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Bacterias y virus cooperaron para crear nuestras células en el origen de la vida compleja: “Descendemos de interacciones entre microbios”

La revolución empezó cuando en 1967 la bióloga Lynn Margulis enunció una teoría sobre el origen de nuestras células. Sugería que la célula compleja, la que hoy forma a plantas y animales, nació mediante cooperación y simbiosis entre microbios, lo que hacía tambalearse muchas de las asunciones sobre la evolución como un proceso de competencia y lucha, de ganadores y perdedores. Entonces recibió muchas críticas, pero hoy la comunidad científica acepta abiertamente que, hace unos 2.000 millones de años, una antecesora de las actuales bacterias se quedó a vivir dentro de una arquea —otro linaje igual o más antiguo—, dando lugar a las actuales mitocondrias, las centrales energéticas de la célula.

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© Ronald Garcia

Bacterias 'Myxococcus', como las que formaron parte del origen de la célula compleja.
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Oferta de desfibrilhador reforça resposta a emergências na Morgado de Mateus

VTM

A iniciativa incluiu ainda a formação e certificação de seis operacionais da escola para utilização do equipamento em situações de emergência.

O presidente da Câmara Municipal de Vila Real, Alexandre Favaios, destacou que o novo equipamento vem reforçar a capacidade de resposta da comunidade escolar perante situações de emergência médica. O autarca recordou que o município já tinha promovido a instalação de desfibrilhadores em vários equipamentos desportivos do concelho, mas salientou a mais-valia de um equipamento portátil que poderá ser utilizado em diferentes contextos dentro da escola.

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En el norte de Escocia se aficionaron a extraer el cerebro de los muertos y afilar los huesos de sus extremidades durante la Edad de Hierro

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Estudiar las prácticas funerarias de la Gran Bretaña prehistórica no es tarea sencilla porque los restos humanos raramente se conservan. Pero existen algunos sitios, como el norte de Escocia, donde los astros se alinean para ofrecer a los investigadores una oportunidad única para identificar desconocidos rituales antiguos.

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El kit limpiador de móvil que cuida tanto las ranuras como la pantalla

El kit limpiador de móvil que cuida tanto las ranuras como la pantalla.

Tener los dispositivos tecnológicos con el mayor grado de limpieza no es un asunto menor. Todo lo contrario: la suciedad acumulada puede hacer que funcionen peor, se sobrecalienten o no terminen de ir todo lo fluido que deseamos. En especial, aquellos productos que están más expuestos al polvo en suspensión: como el móvil, la tableta, los auriculares inalámbricos, la pantalla del portátil, las rendijas del router o los huecos estrechos entre tecla y tecla de un teclado inalámbrico o uno retro. Para evitarlo, nada mejor que adquirir un kit limpiador para el móvil (y otros accesorios) como el elegido.

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Kit de 25 utensilios para llevar a cabo una limpieza integral del móvil.Kit limpiador para el móvil que también sirve como soporte.Este kit limpiador también sirve para retirar la suciedad de otros dipositivos.
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Milano, la stretta sulla movida divide la maggioranza. Albiani (Pd) attacca la Giunta: “Sindaco e Giunta incapaci di affrontare il tema”

La nuova stretta sulla vita notturna milanese rischia di trasformarsi in un caso politico per Palazzo Marino. Le ordinanze firmate dal Comune per regolamentare asporto, vendita di alcolici e utilizzo dei dehors nelle principali zone della movida entreranno in vigore giovedì 11 giugno, ma le critiche non arrivano soltanto dai partiti di opposizione e dagli esercenti. A contestare duramente il provvedimento è anche Michele Albiani, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione Sicurezza, Coesione sociale e Vita notturna.

Una presa di posizione particolarmente significativa perché proveniente da un esponente della stessa maggioranza che sostiene la Giunta Sala. Albiani non si limita a chiedere alcune modifiche, ma mette in discussione l’impostazione complessiva delle ordinanze, il metodo seguito dal Comune e la capacità dell’amministrazione di governare la vita notturna. “Ero già contrario a questo provvedimento nella sua impostazione complessiva, e lo sono ancora di più oggi, dopo averne letto il testo definitivo“, dichiara il consigliere dem.

