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Mondiali, per la prima volta il Var inverte un giallo tra 2 avversari: è successo in Usa-Paraguay. È uno dei quattro nuovi casi in cui può intervenire

13 June 2026 at 13:55

Per la prima volta nella storia il Var è stato usato per invertire un’ammonizione che era stata data dall’arbitro per un fallo a un giocatore e invece poi attribuita, per simulazione, a un altro. È successo in UsaParaguay, finita 4-1 in favore della formazione di Mauricio Pochettino. È uno dei quattro nuovi casi in cui il Var può intervenire a partire da questa edizione dei Mondiali.

Prima dell’inizio, infatti, la Fifa ha deciso di ampliare le possibilità di utilizzo del Var per cambiare le decisioni prese sul campo: ora si può correggere la scelta dell’arbitro non solo quando un cartellino giallo o rosso viene dato al compagno di squadra sbagliato, ma anche quando il direttore di gara penalizza la squadra errata, ovvero quando il fallo è commesso da una squadra ma il cartellino mostrato all’altra, come appunto successo in Usa-Paraguay. Ciò – da regolamento – è incluso nel caso di “mistaken identity“, cioè scambio di persona. In realtà in questo caso non è uno scambio di persona, ma casistiche simili sono incluse anche e soprattutto per limitare anche le simulazioni e penalizzare i “furbi” in campo.

Tutto è accaduto all’ottavo minuto del secondo tempo, quando il paraguayano Almiron è sfuggito nei pressi della linea di fondo all’americano Ream: l’arbitro olandese Makkelie ha fischiato fallo contro il difensore, ammonendolo. A quel punto è stato battuto il calcio di punizione, ma con la palla già in gioco (e questo è stato un errore di utilizzo del protocollo, bisognava intervenire prima) l’arbitro ha interrotto l’azione per andare al Var (dove c’era lo spagnolo Del Cerro Grande) per una revisione, da cui è emerso che Almiron aveva simulato: quindi, decisione finale, cartellino giallo revocato a Ream e attribuito ad Almiron e punizione per gli Usa.

Come detto, questo è solo uno dei quattro nuovi casi in cui il Var può intervenire. Ma quali sono gli altri tre? Uno riguarda i calci d’angolo: il VAR potrà correggere l’assegnazione sbagliata di un corner. Ma l’intervento sarà possibile solo se non rallenterà la ripresa del gioco. E poi ancora i falli commessi prima della ripresa del gioco: le infrazione avvenute prima della battuta di angoli, punizioni o rigori potranno essere rivisti. Il VAR potrà suggerire provvedimenti disciplinari all’arbitro anche su episodi che precedono la battuta. Infine il doppio giallo. Per intenderci, uno dei motivi per cui sarebbe con molta probabilità nel famoso caso KaluluBastoni: il VAR potrà intervenire infatti anche in caso di cartellino rosso mostrato dopo un secondo giallo assegnato in maniera errata.

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Anthropic blocca i suoi nuovi modelli Ai su ordine del governo Usa: continua lo scontro tra Trump e Amodei

13 June 2026 at 11:28

Dopo la causa contro il Pentagono, continua lo scontro tra il governo degli Stati Uniti e Anthropic, la startup di intelligenza artificiale guidata dall’italoamericano Dario Amodei. La Casa Bianca ha infatti ordinato all’azienda leader del settore di vietare l’accesso ai propri modelli Fable 5 e Mythos 5 a tutti i cittadini e organizzazioni straniere. Anthropic per conformarsi alla direttiva ha così disabilitato d’urgenza i due sistemi per tutti gli utenti a livello globale, avendo difficoltà a filtrare gli utenti in base alla nazionalità. Tutti gli altri modelli Ai invece, come Claude, sono rimasti accessibili senza interruzioni. La società si è scusata con i clienti e ha annunciato di essere in contatto con le autorità per sistemare il “malinteso” e ripristinare i sistemi il prima possibile.

