Ancora disagi, ritardi e treni cancellati per i pendolari italiani che giovedì 18 giugno hanno scelto di muoversi in treno. Dopo il guasto sulla linea elettrica nella tratta Milano-Piacenza di mercoledì, che ha provocato ritardi fino a due ore e mezzi sospesi, ora è il turno dell’Alta velocità Napoli Roma. La circolazione, ha fatto sapere Rfi, è stata rallentata da un furto di cavi da parte di ignoti avvenuto alle 6.50 del mattino vicino a Tora, in provincia di Caserta. I treni lungo il percorso interessato sono stati instradati da Napoli a Roma sulla linea convenzionale via Formia con tempi di percorrenza aumentati fino a 90 minuti.
I tecnici Rfi sono intervenuti per ripristinare la funzionalità della linea e dalle 8.30 la circolazione ferroviaria sulla linea è tornata “regolare“, stando a Trenitalia. Rimangono però i ritardi accumulati in mattinata con alcuni treni Av direttamente coinvolti: quello partito alle 6 da Firenze Santa Maria Novella e diretto a Napoli centrale e quello partito da Napoli centrale alle 7:45 con destinazione Milano.
È il secondo guasto in due giorni per le linee ferroviarie italiane. Ieri il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, si era detto irritato con i vertici di Trenitalia per i disservizi. Il leader della Lega aveva chiesto una relazione approfondita sull’accaduto nonché tempi certi per il ritorno alla normalità. Alla luce di quanto accaduto, il ministro aveva anche domandato aggiornamenti continui e verifiche su efficienza e puntualità per il periodo estivo ormai imminente. La replica è arrivata da tutta l’opposizione, anche dalla segretaria del Pd, Elly Schlein: “È ora che capisca che sono gli italiani a essere irritati”.
Seimilioni di euro di multa per la Roma di Ryan e DanFriedkin, tutto ok per Inter e Milan. Rischio esclusione dalla coppeeuropee per il Marsiglia. La Uefa ha pubblicato i suoi provvedimenti per quanto riguarda il fair play finanziario dei club europei. Ai giallorossi – che erano già stati multati nel 2025 – due milioni di euro per aver leggermente superato l’obiettivointermedio per l’eserciziofinanziario concluso nel 2025 e altri quattro per aver riportato un rapporto tra costi e ricavilegati alla rosasuperiore al 70% per quanto riguarda l’annosolare2025. In sintesi, la Roma ha superato, anche se di poco, il targetfinanziariointermedio fissato per il bilancio chiuso nel 2025. Gli altri quattromilioni invece fanno riferimento al rapporto tra costi e ricavi legati alla rosa: in sostanza, la UEFA dice che il club ha spesotroppo per la squadra rispetto a quanto ha incassato.
Milan, Monaco, Besiktas, Inter, ParisSaint–Germain, RoyalAntwerp e Trabzonspor hanno raggiunto l’obiettivo finale dell’accordo rispettando la regola dei guadagni calcistici nella stagione 2025/26 (ovvero coprendo i periodi di riferimento terminati nel 2023, 2024 e 2025) e quindi sono usciti dal regime di insediamento del fair play finanziario. L’Olympique Marsiglia è invece a rischio esclusione dall’Europa League.
L’Organo di Controllo Finanziario dei Club della Uefa ha riscontrato che il clubmarsigliese non ha rispettato l’accordo transattivo firmato nel 2022, in cui si impegnava a tornare a un bilancio in pareggio, secondo gli standard del fair play finanziario (un deficit non superiore a 60 milioni di euro in tre stagioni, con l’azionista che si fa carico di almeno 55 milioni di euro). I francesi non sono stati esclusi immediatamente dalla prossima EuropaLeague soltanto perché la Uefa ha parzialmente tenuto conto delle argomentazioni del Marsiglia riguardo al calo dei dirittitelevisivi nel mercato francese.
Al Marsiglia è stata concessa una proroga di un anno per regolarizzare la propriasituazione, altrimenti verrà automaticamente esclusa da tutte le competizionieuropee nel 2027–2028 o negli anni successivi, qualora non riuscisse a qualificarsi al termine della prossimastagione. L’OM ha anche pagato più del dovuto i proprigiocatori, violando le norme del fair play finanziario: “La Prima Camera dell’ICFC ha inoltre riscontrato che l’Olympique de Marseille ha violato la normarelativa ai costi della rosa, avendo dichiarato un rapporto costi della rosa superiore al 70% per l’anno solare 2025. Dato questo eccesso, il club è stato multato di ulteriori 4 milioni di euro“. Il Marsiglia ha così evitato il peggio, ma dovrà intraprendere un serio programma di rientro per salvarsi ed evitare l’esclusione dalle competizionieuropee. Ciò comporterà anche il pagamento di multe per un totale di 10 milioni di euro, che graveranno ulteriormente sulle sue finanze.
