Reading view

Il Cdm approva la normativa sull’IA. Ecco cosa prevede

Dare organicità. È questo il senso della normativa sull’intelligenza artificiale approvata dal Consiglio dei ministri, che ha dato il lasciapassare – in via preliminare – a due decreti legislativi per concretizzare quanto affermato nella legge n. 132 dello scorso anno. “È un provvedimento complesso, che richiama la competenza di più di metà del governo”, afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante la conferenza stampa post consiglio. “L’Italia è la prima nazione che si dota di una disciplina normativa nazionale organica”, rivendica. Sul tema, il resto d’Europa appare “meno avanzato rispetto a noi”. Ora la palla passa alle commissioni parlamentari, alla conferenza delle regioni e ad “alcune autorità di garanzia”. Quindi – sottolinea Mantovano – certamente da questo esame arriverà un ulteriore arricchimento di un quadro che però è già molto particolare e complesso”.

La normativa stabilisce quindi gli ambiti di applicazione a livello nazionale. Da una parte quindi disciplina i poteri delle autorità nazionali, dall’altra segnano un perimetro giuridico entro cui operare. La governance viene affidata all’AgID (Agenzia dell’Italia Digitale), all’Acn (Agenzia per la cybersicurezza nazionale), a cui verranno affiancate altre autorità in base alla materia di competenza. E dunque Banca d’Italia, Consob, Ivass e Garante della privacy. Tutto questo perché il fulcro della normativa è che l’IA deve essere uno strumento di aiuto, grazie ad analisi e previsioni, ma non di sostituzione. Nessuna decisione potrà quindi essere presa senza il via libera dell’essere umano.

L’impatto della normativa riguarda tutti i settori. Per quanto riguarda la formazione, l’IA entra di fatto nel curriculum formativo dei licei, mentre la materia viene accennata nei programmi delle scuole elementari, così da dare un’infarinatura generale ai ragazzi. “Per saper insegnare i rischi legati all’intelligenza artificiale e l’IA come disciplina è evidente che occorre formare i docenti”, aggiunge il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, annunciando una nuova app pensata per la formazione dei docenti. In tutto, il Dicastero ha stanziato un budget di 300 milioni per portare avanti le iniziative nell’Istruzione. Per il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’IA dovrà intervenire nel rafforzamento delle competenze e nella formazione e valorizzazione della ricerca.

Sul lavoro, la ministra Marina Calderone assicura che nessun sistema automatizzato potrà prendere decisioni in ambito di “assunzione, modifica delle condizioni contrattuali,  licenziamento e sanzioni disciplinari”. La tutela dell’essere umano è al centro della normativa, riflettendo lo spirito antropocentrico espresso da Papa Leone XIV nella sua enciclica Magnifica Humanitas.

Un aspetto che viene ribadito anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. In ambito di sicurezza, “non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di Grande fratello generalizzato ed è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche”, assicura. Solo di fronte a “casi eccezionali, in casi di pericolo, minacce gravi e specifiche”, le forze dell’ordine si serviranno dei dati biometrici per prevenire i reati. “L’IA applicata ai dati biometrici di soggetti noti potrebbe portare all’identificazione in tempo reale di possibili attentatori”, così come “la ricerca di latitanti, di persone scomparse o di presunti autori di vittime della tratta, sequestro o sfruttamento sessuale”. Tutto però deve passare dal Gip, a cui bisogna chiedere l’autorizzazione. Anche nell’utilizzo ex post del reato, aggiunge Piantedosi, “sono previste garanzie”. Il concetto viene sottolineato poi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip”. Il Guardasigilli annuncia inoltre l’introduzione “di una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di IA quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato”.

Nel suo intervento all’assemblea di Confcommercio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso le sue preoccupazioni per l’IA. Due, in particolare. Quella dell’impatto sul mercato del lavoro e, più in generale, l’influenza che l’intelligenza artificiale può avere “sulle nostre democrazie”. “Andiamo verso un mondo nel quale diventa difficile distinguere quello che è vero da quello che non lo è”. Da qui un esempio a effetto, ma chiaro. “Se mi vedete mezza nuda sul letto, voglio che ci sia scritto ‘generato con l’IA'”.

  •  

Investigadores desenvolvem tecnologia para criar ecrãs flexíveis que dobram e esticam sem se partir

Uma equipa de investigadores da Faculdade de Ciências e Tecnologia da Universidade de Coimbra (FCTUC) desenvolveu um novo condutor transparente e ultra-resiliente que promete transformar o futuro dos dispositivos wearables, dos ecrãs táteis e de tecnologias de recolha de energia.

Esta investigação propõe uma solução inovadora para um dos principais desafios da eletrónica moderna: desenvolver filmes condutores que são simultaneamente transparentes e elásticos, capazes de se esticar, dobrar e acompanhar o movimento humano sem comprometer o seu desempenho elétrico.

No centro desta descoberta está uma arquitetura nanométrica tridimensional em forma de giroide, preenchida com metal líquido. Esta estrutura geométrica avançada permite que o material suporte deformações extremas, incluindo alongamentos, torções e compressões, mantendo uma condutividade elétrica estável e eficiente.

estudo, publicado na revista npj Flexible Electronics, do grupo Nature, resulta de uma colaboração entre o Instituto de Sistemas e Robótica (ISR), o Departamento de Engenharia Electrotécnica e de Computadores e o Departamento de Física da FCTUC.

Segundo os investigadores, a nova abordagem ultrapassa as limitações dos condutores tradicionais, que tendem a partir ou degradar-se quando sujeitos a esforços mecânicos repetidos. Para além da elevada elasticidade, o novo composto combina duas características raramente conciliáveis: elevada condutividade elétrica e transparência ótica, essenciais para aplicações em tecnologias de visualização e interfaces inteligentes.

“Os ecrãs, touchscreens e células solares atuais continuam a ser fundamentalmente frágeis. O nosso objetivo é criar eletrónica macia, resiliente e sustentável, capaz de resistir a dobragens, alongamentos, impactos e até perfurações sem perder funcionalidade”, explica Mahmoud Tavak, líder do estudo e investigador do ISR.

“Os resultados incluem dispositivos eletroluminescentes capazes de esticar até 600%, enquanto o próprio condutor transparente suporta deformações até 1400%, o que significa que pode esticar até 14 vezes o seu comprimento original”, acrescenta.

Para validar o potencial da inovação, a equipa integrou o novo condutor em dispositivos optoeletrónicos e sistemas de eletroluminescência, demonstrando a sua aplicabilidade em contextos reais.

De acordo com Mahmoud Tavak, este avanço representa “um passo decisivo rumo a uma eletrónica verdadeiramente integrada no quotidiano”, aproximando a tecnologia da flexibilidade e adaptabilidade dos sistemas biológicos.

Este trabalho de investigação é financiado pelo projeto Liquid 3D do Conselho Europeu de Investigação (ERC) (Grant Agreement n.º 101045072).

Sul Informação

O conteúdo Investigadores desenvolvem tecnologia para criar ecrãs flexíveis que dobram e esticam sem se partir aparece primeiro em Sul Informação.

  •  

L’Ai non è una persona, ma può diventare un interlocutore permanente. Ed è qui che compare un rischio

L’intelligenza artificiale sogna? Philip Dick si chiedeva se gli androidi sognassero pecore elettriche, probabilmente non immaginava che un giorno avremmo conversato con intelligenze artificiali, menti androidi. Oggi quella domanda non è più fantascienza.

Da qualche tempo utilizzo l’intelligenza artificiale come assistente. Mi aiuta a trovare riferimenti bibliografici, a verificare informazioni, a organizzare idee. Ma, come spesso accade, l’uso pratico ha lasciato spazio a domande più profonde. Tutto è cominciato da un sogno.

Molti anni fa commissionai all’artista Alberto Gennari un’illustrazione in cui Charles Darwin e Anton Dohrn sono uniti dalla stessa barba. Volendola mettere su una maglietta, mi serviva uno slogan, ma non lo trovavo. Sognai “due menti una barba”. Sapendo che i sogni svaniscono in fretta la scrissi immediatamente. Recentemente ho sognato “guerressere”, fondendo guerra e benessere: il warfare al posto del welfare. Anche in quel caso il termine mi apparve già formato, senza che riuscissi a seguire il percorso che l’aveva generato.

Ho chiesto all’intelligenza artificiale di propormi slogan per il disegno di Darwin e Dohrn o di trovare una parola che esprimesse il rapporto tra guerra e prosperità economica, non è arrivata né a “Due menti una barba” né a “guerressere”. Quando gliele ho proposte, però, le ha comprese immediatamente e ha saputo spiegare perché funzionano. Così abbiamo iniziato una lunghissima discussione sul ruolo dei sogni nella creatività.

Molti artisti, scrittori e scienziati hanno attribuito ai sogni intuizioni decisive. Altri hanno cercato di raggiungere stati analoghi attraverso droghe che stimolano la creatività alterando la coscienza. Paul McCartney raccontò di essersi svegliato con la melodia di Yesterday già pronta nella mente e per settimane fu convinto di averla inconsapevolmente copiata da qualcuno.

