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Francia - Senegal, el partido del Mundial 2026 en directo | El encuentro se va al descanso sin goles

Francia, una de las favoritas para hacerse con el Mundial, y Senegal están empatando al descanso este martes en el MetLife Stadium de Nueva York, el mismo que albergará la final del torneo el próximo 19 de julio. Tras un buen inicio por parte de la selección africana, el combinado francés tomó las riendas del encuentro con el control del balón. Pero pese a dominar la posesión, fue Senegal el equipo que estuvo más cerca del gol con un disparo de Nico Jackson que se estrelló en el poste. Al borde del descanso también pudo materializar Ismaila Sarr, pero su remate se marchó alto.

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© Dylan Martinez (REUTERS)

Nico Jackson dispara al poste en el partido ante Francia.

Haaland e Odegaard lideram retorno da Noruega à Copa em duelo contra o Iraque

16 June 2026 at 19:37

A Noruega inicia nesta terça-feira (16) sua trajetória na Copa do Mundo de 2026 carregando um status que não possuía há décadas: o de seleção capaz de chamar a atenção do planeta. Impulsionada por uma geração talentosa liderada por Erling Haaland e Martin Odegaard, a equipe escandinava enfrenta o Iraque, às 19h (horário de Brasília), no Gillette Stadium, nos Estados Unidos.

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O confronto marca o retorno dos noruegueses ao principal torneio do futebol mundial após uma longa ausência. A classificação veio de forma incontestável nas Eliminatórias Europeias, com uma campanha dominante que colocou a equipe entre as sensações do continente e aumentou a expectativa para sua participação no Mundial.

Grande estrela da seleção, Haaland chega à competição como uma das principais atrações da Copa. O atacante, conhecido pelo poder de finalização e pelos números expressivos em clubes, terá ao seu lado Odegaard, responsável pela criação das jogadas e pela liderança técnica do meio-campo.

Enquanto a Noruega busca confirmar o favoritismo, o Iraque tenta escrever uma história diferente. A seleção asiática retorna ao Mundial depois de quatro décadas e encara a competição como uma oportunidade de reafirmação no cenário internacional. A classificação foi conquistada na repescagem, coroando uma campanha marcada pela superação.

O atacante Aymen Hussein é a principal esperança de gols dos iraquianos. A equipe aposta na organização defensiva e na entrega coletiva para equilibrar forças diante de um adversário apontado como um dos candidatos a surpreender nesta edição da Copa.

Com França e Senegal completando o Grupo I, largar com vitória pode fazer diferença na corrida por uma vaga nas oitavas de final. Por isso, o duelo desta terça-feira tem peso de decisão logo na abertura da campanha para ambas as seleções.

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Il maxi addestramento della Cina inquieta l’Asia: così Pechino prepara un possibile sbarco a Taiwan

La questione taiwanese, benché lontana dagli attuali riflettori della politica internazionale, rappresenta una crisi di difficile risoluzione, e nonostante la stessa intelligence statunitense, di recente, abbia posposto a dopo il 2027 una possibile azione aggressiva cinese nei confronti dell'isola – a differenza delle previsioni di qualche anno addietro – è possibile definire l'attuale situazione come “in peggioramento”.

Gli Usa sono lontani e le esercitazioni sono più grandi e complesse

Dal punto di vista politico, la decisione della presidenza Usa di sospendere l'invio di armamenti a Taiwan, venendo incontro alle richieste cinesi confezionate in quella che è sembrata un'implicita minaccia, ha peggiorato il panorama di sicurezza di quel lontano teatro, comprendente anche il Mar Cinese Meridionale e quello Orientale.

Quello che è sembrato un disimpegno politico statunitense per ottenere degli immediati vantaggi commerciali, ha innescato un meccanismo di “autodifesa” regionale con Tokyo e Taipei che per la prima volta, storicamente, hanno stabilito di accordarsi per definire la propria reciproca Zona di Esclusività Economica.

Dati alla mano, le esercitazioni militari cinesi intorno all'isola si sono fatte più numerose e complesse nell'ultimo anno, mentre per la prima volta Pechino guarda oltre la Prima Catena di Isole per stabilire una propria sfera di influenza, giocando una pericolosa partita con le Filippine e col Giappone stesso.

Proprio dal punto di vista navale, la Cina negli ultimi anni ha compiuto progressi nella sua capacità anfibia non solo dal punto di vista cantieristico, ma anche dal punto di vista delle modalità di assalto anfibio.

Recenti manovre militari cinesi suggeriscono che l'Esercito Popolare di Liberazione non stia semplicemente cercando di risolvere il problema dello sbarco di truppe su una spiaggia taiwanese, ma sia passato a simulare come muovere, sostenere e occultare una vasta campagna anfibia in diverse località.

Navi civili usate per sviare l’attenzione e aumentare le capacità della flotta

Ad agosto del 2025, la Cina ha condotto una vasta esercitazione anfibia lungo la sua costa sud-orientale che ha consolidato diverse manovre di addestramento precedentemente separate in una simulazione di campagna più coerente.