Dopo quasi un anno di sosta ai box in commissione, il contestatissimo ddl sulla caccia approda in Aula. La sinistra chiama in causa la biodiversità e la tutela dall’ambiente e scende in piazza al Pantheon
Il ddl caccia, ribattezzato “sparatutto” ha come primo firmatario Lucio Malan di FdI è stato rivisto più volte durante l’iter parlamentare. Anche perché il dibattito è rovente. Il provvedimento modifica la legge 157 del 1992 che disciplina l’attività venatoria e recepisce le direttive europee in materia di tutela della fauna selvatica. La proposta promossa anche dal ministro Francesco Lollobrigida consentirebbe l’attività venatoria in altura e sui valichi montani, anche durante i periodi migratori. Sarebbero inoltre ammesse le braccate al cinghiale nel periodo invernale. Il testo attribuirebbe una maggiore autonomia alle Regioni, riducendo al tempo stesso il ruolo dell’Ispra nei processi decisionali.
DDL 1552, quali sono i punti più discussi del disegno di legge
I punti più discussi riguardano in primis, l’ampliamento delle aree destinate alla caccia. Si riducono le aree protette. Il nuovo decreto di legge ridimensiona anche il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, perché demanda alla gestione delle regioni. In pratica, meno consulenza scientifica, più politica. L’Ente avrà maggiore autonomia sulla gestione del calendario venatorio e sull’estensione della stagione di caccia. Il ddl amplia inoltre l’utilizzo dei richiami vivi e permette lo svolgimento di attività venatorie anche dopo il tramonto e fino a un’ora dopo, limitatamente a specifiche tipologie.
Le critiche: nidificazioni e specie protette nel mirino
Le critiche non mancano: nel mirino, nel senso pieno del termine, delle opposizioni c’è il mancato rispetto dei tempi previsti per le nidificazioni, il rischio di aumentare in modo significativo il numero di specie catturabili e la facilità di concedere passi per il turismo venatorio internazionale. Insomma, il centrosinistra ritiene il decreto una sorta di “liberi tutti”. Fra le poche specie a salvarsi, c’è lo stambecco, tolto dalla lista dopo l’intervento di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte. Un po’ meno bene è andata al lupo, che resta protetto ma rischia di finire nei piani di abbattimento regionali: questione di cap e latitudini, insomma.
Ambientalisti sulle barricate: flash mob al Pantehon
La mobilitazione del fronte animalista è totale. Enpa, Lav, Lipu, Legambiente, Lac e Wwf hanno organizzato conferenze stampa, campagne social e appelli pubblici per fermare quella che definiscono una vera e propria offensiva contro l’ambiente, nonché un sit in nei pressi del Senato, al Pantehon, per la precisione. L’obiettivo è sensibilizzare il più possibile quello che, secondo la LAV, pensa l’80% degli italiani. Ovvero il “no” alla caccia. La Lipu ha interessato Papa Leone XIV, che attraverso la Segreteria di Stato ha definito la questione “di grande rilevanza sociale e morale”, lodando chi si impegna per la tutela della natura. Dalla Cupola di San Pietro a Palazzo Madama il percorso è relativamente breve: occorre attraversare il Tevere. Il ponte, però, in questo caso, non sarà sufficiente per unire due sponde attraversate da correnti di pensiero profondamente differenti
Meloni e Schlein, due secchione ma con voti diversi in condotta. Conte e Renzi, studenti doc. Quanta fatica con la matematica per Tajani, Salvini e Valditara
Esami di maturità. La notte prima degli esami è appena trascorsa e c’è spazio per le curiosità. Per esempio, come se la cavavano sui libri i protagonisti della politica italiana? I voti raccontano storie diverse, tra secchioni riluttanti, studenti dell’ultimo minuto, rimandati illustri e futuri leader già abituati a primeggiare. E come per qualsiasi studente, anche i leader partitici avevano i loro bravi problemi: chi in condotta, chi di timidezza e chi, come moltissimi, con la matematica.
Il club dei 60 (che oggi vale 100): Meloni come Schlein
Tra i leader politici più noti spiccano diversi diplomati con il massimo dei voti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha concluso il liceo linguistico con un impeccabile 60/60, ma era una studiosa tutt’altro che secchiona. La Premier, per sua stessa ammissione, studiava all’ultimo momento, confidando in una buona memoria e in una naturale predisposizione per le interrogazioni. Le è servito evidentemente anche per quelle parlamentari. Complicato, invece, il rapporto con la disciplina: qualche 7 in condotta. Elly Schlein si è diplomata in Svizzera, con 6/6 equivalente di 100. La leader del PD si autodefinisce una studentessa poco organizzata che però riusciva a dare il meglio di sé alle corde. Perfetta, insomma, per il ruolo che è chiamata a ricoprire.
Il leader delle opposizioni: Conte e Renzi, studenti brillanti
Giuseppe Conte, prima di impegnarsi in politica, ha alle spalle una brillante carriera accademica come Professore di Diritto Privato all’Università di Firenze prima di essere nominato Presidente del Consiglio. Fra i banchi, uno studente brillante. 60/60 alla Maturità e 110 e lode all’Università Sapienza in Giurisprudenza. Non è da meno Matteo Renzi. L’ex Premier ha studiato con profitto al liceo classico, strappando 60/60 al termine di un percorso meno lineare rispetto ai colleghi. Ha accumulato qualche credito qua e là, specificatamente in Scienze, al quarto anno. Un incidente di percorso che non gli ha impedito di completare il percorso di studi ottenendo il massimo dei voti all’esame di Maturità.