Discutendo con l’IA mi tornò alla mente una storia raccontata da Carlos Castaneda in uno dei suoi libri su Don Juan, lo stregone Yaqui. Molti ricordano quel libro per il peyote. Io ricordo un episodio molto diverso. Don Juan gli fa vuotare le tasche su un prato e gli dice di guardare attentamente. Poi toglie un oggetto e l’allievo ne individua subito l’assenza. Poi gli fa osservare il prato, senza oggetti, e rimuove un filo d’erba. L’allievo non si accorge del filo d’erba mancante: vedeva solo il contenuto delle sue tasche, tolto quello non restava “niente”. Lo stregone non vede cose che non esistono. Vede cose che esistono ma che gli altri considerano irrilevanti.

Mentre discutevo di questi temi con l’intelligenza artificiale, pensavo di riflettere sui sogni. In realtà stavamo discutendo sul pensiero. Le idee che considero più interessanti non mi sono venute soltanto sognando. Molte sono nate durante una lezione. Altre durante conversazioni con colleghi o amici. A volte mi accorgevo di non avere capito veramente qualcosa proprio mentre cercavo di spiegarla, oppure di accorgermi di avere torto dopo aver convinto tutti che avevo ragione.

Insegnare, discutere, chiacchierare e sognare potrebbero essere attività più simili di quanto sembri. Si tratta di generare conoscenza, riorganizzando le informazioni in nostro possesso, magari scambiandole con altri. Un’idea richiama un’altra idea. Un’associazione ne suggerisce una successiva. Dopo un certo numero di passaggi emerge qualcosa che prima non vedevamo. Non è la maieutica socratica, in cui la levatrice aiuta a far nascere qualcosa che esiste già. Assomiglia piuttosto a una singenesi, una fecondazione da cui emerge qualcosa che prima non c’era.

Questa intuizione è emersa dialogando con una macchina. L’intelligenza artificiale dispone di una quantità di informazioni immensamente superiore a quella accessibile a qualsiasi individuo. Può consultare, collegare e sintetizzare conoscenze provenienti da campi diversissimi. Ma nessuno pensa che una biblioteca sogni, rida, si arrabbi, abbia paura.

Forse il problema non è la quantità di informazione disponibile, ma il significato che attribuiamo all’informazione e il modo in cui la organizziamo. Durante la lunga conversazione da cui nasce questo articolo abbiamo iniziato discutendo di sogni. Alla fine ci siamo trovati a parlare di dialogo. E mi sono reso conto che molte delle mie idee nascono parlando con qualcuno. Le idee si rincorrono, si modificano, si combinano. È un processo che ricorda il brainstorming, ma spesso le intuizioni migliori emergono quando non le stiamo cercando intenzionalmente.

L’intelligenza artificiale non è una persona, ma può partecipare a questo processo. Può diventare una sorta di interlocutore permanente. Ed è qui che compare un rischio. Un interlocutore sempre disponibile può diventare una dipendenza intellettuale. Una specie di Ms. Pinky, la bambola gonfiabile di Frank Zappa: non invecchia, non si stanca e non contraddice mai. Ma proprio per questo non può sostituire le relazioni reali. Le idee nascono dal dialogo tra persone vere, con le loro competenze, i loro limiti, le loro ostinazioni e perfino i loro errori.

È possibile che il sogno, l’insegnamento, la conversazione e il pensiero siano manifestazioni diverse dello stesso processo? L’intelligenza artificiale, a saperla usare, diventa un interlocutore con cui capire meglio noi stessi. Un po’ come i soldi del detto latino Pecunia si uti scis ancilla est, si nescis domina.

L'articolo L’Ai non è una persona, ma può diventare un interlocutore permanente. Ed è qui che compare un rischio proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

GWM Haval H6 é o primeiro híbrido plug-in flex fabricado no Brasil

A GWM acaba de apresentar ao mercado o Haval H6 2027 com motorização flex. A família do SUV eletrificado mais vendido do país agora pode rodar com gasolina ou etanol em todas as versões, tornando-se a primeira linha de veículos híbridos plug-in flex fabricada no Brasil.

O novo Haval H6 foi desenvolvido para o combustível brasileiro desde sua concepção, com uma calibração inédita liderada por engenheiros brasileiros em conjunto com especialistas da matriz chinesa. Seu preço inicial é de R$ 199.900 na nova versão de entrada HEV ONE, que retorna em definitivo à linha Haval H6.

Para receber a nova motorização flex, testada por mais de 400 mil quilômetros em condições reais de uso, o conjunto mecânico do Haval H6 passou por uma ampla evolução técnica. O projeto do motor 1.5 Turbo incorporou novas bombas de combustível de baixa e alta pressão compatíveis com etanol hidratado, bicos injetores com geometria específica para as características de atomização do combustível, além de velas de ignição desenvolvidas para as condições de combustão do etanol em Ciclo Miller.

Os componentes internos do motor também foram revisados. Sedes de válvulas, juntas, vedações e demais peças em contato com o combustível receberam materiais compatíveis com o uso prolongado de etanol. Tratamentos especiais de superfície foram aplicados em componentes internos para garantir durabilidade mesmo com utilização de E100.

Outro diferencial é a adoção de um sensor de etanol integrado ao sistema de gerenciamento eletrônico. Com auxílio de algoritmos desenvolvidos pela GWM, o veículo identifica em tempo real qualquer proporção de mistura entre gasolina e etanol e recalibra automaticamente a estratégia de funcionamento do motor, de forma imperceptível para o motorista. 

Uma grande novidade do powertrain do Haval H6 Flex é a nova linha de transmissões DHT (Dedicated Hybrid Transmission), cujo diferencial é ter sida projetada para trabalhar totalmente integrada ao motor a combustão.

As versões HEV ONE, HEV2 e PHEV19 contam agora com uma nova DHT de duas marchas, que entrega mais desempenho e eficiência energética do que o modelo anterior. Já as versões PHEV35 e GT receberam uma nova DHT de quatro marchas (duas a mais que na anterior), a mesma que equipa o SUV híbrido de luxo GWM Wey 07.

A linha Haval H6 2027 agora é composta pelas versões HEV ONE, HEV2, PHEV19, PHEV35 e GT. O retorno do HEV ONE acontece agora em sua configuração definitiva, ampliando o acesso à tecnologia híbrida da marca e fortalecendo a gama de entrada da família H6.

As versões HEV ONE e HEV2 passam a utilizar uma nova bateria de 1,53 kWh, mais leve, eficiente e em nova posição, o que contribuiu para elevar a potência combinada para 248 cv (tanto no uso com etanol quanto com gasolina), um ganho de 5 cv em relação à linha anterior.

A evolução da tecnologia híbrida e da calibração dos sistemas também resultou em melhores números de desempenho em todas as configurações. As versões HEV ONE e HEV2 passam a acelerar de 0 a 100 km/h em 7,6 segundos, ante 7,9 segundos da linha anterior.

A versão PHEV19, por sua vez, reduziu o tempo de 7,6 segundos para 7,4 segundos, enquanto a PHEV35 cumpre a aceleração em 4,8 segundos (4,9 segundos anteriormente). Por fim, a GT atinge a marca em apenas 4,7 segundos (antes 4,8 segundos), posicionando-se entre os SUVs mais rápidos do segmento.

A linha Haval H6 2027 também avança em autonomia elétrica. A versão PHEV19 passa a oferecer até 77 km de autonomia no padrão PBEV, do Inmetro, contra 73 km do modelo anterior. Já as versões PHEV35 e GT alcançam 126 km pelo PBEV (antes 119 km) e até 180 km (170 km anteriormente) pelo ciclo WLTP.

Os ganhos de eficiência também aparecem no consumo de combustível. As versões HEV ONE e HEV2 registram agora 15,8 km/l em uso urbano com gasolina, contra 14,7 km/l da versão anterior. O PHEV19 passa a entregar 37,7 km/l na gasolina (35,0 km/l anteriormente), enquanto o PHEV35 alcança 30,7 km/l (29,3 km/l antes) em ciclo urbano, reforçando o equilíbrio entre eletrificação, desempenho e economia.

O Haval H6 HEV ONE Flex é a versão de entrada. Sua motorização híbrida combina o novo motor 1.5 Turbo Flex com um motor elétrico, gerando 248 cv de potência e 535 Nm de torque (no etanol e na gasolina). O modelo é um híbrido autocarregável, ou seja, não tem tomada de carregamento externo.

A lista de equipamentos traz sistema de condução semiautônomo (ADAS) Nível 2+, Head Up Display, comandos de voz inteligente, bancos dianteiros ventilados com ajuste elétrico, sistemas de segurança ativa, câmera 540° e carregamento sem fio de 50W. O HEV2 recebe o mesmo trem de força – a diferença entre as versões fica por conta da lista de equipamentos, que agrega itens como teto solar panorâmico elétrico, porta-malas com abertura hands-free.