L'operazione ha incluso attività anfibie sincronizzate in diverse aree geografiche, sbarchi diretti a terra con unità navali civili, l'utilizzo di pontoni galleggianti rialzati per prolungare la distanza di sbarco, e il dispiegamento in mare di veicoli da combattimento anfibi da traghetti civili del tipo roll-on/roll-off.

Questo non significa che Pechino sia pronta per un'invasione, almeno non ancora, ma che stia stabilendo una dottrina di assalto anfibio integrando tutti i mezzi disponibili, anche civili, compiendo progressi ben visibili nella simulazione di uno sbarco a Taiwan.

Le operazioni anfibie rimangono tra le operazioni militari più difficili da condurre, e l'esercitazione del 2025 si è comunque svolta in condizioni meteorologiche e marine favorevoli. Inoltre, la geografia dell'isola concentra le possibilità di sbarco in pochi punti precisi, ma la recente costruzione dei pontoni galleggianti le aumenta aprendo nuovi scenari.

La capacità anfibia cinese è intuibile dal numero di navi da guerra atte allo scopo, e secondo molti analisti esse sono ancora scarse, ma non bisogna dimenticare che l'integrazione di assetti civili con quelli militari la aumenta e soprattutto la cela dietro un velo di “normalità”, in pieno stile dissimulante cinese. Un primo assalto, infatti, potrebbe essere condotto da normali traghetti roll-on/roll-off per non destare sospetti. L'esercitazione del 2025 dimostra infatti che queste imbarcazioni civili non sono più marginali, ma parte integrante del concetto operativo cinese di assalto anfibio. Altre imbarcazioni civili, ad esempio, hanno operato in concerto con gli hovercraft militari a supporto delle operazioni di costruzione di ponti galleggianti. Questa combinazione offre all'Esercito Popolare di Liberazione non solo una maggiore capacità, ma anche opzioni a bassa osservabilità.

Capacità in miglioramento per condurre operazioni anfibie oltre Taiwan

Quello che spicca di più è stata la complessità dell'esercitazione: dopo la prima fase, in cui le operazioni si sono concentrate sul classico sbarco di uomini e mezzi su una spiaggia, le navi si sono disperse raggiungendo diverse località lungo la costa del Fujian, tra cui la baia di Hougang, la baia di Qianhu e la baia di Houcai. In questi siti, traghetti roll-on/roll-off hanno dispiegato e recuperato veicoli anfibi in aree geograficamente separate.

L'esercitazione ha quindi simulato non solo lo sbarco su una singola spiaggia, ma anche il coordinamento delle attività su più assi. Risulta anche interessante notare l'estensione geografica dell'esercitazione di sbarco: circa 360 chilometri dalle località più meridionali a quelle più settentrionali, che è una distanza paragonabile a quella della costa occidentale di Taiwan, da Taipei a Kaohsiung. Ovviamente le spiagge usate per la manovra non erano esattamente come quelle di Taiwan, sebbene sia noto che l'Esercito Popolare si stia esercitando – in poligoni nell'entroterra – a effettuare operazioni in esatte riproduzioni dei palazzi del quartiere governativo di Taipei, ma un'invasione ha bisogno anche di una “scala”, di un “ordine di grandezza”, per abituare truppa e comandanti a uno scenario il più verosimile possibile, con distanze, tempistiche e percorsi logistici il più simili possibile.

L'esercitazione del 2025, in ultima analisi, non va letta solo come una “prova generale” di un'invasione di Taiwan, ma dimostra lo sforzo dell'Esercito Popolare di Liberazione per migliorare l'addestramento al combattimento realistico, il comando congiunto e la logistica civile-militare. Significa che le forze militari cinesi stanno lavorando sistematicamente per affrontare le sfide pratiche che una futura operazione di questo tipo pone, per il momento solo nel loro intorno geografico, ma dati gli assetti navali che la Cina sta costruendo è ragionevole supporre che lo sguardo sia rivolto oltre il limite della Prima Catena di Isole.

Associação de Veteranos de Guerra faliu com 97% das dívidas ao Estado. Bens em leilão por 7.544 euros

Após ter sido alvo de buscas e constituída arguida numa investigação da GNR a crimes de burla, branqueamento de capitais e associação criminosa, a associação falhava Processo Especial de Revitalização, tendo sido decretada a sua insolvência há pouco mais de dois meses.

Washington non ripeta l’errore di von Rundstedt. Lezioni iraniane per Taiwan

16 June 2026 at 12:20

Con il conflitto infuriato nel corso degli ultimi mesi nel Golfo Persico che sembra essere in procinto di avviarsi a una conclusione, arriva adesso il momento sia per gli attori coinvolti che per gli osservatori esterni di trarre delle lezioni dalle dinamiche belliche a cui abbiamo assistito nel confronto militare tra Stati Uniti e Iran per cercare di adeguare e migliorare i propri apparati di Difesa. Un processo molto delicato, poiché è in queste circostanze che si compie il rischio di commettere errori di cui poi si pagheranno conseguenze significative, come già avvenuto più volte in passato. Uno di questi errori è quello di pensare che diversi attori militari si comportino allo stesso modo.

