Reading view

Compute becomes lifeblood, constraint of AI boom

Computing power has become the lifeblood — and a key limiting factor — of the race to develop AI, as the push to integrate the technology into daily life clashes with the finite supply of one of its most crucial inputs. Often referred to simply as “compute,” the processing power that forms the foundation of…

  •  

Compute becomes lifeblood, constraint of AI boom

Computing power has become the lifeblood — and a key limiting factor — of the race to develop AI, as the push to integrate the technology into daily life clashes with the finite supply of one of its most crucial inputs. Often referred to simply as “compute,” the processing power that forms the foundation of…

  •  

Family of Belfast victim appeals for calm and stresses ‘deeply valuable contribution’ of many migrants – UK politics live

Suspect is remanded in custody for four weeks, as PM tells PMQs resulting disorder is ‘totally unjustified’

Hadi Alodid refused legal representation and made no reply to charges which were put put to him through an Arabic interpreter as he appeared in court charged with attempted murder following the Belfast knife attack, the Press Association reports.

The 30-year-old, with an address at Duncairn Avenue in Belfast, appeared before the city’s magistrates’ court on Wednesday morning.

He is charged with the attempted murder of Stephen Ogilvie on Monday, with threatening to kill an NHS radiographer on the same day and with the possession of a knife.

Continue reading...

© Photograph: Peter Morrison/AP

© Photograph: Peter Morrison/AP

© Photograph: Peter Morrison/AP

  •  

La fiebre de la IA desata una carrera de salidas a Bolsa que amenaza con cambiar el equilibrio de los mercados financieros

La inteligencia artificial es adicta al dinero. Los grandes laboratorios que desarrollan los modelos de IA están ebrios de dólares con los que financiar la evolución de la tecnología. Las tres compañías punteras en el sector, Anthropic, OpenAI y SpaceX han anunciado en los últimos días sus planes para salir a Bolsa en busca de más fondos en una carrera sin final. Otras multinacionales tecnológicas, ya clásicas, como Google, Microsoft, Meta o Amazon también han lanzado operaciones financieras para la mayor captación de fondos de la historia en el sector.

Seguir leyendo

© OLGA FEDOROVA (EFE)

Protestas en la sede del Nasdaq contra Elon Musk y la salida a Bolsa de SpaceX.
  •  

Guía para el inversor ante la salida a Bolsa de SpaceX

La salida a Bolsa de SpaceX va a poner a prueba la salud del mercado de renta variable y la fe de los inversores en los planes de Elon Musk para llevar a su empresa de cohetes a Marte. La ambición de su fundador se refleja por ahora en la estratosférica valoración con la que la compañía confía en debutar en el parqué: 1,77 billones de dólares, tras captar 75.000 millones de dólares entre los inversores en el que se espera sea el mayor estreno de la historia.

Seguir leyendo

© Dado Ruvic (REUTERS)

Logotipo de SpaceX .
  •  

La era del 'muskismo': cómo el hombre más rico del mundo moldea el presente y anticipa el futuro

Un ensayo analiza la influencia política y empresarial del dueño de SpaceX justo antes de la salida a Bolsa de la compañía de cohetes. Su tesis: Elon Musk no es una anomalía del sistema, sino su producto más logrado Leer

Un ensayo analiza la influencia política y empresarial del dueño de SpaceX justo antes de la salida a Bolsa de la compañía de cohetes. Su tesis: Elon Musk no es una anomalía del sistema, sino su producto más logrado
  •  

Tommy Robinson meets Elon Musk’s father in Moscow

Activist, whose real name is Stephen Yaxley-Lennon, shared video of his meeting with Errol Musk

Tommy Robinson has travelled to Russia, where he has met Elon Musk’s father, Errol, in a Moscow hotel.

Robinson – who has been issuing calls for his supporters to take to the streets across the UK over a bloody knife attack in Belfast – shared video of his meeting with Musk, whose son has been a vocal supporter of Robinson, on Monday.

Continue reading...

