Normal view

“Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti”: Lele adani si filma mentre sfreccia in motorino cantando Geolier, il video su TikTok fa discutere

10 June 2026 at 11:31

Casco in testa, occhiali scuri e Lele Adani in sella a uno scooter mentre canta Geolier e si filma con lo smartphone. Il video, pubblicato su TikTok, ha fatto rapidamente il giro dei social, tra chi lo ha preso come un contenuto leggero e chi invece ha sollevato qualche perplessità. In accompagnamento al post, Adani ha aggiunto anche una frase piuttosto netta come descrizione: “Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti”. Nel filmato, Adani guida nel traffico urbano con una mano sul manubrio e l’altra impegnata a riprendersi. Un dettaglio che, al di là del tono scherzoso del contenuto, entra in contrasto con quanto previsto dal Codice della Strada.

L’articolo 173 vieta infatti l’uso di dispositivi elettronici durante la guida, quindi non solo telefonate o messaggi, ma anche la semplice registrazione di video mentre il veicolo è in movimento. Le sanzioni possono arrivare fino a 1.697 euro, con la possibilità, nei casi più gravi, della sospensione della patente. Nel video il casco è regolarmente indossato, ma è proprio l’uso del telefono durante la marcia ad aver attirato l’attenzione degli utenti, che hanno fatto notare come la situazione possa rientrare tra le violazioni del codice della strada.

Verso i Mondiali 2026

La pubblicazione del video arriva in un momento di forte visibilità per Lele Adani, che nei prossimi mesi sarà coinvolto nella copertura dei Mondiali 2026. L’evento, tra i più seguiti al mondo, porterà nuovamente l’ex difensore al centro della scena televisiva sportiva con le sue analisi e commenti dedicati alla competizione.

@leleadani Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti @Geolier ♬ audio originale – leleadani

L'articolo “Chi tocca uno di noi, tocca tutti quanti”: Lele adani si filma mentre sfreccia in motorino cantando Geolier, il video su TikTok fa discutere proviene da Il Fatto Quotidiano.

US warns foreign ‘influencers’ ahead of World Cup: creating content on a tourist visa is illegal

10 June 2026 at 10:27

As the start of the World Cup draws near, the United States government has set its sights on foreign influencers. Immigration authorities have warned that individuals entering the country on a tourist visa may not use their stay to produce content intended to generate income on YouTube, TikTok, Facebook or other online platforms — a practice that for years has been common among digital creators worldwide.

Seguir leyendo

© CHRIS TORRES (EFE)

SoFi Stadium in Inglewood, California, U.S., June 3, 2026.

Estados Unidos advierte a los ‘influencers’ extranjeros antes del Mundial: es ilegal crear contenido con una visa de turista

10 June 2026 at 05:00

A las puertas del Mundial de fútbol, Estados Unidos ha puesto la mira en los influencers extranjeros. Las autoridades migratorias han advertido que quienes ingresen al país con una visa de turista no pueden utilizar su estancia para producir contenido destinado a generar ingresos económicos en YouTube, TikTok, Facebook u otras plataformas, una práctica que durante años ha sido habitual entre creadores digitales de todo el mundo.

Seguir leyendo

© CHRIS TORRES (EFE)

Exterior del estadio SoFi, en Inglewood, California (EE UU), el 3 de junio de 2026.

El imparable negocio del cuero cabelludo: por qué sus cuidados crecen a un ritmo tan fuerte

10 June 2026 at 04:30

Durante décadas, al cuero cabelludo solo le prestábamos atención cuando aparecían molestias como la caspa, el picor o la caída. Hoy ocupa un lugar privilegiado en el pujante negocio de la belleza capilar. Se estima que el mercado mundial del cuidado del cuero cabelludo alcanzará los 20.790 millones de dólares en 2030, con un crecimiento anual del 7,1 %, según datos de la consultora Coherent Market Insights.