Errore commesso, come ricorda Decker Eveleth, anche da militari esperti come il Feldmaresciallo tedesco Gerd von Rundstedt, che nel 1944 decise di strategia di difesa della Wermacht in Francia sfruttando quelle tecniche impiegate con successo sul fronte orientale contro l’Armata Rossa. Scelta che si rivelerà essere un errore madornale per via delle profonde differenze dottrinali e di hardware delle forze alleate rispetto a quelle sovietiche. E oggi, quasi ottant’anni dopo, i decisori militari di Washington devono stare attenti a non commettere lo stesso errore, pensando che le logiche che hanno caratterizzato il confronto con l’Iran possano eventualmente applicarsi anche in quello con altri attori. Locuzione che implica, ovviamente, la Repubblica Popolare Cinese.

Il caso dei missili è esemplare. I successi tattici conseguiti dagli Stati Uniti nel contrastare la minaccia missilistica di Teheran ha alimentato una lettura ottimistica sulla base della quale diversi analisti hanno riconsiderato la minaccia missilistica in altri teatri. Se le difese aeree e antimissile americane sono riuscite a smussare le raffiche iraniane nel Golfo, perché non dovrebbero fare altrettanto con quelle cinesi su Taiwan e nel più ampio scacchiere del Pacifico?

La risposta giace in quelle differenze di hardware e di dottrina menzionate poco sopra. Rispetto al primo fattore, l’arsenale iraniano sconta un limite strutturale, cioè quello della scarsa precisione. I missili di Teheran non hanno l’accuratezza per colpire bersagli puntuali come un singolo velivolo, un hangar, o una postazione di comando, e si prestano semmai a centrare obiettivi estesi come serbatoi e depositi di carburante. Sapendo quindi di non poter, sia per qualità che per quantità, impiegare i propri missili secondo una pura logica counterforce, Teheran ha puntato sull’imposizione di costi, logorando le scorte di intercettori e alzando il prezzo politico della campagna per esaurire la disponibilità di Washington a proseguirla.

La Cina ragiona all’opposto. In caso di scontro militare per Tawian Pechino non si accontenterebbe infatti di imporre costi sufficienti a scoraggiare i partner di Taipei, ma punterebbe a una vittoria netta sulle forze alleate e alla conquista dell’isola, obiettivo per cui si prepara da decenni, aumentando la quantità di vettori e migliorandone la qualità.

Ecco perché, suggerisce Eveleth, conviene ribaltare la prospettiva, e anziché cercare conferme nei successi, sia debba piuttosto guardare ai problemi che la guerra con l’Iran ha messo a nudo. Il più insidioso riguarda i radar. Usando droni monouso a basso costo seguiti da missili, Teheran avrebbe danneggiato o distrutto sistemi di rilevamento statunitensi siti in Giordania, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati. Una falla decisiva, perché senza radar l’intera architettura di difesa statunitense perde efficacia in modo drastico, venendo meno la capacità di individuare i vettori in arrivo, e con essa ogni certezza su quando e come usare gli intercettori.

Ed è questa la vulnerabilità che pesa in chiave cinese. Se un pugno di droni è bastato all’Iran, la Repubblica Popolare potrebbe accecare ampie porzioni delle griglie di difesa alleate già nelle prime ore grazie ai propri sistemi avanzati (come i sistemi ipersonici Df-17, Df-27, Yj-17 e Yj-19), per poi sfruttare i varchi con un dispositivo multidominio fatto di centinaia di caccia, navi di superficie, portaerei e sottomarini. Per questo, anziché adagiarsi sugli allori delle prestazioni positive americane in Medio Oriente, è necessario isolarne i fallimenti, e cercare di far funzionare cosa è invece andato storto.

Vendas no varejo da China têm primeira queda em 3 anos; indústria avança

16 June 2026 at 12:12

A economia da China apresentou um desequilíbrio crescente em maio, com as ​vendas no varejo caindo pela primeira vez em mais de ​três anos e o investimento em queda, enquanto a produção industrial ganhou ritmo.

Dados oficiais divulgados nesta terça-feira (16) destacaram um padrão de crescimento em duas velocidades na segunda maior economia do mundo, com as fábricas impulsionadas por exportações resilientes, mas a demanda interna enfraquecendo em meio a uma recessão de vários anos no mercado imobiliário.

As vendas no varejo, um importante indicador do consumo, caíram 0,6% em maio em relação ao ano anterior, segundo dados do Escritório Nacional de Estatísticas, revertendo ⁠o aumento de 0,2% registrado em abril ​e contra estimativa de estabilidade em pesquisa da Reuters. Foi a primeira queda mensal desde dezembro de ​2022.

A fragilidade ficou evidente no setor automotivo. A desaceleração nas vendas domésticas de automóveis se estendeu pelo oitavo mês ⁠consecutivo em maio, ressaltando o enfraquecimento da demanda no ⁠maior mercado automotivo do mundo, onde a pressão provavelmente persistirá pelo resto do ano.

Os gastos dos ​viajantes ‌durante o feriado de cinco dias do Dia do Trabalho em maio foram moderados, e o impacto do programa ⁠governamental de troca de bens de consumo está diminuindo. Uma base elevada em relação a maio do ano passado também contribuiu para o declínio.

