Estudante italiana pode ter morrido de isquemia cardíaca

© Liceu Garibaldi

© Liceu Garibaldi
La Procura di Roma, secondo quanto riporta La Repubblica, ha aperto un fascicolo che vede indagato il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro con l’ipotesi di violenza sessuale. Nel procedimento risulterebbe iscritto nel registro degli indagati anche un carabiniere, indicato come Antonio P., per tentata violenza privata. Il caso nasce dalla denuncia presentata da una donna di 52 anni, agente di commercio nel settore vinicolo, che ha riferito agli inquirenti un episodio avvenuto all’interno dello studio del parlamentare, nel palazzo di San Luigi de’ Francesi.
Secondo la ricostruzione della presunta vittima, al centro dell’indagine, l’incontro sarebbe avvenuto nel febbraio 2025, quando la donna si era recata nell’ufficio del senatore per discutere di una possibile fornitura di vini. In quel contesto, Silvestro avrebbe pronunciato frasi a contenuto allusivo, tra cui “Il vino mi eccita, perdo i freni”, per poi, sempre secondo la denuncia, costringere la donna a subire un atto sessuale senza consenso. La notizia, anticipata ieri da Repubblica, avrebbe portato nelle scorse ore all’iscrizione nel registro degli indagati sia del senatore sia del carabiniere coinvolto nella vicenda. Un atto, secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, disposto anche a tutela degli stessi indagati, per garantire la piena partecipazione alle indagini e l’esercizio dei diritti difensivi fin dalle prime fasi del procedimento.
Silvestro, che oltre all’incarico parlamentare ricopre anche la presidenza della Commissione bicamerale per le questioni regionali, non è stato ancora ascoltato dai magistrati. Interpellato aveva respinto le accuse definendole “assurde”, confermando l’incontro ma negando qualsiasi violenza e ipotizzando invece una possibile strumentalizzazione della vicenda. “Magari mi vuole estorcere qualcosa”, aveva dichiarato il senatore, aggiungendo: “Denunciasse, poi ci divertiamo”. “Io sono un bel ragazzo, lei è normale” una delle frasi del parlamentare.
Proprio su queste affermazioni è intervenuto lo stesso Silvestro con una successiva nota di chiarimento. “Chiedo scusa per le parole che ho pronunciato nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista – ha spiegato il senatore – Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità”. Il parlamentare ha poi aggiunto: “Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso per espressioni che credevo colloquiali, ma che considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”.
“E questa storia mi fa solo stare male. Ma quello che è uscito è la pura verità” ha dichiarato la 52enne in una intervista al quotidiano La Repubblica. Il punto di partenza del racconto della donna, agente di commercio nel settore del vino, che ha deciso di parlare della vicenda dopo aver ottenuto garanzie sull’anonimato. La signora ricostruisce un incontro avvenuto a Roma con il senatore Silvestro, dichiarando di non averlo mai conosciuto prima e di essere stata convocata per motivi professionali legati a possibili forniture: “Mai”. L’incontro, inizialmente formale, sarebbe poi degenerato in un episodio da lei descritto come non consensuale: “Assolutamente no”.
Racconta di essersi sentita bloccata durante i fatti: “Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio”, e di essere poi uscita “sconvolta” dall’edificio. In seguito afferma di aver ricevuto dal senatore un messaggio con un link a un hotel, senza mai rispondere. Spiega il ritardo nella denuncia con il trauma subito e il percorso psicologico intrapreso: “Non dormo più bene, non sono rilassata. Ma sono serena”. Aggiunge di aver cercato supporto legale pochi mesi dopo i fatti, contattando lo studio dell’avvocata Giulia Bongiorno, senza però proseguire con quell’interlocuzione. Riferisce anche di pressioni e intimidazioni successive attribuite a un intermediario, il carabiniere che sarebbe indagato: “Che mi sarei rovinata la vita, non avrei più lavorato”. Infine, commenta con durezza le frasi attribuite al senatore sul suo aspetto fisico: “Che squallore. […] Che non sono Miss Universo”, ribadendo la decisione di denunciare e la fiducia nella giustizia: “Io ci credo, nelle istituzioni”.
L'articolo “Il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro indagato con l’ipotesi di violenza sessuale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dal 15 al 17 giugno 2026, Giorgia Meloni sarà al G7 che si svolgerà a Évian-les-Bains, in Francia alla presenza dei capi di Stato e di governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. La Francia detiene la presidenza del gruppo fino al 2026. Donald Trump ha dichiarato che parteciperà al vertice, per questa ragione Emmanuel Macron potrebbe far precedere il G7 da un bilaterale con il presidente americano, si parla o di una cena a Versailles o di una partita a golf. Sul tavolo ci saranno vari dossier, tutti complicati e per certi versi interconnessi: lo stallo nella guerra in Iran, l’accusa americana agli alleati della Nato di averlo deluso in Medio Oriente, le relazioni con Canada e Giappone da calibrare, il caso Ucraina.
