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Sinner, il retroscena del malore al Roland Garros. D’Errico: “Il corpo non è una macchina”

10 June 2026 at 10:42

Il malore di Jannik Sinner al Roland Garros ha riacceso il dibattito sui limiti fisici degli atleti di alto livello

Il malore di Jannik Sinner al Roland Garros ha riaperto il dibattito sui limiti fisici degli atleti di alto livello. Caldo, disidratazione, recupero, stress, calendario e pressione mentale sono fattori che possono incidere sulle prestazioni e sulla tenuta di un campione. Affaritaliani ne ha parlato con la Dott.ssa Valeria D’Errico, medico dello sport e dell’esercizio fisico e medico subacqueo.

D’Errico ha seguito per diversi anni squadre olimpiche e giovanili di scherma ed è appassionata di sport e movimento in tutte le sue declinazioni. Senza entrare in diagnosi a distanza, la dottoressa analizza i possibili fattori che possono portare un atleta a un calo fisico, il ruolo del caldo e l’importanza degli accertamenti prima del rientro.

L’intervista di Affaritaliani a Valeria D’Errico, medico dello sport e dell’esercizio fisico e medico subacqueo

Dottoressa, partiamo dalla domanda che si fanno tutti: cosa può succedere a un atleta quando ha un malore improvviso come quello di Sinner al Roland Garros?

“Bisogna contestualizzare. Parliamo di un atleta al quale viene richiesta una performance continua, spesso non solo al suo standard, ma anche oltre. Le condizioni che possono portarlo a un esaurimento fisico, ma anche psicologico, possono essere diverse.

Dal punto di vista fisico, per quello che è trapelato e anche per quello che lui stesso ha raccontato, può esserci una scarsa riserva energetica di partenza, magari legata ai numerosi impegni sostenuti negli ultimi mesi, alla stagione primaverile e agli appuntamenti che ha dovuto affrontare. Anche perché ha quasi sempre chiuso le sue competizioni arrivando in fondo, spesso da vincitore o comunque molto avanti. Può esserci, quindi, una condizione di overtraining o di inizio overtraining. Parliamo di quelle situazioni in cui si accumula uno stress cronico, non necessariamente già manifesto, ma in cui possono iniziare a sommarsi affaticamento e poco recupero, nonostante tutti gli accorgimenti che l’equipe può mettere in atto.

Secondo me è significativo anche il fatto che lui stesso abbia detto: “Quella mattina ho dormito male”. Questo è un segnale che l’atleta e l’equipe che lo segue devono sempre tenere presente. E sono certa che lo tengano davvero sotto controllo da questo punto di vista. Probabilmente gli è stato chiesto di fare quel qualcosa in più, pur non avendo magari la fisicità al massimo in quel momento. E poi ci sono i sintomi da disidratazione, in un contesto in cui si era arrivati a temperature molto importanti”.

Il caldo può aver inciso? Quanto pesa in una situazione del genere?

“Il caldo influisce moltissimo. Già una persona normale, sotto il sole a mezzogiorno, può percepire i classici sintomi di un colpo di calore o di surriscaldamento. Immaginiamoci cosa può succedere durante un’attività sportiva ad alta intensità. Il tennis richiede un impegno misto: alta intensità, a fasi alterne e continue, ma soprattutto prolungate nel tempo. Un incontro può durare da un’ora fino anche a cinque ore.

Oltre al contesto climatico, ci sono anche i sintomi della disidratazione. Il nostro corpo deve perdere liquidi per tenere bassa la temperatura e, durante la gara, non è sempre facile reidratare qualcosa che magari è già difficilmente recuperabile. Secondo me sono tanti i fattori che possono essere intervenuti. E questo, a mio avviso, può spiegare anche il fatto che, grazie al cielo, ad oggi non siano emerse problematiche importanti su Sinner. Ho letto che si parlava di risonanze magnetiche cardiache e che queste non avrebbero dato esito negativo. Escludendo patologie importanti sottostanti, questo mi fa pensare che il quadro clinico di Sinner in questo periodo possa essere stato legato soprattutto a un possibile inizio di sindrome da overtraining, associato a condizioni climatiche e ambientali non favorevoli”.

Quali controlli si fanno su un atleta prima del rientro? Gli accertamenti di Sinner devono preoccupare in vista di Wimbledon?

