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Feijóo promete una "limpieza total" frente a un Gobierno que "organiza cacerías" contra jueces, fiscales y policías

13 June 2026 at 13:45
El líder 'popular' da por escrito el "epitafio político" de Sánchez y promete revisar todas las responsabilidades Leer

El líder 'popular' da por escrito el "epitafio político" de Sánchez y promete revisar todas las responsabilidades

Salvador Illa reivindica que los socialistas se han ganado "el sello de la credibilidad" y avisa: "Ni nos doblegan ni nos callan"

13 June 2026 at 13:40
El presidente de la Generalitat y líder del PSC dice que no son "ingenuos ante lo que está pasando" y exige "respeto a la presunción de inocencia y las instituciones" Leer

El presidente de la Generalitat y líder del PSC dice que no son "ingenuos ante lo que está pasando" y exige "respeto a la presunción de inocencia y las instituciones"

Ennesima grana per Salvini: tutte le Regioni bocciano il Piano casa. “Rifinanziare contributo affitti e fondo per la morosità incolpevole”

13 June 2026 at 13:15

Il Piano casa del governo Meloni, cavallo di battaglia di Matteo Salvini lungamente atteso e approvato in consiglio dei ministri un mese e mezzo fa, si arena davanti all‘opposizione delle Regioni. Che hanno ottenuto il rinvio del parere previsto in Conferenza Unificata per proseguire il confronto con Palazzo Chigi e i ministeri competenti. A pesare le risorse giudicate insufficienti, il mancato rifinanziamento del contributo affitti e del fondo per la morosità incolpevole e i poteri attribuiti al commissario straordinario, considerati eccessivamente invasivi rispetto alle competenze di Regioni e Comuni.

Il segnale politico è significativo perché, come ha sottolineato l’assessore umbro Fabio Barcaioli, nessuna Regione si è espressa a favore del provvedimento. Nel voto della Commissione Infrastrutture della Conferenza si sono registrate l’astensione di Lombardia e Abruzzo – a guida centrodestra – e la contrarietà di Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano. Il presidente, il leghista Massimiliano Fedriga, ha chiesto di conseguenza di rinviare l’esame del testo per tentare un’intesa con il governo sulle modifiche proposte.

Le contestazioni riguardano innanzitutto le risorse. Secondo le Regioni gli stanziamenti previsti non sono sufficienti a fronteggiare una crisi abitativa che negli ultimi anni si è aggravata in molte aree del Paese, soprattutto nelle grandi città e nei territori caratterizzati da forte pressione turistica. Tra le principali criticità anche l’assenza di rifinanziamenti per gli strumenti considerati essenziali per sostenere le famiglie in difficoltà. Un secondo nodo riguarda la governance del piano. Le Regioni contestano i poteri attribuiti al commissario straordinario incaricato di accelerare gli interventi. Secondo gli enti territoriali il rischio è che il nuovo assetto riduca il loro ruolo e quello dei Comuni, concentrando nelle mani della struttura commissariale funzioni che tradizionalmente appartengono alle amministrazioni locali.

Non a caso molte delle osservazioni formulate dalle Regioni coincidono con quelle avanzate nelle scorse settimane dall’Anci, che chiede maggior peso per i Comuni, una revisione dei poteri commissariali e una strategia maggiormente orientata al recupero del patrimonio pubblico inutilizzato e alla rigenerazione urbana nel tentativo di coniugare l’aumento dell’offerta abitativa con gli obiettivi di contenimento del consumo di suolo. Nella stessa giornata, tra l’altro, si è aperto un nuovo fronte tra governo e autonomie locali sulla classificazione dei Comuni montani. L’Anci ha chiesto di sospendere l’iter del Dpcm temendo l’esclusione di numerosi territori dai benefici previsti, mentre il ministro Roberto Calderoli ha respinto le critiche sostenendo che un rinvio bloccherebbe sia le agevolazioni previste dalla legge sia la ripartizione delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

Il capogruppo del Partito democratico in Commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani, ha parlato apertamente di una bocciatura, sottolineando come nessuna Regione abbia espresso parere favorevole. Secondo il parlamentare dem, le richieste avanzate dalle amministrazioni territoriali coincidono con gli emendamenti presentati dal Pd, a partire dall’aumento delle risorse per le politiche abitative e dal rifinanziamento dei fondi per affitti e morosità incolpevole.