© Photograph: Finnbarr Webster/Getty Images

© Photograph: Finnbarr Webster/Getty Images

© Photograph: Finnbarr Webster/Getty Images

  •  

Cuatro hombres volarán en la misión Artemis 3, el ensayo previo al aterrizaje en la Luna

La NASA ha revelado los nombres de los astronautas de su siguiente misión lunar, la Artemis 3, prevista para 2027. Los elegindos son tres estadounidenses —el comandante Randy Bresnik y los dos especialistas de misión, Frank Rubio y Andre Douglas— y un italiano —el piloto italiano Luca Parmitano, de la Agencia Espacial Europea (ESA)—. Los cuatro son hombres, a diferencia de la tripulación de la Artemis 2, en la que Christina Koch se convirtió en la primera mujer en viajar a la Luna, batió múltiples récords y fue una pieza clave tanto en las operaciones de la misión como en el carisma y la emoción que los cuatro tripulantes transmitieron al mundo entero.

Seguir leyendo

© NASA

Los cuatro astronautas seleccionados para la misión Artemis 3.
  •  

Crosetto: “L’Anthropic l’abbiamo chiamata noi. L’intelligenza artificiale in due anni cambierà tutto”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso dell’audizione congiunta con il ministro degli Esteri Tajani in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Montecitorio e Palazzo Madama ha detto che “con gli ultimi satelliti lanciati e con la quantità di lanci in corso il divario costruito da Musk rispetto al resto del mondo aumenta. Oggi non c’è nessuno in Europa, neppure mettendo insieme tutti i paesi, che sia minimamente in grado, nei prossimi dieci anni, di raggiungere qualcosa che assomigli a quello che Musk è in grado di fare oggi.

La Cina come possibile alternativa? “Sì, i cinesi probabilmente sono l’alternativa, ma come lanci anche loro sono a un decimo rispetto a quelli che riesce a fare Musk oggi”.

L'articolo Crosetto: “L’Anthropic l’abbiamo chiamata noi. L’intelligenza artificiale in due anni cambierà tutto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Basta “modalità aereo”, arriva internet con il wi-fi di Starlink sui voli Wizz Air: ecco come funziona la novità

L’isolamento digitale a diecimila metri di quota sta per diventare un ricordo del passato, anche per chi viaggia a tariffe ridotte. La “modalità aereo”, che fino a oggi ha trasformato le cabine dei voli commerciali in zone d’ombra per la connettività, ha una data di scadenza: il 2027. Fino a questo momento, navigare su internet in volo con standard qualitativi elevati è stato considerato un privilegio riservato quasi esclusivamente ai passeggeri delle classi premium o delle compagnie di bandiera. Ora, le regole del mercato europeo stanno per cambiare. Wizz Air ha infatti annunciato ufficialmente il piano di integrazione della tecnologia Starlink, la rete satellitare di Elon Musk, su tutta la propria flotta a partire dal prossimo anno. Con questa mossa, il vettore diventa la prima compagnia aerea ultra-low-cost in Europa a fornire una connessione internet avanzata ai propri viaggiatori.

La fine del compromesso digitale

L’installazione dei sistemi Starlink inizierà nel 2027 e riguarderà in particolare tutti gli aeromobili di nuova generazione della flotta Wizz Air. L’obiettivo tecnico è fornire una connessione ad alta velocità, affidabile e a bassa latenza a oltre 9.000 metri di quota, rendendo il servizio uniforme indipendentemente dalla rotta o dalla destinazione finale. Il tempo di volo non coinciderà più con il tempo offline: un passaggio che elimina l’accettazione passiva, storicamente legata ai voli economici, di dover rimanere irraggiungibili per ore.

“Il trasporto aereo ultra-low-cost ha sempre avuto l’obiettivo di rendere le opportunità accessibili a un numero sempre maggiore di persone”, ha dichiarato Ian Malin, Chief Commercial Officer di Wizz Air. “Nel 2027 porteremo questa filosofia nell’era spaziale. I nostri clienti non dovrebbero essere costretti a scegliere tra tariffe convenienti e una connessione internet affidabile a bordo per rimanere in contatto con le persone, il lavoro e i momenti che contano di più. Siamo orgogliosi di guidare questo cambiamento collaborando con Starlink per offrire il massimo valore ai nostri passeggeri”.