Verso il G7: i temi in agenda
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato invitato dalla Francia al vertice del G7, ma non si sa se sarà presente e soprattutto non si sa come potrà reagire Trump. Un altro fronte delicato è quello relativo ai dazi che si mescolerà verosimilmente con l’intelligenza artificiale e con le catene di approvvigionamento di minerali critici. Sul primo punto il presidente ha detto agli amministratori delegati delle aziende tecnologiche che gli Stati Uniti potrebbero acquisire una piccola quota di proprietà nei giganti dell’intelligenza artificiale, “in modo che il popolo americano possa beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita di quelle che diventeranno aziende da mille miliardi di dollari”. Sul secondo, è ormai chiaro che Ue e Stati Uniti dipendono quasi interamente dalla Cina per l’approvvigionamento della maggior parte dei minerali utilizzati nelle loro catene di produzione per la difesa: una criticità su cui il G7 dovrà dare risposte. Sul punto si segnala l’iniziativa di India e Regno Unito che hanno lanciato l’Osservatorio globale sulla catena di approvvigionamento dei minerali critici per migliorare la cooperazione e la condivisione tecnologica.
Crosetto a Washington
Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrà un vertice bilaterale con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, il 15 giugno. Un’occasione per ragionare sulla gestione delle spese per gli armamenti, sulla crisi in Ucraina e sull’utilizzo delle basi americane in Italia. Intervistato pochi giorni fa dal New York Times, ha fornito un’anticipazione delle questioni più importanti, con in cima l’idea di un patto, accanto alla Nato, a guida europea, senza gli Usa. Si rende necessario “costruire un’Europa continentale della difesa”, ha detto. Per cui il suo viaggio negli Stati Uniti abbraccia il rilancio della proposta italiana per il nuovo disegno della difesa europea, nel solco della convinzione che è alla base delle policies di Palazzo Chigi, ovvero implementare il pilastro europeo dell’alleanza senza far regredire di un millimetro il legame transatlantico. Tutti temi che, di fatto, anticipano il Nato Summit in programma nel luglio prossimo ad Ankara.
Di nuovo Tajani-Rubio
La missione di Crosetto a Washington precederà di pochi giorni l’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma a Miami il 22 giugno a cui parteciperà il ministro degli esteri Tajani. In Florida ci sarà anche intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che celebrerà la robustezza commerciale dei rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti. Ad aprile 2026 l’export italiano extra Ue ha fatto registrare un corposo balzo in avanti, verso paesi come Usa, Cina e Mercosur: la crescita è dell’11,3% su base annua. Le vendite verso gli Stati Uniti segnano un +12,1%. Il mercato a stelle e strisce rimane il primo saldo commerciale positivo per l’Italia grazie ad un avanzo di 2,832 miliardi di euro ad aprile.
Quattro le aree tematiche del meeting di Miami: tecnologie di frontiera per il futuro come IA, quantistica, cybersecurity, energia e spazio; industria avanzata, ovvero automazione, robotica industriale, agritech, medicale e biotecnologie; mobilità e infrastrutture resilienti come energia; trasporto aereo, marittimo e terrestre; creatività e lifestyle, ovvero agroalimentare, design&arredo, moda, cultura e sport. Tra l’altro il mercato statunitense è parte integrante del Piano d’Azione per l’Export varato dalla Farnesina tra i mercati maturi ad alto potenziale, nella consapevolezza che i rapporti economici con gli Stati Uniti sono improntati ad una forte integrazione commerciale, industriale e tecnologica.
Le intese preliminari tra governo e Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sull’autonomia differenziata sono all’esame del Parlamento. Sollevano importanti questioni generali. Sotto i profili di finanza pubblica sembrano destinate a generare nuove spese.
L'articolo Intese preliminari sull’autonomia differenziata: il conto alle quattro regioni proviene da Lavoce.info.
Roma, 8 jun (Prensa Latina) Decenas de organizaciones políticas, sociales, sindicales y juveniles de Italia firmaron en esta capital, durante una Asamblea Nacional de Solidaridad con Cuba, un histórico pacto de unidad en la lucha que hoy se libra en defensa de ese país.
The post Organizaciones italianas unen sus fuerzas en la solidaridad con Cuba first appeared on Noticias Prensa Latina.

© TERESA SUAREZ/EPA

© DOMENIC AQUILINA/EPA
La República Italiana acaba de cumplir 80 años. El domingo 2 de junio de 1946 se celebró un referéndum sobre la forma institucional del Estado. El propio rey de Italia Umberto II acordó con los aliados que se celebraría la consulta como consecuencia de la connivencia de la monarquía con el gobierno fascista de Benito Mussolini. Con un 89% de participación, el 54,3% votó por la república y el 45,7% por la monarquía. Ese mismo día se celebraron las elecciones legislativas, las primeras democráticas en más de 20 años, que se convirtieron en elecciones constituyentes por la redacción de una nueva constitución política. Fue la primera vez que votaron las mujeres en Italia.
Como vio Giorgia Meloni en el referéndum del pasado mes de marzo, la Constitución y la República de 1947 siguen más vigentes que nunca. Al contrario de lo que quería Meloni, el 53,2% votó contra la modificación de la Constitución. Más allá de la caída del sistema de partidos que existía desde 1947 en 1992 y 1993, más allá de la reformulación institucional con la incorporación a la Unión Europea, y la reforma territorial que vertebró el sistema regional actual, las instituciones italianas se mantienen sólidas. Y siguen siendo queridas, valoradas y legitimadas por los italianos, más allá de la cuestión partidista del momento.
Las celebraciones que tienen lugar estos días en Italia muestran que la cuestión institucional en el sur de Europa, muchas veces confundida con la turbulenta situación política, permanece inalterable. Es más, es un punto de estabilidad desde el principio de la posguerra, y por eso Italia ha sido un actor clave para la cohesión europea. El Tratado de Roma se considera la piedra angular sobre la que giraría después la política comunitaria, y el germen del proyecto europeo común.
