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La Presidenza irlandese del Consiglio dell’UE offre l’opportunità di rafforzare la leadership europea nell’idrogeno

17 June 2026 at 14:42

Dublino ospita un dialogo politico sul futuro dell’idrogeno in Irlanda e nell’Unione europea con il Ministro Timmy Dooley

In vista dell’inizio della Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, previsto per il 1° luglio, rappresentanti irlandesi ed europei delle istituzioni, della ricerca, dell’industria e del settore energetico si sono riuniti a Dublino per discutere il ruolo delle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile nel rafforzare la competitività dell’Europa, la sicurezza energetica e la transizione verso un’energia pulita.

Il confronto si svolge in un momento cruciale per l’Europa. Mentre l’Unione europea si prepara ai negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) e al futuro Programma quadro per la ricerca e l’innovazione, le decisioni che saranno assunte nei prossimi mesi determineranno la capacità dell’Europa di mantenere la propria leadership tecnologica, la competitività industriale e l’autonomia strategica nelle filiere dell’idrogeno e delle tecnologie pulite per il prossimo decennio.

L’iniziativa è pienamente coerente con le priorità della Presidenza irlandese in materia di competitività, sicurezza energetica e sviluppo industriale sostenibile e contribuisce al più ampio dibattito europeo sul futuro dei partenariati per la ricerca e l’innovazione e sul loro ruolo nell’accelerare la diffusione delle tecnologie strategiche a zero emissioni nette.

Timmy Dooley, Ministro di Stato presso il Dipartimento irlandese per il Clima, l’Energia e l’Ambiente, ha dichiarato: “La Presidenza irlandese dell’UE arriva in un momento decisivo per la transizione energetica europea. Questo dialogo rappresenta un’opportunità per rafforzare il confronto tra istituzioni, industria e mondo della ricerca sul contributo che l’idrogeno può offrire alla competitività, all’innovazione e alla sicurezza energetica in Irlanda e nell’Unione europea. Una delle priorità della Presidenza irlandese sarà il Quadro finanziario pluriennale dell’UE, che contribuirà a garantire risorse adeguate agli Stati membri per la ricerca, lo sviluppo e la realizzazione delle infrastrutture per le energie rinnovabili necessarie a conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Unione”.

Luigi Crema, Presidente di Hydrogen Europe Research, ha affermato: “L’idrogeno è molto più di un vettore energetico. È una prova della capacità dell’Europa di trasformare l’eccellenza scientifica in leadership industriale. Per rimanere competitiva a livello globale, l’Europa deve continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione, accelerando al contempo il passaggio dai risultati ottenuti nei laboratori alla loro applicazione industriale. Ciò richiederà una maggiore coordinazione lungo tutta la catena del valore e una visione di lungo periodo capace di collegare lo sviluppo tecnologico alla creazione di nuovi mercati. I futuri partenariati europei saranno essenziali per allineare ricerca, industria e politiche pubbliche attorno a un’agenda condivisa per la competitività”.

Paul McCormack, amministratore delegato e membro fondatore del consiglio di amministrazione di Hydrogen Ireland, ha dichiarato: “La strategia irlandese per l’idrogeno sta passando dalla fase delle ambizioni a quella dell’attuazione. Progetti come la Hydrogen Valley SH2AMROCK a Galway e la valle transfrontaliera HYBERNIA dimostrano che l’idrogeno pulito non è più una prospettiva futura, ma una realtà già in costruzione. I poli di produzione e rifornimento distribuiti sul territorio irlandese mostrano come l’idrogeno rinnovabile possa sostenere la decarbonizzazione, lo sviluppo industriale e la sicurezza energetica, confermando la capacità dell’Irlanda di produrre idrogeno rinnovabile su larga scala e di diventare un esportatore netto. In vista della Presidenza dell’UE, l’Irlanda ha l’opportunità di rafforzare la leadership europea nel settore accelerando i progetti strategici, intensificando le collaborazioni scientifiche e sostenendo lo sviluppo di filiere resilienti e competitive. Servono ora politiche chiare e orientate alla creazione del mercato, comprese misure a sostegno delle infrastrutture iniziali, certezze regolatorie e segnali di investimento in grado di mobilitare capitali privati e consentire il passaggio dai progetti pilota alla scala commerciale”.

Brian Mullins, Direttore del Programma Idrogeno di Gas Networks Ireland, ha dichiarato: “Gas Networks Ireland è impegnata a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’economia dell’idrogeno in Irlanda, in linea con gli obiettivi della Strategia nazionale sull’idrogeno. La nostra visione è quella di realizzare una rete del gas a emissioni nette zero, alimentata esclusivamente da gas rinnovabili. L’idrogeno verde rappresenta una grande opportunità per valorizzare le risorse rinnovabili dell’Irlanda, rafforzare la sicurezza energetica sia nazionale sia europea e sostenere la decarbonizzazione dell’industria. Per cogliere appieno questa opportunità sarà necessario un impegno coordinato tra ricerca, industria e istituzioni, accompagnato da investimenti in innovazione e infrastrutture. Gas Networks Ireland continuerà a collaborare con il Governo e con tutti gli stakeholder per trasformare questa ambizione in realtà”.

