Normal view

Il senatore Silvestro (FI) indagato per violenza sessuale, La Russa: “Ai questori gli accertamenti su telecamere e orari di ingresso e uscita”

9 June 2026 at 17:55

“Non vogliamo sottovalutare questa vicenda. L’auspicio è che non infici il buon nome e l’immagine di un’istituzione”, il Senato, “che tendiamo tutti a considerare al di sopra dei singoli interessi di ognuno di noi”. Sono le parole del presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, al termine dell’incontro coi senatori questori sul caso che ha coinvolto il parlamentare di Forza Italia, Francesco Silvestro, indagato con l’ipotesi di violenza sessuale all’interno del suo studio nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.

La Russa ha affidato l’istruttoria ai tre senatori questori, vale a dire Gaetano Nastri (FdI), Antonio De Poli (Udc) e Marco Meloni (Pd), a cui si sono aggiunti per assistere alla riunione anche Gian Marco Centinaio (Lega), Mariolina Castellone (M5S), Licia Ronzulli (FI) e Anna Rossomando (Pd).

Sull’ipotesi di poter ascoltare il senatore Silvestro, La Russa ha precisato: “Non credo che nei compiti dei questori vi sia quello di ascoltare minimamente l’interessato, né tanto meno l’interessata la cui identità, peraltro, è protetta dalla legge nella maniera più tassativa, né noi abbiamo motivo o interesse a fare diversamente”. E ancora: “Certamente non possiamo interrogare la persona offesa, certamente non abbiamo l’accesso neanche al testo della denuncia, certamente non sarebbe corretto sentire noi di nostra iniziativa il parlamentare prima che decida di sentirlo la magistratura. Quindi in questa condizione escludo che noi si possa assumere decisioni prima, se non della decisione definitiva, quantomeno della piena conoscenza degli atti”.

Il punto importante è che il presidente del Senato “convocherà in settimana” un ufficio di presidenza per proporre “che sia data la delega ai questori, a compiere tutti gli accertamenti irripetibili“, con riferimento a “telecamere, stato dei luoghi, orario di ingresso, orario di uscita, cose che magari fra sei mesi o fra un anno sarebbe difficile fare”.

L'articolo Il senatore Silvestro (FI) indagato per violenza sessuale, La Russa: “Ai questori gli accertamenti su telecamere e orari di ingresso e uscita” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Legge elettorale, vertice di maggioranza: blitz in aula della destra per evitare l’ostruzionismo. Ancora scontro sulle preferenze

9 June 2026 at 17:50

Niente emendamenti e tagliola sui tempi per andare in aula se l’opposizione farà ostruzionismo. La legge elettorale Stabilicum deve proseguire il suo percorso senza modifiche e tensioni interne alla maggioranza. I temi si affronteranno in aula, anche quello delle preferenze. È questa la linea emersa da una riunione di maggioranza a via della Scrofa con i delegati di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega sul tema della legge elettorale.

Giovedì dunque, quando scadranno i termini per presentare gli emendamenti, la maggioranza valuterà il da farsi in base all’atteggiamento delle opposizioni: se il centrosinistra presenterà migliaia di proposte di modifica, la destra ha trovato l’accordo per non presentarne. A quel punto si inizierà a discutere e poi il presidente della commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano prenderà atto che non ci sono le condizioni per arrivare in aula entro fine giugno:si voterà il testo base della legge senza dare il mandato al relatore tagliando i tempi della discussione e senza votare gli emendamenti.

Diverso è il caso in cui l’opposizione dovesse essere dialogante e a quel punto le modifiche alla legge si potrebbero fare anche in commissione. La maggioranza, d’altronde, ha già pronte due correzioni: l’introduzione del Trentino Alto Adige all’interno del premio di maggioranza e la denominazione del “premio di governabilità” a cui sarà cambiato il nome in premio di circoscrizione. Due piccoli aggiustamenti obbligati che, a seconda dell’atteggiamento delle opposizioni, saranno presentati in commissione Affari Costituzionali alla Camera o direttamente in aula.

Sicuramente in aula arriverà invece la questione delle preferenze che oggi non sono previste nel testo della legge elettorale e su cui la maggioranza sta litigando. Giorgia Meloni spinge per reintrodurle e Fratelli d’Italia con Giovanni Donzelli sta studiando un modello simile a quello toscano: un sistema con i capilista bloccati e gli altri candidati scelti con le crocette. Ma Lega e Forza Italia continuano a opporsi. Il rischio resta quello che la maggioranza si spacchi a voto segreto. Di questo, comunque, si parlerà a luglio quando il testo arriverà in aula.

L'articolo Legge elettorale, vertice di maggioranza: blitz in aula della destra per evitare l’ostruzionismo. Ancora scontro sulle preferenze proviene da Il Fatto Quotidiano.

Alma rafforza la presenza internazionale: entra nel FinTech Lawyers Network come rappresentante dell’Italia

9 June 2026 at 17:24

Alma Società tra Avvocati, studio legale di riferimento in Italia nei settori FinTech & Payments Regulation, entra in FinTech Lawyers Network (FLN), prestigiosa rete internazionale che riunisce studi legali specializzati nei comparti FinTech, Digital Payments, Digital Assets e Financial Services.

Alma, con gli avvocati Marco Zechini (Equity Partner) e Sergio Visalli (Of Counsel), entra nel Network in rappresentanza dell’Italia.

L’ingresso nel FinTech Lawyers Network consolida ulteriormente il posizionamento internazionale di Alma Società tra Avvocati, favorendo lo sviluppo di nuove sinergie e collaborazioni in un comparto in costante evoluzione, caratterizzato da una crescente integrazione tra innovazione tecnologica e servizi finanziari.

L'articolo Alma rafforza la presenza internazionale: entra nel FinTech Lawyers Network come rappresentante dell’Italia proviene da Affaritaliani.it.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani

9 June 2026 at 11:44

L’Italia non giocherà il terzo Mondiale consecutivo, ma la Coppa del mondo resta un appuntamento seguito. Secondo SWG, il 71% proverà nostalgia per l’assenza degli azzurri. Il 59% guarderà comunque le partite.

Brasile, Spagna e Argentina le “squadre rifugio” per chi seguirà la Coppa del mondo

Il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia arriva con un sentimento doppio: dispiacere per l’assenza degli azzurri, ma anche voglia di non perdere del tutto il rito della Coppa del mondo. Per molti italiani il torneo resta legato a ricordi, serate condivise, partite viste con amici e familiari, più ancora che al calcio in senso stretto. L’interesse c’è, ma è più freddo rispetto a due mesi fa: chi seguirà il Mondiale cercherà una Nazionale per cui simpatizzare, mentre il nuovo format a 48 squadre divide tra curiosità e timore di una competizione troppo lunga.

