Normal view
Ataques de lobo multiplicam-se e agravam dificuldades dos produtores
VTM
No concelho de Montalegre, por exemplo, os produtores dão conta que os ataques têm sido frequentes nas últimas semanas, atingindo, sobretudo, ovinos e bovinos.
À VTM, Rafael Azevedo, da União dos Produtores de Gado Lesados pelos Lobos, realçou que os ataques “acontecem quase diariamente” e que os prejuízos se acumulam sem resposta eficaz. Só desde domingo, foram “pelo menos 10” os animais atacados.
“Isto tem sido diário. Os criadores já não sabem o que hão de fazer”, frisa, acrescentando que muitos produtores já equacionam abandonar a atividade.
Artigo exclusivo PREMIUM
Tenha acesso ilimitado a todos os conteúdos do site e à edição semanal em formato digital.
ou compre apenas este artigo:
Comprar este artigo — 1,00€The post Ataques de lobo multiplicam-se e agravam dificuldades dos produtores appeared first on A Voz de Trás-os-Montes.
- Affaritaliani.it

- Sinner, il retroscena del malore al Roland Garros. D’Errico: “Il corpo non è una macchina”
Sinner, il retroscena del malore al Roland Garros. D’Errico: “Il corpo non è una macchina”
Il malore di Jannik Sinner al Roland Garros ha riacceso il dibattito sui limiti fisici degli atleti di alto livello
Il malore di Jannik Sinner al Roland Garros ha riaperto il dibattito sui limiti fisici degli atleti di alto livello. Caldo, disidratazione, recupero, stress, calendario e pressione mentale sono fattori che possono incidere sulle prestazioni e sulla tenuta di un campione. Affaritaliani ne ha parlato con la Dott.ssa Valeria D’Errico, medico dello sport e dell’esercizio fisico e medico subacqueo.
D’Errico ha seguito per diversi anni squadre olimpiche e giovanili di scherma ed è appassionata di sport e movimento in tutte le sue declinazioni. Senza entrare in diagnosi a distanza, la dottoressa analizza i possibili fattori che possono portare un atleta a un calo fisico, il ruolo del caldo e l’importanza degli accertamenti prima del rientro.
L’intervista di Affaritaliani a Valeria D’Errico, medico dello sport e dell’esercizio fisico e medico subacqueo
Dottoressa, partiamo dalla domanda che si fanno tutti: cosa può succedere a un atleta quando ha un malore improvviso come quello di Sinner al Roland Garros?
“Bisogna contestualizzare. Parliamo di un atleta al quale viene richiesta una performance continua, spesso non solo al suo standard, ma anche oltre. Le condizioni che possono portarlo a un esaurimento fisico, ma anche psicologico, possono essere diverse.
Dal punto di vista fisico, per quello che è trapelato e anche per quello che lui stesso ha raccontato, può esserci una scarsa riserva energetica di partenza, magari legata ai numerosi impegni sostenuti negli ultimi mesi, alla stagione primaverile e agli appuntamenti che ha dovuto affrontare. Anche perché ha quasi sempre chiuso le sue competizioni arrivando in fondo, spesso da vincitore o comunque molto avanti. Può esserci, quindi, una condizione di overtraining o di inizio overtraining. Parliamo di quelle situazioni in cui si accumula uno stress cronico, non necessariamente già manifesto, ma in cui possono iniziare a sommarsi affaticamento e poco recupero, nonostante tutti gli accorgimenti che l’equipe può mettere in atto.
Secondo me è significativo anche il fatto che lui stesso abbia detto: “Quella mattina ho dormito male”. Questo è un segnale che l’atleta e l’equipe che lo segue devono sempre tenere presente. E sono certa che lo tengano davvero sotto controllo da questo punto di vista. Probabilmente gli è stato chiesto di fare quel qualcosa in più, pur non avendo magari la fisicità al massimo in quel momento. E poi ci sono i sintomi da disidratazione, in un contesto in cui si era arrivati a temperature molto importanti”.
Il caldo può aver inciso? Quanto pesa in una situazione del genere?
“Il caldo influisce moltissimo. Già una persona normale, sotto il sole a mezzogiorno, può percepire i classici sintomi di un colpo di calore o di surriscaldamento. Immaginiamoci cosa può succedere durante un’attività sportiva ad alta intensità. Il tennis richiede un impegno misto: alta intensità, a fasi alterne e continue, ma soprattutto prolungate nel tempo. Un incontro può durare da un’ora fino anche a cinque ore.
Oltre al contesto climatico, ci sono anche i sintomi della disidratazione. Il nostro corpo deve perdere liquidi per tenere bassa la temperatura e, durante la gara, non è sempre facile reidratare qualcosa che magari è già difficilmente recuperabile. Secondo me sono tanti i fattori che possono essere intervenuti. E questo, a mio avviso, può spiegare anche il fatto che, grazie al cielo, ad oggi non siano emerse problematiche importanti su Sinner. Ho letto che si parlava di risonanze magnetiche cardiache e che queste non avrebbero dato esito negativo. Escludendo patologie importanti sottostanti, questo mi fa pensare che il quadro clinico di Sinner in questo periodo possa essere stato legato soprattutto a un possibile inizio di sindrome da overtraining, associato a condizioni climatiche e ambientali non favorevoli”.
