Milão: maquinistas suspensos por espiar passageiras

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A reativação da representação diplomática, encerrada desde o início das hostilidades entre Washington e Teerão, coincide com a assinatura formal do memorando de entendimento na estância suíça em Bürgenstock

È Mia Zottoli Montanaro la nuova Miss Mondo Italia 2026. La giovane tarantina è stata incoronata durante la finale nazionale del concorso, ospitata all’Ecoresort Le Sirené di Gallipoli, e sarà lei a rappresentare l’Italia alla prossima finale internazionale di Miss World. Ventun anni, con un passato da atleta e radici familiari argentine, Mia Zottoli Montanaro ha conquistato la giuria e il pubblico al termine di un percorso che ha unito bellezza, personalità e capacità di rappresentare il territorio.
Nata e cresciuta a Taranto, la nuova reginetta conserva un forte legame con la Puglia, ma anche con la storia della propria famiglia. Un intreccio di culture che accompagna il suo percorso personale e che ora arriverà sul palcoscenico mondiale. La vittoria, racconta la neo Miss, rappresenta molto più di un traguardo estetico. Ha definito l’esperienza nel concorso come “un’esperienza unica di crescita personale e umana”, e ha sottolineato quanto il percorso vissuto negli ultimi mesi abbia contribuito alla sua maturazione.
Prima del mondo delle passerelle, Mia ha conosciuto quello dello sport. Per sei anni è stata pallavolista, arrivando fino al campionato di Serie B2 con il Castellaneta. Un’esperienza che considera fondamentale per la formazione del suo carattere: “Lo sport è stato decisivo durante la mia crescita personale. Mi ha insegnato la disciplina e il rispetto per se stessi e per gli altri”, ha spiegato.
Oggi il suo percorso professionale è legato anche alla comunicazione e alla pubblicità, in particolare come volto per progetti nel settore del make-up. Accanto alla moda, tra le sue passioni restano il mare e l’attenzione per i dettagli, elementi che sente vicini alla sua identità.
Mia si descrive come una persona solare, determinata e precisa, con un forte legame con la famiglia, che considera una presenza fondamentale nel suo percorso, e con il fidanzato Pierluigi, che racconta come una figura capace di sostenerla e consigliarla. Dopo la vittoria nazionale, il prossimo appuntamento sarà quello internazionale: Mia Zottoli Montanaro porterà il tricolore alla competizione di Miss World, dove incontrerà candidate provenienti da tutto il mondo.
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Dublino ospita un dialogo politico sul futuro dell’idrogeno in Irlanda e nell’Unione europea con il Ministro Timmy Dooley
In vista dell’inizio della Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, previsto per il 1° luglio, rappresentanti irlandesi ed europei delle istituzioni, della ricerca, dell’industria e del settore energetico si sono riuniti a Dublino per discutere il ruolo delle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile nel rafforzare la competitività dell’Europa, la sicurezza energetica e la transizione verso un’energia pulita.
Il confronto si svolge in un momento cruciale per l’Europa. Mentre l’Unione europea si prepara ai negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) e al futuro Programma quadro per la ricerca e l’innovazione, le decisioni che saranno assunte nei prossimi mesi determineranno la capacità dell’Europa di mantenere la propria leadership tecnologica, la competitività industriale e l’autonomia strategica nelle filiere dell’idrogeno e delle tecnologie pulite per il prossimo decennio.
L’iniziativa è pienamente coerente con le priorità della Presidenza irlandese in materia di competitività, sicurezza energetica e sviluppo industriale sostenibile e contribuisce al più ampio dibattito europeo sul futuro dei partenariati per la ricerca e l’innovazione e sul loro ruolo nell’accelerare la diffusione delle tecnologie strategiche a zero emissioni nette.
