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Festival de Aves estreia-se na FEI-TUR

Vila Nova de Milfontes recebe, de 11 a 14 de junho, a FEI-TUR – Feira de Turismo do SW, que este ano integra uma novidade dedicada à natureza: o Festival de Aves, organizado pela SPEA – BirdLife, em parceria com o Município de Odemira. A iniciativa pretende valorizar o património natural e cultural do concelho, aproximar residentes e visitantes da biodiversidade local e sensibilizar para a conservação dos habitats.  

Inserido na programação da FEI-TUR, o Festival de Aves propõe várias atividades gratuitas, pensadas para diferentes públicos, desde observadores de aves a famílias com crianças. O programa inclui passeios de observação de aves em horário diurno e ao pôr do sol, o ponto fixo de observação “De Olho nas Aves”, o Escape Game das Aves e o atelier infantil “Ovos Musicais”.  

No dia 12 de junho, o Festival arranca com o Escape Game das Aves, uma atividade que desafia os participantes a resolver enigmas e códigos inspirados no mundo das aves, entre as 17h00 e as 19h00. No mesmo dia, entre as 19h00 e as 21h00, realiza-se uma observação de aves ao pôr do sol na Praia das Furnas Rio, com travessia de barco incluída e percurso pedestre até às ruínas, para observação da avifauna local e dos habitats estuarinos.  

A 13 de junho, o programa começa às 8h00 com um passeio de observação de aves no paul de Vila Nova de Milfontes, uma zona húmida relevante para a avifauna local e migradora. Durante a tarde, decorre o atelier infantil “Ovos Musicais”, dedicado aos ovos e ninhos das aves, seguido de uma edição do Escape Game das Aves para famílias. Entre as 17h00 e as 20h00, junto ao Farol de Vila Nova de Milfontes, estará disponível o ponto fixo “De Olho nas Aves”, com binóculos, telescópios e guias de identificação, numa atividade de participação livre e sem necessidade de inscrição.  

O Festival de Aves termina no dia 14 de junho com um passeio de observação de aves no Monte do Zambujeiro, com percurso pedestre por diferentes habitats da área envolvente e regresso de barco a Vila Nova de Milfontes.  

As atividades do Festival de Aves são gratuitas. Algumas requerem inscrição prévia através do site do Município de Odemira; o ponto fixo “De Olho nas Aves” tem participação livre.  Informações e inscrições em CM Odemira / FEI-TUR – Feira de Turismo do SW

A FEI-TUR decorre ao longo de quatro dias e reúne experiências de turismo de natureza, desporto, gastronomia, produtos locais, música, workshops, artesanato e animação infantil. Numa organização do Município de Odemira e Entidade Regional de Turismo do Alentejo e Ribatejo, o evento afirma Vila Nova de Milfontes como referência nas atividades náuticas e promove o território como destino de excelência para a prática desportiva em plena natureza. As entradas na FEI-TUR são livres.  

Lista de atividades com inscrição obrigatória: 

Dia 12 de junho  

17h00 – Escape Games das Aves 

19h00 – Observação de aves ao pôr do sol, com travessia de barco 

Dia 13 de junho 

8h00 – Passeio de Observação de Aves 

13h00 Atelier infantil “Ovos Musicais” 

16h00 – Escape Games das Aves 

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Ddl Valditara sull’educazione affettiva? Fermare questi oscurantisti sta diventando emergenza nazionale

di Enza Plotino

Sarà uno dei primi provvedimenti indegni prodotti dalla destra al Governo che verrà stracciato dai prossimi inquilini di Palazzo Chigi. Speriamo! Perché rappresenta una miscela di rigido moralismo, ipocrita e bigotto, con cui Meloni e i suoi si arrogano il diritto di ergersi a custodi integerrimi del pudore e della morale pubblica, ma anche privata, dando ai genitori “tradizionalmente” intesi la facoltà di esprimere il consenso all’insegnamento nelle scuole medie e superiori dell’educazione sessuale e affettiva. Mentre nella scuola dell’infanzia rimane proibito.

Chiunque sia sano di mente non si capacita di questa grave responsabilità che il Governo si assume con l’approvazione del ddl Valditara, negando a tutta una fascia di minori di poter accedere alle informazioni e a progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, ovvero nei luoghi deputati alla formazione collettiva. Di più. Il Disegno di legge rinvigorisce la storica contrapposizione tra la scuola e la famiglia che, da questo momento, viene coinvolta direttamente nella scelta dell’insegnamento sessuale e affettivo, subordinato all’autorizzazione esplicita e scritta da parte dei genitori.

In pratica gli istituti scolastici sono obbligati ad informare le famiglie almeno sette giorni prima dell’inizio delle attività. La comunicazione deve contenere una descrizione dettagliata dei contenuti, degli obiettivi formativi e dell’eventuale partecipazione di esperti o associazioni esterne. Per gli alunni minorenni è, inoltre, prescritta la presenza di un docente della classe durante lo svolgimento dei moduli. In caso di mancata autorizzazione da parte dei genitori, gli studenti non frequenteranno quelle lezioni e la scuola dovrà predisporre attività didattiche alternative, che siano già integrate nel Piano triennale dell’offerta formativa. Un triplo salto mortale all’indietro verso l’oscurantismo medievale.

