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ASPI, la Tangenziale di Napoli diventa la prima Smart Road certificata in Italia

10 June 2026 at 11:04

ASPI, Tangenziale di Napoli prima Smart Road d’Italia: meteo e veicoli connessi monitorati in tempo reale

La Tangenziale di Napoli entra nella storia della mobilità italiana: è la prima Smart Road d’Italia certificata ufficialmente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il riconoscimento, ottenuto in conformità ai requisiti del Decreto Ministeriale 70/2018, attesta l’adeguamento dell’infrastruttura agli standard tecnologici necessari per la digitalizzazione del monitoraggio degli asset, la gestione intelligente del traffico e il dialogo in tempo reale con i veicoli connessi e a guida autonoma.

Una rivoluzione dei trasporti che parte dal Mezzogiorno e che trasforma una delle principali arterie urbane del Paese in un laboratorio avanzato di mobilità intelligente. Il progetto coinvolge Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, il Mit e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, con il supporto tecnologico di Movyon, polo d’innovazione del Gruppo ASPI. La certificazione si fonda su tre caratteristiche principali previste dalla normativa: monitoraggio del traffico, controllo meteo e idrogeologico, comunicazione con i viaggiatori e mobilità connessa.

Sul fronte del traffico, sensori distribuiti lungo la rete raccolgono dati sulla viabilità, poi elaborati e correlati da un modello dedicato. Le informazioni generate supportano gli operatori del centro di controllo nei processi decisionali, consentendo una gestione più attiva e tempestiva della mobilità. Il monitoraggio meteo e idrogeologico permette invece di rilevare in tempo reale dati sulle condizioni atmosferiche, sullo stato della pavimentazione, sui livelli delle acque e più in generale sul territorio circostante l’infrastruttura. L’obiettivo è individuare tempestivamente condizioni potenzialmente critiche, come alluvioni, frane o altri fenomeni di rischio, e allertare gli operatori al superamento di soglie prestabilite.

Il terzo pilastro riguarda la comunicazione tra infrastruttura e veicolo. Grazie a tecnologie che abilitano lo scambio bidirezionale di dati, le informazioni raccolte possono essere trasmesse ai viaggiatori direttamente a bordo veicolo: velocità consigliata, incidenti, condizioni meteo, stato della pavimentazione, pericoli, ostacoli e cantieri. Allo stesso tempo, anche i veicoli inviano dati all’infrastruttura, permettendo al gestore autostradale di conoscere le condizioni del traffico in modo più preciso e tempestivo.

In questo modello, l’operatore diventa un vero e proprio orchestratore della mobilità, capace di gestire la viabilità in modo proattivo e non solo reattivo. Attualmente la Tangenziale di Napoli dispone di 30 mezzi connessi in grado di comunicare con l’infrastruttura stradale. La dotazione tecnologica lungo la tratta conferma il livello di innovazione raggiunto. Sui 22 chilometri della Tangenziale sono in fase di installazione 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteorologiche e 40 antenne con duplice tecnologia ITS-G5 e cellular V2X distribuite sull’intero percorso.

Questi dispositivi consentono di raccogliere dati sui flussi di traffico, sulla velocità, sugli eventi critici e sulle condizioni di esercizio, inviandoli alla piattaforma centrale C-ITS di Movyon. La piattaforma integra le informazioni con dati provenienti anche da fonti esterne e le elabora per garantire un controllo continuo della viabilità e una comunicazione costante tra infrastruttura e utenti. In Tangenziale di Napoli sono già operativi servizi di comunicazione che segnalano in tempo reale alle auto connesse potenziali pericoli per i guidatori, come cantieri, mezzi in avaria, eventi meteo o altre criticità. Il sistema è inoltre in grado di suggerire la velocità ottimale per evitare la formazione di code, contribuendo a migliorare sicurezza, fluidità del traffico e qualità del viaggio.

Uno dei risultati più significativi è stata la sperimentazione realizzata per la prima volta in Italia nel tratto tra Vomero e Fuorigrotta. Durante i test, un veicolo a guida autonoma ha adattato in tempo reale la propria velocità sulla base delle informazioni suggerite dall’infrastruttura. Un passaggio che avvicina il Paese a un modello di mobilità in cui strada e veicolo diventano parte di un unico sistema connesso. La certificazione della Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana non rappresenta soltanto un traguardo tecnologico per l’infrastruttura campana. Il riconoscimento apre la strada alla diffusione su scala nazionale delle tecnologie per la mobilità connessa e cooperativa, con benefici attesi in termini di sicurezza, gestione del traffico urbano e preparazione all’arrivo dei veicoli connessi e autonomi.