Zhiwei Zhang, economista-chefe da Pinpoint Asset Management, disse que os dados fracos das vendas no varejo pressionam o governo ‌a ⁠considerar medidas para estabilizar ‌o consumo. “Ainda espero que haja um ‘ajuste fino’ na política monetária em julho, após a divulgação dos dados do PIB do segundo trimestre.”

Em contrapartida, a produção industrial cresceu 4,5% em maio em relação ao ano anterior, acelerando ante a taxa de 4,1% ⁠em abril e superando as expectativas de um aumento de 4,3%.

Um ⁠aumento no investimento global em IA e na demanda por tecnologias relacionadas ajudou o maior fabricante do mundo a compensar o impacto nas exportações ‌que muitos esperavam devido à guerra com o Irã. A produção industrial de alta tecnologia da China cresceu 15,1% em maio.

O consumo de serviços cresceu 5,4% no período de janeiro a maio, muito melhor do que as vendas de bens e tornando-se um motor crescente do consumo das famílias, mas também desacelerou em relação aos 5,6% registrados nos ‌primeiros quatro meses.

Os dados sobre investimentos também foram muito mais fracos do que o esperado. O investimento em ativos fixos caiu 4,1% nos primeiros cinco meses de 2026, após um declínio de 1,6% entre janeiro e abril. ⁠Economistas esperavam queda de 2%.

O porta-voz do escritório de estatísticas, Fu Linghui, disse que a queda se deveu, em parte, às altas temperaturas e às chuvas intensas em algumas regiões, bem como à transição de antigos para novos motores de crescimento.

A ​China ainda tem ampla margem para investimentos no futuro, com a nova urbanização, a revitalização rural, o desenvolvimento de “novas forças produtivas ​de qualidade” e melhorias nos serviços públicos, todos necessitando de apoio, acrescentou Fu.

O investimento imobiliário ampliou sua queda nos primeiros cinco meses, caindo 16,2% em comparação com o mesmo período do ano passado, após uma queda de 13,7% entre janeiro e abril. As vendas de imóveis e as novas construções ‌também registraram quedas mais acentuadas.

Disparada do petróleo: Veja medidas que países estão adotando contra preços

Go Navy! Perché la visita di Crosetto è stata un successo anche per Fincantieri e Leonardo

16 June 2026 at 09:41

La visita del ministro della Difesa Guido Crosetto a Washington per incontrare il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito il legame tra Italia e Stati Uniti dopo le recenti difficoltà, ha confermato l’impegno comune per una Nato 3.0 e ha sicuramente preparato il campo per l’imminente summit alleato di Ankara a luglio. Il dietrofront italiano sulle spese per la difesa, seppur “redarguito” a modo suo da Hegseth, non sembrerebbe aver compromesso l’esito della visita, da cui si possono trarre diverse considerazioni. Una su tutte, il futuro della cooperazione Italia-Usa sulla cantieristica.

Le apparenze contano

Un primo segnale per comprendere il clima in cui si è svolta la visita viene dalla comunicazione istituzionale del Pentagono. Invece del consueto comunicato di readout (solitamente riservato ai bilaterali con i ministri europei) il Dipartimento della Difesa ha dedicato all’incontro un articolo completo, a sua volta rilanciato sui canali social ufficiali. Apparentemente, consuetudine di protocollo. Ma se c’è una cosa che questa amministrazione Usa ha reso chiaro in più occasioni è che i modi contano. E, considerati i recenti dissapori, da Sigonella a Hormuz, questo tipo di trattamento mediatico sembrerebbe indicare che si è deciso di procedere oltre.  

Bolle qualcosa in pentola sulla cantieristica?

Tra gli incontri a latere del meeting con Hegseth, particolarmente interessante è stato quello con il segretario della Marina, Hung Cao. Stando a quanto riportato, l’incontro avrebbe avuto in oggetto le sinergie tra Italia e Stati Uniti nel settore della cantieristica. L’Italia è tra i pochi Paesi al mondo ad aver messo da tempo più di un piede in quel comparto dell’industria americana, in particolare tramite Fincantieri Marine Group (Fmg), la controllata a stelle e strisce del Gruppo italiano. Le difficoltà dell’industria navale americana sono note: continui back and forth sui requisiti, costi più alti di quanto preventivato, tempi incerti e ritardi nelle consegne. Dinamiche che, tra l’altro, hanno portato la US Navy a sopprimere interi programmi, come nel caso delle fregate classe Constellation, basate sul design delle Fremm italiane, di cui alla fine verranno consegnati solo i due esemplari attualmente in costruzione. Ciononostante, Fincantieri non è uscita dal perimetro della Marina americana e si è aggiudicata (sempre tramite Fmg) un contratto da 30 milioni di dollari per le attività preliminari del programma Landing Ship Medium (Lsm). Ma la corsa con l’industria navale cinese procede e, fin dal suo insediamento, Donald Trump ha dichiarato che il rilancio della cantieristica fosse in cima alle sue priorità. In questo contesto, la controllata americana di Fincantieri rappresenta un asset produttivo strategico e non si può escludere che, oltre alle frasi di rito, il colloquio tra Crosetto e Cao abbia posto le basi anche per altro. Bolle qualcosa in cambusa?