Albiani: “Divieti indiscriminati, i dehors non sono il problema”

Il punto maggiormente contestato riguarda l’ordinanza specifica per l’area Lazzaretto-Melzo, dove le restrizioni saranno più severe rispetto alle altre zone interessate. Dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di qualsiasi alimento o bevanda, comprese quelle analcoliche. Dalla mezzanotte, inoltre, non potranno più essere utilizzati i plateatici. “Le restrizioni nell’area Lazzaretto-Melzo vanno ben oltre quanto necessario per rispondere alla sentenza del Tribunale: il divieto di asporto di qualsiasi alimento e bevanda, anche analcolica, dalle 22 alle 6, insieme alla chiusura obbligatoria dei plateatici a mezzanotte, colpisce in modo indiscriminato attività che non hanno nulla a che fare con i fenomeni che si intende contrastare”, osserva Albiani.

Il presidente della commissione Sicurezza difende anche la funzione dei dehors, considerati non una causa dei problemi della movida ma una forma di controllo informale degli spazi urbani. “I dehors non sono il problema: al contrario, sono strumenti di presidio dello spazio pubblico, capaci di mantenere i contesti frequentati ordinati e abitati. Eliminarli non risolve nulla, sposta il problema.”

Il consigliere Pd contro sindaco e Giunta: “Questo è pressapochismo”

La contestazione di Albiani riguarda anche il percorso amministrativo seguito da Palazzo Marino. Le ordinanze sono state pubblicate il 9 giugno e diventano operative appena due giorni dopo. Alcune delle aree comprese nel testo definitivo, tra cui parti di Nolo e Bicocca, non erano inoltre indicate nell’avvio del procedimento del 16 maggio e non sarebbero quindi state oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate.

“Ma il vizio più grave è di metodo”, prosegue il consigliere Pd. “L’ordinanza pubblicata oggi entra in vigore dopodomani, con zone — tra cui vie di Nolo e Bicocca — che non comparivano nell’avvio di procedimento del 16 maggio e che quindi non hanno potuto essere oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate.”

Secondo Albiani, esercenti e imprenditori che avevano già programmato l’attività estiva vengono messi nella condizione di rivedere in poche ore turni, forniture e accordi commerciali. “Chi ha firmato contratti stagionali, programmato il personale, stipulato accordi con fornitori sulla base delle regole precedentemente comunicate, si trova oggi a dover ricominciare da capo in quarantotto ore. Questo non è governo del territorio, è pressapochismo.” L’attacco diventa poi direttamente politico: “Si conferma purtroppo l’incapacità di sindaco e giunta di affrontare con serietà e metodo la gestione della vita notturna della città: anni di rincorse emergenziali, nessuna visione organica, e il conto pagato ogni volta dalle stesse persone: chi lavora di notte e chi ci investe.”

Il timore per la sicurezza: “Meno locali aperti significa meno presidio”

Nella lettura di Albiani, la chiusura anticipata dei dehors e le restrizioni imposte agli esercizi commerciali potrebbero produrre un effetto opposto rispetto a quello cercato dal Comune. Con le attività costrette a chiudere prima, le strade potrebbero svuotarsi e diventare meno controllate. “Ho infine una preoccupazione concreta sulla sicurezza: se i locali chiudono prima del solito, le strade si svuotano prima. Meno occhi, meno presenza, meno presidio informale del territorio.” Il rischio riguarderebbe in particolare quartieri che negli ultimi anni hanno costruito parte della propria identità sulla presenza di locali, dehors e attività serali. “In quartieri come Nolo e Lazzaretto, che hanno costruito la propria identità anche sulla vivacità notturna, questo rischia di tradursi in un aumento dell’insicurezza percepita e reale. È un effetto che la giunta non sembra aver considerato”, conclude Albiani.

Palmeri: “La sinistra va in tilt sulla movida”

Le parole del consigliere dem vengono immediatamente rilanciate dall’opposizione. Manfredi Palmeri, capogruppo della Lista Civica in Consiglio comunale, federata con Noi Moderati, parla apertamente di una maggioranza ormai divisa sui provvedimenti fondamentali per la città. “Anche sul principale provvedimento per la gestione della movida, ossia le tanto attese Ordinanze annunciate come la soluzione agli enormi e numerosi problemi che colpiscono la Città sul tema, la Sinistra va in tilt. Ormai sui fondamentali questa maggioranza non c’è più…”, afferma Palmeri.