Leggi anche: Mondiali 2026, la Fifa apre i rubinetti e fa contenti i club: ecco la nuova distribuzione dei fondi per le squadre

Secondo il nuovo Radar SWG, il 71% degli italiani dice che all’inizio del torneo proverà nostalgia e un po’ di tristezza per l’assenza degli azzurri. Tra i giovani della Gen Z la quota sale al 77%.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

L’esclusione pesa, ma non cancella la forza popolare della Coppa del mondo. Il 72% degli intervistati dice che i Mondiali rievocano ricordi, emozioni e momenti unici della propria vita. Il 70% li considera ancora magici, capaci di unire e coinvolgere anche chi non segue abitualmente il calcio.

Leggi anche: Mondiali 2026, non c’è solo l’oro della coppa: il business da 80 miliardi di euro tra diritti tv, sponsor e fondi

La memoria del Mondiale non passa solo dal risultato. Alla domanda su cosa renda davvero memorabile una Coppa del mondo, il 39% indica le partite viste insieme ad amici o familiari. Le grandi sfide tra nazionali storiche arrivano al 32%, il tifo, i colori e le immagini dagli stadi al 27%. La leggerezza delle prime serate estive vale il 22%, le sorprese delle squadre meno favorite il 21%.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

Il dato più concreto riguarda l’interesse per il torneo. Nonostante l’Italia fuori, il 59% degli italiani seguirà comunque i Mondiali. Il 14% li considera un evento imperdibile, mentre il 45% guarderà solo le partite più importanti, senza un reale coinvolgimento. Il 41% non li seguirà. Il 19% dice che li avrebbe guardati solo per tifare gli azzurri, il 22% non era interessato in ogni caso.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

Rispetto a inizio aprile, il clima si è raffreddato. La quota di chi seguirà il torneo cala di 7 punti, mentre quella di chi non lo seguirà cresce di 6 punti. Tra gli uomini l’interesse resta più alto, al 72%. Tra i Millennials si ferma al 49%.

Chi guarderà le partite cerca comunque una squadra per cui simpatizzare. Il 65% di chi seguirà il torneo farà il tifo o avrà una nazionale preferita. Il Brasile è primo con il 17%, seguito dalla Spagna al 16% e dall’Argentina al 10%. Più indietro Francia e Inghilterra, entrambe al 5%. Il 35% non sceglierà nessuna squadra.

Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani
Grafico Radar Swg

Il primo Mondiale a 48 squadre divide il pubblico. Il 17% pensa che il torneo sarà più bello perché darà spazio a più Paesi e più storie. Il 18% lo vede più interessante per l’aumento di sorprese e partite inedite. Il 19% non prevede grandi differenze, perché conteranno comunque le nazionali più forti.

La parte critica resta ampia. Il 13% teme un abbassamento del livello medio, il 21% considera il format troppo lungo e dispersivo, difficile da seguire. Il 12% non sa esprimersi. Senza l’Italia, il Mondiale resta un rito nazionale vissuto da spettatori esterni: meno caldo, ma ancora capace di riempire serate, ricordi e conversazioni.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Mondiali 2026 senza gli Azzurri, nostalgia per 7 su 10. Ma il 59% li seguirà lo stesso: ecco cosa ne pensano gli italiani proviene da Affaritaliani.it.

Antigo general italiano reúne as tropas — e ameaça ultrapassar Meloni pela direita

9 June 2026 at 09:45
O novo partido de extrema-direita de Roberto Vannacci ameaça dividir o eleitorado conservador italiano e empurrar a coligação de Giorgia Meloni para posições mais radicais, numa altura em que a primeira-ministra tenta consolidar a sua imagem moderada antes das próximas eleições. Ex-páraquedista condecorado reconvertido em político combativo, Roberto Vannacci, de 57 anos, prepara-se para lançar oficialmente o seu novo movimento de extrema-direita, Futuro Nazionale, e os primeiros números estão a fazer soar alarmes em Roma. Apenas quatro meses depois de ter rompido com a Liga, o parceiro de coligação liderado pelo vice-primeiro-ministro Matteo Salvini, Vannacci afirma ter angariado quase 100

Foggia, coltellata per 200 euro nella villa comunale di Torremaggiore: arrestato un 24enne

9 June 2026 at 07:35

Foggia, coltellata per 200 euro nella villa comunale di Torremaggiore

Un uomo di 24 anni, residente a Torremaggiore (Foggia), è stato arrestato dai carabinieri di San Severo al termine delle indagini su una rapina avvenuta la sera del 27 maggio nella villa comunale del paese. Nei suoi confronti era già scattato un fermo di indiziato di delitto, con il supporto della Polizia Municipale di Torremaggiore.

L’inchiesta era partita da una chiamata al 112 che segnalava, al pronto soccorso locale, un uomo con una profonda ferita al volto. Ai militari intervenuti la vittima ha raccontato di essere stata aggredita pochi minuti prima all’interno del parco: un uomo l’avrebbe avvicinata, si sarebbe fatto consegnare 200 euro e l’avrebbe poi colpita al viso con un coltello.

LEGGI ANCHE: Milano, studentessa Erasmus denuncia una violenza sessuale di gruppo dopo una serata in discoteca

Le prime informazioni hanno permesso di identificare il presunto autore e di rintracciarlo poco dopo in città. Alla vista dei carabinieri, secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe tentato di colpirli con una bottiglia di vetro rotta prima di fuggire a piedi; è stato bloccato lungo le strade del centro.

L'articolo Foggia, coltellata per 200 euro nella villa comunale di Torremaggiore: arrestato un 24enne proviene da Affaritaliani.it.

La storia di Fiorina dimostra che le “donne Stem” esistono da oltre un secolo

9 June 2026 at 03:45

Questa è un’intervista impossibile. Eppure è, forse più di qualsiasi altra, un’intervista potente. Lo è perché la protagonista è una donna che ha dimostrato una forza e un intuito non comuni. Lo è perché i suoi insegnamenti sono riusciti a superare ogni barriera, anche quella del tempo. È una storia che pur abbracciando due secoli diversi, riesce a rimanere sempre giovane. […]

Per Fiorina quella dell’ostetricia non era solo una professione medica, era una missione, una vocazione, un modo per mettere in pratica la virtù cristiana della “carità”. Si racconta che nei giorni del battesimo dei bambini che aiutava a nascere, Fiorina prestasse ai giovani papà, spesso umili lavoratori della terra nelle cascine, la giacca e il cappello che lei rubava a suo marito: era importante che i papà fossero in ordine! 

E così, quando entrava nelle case, tra doglie e contrazioni, non arrivava mai a mani vuote, ma con teli e lenzuola pulite, con carne e verdure lesse. Anche questo era un modo, per lei, per esercitare l’arte della cura. Dal 1910 diventò per tutti la “siùra” Fiorina: per le mamme che si affidavano a lei e per i bambini che esclamavano, a distanza di anni e con vivo affetto, «Mi ha fatto nascere lei!».