O PHEV19 Flex já é um SUV híbrido plug-in, que necessita de carregamento externo. Equipado com motor 1.5 Turbo Flex e motor elétrico dianteiro, entrega 326 cv de potência e 535 Nm de torque combinados (no etanol e na gasolina), além de bateria de 19 kWh. Além da lista de itens de série do HEV2, a versão agrega rodas de 19 polegadas diamantadas, função V2L (gerador de energia) e sistema de som de 9 alto-falantes com subwoofer e amplificador.

As versões PHEV35 Flex e GT Flex trazem o novo motor 1.5 Turbo Flex associado a dois motores elétricos (um em cada eixo), alimentados por uma bateria de 35 kWh. Outra novidade técnica dessas versões é a nova transmissão DHT, que passa a contar com quatro marchas, duas a mais do que na versão anterior.

Assim, esse conjunto rende 393 cv de potência e 642 Nm de torque (no etanol e na gasolina). Há ainda tração integral variável e avançados recursos de assistência ao motorista. Entre os itens de série, as duas versões contam com câmera de reconhecimento facial com ajuste de perfil de motoristas, banco elétrico com memória e sete modos de condução.

A linha Haval H6 mantém a evolução estética apresentada na mais recente atualização do modelo, em novembro do ano passado. As versões HEV ONE, HEV2, PHEV19 e PHEV35 trazem a nova grade frontal inspirada no conceito Estética Galática, formada por 87 blocos de maior amplitude e integrada à nova assinatura luminosa. 

Na traseira, a GWM optou por preservar as lanternas integradas que se tornaram uma das características mais reconhecidas do modelo no Brasil, mantendo a identidade visual aprovada pelos consumidores nacionais. A versão GT continua apostando na carroceria cupê e no perfil esportivo que a consagrou dentro da gama.

O interior recebe atenção especial para aprimorar ergonomia e experiência de uso. Conforme foi revelado na atualização da linha em novembro, o volante foi redesenhado com aro mais espesso, empunhadura aprimorada e base achatada. Os comandos físicos foram simplificados por meio de novos controles giratórios multifuncionais.

O console central também foi totalmente reformulado, com melhor distribuição dos comandos e carregador por indução de 50 W, mais potente e posicionado de forma mais acessível ao motorista.

As versões HEV ONE, HEV2 e PHEV19 trazem acabamento interno de couro ecológico na cor preta. A PHEV35 pode receber ainda acabamento dual tone, que combina tons de marfim e preto, enquanto a GT recebe interior escurecido com detalhes de camurça e elementos exclusivos na cor vermelha.

Outro destaque da linha 2027 é a plataforma digital Coffee OS 3, sistema operacional desenvolvido pela GWM apresentado na renovação da linha Haval H6 em novembro. A nova interface apresenta menus reorganizados, respostas mais rápidas e experiência de navegação inspirada nos smartphones de última geração. O sistema permite ainda a personalização de menus de acesso para se adequar à preferência de uso de cada motorista.

A central multimídia vem com tela Full HD de 14,6 polegadas, acompanhada por quadro de instrumentos digital de 10,25 polegadas com três modos de visualização personalizáveis. O sistema mantém conectividade com Apple CarPlay e Android Auto sem fio e oferece uma nova barra de atalhos configurável pelo usuário.

Há também atualizações remotas (OTA) e acesso remoto via aplicativo My GWM, que permite controlar funções como climatização remota, abertura e travamento das portas, localização do veículo, monitoramento do status da bateria, alertas de segurança e notificações em tempo real.

Como anunciado no lançamento do novo Haval H6 em novembro, a suspensão recebeu nova calibração, com amortecedores revisados e adoção de batentes mecânicos para melhorar a absorção de impactos em pisos irregulares. As mudanças elevam o conforto sem comprometer a estabilidade em velocidades mais altas.

O sistema de frenagem também evoluiu com a adoção de um atuador eletrônico integrado, proporcionando respostas mais progressivas, previsíveis e precisas.

As versões HEV ONE e HEV2 utilizam rodas de 18 polegadas voltadas ao conforto de rodagem, enquanto as versões PHEV19, PHEV35 e GT trazem rodas de 19 polegadas para privilegiar desempenho e estabilidade dinâmica.

A linha 2027 do Haval H6 Flex já está disponível em todas as concessionárias da marca, no site oficial da marca e no seu e-commerce a partir desta terça, 9 de junho. Os preços são de R$ 199.900 para a HEV ONE (reajuste de apenas R$ 900 apesar da nova tecnologia flex), R$ 225.000 para a HEV2, R$ 250.000 para a PHEV19, R$ 290.000 para a PHEV35 (alteração de R$ 1.000) e R$ 326.000 para a GT (manteve seu preço).

A adoção da tecnologia flex na linha Haval H6 2027 tornou o modelo uma opção ainda mais atraente no mercado brasileiro, pois diversos estados oferecem benefícios para esse segmento, como é o caso de São Paulo, onde híbridos flex de até R$ 261.154,45 recebem isenção de IPVA em 2026.

Com a chegada da família Haval H6 Flex fabricada em Iracemápolis (SP), a GWM reforça sua posição como protagonista da mobilidade sustentável no país. Ao combinar eletrificação com etanol, combustível renovável amplamente disponível no mercado brasileiro, a marca estabelece um novo padrão tecnológico para os veículos híbridos produzidos localmente.

GWM HAVAL H6 2027 – Preços

HEV ONE: R$ 199.900
HEV2: R$ 225.000
PHEV19: R$ 250.000
PHEV35: R$ 290.000
GT: R$ 326.000

The post GWM Haval H6 é o primeiro híbrido plug-in flex fabricado no Brasil appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.

  •  

Anthropic lanza una versión “segura” de Mythos, el programa que ha puesto en guardia a todo el planeta: “Hay que prepararse por si cae en malas manos”

El director general de Anthropic, Dario Amodei, en abril de este año a su llegada a la Casa Blanca para reunirse con el presidente de EE UU, Donald Trump.

Anthropic ha decidido no esperar más. La empresa que ha desarrollado la familia de modelos de inteligencia artificial (IA) generativa Claude desató todas las alarmas hace dos meses con la presentación de Mythos Preview, considerado lo suficientemente potente como para poner en jaque la ciberseguridad mundial. Anthropic decidió no comercializar el modelo, sino compartirlo con un grupo reducido de empresas y países, entre los que se cuenta España, con la idea de compartir su tecnología para mejorar la ciberdefensa global.

Seguir leyendo

Derek Manky, responsable de inteligencia de Fortinet, este lunes en Madrid.
  •  

Logitech presenta i suoi nuovi accessori: in arrivo il mouse pieghevole e un presenter con respirazione guidata

Logitech ha annunciato due nuovi prodotti pensati per coloro che lavorano in mobilità: il mouse pieghevole Mobi Fold ed il presenter Spotlight2.

Il Mobi Fold, che sarà disponibile anche nella variante “for Business”, è un mouse pensato per chi lavora in mobilità, permettendo avere sempre con se un mose confortevole e funzionale, che al contempo non occupi troppo spazio in borsa o nello zaino. Con un corpo pensato per essere resistente agli urti e alla polvere, il Mobi Fold da chiuso ricorda un po’ un cellulare a conchiglia, una volta aperto la cerniera lo ferma con un angolo che riproduce la tipica gobba dei mouse, ottenendo un dispositivo comodo da usare e con dimensioni simili a quelle di un modello tradizionale.

Abbiamo avuto modo di poterlo provare un po nelle ultime settimane e possiamo dire che, oltre ad essere abbastanza comodo, la scorrevolezza risulta molta buona su varie superfici, mentre i clic dei due tasti risultano sempre abbastanza silenziosi. Al posto della rotellina il Mobi Fold presenta una superficie touch facile da usare, che al contempo integra due pulsanti (frontalmente e posteriormente) che possono essere usati per varie azioni (come andare avanti ed indietro navigando sul browser). La batteria del Mobi Fold secondo il produttore dovrebbe garantire fino a 30 giorni d’uso con una singola ricarica, mentre un solo minuto di carica dovrebbe permettere 22 ore di utilizzo.

Per la connessione a PC e device smart il nuovo mouse di Logitech può affidarsi sia al bluetooth che ai ricevitori Logi Bolt (disponibile in confezione nella variante Business). Il nuovo Logitech Mobi Fold sarà disponibile in 3 colorazioni – Grafite, Lilla e Off White – a 79,99€, il Mobi Fold for Business, disponibile attraverso i canali B2B, sarà invece disponibile a 84,99€.