Per questi negazionisti del progresso culturale e pedagogico, bigotti ascesi al potere, a nulla valgono le ricerche delle miriadi di Fondazioni che hanno da tempo lanciato l’allarme su una generazione che cresce senza strumenti per riconoscere il consenso e sulla diffusione di comportamenti sessisti e di violenza di genere che circolano anche attraverso la rete internet. Mentre le scuole chiedono di essere aiutate, il Governo le imbavaglia, lasciando i ragazzi e le ragazze soli di fronte alla pornografia e alla cultura del possesso del corpo delle donne in cui siamo ancora immersi, invece di sostenere il cambiamento e una nuova grammatica delle relazioni.

A causa di questa spinta oscurantista e ipocrita, tutti i progetti oggi attivi nelle scuole ad opera di dirigenti e insegnanti consapevoli vengono puntualmente messi sotto accusa insieme agli enti locali che si schierano a favore. Il provvedimento dà una patente di sorveglianza speciale alle famiglie e fa diventare l’educazione sessuale e affettiva una “opzione” etica e non un diritto educativo universale, così come dovrebbe essere. Inoltre mina il clima di fiducia reciproca tra scuola e famiglia, già gravemente compromesso in questi tempi di delegittimazione del ruolo pedagogico ed educativo della scuola pubblica.

Un atto gravissimo che si sta compiendo nei confronti delle giovani generazioni e del loro diritto ad ottenere informazioni corrette da professionisti anziché dai social e dalla realtà digitale. “Un danno che si rischia di produrre nei confronti di giovani cittadini e cittadine, considerato anche che l’Italia è uno dei soli sette paesi europei nei quali l’educazione sessuale non è obbligatoria. Ora addirittura si va in direzione contraria e si vieta anche quel poco che le scuole fanno da anni su base volontaria con il servizio socio sanitario”, come dichiarano in una nota i componenti del Pd della Commissione Istruzione della Camera dei Deputati. Fermare la mano di questi oscurantisti sta diventando un’emergenza nazionale.

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Quercus questiona Ministra do Ambiente se já repôs o acesso livre a todas as praias de Grândola

Quase um ano depois da fiscalização levada a cabo pela Agência Portuguesa do Ambiente a 45 km de faixa costeira entre Tróia e Melides, segundo a qual 10 das 22 praias analisadas tinham acesso controlado ou condicionado por empreendimentos turísticos ou barreiras físicas, a Quercus vem questionar o Governo, numa carta enviada à Srª Ministra do […]

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Unforgettable Looks at the Tony Awards: Cole Escola, Sarah Paulson and More

Shrunken suits, bouncy wigs and gloves that came with a manicure were some of the looks that stood out on the red carpet.

© Jutharat Pinyodoonyachet for The New York Times

Cole Escola in Christopher John Rogers at the 79th Tony Awards.
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Educazione affettiva, il ddl Valditara condanna una generazione a ignorare consenso, contraccezione e malattie

di Riccardo Capanna

Finalmente in Italia è stata approvata l’educazione sessuale nelle scuole. Anzi no. Il ddl Valditara, approvato giovedì dal Senato con 78 voti favorevoli e 38 contrari, non introduce l’educazione sessuo-affettiva come materia curricolare, ma come corso facoltativo cui partecipare solamente previa consenso informato e scritto di entrambi i genitori, neanche fosse l’insegnamento della religione cattolica. Qualora i genitori non dessero il via libera, si ipotizzano, quali materie di “alternativa”, i seminari.

Nessuna riforma dell’istruzione, prima d’ora, aveva avuto bisogno dell’approvazione dei genitori — se no, nessuno avrebbe acconsentito alle leggi Casati (1859) e Coppino (1877) che hanno reso obbligatoria l’istruzione primaria. Anche la Costituzione assegna il dovere-diritto di istruire i più piccoli allo Stato e non alle famiglie: “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi” (art. 33). Anzi, “nei casi di incapacità dei genitori”, vedasi famiglia nel bosco, “la legge provvede a che siano assolti i loro compiti” (art. 30).

Ma non è finita qui. Se la Consulta farà passare la legge, i ragazzi, previo consenso di mamma e papà, potranno partecipare ai corsi di educazione sessuo-affettiva a partire dagli 11 anni, anziché dalle elementari come consiglia l’Oms e fanno i Paesi nordici. C’è la paura — dicono dalla destra reazionaria — che s’insegnino “le posizioni sessuali” e “la propaganda gender” ai bambini, ma l’unico rischio è che questi ultimi imparino i nomi corretti delle parti del corpo (pene, vulva, ano…) e riescano a dare un nome ai propri sentimenti (e, dunque, identificarli e denunciarli se tossici o nocivi).