Gli addestratori Leonardo per i piloti americani

Nel frattempo, anche un altro sviluppo recente ha riportato sulla scena possibili sinergie industriali tra Roma e Washington. Si tratta della gara per il nuovo jet addestratore della US Navy (il programma Undergraduate Jet Training System), pensato per sostituire il T-45 Goshawk, in servizio dagli anni Novanta. Boeing ha annunciato il proprio ritiro dalla competizione, motivando la decisione con il fatto che il T-7A Red Hawk (che produce per l’Air Force) non soddisfa i requisiti della Marina. In particolare, adeguare il motore F404 agli standard richiesti dalla Marina comporterebbe un ciclo di sviluppo troppo lungo, incompatibile con i tempi previsti per raggiungere la capacità operativa iniziale. Non si tratta della prima defezione: Lockheed Martin ha abbandonato il campo ad aprile, ritirando la propria offerta basata sul TF-50N sviluppato con Korea Aerospace Industries. I concorrenti rimasti in gara sono ora Textron Aviation Defense, con il Beechcraft M-346N in partnership con Leonardo, e SNC, con il proprio Freedom Trainer, proposto da Northrop Grumman e General Atomics. Una gara che era nata affollata si è ora ristretta a un duello tra due soli contendenti, uno dei quali porta tecnologia italiana. Il Beechcraft M-346N è infatti basato sull’M-346 sviluppato da Leonardo, con oltre cento esemplari della versione originale già in servizio nel mondo come addestratori per piloti di velivoli di quarta e quinta generazione. L’accordo di co-sviluppo prevede che Leonardo fornisca l’aeromobile, mentre Textron si occuperà dell’assemblaggio negli Stati Uniti (una procedura pensata per rispondere alle sensibilità politiche del “buy American” senza rinunciare alla piattaforma italiana). Leonardo fornisce già gli elicotteri d’addestramento per la Marina Usa e aggiudicarsi anche il segmento jet completerebbe il puzzle. Nulla è ancora deciso, e il consorzio SNC-Northrop Grumman-General Atomics non è un avversario da sottovalutare. Ma, con Boeing fuori dai giochi e le dichiarate intese industriali tra Crosetto e Cao, la geometria della gara potrebbe essere cambiata in modo sostanziale.

(Foto: X – Ministero della Difesa)

G7, Trump: "Mosca deve fare un accordo. Presto potremo reintrodurre sanzioni su petrolio russo". Scambio di battute con Meloni

Protagonista della seconda giornata del vertice sarà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel corso della prima sessione di lavoro sono emersi “tre elementi molto chiari”, riferiscono fonti diplomatiche italiane. Il primo di un G7 “molto compatto”, con “un messaggio di unità del gruppo dei sette a sostegno di Zelensky”. Il secondo tema emerso è quello di “rafforzare e continuare nel sostegno energetico e in materia di difesa aerea a sostegno di Kiev”. Soprattutto per la parte energetica, sottolineano le fonti, l’Italia sta facendo “un grande lavoro, abbiamo già contribuito con oltre 30-35 milioni in strutture energetiche”. Infine, il terzo punto emerso nella riunione che è stato “condiviso” dai leader del G7 è quello di “continuare e se possibile aumentare la pressione nei confronti di Mosca, che continua a sembrare non disponibile a sedersi al tavolo del negoziato. I bombardamenti di ieri confermano questo atteggiamento non proprio di apertura” da parte del Cremlino.

Il messaggio nascosto nelle nuove manovre orbitali russe. L’analisi del gen. Bianchi

16 June 2026 at 07:32

Negli ultimi mesi la comunità internazionale che si occupa di sicurezza spaziale ha osservato, con crescente attenzione, una serie di manovre orbitali effettuate da cinque satelliti russi della serie Cosmos. Si tratta di operazioni particolarmente insolite perché hanno comportato un cambio di piano orbitale in orbita terrestre bassa (Leo), una delle manovre più costose dal punto di vista energetico che un satellite possa compiere.

I satelliti coinvolti, Cosmos 2610, 2611, 2612, 2613 e 2614, operanti in orbita terrestre bassa (Leo) a circa 550 chilometri di quota hanno modificato la propria inclinazione orbitale di circa 0,8 gradi, passando da circa 97° a 97,8°. Questo cambiamento li ha portati a condividere quasi lo stesso piano orbitale di Iceye-X36, un satellite radar ad apertura sintetica (Sar) appartenente alla costellazione della società finlandese-americana Iceye, azienda che fornisce immagini satellitari utilizzate anche dall’Ucraina nell’ambito del conflitto con la Russia.

La particolarità dell’evento non risiede tanto nel risultato finale, quanto nel costo operativo necessario per ottenerlo. In termini di dinamica orbitale infatti, questa è una manovra tutt’altro che banale: a queste quote; un cambio di piano richiede infatti un delta-velocità (ΔV) elevato e quindi una quantità di energia propulsiva rilevante per satelliti di classe -piccola.