Como dijo el presidente Sergio Mattarella, en su discurso al cuerpo diplomático con motivo del 80 aniversario de la República Italiana, el país está firmemente arraigado en los valores que ha defendido durante los últimos ochenta años. Se esfuerza por encontrar soluciones pacíficas y apoya la independencia de los pueblos; está comprometido con la defensa de la dignidad y los derechos del individuo; respalda con convicción la cooperación internacional: todos estos principios se encuentran actualmente amenazados. Este espíritu sitúa a Italia como un actor clave hoy en la guerra en Ucrania, en las crisis del norte de África, en la reconstrucción de Siria e Irak, en la relación con Turquía o en la proyección en Asia o África oriental.
Los italianos siguen siendo custodios del pacto de Estado que redactó la Constitución y dio forma y estabilidad a la república"
La primera ministra italiana, Giorgia Meloni, en un acto sobre el sufragio femenino en las elecciones constituyentes de 1946, afirmó que ochenta años pueden parecer poco tiempo comparado con la inmensidad de la historia, pero esos 80 años han forjado al pueblo italiano. "Las mujeres de esta nación han demostrado de lo que son capaces", ha señalado. Por primera vez en su historia Italia cuenta con una mujer al frente del Consejo de Ministros, un hecho que refrenda el camino emprendido hace 80 años de consolidar la igualdad electoral y política a las mujeres. Además, Meloni es uno de los principales referentes políticos para la derecha democrática europea, de la misma manera que lo fue Margaret Thatcher en su día.
La estabilidad italiana de estos 80 años ha hecho que el país sea una punta de lanza de las políticas europeas, y también haya dado en estas décadas un sinfín de figuras pioneras y avanzadas: Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli, Carlo Sforza, Emilio Colombo, Romano Prodi, Mario Draghi, Antonio Segni, Gaetano Martino, Enrico Letta, Piero Calamandrei, Emma Bonino, Mario Monti, entre otros. Como también en el campo del constitucionalismo, el espíritu de la Constitución italiana de 1947 sirvió para redactar constituciones posteriores, como la española o la francesa. Constantino Mortati, Leopoldo Elia, Giorgio La Pira y Gaspare Ambrosini, entre sus redactores, fueron quienes forjaron el sistema parlamentario actual, que lleva ochenta años funcionando sin problemas.
Los italianos siguen siendo custodios del pacto de Estado que redactó la Constitución y dio forma y estabilidad a la república. Siempre que el gobierno de turno ha querido tocar los fundamentos de la Constitución en referéndum ha salido perdiendo. Solamente han salido adelante los que proponían una mejora general e institucional. Cinco reformas en ochenta años demuestran la vinculación entre la ciudadanía y su mito funcional. Porque sí, la milenaria Roma existe, sus ruinas están allí y sobre ellas se levantan las instituciones italianas, pero la gente demuestra que siguen atados, no a los emperadores romanos, sino a la tradición republicana.
Guillem Pursals es doctor en Derecho (UAB), máster en Seguridad (UNED) y politólogo (UPF), especialista en conflictos, seguridad pública y Teoría del Estado.

Una donna di 52 anni, agente di commercio di vini, ha denunciato di essere stata aggredita sessualmente dal senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali. A riportare la notizia è Repubblica, dando atto della versione fornita dalla presunta vittima ai pm e alle forze dell’ordine: a febbraio del 2025, durante un incontro nell’ufficio di Silvestro per discutere di una fornitura di bottiglie, il senatore avrebbe iniziato a rivolgere alla donna frasi allusive (“Il vino mi eccita, perdo i freni”) per poi costringerla a subire un atto sessuale “senza alcun consenso né espresso né implicito”. Interpellato dal quotidiano, il parlamentare – ancora non ascoltato dagli inquirenti – ha confermato l’incontro negando però la presunta violenza, definita “assurda”, e accusando implicitamente la denunciante di mentire per ricattarlo: “Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… uno può dire quello che vuole, poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa“, ha detto Silvestro. Che aggiunge spavaldo: “Denunciasse, poi ci divertiamo“.
Dopo la pubblicazione dell’articolo, Silvestro è tornato a negare i fatti oggetto della denuncia tramite il suo legale: “In riferimento all’articolo uscito oggi su Repubblica, il senatore Francesco Silvestro rappresenta il proprio stupore e dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine”, comunica il legale. Il caso, però, ha spinto il presidente del Senato Ignazio La Russa ad assumere un’iniziativa formale: “Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 67 del regolamento e degli articoli 2 e 8 del Codice di condotta”, La Russa “ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza”, comunica una nota di palazzo Madama. “A tal fine”, viene aggiunto, “il presidente e i questori si incontreranno martedì prossimo”.
Dall’opposizione intante piovono condanne e richieste di chiarimenti. Le prime a intervenire sulla vicenda sono le senatrici del Pd: “Le rivelazioni pubblicate da Repubblica, se confermate, sarebbero di una gravità inaudita: un senatore della Repubblica accusato di violenza sessuale ai danni di una donna, sua ospite, dentro gli uffici del Senato. Vale per tutti la presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti, anche perché la donna ha già sporto querela. Ma se quel racconto trovasse riscontro, ci troveremmo di fronte a un fatto inaccettabile, davanti al quale il Senato come istituzione non può rimanere silente”, scrivono le parlamentari in una nota. La vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando, si sofferma in particolare sulle parole di Silvestro, che definisce “inascoltabili“: “Nel 2026, “Io un bel ragazzo, lei signora normale”, rappresenta la peggiore e deteriore cultura sui rapporti uomo-donna”, accusa. Sulla stessa linea la senatrice Cecilia D’Elia, vicepresidente della Commissione bicamerale sul femminicidio: le frasi di Silvestro “dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, la necessità – anche per gli adulti, ed evidentemente anche per i senatori – dell’educazione sessuo-affettiva e al rispetto dell’altro”, dichiara.