Il neopuritanesimo all’italiana, dove fare sesso non è più un tabù ma è un tabù parlarne, condannerà un’altra generazione a ignorare le Mst, le gravidanze indesiderate, la contraccezione, il consenso. Secondo un’inchiesta della Fondazione Libellula, un ragazzo su 5 tra i 14 e i 19 anni considera normale toccare o baciare una persona senza il suo consenso, per uno su 4 non è strano diffondere i dettagli intimi del proprio partner. Sono i risultati del più prolifico, nonché unico educatore sessuale oggi attivo in Italia: PornHub.

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Aracelis recebe Evento Satélite do New European Bauhaus Festival 2026

“O Que Move as Pessoas” junta Alentejo e Andaluzia com cultura, tradição, inovação territorial e ligação à Europa

No próximo dia 10 de junho de 2026, entre as 10h00 e as 20h00, o Santuário de Nossa Senhora de Aracelis, entre Castro Verde e Mértola, recebe o evento “O Que Move as Pessoas — Aracelis | Evento Satélite NEB Festival 2026”, integrado na programação oficial do New European Bauhaus Festival 2026, iniciativa promovida pela Comissão Europeia.

Ao longo de um dia inteiro, Aracelis transformar-se-á num grande ponto de encontro entre Portugal e Espanha, reunindo cultura, tradição, património, gastronomia, inovação territorial, participação comunitária e cooperação transfronteiriça.

Sob o mote “O Que Move as Pessoas”, o evento convida a refletir sobre aquilo que nos faz partir, regressar, permanecer, cuidar e criar pertença aos territórios. Aracelis, pela sua localização simbólica, ligação à paisagem e relação histórica com práticas de romaria e memória coletiva, será o cenário privilegiado para pensar o presente e o futuro dos territórios rurais.

A iniciativa é organizada pela Incubadora de Inovação Social do Baixo Alentejo, CCDR Alentejo, Municípios de Mértola, Castro Verde e Puebla de Guzmán, Freguesias de Alcaria Ruiva e São Marcos da Ataboeira, em articulação com um vasto conjunto de parceiros, entidades e projetos dos dois lados da fronteira.

O programa cruza três grandes dimensões: Feira, Fórum e Festa. A Feira NEB dará a conhecer projetos, artesãos, produtores e iniciativas territoriais do Alentejo e da Andaluzia. O Fórum contará com os colóquios “Territórios Vivos”, às 11h00, e “T(i)erras de Futuro”, às 15h30, dedicados aos desafios dos territórios rurais, à sustentabilidade, à inovação, à cooperação e às novas formas de habitar e valorizar estes lugares.

O colóquio da tarde contará com a participação especial de Ana Arrebentinha, que se junta ao evento para conduzir e dinamizar uma conversa sobre futuro, identidade e transformação territorial.

Outro dos momentos altos será “(L)Leva Aracelis no Coração”, marcado para as 17h30, que reunirá artistas, comunidades e expressões culturais do território num momento simbólico transmitido em direto no âmbito do NEB Festival, em Bruxelas. Esta ligação internacional levará a identidade, a paisagem e a energia de Aracelis até ao palco europeu.

A programação cultural será um dos grandes destaques do dia, com a participação dos Bandidos do Cante neste momento transmitido em direto, levando a força e a emoção do cante alentejano até ao palco europeu. O evento contará ainda com grupos tradicionais de Puebla de Guzmán, ligados a uma das romarias mais conhecidas da Andaluzia, reforçando a ligação cultural, simbólica e comunitária entre os dois lados da fronteira.

O evento contará também com a presença de entidades da União Europeia, reforçando a dimensão europeia da iniciativa e a promoção das experiências territoriais do Alentejo no contexto do New European Bauhaus, que valoriza territórios mais sustentáveis, belos e inclusivos.

Mais do que um evento, “O Que Move as Pessoas” afirma Aracelis como um laboratório vivo de celebração, reflexão e cooperação sobre o futuro dos territórios de baixa densidade.

A entrada é gratuita, mediante inscrição prévia. A agenda completa e as inscrições estão disponíveis clicando AQUI.

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Encontrado corpo de homem nas Azenhas do Guadiana em Mértola

Um corpo, ao que tudo indica ser do homem de 37 anos e nacionalidade brasileira, que se encontra desaparecido desde a tarde de hoje, 7 de junho, foi encontrado no rio Guadiana, nas Azenhas do Guadiana, no concelho de Mértola.

Na sequência das operações de busca, as equipas de mergulho dos Bombeiros Voluntários encontraram um corpo, tendo-o retirado da água.

O auto de verificação do óbito será efetuado pela Delegada de Saúde Regional, e após contacto com o Ministério Público, o corpo será transportado para o Gabinete Médico-Legal do Baixo Alentejo, pelos Bombeiros Voluntários de Mértola.

