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Elon Musk tornar-se o primeiro trilionário da história

O empresário norte-americano, Elon Musk, tornou-se no primeiro trilionário do mundo, após a sua empresa de tecnologia aeroespacial, SpaceX, ter entrado em bolsa.

O fundador da Tesla fez história com a entrada da SpaceX em bolsa, onde conseguiu a maior oferta pública inicial (IPO) da história. Após a sua entrada, as ações da empresa já subiram 36%, estando nos 171,14 dólares.

De acordo com a Forbes, o empresário norte-americano terá uma fortuna avaliada em 1,1 biliões de dólares (950 mil milhões de euros), o que o coloca como o primeiro trilionário da história.

A participação de Musk na SpaceX já vale mais de 766 mil milhões de dólares, se somarmos a sua participação na Tesla, de 280 mil milhões de dólares, o património de Musk chega aos 1,04 biliões de dólares.

Só a IPO da SpaceX adicionou mais de 180 mil milhões de dólares à fortuna de Musk, tornando assim mais rico do que os primeiros cinco bilionários do mundo juntos.

De acordo com a “CNBC”, o património líquido do empresário é maior do que o produto interno bruto (PIB) nacional de Taiwan, Irlanda ou Suécia.

Musk foi declarado como bilionário pela Forbes em 2012, com uma fortuna estimada em 2,4 mil milhões de dólares. Em 2019, chegou ao marco dos 20 mil milhões. Mas nos anos seguintes a sua fortuna explodiu e tornou-se o mais rico do mundo, segundo o ranking da Forbes do ano passado.

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9 conjuntos bonitos, fresquitos y de inspiración mediterránea de Zara ideales para tus cenas con amigas este verano

Cómodos y versátiles, los conjuntos se han convertido en una de las opciones más prácticas del armario estival. En Zara tienes varios de inspiración mediterránea tan bonitos como fresquitos que puedes lucir en tus cenas con amigas este verano. Leer

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La Cassazione: “Siano a carico del Ssn le rette delle Rsa per Alzheimer avanzato, stato vegetativo permanente o patologie neurologiche degenerative gravi”

“Tra il 27 e il 28 maggio 2026, la Corte di Cassazione ha depositato cinque ordinanze su casi distinti, tutte convergenti su un punto: chi ricovera in Rsa un familiare affetto da Alzheimer avanzato, da stato vegetativo permanente o da patologie neurologiche degenerative gravi ha diritto a che il Servizio Sanitario Nazionale copra l’intera retta”. A spiegarlo è una nota dell’associazione veronese di promozione sociale Noctua che sottolinea come la quota di compartecipazione che strutture e ASL hanno per anni richiesto alle famiglie non è dovuta.

La questione riguarda la cosiddetta lungoassistenza: la fase in cui il paziente non migliora né peggiora rapidamente, resta nella struttura per mesi o anni e le spese di ricovero continuano ad accumularsi. Le ASL chiamate in causa sostenevano che in questa fase trovasse applicazione automatica la ripartizione forfettaria dei costi al 50% prevista dalla tabella allegata al DPCM 29 novembre 2001, con metà della spesa di ricovero a carico di utente e/o del Comune. “La Cassazione ha chiarito che questa logica non regge quando le prestazioni erogate hanno ‘particolare rilevanza terapeutica’ e la componente sanitaria risulta inscindibile da quella assistenziale. In questi casi si applica l’articolo 3, comma 3, del DPCM 14 febbraio 2001: copertura totale a carico del fondo sanitario, ‘anche nelle fasi estensive e di lungoassistenza’ – spiega l’associazione veneta -. Il caso di riferimento è quello deciso con l’ordinanza n. 16601/2026 (R.G. 25695/2022, dep. 27 maggio 2026). La paziente, una donna veronese in stato vegetativo permanente da encefalopatia post-anossica, tetraplegica, tracheostomizzata, alimentata con sonda gastrostomica, è rimasta ricoverata in una struttura della provincia di Verona per quasi nove anni, dall’ottobre 2008 al marzo 2017. Le rette contestate ammontano a 169.408,85 euro (125.657,62 per il periodo ottobre 2008 – gennaio 2015 e 43.751,23 per il periodo febbraio 2015 – marzo 2017). Il Tribunale di Verona ha condannato la struttura a restituire 129.657,62 euro. La Corte d’Appello di Venezia ha confermato con sentenza n. 1818 del 3 agosto 2022. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell’ULSS n. 9 Scaligera”.

