Normal view

Pd-M5S, uniti sulla legge elettorale ma in ordine sparso su Kiev

10 June 2026 at 10:38

“Dobbiamo fare muro contro questa legge elettorale“. Elly Schlein l’ha ribadito durante la riunione dei gruppi Pd di Camera e Senato questa mattina. Un passaggio che è servito anche a raccontare come sono andati i colloqui avuti ieri con gli altri leader progressisti: Pd, M5S e AvS procederanno insieme. Gli uffici stanno lavorando a una serie di emendamenti soppressivi comuni. Poi ce ne saranno alcuni – sempre comuni – per introdurre parità di genere, voto ai fuorisede e per inserire il Trentino Alto Adige nel computo del premio di maggioranza. Su come garantire la rappresentatività – e questa è una novità che era emersa già ieri sera, ma che nella riunione dem è stata spiegata esplicitamente – ciascun partito sta lavorando a un proprio emendamento. I Cinque Stelle su un proporzionale con preferenze, temperato da qualche aggiustamento (ad esempio sulle soglie di sbarramento) che incentivi ad andare in coalizione; il Pd è orientato a presentare a sua volta un emendamento che preveda i collegi uninominali, sul modello del Mattarellum. Proposte di bandiera, che non intaccheranno la strategia unitaria di non sedersi al tavolo con il centrodestra (tanto è vero che le proposte di modifica – il cui termine scade domani – saranno un migliaio).

In ordine sparso andranno invece i progressisti sulla politica estera. Domani Giorgia Meloni farà le sue comunicazioni in Parlamento sul Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. E ogni partito presenterà un proprio testo. Non a caso è Lorenzo Guerini a sottolineare che la riunione di mercoledì mattina per quel che riguarda la risoluzione dem “è andata molto bene”. La destra dem in blocco commenta: “Il lavoro fatto nel gruppo va nella direzione giusta, riaffermando il sostegno pieno all’Ucraina e sottolineando come l’ingresso dell’Ucraina nella Ue sia per il partito una priorità non differibile. Su questo è stato fatto un lavoro comune in questi giorni che ha portato a un risultato apprezzabile”. E poi lanciano la provocazione: “Vedremo in aula le risoluzioni degli altri gruppi politici di opposizione, con l’auspicio che si possa convergere su quelle inequivoche nel sostegno all’Ucraina e sulla necessità urgente di una difesa europea”. Un “auspicio” che non si realizzerà. Ma sta al capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia, non lasciare tutto lo spazio politico alla minoranza: “La nostra risoluzione è per il rilancio dell’Italia e dell’Europa”, con tanto di denuncia dell'”indebolimento” della presenza del governo sul piano internazionale. E poi: “Sull’Ucraina ribadiamo il pieno sostegno alla resistenza contro l’aggressione russa e alla prospettiva dell’adesione all’Unione europea, sostenendo al tempo stesso ogni iniziativa diplomatica volta a costruire una pace giusta e sicura”. Quello di domani è il primo voto sulla politica estera dopo la risoluzione congiunta di Pd, M5S e Avs sul patto di stabilità. Un testo che ha visto inedite convergenze sulle questioni internazionali, ma che a oggi non è ancora stato votato, per difficoltà interne soprattutto alla maggioranza.

L'articolo Pd-M5S, uniti sulla legge elettorale ma in ordine sparso su Kiev proviene da Il Fatto Quotidiano.

Cittadini interrogati in commissariato: scontro in Commissione Covid. Le opposizioni abbandonano i lavori

8 June 2026 at 15:01

Caos in Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria Covid. Nella seduta di oggi Pd, M5s, Avs e ItaliaViva hanno abbandonato i lavori. La scintilla è stata innescata dalle audizioni odierne di due persone, già formalmente interrogate come persone informate sui fatti, ma al di fuori delle procedure previste per una commissione parlamentare. I due testimoni infatti sarebbero stati sentiti “all’insaputa dei commissari che compongono la Commissione parlamentare” e in una sede diversa da quella istituzionale: gli interrogatori si sarebbero svolti negli uffici del commissariato di Polizia di Trevi Campo Marzio, condotti da consulenti della Commissione nominati da Fratelli d’Italia.

“Questo è gravissimo e questa vicenda pone questa commissione fuori dal perimetro costituzionale e istituzionale” denuncia il capogruppo del Movimento 5 stelle in Commissione, Alfredo Colucci. Filiberto Zarattidi di Alleanza Verdi-Sinistra chiede le dimissioni del presidente della Commissione, Marco Lisei di Fratelli d’Italia. E Francesco Boccia, capogruppo dem in Senato rincara la dose: “Fanno paura. È grave il modo di utilizzare questa Commissione che è un plotone d’esecuzione su un governo (il Conte 2, ndr) ovviamente fatto da chi non ha mai creduto né che ci fosse stato il virus e da colleghi no-vax”.