Al lavoro sanitario, inoltre, aggiungeva quello per la famiglia e per le attività commerciali, come l’aiuto nella trattoria del marito Giuseppe Barbaglio a Onzato. Era una donna forte, rispettosa, capace di ascolto: una dote anche allora rara. Fiorina non ha mai smesso, anche “da grande”, di rappresentare per il paese e per la sua famiglia un punto di riferimento sicuro. Anche mio padre guardava a lei come a un faro: amava sedersi accanto a lei in poltrona e aprirsi ai suoi racconti. Fiorina, divenuta cieca con l’età, accoglieva e ascoltava, con dolcezza e intelligenza, quel nipote dalle fossette sorridenti.

Ho sempre pensato che fosse lei il mio modello di riferimento. Il mio esempio di donna potente che guida con umiltà. Una donna pronta a esplorare, ad andare controcorrente. Un modello di “donna STEM”, in un’epoca in cui essere donna ed essere al contempo una professionista in una disciplina medico-sanitaria, non era così banale. 

Non solo: a quei tempi, il mestiere dell’ostetrica era esposto a continui rischi e a numerose difficoltà. La sopravvivenza al parto delle mamme e dei piccoli era tutt’altro che scontata. Ciò significava essere pronte ad avere fiducia nel futuro, ogni giorno. Forse, è proprio a questi modelli che dovremmo ritornare. Soprattutto oggi, consapevoli come siamo dell’urgenza di avvicinare molte più giovani donne alle scienze e alle tecnologie. E farlo unendo competenza e umiltà, grazia e intelligenza, umanità e tenacia. Ingredienti indispensabili per poter esercitare professioni tanto importanti.

Rileggendo le interviste alle donne di questo libro, è facile accorgersi di come i valori che incarnava la mia bisnonna non siano poi tanto diversi da quelli citati dalle intervistate: generosità, energia, resilienza, ambizione, tenacia, apertura al cambiamento, fiducia, ricerca di senso. Sono i valori che hanno sempre guidato le donne nell’esercitare le loro leadership. Sono le doti che ogni donna ha coltivato per raggiungere, in modo nuovo, quel soffitto di cristallo e romperlo, con la forza dell’acciaio, con la bellezza dell’essere donna. 

Così, non potevo non dedicare quest’ultimo capitolo a Fiorina, la mia bisnonna. Con l’intento di affidare a lei il vento della storia, dello scorrere del tempo e di quelle misteriose radici chiamate vita. Con il desiderio che la sua testimonianza, insieme alle voci femminili proposte, arrivi ai miei figli, alle mie nipoti, e a tutte quelle ragazze che stanno studiando per diventare scienziate, politiche, imprenditrici. Affinché possano realizzare la versione inedita e migliore di loro stesse. Perché il mondo ha bisogno di ognuna di loro, oggi più che mai.

Tratto da “Soffitti di cristallo, radici d’acciaio. Nove storie sulla forza e il coraggio delle donne nell’impresa e nella società”, di Francesca Morandi con Silvia Pagliuca, Gruppo Sole24Ore, pp.127-131, 16,90

L'articolo La storia di Fiorina dimostra che le “donne Stem” esistono da oltre un secolo proviene da Linkiesta.it.

“Il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro indagato con l’ipotesi di violenza sessuale”

8 June 2026 at 13:30

La Procura di Roma, secondo quanto riporta La Repubblica, ha aperto un fascicolo che vede indagato il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro con l’ipotesi di violenza sessuale. Nel procedimento risulterebbe iscritto nel registro degli indagati anche un carabiniere, indicato come Antonio P., per tentata violenza privata. Il caso nasce dalla denuncia presentata da una donna di 52 anni, agente di commercio nel settore vinicolo, che ha riferito agli inquirenti un episodio avvenuto all’interno dello studio del parlamentare, nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.

La denuncia

Secondo la ricostruzione della presunta vittima, al centro dell’indagine, l’incontro sarebbe avvenuto nel febbraio 2025, quando la donna si era recata nell’ufficio del senatore per discutere di una possibile fornitura di vini. In quel contesto, Silvestro avrebbe pronunciato frasi a contenuto allusivo, tra cui “Il vino mi eccita, perdo i freni”, per poi, sempre secondo la denuncia, costringere la donna a subire un atto sessuale senza consenso. La notizia, anticipata ieri da Repubblica, avrebbe portato nelle scorse ore all’iscrizione nel registro degli indagati sia del senatore sia del carabiniere coinvolto nella vicenda. Un atto, secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, disposto anche a tutela degli stessi indagati, per garantire la piena partecipazione alle indagini e l’esercizio dei diritti difensivi fin dalle prime fasi del procedimento.

Le “scuse”

Silvestro, che oltre all’incarico parlamentare ricopre anche la presidenza della Commissione bicamerale per le questioni regionali, non è stato ancora ascoltato dai magistrati. Interpellato aveva respinto le accuse definendole “assurde”, confermando l’incontro ma negando qualsiasi violenza e ipotizzando invece una possibile strumentalizzazione della vicenda. “Magari mi vuole estorcere qualcosa”, aveva dichiarato il senatore, aggiungendo: “Denunciasse, poi ci divertiamo”. “Io sono un bel ragazzo, lei è normale” una delle frasi del parlamentare.

Proprio su queste affermazioni è intervenuto lo stesso Silvestro con una successiva nota di chiarimento. “Chiedo scusa per le parole che ho pronunciato nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista – ha spiegato il senatore – Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità”. Il parlamentare ha poi aggiunto: “Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso per espressioni che credevo colloquiali, ma che considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”.

Il racconto della donna

“E questa storia mi fa solo stare male. Ma quello che è uscito è la pura verità” ha dichiarato la 52enne in una intervista al quotidiano La Repubblica. Il punto di partenza del racconto della donna, agente di commercio nel settore del vino, che ha deciso di parlare della vicenda dopo aver ottenuto garanzie sull’anonimato. La signora ricostruisce un incontro avvenuto a Roma con il senatore Silvestro, dichiarando di non averlo mai conosciuto prima e di essere stata convocata per motivi professionali legati a possibili forniture: “Mai”. L’incontro, inizialmente formale, sarebbe poi degenerato in un episodio da lei descritto come non consensuale: “Assolutamente no”.