Segundo o comunicado da Autoridade Narítima Nacional (AMN), o Comando Local da Polícia Marítima de Vila Real de Santo António encontra-se a tomar conta da ocorrência.

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In Edicola sul Fatto Quotidiano del 8 Giugno:

dopo la grazia

Le chat e gli audio: tutti i racconti di Graciela prima del dietrofront

Nessun “travisamento”. L’ex massaggiatrice avrebbe ritrattato. Pubblichiamo alcune trascrizioni di messaggi e telefonate registrate

Ma mi faccia il piacere di Marco Travaglio

Autoritratto. “Avevamo ragione: siamo tutti puttane” (Giuliano Ferrara, Foglio, 4.6). Tu di sicuro, ma parla per te. L’arma segreta. “Caro Mattarella, se anche noi come Israele avessimo avuto ai confini dei terroristi come Hezbollah avremmo usato la stessa forza ‘indebita’” (Giuliano Ferrara, Foglio, 3.6). Gli sganciavamo direttamente Ferrara ed era fatta. Merlo-bunga. “Io la grazia […]

la denuncia

Commissione Covid: i consulenti FdI fanno audizioni in caserma

Richiesta ai presidenti di Camera e Senato la rimozione del meloniano Lisei

Guerra delle banche

Bagarre su Mps: Intesa disturba il piano Giorgetti per il “terzo polo”

Lo scambio, Mediobanca e Generali a Milano, il resto a Bper

In Europa e da noi

Le pensioni e la flat tax hanno ferito il welfare: la fine arriva col riarmo

Addio redistribuzione. La crisi dei conti pubblici è stata evitata con i tagli: la diseguaglianza cresce e si trasmette per eredità

Medio Oriente

Dall’Iran razzi contro Israele per ritorsione: rischio guerra

razzi intercettati Ben-Gvir: “Ora Teheran Brucerà”

L’analisi Strategie

Sotto Beaufort, nulla: per “Bibi” il fronte nord ormai è un pantano

La riconquista della fortezza è servita a Netanyahu come trofeo politico. Ma il partito di Dio sciita continua a resistere e il conflitto può trasformarsi
in una nuova trappola storica per Tel Aviv

L’intervista capovolta

Marino Niola: “Basta lezioni: la sinistra faccia sognare gli italiani”

“La destra vince perché culla tutti i nostri vizi”

Addio sport

Pubblicità, costi folli, troppe partite: come il calcio si fece intrattenimento. Lo show dei mondiali americani

208 finestre per gli spot vendute a peso d’oro, in finale intervallo di mezz’ora per lo show tipo SuperBowl

tennis

Zverev si prende Parigi, ma piega la resistenza di Cobolli solo al 5° set

La finale del Roland Garros: 6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1 per il tedesco

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“Qui con 1.480 euro non riesco più a vivere”. Carovita, salari bassi e nessun aiuto familiare: continua l’esodo dei docenti dalle grandi città | I nuovi dati

“La Gran Milano non me la posso permettere. Mi dispiace lasciare questa città ma qui con 1.480 euro non riesco più a vivere. Non mi vergogno a dirvi che spesso il cinque del mese, il mio stipendio è già prosciugato. Torno a Battipaglia dove vive la mia famiglia”. Mariangela Bukne, 52 anni, tarantina di nascita ma nomade per lavoro, è una dei 46.826 docenti che hanno ottenuto la mobilità, ovvero che a settembre si trasferiranno in un’altra scuola. Di questi poco più di 11mila hanno chiesto di andare in un’altra provincia, spesso dal Nord al Sud. Il fenomeno si registra ogni anno. È una vera e propria emorragia che colpisce soprattutto le scuole Settentrionali, mettendo in crisi la cosiddetta continuità didattica. In parole povere: chi vive in Campania, Sicilia, Calabria spesso diventa di ruolo a Milano, a Torino, Venezia o Bologna (e zone limitrofe), ma dopo il triennio obbligatorio in quella sede, lascia baracca e burattini perché con uno stipendio netto intorno ai 1.480 euro al mese non ce la fa a sostenere le spese di affitto ma non solo.

I numeri dell’esodo

La vita di queste persone si limita obtorto collo al tragitto casa-scuola-casa. Nulla di più. Diventa proibitivo andare a cena fuori, fare un viaggio, andare al cinema. L’esercito dei maestri e dei professori scappa dalle grandi città del Nord per tornare a casa così da avere il sostegno del welfare famigliare. A parlare sono i dati raccolti dalla Flc Cgil. Sia pur con numeri maggiori per la primaria e la secondaria di secondo grado, ma in percentuale il numero dei docenti che si spostano di provincia si attesta intorno al 20%. Quest’anno nella scuola dell’infanzia ci sono stati 1.444 movimenti verso un’altra provincia su un totale di 6.918 domande. Le province che hanno “ceduto” più docenti sono state Roma (153 movimenti), Milano (140), Firenze (62), Torino (53), Catania (43). Passando alla primaria i trasferimenti territoriali e professionali tra province diverse sono stati 3.358 su 16.363 richieste. Nel dettaglio ci sono in uscita 493 docenti dalla provincia di Roma, 334 da Milano (di cui 101 trasferiti in Sicilia), 110 da Firenze, 108 da Torino, 93 da Modena.

