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“Troppe spese per la difesa”: mozione unitaria di Pd, M5s, Avs e Iv per chiedere di “riconsiderare gli impegni Nato”

Alla fine hanno trovato l’intesa. I gruppi alla Camera di Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra e Italia viva, hanno chiesto, in una mozione unitaria, di “riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato in materia di spese per la difesa“, considerando quanto queste abbiano un “impatto strutturale sulla finanza pubblica di fatto insostenibile alla luce dei dati Istat”.

Da giorni, come anticipato dal Fatto Quotidiano, i partiti dell’opposizione stavano lavorando per trovare una quadra unitaria che desse anche un segnale di alternativa possibile al governo Meloni.

Nel documento, presentato a prima firma dell’esponente del M5s Filippo Scerra, viene chiesta anche “una revisione integrale del patto di stabilità“.

Sono quindi due i punti chiave sui quali l’opposizione chiede che “un eventuale scostamento di bilancio sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al sostegno per la sanità pubblica e per famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica, escludendo che le risorse disponibili siano assorbite da impegni di spesa militare”. In aggiunta Pd, M5s, Avs e Iv chiedono di “promuovere una politica di difesa comune europea attraverso la pianificazione, l’acquisizione e la gestione di capacità condivise, al fine di efficientare le risorse già previste e sfruttando le economie di scala”.

In tutto i punti su cui la mozione unitaria impegna il governo sono 10. Sul patto di stabilità le opposizioni chiedono al governo di “adottare iniziative urgenti in sede di unione europea volte a pro-muovere una revisione integrale del patto di stabilità che abbia come obiettivo quello di sostenere una crescita inclusiva e sostenibile, senza ricorrere a politiche di austerità, preservando la qualità e il livello di spesa pubblica”. Per questo, scrivono ancora, va sostenuto “un piano di investimenti comuni sul modello di Next Generation EU da 750-800 miliardi annui, anche ricorrendo a debito comune, finalizzato alla crescita economica, nonché a promuovere azioni volte a realizzare lo scorporo dal calcolo degli indicatori sul deficit per gli investimenti nazionali destinati ad interventi di carattere economico sociale a sostegno delle famiglie e imprese, evitando pesanti tagli allo Stato sociale e sostenendo una crescita inclusiva e sostenibile di medio e lungo termine”.

Il campo largo chiede inoltre di “adoperarsi per la revisione delle regole fiscali comprese nel Patto di stabilità e crescita, al fine di adattarle alle nuove sfide che l’Unione europea e i suoi Stati membri sono chiamati ad affrontare, nonché a perseguire politiche di bilancio sostenibili, prevedendo percorsi di rientro dal debito più realistici che tengano conto delle specificità degli Stati membri e del loro quadro macroeconomico complessivo” e a “promuovere iniziative volte a porre le basi di una riforma sul tema della creazione di un’adeguata capacità fiscale dell’Unione, che riveste un’importanza centrale per il processo di integrazione europea ed è strumento essenziale di governance economica in quanto strettamente complementare alla disciplina di bilancio per gli Stati, in particolare chiedendo che le politiche economiche nazionali siano sostenute e integrate da efficaci politiche europee, uniche in grado di far fronte a gravi shock (simmetrici o asimmetrici) o farsi carico della produzione di beni pubblici di interesse generale”.

Le opposizioni chiedono poi al governo di impegnarsi ad “adottare iniziative in sede europea volte ad adattare alcuni elementi di successo dell’esperienza del Dispositivo di ripresa e resilienza alla nuova architettura della politica di bilancio europea”. Un impegno possibile, secondo il documento, “trasformando il programma Next generation EU in uno strumento permanente, da finanziare attraverso il bilancio europeo con la conseguente istituzione di nuove fonti di entrate nella forma di risorse proprie dell’Unione europea e l’inclusione dell’emissione di debito comune europeo come strumento stabile, finalizzati a sostenere l’impegno comune per il rafforzamento degli investimenti nella produzione di ‘beni pubblici’ che consentano di rispondere al meglio alle esigenze concordate a livello europeo, come ricerca, innovazione, sicurezza e transizione energetica, al fine di assicurare all’Unione europea un proprio spazio fiscale autonomo, capace di avviare una politica economica anticiclica, che la sottragga a quelli che i firmatari del presente atto di indirizzo giudicano ‘ricatti’ dei contributi nazionali”.

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Albufeira | Campeonato de Futebol Golfinhos 2026 reuniu cerca de 250 jovens Atletas

Terminou no passado domingo a 19.ª edição do Campeonato de Futebol Golfinhos, uma iniciativa dedicada aos mais jovens praticantes de futebol do concelho de Albufeira. Ao longo de cinco jornadas, o evento promoveu o convívio, a aprendizagem e os valores do desporto junto de cerca de 250 crianças dos 5 aos 8 anos de idade. […]

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Dall’Ucraina alla difesa europea, ecco la strategia di Losacco per la Nato

Cooperazione e confronto non possono che essere rafforzate quando l’agenda internazionale è densa, come in questo periodo, di sfide complicate e articolate che meritano risposte comuni da parte di democrazie che si incontrano. Ne è convinto il senatore del Partito Democratico Alberto Losacco, eletto vicepresidente dell’Assemblea Parlamentare Nato di cui fanno parte le delegazioni parlamentari dei 32 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica e di 15 Paesi associati. Un risultato di notevole rilievo per l’Italia e per il ruolo della delegazione italiana all’interno dell’Assemblea che, ricordiamo, ha avuto una guida italiana dal 2016 al 2018 con il deputato centrista Paolo Alli.