Poi c’è un’ordinanza relativa a una paziente con Alzheimer ricoverata in Emilia-Romagna, invalida al cento per cento, che “ha aggiunto un principio di rilievo: l’assenza di un piano terapeutico personalizzato formalmente redatto non esclude il diritto alla gratuità totale. La Cassazione ha riconosciuto che la gravità clinica dell’Alzheimer avanzato è documentata e nota; non occorre che ogni famiglia dimostri caso per caso l’intensità dell’assistenza ricevuta”. In primo grado la Cooperativa Proges era stata condannata a restituire 53.742,41 euro, la Cassazione ha ora confermato quella impostazione. Le altre tre ordinanze seguono lo stesso orientamento. “Sul piano pratico, le conseguenze sono due. I contratti di ricovero che pongono a carico dei familiari quote relative a prestazioni integralmente finanziate dal SSN sono nulli per violazione di norme imperative: non c’è causa giustificatrice, perché non si può assumere in via privata un’obbligazione che la legge assegna a un ente pubblico. Chi ha già pagato può chiedere la restituzione delle somme versate all’ASL territorialmente competente, agendo per indebito oggettivo ai sensi dell’articolo 2033 del codice civile. I termini di prescrizione ordinari decorrono da ogni singolo pagamento”, spiega ancora Noctua.

“La norma che impone la copertura totale da parte del SSN esiste dal 2001. Per vent’anni, ASL e strutture hanno applicato sistematicamente la ripartizione al 50% anche nei casi in cui era evidente che le prestazioni erogate fossero di natura sanitaria intensiva. Il caso veronese ha attraversato tre gradi di giudizio: in tutti e tre la famiglia ha ottenuto ragione. Ora la Cassazione ha chiarito il principio in modo netto, con cinque pronunce in quarantotto ore. Le famiglie che si trovano in questa situazione hanno argomenti solidi per agire”, commenta l’avvocato Maria Luisa Tezza dell’Ufficio Legale di Noctua APS. “Siamo soddisfatti che la Suprema Corte abbia confermato con chiarezza un principio che tutela le famiglie in una delle situazioni più difficili: quella di chi ha un congiunto gravemente malato e si trova a dover sostenere costi che la legge assegna al servizio pubblico”, aggiunge il presidente dell’associazione, Letizia Lanzi.

L'articolo La Cassazione: “Siano a carico del Ssn le rette delle Rsa per Alzheimer avanzato, stato vegetativo permanente o patologie neurologiche degenerative gravi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Caso Adorni empaña más la imagen del gobierno argentino

Buenos Aires, 12 jun (Prensa Latina) El escándalo de corrupción por enriquecimiento ilícito, evasión fiscal y mentir al Congreso del jefe del Gabinete argentino, Manuel Adorni, ennegrece aún más hoy la ya muy dañada imagen del gobierno de Javier Milei.

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Amplia mayoría de chilenos favorables a levantar el secreto bancario

Santiago de Chile, 12 jun (Prensa Latina) El 83 por ciento de los chilenos está hoy de acuerdo con levantar el secreto bancario y 74 de cada 100 piensan que la medida es indispensable para combatir el narcotráfico y el crimen organizado.

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Presentan en Italia muestra sobre el líder cubano Fidel Castro

Roma, 12 jun (Prensa Latina) En el Palacio Bisaccioni, de la ciudad italiana de Jesi, abre hoy sus puertas una exposición en homenaje al Comandante en Jefe Fidel Castro, líder histórico de la Revolución cubana, una iniciativa enmarcada en el centenario de su natalicio.

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Voy a alquilar una habitación a un estudiante por dos meses, ¿cuál es el contrato y los impuestos?

Pregunta. Dispongo de una segunda vivienda de dos dormitorios en Madrid que ocupa un hijo que cubre los gastos. Surge la oportunidad de alquilar la segunda habitación a una persona por dos meses por motivos de estudios. ¿Qué tipo contrato se debe articular? ¿Qué tratamiento fiscal debe hacerse? V. Saz

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© Foto: Jorge Zapata (EFE) (EL PAÍS)

Un anuncio ofrece habitación para compartir vivienda entre estudiantes en Málaga.
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STF tem maioria por prazo de 60 dias para big techs cumprirem obrigações estruturais

O Supremo Tribunal Federal (STF) formou maioria para dar prazo de 60 dias para que as big techs apliquem as obrigações estruturais determinadas pela Corte no julgamento do Marco Civil da Internet, como o dever de cuidado para evitar a circulação massiva de conteúdos ilícitos graves. Antes, o cumprimento era imediato. O prazo começa a contar a partir da publicação da ata do julgamento dos recursos que são analisados pela Corte. O julgamento deve ser retomado na próxima quarta-feira, 17, para a proclamação do resultado.