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Castello delle Cerimonie, il Consiglio di Stato respinge il ricorso. Revocate le licenze all’hotel “La Sonrisa”: “Doccia gelata per i Polese”

10 June 2026 at 09:36

“Il Castello delle Cerimonie” è appeso a un filo. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che la famiglia Polese, proprietaria della struttura a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, aveva presentato nella speranza di ribaltare l’ordinanza del Tar Campania, il quale aveva confermato la revoca delle licenze da parte del Comune.

L’ultimo colpo di scena

Come riporta Il Mattino, la sentenza delle scorse ore – una “doccia gelata” per i Polese come si legge sulla testata locale Metropolis – “dispone l’udienza pubblica per il prossimo 24 novembre per la decisione definitiva nel merito”. Nel frattempo, però, valgono gli atti del comune guidato dalla prima cittadina Ilaria Abagnale. Tra le ragioni che hanno spinto i giudici a pronunciarsi in questo senso c’è la sentenza definitiva del febbraio 2024 secondo cui i locali dell’hotel “La Sonrisa” sono abusivi e senza la destinazione turistica-ricettiva. Il provvedimento è stato firmato dai magistrati della Settima Sezione del Consiglio di Stato: il presidente Massimiliano Noccelli e i consiglieri Daniela Di Carlo, Raffaello Sestini, Pietro De Berardinis e Laura Marzano. “Resta da discutere il 9 luglio – aggiunge Repubblica – l’ultimo tentativo fatto dal pool di avvocati dei Polese”. La Cassazione dovrà pronunciarsi a proposito dei ricorsi avanzati dall’avvocato Dario Vannetiello per Imma Polese, figlia del “Boss” Antonio deceduto nel 2016, e dai legali Veronica Paturzo ed Andrea Castaldo per Agostino Polese, “finalizzati a ottenere l’annullamento della dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione con la quale la difesa affermava che il reato di lottizzazione abusiva dovesse ritenersi insussistente”.

Quale destino per “La Sonrisa”?

Nelle scorse settimane i lavoratori della struttura ricettiva avevano scritto una lettera indirizzata alle istituzioni. Un accorato appello affinché non venissero ignorati e dimenticati: “Centinaia di lavoratori vivono sospesi tra paura e speranza. Le vicende giudiziarie devono seguire il loro corso. Nessuno chiede di ignorare la legge. Ma uno Stato giusto non può dimenticare le persone innocenti che rischiano di pagare il prezzo più alto”, erano state le loro parole. Intanto sul sito dell’hotel divenuto noto grazie al programma di Real Time sembra non sia più possibile effettuare prenotazioni. Segno che la storia de “La Sonrisa” con i suoi banchetti luculliani, i festeggiamenti fino a notte fonda e le sfilate degli ospiti in abiti spesso improbabili, potrebbe davvero essere vicina alla fine.

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“Ringrazia che non ti ho ucciso”, spara all’unica gamba rimasta a un disabile per un like alla fidanzata: fermato

9 June 2026 at 13:05

Prima il colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata contro l’unica gamba che gli era rimasta. Poi la minaccia: “Ringrazia perché non ti ho ucciso”. Infine la fuga in scooter e la sottrazione di un Rolex Daytona. È il quadro ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli che hanno sottoposto a fermo un giovane accusato di aver ferito gravemente un disabile di 29 anni nel quartiere Arenaccia nei giorni scorsi. Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine dell’aggressione ci sarebbe un motivo ritenuto dagli investigatori del tutto futile: un “like” che la vittima avrebbe lasciato sul profilo social della fidanzata del ragazzo fermato. Un gesto che avrebbe scatenato la reazione del giovane, legato da vincoli di parentela a un presunto esponente della criminalità organizzata locale.