Fable 5 e Mythos 5 sono i modelli più potenti della startup ed erano stati presentati il 9 giugno: hanno dunque avuto, per ora, vita breve. La direttiva, stando a quanto riferito dall’azienda, non fornisce dettagli tecnici approfonditi ma si fonda sulla presunta scoperta da parte di Washington di un metodo per aggirare le protezione dei modelli per ottenere capacità in ambito cyber, il cosiddetto jailbreaking. L’azienda statunitense ha confermato di aver analizzato un report che ritiene essere alla base dell’ordine, non indicato dall’amministrazione Usa, ma ne ha ridimensionato la gravità. “Come detto pubblicamente, riteniamo che il governo debba avere la facoltà di bloccare le applicazioni non sicure, nell’ambito di un processo normativo trasparente, equo, chiaro e basato su dati tecnici concreti”, ha detto in una nota l’azienda, specificando però che “questa azione non rispetta tali principi”.

Anthropic ha ribadito di aver adottato una rigorosa strategia di “difesa di profondità“, tra l’altro testata per migliaia di ore in collaborazione con il governo Usa e anche con quello del Regno Unito. Comunicando la chiusura dei due sistemi, la startup ha ricordato che non esiste una resistenza “perfetta e universale” e che solo immaginarlo è impossibile per ogni azienda. “Dissentiamo dal fatto che la scoperta di un potenziale jailbreak di portata limitata debba essere motivo di richiamo per un modello commerciale distribuito a centinaia di milioni di persone – si legge nella nota -. Se questo standard venisse applicato all’intero settore, riteniamo che paralizzerebbe di fatto il rilascio di nuovi modelli per tutti i fornitori di Ai di frontiera“.

Se la direttiva rimanesse in vigore sarebbe un grave danno per la startup considerando che entrambi i modelli sono considerati all’avanguardia. Fable 5, in particolare, ha segnato la prima volta in cui Anthropic ha reso pubblica un’offerta così avanzata, grazie a nuove misure di sicurezza che bloccano le risposte in specifiche aree ad alto rischio. I modelli si basavano sul rilascio di Claude Mythos Preview, che ad aprile aveva colpito Wall Street e i funzionari governativi grazie alle avanzate capacità di sicurezza informatica. L’azienda, nell’occasione, aveva dichiarato di non voler rendere il modello disponibile al grande pubblico, limitandone il lancio a un primo gruppo selezionato di aziende nell’ambito di un’iniziativa di sicurezza informatica denominata Project Glasswing.

A marzo l’azienda di Amodei aveva fatto causa al Dipartimento della Difesa Usa perché il Pentagono l’aveva etichettata come “rischio per la catena di approvvigionamento” americana, di fatto limitandone l’uso nelle agenzie federali. Il governo ha di fatto ritenuto l’azienda una minaccia per la sicurezza nazionale: una definizione riservata ad avversari stranieri e che impone agli appaltatori della difesa di certificare che non useranno i modelli Claude di Anthropic nelle attività svolte per le forze armate. Un’azione che la società ritiene illegale in quanto violazione della libertà di parola e una punizione per motivi ideologici.

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Mondiali, i risultati della notte: lo show al debutto degli Usa contro il Paraguay. La Bosnia strappa un pari

13 June 2026 at 09:32

Per gli Stati Uniti è stato un debutto da sogno. Nella notte italiana tra venerdì 12 e sabato 13 giugno la Nazionale guidata dal ct Mauricio Pochettino ha dominato la partita d’esordio del suo Mondiale al SoFi Stadium di Inglewood, in California, battendo per 4-1 il Paraguay. Decine di celebrità americane hanno assistito dagli spalti, tra cui Tom Cruise, George Lucas, Bill Gates, Halle Berry, Leonardo DiCaprio e Kareem Abdul-Jabbar. In campo lo show non è mancato.

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Gli Usa potevano patire un po’ di pressione, invece l’inizio di match è stato dirompente, con protagonisti anche i due Serie A Pulisic e McKennie. Proprio da loro due è nato l’autogol di Bobadilla che già al settimo minuto ha indirizzato la sfida. Poi il protagonista del match è diventato Folarin Balogun, che ha firmato una splendida doppietta. Nel secondo tempo Di Mauricio ha segnato il gol della bandiera per il Paraguay. Nei minuti di recupero, la perla di Giovanni Reyna che ha regalato il quarto gol agli americani. Non erano mai stati così tanti per la nazionale statunitense in una partita di Coppa del Mondo.