São julgados recursos contra decisão que ampliou a responsabilidade das plataformas por conteúdos criminosos publicados pelos usuários. A decisão abriu espaço para que as empresas sejam responsabilizadas se não removerem postagens que contenham crimes logo após a notificação do usuário. No regime anterior, era necessária uma decisão judicial.

Os ministros também discutem o alcance temporal da tese. Ao julgar o tema em junho de 2025, a Corte estabeleceu que os efeitos da decisão se aplicam somente ao futuro. Agora, o relator, Dias Toffoli, propôs uma modulação que alcança ações em curso que pedem indenização por danos causados por conteúdos nas redes sociais.

A proposta de Toffoli é que, nas ações ajuizadas até 26 de junho de 2025 (data de julgamento do mérito) que já transitaram em julgado, seja mantida a aplicação do sistema anterior. Para as ações ajuizadas até essa data que ainda estão em curso, deve ser aplicada a nova tese, mesmo que o ato tenha sido praticado antes do julgamento.

O ministro Flávio Dino divergiu nesse ponto. Para ele, mesmo as ações em curso propostas antes de 26 de junho de 2025 devem ser julgadas sob o sistema anterior. "Antes de 2025, não existia dever de cuidado", apontou Dino. Para ele, a modulação proposta por Toffoli "implicaria criar deveres retroativamente".

O ministro André Mendonça reiterou sua posição contrária à ampliação da responsabilidade das plataformas. No julgamento do ano passado, ele votou para manter o regime anterior. "Na situação atual, estamos gerando um efeito inibidor porque as plataformas, com razão, para se preservar, vão excluir conteúdos", afirmou. Por isso, ele votou para acolher o pedido das plataformas que querem incluir a expressão "manifestamente ilícitos" para restringir os conteúdos que devem ser removidos, mas ficou vencido no ponto.

Deveres estruturais

Para a maioria dos ministros, o prazo de 60 dias deve se aplicar para os deveres que exigem mais preparação das plataformas. É o caso da aplicação do chamado "dever de cuidado" para evitar a circulação massiva de conteúdos ilícitos graves, como terrorismo instigação ao suicídio, crimes sexuais e pornografia infantil.

O prazo também se aplica para a edição de autorregulação pelas plataformas, que deve incluir relatórios anuais de transparência sobre as notificações extrajudiciais, anúncios e impulsionamentos.

Outro dever que terá prazo de 60 dias para implementação é a disponibilização de canais específicos de atendimento para usuário e não usuários das plataformas.

Os ministros ainda discutem se essas obrigações devem ser aplicadas somente a provedores de grande porte, com mais de 1 milhão de usuários registrados no Brasil, ou por todas as plataformas com atuação no Brasil.

© VICTOR PIEMONTE/ STF

Para a maioria dos ministros, o prazo de 60 dias deve se aplicar para alguns deveres
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Morrer às comissões

A compra do Novobanco pelo grupo francês BPCE é um acontecimento estrutural no sistema financeiro português. Não é apenas mais uma transação; é a entrada em força de um dos grandes grupos europeus num mercado que até aqui vivia entre os sonhos de consolidação doméstica e a dúvida existencial sobre o futuro de um dos seus principais bancos.

O BPCE é um peso‑pesado. Em ativos globais, joga numa divisão em que os bancos portugueses nem sequer vão ao sorteio: dezenas de vezes maior dimensão, diversificação internacional, acesso a mercados de capitais que permitem captar financiamento a custos que um banco médio português dificilmente consegue. Essa escala não é um número bonito em relatórios, é uma vantagem competitiva real: dá capacidade para financiar grandes projetos, apoiar internacionalização e acomodar ciclos económicos adversos sem entrar logo em modo de sobrevivência.

Para as empresas nacionais isto pode dar uma ajuda. Um banco integrado num grupo como o BPCE pode oferecer mais produtos de banca de investimento, soluções de financiamento estruturado, apoio à emissão de dívida e acesso a redes internacionais. Potencialmente, é a porta de entrada das PME mais ambiciosas num circuito de financiamento que não para em Lisboa. Ao mesmo tempo, esta é uma entrada em grande, não um ensaio tímido.