La vicenda risale a circa una settimana fa. Il ventinovenne, già segnato da una grave disabilità, sarebbe stato attirato in strada con una scusa. L’aggressore gli avrebbe dato appuntamento telefonicamente e si sarebbe presentato sul posto a bordo di uno scooter insieme a un altro giovane. Quando la vittima è scesa in strada, il ragazzo avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco, colpendolo alla gamba sinistra, l’unico arto inferiore che il ventinovenne poteva ancora utilizzare. Nel 2019, infatti, l’uomo aveva subito l’amputazione dell’altra gamba in seguito a un grave incidente stradale. Dopo lo sparo, l’aggressore la rapina: si sarebbe impossessato prima del telefono cellulare e poi di un prezioso orologio Rolex Daytona appartenente alla vittima. Entrambi gli oggetti sarebbero stati successivamente restituiti dopo una trattativa avvenuta attraverso conoscenti e familiari. L’orologio, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è stato recuperato in una salumeria dopo contatti intercorsi tra la moglie del ferito e la madre del giovane fermato.

In un primo momento il ventinovenne, ricoverato in ospedale, aveva raccontato di essere stato vittima di una rapina. Solo successivamente, convinto dal proprio legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha fornito agli investigatori una ricostruzione completa dei fatti. Una versione che nel frattempo trovava riscontro nelle immagini dei sistemi di videosorveglianza e negli elementi raccolti dalla Squadra Mobile. Sentito dagli investigatori in presenza del suo avvocato, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità, confermando di avere sparato al culmine di una lite maturata proprio per quel “like” sui social network. Agli agenti avrebbe anche riferito di essersi pentito del gesto.

La procura ha quindi disposto nei suoi confronti un provvedimento di fermo contestandogli i reati di lesioni gravi, rapina, porto e detenzione illegale di arma da fuoco. Il ventinovenne è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per cercare di salvare l’arto colpito dal proiettile. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi funzionale: al momento non è possibile stabilire se riuscirà a recuperare l’uso della gamba oppure se sarà costretto a vivere su una sedia a rotelle.

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Alisson Santos riscattato dal Napoli: blindata la scommessa vinta da Manna, le cifre dell’operazione

9 June 2026 at 09:30

Alisson Santos è un giocatore del Napoli a titolo definitivo. Il club ha esercitato l’opzione con lo Sporting CP e trasforma una scommessa in un investimento tecnico e patrimoniale.

Alisson Santos-Napoli: il brasiliano resta: riscatto esercitato

Il Napoli ha deciso di tenersi Alisson Santos. Niente attese, niente rinvii. Il club azzurro ha esercitato il diritto di opzione con lo Sporting CP e ha chiuso il passaggio a titolo definitivo del brasiliano. Per una tifoseria che si innamora in fretta dei giocatori capaci di saltare l’uomo, è una conferma che profuma di futuro.

Alisson era arrivato come innesto da seguire con attenzione. In pochi mesi ha fatto cambiare idea a tutti con accelerazioni, uno contro uno e tanta personalità. Non sempre i brasiliani giovani entrano subito dentro il ritmo del campionato italiano. Lui ha mostrato fame e coraggio, due qualità che a Napoli vengono riconosciute prima ancora delle statistiche.

L’operazione complessiva viene indicata intorno ai 20 milioni: prestito oneroso più riscatto. Una cifra che oggi il Napoli considera sostenibile, soprattutto se il valore del giocatore continuerà a crescere. In un mercato dove un esterno offensivo giovane costa spesso molto di più, il ds Giovanni Manna ha chiuso un acquisto che può diventare patrimonio vero.

Alisson Santos-Napoli: cartellino, ammortamento e valore futuro

Sul bilancio, un investimento da 20 milioni con contratto pluriennale può essere spalmato su più stagioni. Con un accordo di cinque anni, l’ammortamento annuo si aggirerebbe sui 4 milioni. Se l’ingaggio resta contenuto rispetto ai big della rosa, l’impatto complessivo diventa gestibile per un club che vuole restare competitivo senza bruciare cassa.

La parte più interessante per il Napoli riguarda la rivalutazione. Se Alisson Santos confermasse rendimento, gol e assist, il suo valore potrebbe salire rapidamente sopra i 30 milioni. In quel caso il club avrebbe in mano un giocatore utile in campo e forte sul mercato. Non serve venderlo subito per guadagnarci. Basta averlo comprato prima dell’esplosione definitiva.