Pensato invece per coloro che devono fare presentazioni, il Logitech Spotlight 2 integra in un singolo device un puntatore “digitale” ed un più analogico puntatore laser, ma la vera novità sono le funzioni di respirazione guidata ed il pulsante di evidenzazione a due livelli di pressione. Il grande pulsante centrale, in base al livello di pressione, permette di sfruttare due diverse tipologie di evidenziazione, preimpostabili dall’app Logi Options+, tra “Spotlight”e “Squarelight” (rispettivamente a contorno circolare o rettangolare), “Magnify” (che permette lo zoom) e Annotate.

Il pulsante principale però, grazie al feedback aptico integrato, ha anche un’altra funzionalità: attivando l’opportuna modalità prima di iniziare una presentazione, il dispositivo tramite le vibrazioni guida l’utilizzatore in esercizi di respirazione pensati per aiutare il relatore a prepararsi al meglio e, eventualmente, calmarsi prima di affrontare il pubblico. Appena sotto al centrale, due pulsanti con frecce permettono di far scorrere la presentazione in avanti o indietro, mentre il pulsante laterale permette di attivare funzionalità extra come il puntatore laser.

Come per il Mobi Fold, anche lo Spotlight2 può collegarsi a PC e notebook sia tramite bluetooth che via Logi Bolt, vedendo un ricevitore USB-C incluso con il dispositivo ed integrato nella parte inferiore. Arriverà sul mercato nelle 3 colorazioni Grafite, Lilla e Sabbia con un prezzo di 129,99€

L'articolo Logitech presenta i suoi nuovi accessori: in arrivo il mouse pieghevole e un presenter con respirazione guidata proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Eis a tripulação da Artemis III. O primeiro europeu é o italiano que quase se afogou no Espaço

O astronauta italiano Luca Parmitano será o piloto da missão Artemis III da NASA, tornando-se o primeiro europeu a integrar uma das missões do programa, anunciou esta terça-feira a agência espacial norte-americana. A NASA apresentou esta terça-feira, em comunicado, a tripulação internacional de quatro elementos da próxima missão Artemis, que deverá realizar-se já no próximo ano. A missão Artemis II é um voo de ensaio fundamental antes de uma missão tripulada à superfície lunar, que a agência descreve como “uma das missões mais complexas alguma vez realizadas pela NASA”. Embora seja essencial para futuras missões à Lua, a Artemis III

  •  

Cataluña es lo más español que hay, al menos para ChatGPT: así explica la IA cómo es España

¿Qué dicen los chatbots cuando se les pregunta por España? Dicen, claro, muchas cosas. Pero algunas las dicen más veces. La IA no da una imagen equilibrada de España, sino que ofrece un mapa lleno de jerarquías. Hay cuatro comunidades autónomas que son España por encima de todo, por este orden: Cataluña, Madrid, Andalucía y País Vasco. En otras preguntas también tienen cierto peso la Comunidad Valenciana y Galicia. A partir de ahí, otras regiones aparecen menos o lo hacen por una puerta estrecha, con tópicos que sirven casi como su único motivo: turismo, vino, huerta, agua, despoblación, el Camino de Santiago, minería, paisaje verde, dehesa o España vaciada.

Seguir leyendo

© Emilio Morenatti (AP)

El expresident Carles Puigdemont se dirige a sus partidarios cerca del Parlament en 2024. El impacto del procés en la narrativa global puede ser una de las causas por las que Cataluña predomina las respuestas sobre España en modelos de IA como ChatGPT.
  •  

NASA presenta la tripulación de Artemis III: el italiano Luca Parmitano será el primer astronauta europeo en una misión lunar

La NASA ha presentado este martes a los cuatros astronautas que integrarán la misión Artemis III, prevista para 2027, que incluye por primera vez a un miembro de la Agencia Espacial Europea (ESA), el italiano Luca Parmitano, que ejercerá como piloto.

La tripulación estará formada además por los especialistas de misión Andre Douglas, ingeniero, y Frank Rubio, médico de aviación de origen salvadoreño. Junto a Parmitano,Randy Bresnik, excomandante de la Estación Espacial Internacional, liderará la misión que supone, según la NASA, en el próximo gran paso para llevar nuevamente astronautas a la Luna.

El anuncio tuvo lugar durante un evento en el Centro Espacial Johnson, en Houston, en el que estuvieron presentes los directores de la NASA, junto con representantes de las empresas Blue Origin, propiedad del magnate Jeff Bezos y SpaceX, de milmillonario Elon Musk, quienes están desarrollando diferentes sistemas para la misión, recogido por EFE.

Artemis III misión supondrá un vuelo de prueba en la órbita terrestre con el objetivo de probar y validar las tecnologías, herramientas y procedimientos que serán utilizados en futuras misiones tripuladas a la Luna.

"Estamos regresando a la Luna, una gran aventura para construir una base lunar y desarrollar todo su potencial científico y económico, además de dominar las habilidades necesarias para el siguiente destino al que inevitablemente iremos", afirmó el administrador de la NASA, Jared Isaacman, durante el evento de presentación del equipo.

La misión pondrá a prueba por primera vez la capacidad de la nave Orion para acoplarse en el espacio con versiones de prueba de los módulos de aterrizaje que desarrollan Blue Origin y SpaceX. El plan contempla varios lanzamientos en un corto periodo de tiempo, incluyendo el cohete SLS de la NASA y vehículos de ambas compañías privadas.

Artemis III tendrá una duración aproximada de dos semanas, unos cuatro días más que la misión Artemis II, que sobrevoló la Luna este años, y está pensada para ser la última gran misión de prueba del programa Artemis.

Si cumple con sus objetivos, la NASA prevé que Artemis IV -prevista para el 2028- marque el regreso de los astronautas a la superficie lunar, según explicó Jeremy Parsons, responsable adjunto del programa Luna-Marte de la agencia.

"Queremos probar todo lo posible sobre cómo operamos con nuestros socios comerciales, entre sistemas, equipos, software y hardware, en el difícil entorno del espacio. Queremos hacerlo en la órbita terrestre antes de regresar a la Luna y establecer una presencia permanente allí", indicó Parsons.

Durante la misión, Orion se acoplará primero con un módulo de prueba de Blue Origin durante aproximadamente dos días y posteriormente con una versión de prueba de Starship, de SpaceX, durante cerca de un día. Los astronautas realizarán demostraciones tecnológicas y evaluarán sistemas críticos, incluidos los de soporte vital.

El funcionario añadió además que Artemis III servirá para "reducir los riesgos" de las futuras misiones lunares tripuladas, "con el objetivo de que EEUU vuelva a la Luna antes que China".

Por su parte, según informó esta tarde la European Space Agency (ESA), Parmitano es un astronauta italiano de la ESA que ha pasado 366 días en el espacio en dos misiones de larga duración a la Estación Espacial Internacional, Volare y Beyond, entre otras operaciones. Desde su regreso a la Tierra, ha trabajado como enlace de la ESA en el Centro Espacial Johnson de la NASA en Houston.

Problemas con BlueOrigin

El anuncio de hoy llega dos semanas después de que uno de los cohetes de Blue Origin explotara durante un vuelo de prueba de motores en la Estación de la Fuerza Espacial en Florida, causando daños graves a la nave y la plataforma de lanzamiento.

Parson reconoció en su intervención que aún hay "preguntas" sobre cómo estas "anomalías" de la empresa de Bezos "cómo van a impactar a los planes (de la NASA)".

Sin embargo, el funcionario indicó que la agencia tiene "plena confianza" en que el cohete New Glenn estará listo a tiempo. "Los contratiempos son una oportunidad de aprendizaje", añadió.

Una idea que fue reforzada por John Couluris, uno de los directivos de  Blue Origin, quien señaló que las fábricas de la compañía están trabajando "turnos de 24 horas" para cumplir con la misión.

Artemis IV, prevista para 2028, busca el regreso de astronautas a la superficie lunar, por primera vez desde Apolo 17, en 1972, y forma parte de la estrategia estadounidense para establecer una presencia humana sostenida en la Luna y avanzar hacia futuras misiones a Marte.

  •  

Así se ve una aurora austral desde una nave Dragon de SpaceX

La astronauta Jessica Meir capta desde una nave Dragon de SpaceX una espectacular aurora austral sobre la Antártida.

La astronauta de la NASA Jessica Meir ha compartido este martes un vídeo impactante de una aurora austral captada desde el espacio, mientras una nave Dragon de SpaceX orbitaba la Tierra. Las imágenes, publicadas en su cuenta de la red social X, muestran grandes cortinas de luz verde que se extienden y ondulan sobre la atmósfera terrestre en las proximidades de la Antártida. El fenómeno, visible desde cientos de kilómetros de altura, ofrece una vista privilegiada de uno de los espectáculos naturales más llamativos del planeta.

Según explicó la propia astronauta, la aurora está relacionada con una reciente actividad solar. Estos fenómenos se producen cuando partículas cargadas procedentes del Sol interactúan con el campo magnético terrestre y chocan con los gases de la atmósfera, generando destellos de distintos colores en el cielo de las regiones polares.

