 18 mesi e il secondo figlio sarebbe nato tre mesi dopo. La pubblicazione, però, non era mai arrivata. Almeno fino a oggi.

Nei giorni scorsi l’uomo si è visto recapitare a casa una busta malconcia contenente proprio quel numero di Mother & Baby, accompagnato da un messaggio di Royal Mail con le “sincere scuse per il disagio arrecato”. Un disagio durato appena diciannove anni.

“Ben fatto Royal Mail, ci sono voluti appena 19 anni per consegnare questa rivista”, ha scherzato Edwards sui social. “I miei figli nel frattempo hanno lasciato casa”. Intervistato dai media britannici, il 52enne ha raccontato di aver trovato la situazione più surreale che irritante. “Probabilmente all’epoca non ci siamo nemmeno accorti che mancava”, ha spiegato. “Poi all’improvviso arriva per posta e ti chiedi cosa stia succedendo”.

Royal Mail ha escluso che la rivista sia rimasta per quasi due decenni in uno dei propri centri di smistamento. Secondo l’azienda, è più probabile che qualcuno l’abbia rimessa nel circuito postale dopo anni. Resta il fatto che il ritardo è diventato il simbolo perfetto dei problemi che negli ultimi anni hanno investito il servizio postale britannico, finito più volte sotto osservazione per il mancato rispetto dei tempi di consegna.

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In Italia 3mila Paperoni con più di 100 milioni hanno quasi un quinto della ricchezza finanziaria nazionale. Entro il 2030 saliranno a 4.700

10 June 2026 at 09:55

In Italia circa 3.100 ultraricchi con patrimoni superiori ai 100 milioni di dollari possiedono il 18,6% della ricchezza finanziaria nazionale nel 2025. Entro il 2030 i Paperoni con fortune di quella grandezza saliranno a 4.700 e avranno in mano il 22,2% della torta. Nonostante guerre commerciali, dazi e tensioni geopolitiche, la ricchezza globale lo scorso anno ha continuato a crescere, conferma il nuovo Global wealth report del Boston consulting group, registrando anzi l’aumento maggiore dal 2021: +10,7%, per un totale di 333mila miliardi di dollari. Includendo gli asset reali, il patrimonio netto globale supera i 550mila miliardi, in aumento del 9,3% rispetto al 2024.

La ricchezza finanziaria degli italiani ha raggiunto intanto i 7.500 miliardi di dollari con una proiezione a 9.800 miliardi entro il 2030, con un tasso medio annuo di crescita del 5,4%. Il patrimonio netto complessivo, includendo asset reali (8.700 miliardi) e passività (900 miliardi), si attesta a 15.300 miliardi di dollari. I super ricchi con patrimoni superiori ai 100 milioni di dollari sono poco più di 3mila, ma “il cuore del mercato” rimane nelle tasche di altri due segmenti, come dichiarato da Valerio Napolitano, managing director e partner di Bcg. Si tratta degli individui che possiedono tra 250mila e 1 milione di dollari e quelli con un patrimonio tra 1 milione e 20 milioni: insieme sono circa 2,5 milioni di persone e rappresentano oltre un terzo della ricchezza nel Paese.

A livello globale, gli ultra high net worth individuals, ovvero gli individui con un patrimonio netto stimato tra i 100 e i 200 milioni di dollari, sono circa 18mila nel 2025 e diventeranno 26mila nel 2030. La quota di ricchezza passerà dal 9,3% dello scorso anno al 10,5% in 5 anni. C’è poi la clientela mass, con patrimoni fino a 250 milioni di dollari, che tiene per sé il 37,6% della ricchezza finanziaria totale: sono circa 47,9 milioni di individui. Questa categoria calerà leggermente entro il 2030 a 46,7 milioni di persone, registrando anche una diminuzione della quota di patrimonio finanziario a 32,1%. Segue in questa classifica il gruppo dei lower hnw (patrimonio tra uno e 20 milioni di dollari), con il 22,4% di ricchezza totale: nel 2030 saranno 3,2 milioni di persone.

In generale l’Italia riflette una propensione, almeno nel 2025, per azioni e fondi di investimento, in cui è riposto il 43% della ricchezza finanziaria nazionale (la media in Europa occidentale è del 32%). Secondo il report Bcg, la proiezione è del 50% entro il 2030. Depositi e valute pesano invece il 25%, depositi e valute il 25%, polizze vita e pensioni il 18% e infine le obbligazioni l’8%. Nel comparto della gestione patrimoniale indipendente, si registra un tasso di crescita dell’11% annuo. Nel mondo le azioni hanno guidato con un +13,2%, mentre l’oro ha segnato un +44%, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali in un contesto di crescente instabilità valutaria. Gli asset reali sono avanzati del 7,4%, frenati dall’elevato livello dei prezzi nei principali mercati sviluppati. Il report poi prevede un’espansione della ricchezza finanziaria globale a un tasso medio annuo del 7% fino al 2030.