A confermare la portata dell’accordo, di cui non sono stati resi noti i termini finanziari, è intervenuta anche SpaceX, la società madre della rete satellitare: “Siamo entusiasti di portare Starlink a bordo degli aeromobili Wizz Air e di trasformare l’esperienza di viaggio per milioni di passeggeri”, ha sottolineato Jason Fritch, Vice President of Starlink Enterprise Sales di SpaceX. “Garantire a passeggeri ed equipaggi una connettività continua e senza interruzioni a oltre 9.000 metri di quota è esattamente ciò per cui questa tecnologia è stata progettata. Non vediamo l’ora di offrire una connessione internet affidabile e ad alta velocità dal decollo all’atterraggio”.

L’espansione di Starlink e i conti di Wizz Air

L’accordo tra Wizz Air e l’azienda spaziale si inserisce in una settimana di forte fermento finanziario, con SpaceX che si appresta a quotare in borsa proprio la divisione Starlink. La rete satellitare di Musk sta rapidamente conquistando il settore dell’aviazione civile globale: prima di siglare l’intesa con il vettore europeo, ha già chiuso partnership strategiche con grandi compagnie a lungo raggio come Singapore Airlines ed Emirates, e con i principali colossi del mercato statunitense, tra cui American Airlines, Southwest, United Airlines e Alaska Airlines. Dal punto di vista societario, per Wizz Air l’introduzione di servizi a valore aggiunto si affianca alle sfide di bilancio. Lo scorso maggio, la compagnia ha comunicato le proprie proiezioni finanziarie, prevedendo di raggiungere il pareggio o un utile leggermente positivo per l’intero anno fiscale 2026 (conclusosi il 31 marzo). I risultati definitivi e ufficiali saranno resi pubblici giovedì 11 giugno.

L'articolo Basta “modalità aereo”, arriva internet con il wi-fi di Starlink sui voli Wizz Air: ecco come funziona la novità proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Los brókers piden 162 dólares por acción al pequeño inversor español para acceder a la OPV de SpaceX

La salida a Bolsa de SpaceX está rompiendo moldes. No solo con el dinero que espera levantar en el mercado, unos 75.000 millones de dólares, ni con la valoración que podría tener una vez comience a cotizar, unos 1,77 billones de dólares, sino con la búsqueda del pequeño inversor. Si lo habitual en cualquier estreno bursátil es contar con un tramo dirigido al inversor institucional internacional, la empresa dedicada a la tecnología aeroespacial y la inteligencia artificial se ha abierto al pequeño inversor extranjero, y dentro de él, al español. Un movimiento que abre la puerta a que las otras dos grandes tecnológicas estadounidenses que esperan debutar este año en el parqué (Anthropic y OpenAI) sigan sus pasos, según fuentes del mercado, y que busca compensar la ausencia de tramos minoristas en los debuts bursátiles de las empresas europeas.

Seguir leyendo

© Dado Ruvic (REUTERS)

Logotipo de la salida a Bolsa de SpaceX.
  •  

¿Quiere participar en la salida a bolsa de SpaceX? Dónde y cómo comprar acciones en España

Revolut, Trade Republic, Renta4... y demás bancos y brókeres que dan acceso a la salida a bolsa de SpaceX para pequeños inversores en nuestro país. El gigante aeroespacial protagoniza este viernes el debut más grande de la historia Leer

Revolut, Trade Republic, Renta4... y demás bancos y brókeres que dan acceso a la salida a bolsa de SpaceX para pequeños inversores en nuestro país. El gigante aeroespacial protagoniza este viernes el debut más grande de la historia
  •  

OpenAI files to go public as IPO race heats up

OpenAI has confidentially filed paperwork to go public, the company announced Monday. It is one of three leading AI companies preparing for an initial public offering (IPO), alongside SpaceX and Anthropic, which have both filed with the Securities and Exchange Commission (SEC) in recent months. The company said in a post on X it “recently…

  •  

OpenAI files to go public as IPO race heats up

OpenAI has confidentially filed paperwork to go public, the company announced Monday. It is one of three leading AI companies preparing for an initial public offering (IPO), alongside SpaceX and Anthropic, which have both filed with the Securities and Exchange Commission (SEC) in recent months. The company said in a post on X it “recently…

  •  

Elon Musk conseguiu o que queria: se vingar do Brasil 

Quer receber os textos desta coluna em primeira mão no seu e-mail? Assine a newsletter Xeque na Democracia, enviada toda segunda-feira, 12h. Para receber as próximas edições, inscreva-se aqui.