Sulla stessa linea Alleanza Verdi e Sinistra e il Movimento 5 Stelle, che hanno interpretato il voto come la dimostrazione delle debolezze del provvedimento. Critiche sono arrivate anche dall’Unione Inquilini. Per la segretaria nazionale Silvia Paoluzzi, che chiede alla Commissione Ambiente della Camera di acquisire il parere espresso dalla Commissione infrastrutture, si tratta di una bocciatura “clamorosa” anche perché “segnala una criticità molto estesa e che coinvolge anche Regioni governate dalle destre”.

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Isernia, il sindaco smonta la tenda dopo 167 giorni di protesta contro i tagli alla sanità. Ma le chiusure sono confermate: “La battaglia è appena iniziata”

13 June 2026 at 13:09

Centosessantasette giorni davanti all’ospedale Veneziale di Isernia, poi la tenda è stata smontata. Nella notte tra il 10 e l’11 giugno, il sindaco Piero Castrataro ha concluso il presidio che aveva avviato il 26 dicembre 2025, annunciando in conferenza stampa che “la battaglia è appena iniziata“. Ma dopo quasi sei mesi di protesta non sono arrivati i risultati sperati: il Piano operativo sanitario 2026-2028 per la Regione Molise è stato firmato dai commissari con le temute chiusure.

Dal municipio, Castrataro ha parlato di un “risveglio delle coscienze” e di una comunità che ora “deve trovare il coraggio di istituzionalizzare quanto denunciato”. La partita si sposta altrove: nelle aule dei tribunali amministrativi, nei tavoli istituzionali e in un grande evento pubblico che il sindaco vorrebbe organizzare in autunno. Ma cosa ha ottenuto finora? Sul piano concreto quasi nulla. Il Pos conferma la chiusura di un punto nascita e di un’emodinamica, senza indicare esplicitamente quale presidio sarà colpito, ma con una rete hub-spoke che lascia pochi dubbi: il Cardarelli di Campobasso è l’hub regionale, il Veneziale di Isernia resta spoke con il ridimensionamento di alcuni reparti. Tagli pesanti anche nell’Alto Molise, dove l’ospedale di Agnone è definitivamente riconvertito in ospedale di comunità.

Eppure, qualcosa il presidio l’ha prodotto: la fiaccolata del 18 gennaio, con oltre settemila persone per le vie del capoluogo di provincia, è stata la manifestazione più partecipata nella storia recente della città. Ha costretto la politica regionale – assente in quella piazza la giunta di centrodestra- a fare i conti con una mobilitazione che non si esauriva nel gesto simbolico di un singolo. “Tutti quanti ci siamo sentiti partecipi di un destino comune”, ha dichiarato il sindaco: “Credo che sia la più grande espressione che la politica non di parte possa dare a una regione piccola come questa”.

La vicenda

Il 26 dicembre 2025, mentre la maggior parte d’Italia smaltiva il pranzo di Natale, una tenda compariva davanti all’ingresso dell’ospedale di Isernia. La protesta nasceva da una richiesta precisa: ricevere il Piano operativo 2026-2028 e avere garanzie che il punto nascita e il reparto di emodinamica non sarebbero stati soppressi. L’Asrem aveva risposto definendo il gesto “strumentale“. A marzo, a tre mesi dall’avvio del presidio, su un tabellone 6×3 affisso all’ingresso dell’ospedale era comparso un manifesto dell’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata: cavolfiore in primo piano e la scritta “Cosa c’entra il debito degli ospedali pubblici con la sanità privata? Un cavolo!” La collocazione non era casuale: in Molise il 28,7% della spesa sanitaria regionale è destinato a rimborsare le prestazioni del privato convenzionato, seconda percentuale più alta d’Italia secondo il rapporto Gimbe. “Non si vuole cambiare perché all’interno della politica regionale c’è un conflitto pubblico-privato che non è stato mai sanato”, ha dichiarato Castrataro in conferenza.