Il consigliere sottolinea la durezza delle accuse formulate da Albiani contro la stessa amministrazione sostenuta dal Pd: “Le parole del Presidente della Commissione Sicurezza, espressione del PD, sono durissime contro la Giunta, ben al di là di una possibile critica. Parla infatti di ‘incapacità di Sindaco e Giunta di affrontare con serietà e metodo la vita notturna della Città; anni di rincorsa emergenziali, nessuna visione organica’. Questa però è… concorrenza sleale all’opposizione! Nella gara sulla discontinuità a questa Giunta gli iscritti sono sempre di più, segno che Milano può, vuole e deve girare pagina”.

Anche Palmeri condivide alcune delle obiezioni nel merito, sostenendo che i divieti rischiano di colpire attività che rappresentano invece un presidio del territorio. “Ci sono comunque alcune critiche condivisibili, anche perché queste ordinanze colpiscono a caso, con l’effetto di da un lato di penalizzare dei presìdi di sicurezza, vivacità e attività economiche diminuendo la sicurezza e, come è facilmente prevedibile, al contempo non essere in grado di frenare le degenerazioni che rendono invivibili per i milanesi diverse aree della Città.”

“A Milano serve poter coniugare libertà e ordine e invece questi provvedimenti producono l’effetto contrario: restrizioni inutili e disordini consolidati. E in ogni caso, l’efficacia diventa nulla senza un piano completo e concreto di controlli sul loro rispetto”, conclude il capogruppo della Lista Civica.

Fratelli d’Italia: “Il Comune scarica il conto sugli esercenti”

Critiche altrettanto nette arrivano da Fratelli d’Italia. Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore cittadino del partito a Milano, definisce l’ordinanza per Lazzaretto-Melzo “l’ennesima dimostrazione del fallimento delle politiche dell’amministrazione Sala nella gestione della movida cittadina”. “Dopo anni in cui residenti ed esercenti hanno segnalato problemi legati a degrado, schiamazzi, abusivismo e carenza di controlli, il Comune sceglie ancora una volta la strada più semplice: introdurre nuovi divieti e limitazioni. Una soluzione che rischia di penalizzare chi lavora e chi vive il quartiere senza affrontare realmente le cause delle criticità.”

Secondo Dell’Acqua, la sicurezza non può essere affidata soltanto alla riduzione degli orari e alla chiusura dei plateatici, ma richiede controlli e una presenza stabile sul territorio.

“La sicurezza e la vivibilità dei quartieri non si garantiscono abbassando le serrande o limitando i plateatici, ma attraverso una presenza costante sul territorio, controlli efficaci e una strategia chiara di prevenzione e presidio urbano. Dopo quasi dieci anni di amministrazione Sala, continuare a intervenire con ordinanze emergenziali significa ammettere che il problema non è mai stato realmente affrontato.”

Nel mirino il divieto di vendere gelati, acqua e bibite dopo le 22

Il passaggio più discusso resta il divieto, previsto nell’area Lazzaretto-Melzo, di vendere per asporto non soltanto alcolici, ma qualsiasi alimento o bevanda dopo le 22. Una misura che coinvolge gelaterie, pasticcerie, bar, attività artigianali, negozi di vicinato e distributori automatici. “Colpisce inoltre la scelta di vietare non soltanto la vendita per asporto di bevande alcoliche, ma anche di alimenti e bevande analcoliche“, afferma Dell’Acqua. “Una misura che finisce per colpire indistintamente attività che nulla hanno a che vedere con gli eccessi della movida, come gelaterie, pasticcerie e pubblici esercizi frequentati da famiglie e cittadini rispettosi delle regole.”

“È difficile comprendere quale beneficio per la sicurezza possa derivare dal vietare la vendita di un gelato, di una bottiglia d’acqua o di una bibita analcolica. Si rischia invece di danneggiare ulteriormente attività economiche che rappresentano un presidio positivo per il quartiere e che contribuiscono alla vitalità della città.” Per l’esponente di Fratelli d’Italia, il provvedimento non sarebbe in grado di distinguere tra le attività responsabili dei disagi e quelle che lavorano rispettando le regole.

“Quando un provvedimento colpisce allo stesso modo chi crea problemi e chi lavora correttamente, significa che manca la capacità di distinguere tra le cause del degrado e chi invece contribuisce ogni giorno alla qualità della vita urbana. Milano merita una movida sana, compatibile con il diritto al riposo dei residenti e con il diritto di lavorare degli esercenti, non l’ennesimo provvedimento che scarica sulle attività economiche le responsabilità dell’amministrazione.” “Prima il Comune ha lasciato crescere il problema. Oggi chiede a residenti ed esercenti di pagarne il conto”, conclude Dell’Acqua.