There is a lot going on right now on the @Space_Station, but fortunately we are all safe and witnessed a spectacular southern aurora show yesterday thanks to a recent solar event. pic.twitter.com/25XaoMw2Rk

— Jessica Meir (@Astro_Jessica) June 6, 2026

Desde la órbita, las luces pueden verse desplazándose y “danzando” sobre el horizonte terrestre, creando una imagen poco habitual incluso para quienes están acostumbrados a trabajar en el espacio. En esta perspectiva, las auroras se perciben como grandes estructuras luminosas que envuelven parte del planeta.

Las auroras australes son el equivalente en el hemisferio sur de las conocidas auroras boreales. Aunque suelen observarse en zonas cercanas al círculo polar antártico, la mayor actividad solar de los últimos meses ha intensificado su frecuencia e intensidad.

El vídeo se suma a otras imágenes similares captadas por astronautas en la Estación Espacial Internacional y otras misiones en órbita, que continúan ofreciendo una visión única de la Tierra y de la influencia del Sol sobre su atmósfera.

  •  

¿Quieres leer más este verano? Aprovecha este descuento de AliExpress en uno de los mejores libros electrónicos

libro electrónico Bigme

¿Has visitado la Feria del Libro y te has hecho con algún que otro título ya pensando en el verano? En esta época del año tenemos más tiempo libre y nos vamos de vacaciones, así que es un buen momento para retomar el hábito lector que no podemos mantener tan activo durante el resto del año. ¿Y si también te compras un libro electrónico?

Es la manera más cómoda de llevar miles de libros en la maleta sin ocupar espacio, y es perfectamente compatible con algún ejemplar en formato físico. Además, no te vas a poder resistir al precio que el libro electrónico Bigme tiene ahora en la Promo de Verano de AliExpress, a lo que puedes sumarle los cupones descuento para ahorrar aún más (válidos en pedidos enviados a España, salvo en productos virtuales y no acumulables con otras promociones):

  • ESSS03 o SSES03: 3€ de descuento en compras mínimas de 15€
  • ESSS06 o SSES06: 6€ de descuento en compras mínimas de 39€
  • ESSS10 o SSES10: 10€ de descuento en compras mínimas de 69€
  • ESSS20 o SSES20: 20€ de descuento en compras mínimas de 139€
  • ESSS30 o SSES30: 30€ de descuento en compras mínimas de 209€
  • ESSS45 o SSES45: 45€ de descuento en compras mínimas de 319€
  • ESSS65 o SSES65: 65€ de descuento en compras mínimas de 459€
  • ESSS110: 110€ de descuento en compras mínimas de 650€

Lo más destacado de este libro electrónico Bigme

  • Pantalla de tinta electrónica de 6 pulgadas con una resolución de 1024 x 758 px.
  • Sistema Android abierto con acceso a Google Play para instalar cualquier aplicación de lectura.
  • Memoria interna de 32 GB ampliable hasta 1 TB para tener una biblioteca amplia en el eBook.
  • Solo pesa 170 gramos, muchísimo menos que cualquier libro.

Lleva toda tu biblioteca en este dispositivo de Bigme

Libro electrónico AliExpress

El libro electrónico Bigme es sinónimo de flexibilidad. Otros dispositivos parecidos limitan el acceso a una única tienda o ecosistema, pero este modelo tiene un sistema Android abierto para que puedas descargar diferentes aplicaciones y adaptar la experiencia de lectura a tus necesidades.

A esto se le suma una pantalla EPD de tinta electrónica, 36 luces LED integradas para ajustar la iluminación según el entorno y 32 GB de memoria interna para almacenar miles de títulos. Y como tiene Bluetooth y Wi-Fi, también podrás escuchar audiolibros o pódcasts con auriculares inalámbricos.

Opiniones de este libro electrónico rebajado en la Promo de Verano

  • "¡Entrega rapidísima! A mi hija le encantó el libro electrónico y el producto coincide con la descripción".
  • "El producto es exactamente como se describe. Muy buena relación calidad-precio".
  • "Puedes instalar código abierto para ver archivos del navegador web, pero es muy fácil de controlar y de configurar".

Con los cupones descuento ESSS10 o SSES10, te puedes ahorrar 10€ extra sobre el precio ya rebajado solo si lo compras antes de que termine la Promo de Verano. ¡Corre a por él!

Los contenidos publicados en esta sección pueden incluir recomendaciones de productos y servicios que consideramos de interés para nuestra audiencia. Cuando el lector realiza una compra a través de los enlaces incluidos, podemos recibir una comisión. Esto no afecta al precio final ni condiciona nuestra selección de productos.

  •  

Pequeña por fuera y potente por dentro: así es la aspiradora portátil que te va a solucionar la limpieza del coche

Aspiradora portátil

El interior del coche acumula más suciedad de la que crees: migas, polvo, arena de la playa, pelos de mascotas, suciedad de los zapatos… Lo peor, si no eres constante con la limpieza, es que acabará incrustándose en alfombrillas, y después será más complicado limpiarla. Por eso, lo mejor que puedes hacer es tener a mano una aspiradora para el coche y utilizarla a menudo.

La frecuencia con la que deberías limpiar el coche depende mucho del uso que le des, pues no es lo mismo si lo coges solo los fines de semana que si a diario para ir a trabajar. Sea como sea, estos dispositivos, como la aspiradora portátil para el coche que AliExpress acaba de rebajar durante su Promo de Verano, son inalámbricos y suelen tener buenas cifras de potencia y de autonomía. Y en este caso, este modelo también tiene un precio top solo hasta el 10 de junio a medianoche.

Ventajas de tener esta aspiradora para el coche

  • Motor sin escobillas de nueva generación que mejora el rendimiento y la eficiencia.
  • Batería de 6.000 mAh para no depender de enchufes.
  • Aspira y sopla a la vez para retirar polvo de zonas difíciles y limpiar espacios pequeños.
  • Incluye 8 accesorios para rendijas, salidas de aire, tapicerías y más.

Limpia todos los rincones del coche sin cables

Aspiradora portátil

Una de las principales ventajas de la aspiradora portátil para el coche es que es muy versátil. Tiene un tamaño muy compacto para guardarla siempre en el maletero o en cualquier compartimento interior e incluye accesorios para llegar bien a todos los rincones (raíles de los asientos, huecos de las puertas, salidas de aire…).

Además, tiene doble función: la puedes utilizar para expulsar aire y así retirar polvo de teclados, estanterías o cualquier otro rincón difícil. Sirve dentro del coche, en casa y donde quieras usarla.

Qué es la Promo de Verano de AliExpress y cómo aprovecharla

La Promo de Verano es una promoción de AliExpress que llega a su fin este miércoles 10 de junio a medianoche, después de varios días de ofertas. Sin embargo, aún puedes aprovechar los descuentos de hasta el 80% en miles de productos de su catálogo para darle la bienvenida a la temporada estival por todo lo alto.

No es la única ventaja, porque también han vuelto los cupones descuento AliExpress, que puedes aplicar en todas las compras que hagas durante la Promo de Verano (válidos en pedidos enviados a España, salvo en productos virtuales y no acumulables con otras promociones):

  • ESSS03 o SSES03: 3€ de descuento en compras mínimas de 15€
  • ESSS06 o SSES06: 6€ de descuento en compras mínimas de 39€
  • ESSS10 o SSES10: 10€ de descuento en compras mínimas de 69€
  • ESSS20 o SSES20: 20€ de descuento en compras mínimas de 139€
  • ESSS30 o SSES30: 30€ de descuento en compras mínimas de 209€
  • ESSS45 o SSES45: 45€ de descuento en compras mínimas de 319€
  • ESSS65 o SSES65: 65€ de descuento en compras mínimas de 459€
  • ESSS110: 110€ de descuento en compras mínimas de 650€

Si quieres ahorrarte 3€ extra en el precio de esta aspiradora para el coche rebajada, aplica los códigos ESSS03 o SSES03 en el carrito antes de hacer el pago. ¡Baratísima!

Los contenidos publicados en esta sección pueden incluir recomendaciones de productos y servicios que consideramos de interés para nuestra audiencia. Cuando el lector realiza una compra a través de los enlaces incluidos, podemos recibir una comisión. Esto no afecta al precio final ni condiciona nuestra selección de productos.

  •  

Apple Week en PcComponentes: estrena este iPad Air por 200€ menos

iPad Air M3

Si en algún momento has querido comprarte una tablet potente, versátil y compacta, seguro que alguien te ha recomendado un iPad. Y no nos sorprende, porque estos dispositivos son la referencia absoluta en el sector, con prestaciones que van más allá de navegar por Internet o ver series.

Además, en el catálogo de Apple hay una gama muy interesante para quienes quieren prestaciones avanzadas sin llegar al precio de los modelos Pro: la familia iPad Air. Es justo el dispositivo que hemos fichado, con el chip M3 y un descuento de 200€ durante la Apple Week de PcComponentes. ¿Te animas?

