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Musk’s xAI, SpaceX sued over ‘pervasive and inescapable’ data center power plant noise

Mississippi residents are suing Elon Musk’s xAI and SpaceX over the “pervasive and inescapable” noise from their data center and accompanying power plant in a Memphis, Tenn.-area community. Three individuals who live near the plant in Southaven, a city just south of Memphis across the Mississippi-Tennessee border, filed a class-action lawsuit Monday against Musk’s companies,…

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Musk’s xAI, SpaceX sued over ‘pervasive and inescapable’ data center power plant noise

Mississippi residents are suing Elon Musk’s xAI and SpaceX over the “pervasive and inescapable” noise from their data center and accompanying power plant in a Memphis, Tenn.-area community. Three individuals who live near the plant in Southaven, a city just south of Memphis across the Mississippi-Tennessee border, filed a class-action lawsuit Monday against Musk’s companies,…

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AI fever sparks an IPO race that threatens to change the balance of financial markets

Artificial intelligence (AI) is addicted to money. The major labs developing AI models are intoxicated with the dollars that will finance the technology’s evolution. The three leading companies in the sector, Anthropic, OpenAI and SpaceX, have announced in recent days plans to go public to raise more funds in an endless race. Other long-established tech multinationals such as Google, Microsoft, Meta and Amazon have also launched financial operations in what is shaping up to be the biggest capital raising effort in the sector’s history.

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© OLGA FEDOROVA (EFE)

Protests at Nasdaq headquarters against Elon Musk and SpaceX’s IPO.
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“La mia fidanzata Francesca Verdini gioca a burraco con Giorgia Meloni, io evito, sono due donne troppo competitive per me. Vannacci? Quando do fiducia a volte vengo fregato”: Matteo Salvini si racconta a Monica Setta

Matteo Salvini segreto“, si legge sul led che campeggia dietro il Vicepremier. A “Storie di donne al bivio di sera“, in onda in prime time su Rai2, il leader della Lega parla dell’amore con la compagna Francesca Verdini: “Nonostante i 19 anni di differenza, mi considero fortunato ad avere una compagna come lei, si è scelta un uomo non facile ma con cui c’è tanto amore. Il terzo figlio con Francesca? Se arriva è il benvenuto. Per me che ho già Federico e Mirta i figli sono pura gioia”, le sue parole nel salotto di Monica Setta.

“Se arrivasse un bambino dovrei riprendere confidenza con la paternità, visto che ho un figlio di 23 e una figlia di 13, ma sarebbe bellissimo. I figli sono per me la cosa più importante del mondo”, ha aggiunto il ministro dei Trasporti. Nessun riferimento al matrimonio annunciato dal settimanale “Diva e Donna“, secondo “Chi” non sarebbe imminente e la recente cresima della produttrice sarebbe un indizio di poco conto. Il vicepremier ha sposato in chiesa nel 2003 la giornalista Fabrizia Ieluzzi, le eventuali nuove nozze avverrebbero con il rito civile, dunque senza la necessità di un sacramento religioso.

Il primo appuntamento sette anni fa, nella primavera del 2019: “Portai Francesca a vedere un film, Dumbo, e poi passeggiammo fino a tarda notte per le vie di Roma senza scorta. Come primo regalo scelsi una bottiglia di mirto. Ho molti difetti, Francesca mi dice che a volte sono musone, mi chiudo, se mi attaccano non rispondo, preferisco il silenzio. Ma ho anche il pregio di essere curioso e di dialogare con chi mi è ostile sulla carta”, ha continuato il suo racconto privato Salvini.

Spazio a qualche curiosità su spinta della padrona di casa: “Mi è piaciuto Due spicci di Zerocalcare, amo Vasco Rossi anche se me ne dice di ogni, e quando Fedez, quanto di più distante da me, è stato male, gli ho mandato un sms di buona guarigione”. Il leader della Lega ha poi parlato del suo legame con la Premier: “Io e Giorgia Meloni abbiamo un rapporto di amicizia che si è sviluppato durante l’esperienza di governo. Con Tajani c’è stima e rispetto. Ma con Giorgia c’è qualcosa in più. Abbiamo due bimbe piccole, ci capita di vederci anche oltre la dimensione politica. Giorgia gioca a burraco con Francesca, io evito: sono due donne troppo competitive per me”.

“Vannacci? Quando do fiducia a una persona apro il mio portafoglio, gli do le chiavi di casa o della macchina. A volte vengo fregato, ok, è capitato e capiterà, ma continuerò a fidarmi. Dovrei essere cinico, in politica si fa così, io non lo sono. Ma non sono un rancoroso, tendo a dimenticare e ad andare oltre”, ha concluso Salvini.