O Novobanco é o quarto maior banco português, não um nicho, e passa a ser tratado como segundo mercado doméstico do grupo. Isso significa alocar capital, talento e tecnologia com outra ambição, tal como se viu quando a JP Morgan reforçou a presença na Alemanha, uma novidade a ter em conta e um sério aviso aos europeus: traz ferramentas globais para um mercado onde a estrutura de custos já é mais baixa, mas as margens ainda são interessantes. Portugal, com uma rede bancária a emagrecer, torna‑se um alvo óbvio para um gigante com apetite.

Este movimento contrasta com o que os bancos nacionais estão a fazer: fechar balcões, reduzir equipas, cortar caixas Multibanco, e a levar os clientes para aplicações e canais digitais. A revolução que passa por resolver tudo através do digital, com o mínimo de fricção e o mínimo de contacto pessoal – já começou. A questão é saber quem tem músculo tecnológico e escala de dados para ganhar esse jogo? Um grupo como o BPCE entra com plataformas, modelos de risco sofisticados, experiência em mercados mais competitivos e capacidade de investimento que pode acelerar essa transição em Portugal, em vez de apenas a gerir em modo defensivo.

Claro que há um trauma que paira no ar: a herança do BES, as injeções públicas, os anos de incerteza e profunda desconfiança. Mas é precisamente por isso que esta entrada francesa é relevante. Não estamos perante mais um fundo oportunista à espera de vender caro daqui a cinco anos. O que chega é um banco europeu de referência, com balanço, escala e estratégia, que não vem experimentar Portugal – vem instalar‑se; na verdade já está no Porto, com uma operação de respeito. Num sistema bancário que parece fechar-se sobre si próprio, ter um novo protagonista com esta dimensão é talvez o primeiro verdadeiro sinal da grande mudança que aí vem.

A banca americana de retalho já começou a molhar o pé, o Revolut já cá está. Compete à banca nacional deixar finalmente de limpar as feridas e avançar com alguma ousadia. Em abril, a diferença entre os depósitos das empresas e os créditos empresariais já era de três mil milhões. Uma perfeita anormalidade. Viver de comissões é, talvez, morrer lentamente às prestações.

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Venezolano Espinoza guía a los Búfalos en béisbol japonés

Tokío, 11 jun (Prensa Latina) El lanzador venezolano Anderson Espinoza guió hoy a los Búfalos de Orix a una victoria de 4-2 ante las Golondrinas de Yakult en la temporada regular de la Liga japonesa de béisbol.

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Horários do Funchal assinala 40º aniversário com cerimónia e enfatiza modernização

A Horários do Funchal assinalou na manhã de hoje o seu 40.º aniversário com uma cerimónia comemorativa que reuniu colaboradores e representantes de entidades públicas e privadas ligadas à empresa e ao sector dos transportes. A sessão contou com a presença do secretário regional de Equipamentos e Infraestruturas, Pedro Rodrigues, responsável pela tutela da empresa […]
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Tavira: Concerto Solidário homenageia Irene Rolo no dia em que celebraria 133 anos

Evento a favor da Fundação Irene Rolo reúne música, solidariedade e homenagem na Igreja da Misericórdia

A Igreja da Misericórdia, em Tavira, recebe no dia 13 de junho, às 19h00, um Concerto Solidário a favor da Fundação Irene Rolo, numa noite dedicada à música e à memória de Irene Rolo, precisamente no dia em que celebraria 133 anos.

O espetáculo contará com a participação de Ingrid Sotolarova, ao piano, e de Daniela Rodrigues, soprano. O programa inclui ainda as atuações de Sofia Silveira, em piano e canto, e de António Aleixo, em canto.

Ao longo da sessão serão interpretadas obras de compositores como Christoph Willibald Gluck, Gaetano Donizetti, Wolfgang Amadeus Mozart, Carl Philipp Emanuel Bach, Frédéric Chopin e Isaac Albéniz, entre outros, proporcionando ao público uma viagem musical marcada pela sensibilidade e pela solidariedade.

Os ingressos estão disponíveis na Fundação Irene Rolo e poderão também ser adquiridos no próprio local, 30 minutos antes do concerto.