La prossima stagione dirà quanto spazio avrà la scommessa di Manna. La concorrenza non manca, ma il calendario chiede rotazioni vere. Campionato, coppe, infortuni, squalifiche. Un esterno giovane, tecnico e già ambientato può diventare oro nei mesi più duri.

Il Napoli guarda al futuro soprattutto dopo l’arrivo di Massimiliano Allegri in panchina. Lukaku e De Bruyne sembrano intenzionati a restare, mentre per la difesa il nuovo tecnico avrebbe pensato a Norton-Cuffy del Genoa come vice Di Lorenzo. A centrocampo uno degli obiettivi è quello di strappare Saelemaekers al Milan, ma il club rossonero al momento non sembra intenzionato a cedere il belga.

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Alla corte di Giuliano dell’Uva e diario di viaggio a Napoli. Elle Decor le dedica un numero speciale. Da collezione

8 June 2026 at 11:47

Napoli non è mai una sola, ma un insieme di frequenze che vibrano simultaneamente. Napoli é un pezzo di design naturale, stratificato all’ombra del Vesuvio. A Galleria Italia un parterre internazionale per abbracciare una città colta, brillante e ospitale senza le lenti deformanti del luogo comune, del folklore.
La chicchissima designer Carolina von Humboldt, aristocratica della Mitteleuropa, é arrivata da New York. Ma non solo per l’evento, ha visto Napoli sotto una luce diversa da quando era venuta una ventina d’anni fa. E ha deciso di trasferirsi, cerca casa, l’ha trovata in uno dei palazzi più storici di Montedidio, il quartiere mondo, qui ci fu il primo insediamento degli antichi greci. Decisione immediata quella di lasciare lo skyline di Manhattan e a fine mese arriva il suo trasloco di mobili da New York. Il primo a complimentarsi é proprio il sindaco Gaetano Manfredi, impegnato su doppio fronte, dall’America’s Cup, il prossimo anno, alla riqualificazione del litorale, passando per il risanamento di Bagnoli. Il blu cobalto del mare, il rosso pompeiano di Palazzo Reale, Napoli, di ieri, oggi e domani vista dallo sguardo poetico di Mimmo Jodice, celeberrimi i suoi ritratti delle sculture classiche che incontrano i paesaggi del mediterraneo. Dopo un importante intervento di valorizzazione il Cimitero delle Fontanelle, l’ex ossario scavato in una grande cava di tufo, riapre con un nuovo ingresso firmato da G124, team di giovani progettisti coordinati da Renzo Piano.

Design, arte e collezionismo tra Napoli e il mondo

Cantieri aperti in tutto il mondo da Hong Kong a Parigi, passando per Capri, dove sta rifacendo adesso lo storico albergo San Felice di fianco al Quisisana, Giuliano Andrea dell’Uva é nella lista di AD fra i migliori 100 interior designer nel mondo. E così il suo studio di progettazione in una iconica dimora di pregio con soffitti affrescati diventa una home gallery dove riceve il gotha del design. Da sorprendere con un mega babà innaffiato al rum a forma di Vesuvio, creazione della storica pasticceria Scaturchio. E poi ci sono i site-specifc che imprimono un carattere unico alla home gallery affacciata sul mare di Pozzuoli del gallerista Alfonso Artiaco, un Gagosian Spettacolare l’installazione di Sol LeWitt che sembra un sole frastagliato iridescente di colori.

Napoli nel sistema globale dell’arte e della cultura

Napoli non più raccontata come città “laterale” rispetto ai grandi sistemi dell’arte. La prima a fare un ponte fra New York, Londra, Parigi è stata lei, Lia Rumma, tra le figure più autorevoli dell’arte contemporanea. Aprì la sua prima galleria a Napoli nel 197, a Milano nel ’99 e portò i Sette Palazzi Celesti, spettacolare installazione di Anselm Kiefer al Pirelli Hangar Bicocca. E poi c’è la metropolitana quasi un museo diffuso, firmata da artisti e architetti internazionali. Come l’ultima arrivata, la stazione Monte Sant’Angelo progettata da Anish Kappor dove sembra di entrare in un enorme cratere.