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Compute becomes lifeblood, constraint of AI boom

Computing power has become the lifeblood — and a key limiting factor — of the race to develop AI, as the push to integrate the technology into daily life clashes with the finite supply of one of its most crucial inputs. Often referred to simply as “compute,” the processing power that forms the foundation of…

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Compute becomes lifeblood, constraint of AI boom

Computing power has become the lifeblood — and a key limiting factor — of the race to develop AI, as the push to integrate the technology into daily life clashes with the finite supply of one of its most crucial inputs. Often referred to simply as “compute,” the processing power that forms the foundation of…

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Confermato il passaggio di Milo Infante a Mediaset: avrà una prima serata e sarà condirettore di VideoNews

TeleMeloni perde un altro volto di punta“, annuncia Dagospia confermando l’indiscrezione di Davide Maggio: “Milo Infante passa a Mediaset. Infante ha confermato, come già detto lunedì ai vertici Rai, le sue dimissioni da conduttore e vicedirettore degli Approfondimenti”, fa sapere la testata diretta da Roberto D’Agostino. “Faremo di tutto per trattenerlo”, aveva fatto sapere la Rai ma la soluzione, economica e non solo, non è stata trovata. La notizia infiamma il telemercato estivo, con il passaggio al Biscione per il giornalista è in arrivo un doppio ruolo. In primis dirigenziale come condirettore della struttura VideoNews, affiancando Siria Magri, in secundis come conduttore di una prima serata di cronaca. Con modalità e collocazione da definire.

Il tam tam mediatico ha favorito diverse ricostruzioni, rivelatesi errate: non sarebbero mai state sul tavolo delle trattative la conduzione di “Quarto Grado” e “Dentro la notizia“, titoli che saranno condotti da Gianluigi Nuzzi anche il prossimo settembre, e nemmeno l’ipotesi di una striscia quotidiana. Infante è reduce da una stagione record, al pomeriggio “Ore 14” si è avvicinato spesso al 10% di share e in prima serata ha ottenuto lo stesso risultato battendo, a sorpresa, proprio “Quarto Grado” di Nuzzi. “C’è una frase che mi ha sempre accompagnato, io amo molto i libri di Stephen King: ‘Ci sono altri mondi al di fuori di questo’. E quindi vedremo, quello che sarà lo vedremo. Grazie a tutti, grazie di cuore”, aveva detto il giornalista al momento dei saluti nell’ultima puntata.

Negli ultimi mesi, nonostante i numeri positivi, Infante era finito nel mirino di Bruno Vespa che in diretta tv aveva protestato per la messa in onda in contemporanea di “Porta a Porta” e “Ore 14 di Sera. Al pomeriggio aveva accettato l’arrivo di una striscia informativa di Tommaso Cerno, “Due di picche” in onda dopo il Tg2 e prima di “Ore 14”. E per finire lo scontro con Roberta Bruzzone. La rottura tra la criminologa e il giornalista era avvenuta, dopo una lunga collaborazione, lo scorso novembre. Nei giorni scorsi Infante aveva segnalato il comportamento social di Roberta Bruzzone al Comitato etico della Rai oltre che ai direttori Rai di competenza.

E la Rai ha commentato l’avvenuto passaggio del conduttore al Biscione con una nota: “Si conclude la collaborazione professionale con Milo Infante, in seguito alla sua lettera di dimissioni formalizzata questa mattina al capo del personale. Nel ringraziarlo per l’attività svolta nel corso degli anni nelle strutture editoriali e produttive della Rai, l’Azienda gli rivolge i migliori auguri per il prosieguo del proprio percorso professionale”.

E a stretto giro, la conferma del Biscione: “Milo Infante entra a far parte del Gruppo Mediaset. Giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana, Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news di Mediaset”.

Poi le parole del giornalista: “Mediaset per me è un punto di arrivo. Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee”.

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OpenAI Takes First Step Toward Stock Market Debut

OpenAI files for IPO
OpenAI files for IPO. Credit: Focal Foto / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0

OpenAI confirmed Monday it has confidentially filed an IPO with U.S. regulators, joining rival Anthropic as the AI sector moves toward public markets. No timeline, share count, or pricing was announced.

The company said the move preserves the option for an earlier listing, while some decisions are easier to handle as a private firm.

Reuters reported OpenAI is targeting a valuation near $1 trillion for a debut possible as early as September. Anthropic filed for a U.S. IPO on June 1 after a $65 billion funding round valued it at $965 billion.

SpaceX is also pursuing a $75 billion offering at a $1.75 trillion valuation. Analysts say the simultaneous push by three major AI companies toward public markets is the most significant development of its kind for technology investors in a decade.

$2 billion monthly revenue signals rapid growth beyond ChatGPT

In March, OpenAI raised $122 billion from SoftBank, Amazon, and Nvidia at a valuation of $840 billion to $852 billion. ChatGPT had exceeded 900 million weekly active users and 50 million paying subscribers.

Monthly revenue stood at $2 billion, up from roughly $1 billion per quarter at the end of 2024, growing nearly four times faster than Alphabet and Meta at comparable stages. Internal projections put the company’s break-even point no earlier than 2030.