A iniciativa conta com o apoio da Associação Multiplicar Silêncios e de entidades locais, reforçando o espírito solidário em torno da Fundação Irene Rolo e da homenagem à sua fundadora. Para conhecer mais sobre a história inspiradora de Irene Rolo clique aqui.

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Concerto Solidário homenageia Irene Rolo em Tavira no dia em que celebraria 133 anos

Evento a favor da Fundação Irene Rolo reúne música, solidariedade e homenagem na Igreja da Misericórdia. A Igreja da Misericórdia, em Tavira, recebe no dia 13 de junho, às 19h00, um Concerto Solidário a favor da Fundação Irene Rolo, numa noite dedicada à música e à memória de Irene Rolo, precisamente no dia em que […]

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STF: sem salário e FGTS, terceirizados da comunicação entram em greve

Logo Agência Brasil

Os jornalistas e radialistas terceirizados que trabalham na comunicação do Supremo Tribunal Federal (STF), na TV Justiça e na Rádio Justiça aprovaram uma greve com início na próxima segunda-feira (15), em razão do atraso no pagamento de salários e de verbas trabalhistas. 

A decisão foi tomada por unanimidade por mais de 80 empregados da Fundação de Artes e Comunicação (Fundac), empresa terceirizada responsável por prestar os serviços de comunicação. O contingente representa mais da metade dos funcionários que trabalham no Supremo. 

Notícias relacionadas:

Uma das motivações da greve são os atrasos de salário frequentes. O salário do mês de maio, por exemplo, que devia ter sido pago até o dia 8, ainda não havia sido depositado até o dia 10. A situação se repete a cada mês, segundo os funcionários. 

As verbas do Fundo de Garantia por Tempo de Serviço (FGTS) também não são recolhidas há quase um ano, segundo os sindicatos dos jornalistas e dos radialistas, que estão à frente do movimento paredista. 

De acordo com dirigentes do Sindicato dos Jornalistas Profissionais do Distrito Federal (SJPDF), até mesmo verbas de pensão alimentícia estariam sendo descontadas dos salários, mas não estariam sendo repassadas aos beneficiários, sendo apropriadas indevidamente pela Fundac. 

“A paralisação pode resultar em interrupção ou redução da cobertura jornalística, da transmissão de julgamentos, sessões, programas e notícias diárias, prejudicando a prestação do serviço público à sociedade”, disse o SJPDF. 

Responsável pelas operações da assessoria de comunicação e da TV e Rádio Justiça, a empresa possui um histórico de reclamações trabalhistas, o que levou o Supremo a impedir a participação em um próximo edital, orçado em mais de R$ 30.milhões. A Fundac, contudo, obteve na Justiça o direito de participar do certame, embora tenha perdido a disputa. 

Com isso, uma nova empresa deverá assumir a operação, o que gera mais receio entre os funcionários. O medo é que, ao deixar o contrato com o Supremo, a Fundac não honre os direitos atrasados nem pague verbas rescisórias devidas. 

Em nota, o Supremo Tribunal Federal afirmou que faz pagamentos regulares à Fundac em troca dos serviços prestados, nos termos dos três contratos que possui com a fundação. Tais contratos estão no final da vigência e serão substituídos. 

“Assim, os atrasos noticiados no pagamento aos trabalhadores não decorrem de inadimplemento do STF perante a contratada, mas de obrigações trabalhistas cuja responsabilidade primária é da própria Fundac, sem afastar as providências administrativas adotadas pelo Tribunal para cobrar a regularização das pendências”, diz o texto. 

Ainda segundo o Supremo, a Justiça de São Paulo, onde fica a sede da Fundac, já nomeou um administrador judicial para assumir o comando da empresa, após identificar irregularidades na gestão da mesma. 

O Supremo disse ainda que “tem acompanhado a execução contratual, cobrado a regularização das pendências identificadas e adotado as providências cabíveis dentro dos limites legais e contratuais”.

O tribunal acrescentou que “tem adotado providências administrativas em face da contratada, inclusive medidas de apuração de responsabilidade e aplicação das sanções cabíveis, observados o contraditório e a ampla defesa. Entre as medidas já adotadas, destaca-se o impedimento da Fundac de licitar e contratar com o STF, em razão de inadimplementos verificados no curso da execução contratual”.

A Agência Brasil tenta contato com a Fundação de Artes e Comunicação (Fundac) e deixa o espaço aberto para posicionamento da empresa. 

