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Received today — 13 June 2026 Il Fatto Quotidiano

Mondiali, trovato un cadavere davanti allo stadio dove si allena l’Iran: la scoperta in un parcheggio di un supermercato

13 June 2026 at 12:00

Un cadavere in decomposizione è stato ritrovato nel bagagliaio di un Suv parcheggiato vicino allo stadio dove la nazionale di calcio iraniana si sta allenando durante i Mondiali, a Tijuana, nel nord-ovest del Messico. La macabra scoperta è avvenuta nel parcheggio del supermercato situato proprio di fronte allo stadio Caliente, dove la squadra iraniana si allena quotidianamente dal suo arrivo domenica – dopo aver ottenuto l’ok per i visti – a un minuto di auto dal loro hotel, in attesa dell’esordio previsto lunedì contro la Nuova Zelanda, a Los Angeles.

L’auto sospetta era parcheggiata lì da mercoledì, secondo un portavoce della procura. In Messico, Tijuana è considerata una delle città più pericolose del paese: secondo le statistiche ufficiali, nel 2025, si sono verificati oltre 1.200 omicidi. L’Iran ha regolarmente continuato ad allenarsi sempre nella stessa struttura, ma l’area è stata posta sotto sequestro dalle autorità locali, che hanno avviato le indagini per identificare la vittima – che presentava segni di violenza – e ricostruire la dinamica dell’omicidio.

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“A 20 anni ho interpretato un cadavere, esperienza traumatica. Una delle più grandi delusioni della mia carriera? La mancata nomination per ‘Suburra’”: parla Greta Scarano

13 June 2026 at 11:57

Greta Scarano ha presentato al Taormina Film Festival “Piccolo miracolo”, dal 25 giugno nelle sale. Il protagonista è Davide Lancia (Marco D’Amore), ricco quarantenne dai gusti raffinati e un debole per tutto ciò che è bello, dalle donne all’arte, deve la sua fortuna al fatto di essere figlio di uno dei più potenti e spregiudicati costruttori romani.

Il padre (Giorgio Colangeli), per spronarlo, gli offre l’occasione per dimostrare finalmente di poter essere il degno erede del suo impero: deve demolire una palazzina malandata e realizzare al suo posto un edificio di lusso. Un affare a cui Davide non può rinunciare. Nella palazzina però vive ancora una inquilina che non intende lasciare il suo appartamento: Ursula (Scarano), una donna cieca, bella, determinata e battagliera. L’incontro con Ursula scompagina i piani di Davide e gli permette di aprirsi a un nuovo modo di vivere e vedere le cose.

Scarano a La Repubblica ha ricordato i primi passi nel mondo del cinema: “Ho iniziato a lavorare a e guadagnare a ventidue anni. Ricordo una parte in Ris. Interpretavo un cadavere. Fu un’esperienza estremamente traumatica. Ero in una vasca da bagno, completamente nuda e morta. Non c’era nulla di sensuale o di ambiguo, era una scena asettica. Però, avevo vent’anni, e la vissi malissimo, anche se poi mi ha reso più forte”.

E ancora: “Poco dopo arrivò Un posto al sole. un ruolo importante, un anno di lavoro. Poi però decisi di andarmene senza avere nient’altro ad aspettarmi. Facevo la pendolare tra Roma e Napoli. Ma soprattutto avevo bisogno di muovermi, di andare oltre. Una delle più grandi delusioni della mia carriera, invece, è stata non essere stata candidata ai David per Suburra. Poi, col tempo, ho capito che premi e candidature contano, ma non bisogna lasciare che definiscano il proprio valore”.

“Oggi, guardandomi indietro, – ha concluso – vedo quasi vent’anni di lavoro. Ho fatto talmente tante cose che forse sono diventata più lucida. Ora so che ciò che resta è il viaggio, le persone incontrate. Da questo nuovo film porto a casa una bellissima amicizia con Marco D’Amore”.

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Tutti contro Infantino: “Caduta di stile”, “Non ci servono le sue battutine da 4 soldi”, “Offende Pozzo e Bearzot”. Lui fa marcia indietro

13 June 2026 at 11:37

“È stata un’uscita infelice, una caduta di stile che ha ferito il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana. Nella vittoria e nella sconfitta il calcio insegna i valori, a cominciare dal rispetto“. La Figc risponde al presidente della Fifa Gianni Infantino, che ieri aveva dichiarato “vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre o forse dovrò metterne 228”, chiudendo con una risata. Il presidente della Fifa ha poi fatto parzialmente un passo indietro, scrivendo su Instagram: “È stato fantastico incontrare Gianni Rivera alla partita inaugurale della Coppa del Mondo Fifa 2026 allo Stadio di Città del Messico, teatro della celebre ”Partita del Secolo’, la semifinale dei Mondiali Fifa contro la Germania Ovest, disputata il 17 giugno 1970, quasi 56 anni fa esatti. Quello del 1970 fu un torneo straordinario, proprio come lo sarà questo nel 2026, anche se senza i quattro volte campioni del mondo dell’Italia. Ma gli Azzurri torneranno presto, e non vedo l’ora di vederli nuovamente protagonisti alla qualificazione del centenario nel 2030″.

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Le sue precedenti parole avevano però già fatto rumore a livello internazionale e hanno scatenato diverse reazioni in Italia, anche e soprattutto da parte della politica. “Una cosa sono le informazioni riportate e una cosa è sentirlo direttamente. Preferisco prima fare una verifica e poi dopo mi esprimerò“, aveva spiegato il ministro dello sport Andrea Abodi. “Se mi sentirò con lui? Penso e spero proprio di sì, nonostante i suoi impegni. Cercherò di farlo perché mi interessa sapere qual è il suo pensiero in maniera diretta“, aveva aggiunto il ministro a margine della presentazione delle piste di curling al parco del Colle Oppio a Roma.

Più nette e decise le parole di Gaetano Amato, deputato del M5S, che in una nota ha commentato così le parole di Infantino: “Si ricordi che non parla da tifoso al bancone di un bar, ma da presidente della Fifa. Un ruolo che ricopre anche grazie al sostegno della federazione italiana e che dovrebbe imporre equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni“, ha tuonato Amato. “Siamo i primi a vergognarci del declino della nostra Nazionale e del disastro in cui versa il calcio italiano, non abbiamo bisogno delle sue battutine da quattro soldi per accorgercene”, ha poi concluso il deputato del Movimento 5 Stelle, “deridere l’Italia è un esercizio di rara pochezza, soprattutto da parte di chi dovrebbe rappresentare tutto il calcio mondiale, Italia compresa. Le figuracce degli azzurri sono gravi. Quelle del presidente FIFA lo sono ancora di più”.

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Dello stesso pensiero anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha dichiarato: “L’Italia calcistica è in difficoltà, è un dato di fatto. Confidiamo che i futuri vertici della Figc portino a politiche virtuose, sia di riorganizzazione generale che di tutela e rafforzamento soprattutto dei settori giovanili, per avere una nazionale finalmente di nuovo competitiva e all’altezza della sua storia. Storia del calcio che l’Italia ha scritto: per questo trovo fuori luogo e gratuite le battute irriguardose di Infantino nei confronti della nostra nazionale. Il presidente della Fifa, da italiano d’origine, dovrebbe avere più rispetto per la storia di quattro volte campioni del mondo. L’ironia infantile sul numero delle squadre non colpisce la Federazione di oggi: offende Pozzo, Bearzot e generazioni campioni e di tifosi”.

Il senatore di Forza Italia ha poi concluso: “Dopo questa parentesi di difficoltà sportiva l’Italia calcistica continuerà a essere protagonista, così come lo è stata per decenni – ha concluso il senatore di Forza Italia -. Certe uscite resteranno una parentesi sbagliata nella storia della Fifa. L’Italia va rispettata”.