JUST IN: OpenAI confidentially files for IPO. pic.twitter.com/sAORVBWEy1

— Whale Insider (@WhaleInsider) June 8, 2026

Beyond ChatGPT, OpenAI launched tools for government, healthcare, and finance, a web browser, consumer hardware plans, and an AI coding agent. It added a lower-cost $8 subscription tier and advertising as new revenue sources.

The Information reported in April that OpenAI projects 122 million subscribers this year and expects advertising to lead revenue by 2030.

A renegotiated Microsoft deal, covering $13 billion in investment since 2019, enabled growth at Azure and opened new agreements with Amazon and Alphabet.

OpenAI files its IPO amid legal battles and market pressure

Gil Luria of D.A. Davidson warned that large AI listings and Google’s recent secondary share sales could reduce the capital available for smaller offerings.

Michael Ashley Schulman of Cerity Partners said OpenAI appeared to be keeping its options flexible while Anthropic moved ahead in the IPO filing process. Prediction markets had expected OpenAI to file first.

OpenAI began as a nonprofit in 2015 and later added a for-profit arm under nonprofit oversight, a structure that drew attention when CEO Sam Altman was ousted by its board and reinstated within days in late 2023.

The company announced plans to convert to a public benefit corporation in December 2024. Early backer Musk filed a lawsuit alleging Altman and others redirected the organization from its founding mission for personal benefit.

A jury ruled against Musk in May, removing what analysts described as a significant legal obstacle ahead of the OpenAI IPO filing. His attorneys plan to appeal. Separate lawsuits link ChatGPT to shootings and suicides, and public skepticism toward AI persists.

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CNN processa Perplexity e acusa empresa de IA de copiar 17 mil reportagens sem autorização

A rede de televisão americana CNN entrou na Justiça contra a empresa de inteligência artificial Perplexity, acusando a companhia de utilizar cerca de 17 mil reportagens, fotografias e vídeos sem autorização para o treinamento de seus modelos de IA.

A ação foi protocolada em 28 de maio e representa o primeiro processo movido pela emissora contra uma empresa do setor. Segundo a CNN, a prática viola direitos autorais e explora indevidamente o trabalho produzido por jornalistas e profissionais da comunicação.

Em nota, a Perplexity rebateu as acusações e afirmou que “não é possível impor propriedade intelectual sobre os fatos”.

Conflito envolve mais de 100 ações judiciais

O processo da CNN se soma a uma crescente onda de disputas entre produtores de conteúdo e empresas de inteligência artificial. Segundo levantamento da plataforma ChatGPT is Eating the World, já existem pelo menos 115 ações judiciais em andamento movidas por veículos de imprensa, escritores, artistas e outros criadores.

Entre os casos mais conhecidos está a ação do jornal The New York Times contra a OpenAI e a Microsoft. A empresa alega que seus conteúdos foram utilizados no treinamento de sistemas de IA e que os modelos conseguem reproduzir trechos de reportagens.

No Brasil, a Folha de S.Paulo também acionou judicialmente a OpenAI, mas encerrou o conflito após firmar um acordo de licenciamento com a desenvolvedora do ChatGPT no fim de maio.

Debate opõe direitos autorais e inovação tecnológica

A CNN argumenta que empresas de inteligência artificial obtêm lucro a partir de conteúdos produzidos por organizações jornalísticas sem oferecer qualquer compensação financeira.

Segundo a emissora, a produção de jornalismo profissional exige investimentos elevados e, muitas vezes, envolve riscos para os profissionais envolvidos. Por isso, sustenta que companhias de tecnologia devem remunerar adequadamente os detentores dos direitos autorais.

Do outro lado, empresas de IA defendem que o uso de livros, reportagens e outros materiais para treinamento de modelos se enquadra no conceito jurídico de “uso justo” (“fair use”), previsto na legislação americana. Elas alegam que os sistemas não reproduzem integralmente as obras, mas geram conteúdos transformados a partir dos dados utilizados no treinamento.

Caso Anthropic abriu precedente importante

Entre as ações em curso, uma das mais avançadas envolve a empresa Anthropic, desenvolvedora do chatbot Claude. O processo foi movido por um grupo de escritores norte-americanos liderado pelo autor George R. R. Martin, criador da série “As Crônicas de Gelo e Fogo”, que inspirou a produção televisiva “Game of Thrones”.

A Anthropic concordou em desembolsar US$ 1,5 bilhão para encerrar a ação coletiva que questionava o uso de livros protegidos por direitos autorais no treinamento de seus modelos de inteligência artificial.

O caso ganhou repercussão internacional após a revelação de que obras de autores brasileiros, como Chico Buarque, Paulo Coelho e Clarice Lispector, estavam entre os materiais utilizados sem autorização.

Apesar do acordo, a empresa não admitiu irregularidades e afirmou continuar comprometida com o desenvolvimento responsável de sistemas de inteligência artificial.