Tradizione, memoria e nuove eccellenze napoletane

La Grotta della Sibilla a Cuma, potente e enigmatica. Come sono i gioielli scultura in pietra di occhio di tigre disegnati da Paola Grande e Giulia Di Pace, madre e figlia, la sapienza degli antichi orefici l’hanno eredita dal nonno. Due boutique/salotto dedicati all’arte, una a Napoli e l’atra in Via Fiori Chiari a Milano.
A Palazzo Cellammare sotto il portale progettato nel ‘700 da Ferdinando Sanfelice, l’atelier di Mariano Rubinacci è un viaggio nell’Alta Sartoria, maestria e tradizione partenopea. Ha vestito i gentiluomini più eleganti del mondo. Oggi sono i quattro figli a portare l’iconico brand in giro da Tokyo a Los Angeles. Alessandra Rubinacci é lo spin off della comunicazione, Il suo mantra: Guardati allo specchio e decidi cosa vuoi essere… TikTokeggiando, un po’ rock star, un po’ glam/trash i suoi video sono virali. Suo partner di vita in e in action Giovanni Naldi, appassionato di scalate in solitaria. Agli antipodi, dunque una coppia perfetta. In lavorazione anche un documento sui 100 anni del brand Rubinacci.

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A Marano dei ragazzini giocano a basket senza canestro: il video simbolo di passione e degrado

5 June 2026 at 15:20

Non c’è il ferro. Non c’è la rete. Del canestro a Marano di Napoli c’è solo la base e il tabellone. Eppure ogni pomeriggio, nel campetto in questione, un gruppo di ragazzi continua a giocare a basket come se nulla mancasse. Palleggiano, costruiscono azioni e tirano verso un bersaglio invisibile, affidando all’immaginazione ciò che il degrado ha portato via. Ha fatto il giro del web il video che mostra 7 ragazzi palleggiare e tirare a canestro, ma senza il ferro: “Abbiamo una regola: per segnare si colpisce la parte interna del quadrato nero”, dice uno de ragazzi. È stato condiviso da “La Giornata Tipo”, pagina social che si occupa di basket.

Immagini che sono il simbolo della passione e dei campetti degradati, ma che fanno riflettere: si dice spesso che i giovani non giochino più per strada – calcio, basket o qualsiasi altro sport che sia -, ma poi le condizioni in cui sono costretti a giocare sono queste. “La loro passione per lo sport mi ha colpito. Per questo ho deciso di riprenderli e di diffondere il filmato: volevo mandare un messaggio di speranza“, riassume Francesco Calabrese, l’autore del video, in una dichiarazione pubblicata dal Corriere della Sera.

Da quel video, qualcosa si è mosso. Diversi i personaggi del mondo dello sport che si sono fatti avanti per capire se, e come, poter aiutare. Da Giovanni Malagò all’ex cestista Andrea Bargnani, fino alla Federazione Italiana Pallacanestro. E si è mosso anche qualcosa nel Comune, che in una nota ha comunicato “l’accelerazione ai previsti lavori di riqualificazione e ammodernamento“, che cominceranno il 10 giugno con un finanziamento di 200 mila euro.

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“Pensavo che morissero solo gli altri. Ci ho pensato incessantemente per giorni e più volte al giorno, leggevo i manifesti funebri e mi facevo il calcolo”: la confessione di Peppe Iodice

5 June 2026 at 10:07

“Pensavo che morissero solo gli altri”. Con questa frase Peppe Iodice affronta il tema della morte ai microfoni del “De Core Podcast”, condotto da Alessandro Pieravanti e Danilo da Fiumicino. Nell’intervista, ripresa dal quotidiano Il Mattino, Iodice parla ininterrottamente per due ore e ripercorre i passaggi della sua vita: le paure subentrate dopo i cinquant’anni, i ricordi dell’infanzia a Barra, la genesi del programma “Peppy Night” e il rifiuto all’offerta della Rai per evitare limiti editoriali.

Il rapporto con la fine della vita è diventato un pensiero pressante dopo il compimento dei cinquant’anni: “Ci ho pensato incessantemente per giorni e più volte al giorno. Leggevo i manifesti funebri e mi facevo il calcolo“, ha ammesso. Questa riflessione si è tradotta in scelte artistiche precise per il suo recente progetto cinematografico: “Volevo raccontare una storia, non fare un film di gag. Assisto al mio funerale, dentro una bara vera, in una chiesa vera. E ho voluto accanto amici e parenti”. Una decisione non banale date le sue radici: “Trattare la morte era pericoloso, soprattutto rappresentando una città molto scaramantica”.