Elon Musk, o homem mais rico do mundo, tem uma vendeta pessoal contra o Brasil. Desde que ele anunciou o fechamento do seu escritório no país em agosto de 2024, violando o Marco Civil da Internet, segundo interpretação do Supremo Tribunal Federal (STF), o sul-africano tem tentado fugir das regulamentações criadas pelos brasileiros para melhorar o chorume que sua rede, X, impõe aos nossos cidadãos. 

Naquela batalha, ele saiu perdendo. Desafiou o STF e levou, em troca, uma suspensão da sua rede durante 39 dias entre agosto e setembro de 2024. Foi um choque para o bilionário que acreditava que a suspensão do X, antigo Twitter, levaria à revolta generalizada e protestos nas ruas a seu favor. Qual o quê. O X perdeu relevância no debate público brasileiro e se tornou a casa do chorume, longe de ser a praça pública que um dia representou. 

Meses antes, Musk anunciou seu embarque na campanha de Donald Trump à presidência americana. 

Com centenas de milhares de dólares em apoio – antes e depois da eleição – Musk e outros tecno-oligarcas convenceram Trump a defender as Big Techs contra qualquer país que tente regular sua atuação. Assim, em agosto de 2025, um ano depois de Musk ter tido de enfiar o rabinho entre as pernas, pagar uma multa de R$ 28,6 milhões e abrir uma representação do X no Brasil, Trump ameaçou pela sua rede Truth Social: “Mostrem respeito pela América e pelas nossas incríveis empresas de tecnologia ou considerem as consequências!”.    

Mesmo afastado da Casa Branca, Musk ainda trabalha para punir o Brasil pela humilhação de dois anos atrás. 

É o que revela um documento que faz parte do processo do Escritório Comercial dos EUA (USTR, na sigla em inglês), que decidiu com base na seção 301 aplicar tarifas de 25% para o Brasil por, entre outras coisas, “práticas desleais” contra empresas americanas, tendo como primeiro item o comércio digital e o PIX. 

Apesar do X ser representado em outros documentos por associações patronais da qual faz parte, como a Associação da Indústria de Computadores e Comunicações (CCIA), Associação de Tecnologia do Consumidor (CTA) e Conselho da Indústria de Tecnologia da Informação (ITI), a plataforma fez questão de enviar comentários separadamente pedindo uma retaliação.

O documento de quatro páginas enviado ao USTR , submetido por Wifredo “Wifi” Fernandez, diretor global de relações governamentais do X em 17 de agosto do ano passado, detalha que o Brasil é um dos maiores mercados da rede em números de usuários e que os desenvolvimentos nos últimos anos foram “acompanhados de perto” pela plataforma e representaram uma “deterioração” no clima regulatório e judicial para serviços digitais no Brasil. 

“Essas tendências impactam diretamente os provedores de serviços digitais dos EUA e justificam um exame minucioso no contexto do processo da Seção 301″, sugere a empresa. 

Defendendo o Artigo 16 do Marco Civil da Internet, que chama de “salvaguarda” de direitos fundamentais, liberdade de informação e expressão ao determinar que conteúdos só poderiam ser removidos depois de decisão de um tribunal e notificação da empresa, o X afirma que a recente decisão do STF de obrigar empresas a retirar conteúdos ilegais após notificação aumenta a “incerteza jurídica”, traz mais custos à empresa e “afeta potencialmente a expressão legal, incluindo a de cidadãos norte-americanos.”

O X, para convencer o governo dos EUA, repete algumas vezes que as ordens judiciais brasileiras “afetam cidadãos norte-americanos”.  

Reclama, ainda, da obrigação de ter um escritório no Brasil sob pena de seus serviços de aplicações de internet serem bloqueados, “garantindo que as autoridades brasileiras mantenham poder de coerção sobre provedores estrangeiros de aplicações de internet.”