Justiça ainda busca definir limites da IA

Enquanto processos avançam em diferentes tribunais, o debate jurídico permanece aberto. Recentemente, um juiz federal dos Estados Unidos rejeitou acusações apresentadas contra gigantes da tecnologia como Apple, Google, Meta, Nvidia, OpenAI, Perplexity e xAI por falta de provas suficientes.

Já as acusações contra a Anthropic seguiram adiante, especialmente após investigações apontarem o uso de bibliotecas digitais piratas para obtenção de conteúdos utilizados no treinamento dos sistemas.

As decisões que forem tomadas nos próximos anos podem definir os limites legais para o treinamento de inteligências artificiais e estabelecer novas regras para a relação entre empresas de tecnologia, veículos de comunicação e criadores de conteúdo.

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Paris Hilton sounds the alarm on AI-generated exploitation in new TikTok series: ‘It could happen to literally anyone’

Paris Hilton is sounding the alarm about explicit AI-generated images that she says could “ruin someone’s life,” shining a star-powered light on one of the darkest corners of the internet. “Searching for Mr. Deepfakes,” Hilton’s new true crime docuseries, just debuted exclusively on her TikTok channel. The series, shared in rapid-fire videos built for a younger-skewing…

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Paris Hilton sounds the alarm on AI-generated exploitation in new TikTok series: ‘It could happen to literally anyone’

Paris Hilton is sounding the alarm about explicit AI-generated images that she says could “ruin someone’s life,” shining a star-powered light on one of the darkest corners of the internet. “Searching for Mr. Deepfakes,” Hilton’s new true crime docuseries, just debuted exclusively on her TikTok channel. The series, shared in rapid-fire videos built for a younger-skewing…

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Apple apresenta assistente Siri IA que não vai funcionar na Europa e na China

A Apple revelou esta segunda-feira a reformulação do seu assistente Siri transformado em inteligência artificial (IA) conversacional, mas apoiado na tecnologia da Google, dois anos depois do fracasso de uma primeira tentativa desenvolvida internamente.

Com lançamento previsto para o outono, exceto na China e na Europa por questões regulamentares, o assistente da Apple, renomeado SiriAI, permitirá delegar a redação de emails, pesquisar através das aplicações ou deixar a ferramenta interpretar o que aparece no ecrã.

O assistente, que necessita de dispositivos recentes com chips Apple, baseia-se numa adaptação própria dos modelos Gemini do Google, aumentando a dependência do gigante de Cupertino em relação ao seu vizinho em Mountain View.

A Apple, que fez da privacidade dos dados um argumento comercial central, ao contrário do Google, insistiu várias vezes na apresentação baseada no facto de estas funções IA funcionarem apenas no seu ecossistema seguro.

A apresentação de segunda-feira, 8 de junho, como de costume pré-gravada, marcou a última aparição do chefe da Apple, Tim Cook, na abertura da conferência anual de criadores (WWDC): “foi a honra de uma vida”, declarou no final aquele que cederá a direção geral a partir de 1 de setembro a John Ternus, responsável pela engenharia de hardware.

Alguns minutos antes da transmissão da “keynote”, Tim Cook veio saudar uma última vez a comunidade de criadores reunida na Apple Park, enxugando uma lágrima sob uma salva de aplausos, conforme constatou um jornalista da agência de notícias francesa AFP.

Há dois anos, durante a mesma conferência, Tim Cook tinha anunciado que a Apple estava a alcançar um marco importante para integrar massivamente a IA generativa, acompanhando o frenesim que tomou conta do setor desde o lançamento do ChatGPT. Mas, o lançamento nunca ocorreu. A tão esperada reformulação do assistente de voz Siri, elogiado nos anúncios do grupo, nunca se concretizou, custando à Apple uma ação coletiva de clientes americanos, que a empresa aceitou pagar este ano, de 250 milhões de dólares (216,8 milhões de euros).

O atraso da Apple na corrida à IA não é um obstáculo para muitos analistas. Com mais de 2,5 mil milhões de dispositivos ativos, a Apple poderia sair-se bem quando os usos de IA para o público em geral chegarem à sua maturidade.

“A Apple está a fazer uma enorme aposta na IA: não ter de gastar centenas de mil milhões por ano em infraestruturas de IA (…) para colher os frutos”, escreve John Gruber, um comentador muito seguido.

“A IA é uma tecnologia incrivelmente poderosa, capaz de moldar a sociedade a fundo”, declarou o responsável pelo software da Apple, Craig Federighi, no vídeo de apresentação.

“No entanto, alguns parecem avançar de cabeça baixa, como se estivessem a perseguir a IA pela IA, sem real consideração pelas pessoas”, acrescentou, ao apoiar esta nova estratégia.

O grupo apresentou também longamente o reforço do controlo parental, no momento em que os gigantes americanos da tecnologia enfrentam uma pressão crescente da sociedade civil em relação à proteção de menores.

Apesar da ausência de uma oferta de IA competitiva, a ação da Apple desafiou amplamente a gravidade nos últimos dois anos.