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Luca Parmitano sarà il pilota della missione Artemis III per riportare l’uomo sulla Luna: “Onorato, l’Italia la mia rampa di lancio”

10 June 2026 at 09:48

Ha parlato commosso per qualche minuto e con un “grazie” in italiano come conclusione. Così l’astronauta Luca Parmitano si è presentato sul palco di Houston, dove il 9 maggio la Nasa ha annunciato l’equipaggio della prossima missione Artemis III. Lui, oltre a essere l’unico italiano, ne sarà il pilota, in un equipaggio di quattro uomini che saluterà la terra per circa due settimane nella metà del 2027. Il loro obiettivo non sarà la superficie lunare, ma dovranno condurre una serie di test per aprire la via del ritorno degli esseri umani sul nostro satellite. Al comando ci sarà Randy Bresnik, insieme ad altri due specialisti, Frank Rubio e Andre Douglas. Con Parmitano sperimenteranno nell’orbita terrestre le tecnologie e l’attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno, e uno o due veicoli per posarsi sulla Luna costruiti da SpaceX e Blue Origin, le aziende aerospaziali di Elon Musk e Jeff Bezos.

Il sogno di rivedere un piede umano posato di nuovo sulla Luna è rimandato per ora. La Nasa affiderà il progetto ad altri astronauti nel 2028, con le missioni Artemis IV e V che eseguiranno i test di allunaggio. Artemis III però rimane fondamentale per permettere all’umanità di farlo.”La missione – ha detto l’amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, durante la presentazione a Houston dell’equipaggio – dimostrerà la forza dell’innovazione americana e della cooperazione internazionale mentre testeremo complesse operazioni di rendez-vous e attracco e faremo progredire le tecnologie che un giorno ci porteranno ancora più lontano nel Sistema Solare”.

Parmitano, cinquant’anni, è astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea. È pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare e ha due missioni all’attivo oltre ad essere il primo comandante italiano della Stazione Spaziale Internazionale. Quando ha scoperto della nomina era in treno: “Ero talmente incredulo che ho chiesto al mio capo di ripetere esattamente quello che aveva detto, ossia ‘Luca sei stato assegnato come pilota alla missione Artemis III’ – ha raccontato -. Ero circondato da persone. quindi sapevo di non poter dire nulla ad alta voce per cui sono rimasto senza parole”. “La mia base di lancio è stata il mio Paese, l’Italia, che mi ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L’Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La Nasa è stata il razzo, e la ringrazio per avermi permesso di far parte di questo incredibile equipaggio”. Poi un ringraziamento alla famiglia e alle figlie: “siete l’energia per la mia anima”.

La missione di Artemis III è molto complessa. Inizialmente doveva essere quella designata per il ritorno sulla Luna, ma nel febbraio 2026 la Nasa ha rivisto il programma e ha deciso che prima di portare gli astronauti sul suolo lunare sarebbe stato opportuno sperimentare nell’orbita terrestre le tecnologie per l’aggancio in orbita della navetta. Dal 10 giugno i quattro astronauti inizieranno l’addestramento “prima al simulatore e poi con un’intensa fase di familiarizzazione con le procedure” ha spiegato Parmitano. “Abbiamo poco tempo – ha aggiunto riferendosi al fatto che la missione è prevista nel 2027 – ma tantissima motivazione. Dovremo eseguire ogni manovra manualmente: è il motivo per cui in questa missione sono stati selezionati piloti sperimentali e con un approccio ingegneristico”.

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Castello delle Cerimonie, il Consiglio di Stato respinge il ricorso. Revocate le licenze all’hotel “La Sonrisa”: “Doccia gelata per i Polese”

10 June 2026 at 09:36

“Il Castello delle Cerimonie” è appeso a un filo. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che la famiglia Polese, proprietaria della struttura a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, aveva presentato nella speranza di ribaltare l’ordinanza del Tar Campania, il quale aveva confermato la revoca delle licenze da parte del Comune.

L’ultimo colpo di scena

Come riporta Il Mattino, la sentenza delle scorse ore – una “doccia gelata” per i Polese come si legge sulla testata locale Metropolis – “dispone l’udienza pubblica per il prossimo 24 novembre per la decisione definitiva nel merito”. Nel frattempo, però, valgono gli atti del comune guidato dalla prima cittadina Ilaria Abagnale. Tra le ragioni che hanno spinto i giudici a pronunciarsi in questo senso c’è la sentenza definitiva del febbraio 2024 secondo cui i locali dell’hotel “La Sonrisa” sono abusivi e senza la destinazione turistica-ricettiva. Il provvedimento è stato firmato dai magistrati della Settima Sezione del Consiglio di Stato: il presidente Massimiliano Noccelli e i consiglieri Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano. “Resta da discutere il 9 luglio – aggiunge Repubblica – l’ultimo tentativo fatto dal pool di avvocati dei Polese”. La Cassazione dovrà pronunciarsi a proposito dei ricorsi avanzati dall’avvocato Dario Vannetiello per Imma Polese, figlia del “Boss” Antonio deceduto nel 2016, e dai legali Veronica Paturzo ed Andrea Castaldo per Agostino Polese, “finalizzati a ottenere l’annullamento della dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione con la quale la difesa affermava che il reato di lottizzazione abusiva dovesse ritenersi insussistente”.