L’Irlanda eserciterà la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea dal 1° luglio al 31 dicembre 2026. Il dialogo si inserisce nel contesto dei negoziati sul prossimo bilancio dell’UE, il cui accordo è atteso nel 2026 e che definirà la capacità dell’Europa di investire nella ricerca, nell’innovazione e nelle tecnologie strategiche pulite nel prossimo decennio.

Ricerca e innovazione determinanti per la leadership europea nell’idrogeno

I partecipanti hanno sottolineato che la leadership europea nell’idrogeno non può basarsi esclusivamente su singoli progetti. Il raggiungimento della scala industriale richiederà un maggiore allineamento tra organizzazioni di ricerca, industria, Stati membri e istituzioni europee. Un ecosistema coordinato dell’innovazione, capace di accompagnare l’intero percorso dalla ricerca al mercato, è stato individuato come uno dei principali fattori di successo per la competitività futura dell’Europa.

L’Irlanda in una posizione favorevole per contribuire alle ambizioni europee sull’idrogeno

Nel corso del confronto è stato evidenziato il grande potenziale delle risorse eoliche offshore irlandesi e la possibilità per il Paese di diventare produttore ed esportatore netto di idrogeno rinnovabile. I partecipanti hanno inoltre osservato che la piena attuazione della Strategia nazionale sull’idrogeno richiederà continui investimenti in infrastrutture, competenze, innovazione e sviluppo del mercato.

Dalla ricerca alla diffusione commerciale

Gli stakeholder hanno sottolineato la necessità di accelerare il passaggio dai progetti pilota e dalle attività dimostrative alla diffusione commerciale delle tecnologie. Ciò richiede quadri di investimento più chiari, un rafforzamento delle partnership industriali e il sostegno alle infrastrutture strategiche necessarie alla creazione di un mercato europeo dell’idrogeno efficiente e competitivo.

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BMW X5, cinque motori per la nuova sfida premium

17 June 2026 at 06:21

La nuova BMW X5 sarà proposta con cinque tecnologie: benzina, diesel, plug-in, elettrica e idrogeno dal 2028.

La nuova BMW X5 entra nella fase finale di sviluppo con una scelta che va oltre il semplice rinnovo di modello: la quinta generazione del SAV tedesco sarà la prima BMW di serie proposta con cinque diverse tecnologie di propulsione. È una mossa industriale importante perché trasforma uno dei modelli più redditizi e riconoscibili del marchio in una piattaforma globale capace di coprire benzina, diesel, mild hybridplug-in hybrid, elettrico a batteria e, dal 2028, anche idrogeno. In un mercato premium ancora diviso tra elettrificazione, domanda tradizionale e nuove normative, BMW sceglie una strategia flessibile invece di puntare su una sola soluzione tecnica.

La nuova X5 sta completando gli ultimi test di calibrazione nei dintorni dello stabilimento BMW Group di Spartanburg, negli Stati Uniti, sito produttivo centrale per la gamma Suv del costruttore bavarese. Non è un dettaglio secondario: la X5 è un modello globale, rilevante per Nord America, Europa, Cina e mercati ad alto potere d’acquisto. Per BMW, aggiornarla significa intervenire su un pilastro commerciale che contribuisce a volumi, margini e immagine tecnologica del marchio.

La novità più significativa è l’arrivo della prima BMW iX5 completamente elettrica. Il modello adotterà la sesta generazione della tecnologia BMW eDrive, con architettura a 800 Volt, nuove celle cilindriche e una batteria ad alta tensione che, secondo i dati comunicati, avrà una capacità utilizzabile di 144 kWh negli Stati Uniti e 141 kWh nell’Unione europea. Si tratta della batteria più grande mai installata finora su una BMW elettrica di serie. La iX5 60 xDrive potrà contare su due motori elettrici, uno per asse, con trazione integrale elettrica BMW xDrive e una potenza di 578 CV.

Il messaggio per il mercato è chiaro: BMW vuole entrare nel segmento dei grandi Suv elettrici premium con un prodotto ad alta autonomia potenziale, prestazioni elevate e tecnologia derivata dalla Neue Klasse. La scelta di portare la Gen6 eDrive su un modello come X5 consente al marchio di trasferire innovazione su una carrozzeria ad alta domanda commerciale, senza confinare la transizione elettrica a modelli di nicchia o a berline di rappresentanza.