A sua capitalização supera os 4.000 mil milhões de dólares, estando entre as três maiores do mundo, atrás da Nvidia e próxima do Google.

No trimestre encerrado em março, a Apple registou um lucro líquido de quase 30 mil milhões de dólares [27,3 mil milhões de euro] (+19%) , impulsionado por vendas massivas do iPhone 17. As dificuldades do grupo em desenvolver as suas ferramentas de IA de forma autónoma contrastam com a sua cultura de controlo total, desde os chips caseiros até aos softwares.

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Fatura com tokens de IA a explodir: CEO da OpenAI diz que agora custos são um “grande problema”

O CEO da OpenAI (que detém o ChatGPT), Sam Altman, realizou recentemente um retrato sobre o estado da inteligência artificial (IA). Pelo meio ficou um alerta. Os custos com os tokens, ligados à tecnologia, estão a subir muito rapidamente levando mesmo a que as empresas estejam a estabelecer limites.

Os tokens nada mais são do que as unidades de dados processados pelos modelos de IA, como o Gemini, o ChatGPT, e o Claude, pertencentes à Google, OpenAI e Anthropic.

“No início de 2026, o problema nunca foi levantado. As pessoas estavam totalmente satisfeitas com o valor que estavam a gastar. Agora, os custos da IA ​​são um grande problema”, referiu Sam Altman, durante um evento corporativo, em declarações transcritas pela Business Insider, sobre os custos ligados aos tokens de IA.

Sam Altman salientou durante um evento que há seis anos e ano o maior utilizador de tokens, da OpenAI, tinha um consumo de 100 mil por mês.

“Isso tornava-o muito provavelmente o líder mundial em gastos com tokens”, referiu o CEO da tecnológica. “Passados seis anos e meio este valor está próximo da média per capita mundial. O líder em gastos com tokens na OpenAI utiliza cerca de 100 mil milhões de tokens por mês”, referiu Sam Altman.

E este nem é o maior consumidor de tokens no mundo, algo que o CEO da OpenAI vê como uma “vergonha pessoal”. O consumo é visto por várias empresas, entre as quais a OpenAI, como algo de relevo, ao ponto de ter um ranking sobre quem mais consome. Além disso a tecnológica está também no negócio da venda de tokens.

A Business Insider salienta que a OpenAI deve ter gasto mais de mais de 100 mil milhões de tokens num mês, enquanto que o New York Times chegou a avançar que um funcionário da tecnológica chegou a gastar 210 mil milhões de tokens numa semana. Existe também relatos de que o criador da OpenClaw, Peter Steinberger, já atingiu 603 mil milhões de tokens em 30 dias.

Este consumo de tokens tem sido de tal ordem que já existem empresas a colocar limites nos gastos sendo a Amazon e a Uber alguns desses exemplos, salienta a Business Insider.

Sam Altman referiu que o tópico dos gastos em tokens tem sido de tal ordem que até já originou um meme. “A minha empresa gastou todo o orçamento de 2026 no primeiro trimestre, podem tornar isto mais eficiente?”.

No caso do CEO da Faros AI, Vitaly Gordon, um dos seus engenheiros gastou 40 mil dólares (34 mil euros) em tokens, em maio. “E eu realmente não sei se devo impedi-lo ou se devo andar por aí a dizer a todos os outros para fazerem o mesmo”, disse Vitaly Gordon, citado pela TechCrunch.

E há quem tenha faturas bem superiores. Um consultor para a área da IA, referiu à Axios, que uma empresa encontrou uma conta de 500 milhões de dólares (432 milhões de euros), para o Claude (modelo da Anthropic), depois de não ter definido limites de utilização para os seus funcionários.

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Altman, OpenAI get bogged down in political spending fight

OpenAI, the artificial intelligence firm that birthed ChatGPT, is struggling to distance itself from pro-AI super PAC Leading the Future and its Silicon Valley backers as the industry faces backlash over its midterm election donations.   OpenAI CEO Sam Altman is facing new questions over the company’s affiliation with Leading the Future, which is backed by…

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“Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset”: sul piatto del Biscione una prima serata e un ruolo dirigenziale. Viale Mazzini: “Faremo di tutto per trattenerlo”

Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset“, lo annuncia il giornalista Davide Maggio. La notizia infiamma il telemercato estivo con l’arrivo sul tavolo di Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, delle dimissioni del conduttore di “Ore 14” e vicedirettore della direzione Approfondimenti. Dal Biscione non filtrano conferme ma nemmeno smentite, dalla direzione Rai guidata da Paolo Corsini fanno sapere che “faranno di tutto per trattenerlo“.
Secondo DavideMaggio.it, Mediaset avrebbe strappato il sì del volto storico del servizio pubblico mettendo sul piatto la conduzione di un programma di prima serata ma anche un ruolo apicale in azienda dal punto di vista dirigenziale. Infante è reduce da una stagione record, al pomeriggio “Ore 14” si è avvicinato spesso al 10% di share e in prima serata ha ottenuto lo stesso risultato battendo, a sorpresa, anche “Quarto Grado” di Gianlugi Nuzzi. Con l’addio di Mara Venier a “Domenica In” e il conseguente arrivo di Alberto Matano nel giorno festivo, Infante avrebbe ottenuto la guida del pomeriggio di Rai1. Così, com’è noto, non sarà.
C’è chi ipotizza il suo arrivo alla conduzione di “Quarto Grado” o “Dentro la notizia“, titoli ora nelle mani di Nuzzi, e chi accenna a un suo sbarco in prima serata su Italia 1. Al momento non ci sono firme o certezze ma il “caso Infante” infiamma il clima in Rai, in primis perché il giornalista non è certamente associato ai partiti di opposizione ma è stimato da sempre dalla Lega di Matteo Salvini. “C’è una frase che mi ha sempre accompagnato, io amo molto i libri di Stephen King: ‘Ci sono altri mondi al di fuori di questo’. E quindi vedremo, quello che sarà lo vedremo. Grazie a tutti, grazie di cuore”, aveva detto il giornalista al momento dei saluti nell’ultima puntata.
L’offerta della tv commerciale, come immaginabile, sarebbe economicamente rilevante. Infante in Rai ha uno stipendio “basso”, essendo un dirigente della tv pubblica rispetta il tetto dei 240 mila euro. Negli ultimi mesi, nonostante i numeri positivi, è finito nel mirino di Bruno Vespa che in diretta tv aveva protestato per la messa in onda in contemporanea di “Porta a Porta” e “Ore 14 di Sera”. Al pomeriggio ha accettato l’arrivo di una striscia informativa di Tommaso Cerno, “Due di picche” in onda dopo il Tg2 e prima di “Ore 14”.
E per finire lo scontro con Roberta Bruzzone. La rottura tra la criminologa e il giornalista era avvenuta, dopo una lunga collaborazione, lo scorso novembre. Uno scontro che ha certamente lasciato strascichi. Bruzzone ,oltre a partecipare come opinionista a “La Vita in Diretta“, è anche conduttrice di “Nella mente di Narciso“, una docuserie in onda su RaiPlay e Rai2 prodotta da “La Casa Rossa”, la società di proprietà di Francesca Verdini, compagna di Matteo Salvini. Nei giorni scorsi Infante ha segnalato il comportamento di Roberta Bruzzone al Comitato etico della Rai oltre che ai direttori Rai di competenza.Il conduttore sarebbe particolarmente risentito per alcuni commenti che la criminologa ha condiviso sui propri account social dopo la rottura. Ha consegnato un dossier sugli insulti rivolti a lui al comitato.

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Nvidia lança “superchip” para portáteis

Nos últimos anos, as apresentações de Jensen Huang, CEO da Nvidia, obedeciam a um guião previsível: revelar semicondutores, software e sistemas cada vez mais avançados para alimentar aplicações de inteligência artificial em centros de dados. No início deste mês, Huang aproveitou a Computex, uma feira anual da indústria tecnológica realizada em Taiwan, para apresentar uma nova frente de expansão.

Apresentou o RTX Spark, um chip para computadores pessoais (PCs) que será lançado ainda este ano, desenvolvido em colaboração com a Microsoft. A Nvidia está a desafiar a Intel e a AMD, os fabricantes de chips que dominam este segmento, apostando que a próxima fase da IA não se desenrolará apenas nos centros de dados, mas também nos dispositivos de ponta (“edge devices”).

Nos últimos anos, os PCs têm sido um dos setores menos dinâmicos da tecnologia. O Evercore, banco de investimento, estima que, na última década, as vendas unitárias de chips para computadores de secretária caíram 4% ao ano, enquanto as destinadas a portáteis permaneceram praticamente estáveis. O que está a renovar o interesse é o surgimento da IA “agêntica” (“agentic AI”), um software capaz de realizar tarefas complexas de forma autónoma.

A Nvidia argumenta que isso exigirá um novo tipo de máquina. Os PCs dependem de unidades centrais de processamento (CPUs), chips de uso geral que executam tarefas que vão desde o processamento de texto até à navegação na internet. As CPUs podem coordenar o trabalho dos agentes de IA, mas os modelos em que esses agentes se apoiam necessitam de outro tipo de chip: as unidades de processamento gráfico (GPUs), um mercado amplamente dominado pela Nvidia. Com o RTX Spark, a empresa combina os dois tipos de processadores num “superchip”. Segundo Huang, o resultado é a reinvenção do PC pela primeira vez em 40 anos, substituindo o modelo tradicional — em que os seres humanos faziam a maior parte dos cliques e da escrita — por outro em que agentes de IA executam grande parte do trabalho.