“In atleti di questo livello c’è sempre un po’ il rischio di correre troppo sui tempi, chiaramente. Il calendario è un calendario e la pianificazione diventa fondamentale. Gli accertamenti vengono fatti in tempi molto brevi proprio per questo: poiché l’esigenza c’è e il tempo è stretto, bisogna escludere patologie sottostanti. Bisogna capire se emerge qualcosa di francamente organico o patologico, oppure se si tratta di una condizione che non rientra in una patologia organica, ma in una sindrome generale di stanchezza cronica.

La tempestività degli accertamenti serve proprio a questo: capire se si può correre, se c’è il tempo per rimetterlo in campo rapidamente, oppure no. Chiaramente gli atleti non sono macchine e la risposta non è sempre lineare. Sinner può rispondere molto bene con una breve pausa, come ha fatto, in vacanza in famiglia, in un contesto confortevole, con più riposo e senza allenamenti. Oppure potrebbe volerci qualcosa in più. Dipende dalla risposta dell’organismo, da quanta fatica ha accumulato e da quanto il corpo è realmente in riserva.

Quanto ai controlli, le prime cose che si cercano di escludere sono problematiche di tipo organico, soprattutto cardiologiche, anche per i sintomi che aveva avuto Sinner: capogiri, svenimenti o quasi svenimenti. Quindi tutta la batteria elettrocardiografica, test sotto sforzo, risonanze e valutazioni cardiologiche sono fondamentali. Poi ci sono anche gli esami del sangue. Servono a capire, banalmente, se il ragazzo stava covando un’influenza o un’infezione. Sono fattori che, in un equilibrio che deve essere al 200% per un campione di questo livello, possono alterare lo stato fisico e incidere in modo importante”.

In vista di Wimbledon, quindi, conta molto come risponderà il corpo. Anche il fattore psicologico può incidere?

“Sì, anche se Sinner da questo punto di vista ha una grande tenuta. Ho letto un po’ le interviste che ha fatto dopo il Roland Garros. Ha detto che c’è stato un momento in cui ha provato a reagire, ma si è proprio accorto che non ce la faceva. E, nonostante questo, ha spiegato che è stato un brutto momento, ma che ora si ferma e ci lavora. Se risponde bene fisicamente, se vengono calcolati bene i tempi di recupero e se viene reintegrato nel modo giusto, con la giusta pianificazione, è possibile che torni in campo al meglio delle sue possibilità. Quali saranno queste possibilità, però, verrà definito da come reagirà nelle prossime settimane. La testa, invece, credo sia un punto di forza di Sinner. È un atleta che, mi viene da dire, va tenuto un po’ a briglie strette. Perché tende ad andare sempre oltre il suo potenziale fisico del momento. Lo aiuta molto l’aspetto psicologico, perché è molto forte di testa.”

Allargando il discorso oltre Sinner: tra calendari sempre più fitti, caldo, casi come quelli di Bove ed Eriksen e infortuni sempre più frequenti nel calcio, si sta chiedendo troppo agli atleti?

“I nomi che hai fatto sono legati a casi organici e patologici importanti. Però sì, secondo me il nostro mondo attuale porta sempre a spingere sugli obiettivi e sulla performance. Non siamo macchine. L’organismo, il corpo umano, per quanto calcolato, gestito e seguito nella minuzia delle sue reazioni, resta un corpo, non una macchina.

Se gli si chiedono continuamente appuntamenti estremamente performanti, uno dopo l’altro, può non rispettare le aspettative. Forse stiamo chiedendo un po’ troppo. Forse bisognerebbe calendarizzare diversamente, ma gli appuntamenti sono tanti. Forse servirebbero rose diverse. Le risposte possono essere molte. All’atto pratico, però, gli atleti tendono a considerarsi sempre pronti per andare in campo. Per questo bisogna seguirli molto da vicino e cercare di calcolare, con tutta la strumentazione che oggi la medicina dello sport ci dà, il maggior numero possibile di parametri.