Seguir leyendo

© aquaArts studio (Getty Images)

Paris Hilton sounds the alarm on AI-generated exploitation in new TikTok series: ‘It could happen to literally anyone’

9 June 2026 at 18:25
Paris Hilton is sounding the alarm about explicit AI-generated images that she says could “ruin someone’s life,” shining a star-powered light on one of the darkest corners of the internet. “Searching for Mr. Deepfakes,” Hilton’s new true crime docuseries, just debuted exclusively on her TikTok channel. The series, shared in rapid-fire videos built for a younger-skewing…

Paris Hilton sounds the alarm on AI-generated exploitation in new TikTok series: ‘It could happen to literally anyone’

9 June 2026 at 18:25
Paris Hilton is sounding the alarm about explicit AI-generated images that she says could “ruin someone’s life,” shining a star-powered light on one of the darkest corners of the internet. “Searching for Mr. Deepfakes,” Hilton’s new true crime docuseries, just debuted exclusively on her TikTok channel. The series, shared in rapid-fire videos built for a younger-skewing…

Misioneros digitales e ‘influencers’ católicos: los otros cronistas de la visita del papa León XIV a España

Carla Restoy y Abril Casals son una misionera digital y una influencer católica. Ambas suelen producir contenido relacionado con sus creencias religiosas en las redes sociales, y lo están haciendo con especial énfasis durante la visita del Papa. Carla se define a sí misma como misionera digital, un concepto que va asociado a quienes predican el mensaje de Dios en las redes sociales. Abril, por su parte, ya publicaba contenido sobre moda y estilo de vida antes de hablar sobre su fe, por lo que ella se identifica como influencer católica. Durante la visita de León XIV a España, los creadores de contenido religioso se convierten en una nueva vía de comunicación para la Iglesia.

💾

©

Misioneros digitales e influencers católicos: los otros cronistas del viaje del Papa

“Passeggiare, cucinare per gli altri, stare in famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”: cos’è il Nonna Maxxing, il nuovo trend ispirato alla “grande madre” che spopola tra la Gen Z

9 June 2026 at 09:40

L’era della ‘nonna mediterranea’ è cominciata. Riscopre e rielabora, un po’ fantasiosamente, lo stile di vita delle nonne di una volta: accoglienti, sagge, protettive, dedite alla cucina e ai nipoti, al rammendo e al ventaglio davanti all’uscio al fresco di una sera campagnola, senza ansie né paure, senza fretta. Stiamo parlando di “Nonna Maxxing”, il nuovo trend che spopola fra ragazze e ragazzi della Gen Z e si ispira a uno stereotipo rassicurante: la grande madre.

Cos’è il “Nonna Maxxing”

Il termine, nato dalla combinazione fra la parola italiana “nonna” e l’inglese “maxxing” usato sul web per indicare l’ottimizzazione di un aspetto, fa riferimento a uno stile di vita autentico che valorizza la lentezza e l’accudimento degli altri come principi chiave per combattere la fatica della vita contemporanea. Come in un abbraccio di nonna, come in un suo consiglio autorevole, l’ansia da performance a tutti i costi, la corsa ai risultati, l’over dose da social che genera in molti giovani stress e senso di inadeguatezza si sciolgono magicamente. E’ la risposta, diventata un trend su TikTok e Instagram, che i nativi digitali (i nati fra 1l 1997 e 2012) oppongono alla velocità imposta da una quotidianità sempre più faticosa, che pretende la connessione continua a tutto senza approfondire niente.

L’antidoto alla velocità

Interiorizzare l’idea della nonna che tutti vorremmo è l’antidoto. Non importa se questa figura sia fittizia, ideale, poetica. Non importa nemmeno che una nonna del genere sia mai esistita. Ciò che conta è immaginarla come un’icona di un tempo che scorre in un altro modo. Il fenomeno già lo scorso marzo era apparso su Forbes, che ne parlava come del desiderio della Gen Z di rallentare i ritmi, di cucinare come facevano le nostre nonne. E spiegava che questa nuova esigenza, manifestata per la prima volta durante il lockdown, è confluita lo scorso febbraio nel “nonna-maxxing”. Un manifesto di ritorno al benessere e di cura di sé e degli altri attraverso la preparazione di ricette tradizionali, il consumo di prodotti freschi, il ritorno alla cucina con i grassi, alla pasta fatta in casa con le mani, alle lunghe passeggiate. Il tutto senza smartphone.

Il cibo come simbolo della tendenza

Dal ragù al pane impastato a mano, il cibo è l’espressione più tangibile della tendenza. Non puoi mettere fretta a un brasato e nemmeno imporre a un germoglio di sbocciare. Allora vai in giardino, ti siedi sulla poltroncina di paglia della nonna e guardi ciò che hai intorno. La tendenza, che coinvolge diverse culture e continenti, vede nella nonna italiana un simbolo di longevità e vitalità.