Tajani, Salvini e Valditara e quel nemico chiamato matematica
C’è anche chi, da studente, ha ottenuto risultati più che dignitosi senza eccellere. Il caso accomuna il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani: entrambi hanno chiuso il ciclo di studi con 48/60, ovvero 80. Il leader di Forza Italia non brillava nelle materie scientifiche, soprattutto matematica. Amava invece letteratura italiana, storia, filosofia, latino e greco. Salvini non ha mai nascosto il suo rapporto tormentato con numeri e formule e non è riuscito a sottrarsi dall’esame di riparazione. Credito accumulato in matematica e colmato, ma che ha lasciato il segno. L’avversione verso la matematica lo accompagna ancora oggi. E il ministro dell’Istruzione? Giuseppe Valditara si è fermato a 56/60, lottando disperatamente con la matematica per essere ammesso e racimolare quel che attualmente sarebbe intorno al 93.
Manu Koné è finito nei radar dell’Arsenal, ma la Roma parte da una valutazione vicina ai 50 milioni. Il contratto scade nel 2029 ma c’è la questione delle plusvalenze.
Arsenal-Koné: i Gunners accelerano, la Roma alza il muro
Manu Koné è uno dei nomi che possono accendere il mercato della Roma. Secondo CalcioNews24, l’Arsenal avrebbe lavorato sull’intesa con il centrocampista francese, mentre i giallorossi non vorrebbero scendere sotto una valutazione da 50 milioni di euro. Il francese è arrivato dal Borussia Mönchengladbach nell’estate 2024 e oggi è sotto contratto fino al 30 giugno 2029. Transfermarkt lo valuta 50 milioni, cifra che coincide con la soglia indicata per sedersi davvero al tavolo.
Arsenal-Koné: che cosa cambia per il bilancio della Roma
La Roma ha preso Koné per circa 18 milioni più 2 di bonus. Una cessione a 50 milioni porterebbe un incasso forte e una plusvalenza molto rilevante, anche considerando l’ammortamento già maturato. Per un club che deve tenere sotto controllo i conti, Koné è insieme una risorsa tecnica e un asset di mercato. Il francese piaceva poi anche all’Inter.
La pressione sui conti per i giallorossi arriva anche dalla Uefa. Virgilio Sport ha riportato di una sanzione da 6 milioni alla Roma e il peso delle plusvalenze nella gestione del mercato. In questo senso, la possibile uscita di Koné avrebbe un effetto immediato sui conti, ma toglierebbe alla squadra un centrocampista da Premier per passo, contrasti e conduzione. Restare nei vincoli europei, però, è una priorità per la società capitolina che sta valutando anche la cessione di Soulé. Con i soldi incassati dall’argentino si punta a Greenwood o, in alternativa, a MathysTel del Tottenham.
Lo stadio della Roma, nella Capitale, più che un semplice progetto era diventato quasi una creaturamitologica, che fa sognare mezzacittà (l’altra metà è appesa alle mire di Lotito sul Flaminio, ma questa è una storia diversa). E adesso che non è più soltanto una chimera, immaginate quanto possa diventare importante la sua realizzazione in piena campagnaelettorale: per questo il centrodestra non ha alcuna intenzione di permettere al sindacoGualtieri, che viaggia spedito verso la riconferma, di intestarselo indisturbato.
Nell’ultimo decretoSport approvato dal Consiglio dei ministri c’è una piccola norma che sembra fatta apposta per questo. Il provvedimento preparato dal ministro Abodi riguarda per lo più i grandi eventi, dagli Europei di calcio all’America’s Cup di vela, ed è in realtà abbastanza deludente: si tratta per lo più di misuretecniche (come l’assegnazione gratuita delle frequenze radio per le imbarcazioni impegnate nelle gare, o gli sgravi fiscali per gli equipaggi), altri soldi per i Giochi del Mediterraneo di Taranto (15 milioni in più), personale e consulenti per rafforzare l’azione del commissario agli stadi MassimoSessa, e la Commissione di vigilanza sui conti dei club presieduta da MassimilianoAtelli.
Non c’è traccia, invece, della riforma promessa dal ministro sui dirittitv e la LeggeMelandri, che viene sì modificata, ma soltanto per un’inezia, spostando l’1% destinato al calcio femminile dalla FederCalcio al soggetto che organizza la competizione. Un piccolo sfregio alla Figc che perde centralità nella gestione della mutualità, probabilmente in vista della sgradita elezione di Malagò. Comunque un intervento talmente minimale su un tema così complesso da essere inspiegabile. A meno che il decreto non serva da cavallo di Troia, per far passare successivamente in fase di conversione delle modifiche sostanziali su cui oggi non c’era sufficiente copertura politica. Si vedrà.
