Normal view

Ferreira do Zêzere opens new river beach on Castelo do Bode reservoir

13 June 2026 at 10:57
Praia Fluvial da Bairrada/Bairradinha - Photo: CM Ferreira do Zêzere

The municipality of Ferreira do Zêzere has officially launched its 2026 bathing season with the inauguration of a new river beach on the shores of the Castelo do Bode reservoir,

The post Ferreira do Zêzere opens new river beach on Castelo do Bode reservoir appeared first on Portugal Resident.

Just Eat pacta un ERE que afectará a un máximo de 50 trabajadores y deja fuera a los repartidores

12 June 2026 at 17:44

La compañía de reparto de comida a domicilio Just Eat ha alcanzado un acuerdo con los sindicatos CC OO, UGT y Fetico para llevar a cabo un despido colectivo que afectará a hasta 50 trabajadores del área de coordinación, y dejará fuera a los repartidores, según han informado esta última organización sindical. Los riders son el grueso de la plantilla y rondan los 2.000 empleados en España, pero no se verán afectados por el ajuste. De hecho Just Eat fue una de las primeras grandes plataformas de reparto de comida a domicilio en España en apostar por un modelo laboral con repartidores contratados como asalariados en lugar de emplear a falsos autónomos, y la primera en firmar un convenio colectivo propio para el sector tras la aprobación de la ley rider.

Seguir leyendo

© PHIL NOBLE (REUTERS)

Un repartidor de Just Eat, en una imagen de archivo.

La plantilla de Nissan ratifica el acuerdo sindical para reducir despidos y elevar indemnizaciones

12 June 2026 at 15:23

La plantilla de Nissan ha ratificado por una amplia mayoría el preacuerdo de la dirección de la empresa con los sindicatos sobre el Expediente de Regulación de Empleo (ERE) que supondrá la salida de 195 personas, según han informado fuentes sindicales. El pacto, alcanzado el pasado miércoles, supone rebajar en 16 personas los afectados en los tres centros catalanes donde habrá recortes e indemnizaciones ajustadas a la edad de los despedidos. Según CC OO, el 88,85% de la plantilla ha aceptado las nuevas condiciones.

Seguir leyendo

© Marta Perez (EFE)

Trabajadores del centro de Nissan en la Zona Franca de Barcelona, protestando por el ERE el pasado 4 de junio.

Fondazione MAIRE presenta in Polonia lo studio “Climate Goals” sulla transizione energetica

12 June 2026 at 10:34

Fondazione MAIRE porta Climate Goals al Congresso Polacco della Chimica: focus su competenze, industria e transizione energetica

Fondazione MAIRE – ETS ha presentato a Varsavia i risultati della quarta edizione dello studio “Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide”, con un focus dedicato alla Polonia. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del XIII Congresso Polacco della Chimica, il principale appuntamento annuale del settore chimico in Polonia e nell’Europa centrale, che riunisce istituzioni, industria, comunità scientifica e imprese della filiera.

Lo studio, realizzato da Fondazione MAIRE con Ipsos Doxa e con il supporto di MAIRE, monitora dal 2023 la consapevolezza pubblica sulla transizione energetica a livello globale. La ricerca ha coinvolto oltre 2.850 persone e 25 esperti in 17 Paesi distribuiti in quattro continenti, analizzando non solo il tema della produzione di energia a basse o zero emissioni, ma anche la trasformazione dei processi industriali, dei modelli di business, dei sistemi di distribuzione e delle competenze necessarie a sostenere il cambiamento.

La presentazione è stata curata da Ilaria Catastini, Direttore Generale di Fondazione MAIRE – ETS, alla presenza del Presidente della Polish Chamber of Chemical Industry, Tomasz Zielinski, e del Primo Segretario e Responsabile degli Affari Economici dell’Ambasciata d’Italia in Polonia, German Carboni. L’intervento ha preceduto il panel “Energy transition in industry: from technologies to implementation”, che ha ampliato il confronto con la partecipazione di rappresentanti di importanti realtà industriali, tra cui ORLEN, Honeywell, Veolia e Nextchem, società del gruppo MAIRE.

L’edizione 2026 della ricerca ha ampliato il perimetro europeo dell’indagine includendo Germania, Polonia e Paesi Bassi. Il focus sulla Polonia restituisce il quadro di un Paese che non respinge la transizione energetica, ma la valuta attraverso una prospettiva fortemente pragmatica, nella quale gli obiettivi climatici devono essere conciliati con la sicurezza energetica, la sostenibilità economica, la stabilità socio-economica e la competitività industriale.

In Polonia, la consapevolezza sulla transizione energetica resta ancora parziale: il 58% degli intervistati afferma di averne una comprensione vaga, mentre solo il 39% si considera molto informato sul tema. La transizione energetica si colloca inoltre all’ultimo posto tra le priorità indicate nei Paesi europei e nell’intero panel dei 17 Paesi analizzati: solo il 20% degli intervistati la considera una priorità assoluta, mentre il 66% la pone sullo stesso piano di altre questioni centrali.

I risultati evidenziano un approccio prudente, segnato dalla necessità di bilanciare benefici ambientali e impatti economici e sociali. Il 25% degli intervistati esprime preoccupazione per la possibile perdita di posti di lavoro nei settori tradizionali, mentre il 31% riconosce il potenziale di nuova occupazione legato alle industrie sostenibili. La responsabilità della transizione viene percepita come condivisa tra imprese, decisori politici e cittadini. Dallo studio emerge anche una richiesta chiara: maggiore innovazione da parte delle imprese, un sostegno istituzionale più forte alle nuove tecnologie e una transizione fondata su evidenze, ben governata e accompagnata dallo sviluppo delle competenze. La formazione viene indicata come il principale fattore abilitante: solo il 4% degli intervistati ritiene che il Paese sia pienamente preparato alla transizione, mentre l’87% considera necessario un forte miglioramento dell’upskilling. Il 79% sottolinea inoltre l’importanza di professionisti ibridi, capaci di combinare competenze tecniche e soft skill, come il pensiero critico.

Per MAIRE, la Polonia rappresenta un Paese strategico all’interno della piattaforma europea di tecnologia e ingegneria del Gruppo, che può contare su una presenza consolidata in sei Paesi del continente: Italia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Regno Unito e Polonia. Nel mercato polacco, il Gruppo è presente attraverso KTI Poland S.A., società internazionale di EPC costituita nel 2006 su eredità Technip. Con sede a Płock, uno dei principali poli industriali del Paese, e uffici a Varsavia, KTI Poland opera nei settori oil & gas, petrolchimico, chimico ed energetico, offrendo servizi lungo l’intero ciclo di vita dei progetti: dagli studi di fattibilità al Front-End Engineering Design, fino all’ingegneria di dettaglio e al construction management.