Cosa succede adesso

Il 9 maggio il consiglio comunale di Isernia ha votato all’unanimità il mandato al sindaco di impugnare il Piano davanti al Tar. Castrataro ha annunciato anche la costituzione di un comitato per il Veneziale, una raccolta firme per il punto nascita e gli Stati Generali della Sanità Pubblica in Molise, da tenersi in autunno. Sul fronte politico, ha chiesto apertamente che il presidente della Regione Francesco Roberti e i parlamentari molisani portino in Consiglio dei ministri la raccomandazione di un tavolo tecnico ministeriale congiunto che avrebbe già certificato la necessità di rimuovere i commissari. “Un conto è approvare in consiglio regionale una sfiducia al commissario, un conto è chiedere che quei commissari che hanno fallito vengano rimossi”, ha fatto notare il sindaco. Constatando infine una cosa: “Questo piano operativo dimostra che la provincia di Isernia conta meno (di Campobasso, ndr) e che quei politici che ci rappresentano in regione e in Parlamento non sanno difendere i diritti alla cura di questa provincia”, che rischia di diventare l’unica in Italia a non avere un punto nascita. La tenda è stata smontata, ma la partita – viene assicurato – è tutt’altro che chiusa.

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Ione Belarra anuncia que encabezará la candidatura de Podemos a la Comunidad de Madrid

13 June 2026 at 12:53

En un nuevo giro de guion en la política española, Ione Belarra, secretaria general de Podemos, ha anunciado este sábado su disposición a encabezar la candidatura del partido a la Comunidad de Madrid en las autonómicas de 2027. “El PSOE no pone más que candidatos de cuarta. Y Mónica García dice cosas que suenan bien, pero unos y otros han renunciado a ganarle a la señora [Isabel Díaz] Ayuso. Esta pelea hay que darla con más fuerza. Ayuso es el corazón ideológico de este país”, ha argumentado la también diputada en el Congreso durante el acto central de la Fiesta de la Primavera de la formación. “En Madrid se va a dar una batalla central para el conjunto del país y el futuro de nuestros hijos. No me resigno”, ha señalado ante unos 350 militantes en el Círculo de Bellas Artes de la capital hacia el final de su discurso.

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Irene Montero, Ione Belarra, Pablo Fernández e Isa Serra, este sábado en el Círculo de Bellas Artes de Madrid.

Mañueco mantiene a buena parte de sus consejeros, cambia de área a su polémico titular de Medio Ambiente y Vox elige perfiles técnicos

13 June 2026 at 12:21

Castilla y León ya tiene su nueva Junta. El presidente, Alfonso Fernández Mañueco (PP), ha anunciado este sábado a mediodía los miembros de su gabinete, el tercero desde que entró a gobernar en 2019 en sendas coaliciones, primero con Ciudadanos y las dos últimas con Vox. La extrema derecha asume tres consejerías y una vicepresidencia y entre los elegidos por Mañueco destaca que Juan Carlos Suárez-Quiñones, su habitual consejero de Medio Ambiente y muy criticado por su gestión de los incendios, sigue en la Junta pero a cargo de Empleo e Industria. Vox ha seleccionado a perfiles técnicos para sus departamentos: el vicepresidente, Carlos Pollán, dirigirá además el área de Desregularización y Familia mientras que Joaquín Antonio Pino liderará Agricultura y Ganadería y José Alberto Díaz Pico dirigirá Cultura y Deporte. Mañueco, que ha incorporado a su programa la “prioridad nacional” exigida por sus socios, ha reivindicado a su equipo como “personas preparadas, con criterio, capacidad de trabajo, experiencia que van a conformar un gobierno sólido y con la fuerza necesaria para impulsar el futuro de Castilla y León”.