 

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STF: sem salário e FGTS, terceirizados da comunicação entram em greve

Logo Agência Brasil

Os jornalistas e radialistas terceirizados que trabalham na comunicação do Supremo Tribunal Federal (STF), na TV Justiça e na Rádio Justiça aprovaram uma greve com início na próxima segunda-feira (15), em razão do atraso no pagamento de salários e de verbas trabalhistas. 

A decisão foi tomada por unanimidade por mais de 80 empregados da Fundação de Artes e Comunicação (Fundac), empresa terceirizada responsável por prestar os serviços de comunicação. O contingente representa mais da metade dos funcionários que trabalham no Supremo. 

Notícias relacionadas:

Uma das motivações da greve são os atrasos de salário frequentes. O salário do mês de maio, por exemplo, que devia ter sido pago até o dia 8, ainda não havia sido depositado até o dia 10. A situação se repete a cada mês, segundo os funcionários. 

As verbas do Fundo de Garantia por Tempo de Serviço (FGTS) também não são recolhidas há quase um ano, segundo os sindicatos dos jornalistas e dos radialistas, que estão à frente do movimento paredista. 

De acordo com dirigentes do Sindicato dos Jornalistas Profissionais do Distrito Federal (SJPDF), até mesmo verbas de pensão alimentícia estariam sendo descontadas dos salários, mas não estariam sendo repassadas aos beneficiários, sendo apropriadas indevidamente pela Fundac. 

“A paralisação pode resultar em interrupção ou redução da cobertura jornalística, da transmissão de julgamentos, sessões, programas e notícias diárias, prejudicando a prestação do serviço público à sociedade”, disse o SJPDF. 

Responsável pelas operações da assessoria de comunicação e da TV e Rádio Justiça, a empresa possui um histórico de reclamações trabalhistas, o que levou o Supremo a impedir a participação em um próximo edital, orçado em mais de R$ 30.milhões. A Fundac, contudo, obteve na Justiça o direito de participar do certame, embora tenha perdido a disputa. 

Com isso, uma nova empresa deverá assumir a operação, o que gera mais receio entre os funcionários. O medo é que, ao deixar o contrato com o Supremo, a Fundac não honre os direitos atrasados nem pague verbas rescisórias devidas. 

Em nota, o Supremo Tribunal Federal afirmou que faz pagamentos regulares à Fundac em troca dos serviços prestados, nos termos dos três contratos que possui com a fundação. Tais contratos estão no final da vigência e serão substituídos. 

“Assim, os atrasos noticiados no pagamento aos trabalhadores não decorrem de inadimplemento do STF perante a contratada, mas de obrigações trabalhistas cuja responsabilidade primária é da própria Fundac, sem afastar as providências administrativas adotadas pelo Tribunal para cobrar a regularização das pendências”, diz o texto. 

Ainda segundo o Supremo, a Justiça de São Paulo, onde fica a sede da Fundac, já nomeou um administrador judicial para assumir o comando da empresa, após identificar irregularidades na gestão da mesma. 

O Supremo disse ainda que “tem acompanhado a execução contratual, cobrado a regularização das pendências identificadas e adotado as providências cabíveis dentro dos limites legais e contratuais”.

O tribunal acrescentou que “tem adotado providências administrativas em face da contratada, inclusive medidas de apuração de responsabilidade e aplicação das sanções cabíveis, observados o contraditório e a ampla defesa. Entre as medidas já adotadas, destaca-se o impedimento da Fundac de licitar e contratar com o STF, em razão de inadimplementos verificados no curso da execução contratual”.

A Agência Brasil tenta contato com a Fundação de Artes e Comunicação (Fundac) e deixa o espaço aberto para posicionamento da empresa. 

 

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Jovem emigrante de Arcos de Valdevez morre em acidente na França

Um jovem de 22 anos, natural da freguesia de Rio de Moinhos, no concelho de Arcos de Valdevez, morreu vítima de um acidente rodoviário, na França, onde estava emigrado.

A morte precoce de um filho da terra deixou a comunidade em luto, mas até ao momento, não foi possível apurar as circunstâncias do acidente.

Jovem emigrante de Arcos de Valdevez morre em acidente na França
Fonte: Funerária Lourarcos

O funeral de Léo Manuel Lopes realiza-se na Igreja Paroquial de Rio de Moinhos, na sexta-feira, pelas 20:00, indo de seguida a sepultar no cemitério local.

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