“In un mondo attraversato da guerre e conflitti, diventa sempre più importante avere uno spazio di cooperazione e confronto che contribuisce a rafforzare la pace e la sicurezza collettiva”, spiega il sen. Losacco a Formiche.net, toccando con mano i dossier più delicati, partendo dall’Ucraina e dal suo possibile ingresso nella Nato: uno scenario tramontato?

“La priorità è sempre la stessa, arrivare a una pace giusta. Uno dei punti fondamentali è quello delle garanzie di sicurezza future: che si tratti dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, di una coalizione dei volenterosi o di un altro formato, questo è un impegno che finirà per interpellare Paesi che già collaborano sotto le insegne del Patto Atlantico. Paesi che oggi sono in prima fila nel sostegno all’Ucraina, con uno sforzo decisivo per garantire all’Ucraina l’accesso a strumenti e attrezzature che, come vediamo, stanno riuscendo a cambiare l’inerzia del conflitto, con una Russia sempre più in difficoltà”.

In che modo costruire il pilastro europeo della Nato? Losacco non ha dubbi, attraverso la difesa comune europea. “La corsa all’aumento della spesa militare dei singoli Paesi europei aderenti all’Alleanza rischia, da sola, di non rafforzare davvero né la nostra capacità di deterrenza né il nostro contributo effettivo alla Nato. Verso una difesa europea, con una centrale unica d’acquisto e un maggior coordinamento delle politiche sulla difesa, permetterebbe invece di superare i problemi di interoperabilità, migliorare la qualità della spesa e mitigarne l’impatto sulle economie nazionali. È una strada che andrebbe perseguita con maggiore convinzione, con lo stesso piglio e lo stesso spirito che la Commissione europea ha saputo mostrare dopo la pandemia. La difesa comune non come alternativa alla Nato ma, appunto, come secondo pilastro”, puntualizza.

In questo senso, aggiunge, la Nato continua a rappresentare uno strumento indispensabile di pace, sicurezza e deterrenza, in un contesto internazionale segnato da crisi e conflitti: “Le sfide che abbiamo davanti sono tre: rafforzare la capacità di deterrenza dell’Alleanza, consolidare il contributo europeo alla sicurezza comune e migliorare la qualità della spesa per la difesa. In questo quadro, il Mediterraneo e il fronte meridionale devono assumere una centralità sempre maggiore nell’agenda della Nato. È qui che oggi si scarica una parte rilevante delle tensioni mondiali”, conclude.

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Mercadinho de velharias e antiguidades anima domingo em Querença

A Junta de Freguesia de Querença vai organizar no próximo domingo, dia 7 de Junho, o Mercadinho Relíquias de Querença, no polidesportivo local.

Para além das velharias e antiguidades, o evento contará também com artesanato local, sabores regionais e animação de rua.

A iniciativa realiza-se no Polidesportivo de Querença, entre as 8h00 e as 13h00, com entrada livre.

A Cooperativa QRER vai marcar presença neste evento, com um espaço dedicado à divulgação do seu trabalho e dos seus cooperadores.

Sul Informação

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Trump’s Retaliatory Withdrawal: America Punishes Europe for Refusing to Join Its War with Iran

In the first days of May 2026, the Pentagon announced the withdrawal of approximately 5,000 American troops from Germany over the next six to twelve months — with explicit threats of further cuts directed at Italy and Spain. President Donald Trump stated the reason with characteristic bluntness: these countries had failed to provide meaningful support […]
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Americanization of Azerbaijan’s Foreign Policy

Azerbaijan is rapidly moving closer to the United States and NATO as Washington redirects its geopolitical focus from the Russo-Ukrainian War toward the South Caucasus. Azerbaijan’s expanding military, political, and strategic cooperation with the West risks turning the region into a new center of geopolitical confrontation involving Russia, Iran, and Western powers. “To be the […]
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The Fraying Transatlantic Alliance

The US-Israeli war on Iran is exposing deep fissures in US-EU ties, with NATO allies increasingly resisting Washington’s unilateral approach and renewing calls for greater European strategic autonomy. The Historical Arc of Transatlantic Unity For over a century, the transatlantic alliance has charted the course of global politics. From playing a decisive role in the […]
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Türkiye Frustrated With Franco-Greek Alliance

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Europe Forgot Geography: How NATO Turned Russia from a Neighbour into a Permanent Enemy

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A Security Pact in the Middle East, Behind America’s Back Part 2

The four most militarily powerful Muslim-majority nations—Saudi Arabia, Türkiye, Pakistan, and Egypt—are aligning based on strategic calculation rather than religious affinity. This development signals the emergence of a weaker America in the Middle East and a reordering of the great-power competition between the U.S. and China. Barry Buzan asserts that security is inherently regional, as […]
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May 9, 1945 – May 9, 2026: Russia is Standing Tall Again.Part 2: double standards: the West exposed

The so-called “free world” is an oxymoron. In truth, it is the very antithesis of freedom; it is its most absolute negation. The comparison is stark but necessary. When the United States invaded Iraq: no sanctions against Washington, no exclusion from SWIFT, no freezing of American assets abroad, and no arms deliveries to the Iraqi […]
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