Torniamo agli stadi, però, perché qui qualcosa invece è stato fatto. E non a caso. Il decreto, oltre a rafforzare la struttura commissariale con personale e consulenti, prevede che il commissario Sessa possa nominare come subcommissario non più soltanto il sindaco del Comune dove deve realizzarsi l’intervento, ma anche “il presidente della Regioneinteressata”. Questa modifica sembra essere cucita proprio su misura di Fratellid’Italia e dello Stadio della Roma.
Negli ultimi giorni, il commissarioSessa ha adottato il suo primo provvedimento, dedicato appunto all’impianto di Pietralata, un’ordinanza che accelera e disciplina il procedimento, con tempistiche ridotte per arrivare al rilascio dell’autorizzazione unica entro 90 giorni complessivi. Con la normativa vigente, uno dei prossimi passi sarebbe stata la nomina di Gualtieri a sub-commissario, a cui si fa esplicito riferimento anche nella convenzione appena firmata dalla Regione.
Ma questo scenario è sempre stato visto come fumo negli occhi da Fratelli d’Italia, in particolare dalla base romana del partito: Gualtieri (e il suo assessore agli eventi Onorato) hanno impostato il loro mandato sulla narrazione del fare, in contrapposizione ai tanti “no” del passato. È chiaro che la possibilità di avere un ruolo di primo piano nello stadio, proprio ora che il progetto sembra essersi sbloccato in manieradefinitiva, rischiava di essere il colpo del ko sulle prossime Amministrative, in cui Gualtieri già parte ampiamente favorito (il centrodestra ancora non ha un candidato). Il Decreto di Abodi fornisce un piccolo assist all’opposizione: con la modifica approvata, potrà essere della partita anche il presidente della Regione Lazio, FrancescoRocca, fedelissimo della Meloni. I subcommissari a questo punto probabilmente diventeranno due, e il governatore proverà ad arginare Gualtieri. Anche sullo stadio si gioca la corsa al Campidoglio.
Una foto da campo ristretto più che largo. Al tavolo c’erano almeno due assenti. E quella di Matteo Renzi e Italia Viva fa rumore
Il campo largo a pranzo per un vertice strategico. Nel senso più pieno del termine. A pochi passi da Campo de’ Fiori, pranzo di lavoro fra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. La foto postata insieme e contemporaneamente non ha bisogno di molte spiegazioni: il menù prevede la costruzione del programma del centrosinistra. Quello politico, invece, ha un piatto forte: mostrare chi c’è e chi non c’è. E Renzi, insieme a Magi e Calenda, non c’erano.
Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni: selfie da campo ristretto
Il selfie, apparso a reti web unificate sui social dei quattro leader rappresenta molto più di centinaia di comunicati. Al netto dei presenti, spiccano gli assenti. E se il defilarsi di Carlo Calenda e di Azione rientra più o meno nella logica di un rapporto compromesso soprattutto con i 5 Stelle, è evidentemente più rumorosa l’altra assente: Matteo Renzi. Dimenticato o non invitato? L’unica certezza è che non c’è una traccia, un riferimento, un qualsiasi cosa richiami IV nel post condiviso. Carlo Calenda non si è lasciato sfuggire l’assist per un rigore a porta vuota: “”Renzi era sotto il tavolo?”. Commento velenoso ma che rende l’idea di quanto sia fragile l’asse che possa unire Pd, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra ad altri partiti.
Conte serve il conto a Italia Viva: “Niente accozzaglie”
Il “giallo” si lega alla pistola fumante. Resta da capire chi abbia deciso di estromettere Renzi e Italia Viva e soprattutto quanto la decisione sia condivisa. Tutto lascia credere che la decisione sia del leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte. Del resto ci pensa anche lui a fugare ogni dubbio. L’alleanza con Italia Viva non è affatto scontata, come fra l’altro è stato ribadito in una nota dove, senza fare nomi, i riferimenti non appaiono assolutamente casuali. L’ex premier ha parlato della coalizione di centrosinistra introducendo due conditio sine qua non. Nessuna accozzaglia, né caravanserraglio. Anche evocare vecchi tradimenti e alcune delusioni è la ciliegina sul semifreddo evidentemente indigesto anche a Riccardo Magi e a + Europa.
Il programma: prima le piazze, poi il confronto
Mentre i leader si dividevano tra dichiarazioni e selfie, dal pranzo è uscita anche una decisione concreta: due manifestazioni pubbliche fissate per l’8 e il 15 luglio, una al Nord e una al Sud. L’idea è quella di coinvolgere cittadini e simpatizzanti nella costruzione di un programma alternativo al centrodestra. Prima le piazze, poi il confronto più ampio previsto per settembre. Ed è lì che arriveranno i nodi più complicati da sciogliere, allorquando sarà necessario trovare un accordo su candidature, leadership e rapporti di forza. E qualcuno, ordinerà l’amaro al posto del dolce, dovrà ingoiare e digerire anche qualche rospo. Renzi, intanto, incassa la sfiducia e rilancia. Ha liquidato la foto commentandola come istantanea di un gruppo che rappresenta una sinistra incapace di vincere senza la componente riformista. Tradotto con un senza di me non si vince. La sensazione è che si sia solo all’antipasto di discussioni, ripicche e vendette. Piatto, che, appunto, si serve freddo.