Oggi i parametri fisiologici ci permettono di valutare i carichi di lavoro quasi istantaneamente, dopo ogni sessione o quasi ogni sessione di allenamento. Questo consente di pianificare nel modo migliore e di creare un programma estremamente individualizzato, sia in base alle condizioni climatiche sia in base alle condizioni fisiche con cui l’atleta si presenta. L’organismo ha bisogno di spingersi, ma allo stesso tempo deve avere il tempo di ripristinarsi e recuperare fisiologicamente. Si può aiutarlo il più possibile, ma ci sono segnali che non vanno sottovalutati. La bravura sta nel riconoscerli il prima possibile e nel gestirli in modo da non arrivare a certi momenti: né all’infortunio, che è comunque un segnale di sovrallenamento o di qualcosa che è andato oltre, né a condizioni di stanchezza cronica, come può essere magari accaduto in situazioni tipo quelle di Sinner”.

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Sinner ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano dopo il secondo giorno di visite: ha visto diversi esperti e si è sottoposto ad accertamenti multispecialistici

9 June 2026 at 11:57

Jannik Sinner ha lasciato intorno alle 12.30 l’ospedale San Raffaele di Milano, dove era arrivato questa mattina verso le 9.30 per proseguire gli accertamenti medici programmati cominciati ieri, dopo l’ultimo problema avuto al Roland Garros, dove a causa di un malore ha perso al secondo turno in un match che fino a quel momento stava dominando. Ieri il campione italiano si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici programmati. Controlli che sono proseguiti anche oggi, con il numero 1 del tennis mondiale ha imboccato un’uscita secondaria, per evitare media e curiosi che affollavano l’ingresso del padiglione solventi Diamante. Da quanto apprende Adnkronos, Sinner si è sottoposto ad accertamenti multispecialistici, vedendo diversi esperti. Un iter gestito come ieri da Alberto Zangrillo, Chief Clinical Officer dell’Irccs di via Olgettina, primario dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale, cardio-toraco-vascolare e dell’Area unica di Terapia intensiva cardiologica e cardiochirurgica.

Ieri erano stati eseguiti esami ematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici. Anche oggi gli accertamenti rientravano in questo percorso di valutazione complessiva dello stato di forma, con l’obiettivo di monitorare il recupero e assicurarsi che non vi siano strascichi del recente affaticamento. Ieri il numero uno al mondo si è mostrato sereno e sorridente davanti alle telecamere presenti al San Raffaele di Milano. Dopo aver trascorso diverse ore in ospedale, Sinner aveva ieri lasciato il San Raffaele nel pomeriggio senza rilasciare dichiarazioni, limitandosi a salutare i cronisti presenti con un semplice “ciao“. Intanto – dopo il crollo al Roland Garros – il tennista azzurro si è concesso un periodo di pausa e relax prima in Sardegna, poi a Montecarlo.

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Fascia al braccio e sorriso, Sinner lascia il San Raffaele dopo gli accertamenti. Le ipotesi sugli esami effettuati

8 June 2026 at 16:38

La prima cosa che si nota è la fascia bianca. Stretta nella parte bassa del braccio sinistro, discreta ma visibile mentre Jannik Sinner lascia il San Raffaele di Milano dopo una mattinata di accertamenti medici già programmati.

Il numero uno del mondo è arrivato in ospedale nelle prime ore del giorno per una serie di controlli specialistici, parte di un percorso di monitoraggio iniziato nei giorni scorsi dopo le difficoltà fisiche accusate al Roland Garros. All’uscita, la scena è rapida: pochi passi verso l’auto, il volto disteso e un accenno di sorriso rivolto a chi lo ha riconosciuto.

I controlli

Nei giorni precedenti il tennista si era già sottoposto a verifiche approfondite al J Medical di Torino, in un quadro di esami preventivi legati al crollo fisico avuto durante il torneo parigino dove le temperature hanno toccato anche i 30°. Un episodio che aveva reso necessario un controllo più esteso sulle sue condizioni dopo settimane di grande intensità agonistica.

Anche oggi gli accertamenti rientravano in questo percorso di valutazione complessiva dello stato di forma, con l’obiettivo di monitorare il recupero e assicurarsi che non vi siano strascichi del recente affaticamento. Nessun dettaglio ufficiale è stato diffuso sull’esito delle visite. La sola immagine che resta, al momento, è quella di Sinner che lascia l’ospedale con passo tranquillo, la fascia al braccio e un’espressione che sembra andare nella direzione della normalità ritrovata. Un’uscita senza clamori, coerente con il suo stile, mentre il lavoro di recupero prosegue in vista dei prossimi impegni stagionali.