“Se le accuse nei confronti del senatore Francesco Silvestro dovessero trovare conferma, saremmo di fronte non soltanto a una gravissima violenza ai danni di una donna, ma anche a un intollerabile abuso del ruolo e dei luoghi delle istituzioni, che non possono mai diventare spazi sottratti a trasparenza, rispetto e sicurezza”, afferma invece il gruppo del M5s al Senato. “Lungi dall’esprimere giudizi che spettano solo alla magistratura, non si può non restare sconcertati rispetto al modo in cui Silvestro liquida la vicenda: lui un bel ragazzo, lei una normale. Al di là dell’accertamento delle responsabilità individuali, colpisce il contesto culturale che continua a emergere da settori della maggioranza. Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal senatore Menia nella sua intemerata omofoba e le notizie di oggi restituiscono l’immagine di una destra che troppo spesso considera i diritti, il rispetto delle differenze e l’autodeterminazione delle donne come temi secondari o addirittura divisivi. Tra uscite omofobe, stereotipi di genere e una visione della donna troppo spesso ridotta a oggetto, è evidente quanto il problema culturale all’interno della maggioranza sia ancora profondo”.
L'articolo Denunciato il senatore di Fi Silvestro: “Violenza sessuale nel suo ufficio”. Lui: “Assurdo”. La Russa chiede accertamenti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Roma, 7 jun (Prensa Latina) El Producto Interno Bruto (PIB) de Italia crecerá un 0,7 por ciento tanto este año como en 2027, señalan hoy expertos en un informe publicado por el Instituto Nacional de Estadísticas (Istat).
The post Prevén en Italia 0,7 por ciento de crecimiento del PIB en 2026 y 2027 first appeared on Noticias Prensa Latina.
Mantua es una de las ciudades más bellas de toda Italia, pero su ubicación suele disuadir a muchos viajeros que no van en vehículo privado. Sin embargo, no es en absoluto complicado llegar a este primer jalón de Lombardía desde Milán o desde la región de Emilia Romagna, con la que colinda y tiene muchas hermandades, tanto por su configuración urbana como por su enorme patrimonio artístico, no solo limitado a los siglos de dominio de la familia Gonzaga.

© Andrea Pucci ( GETTY IMAGES )

Telenorba potrebbe presto passare di mano. A mezzo secolo dalla nascita, l’emittente pugliese si prepara infatti a un cambio di proprietà: la famiglia Montrone, che la guida dal 1976, sarebbe in trattativa con il gruppo Ladisa per cederla.
Secondo quanto riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno, tra le due parti sarebbe già avviata la fase di due diligence, scattata dopo un’offerta d’acquisto vincolante. A confermare l’esistenza della proposta è stata l’amministratrice delegata di Telenorba, Antonella Capriglia. Sull’importo non ci sono invece conferme ufficiali: il quotidiano lo stima intorno ai 17 milioni di euro.
I fratelli Ladisa, che operano soprattutto nei settori della ristorazione e della logistica attraverso la holding Finlad, da qualche tempo guardano anche al mondo dell’editoria. Lo fanno tramite la controllata Ledi srl, che dopo la parentesi alla guida della stessa Gazzetta del Mezzogiorno — oggi pubblicata dalla Edime del gruppo Miccolis — ha dato vita nel 2021 al progetto l’Edicola e, di recente, ha rilevato da Gedi la Sentinella del Canavese. L’operazione su Telenorba si inserirebbe in questo disegno: costruire un polo editoriale capace di riunire sotto un’unica regia tutte queste attività.
L'articolo Telenorba in vendita, trattative milionarie in corso. L’acquirente è un imprenditore pugliese, di chi si tratta proviene da Affaritaliani.it.

“Sosteniamo il sacrosanto diritto del cittadino colpito da malagiustizia a essere risarcito”. Dopo lo scontro con Fratelli d’Italia al vertice di maggioranza di mercoledì, Forza Italia torna a sfidare gli alleati sul tema della responsabilità civile dei magistrati, la bandiera scelta dagli azzurri in tema giustizia per l’ultima parte di legislatura. Nelle scorse settimane, nell’ambito del nuovo corso chiesto da Marina Berlusconi, il capogruppo alla Camera Enrico Costa ha chiesto un provvedimento per ampliare i casi in cui giudici e pm possono essere chiamati a risarcire i danni causati dalle loro decisioni: l’idea è di intervenire sulla norma per cui “non può dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove“, nonché sulla definizione di “colpa grave” che fonda la responsabilità. Il ministro Carlo Nordio – ispirato da FdI – aveva alzato un muro da subito: “Non è nel programma, né all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà”, ha tagliato corto. Costa, però, non si arrende e rilancia con una nota congiunta firmata insieme all’omologa al Senato, Stefania Craxi: “Rendere effettiva la responsabilità civile del magistrato significa mettere al centro la persona, i suoi diritti e le sue libertà”, si legge. “La centralità della persona è un principio che appartiene al dna di Forza Italia e della sua azione politica, ed è la chiave con cui va affrontato il tema”.