Il punto di vista del Guardian

Il giornale britannico Guardian titola così: “La Gen Z si sta rivolgendo alle nonne per un’ispirazione su come vivere fino a 100 anni”. Ecco l’argomentazione: “L’Italia in generale (e la Sardegna in particolare) è considerata una Zona Blu: uno di quei luoghi sulla Terra dove le persone vivono molto più a lungo del resto di noi, molti dei quali ben oltre i 100”. E ancora: “Le nonne vivono uno stile di vita esemplare nella Blue Zone: rimangono attive, seguono una dieta mediterranea fatta in casa, mantengono forti legami familiari e rimangono coinvolte nelle loro comunità. Tutte queste cose hanno dimostrato di promuovere la longevità”. Soprattutto, sottolinea il quotidiano, la nonna archetipica possiede, per i giovani intervistati nell’articolo, il segreto del dolce far niente: una sorta di visione della vita rilassata e lontana dai telefonini ma non per questo meno partecipe. In cosa si traduce nel concreto? “Passeggiare, cucinare per gli altri, trascorrere del tempo con la famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”.

Le nonne nella cultura pop

Quanti icone di nonne ci sono? In Italia il cinema ne ha offerto vari esemplari, da Ave Nichi a Tina Pica fino alle nonne dei film di Leonardo Pieraccioni. Ma esistono nei fumetti anche nonna Papera, Nonna Abelarda e diversi personaggi dei cartoon. Fra le più divertenti figure di vegliarde non si pèuò non citare Nonna Clara, la nonna di Jean-Claude nella parodia comica “Sensualità a Corte” del GialappaShow.

Incute rispetto e timor reverenziale anche buttando parole a caso. Di tutte queste nonne, hanno poteri sovrannaturali, altre sono diaboliche e invadenti, altre ancora dove le metti stanno aspettando che i nipoti vadano a chieder loro consigli e previsioni profetiche. In generale, alla fine hanno sempre ragione loro.

E oggi? Le nonne boomer spesso hanno molto da fare. La lezione di pilates, la conferenza in libreria, il cappuccino con le amiche, il volontariato, il bricolage, l’esperienza meditativa, il vernissage. La nonna che ci aspetta con la crostata fumante dopo aver sbrigato le faccende domestiche o lavorato tutto il giorno dov’è? Se c’è stata e se ancora c’è, portiamola al cinema con noi.

L'articolo “Passeggiare, cucinare per gli altri, stare in famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”: cos’è il Nonna Maxxing, il nuovo trend ispirato alla “grande madre” che spopola tra la Gen Z proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Via l’acne, capelli splendenti e seno più voluminoso”: cos’è lo spironolattone, il farmaco che spopola su TikTok, e perché non va assunto come una “pillola magica che cambia la vita”

6 June 2026 at 08:40

Su Instagram e TikTok spopola questo farmaco su prescrizione, promosso come un trattamento di bellezza per la capacità di combattere l’odiata acne, regalare chiome splendenti e perfino far aumentare il seno. Non manca un fondo di verità, ma la cautela è d’obbligo. “Pillola magica che cambia la vita”: è questo il commento di un utente, citato in un post intitolato All the Cool Girls are Using Spironolactone, firmato dall’influencer di Instagram Erika Schwiegersghausen di The Cut. Erika si rivolge agli adulti sofferenti di acne, spiegando loro che lo spironolattone viene prescritto fin dagli anni ‘60 contro l’ipertensione, ma con il tempo i medici si sono accorti che nelle donne il farmaco agiva contro acne e sfoghi. Efficace, sì, ma con effetti collaterali da non sottovalutare, avverte tuttavia l’influencer. Ancora più trionfalistici i toni su TikTok, sulla cui piattaforma non è difficile imbattersi in reel che mostrano l’effetto “prima e dopo” del trattamento, a distanza di 2-6 settimane o di qualche mese. Ma assumere alla leggera un farmaco su prescrizione non è mai una buona idea, come ci spiega il dott. Davide Valentini, dermatologo di Milano.