Timmy Dooley, Ministro di Stato presso il Dipartimento irlandese per il Clima, l’Energia e l’Ambiente, ha dichiarato: “La Presidenza irlandese dell’UE arriva in un momento decisivo per la transizione energetica europea. Questo dialogo rappresenta un’opportunità per rafforzare il confronto tra istituzioni, industria e mondo della ricerca sul contributo che l’idrogeno può offrire alla competitività, all’innovazione e alla sicurezza energetica in Irlanda e nell’Unione europea. Una delle priorità della Presidenza irlandese sarà il Quadro finanziario pluriennale dell’UE, che contribuirà a garantire risorse adeguate agli Stati membri per la ricerca, lo sviluppo e la realizzazione delle infrastrutture per le energie rinnovabili necessarie a conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione”.
Luigi Crema, Presidente di Hydrogen Europe Research, ha affermato: “L’idrogeno è molto più di un vettore energetico. È una prova della capacità dell’Europa di trasformare l’eccellenza scientifica in leadership industriale. Per rimanere competitiva a livello globale, l’Europa deve continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione, accelerando al contempo il passaggio dai risultati ottenuti nei laboratori alla loro applicazione industriale. Ciò richiederà una maggiore coordinazione lungo tutta la catena del valore e una visione di lungo periodo capace di collegare lo sviluppo tecnologico alla creazione di nuovi mercati. I futuri partenariati europei saranno essenziali per allineare ricerca, industria e politiche pubbliche attorno a un’agenda condivisa per la competitività”.
Paul McCormack, amministratore delegato e membro fondatore del consiglio di amministrazione di Hydrogen Ireland, ha dichiarato: “La strategia irlandese per l’idrogeno sta passando dalla fase delle ambizioni a quella dell’attuazione. Progetti come la Hydrogen Valley SH2AMROCK a Galway e la valle transfrontaliera HYBERNIA dimostrano che l’idrogeno pulito non è più una prospettiva futura, ma una realtà già in costruzione. I poli di produzione e rifornimento distribuiti sul territorio irlandese mostrano come l’idrogeno rinnovabile possa sostenere la decarbonizzazione, lo sviluppo industriale e la sicurezza energetica, confermando la capacità dell’Irlanda di produrre idrogeno rinnovabile su larga scala e di diventare un esportatore netto. In vista della Presidenza dell’UE, l’Irlanda ha l’opportunità di rafforzare la leadership europea nel settore accelerando i progetti strategici, intensificando le collaborazioni scientifiche e sostenendo lo sviluppo di filiere resilienti e competitive. Servono ora politiche chiare e orientate alla creazione del mercato, comprese misure a sostegno delle infrastrutture iniziali, certezze regolatorie e segnali di investimento in grado di mobilitare capitali privati e consentire il passaggio dai progetti pilota alla scala commerciale”.
Brian Mullins, Direttore del Programma Idrogeno di Gas Networks Ireland, ha dichiarato: “Gas Networks Ireland è impegnata a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’economia dell’idrogeno in Irlanda, in linea con gli obiettivi della Strategia nazionale sull’idrogeno. La nostra visione è quella di realizzare una rete del gas a emissioni nette zero, alimentata esclusivamente da gas rinnovabili. L’idrogeno verde rappresenta una grande opportunità per valorizzare le risorse rinnovabili dell’Irlanda, rafforzare la sicurezza energetica sia nazionale sia europea e sostenere la decarbonizzazione dell’industria. Per cogliere appieno questa opportunità sarà necessario un impegno coordinato tra ricerca, industria e istituzioni, accompagnato da investimenti in innovazione e infrastrutture. Gas Networks Ireland continuerà a collaborare con il Governo e con tutti gli stakeholder per trasformare questa ambizione in realtà”.
L’Irlanda eserciterà la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea dal 1° luglio al 31 dicembre 2026. Il dialogo si inserisce nel contesto dei negoziati sul prossimo bilancio dell’UE, il cui accordo è atteso nel 2026 e che definirà la capacità dell’Europa di investire nella ricerca, nell’innovazione e nelle tecnologie strategiche pulite nel prossimo decennio.
Ricerca e innovazione determinanti per la leadership europea nell’idrogeno
I partecipanti hanno sottolineato che la leadership europea nell’idrogeno non può basarsi esclusivamente su singoli progetti. Il raggiungimento della scala industriale richiederà un maggiore allineamento tra organizzazioni di ricerca, industria, Stati membri e istituzioni europee. Un ecosistema coordinato dell’innovazione, capace di accompagnare l’intero percorso dalla ricerca al mercato, è stato individuato come uno dei principali fattori di successo per la competitività futura dell’Europa.