Flora in The Birth of Venus by Sandro Botticelli. Credit: Wikimedia Commons / Public Domain
The woman whose face inspired Sandro Botticelli’s “Birth of Venus” may have died of a tumor that grew inside her skull, a new study suggests. Simonetta Vespucci was only 23 when she died in 1476, and historians have puzzled over the cause for more than 500 years. Researchers now say a tumor on her pituitary gland likely ruptured and brought on her sudden death.
The study was led by Domiziana Nardelli of the Department of Endocrinology and Diabetes at Università Campus Bio-Medico in Rome. It was published in the journal Endocrinology, Diabetes & Metabolism.
The work builds on earlier research from 2019, when the same team first proposed that Vespucci suffered from a pituitary adenoma, a noncancerous growth on the small gland at the base of the brain.
How Botticelli’s muse died from a hidden tumor
Vespucci was born in Liguria in 1453. She later married into the wealthy Vespucci banking family and became a celebrated figure in Florence under the rule of the Medici family. Botticelli saw her as his muse, and her likeness appears in several of his paintings, including the famous Venus.
One of those works, the Allegorical Portrait of a Woman, shows milk flowing from her breast, even though she never had children. Her husband remarried after her death and went on to have nine children, which suggests he was not the reason for her childlessness.
Allegorical portrait of Simonetta Vespucci. Credit: Domiziana Nardelli / CC BY 4.0
Researchers say this detail points to a hormone problem. A facial analysis of five Botticelli portraits also found gradual changes in her features over time, matching the pattern seen in tumors that release extra hormones such as prolactin and growth hormone.
Inside her final days and the doctors’ dispute
Letters exchanged between the Medici and Vespucci families describe her final days. She suffered heavy nosebleeds, headaches, confusion, and high fevers, and at times she seemed to hallucinate.
Two physicians who treated her disagreed on what was wrong. One blamed her living conditions. The other believed she had tuberculosis and gave her medicine for it, which did nothing.
Researchers say her symptoms match a condition known as pituitary tumor apoplexy, in which a tumor suddenly bleeds or loses its blood supply and damages the surrounding tissue. They point to two possible triggers.
The first is the physical strain of the fast, jumping dances performed at Renaissance court balls. The second is a possible violent encounter with Alfonso II of Aragon, a nobleman known for his cruelty, who reportedly crossed paths with her along the Arno River.
Death, burial, and Botticelli’s lasting devotion
Vespucci died in April 1476 and was buried in the Church of Ognissanti in Florence. More than five centuries after he painted her, the study suggests Botticelli’s muse died from a tumor that went undetected in her lifetime.
Botticelli remained devoted to her memory, and when he died in 1510, he asked to be buried at her feet.
The pastor, Jackson Lahmeyer, dropped out of the race for a House seat in Oklahoma as President Trump backed Mr. Lahmeyer’s Republican rival in a runoff election.
The primary had Republicans picking their preferred successor to outgoing Republican Gov. Kevin Stitt and a nominee for the Senate seat once held by Homeland Security Secretary Markwayne Mullin.
Stellantis punta sulla guida autonoma e si allea con Uber e Wayve per portare sulle strade di tutto il mondo una nuova generazione di robotaxi senza conducente. Le tre aziende hanno annunciato la firma di un memorandum d’intesa non vincolante che apre la strada allo sviluppo e alla commercializzazione di veicoli autonomi di Livello 4, cioè capaci di muoversi senza intervento umano in determinate condizioni operative.
L’accordo mette insieme competenze complementari. Stellantis fornirà i veicoli, Uber gestirà la piattaforma di ride-hailing e Wayve metterà a disposizione il proprio software di guida autonoma basato sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è creare un ecosistema integrato in grado di accelerare la diffusione dei servizi di mobilità autonoma su scala globale.
Al momento non sono stati comunicati né i tempi né le località precise del lancio. Tuttavia Uber e Wayve hanno già avviato una collaborazione che prevede l’introduzione di robotaxi a Londra, Tokyo e in altre dieci città nel mondo, lasciando intuire le possibili direttrici di sviluppo del nuovo progetto.
Nella fase iniziale Stellantis utilizzerà una versione modificata della piattaforma K0, quella da cui derivano veicoli commerciali come Opel Vivaro. Successivamente entreranno in gioco le nuove architetture progettate specificamente per la guida autonoma, comprese versioni dedicate della piattaforma STLA. Entro la fine del decennio è previsto anche l’arrivo di una nuova generazione di veicoli sviluppati fin dall’origine per applicazioni autonome.
Secondo il Chief Technology Officer di Stellantis, Ned Curic, il vantaggio principale consiste nel fornire ai gestori di flotte e agli sviluppatori di software un veicolo già predisposto per l’autonomia. Sensori, telecamere, cablaggi, sistemi di calcolo e ridondanze di sicurezza saranno integrati direttamente in fabbrica, riducendo costi e complessità rispetto alle tradizionali conversioni aftermarket.