Occhio alla gravidanza

“Si tratta di un farmaco molto vecchio, usato soprattutto per il trattamento dell’ipertensione e oggi poco prescritto in quanto superato da altre terapie. Possiede anche un effetto antiandrogeno, offrendo un miglioramento a delle problematiche ormonali, anche se il primo effetto resta quello diuretico”, precisa il dermatologo. Grazie a questa sua capacità, lo spironolattone blocca i recettori degli ormoni sessuali maschili (gli androgeni) e la sintesi del testosterone: in questo senso svolge un’azione dermatologica ed endocrinologica, apprezzata tra le donne. “Di recente è tornato un po’ di moda per curare l’acne ormonale nelle pazienti che vogliono evitare le terapie classiche, quelle che mostrano una maggiore efficacia”, prosegue l’esperto. “I risultati migliori si ottengono con tre tipi di medicinali: l’isotretinoina, cioè il retinolo orale, che però ha molti effetti collaterali, tra cui la secchezza. Ci sono poi gli antibiotici orali, che in molti pazienti causano problemi a livello intestinale. A questi si aggiunge la pillola anticoncezionale, che causa ritenzione idrica e aumento di peso”.

Lo spironolattone si presenta quindi come il farmaco orale di quarta scelta contro l’acne ormonale e, anche se percepito come più “leggero”, similmente agli altri prodotti ha una serie di effetti collaterali. I primi due sono legati naturalmente alla sua azione diuretica e ipotensiva. E con il calo della pressione possono manifestarsi capogiri, cefalea e stanchezza. Possono anche presentarsi problemi gastrointestinali, irsutismo (crescita di peli scuri e spessi sul viso, sulla schiena o sul torace), cicli irregolari. Ma c’è poi un effetto meno noto da non sottovalutare. “Il rischio maggiore riguarda la gravidanza. Spesso le pazienti con acne sono in età fertile, quindi non è difficile che una donna resti incinta durante la terapia”. Molte non sanno che lo spironolattone è vietato tanto durante la gestazione quanto durante l’allattamento. “Non è un farmaco comprovato in gravidanza. Nel caso lo si stia assumendo, è opportuno fare tutti i mesi il test di gravidanza da inviare al medico curante”, raccomanda Valentini.

Un rimedio inadatto

Oltre a ciò, lo spironolattone potrebbe essere usato in modo improprio. Infatti l’acne non è tutta uguale: nell’80% dei casi è quella giovanile comedonica, che interessa entrambi i sessi. “Si concentra intorno alle aree sebacee di fronte, naso e mento, formando la così detta T. Questa non risponde bene allo spironolattone. Se invece l’acne si concentra su mento e mandibola, cioè nella parte bassa del viso, con buona probabilità è di origine ormonale, e perciò risponde a questo trattamento”: Questa verifica viene però effettuata dal dermatologo con test mirati. Non si può quindi puntare sui social per rimediare alla propria acne (e tanto meno ad altre problematiche di salute). ”Il rischio è di non curare l’acne in modo ottimale”, conclude l’esperto.

Oltre agli effetti benefici ogni farmaco può comportare alcuni effetti indesiderati. Questo medicinale è in genere ben tollerato; talora però possono comparire disturbi quali: sonnolenza (in genere scompare dopo qualche settimana), mal di testa, aumento della quantità di potassio nel sangue. Se quest’ultimo è eccessivo possono comparire disturbi quali: confusione mentale, battiti del cuore irregolari, formicolii alle mani, piedi e labbra, respirazione affannosa, sete intensa; debolezza e senso di pesantezza alle gambe, scarsa coordinazione dei movimenti. In questi casi occorre rivolgersi al medico e fare attenzione nelle attività che richiedono prontezza di riflessi (es. guida di veicoli).

L'articolo “Via l’acne, capelli splendenti e seno più voluminoso”: cos’è lo spironolattone, il farmaco che spopola su TikTok, e perché non va assunto come una “pillola magica che cambia la vita” proviene da Il Fatto Quotidiano.

How social media platforms keep students hooked: Notifications during school hours and paid ‘teen ambassadors’

TikTok executives decided not to disable notifications during school hours, ignoring recommendations from their own safety team, and paid millions of dollars to parents’ and teachers’ associations to promote the social network in schools. Snapchat sent alerts to teenagers while they were in class urging them to share what was happening in the classroom. Google executives knew that YouTube was recommending videos to students during the school day that were unrelated to their lessons. Meta paid “teen ambassadors” to promote Instagram and hand out gifts to their classmates.

Seguir leyendo

© JUAN BARBOSA

A group of teenagers with their cell phones.