Anche la scuola secondaria di primo grado ha la sua porzione di trasferimenti interprovinciali: sono 2.795 su 13.579 richieste. In questo caso il primato dei docenti in uscita lo conquista Milano (231), Roma è al secondo posto (134), seguono Bergamo (89), Varese (85) e Monza-Brianza (82). Infine, la secondaria di secondo grado che ha il volume più alto di movimenti in assoluto e anche di movimenti interprovinciali. Il primato se lo contendono Roma e Milano che registrano entrambe 238 docenti in uscita, segue Napoli con 116 docenti e ancora un parimerito tra Varese e Torino con 108 docenti in uscita. Entrando nei dettagli sono i grafici forniti al nostro giornale dalla Uil Scuola a far comprendere la questione ancor più in profondità. Nel capoluogo milanese sono quasi 5.500 i docenti che hanno presentato domanda per lasciare Milano e la sua provincia e trasferirsi in altre regioni italiane. Poco meno di mille hanno ottenuto esito positivo: ad andarsene saranno 334 maestri della primaria, 140 dell’infanzia, 231 delle mede e 238 delle superiori. Non cambia la musica nella capitale dove a far le valige sono 1.018 insegnanti: 493 della primaria, 153 dell’infanzia, 134 della secondaria di primo grado e 238 di quella di secondo grado.

Le proposte dei sindacati

Ad analizzare questi dati è il segretario nazionale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile: “Quando migliaia di insegnanti chiedono di lasciare le grandi città emerge una questione che merita attenzione – ha spiegato a ilfattoquotidiano.it – il rapporto tra retribuzioni e costo della vita. Un docente a inizio carriera percepisce mediamente circa 1.480 euro netti al mese e nelle grandi aree metropolitane una quota rilevante di questo reddito viene assorbita da affitti, trasporti e spese quotidiane. I dati della mobilità evidenziano che, accanto alle esigenze di ricongiungimento familiare, nella scelta di trasferirsi, cresce il peso delle condizioni economiche. È un tema che riguarda non solo Milano ma interessa, con intensità diverse, anche altre grandi città del Paese. Le risorse stanziate negli ultimi contratti producono un beneficio netto in busta paga solo se si interviene sulla tassazione. Oggi gli aumenti contrattuali sono tassati a volte anche al 35%. Un primo segnale, per il settore privato, è arrivato con la legge di bilancio 2026: è necessario estendere la detassazione anche alle retribuzioni del personale della scuola statale. Si tratta di una misura “non più procrastinabile che richiede un intervento politico”. Il numero uno della Uil Scuola conosce bene lo stato dell’arte del fenomeno.

D’Aprile ha anche una proposta chiara, necessaria: “Accanto agli interventi sulle retribuzioni, è necessario sviluppare strumenti di welfare contrattuale che aiutino concretamente il personale della scuola ad affrontare i costi legati all’abitare, alla mobilità, alla genitorialità e alla formazione. Soprattutto nelle grandi aree urbane, investire nel welfare può rappresentare un supporto importante per migliorare la qualità della vita e del lavoro del personale della scuola”. Anche Vito Castellana, coordinatore nazionale Gilda Scuola punta il dito contro il Governo: “I docenti tendono a trasferirsi dove c’è la famiglia di origine che fa da ammortizzatore sociale. Nella Scuola a parità di titolo di studio si guadagna 30-40% in meno degli altri dipendenti della pubblica amministrazione”. Secondo il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani tra i settori più colpiti da questa fuga dalle cattedre c’è quello del sostegno: “La mancanza di stabilità didattica penalizza duramente gli alunni e le loro famiglie, che avrebbero diritto a figure competenti e presenti in modo continuativo. Ogni cattedra non coperta stabilmente rappresenta una possibile lesione del diritto all’inclusione e un arretramento rispetto agli obblighi costituzionali e internazionali in materia di tutela delle persone con disabilità”, spiegano.

Le storie e il disagio

“Dal 2020 sono entrata in ruolo a Milano dopo una vita trascorsa in un’azienda lasciata dopo la morte di mio marito – spiega Mariangela Bukne a ilfattoquotidiano.it –. I primi tempi sono arrivata a Novate Milanese dove insegno senza figli andando ad abitare in una camera che affittavano le suore per 420 euro. Avevo il bagno privato ma la cucina in comune con molte colleghe. Poi mi son giocata tutto facendo venire i miei figli qui per frequentare l’università. Abitare a Milano o nell’hinterland con uno stipendio come il nostro non è vita – ha aggiunto – Gli affitti di un monolocale sono attorno ai 600-700 euro. Qui se ho bisogno di una visita medica devo pensarci ben due volte. Da anni non viaggio. Le mie vacanze sono a Battipaglia, dalla mia famiglia perché non posso permettermi altro. A Milano nel momento in cui vai in un supermercato ti accorgi che il tuo stipendio non vale nulla. Non potevo più stare in questo luogo…”.