L’Irlanda in una posizione favorevole per contribuire alle ambizioni europee sull’idrogeno
Nel corso del confronto è stato evidenziato il grande potenziale delle risorse eoliche offshore irlandesi e la possibilità per il Paese di diventare produttore ed esportatore netto di idrogeno rinnovabile. I partecipanti hanno inoltre osservato che la piena attuazione della Strategia nazionale sull’idrogeno richiederà continui investimenti in infrastrutture, competenze, innovazione e sviluppo del mercato.
Dalla ricerca alla diffusione commerciale
Gli stakeholder hanno sottolineato la necessità di accelerare il passaggio dai progetti pilota e dalle attività dimostrative alla diffusione commerciale delle tecnologie. Ciò richiede quadri di investimento più chiari, un rafforzamento delle partnership industriali e il sostegno alle infrastrutture strategiche necessarie alla creazione di un mercato europeo dell’idrogeno efficiente e competitivo.
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O Presidente da República, António José Seguro, defendeu esta quarta-feira que Portugal, Espanha e Itália “não têm de aceitar um lugar periférico” no novo mundo da Inteligência Artificial (IA), “uma das transformações mais profundas no trabalho desde a revolução industrial”.
“O mundo está a assistir a uma corrida entre dois modelos de IA: o modelo americano, orientado para o mercado, e o modelo chinês, orientado para o controlo do Estado. A Europa tem uma outra via, orientada para o desenvolvimento, assente nos direitos e na democracia”, sustentou Seguro, no seu primeiro discurso enquanto chefe de Estado num simpósio da organização empresarial COTEC Europa, este ano celebrado na ilha de San Giorgio Maggiore, em Veneza, Itália.
Numa edição, a 19ª, consagrada este ano ao tema “Repensar o trabalho na era da IA: Transformação, Oportunidade, Governação”, António José Seguro, que recebeu as boas-vindas à COTEC Europa por parte do Rei Felipe VI de Espanha e do Presidente italiano, Sergio Mattarella, que há vários anos marcam presença neste encontro, focou muito a sua intervenção na necessidade de “governar a IA”, pois esta, defendeu, “não é neutra, nunca foi”.
“Os sistemas de IA reproduzem os valores de quem os concebe, os dados com que são treinados, os incentivos de quem os financia. Quando esses valores são os da maximização do lucro sem critério ou os dos sistemas políticos que não prestam contas a ninguém, o resultado não é inovação ao serviço das pessoas, é inovação contra as pessoas”, disse.
“Estamos aqui representantes de três democracias europeias. Três países com forte capital cultural, com tradições científicas sólidas, com sociedades que valorizam a coesão e a solidariedade. Não somos os maiores países, não somos os mais rápidos na adoção desta mudança, mas podemos ser os mais responsáveis. E a responsabilidade neste contexto não é uma limitação, é uma vantagem competitiva”, defendeu.
De acordo com o Presidente da República, “Portugal, Espanha e Itália conhecem bem o valor da abertura ao mundo”, sendo “países atlânticos e mediterrânicos, países de circulação, de comércio, de cultura, de ciência e de indústria”, que devem reivindicar então o seu espaço na transformação em curso.
“Não temos de aceitar um lugar periférico na próxima revolução tecnológica. Temos universidades, engenheiros, empresas, energia renovável, conectividade, capacidade industrial e uma relação histórica com geografias que contam cada vez mais no xadrez mundial. O que nos falta muitas vezes é a escala e a coordenação”, disse.
A anteceder os discursos dos chefes de Estado, os líderes das COTEC de Portugal, Espanha e Itália assinaram um memorando de entendimento, proposto pela Associação Empresarial para a Inovação portuguesa, para a criação de uma “plataforma mediterrânica-atlântica”, uma aliança estratégica focada no impulso tecnológico e no investimento em ‘deep tech’ (tecnologias de vanguarda), estabelecendo um eixo comum de inovação entre os três países do Sul da Europa.