L’infanzia a Barra e il legame viscerale con Napoli

Dalla paura della fine al principio di tutto. Iodice, per tutti semplicemente “Pinuccio“, è cresciuto nella periferia orientale di Napoli. “Barra, San Giovanni e Ponticelli erano un bel triangolo. Diciamo scoppiettante”, ricorda parlando degli anni Ottanta. Nessun cliché di miseria nel suo passato, come lui stesso ci tiene a smitizzare: “Peccato, sarebbe stato bello fare il racconto alla Nino D’Angelo o Massimo Ranieri. Invece avevo una famiglia normale”. Il padre lavorava all’Enel, la madre era casalinga: “Ci potevamo permettere tante cose. Come la villeggiatura… prima non si chiamava vacanza. E noi facevamo un mese. Sempre in posti decisi dai miei genitori. Oggi le mie figlie sono le mie tour operator. Ero già simpatico ma non conquistavo”. Oggi risiede a Portici, che definisce ironicamente “praticamente i Parioli”. Il legame con la città resta il motore della sua identità. “La mia prima lingua è il napoletano, è la lingua del cuore”, afferma, ribadendo che, qualora diventasse sindaco, non avrebbe dubbi sulle priorità: “Partirei dalle periferie”. Una passione che si riflette anche sul calcio: “Io non sono sportivo, sono tifoso. A Napoli il tifo si chiama malattia”.

Il “no” alla Rai e il successo arrivato con la maturità

Il podcast ha toccato anche i retroscena professionali, a partire dalla nascita del fortunato format “Peppy Night“. L’idea si è concretizzata durante la pandemia, in seguito a una promessa fatta al produttore Pino Oliva appena dimesso dalla rianimazione: “Mi disse: se sopravvivo dobbiamo fare uno spettacolo il primo gennaio”. La prima edizione si svolse in un clima anomalo: “Il primo anno avevamo il teatro vuoto e solo amici. Gli ascolti furono pazzeschi”. Il successo ha poi attirato le attenzioni della televisione di Stato, rispedite al mittente per salvaguardare la propria libertà espressiva: “Mi hanno proposto di portarlo in Rai. Prima ho detto sì, poi ho cambiato idea. Come lo faccio lì non potrei farlo da nessun’altra parte. Avrei troppi limiti”. Una lucidità garantita da una popolarità raggiunta con l’età adulta: “Forse se fosse successo prima mi sarei montato la testa”. Un pensiero va anche ai colleghi della nuova generazione, con un elogio netto a Stefano De Martino: “È un top player. Ha un futuro incredibile davanti ed è uno dei pochissimi che non si atteggia mai”.

L’autovalutazione: “Non mi sento mai bene”

Lontano dal palcoscenico, la sua stabilità poggia unicamente sugli affetti: “La famiglia è il mio posto felice. La mia isola che non c’è. Ho una famiglia solida, quella di una volta”. Ma Iodice non si fa sconti quando si tratta di autocritica. Sottopostosi a una pagella finale nel corso del podcast, il comico si è assegnato un “3” per il sesso e un “5” per la fame. Bocciatura totale per l’atletismo e il pollice verde, fermi a “0”. Si definisce poco invidioso (“2”), moderatamente egocentrico (“3 tendente a 4”) e ipocondriaco (“4”), pur respingendo il pessimismo (“0”). Il tutto chiuso da una battuta sulle proprie condizioni fisiche che sintetizza il suo sguardo sul mondo: “Non mi sento mai bene”.

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Napoli, ritorno di fiamma per Norton-Cuffy: Allegri cerca il vice Di Lorenzo

5 June 2026 at 08:36

Il Napoli valuta Brooke Norton-Cuffy come alternativa a Giovanni Di Lorenzo sulla corsia destra. Il terzino del Genoa piace per fisico, corsa e margini di crescita, ma la trattativa dipende dal prezzo.