Así mantienen las redes sociales enganchados a los alumnos: Notificaciones en horario escolar y adolescentes a sueldo

5 June 2026 at 11:42

Los directivos de TikTok decidieron no desactivar las notificaciones durante horario escolar, desoyendo las recomendaciones de su propio equipo de seguridad, y pagaron millones de dólares a asociaciones de padres y profesores para que hablaran bien en los centros de las redes sociales. Snapchat mandaba alertas a los adolescentes mientras estaban en clase para que compartieran lo que estaba pasando en el aula. Los ejecutivos de Google sabían que YouTube recomendaba vídeos a los estudiantes durante la jornada lectiva que nada tenían que ver con sus clases. Meta pagaba a “embajadores adolescentes” para que promocionaran Instagram y repartieran regalos entre sus amigos del colegio.

Seguir leyendo

© JUAN BARBOSA

Un grupo de adolescentes maneja sus teléfonos móviles.

Thun conquista la Gen Z: perché angioletti, presepi e statuette da credenza sono tornati di moda su TikTok

4 June 2026 at 15:14

Chiudete gli occhi e tornate con la mente ai primi anni Duemila. Visualizzate la pesante credenza in legno massello nel salotto della nonna, le vetrinette “da non toccare” oppure le mensole di quella zia che passava i fine settimana a spolverare la sua collezione infinita. Lì, fieri e inamovibili, troneggiavano gli angioletti dalle guance paffute e dai toni caldi della terra, ma anche animaletti serafici, sposini, campanelle, tazze decorate, statuette da battesimo, da comunione, da Natale, da anniversario. Erano il feticcio assoluto della massaia italiana, il Santo Graal del collezionismo casalingo in cui il presepe in ceramica, pezzo dopo pezzo, assumeva le dimensioni di un plastico urbanistico. Thun è stato il grande lessico della casa italiana: amatissimo, accumulato, regalato, esposto con orgoglio e poi, per una certa stagione, liquidato come troppo tenero, troppo decorativo, troppo “massaia con la passione per le bomboniere”. Oggi, aprite TikTok. Quegli stessi angioletti sono diventati l’oggetto del desiderio dei ventenni.

Ebbene sì: contro ogni pronostico, sono tornati, rivelandosi più di tendenza che mai. Sui social queste celebri ceramiche hanno ripreso a circolare senza sosta, alimentando video nostalgia e unboxing, scatenando frenetiche cacce all’edizione limitata che rimbalzano tra ricordi d’infanzia e piattaforme di reselling come Vinted ed eBay. Non si tratta di un banale revival nostalgico, ma di un vero e proprio fenomeno generazionale capace di spiazzare anche gli esperti di marketing. In un’epoca in cui le nuove tendenze celebrano estetiche come il coquette o il cottagecore — innalzando la casa a rifugio e archivio emotivo — Thun ha innescato il cortocircuito perfetto: quello che fino a ieri veniva talvolta liquidato come “kitsch familiare” è stato oggi sdoganato, elevandosi a simbolo, memoria condivisa e micro-lusso sentimentale. Per capire meglio la portata e la genesi di questo fenomeno, abbiamo interpellato Simon Thun, Ceo di Thun S.p.A., che preferisce parlare di una “nuova consapevolezza” piuttosto che di un semplice ritorno di fiamma. “Abbiamo osservato un cambiamento culturale profondo: oggi le persone, specialmente i più giovani, cercano autenticità e simboli di appartenenza”. La chiave del successo? Aver tradotto un lessico storico e radicato nel passato in una grammatica spiccatamente contemporanea. Insomma, l’azienda non sta diventando interessante per i giovani nonostante la sua storia, ma proprio grazie alla sua storia. In un mercato saturo di prodotti seriali pensati per essere virali, i piccoli angeli decorati a mano sembrano arrivare da un altro tempo. Per i Millennials significano infanzia e domeniche in famiglia; per la Gen Z, che spesso li scopre attraverso lo schermo, sono oggetti già carichi di racconto, facilmente riconoscibili e familiari.