Wayve, startup britannica specializzata in sistemi di guida basati sull’intelligenza artificiale, contribuirà con una tecnologia capace di adattarsi rapidamente a differenti città e condizioni di traffico. La società ha già attirato investimenti da parte di Stellantis, oltre che di Mercedes-Benz e Nissan. Per Stellantis non si tratta del primo progetto nel settore. Lo scorso anno il gruppo aveva annunciato una collaborazione con Bolt per sperimentare veicoli autonomi in Europa e sta inoltre lavorando con Pony.ai per testare furgoni a guida autonoma nel Vecchio Continente.
Dietro questa corsa c’è un mercato che promette margini molto elevati. Secondo le stime di Goldman Sachs, il settore globale dei robotaxi potrebbe raggiungere un valore di circa 400 miliardi di dollari entro il 2035. Per i costruttori che riusciranno a controllare l’intera filiera, dalla produzione dei veicoli alla gestione del servizio, i margini operativi potrebbero arrivare tra il 30% e il 50%. Anche per questo la competizione si sta intensificando rapidamente. In Europa si preparano all’ingresso sul mercato anche Waymo, il gruppo Volkswagen e Mercedes-Benz, mentre in Cina avanzano operatori come WeRide e Pony.ai. Negli Stati Uniti, invece, la sfida vede protagonisti Tesla, Waymo e Zoox, controllata da Amazon.
La bellezza non è mai neutrale. Dietro l’ossessione contemporanea per l’immagine si nascondono regole, modelli e meccanismi di potere che influenzano il modo in cui ciascuno costruisce la propria identità. È da questa riflessione che nasce “Ultra Flat”, la nuova mostra personale di Alberto Maggini, curata da Gianlorenzo Chiaraluce. L’esposizione è aperta al pubblico fino a venerdì 10 luglio presso Spazio Mensa, in via Santa Maria dell’Anima 30, nel cuore di Roma.
Un centro estetico diventa laboratorio sociale
L’esposizione sorprende fin dal primo impatto: lo spazio espositivo assume le sembianze di un centro estetico immaginario. Lettini per trattamenti, superfici lucide, luci fredde e strumenti professionali dialogano con sculture in ceramica, installazioni e opere video, dando vita a un ambiente sospeso tra spa, showroom e installazione artistica.
L’obiettivo della mostra va ben oltre la semplice ricostruzione di un ambiente dedicato al benessere e alla cura del corpo. Il centro estetico diventa un espediente narrativo, uno spazio simbolico attraverso il quale Alberto Maggini invita il pubblico a riflettere sul modo in cui la società costruisce il concetto di bellezza. Ogni elemento dell’allestimento spinge il visitatore a interrogarsi su quanto il desiderio di apparire sia realmente frutto di una scelta personale e quanto, invece, sia condizionato da modelli culturali, logiche di mercato e aspettative sociali. In questo contesto, l’immagine non è più soltanto un’espressione dell’identità individuale, ma il risultato di un sistema che orienta gusti, comportamenti e aspirazioni, trasformando il conformismo in una delle forme più invisibili e pervasive del nostro tempo.
Quando la bellezza diventa uno strumento di potere
Al centro del progetto c’è una domanda tanto semplice quanto attuale: chi decide cosa è bello?
Secondo Maggini, la bellezza non rappresenta un valore universale, bensì il risultato di processi culturali, economici e simbolici che definiscono modelli estetici, alimentano aspettative e orientano i comportamenti collettivi. Il centro estetico diventa così una metafora della società contemporanea, dove il corpo si trasforma in un territorio da modellare secondo standard sempre più codificati.
Quattro spazi per raccontare la trasformazione dell’identità
Il percorso espositivo si sviluppa in quattro ambienti immersivi, pensati come tappe di un rituale simbolico. Ogni spazio accompagna il visitatore in un’esperienza che supera la dimensione estetica per interrogare il rapporto tra percezione, memoria e costruzione dell’identità.
La trasformazione proposta dall’artista non riguarda soltanto l’esteriorità, ma coinvolge il modo stesso in cui osserviamo noi stessi e gli altri.
Arte contemporanea, pubblicità e cultura pop
La ricerca dell’artista si distingue per la capacità di fondere linguaggi apparentemente distanti. Iconografie religiose, estetica cosmetica, riferimenti alla storia dell’arte, oggetti kitsch, campagne pubblicitarie immaginarie e autorappresentazione convivono nello stesso spazio, dando vita a un universo visivo volutamente ironico e destabilizzante.
“Ultra Flat” prosegue il percorso iniziato con il progetto editoriale Adore, una rivista di moda reinventata in chiave critica, portando ancora più in profondità la riflessione sui meccanismi della rappresentazione contemporanea.
Il risultato è un’esperienza immersiva che invita il pubblico a guardare oltre la superficie, mettendo in discussione i codici della bellezza, il valore attribuito all’immagine e il sottile confine tra autenticità e artificio.