Racconta di essersi sentita bloccata durante i fatti: “Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio”, e di essere poi uscita “sconvolta” dall’edificio. In seguito afferma di aver ricevuto dal senatore un messaggio con un link a un hotel, senza mai rispondere. Spiega il ritardo nella denuncia con il trauma subito e il percorso psicologico intrapreso: “Non dormo più bene, non sono rilassata. Ma sono serena”. Aggiunge di aver cercato supporto legale pochi mesi dopo i fatti, contattando lo studio dell’avvocata Giulia Bongiorno, senza però proseguire con quell’interlocuzione. Riferisce anche di pressioni e intimidazioni successive attribuite a un intermediario, il carabiniere che sarebbe indagato: “Che mi sarei rovinata la vita, non avrei più lavorato”. Infine, commenta con durezza le frasi attribuite al senatore sul suo aspetto fisico: “Che squallore. […] Che non sono Miss Universo”, ribadendo la decisione di denunciare e la fiducia nella giustizia: “Io ci credo, nelle istituzioni”.

L'articolo “Il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro indagato con l’ipotesi di violenza sessuale” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Tutti gli incroci (geopolitici e commerciali) tra Italia e Usa

8 June 2026 at 11:03

Dal 15 al 17 giugno 2026, Giorgia Meloni sarà al G7 che si svolgerà a Évian-les-Bains, in Francia alla presenza dei capi di Stato e di governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. La Francia detiene la presidenza del gruppo fino al 2026. Donald Trump ha dichiarato che parteciperà al vertice, per questa ragione Emmanuel Macron potrebbe far precedere il G7 da un bilaterale con il presidente americano, si parla o di una cena a Versailles o di una partita a golf. Sul tavolo ci saranno vari dossier, tutti complicati e per certi versi interconnessi: lo stallo nella guerra in Iran, l’accusa americana agli alleati della Nato di averlo deluso in Medio Oriente, le relazioni con Canada e Giappone da calibrare, il caso Ucraina.

Verso il G7: i temi in agenda

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato invitato dalla Francia al vertice del G7, ma non si sa se sarà presente e soprattutto non si sa come potrà reagire Trump. Un altro fronte delicato è quello relativo ai dazi che si mescolerà verosimilmente con l’intelligenza artificiale e con le catene di approvvigionamento di minerali critici. Sul primo punto il presidente ha detto agli amministratori delegati delle aziende tecnologiche che gli Stati Uniti potrebbero acquisire una piccola quota di proprietà nei giganti dell’intelligenza artificiale, “in modo che il popolo americano possa beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita di quelle che diventeranno aziende da mille miliardi di dollari”. Sul secondo, è ormai chiaro che Ue e Stati Uniti dipendono quasi interamente dalla Cina per l’approvvigionamento della maggior parte dei minerali utilizzati nelle loro catene di produzione per la difesa: una criticità su cui il G7 dovrà dare risposte. Sul punto si segnala l’iniziativa di India e Regno Unito che hanno lanciato l’Osservatorio globale sulla catena di approvvigionamento dei minerali critici per migliorare la cooperazione e la condivisione tecnologica.

Crosetto a Washington

Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrà un vertice bilaterale con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, il 15 giugno. Un’occasione per ragionare sulla gestione delle spese per gli armamenti, sulla crisi in Ucraina e sull’utilizzo delle basi americane in Italia. Intervistato pochi giorni fa dal New York Times, ha fornito un’anticipazione delle questioni più importanti, con in cima l’idea di un patto, accanto alla Nato, a guida europea, senza gli Usa. Si rende necessario “costruire un’Europa continentale della difesa”, ha detto. Per cui il suo viaggio negli Stati Uniti abbraccia il rilancio della proposta italiana per il nuovo disegno della difesa europea, nel solco della convinzione che è alla base delle policies di Palazzo Chigi, ovvero implementare il pilastro europeo dell’alleanza senza far regredire di un millimetro il legame transatlantico. Tutti temi che, di fatto, anticipano il Nato Summit in programma nel luglio prossimo ad Ankara.

Di nuovo Tajani-Rubio

La missione di Crosetto a Washington precederà di pochi giorni l’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma a Miami il 22 giugno a cui parteciperà il ministro degli esteri Tajani. In Florida ci sarà anche intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che celebrerà la robustezza commerciale dei rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti. Ad aprile 2026 l’export italiano extra Ue ha fatto registrare un corposo balzo in avanti, verso paesi come Usa, Cina e Mercosur: la crescita è dell’11,3% su base annua. Le vendite verso gli Stati Uniti segnano un +12,1%. Il mercato a stelle e strisce rimane il primo saldo commerciale positivo per l’Italia grazie ad un avanzo di 2,832 miliardi di euro ad aprile.

Quattro le aree tematiche del meeting di Miami: tecnologie di frontiera per il futuro come IA, quantistica, cybersecurity, energia e spazio; industria avanzata, ovvero automazione, robotica industriale, agritech, medicale e biotecnologie; mobilità e infrastrutture resilienti come energia; trasporto aereo, marittimo e terrestre; creatività e lifestyle, ovvero agroalimentare, design&arredo, moda, cultura e sport. Tra l’altro il mercato statunitense è parte integrante del Piano d’Azione per l’Export varato dalla Farnesina tra i mercati maturi ad alto potenziale, nella consapevolezza che i rapporti economici con gli Stati Uniti sono improntati ad una forte integrazione commerciale, industriale e tecnologica.

Intese preliminari sull’autonomia differenziata: il conto alle quattro regioni

8 June 2026 at 09:58

Le intese preliminari tra governo e Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sull’autonomia differenziata sono all’esame del Parlamento. Sollevano importanti questioni generali. Sotto i profili di finanza pubblica sembrano destinate a generare nuove spese.

L'articolo Intese preliminari sull’autonomia differenziata: il conto alle quattro regioni proviene da Lavoce.info.

Epidemia de crime violento de adolescentes. Países europeus estudam prisão a partir dos 13 anos

By: ZAP
7 June 2026 at 18:30
Na luta contra o aumento da criminalidade dos gangues, o parlamento sueco votará planos para responsabilizar criminalmente os jovens de 13 anos e, em casos graves, prendê-los. Outras nações europeias também estão a reduzir os limites de idade. As crianças de 13 e 14 anos ainda deveriam estar na escola. Mas, na Suécia, os adolescentes estão a ser recrutados por redes criminosas para realizar ataques e assassinatos por encomenda — chegando mesmo a disparar sobre pessoas em plena luz do dia. De acordo com a lei sueca, os menores de 15 anos não são criminalmente responsáveis, facto que está a

Denunciato il senatore di Fi Silvestro: “Violenza sessuale nel suo ufficio”. Lui: “Assurdo”. La Russa chiede accertamenti