La prospettiva polacca conferma che la transizione energetica deve procedere con pragmatismo, responsabilità e una chiara visione industriale”, ha commentato Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS. “Con la nostra presenza consolidata in Polonia, che consideriamo una piattaforma strategica per un’ulteriore crescita nell’Europa centrale e orientale, MAIRE vede questo mercato come un hub chiave per lo sviluppo di soluzioni industriali innovative”. Di Amato ha inoltre sottolineato come la Polonia rappresenti “un pilastro strategico” della presenza europea del Gruppo, richiamando la necessità di capacità esecutive, investimenti in innovazione e sviluppo delle competenze adeguate per sostenere una transizione in grado di generare opportunità e benefici superiori ai costi.

L'articolo Fondazione MAIRE presenta in Polonia lo studio “Climate Goals” sulla transizione energetica proviene da Affaritaliani.it.

La vita tira in troppe direzioni? Ecco le 4 regole di Daniel Lumera per trovare la propria strada vagando liberi e senza meta

11 June 2026 at 14:19

Cosa resta di noi quando togliamo ruoli, aspettative e doveri che non ci somigliano più? Daniel Lumera, biologo naturalista, autore bestseller, esperto a livello internazionale nell’area del benessere e della qualità della vita, torna a interrogare il lettore su una domanda che molti evitano finché possono. E lo fa con il suo ultimo libro, Scegli la tua vita (Solferino), un saggio che unisce filosofia indiana, psicologia contemporanea, spiritualità e neuroscienze per rispondere alla domanda più antica: chi sono e cosa sono venuto a fare in questa vita?

Il libro attraversa concetti come vocazione, crisi, identità, intelligenza spirituale e rapporto con l’IA, invitando il lettore a riconoscere ciò che è autentico e ciò che è soltanto adattamento, ruolo, automatismo. È una sorta di viaggio che porta al centro il concetto di svadharma, la “via naturale dell’essere”, e il modo in cui ciascuno può ritrovare la propria direzione in un contesto di precarietà che spesso disorienta e sovraccarica. Da qui nasce la prima domanda: come si riconosce concretamente la propria vocazione quando la vita sembra tirare in troppe direzioni?

“Ci sono quattro semplici regole. La prima è imparare a dire di no, con sincerità e umiltà per non ferire il nostro interlocutore e risparmiare quell’energia che altrimenti finirebbe in un qualcosa che non ci appartiene, ma esprime esigenze altrui- esordisce Lumera -. La seconda consiste nel dedicare il 3% della giornata a incarnare la propria verità, facendo ciò che ci dà gioia, ci viene bene fare e sentiamo dare senso alla nostra vita. La terza regola è rispettare le stagioni della propria esistenza: la semina, dove impariamo; la cura del raccolto, dove sperimentiamo e apriamo nuove vie; il raccolto stesso, in cui godiamo dei frutti e, condividendoli con gli altri, diffondiamo prosperità; il maggese, in cui si riposa e ci si rigenera. Siamo talmente disconnessi dai ritmi naturali, che non li riconosciamo più: molte persone, infatti, forzano di continuo le situazioni quando invece dovrebbero seminare o raccogliere, così come riposano nel momento sbagliato e perdono opportunità straordinarie. Il quarto consiglio è guardare alle persone che hanno trovato la propria vocazione, la cui sola presenza ispira gli altri. In un’epoca del fake, basata sul fare, sull’avere e sull’apparire, una persona che ha scoperto il senso profondo della propria vita è contagiosa, portatrice di ispirazione, benessere, verità”.

Liberi e senza meta

Nel libro lei descrive il “roaming wild” – il vagare liberi e senza meta – come una condizione necessaria per ritrovare se stessi. In una società che vive di produttività continua, come si può vivere questa esperienza senza fuggire dalle responsabilità?

“La necessità di vagare liberi, di avere periodi durante i quali uscire dai sentieri tracciati, rompere la routine, non avere più punti di riferimento è di fondamentale importanza, in termini di creatività, intuizione e apertura mentale, oltre che di salute, benessere e capacità rigenerative, perché stimola quell’istintualità tale da renderci capaci di attingere a risorse che normalmente non utilizzeremmo, così come di ascoltarci profondamente e lasciarci ispirare da nuovi contesti. Il roaming wild è importante per uscire dalla nevrosi del controllo ed entrare nella capacità di riconnettersi con una fonte vitale, fondamentale per tutte le grandissime personalità; pensiamo alla vita del Buddha o, più semplicemente, alla svolta di Tiziano Terzani dopo la scoperta della malattia. Il roaming wild può anche essere solo mentale, lasciando la mente vagare libera per aprirsi a nuove possibilità, contaminazioni, ispirazioni, abbracciando quello che di solito non riusciamo a capire”.

Trovare la propria vocazione allunga la vita

Viviamo bombardati da informazioni e stimoli digitali. Qual è, secondo lei, il prezzo psicologico che paghiamo quando ci allontaniamo troppo dalla nostra natura autentica?

“Altissimo, soprattutto in termini di salute. Diversi studi scientifici dimostrano che le persone che trovano la propria vocazione nei cinque anni successivi presentano un tasso di mortalità ridotto del 50% e un’incidenza di Alzheimer e malattie degenerative senili ridotto dal 36% al 40%; inoltre, hanno una tendenza molto minore alla depressione, una resilienza più grande e, soprattutto, la capacità di metabolizzare i disturbi da stress post-traumatico più elevata. Creare un contesto dove ci si ascolta, ci si riconosce e ci si segue diventa un atto di disobbedienza civile, a vantaggio della salute”.

IA e rischio disumanità

Nel capitolo sull’Intelligenza Artificiale lei parla del rischio di “disimparare a essere umani”. Quali capacità rischiamo di perdere delegando troppo alle macchine?

L’intelligenza artificiale è una tecnologia che non può provare emozioni e comprendere il reale disagio dell’altra persona. Per questo dobbiamo imparare a potenziare l’unicità dell’essere umano, che sta nella sua capacità di trovare un senso alle cose, avere una coscienza, provare empatia e compassione, e trovare una missione reale. L’essere umano cerca il senso del dolore, della perdita, della malattia, della morte, della vita, dell’amore. È una ricerca intrinseca all’esperienza umana, più forte del desiderio o della ricerca del piacere”.