“A scanso di equivoci”, sottolineano i due capigruppo, “non parliamo di censure alla discrezionalità di giudizio delle toghe, ma di errori gravi per i quali le persone hanno perso libertà, lavoro, risparmi e occasioni professionali e imprenditoriali, hanno avuto la reputazione infangata e subìto il tracollo della propria attività e la disgregazione della famiglia. In 15 anni, soltanto 15 vittime di malagiustizia hanno ottenuto il risarcimento del danno: una all’anno, per colpa di una legge inadeguata. È mai possibile? Nell’identità liberale che ci anima, la priorità è la tutela del cittadino e dei suoi diritti, specialmente se a violarli è lo Stato”, incalzano. I berlusconiani replicano anche al mantra di Nordio – ripetuto ancora sabato in un’intervista a Repubblica – secondo cui i magistrati inadeguati “non vanno colpiti nel portafoglio ma nella carriera“, cioè sul piano disciplinare: “La responsabilità civile non è uno strumento per “colpire” nel portafoglio il magistrato che sbaglia, ma un istituto di tutela di fronte alle ingiustizie. Ecco perché il ballottaggio tra responsabilità civile e responsabilità disciplinare a nostro parere non è appropriato: si tratta di istituti giuridici con natura e finalità diverse. E dev’essere chiaro che per Forza Italia la tutela dei diritti del cittadino è una missione irrinunciabile”.
Non passa nemmeno mezza giornata, però, che il Guardasigilli torna a respingere gli alleati usando la stessa argomentazione: “La responsabilità civile dei magistrati secondo me è un provvedimento inutile, perché colpire il magistrato inetto, inadeguato, indegno, impreparato sul portafoglio non ha nessuna deterrenza e non ha neanche nessuna efficacia sanzionatoria, perché sono e siamo tutti ultra-assicurati”, dice alla festa del Foglio a Venezia. “Io capisco il principio “chi sbaglia paga”, e il nostro referendum era fondato su quello, perché avevamo previsto il sorteggio nella sezione disciplinare (del Csm, ndr) proprio per evitare la giustizia domestica. Bocciato questo, l’idea anche di costituire un tavolo tecnico per discutere la responsabilità civile dei magistrati, a parte che in questa legislatura non avremmo il tempo di portarlo in Parlamento, rischia di essere una specie di surrogato – su cui discuteremo – ma che vedo inutile”, ripete. “Non c’è nessun senso nel sanzionare pecuniariamente un magistrato inadeguato. Va invece sanzionato nella carriera, nella promozione o addirittura nel caso di inadeguatezza assoluta con la rimozione. Cioè, o deve cambiare mestiere o magari deve cambiare ufficio”. Nordio frena anche sulle altre riforme spinte da Forza Italia, quelle della prescrizione e del sequestro degli smartphone, già approvate in un ramo del Parlamento ma ferme rispettivamente al Senato e alla Camera: “Il Parlamento è sovrano e deciderà”, si limita a dire. Ma allo stesso tempo pronuncia parole simili a una resa dopo la sconfitta al referendum costituzionale: “È chiaro che di fronte a una manifestazione di volontà popolare, che può essere interpretata in mille modi – politico, emotivo o altro – però è stata manifestata e va rispettata, il cammino delle riforme è molto più difficile“, ammette.
Forza Italia però non ha intenzione di abbandonare la sua crociata. Sull’ampliamento della responsabilità civile Costa ha battuto sabato anche in un’intervista al Corriere: “È falso che metta a rischio l’indipendenza della magistratura. Autonomia non significa immunità. Anche di fronte a macroscopici errori, il magistrato non è mai chiamato a rispondere”. La legge attuale, sostiene il deputato, “prevede limitazioni che non fanno scattare la responsabilità del magistrato neppure di fronte a enormi ingiustizie. Addirittura, gli errori sulla valutazione del fatto e della prova non sono sindacabili. Questo impedisce al cittadino di far valere il proprio diritto al risarcimento del danno”. Sulla stessa linea il viceministro azzurro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto: “Nella riunione di maggioranza abbiamo chiesto un tavolo per discutere della responsabilità civile dei magistrati. È chiaro che non esiste una responsabilità senza sanzioni: un intervento è necessario. Non c’è nessun revanchismo, non c’è voglia di punire nessuno, ma di responsabilizzare tutti. È necessario stabilire delle regole per cui, come per tutti gli altri, i magistrati siano effettivamente chiamati a dare conto degli errori gravi”, ha detto al Quotidiano nazionale.
L'articolo Responsabilità dei magistrati, Fi insiste per una legge: “Per noi è irrinunciabile”. Ma Nordio fa muro: “Inutile e insensata” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Roma, 6 jun (Prensa Latina) La vigencia que hoy mantienen las ideas del líder histórico de la Revolución cubana, Fidel Castro, se destacaron al presentarse en Roma el libro “Las Declaraciones de La Habana”, actividad enmarcada en el centenario de su natalicio.
The post Presentan en Italia libro en homenaje al líder cubano Fidel Castro first appeared on Noticias Prensa Latina.

BraceLet JA dell’IIS Antonio Badoni di Lecco è il miglior team dei Campionati di Imprenditorialità 2026 di Junior Achievement Italia. La quarta edizione della competizione si è svolta per la prima volta a Roma, negli spazi dell’Ex Mattatoio di Testaccio, dove 200 studenti e studentesse provenienti da tutta Italia hanno presentato alla giuria 60 mini-imprese finaliste. Il team vincitore ha ideato un ecosistema tecnologico integrato composto da un braccialetto intelligente, un’app mobile e una dashboard web, pensato per monitorare in tempo reale i parametri vitali di anziani e persone fragili. Il sistema consente di supportare caregiver e strutture sanitarie attraverso dati aggiornati e avvisi tempestivi, con l’obiettivo di migliorare assistenza, sicurezza e qualità della vita.