7 June 2026 at 10:54

Una donna di 52 anni, agente di commercio di vini, ha denunciato di essere stata aggredita sessualmente dal senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali. A riportare la notizia è Repubblica, dando atto della versione fornita dalla presunta vittima ai pm e alle forze dell’ordine: a febbraio del 2025, durante un incontro nell’ufficio di Silvestro per discutere di una fornitura di bottiglie, il senatore avrebbe iniziato a rivolgere alla donna frasi allusive (“Il vino mi eccita, perdo i freni”) per poi costringerla a subire un atto sessuale “senza alcun consenso né espresso né implicito”. Interpellato dal quotidiano, il parlamentare – ancora non ascoltato dagli inquirenti – ha confermato l’incontro negando però la presunta violenza, definita “assurda”, e accusando implicitamente la denunciante di mentire per ricattarlo: “Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… uno può dire quello che vuole, poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa“, ha detto Silvestro. Che aggiunge spavaldo: “Denunciasse, poi ci divertiamo“.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, Silvestro è tornato a negare i fatti oggetto della denuncia tramite il suo legale: “In riferimento all’articolo uscito oggi su Repubblica, il senatore Francesco Silvestro rappresenta il proprio stupore e dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine”, comunica il legale. Il caso, però, ha spinto il presidente del Senato Ignazio La Russa ad assumere un’iniziativa formale: “Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 67 del regolamento e degli articoli 2 e 8 del Codice di condotta”, La Russa “ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza”, comunica una nota di palazzo Madama. “A tal fine”, viene aggiunto, “il presidente e i questori si incontreranno martedì prossimo”.

Dall’opposizione intante piovono condanne e richieste di chiarimenti. Le prime a intervenire sulla vicenda sono le senatrici del Pd: “Le rivelazioni pubblicate da Repubblica, se confermate, sarebbero di una gravità inaudita: un senatore della Repubblica accusato di violenza sessuale ai danni di una donna, sua ospite, dentro gli uffici del Senato. Vale per tutti la presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti, anche perché la donna ha già sporto querela. Ma se quel racconto trovasse riscontro, ci troveremmo di fronte a un fatto inaccettabile, davanti al quale il Senato come istituzione non può rimanere silente”, scrivono le parlamentari in una nota. La vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando, si sofferma in particolare sulle parole di Silvestro, che definisce “inascoltabili“: “Nel 2026, “Io un bel ragazzo, lei signora normale”, rappresenta la peggiore e deteriore cultura sui rapporti uomo-donna”, accusa. Sulla stessa linea la senatrice Cecilia D’Elia, vicepresidente della Commissione bicamerale sul femminicidio: le frasi di Silvestro “dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, la necessità – anche per gli adulti, ed evidentemente anche per i senatori – dell’educazione sessuo-affettiva e al rispetto dell’altro”, dichiara.

“Se le accuse nei confronti del senatore Francesco Silvestro dovessero trovare conferma, saremmo di fronte non soltanto a una gravissima violenza ai danni di una donna, ma anche a un intollerabile abuso del ruolo e dei luoghi delle istituzioni, che non possono mai diventare spazi sottratti a trasparenza, rispetto e sicurezza”, afferma invece il gruppo del M5s al Senato. “Lungi dall’esprimere giudizi che spettano solo alla magistratura, non si può non restare sconcertati rispetto al modo in cui Silvestro liquida la vicenda: lui un bel ragazzo, lei una normale. Al di là dell’accertamento delle responsabilità individuali, colpisce il contesto culturale che continua a emergere da settori della maggioranza. Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal senatore Menia nella sua intemerata omofoba e le notizie di oggi restituiscono l’immagine di una destra che troppo spesso considera i diritti, il rispetto delle differenze e l’autodeterminazione delle donne come temi secondari o addirittura divisivi. Tra uscite omofobe, stereotipi di genere e una visione della donna troppo spesso ridotta a oggetto, è evidente quanto il problema culturale all’interno della maggioranza sia ancora profondo”.

L'articolo Denunciato il senatore di Fi Silvestro: “Violenza sessuale nel suo ufficio”. Lui: “Assurdo”. La Russa chiede accertamenti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Responsabilità dei magistrati, Fi insiste per una legge: “Per noi è irrinunciabile”. Ma Nordio fa muro: “Inutile e insensata”

6 June 2026 at 14:24

“Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito”. Dopo lo scontro con Fratelli d’Italia al vertice di maggioranza di mercoledì, Forza Italia torna a sfidare gli alleati sul tema della responsabilità civile dei magistrati, la bandiera scelta dagli azzurri in tema giustizia per l’ultima parte di legislatura. Nelle scorse settimane, nell’ambito del nuovo corso chiesto da Marina Berlusconi, il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha chiesto un provvedimento per ampliare i casi in cui giudici e pm possono essere chiamati a risarcire i danni causati dalle loro decisioni: l’idea è di intervenire sulla norma per cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove“, nonché sulla definizione di “colpa grave” che fonda la responsabilità. Il ministro Carlo Nordio – ispirato da FdI – aveva alzato un muro da subito: “Non è nel programma, né all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà”, ha tagliato corto. Costa, però, non si arrende e rilancia con una nota congiunta firmata insieme all’omologa al Senato, Stefania Craxi: “Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, si legge. “La centralità della persona è un principio che appartiene al dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema”.

“A scanso di equivoci”, sottolineano i due capigruppo, “non parliamo di censure alla discrezionalità di giudizio delle toghe, ma di errori gravi per i quali le persone hanno perso libertà, lavoro, risparmi e occasioni professionali e imprenditoriali, hanno avuto la reputazione infangata e subìto il tracollo della propria attività e la disgregazione della famiglia. In 15 anni, soltanto 15 vittime di malagiustizia hanno ottenuto il risarcimento del danno: una all’anno, per colpa di una legge inadeguata. È mai possibile? Nell’identità liberale che ci anima, la priorità è la tutela del cittadino e dei suoi diritti, specialmente se a violarli è lo Stato”, incalzano. I berlusconiani replicano anche al mantra di Nordio – ripetuto ancora sabato in un’intervista a Repubblica – secondo cui i magistrati inadeguati “non vanno colpiti nel portafoglio ma nella carriera“, cioè sul piano disciplinare: “La responsabilità civile non è uno strumento per “colpire” nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie. Ecco perché il ballottaggio tra responsabilità civile e responsabilità disciplinare a nostro parere non è appropriato: si tratta di istituti giuridici con natura e finalità diverse. E dev’essere chiaro che per Forza Italia la tutela dei diritti del cittadino è una missione irrinunciabile”.