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© EUROPA PRESS (EUROPA PRESS)

Mañueco anuncia su equipo de Gobierno este sábado.

Combate ao crime passa por redução da maioridade penal?

13 June 2026 at 12:07

O empresário Leonardo Bortoletto e o comentarista da CNN José Eduardo Cardozo debateram, na sexta-feira (12), em O Grande Debate (de segunda a sexta-feira, às 23h), se o “combate ao crime passa por redução da maioridade penal?”

A PEC (Proposta de Emenda à Constituição) que propõe a redução da maioridade penal de 18 para 16 anos foi aprovada na CCJ (Comissão de Constituição e Justiça) da Câmara dos Deputados por 44 votos a 18, após intensos debates entre parlamentares. A proposta agora segue para análise em uma comissão especial antes de chegar ao plenário da Casa.

A medida prevê que adolescentes de 16 e 17 anos acusados de crimes hediondos — como homicídio, estupro e latrocínio — passem a responder criminalmente e possam ser condenados à prisão. Atualmente, menores de 18 anos estão sujeitos apenas a medidas socioeducativas.

José Eduardo Cardozo se posicionou de forma contundente contra a redução da maioridade penal, apresentando argumentos em três frentes distintas. Do ponto de vista jurídico, afirmou que a regra vigente na Constituição constitui uma cláusula pétrea e, portanto, não pode ser alterada por emenda constitucional.

“Se o Congresso Nacional vier a fazer, inevitavelmente o Supremo Tribunal Federal, por unanimidade ou por maioria imensa de votos, vai declarar inconstitucional esta PEC”, declarou. Segundo ele, apenas uma nova Constituição poderia promover tal mudança.

Cardozo destacou que os presídios brasileiros já estão absolutamente superlotados. “Em que presídio vão se colocar esses adolescentes?”, questionou. Ele alertou ainda que a construção de novos presídios leva em média cinco anos e demanda recursos vultosos, que precisariam ser retirados de outras áreas, como educação.

“O sistema prisional brasileiro ficará incontrolável, mais ainda do que já é”, advertiu, recordando que já havia feito esse alerta em audiência pública na Câmara dos Deputados. Cardozo classificou o movimento como “populismo penal”, afirmando que parlamentares reconheciam a irracionalidade da medida, mas temiam perder votos ao se opor a ela.

Leonardo Bortoleto defendeu com igual convicção a redução da maioridade penal, reconhecendo as limitações do sistema prisional brasileiro, mas argumentando que a inércia diante da criminalidade não é uma alternativa aceitável.

Para ele, o Brasil enfrenta uma realidade em que organizações criminosas recrutam jovens deliberadamente porque sabem que eles não serão imputados com o mesmo rigor aplicado a adultos. “A criminalidade recruta jovens porque sabe que eles não serão imputados com o mesmo rigor de um adulto”, afirmou.

Bortoleto reconheceu que encarcerar jovens de 16 e 17 anos é uma medida extrema, mas sustentou que muitos desses adolescentes já são veteranos no crime, tendo sido cooptados por organizações criminosas ainda aos 10 anos de idade.

“Não há a menor dúvida de que não é uma solução nem de perto agradável encarcerar um brasileiro de 16 e 17 anos. Agora, nós não podemos fechar os olhos para uma realidade que é a do país”, declarou. Segundo ele, a redução da maioridade penal poderia, paradoxalmente, proteger os próprios adolescentes, ao desestimular o recrutamento precoce pelo crime organizado.