Lo sa bene Federico Blanco, docente di scuola secondaria di secondo grado prossimo ai 50 anni che ha richiesto e ottenuto la mobilità. Originario di Catania, vive e lavora in provincia di Cuneo da nove anni. “Mi sono trasferito al Nord, a Savigliano, per la quasi impossibilità di trovare – racconta – una posizione stabile in Sicilia. Anche la mia compagna mi ha seguito e entrambi abbiamo ottenuto il ruolo. In quest’ultimi anni l’aumento esponenziale del costo di affitti e case a Savigliano ha reso la situazione economica difficile. L’affitto per un piccolo appartamento (camera da letto e servizio) supera i 600 euro mensili, escluse le bollette, a fronte di uno stipendio da docente di circa 1600 euro. Ad incidere sono anche le spese di riscaldamento. Se poi hai i genitori al Sud devi calcolare che almeno due-tre volte l’anno devi scendere…”. Blanco ha la valigia pronta ma la sua compagna dovrà restare in Piemonte perché non ha ottenuto la mobilità: “Speriamo in un’assegnazione provvisoria per il ricongiungimento in Sicilia ma è un “salto nel buio”.

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Já foi encontrado o corpo de homem desaparecido nas Azenhas do Guadiana em Mértola

Um corpo, ao que tudo indica ser do homem de 37 anos e nacionalidade brasileira, que se encontra desaparecido desde a tarde de hoje, 7 de junho, foi encontrado no rio Guadiana, nas Azenhas do Guadiana, no concelho de Mértola.

Na sequência das operações de busca, as equipas de mergulho dos Bombeiros Voluntários encontraram um corpo, tendo-o retirado da água.

O auto de verificação do óbito será efetuado pela Delegada de Saúde Regional, e após contacto com o Ministério Público, o corpo será transportado para o Gabinete Médico-Legal do Baixo Alentejo, pelos Bombeiros Voluntários de Mértola.

O Comando Local da Polícia Marítima de Vila Real de Santo António encontra-se a tomar conta da ocorrência.

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“Fight club” a scuola durante la ricreazione: incontro di boxe nel sottoscala, due studenti rischiano la bocciatura

“Fight club” a scuola. Un sottoscala trasformato in un ring, guantoni da pugilato portati da casa, un arbitro improvvisato e una decina di studenti radunati per assistere all’incontro. È la scena che si sono trovati davanti dirigenti e insegnanti di un istituto superiore di Modena dopo che i video di un combattimento organizzato durante una pausa tra le lezioni hanno iniziato a circolare sui social network. Protagonisti dell’episodio due studenti che hanno deciso di affrontarsi a pugni in quello che, più che una semplice bravata, è apparso come un vero e proprio incontro di boxe improvvisato. A organizzarlo sarebbe stato uno studente di terza superiore appassionato di pugilato, che il 13 maggio si è presentato a scuola con un paio di guantoni nello zaino.

Il luogo scelto per il combattimento era un sottoscala vicino al parcheggio delle auto dell’istituto. Lì i due ragazzi si sono affrontati sotto gli occhi di alcuni compagni, mentre un terzo studente svolgeva il ruolo di arbitro. Le immagini mostrerebbero colpi sferrati con una certa violenza, tanto da suscitare forte preoccupazione una volta arrivate all’attenzione della scuola. I filmati, inizialmente condivisi tra gli studenti, hanno rapidamente superato i confini dell’istituto finendo sui social e arrivando anche ai genitori. A quel punto la vicenda è esplosa. La scuola ha avviato gli accertamenti interni e la questione è stata segnalata ai carabinieri. Del caso si sta occupando anche la Procura per i minorenni.

Sul fronte disciplinare sono state adottate misure particolarmente severe. Il consiglio di classe ha inflitto ai due studenti coinvolti quindici giorni di sospensione, mentre il consiglio d’istituto ha deciso di applicare la sanzione massima prevista: l‘esclusione dallo scrutinio finale. Una decisione che, di fatto, equivale alla bocciatura. Stessa sorte, almeno sul piano disciplinare immediato, per il giovane che ha arbitrato l’incontro, sospeso per due settimane.

“Quando ho visto il video sono rimasto senza parole – ha spiegato il dirigente scolastico alla Gazzetta di Modena – perché è evidente che questo genere di cose non possa avvenire in un contesto scolastico”. Il preside ha sottolineato come le decisioni siano state prese dopo aver ascoltato i ragazzi e valutato attentamente la gravità dell’accaduto. Attraverso l’analisi dei filmati sono stati identificati anche otto studenti presenti come spettatori. Per loro sono allo studio ulteriori provvedimenti disciplinari. Rischiano infatti un cinque in condotta, che comporterebbe la non ammissione all’anno successivo, oppure un sei che porterebbe a un giudizio sospeso.