Di Lorenzo non può giocarle tutte, il Napoli cerca un vice

Giovanni Di Lorenzo resta un riferimento del Napoli: capitano, leader e titolare quasi automatico. Proprio per questo serve una copertura vera. Una stagione tra campionato, coppe e trasferte europee non può poggiare sempre sulle stesse gambe.

Norton-Cuffy del Genoa è uno dei profili monitorati da tempo. Il suo nome era già emerso nei mesi scorsi tra le soluzioni per il ruolo di vice Di Lorenzo, insieme ad altri esterni destri seguiti dal club azzurro.

Il Napoli cerca un laterale capace di correre, difendere in campo aperto e accompagnare l’azione senza perdere equilibrio. Norton-Cuffy ha struttura fisica, gamba e margine. Non è un giocatore finito, ma può diventare una risorsa preziosa se inserito con tempi giusti.

Norton Cuffy-Napoli: prezzo, stipendio e margine di rivendita

Il Genoa non ha bisogno di svendere. Un giovane laterale cresciuto nella Premier, ma già abituato alla Serie A, può attirare più club. Per il Napoli l’operazione avrebbe senso se il prezzo restasse dentro una fascia sostenibile, senza aste al rialzo.

Il valore tecnico è nella prospettiva. Un investimento su Norton-Cuffy non sarebbe solo per coprire Di Lorenzo oggi, ma per costruire un futuro sulla corsia, evitando di arrivare tra un anno senza alternative pronte.

Dal punto di vista del bilancio, un acquisto giovane permette ammortamenti più lunghi e possibile plusvalenza futura. Se il costo del cartellino restasse contenuto, il Napoli potrebbe mettere a bilancio un’operazione pulita: ingaggio non eccessivo, età bassa, margine di crescita e rivendita possibile.

De Laurentiis lavora per costruire ad Allegri una squadra all’altezza, partendo dal riscatto di Højlund. Il tecnico toscano, poi, avrebbe chiesto di strappare Saelemaekers al Milan. I rossoneri però non aprono al prestito.

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Autostrade per l’Italia, la Tangenziale di Napoli è la prima Smart Road italiana certificata dal MIT

4 June 2026 at 17:15

Autostrade per l’Italia, il MIT certifica la Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana per mobilità connessa e gestione digitale del traffico

La Tangenziale di Napoli diventa la prima Smart Road italiana certificata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il riconoscimento ufficiale è stato consegnato dal sottosegretario di Stato al MIT, Tullio Ferrante, ai rappresentanti del Gruppo Autostrade per l’Italia, in conformità ai requisiti previsti dal Decreto Ministeriale 70/2018. In occasione della consegna della certificazione, i rappresentanti del Ministero hanno effettuato un sopralluogo operativo presso la sede di Tangenziale di Napoli. Durante la visita sono state illustrate le tecnologie che qualificano l’infrastruttura come Smart Road e che segnano un passaggio importante nel percorso di digitalizzazione della mobilità autostradale italiana.

Una Smart Road è un’infrastruttura dotata di tecnologie avanzate in grado di digitalizzare il monitoraggio degli asset, ottimizzare la gestione del traffico e comunicare in tempo reale con i veicoli connessi e a guida autonoma. Nel caso della Tangenziale di Napoli, il sistema si basa su una rete di sensori distribuiti lungo il tracciato e su piattaforme tecnologiche centrali capaci di raccogliere dati, elaborarli e trasformarli automaticamente in informazioni utili. I dati generati vengono condivisi in tempo reale sia con i gestori dell’infrastruttura sia con i veicoli connessi, consentendo una gestione più evoluta della circolazione, della sicurezza e dell’efficienza del servizio. Il progetto rappresenta quindi un modello di riferimento per lo sviluppo futuro delle infrastrutture stradali intelligenti in Italia.

L’iniziativa coinvolge il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, MOST. Il progetto è stato realizzato con il supporto di Movyon, polo tecnologico del Gruppo ASPI, specializzato nello sviluppo di soluzioni digitali per la mobilità. Al sopralluogo erano presenti, tra gli altri, il direttore generale per le Autostrade del MIT, Sergio Moschetti, il direttore generale per la digitalizzazione, i sistemi informativi e statistici del Ministero e presidente dell’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida automatica, Francesco Baldoni, e l’amministratore delegato di Tangenziale di Napoli, Luigi Massa.