Os textos gerados por inteligência artificial na CNN Brasil são feitos com base nos cortes de vídeos dos jornais de sua programação. Todas as informações são apuradas e checadas por jornalistas. O texto final também passa pela revisão da equipe de jornalismo da CNNClique aqui para saber mais.

Na estreia do Brasil na Copa, Lula pede raça aos jogadores: “Bola no gol"

13 June 2026 at 09:38
O presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) usou as redes sociais no início da manhã deste sábado, 13, dia da estreia da Seleção Brasileira na Copa do Mundo de 2026, para mandar um recado aos jogadores e ao técnico Carlo Ancelotti. Na publicação, ele pediu que os atletas “joguem com a alma”.“Além de jogar bola que vocês sabem, jogue com um pouco de alma. Quando cair, levante. Quando cair não fique reclamando, levante e vá tirar a bola do adversário e lembre de uma coisa: o que vale é chutar a bola no gol do adversário, é lutar. Pelo amor de Deus, chute”, disse o presidente.Lula lembrou ainda que já acompanhou diversas Copas do Mundo e afastou comparações entre a Seleção atual e as equipes de outras gerações.Dirigindo-se a Carlo Ancelotti, o presidente afirmou que o mais importante é a confiança nos jogadores escolhidos para disputar o torneio.“O que vale, na verdade, é que você convocou o time. A meninada que está aí, a meninada que você tem, que você escolheu”, falou Lula a Ancelotti.Confira a publicação: Professor Carlo Ancelotti e jogadores da nossa querida Seleção Brasileira, o recado de hoje é para vocês.Começou a Copa do Mundo e agora é hora de jogar com raça, vontade, entrega e espírito de equipe. Futebol se ganha dentro das quatro linhas, com concentração, dedicação,… pic.twitter.com/oRU6fvoYLF— Lula (@LulaOficial) June 13, 2026Brasil na Copa do MundoO Brasil estreia na Copa do Mundo às 19h (horário de Brasília) deste sábado, no MetLife Stadium, em Nova Jersey.A Seleção Brasileira enfrenta Marrocos pelo primeiro desafio na chave C do Mundial.Lula deve assistir à partida do Palácio da Alvorada, residência oficial da Presidência da República, em Brasília. Leia Também: NOVIDADE Em recuperação para a Copa, Neymar anuncia linha de cadeiras gamers COPA DO MUNDO Abertura da Copa do Mundo no Canadá é detonada nas redes sociais POLÍTICA E FUTEBOL Lula cobra Carlo Ancelotti antes da estreia na Copa do Mundo EscalaçãoA provável escalação do Brasil tem Alisson, Danilo, Marquinhos, Gabriel Magalhães, Alex Sandro, Lucas Paquetá, Casemiro, Bruno Guimarães, Raphinha, Vinicius Júnior e Matheus Cunha.Sem a presença de Neymar, que ainda se recupera de lesão, o atacante Vini Jr. tem a missão de ser o protagonista da Seleção Brasileira.

O Estreito de Schrödinger está aberto e fechado ao mesmo tempo (e funciona)

By: ZAP
13 June 2026 at 12:00
Ormuz já não está fechado. Mas também não está totalmente aberto. A administração Trump está a recorrer às táticas da “frota-sombra” russa para pôr os navios a circular. Quando o presidente norte-americano, Donald Trump, disse que iria abrir o estreito de Ormuz, o que aparentemente queria dizer era que os Estados Unidos iriam promover o tipo de práticas obscuras que alimentam as “frotas-sombra” da Rússia, do Irão e da Venezuela, diz o The Atlantic. Muitos dos navios que agora entram ou saem de Ormuz fazem-no às escuras, com os dispositivos de localização desligados desligados. O objetivo é evitar a deteção

El Kennedy Center cumple con la orden judicial de retirar el nombre de Donald Trump de su fachada

13 June 2026 at 11:27

Los tiempos extraordinarios que vive Washington exigen medidas extraordinarias. Por ejemplo, la retransmisión en directo, a través de YouTube y de las webs de varios medios de comunicación, de la anodina operación de levantar un andamio para que unos obreros, subidos a él, retiren las letras de molde de una fachada.