Lei propone un modello a cinque intelligenze, inclusa quella spirituale. Come possono intelligenza artificiale e intelligenza spirituale coesistere senza che l’una schiacci l’altra?

“È proprio l’intelligenza spirituale a permetterci di provare compassione, dare significato alle cose e aprirci alla nostra vocazione, compensando l’intelligenza artificiale. L’essere umano oggi deve lavorare con entrambe queste intelligenze, spirituale e artificiale, potenziandole e, al contempo, fungendo da ago della bilancia. Ciascuno deve trovare l’armonia tra queste due forme, come tra tecnologia e natura”.

L'articolo La vita tira in troppe direzioni? Ecco le 4 regole di Daniel Lumera per trovare la propria strada vagando liberi e senza meta proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il roulait à 130 km/h sur la promenade des Anglais à Nice : Éric Ciotti dénonce "l’inconscience la plus totale" et appelle à une "grande fermeté" contre le chauffard

11 June 2026 at 11:46
Un homme a été intercepté alors qu’il roulait à près de 130 km/h sur une artère très fréquentée du centre de Nice. L’automobiliste a été placé en garde à vue et sa voiture saisie. Le maire s’est exprimé sur le sujet,...

Il rossetto non si mette più in borsa, ma fuori: dai lip-gloss per smartphone ai ciondoli con la combo labbra, i beauty charms sono il trend

10 June 2026 at 15:48

In tutto l’armamentario dei trucchi a nostra disposizione il rossetto occupa un posto particolare. Non solo perché ne abbiamo testimonianze antichissime, e ha attraversato epoche e culture diverse. O perché viene usato un po’ a tutte le età, tanto da essere diventato un indicatore economicoil lipstick index. Il rossetto è speciale perché ha lasciato l’intimità della toletta per diventare accessorio da mostrare – anzi sfoggiare – in pubblico. Nessuno si sognerebbe di ritoccare il fondotinta a una festa, ma il rossetto sì. Non c’è da stupirsi dunque se i rossetti negli ultimi anni siano diventati veri e propri accessori, con astucci gioiello, da appendere alla borsa o da incorporare laddove tutti possano vedere (ovvero: sullo smartphone).

Chi non ricorda Audrey Hepburn – o meglio, Holly Golightly in Colazione da Tiffany, che si mette il rossetto sul sedile di un taxi? O Liz Taylor impellicciata che, armata di specchietto, si ripassa il rossetto di fronte a fotografi e giornalisti? Ritoccare il rossetto in pubblico è molto più di una necessità: un rituale, una piccola performance, perfino un atto di seduzione. Ariana Grande ha reso il lip gloss un momento virale dei suoi concerti, applicandolo tra una canzone e l’altra come parte della coreografia. Hailey Bieber, fondatrice del marchio Rhodes, ha ridisegnato le cover degli smartphone per farci entrare un tubetto di gloss: in questo modo ogni selfie allo specchio è, potenzialmente, pubblicità gratuita.

Oltre a essere performante, quindi, un rossetto deve anche essere bello. Perché non si nasconde più: anzi, si lascia in bella vista. Lo hanno intuito anche due guru della bellezza, Cristina Fogazzi (founder di Veralab) e Clio Zammatteo (co-founder & talent di ClioMakeUp) che quest’anno hanno unito le forze per creare Beauty League, quattro kit labbra da appendere alla borsa. La famosa “combo labbra”, insomma, da portare con sé fuori casa: i quattro kit combinano due prodotti dei rispettivi brand, ClioMakeUp e Overskin, più alcuni ciondoli-cuccioli.

1 / 3

Screenshot 2026-06-10 alle 16.45.03

2 / 3

BEAUTYLEAGUE_3_CREDITS_SARA DEFENDI_PAOLO ISABETTINI

3 / 3

CLIO ZAMMATTEO + CRISTINA FOGAZZI_BEAUTY LEAGUE_3_CREDITS_SARA DEFENDI_PAOLO ISABETTINI

Il lancio dei kit accompagna un più ampio progetto editoriale: la mini-serie Youtube Beauty League, in cui le due imprenditrici si raccontano, riflettendo su social media, community e industria beauty. “In un momento in cui ce n’è davvero bisogno, abbiamo unito le nostre forze di donne che intraprendono e raccontano il loro piccolo pezzo di Made in Italy”, ha dichiarato Zammatteo. “Abbiamo capito che il valore non sta nel pensare la stessa cosa o nell’avere lo stesso tono di voce – le fa eco Fogazzi – sta nell’avere il coraggio di sedersi allo stesso tavolo e provare a costruire qualcosa di nuovo, insieme”. In comune hanno sempre avuto la capacità di leggere e anticipare i gusti del mercato e il prodotto nato dalla loro sinergia, infatti, riflette una tendenza molto forte: i charms.

Da qualche anno, l’industria beauty si sta miniaturizzando per assecondare l’esplosione dei ciondoli da borsa che hanno invaso le passerelle. Profumi, creme mani, lip gloss e perfino piccoli solari sono diventati pendagli: tutto ciò che una volta stava all’interno della borsa, ora fa bella mostra di sé fuori. Gloss e rossetti, in questo senso, sono perfetti: appesi alla borsa diventano un manifesto estetico dei nostri gusti e delle nostre abitudini. Un po’ come i Labubu, ma esteticamente più belli. E più utili.

L'articolo Il rossetto non si mette più in borsa, ma fuori: dai lip-gloss per smartphone ai ciondoli con la combo labbra, i beauty charms sono il trend proviene da Il Fatto Quotidiano.

Schede sim introdotte in carcere con un bacio appassionato durante il colloquio: arresti a Bari

8 June 2026 at 14:09

Gli ordini spesso arrivavano dal carcere attraverso telefonate fatte utilizzando schede sim introdotte grazie a un bacio appassionato scambiato tra un detenuto vicino al clan mafioso Strisciuglio e la fidanzata durante un colloquio. Con questo stratagemma, poi venivano veicolati i via libera per minacce e agguati. Uno di questi era stato indirizzato a un imprenditore di Palo del Colle, in provincia di Bari, per costringerlo a consegnare un auto a noleggio senza alcun pagamento. E per chiarire chi comandava, un’auto noleggiata sarebbe stata data alle fiamme.

Complessivamente gli arrestati sono quattro: due già detenuti nelle carceri di Lecce e Paola, uno finito in cella oggi, un altro ai domiciliari. Per un altro indagato. il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di arresto del pubblico ministero non ritenendo attuali le esigenze cautelari. Le accuse, contestate a vario titolo, sono tentato omicidio, estorsione, porto illegale di armi, ricettazione, furto e incendio di auto, favoreggiamento personale e introduzione illegale di dispositivi di comunicazione in carcere. Il giudice ha riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso.