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Anthropic blocca i suoi nuovi modelli Ai su ordine del governo Usa: continua lo scontro tra Trump e Amodei

13 June 2026 at 11:28

Dopo la causa contro il Pentagono, continua lo scontro tra il governo degli Stati Uniti e Anthropic, la startup di intelligenza artificiale guidata dall’italoamericano Dario Amodei. La Casa Bianca ha infatti ordinato all’azienda leader del settore di vietare l’accesso ai propri modelli Fable 5 e Mythos 5 a tutti i cittadini e organizzazioni straniere. Anthropic per conformarsi alla direttiva ha così disabilitato d’urgenza i due sistemi per tutti gli utenti a livello globale, avendo difficoltà a filtrare gli utenti in base alla nazionalità. Tutti gli altri modelli Ai invece, come Claude, sono rimasti accessibili senza interruzioni. La società si è scusata con i clienti e ha annunciato di essere in contatto con le autorità per sistemare il “malinteso” e ripristinare i sistemi il prima possibile.

Fable 5 e Mythos 5 sono i modelli più potenti della startup ed erano stati presentati il 9 giugno: hanno dunque avuto, per ora, vita breve. La direttiva, stando a quanto riferito dall’azienda, non fornisce dettagli tecnici approfonditi ma si fonda sulla presunta scoperta da parte di Washington di un metodo per aggirare le protezione dei modelli per ottenere capacità in ambito cyber, il cosiddetto jailbreaking. L’azienda statunitense ha confermato di aver analizzato un report che ritiene essere alla base dell’ordine, non indicato dall’amministrazione Usa, ma ne ha ridimensionato la gravità. “Come detto pubblicamente, riteniamo che il governo debba avere la facoltà di bloccare le applicazioni non sicure, nell’ambito di un processo normativo trasparente, equo, chiaro e basato su dati tecnici concreti”, ha detto in una nota l’azienda, specificando però che “questa azione non rispetta tali principi”.

Anthropic ha ribadito di aver adottato una rigorosa strategia di “difesa di profondità“, tra l’altro testata per migliaia di ore in collaborazione con il governo Usa e anche con quello del Regno Unito. Comunicando la chiusura dei due sistemi, la startup ha ricordato che non esiste una resistenza “perfetta e universale” e che solo immaginarlo è impossibile per ogni azienda. “Dissentiamo dal fatto che la scoperta di un potenziale jailbreak di portata limitata debba essere motivo di richiamo per un modello commerciale distribuito a centinaia di milioni di persone – si legge nella nota -. Se questo standard venisse applicato all’intero settore, riteniamo che paralizzerebbe di fatto il rilascio di nuovi modelli per tutti i fornitori di Ai di frontiera“.

Se la direttiva rimanesse in vigore sarebbe un grave danno per la startup considerando che entrambi i modelli sono considerati all’avanguardia. Fable 5, in particolare, ha segnato la prima volta in cui Anthropic ha reso pubblica un’offerta così avanzata, grazie a nuove misure di sicurezza che bloccano le risposte in specifiche aree ad alto rischio. I modelli si basavano sul rilascio di Claude Mythos Preview, che ad aprile aveva colpito Wall Street e i funzionari governativi grazie alle avanzate capacità di sicurezza informatica. L’azienda, nell’occasione, aveva dichiarato di non voler rendere il modello disponibile al grande pubblico, limitandone il lancio a un primo gruppo selezionato di aziende nell’ambito di un’iniziativa di sicurezza informatica denominata Project Glasswing.

A marzo l’azienda di Amodei aveva fatto causa al Dipartimento della Difesa Usa perché il Pentagono l’aveva etichettata come “rischio per la catena di approvvigionamento” americana, di fatto limitandone l’uso nelle agenzie federali. Il governo ha di fatto ritenuto l’azienda una minaccia per la sicurezza nazionale: una definizione riservata ad avversari stranieri e che impone agli appaltatori della difesa di certificare che non useranno i modelli Claude di Anthropic nelle attività svolte per le forze armate. Un’azione che la società ritiene illegale in quanto violazione della libertà di parola e una punizione per motivi ideologici.

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Mondiali, il Canada vieta a Partey di entrare nel Paese: il centrocampista del Ghana ha 7 capi d’accusa per stupro

13 June 2026 at 11:25

Il centrocampista del Ghana Thomas Partey non può giocare la prima partita della sua nazionale ai Mondiali, in programma a Toronto contro Panama il prossimo 18 giugno. Il Canada infatti gli ha negato il visto, impedendo il suo ingresso nel Paese. Questa volta però le stringenti misure di sicurezza anti-immigrazioni, che riguardano le frontiere Usa, non centrano nulla. Il motivo del respingimento infatti riguarda la situazione giudiziaria di Partey, in attesa di processo: ha sette capi d’accusa per stupro e uno per violenza sessuale, relativi a denunce presentate da quattro donne diverse tra il 2020 e il 2022.

Partey, che oggi compie 33 anni, gioca nel Villareal ed è il vice capitano del Ghana. Nonostante le pesantissime accuse nei suoi confronti, il ct Carlos Queiroz ha scelto di non rinunciare alla colonna del suo centrocampo. Una decisione formalmente non contestabile, ma che crea un certo imbarazzo alla Fifa e al Mondiale in generale. La scelta del governo canadese, che ha respinto la sua richiesta di visto, crea il primo precedente. La Fifa continua a ripetere la solita formula: “Non è coinvolta nelle procedure di immigrazione dei paesi ospitanti, compresa la concessione dei visti. È il governo del paese ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve un visto e chi viene ammesso nel paese”. Ma è evidente il problema: Partey potrà giocare tutte le altre partite senza contestazioni?

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Le accuse contro Partey

La prima denuncia per stupro nei confronti di Partey fa scattare le indagini della polizia londinese nel febbraio 2022. Il centrocampista, all’epoca in forza all’Arsenal, continua a giocare nel club di Londra per altre tre stagioni, pur rimanendo sotto inchiesta. A giugno 2025 Partey viene formalmente accusato di stupro e violenza sessuale: i reati sarebbero avvenuti a casa sua, tra il 2020 e il 2022, nei confronti di tre donne. Interrotto il rapporto con l’Arsenal, ad agosto il tribunale gli concede la libertà su cauzione, permettendogli così di firmare con il Villareal, con cui disputa questa stagione. A febbraio però emergono nuove accuse di una quarta donna.

Partey si è sempre dichiarato non colpevole per tutti i capi d’accusa. L’inizio del processo a suo carico è atteso per novembre: “Il mio cliente non vede l’ora che si arrivi al processo per poter avere finalmente l’opportunità di ripulire il suo nome”, dice il suo avvocato.

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Il problema in vista del match contro l’Inghilterra

Partey sarà processato appunto da un tribunale inglese. E il suo Ghana giocherà il secondo match dei Mondiali, il 23 giugno a Boston, proprio contro l’Inghilterra. La FA, la federazione inglese, starebbe addirittura valutando se imporre ai suoi giocatori di non stringere la mano a Partey durante la cerimonia prepartita. Il centrocampista ghanese è stato riempito di fischi durante l’ultima amichevole giocato contro il Galles a Cardiff. Lo stesso trattamento potrebbe venirgli riservato dai tifosi inglesi che saranno presenti a Boston. Una situazione che in Premier si è già vista per molto tempo: anche se il suo nome non era mai emerso pubblicamente, tutti i tifosi sapevano delle accuse di stupro. E non hanno mai smesso di ricordargliele.

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Vannacci apre l’assemblea di FnV e attacca il centrodestra: “Porta avanti l’agenda Draghi”. Più di mezz’ora contro la stampa: “Orgogliosi di essere la feccia”. Poi recita una preghiera

13 June 2026 at 11:02

“Allacciate le cinture, oggi ce n’è per tutti, non risparmierò nessuno”. Oltre 30 minuti di attacchi alla stampa, con tanto di nomi e cognomi di giornalisti “che si infiltrano tra di noi come tra i vietcong, come se io fossi il colonnello Kurtz di Apocalipse Now”. La denuncia di quello che definisce “il metodo Formigli“. Che consiste nella “registrazione di nascosto delle vostre conversazioni private, prendono le parole non troppo sveglie di due-tre di voi per estenderle a tutti e dimostrare che siamo la feccia. Bene, vi risparmio il lavoro. Siamo orgogliosi di essere lo scarto, siamo orgogliosi di essere la feccia“. Così Roberto Vannacci ha deciso di aprire il proprio discorso all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, nella giornata che segna il debutto ufficiale di Futuro Nazionale, con la propria assemblea costituente, che si chiuderà domani.