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Autoridades procuram homem desaparecido nas Azenhas do Guadiana, em Mértola

A Autoridade Marítima Nacional está a fazer buscas por um homem, de 37 anos e nacionalidade brasileira, que está desaparecido no rio Guadiana, na zona das Azenhas do Guadiana, no concelho de Mértola, depois de ter entrado em dificuldades na água.

Fonte do Comando Sub-regional de Emergência e Proteção Civil do Baixo Alentejo indicou que o alerta para o desaparecimento foi dado pelas 12h48.

Uma outra fonte da AMN – Comando Local da Polícia Marítima de Vila Real de Santo António, entidade que está a coordenar as buscas, disse à Lusa que o homem “encontrava-se a banhos, pediu auxílio e desapareceu” nas águas do rio Guadiana.

Nas operações de socorro estão envolvidos 20 operacionais, oito dos quais da AMN, auxiliados por três motas de água e uma outra semirrígida, uma embarcação dos bombeiros de Mértola e uma equipa mergulhados de Serpa, bem como cinco militares da GNR, apoiados por dois veículos.

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Hóquei em Patins: Final do Nacional Sub-23 em Grândola

Notícia atualizada dia 7 de junho às 10h20: 1.º jogo adiado para data a determinar

Após garantir a presença histórica na final do Campeonato Nacional de Sub-23, a equipa do Hóquei Clube Patinagem de Grândola deveria jogar o 1.° jogo da final na próxima terça-feira, 9 de junho, pelas 21h30 no Complexo Desportivo Municipal José Afonso, tendo como adversário o União Sport Club de Paredes, no entanto, segundo nota posterior do clube, o jogo irá realizar-se em data ainda a determinar.

Um dos momentos mais altos do desporto grandolense e regional.

Mais um jogo de emoções à flor da pele, dos patins e do stick, onde aos aurinegros da Vila Morena querem dar o primeiro passo rumo a um título inédito e culminar de uma época brilhante.

Certamente não faltará apoio aos alentejanos, sendo de antever um pavilhão José Afonso lotado.

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Prof e famiglie contro Valditara, class action per abolire la riforma degli istituti tecnici. Cgil: “Sciopero nazionale, il governo ritiri le norme”

È scontro tra professori e famiglie dei ragazzi che frequentano gli istituti tecnici e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara colpevole – a detta dei primi – di aver messo in campo una riforma di questo indirizzo calata dall’alto. Molti docenti si sono organizzati in una rete per fare massa critica e ora sono pronti ad unirsi a centinaia di famiglie che sono decise a fare una class action ovvero a presentare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per annullare il Decreto-Legge 144 del 23 settembre 2022 che ha introdotto modifiche ordinamentali agli istituti tecnici. Non solo.

Tra le “armi” pacifiche adoperate dai professori c’è anche la decisione, a Bologna e non solo, di non adottare i libri di testo per i ragazzi del primo anno. Intanto la Flc Cgil ha inviato formale proclamazione per uno “sciopero breve nazionale del personale docente delle scuole secondarie di secondo grado – le superiori, ndr – comprendenti gli Istituti di istruzione tecnica, in occasione degli scrutini finali”. Dunque dal 13 al 21 giugno il personale docente impegnato negli scrutini finali potrebbe creare dei problemi alla fase finale dell’anno didattico. Il sindacato capeggiato dalla segretaria generale Gianna Fracassi ha anche indirizzato ai capigruppo parlamentari del Senato e della Camera dei Deputati una urgente richiesta di incontro e, successivamente, ha predisposto emendamenti al Decreto-legge.

“Tante e pesanti – ci spiega Fracassi – sono le criticità segnalate dagli istituti coinvolti, riguardo la penalizzazione di numerosi insegnamenti sia di cultura generale che professionalizzanti, con gravissime ricadute sulla qualità della didattica, sul lavoro della docenza e più in generale sulla riduzione di posti di lavoro per il personale docente e Ata. Con la proclamazione dello sciopero degli scrutini finali chiediamo il ritiro e, in subordine, il rinvio dell’attivazione della riforma degli Istituti tecnici”.
La stessa Cgil sosterrà la class action annunciata dalle famiglie attraverso un link al quale tutti possono aderire.