La protesta della gelateria Viel: “Un gelato dopo le 22 non può essere un reato”

Tra le attività coinvolte c’è anche la gelateria Viel di via Panfilo Castaldi. La titolare Silvia Viel contesta l’equiparazione tra esercizi come gelaterie e pasticcerie e i locali associati alla movida più rumorosa. “Abbiamo aperto la nostra gelateria in via Panfilo Castaldi con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il quartiere. Sicuramente non ci aspettavamo di essere equiparati ai locali della “movida” molesta. Comprare un gelato durante una passeggiata dopo le dieci di sera non può essere considerato un reato, così come non si può impedire ai cittadini di camminare tranquillamente senza disturbare nessuno.”

Viel sostiene inoltre che molte delle persone responsabili di schiamazzi e comportamenti molesti non acquistino alcolici nei locali della zona. “Il fatto che ci siano persone moleste – che peraltro di solito non consumano nei bar o nelle gelaterie, ma spesso girano con alcolici propri nello zaino disturbando il sonno dei residenti – non è certo colpa degli esercenti che operano onestamente in queste zone.”

Le nuove regole nelle dodici aree della movida

La prima ordinanza interessa dodici zone: Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como-Gae Aulenti, Garibaldi, Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, Cinque Vie e Bicocca. Il provvedimento resterà in vigore fino al 2 novembre.

Nelle aree coinvolte, la vendita di alcolici nei negozi al dettaglio e attraverso i distributori automatici sarà vietata dalle 22. Per pubblici esercizi e attività artigianali, lo stop alla vendita e alla somministrazione per asporto di bevande alcoliche scatterà invece a mezzanotte. L’utilizzo dei plateatici sarà consentito fino all’una nei giorni feriali e fino alle 2 nelle notti tra venerdì e sabato, tra sabato e domenica e nei giorni festivi. Il commercio itinerante su area pubblica dovrà fermarsi alle 20. Nel testo definitivo sono state inserite la zona Bicocca, le vie Crespi e Termopili nell’area Nolo e il tratto di via Tortona compreso tra via Cerano e via Voghera nella zona Darsena-Navigli.

Lazzaretto-Melzo, la stretta imposta dopo la sentenza del Tribunale

Un secondo provvedimento riguarda esclusivamente Lazzaretto-Melzo ed è stato adottato dopo la sentenza del Tribunale di Milano numero 9566 del 2025, pubblicata l’11 dicembre, che ha condannato il Comune a far cessare le immissioni rumorose superiori alla normale tollerabilità. In quest’area, dalle 22 alle 6 sarà vietata la vendita e la somministrazione per asporto di alimenti e bevande di qualsiasi tipo, alcoliche e analcoliche. Resterà consentita la consegna a domicilio. I plateatici non potranno invece essere utilizzati dalla mezzanotte alle 6, mentre il commercio itinerante e qualsiasi forma itinerante di somministrazione di alimenti e bevande saranno vietati dalle 20 alle 6.

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PSSD, cuando se deja de tomar antidepresivos pero la atracción y la libido no regresan

“Anestesia genital, ausencia total de deseo, libido aniquilada, anorgasmia, en lo físico, y en el plano emocional-social, la erradicación de cualquier atisbo de atracción, fantasía erótica o romanticismo”. Así describe Carmen Hernández, de 45 años, los síntomas que padece desde que dejó de tomar antidepresivos hace ahora 11 años. Y lo define como una “condena neurológica permanente”: “Nos recetaron la medicación porque buscábamos alivio y nos dejaron incapaces de sentir, de amar, de disfrutar, de desear”. Hernández es una afectada de PSSD, siglas en inglés de síndrome de disfunción sexual persistente postinhibidores selectivos de la recaptación de la serotonina.