“Ringrazio i giornalisti che ci stanno regalando tutta questa notorietà. Migliaia di italiani parlano di Vannacci”, (sì, parla di sé in terza persona). Poi cita Matteo Pucciarelli, Gad Lerner, Sigfrido Ranucci, Giacomo Salvini e Alessandro Mantovani. “Ormai ho cominciato a conoscerli. Carpiscono le vostre conversazioni private”. Poi l’ironia: “I pelati stiano attenti, perché vengono considerati estremisti. Anche chi ha i tatuaggi. E poi chi ha monili strani. Ma ve lo dico, l’ascia bipenne è tornata, eccola qua” e mostra la collanina alle telecamera. E ancora, l’ironia: “Chiedo ai massoni presenti in sala di alzare la mano, così risparmiamo il lavoro di ricerca a Report“. Infine la preghiera: “In piedi”. E comincia a recitare la preghiera del paracadutista francese, scritta nel 1938 da André Zirnheld: “O mio Dio, dammi ciò che ti viene rifiutato. Voglio l’insicurezza e l’inquietudine, la tormenta e la rissa“.

Il generale, presidente di Fn, passa poi all’attacco al centrodestra: “Io mi dovrei alleare con questo centrodestra, che porta avanti l’agenda Draghi, il Green Deal e il debito comune?”. Applausi e ovazione. Tutti in piedi anche quando elenca ogni voto di Forza Italia, a Bruxelles, insieme al Pd e al gruppo dei Socialisti. “Si parla di patrimoniale negli ultimi giorni, con la sinistra che la vuole imporre, senza rendersi conto che non funziona e che di patrimoniali ne paghiamo già parecchie. Tajani ha detto: ‘Fintanto che ci sono io al governo, non ci sarà’. Bene. In Europa però ha votato a favore per dare altri soldi all’Ue. E io sarei quello che vota con la sinistra e le fa da stampella? Che aiuta Zan e finanzia il Gay Pride, o aiuta Schlein? Alla prova dei conti c’è un asse tra il Partito popolare europeo e i socialdemocratici in Europa” e questo governo “si allinea totalmente a supportare questa Commissione europea e la rinsecchita von del Leyen. E io sarei quello che parteggia per la sinistra? Poi si invoca il voto utile: secondo questo manicheismo o stai con noi o stai con la sinistra… Io rispondo chiaramente: o con noi, con Futuro Nazionale, guardiani della sovranità, o con von der Leyen, Draghi e il globalismo”.

Ampio passaggio sul suo cavallo di battaglia, la cosiddetta remigrazione. “Sono orgoglioso di aver portato questo termine in Italia”. E poi: “Chissà perché ci dicono che non si può attuare, che è impossibile metterla in pratica”. Dopo un lungo excursus sulla storia dell’ex poliziotto britannico, Mark Bullen, “sposato con una signora russa e al quale è stata tolta la cittadinanza inglese”, la sintesi: “Diciamolo insieme, l’Italia agli italiani. L’Italia agli italiani”. Mantra caro a quello che per tutto il tempo, senza mai citarlo, chiama “Re Mida la contrario”, cioè Matteo Salvini. “Noi non ci sentiamo africani, siamo italiani” ripete il generale più di una volta. “Il nostro progetto politico è radicato nella cultura romana e cristiana”. “La civiltà occidentale rischia di scomparire in pochi decenni, ecco perché combattiamo per il futuro nostro e dei nostri figli”.

L’assemblea si è aperta col saluto del deputato Edoardo Ziello: “Buongiorno, legionari. Se ci sono i facinorosi di sinistra che vi provocano, fate come il grande Dante Alighieri, passate oltre”. Poi il ringraziamento alla sparuta rappresentanza dei partiti di centrodestra, che hanno mandato dirigenti locali. Dopo Ziello, tocca all’inno nazionale – cantato fuori tempo dal tenore – e al braccio destro di Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, che ha ricordato “il rogo di Primavalle, che quando ero bambino mi ha spinto ad approfondire e capire”, e la “cristianità che ci unisce, che ha sempre rispettato tutti, ma che oggi viene calpestata e vilipesa”.

Oltre 1.700 i delegati provenienti da tutta Italia e presenti all’assemblea: in prima fila si vedono Mario Borghezio, Claudia Ravetto e l’economista Antonio Maria Rinaldi.

Articolo in aggiornamento

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“Voglio che sembri carnosa e giovane”: la Barbie umana si sottoporrà a un intervento per la vagina con il grasso dei cadaveri. Il costo? 25-30mila dollari

13 June 2026 at 10:49

Non più solo i filler dermici per il viso, il peeling per eliminare le cellulare morte e la biorivitalizzazione della cute. La medicina estetica sulla zona genitale, a quanto pare, è richiesta. Marisa Iglesias, la donna autoproclamatosi la “Barbie umana”, ha deciso di portare all’estremo gli interventi sul suo corpo. A luglio, si sottoporrà a un restyling della vagina con l’iniezione di tessuto di donatori deceduti. Un’operazione distante dalla semplice labioplastica, ma che legherà il rimodellamento delle labbra vaginali al trasferimento di grasso e alla riduzione del cappuccio clitoride.

Quest’ultima, suggerita alla cliente dal chirurgo plastico Ariel Ourian, che si occuperà dell’intero processo in una clinica di Beverly Hills. “Gli ho chiesto perché ne avessi bisogno”, ha raccontato Iglesias, come riporta il New York Post. E il medico ha risposto che ne avrebbe guadagnato in “sensazioni”. “Molte donne non mettono nemmeno uno specchio laggiù per vedere le loro zone intime. Perché non costruire la versione migliore di noi stesse?”, ha riflettuto l’influencer argentina.

Lei, tra l’altro, non è nuova a stare in bilico sull’estremità dei confini cosmetici. A 26 anni è volata dalla sua Buenos Aires a Los Angeles perché pensava che in California “tutti somigliassero alla gente di Baywatch”. Nel 2022 il primo intervento per accrescere il seno e ottenere un “look alla Pamela Anderson”. Poi, una lunga serie di trattamenti: lifting ai glutei, terapia con le sanguisughe (usata anche nella medicina estetica) e infusioni di cellule staminali. Oltre che un regime di benessere alternativo che comprende l’uso di bevande di insetti vivi. L’anno scorso ha pure ricevuto una trasfusione con il sangue del figlio per combattere l’invecchiamento.

Ora, attraverso il grasso dei cadaveri, mira a ridisegnare anche uno dei suoi organi genitali. “Allo stesso modo in cui perdiamo volume sul viso con gli anni, succede laggiù sulle labbra vaginali – ha specificato Iglesias –. Volevo sembrassero un po’ più carnose e giovani. Questo è fondamentalmente un lifting per la vagina”. Tutta la procedura, per cui la donna spera in un’anestesia locale, dovrebbe costare tra i 25.000 e i 30.000 dollari e richiedere un recupero di circa due settimane.

Per Iglesias, però, quelle a cui si è sottoposta nel tempo non sono procedure drastiche: “Considero estremo rimuovere le costole o cambiare la struttura ossea. Non è qualcosa che farei. Abbiamo la possibilità di avere un bell’aspetto e sentirci meglio con noi stessi. Allora, perché no?”