Non passa nemmeno mezza giornata, però, che il Guardasigilli torna a respingere gli alleati usando la stessa argomentazione: “La responsabilità civile dei magistrati secondo me è un provvedimento inutile, perché colpire il magistrato inetto, inadeguato, indegno, impreparato sul portafoglio non ha nessuna deterrenza e non ha neanche nessuna efficacia sanzionatoria, perché sono e siamo tutti ultra-assicurati”, dice alla festa del Foglio a Venezia. “Io capisco il principio “chi sbaglia paga”, e il nostro referendum era fondato su quello, perché avevamo previsto il sorteggio nella sezione disciplinare (del Csm, ndr) proprio per evitare la giustizia domestica. Bocciato questo, l’idea anche di costituire un tavolo tecnico per discutere la responsabilità civile dei magistrati, a parte che in questa legislatura non avremmo il tempo di portarlo in Parlamento, rischia di essere una specie di surrogato – su cui discuteremo – ma che vedo inutile”, ripete. “Non c’è nessun senso nel sanzionare pecuniariamente un magistrato inadeguato. Va invece sanzionato nella carriera, nella promozione o addirittura nel caso di inadeguatezza assoluta con la rimozione. Cioè, o deve cambiare mestiere o magari deve cambiare ufficio”. Nordio frena anche sulle altre riforme spinte da Forza Italia, quelle della prescrizione e del sequestro degli smartphone, già approvate in un ramo del Parlamento ma ferme rispettivamente al Senato e alla Camera: “Il Parlamento è sovrano e deciderà”, si limita a dire. Ma allo stesso tempo pronuncia parole simili a una resa dopo la sconfitta al referendum costituzionale: “È chiaro che di fronte a una manifestazione di volontà popolare, che può essere interpretata in mille modi – politico, emotivo o altro – però è stata manifestata e va rispettata, il cammino delle riforme è molto più difficile“, ammette.

Forza Italia però non ha intenzione di abbandonare la sua crociata. Sull’ampliamento della responsabilità civile Costa ha battuto sabato anche in un’intervista al Corriere: “È falso che metta a rischio l’indipendenza della magistratura. Autonomia non significa immunità. Anche di fronte a macroscopici errori, il magistrato non è mai chiamato a rispondere”. La legge attuale, sostiene il deputato, “prevede limitazioni che non fanno scattare la responsabilità del magistrato neppure di fronte a enormi ingiustizie. Addirittura, gli errori sulla valutazione del fatto e della prova non sono sindacabili. Questo impedisce al cittadino di far valere il proprio diritto al risarcimento del danno”. Sulla stessa linea il viceministro azzurro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto: “Nella riunione di maggioranza abbiamo chiesto un tavolo per discutere della responsabilità civile dei magistrati. È chiaro che non esiste una responsabilità senza sanzioni: un intervento è necessario. Non c’è nessun revanchismo, non c’è voglia di punire nessuno, ma di responsabilizzare tutti. È necessario stabilire delle regole per cui, come per tutti gli altri, i magistrati siano effettivamente chiamati a dare conto degli errori gravi”, ha detto al Quotidiano nazionale.

L'articolo Responsabilità dei magistrati, Fi insiste per una legge: “Per noi è irrinunciabile”. Ma Nordio fa muro: “Inutile e insensata” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Nonno scopre un biglietto vincente della Lotteria del valore di 50mila dollari nel suo camion, mesi dopo l’estrazione

5 June 2026 at 13:51

Un anziano residente di West Plains, nel Missouri in America, si è sorpreso quando ha scoperto che, nel vano portaoggetti del suo pick-up, c’era un biglietto della Lotteria Powerball del valore di 50mila dollari. Il vincitore ha dichiarato di voler condividere parte della sua fortuna con la famiglia, compresi i nipoti.

Il tagliando vincente giaceva lì da mesi, dimenticato dopo l’estrazione di febbraio, senza che il fortunato proprietario ne fosse a conoscenza. La scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale: l’uomo si trovava nello stesso punto vendita in cui aveva acquistato i biglietti quando ha deciso, finalmente, di verificarne i numeri. Solo in quel momento ha realizzato di aver guidato per mesi con una piccola fortuna custodita a bordo del suo veicolo.

“È stato uno di quei momenti in cui ho pensato: ‘Beh, probabilmente devo tirarli fuori dal vano portaoggetti del mio pick-up’ – ha dichiarato il giocatore, rimasto anonimo. Secondo un comunicato stampa del 26 maggio della Lotteria del Missouri, l’uomo mentre si è fermato a fare benzina, “ha deciso di scansionare uno dei biglietti nello stesso negozio dove lo aveva acquistato”, hanno riferito i funzionari della lotteria.

L’uomo ha detto di essere rimasto senza parole quando l’impiegato gli ha rivelato l’importo del premio a cinque cifre. “Non sapevo davvero cosa dire. Gioco da anni e questa è la vincita più grande che abbia mai avuto!“, ha affermato.

Poi un aneddoto divertente. Lo shock per l’inaspettata vincita è stata tale da distrarlo dal motivo per cui si era fermato: “Avevo già pagato la benzina e mi ero persino allontanato, dimenticandomi di fare rifornimento!”

L'articolo Nonno scopre un biglietto vincente della Lotteria del valore di 50mila dollari nel suo camion, mesi dopo l’estrazione proviene da Il Fatto Quotidiano.

L’Antimafia Associata è stata sconfitta, ma le sue scorie hanno avvelenato la politica

5 June 2026 at 03:45

È finito anche il secondo colpo di Stato a rilascio prolungato effettuato dal complesso mediatico-giudiziario ai danni del sistema politico italiano e della volontà maggioritaria degli elettori.

Il successo delle manovre giudiziarie fu completo nel caso di Mani Pulite, le cui inchieste a 360 gradi – con o senza notizia di reato – e gli arresti a strascico, spesso con finalità delatorie, portarono alla distruzione totale dei partiti di governo della Prima Repubblica. Oggetto dell’inchiesta fu l’ampia corruzione a scopo di finanziamento occulto eretta a sistema dai principali partiti italiani, Dc e Pci, poi dilagata nella maggior parte dei partiti minori, con particolare radicamento nel Psi. Ma i magistrati del pool di Milano non si accontentarono di fare il loro mestiere. L’inchiesta divenne il pretesto per affermare la necessità di un controllo morale del sinedrio dei magistrati sulla vita politica del Paese. Strumento dovevano esserne i partiti della sinistra, guidati dagli eredi del Partito Comunista Italiano e dal suo ultimo segretario Achille Occhetto.

Se la distruzione del sistema politico ebbe successo, le speranze del pool di poter cavalcare il futuro politico italiano furono frustrate dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e dall’imprevisto successo elettorale di Forza Italia.

Il secondo colpo di Stato si avviò quasi immediatamente. La base delle operazioni si spostò da Milano alla Sicilia, colpita negli anni precedenti da una serie tragica di delitti di mafia. All’assassinio dei due procuratori più abili, coraggiosi ed esposti, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, aveva fatto seguito la cattura dei vertici della mafia corleonese, fra cui il cosiddetto Capo dei Capi Totò Riina, arrestato dai carabinieri del Ros sotto il comando del colonnello Mario Mori. Cosa Nostra reagì con una serie di sanguinosi attentati a Firenze, Milano e Roma.