Anche Galeazzo Bignami ha raggiunto i cronisti per affermare “che i colleghi dell’opposizione di sono dimenticare di dire che anchiloso hanno deciso questa attività” (l’interrogatorio in caserma di due persone, ndr). “Attività” secondo il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Covid “normalmente usata da decenni”.

Mentre le opposizioni contestano questa ricostruzione. “È evidente che Fratelli d’Italia sta piegando questa commissione per finalità politiche”.

L'articolo Cittadini interrogati in commissariato: scontro in Commissione Covid. Le opposizioni abbandonano i lavori proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Troppe spese per la difesa”: mozione unitaria di Pd, M5s, Avs e Iv per chiedere di “riconsiderare gli impegni Nato”

3 June 2026 at 17:39

Alla fine hanno trovato l’intesa. I gruppi alla Camera di Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra e Italia viva, hanno chiesto, in una mozione unitaria, di “riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato in materia di spese per la difesa“, considerando quanto queste abbiano un “impatto strutturale sulla finanza pubblica di fatto insostenibile alla luce dei dati Istat”.

Da giorni, come anticipato dal Fatto Quotidiano, i partiti dell’opposizione stavano lavorando per trovare una quadra unitaria che desse anche un segnale di alternativa possibile al governo Meloni.

Nel documento, presentato a prima firma dell’esponente del M5s Filippo Scerra, viene chiesta anche “una revisione integrale del patto di stabilità“.

Sono quindi due i punti chiave sui quali l’opposizione chiede che “un eventuale scostamento di bilancio sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al sostegno per la sanità pubblica e per famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica, escludendo che le risorse disponibili siano assorbite da impegni di spesa militare”. In aggiunta Pd, M5s, Avs e Iv chiedono di “promuovere una politica di difesa comune europea attraverso la pianificazione, l’acquisizione e la gestione di capacità condivise, al fine di efficientare le risorse già previste e sfruttando le economie di scala”.

In tutto i punti su cui la mozione unitaria impegna il governo sono 10. Sul patto di stabilità le opposizioni chiedono al governo di “adottare iniziative urgenti in sede di unione europea volte a pro-muovere una revisione integrale del patto di stabilità che abbia come obiettivo quello di sostenere una crescita inclusiva e sostenibile, senza ricorrere a politiche di austerità, preservando la qualità e il livello di spesa pubblica”. Per questo, scrivono ancora, va sostenuto “un piano di investimenti comuni sul modello di Next Generation EU da 750-800 miliardi annui, anche ricorrendo a debito comune, finalizzato alla crescita economica, nonché a promuovere azioni volte a realizzare lo scorporo dal calcolo degli indicatori sul deficit per gli investimenti nazionali destinati ad interventi di carattere economico sociale a sostegno delle famiglie e imprese, evitando pesanti tagli allo Stato sociale e sostenendo una crescita inclusiva e sostenibile di medio e lungo termine”.

Il campo largo chiede inoltre di “adoperarsi per la revisione delle regole fiscali comprese nel Patto di stabilità e crescita, al fine di adattarle alle nuove sfide che l’Unione europea e i suoi Stati membri sono chiamati ad affrontare, nonché a perseguire politiche di bilancio sostenibili, prevedendo percorsi di rientro dal debito più realistici che tengano conto delle specificità degli Stati membri e del loro quadro macroeconomico complessivo” e a “promuovere iniziative volte a porre le basi di una riforma sul tema della creazione di un’adeguata capacità fiscale dell’Unione, che riveste un’importanza centrale per il processo di integrazione europea ed è strumento essenziale di governance economica in quanto strettamente complementare alla disciplina di bilancio per gli Stati, in particolare chiedendo che le politiche economiche nazionali siano sostenute e integrate da efficaci politiche europee, uniche in grado di far fronte a gravi shock (simmetrici o asimmetrici) o farsi carico della produzione di beni pubblici di interesse generale”.

Le opposizioni chiedono poi al governo di impegnarsi ad “adottare iniziative in sede europea volte ad adattare alcuni elementi di successo dell’esperienza del Dispositivo di ripresa e resilienza alla nuova architettura della politica di bilancio europea”. Un impegno possibile, secondo il documento, “trasformando il programma Next generation EU in uno strumento permanente, da finanziare attraverso il bilancio europeo con la conseguente istituzione di nuove fonti di entrate nella forma di risorse proprie dell’Unione europea e l’inclusione dell’emissione di debito comune europeo come strumento stabile, finalizzati a sostenere l’impegno comune per il rafforzamento degli investimenti nella produzione di ‘beni pubblici’ che consentano di rispondere al meglio alle esigenze concordate a livello europeo, come ricerca, innovazione, sicurezza e transizione energetica, al fine di assicurare all’Unione europea un proprio spazio fiscale autonomo, capace di avviare una politica economica anticiclica, che la sottragga a quelli che i firmatari del presente atto di indirizzo giudicano ‘ricatti’ dei contributi nazionali”.

L'articolo “Troppe spese per la difesa”: mozione unitaria di Pd, M5s, Avs e Iv per chiedere di “riconsiderare gli impegni Nato” proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