La febbre dei “drop” e i server presi d’assalto

Per inquadrare la portata del fenomeno, bastano i numeri. L’Angelo del Centenario ha generato dinamiche di vendita paragonabili a quelle delle sneaker in edizione limitatissima o di certe collaborazioni come l’ultima tra Swatch e Audemars Piguet. Creato per celebrare i cento anni dalla nascita della fondatrice Lene Thun, è stato prodotto in 3.499 esemplari, che sono andati esauriti in appena 30 minuti online e nel giro di poche ore all’interno degli store fisici. “L’Angelo del Centenario è nato come una creazione speciale per celebrare i cento anni dalla nascita di mia nonna, Lene Thun. Sapevamo che sarebbe stato amato, ma la risposta ci ha sorpresi”, ammette Simon Thun. “Vedere questo entusiasmo ci ha emozionato perché conferma quanto Thun continui a vivere nel cuore delle persone, attraversando generazioni e geografie diverse”.

Un simile livello di hype ha inevitabilmente attivato il mercato secondario: le ceramiche sono approdate a tempo di record su piattaforme di reselling come Vinted ed eBay a prezzi fortemente maggiorati. Una deriva che il Ceo analizza con lucidità: “Quando un oggetto è numerato e carico di significato, il mercato secondario è una conseguenza quasi fisiologica. Tuttavia, la nostra missione non è alimentare la speculazione, ma creare oggetti che entrino nelle case per restarci. Il vero valore di un pezzo Thun è nella storia che rappresenta per chi lo possiede, non nel suo prezzo di rivendita”. Il collezionismo della casa di Bolzano nasce infatti decenni prima dell’hype culture contemporanea e delle file digitali per accaparrarsi blind box e pupazzi Labubu. Le esclusive del Thun Club esistevano già in un’epoca pre-social: “Certamente osserviamo con interesse i nuovi modelli di consumo globale”, spiega il Ceo, “ma la nostra è una scarsità autentica, legata ai tempi della decorazione a mano e alla celebrazione di ricorrenze uniche. Non imitiamo le mode del momento, ma evolviamo i nostri strumenti per dialogare con una sensibilità contemporanea che apprezza l’esclusività”. Al vecchio collezionismo puramente affettivo si affianca oggi la ricerca del pezzo limitato da mostrare: “L’esclusività può accendere la curiosità iniziale, ma è l’emozione a garantire la durata. La dimensione affettiva resta però il nostro pilastro irrinunciabile”.

L’algoritmo di TikTok e il peso della community

Ed è così che arriviamo al punto, ovvero a come l’identikit dell’acquirente tipo si stia frammentando e ringiovanendo: “Stiamo assistendo a un abbassamento costante dell’età media, spinto soprattutto dal digitale“, conferma Simon Thun. “Se il Thun Club rimane il cuore pulsante e fedele, i nuovi acquirenti hanno spesso tra i 25 e i 35 anni. Più che l’età anagrafica, però, è interessante la trasversalità emotiva: oggi Thun viene acquistato sia per celebrare una tradizione familiare, sia come creazione di design iconica da mostrare sui social”. In questo scenario, TikTok ha funzionato da innesco perfetto. “TikTok è stato un amplificatore straordinario di un fenomeno spontaneo”, osserva il manager. “Ci ha colpito vedere giovani content creator raccontare le nostre creazioni attraverso i loro ricordi d’infanzia o nuovi rituali quotidiani. In un certo senso, ha fatto in modo digitale quello che mia nonna Lene faceva leggendo le lettere dei clienti: ha reso visibile un capitale emotivo che esisteva già. Le piattaforme non hanno creato l’interesse, lo hanno reso virale e partecipativo”.

Tuttavia, il motore economico del brand resta solidamente ancorato alla fedeltà a lungo termine, come il programma Thun Lovers che vanta 1,5 milioni di iscritti. “La nostra community è il motore dell’azienda. Più che il dato economico, per noi conta la qualità del dialogo: i Thun Lovers non sono semplici clienti, ma ambasciatori che ci aiutano a co-creare il futuro del brand“. Un capitale umano che si riflette sui bilanci: “Confermo che la componente fidelizzata incide in modo molto rilevante, con punte che raggiungono il 70%. Questo dimostra che Thun non vive di acquisti impulsivi o occasionali, ma di una relazione continua e di una fiducia costruita nel tempo”.