La certificazione della Tangenziale di Napoli come prima Smart Road italiana conferma il ruolo del Gruppo Autostrade per l’Italia nel processo di innovazione e trasformazione digitale delle infrastrutture. Un percorso che punta a rendere la mobilità sempre più sicura, efficiente e connessa, aprendo la strada a nuovi modelli di gestione del traffico e di interazione tra rete stradale, utenti e veicoli del futuro.

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Emergenza Gip a Napoli: richieste di arresto per 1300 indagati, ma mancano una decina di giudici per smaltirle tempestivamente

3 June 2026 at 19:09

Ci sono circa 1300 richieste di arresto pendenti per altrettanti indagati, ma troppi pochi giudici per le indagini preliminari per smaltirle. È questa la nuova emergenza che attraversa il Palazzo di giustizia di Napoli. Se ne discute da settimane in occasione di alcune interlocuzioni informali interne tra gli uffici giudiziari. Colloqui e studi iniziati quando pareva imminente l’entrata in vigore del Gip collegiale.

Le analisi e i rilievi presto si tradurranno in una comunicazione ufficiale al ministero di Giustizia. Con la precisazione: ogni singola richiesta del pm può riguardare anche un centinaio di soggetti. Il che rende il lavoro dell’ufficio Gip particolarmente gravoso, in una condizione di persistente inadeguatezza dell’assetto organizzativo, non più coerente con il carico effettivo di lavoro e con la complessità delle funzioni esercitate.

I numeri, infatti, non tornano: i giudici non bastano a fronteggiare con tempestività tutte le richieste pendenti, gran parte delle quali – riguardanti circa un migliaio di indagati – provenienti dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata da Nicola Gratteri. Fatti e vicende gravi, tradotte in statistiche che ilfattoquotidiano.it ha appreso attraverso fonti qualificate. E che certificano la sofferenza dell’ufficio dei gip napoletani, presieduto dalla dottoressa Giulia Romanazzi. Al momento presso il suo ufficio risultano in servizio 41 giudici (di cui due in procinto di essere trasferiti).

Di fatto, a partire dal mese di settembre, saranno in servizio effettivo soltanto 39 giudici. Un numero distante dal completamento della pianta organica, che ne prevede 47. Ma anche questa dotazione formale appare non più adeguata. Non è stata mai aggiornata rispetto alle indicazioni contenute nella circolare tabellare che imporrebbero un assetto più ampio e coerente con i flussi dell’ufficio e con la notevole mole di fascicoli lavorati dall’ufficio della procura e trasmessi ai giudici per il loro vaglio.

La questione è presto detta. La pianta organica dei pm di Napoli – la procura più grande d’Italia – prevede 102 magistrati requirenti, e 96 sono in servizio. “Il rapporto corretto tra il numero di pm e quello di Gip dovrebbe essere di due a uno – spiega una fonte al Fatto – Di conseguenza la pianta organica dell’ufficio Gip dovrebbe essere composta da almeno una cinquantina di magistrati”. Ce ne vorrebbero almeno 52, secondo i calcoli interni alla magistratura partenopea.

L’ufficio Gip di Napoli vanta una produttività notevolissima in termini di quantità e di peso dei procedimenti, molti dei quali su vicende di criminalità organizzata. Negli ultimi tre anni ha gestito più di 73.000 indagati noti e più di 160.000 modelli a carico di ignoti, ha ridotto del 26,7% la pendenza dei noti e più che dimezzato il settore ignoti. E nell’ultimo anno ha emesso più di 500 ordinanze cautelari personali, quasi tutte contro clan camorristici di grandi dimensioni.

Negli uffici della magistratura napoletana si chiede quindi un intervento urgente per la stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il Processo, per il rafforzamento del personale amministrativo di cancelleria, per l’adeguamento della pianta organica dei magistrati dell’ufficio Gip fino a 52 unità, e per la tempestiva copertura dei posti vacanti, così da assicurare la continuità e la piena funzionalità del servizio giudiziario.

A Napoli e in provincia si delinque, tantissimo. E i giudici per arrestare i delinquenti continuano a scarseggiare.

L'articolo Emergenza Gip a Napoli: richieste di arresto per 1300 indagati, ma mancano una decina di giudici per smaltirle tempestivamente proviene da Il Fatto Quotidiano.

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