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© fizkes (Getty Images)

El PSSD no solo afecta a la respuesta sexual, también se puede perder la capacidad de sentir emociones en general.
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Contra el arte automático

Hay algo tétrico en ver a tanta gente celebrando que al fin ya no hará falta pensar. El notición del siglo es que la inteligencia artificial ha venido a liberarnos, a ahorrarnos tiempo, a escribirnos los textos, ilustrarnos las campañas, componernos las canciones, diseñarnos las viviendas y a elegir nuestras últimas palabras antes de morir. Rapidito, eficiente y sin la incómoda intervención de ese talento nuestro tan necesitado de litros de cafeína y horas de sueño para poder funcionar y que aun así se bloquea, tarda lo suyo en llegar a conclusiones y para más inri—¿será posible?— pide reconocimiento. Porque crear es agotador.

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© Alamy Stock Photo

Imagen de la película '2001: una odisea del espacio' (1968).
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Limpiar un difusor de aromas parecía fácil hasta que empecé este artículo: una guía práctica de todo lo que no debes hacer (basada en mis propios errores)

Prueba de limpieza con el difusor de aromas Cecotec Pure Aroma 300 Yin.

Hace tiempo que los difusores de aromas dejaron de ser un simple capricho decorativo y se convirtieron en uno de esos pequeños gestos cotidianos que cambian por completo una casa. Basta con encender uno al final del día para que el ambiente resulte más agradable, acogedor y, por supuesto, más relajante. Hay quien los utiliza para crear un rincón de calma antes de dormir, quien recurre a aromas cítricos para trabajar con más concentración y quien simplemente disfruta de esa sensación (casi de hotel) que son capaces de crear en cualquier estancia.

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Difusor de aromas Cecotec Pure Aroma 300 Yin.No debes limpiar tu difusor de aromas con agua directa del grifo.La forma correcta de limpiar un difusor de aromas es con un paño ligeramente húmedo.Nunca debes utilizar un cuchillo u otros objetos metálicos para limpiar tu difusor de aromas.Para limpiar tu difusor de aromas elige otras opciones más suaves como bastoncillos, algodón o paños.No utilices estropajos de ningún tipo para limpiar tu difusor. Es mejor un paño suave.También puedes utilizar cepillos de limpieza finos para acceder a zonas complicadas, pero siempre con cuidado.No utilices sprays multiusos u otro tipo de productos abrasivos para limpiar tu difusor.Mejor opta por mezclar agua con vinagre de limpieza y utiliza un paño suave.No limpies el difusor cuando esté enchufado y respeta el límite máximo de agua que indica.Desenchufa siempre el difusor, aunque solo sea para pasar un paño húmedo. También debes respetar el nivel máximo de agua.Recuerda añadir siempre los aceites esenciales donde indica el fabricante y en la cantidad recomendada.Vacía y seca el difusor después de cada uso. No dejes que el agua se estanque.
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Silvia Lloris, futbolista del Atlético de Madrid: "Me fui de casa con 16 años y no se lo recomiendo a nadie"

Aprendió a crecer profesionalmente lejos de todo lo conocido. Pero terminó conociéndose para poder ser ella misma. La jugadora habla de identidad, presión, autoestima y una rutina en torno al alto rendimiento. Leer

Aprendió a crecer profesionalmente lejos de todo lo conocido. Pero terminó conociéndose para poder ser ella misma. La jugadora habla de identidad, presión, autoestima y una rutina en torno al alto rendimiento.
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Mercado imobiliário de Goiânia cresce três vezes mais que a média nacional no primeiro trimestre de 2026

O mercado imobiliário de Goiânia cresceu três vezes mais que a média nacional no primeiro trimestre de 2026. As vendas nacionais cresceram 4,1% no período. A capital goiana registrou alta de 12,7% no número de unidades comercializadas, chegando a 2.882 imóveis vendidos no trimestre.

“Goiás cresce acima da média nacional há quase duas décadas consecutivas, impulsionado por uma economia diversificada e resiliente. O crescimento populacional do estado foi de 20% entre os dois últimos censos, contra apenas 7% na média nacional”, afirma Credson Batista, diretor de Pesquisas e Estatísticas da Ademi-GO.

Nacionalmente, 49% das vendas foram realizadas dentro do programa Minha Casa Minha Vida (MCMV). No Centro-Oeste, o índice é de 34%. Em Goiânia, apenas 26% das unidades comercializadas estão enquadradas no MCMV, o que representa menos de 750 unidades.

Na avaliação do presidente da Ademi-GO, Felipe Melazzo, a explicação para o descompasso está nas condições de aprovação de projetos na capital. “Nossa capital está perdendo um potencial enorme de fornecer moradia digna para a população que mais precisa. O que falta é destravar o processo de aprovação para que os projetos possam sair do papel.”