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“Non più di 10 milioni di abitanti”: la Svizzera vota la stretta sull’immigrazione

13 June 2026 at 10:48

Un referendum per limitare il numero degli abitanti prima che questo raggiunga quota 10 milioni. E’ la proposta di legge avanzata dal Partito Popolare Svizzero, corrente populista detentrice della maggior parte dei seggi parlamentari, su cui la popolazione dei cantoni sarà chiamata ad esprimersi questa domenica. I cittadini voteranno per decidere se limitare a 10 milioni il numero dei residenti permanenti entro il 2050, imponendo una stretta sull’immigrazione e rescindendo l’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Ue e Svizzera entrato in vigore nel 2002. Un possibile punto di svolta che modificherebbe la Costituzione e, secondo il ministro della Giustizia, Beat Jans, potrebbe provocare una sorta di “Brexit svizzera”, isolando la Confederazione da Bruxelles.

Secondo i promotori, che sottolineano come gli stranieri rappresentino oltre un quarto dei cittadini, la priorità è contrastare “gli effetti negativi dell’immigrazione di massa“, tra cui la carenza di alloggi, l’aumento degli affitti, il sovraffollamento dei treni e la congestione del traffico. In caso di approvazione del testo referendario, se la popolazione dovesse superare i 9,5 milioni prima del 2050, il Consiglio federale e il Parlamento sarebbero obbligati ad adottare provvedimenti nel settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare, e ad invocare le clausole d’eccezione previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica. L’attuazione di queste misure metterebbe in discussione la partecipazione svizzera agli accordi di Schengen e di Dublino con l’Ue, compromettendo la cooperazione su sicurezza e accoglienza.

Gli oppositori del progetto hanno soprannominato la proposta “iniziativa del caos“, sostenendo che il disegno anti-immigrazione potrebbe avere ricadute economiche gravi. In prima fila il mondo imprenditoriale, preoccupato per l’aggravarsi della carenza di manodopera e per un possibile deterioramento dei legami economici con l’Europa. Sulla stessa linea anche gli operatori sanitari, secondo cui una riduzione del numero di immigrati potrebbe compromettere i servizi, visto che quasi la metà dei medici che operano sul suolo svizzero è di nazionalità straniera. “È davvero questo il momento giusto per rompere con l’Europa?”, recita uno dei manifesti contro il quesito referendario, con il ritratto di Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping.

Stando agli ultimi sondaggi, la Svizzera sembra spaccata tra il fronte del No e quello del Sì. L’ultima rilevazione fatta dall’istituto gsf.bern dava il primo al 52%, preannunciando un testa a testa serrato. Ma le previsioni più recenti sono state effettuate prima del 28 maggio, giorno in cui un uomo turco-svizzero, armato di coltello, ha ferito tre persone in quello che le autorità hanno definito un atto terroristico. Un episodio che potrebbe mobilitare ulteriori sostenitori in favore di un referendum che potrebbe cambiare la storia elvetica.

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“È un momento molto bello della mia vita”: a 67 anni la prima volta di Carlo Ancelotti al Mondiale

13 June 2026 at 10:47

Dice “è un enorme onore e anche una responsabilità rappresentare il Brasile”. Aggiunge: “È un momento molto bello della mia vita”. E conclude: “Faccio questo grande passo con felicità e allegria, sono ottimista”. C’è sempre una prima volta, anche a 67 anni appena compiuti e dopo un percorso leggendario come quello che ha portato Carlo Ancelotti a essere l’allenatore italiano più decorato di tutti i tempi: 30 trofei, tra i quali spiccano le 5 Champions e i campionati vinti in Italia, Francia, Inghilterra, Germania e Spagna. Al timone del Brasile, ereditato nell’estate 2025, c’è l’esordio in panchina, contro il Marocco al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey, non lontano da New York), in questo mondiale controverso sparso in tre nazioni delle quali una, il Canada, è un po’ anche casa sua: spettacolare la villa che possiede dalle parti di Vancouver. Ancelotti ha una missione da compiere ed è quella che gli chiedono i 213 milioni di abitanti del quinto paese più esteso del pianeta – 8.514.877 kmq -: vincere la Hexa, la sesta coppa del mondo. Lui ci crede: nei mesi che hanno preceduto la manifestazione, ha mostrato un discreto ottimismo.

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Ancelotti è il primo ct straniero a pilotare il Brasile in un mondiale: sa benissimo che avrà i fari puntati addosso e che, alla prima caduta, si scatenerà l’inferno. Il curriculum di 31 anni di carriera in panchina, per un totale di 1.405 partite (837 vittorie, 308 pareggi, 260 sconfitte, media-successi 59,57%) nei club e 12 (7 vittorie, 2 pari e 3 ko) al timone della Seleçao, si traduce in esperienza, saggezza e capacità di affrontare i mari più tempestosi. In questo lungo cammino, Ancelotti ha “bucato” solo una tappa: la Juventus, nel biennio 1997-1999. Era giovane, commise qualche errore, ma si ritrovò anche contro un ambiente che non lo aveva mai accettato.

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Il Brasile rappresenta il coronamento di un sogno. Carlo ha allenato il Real Madrid (“il miglior club del mondo”) e ora gestisce la nazionale più vincente di sempre al mondiale. Un eventuale trionfo aggiungerebbe il suo nome a quelli di Vicente Feola (1958), Aymoré Moreira (1962), Zagallo (1970), Carlos Alberto Parreira (1994) e Scolari (2002). Il Marocco, quarto nell’edizione di Qatar 2022 e campione d’Africa dopo il successo a tavolino sul Senegal, è un test d’ingresso consistente. Carlo, che in panchina sarà affiancato dal figlio Davide, dal preparatore Francesco Mauri e dall’assistente Paul Clement, sa che non sarà facile domare i Leoni dell’Atlante.

In conferenza stampa, con la tuta della Seleçao e gli occhiali che gli danno l’aria di un professore, ha raccontato: “Il Marocco è una squadra molto ben organizzata, con qualità in tutti gli aspetti. Dobbiamo giocare una partita completa. Non possiamo dimenticare nulla, né in fase difensiva, né in fase offensiva, né in transizione. Dobbiamo essere vigili in difesa ed essere solidi sui calci piazzati che sono uno dei nostri punti di forza”.

La perdita last minute per infortunio di Wesley, sostituito dall’atalantino Ederson, ha creato qualche problema di formazione a Carletto: il romanista veniva da una grande stagione ed era una pedina strategica di questo Brasile. Vinicius, Marquinhos e Casemiro, guidati da Ancelotti nei club, sono i pilastri della squadra. Gli ultimi test, 6-2 contro Panama e 2-1 sull’Egitto, sono serviti a rodare il motore. La presenza del regista italiano Paolo Sorrentino, che sta girando un docufilm sulla storia di Ancelotti, ha dato un soffio di leggerezza a questa vigilia. Dalla leggerezza alla bellezza il passo è breve. Un premio Oscar e un gigante della panchina: già così è un film da non perdere.

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Un evento di arti marziali da 60 milioni di dollari alla Casa Bianca: l’ultima follia di Donald Trump per i suoi 80 anni

13 June 2026 at 10:45

C’è un evento sportivo che in questi giorni negli Stati Uniti sta facendo parlare tanto quanto o addirittura più dei Mondiali di calcio. E si svolgerà alla Casa Bianca per la prima volta nella storia. Nel giorno del suo 80esimo compleanno (dove verranno celebrati anche i 250 anni dell’indipendenza americana, il cui anniversario però è il 4 luglio), Donald Trump ha infatti organizzato l’UFC Freedom 250, un evento di Ufc (arti marziali), all’interno della sua residenza ufficiale. Un’idea nata due anni fa con Dana White, CEO dell’UFC – quando il tycoon partecipò a una serata di Ufc al Madison Square Garden e venne accolto da applausi e cori “Usa, Usa” – e a cui adesso Trump ha dato seguito. L’evento – a spese della Ufc – è costato 60 milioni di dollari.

La serata vedrà lottatori affrontarsi in un ring montato all’interno di un enorme ottagono di 27 metri chiamato “The Claw” e – come dichiarato dall’amministrazione americana – sarà tutto esaurito, con oltre 4mila spettatori presenti. Si affronteranno Ilia Topuria, campione dei pesi leggeri, e Justin Gaethje, leggenda della MMA americana. Prima di loro invece si sfideranno Alex Pereira e Cyril Gane: in palio c’è la cintura dei pesi massimi. Gli atleti entreranno all’interno dell’ottagono direttamente dal famoso studio ovale, dove si trova la nota “resolute desk” di Trump. Al “Lincoln memorial”, invece, dove c’è la famosa statua di Abramo Lincoln seduto, si svolgeranno le conferenze stampa e le premiazioni.