Le misure sono state disposte dopo l’inchiesta della Dda di Bari denominata “Re nero” che tra il 2023 e il 2024 ha accertato movente e presunti responsabili di un tentato omicidio avvenuto il 16 novembre di tre anni fa a Palo del Colle. Il delitto sarebbe avvenuto dopo le “ripetute estorsioni subìte da un imprenditore locale” attivo nel noleggio di auto da parte di un presunto affiliato al clan mafioso Strisciuglio di Bari. Inoltre, nel bar di cui la vittima è titolare nella zona 167 di Palo, furono esplosi quindici colpi di pistola calibro 9 contro l’ingresso “con l’intento di colpire i presenti”, annotano gli investigatori.

L'articolo Schede sim introdotte in carcere con un bacio appassionato durante il colloquio: arresti a Bari proviene da Il Fatto Quotidiano.

Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été

Alors que l’été 2026 s’annonce caniculaire, les Français découvrent dans leurs avis d’imposition locale la note cachée des équipements aquatiques. Plus de 2 800 communes ont lancé des projets entre 2023 et 2025 pour un total de 4,2 milliards d’euros. À Toulouse, la contribution aux équipements aquatiques atteint désormais 85 euros par foyer et par an, une ligne budgétaire inexistante avant 2024. Personne n’a consulté le contribuable : les élus coupent le ruban, les ménages règlent l’addition.

Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été
LE COURRIER
DES STRATÈGES
Restez libre !
LA NEWSLETTER · GRATUITE

Le Courrier,
chaque matin.

Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été

L'essentiel de l'actualité, passé au crible par les cinq plumes du Courrier. Dans votre boîte, chaque jour ouvré.

Gratuit. Vous restez libre de partir quand vous voulez.

JE M'INSCRIS lecourrierdesstrateges.fr
lecourrierdesstrateges.fr
Restez libre !

Entre 2023 et 2025, plus de 2 800 communes ont lancé des chantiers aquatiques pour 4,2 milliards d'euros au total. La note arrive cet été dans les avis de taxe foncière : jusqu'à 320 euros supplémentaires par foyer, une ligne budgétaire imposée sans référendum, sans consultation, et surtout sans alternative proposée au contribuable.

Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été
LE COURRIER
DES STRATÈGES
Restez libre !
ABONNEMENT

Allez au fond
des choses.

Deux grands formats par jour. Les cinq plumes du Courrier. La série Sécession, le dimanche.

Le monde commente. Vous, vous comprenez.

S'ABONNER lecourrierdesstrateges.fr
lecourrierdesstrateges.fr
Restez libre !

La dérive des coûts, symptôme d'une gestion hors sol

Un complexe aquatique municipal coûtait 5,2 millions d'euros en 2020. Il en coûte aujourd'hui 8,5 millions en moyenne , soit une progression de 63 % en cinq ans, sans que les contribuables n'y aient jamais été explicitement associés. L'exemple rennais est à cet égard canonique : le centre aquatique intercommunal inauguré en mars 2026 a englouti 12,3 millions d'euros, soit 40 % de plus que les prévisions de 2022.

Facture de piscine municipale : pourquoi vos taxes locales flambent cet été 2026 - Le Blog Finance
Les communes investissent massivement dans les équipements aquatiques face aux canicules répétées, entraînant une hausse significative des impôts locaux. Décryptage de l’impact sur votre budget familial.
Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet étéLe Blog FinanceJean Leclerc
Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été

À Rennes Métropole, la taxe foncière a mécaniquement augmenté de 8,5 % pour absorber la dérive. Les systèmes de filtration écologique, rendus obligatoires par la réglementation de 2024, ajoutent à eux seuls 1,2 million d'euros au coût initial de chaque équipement. L'écologie réglementaire a bon dos : elle permet de justifier le surcoût tout en évitant soigneusement la question du pilotage budgétaire.

Impôts 2026 : la liste complète de ce qui doit être adopté, par Elise Rochefort
Après le recours à l’article 49.3, le gouvernement devrait faire passer (si tout va bien, et grâce au soutien du Parti Socialiste) un train de recettes fiscales qu’Elise Rochefort a synthétisé pour nous. Le texte présenté par le Premier ministre Sébastien Lecornu vise un redressement des comptes publics pour
Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet étéLe Courrier des StratègesRédaction
Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été

Selon les dernières données du ministère de l’Intérieur, les impôts locaux progressent en moyenne de 6,2 % en 2026. Pour de nombreux propriétaires, la hausse représente entre 180 et 320 euros supplémentaires par an.

Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été
LE COURRIER
DES STRATÈGES
Restez libre !
TELEGRAM · L'INFO EN CONTINU

Entre deux éditions,
le fil.

La newsletter vous donne le matin. Le fil vous donne l'instant.

Gratuit, et en continu.

REJOINDRE LE FIL t.me/resterlibre
t.me/resterlibre
Restez libre !

L’impôt local devient la variable d’ajustement

Dans les communes ayant investi dans des équipements aquatiques, la taxe foncière a augmenté de 7,8 % en moyenne, contre seulement 2,1 % dans les collectivités qui n’ont pas engagé ces projets. L’agglomération toulousaine illustre parfaitement cette tendance : une contribution spécifique aux équipements aquatiques atteint désormais 85 euros par foyer et par an, alors qu’elle n’existait pas avant 2024.

La démographie, base de toute puissance, surtout pour les BRICS, par Thibault de Varenne
L’Inde présidera les BRICS en 2026. Elle accueillera le sommet, elle en tiendra la plume, elle en donnera le ton. Elle le fait forte d’une qualité que nul autre membre ne possède au même degré : depuis 2023, elle est le pays le plus peuplé de la terre. Plus de quatorze
Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet étéLe Courrier des StratègesRédaction
Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été

Le plus frappant reste sans doute le décalage entre les décisions et leur contrôle démocratique. Peu de contribuables ont réellement mesuré l’impact fiscal de ces investissements au moment de leur lancement. Les inaugurations offrent une visibilité politique immédiate aux élus ; le coût, lui, est dilué sur plusieurs années et réparti sur l’ensemble des ménages.

Cette affaire illustre parfaitement le mécanisme pervers du modèle français : des élus locaux dépensent l’argent d’autrui pour se valoriser, pendant que le contribuable, silencieux et désarmé, voit son pouvoir d’achat rogné sans avoir jamais été consulté.

