Reading view

Descoberta “Cidade dos Mortos” com mais de 500 baleias nas profundezas do Oceano Índico

O cemitério gigante de baleias tem 7000 metros de profundidade e inclui carcaças com mais de 5 milhões de anos. O local alberga agora um complexo ecossistema que inclui moluscos, estrelas-do-mar e bactérias. Os cientistas descobriram uma extraordinária “necrópole” subaquática num dos ambientes mais remotos e extremos da Terra, revelando aquele que poderá ser o maior, mais profundo e mais antigo cemitério de baleias alguma vez descoberto. O local fica na Zona de Fratura de Diamantina, um vasto abismo subaquático que se estende por cerca de 1200 quilómetros entre a Austrália e a Antártida, no Oceano Índico. Com profundidades de

💾

https://www.youtube.com/watch?v=jYDl4c7ZwhQ O cemitério gigante de baleias tem 7000 metros de profundidade e inclui carcaças com mais de 5 milhões de anos. O local alberga agora um complexo ecossistema que inclui moluscos, estrelas-do-mar e bactérias. Os cientistas descobriram uma extraordinária "ne
  •  

BCE sobe juros pela primeira vez desde 2023. Há dois erros passados a pesar na decisão

É a primeira vez desde setembro de 2023 que o Banco Central Europeu subiu as taxas de juro base. O aumento deve-se ao choque de inflação causado pelo conflito no Irão. O Banco Central Europeu (BCE) decidiu hoje subir as taxas de juro em 25 pontos base, para 2,25%, naquele que foi o primeiro aumento das taxas diretoras em quase três anos, desde setembro de 2023. O Conselho do BCE “decidiu hoje aumentar as três taxas de juro diretoras do BCE em 25 pontos base”, já que “a guerra no Médio Oriente está a gerar pressões inflacionistas e a decisão

  •  

Vučić in Beijing: Serbia Signals Strategic Autonomy in the Balkans

Serbian President Aleksandar Vucic and Chinese President Xi Jinping held talks, during which Vucic declared the “iron friendship” between the two countries and his intention to significantly expand cooperation with China. Serbian President Aleksandar Vučić’s five-day state visit to China (24–28 May 2026) was not a routine diplomatic courtesy call. It was a deliberate geopolitical […]
  •  

Norway’s Quiet Multipolar Move: Why Western Media Ignored Modi’s Historic Visit to Oslo

On 18–19 May 2026, Indian Prime Minister Narendra Modi paid the first official visit to Norway by an Indian prime minister in 43 years — one of the most substantive stops of his broader May 2026 European tour. The trip culminated in the 3rd India-Nordic Summit in Oslo and the formal elevation of bilateral ties […]
  •  

Rapirò Gianfranco Zola: il libro di Marco Cattaneo su Fabrizio Maiello riesce in un’impresa rara

È un peccato che Jean-Luc Godard e Jean-Paul Belmondo non siano più vivi, perché avrebbero potuto raccontare perfettamente la storia di Fabrizio Maiello. O forse è meglio così. Perché nella loro versione il finale sarebbe stato amaro, autodistruttivo, condannato alla fierezza tragica di certi personaggi francesi. Questa storia invece appartiene a un altro approdo narrativo: non al fatalismo romantico da Nouvelle Vague, ma alla redenzione tormentata di un personaggio di Dostoevskij.

Rapirò Gianfranco Zola di Marco Cattaneo (De Agostini) è un libro che riesce in un’impresa rara: prendere una vicenda da cronaca nera e trasformarla in un rocambolesco Bildungsroman, senza mai scadere nel moralismo o nel compiacimento strappalacrime. Cattaneo, che molti conoscono per la sua capacità di governare con disinvoltura il caos narrativo da lui stesso creato nelle dirette e nelle improvvisazioni di Elastici (la trasmissione più libera e folle, da lui condotta, del bellissimo format Cronache di Spogliatoio), declina qui la stessa sapiente mercurialità per raccontare una storia piena di svolte improvvise, beffe karmiche tragiche e agnizioni commoventi.

Il ritmo resta sempre controllato, anche quando il materiale rischierebbe continuamente di scivolare nella retorica (forse la vicinanza in studio con Fabrizio Biasin e la sua memorabile rubrica su “I poveri soldati” è servita da potente antidoto).

In questo frangente, la materia da trattare è preziosa quanto fragile. Fabrizio Maiello era un talento purissimo. A Monza, da bimbo, lo chiamavano “il Brasiliano”, per l’imprevedibilità nei dribbling e la leggerezza con cui gli riuscivano le giocate più difficili col pallone ai piedi. L’aura della promessa, gli allenamenti a cui sacrificare le distrazioni adolescenziali, il padre che con inquietante profezia gli addita a monito il carcere accanto allo stadio, prefigurando le sliding doors di un’esistenza romanzesca.