Chi non è riuscito ad accaparrarsi un biglietto per l’UFC Freedom 250 – così è chiamato l’evento – è invitato a tentare la fortuna sul sito online Tickemaster, ma con poche speranze. Ma nessun problema, ha precisato Trump: chi non sarà presente potrà vederla in diretta tv e in streaming, anche sul maxischermo all’esterno della White House, con 85mila posti grauiti a disposizione. Il tutto organizzato grazie soprattutto all’amico da oltre 20 anni di Trump, Dana White, presidente della Ufc. Il programma di domenica prevede inoltre una cerimonia privata riservata all’élite del movimento trumpiano. C’è il rischio maltempo e non si esclude – come riportano alcuni media internazionali – una possibile invasione di zanzare. L’evento sarà trasmesso anche in diretta tv e streaming.

In un video pubblicato sui social ieri, 12 giugno, Donald Trump ha paragonato l’arena della Ultimate Fighting Championship (UFC) costruita davanti alla Casa Bianca alla Torre Eiffel di Parigi. Parlando della struttura dentro alla quale c’è il ring, Trump ha ricordato la storia del famosissimo monumento francese. Costruito inizialmente per l’Esposizione Universale del 1889, avrebbe dovuto essere smantellata subito dopo la manifestazione.

Intanto le prove dello spettacolo aereo organizzato in vista dell’evento UFC hanno provocato ritardi agli aerei in partenza, compresi anche quelli di alcuni membri del Congresso. Un volo Delta diretto da Washington a Detroit è rimasto fermo sulla pista a causa della temporanea chiusura dello spazio aereo attorno all’aeroporto Reagan National. Tra i passeggeri c’erano deputati democratici e repubblicani del Michigan.

Il pilota avrebbe spiegato ai passeggeri che il ritardo era legato alle prove per l’evento e avrebbe aggiunto, con ironia, che eventuali proteste andavano rivolte ai “loro rappresentanti al Congresso” (cioè loro stessi). La Casa Bianca ha poi confermato che le limitazioni al traffico aereo erano state pianificate per consentire le prove dello spettacolo previsto prima dell’evento di arti marziali.

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“Ho avuto un tumore alla pelle. La mia è chiara, molto sensibile, come quella di Sinner”: Paola Ferrari risponde agli insulti social sul suo aspetto fisico

13 June 2026 at 10:38

A Paola Ferrari negli ultimi giorni hanno scritto di tutto sui social. Da quando sono cominciati i Mondiali di calcio 2026 e lei conduce i pre e post-partita della sera su Ra1 con Simona Rolandi, Marco Tardelli e Roberto Falcao, sono piovuti addosso insulti, cattiverie e volgarità di ogni sorta per il suo aspetto fisico. C’è chi dà la colpa all’eccesso di ritocchi estetici, chi alle luci, chi al trucco sbagliato. “Sono ripetitivi e poco originali. Ho letto che qualcuno ha scritto ‘C’è la plastica su Rai1’. Io dico: cambiate canale per la plastica”, risponde la giornalista sportiva in un’intervista al Corriere della Sera senza sottrarsi alle domande.

Del resto, da anni è abituata a commenti di questo tenore, che lei bolla come “la solita barzelletta”. Forse per questo liquida le critiche a semplici “sfottò che non mi fanno né caldo, né freddo” per poi allargare l’orizzonte e sottolineare come per lei gli attacchi alle donne siano “puerile e stancante questa misoginia”. Per la Ferrari c’è un solo modo per reagire: continuare ad essere libere di fare e di agire come meglio si crede. “Se vogliamo ci rifacciamo, altrimenti no. Anche perché, se sei bella vuol dire che ti sei rifatta, però se non ti rifai sei una vecchia incartapecorita”.

Poi però confessa di essersi arrabbiata in passato, anche perché gli attacchi sul suo aspetto fisico arrivavano dopo un problema di salute molto grave: “Come ho raccontato, io ho avuto un tumore alla pelle. La mia è chiara, molto sensibile, come quella di Sinner. Anzi colgo l’occasione, in vista dell’estate, per dire a tutti: attenzione, le pelli chiare sono a rischio melanomi”.

A causa del tumore fu sottoposta ad un delicato intervento a seguito del quale venne ricucita con 24 punti in faccia: “Ora non si vedono quasi più perché i nostri chirurghi sono bravissimi”, rivela. Quanto al presunto problema agli occhi di cui hanno scritto alcuni haters sui social in questi giorni, lo nega tassativamente: “No, nessun problema agli occhi. Noi arriviamo dopo ore e ore di lavoro. Ma sono comunque in forma, seguo una disciplina, esercizio fisico”.

La sua idea è sui social sia in atto una deriva senza possibilità di ritorno (“preferivo un mondo senza social”) e alle giovani colleghe che sognano di fare il suo lavoro dà un consiglio netto su come porsi rispetto agli “odiatori di mestiere”: “Se ti va rispondi per le rime, come fa la mia amica Alba (Parietti); se no ignorali. Ma soprattutto vivi la tua vita e non lasciare che niente e nessuno condizioni le tue scelte e la tua felicità”.

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Caso ricina, denunciata per favoreggiamento un’amica della famiglia Di Vita: dalle chat incongruenze con la sua testimonianza

13 June 2026 at 10:31

Si infittisce il mistero sul giallo di Pietracatella, il comune in provincia di Campobasso dove, tra il 27 e il 28 dicembre 2025, sono morte Sara Di Vita e sua madre Antonella di Ielsi per avvelenamento da ricina. Sono passati più di cinque mesi dall’apertura del fascicolo per omicidio aggravato dalla premeditazione: ora una stretta amica della famiglia Di Vita è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento e per aver ostacolato le indagini.

Gli agenti hanno deciso di procedere dopo un’interrogatorio in questura della donna, l’ennesimo degli ultimi mesi. Tra gennaio e oggi, l’amica di famiglia è stata sentita tre volte negli uffici della Squadra Mobile come persona informata dei fatti e ha sempre negato tensioni e problemi all’interno del nucleo familiare. Le sue parole però sono state smentite, secondo gli investigatori, dai riscontri oggettivi: contrariamente a quanto dichiarato, la donna era a conoscenza dei problemi e gli agenti hanno ritenuto che abbia agito per ostacolare le indagini. La Squadra Mobile di Campobasso negli ultimi giorni ha ottenuto i primi responsi dai telefoni sequestrati nella casa di Pietracatella lo scorso 4 maggio. Proprio all’interno degli smartphone sono presenti alcune chat che proverebbero le tensioni familiari, soprattutto nel passato della coppia Di Vita, e quindi incongruenze con le testimonianze resa dall’amica di famiglia. Nel dettaglio i contenuti riguardano i telefoni delle due vittime, il cellulare della sorella maggiore Alice Di Vita, un tablet, un pc e due modem della casa.

Dall’inizio dell’inchiesta ci sono state oltre 160 sommarie informazioni testimoniali. Il numero dei verbali però è superiore a quello delle persone effettivamente ascoltate poiché diversi testimoni sono stati convocati più volte per approfondimenti e chiarimenti su aspetti ritenuti rilevanti.

Intanto proseguono gli interrogatori ad altri conoscenti dei Di Vita, ma non è ancora stato fissato il nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella, in via Risorgimento, sotto sequestro ormai da cinque mesi e mezzo. L’obiettivo è effettuare ulteriori verifiche e cercare eventuali tracce della tossina o altri elementi che possano contribuire alla ricostruzione delle modalità con cui la ricina sarebbe stata introdotta nell’abitazione. A inizio giugno la trasmissione televisiva Dentro la Notizia ha individuato una pianta di ricino in un terreno agricolo situato a circa quindici chilometri dal comune del presunto duplice omicidio. Per fine mese sono anche attesi i risultati delle autopsie sui corpi delle due vittime.