I vincitori saranno inseriti nell’Albo Nazionale delle Eccellenze e hanno ricevuto una borsa di studio consegnata da Michele Ricci, Marketing Manager Cards & Digital Payments di Nexi Group. Il riconoscimento è stato finanziato dall’azienda attraverso il progetto #fuoriclassedellascuola, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e da Feduf. Nel corso della giornata è stato assegnato anche il premio Miglior mini-impresa JA al team Natural Shield JA dell’ITT Ettore Majorana di Milazzo, in provincia di Messina. Il progetto ha sviluppato un polistirolo ecologico completamente biodegradabile, ricavato da materie prime vegetali e da residui fibrosi della filiera agroindustriale normalmente destinati allo scarto. Natural Shield JA rappresenterà l’Italia a Gen-E 2026, la più grande manifestazione europea dedicata all’imprenditorialità, in programma a Riga dal 7 al 10 luglio 2026.
La finale nazionale rappresenta l’ultima tappa di un percorso durato un intero anno scolastico. I team in gara hanno partecipato ai programmi di educazione imprenditoriale promossi da Junior Achievement Italia nelle scuole secondarie di secondo grado, tra cui Impresa in Azione, che nell’edizione 2026 ha coinvolto oltre 6.000 studenti e studentesse. A maggio, 330 team si sono confrontati nelle competizioni territoriali, articolate in 14 tappe in altrettante regioni italiane. Le squadre vincitrici hanno ottenuto l’accesso alla finale nazionale di Roma, con il contributo, nell’ultima fase di selezione, di quasi 900 tra docenti, volontari e giudici.
La competizione si inserisce in un contesto in cui il tema della formazione imprenditoriale resta centrale. Secondo la ricerca “Tra formazione e lavoro: gli italiani e l’imprenditorialità”, realizzata da SWG per JA Italia, il 55% dei giovani tra i 18 e i 24 anni e il 50% dei 25-29enni non ha mai ricevuto nemmeno un’ora di formazione imprenditoriale. Allo stesso tempo, i giovani risultano più aperti della media nazionale all’idea di avviare un’impresa, con una quota del 17% contro il 9%. “Questa quarta edizione segna un momento importante per JA Italia: per la prima volta i Campionati arrivano a Roma, e lo fanno con numeri che raccontano una crescita straordinaria”, ha dichiarato Anna Gionfriddo, presidente di Junior Achievement Italia. “Dietro ogni team che ha calcato questo palco oggi c’è un anno di lavoro reale: decisioni prese, errori corretti, idee difese”.
Gionfriddo ha sottolineato la necessità di trasformare queste esperienze in un’opportunità strutturale per tutti gli studenti. “Siamo qui con le istituzioni italiane ed europee perché crediamo che sia arrivato il momento di passare dalla sperimentazione a un sistema strutturale, in cui ogni studente e studentessa abbia almeno un’esperienza imprenditoriale nel proprio percorso”, ha aggiunto. Il valore del legame tra scuola e impresa è stato ribadito anche dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che nel suo messaggio ha evidenziato l’importanza di educare i giovani alla cultura dell’intraprendere, alla valorizzazione del capitale umano, all’innovazione e alla creatività.
La scelta di Roma come sede della finale ha assunto anche un significato istituzionale. I Campionati si sono svolti in parallelo con l’High-level event della European Alliance for Apprenticeships, promosso dalla Direzione generale Occupazione della Commissione europea. Due appuntamenti distinti ma accomunati dalla stessa convinzione: investire nelle competenze dei giovani è una priorità per il futuro del lavoro e della competitività europea. Nel corso dell’evento sono stati assegnati numerosi riconoscimenti speciali. Il Premio Impresa 5.0 è andato a Shoppymap JA dell’IIS Salvo D’Acquisto di Bagheria, per una piattaforma digitale che aiuta i clienti a orientarsi nei punti vendita fisici. Il Girls in STEM Award ha premiato cinque studentesse distintesi per leadership, spirito imprenditoriale e competenze scientifico-tecnologiche. Il TIM Innovation Award è stato assegnato ancora a BraceLet JA, per l’alto livello di innovazione digitale del progetto.
Tra gli altri premi, il Re-Power Your Future Award è stato attribuito a Exploria JA per il miglior business plan, mentre l’huManpower Award è andato a S.T.E.P. JA dell’ITIS Enrico Fermi di Roma, che ha sviluppato una mattonella capace di trasformare il calpestio umano in energia elettrica pulita. Il Premio UPSHIFT – Generazione Pari è stato assegnato a EquiDolls dell’IIS Luigi Russo di Caltanissetta, progetto dedicato all’inclusione e alla parità di genere. I Campionati di Imprenditorialità 2026 confermano così il ruolo di Junior Achievement Italia nella promozione dell’educazione economico-imprenditoriale nelle scuole. L’organizzazione, attiva da oltre vent’anni, punta a colmare il divario tra il potenziale dei giovani e le opportunità concrete di formazione, favorendo esperienze capaci di avvicinare studenti e studentesse al mondo dell’impresa, dell’innovazione e del lavoro.
L'articolo Junior Achievement Italia, BraceLet JA vince i Campionati di Imprenditorialità 2026 proviene da Affaritaliani.it.