Su questa base di delitti mafiosi si avviò, da parte di diversi rami della magistratura riuniti in una sorta di Antimafia Associata, il tentativo di coinvolgere Berlusconi nell’attività dell’associazione criminale: prima ipotizzando un coinvolgimento di Riina e dei suoi compari nella fondazione di Forza Italia, poi accusando direttamente Berlusconi di essere il mandante politico delle stragi. Una strategia della tensione bis attuata dal fondatore della Fininvest allo scopo di – allo scopo di? Ecco, quello che è sempre restato misterioso nel labirinto di accuse di cui mai si è verificata la consistenza, è quale fosse il movente, se non la generica presunzione di volersi sostituire ai partiti soppressi da Mani Pulite nella protezione di Cosa Nostra.

L’inconsistenza degli elementi raccolti nel sottobosco dei pentiti di mafia non ha però limitato la fantasia di pattuglie di magistrati, prima in Sicilia poi, in ultimo, in Toscana. Sconfitta più volte nei tribunali, l’Antimafia Associata ha mantenuto vivo il dubbio per decenni, sostenuta e promossa da una serie di quotidiani e cronisti giudiziari – capofila il Fatto e la Repubblica – e da testate televisive, capofila La7 dell’editore del Corriere della Sera Urbano Cairo con i suoi talk show serali, arricchiti dalla presenza costante di Marco Travaglio, affiancati da Report di Sigfrido Ranucci sulla Rai, dai programmi di Massimo Giletti qua e là e da una varietà di sedicenti giornalisti d’inchiesta. Sul versante politico, una parte della sinistra – primo fra tutti il Movimento 5 Stelle – ha mantenuto accesa la polemica, dando risalto e ospitalità ai magistrati protagonisti delle inchieste non solo negli eventi pubblici ma anche in Parlamento.

Tutti costoro faranno ancora riecheggiare il loro boia chi molla, ma la partita si è conclusa.

Il secondo colpo di Stato è finito. Dopo le plurime assoluzioni di Mario Mori – coinvolto in incredibili processi dove la sua colpa sembrava quella di aver sconfitto Cosa Nostra senza l’autorizzazione dell’Antimafia Associata – la sentenza fiorentina che proscioglie Silvio Berlusconi a tre anni dalla sua morte disarma definitivamente il teorema. Forza Italia e Berlusconi sono stati indeboliti, non affondati. Ma contributo dell’Antimafia Associata all’ondata populista che ha investito le istituzioni italiane, e al generale deterioramento del sistema politico, non potrà essere ignorato.

L'articolo L’Antimafia Associata è stata sconfitta, ma le sue scorie hanno avvelenato la politica proviene da Linkiesta.it.

Fiumicino, il senatore di FdI Menia attacca una coppia gay all’aeroporto: “Basta effusioni, fatele a casa vostra”

4 June 2026 at 21:36

“Niente carezze ed effusioni in pubblico”. Sono passate da poco le 21 e alla lounge Ita dell’aeroporto di Fiumicino, in un attimo, scoppia un battibecco. Protagonista il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia che nota due ragazzi scambiarsi effusioni al tavolino accanto. Stanno facendo una videochiamata con degli amici scambiandosi qualche carezza, ma questo al senatore meloniano non va bene. Non gli va giù. Non è ammissibile, per lui. Così reagisce: “Ora basta, le effusioni fatele a casa vostra“. Una scena che non passa inosservata.

I due ragazzi protestano, non capiscono cosa hanno fatto di male se non scambiarsi qualche gesto d’amore in pubblico. Ma Menia – storico esponente di Fratelli d’Italia con una lunga militanza nel Msi e in An – non ci sta e i due giovani sono costretti a chiamare gli assistenti della lounge Ita di Fiumicino che però non allontanano il senatore di Fratelli d’Italia. Così a intervenire ci pensa il capogruppo del M5s Luca Pirondini che calma Menia e gli fa capire a brutto muso che non si deve permettere: “Gli ho detto che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di ragazzi che erano seduti al tavolo e non facevano niente di male, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa”, racconta il senatore pentastellato. Alla fine i due ragazzi restano per un po’, finchè non raggiungono il gate per il loro volo, indignati.

Anche Menia conferma il racconto. Rispondendo al Fatto dall’aereo spiega: “Avevo questi due signori seduti vicino alla lounge ma a me da ragazzino hanno insegnato l’educazione”. Cosa nello specifico? “Che quando sei all’aeroporto o al bar, non ti sbaciucchi non ti tocchi. E invece loro si mostravano a tocchettarsi e a baciarsi a vicenda. Questo non va bene: vale per un uomo e una donna, un uomo e un uomo e donna con un’altra donna. Loro (gli omosessuali, ndr) non sono più uguali degli altri: in un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico“. E loro che le hanno risposto? “Mi hanno insultato: mi hanno detto ‘crepa’, ‘ti venga un tumore’ – continua Menia – ma sono abituati a fare vittime. Lei quando va con il suo ragazzo o la sua ragazza in pubblico cosa fa, si tocca? Erano tocchi continui. Hanno infastidito diversi. In molti mi hanno detto: ‘Bravo hai fatto bene'”.

L'articolo Fiumicino, il senatore di FdI Menia attacca una coppia gay all’aeroporto: “Basta effusioni, fatele a casa vostra” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Legge elettorale, approvato il testo base: tempi compressi sugli emendamenti. Le opposizioni: “Umiliante forzatura”

4 June 2026 at 17:07

La Commissione Affari costituzionali della Camera ha adottato la nuova proposta della maggioranza, il cosiddetto “Bignami bis” (dal nome del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami) come testo base per la discussione sulla legge elettorale. Rispetto alla versione licenziata nei mesi scorsi dal Consiglio dei ministri, il premio di maggioranza resta fissato in settanta seggi alla Camera e 35 al Senato, ma verrà assegnato solo se la stessa lista o coalizione arriverà prima in entrambi i rami del Parlamento e supererà la soglia del 42% (non più del 40%). Il tetto massimo dei seggi raggiungibili con il premio, poi, scende da 230 a 220 alla Camera e da 114 a 113 al Senato, così da impedire il raggiungimento del 60% che permetterebbe alla maggioranza del momento di eleggere da sola vari organi di garanzia. “Abbiamo accolto molti elementi emersi dalle audizioni. Le modifiche apportate rendono il premio ragionevole e proporzionato perché arriva al massimo al 13%. Credo e spero ci sia la disponibilità a fare proposte che possano essere accolte e magari oggetto di valutazione”, ha detto in Commissione il relatore del testo, il deputato di Fratelli d’Italia Angelo Rossi.