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© Cliff Owen (AP/LaPresse)

Montaje del andamio, este viernes, para retirar el nombre de Donald Trump de la fachada del Kennedy Center.

Tornerà il centrosinistra? La riflessione di Merlo

13 June 2026 at 11:20

La domanda potrebbe essere provocatoria ma non lo è. Per una ragione persino troppo semplice da spiegare. E cioè, oggi non c’è una coalizione di centro sinistra perché c’è una alleanza di sinistra. Ovvero, per essere ancora più chiaro, si tratta di una coalizione che somma le quattro grandi sfumature dell’attuale sinistra italiana: la sinistra radicale e massimalista del Pd della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, la sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni-Bonelli-Salis e la sinistra pan sindacale e classista del segretario generale della Cgil Landini.

Oltre a vari movimenti, gruppi ed associazioni che ruotano attorno all’universo della sinistra italiana. Ora, e alla luce di questa concreta ed oggettiva situazione, il centro sinistra può ritornare solo se ci sarà – e mi scuso per la banalità di questa osservazione – un centro democratico, riformista e di governo che si allea con una sinistra altrettanto riformista, democratica e di governo.

Detta così è quasi una banalità. Ma, se togliamo l’intera esperienza della prima repubblica dove la qualificante e significativa esperienza della Democrazia Cristiana suppliva in modo decisivo alla formazione di governi di centro e di centro sinistra, nella cosiddetta seconda repubblica ogniqualvolta una coalizione di centro sinistra faceva capolino vedeva, appunto, la presenza visibile di un centro autorevole e di una sinistra qualificata.

Nulla di tutto ciò capita adesso. Semmai, e al contrario, l’attuale coalizione progressista è simile, molto simile – seppur mutatis mutandis – alla ormai famosa “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria del lontano 1994.

Ovvero, una alleanza di sinistra e progressista dove il Centro era radicalmente estraneo. Nel 1994 semplicemente non c’era mentre, adesso, il Centro è ridotto a giocare un ruolo del tutto marginale, periferico e politicamente irrilevante ed ininfluente.

Un ruolo del tutto marginale spiegato un termini razionali e precisi da Goffredo Bettini fedele alle su radici comuniste e il maggior teorico dei posizionamenti tattici e strategici all’interno del principale partito della sinistra italiana.

“Serve una tenda centrista” dice da tempo l’ex coordinatore nazionale del Pd. Una “tenda” che, come ovvio ed evidente, ha solo il ruolo di giustificare la natura plurale della coalizione senza mettere affatto in discussione la salda guida politica della sinistra nelle sue multiformi espressioni. In altre parole, la solita e collaudatissima prassi comunista degli ormai famosi “partiti contadini polacchi”.

Cioè partiti che non riescono, comunque sia, a contendere e men che meno a condizionare la guida politica della coalizione. Per queste ragioni, semplici ma oggettive, oggi non si può parlare di una coalizione di centro sinistra. La stagione del Ppi, della Margherita o della prima fase del Partito democratico sono ormai alle nostre spalle.

Oggi prevale, come noto a tutti, una chiara e netta connotazione di sinistra e progressista dell’alleanza guidata dal Pd, dai 5 stelle da Avs, dalla Cgil, da varie associazioni di categoria e da larga parte del circo mediatico/televisivo e della carta stampata che ogni giorno appoggia e supporta l’alleanza progressista. Si resta in attesa, quindi, che ritorni il centro sinistra. Oggi, piaccia o non piaccia, c’è solo una nuova ed aggiornata “gioiosa macchina da guerra”.