FS Engineering e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) stanno procedendo a pieno regime con i lavori per le grandi opere del Sud Italia finanziate dai fondi PNRR. Il nuovo traguardo raggiunto riguarda proprio l’itinerario Palermo–Catania–Messina: collegamento del Corridoio ferroviario europeo TEN–T Scandinavia–Mediterraneo e dal valore economico di circa 13 miliardi di euro. Si è concluso lo scavo della prima canna della galleria Scaletta, mentre nei prossimi giorni sarà avviato quello della prima canna della galleria Letojanni, nell’ambito dei lavori di raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo.
La TBM (Tunnel Boring Machine) “Letteria” ha ultimato lo scavo di una delle due canne della galleria Scaletta, lunghe oltre 2,7 km ciascuna, nei pressi di Giampilieri, dove il nuovo tracciato si raccorderà con la linea a doppio binario già in esercizio. Dopo aver concluso lo scavo della prima canna della galleria Forza d’Agrò, lunga quasi 2,5 km, la TBM “Alessia” invece, è stata smontata, trasferita lungo un viadotto di 90 metri sospeso sul torrente Fondaco Parrino, e, dopo essere stata riassemblata, inizierà lo scavo della prima canna della Galleria Letojanni, di 3,8 km.
Il progetto di raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo, tra gli interventi di potenziamento del collegamento Palermo–Catania–Messina, affidato da RFI a un Consorzio costituito dalle imprese Webuild Italia e Pizzarotti, completerà il raddoppio della linea ferroviaria fra Messina e Catania, attraverso la realizzazione di 42 km di nuovo doppio binario, di cui circa 37 km in sotterranea e in variante rispetto all’attuale linea.
Il progetto del raddoppio Giampilieri – Fiumefreddo è tra i più impegnativi dell’itinerario Messina-Catania-Palermo, e permetterà di aumentare la capacità e velocità della linea e di garantire maggiore regolarità per i treni in viaggio fra Messina e Catania. Il valore dell’investimento per il raddoppio della Giampilieri–Fiumefreddo è di circa 2,3 miliardi di euro, anche con fondi PNRR. Gli interventi consentiranno di incrementare il traffico merci e migliorare la mobilità dei viaggiatori siciliani, riducendo di 30 minuti i tempi di viaggio tra Messina e Catania e ponendo le condizioni per sviluppare anche un servizio di tipo metropolitano
Il primo, da Fiumefreddo a Taormina, si sviluppa lungo un tracciato di 13,9 km con due viadotti (per circa 1 km), 3 gallerie (Calatabiano, Taormina lato Catania e interconnessione di Letojanni) per un totale di 10,8 km, una galleria artificiale (Fiumefreddo) di 1 km, la nuova stazione di Taormina e le due fermate Fiumefreddo–Calatabiano e Alcantara–Giardini Naxos.
Il secondo, da Taormina a Giampilieri, prevede 28 km di nuova linea a doppio binario, con 6 viadotti per circa 2 km, 8 gallerie (Taormina lato Messina, le cui operazioni di scavo sono in corso in modalità tradizionale, Letojanni, Forza d’Agrò, Sciglio, Nizza, Alì, Quali e Scaletta) per circa 25,3 km in sotterraneo, 2 stazioni (Letojanni e Sant’Alessio-Santa Teresa), 2 fermate (Nizza-Alì, Itala-Scaletta).
Prosegue a pieno ritmo anche l’attività delle altre talpe meccaniche: a Trappitello, la talpa “Lucia” è impegnata da luglio 2024 nello scavo della galleria Taormina (lato Catania), lunga 6 km, a doppia canna, a Nizza di Sicilia da aprile 2024 la talpa “Igea” è impegnata per lo scavo della Galleria Sciglio. In totale saranno 5 le talpe, nell’ambito dei lavori di raddoppio della tratta Giampilieri–Fiumefreddo.
Il progetto di potenziamento della Palermo–Catania–Messina è inserito in Cantieri Parlanti, progetto realizzato dal Gruppo FS in collaborazione con il MIT, per raccontare in maniera trasparente le attività e i benefici delle nuove infrastrutture attraverso iniziative pubbliche, infopoint e una pagina web dedicata alle opere strategiche.
L'articolo Gruppo FS, procedono i lavori per la rete del Sud Italia: traguardo nella linea Palermo-Catania-Messina proviene da Affaritaliani.it.

Roma, 5 jun (Prensa Latina) La Cámara de Diputados de Italia aprobó el proyecto de ley habilitante para el regreso del empleo de la energía nuclear en este país, que cesó tras referendos en su contra realizados en 1987 y 2011, señala hoy un reporte.
The post Avanza en Italia legislación para retomar uso de centrales nucleares first appeared on Noticias Prensa Latina.
Un anziano residente di West Plains, nel Missouri in America, si è sorpreso quando ha scoperto che, nel vano portaoggetti del suo pick-up, c’era un biglietto della Lotteria Powerball del valore di 50mila dollari. Il vincitore ha dichiarato di voler condividere parte della sua fortuna con la famiglia, compresi i nipoti.
Il tagliando vincente giaceva lì da mesi, dimenticato dopo l’estrazione di febbraio, senza che il fortunato proprietario ne fosse a conoscenza. La scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale: l’uomo si trovava nello stesso punto vendita in cui aveva acquistato i biglietti quando ha deciso, finalmente, di verificarne i numeri. Solo in quel momento ha realizzato di aver guidato per mesi con una piccola fortuna custodita a bordo del suo veicolo.