L’approdo in Aula del provvedimento per la discussione generale è calendarizzato al 26 giugno: dopo le proteste delle opposizioni in Ufficio di Presidenza, il termine per la presentazione di emendamenti in Commissione è stato fissato tra una settimana, giovedì 11 giugno alle 12, mentre la destra avrebbe voluto anticiparlo addirittura a lunedì 8. In base al calendario concordato, il 15 giugno la Presidenza comunicherà le inammissibilità l’esame degli emendamenti è previsto tra il 26 e il 23, mentre il 24 dovrebbe tenersi il voto sul mandato al relatore. “Le continue compressioni dei tempi da parte della maggioranza rappresentano un’umiliante forzatura su una legge elettorale che dovrebbe essere frutto di un confronto ampio tra tutte le forze politiche. Invece si procede con testi definiti fuori dal Parlamento, nei vertici di maggioranza a palazzo Chigi, e poi semplicemente portati in commissione per essere ratificati in fretta e furia“, attaccano in una nota congiunta i capigruppo di opposizione nell’organo, Simona Bonafè (Pd), Filiberto Zaratti (Avs), Alfonso Colucci (M5s), Maria Elena Boschi (Iv) Riccardo Magi (+Europa) e Matteo Richetti (Azione).

L'articolo Legge elettorale, approvato il testo base: tempi compressi sugli emendamenti. Le opposizioni: “Umiliante forzatura” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Sicilia, chiesto l’arresto per corruzione del deputato regionale Riccardo Gallo (Forza Italia): appalti e incarichi a moglie e uomini di fiducia

4 June 2026 at 12:10

Le assunzioni di mogli, figli, generi e collaboratori di politici del centrodestra nel Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario (Cefpas) sarebbero state in parte pilotate dal deputato regionale forzista Riccardo Gallo Afflitto. La Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, ha chiesto l’arresto per corruzione del politico azzurro nell’inchiesta sul Cefpas, che coinvolge altre sette persone ed è legata all’affidamento di incarichi e di appalti all’interno dell’ente regionale. Dovranno presentarsi davanti al gip di Caltanissetta per gli interrogatori preventivi anche il direttore dell’ente Roberto Sanfilippo, il dirigente generale dell’Asp di Caltanissetta, Giuseppe Capodieci, i funzionari dell’ente Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, il medico in quiescenza Salvatore Enrico Giambelluca, l’imprenditore Pietro Tritone, legale della società Sice Srl, e il funzionario regionale in quiescenza Vincenzo Raitano. Al fattoquotidiano.it risultano 8 richieste di misure cautelari e 12 indagati.

Gli incarichi alla moglie e alle persone di fiducia

Secondo l’indagine della mobile di Caltanissetta e dello Sco di Roma, il deputato forzista avrebbe favorito la nomina al Cefpas di Roberto Sanfilippo da marzo 2023, e per i successivi tre anni, e lo avrebbe mantenuto “in carica sin quando si fosse attenuto” alle sue direttive. In cambio, il manager avrebbe “asservito le funzioni e i poteri connessi al suo ruolo dirigenziale agli interessi e alle indicazioni” del deputato, assegnando “l’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Pontillo, uomo di fiducia” di Gallo, e alla moglie del deputato Simona Sinagra (per la quale non è stata chiesta nessuna misura cautelare) “quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo pieno e determinato” nell’ente. Sanfilippo, in concorso con il deputato e il dg Asp Agrigento Giuseppe Capodieci, avrebbero sottoscrizione l’accordo quadro tra Cefpas-Asp per le “procedure di distacco del personale fra i due enti”, che avrebbe consentito alla “moglie del deputato” di lavorare nella città dei Templi.

Sempre sotto le indicazioni di Gallo Afflitto, il manager Sanfilippo avrebbe affidato l’appalto “per la realizzazione di una biblioteca digitale” a Domenico Reina (per la quale non è stata chiesta nessuna misura cautelare), fratello del cardinale Baldassarre Reina. Gli investigatori ritengono che Reina sia “privo di competenza in materie”. In questa vicenda, rispondono di falso ideologico i due funzionari dell’ente Pontillo e Zoda. Sarebbe stato introdotto sempre dal deputato Gallo Afflitto anche l’imprenditore Pietro Tirone (Sice Srl), accusato di corruzione e che si è aggiudica l’appalto per “lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio Cefpas 2023-2027. In cambio, l’imprenditore si sarebbe messo a disposizione del politico. Infine Raitano risponde di atto contrario ai doveri d’ufficio perché in qualità di componente della commissione di valutazione dell’ente avrebbe favorito Pontillo, accettando “la promessa di futuri incarichi”.

Il Ras agrigentino all’ombra di Dell’Utri e Alfano (e le accuse dei pentiti archiviate)

Chi è Gallo Afflitto? Cresciuto sotto l’ala protettiva dell’ex ministro Angelino Alfano, Gallo Afflitto è ritenuto uno dei ras delle preferenze nell’agrigentino, avendo seguito le orme del co-fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, e diventando poi luogotenente del viceré azzurro Gianfranco Micciché . Nel 2008 è eletto consigliere nella provincia di Agrigento con il PdL, per poi fondare il movimento di fede forzista “Patto per il Territorio di Agrigento”, che grazie all’inciucio con il Partito Democratico, contribuisce all’elezione a sindaco della città della valle dei Templi, di Marco Zambuto, genero di Totò Cuffaro. In seguito, è eletto deputato alla Camera nel 2013, per poi ottenere lo scranno a Palazzo dei Normanni sempre con il centrodestra nel 2017, all’interno della coalizione a sostegno di Nello Musumeci, ottenendo nell’agrigentino 7341 preferenze. Quattro anni dopo, si riconferma all’assemblea regionale siciliana come primo degli eletti nelle fila degli azzurri nella lista “In Sicilia – Renato Schifani Presidente”.

Il cognome del deputato è stato in passato tirato in ballo da due collaboratori di giustizia. Prima dal pentito Daniele Sciabica, che si è auto-accusato di diversi omicidi di mafia tra il 1985 e il 1988, per conto del clan mafioso Grassonelli di Porto Empedocle. Sciabica accusa Gallo Afflitto di concorso in omicidio, ma la Dda di Palermo archivia l’indagine. In seguito è stato l’architetto-massone Giuseppe Tuzzolino a citare il deputato in relazione a presunti intrecci di assunzioni nella Girgenti Acque, società che gestiva l’ato idrico nell’agrigentino. Le dichiarazioni di Tuzzolino però non convincono la Dda di Caltanissetta, che in seguito ha arrestato il pentito per calunnia aggravata.

L'articolo Sicilia, chiesto l’arresto per corruzione del deputato regionale Riccardo Gallo (Forza Italia): appalti e incarichi a moglie e uomini di fiducia proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