Le ipotesi

Gli esami potrebbero servire a valutare in modo approfondito la risposta dell’organismo allo stress agonistico cronico, andando oltre i normali esami di routine. Tra le ipotesi, l’uso di diagnostica avanzata per individuare eventuali segni di “infiammazione silente”, oltre all’analisi dell’equilibrio ormonale e di parametri metabolici non rilevabili con i comuni esami del sangue.

Un altro possibile fronte di indagine riguarda il microbioma intestinale, che può risentire di viaggi, cambi di alimentazione e stress competitivo (vedi quanto avvenuto a Matteo Arnaldi, ndr), influenzando anche il sistema immunitario. Vengono inoltre richiamati eventuali approfondimenti allergologici e respiratori, considerando la sensibilità del giocatore ai pollini e le condizioni ambientali sfavorevoli già riscontrate in passato. Infine, gli accertamenti potrebbero aver compreso anche analisi del sangue e delle urine, utili a definire un piano nutrizionale personalizzato, insieme a eventuali ulteriori controlli cardiologici e specialistici, nell’ottica di chiarire le cause dei recenti episodi di malessere.

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Jannik Sinner è all’ospedale San Raffaele di Milano: previsti oggi degli esami clinici

8 June 2026 at 12:03

Jannik Sinner ha scelto di sostenere i controlli sul suo corpo oggi all’ospedale San Raffaele di Milano. Dopo il crollo accusato al secondo turno del Roland Garros, che gli è costato la sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo, il tennista numero 1 del mondo aveva annunciato che avrebbe svolto degli accertamenti per capire le ragioni di quel malore. Gli accertamenti erano inizialmente previsti al JMedical di Torino. Poi però c’è stato un cambio di programma.

Sinner infatti dopo la delusione di Parigi è tornato a Montecarlo e poi si è concesso un periodo di vacanza al mare in Sardegna. Dalla Gallura ha deciso di fare rotta verso Milano, per affidarsi agli esperti del San Raffaele: in ospedale sono previsti oggi alcuni esami clinici. L’obiettivo è appunto capire cosa sia accaduto al suo corpo mentre giocava sotto il sole di Parigi. Perché, all’improvviso, Sinner si è ritrovato senza energie? A cosa può essere attribuito il malessere accusato fin dalla notte precedente al match? Come mai soffre così tanto a giocare quando fa caldo? Sono alcune delle risposte che l’altoatesino spera di avere da questi esami.

L’obiettivo, ovviamente, è già fissato verso Wimbledon. A Londra Sinner arriverà molto più riposato, pronto a lottare per confermare lo storico titolo conquistato un anno fa. Nel frattempo, però, lavora per evitare che gli possano accadere altri imprevisti. Ha sempre detto di voler dare priorità alla cura del fisico, per avere una carriera lunga e sana. E ha sempre voluto imparare qualcosa da ogni sconfitta. Per questo ha scelto di indagare a fondo su stesso, anche da un punto di vista medico.

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Ranking Atp: Sinner davanti ad Alcaraz e Zverev, Cobolli sogna le Atp Finals, Musetti crolla | La nuova classifica dopo il Roland Garros

8 June 2026 at 09:25

L’edizione 2026 del Roland Garros – terminata con la vittoria di Alexander Zverev – ha scosso il ranking degli italiani. Cambiamenti importanti, positivi o negativi, che modificano le prospettive della stagione. A cominciare dal breve capitolo sull’erba. Flavio Cobolli è l’azzurro che si è preso la scena parigina, prendendo il posto di Jannik Sinner dopo la precoce eliminazione del numero uno del mondo al secondo turno. L’amarezza per la sconfitta in finale contro il tedesco è addolcita dalla conquista della top 10. Un risultato che due stagioni fa erano in pochi a pronosticare e che invece adesso è reale con 3.540 punti. E le prospettive per continuare la scalata ci sono. A Wimbledon deve difendere i quarti di finale nel 2025, tra Halle e Eastbourne c’è molto da guadagnare. Ma l’exploit di Parigi è pesante soprattutto per la Race. I 1.300 punti dell’ultimo atto spingono Cobolli addirittura al quarto posto, a quota 2.620. Tradotto: parte la missione Atp Finals di Torino.