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Enzo Iacchetti: “Non sappiamo quale sarà il futuro di Striscia la Notizia e questo mi dispiace. Io andrei avanti anche solo con due luci, una velina e 10 minuti di trasmissione”

13 June 2026 at 10:29

C’è grande attesa per i prossimi Palinsesti Mediaset, quando a luglio l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi nel consueto incontro con la stampa snocciolerà tutte le novità della prossima stagione del Biscione. E gli occhi sono anche puntati su un titolo storico come quello di “Striscia la Notizia” di Antonio Ricci. Dopo l’esperimento in prima serata del tg satirico, un cambiamento importante dopo 36 anni, c’è da capire quali saranno gli sviluppi.

Intanto uno dei conduttori storici del tg, siede al bancone dal 1995, Enzo Iacchetti in una intervista a La Stampa ha dichiarato: “Per uno che aveva studiato ragioneria e non voleva finire in banca direi di sì. Il primo contratto era di una settimana. Poi un mese. Poi sono diventati trent’anni abbondanti. Oggi non sappiamo quale sarà il futuro del programma e questo mi dispiace. Anche se gli ascolti non sono più quelli di una volta, Striscia è entrata nella vita di generazioni”.

Poi ha proposto una soluzione: “Io andrei avanti anche solo con due luci, una velina e dieci minuti di trasmissione. Il cuore di Striscia sono sempre stati l’inchiesta e la satira. Per strada la gente mi dice ancora: ‘Non posso pensare che non ci sia più’. Magari oggi fa un milione di spettatori invece di quindici, ma è un milione che vuole bene”.

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Spurs-Kniks, verso gara 5: Anunoby, lampi da MVP. Alcuni appunti sul gioco di Wembanyama | NBA Freestyle

13 June 2026 at 10:27

Crollo Spurs, Cuore Knicks

Tante cose da dire. Tante cose già dette. Una serie finale strana. Finora. Più combattuta di quanto dica il 3-1 per New York. Ci sono troppi fattori da valutare. Sarebbe troppo semplicistico imputare l’andamento delle varie partite a pochi episodi o alle prestazioni di questo o quel giocatore. Il talento e la gioventù degli Spurs si stanno scontrando con la solidità e la determinazione dei Knicks. Questo è un dato di fatto. San Antonio viene da sette partite contro un colosso come Oklahoma City e prima ancora aveva assaggiato la dura difesa perimetrale di Minnesota per ben sei gare. New York si è sbarazzata di Cleveland con un 4-0 e ha incrociato le braccia. La stanchezza, la freschezza atletica va considerata. Sì, certo, ma non basta. I Knicks non hanno (quasi) mai sbagliato quando contava, nelle situazioni in cui “questo deve andare dentro oppure sono guai”. Vero, ma c’è dell’altro. Fare quello che ha fatto Fox in gara 4 è stupido perfino nelle serie minori? Si. Non tenti la conclusione in contropiede con un uomo addosso con quei pochi secondi da giocare, se sei in vantaggio. Fai melina, cerchi un fallo, sei un palleggiatore, che diamine! In più, nell’azione successiva fai un fallo tattico che ha solo l’effetto di permettere all’attacco di New York di organizzarsi. Però, come si fa ad arrivare con l’acqua alla gola dopo essere stati avanti anche di 18-19 punti (lasciamo perdere i 29 punti del massimo vantaggio…) a 9 minuti dal termine del quarto quarto? Gli Spurs hanno smesso di eseguire, non hanno saputo gestire bene il ritmo, hanno ribaltato poco il campo, hanno dimenticato di avere un giocatore alto 2.28 che ha un vantaggio enorme nei pressi del canestro contro chiunque. Mancanza di un palleggiatore in grado di dettare i tempi, forse. I Knicks ne hanno approfittato, in casa, con le urla del Madison Square Garden udibili perfino nel Connecticut. Sono stati bravi. E San Antonio ha perso via via ogni certezza. Inesperienza, pressione, certo. Nelle quattro partite di finale, i Knicks hanno segnato 107 punti di media, gli Spurs 105. Brunson e compagni hanno tirato da tre complessivamente con il 37,8%, mentre San Antonio col 34,2%. Dal campo? 43,6% New York e 42,7% San Antonio. Stoppate: 5,5 per gli Spurs e 5 per New York. Sostanzialmente, cifre allineate. La situazione è molto più complessa. Buona gara 5. Può succedere ancora di tutto (è una speranza…).

Che giocatore OG Anunoby

Un fisico michelangiolesco, una solidità estrema, una mano bella come il sole. Tre frasi per descrivere un giocatore che, al momento, nella Grande Mela potrebbe pure camminare sulle acque e nessuno accuserebbe l’Intelligenza Artificiale di aver modificato il video. In gara 4, ha segnato 33 punti con 7 su 9 da tre. Al di là del tap in che può potenzialmente riportare a New York un titolo agognato da troppo tempo, OG Anunoby in queste finali sta giocando un basket spettacolare. Tempismo perfetto. Definirlo un semplice 3&D (tiro da tre e difesa) è riduttivo, a tratti offensivo. Si, il “nuovo” idolo del Madison sta tirando da tre con il 55,6% e quando carica il tiro gli avversari recitano già le proprie preghiere. Si, il giocatore dei Knicks è un difensore eccellente, con mobilità laterale e capacità di reggere i contatti anche contro gente fisicamente imponente. Ma Anunoby sa fare anche altro, come puntare l’uomo in palleggio, virare a centro area e inchiodare a due mani a difesa schierata o riempire le corsie in contropiede come un levriero. Sta segnando 23,8 punti di media, è il secondo realizzatore di New York dopo Jalen Brunson. Un pensierino per l’MVP delle finali, in caso di vittoria Knicks, si può scommettere che lo faranno.

Dylan Harper non trema, mai!

Una gara 4, quella di Harper, con lampi di talento così abbagliante, che Ben Stiller e Timothée Chalamet hanno a un certo punto dovuto indossare occhiali da sole. Ah, sotto gli occhi anche del padre Ron, che ha abbastanza anelli al dito da poter aprire domani una gioielleria in centro a Milano. Forse il suo primo passo potrebbe essere un po’ più esplosivo, e lo stacco da terra non è quello di un Zach LaVine, per dire, ma ha giocato come se nella carta d’identità avesse scritto almeno 26 o 27 anni. E di anni ne ha appena 20. È fortissimo nella parte alta del corpo, gioca con grande personalità, freddezza, sembra non subire per nulla la pressione. Eppure, stiamo parlando delle finali NBA: se giochi a basket più in alto di così non puoi andare. Certo, a tratti, i pochi anni che ha si sono visti in modo lampante, soprattutto al capitolo selezione tiro. Per lui 21 punti con 3 su 6 dal perimetro e la sensazione che sia a un tiro da fuori per essere già un All Star il prossimo anno.

Wembanyama: stanchezza e stupidaggini

Che è un “dominatore dell’universo” è stato detto più volte, è innegabile, così è e così sarà. Però alcuni appunti sul gioco di Wembanyama in gara 4 ha senso fissarli nella mente. Uno: sicuramente ha avuto un calo fisico durante la gara, è stato in campo tanto tempo, è super utilizzato e viene da una traversata playoff non semplice. Due: il francese deve smetterla con i flagrant. Lo aveva fatto contro Gobert, è stato espulso. Lo ha rifatto contro Karl-Anthony Towns. E da quel momento in poi, ha smesso di giocare, si è spento, è calato. Queste sciocchezze contano anche per questi motivi. Deve abbassare i gomiti, controllarsi, non reagire e non cadere nelle provocazioni se vuole diventare un campione. Basta stupidaggini. Tre: Wembanyama si intestardisce troppo sul tiro da fuori. Ha giocato quasi esclusivamente con i movimenti da guardia. Avrebbe dovuto avvicinarsi di più al canestro, soprattutto nella seconda parte della partita in cui era chiaramente fuori ritmo al tiro e in generale in attacco. Inoltre, è stata corretta la scelta di andare in raddoppio su Brunson che doveva prendersi il tiro finale, con nessuno a tagliare fuori Anunoby per il tap in vincente?