Le conversazioni nascono spesso nei gruppi Facebook, descritti dal Ceo come “veri e propri salotti digitali. C’è chi cerca il pezzo mancante, certo, ma la maggior parte delle interazioni riguarda storie personali: un dono ricevuto in un momento difficile, la gioia di un nuovo arrivo in famiglia”. Ma, mentre gran parte del mercato tenta di trasformare i follower in una comunità, l’azienda percorre la strada inversa: possedeva già una comunità reale, e i social l’hanno resa visibile. “A Caserta ci hanno raggiunto 5.000 amici, a Bari lo stesso. In un mondo che corre verso il virtuale, ritrovarsi fisicamente attorno a valori semplici ma profondi è la nostra vera forza”. Il baricentro di questo universo resta il Thuniversum di Bolzano, definito “il luogo dove gli Angeli imparano a volare. Ogni anno accogliamo oltre 60.000 visitatori, un’esperienza immersiva dove si può toccare con mano la nostra storia”.

Dalle uova di Pasqua a Frida Kahlo: la potenza dell’imperfezione

Dietro ogni disegno c’è ancora l’impronta di Lene Thun, affettuosamente chiamata “Omi Lene”. “Mia nonna è la nostra bussola”, racconta il nipote. “Non è solo la fondatrice; la sua visione della vita — gioiosa, attenta agli altri e capace di vedere il magico nel quotidiano — ispira ogni nostro nuovo disegno”. Soprannominata la “Contessa degli Angeli”, ha regalato a queste figure una forma rassicurante e laica: “L’Angelo è un simbolo universale che supera i confini della religione per diventare un segno di protezione e vicinanza”. Per preservare questa magia, l’azienda bandisce il lessico della produzione seriale: “Prodotto è un termine industriale, Creazione richiama il tocco umano“, puntualizza Simon Thun. “La decorazione a mano rende ogni pezzo unico: quella piccola imperfezione o sfumatura è la firma dell’artigiano e la garanzia che quell’oggetto ha un’anima”. Ed è proprio questa identità forte a permettere al marchio di giocare con icone pop senza snaturarsi. Dai progetti speciali dedicati a Frida Kahlo o ai Minions, fino alla dirompente collaborazione pasquale, che ha spinto i consumatori a pesare letteralmente le uova di cioccolato tra le corsie dei supermercati pur di accaparrarsi la sorpresa in ceramica. Una “caccia al tesoro” che ha stupito la stessa azienda: “Ci ha divertito e lusingato! Quando le persone si impegnano così tanto per trovare una tua creazione, significa che hai creato qualcosa di veramente desiderabile”.

Il futuro del brand è quindi tracciato, e guarda ben oltre l’entusiasmo passeggero dei social: “L’obiettivo è trasformare questo revival in un legame duraturo“, conclude il Ceo. “Non vogliamo inseguire la fiammata del momento, ma consolidare una comunità che si riconosce in valori di autenticità e gentilezza. Il Centenario è stato un nuovo inizio: continueremo a evolvere, parlando a nuove generazioni con la stessa passione con cui mia nonna modellò il suo primo angelo”.

L'articolo Thun conquista la Gen Z: perché angioletti, presepi e statuette da credenza sono tornati di moda su TikTok proviene da Il Fatto Quotidiano.

The adult tribe that is transforming Disney: ‘Everything outside ceases to exist’

29 May 2026 at 20:46
Disney influencer iDanny, at his home in Parla, Madrid.

At 35, Daniel Pontón is what is known as a Disney adult. His fans crowd outside his home in Parla in Madrid where he lives with his fiancé. His passion for Disney is such that he is considering removing the bed from the guest room/museum to make way for the invasion of stuffed Disney toys. On the fluffy pillows, there are Mickey, Stitch, Jack Skellington, Olaf, Chip and Chop. The shelves and walls are also plastered with Disney images. All this memorabilia, and other collector’s items, such as park keys, are mementos from his time browsing Disney stores and enjoying theme parks.

Seguir leyendo

The book 'Disney Adults', by A. J. Wolfe.Objects that the Disney influencer iDanny collects in his house in Parla.

Dancing cows and tigers hatching from eggs: The impact of AI-generated videos on children

12 May 2026 at 12:43

YouTube, TikTok, and Instagram are facing a flood of AI-generated content aimed at children. It’s easy and quick to create, and production is rampant. But it has the inherent flaws of AI-generated video: visual inconsistencies, narrative gaps, and a lack of realism. While it’s still too early for comprehensive studies, experts have already raised concerns about the impact of these videos on children’s cognitive development.

Seguir leyendo

Images generated by artificial intelligence posted on social media.
❌