O preço médio do metro quadrado em Goiânia registrou crescimento de 3,6% apenas nos três primeiros meses de 2026, chegando a R$ 10.914/m². Considerando os bairros Marista, Bueno, Oeste e Jardim Goiás, o valor médio alcança R$ 12.881/m², com o Marista liderando ao atingir R$ 13.462/m².

Fernando Razuk, presidente do Conselho da Ademi-GO, destaca que a revisão do Plano Diretor reduziu o aproveitamento construtivo das áreas da cidade em 7,5 vezes. “O terreno passa a custar pelo menos 33% a mais na conta, pois onde antes se faziam 100 unidades hoje só conseguimos implantar 75.”

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Chollo en Amazon: el ventilador de techo ultra silencioso con mando para dormir fresco por menos de 100 euros

Chollo en Amazon: el ventilador de techo ultra silencioso con mando para dormir fresco por menos de 100 euros.

Hay chollos que no se deberían dejar pasar cuando tenemos la oportunidad delante nuestra. Sobre todo, con algo tan importante como es el confort dentro de casa en épocas de tanto calor como el verano. Por eso mismo, en EL PAÍS Escaparate llevamos probando semanas y meses ventiladores de techo, nebulizadores o aires acondicionados, por citar algunos ejemplos. Sin olvidar lo más importante: el bolsillo de nuestros lectores. Tanto es así que, en esta ocasión, hemos descubierto una oferta potente en uno de los ventiladores de techo con mando que arrasan en Amazon: tiene precio mínimo histórico.

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Ventilador de techo con luz y mando incluidos, ahora, en oferta.Ventilador de techo con tres aspas revestidas en madera ultraligera.Ventilador de techo con luz regulable en tres intensidades: fría, calor y neutra.
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De Carles Porta a Brad Pitt: los diez estrenos más esperados de Movistar Plus+ en junio que no puedes perderte

De Carles Porta a Brad Pitt: los diez estrenos más esperados de Movistar Plus+ en junio que no puedes perderte.

Si por algo se caracteriza el mes de junio es por convertirse en la puerta de acceso al verano, al chiringuito playero, las largas conversaciones de sobremesa, las siestas reparadoras y, por supuesto, al ocio más interesante frente al televisor. En este último caso, Movistar Plus+ ha sacado toda la artillería pesada que puedas imaginar para proporcionar a cualquier suscriptor de esta plataforma de streaming un montón de horas de buen entretenimiento. Si ya has disfrutado de una cobertura complementaria a la visita de León XIV a España en Movistar Plus+, junio continúa con una serie de estrenos que te harán disfrutar sin salir de casa como hace tiempo que no lo hacías.

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Imagen promocional de 'F1', película emitida por Movistar Plus+.Imagen promocional de la película 'Una batalla tras otra', emitida por Movistar Plus+.Imagen promocional de la película 'El agente secreto', emitida por Movistar Plus+.Imagen promocional de la película 'Anora', emitida en Movistar Plus+.Imagen promocional de la película 'Wicked', emitida en Movistar Plus+.Imagen promocional de la película 'Ahora me ves 3', emitida en Movistar Plus+.Imagen promocional de la serie ‘El Inmortal′.Imagen promocional de la serie internacional 'The Capture', emitida en Movistar Plus+.Imagen promocional de Movistar Plus+ con el periodista Carles Porta.Imagen promocional de la serie documental 'La más grande', emitida en Movistar Plus+.
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Koji Yanai, el directivo de Uniqlo que quiere ayudar a los desplazados a través del cine y la moda: “Es un problema global”

El nombre de Koji Yanai empezó a circular en el mundo como el del productor de Perfect Days, la película dirigida por Wim Wenders que le valió a Koji Yakusho el premio al mejor actor en Cannes en 2023, y representó a Japón en la 96ª edición de los premios Oscar de 2024. Ahora, el cine lo ha vuelto a llevar a los escenarios internacionales como cofundador del Fondo Cinematográfico para el Desplazamiento (DFF, por sus siglas en inglés), un proyecto de apoyo a cineastas que tuvieron que abandonar por la fuerza sus países o cuya obra trata el tema del desplazamiento. Que el papel de Koji Yanai como directivo de la multinacional de moda rápida Uniqlo sea menos conocido responde a una estrategia corporativa.