Quale destino per “La Sonrisa”?

Nelle scorse settimane i lavoratori della struttura ricettiva avevano scritto una lettera indirizzata alle istituzioni. Un accorato appello affinché non venissero ignorati e dimenticati: “Centinaia di lavoratori vivono sospesi tra paura e speranza. Le vicende giudiziarie devono seguire il loro corso. Nessuno chiede di ignorare la legge. Ma uno Stato giusto non può dimenticare le persone innocenti che rischiano di pagare il prezzo più alto”, erano state le loro parole. Intanto sul sito dell’hotel divenuto noto grazie al programma di Real Time sembra non sia più possibile effettuare prenotazioni. Segno che la storia de “La Sonrisa” con i suoi banchetti luculliani, i festeggiamenti fino a notte fonda e le sfilate degli ospiti in abiti spesso improbabili, potrebbe davvero essere vicina alla fine.

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“A 53 anni preferisco diventare nonno che padre di nuovo. Quando arrivai in Italia mi fischiavano e mi insultavano, oggi lo sguardo è cambiato”: il racconto di Emanuele Filiberto

10 June 2026 at 09:35

Non credo che il Paese debba qualcosa a Casa Savoia, ma penso che, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, sia arrivato il momento di una piena riappacificazione storica”: così Emanuele Filiberto a Vanity Fair. L’occasione dell’intervista è l’uscita del suo libro La Regina di Maggio (Sperling & Kupfer) dedicato alla nonna Maria José e denso di aneddoti e storia. Ed Emanuele Filiberto aggiunge: “Un gesto importante, sul quale mi sembra ci sia ormai una larga convergenza, sarebbe il ritorno delle salme di Umberto II e della regina Maria José al Pantheon. Da quanto mi risulta, manca soltanto l’assenso del Presidente della Repubblica. Mi auguro che questa ricorrenza possa rappresentare l’occasione per chiudere definitivamente una ferita storica”.

La chiacchierata con Vanity è lunga, Emanuele Filiberto, 53 anni, spiega di avere deciso di “riabbracciare” il cognome Savoia quando si è “reso conto che lo sguardo degli italiani era cambiato. Quando ho capito che il pregiudizio stava scomparendo e che ero riuscito a farmi conoscere per quello che sono. Quando arrivai in Italia c’erano persone che mi insultavano o mi fischiavano. Con il tempo, grazie anche alla televisione, gli italiani hanno imparato a conoscermi”.

Poi i ricordi della nonna Maria José: “Era una donna bellissima, con una grande eleganza e una straordinaria intelligenza. Prima di rispondere rifletteva sempre a lungo. Veniva da una famiglia molto diversa dai Savoia: più liberale, più artistica e più aperta culturalmente (…) Aveva capito prima di molti altri che il fascismo avrebbe rappresentato la fine della monarchia e cercò fino all’ultimo di contrastarne gli effetti”. Conferma, Emanuele Filiberto, che a Maria José fu impedito di unirsi ai partigiani perché “troppo pericoloso per gli altri. Tuttavia, dopo l’8 settembre, mentre si trovava in Svizzera con i figli, aiutò concretamente la Resistenza portando denaro, viveri, armi e munizioni ai partigiani che operavano lungo il confine”. E suo nonno, Umberto II? “Era un vero dandy. Amava l’arte, il design, l’eleganza. Seguiva personalmente molti dettagli, dai gioielli di famiglia agli arredi delle residenze reali. Si occupò dell’abito da sposa di mia nonna… Credo di aver ereditato qualcosa di questa sensibilità”.

Poi il racconto si sposta sull’oggi e si parla anche di musica: “Da ragazzo, vivendo all’estero, non avevo accesso alla radio e alla televisione italiane. Gli artisti che arrivavano più facilmente erano Al Bano, Eros Ramazzotti, Zucchero e Laura Pausini. Altri, come Vasco Rossi, li ho scoperti e amati soltanto dopo il mio ritorno in Italia“, spiega Emanuele Filiberto. E sulla sua esposizione mediatica si dice “tranquillo. Ho sempre cercato di mantenere una certa distanza dal mondo del gossip. Non vivendo stabilmente in Italia sono stato anche protetto sotto questo aspetto. Se i giornalisti mi fotografavano, pazienza, ma non ho mai cercato volutamente quell’attenzione”. E sul futuro, una certezza: “Mi vedo bene in quel ruolo (di nonno, ndr). So che può sembrare presto, ma non dipende dall’età. A questo punto della mia vita preferirei diventare nonno piuttosto che padre un’altra volta. Lascio alle mie figlie il compito di rendermi nonno».

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