Keldon Johnson: sesto uomo in calo

Qualcuno ha visto Keldon Johnson? Si, il sesto uomo dell’anno. Quell’ala che entrava dalla panchina e garantiva punti, difesa, contropiede, personalità. Se qualcuno lo vede, gli dica pure che i playoff sono iniziati da un pezzo e che addirittura c’è una finale in corso, dove la sua squadra si sta giocando il titolo. Clamoroso crollo di prestazioni rispetto alla stagione regolare, in cui aveva segnato 13,2 punti con 5,4 rimbalzi e il 36,3% da tre. In finale, Johnson è sceso a 3,8 punti con 2,5 rimbalzi e il 20% da oltre l’arco. La panchina degli Spurs, considerata lunga, è diventata lo stecco di un ghiacciolo se anche Kornet, che dava respiro a Wembanyama, con 6,5 punti, 6,1 rimbalzi e 1 stoppata a partita in stagione, si è ritrovato a segnare nemmeno un punto di media con 2,3 rimbalzi e zero stoppare. Quando si dice, quando il gioco si fa duro…

That’s all Folks!
Alla prossima settimana.

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Un giudice federale riconosce a Blake Lively il rimborso delle spese legali, ma non ulteriori risarcimenti nella controversia relativa al film “It Ends With Us”

13 June 2026 at 10:15

Il giudice Lewis J. Liman ha stabilito venerdì 12 giugno, in una sentenza scritta, che Blake Lively può ottenere il rimborso delle spese legali e dei costi sostenuti per la sua difesa contro la controquerela intentata da Justin Baldoni dopo che lei lo aveva citato in giudizio nel dicembre 2024, in merito al loro film del 2024 “It Ends With Us“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo per le accuse di ritorsione mosse dall’attrice. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

Nella sua sentenza scritta, Liman ha citato una legge californiana volta a proteggere le vittime di molestie sessuali e discriminazioni da cause legali ritorsive intese a intimidire e mettere a tacere le vittime. Il giudice ha affermato che “la legge prevede che il querelante debba pagare le spese legali e i costi del convenuto se una richiesta di risarcimento per diffamazione presentata in risposta a una causa viene respinta, anche se i fatti del caso non sono stati accertati attraverso la raccolta di prove”.

Liman ha affermato che l’unica eccezione sarebbe se Baldoni e la sua casa di produzione, Wayfarer Studios LLC, potessero dimostrare che Lively ha agito con dolo quando lo ha citato in giudizio. Ha affermato che Baldoni e Wayfarer hanno fornito poche prove a sostegno di tale affermazione e nessuna che dimostri che lei abbia agito con dolo. Il giudice ha respinto le sue richieste di triplicare i danni e di ottenere anche danni punitivi ai sensi della legge californiana, affermando che non rientravano nelle “norme procedurali federali attentamente elaborate per proteggere i diritti delle parti“.

Lively e Baldoni hanno raggiunto un accordo extragiudiziale il mese scorso, proprio mentre stava per iniziare il processo relativo alle accuse di ritorsione mosse da Lively. L’attrice non ha ricevuto denaro dall’accordo, ma le è stato consentito di richiedere il rimborso delle spese legali.

In una dichiarazione, gli avvocati di Lively, Michael Gottlieb ed Esra Hudson, hanno interpretato la decisione del giudice come una vittoria, affermando che “il riconoscimento delle spese legali dimostra chiaramente che la signora Lively ha presentato le sue richieste in buona fede, che non vi erano prove di malizia e che è lei la parte vincente“.

Lively aveva accusato Baldoni, insieme alla sua casa di produzione, di molestie sessuali e ritorsioni alla fine del 2024. Ha affermato che l’attore ha orchestrato un tentativo di danneggiare la sua reputazione e credibilità pubblica. Baldoni, che ha diretto il dramma romantico dai toni cupi e ne è stato anche protagonista insieme a Lively, ha negato di averla molestata o di aver orchestrato una campagna diffamatoria. Ha affermato che le accuse sul suo comportamento erano state inventate da Lively nell’ambito di un tentativo di assumere il controllo creativo del film.

Baldoni ha quindi intentato una controcausa, accusando Lively e suo marito, l’attore di “Deadpool” Ryan Reynolds, di diffamazione ed estorsione. Liman ha respinto la controcausa di Baldoni l’anno scorso e poi, alcune settimane fa, ha respinto anche le accuse di molestie sessuali mosse da Lively, affermando che non poteva presentarle in quanto lavoratrice autonoma e non dipendente della produzione.

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“La sessualità è vissuta in maniera violenta su un sito porno. È più sano che i ragazzi parlino di sesso e affettività a scuola. Mia figlia ha fatto così”: così Luisa Ranieri

13 June 2026 at 10:03

Luisa Ranieri è stata ospite a piazza Maggiore a Bologna per La Repubblica delle Idee 2026 e oltre a parlare del suo percorso cinematografico e dei prossimi impegni professionali (verrà girata la seconda stagione de “La Preside”), l’attrice – da sempre attenta a ciò che accade nella società- ha posto l’accento sul rapporto che i ragazzi di oggi hanno con Internet e la sessualità.

“Oggi i ragazzi si informano sui telefonini, si informano sui siti dove le informazioni sono portate, comunque la sessualità è vissuta in maniera violenta su un sito porno...Non è una sessualità che può essere tra due giovani che si innamorano e scoprono la sessualità, guardandosi negli occhi”.

“Quindi, secondo me, – ha aggiunto – oggi noi genitori non possiamo entrare in una sfera che è troppo intima dei figli. L’educazione sessuale è importante. Secondo me si devono cercare le cose e invece che andare su Internet è molto più sano parlarne
scientificamente di quello che accade tra due persone. Mia figlia grande l’ha fatto a scuola, non mi sono opposta, penso che sia giusto che loro crescano con i loro strumenti”.

E poi ha concluso: “Sono favorevole all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, è molto più sano parlarne scientificamente che formarsi su telefonini e siti porno”.

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Elezioni Perù, il Paese è spaccato: la figlia di Fujimori avanti di meno di un punto percentuale. L’ultima parola alla Giuria speciale

13 June 2026 at 09:55

Lotta in Perù, fino all’ultimo voto. Ci è voluta una settimana per passare al setaccio gli ultimi 3mila verbali, provenienti dalle zone rurali e dall’estero. Il Perù resta tuttavia spaccato, anche nella geografia del voto. Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore e candidata ultraconservatrice, risulta eletta con il 50,012% dei voti, mentre il progressista Roberto Sánchez è arrivato secondo, con il 49,988%. La differenza è minima: meno di un punto percentuale, 4.519 voti.

I voti di Fujimori sono quasi tutti a Lima e nel Settentrione del Paese, dove si sogna uno Stato onnipresente – la famigerata “mano dura” – in termini di sicurezza, ma assente in economia. Altra linea di divisione importante riguarda lo scontro Usa-Cina, che si contendono i porti del Paese a suon di investimenti (anche militari, nel caso di Washington). Sánchez ha invece vinto a Sud, nelle regioni più povere del Paese, tra la gente delle Ande, di solito disprezzata nei grandi centri urbani.

Ora tocca alla giuria speciale

Ma per la proclamazione si dovrà ancora attendere, probabilmente metà luglio. I verbali, registrati dall’Onpe, l’autorità elettorale, saranno messi al setaccio dalla Giuria elettorale speciale: entità tenuta a verificare, entro trenta giorni, eventuali impugnazioni e irregolarità. In bilico oltre mille verbali, secondo lo stesso Onpe. “Si tratta di un processo nuovo, introdotto di recente, e consiste nel riconteggio dei voti”, spiega ai media la portavoce della Giuria, Grecia Reintería. L’invenzione è nata a seguito degli scandali e irregolarità che hanno travolto l’Onpe dopo il primo turno, con denunce su presunti favoritismi e contratti milionari. Dieci funzionari sono tuttora sotto inchiesta mentre Piero Corvetto, l’allora presidente dell’Onpe, è stato spinto alle dimissioni. La fiducia sull’ente è ai minimi. A tal punto che, alla chiusura dei seggi, l’Onpe ha voluto subito rassicurare gli elettori: “Niente brogli“. Almeno stavolta.