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Eleonora Rosati, jurista: “Los artistas ya están pensando en cómo protegerse de la IA, Taylor Swift ha registrado su voz”

La irrupción de la inteligencia artificial (IA) generativa ha puesto en guardia a los creadores de contenidos. Para que estos modelos funcionen, deben ingestar extensísimas bases de datos con todo tipo de documentos. A ese material se le aplican algoritmos que establecen patrones. Esa es la llamada fase de entrenamiento. Editores, traductores, ilustradores y actores de doblaje, entre otros, consideran injusto que empresas como OpenAI (desarrolladora de ChatGPT o DallE), Anthropic (Claude) o Microsoft (Copilot) estén lucrándose de sus creaciones sin haber pagado derechos de autor.

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© INMA FLORES

La jurista Eleonora Rosati, en el Ateneo de Madrid, donde impartió una conferencia magistral sobre derecho de la propiedad intelectual.
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Brasileirão tem recorde de jogadores convocados para uma Copa do Mundo

Logo Agência Brasil

Sete entre as 48 seleções da Copa do Mundo, que inicia nesta quinta-feira (11), possuem jogadores que atuam no Campeonato Brasileiro. Ao todo, são 32 atletas, que representam dez clubes da primeira divisão.

A marca supera o recorde anterior, de 27 nomes, na edição de 1974, sendo que 22 representavam a própria equipe verde e amarela - os demais estiveram distribuídos por três seleções (Uruguai, Chile e Argentina). Além disso, o número é 357% maior que o da Copa passada, em 2022, que reuniu somente sete jogadores que atuavam no Brasil.

Notícias relacionadas:

"Os grandes [times] brasileiros não têm tantos concorrentes [de mercado] no continente quanto os ingleses, que competem com clubes como Real Madrid, Barcelona [ambos da Espanha], Bayern de Munique [Alemanha], Paris Saint-Germain [França], entre muitos outros", analisou, via assessoria de imprensa, Marcos Casseb, sócio da Roc Nation Sports Brazil, empresa que atua com gerenciamento de carreira.
Piquerez, Palmeiras, zagueiro Piquerez, Palmeiras, zagueiro
Joaquín Piquerez (foto), lateral do Palmeiras, defenderá a seleção uruguaia, assim como Guillermo Varela, Nico de la Cruz e Giorgian de Arrascaeta, que atuam no Flamengo - Cesar Greco/Palmeiras/proibida reprodução

Três países dividem o protagonismo: Brasil, Uruguai e Paraguai. Cada um tem sete atletas do Brasileirão nas respectivas seleções.

O time brasileiro conta com quatro nomes do Flamengo: os zagueiros Danilo e Léo Pereira, o lateral-esquerdo Alex Sandro e o meia Lucas Paquetá. Completam a relação de quem atua por aqui o goleiro Weverton (Grêmio), o volante Danilo Santos (Botafogo) e o atacante Neymar (Santos).

Na seleção uruguaia, a maioria dos convocados também vem do Rubro-Negro: o lateral Guillermo Varela e os meias Nico de la Cruz e Giorgian de Arrascaeta. Do Palmeiras, foram chamados o lateral Joaquín Piquerez e o volante Emiliano Martínez. Outros dois clubes do Brasileirão representados na Celeste Olímpica são o Internacional, com o goleiro Sérgio Rochet; e o Fluminense, com o atacante Agustín Canobbio.

A equipe paraguaia, por sua vez, tem o Verdão em destaque, com três nomes: o zagueiro Gustavo Gómez, o meia Maurício (que é brasileiro naturalizado) e o atacante Ramón Sosa. Também jogam no Brasileirão os zagueiros Fabian Balbuena (Grêmio) e Junior Alonso (Atlético-MG), o volante Damián Bobadilla (São Paulo) e o atacante Isidro Pitta (Red Bull Bragantino).

Outra equipe com três convocados de um mesmo clube do Brasil é a do Equador: o lateral Ángelo Preciado, o volante Alan Franco e o atacante Alan Minda, todos do Atlético-MG. A seleção tricolor conta, ao todo, com cinco atletas que jogam por aqui. Os demais são o zagueiro Felix Torres (Internacional) e o atacante Gonzalo Plata (Flamengo).

País que mais cresceu em representatividade no Brasileirão nas últimas cinco temporadas, a Colômbia convocou quatro dos 26 atletas que estão na Série A: os meias Juan Portilla (Athletico-PR) e Jorge Carrascal (Flamengo)  e os atacantes Jhon Arias (Palmeiras) e Andrés Gómez (Vasco).

Por fim, duas seleções têm, cada uma, um atleta do Brasileirão. Atual campeã, a Argentina convocou o centroavante Flaco Lopez, do Palmeiras. Desde a Copa de 2006, quando foram chamados o volante Javier Mascherano e o atacante Carlos Tévez, então no Corinthians, os hermanos não chegavam ao Mundial com jogadores atuando no Brasil.

Já o Corinthians será representado na Copa pelo atacante Memphis Depay. O camisa 10 é o maior artilheiro da história da seleção holandesa, com 54 gols. É a primeira vez que um atleta europeu é convocado para o Mundial jogando no Brasileirão.