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Nel pomeriggio americano invece ha debuttato l’altra Nazionale di casa di questi Mondiali. Al Canada però è andata meno bene contro la Bosnia, la Nazionale che ha eliminato l’Italia. Nell’incontro che ha aperto il Gruppo B a Toronto, i bosniaci sono passati in vantaggio al 21′ con Lukic. Nella ripresa il pareggio del Canada, più che meritato, firmato al 78′ da Larin. A completare il girone sarà la sfida tra Qatar e Svizzera in programma questa sera. Nel gruppo D invece in testa ci sono gli Usa, che dovranno aspettare domani per studiare i rivali: Australia e Turchia.

Mondiali, i risultati delle partite

Usa-Paraguay 4-1 (nel pt 7′ aut. Bobadilla, 31′ e 50′ Balogun; nel st 28′ Mauricio, 53′ Reyna)

Canada-Bosnia 1-1 (nel pt 21′ Lukic, 34′ Larin)

La classifica dei gironi

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Usa-Iran, accordo mai così vicino. Washington ottimista all’85%, la firma in Svizzera. Teheran: “Un faccia a faccia? Un’illusione americana”

13 June 2026 at 06:59

Medio Oriente, Washington neutralizza i droni iraniani nello Stretto di Hormuz. Ma la tregua tra Usa e Teheran è più vicina

Mentre le tensioni nel Golfo Persico restano elevate, si rafforzano i segnali di una possibile svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime ore il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha reso noto di aver abbattuto diversi droni d’attacco lanciati da Teheran contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo Washington, il traffico marittimo prosegue regolarmente e il corridoio strategico rimane aperto. Sul fronte diplomatico, però, la prospettiva di un accordo appare più vicina che mai. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti potrebbe essere firmato “nei prossimi giorni”, inizialmente in forma digitale. “Non siamo mai stati così vicini alla conclusione”, ha affermato, ribadendo che Teheran intende gestire internamente le proprie scorte di uranio altamente arricchito attraverso un processo di diluizione.

Le indiscrezioni indicano la Svizzera, e in particolare l’area del lago di Ginevra, come possibile scenario simbolico della firma. Secondo Reuters, il vicepresidente americano J.D. Vance potrebbe sottoscrivere l’intesa per conto di Washington, mentre l’Iran sarebbe rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammed Ghalibaf. Tuttavia, da Teheran arrivano nuove smentite e l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, definisce “un’illusione americana” l’ipotesi di un incontro faccia a faccia. Intanto il Pakistan, che sta svolgendo un ruolo di mediazione, ha annunciato di aver raggiunto un testo definitivo e condiviso dell’accordo di pace, invitando a non dare credito alle campagne di disinformazione che puntano a sabotare l’intesa. A Washington cresce l’ottimismo: secondo fonti citate da Bloomberg, le possibilità di una firma sarebbero comprese tra l’80 e l’85%.

Leggi anche: Iran-Usa, l’analista: “Possibile svolta in arrivo, ma servirà tempo per equilibrare gli interessi. Ma sul nucleare…”

Restano tuttavia profonde divergenze sui contenuti dell’accordo. Donald Trump rivendica di aver ottenuto lo smantellamento del programma nucleare iraniano, la distruzione del materiale arricchito e la garanzia che Teheran non sosterrà più gruppi armati nella regione. Una versione contestata dalla Repubblica islamica, secondo cui la questione nucleare resterebbe aperta e verrebbe affrontata soltanto nei sessanta giorni successivi alla firma del memorandum. Le tensioni coinvolgono anche Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari, assicurando piena sintonia con Trump, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha escluso un ritiro delle forze israeliane dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza.

Tra annunci, smentite e reciproche accuse, il negoziato resta appeso agli ultimi nodi politici. Ma, dopo mesi di escalation militare e diplomatica, la prospettiva di una tregua appare oggi più concreta che in passato.