O Marco Civil da Internet, como se sabe, dava uma carta branca para as empresas espalharem e lucrarem não só com fake news, mas com postagens criminais que ameaçavam o Estado democrático de Direito, postagens criminosas que expunham crianças a condições vexatórias e golpes digitais. 

Mas, no documento, a empresa argumenta que pedidos de remoção de conteúdo deveriam ser feitos por um MLAT – pedido formal que passa pelo MJ e pelo Departamento de Justiça americano, com um trâmite demoradíssimo.

Enquanto isso, Elon Musk e os demais tech bros continuariam lucrando com o conteúdo ilegal rodando livremente aqui em solo brasileiro.   

“Os tribunais brasileiros têm entendido, ao longo dos anos, que juízes podem compelir diretamente subsidiárias locais de empresas estrangeiras de aplicações de internet a produzir qualquer evidência digital necessária para investigar atos ilícitos e crimes sob jurisdição brasileira, contornando canais diplomáticos estabelecidos, como o processo de Tratado de Assistência Jurídica Mútua (MLAT)”, diz o documento. 

Eles reclamam ainda que a abordagem não leva em conta onde os dados são armazenados ou processados, como se o fato de estarem nos EUA provesse um escudo contra a lei de qualquer outro país.   

“Na prática, os tribunais têm ordenado a divulgação direta de dados e conteúdo localizados fora do Brasil, de titulares de dados que são usuários estrangeiros, incluindo usuários norte-americanos, sem envolver as autoridades dos EUA”.

E reclama das punições, que incluem “multas de milhões de dólares, ameaças de prisão de executivos locais e até mesmo o bloqueio do serviço no Brasil.”

Mas até mesmo no documento oficial elaborado pelo seu head de lobby global, Musk não consegue segurar sua ira contra Alexandre de Moraes. 

O documento gasta dois parágrafos para descrever decisões “notadamente emitidas pelo Ministro Alexandre de Moraes” contra o X – incluindo a suspensão no Brasil e o bloqueio de 2 milhões de dólares da conta bancária da Starlink, que chama de “sequestro”. 

“Essas medidas, tomadas contra subsidiárias locais e terceiros não relacionados (incluindo uma empresa norte-americana diferente), ilustram a extensão com que as ações de fiscalização no Brasil podem escalar para além dos limites jurisdicionais domésticos, gerando incerteza jurídica, risco operacional e potenciais barreiras comerciais para empresas sediadas nos EUA.”

Afinal, a decisão do Escritório Comercial reproduz quase literalmente as reclamações do X, ao relembrar as ordens sigilosas de Moraes, o bloqueio da conta do Starlink e a suspensão da plataforma. Não menciona o nome, mas fica claro que o governo Trump fez exatamente o que queria Musk: usar seu caso para punir todo o país por ousar enfrentar o todo poderoso empresário. 

Ainda bem que, pelo menos, o Brasil ainda é o Brasil. 

Assim, no meio de centenas de pedidos de comentários enviados ao USTR, encontram-se algumas trolagens enviadas por brasileiros que se autointitulam como “Fímilícia na Cadeia” ou “Brasileiro gaúcho”. 

Um deles diz que as ações brasileiras: “não prejudicam nada, apenas os americanos invejosos. Bolsonaro contribuiu para a catástrofe das mortes por COVID-19; seus governos terríveis não fizeram nada.”

Outro: “O Brasil é soberano, e não há nada que a nova ditadura ESTADUNIDENSE possa fazer quanto a isso. Vocês estão tão acostumados a menosprezar a América, mas mexeram com o país errado. VIVA A SOBERANIA BRASILEIRA E VIVA A POLÍTICA DE ESQUERDA.

VOCÊS É QUE DISCRIMINAM, NÓS SOMOS SOBERANOS E VOCÊS TERÃO QUE ENGOLIR ISSO. VIVA O BRASIL, VIVA O BRICS.”

Com a nova rodada de considerações sobre a decisão do governo de Trump aberta até 7 de julho na internet, onde a trolagem brasileira é soberana, podemos esperar mais comentários do tipo. Aliás, se você quiser enviar um, aqui está o link. ;) 

  •  

El megalodón de Musk

Los números son maximalistas: SpaceX sale con una valoración de 1,78 billones de dólares y quiere recaudar 75.000 millones de dólares mediante la venta de 555.555.555 participaciones a 135 dólares por acción. Será la mayor salida a bolsa de la historia, tres veces mayor que la petrolera estatal saudí Saudi Aramco, que rompió todos los récords en 2019. Su valor representaría entre el 2% y el 3% de todo el mercado bursátil de Estados Unidos. Antes de decidir si la empresa vale todo lo que dice, hay que hacer la suma de las partes.