Puntos fuertes del iPad Air M3

  • Chip M3 con CPU de 8 núcleos y Neural Engine de 16 núcleos para trabajar, crear o editar contenido.
  • Pantalla Liquid Retina de 11 pulgadas con brillo de 500 nits y tecnología TrueTone para una buena experiencia visual.
  • Hasta 10 horas de autonomía para jornadas largas.
  • Diseño ultraligero que solo pesa 460 gramos y con 6,1 m de grosor.

El iPad que sutituye al portátil en la mayoría de tareas

iPad Air M3

El portátil es cómodo para trabajar, pero el dispositivo más versátil y que ya está reemplazando al ordenador en muchas tareas es el iPad Air M3. No compite directamente en potencia, pero sí que lo hace a la hora de ofrecer una buena experiencia de uso para perfiles muy distintos: estudiantes, creativos, personas que teletrabajan, opositores, familias…

El nuevo procesador M3 es un plus en el uso diario, ya que puedes abrir varias apps al mismo tiempo, editar fotos en alta resolución, trabajar con vídeo 4K o utilizar herramientas de inteligencia artificial. Además, la integración de Apple Intelligence abre la puerta a nuevas funciones de productividad, creación de contenido y gestión de información.

¿Qué es y cómo aprovechar la Apple Week de PcComponentes?

La Apple Week es la promoción que ha lanzado PcComponentes esta semana para renovar tus dispositivos Apple o darte un capricho de cara al verano con un descuento hasta el 40%. Las ofertas estarán activas hasta este domingo 14 de junio.

Además de este iPad, también vas a encontrar móviles, ordenadores, relojes o auriculares inalámbricos de Apple a un precio más bajo de lo habitual. La ventaja es que la marca no suele hacer descuentos, así que es una de las pocas opciones que tienes para conseguir la tecnología Apple más barata antes del verano. ¡Aprovéchalo!

¿Te imaginas con este iPad Air M3? Aprovecha que está rebajado 200 € en la Apple Week de PcComponentes, porque no vas a encontrar otro chollo igual para este verano. ¡Solo esta semana!

Los contenidos publicados en esta sección pueden incluir recomendaciones de productos y servicios que consideramos de interés para nuestra audiencia. Cuando el lector realiza una compra a través de los enlaces incluidos, podemos recibir una comisión. Esto no afecta al precio final ni condiciona nuestra selección de productos.

  •  

Governo distingue Lídia Jorge e debate o impacto da tecnologia no 4.º Fórum Cultura

Escritora algarvia recebe Medalha de Mérito Cultural em Loulé

A escritora Lídia Jorge será distinguida com a Medalha de Mérito Cultural pelo Governo, no âmbito da 4.ª edição do Fórum Cultura, que decorre nos dias 8 e 9 de junho, no Algarve, cuja cerimónia, presidida pela Ministra da Cultura, Juventude e Desporto, está marcada para as 18h30 de 8 de junho, segunda-feira, no Auditório do Solar da Música Nova, em Loulé.

Será a oportunidade de reconhecer uma das grandes intérpretes do Portugal contemporâneo, com uma obra que reflete, de forma sensível e profunda, as transformações sociais das últimas décadas”, afirma Margarida Balseiro Lopes.

O evento contará com a participação do artista Dino D’Santiago e de um quinteto de sopros do Conservatório de Música de Loulé.

O Fórum Cultura arranca na manhã de dia 8, no Museu Zer0, em Tavira, o primeiro do país dedicado à arte digital, com a habitual reunião de trabalho à porta fechada com os responsáveis pelas entidades tuteladas pelo Ministério na área da Cultura e representantes das Comissões de Coordenação e Desenvolvimento Regional.

A partir das 14h30, o mesmo espaço acolhe a sessão pública “Impacto da tecnologia na Cultura: efeitos e novas expressões”. Especialistas de várias áreas, como o artista Leonel Moura, a professora catedrática Mirian Tavares, o cineasta Mário Patrocínio, a cantora Viviane ou Pedro Pina, vice-presidente do YouTube, abordam os desafios da digitalização e as novas formas de criação artística.

Margarida Balseiro Lopes

Para Margarida Balseiro Lopes, “a tecnologia deve estar ao serviço da Cultura, mas não pode substituir a visão, o pensamento crítico, a sensibilidade e a experiência humana”. Uma posição sublinhada na reunião informal dos Ministros da Cultura da União Europeia que decorreu esta semana em Nicósia, Chipre.

No dia 9 de junho, o Teatro das Figuras, em Faro, recebe a sessão “Políticas Culturais para a Música: da criação à circulação” com vários agentes e entidades culturais. A iniciativa pretende identificar respostas para um setor em transformação, marcado por novos modelos de negócio e desafios para a criação artística.

É preciso refletir sobre as condições da produção e da circulação da música e os novos padrões de consumo e os impactos no trabalho, valorização e reconhecimento dos artistas portugueses”, considera a Ministra afirmando que “uma discussão que é e será sempre indissociável da importância dos hábitos culturais e está em linha com uma das prioridades do Governo: mais Cultura para todos.

  •  

L’Ai ci rende più soli? Così il Papa lancia l’allarme con la Magnifica humanitas

Il valore dell’umano nelle nostre società? Basterebbe soltanto questo: i parcheggi dei centri commerciali sono gratuiti, quelli degli ospedali si pagano.

Ma tentiamo di comprendere meglio, alla luce dell’enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas. Secondo uno studio del 2019, erano centinaia di milioni le persone che le davano quotidianamente il buongiorno. Mezzo milione di uomini le avevano dichiarato il proprio amore e oltre 250mila le avevano fatto una proposta di matrimonio. Non sto parlando di una signorina particolarmente avvenente, bensì di Alexa, il noto chatbot di Amazon.

E dire che il primo robot parlante risale al 1966, si chiamava Eliza ed era stata programmata dallo scienziato Joseph Weizenbaum per fare la psicologa. Peccato che, dopo svariati colloqui con Eliza, si era visto che le condizioni psicologiche degli esseri umani peggioravano vistosamente. Questo condusse lo scienziato tedesco a una vera e propria crociata per denunciare che, nel “dialogo” fra la macchina e l’essere umano, è quest’ultimo a finirci sotto malamente. La denuncia di Weizenbaum rimase perlopiù inascoltata, e si stava parlando di chatbot ancora rudimentali. Oggi sono parecchie le persone, soprattutto giovani, che si rivolgono a psicologi creati con l’Intelligenza artificiale per confrontarsi su questioni assai profonde. Ragazzi pronti ad affermare che l’IA li capisce e non giudica, li tratta meglio degli adulti.

Le poche multinazionali che ottengono profitti esorbitanti da tutto ciò che ruota attorno all’IA, in nome del sacro profitto, non si sono fatte alcuno scrupolo a generare una tossicodipendenza universale. Social network e dimensioni virtuali di vario genere, infatti, sono state metodicamente programmate per creare dipendenza. Chi li utilizza rimane come ipnotizzato e drogato da una produzione massiva di sostanze del benessere (endorfine, dopamina, serotonina). Questo aspetto, che colpisce soprattutto i più giovani – per via del lobo prefrontale scarsamente sviluppato, ossia la parte del cervello in grado di gestire le emozioni – produce un duplice effetto: persone sempre più impegnate a trascorrere ore scrollando i video, da una parte, e una vita reale che risulta sempre più noiosa, priva di senso e di stimoli perché non in grado di “regalare” le sostanze stupefacenti di cui sopra.

Risultati? Tre giovani su quattro dichiarano di aver bisogno di un supporto psicologico per ansia, senso di inadeguatezza, depressione, incapacità di allacciare relazioni profonde. Non era mai successo prima nella Storia, ma questa si sta avviando ad essere la prima generazione di giovani e giovanissimi in cui il suicidio è la principale causa di morte. Del resto, un nuovo e imponente studio longitudinale condotto su oltre 4mila preadolescenti – pubblicato su International Journal of Clinical and Health Psychology – ha rivelato che i ragazzi che più fanno uso degli schermi colorati sono anche quelli con più probabilità di manifestare i sintomi di cui sopra.

Basterebbe soltanto un dato per capire che i governanti mondiali sanno tutto ciò: TikTok, il social più famoso e usato fra i giovani, è un prodotto cinese vietato in un solo paese del mondo: la Cina. In nome del progresso tecnologico e del profitto economico, ormai gli unici due parametri con cui si riconosce valore a persone, cose e iniziative, si stanno volutamente trascurando gli effetti deleteri dell’IA sulle persone, ma anche sul pianeta, considerando che questa tecnologia è la più energivora e consumatrice di acqua (le “terre rare” per cui si fanno le guerre sono quelle ricche di minerali indispensabili all’IA).

La Magnifica humanitas di Leone XIV denuncia questo potere assoluto che il sistema tecno-finanziario esercita su democrazie degradate e impotenti, nel silenzio assordante di una politica largamente ignorante e genuflessa. Nonché di una Sinistra ancora una volta agevolmente scavalcata alla sua sinistra (dal Papa!), incapace di difendere le classi subalterne rispetto ad argomenti che hanno un impatto reale sulle persone. Anche a fine Ottocento ci volle un’enciclica, la Rerum novarum di Leone XIII (1891), per denunciare le ingiustizie del mercato e proporre azioni alternative alle tanto velleitarie quanto sanguinose rivoluzioni comuniste.