Cobolli ha guadagnato la top 10, Matteo Arnaldi è quello che ha fatto il salto più importante e imprevedibile. Gli 800 punti della prima semifinale Slam in carriera hanno consentito al sanremese di compiere un balzo nel ranking di 70 posizioni. Ha iniziato il torneo da 104 del mondo. Lo ha concluso da 34, a ridosso della zona delle testa delle serie. E a sorridere è anche la Race: 23esimo posto con 71 giocatori superati. Una classifica che potrebbe ancora migliorare. Sull’erba Arnaldi avrà tutto da guadagnare. Nel 2025, tra Stoccarda, Queen’s, Eastbourne e Wimbledon, l’azzurro non è riuscito a vincere una partita.

Percorso simile ha riguardato anche Matteo Berrettini. In attesa di capire l’entità dell’infortunio che ha costretto il romano al ritiro nei quarti contro Arnaldi, rimangono i fatti e i numeri. Dopo oltre quattro anni Berrettini ha ritrovato un quarto di finale in uno Slam e soprattutto la top 50. Il 30enne azzurro è numero 48 al mondo, 57 posizioni più in alto rispetto alla vigilia di Parigi, quando era 105. Nella Race invece la posizione è la 34, con un salto di oltre 40 piazzamenti. Così come per Arnaldi, anche per Berrettini la stagione su erba si presenta come una potenziale terra di conquista. Punti da difendere non ce ne sono. Tutto però dipenderà dai tempi di recupero.

Luciano Darderi e Lorenzo Sonego non hanno avuto gli stessi exploit e la loro classifica è rimasta sostanzialmente invariata, così come quella del numero uno del mondo. L’eliminazione al secondo turno per mano di Juan Manuel Cerundolo ha fatto perdere a Sinner 1.250 punti, ma il primato in classifica si è comunque rafforzato, e questo per via del forfait di Carlos Alcaraz, campione nel 2025. L’altoatesino è a 13.500 punti, il murciano a 9.960. E sull’erba la differenza tra i due potrebbe ancora ampliarsi. Sinner sarà chiamato a difendere la vittoria a Wimbledon dell’anno scorso, mentre lo spagnolo continuerà a rimanere lontano dal circuito per l’infortunio al polso. Alcaraz perderà quindi altri 1.800 punti (la finale ai Championships e i 500 punti della vittoria nel torneo Atp 500 del Queen’s). Se l’azzurro dovesse bissare il titolo di un anno fa sull’erba londinese il suo vantaggio in classifica sfiorerebbe i 5mila punti.

L’erba è un’occasione per ripartire anche per Lorenzo Musetti. La stagione sulla terra rossa è stata una vera e propria debacle a causa dei problemi fisici e il forfait al Roland Garros è stata la goccia che ha fatto crollare la sua classifica. Niente difesa della semifinale parigina di un anno fa e 800 punti lasciati per strada. Il secondo Slam dell’anno ha così ridimensionato la classifica di Musetti, attualmente fuori dalla top 15. Nella Race invece il pericolo è addirittura finire fuori dalle prime 30 posizioni (oggi è 28esimo). La speranza è cominciare la rimonta a Wimbledon, dove nel 2025 è stato battuto all’esordio ma dove nel 2024 ha raggiunto la semifinale.

La nuova classifica Atp oggi: la posizione degli italiani

1. Jannik Sinner — 13.500 punti

2. Carlos Alcaraz — 9.960 punti

3. Alexander Zverev — 7.305 punti

4. Felix Auger-Aliassime — 4.440 punti

5. Ben Shelton — 3.920 punti

6. Alex de Minaur — 3.905 punti

7. Novak Djokovic — 3.760 punti

8. Daniil Medvedev — 3.760 punti

9. Taylor Fritz — 3.720 punti

10. Flavio Cobolli — 3.540 punti

16. Lorenzo Musetti — 2.315 punti

18. Luciano Darderi — 2.300 punti

34. Matteo Arnaldi — 1.336 punti

48. Matteo Berrettini — 985 punti

66. Lorenzo Sonego — 855 punti

78. Mattia Bellucci — 777 punti

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“Quando Arnaldi è venuto da me e me l’ha detto, ho quasi pianto. Sono triste e felice allo stesso tempo”: parla Cobolli

5 June 2026 at 20:17

“È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto”, dopo Arnaldi, anche Flavio Cobolli ha parlato in conferenza stampa commentando il ritiro di Matteo Arnaldi prima della semifinale del Roland Garros e il suo approdo in finale contro il tedesco Alexander Zverev. “È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davvero triste ma al tempo stesso felice per i risultati ottenuti in questa settimana“, ha aggiunto.