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© Cortesía de Uniqlo

El productor de cine y directivo de Uniqlo Koji Yanai.
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Sujetador: ¿sí o no? Las expertas responden: "Soy muy fan de que cada mujer haga con su cuerpo lo que le dé la gana"

Los estudios no confirman los beneficios del sostén. ¿Realmente es necesario? Profesionales responden sobre su uso: comodidad y seguridad, por dolor de espalda en pecho grande o impacto en el deporte. Leer

Los estudios no confirman los beneficios del sostén. ¿Realmente es necesario? Profesionales responden sobre su uso: comodidad y seguridad, por dolor de espalda en pecho grande o impacto en el deporte.
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Movida e notti insonni: le leggi ci sono, ma non vengono applicate. E a rimetterci sono i cittadini

Movida e notti insonni. Puntualmente se ne riparla all’inizio di ogni estate. E puntualmente, salvo casi isolati, tutto continua come prima. Eppure gli strumenti per difenderci ci sono, anche in sede penale, e se ne è occupata più volte addirittura la Suprema Corte. Da ultimo, con una sentenza appena pubblicata (Sez. III n. 16966 del 12 maggio 2026) esaminando il caso di una discoteca romana da cui, secondo le denunce degli abitanti, nell’estate del 2025 provenivano rumori assordanti cui si sommava il chiasso provocato dagli avventori fuori del locale, creando una situazione tale da portare al sequestro ed alla chiusura della discoteca stessa.

Vale la pena, allora, di ricordare ancora una volta (ma già ne ho scritto) l’articolo 659 del codice penale il quale, al primo comma, punisce con l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 309 euro ”chiunque, mediante schiamazzi o rumori …., disturba le occupazioni o il riposo delle persone”, mentre si applica l’ammenda da 103 a 516 euro “a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni di legge o le prescrizioni dell’autorità”. Occorre, quindi, fare riferimento ai limiti massimi di rumorosità stabiliti dalla legge nelle varie situazioni anche se – è bene ricordarlo – sempre secondo precedenti sentenze della Cassazione, per verificarli non c’è bisogno di fonometri o prove complicate, bastano anche solo le testimonianze dei presenti o delle forze dell’ordine; insomma, “il giudice non è tenuto a basarsi esclusivamente sull’espletamento di specifiche indagini tecniche, ben potendo fondare il proprio convincimento su altri elementi probatori in grado di dimostrare la sussistenza di un fenomeno in grado di arrecare oggettivamente disturbo della pubblica quiete” (Cass. 10938/2019); e cioè che vengano prodotti rumori che abbiano una “attitudine a propagarsi ed a disturbare la quiete e le occupazioni di un numero indeterminato di persone”.

E questo vale anche per il chiasso dei clienti che sostano all’esterno del locale, in quanto il gestore ha l’obbligo di intervenire per controllare che la frequentazione del locale da parte degli utenti non sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica. Anzi, in questi casi, secondo il Consiglio di Stato (Sez. V, n. 240/2025), il sindaco può ordinarne la chiusura anticipata.

Resta da capire cosa deve fare in concreto il gestore per evitare di essere ritenuto corresponsabile: la sentenza in esame non si sofferma su questo punto, limitandosi a scrivere che si può fare “ricorso all’Autorità o allo “ius excludendi”. Conferma così, in sostanza, altre sentenze precedenti che, sin dal 2021, hanno specificato che il gestore deve, ad esempio, evitare musica all’aperto e la somministrazione di bevande all’esterno; così come ha l’obbligo di cacciare dal locale i più facinorosi, predisponendo un servizio di vigilanza esterno e chiamando, se necessario, le autorità cui compete intervenire; e di certo non basta, in questi casi, l’apposizione all’interno di un cartello che invita a non provocare schiamazzi all’uscita (“misura del tutto inadeguata” per la Suprema Corte).

Tuttavia l’esperienza almeno di una città come Roma insegna che, se di notte, di sabato o di domenica, si chiede l’intervento delle forze dell’ordine per rumori molesti, la risposta è immancabilmente che sono impegnate in altre operazioni; e, quanto ai vigilanti pagati dal gestore, ci si chiede come e con quale autorità possano fermare i fracassoni (spesso ubriachi) fuori del locale.