Calandoci nell’evento, cambiare l’inclinazione di 0,8° a un’altitudine media di 550 km costa circa 106 m/sec ΔV e  questo vale sempre, a prescindere che siano satelliti della classe  Cosmos (che sono CubeSat, probabilmente da 50-70 kg) o grandi satelliti di Intelligence/ricognizione da 2.000-5000 kg. Se conoscessimo la massa dei satelliti russi  e il tipo di propulsione,  potremmo calcolare la massa di propellente effettivamente utilizzata  per ottenere il Δv desiderato per la manovra e quindi, nota la massa disponibile, potremmo determinare anche la capacità residua di manovra ( che comunque per satelliti con questo range di peso – e quindi di combustibile imbarcato – è facile immaginare sia molto ridotta).

Per comprendere l’importanza del dato, è utile ricordare che la maggior parte dei satelliti commerciali di osservazione della Terra o telecomunicazioni dispone di riserve di propellente relativamente limitate, perché utilizzate principalmente solo per il mantenimento dell’orbita e per evitare collisioni. Investire oltre 100 m/s di ΔV in una singola operazione mostra una volontà operativa particolarmente mirata e suggerisce quindi che questi satelliti russi stiano assumendo, come prioritarie, l’esecuzione  di missioni cosiddette “in-space operations” ovvero vere e proprie  “operazioni spaziali” non convenzionali

Tornando ai Cosmos il risultato di queste manovre è stato l’allineamento quasi completo del piano orbitale dei satelliti russi  con quello di Iceye-X36. In orbita, il concetto di “stesso piano” non è un dettaglio marginale: per realizzare operazioni di rendezvous and proximity operations (Rpo), ovvero avvicinamenti controllati tra satelliti, è necessario che i due assetti condividano parametri orbitali estremamente simili. In particolare, inclinazione e il parametro “ascensione retta del nodo ascendente” (Raan, che definisce l’orientamento del piano orbitale nello spazio), sono determinanti. Va comunque detto che già al momento del lancio, i satelliti Cosmos presentavano una differenza di Raan inferiore a 0,5° rispetto al satellite Iceye, una discrepanza già molto contenuta e indicativa di un inserimento orbitale di elevata precisione.

Il cambio di inclinazione ha quindi completato un processo di “co-planarizzazione” orbitale. Una volta ridotta la differenza di inclinazione, eventuali operazioni successive di avvicinamento richiedono quantità di energia significativamente inferiori, limitandosi principalmente a correzioni di quota e fase orbitale. In altre parole, il costo energetico più elevato è stato già sostenuto nella fase iniziale.

Particolarmente rilevante è il comportamento di Cosmos 2614, che oltre alla variazione di inclinazione ha aumentato la propria quota media di circa 6 chilometri. Questo satellite, in particolare, ha mostrato una dinamica di prossimità più marcata rispetto agli altri, arrivando in alcuni intervalli temporali a una distanza minima da Iceye-X36 di circa 13 chilometri, ma con ripetuti passaggi spesso sotto la soglia dei 20 chilometri nell’arco di poche ore. Sebbene queste distanze non siano critiche in termini di sicurezza immediata, in ambito spaziale rappresentano l’indicazione che è in svolgimento una missione  compatibile con attività di ispezione o sorveglianza ravvicinata, attività  che quindi sollevano una particolare attenzione.

Dal punto di vista della meccanica orbitale, la condizione  attuale dei cinque satelliti russi mostra una notevole coerenza geometrica rispetto al satellite finlandese. Il semiasse maggiore (Sma) delle orbite dei 5 satelliti , che definisce la dimensione media dell’orbita, risulta distribuito attorno a quello di Iceye-X36: alcuni satelliti si trovano leggermente al di sopra della quota media del target, altri leggermente al di sotto. Questa distribuzione verticale crea una sorta di “stratificazione orbitale” che può facilitare manovre di intercettazione progressiva.

Anche l’eccentricità orbitale — parametro che descrive quanto un’orbita si discosta da una circonferenza perfetta — risulta molto simile tra i satelliti coinvolti. Con valori di eccentricità prossimi a 0,001–0,002, tutte le orbite sono estremamente circolari, il che implica che i satelliti percorrono traiettorie quasi identiche in termini di distanza dalla Terra. Questa condizione è fondamentale per ridurre le variabili dinamiche durante eventuali operazioni di rendezvous e proximity operations.

Nel loro insieme, inclinazione, Raan, quota ed eccentricità delineano un quadro tecnico preciso: i satelliti Cosmos e Iceye-X36 si trovano ora su orbite quasi sovrapposte, con differenze minime nei principali elementi orbitali. In termini operativi, questo significa che il “corridoio energetico” per ulteriori manovre di avvicinamento è già stato costruito.

Le operazioni di Rpo comprendono una gamma ampia di attività: dall’ispezione ravvicinata alla formazione di volo, fino a scenari più complessi come il monitoraggio attivo o potenziali interferenze non cinetiche. In questo contesto, la configurazione attuale dei satelliti russi può essere  interpretata come una condizione “abilitante”, cioè una situazione in cui le capacità orbitali necessarie per un avvicinamento sono tecnicamente disponibili, anche se non necessariamente attivate.