Quali controlli si fanno su un atleta prima del rientro? Gli accertamenti di Sinner devono preoccupare in vista di Wimbledon?
“In atleti di questo livello c’è sempre un po’ il rischio di correre troppo sui tempi, chiaramente. Il calendario è un calendario e la pianificazione diventa fondamentale. Gli accertamenti vengono fatti in tempi molto brevi proprio per questo: poiché l’esigenza c’è e il tempo è stretto, bisogna escludere patologie sottostanti. Bisogna capire se emerge qualcosa di francamente organico o patologico, oppure se si tratta di una condizione che non rientra in una patologia organica, ma in una sindrome generale di stanchezza cronica.
La tempestività degli accertamenti serve proprio a questo: capire se si può correre, se c’è il tempo per rimetterlo in campo rapidamente, oppure no. Chiaramente gli atleti non sono macchine e la risposta non è sempre lineare. Sinner può rispondere molto bene con una breve pausa, come ha fatto, in vacanza in famiglia, in un contesto confortevole, con più riposo e senza allenamenti. Oppure potrebbe volerci qualcosa in più. Dipende dalla risposta dell’organismo, da quanta fatica ha accumulato e da quanto il corpo è realmente in riserva.
Quanto ai controlli, le prime cose che si cercano di escludere sono problematiche di tipo organico, soprattutto cardiologiche, anche per i sintomi che aveva avuto Sinner: capogiri, svenimenti o quasi svenimenti. Quindi tutta la batteria elettrocardiografica, test sotto sforzo, risonanze e valutazioni cardiologiche sono fondamentali. Poi ci sono anche gli esami del sangue. Servono a capire, banalmente, se il ragazzo stava covando un’influenza o un’infezione. Sono fattori che, in un equilibrio che deve essere al 200% per un campione di questo livello, possono alterare lo stato fisico e incidere in modo importante”.
In vista di Wimbledon, quindi, conta molto come risponderà il corpo. Anche il fattore psicologico può incidere?
“Sì, anche se Sinner da questo punto di vista ha una grande tenuta. Ho letto un po’ le interviste che ha fatto dopo il Roland Garros. Ha detto che c’è stato un momento in cui ha provato a reagire, ma si è proprio accorto che non ce la faceva. E, nonostante questo, ha spiegato che è stato un brutto momento, ma che ora si ferma e ci lavora. Se risponde bene fisicamente, se vengono calcolati bene i tempi di recupero e se viene reintegrato nel modo giusto, con la giusta pianificazione, è possibile che torni in campo al meglio delle sue possibilità. Quali saranno queste possibilità, però, verrà definito da come reagirà nelle prossime settimane. La testa, invece, credo sia un punto di forza di Sinner. È un atleta che, mi viene da dire, va tenuto un po’ a briglie strette. Perché tende ad andare sempre oltre il suo potenziale fisico del momento. Lo aiuta molto l’aspetto psicologico, perché è molto forte di testa.”
Allargando il discorso oltre Sinner: tra calendari sempre più fitti, caldo, casi come quelli di Bove ed Eriksen e infortuni sempre più frequenti nel calcio, si sta chiedendo troppo agli atleti?
“I nomi che hai fatto sono legati a casi organici e patologici importanti. Però sì, secondo me il nostro mondo attuale porta sempre a spingere sugli obiettivi e sulla performance. Non siamo macchine. L’organismo, il corpo umano, per quanto calcolato, gestito e seguito nella minuzia delle sue reazioni, resta un corpo, non una macchina.
Se gli si chiedono continuamente appuntamenti estremamente performanti, uno dopo l’altro, può non rispettare le aspettative. Forse stiamo chiedendo un po’ troppo. Forse bisognerebbe calendarizzare diversamente, ma gli appuntamenti sono tanti. Forse servirebbero rose diverse. Le risposte possono essere molte. All’atto pratico, però, gli atleti tendono a considerarsi sempre pronti per andare in campo. Per questo bisogna seguirli molto da vicino e cercare di calcolare, con tutta la strumentazione che oggi la medicina dello sport ci dà, il maggior numero possibile di parametri.
Oggi i parametri fisiologici ci permettono di valutare i carichi di lavoro quasi istantaneamente, dopo ogni sessione o quasi ogni sessione di allenamento. Questo consente di pianificare nel modo migliore e di creare un programma estremamente individualizzato, sia in base alle condizioni climatiche sia in base alle condizioni fisiche con cui l’atleta si presenta. L’organismo ha bisogno di spingersi, ma allo stesso tempo deve avere il tempo di ripristinarsi e recuperare fisiologicamente. Si può aiutarlo il più possibile, ma ci sono segnali che non vanno sottovalutati. La bravura sta nel riconoscerli il prima possibile e nel gestirli in modo da non arrivare a certi momenti: né all’infortunio, che è comunque un segnale di sovrallenamento o di qualcosa che è andato oltre, né a condizioni di stanchezza cronica, come può essere magari accaduto in situazioni tipo quelle di Sinner”.
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT
L'articolo Sinner, il retroscena del malore al Roland Garros. D’Errico: “Il corpo non è una macchina” proviene da Affaritaliani.it.