Insomma, come dicevamo, le leggi ci sono ma non vengono applicate con possibili gravi danni alla salute dei cittadini. Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’inquinamento acustico è ritenuto, dopo l’inquinamento atmosferico, la seconda maggiore concausa ambientale di morbilità, con almeno 48.000 nuovi casi di malattie cardiache e 12.000 decessi prematuri ogni anno in Europa, soprattutto nelle aree urbane; e, se pure i maggiori killer sono i rumori stradali, ferroviari ed aerei, è altrettanto certo che, se ad essi aggiungiamo anche quelli provocati dalla movida, i danni alla salute non possono che peggiorare.

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El mediador de seguros, va de confianza

Eduard y Josep Punset, hijo y padre, dos generaciones de mediadores de seguros de Occident.

En los accidentes graves de carretera hay una figura en la que pocos piensan, la del mediador de seguros. Puede parecer la tarea menos urgente en esos momentos tan complicados, pero estos profesionales permanecen desde el principio al lado de las familias afectadas. Lo recuerda con claridad y emoción Josep Punset, 50 años de experiencia como agente en Occident: “No se trata solo de gestionar un expediente o una indemnización, sino de acompañar, explicar y dar tranquilidad en circunstancias difíciles”. Punset, que con 18 años ya trabajaba en una aseguradora, afirma como resumen de su carrera: “La satisfacción de ver a una familia agradecida porque les has ayudado a gestionar un tema tan delicado no tiene precio”.

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Josep Riera, director del Canal Agencial de Occident.
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Completa la limpieza bucal en un minuto con este irrigador Philips de gama alta y a precio de derribo en Amazon

Completa la limpieza bucal en un minuto con este irrigador Philips de gama alta y a precio de derribo en Amazon.

Otra semana más, en EL PAÍS Escaparate seguimos con la pretensión de compartir a nuestros lectores los productos de cuidado personal de una marca de referencia como Philips a precios de auténtico chollo. Y uno de los superventas más aclamados en su gama media-alta de higiene bucal es el irrigador que pasamos a describir en este artículo. Si llevas tiempo pensando en adquirir uno y no tienes muy claro qué modelo escoger, el que proponemos cumplirá las exigencias en tu rutina diaria de limpieza.

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Vista frontal del irrigador Philips Sonicare Power Flosser 3000.Irrigador bucal Philips con dos modos de uso y tres ajustes de potencia incluidos.Vista frontal del irrigador Philips Sonicare Power Flosser 3000.La autonomía de este irrigador bucal se extiende hasta 14 días.
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¿Cuántos helados puedes comer a la semana sin sabotear tu dieta? Responde una nutricionista

Artesano, proteico o fit, bajo en calorías... Miles de recetas inundan las redes con el refrescante manjar del verano. No todas son lo que prometen. Leer

Artesano, proteico o fit, bajo en calorías... Miles de recetas inundan las redes con el refrescante manjar del verano. No todas son lo que prometen.
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He probado los mejores difusores de aromas y hay uno que ha hecho que mi habitación parezca la de un hotel

Difusores de aromas. De izq. a dch. Hianjoo, Diffuserlove, Cecotec, Pranarôm y Air Wick.

El mejor difusor de aromas

He elegido el modelo Pure Aroma 300 Yin de Cecotec por su funcionamiento ultrasilencioso y su enfoque pensado para descanso y aromaterapia.

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¿Por qué puedes confiar en mí?

Soy periodista especializada en prueba y recomendación de productos y, en los últimos años, he analizado y comparado todo tipo de dispositivos y artículos de consumo para valorar sus prestaciones, funcionamiento y rendimiento en condiciones reales. A lo largo de este tiempo han pasado por mis manos desde gadgets y pequeños electrodomésticos hasta dispositivos de cuidado personal y tecnología aplicada al día a día, siempre con el objetivo de entender qué ofrece realmente cada uno más allá de sus especificaciones.

Además, estoy especializada en moda y belleza, un sector en el que sigo de cerca las tendencias y que me ha dado acceso a cosméticos, herramientas y productos de cuidado personal de todo tipo. En cada análisis busco ofrecer una visión clara, práctica y honesta que ayude al lector a elegir con criterio entre las distintas opciones del mercado.

Difusor de aromas modelo Pure Aroma 300 Yin de Cecotec..Difusor de aromas de Hianjoo.
.Difusor de aromas modelo Salking de Diffuserlove..Difusor de aromas modelo Joy de Pranarôm..Difusor de aromas Air Wick Essential Mist..
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