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After Shangri-La: Asia Is No Longer Asking Washington’s Permission

13 June 2026 at 05:59
At the 23rd Shangri-La Dialogue 2026 held in Singapore and attended by 44 countries, the real story was not the reaffirmation of the US-led Indo-Pacific order but its slow, public unraveling. The Speech That Misread the Room The opening plenary belongs, by Shangri-La tradition, to Washington. This year, US Secretary of War Pete Hegseth declared, […]

Tacheles # 209 ist online

12 June 2026 at 20:00
Diese Ausgabe von „Tacheles mit Röper und Stein“ ist sehr stark vom Thema des Ukraine-Krieges geprägt, aber natürlich gab es auch noch andere Themen. Und wieder einmal ist uns bei der Aufnahme aufgefallen, wie viele Ereignisse und Tatsachen deutsche Medien verschweigen. Also haben wir darüber berichtet und gesprochen. Sollte YouTube die Sendung löschen, finden Sie […]

Teil 2: Im Rahmen der Biowaffenforschung haben die USA „Killermücken“ auf schwarze US-Amerikaner losgelassen

12 June 2026 at 18:38
Die russischen Vorwürfe, die USA würden in den über 120 Biolaboren, die sie weltweit betreiben, von denen sich alleine 46 in der Ukraine befanden, Biowaffen erforschen, werden im Westen zurückgewiesen, lächerlich gemacht und als „russische Propaganda“ bezeichnet. Und die USA und die Ukraine verweigern, wenn sie im Rahmen von Treffen der Biowaffenkonvention mit konkreten Fragen […]

Teil 1: US-Geheimdienst warnt vor Gefahren durch US-Biolabore im Ausland

12 June 2026 at 18:33
Es gibt Ereignisse, von denen die Menschen in Deutschland nichts erfahren, wenn sie sich in den Mainstream-Medien informieren. Dazu gehören die Forschungen des Pentagon an Biowaffen. Diese Thema verschweigen die deutschen Medien oder bezeichnen es als „russische Propaganda“ und Verschwörungstheorie. Dabei bleiben sie auch dann noch, wenn in den USA die eigenen Geheimdienste vor den […]

JPP diz que madeirenses e açorianos “não são escravos”

12 June 2026 at 16:10
Filipe Sousa reagiu às declarações de António Leitão Amaro e acusa o Governo da República de falhar a continuidade territorial, desafiando o ministro a anunciar datas para a regulamentação do Subsídio Social de Mobilidade e para a implementação da ligação marítima regular de passageiros e mercadorias. As declarações do ministro da Presidência são inaceitáveis e […]

U.S. Agency for Global Media: America’s newest propaganda machine?

12 June 2026 at 09:59
The creation of the U.S. Agency for Global Media (USAGM) provoked not surprise but irritation: an old propaganda tool simply got a new label and an even more aggressive tuning. My first reaction to the birth of the US Agency for Global Media was pure surprise — then anger. Haven’t we already got enough outfits […]

Nyt: “Gli Usa pensano a un drastico ritiro di caccia e navi a disposizione della Nato in Europa”

12 June 2026 at 09:23

Il ritiro dell’appartato militare statunitense dall’Europa è già una realtà: a maggio la Casa Bianca aveva annunciato un importante disimpegno in Germania, superiore ai 5mila soldati già annunciati, aggiungendo che i Paesi europei devono assumersi maggiori responsabilità per la loro difesa. E qualche giorno prima, aveva minacciato un parziale ritiro delle truppe Usa anche da Italia e Spagna per il mancato supporto nella guerra all’Iran e nel controllo dello Stretto di Hormuz. Ora, secondo quanto riporta il New York Times, gli Usa pianificano un drastico taglio del numero di caccia e navi militari a disposizione delle operazioni Nato in Europa: secondo il quotidiano americano sono previsti in particolare la riduzione da 150 a 100 degli F-16 e degli F-15E in territorio europeo e da 26 a 15 degli aerei da ricognizione, il ritiro di tutti e otto gli aerei da cisterna e il “ricollocamento di un sottomarino lanciamissili, di una portaerei e di “diverse navi da guerra”.