De acordo com Seguro, “a cooperação entre Portugal, Espanha e Itália deve ser mais do que uma fotografia institucional, deve traduzir-se em instrumentos concretos”, e esta iniciativa mediterrânico-atlântica “aponta exatamente nessa direção”, e “é assim que a Europa deixa de apenas diagnosticar dependências e começa a construir capacidades”.
“Os nossos três países podem e devem dar esse exemplo”, afirmou.
António José Seguro ainda participará hoje ao início da noite num jantar oferecido pelo chefe de Estado italiano ao Presidente da República e ao Rei de Espanha, após o que regressará a Lisboa.
Roma, 17 jun (Prensa Latina) Con diversos eventos políticos, culturales y académicos se celebra en Italia la Semana del Refugiado, del 15 al 21 de junio, la cual este año tiene como tema “Valentía”, destacan hoy medios noticiosos.
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El historiador Carlo Ginzburg ha muerto a los 87 años, según publican los grandes medios italianos. Nacido en Turín, hijo de la escritora Natalia Ginzburg y del intelectual Leone Ginzburg, fue un maestro del arte de la “microhistoria”, centrada en la vida cotidiana y la cultura popular de otras épocas, como mostró en su gran obra El queso y los gusanos. Nacido en Turín en 1939, era profesor emérito de la Scuola Normale Superiore de Pisa, donde había estudiado. En su carrera docente, impartió clases en la Universidad de Bolonia, pero también en grandes universidades estadounidenses como Harvard, Yale, Princeton y UCLA. Se consideraba una persona con orígenes privilegiados: “Mi privilegio no fue solo criarme rodeado de libros, también lo fue tener modelos”, decía.

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Roma, 17 jun (Prensa Latina) En la última década la pobreza en Italia se incrementó en un 48,0 por ciento, y entre las tendencias más significativas se encuentra el aumento de la población anciana en tal situación, señala hoy un reporte.
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Il confronto con la Spagna sulla regolarizzazione dei migranti mostra i limiti della politica migratoria italiana, con canali di ingresso poco funzionali che condannano chi arriva all’irregolarità. E rendono ciclicamente necessarie le sanatorie.
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Hoy, la huella de la italiana Eleonora Duse (Vigevano, 1958-Pittsburgh, 1924) se ha desvanecido. Pocos recuerdan a una de las grandes actrices de inicios del siglo XX; en cambio, su rival, la otra intérprete que acaparó titulares y elogios, la francesa Sarah Bernhardt, sí ha logrado mantenerse en la memoria colectiva. Y eso que Duse contaba con suficientes elementos llamativos en su biografía, como su compleja relación con su hija, sus vertiginosos años de pareja con el escritor Gabriele D’Annunzio o que rechazara la oferta de Benito Mussolini de convertirse en su mecenas. Todo eso llamó la atención de su compatriota Pietro Marcello (Campania, 49 años), el director de Bella y perdida, la sobrecogedora Martin Eden o Scarlet. “En el fondo, siempre estoy dando vueltas alrededor de un mismo tema. En el cine, no contar historias de ganadores. No me interesan. Me atraen los perdedores porque los ganadores fijan la Historia. Quiero plasmar el punto de vista de los que sufren las consecuencias de la Historia”, explicaba la semana pasada por videollamada. Y a eso se ha aplicado con Eleonora Duse, la divina, ya en salas en España.

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“Ni se necesita destreza ni la precisión de un gran chef [...] Lo único que se precisa es paciencia para hacer unas bolitas más o menos del mismo tamaño”, escribe Bunny Banyai al comienzo del libro Vuelta al mundo en 80 albóndigas (recientemente traducido por Alba Armario para Libros Cúpula). La autora partió de una premisa para escribir este libro: seguir la pista de una albóndiga para poder recorrer las diferentes culturas y llegó a una conclusión: “Este libro trata sobre celebrar las cosas que nos unen en lugar de las que nos dividen”. Y, si hay una receta que pueda unir el mundo, según Bunny Banyai, es un plato de albóndigas.

© Mark Roper