La bellezza estetica tra etica e autenticità
Per approfondire il tema della bellezza abbiamo incontrato il professor Roberto Valeriani, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Internazionale UniCamillus di Roma.
Professore, come definirebbe l’ideale di bello?
La bellezza è un concetto rigido o puramente oggettivo. Esistono proporzioni, armonie anatomiche e criteri tecnici che guidano ogni scelta chirurgica, ma l’idea di bello cambia in base alla cultura, al contesto sociale, all’età e soprattutto alla percezione che ogni paziente ha di sé.
La chirurgia estetica non dovrebbe inseguire un modello unico, né trasformare una persona in una copia di qualcun altro. Il vero obiettivo è valorizzare i tratti, correggere ciò che crea disagio ed ottenere un risultato coerente con il volto, il corpo e la personalità del paziente.
Quanto la chirurgia estetica rischia di alimentare questi modelli?
I social hanno influenzato le richieste dei pazienti. Sempre più spesso arrivano in studio desideri costruiti su immagini viste online, su volti filtrati o su canoni estetici molto simili tra loro. In questo senso la chirurgia estetica ha una grande responsabilità: può limitarsi a rincorrere le mode oppure diventare uno strumento serio, consapevole e personalizzato.
Se a Tor Bella Monaca si registra la natalità più alta, il Centro storico è un fanalino di coda. Nel 2025 sono stati registrati all’anagrafe 15961 nuovi nati: oltre mille in meno rispetto all’anno precedente. L’anno scorso, poi, nella Capitale si è registrato un tasso di natalità di circa 5,7 nascite ogni mille abitanti. Ben al di sotto dell’ultimo dato nazionale, del 2024, di 6,3. Il Municipio VI ha il numero maggiore di nascite, seguito dal V. Se queste sono le statistiche, poi, anche a Roma, molte donne ricorrono al Social Freezing, cioè il congelamento dei propri ovuli in giovane età.
Oltre l’orologio biologico: il potere di scegliere quando essere madri
Single, o per esigenze di carriera, programmano una gravidanza a data da destinarsi, facendo estrarre e conservare, congelandole, le proprie cellule riproduttive femminili, da conservare inalterate nel tempo e da utilizzare in futuro. Molte donne rimandano, arrivando tardi all’idea di avere un bambino e i dati parlano chiaro. Infatti l’Italia è il Paese che in Europa ha l’età media più alta di donne con il primo figlio.
La scienza incontra l’autonomia femminile
Il Italia il Social Freezing è una pratica legale, ma non coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, se è richiesta solo per motivi personali o sociali. Eseguibile in molte cliniche specializzate in Procreazione Medicalmente Assistita-PMA-è una pratica sempre più diffusa anche nella Capitale, il processo dura dalle 2 alle 3 settimane e si articola in 4 fasi, una visita e valutazione, stimolazione ovarica con farmaci ormonali, prelievo di ovociti e congelamento in azoto liquido a -196° C tramite un processo che ne preserva intatte le caratteristiche. L’età consigliata va dai 30 ai 35 anni e i costi variano tra i 2500 e i 4000 euro, ai quali va aggiunto il costo annuo per il mantenimento in crioconservazione. Sulla base dell’attività dei centri romani e dell’aumento delle richieste registrate sino al 2025, gli esperti ritengono che il numero delle donne che ogni anno ricorrono al congelamento degli ovociti nel Lazio sia nell’ordine di alcune centinaia, non ancora delle migliaia. Ma è una stima dedotta dall’attività dei centri e non un dato ufficiale certificato.
Il domani nel ghiaccio: speranze, paure e consapevolezza della maternità rimandata
Dal punto di vista psicologico, se questa pratica dona serenità alle donne, potrebbe dare l’illusione di una garanzia di gravidanza, quando, invece, le percentuali di successo dipendono da tanti fattori. Può, infatti, capitare che gli ovuli congelati restino inutilizzati perché la donna sceglie, poi di non avere figli, o concepisce naturalmente, o cambia le prospettive della sua vita.
Il labirinto delle adozioni
Alla fine resta un dubbio: con tutte le case famiglia, gli orfanotrofi e le associazioni che accolgono i bambini senza genitori, perché non agevolare le pratiche di affido e di adozione? La maternità non equivale solo al concepimento naturale di un figlio, ma alla sua crescita. E voi, cosa ne pensate?
The United States set the election clock in motion weeks ago. Since then, both parties have rushed to hold primaries to select candidates for the House of Representatives, the Senate and for several governorships ahead of midterm elections in November that are shaping up as a decisive measure of public discontent with the excesses of Donald Trump. The process is complex because electoral rules are intricate and vary by state, and they will showcase the firm grip the Republican president holds over his party. The pattern of endorsements from the occupant of the White House has been decisive so far in these preliminary races.
Torna a Roma l’appuntamento organizzato da FSHD Italia APS insieme alla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e al Gruppo FSHD dell’Associazione Italiana di Miologia, in occasione della Giornata Mondiale della FSHD. Molti edifici simbolici si illumineranno di arancione, colore identitario che richiama luce, speranza ed energia, come, nella Capitale, il Colosseo, Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama.