La question de la pertinence économique de ces investissements reste entière : qui a évalué le rapport coût-bénéfice à l'échelle intercommunale ?La réponse est: personne. Ou du moins, aucun organe indépendant soumis à une véritable responsabilité devant les administrés. L'Association des maires de France valide, l'État subventionne partiellement, les entreprises de BTP remportent les marchés et enfin, le contribuable, lui, reçoit la facture.

Piscines municipales: pourquoi votre taxe foncière explose cet été
LE COURRIER
DES STRATÈGES
Restez libre !
TIPS · SANS ABONNEMENT

Offrez-nous
un café.

Un média libre vit de ses lecteurs. Un pourboire ponctuel, sans compte ni engagement, quand le cœur vous en dit.

Vous donnez ce que vous voulez. Vous restez libre.

LAISSER UN POURBOIRE merci !
lecourrierdesstrateges.fr
Restez libre !

Accoltellata 19 volte dal fratello, che ora sta per uscire dal carcere: “Ho paura”

8 June 2026 at 09:01

Mio fratello ha finito di scontare la pena, prima in carcere poi in Rems, e a giorni potrebbe tornare libero. Io sono terrorizzata“. Chi parla è Francesca, la 43 enne che il 23 aprile 2019 a Modena venne accoltellata per 19 volte dal fratello che soffre di “un disturbo psicotico e paranoide, e inoltre è schizofrenico e bipolare”. Lei si è salvata per miracolo. “Fino a 18 anni – racconta Francesca a Il Corriere della Sera – sembrava normale. I suoi problemi iniziano dopo la morte di mio zio, mentre erano assieme a pesca. Da lì ha cominciato con l’alcol e la droga. Noi chiamavano il Centro di Salute mentale e loro ci rispondevano: “Non possiamo obbligarlo a curarsi, deve essere lui a venire spontaneamente”. E noi a insistere: “Guardate che da solo non ce la fa“. E loro: “Non possiamo obbligarlo. Voi siete i familiari e gli dovete stare vicino”.

Francesca racconta i momenti drammatici dell’aggressione. “Era il 23 aprile 2019. Ero appena rientrata dalla Puglia. Lui – spiega a Il Corriere – era da mia mamma. C’era la porta socchiusa. Appena entrata mi ha dato le prime coltellate in testa. All’inizio ho pensato che stesse crollando la casa. Poi mi sono girata e l’ho visto in faccia. Mi colpiva e rideva. Sembrava felice. E io gli dicevo fallo per mio figlio. Nulla. Poi è uscito ed è andato dai carabinieri: “Ho ucciso mia sorella“. “Siamo terrorizzati. E come noi migliaia di famiglie che hanno il nostro stesso problema. La malattia psichiatrica è il vero male del secolo. Persone come mio fratello hanno bisogno di strutture di assistenza continua. Le famiglie da sole non ce la fanno”.

L'articolo Accoltellata 19 volte dal fratello, che ora sta per uscire dal carcere: “Ho paura” proviene da Affaritaliani.it.

“Da Valditara a Bongiorno, sulla violenza di genere non troveremo alleati nella destra”: al via la campagna “Libere anche qui” sul consenso digitale

5 June 2026 at 17:37

“La nostra campagna sul consenso digitale e contro la violenza di genere online è aperta a tutti, trasversale. Volentieri la condividiamo pure con le forze di maggioranza. Dopodiché va ricordato che partiamo da radici culturali differenti: il disegno di legge Bongiorno è una prima risposta, quello Valditara una seconda. Nonostante Giorgia Meloni sia la prima presidente del Consiglio donna, la delusione è significativa. Quindi non credo che troveremo degli alleati purtroppo”. Il giorno successivo all’approvazione definitiva, tra le proteste delle opposizioni, del disegno di legge Valditara sul consenso informato in ambito scolastico per l’educazione sessuoaffettiva, al Senato una rete di giovani amministratrici e attiviste di area progressista ha presentato la campagna nazionale “Libere anche qui“.

Tra le promotrici c’è la consigliera comunale Pd di Latina Valeria Campagna, componente della Direzione nazionale dem, che nel 2025 aveva denunciato pubblicamente che alcune sue fotografie erano state utilizzate senza consenso su phica.eu, forum che pubblicava scatti rubati sui social network o foto scattate di nascosto in luoghi pubblici e privati all’insaputa delle dirette interessate, poi chiuso. “La violenza digitale è una violenza reale. Nasce da una cultura dello stupro, profondamente radicata, che viola il consenso e la reciprocità delle donne, nella nostra vita di tutti i giorni, nei nostri ambienti di lavoro e di studio, di socialità. E quello che succede online è solo il continuum delle dinamiche di potere patriarcali che abitano la nostra società”, ha spiegato nel corso della conferenza a Palazzo Madama. Insieme a lei anche Anna Frattini, assessora a Brescia, Lucrezia Iurlaro, presidente dell’associazione Tocca a noi, Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 di Milano, e Laura Sparavigna, assessora a Firenze. Donne impegnate a livello istituzionale e politico che hanno subito a loro volta molestie, sessismo e violenza digitale. Per questo, hanno spiegato, l’obiettivo è trasformare l’indignazione individuale in un’azione collettiva e politica.

L'articolo “Da Valditara a Bongiorno, sulla violenza di genere non troveremo alleati nella destra”: al via la campagna “Libere anche qui” sul consenso digitale proviene da Il Fatto Quotidiano.

Argentina, l’anniversario di “Ni una menos” segnato da altri femminicidi. Ma Milei taglia fondi e programmi contro la violenza di genere

5 June 2026 at 12:33

A undici anni dalla prima manifestazione di Ni Una Menos, il movimento femminista argentino torna a marciare contro la violenza di genere e i femminicidi. A Buenos Aires, centinaia di migliaia di persone hanno camminato fino alla piazza del Congresso dietro le parole “ci vogliamo vive e libere”. L’anniversario della nascita di Ni Una Menos, che ogni anno il 3 giugno organizza manifestazioni in tutto il Paese, è segnato dalla morte di tre ragazze che sembrano aggiungersi agli oltre 80 femminicidi avvenuti nel Paese nel 2026. Il corpo della diciassettenne Dulce María Beatriz Candia, cercata per due settimane dalla famiglia, è stato ritrovato in un edificio abbandonato. Si sospetta che sia stata uccisa da Mario Yung, tassista di 46 anni. Noelia Carolina Romero è stata uccisa dal compagno, Tomás Adrián Núñez: era riuscita a chiamare la polizia per chiedere aiuto ma quando gli agenti sono arrivati, era già morta accoltellata. Agostina Vega aveva 14 anni: i resti del suo corpo sono stati ritrovati in un terreno abbandonato fuori dalla città di Córdoba. Le prime indagini indicano che Claudio Barrelier, ex compagno della madre, l’avrebbe violentata e poi strangolata. Barrelier aveva lavorato con l’amministrazione locale e con il principale partito della città. Già nel 2025 era stato incarcerato per avere sequestrato in casa sua una donna, che era riuscita a scappare. Era stato liberato dopo 20 giorni, dietro il pagamento di una cauzione. I familiari hanno denunciato che le indagini sulla scomparsa di Agostina sono iniziate in ritardo, nonostante sin dall’inizio ci fossero testimonianze ed elementi a carico del principale sospettato che ora si trova in carcere.