Casa de Mateus entre os finalistas das 7 Maravilhas de Portugal
VTM
A candidatura da Casa de Mateus destacou-se entre uma lista inicial de 328 patrimónios nacionais, avançando agora para uma fase decisiva: a votação pública, que determinará os patrimónios que seguem para as etapas finais da iniciativa.
Representando um dos mais emblemáticos conjuntos patrimoniais de Portugal, a Casa de Mateus assume esta distinção como um reconhecimento do seu valor histórico, arquitetónico, cultural e turístico, bem como do trabalho contínuo desenvolvido na preservação e valorização deste património.
A votação pública teve início a 29 de maio e decorre até à realização da Meia-Final Regional do Norte, agendada para o dia 13 de junho, em Monção, numa emissão em direto da TVI.
O número oficial de votação atribuído à Casa de Mateus é o 761 207 019 (1€ + IVA (23%))
Os apoiantes poderão votar através de chamada telefónica para este número ou através da aplicação TVI Pass.
Caso a candidatura seja apurada para a Final Regional, a votação reabrirá automaticamente, mantendo o mesmo número de votação.
A participação do público é fundamental para destacar e promover um património que representa séculos de história, identidade e cultura portuguesa. Cada voto contribui para dar maior visibilidade a um dos mais reconhecidos monumentos nacionais e para reforçar a sua projeção junto do público nacional e internacional.
The post Casa de Mateus entre os finalistas das 7 Maravilhas de Portugal appeared first on A Voz de Trás-os-Montes.
- PBS NewsHour - The Latest