Tali intenzioni, aggiunge il Ny Times citando due alti funzionari europei, sono state comunicate agli alleati all’inizio di giugno in un documento. Il Pentagono aggiunge il Ny Times ha “rifiutato di commentare le cifre specifiche contenute nel documento” citato, facendo riferimento a una più generica dichiarazione del suo Comando Europeo sull’intenzione di ridurre l’impegno militare Usa in Europa. Alcuni dettagli di questo programma di disimpegno erano invece stati anticipati da Die Welt. Funzionari statunitensi hanno indicato che il taglio dei mezzi militari statunitensi in Europa verrà attuato “molto presto”, ben prima di quando previsto dagli alleati europei, scrive ancora il giornale Usa. Tale improvvisa riduzione delle forze disponibili, aggiunge, può avere conseguenze su aspetti come capacità Nato di monitorare il traffico dei sottomarini russi o di lanciare missili Tomahawk a lungo raggio in profondità nel territorio russo.

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Mondiali, i risultati delle partite del 12 giugno: la Corea del Sud ribalta la Repubblica Ceca nella notte

12 June 2026 at 07:20

Il Mondiale 2026 si è aperto con la vittoria del Messico contro il Sudafrica nella gara inaugurale grazie ai gol di Quinones prima e Raul Jimenez poi. La formazione di Aguirre ha fatto vedere buone cose nel match inaugurale del torneo, a differenza invece della formazione sudafricana, rimasta anche in 10 uomini a inizio secondo tempo per l’espulsione di Sithole e poi in 9 per quella di Zwane.

Nella notte si è giocata anche l’altra sfida del girone A, quella tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, terminata 2-1 per gli asiatici con una rimonta. e reti tutte nel secondo tempo. Al gol di Ladislav Krejcí, al 59esimo, hanno risposto nel giro di 13 minuti prima In-Beom Hwang e poi Hyeon-Gyu Oh.

Mondiali, i risultati delle partite del 12 giugno

Messico-Sudafrica 2-0 (9′ Quinones, 68′ Jimenez)

Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 (59′ Krejci, 67′ In-Beom Hwang, 80′ Hyeon-Gyu Oh)

Canada-Bosnia Erzegovina

Le classifiche

Girone A

  1. Messico: 3 punti (2-0)
  2. Corea del Sud: 3 punti (2-1)
  3. Repubblica Ceca 0 punti (1-2)
  4. Sudafrica: 0 punti (0-2)

Girone B

  1. Canada
  2. Bosnia Erzegovina
  3. Qatar
  4. Svizzera

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La crisi di Hormuz ha uno sconfitto non dichiarato: l’Europa

By: Diwan
12 June 2026 at 06:35

di Roberto Iannuzzi *

L’aggressione israelo-americana all’Iran ha uno sconfitto non dichiarato: l’Europa. Pur non avendo preso direttamente parte al conflitto, il vecchio continente è destinato a subirne i contraccolpi negativi.

Da questo punto di vista, sussiste un singolare parallelismo tra i paesi europei e le monarchie arabe del Golfo. Sia i primi che le seconde sono alleati storici di una superpotenza, gli Stati Uniti, della quale ancora ritengono di non poter fare a meno, ma che si sta dimostrando sempre più fonte di problemi piuttosto che di protezione.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, gli Usa hanno trascinato gli europei in un conflitto per procura con Mosca salvo poi scaricare su questi ultimi i costi della guerra e atteggiarsi a mediatore in uno scontro nel quale sono in realtà cobelligeranti.

Nell’operazione contro l’Iran, Washington ha fatto uso delle basi nel Golfo (oltre che di quelle europee) attirando la dura rappresaglia iraniana sulle petromonarchie che le ospitano. Teheran ha anche minacciato di colpire le basi europee in un eventuale secondo round del conflitto.

Malgrado questi incresciosi risultati, molti paesi europei sono restii a negoziare con Mosca, così come diverse monarchie del Golfo sono riluttanti a scendere a patti con Teheran (Arabia Saudita e Qatar hanno aperto canali negoziali, mentre Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein mantengono una linea intransigente).

A prima vista, l’Europa sembra posizionata meglio di altri per sostenere lo shock energetico ed economico derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Sebbene una porzione rilevante del fabbisogno europeo di fertilizzanti provenga dal Golfo, solo il 6% del greggio e meno del 10% del gas di cui necessita il vecchio continente passavano attraverso lo Stretto.