Femminicidi come quello di Agostina colpiscono profondamente a livello sociale perché mostrano che il maschilismo non ha fatto alcun passo indietro nella sua crudeltà. Nel corso della vita, tutte noi in Argentina abbiamo un femminicidio che ci ha segnate. Ricordo quando hanno ucciso Candela Sol Rodríguez (sequestrata e uccisa nel 2011, aveva undici anni, ndr) e Ángeles Rawson (assassinata dal portiere del palazzo in cui viveva a Buenos Aires, ndr)”, dice al fattoquotidiano.it Catalina Escardó, docente, tra le partecipanti alla manifestazione. “Scendere in strada ogni anno il 3 giugno è un rito molto importante da mantenere vivo. Serve a continuare a farci incontrare e a costruire sostegno reciproco in un panorama così desolante, in cui le destre avanzano e il mondo appare più difficile da cambiare. La sensazione di essere ancora prive di protezione è terribile. Ma oggi possiamo scendere in strada e incontrare altre donne, possibilità che prima del 2015 non esisteva”.

In Argentina si registra un femminicidio ogni 31 ore. Da quando nel 2023 si è insediato il governo di Javier Milei, sono stati tagliati drasticamente i finanziamenti ai programmi di prevenzione alla violenza di genere. Una delle prime decisioni dell’esecutivo era stata chiudere il Ministero delle Donne, Genere e Diversità, riducendolo a una sottosegreteria che poi è stata chiusa. Secondo un’analisi elaborata dall’Equipo Latinoamericano de Justicia y Género, nel 2026 le politiche di prevenzione della violenza di genere hanno subito un taglio del 89% rispetto al 2023. Il programma Acompañar, che fornisce supporto economico alle donne in situazioni di violenza, è passato dall’assistere 102mila donne nel 2023 a zero nel 2025. La linea telefonica di assistenza 144 (un servizio telefonico gratuito nazionale dedicato all’assistenza, all’ascolto e all’orientamento per persone che subiscono violenza di genere) è stata smantellata.

Il presidente Milei ha criticato la specificità del reato di femminicidio, minacciando di eliminarlo dal codice penale, e ha spesso espresso pubblicamente opinioni omofobe e contrarie ai diritti LGBTQ+. “Questo governo sta praticando un anti-femmismo di Stato”, hanno detto le attiviste di Ni Una Menos. “Di fronte al governo di Milei che nega la violenza patriarcale, oggi diciamo: le nostre vite non sono sacrificabili”.

L'articolo Argentina, l’anniversario di “Ni una menos” segnato da altri femminicidi. Ma Milei taglia fondi e programmi contro la violenza di genere proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Ci siamo mai chiesti cosa c’è dentro ai trucchi che usiamo tutti i giorni? Un prodotto fatto bene non può costare sei euro. Le bambine oggi pensano agli anti-age, è angosciante”: parla la dermatologa Pucci Romano

5 June 2026 at 10:50

Vogliamo conoscere tutto della nostra crema, del siero o della maschera per il viso. Siamo (giustamente) selettivi sui prodotti che toccano la pelle, il nostro organo più esteso. Allora perché non facciamo lo stesso con il make-up? La dottoressa Pucci Romano – dermatologa, docente universitaria e presidente di Skineco – si è fatta la stessa domanda nel nuovo libro Il Trucco C’è, Heisenberg Editore & compagnia editoriale Aliberti. Una vera e propria guida alla cosmesi consapevole e all’ecodermocompatibilità, l’accordo tra l’efficacia sulla pelle e il rispetto per l’ambiente.

Da anni Pucci Romano è in prima linea per promuovere un approccio scientifico, ma accessibile, alla cura della pelle. La sua filosofia unisce salute cutanea e sostenibilità ambientale, combattendo le fake news del settore beauty sui social e spingendo verso un consumo più etico e consapevole. Soprattutto in fatto di make-up, di cui è un’appassionata, oltre che un’esperta: “È un settore che viene considerato molto poco, come se non avesse rapporto con la pelle – spiega al fattoquotidiano.it – Mentre per la skincare abbiamo maturato una serie di riflessioni, il make-up è un po’ la Cenerentola della cosmesi, perché non viene presa in considerazione la qualità del prodotto. Si pensa esclusivamente all’aspetto e al risultato che mascara, fondotinta e illuminanti ci possono offrire. Ma ci siamo mai chiesti cosa ci sia dentro?”

Le formulazioni dei cosmetici entrano in contatto con parti sensibili del nostro corpo: occhi, labbra, pelle. Per questo è importante conoscerle, capirle e selezionare bene gli ingredienti: “Chi si trucca tutti i giorni, come me, ha un’esposizione protratta nel tempo: è un dato che mi ha fatto riflettere prima da consumatrice, poi da dermatologa”. Parte da qui il libro Il Trucco C’è, un viaggio che intreccia aneddoti storici, come i cosmetici tossici del passato, alle ultime ricerche scientifiche per districarsi dalle trappole del marketing e riscoprire il valore del trucco: un gesto terapeutico, di cura e di benessere.

C’è un legame molto stretto, infatti, tra make-up e salute: “Parlando con un collega oculista a un convegno – spiega – ho scoperto che hanno trovato tracce di microplastiche nel vitreo, e arrivano dal sangue. Questo dimostra che abbiamo una contaminazione pazzesca e i trucchi sono una delle tante fonti. Le microplastiche sono state vietate nella detergenza e negli scrub, ma in altri prodotti come le ciprie o le matite no”. Perché questa disparità? “Bella domanda, bisognerebbe chiederlo agli organismi regolatori”.