"O futebol brasileiro deixou de ser apenas um exportador de talentos e passou a se posicionar também como um mercado estratégico dentro da cadeia global do esporte", concluiu, também por meio de comunicado à imprensa, Alexandre Frota, diretor-executivo da FutPro Expo, evento sobre a indústria do futebol, que ocorreu em Fortaleza no começo de maio.

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Brasileirão tem recorde de jogadores convocados para uma Copa do Mundo

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Sete entre as 48 seleções da Copa do Mundo, que inicia nesta quinta-feira (11), possuem jogadores que atuam no Campeonato Brasileiro. Ao todo, são 32 atletas, que representam dez clubes da primeira divisão.

A marca supera o recorde anterior, de 27 nomes, na edição de 1974, sendo que 22 representavam a própria equipe verde e amarela - os demais estiveram distribuídos por três seleções (Uruguai, Chile e Argentina). Além disso, o número é 357% maior que o da Copa passada, em 2022, que reuniu somente sete jogadores que atuavam no Brasil.

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"Os grandes [times] brasileiros não têm tantos concorrentes [de mercado] no continente quanto os ingleses, que competem com clubes como Real Madrid, Barcelona [ambos da Espanha], Bayern de Munique [Alemanha], Paris Saint-Germain [França], entre muitos outros", analisou, via assessoria de imprensa, Marcos Casseb, sócio da Roc Nation Sports Brazil, empresa que atua com gerenciamento de carreira.
Piquerez, Palmeiras, zagueiro Piquerez, Palmeiras, zagueiro
Joaquín Piquerez (foto), lateral do Palmeiras, defenderá a seleção uruguaia, assim como Guillermo Varela, Nico de la Cruz e Giorgian de Arrascaeta, que atuam no Flamengo - Cesar Greco/Palmeiras/proibida reprodução

Três países dividem o protagonismo: Brasil, Uruguai e Paraguai. Cada um tem sete atletas do Brasileirão nas respectivas seleções.

O time brasileiro conta com quatro nomes do Flamengo: os zagueiros Danilo e Léo Pereira, o lateral-esquerdo Alex Sandro e o meia Lucas Paquetá. Completam a relação de quem atua por aqui o goleiro Weverton (Grêmio), o volante Danilo Santos (Botafogo) e o atacante Neymar (Santos).

Na seleção uruguaia, a maioria dos convocados também vem do Rubro-Negro: o lateral Guillermo Varela e os meias Nico de la Cruz e Giorgian de Arrascaeta. Do Palmeiras, foram chamados o lateral Joaquín Piquerez e o volante Emiliano Martínez. Outros dois clubes do Brasileirão representados na Celeste Olímpica são o Internacional, com o goleiro Sérgio Rochet; e o Fluminense, com o atacante Agustín Canobbio.

A equipe paraguaia, por sua vez, tem o Verdão em destaque, com três nomes: o zagueiro Gustavo Gómez, o meia Maurício (que é brasileiro naturalizado) e o atacante Ramón Sosa. Também jogam no Brasileirão os zagueiros Fabian Balbuena (Grêmio) e Junior Alonso (Atlético-MG), o volante Damián Bobadilla (São Paulo) e o atacante Isidro Pitta (Red Bull Bragantino).

Outra equipe com três convocados de um mesmo clube do Brasil é a do Equador: o lateral Ángelo Preciado, o volante Alan Franco e o atacante Alan Minda, todos do Atlético-MG. A seleção tricolor conta, ao todo, com cinco atletas que jogam por aqui. Os demais são o zagueiro Felix Torres (Internacional) e o atacante Gonzalo Plata (Flamengo).

País que mais cresceu em representatividade no Brasileirão nas últimas cinco temporadas, a Colômbia convocou quatro dos 26 atletas que estão na Série A: os meias Juan Portilla (Athletico-PR) e Jorge Carrascal (Flamengo)  e os atacantes Jhon Arias (Palmeiras) e Andrés Gómez (Vasco).

Por fim, duas seleções têm, cada uma, um atleta do Brasileirão. Atual campeã, a Argentina convocou o centroavante Flaco Lopez, do Palmeiras. Desde a Copa de 2006, quando foram chamados o volante Javier Mascherano e o atacante Carlos Tévez, então no Corinthians, os hermanos não chegavam ao Mundial com jogadores atuando no Brasil.

Já o Corinthians será representado na Copa pelo atacante Memphis Depay. O camisa 10 é o maior artilheiro da história da seleção holandesa, com 54 gols. É a primeira vez que um atleta europeu é convocado para o Mundial jogando no Brasileirão.

"O futebol brasileiro deixou de ser apenas um exportador de talentos e passou a se posicionar também como um mercado estratégico dentro da cadeia global do esporte", concluiu, também por meio de comunicado à imprensa, Alexandre Frota, diretor-executivo da FutPro Expo, evento sobre a indústria do futebol, que ocorreu em Fortaleza no começo de maio.

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