“È stato uno di quei momenti in cui ho pensato: ‘Beh, probabilmente devo tirarli fuori dal vano portaoggetti del mio pick-up’ – ha dichiarato il giocatore, rimasto anonimo. Secondo un comunicato stampa del 26 maggio della Lotteria del Missouri, l’uomo mentre si è fermato a fare benzina, “ha deciso di scansionare uno dei biglietti nello stesso negozio dove lo aveva acquistato”, hanno riferito i funzionari della lotteria.
L’uomo ha detto di essere rimasto senza parole quando l’impiegato gli ha rivelato l’importo del premio a cinque cifre. “Non sapevo davvero cosa dire. Gioco da anni e questa è la vincita più grande che abbia mai avuto!“, ha affermato.
Poi un aneddoto divertente. Lo shock per l’inaspettata vincita è stata tale da distrarlo dal motivo per cui si era fermato: “Avevo già pagato la benzina e mi ero persino allontanato, dimenticandomi di fare rifornimento!”
L'articolo Nonno scopre un biglietto vincente della Lotteria del valore di 50mila dollari nel suo camion, mesi dopo l’estrazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
![]()
È finito anche il secondo colpo di Stato a rilascio prolungato effettuato dal complesso mediatico-giudiziario ai danni del sistema politico italiano e della volontà maggioritaria degli elettori.
Il successo delle manovre giudiziarie fu completo nel caso di Mani Pulite, le cui inchieste a 360 gradi – con o senza notizia di reato – e gli arresti a strascico, spesso con finalità delatorie, portarono alla distruzione totale dei partiti di governo della Prima Repubblica. Oggetto dell’inchiesta fu l’ampia corruzione a scopo di finanziamento occulto eretta a sistema dai principali partiti italiani, Dc e Pci, poi dilagata nella maggior parte dei partiti minori, con particolare radicamento nel Psi. Ma i magistrati del pool di Milano non si accontentarono di fare il loro mestiere. L’inchiesta divenne il pretesto per affermare la necessità di un controllo morale del sinedrio dei magistrati sulla vita politica del Paese. Strumento dovevano esserne i partiti della sinistra, guidati dagli eredi del Partito Comunista Italiano e dal suo ultimo segretario Achille Occhetto.
Se la distruzione del sistema politico ebbe successo, le speranze del pool di poter cavalcare il futuro politico italiano furono frustrate dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e dall’imprevisto successo elettorale di Forza Italia.
Il secondo colpo di Stato si avviò quasi immediatamente. La base delle operazioni si spostò da Milano alla Sicilia, colpita negli anni precedenti da una serie tragica di delitti di mafia. All’assassinio dei due procuratori più abili, coraggiosi ed esposti, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, aveva fatto seguito la cattura dei vertici della mafia corleonese, fra cui il cosiddetto Capo dei Capi Totò Riina, arrestato dai carabinieri del Ros sotto il comando del colonnello Mario Mori. Cosa Nostra reagì con una serie di sanguinosi attentati a Firenze, Milano e Roma.
Su questa base di delitti mafiosi si avviò, da parte di diversi rami della magistratura riuniti in una sorta di Antimafia Associata, il tentativo di coinvolgere Berlusconi nell’attività dell’associazione criminale: prima ipotizzando un coinvolgimento di Riina e dei suoi compari nella fondazione di Forza Italia, poi accusando direttamente Berlusconi di essere il mandante politico delle stragi. Una strategia della tensione bis attuata dal fondatore della Fininvest allo scopo di – allo scopo di? Ecco, quello che è sempre restato misterioso nel labirinto di accuse di cui mai si è verificata la consistenza, è quale fosse il movente, se non la generica presunzione di volersi sostituire ai partiti soppressi da Mani Pulite nella protezione di Cosa Nostra.
L’inconsistenza degli elementi raccolti nel sottobosco dei pentiti di mafia non ha però limitato la fantasia di pattuglie di magistrati, prima in Sicilia poi, in ultimo, in Toscana. Sconfitta più volte nei tribunali, l’Antimafia Associata ha mantenuto vivo il dubbio per decenni, sostenuta e promossa da una serie di quotidiani e cronisti giudiziari – capofila il Fatto e la Repubblica – e da testate televisive, capofila La7 dell’editore del Corriere della Sera Urbano Cairo con i suoi talk show serali, arricchiti dalla presenza costante di Marco Travaglio, affiancati da Report di Sigfrido Ranucci sulla Rai, dai programmi di Massimo Giletti qua e là e da una varietà di sedicenti giornalisti d’inchiesta. Sul versante politico, una parte della sinistra – primo fra tutti il Movimento 5 Stelle – ha mantenuto accesa la polemica, dando risalto e ospitalità ai magistrati protagonisti delle inchieste non solo negli eventi pubblici ma anche in Parlamento.
Tutti costoro faranno ancora riecheggiare il loro boia chi molla, ma la partita si è conclusa.
Il secondo colpo di Stato è finito. Dopo le plurime assoluzioni di Mario Mori – coinvolto in incredibili processi dove la sua colpa sembrava quella di aver sconfitto Cosa Nostra senza l’autorizzazione dell’Antimafia Associata – la sentenza fiorentina che proscioglie Silvio Berlusconi a tre anni dalla sua morte disarma definitivamente il teorema. Forza Italia e Berlusconi sono stati indeboliti, non affondati. Ma contributo dell’Antimafia Associata all’ondata populista che ha investito le istituzioni italiane, e al generale deterioramento del sistema politico, non potrà essere ignorato.
L'articolo L’Antimafia Associata è stata sconfitta, ma le sue scorie hanno avvelenato la politica proviene da Linkiesta.it.