Ancora più strategica, anche se con orizzonte più lungo, è la BMW iX5 Hydrogen. Il suo arrivo è previsto nel 2028 e segnerà il debutto della prima BMW alimentata a idrogeno prodotta in serie. Il sistema utilizzerà celle a combustibile di terza generazione, una batteria ad alta tensione e il nuovo sistema Hydrogen Flat Storage, composto da sette serbatoi ad alta pressione in materiale composito rinforzato con fibra di carbonio. L’aspetto industrialmente più interessante è l’integrazione: BMW sottolinea che i modelli a celle a combustibile potranno essere costruiti sulla stessa linea produttiva delle altre versioni.

Questa scelta riduce il rischio industriale dell’idrogeno, tecnologia ancora condizionata dalla disponibilità di infrastrutture di rifornimento e da costi elevati. BMW non la presenta come alternativa immediata all’elettrico a batteria, ma come una possibile soluzione per clienti e mercati nei quali tempi di rifornimento, lunghe percorrenze e uso intensivo possono rendere interessante la cella a combustibile. È una strategia di copertura tecnologica, coerente con l’incertezza che ancora accompagna la transizione energetica globale.

Accanto alle versioni elettriche e a idrogeno resteranno le varianti benzina e diesel con tecnologia mild hybrid a 48 Volt, oltre ai modelli ibridi plug-in. Durante i test finali, i media hanno potuto guidare la BMW X5 40 xDrive da 400 CV, la X5 50e xDrive plug-in hybrid da 490 CV e la iX5 60 xDrive da 578 CV. Il dato conferma che BMW non intende abbandonare rapidamente le motorizzazioni tradizionali nei segmenti globali, ma affiancarle con soluzioni elettrificate in base a domanda, normative e mercati.

La nuova X5 porterà anche una forte evoluzione software. Il sistema Heart of Joy, derivato dalla Neue Klasse, integra il controllo della dinamica di guida BMW Dynamic Performance sviluppato internamente. Questa unità di controllo lavora dieci volte più rapidamente rispetto ai sistemi precedenti e coordina powertrain, freni, sterzo, recupero energetico e ricarica in pochi millisecondi. Per l’industria auto è un passaggio rilevante: la dinamica di guida diventa sempre più una questione di software, capacità di calcolo e integrazione tra componenti.

Sui modelli elettrici e a idrogeno, questa tecnologia punta a rendere più fluide le manovre di arresto e ad aumentare l’efficienza attraverso una gestione più avanzata della frenata rigenerativa. Sulle versioni termiche e plug-in, invece, il sistema lavora insieme alla gestione della dinamica trasversale di decima generazione e alla limitazione dello slittamento ruota near-actuator per sfruttare al meglio la trazione disponibile. Anche il telaio conferma l’impostazione premium: sospensioni adattive di serie, distribuzione dei pesi vicina al 50:50, cerchi fino a 23 pollici e, a richiesta, Adaptive Chassis Control Professional con sospensioni pneumatiche a due assi, Integral Active Steering e stabilizzazione attiva del rollio.

La nuova generazione introdurrà anche sistemi di assistenza alla guida SAE Livello 2 sviluppati a partire dai cluster tecnologici della Neue Klasse. BMW punta su una guida assistita che non escluda il conducente, ma lo mantenga coinvolto. Il sistema BMW Symbiotic Drive va in questa direzione: l’auto assiste, ma chi guida può accelerare, frenare o sterzare senza disattivare immediatamente l’assistenza. È un’impostazione che mira a rendere l’automazione più naturale e meno invasiva, in un momento in cui la fiducia del cliente nei sistemi ADAS è un fattore decisivo.

La X5 diventa quindi un banco di prova per la strategia BMW dei prossimi anni. Non solo un Suv premium aggiornato, ma una piattaforma industriale capace di gestire più tecnologie, più mercati e più scenari normativi. Il successo dipenderà dalla capacità di mantenere redditività e coerenza di gamma senza disperdere investimenti. In un settore che cerca ancora un equilibrio tra elettrico, ibrido e combustibili alternativi, BMW sceglie di non restringere il campo: la nuova X5 nasce per tenere aperte tutte le opzioni.

Scheda

Modello: nuova BMW X5, quinta generazione
Fase: test finali di sviluppo
Produzione: stabilimento BMW Group di Spartanburg, Stati Uniti
Strategia: cinque tecnologie di propulsione su un modello di serie
Versioni previste: benzina, diesel, mild hybrid 48V, plug-in hybrid, elettrica, idrogeno
Prima elettrica: BMW iX5
Tecnologia elettrica: Gen6 BMW eDrive, celle cilindriche, architettura 800V
Batteria iX5: 144 kWh USA, 141 kWh UE utilizzabili
BMW iX5 60 xDrive: 578 CV
Plug-in testata: BMW X5 50e xDrive da 490 CV
Versione benzina testata: BMW X5 40 xDrive da 400 CV
Idrogeno: BMW iX5 Hydrogen prevista nel 2028
Tecnologia dinamica: Heart of Joy e BMW Dynamic Performance
ADAS: sistemi SAE Livello 2 e BMW Symbiotic Drive

BMW X5, cinque motori per la nuova sfida premium
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