Il Convegno Nazionale e la presenza del Prof. Enzo Ricci, Direttore scientifico di FSHD Italia e responsabile del Centro FSHD del Policlinico Gemelli di Roma
All’UNA Hotels Decò — Sala Campidoglio (140 posti)-Via Giovanni Amendola – 57 Roma, adiacente alla Stazione Termini, Il programma è costruito con sessioni dedicate alla rigenerazione muscolare, con la partecipazione di alcuni dei massimi esperti mondiali, al benessere psicofisico dei pazienti, ai trial clinici in corso e all’accesso dei pazienti alle future terapie: temi di particolare rilevanza in questa fase, in cui i farmaci in fase di ricerca e sviluppo per la FSHD sono molto numerosi e la prospettiva di terapie approvate si fa sempre più concreta. Nel corso dell’appuntamento, il Prof. Enzo Ricci, Direttore scientifico di FSHD Italia e responsabile del Centro FSHD del Policlinico Gemelli di Roma, presenterà il PDTA FSHD sviluppato dalla Regione Lazio come modello di riferimento per le altre regioni italiane. Le istituzioni saranno presenti con i saluti della Presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, e con la moderazione della sessione istituzionale da parte della Sen. Prof.ssa Paola Binetti, neuropsichiatra e voce autorevole sui diritti delle persone con disabilità. Il convegno è aperto a pazienti, caregiver, medici, ricercatori e istituzioni, con partecipazione gratuita, in presenza o in streaming sul canale youtube .
Roma si prepara a vivere un lungo weekend all’insegna delle note, dell’incontro e della cultura condivisa. Dal 19 al 21 giugno, infatti, Piazza Perin del Vaga, nel quartiere Flaminio, si trasformerà in un elegante palcoscenico all’aperto grazie alla prima edizione del Rive Gauche Jazz Festival, una manifestazione che punta a portare il jazz fuori dai teatri e dentro la vita quotidiana della città.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra La Maison Rive Gauche, Etablino Caffè Due Fontane e la Istituzione Universitaria dei Concerti, con il sostegno di Roma Capitale e del Municipio II. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: fare della musica un’occasione di partecipazione e valorizzazione urbana, coinvolgendo non solo il Flaminio ma anche i quartieri limitrofi come Parioli, Fleming, Vigna Clara, Corso Francia, Balduina e Prati.
Tre concerti per raccontare il jazz di oggi
Ad aprire il festival, venerdì 19 giugno, sarà il Ross Quintet guidato dal chitarrista Rosario Moricca. Una formazione giovane e premiata che mescola composizioni originali, tradizione jazzistica e ricerca contemporanea, rappresentando una delle realtà emergenti più interessanti della scena nazionale. Sabato 20 giugno toccherà all’Antonio Floris Quartet. Il progetto del chitarrista sardo propone un repertorio raffinato, costruito su melodie evocative e suggestioni letterarie. Un percorso artistico maturato negli anni e culminato con la pubblicazione dell’album Errori di Deprogrammazione.
La Festa della Musica parla cubano
Il gran finale coinciderà con la Festa della Musica del 21 giugno. Protagonista sarà il pianista cubano Ernesto Oliva, che porterà a Roma il recital De regreso a la Aldea. Un viaggio tra ritmi popolari, memoria e identità, dove la tradizione musicale cubana incontra il jazz e la musica colta in una narrazione intensa e coinvolgente.
“Porta una sedia”: l’invito che fa la differenza
Tra gli aspetti più originali dell’evento c’è l’iniziativa “Porta una sedia”. Oltre ai posti predisposti dagli organizzatori, i residenti saranno invitati a portare da casa una sedia per contribuire simbolicamente alla costruzione di uno spazio comune. Un gesto semplice che trasforma il pubblico da spettatore a protagonista.
In un’estate romana ricca di grandi eventi, il Rive Gauche Jazz Festival sceglie così una strada diversa: meno effetti speciali e più relazioni umane. Tre serate gratuite in cui una piazza diventa un salotto, la musica un linguaggio universale e il quartiere una comunità che si ritrova sotto le stelle.
Lt. Gov. Burt Jones lost the Republican runoff for governor to the health care executive Rick Jackson despite the president’s endorsement. Mr. Trump’s picks won in other races.
Estados Unidos activó el reloj electoral hace semanas. Desde entonces, los partidos se apresuran a celebrar las primarias para elegir candidatos a la Cámara de Representantes, el Senado y a los gobernadores de algunos estados para unas elecciones intermedias en noviembre que se antojan decisivas para medir el descontento popular por los excesos de Donald Trump. El proceso es complejo, porque las reglas electorales son intrincadas y varían en cada estado, y serán una muestra del férreo poder del presidente republicano sobre su partido. El juego de apoyos del ocupante de la Casa Blanca está siendo decisivo hasta ahora en estas carreras previas.
A combination of term-limits, retirements, aspirations for higher office and one high-profile presidential appointment have triggered a wave of open seats in Oklahoma's state primary on Tuesday.