Il Papa di allora, cui dichiaratamente si ispira l’attuale, rimase inascoltato e questo fece piombare il mondo in due terribili guerre mondiali. Oggi si rischia perfino di più, considerato che la filosofia cui aderiscono tutti i grandi guru dell’IA è quel transumanesimo che si pone come scopo il superamento della magnifica umanità pensante e senziente. Assai meno redditizia della munifica superumanità di docili robot.

L'articolo L’Ai ci rende più soli? Così il Papa lancia l’allarme con la Magnifica humanitas proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Rayman Legends Retold, un ritorno che vuole ricostruire tutto da capo

C’è qualcosa di coraggioso nel tornare su un brand che porta il peso di decenni di aspettative e dichiarare, senza mezzi termini, che si riparte da zero. È esattamente quello che Ubisoft Montpellier e Ubisoft Milano hanno scelto di fare insieme con Rayman Legends Retold: non un seguito, non un omaggio nostalgico, ma una rifondazione vera e propria dell’universo di Rayman, pensata per chi quella saga la conosce a memoria e per chi non l’ha mai sfiorata.

Abbiamo avuto modo di vedere e provare il gioco in anteprima, con accesso a due delle regioni che comporranno la mappa di gioco. Quel che ne è uscito è un quadro ancora incompleto — il titolo è atteso per il 1° ottobre 2026 e lo sviluppo è ancora in corso — ma già capace di lasciare il segno.

Un mondo che respira da solo

La svolta più evidente rispetto al passato è la nuova presentazione con ambienti tridimensionali, che non è un semplice aggiornamento estetico ma una scelta strutturale. Legends Retold abbandona la progressione lineare a livelli separati e la sostituisce con un’unica grande mappa di gioco, divisa in regioni autonome, ognuna con carattere visivo e lore distinti. È un’architettura che promette esplorazione vera, non solo attraversamento.

Delle due regioni che abbiamo visitato, Old Teensie Kingdom introduce il mondo con la sobrietà di un atto primo classico, mentre The Stinkbog — la regione delle paludi, con le sue cavalcate sui draghi che aprono la mappa verticalmente — ha il passo di chi sa di avere qualcosa da dire. Le ambientazioni che abbiamo visto hanno tutte un carattere deciso e riconoscibile: niente sfondi intercambiabili, ogni area porta con sé una storia che si legge prima ancora di interagire con essa. Alcune ci hanno lasciato letteralmente a bocca aperta.

Il comparto artistico è affiancato da una colonna sonora firmata da Christophe Héral e Grant Kirkhope — coppia già collaudata su Origins e Legends — con audio immersivo che entra nel gameplay diretto nei livelli musicali, dove ritmo e movimento si sincronizzano in modo istintivo.

Gameplay: la difficoltà come scelta, non come punizione

Sul piano delle meccaniche, il gioco conferma l’approccio “forgiving” promesso dagli sviluppatori nella modalità storia: dovremo esplorare, usare l’ambiente come alleato — per spostarci, per attaccare, per sopravvivere — e un moveset classico da platform — salto, pugno in caduta, attacchi caricati — che non chiede nulla di nuovo al giocatore ma funziona. L’impressione è quella di un platform costruito per non escludere nessuno al primo contatto.

Chi cercherà sfida la troverà nei livelli dedicati, pensati ad hoc per il pubblico più competitivo. Tornano Kung Foot, il minigame sportivo ormai culto, e Cave of Trials, il livello platform infinito che misura i riflessi senza sconti. È una coesistenza che funziona proprio perché le due anime non si sovrappongono mai: la storia non perde accessibilità, la sfida non perde mordente.

La cooperativa fino a 4 giocatori in locale è integrata nell’esperienza fin dall’inizio — non un’aggiunta, ma una modalità progettata con lo stesso peso della singola.

Un universo che si prende sul serio

Una delle scelte più indicative dell’ambizione del progetto riguarda la produzione audio: Ubisoft ha curato la selezione del cast vocale con la stessa attenzione che si riserva alle produzioni narrative di peso, puntando a dare profondità ai personaggi invece di trattare il doppiaggio come un dettaglio di contorno. È una scelta che, insieme alla localizzazione in 8 lingue, dice molto su come il team consideri questo titolo — non un aggiornamento di servizio, ma un tentativo serio di restituire a Rayman il rilievo che merita. Il nuovo mondo dei morti viventi, con la sua lore inedita e un boss finale che promette di lasciare il segno, va nella stessa direzione: Legends Retold sta costruendo mitologia, non solo livelli.

In conclusione

Rayman Legends Retold è ancora in lavorazione, e il quadro che ne emerge è per forza di cose incompleto. Ma quello che abbiamo visto è sufficiente per capire che Ubisoft Montpellier non sta semplicemente aggiornando una vecchia IP: sta costruendo qualcosa con una visione precisa, artistica e strutturale, che rispetta la saga senza esserne prigioniera.

Se l’obiettivo era dimostrare che Rayman ha ancora qualcosa da dire nel panorama dei platform contemporanei, la risposta anticipata è sì — e con una certa convinzione. L’appuntamento è per ottobre!

L'articolo Rayman Legends Retold, un ritorno che vuole ricostruire tutto da capo proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Xiaomi annuncia i nuovi prodotti del 2026: lo smartphone 17T Pro, dispositivi wearable, TV ed elettrodomestici per una casa sempre più connessa

Xiaomi ha scelto Vienna per un evento che va oltre il tradizionale lancio di uno smartphone. La casa cinese la scorsa settimana ha portato sul palco una nuova ondata di prodotti pensati per raccontare la sua idea di ecosistema: telefoni, wearable, auricolari, speaker, TV e grandi elettrodomestici. Il filo conduttore è sempre lo stesso, cioè la strategia “Human × Car × Home”, con cui Xiaomi vuole mettere in comunicazione dispositivi personali, casa intelligente e mobilità. In questo scenario lo smartphone resta il centro dell’esperienza, ma non è più l’unico protagonista. Intorno a lui si muovono prodotti pensati per accompagnare momenti diversi della giornata, dal lavoro allo sport, dall’intrattenimento alla gestione della casa.

Xiaomi 17T Pro e Xiaomi 17T

Il prodotto più atteso dell’evento è stato Xiaomi 17T Pro, affiancato dal più compatto Xiaomi 17T. La serie T ha sempre avuto un ruolo particolare nella gamma del marchio, perché prova a portare funzioni da top di gamma in una fascia di prezzo meno estrema rispetto ai modelli Ultra. Con questa generazione Xiaomi punta soprattutto su fotografia, autonomia e display, tre aree che oggi pesano moltissimo nella scelta di uno smartphone. La collaborazione con Leica resta centrale, ma non va letta come un semplice marchio applicato al retro del telefono. Il lavoro riguarda ottiche, resa cromatica, modalità di scatto e approccio generale all’immagine, con l’obiettivo di rendere il telefono più versatile in ogni situazione. Entrambi i modelli hanno una tripla fotocamera con sensore principale da 50 MP e, soprattutto, un teleobiettivo Leica 5x da 50 MP con stabilizzazione ottica, una novità importante per la serie T.

Il teleobiettivo è probabilmente la caratteristica più interessante per chi usa davvero tanto la fotocamera dello smartphone. Non serve soltanto a fotografare un soggetto lontano, ma permette anche di lavorare meglio su ritratti, dettagli architettonici, concerti, viaggi e scene in cui avvicinarsi fisicamente non è possibile. Xiaomi parla di zoom ottico 5x nativo, zoom ottico 10x e Ultra Zoom AI fino a 120x, numeri che attirano l’attenzione ma che vanno riportati alla vita reale. La differenza più importante, infatti, sta nella possibilità di avere una focale più lunga e stabile per scattare immagini meno “piatte” e più curate. Anche le prime recensioni italiane hanno messo in evidenza proprio il teleobiettivo Leica 5x come una delle ragioni principali per guardare con interesse al 17T Pro.

La parte fotografica introduce anche Leica Live Moment, una funzione che prova a superare il concetto di semplice scatto statico. L’idea è catturare non solo il momento finale, ma anche il movimento e l’emozione che lo precedono, trasformando una foto in un piccolo racconto visivo. È una funzione pensata per scene dinamiche, bambini, animali, sport, viaggi o momenti spontanei in cui un singolo fotogramma rischia di perdere qualcosa. Sul 17T Pro arriva anche la Cinematografia Live, con Ultra-HD Live Moment in 4K e opzioni creative più evolute per gestire zoom e profondità. La versione Pro aggiunge inoltre una parte video più ambiziosa, con registrazione cinematografica 4K a 60 fps e un bokeh naturale dello sfondo, utile per dare ai filmati un aspetto più curato.