Seguir leyendo

© Matt Rourke (AP Photo/Matt Rourke)

El fundador de SpaceX, Elon Musk, asiste a las finales de lucha libre, el marzo de 2025 en Filadelfia.
  •  

SpaceX pone a prueba 'las costuras' de Wall Street ante una 'burbuja' de compras sin precedentes por parte de los fondos

Se calcula que los inversores pasivos se verán obligados a adquirir unos 20.000 millones de dólares solo por tener que replicar al índice. Nasdaq ha relajado sus normas de entrada para que en 15 días SpaceX pueda cotizar en el índice. En España se podrá participar en la salida, aunque la operación la monopoliza Banco Santander Leer

Se calcula que los inversores pasivos se verán obligados a adquirir unos 20.000 millones de dólares solo por tener que replicar al índice. Nasdaq ha relajado sus normas de entrada para que en 15 días SpaceX pueda cotizar en el índice. En España se podrá participar en la salida, aunque la operación la monopoliza Banco Santander
  •  

Frances Haugen: ‘We are worse off today than when I leaked the Facebook documents’

In September 2021, The Wall Street Journal published the Facebook Files, a series of reports based on internal documents from the tech company that, among other things, showed its executives were aware of the harms Instagram and Facebook were causing young people. It was a bombshell. It triggered the biggest reputational crisis for Mark Zuckerberg’s company, which weeks later rebranded as Meta. The person behind it was engineer Frances Haugen, 42, who left her post at Facebook carrying 21,000 internal documents. The U.S. Senate summoned her to testify, and investigations were opened into her revelations.

Seguir leyendo

After the leak, Haugen moved from California to Puerto Rico. From there she runs an NGO that fights for transparency in social media.Haugen decided to reveal herself a month after the leak in a television interview.

💾

©

Engineer Frances Haugen poses at the Llotja de Mar in Barcelona, where she participated in the First International Conference on Digital Rights.
  •  

‘Enshittification’ reaches social media: ‘For Zuckerberg and Musk, your ‘friends’ are a burden. They just want you to see ads’

A friend is upset because you didn’t “like” a photo from her last trip, but the truth is you haven’t even had a chance to see it. Instead of displaying it on your feed, Instagram prioritized showing you ads for food.

Seguir leyendo

© NurPhoto (NurPhoto via Getty Images)

There was a time when social media was useful for connecting with like-minded people.
  •  

¿Qué es Tesla? Lo que más le convenga a Elon Musk en cada momento

Michael Burry, el gestor de fondos en el que se basó la película La gran apuesta y que se hizo famoso (y millonario) por anticipar la crisis de las hipotecas subprime, publicó en su blog en diciembre de 2025 su convencimiento de que Tesla, la empresa de automóviles eléctricos y energía de Elon Musk, estaba “ridículamente sobrevalorada desde hace mucho”. En su opinión, el valor de esta empresa para sus inversores no hacía sino diluirse a lo largo del tiempo, entre otras cosas por las exorbitantes retribuciones a Musk, que no se corresponden con los beneficios reales de Tesla, cuya acción se revaloriza un 115% en los últimos cinco años, a pesar de no haber pagado nunca dividendos desde que se estrenó en el parqué hace una década. Han pasado casi seis meses, pero la tesis de Burry se mantiene intacta. En declaraciones recientes se hace eco de un rumor que corre por el mercado según el cual Musk usaría la salida a Bolsa de SpaceX para fusionarla con Tesla, lo que diluiría aún más el valor de una compañía que actualmente es la novena del mundo por capitalización bursátil (1,64 billones de dólares).

Seguir leyendo

© Jiang Qiming (China News Service / VCG / Getty Images) (EL PAÍS)

Presentación del modelo Cybercap de Tesla en una feria de Shanghái, en noviembre de 2025.
  •  
❌