Quindi rivolto proprio ad Arnaldi, il tennista romano ha aggiunto: “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tante ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica“, ha concluso Arnaldi.

Per Cobolli comunque sono arrivate diverse soddisfazioni oggi: in primis, il tennista 24enne è sicuro di entrare in top 10 da lunedì dopo la sconfitta di Mensik. Sarà il nuovo numero due d’Italia dopo Jannik Sinner. E se dovesse vincere contro Alexander Zverev, sarebbe addirittura numero 5 al mondo. Un momento d’oro per il 24enne, che ora sogna la prima vittoria in uno Slam. In più Cobolli è diventato il sesto italiano di tutti i tempi in finale negli Slam, il terzo a Parigi nell’Era Open dopo Adriano Panatta (che proprio nel 1976, 50 anni fa, trionfò) e ovviamente Jannik Sinner. Sarà la 13esima finale Slam con un azzurro impegnato nel singolare maschile.

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“Non c’è nessuna scusa. C’è un difetto in quel tipo di preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare”: così Agassi su Sinner

5 June 2026 at 09:32

“Non c’è nessuna scusa per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e 45“. Diretto e ficcante, come le sue riposte: Andre Agassi non si nasconde quando gli viene chiesto di analizzare il crollo di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros. Attenzione: quella dell’americano non è una critica all’altoatesino, tutt’altro. Agassi sostiene che Sinner sia in grado di affrontare match lunghi, anche sotto il sole. Il problema, a suo avviso, è da ricercare nella preparazione: “Deve capire cosa cambiare – sottolinea – Io non so niente della sua preparazione, so solo che può giocare cinque ore e mezza, lo ha dimostrato, so che in questo momento è il miglior giocatore del pianeta“.

Nonostante sia passata più di una settimana e il Roland Garros sia ormai arrivato alle semifinali, il tema dell’eliminazione del numero 1 al mondo continua a tenere banco anche all’estero. Agassi ha parlato di Sinner durante la sua ospitata a TNT Sports, l’emittente che trasmette tutto lo Slam parigino negli Usa. L’ex campione, oggi 56enne, va dritto al punto: “Passare dal giocare cinque ore e mezza l’anno scorso in finale a crollare dopo un’ora e 45 minuti col caldo…”, dice, mettendo a confronto la storica finale 2025 contro Carlos Alcaraz e l’inattesa eliminazione contro Juan Manuel Cerundolo. “Devo proprio indicare un difetto nella sua preparazione, perché è una cosa su cui si può lavorare. Non è che questo ragazzo non si alleni duro, non è che non sia atleticamente pronto”.

Secondo Agassi, insomma, è inconcepibile che Sinner non fosse preparato adeguatamente per affrontare il caldo estremo di Parigi. “Oggi sono così scientifici sulla preparazione, sul recupero, su tutto quanto. Io sono sicuro che lui ha uno staff di medici e specialisti“, prosegue l’ex numero 1. Che punta il dito appunto sulla preparazione: “Però ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi… è un azzardo. Deve capire cosa cambiare“. Secondo Agassi, Sinner potrebbe aver bisogno di una nuova figura professionale all’interno del team, di cui fa parte tra l’altro il suo ex allenatore Darren Cahill: “Magari deve portare dentro qualcun altro. Probabilmente c’è una qualche forma di problema di idratazione“.

Su questo punto, l’idratazione, Agassi insiste molto: “Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita, il mio rapporto carboidrati-proteine era 4 a 1, il ‘recovery drink’ era fatto in un certo modo…”. Per questo ribadisce: “Metterei in discussione quello che assume, se lo sta facendo correttamente…”. Insomma, questo è il consiglio di Agassi. Un tema che Sinner peraltro aveva già colto da solo: nel periodo tra Parigi e Wimbledon ha annunciato dei controlli al J Medical di Torino. Informazioni utili per capire cosa è successo e come si possa evitare che riaccada. Perché l’altoatesino finora ha sempre dimostrato di saper trarre lezioni importanti da ogni sconfitta.