- Ken Paxton's attorney in his impeachment trial endorses Democrat James Talarico in U.S. Senate race
Ken Paxton's attorney in his impeachment trial endorses Democrat James Talarico in U.S. Senate race

Ken Paxton’s Former Defense Lawyer Endorses James Talarico

© Jordan Vonderhaar for The New York Times
La respuesta correcta de Benito Antonio
La gente a la que le gusta Bad Bunny, que aprecia su música, que se ha pasado más horas en Ticketmaster para conseguir su entrada de las que disfrutará en el concierto, la que soltó una lágrima cuando Benito Antonio Martínez Ocasio convirtió la Super Bowl en una fiesta del orgullo latino, todas las mujeres feministas que disfrutamos del reguetón, las que cantamos orgullosas “yo perreo sola”, toda esa gente ha salido a defender la Casita de Bad Bunny con toda la gracia de su retórica. No porque la Casita estuviera o les pareciera bien, porque de hecho ha sido un error lamentable, sino porque pensaban que Benito Antonio es un buen tipo. Y que si Bad Bunny es bueno entonces la Casita tiene que serlo también.

©
Lince: Silves investe quase dois milhões em centro interpretativo
A Câmara de Silves lançou o concurso público para a alteração de edifícios da Quinta do Camacho para Centro de Interpretação do Lince Ibérico.
O conteúdo Lince: Silves investe quase dois milhões em centro interpretativo aparece primeiro em Algarve Marafado.
- Latest World News | Fox News

- Pope Leo XIV jokes young Spaniards would pick Bad Bunny over him during Madrid visit this weekend
Pope Leo XIV jokes young Spaniards would pick Bad Bunny over him during Madrid visit this weekend
Pope Leo XIV joked Saturday that he knows who would win if young people had to choose between seeing him or Latin pop singer Bad Bunny this weekend.
The Pope, who began a weeklong visit to Spain on Saturday, acknowledged that he is competing for attention with the Puerto Rican superstar while in Madrid. Many young Spaniards, he suggested, would likely choose the Grammy-winning artist over the pontiff.
"If they are confronted with the question ‘Do you want to go see Bad Bunny or do you want to go to see the pope?’ I think many will see Bad Bunny," Leo told reporters aboard the papal plane before his arrival.
"But I think there will also be a few here to see the pope," he added. "And that says something, you know."
WHY BAD BUNNY’S ‘GOD BLESS AMERICA’ MOMENT AT THE SUPER BOWL SPARKED CONTROVERSY
Bad Bunny, whose real name is Benito Antonio Martínez Ocasio, is currently performing a 10-show run in Madrid as part of his Spanish tour.
Leo raised the comparison while discussing what he described as signs of a spiritual awakening among some young people in Spain.
The pope said many young adults appear to be searching for meaning and expressed hope that his visit could help "awaken" something within them.
POPE LEO XIV GIVES 1ST HOMILY AS AMERICAN PONTIFF, SAYS LOSS IN FAITH HAS LED TO CRISIS IN HUMANITY
Despite his remarks, thousands of young Catholics turned out to greet the pope.
An estimated 500,000 people gathered in a Madrid plaza Saturday evening for a prayer vigil, chanting, "This is the youth of the pope!"
Leo later rode through the crowd in his popemobile while a Spanish rendition of the 1970s musical "Godspell" played.
The Chicago-born pope was also asked about reports that the Chicago Bears could soon move out of Illinois.
The team's board of directors voted Thursday to advance a proposed stadium development project in Hammond, Indiana.
CLICK HERE TO DOWNLOAD THE FOX NEWS APP
"That’s out of my pay (scale)," Leo quipped when asked about the potential relocation.
The Associated Press contributed to this report.