Vannacci apre l’assemblea di FnV e attacca il centrodestra: “Porta avanti l’agenda Draghi”. Più di mezz’ora contro la stampa: “Orgogliosi di essere la feccia”. Poi recita una preghiera

13 June 2026 at 11:02

“Allacciate le cinture, oggi ce n’è per tutti, non risparmierò nessuno”. Oltre 30 minuti di attacchi alla stampa, con tanto di nomi e cognomi di giornalisti “che si infiltrano tra di noi come tra i vietcong, come se io fossi il colonnello Kurtz di Apocalipse Now”. La denuncia di quello che definisce “il metodo Formigli“. Che consiste nella “registrazione di nascosto delle vostre conversazioni private, prendono le parole non troppo sveglie di due-tre di voi per estenderle a tutti e dimostrare che siamo la feccia. Bene, vi risparmio il lavoro. Siamo orgogliosi di essere lo scarto, siamo orgogliosi di essere la feccia“. Così Roberto Vannacci ha deciso di aprire il proprio discorso all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, nella giornata che segna il debutto ufficiale di Futuro Nazionale, con la propria assemblea costituente, che si chiuderà domani.

“Ringrazio i giornalisti che ci stanno regalando tutta questa notorietà. Migliaia di italiani parlano di Vannacci”, (sì, parla di sé in terza persona). Poi cita Matteo Pucciarelli, Gad Lerner, Sigfrido Ranucci, Giacomo Salvini e Alessandro Mantovani. “Ormai ho cominciato a conoscerli. Carpiscono le vostre conversazioni private”. Poi l’ironia: “I pelati stiano attenti, perché vengono considerati estremisti. Anche chi ha i tatuaggi. E poi chi ha monili strani. Ma ve lo dico, l’ascia bipenne è tornata, eccola qua” e mostra la collanina alle telecamera. E ancora, l’ironia: “Chiedo ai massoni presenti in sala di alzare la mano, così risparmiamo il lavoro di ricerca a Report“. Infine la preghiera: “In piedi”. E comincia a recitare la preghiera del paracadutista francese, scritta nel 1938 da André Zirnheld: “O mio Dio, dammi ciò che ti viene rifiutato. Voglio l’insicurezza e l’inquietudine, la tormenta e la rissa“.

Il generale, presidente di Fn, passa poi all’attacco al centrodestra: “Io mi dovrei alleare con chi porta avanti l’agenda Draghi, il Green Deal e il debito comune?”. Applausi e ovazione. Tutti in piedi anche quando elenca ogni voto di Forza Italia, a Bruxelles, insieme al Pd e al gruppo dei Socialisti. “Si parla di patrimoniale negli ultimi giorni, con la sinistra che la vuole imporre, senza rendersi conto che non funziona e che di patrimoniali ne paghiamo già parecchie. Tajani ha detto: ‘Fintanto che ci sono io al governo, non ci sarà’. Bene. In Europa però ha votato a favore per dare altri soldi all’Ue. E io sarei quello che vota con la sinistra e le fa da stampella? Che aiuta Zan e finanzia il Gay Pride, o aiuta Schlein? Alla prova dei conti c’è un asse tra il Partito popolare europeo e i socialdemocratici in Europa” e questo governo “si allinea totalmente a supportare questa Commissione europea e la rinsecchita von del Leyen. E io sarei quello che parteggia per la sinistra? Poi si invoca il voto utile: secondo questo manicheismo o stai con noi o stai con la sinistra… Io rispondo chiaramente: o con noi, con Futuro Nazionale, guardiani della sovranità, o con von der Leyen, Draghi e il globalismo”.