Poi arriva il ginocchio distrutto. Fine della carriera. E inizio dell’avventura criminale. Cominciano le rapine, la droga, il carcere. Ma il libro evita accuratamente la scorciatoia sociologica. Non cerca alibi, né costruisce santini. Mostra semplicemente un uomo che precipita e che, a un certo punto, smette di distinguere fra rabbia e destino. La svolta avviene il 31 ottobre 1994. Maiello organizza il sequestro di Gianfranco Zola. Un miliardo di lire di riscatto. Autogrill, appostamento, fuga: sembra la scena di un noir anni ‘70, di quelli amati da Tarantino.

Poi succede qualcosa che manda in cortocircuito tutto il piano, la macchina narrativa, il destino stesso.
Zola si avvicina, sorride e dice: “Ciao ragazzi”. Maiello, con la pistola nascosta dietro alla schiena, davanti alla disarmante umanità del suo idolo sportivo decide di non rapirlo. Spiazzato e commosso, gli chiede un autografo sulla carta d’identità. Gesto dalla potenza simbolica rivelatoria: la firma del campione che Maiello sarebbe potuto essere sul simulacro formale della sua identità smarrita.

L’autentica redenzione arriverà dopo, nell’OPG di Reggio Emilia, quando Maiello usa il proprio carisma da “Maradona delle carceri” (da anni era divenuto una “star” per i suoi palleggi da record senza far cadere mai la palla) per difendere un detenuto disabile continuamente bullizzato e umiliato dagli altri internati. È quello il passaggio decisivo della sua vita: non il crimine mancato, ma la scelta di sacrificare se stesso per proteggere qualcuno di ancora più fragile, che deciderà di accudire come un fratello bisognoso di cure quotidiane. Una storia talmente incredibile da essere assolutamente vera (non solo il contrario).

Forse, non è un caso che abbia incontrato questa storia grazie a quella che Jung avrebbe definito “sincronicità”. Ero a Milano per lavoro, dovevo incontrarmi con Giuseppe Pastore e Ilaria Mencarelli (ritorno a segnalare ai cinefili il loro interessante podcast Noodles), mi invitano alla presentazione del libro, temo di non poter fare in tempo ma… scopro che l’evento si sarebbe tenuto nello stesso edificio in cui già mi trovavo: con uno straniante effetto alla Inception, sono stato catapultato dentro la redazione di Cronache di Spogliatoio, incontrando dal vivo Siani, Pastore, Cattaneo, ovvero le voci che tutti i giorni mi parlano nelle cuffie, da fedele ascoltatore di Cronache, come già raccontai su queste colonne.

E poi ho incontrato Fabrizio Maiello. Stringergli la mano e guardarlo negli occhi è stata un’emozione che porterò dentro di me per molto tempo.

L'articolo Rapirò Gianfranco Zola: il libro di Marco Cattaneo su Fabrizio Maiello riesce in un’impresa rara proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

When Balance Becomes Paralysis: Poland and the Structural Limits of the Post-1989 Order

On 3 May 2026, Polish President Karol Nawrocki announced the creation of a Council for a New Constitution. The initiative, framed as a response to chronic institutional deadlock, has opened a debate that reaches far beyond technical constitutional reform. It touches the core question quietly confronting much of Central and Eastern Europe: whether governance architectures […]
  •  

Starobelsk and the Breaking Point: Ukraine’s Provocations and Russia’s Waning Patience

On 22 May 2026, Ukrainian drones struck a student dormitory in Starobelsk, Lugansk People’s Republic. Twenty-one civilians were killed and forty-two wounded. The target was not a military installation. It was a civilian object deep behind the front lines. Two days later, Russia responded with a large-scale missile and drone barrage on Kyiv, deploying at […]
  •  

Beijing, May 2026: The Multipolar Order Took Shape Without Europe

In the space of five days, Xi Jinping hosted both Donald Trump and Vladimir Putin in Beijing. Two summits, back to back, in the same capital, with the same host. The American president arrived with corporate executives and left with a strategic stability framework. The Russian president arrived days later, signed new cooperation agreements, expanded […]
  •  

Trump’s Retaliatory Withdrawal: America Punishes Europe for Refusing to Join Its War with Iran

In the first days of May 2026, the Pentagon announced the withdrawal of approximately 5,000 American troops from Germany over the next six to twelve months — with explicit threats of further cuts directed at Italy and Spain. President Donald Trump stated the reason with characteristic bluntness: these countries had failed to provide meaningful support […]
  •  

Thucydides’ Trap or a New Paradigm? Xi Jinping’s Direct Challenge to Trump

U.S. President Donald Trump’s two-day visit to China on May 14–15—the first in nearly a decade—turned out to be more of a spectacle than a diplomatic breakthrough and failed to yield any tangible results. When Chinese President Xi Jinping looked Donald Trump in the eye in Beijing’s Great Hall of the People and asked whether […]
  •  
❌