População de lince-ibérico cresceu 95% em quatro anos para 2.663 exemplares
A população de lince-ibérico cresceu 95% em quatro anos e atingiu 2.663 exemplares, o valor mais elevado desde o início da monitorização ibérica, com 129 crias nascidas em Portugal só em 2025, anunciou hoje o Ministério do Ambiente.
Segundo o censo ibérico, citado pelo ministério num comunicado para assinalar o Dia Mundial do Ambiente, que hoje se celebra, a população de lince-ibérico atingiu em 2025 o valor mais elevado desde o início da monitorização coordenada entre Portugal e Espanha.
Este número representa um aumento de 10,9% face ao ano anterior, quando se tinham registado 2.401 exemplares, e de cerca de 95% face a 2021, quando a população total era de 1.365 linces.
Em território português foram registados 394 animais em 2025, dos quais 265 adultos ou subadultos e 129 crias nascidas naquele ano.
O censo de 2025 registou ainda 542 fêmeas reprodutoras a nível ibérico, mais 72 do que no ano anterior, e 952 crias nascidas, estando a presença do lince confirmada em 26 áreas geográficas distintas da Península Ibérica, com reprodução em 18 desses núcleos.
“Quando comparados com os números de 2002, ano em que existiam menos de 100 linces na natureza, os dados atuais demonstram uma recuperação sem precedentes de uma espécie que esteve à beira da extinção”, destacou o Ministério do Ambiente e Energia no comunicado de hoje.
No comunicado, a ministra Maria da Graça Carvalho disse que “a recuperação do lince-ibérico é uma das maiores histórias de sucesso da conservação da natureza na Europa”.
“Estes resultados demonstram que é possível inverter processos de perda de biodiversidade quando existe conhecimento científico, compromisso político, cooperação internacional e envolvimento das comunidades locais”, sublinhou.
O comunicado surge uma semana após o Instituto da Conservação da Natureza e das Florestas (ICNF) recuar na decisão de afastar a equipa técnica responsável pelo Centro Nacional de Reprodução do Lince-ibérico (CNRLI) desde a sua fundação, há 16 anos.
O ICNF anunciou, há três semanas, que ia assumir a gestão direta do centro de reprodução do Lince-ibérico a partir de 1 de junho, decisão que gerou polémica política e científica, reclamações de Espanha, e acabou revertida.
Em comunicado, na passada sexta-feira, o ICNF anunciou a recondução da equipa por mais 14 meses.
Uma semana depois, o Ministério destaca hoje que o sucesso da recuperação do lince-ibérico resulta de mais de duas décadas de trabalho conjunto entre administrações públicas, centros de reprodução, proprietários e gestores do território, organizações científicas e associações de conservação da natureza.
Portugal tem um papel relevante neste esforço, nomeadamente através da ação do ICNF e do centro de reprodução em Silves, destaca.
Foto de destaque: Elisabete Rodrigues | Sul Informação
O conteúdo População de lince-ibérico cresceu 95% em quatro anos para 2.663 exemplares aparece primeiro em Sul Informação.
- El País - English

- The couple traveling with Bad Bunny to make coffee for the singer and his entire team
The couple traveling with Bad Bunny to make coffee for the singer and his entire team
In September 2017, just as Abner Román and Karla Ly Quiñones were about to open the doors of Café Comunión in the Santurce neighborhood of San Juan, Puerto Rico, Hurricane Maria devastated the island.

© Harold Camilo
Núcleo do Sporting Clube de Portugal de Portimão | 35º Aniversário
![]()
O Núcleo do Sporting Clube de Portugal de Portimão celebra 35.º aniversário com concerto da banda “supporting”, festa na zona ribeirinha e lançamento de livro histórico. O Núcleo do Sporting Clube de Portugal de Portimão assinala, no próximo dia 20 de junho de 2026, o seu 35.º aniversário, promovendo uma jornada comemorativa que pretende reunir sportinguistas de todo o país e […]