È importante sottolineare che non esistono evidenze pubbliche che indichino intenzioni ostili nei confronti di ICceye-X36. Le manovre potrebbero essere spiegate anche in termini di sperimentazione tecnologica, test di capacità autonome di navigazione orbitale o dimostrazioni di controllo di formazione. Tuttavia, il contesto strategico nel quale avviene l’evento, è tutt’altro che neutro.

Il satellite Iceye-X36 appartiene infatti alla costellazione Sar (Synthetic aperture Radar) Iceye attualmente dispiegata in circa 70 satelliti in Leo, e risulta  ampiamente utilizzata per supporto informativo in scenari militari. La costellazione Iceye ha infatti fornito immagini ad alta risoluzione impiegate nel contesto del conflitto in Ucraina, rafforzando la percezione del ruolo duale — civile e militare — delle infrastrutture spaziali commerciali. Risulta peraltro che un satellite della costellazione è stato ceduto all’uso esclusivo dell’Ucraina e, da quanto  è dato sapere, anche gli altri satelliti della costellazione, su basi di opportunità , possono venire utilizzati per il supporto operativo alle operazioni ucraine. Un supporto, quello di Iceye, che risulta molto prezioso avendo i sensori Sar di Iceye capacità di  copertura scenari  ognitempo e giorno/notte con risoluzioni geometriche spinte (fino a 50 centimetri di risoluzione geometrica) e con  alte frequenze di rivisita su specifici territori di interesse operativo

Le manovre dei satelliti Cosmos introducono una dimensione geopolitica rilevante. Nel 2022, rappresentanti ufficiali russi hanno dichiarato presso sedi internazionali che infrastrutture spaziali commerciali impiegate a supporto di operazioni militari, potrebbero essere considerate obiettivi legittimi in caso di conflitto. Pur non trattandosi di una minaccia diretta, tali affermazioni danno luogo  ad una ulteriore  conferma della postura adottata dal Cremlino coi satelliti Cosmos e, nel passato, con quelli della filiera Luch in Geo. Da un lato essi rappresentano una dimostrazione tecnica di capacità avanzate di controllo orbitale, inclusa la possibilità di effettuare costosi cambi di piano e mantenere precisione relativa elevata. Dall’altro, introducono interrogativi sulla crescente centralità delle operazioni di prossimità come strumento potenziale di osservazione, deterrenza o interferenza (speriamo non cineticamente distruttiva).

In assenza di informazioni ufficiali sulle intenzioni operative, qualsiasi interpretazione deve rimanere prudente. Tuttavia, dal punto di vista della space security, il caso evidenzia una tendenza ormai consolidata: la progressiva convergenza  di impiego e di interferenza tra satelliti civili e militari in orbite sempre più affollate e dinamicamente interdipendenti.

Più che un singolo episodio, l’allineamento tra i satelliti Cosmos e Iceye-X36 rappresenta un indicatore della trasformazione strutturale dell’ambiente spaziale contemporaneo. In un contesto in cui le capacità di manovra diventano esse stesse una forma di potere, la distinzione tra osservazione, interazione e potenziale interferenza si fa sempre più sottile. Lo spazio, da ambiente prevalentemente passivo, “kepleriano o posizionale” sta evolvendo in un dominio operativo attivo, dove la manovrabilità degli assetti e la geometria orbitale diventano uno strumento strategico tanto quanto la tecnologia posizionata  a bordo satelliti.

Sciame di Usv in azione: gli Usa spostano le navi-drone nel Mar Cinese Meridionale

Gli Stati Uniti stanno lavorando per avere a disposizione sistemi navali senza equipaggio da utilizzare per monitorare aree marittime sensibili dell’Indo-Pacifico. Gli Usa hanno scelto le Filippine come laboratorio operativo per sperimentare nuove capacità nel cuore della regione. Durante la recente esercitazione Salaknib 2026, per esempio, i soldati americani hanno impiegato uno sciame di imbarcazioni autonome per proteggere una nave logistica impegnata nel trasporto di mezzi blindati e personale dell'esercito filippino. Il test si è svolto nelle acque di Casiguran Sound, nel nord dell'arcipelago, una posizione strategica che si affaccia sulle rotte marittime vicine al Mar Cinese Meridionale. E potrebbe essere un segnale emblematico.

I nuovi jolly degli Usa

Secondo quanto riportato dal sito Defence Blog, l'operazione è stata condotta dai militari del 125th Intelligence and Electronic Warfare Battalion della 25th Infantry Division, una delle principali unità statunitensi schierate nel Pacifico. Le navi-drone hanno accompagnato un’imbarcazione dell’esercito americano durante il trasferimento di veicoli corazzati e soldati filippini lungo una tratta di oltre 418 chilometri.

Una volta entrata nell'area operativa, la formazione di Usv si è distribuita attorno all'unità principale creando un perimetro di sorveglianza mobile. Grazie ai sensori di bordo, le imbarcazioni hanno monitorato costantemente l'ambiente marittimo, trasmettendo in tempo quasi reale le informazioni raccolte ai comandi a terra.