L’ombra di Fujimori e le ferite mai rimarginate

La frattura è profonda. E va oltre la singola puntata elettorale. Pesa, appunto, l’ombra dell’ex dittatore Alberto Fujimori (1938-2024) che, un po’ alla Kronos, ha divorato una generazione di politici e i tre poteri dello Stato, usando il pretesto dell’autogolpe perpetrato nel 1992. In seguito Fujimori è stato condannato a 25 anni nel 2009, ma la sua figura è stata riabilitata da un’assidua propaganda sostenuta dalle élites del Paese. “C’erano migliaia di persone ai suoi funerali“, ricorda il politologo Gonzalo Banda, ricercatore all’University College London, sottolineando che a Lima e nel Perù settentrionale “c’è un fujimorismo che resiste, con una base sociale e politica molto grande”.

Invece, nelle regioni meridionali – specie ad Apurimac e Ayacucho, dove Sánchez ha preso circa l’80% – brucia ancora la ferita lasciata dalla deposizione del presidente di sinistra Pedro Castillo, previa mozione di censura del Parlamento e scontri sociali che lasciarono decine di morti da quelle parti. Manca però un confronto autentico. “Qui si ricorre a ogni forma di discriminazione al fine di squalificare chi non vota diversamente”, dice l’analista Ana María Torres. Già in passato l’ex candidato ultraconservatore Rafael López Aliaga, chiamò quell’elettorato “gente spazzatura” e, alle elezioni precedenti, la stessa Keiko Fujimori chiese l’annullamento di alcuni verbali provenienti da sud, perché “inattendibili“. Si arrivò anche a dire – parole dell’ex presidente Pablo Kuczynski – che alla gente delle Ande “non arriva l’ossigeno al cervello”. E perciò “vota male“.

Usa e Cina si prendono i porti

Perù resta osservato speciale di Washington e Pechino. Di recente gli Stati Uniti hanno assicurato l’investimento di 7 miliardi nel Porto di Corío, situato nell’Arequipa meridionale. Il doppio di quanto investito dalla Cina nel Porto di Chancay, al centro di una spinosa controversia giudiziaria, che impedisce a Lima di controllare i movimenti di Pechino nell’Infrastruttura. Il Porto di Chancay – costruito da Cosco Shipping Ports e inaugurato nel 2024, durante una visita di Xi Jinping – resta al centro delle preoccupazioni del Dipartimento di Stato Usa, che lo reputa in mano a “proprietari cinesi predatori”.

L’influenza di Pechino sul Paese sudamericano si è palesata durante i governi di Dina Boluarte, caduto nell’ottobre 2025, e quello di José Jerí, che ha sostenuto riunioni segrete con imprenditori cinesi come Zhihua Yang, già noto ai circuiti di potere di Lima. Nel frattempo gli Usa giocano tutte le loro carte, attraverso il rinnovo del Trattato di libero scambio Lima-Washington, la designazione di Perù ad “alleato principale non membro della Nato”, l’investimento di 1,5 miliardi di dollari sulla Base navale de El Callao e alcune mosse coercitive per forzare Lima all’acquisto di una trentina di F-16 targati Lockheed Martin.

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Studente minaccia professore con una pistola a pallini: “Dammi le sigarette o ti sparo”. L’episodio a Mirandola (Modena)

13 June 2026 at 09:55

Minacciato con una pistola a pallini. È successo all’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola, in provincia di Modena, dove uno studente ha puntato l’arma giocattolo su un professore, pretendendo le sue sigarette. “Dammi le sigarette o ti sparo”. A riportarlo la Gazzetta di Modena, secondo cui l’episodio sarebbe avvenuto il 21 maggio durante le ore di lezione in una classe prima del professionale, con il docente alla cattedra preso alle spalle da un gruppo di studenti, uno dei quali gli avrebbe puntato l’arma alla tempia.
La pistola a pallini era una riproduzione fedele di un’arma vera e l’episodio, da quanto si apprende, è stato ripreso con un video.

Il professore ha formalizzato la segnalazione con una nota sul registro di classe e informato il dirigente scolastico. La scuola mantiene il riserbo sui provvedimenti disciplinari. Della scuola in questione si era già parlato, perché vi era avvenuto un “incontro di boxe” durante la ricreazione, che aveva portato il consiglio d’istituto a escludere dagli scrutini di fine anno gli studenti protagonisti.

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“Dopo una serie di esami, i miei medici mi hanno detto che ho l’Alzheimer. Questa sarà la mia ultima edizione”: la notizia choc del mezzobusto Bill Ritter

13 June 2026 at 09:46

Comunicazione scioccante da parte di Bill Ritter, volto storico di Wabc-Tv/Abc7 e uno dei “mezzibusti” più riconoscibili dell’informazione televisiva newyorkese, ha dato ieri sera, 12 giugno, in diretta la notizia più difficile della sua carriera. Durante l’edizione delle 18 di venerdì, il giornalista ha annunciato ai telespettatori che quella sarebbe stata la sua ultima conduzione di Eyewitness News, dopo aver ricevuto una diagnosi di Alzheimer.

“Dopo una serie di esami, i miei medici mi hanno detto che ho l’Alzheimer – ha dichiarato in diretta -. È una fase iniziale, e dicono che i trattamenti stanno tenendo la malattia sotto controllo. Per ora. Ma non c’è alcuna garanzia, perché una cura non esiste ancora. Quindi, a meno che qualcuno non trovi un rimedio miracoloso, e presto, questa sarà la mia ultima edizione da anchor”.

E infine: “I miei figli dicono che sono coraggioso. Ma non sono io: sono loro a esserlo. E lo è mia moglie Kathleen. Mi mancherà raccontarvi le notizie. Con la verità, e con i fatti, ovunque portino. È stato un onore. Vi auguro salute e pace. E prendiamoci cura gli uni degli altri”

Ritter, 76 anni, era alla guida dell’edizione delle 18 dal 2001. Nonostante l’addio alla scrivania del telegiornale, non lascerà l’emittente: continuerà a lavorare per Wabc/Eyewitness News, concentrandosi proprio sui temi legati alla salute, in particolare sull’aumento dei casi di Alzheimer e sulle difficoltà che affrontano pazienti e famiglie. “Voglio raccontare come il costo delle cure sia diventato insostenibile e come questo Paese potrebbe iniziare a cambiare le cose”, ha spiegato.

Il padre di Ritter è morto con la stessa malattia nel 1998, e da allora il giornalista è stato attivo in numerose iniziative di sensibilizzazione. “Non sono nuovo a tutto questo”, ha ricordato.

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Incendio in un casolare abbandonato a Campagnano di Roma: morto un senzatetto di 68 anni

13 June 2026 at 09:45

Si era rifugiato in un casolare per dormire, una struttura abbandonata adibita a riparo di fortuna da altri senzatetto come lui. Un 68enne romeno è morto a Campagnano di Roma, vicino al lago di Bracciano, nella notte del 12 giugno, quando intorno alle 23.30 il complesso ha preso fuoco. Sul posto una squadra dei Vigili del Fuoco, con l’ausilio di un’autobotte, è intervenuta in vicolo del Tifo per cercare di domare le fiamme: una volta spento il rogo i soccorritori hanno ritrovato il corpo carbonizzato della vittima.

La salma dell’uomo è stata portata al Policlinico Gemelli per l’esame autoptico che dovrà accertare le cause della morte e verificare se al momento dell’incendio il 68enne fosse già senza vita. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri per gli accertamenti di competenza e per cercare di ricostruire la dinamica del rogo e comprendere come possa essere divampato.

Immagine d’archivio

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