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Ranking Atp: Arnaldi fa un balzo di almeno 70 posizioni, Cobolli è virtualmente in top 10 – La classifica degli italiani

4 June 2026 at 10:18

Tre italiani ai quarti di finale, due in semifinale, un finalista sarà azzurro a prescindere da come andrà. Il Roland Garros dell’Italia – nonostante il crollo di Jannik Sinner e l’assenza di Lorenzo Musetti – è stato un successo e ha regalato storie fantastiche. Dalla prima semifinale Slam di Cobolli – che affronta Arnaldi in semifinale – al ritorno di Berrettini (poi uscito in lacrime per un infortunio), fino all’exploit dello stesso Arnaldi. E proprio questi exploit hanno permesso a tutti e tre di migliorare notevolmente la loro posizione nel ranking Atp, che però – va precisato – sarà ufficiale da lunedì, da quando sarà finito il Roland Garros.

Partiamo proprio da Flavio Cobolli, che “vede” l’ingresso in top 10 ed è sicuro di diventare il numero due italiano, visto che Darderi e Musetti sono rispettivamente numero 17 e 18. Il tennista azzurro – se dovesse vincere la semifinale – sarà sicurissimo di essere al numero 10 del ranking Atp a partire da lunedì. Se dovesse perdere, dovrà sperare che Mensik non vinca il torneo. Il tennista ceco è infatti l’unico che al momento gli può togliere il numero 10 nella classifica Atp.

Balzo notevole anche quello di Matteo Arnaldi, che dopo un lungo infortunio al piede l’anno scorso, sta vivendo mesi da sogno e con la semifinale al Roland Garros guadagna almeno 70 posizioni, arrivando al numero 34 del ranking. Se dovesse vincere la semifinale, arriverebbe a ridosso della top 20. Buon risultato anche per Matteo Berrettini, che con i quarti nello Slam parigino fa un balzo di 57 posizioni e dopo esser stato fuori dalla top 100 per qualche settimana, rientra in top 50: sarà numero 48. Sinner perde 1250 punti, ma rimane saldamente in testa alla classifica, anche perché Alcaraz è ancora fermo per infortunio e gli altri sono distantissimi.

La top 10 live del ranking Atp

  • Jannik Sinner (Italia) — 13.500 punti
  • Carlos Alcaraz (Spagna) — 9.910 punti
  • Alexander Zverev (Germania) — 6.105 punti
  • Felix Auger-Aliassime (Canada) — 4.440 punti
  • Ben Shelton (Stati Uniti) — 3.920 punti
  • Alex de Minaur (Australia) — 3.905 punti
  • Novak Djokovic (Serbia) — 3.760 punti
  • Daniil Medvedev (Russia) — 3.760 punti
  • Taylor Fritz (Stati Uniti) — 3.720 punti
  • Flavio Cobolli (Italia) — 3.040 punti

La classifica degli italiani in top 100

  • Jannik Sinner (1) 13.500 punti
  • Flavio Cobolli (10) 3.040 punti
  • Luciano Darderi (17)2.300 punti
  • Lorenzo Musetti (18) 2.275 punti
  • Matteo Arnaldi (34) 1.336 punti
  • Matteo Berrettini (48) 985 punti
  • Lorenzo Sonego (66) 855 punti
  • Mattia Bellucci (77) 777 punti

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“Qualche mese fa avrei detto no, ora sarebbe bellissimo allenare Sinner. Ma Alcaraz al 100% è superiore”: la rivelazione di Ferrero

3 June 2026 at 13:17

Juan Carlos Ferrero direbbe sì a Jannik Sinner per allenarlo. Lo ha ammesso in un’intervista al Corriere della Sera lo stesso coach spagnolo che ha “costruito” i successi di CarlosAlcaraz, salvo poi separarsi a fine 2025 in maniera non proprio serena. Ferrero ha parlato della possibilità di diventare un giorno il nuovo allenatore dell’azzurro, nonostante sia il primo grande rivale del numero 2 del mondo: “Qualche mese fa, avrei detto di no: la rottura con Carlos era fresca, non sarei stato pronto“, ha rivelato, “ma oggi che mi sento più forte, dico: perché no? Sinner ama lavorare duro ed è disposto a tutto per rimanere numero 1: come atteggiamento, mi piace. Sarebbe bellissimo allenarlo“.