L'obiettivo? Dimostrare come un numero limitato di operatori possa ottenere una visione completa del teatro operativo senza ricorrere a pattugliatori, aerei da ricognizione o postazioni di osservazione costiere. Secondo i responsabili del programma, questa capacità consentirà inoltre di ridurre drasticamente i tempi decisionali, fornendo ai comandanti dati immediati su eventuali minacce o anomalie presenti nell'area.

La strategia di Washington

Dietro questa strategia c’è un significato molto più ampio. Le Filippine occupano infatti una posizione centrale nel sistema di contenimento che gli Stati Uniti stanno consolidando lungo la richiamata Prima Catena di Isole, il corridoio geografico che delimita l'accesso della Cina all'Oceano Pacifico.

In un arcipelago composto da oltre 7.600 isole, la capacità di monitorare vaste aree marittime con mezzi autonomi rappresenta un moltiplicatore di forze particolarmente prezioso. Le navi-drone permettono di estendere la sorveglianza senza esporre equipaggi umani e senza impiegare assetti molto più costosi.

In tutto questo Washington e Manila stanno intensificando la cooperazione militare e aumentando la frequenza delle esercitazioni congiunte. Gli Usv diventeranno uno strumento chiave per consentire agli Usa di avere presenza, raccolta informazioni e protezione delle linee di comunicazione marittime in una delle regioni più sensibili e contese del mondo.

"Una fortezza inespugnabile di armi": la mossa a sorpresa degli Usa nel cortile cinese

Gli Stati Uniti hanno ulteriormente rafforzato la loro posizione a Taiwan, uno dei nodi più sensibili e strategici dell’intero Indo-Pacifico. La Commissione Forze Armate del Senato americano ha infatti approvato il National Defense Authorization Act per l'anno fiscale 2027. Si tratta di un maxi provvedimento che contiene una misura che ha scatenato le ire della Cina: l'autorizzazione al Dipartimento della Difesa per creare una vera e propria riserva di materiali bellici destinata all'isola contesa.

Una riserva di armi a Taiwan

Quest’ultima mossa intrapresa da Washington si inserisce in una ben più ampia strategia di deterrenza lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, la linea geografica che dalla regione giapponese di Okinawa arriva fino alle Filippine passando proprio per Taiwan.

Secondo quanto riportato da Focus Taiwan, il testo sopra menzionato è stato approvato con 18 voti favorevoli e 9 contrari e ora dovrà essere esaminato dall'intero Senato. Tra le novità più significative c'è la trasformazione della Taiwan Security Cooperation Initiative nella nuova "First Island Chain Security Cooperation Initiative", con l'estensione del programma fino al 2032 e l'inclusione delle Filippine tra i beneficiari.

Ma il punto che più attira l'attenzione riguarda proprio la creazione di un War Reserve Stockpile (Wsp) per Taiwan, e cioè una sorta di deposito di equipaggiamenti e materiali militari da sfruttare per garantire una risposta immediata in caso di crisi o conflitto. Il provvedimento prevede inoltre una revisione dei ritardi nelle forniture militari americane a Taiwan, Giappone, Corea del Sud e Filippine, valutando l'impatto che tali rallentamenti possono avere sulla capacità degli Stati Uniti di mantenere una solida linea difensiva lungo la Prima Catena di Isole.

La strategia Usa

Nella versione approvata pochi giorni fa dalla Commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti è stato inoltre previsto uno stanziamento fino a un miliardo di dollari per sostenere le capacità di autodifesa taiwanesi. Le risorse potranno essere impiegate per addestramento, supporto medico e sviluppo congiunto di sistemi senza pilota, in linea con quanto previsto dal Taiwan Relations Act.

Appare dunque evidente come gli Usa intendano trasformare Taiwan in una sorta di fortezza avanzata capace di resistere a eventuali pressioni militari cinesi. Il quotidiano Taipei Times, proprio in merito a questo, ha aggiunto un particolare rilevante: il provvedimento Usa è costruito attorno al concetto di deterrenza, con la chiara intenzione di rendere più difficile qualsiasi azione coercitiva contro l'isola.

Il presidente della Commissione Forze Armate del Senato, il senatore repubblicano Roger Wicker, ha parlato apertamente della necessità di prepararsi a un contesto internazionale caratterizzato da minacce sempre più complesse e da una rapida evoluzione delle forme di guerra. Prima che il testo diventi legge, in ogni caso, sarà necessario armonizzare le versioni approvate da Camera e Senato e ottenere la firma del presidente degli Stati Uniti.

Una paradoja española

16 June 2026 at 04:30
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Se han cumplido 15 años del estallido del 15-M. Fue una explosión de indignación y hartazgo con la situación económica y política del país que tuvo resonancia mundial. Los jóvenes acamparon en las plazas de las principales ciudades españolas. La opinión pública se puso de su lado. Una mayoría abrumadora apoyaba la demanda de una democracia más sólida y profunda, que no estuviera sujeta a los vicios de los dos grandes partidos. La gente pensó que a través de una democracia mejor se podrían corregir las injusticias producidas por las políticas de ajuste que se llevaron a cabo tras la gran crisis de 2008.

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