Orientarsi tra gli scaffali del trucco, però, non è semplice. “Quando leggiamo l’INCI non troviamo scritto microplastiche, ovviamente, troviamo tutta una serie di nomi che afferiscono al gruppo delle microplastiche”. Nel libro quindi ha inserito tabelle con tutti i nomi, da usare come vademecum alla lettura di un’etichetta. “Prima le aziende lo capiscono, meglio sarà per tutti: non si può più usare il pronto. La maggior parte dei prodotti che troviamo in commercio viene fatta a calderoni, ovvero: tu prendi una base, che è uguale per tutti, e poi la personalizzi in qualche modo. È lì che si trovano i conservanti e gli additivi peggiori”.

I trucchi devono essere sicuri per la salute, ovviamente. Ma devono anche essere funzionali: ci si aspetta un certo risultato, che ci facciano sentire bene. L’obiettivo, oggi, è avere “un prodotto che non solo mi abbellisca, ma che faccia sinergia con la skincare, prolungando l’idratazione o con un’azione fotoprotettiva, per esempio“. Da questa esigenza è nata la linea di make-up della dottoressa, Double Beauty Pucci Romano Make Up, che verrà lanciata a settembre per offrire un’alternativa. Prodotti sicuri, affidabili e con prezzi “accettabili, alla portata di tutti. Un fondotinta di qualità, che posso usare anche su una pelle problematica, può costare tra i 20 e i 30 euro”.

Nell’arco della lunga carriera della dermatologa, l’attenzione delle persone alla cura della pelle e alla skincare è drasticamente cambiata. L’offerta delle aziende, di conseguenza, è esplosa. In questo cambiamento, i social media giocano un ruolo fondamentale, influenzando i comportamenti delle consumatrici più giovani, che spesso si lasciano guidare dalla popolarità di un certo prodotto o dal prezzo basso. “Un prodotto fatto bene non può costare sei euro – avverte la dermatologa – Se voglio far validare il mio prodotto ho bisogno di test indipendenti, che si pagano. Ma da qui a dire che debba costare centinaia di euro… Il rapporto qualità-prezzo deve essere onesto e giusto”.

A proposito di social: un capitolo del libro è dedicato alla precocità con cui bambine e adolescenti si avvicinano alla cosmesi, i famosi Sephora Kids. “Il vero problema sono i genitori. L’obiettivo è formare la mamma per difendere la figlia, farle perdere un po’ di tempo per spiegare, anziché imporre un divieto che probabilmente avrebbe l’effetto contrario”. Un fenomeno che la dottoressa Romano ha visto da vicino, avendo una nipotina di undici anni. E che conosce bene anche da dermatologa: “Ho visto un’accelerazione dell’acne dovuta a overdose cosmetica: gli adolescenti hanno ghiandole sebacee molto sensibili a ciò che si utilizza. Poi sa, il trucco è una cosa, la skincare è un’altra”. La questione, però, è più ampia: che tipo di valori stiamo trasmettendo? “ Il problema è che le bambine cominciano a pensare agli antirughe, ed è una cosa angosciante. Perché un bambino dovrebbe avere l’ansia di invecchiare? Questa è la domanda che bisognerebbe farsi”.

L'articolo “Ci siamo mai chiesti cosa c’è dentro ai trucchi che usiamo tutti i giorni? Un prodotto fatto bene non può costare sei euro. Le bambine oggi pensano agli anti-age, è angosciante”: parla la dermatologa Pucci Romano proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Soffrivo il mal di mare e pensavo che le crociere fossero stupide, poi ho deciso di provare. A bordo ho trovato l’amore, così ho venduto casa e ora viviamo insieme sulle navi da crociera”: la storia di Jeff Knapp

3 June 2026 at 10:56

Fino all’età di 47 anni l’idea di rimanere confinato su una nave per una settimana gli appariva come un’idea terribile, complice una forte tendenza al mal di mare che si manifestava anche durante brevi tragitti in traghetto. Oggi, a 54 anni, non ha più una residenza sulla terraferma, si è sposato in navigazione e trascorre la sua intera esistenza a bordo dei grandi colossi dei mari. È la drastica e affascinante inversione di rotta di Jeff Knapp, imprenditore cresciuto in ristrettezze economiche e diventato oggi un nomade degli oceani, che ha deciso di raccontare la sua insolita quotidianità sulle pagine del quotidiano britannico Guardian.

L’esperimento del 2019 e la scoperta di una nuova stabilità

Tutto ha avuto inizio nel 2019, quando un amico gli ha ceduto un biglietto per i Caraibi a poche centinaia di dollari. Un’occasione economica che ha convinto Knapp a fare un tentativo, munendosi di cerotti e pillole contro la cinetosi. “Fino a 47 anni pensavo che le crociere fossero stupide“, ammette al Guardian. L’impatto con la vita di bordo è stato tuttavia una rivelazione istantanea: “Non stavo affatto male: ho sorriso per il sollievo. Quello è stato il momento in cui mi sono innamorato della vita in crociera”, ricorda. Alla base di questo innamoramento, però, non c’era solo l’assenza di nausea o la vista del mare aperto, ma un inaspettato beneficio psicologico legato alla sua condizione clinica. “Ho un grave disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e fare le stesse cose ogni giorno mi aiuta. Una crociera è perfetta per questo; potevo mangiare gli stessi pasti allo stesso tavolo con lo stesso personale di sala, e ogni attività era programmata e prevedibile”.

L’incontro decisivo e il trasloco definitivo

La stabilità economica raggiunta con la sua carriera imprenditoriale gli ha permesso di intensificare i viaggi, arrivando a collezionare 20 imbarchi nel giro di cinque anni. Durante una di queste tratte verso i Caraibi, è avvenuto l’incontro che ha reso definitiva la sua transizione verso una vita galleggiante. “Ci siamo seduti a parlare e a ridere per tre ore e mezza. Entrambi avevamo 52 anni ed eravamo divorziati, con sei figli e cinque nipoti in due. Avevo capito di aver incontrato qualcuno che amava le crociere ancor più di me”. La donna, Debb, aveva già all’attivo oltre 150 viaggi e, a 51 anni, aveva scelto di vendere ogni suo avere (tranne l’equivalente di tre valigie) per ritirarsi a vivere stabilmente sulle navi. Da quel momento, i progetti di Knapp hanno subito un’accelerazione fulminea: è tornato in New Jersey, ha messo in vendita la sua abitazione, ha liquidato la maggior parte dei propri beni e ha prenotato le stesse 50 crociere consecutive che Debb aveva già pianificato.