Una candidatura vera e propria, arrivata in un periodo in cui rimangono alcuni dubbi sul futuro di Darren Cahill, che già lo scorso anno aveva pensato di lasciare. Poi il legame con Sinner e la voglia di vincere ancora, hanno fatto la differenza. Per Ferrero però Alcaraz rimane superiore a Sinner, anche se di un “pelo“: “Se la giocano sui dettagli. Carlos è più dinamico, ha più colpi, sa togliere il ritmo a Jannik, che ama giocare soprattutto in un modo: veloce, colpendo alla stessa altezza. Al suo ritmo, è difficilissimo da battere“, ha spiegato l’allenatore spagnolo, “per me, al cento per cento, Alcaraz è un pelo sopra, siamo sul 55-45%. Tra quei due le partite sono state e saranno sempre apertissime. Per anni l’ho allenato con lo scopo di battere Sinner: i miglioramenti erano calibrati specificamente su Jannik”.

Poi sulla sconfitta di Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo: “È stato come un risveglio: tutti hanno aperto gli occhi e pensato che questa è l’occasione della vita. Io vedo Zverev più attrezzato per la vittoria, in ogni caso avremo un nuovo vincitore Slam dopo gli ultimi nove dominati da Carlos o Jannik”, ha detto Ferrero, “in prospettiva, è un cambiamento interessante: per almeno un paio d’anni i due manterranno la loro superiorità, ma Parigi 2026 segna un cambio di passo per gli inseguitori, che hanno capito che Sinner non è imbattibile. Sarà motivante per tutti: chi comanda e chi rincorre“.

Sinner e Alcaraz sì, ma per Ferrero ci sono altri due tennisti che potranno vincere uno slam: “Senza dubbio Fonseca e Jodar. Fonseca lo conoscevamo ma Jodar ci ha sorpresi tutti. Mentalmente è molto solido, allenarsi in Davis con Carlos lo ha aiutato a capire in quali aree deve crescere. Ha potuto migliorare nel cono d’ombra di Alcaraz, indisturbato. Ricorda Sinner: dritto da perfezionare, rovescio colpo naturale. Per ora a Rafael basta il padre, nel futuro vedremo”.

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McEnroe su Sinner: “È come se Superman fosse colpito dalla kryptonite. Ha la pelle molto chiara, stanno facendo il possibile per risolvere”

2 June 2026 at 15:05

Jannik Sinner vincerà Wimbledon 2026, parola di John McEnroe. L’ex tennista americano ha commentato non solo l’eliminazione dell’azzurro dal Roland Garros, arrivata al secondo turno per un colpo di calore, ma anche l’exploit di Berrettini, Cobolli e Arnaldi, tutti ai quarti di finale dello Slam di Parigi. “Non mi sarei aspettato che gli italiani fossero ancora qui”, ha ammesso McEnroe in un’intervista a La Stampa, “d’altra parte Cobolli è la seconda testa di serie più alta in quella parte del tabellone, è un ragazzo che sa quello che fa. È un grande atleta. Poi adoro Berrettini, vederlo tornare dopo tutto quello che ha passato, e potenzialmente contro Flavio potrebbe essere una semifinale“.

Poi McEnroe è tornato sul ko di Sinner, che intanto si rilassa a Montecarlo e si sottoporrà a dei controlli prima di Wimbledon: “È come se Superman fosse colpito dalla kryptonite, non è divertente giocare in quello stato”, ha detto l’ex tennista americano, “io sono stato abbastanza fortunato da non soffrire di crampi, almeno quando giocavo: ora mi capita sempre ed è una sensazione terribile“.

“Jannik ha la pelle molto chiara, so che stanno facendo tutto il possibile per trovare una soluzione e comunque era a un game dalla vittoria”, ha continuato, “un game in più e oggi staremmo parlando di lui. A volte perdi e non è colpa del tuo avversario, ed è una cosa orribile. In qualsiasi sport“. Nessun dubbio però per il prossimo Wimbledon, Slam a cui Sinner arriverà da campione in carica: “Può vincerlo ancora, assolutamente “, ha concluso McEnroe.

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