Ampio passaggio sul suo cavallo di battaglia, la cosiddetta remigrazione. “Sono orgoglioso di aver portato questo termine in Italia”. E poi: “Chissà perché ci dicono che non si può attuare, che è impossibile metterla in pratica”. Dopo un lungo excursus sulla storia dell’ex poliziotto britannico, Mark Bullen, “sposato con una signora russa e al quale è stata tolta la cittadinanza inglese”, la sintesi: “Diciamolo insieme, l’Italia agli italiani. L’Italia agli italiani”. Mantra caro a quello che per tutto il tempo, senza mai citarlo, chiama “Re Mida la contrario”, cioè Matteo Salvini. “Noi non ci sentiamo africani, siamo italiani” ripete il generale più di una volta. “Il nostro progetto politico è radicato nella cultura romana e cristiana”. “La civiltà occidentale rischia di scomparire in pochi decenni, ecco perché combattiamo per il futuro nostro e dei nostri figli”.

L’assemblea si è aperta col saluto del deputato Edoardo Ziello: “Buongiorno, legionari. Se ci sono i facinorosi di sinistra che vi provocano, fate come il grande Dante Alighieri, passate oltre”. Poi il ringraziamento alla sparuta rappresentanza dei partiti di centrodestra, che hanno mandato dirigenti locali. Dopo Ziello, tocca all’inno nazionale – cantato fuori tempo dal tenore – e al braccio destro di Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, che ha ricordato “il rogo di Primavalle, che quando ero bambino mi ha spinto ad approfondire e capire”, e la “cristianità che ci unisce, che ha sempre rispettato tutti, ma che oggi viene calpestata e vilipesa”.

Oltre 1.700 i delegati provenienti da tutta Italia e presenti all’assemblea: in prima fila si vedono Mario Borghezio, Laura Ravetto e l’economista Antonio Maria Rinaldi.

In sala stampa, dopo l’intervento, Vannacci ha risposto per circa un’ora alle domande dei cronisti. Ed è tornato sull’alleanza col centrodestra: “Non ho mai parlato di adesione al centrodestra. Non è una mia istanza, sembra che sia una aspettativa di questo centrodestra e io dovrei ammorbidirmi? Io le mie posizioni non le ammorbidisco e non le cambio. FnV è al 5% ancora prima di nascere grazie a queste posizioni e linee rosse. Eventualmente ho detto che siamo il sestante del centrodestra”. Sul riarmo europeo “io non ho mai votato a favore a Bruxelles”, mentre “la Lega in Italia ha fatto l’esatto opposto”. Spendere “800 miliardi di euro in armamenti non ha senso, è un feticcio per rilanciare le industrie francesi e tedesche, io non ho mai visto cosacchi russi in Italia. Nessuno ci sta minacciando”. L’Unione europea sta “spendendo più del doppio in armi” rispetto alla Russia. Oltre a ciò, “abbiamo tre volte i cittadini della Federazione russa. Non c’è ragione di cui preoccuparsi”.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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Moedas quer acabar com desconto nas refeições para alunos sem escalão. “Opção política, como o Chic-Nic”

By: ZAP
13 June 2026 at 11:00
Mais de 30 mil alunos passam a pagar totalidade do valor da refeição nas escolas, em vez de 50%, na nova proposta do PSD/CDS-PP/IL. Carlos Moedas renovou a medida de gratuitidade do PS, no ano passado. Agora, é contra. A liderança PSD/CDS-PP/IL na Câmara de Lisboa quer eliminar o desconto de 50% nas refeições a alunos não abrangidos por ação social, em vigor desde 2024, com críticas da oposição, que defende a gratuitidade universal. Em causa está uma notícia desta sexta-feira do Expresso sobre uma proposta do vereador da Educação, Rodrigo Mello Gonçalves (IL), que vai à reunião camarária da

Guerra contra o Irão expõe calcanhar de Aquiles dos EUA: dezenas de MQ-9 Reaper abatidos e Pentágono sem stock para repor drones

13 June 2026 at 10:26
AF! A guerra contra o Irão está a revelar um dos pontos frágeis da máquina de guerra americana: a dependência de drones MQ-9 Reaper, que são abatidos em grande número e com pouca capacidade de reposição rápida. Antes de chegarem ao Médio Oriente, muitos desses “drones assassinos” passam pela Base das Lajes, nos Açores, onde […]
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