Ma l’aumento dei prezzi energetici è globalizzato, e la crisi attuale si somma ai danni prodotti da quelle precedenti, dal Covid-19 allo scontro con la Russia. Dal 2023, inoltre, l’insicurezza nel Mar Rosso ha costretto buona parte dei traffici commerciali a circumnavigare il continente africano superando il Capo di Buona Speranza, allungando così i tempi di navigazione e accrescendo i costi di trasporto.

Se lo scontro armato con Teheran dovesse riprendere, Ansarallah, gruppo alleato dell’Iran nello Yemen, ha promesso di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb che dà accesso al Mar Rosso, accrescendo ulteriormente costi energetici e di navigazione.

La guerra contro l’Iran ha poi ulteriormente dilapidato gli arsenali americani, già messi a dura prova dai conflitti in Ucraina, a Gaza e nello Yemen, assottigliando così le risorse militari (in particolare gli essenziali intercettori per la difesa aerea) che possono essere fornite a Kiev.

Il presidente americano Trump ha inoltre minacciato gli europei che li avrebbe aiutati ancor meno nello scontro con la Russia, poiché essi si sono rifiutati di intervenire direttamente al fianco di Washington contro l’Iran. Ciò acuisce il dilemma europeo tra la volontà di continuare a sostenere l’Ucraina e a rafforzare il fianco orientale, e l’eventualità di schierare risorse militari nel Golfo a difesa delle petromonarchie.

Per il momento, paesi come Francia e Gran Bretagna hanno inviato alcune navi, caccia e sistemi di difesa aerea, che non modificano significativamente gli equilibri nel Golfo ma espongono tali risorse a un possibile coinvolgimento bellico qualora dovesse riesplodere il conflitto.

A ciò si aggiunge il dilemma energetico. Progetti infrastrutturali che bypassino lo Stretto di Hormuz, ad esempio aumentando la capacità dell’oleodotto saudita che dalla costa orientale giunge sul Mar Rosso, e sviluppando corridoi logistici lungo la penisola araba, richiedono investimenti e anni per essere realizzati.

La cooperazione economica tra Europa e monarchie arabe è esposta alla crescente instabilità nella regione, che può scoraggiare gli investitori e rallentare la realizzazione di importanti progetti Per altro verso, l’Europa è a corto di alternative energetiche. Dopo aver rinunciato alle fonti russe a basso costo, si è affidata al gas naturale liquefatto americano, inquinante e costoso da estrarre e trasportare. Gli Usa si avviano a diventare il primo fornitore di gas dell’Unione Europea.

L’Ue ha decretato lo scorso anno che tutti i paesi membri dovranno “derussificare” le proprie importazioni energetiche entro il 2028. Per molti paesi l’unica alternativa sta nel rivolgersi alla Turchia (escludendo il TurkStream che veicola gas russo) e alla regione del Caucaso. Ma anche qui gli Stati Uniti stanno assumendo un ruolo di controllo, stringendo rapporti sia con l’Armenia che con il vicino Azerbaigian, nel cui settore energetico gli Usa sono già presenti con ExxonMobil e Chevron.

Dopo la vittoria elettorale del partito guidato dal premier filo-occidentale Nikol Pashinyan in Armenia, dovrebbe procedere anche la cosiddetta “Trump Route for International Peace and Prosperity” (Tripp), corridoio di 43 km che collegherà l’Azerbaigian alla sua exclave di Nakhchivan attraverso l’Armenia meridionale. Tutti i lavori di sviluppo del corridoio, attraverso cui potrebbero passare anche delle pipeline, dovrebbero essere condotti da una joint venture armeno-americana controllata al 74% da Washington.

Con la Libia che resta uno stato fallito, e l’Algeria ormai al massimo delle sue capacità produttive, l’Europa rimane senza alternative energetiche, e sostanzialmente ostaggio di Washington.

*Autore del libro “Il 7 ottobre tra verità e propaganda. L’attacco di Hamas e i punti oscuri della narrazione israeliana” (2024).
Twitter: @riannuzziGPC
https://robertoiannuzzi.substack.com/

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