La convivenza itinerante si è rivelata fin da subito sostenibile, anche dal punto di vista finanziario: “Con i nostri risparmi siamo stati in grado di finanziare la nostra vita a bordo che, grazie agli sconti fedeltà e al crescente costo della vita, è più economica della nostra vita sulla terraferma“, precisa Knapp. Ad aprile dell’anno scorso, sulla pista da ballo di una nave, è arrivata la proposta di matrimonio, formalizzata poi a giugno sulla spiaggia di Miami e celebrata ufficialmente cinque mesi dopo dal capitano in navigazione.

La vita in 23 metri quadrati, tra forma fisica e isolamento

Dalla scorsa estate, spinti da Debb, i due documentano la loro vita su TikTok, rispondendo alle numerose curiosità degli utenti. A chi si interroga sull’impatto di un buffet perenne sulla linea, l’uomo risponde con estrema praticità: “Ci chiedono sempre se siamo ingrassati. No, mangiamo cibo molto meno processato rispetto a prima e facciamo un sacco di passi camminando in queste enormi navi“. La gestione degli spazi ristretti, inevitabile in una cabina di 23 metri quadrati, segue invece una regola d’oro ferrea per arginare le fisiologiche incomprensioni di coppia: “Abbiamo deciso che nessuno dei due può andarsene finché non abbiamo risolto le cose”.

Persino le allerte sanitarie globali, amplificate negli spazi chiusi delle navi, non scalfiscono la loro tranquillità. “Le malattie contagiose, come l’hantavirus, non ci preoccupano affatto”, spiega l’uomo, sottolineando come tali notizie vengano spesso sensazionalizzate e che, a loro avviso, il rischio di diffusione sarebbe equivalente in qualsiasi altro ambiente affollato a terra. Oggi, con un calendario che prevede tappe in Europa, Messico e Bermuda, Jeff Knapp non ha alcun rimpianto per la terra che ha lasciato alle sue spalle. “A 54 anni sto vivendo il mio sogno”, conclude al Guardian. “Spero che la nostra vita sull’acqua duri per sempre”.

L'articolo “Soffrivo il mal di mare e pensavo che le crociere fossero stupide, poi ho deciso di provare. A bordo ho trovato l’amore, così ho venduto casa e ora viviamo insieme sulle navi da crociera”: la storia di Jeff Knapp proviene da Il Fatto Quotidiano.

Passeggero di una nave da crociera scende a terra per un trekking in solitaria e si perde: trovato morto il 33enne Wang Zyuan a St. Kitts

3 June 2026 at 09:51

Scende dalla nave da crociera per un’escursione su un’isola caraibica e non fa più ritorno. E’ stato trovato morto sul Monte Liamuiga il passeggero trentatreenne Wang Zyuan, disperso da giorni sull’isola di St. Kitts dopo essersi avventurato da solo a fare trekking lungo le pendici del vulcano. Le operazioni di soccorso si sono concluse lunedì 1° giugno con il recupero del corpo da parte dei team di ricerca, attivati subito dopo l’allarme lanciato dallo stesso giovane prima che si interrompessero i contatti. I dettagli della vicenda e i comunicati della Royal St. Christopher and Nevis Police Force (RSCNPF) sono stati ricostruiti da People.

La ricostruzione della scomparsa

Wang, cittadino cinese che viaggiava a bordo della nave da crociera, è stato visto per l’ultima volta intorno alle ore 10:00 del 27 maggio mentre iniziava a percorrere il sentiero del Monte Liamuiga da solo e senza il supporto di una guida registrata. Poche ore dopo l’inizio dell’escursione, intorno alle 14:00 dello stesso giorno, il 33enne ha contattato telefonicamente il numero di emergenza 911 segnalando di essersi perso tra le montagne. Successivamente a quella chiamata, le autorità locali hanno perso ogni contatto radio o telefonico con l’escursionista.

La mobilitazione dei soccorsi e gli appelli ufficiali

La polizia locale ha avviato immediatamente le procedure di emergenza. In una nota ufficiale diffusa il 28 maggio, la RSCNPF ha spiegato: “Una squadra congiunta di ricerca e soccorso è stata immediatamente mobilitata e ha condotto le operazioni fino alla sera del 27 maggio. La squadra ha ripreso le ricerche la mattina del 28 maggio, setacciando il fianco della collina fino al cratere“. Dato il protrarsi delle operazioni e l’estensione del territorio da monitorare, le forze dell’ordine hanno pubblicato un appello sui canali social per richiedere il supporto della cittadinanza: “Chiediamo a escursionisti esperti, utilizzatori dei sentieri, agricoltori e membri del pubblico fisicamente capaci di unirsi alla squadra di ricerca domani mattina”.

Al piano di ricerche quotidiano hanno preso parte l’esercito (St. Kitts-Nevis Defence Force), i Vigili del Fuoco, la Scuola di addestramento della polizia, l’Unità forestale, la Croce Rossa, l’unità cinofila della Ross University e numerosi volontari della comunità locale. Il corpo di Wang è stato individuato e recuperato il 1° giugno. In seguito al ritrovamento, la polizia ha dichiarato: “Siamo profondamente grati a ogni persona che ha dedicato il proprio tempo e i propri sforzi a questa operazione”.

Le indagini e le raccomandazioni di sicurezza

Il Monte Liamuiga è uno stratovulcano che si eleva per 3.793 piedi (circa 1.156 metri) sul livello del mare. Come evidenziato dalle piattaforme specializzate nel trekking, il percorso presenta forti criticità, tra cui pendenze rocciose e tratti resi scivolosi dal fango, motivi per cui viene raccomandato l’uso di calzature adeguate e una scorta sufficiente di acqua. Le indagini sulle esatte cause e dinamiche della morte di Wang Zyuan sono tuttora in corso da parte delle autorità competenti. Nel dare l’annuncio, la polizia locale ha espresso il proprio cordoglio e ha invitato alla cautela informativa: “Le Forze dell’Ordine esprimono le loro più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del signor Wang in questo momento doloroso. Chiediamo rispettosamente al pubblico di astenersi dalle speculazioni e di fare affidamento solo su fonti ufficiali per avere informazioni accurate mentre la questione procede”. Infine, la RSCNPF ha ribadito le norme di sicurezza fondamentali per chiunque intenda intraprendere percorsi escursionistici sull’isola, raccomandando di muoversi esclusivamente con guide autorizzate, comunicare sempre l’itinerario e l’orario di rientro previsto a terzi e verificare che i telefoni cellulari siano completamente carichi prima della partenza.

L'articolo Passeggero di una nave da crociera scende a terra per un trekking in solitaria e si perde: trovato morto il 33enne Wang Zyuan a St. Kitts proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