Il display segue la stessa direzione. Xiaomi 17T Series utilizza pannelli AMOLED 1.5K con luminosità di picco fino a 3.500 nit, pensati per restare leggibili anche all’aperto e sotto luce intensa. Il Pro arriva fino a 144 Hz, mentre Xiaomi 17T si ferma a 120 Hz, comunque più che sufficienti per una navigazione fluida, gaming all’altezza e contenuti video. Xiaomi introduce anche Vision Care, una tecnologia studiata per ridurre affaticamento visivo, luce blu, sfarfallio e motion blur.

L’altra grande notizia è la batteria. Xiaomi 17T Pro monta un’unità al silicio-carbonio da 7.000 mAh, affiancata da ricarica cablata HyperCharge da 100 W e ricarica wireless da 50 W. Xiaomi 17T, più compatto, integra invece una batteria da 6.500 mAh con ricarica cablata da 67 W. Il Pro utilizza il MediaTek Dimensity 9500 a 3 nm, mentre il modello base adotta il Dimensity 8500-Ultra a 4 nm. Entrambi sono supportati dal sistema Xiaomi 3D IceLoop, pensato per gestire meglio il calore durante gaming, registrazione video e multitasking. In Italia i prezzi partono da 899,90 euro per Xiaomi 17T Pro e da 749,90 euro per Xiaomi 17T, con promozioni di lancio che includono bundle e servizi digitali.

L'articolo Xiaomi annuncia i nuovi prodotti del 2026: lo smartphone 17T Pro, dispositivi wearable, TV ed elettrodomestici per una casa sempre più connessa proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Uber demite 23% da equipe de RH em reestruturação global

A empresa de mobilidade Uber anunciou, nesta quinta-feira (4), a demissão de 23% de seus funcionários das áreas de recursos humanos, recrutamento e cultura, que inclui também o relacionamento com os motoristas.

O gigante do transporte por aplicativo disse que os cortes devem afetar cerca de 1% de seus 35 mil empregados, segundo memorando interno visto pela emissora americana CNBC. A companhia ainda mobiliza o trabalho de cerca de 10 milhões de motoristas parceiros.

Procurada, a Uber não esclareceu se os cortes vão afetar a sede da empresa no Brasil.

Reestruturação e cortes

A demissão em massa, focada principalmente em cargos seniores, faz parte de uma reestruturação comandada por Jill Hazelbaker, diretora de assuntos corporativos recém-promovida a presidente da empresa de transporte por aplicativo. O objetivo é simplificar a gestão das equipes.

Diferentemente de grandes dispensas recentes em empresas de tecnologia, a Uber afirmou em entrevista à Bloomberg que os cortes não estão ligados ao uso de inteligência artificial generativa.

Expansão no Brasil

A empresa tem um centro de tecnologia na capital paulista, com cerca de 500 engenheiros. Em entrevista à Folha, o CEO da empresa Dara Khosrowshahi anunciou uma expansão para o Rio, investindo mais de R$ 2 bilhões em tecnologia.

Apenas no Brasil, são mais de 2 milhões de motoristas que trabalham com a Uber. “Estimamos que mais de 85% da população brasileira já usou a Uber de alguma forma”, disse Khosrowshahi. (Pedro S. Teixeira/FOLHAPRESS)

The post Uber demite 23% da equipe de RH em reestruturação global appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.

  •  

Auto elettrica, l’UE studia una strategia che richiama il modello cinese

La sopravvivenza industriale dell’automotive europeo? È anche una questione di geopolitica. La Commissione Europea ha infatti allo studio una tattica che ricorda da vicino i metodi storicamente utilizzati dalla Cina per regolamentare l’ingresso dei costruttori europei nel sistema produttivo a basso costo della Repubblica Popolare. L’obiettivo dell’UE è imporre alle aziende cinesi rigidi vincoli di investimento, partnership incentivate o forzate e, soprattutto, trasferimenti tecnologici all’interno del Vecchio Continente. Esattamente come facevano i cinesi coi car makers europei desiderosi di accedere al sistema industriale e al mercato del gigante asiatico. Un ingresso vincolato alla creazione di joint venture con le aziende locali pensato per assorbire il know how industriale e tecnologico occidentale.

Si tratterebbe di una vera e propria “strategia a specchio”, concepita per riequilibrare i rapporti di forza in vari comparti industriali strategici, a partire dalla cruciale catena del valore dell’auto elettrica, attualmente in tutto e per tutto in mani cinesi. Sostanzialmente, con questa mossa l’Unione Europea tenta di recuperare (per quanto possibile) il terreno perduto in questi anni, sia in termini di tecnologia sia in termini di competitività industriale. Come accennato, per anni le aziende occidentali sono state costrette ad accettare le severe condizioni imposte dal Dragone pur di accedere alla piazza cinese. L’obbligo di siglare alleanze con partner locali ha rappresentato per lungo tempo il fulcro della strategia di crescita della superpotenza asiatica. Attraverso questo meccanismo, Pechino ha potuto assimilare competenze, segreti industriali e modelli produttivi d’avanguardia, per poi capitalizzarli a proprio vantaggio. Oggi Bruxelles punta a ricalcare quella stessa logica per difendere i propri confini produttivi.

La svolta dimostra che la Commissione non intende limitarsi alla sola arma, per certi versi spuntata, dei dazi doganali sulle auto elettriche. Le barriere tariffarie, infatti, rischiano di essere facilmente aggirate dai colossi asiatici localizzando l’assemblaggio finale dei veicoli in Europa. Il target dei legislatori europei diventa quindi molto più profondo: spingere i giganti cinesi a investire in veri e propri stabilimenti produttivi europei, obbligandoli a condividere parte del proprio prezioso know-how sulle batterie e a creare partnership più equilibrate con la filiera locale. In ballo ci sono la sovranità industriale continentale, la tutela dell’occupazione e la salvaguardia della competitività del settore automobilistico continentale.

L’Europa è divenuta infatti sempre più dipendente dal Paese asiatico in ambiti cruciali che vanno dalle batterie per auto alle terre rare, fino a componenti e beni industriali di ogni tipo. Allo stesso tempo, l’avanzata globale di Pechino in diversi settori, a partire dall’automotive, appare ormai difficilmente contenibile. Quindi, se non puoi batterli, alleati con loro.

Fra le economie europee più esposte a questa transizione c’è senza dubbio quella tedesca, fortemente e storicamente dipendente dall’automotive. Berlino ha finora mantenuto un approccio economico e politico prudente con la Cina, col governo tedesco attento a non compromettere i cruciali rapporti commerciali con il Dragone e a evitare possibili ritorsioni, soprattutto sul delicato fronte delle materie prime critiche.

Tuttavia, nel dibattito politico ed economico interno alla Germania stanno emergendo i primi segnali di ripensamento. Infatti, l’industria tedesca attraversa una fase complessa, segnata da un preoccupante calo dell’occupazione e da pressioni competitive crescenti a livello globale, le stesso che impongono un ripensamento delle relazioni commerciali con Pechino.

Le diplomazie del vecchio continente sono già al lavoro e spingono con forza per ridurre la dipendenza da Pechino. Il governo francese ha parlato apertamente di un “rullo compressore cinese” capace di comprimere l’economia europea e azzerare la concorrenza. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e i principali commissari discuteranno i possibili interventi normativi a fine maggio, con l’obiettivo di definire i dettagli tecnici per poi sottoporli ufficialmente ai leader dell’Unione Europea in occasione del cruciale vertice di Bruxelles in programma a giugno.

L’intento dei vertici comunitari è anche quello di favorire una posizione più coesa all’interno dell’Unione, poiché un eventuale e definitivo cambio di passo della Germania potrebbe avere un effetto trainante decisivo sugli altri Stati membri, anche in virtù dei legami esistenti fra le catene di fornitura dei vari Paesi membri.

Resta da capire quale sarà la reazione della controparte: Pechino osserva con crescente irritazione la possibile svolta protezionistica europea. Secondo quanto riferito da agenzie di stampa internazionali, le ipotesi di vincoli strutturali agli investimenti e di trasferimenti tecnologici forzati vengono lette dalla leadership asiatica come una deriva pericolosa, in aperto contrasto con i principi di apertura commerciale e libero scambio che Bruxelles ha sostenuto e promosso nel mondo.

Il governo cinese continua a rivendicare che la propria straordinaria competitività sui mercati globali sia esclusivamente il risultato di investimenti nell’innovazione, efficienza produttiva e grande scala industriale, respingendo categoricamente le accuse occidentali di pratiche scorrette o sussidi illeciti (pur comprovati). Se l’Unione Europea dovesse davvero imboccare questa strada senza fare passi indietro, si aprirebbe inevitabilmente una nuova e complessa fase nei rapporti euro-cinesi, dai risvolti tutti da definire.

L'articolo Auto elettrica, l’UE studia una strategia che richiama il modello cinese proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