Mamme e papà non ne vogliono sapere di aver iscritto i figli, a febbraio, a corsi che sono stati cambiati senza essere informati. “L’iscrizione – citano genitori nel comunicato che invita ad aderire alla class action nazionale – è stata fatta sulla base del Piano triennale dell’offerta formativa pubblicato dalla scuola durante l’orientamento (ottobre 2025 – gennaio 2026) ma il 9 marzo a iscrizioni già chiuse, il ministero ha approvato la riforma dei tecnici che cambia radicalmente l’offerta formativa. I nuovi quadri orari, le materie, i programmi e le linee guida non erano noti al momento della scelta. A settembre tuo figlio troverà una scuola diversa da quella che avete scelto. La legge tutela il diritto a scegliere la scuola sulla base di informazioni vere e complete. La giurisprudenza amministrativa è chiara: le modifiche dell’offerta formativa devono intervenire prima delle iscrizioni, per consentire scelte consapevoli. I termini per il ricorso al Tar del Lazio sono scaduti, ma c’è ancora tempo per un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica”.

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Ebola spread in central Africa could match 2014 record outbreak, US health officials say

Modelling from US CDC shows Ebola spread could be on ‘dangerous trajectory’, but experts warn outbreaks can be very hard to predict

Central Africa’s Ebola outbreak could spread to be similar in scale to the worst outbreak in history, west Africa’s 2014-2016 outbreak that killed more than 11,000 people, according to a new analysis by US health officials.

The US Centers for Disease Control and Prevention (CDC) on Friday published a range of scenarios generated by computer models, from 10,000 cases to more than 20,000. In the west Africa outbreak, more than 28,000 cases were reported.

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© Photograph: Glody Murhabazi/AFP/Getty Images

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São Brás de Alportel | Município presente na cerimónia “Escola Amiga da Criança”

O Município de São Brás de Alportel marcou presença na cerimónia regional “Escola Amiga da Criança”, através da participação da Presidente da Câmara Municipal, Marlene Guerreiro, num momento de reconhecimento e valorização do trabalho desenvolvido pela comunidade educativa algarvia na promoção do bem-estar, inclusão e participação das crianças e jovens. Durante a cerimónia, foram atribuídos […]

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Faro: Agrupamento de Escolas Pinheiro e Rosa ajuda jovens atletas a conciliar aulas e desporto

O Agrupamento de Escolas Pinheiro e Rosa, de Faro, integra a rede do programa nacional UAARE – Unidade de Apoio ao Alto Rendimento na Escola, que se destina a ajudar a «conciliar uma carreira desportiva exigente com o percurso académico», algo que continua a ser «um dos maiores desafios enfrentados por muitos jovens atletas».

Foi para responder a esta realidade que foi criado o programa nacional UAARE – Unidade de Apoio ao Alto Rendimento na Escola –, uma iniciativa da Direção-Geral da Educação que procura garantir que os alunos possam desenvolver o seu potencial desportivo sem comprometer o sucesso escolar.

O modelo assenta numa articulação entre escolas, famílias, federações e clubes, permitindo criar condições para que os alunos-atletas consigam gerir as exigências dos treinos, estágios e competições em simultâneo com as responsabilidades académicas.

Através de planos pedagógicos individualizados, apoio ao estudo e acompanhamento próximo, o programa promove aquilo que é conhecido como uma “dupla carreira”: formar atletas de excelência sem deixar para trás a formação escolar.

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Em Faro, esta missão é desenvolvida pelo Agrupamento de Escolas Pinheiro e Rosa, através da sua integração na Rede Nacional UAARE.

O projeto da AEPROSA tem vindo, segundo este Agrupamento, «a criar respostas adaptadas às necessidades dos alunos-atletas, assegurando mecanismos de acompanhamento que facilitam a recuperação de aprendizagens, a gestão das ausências por motivos competitivos e a articulação entre todos os intervenientes do processo educativo e desportivo».

A intervenção da AEPROSA vai além da componente académica. O programa contempla igualmente áreas relacionadas com a saúde, o bem-estar psicológico e o desenvolvimento pessoal dos alunos, reconhecendo que o rendimento desportivo e o sucesso escolar dependem de um acompanhamento global e equilibrado.

Num contexto em que cada vez mais jovens procuram conciliar objetivos desportivos ambiciosos com uma formação sólida, a existência de estruturas como a UAARE assume um papel determinante.

«O projeto desenvolvido em Faro demonstra que é possível criar um ambiente educativo flexível, capaz de responder às exigências do alto rendimento sem abdicar da qualidade das aprendizagens», acrescenta a AEPROSA.

Mais do que apoiar atletas, a UAARE contribui para formar jovens preparados para enfrentar desafios, gerir responsabilidades e construir percursos de sucesso dentro e fora das competições.

«Em Faro, a AEPROSA continua a afirmar-se como um exemplo dessa visão, integrando uma rede nacional que coloca a educação e o desporto a trabalhar em conjunto pelo futuro dos seus alunos», conclui aquele agrupamento.

Para mais informações, deve contactar-se com a professora Joana Ferreira, pessoalmente, no Gabinete UAARE: Sala SEAM (ao lado da Biblioteca), ou através do email uaare@aeprosa.pt

Clique aqui para ver o folheto informativo (PDF).

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A nurse who survived the current Ebola outbreak: ‘I screamed in pain, my body ached and I felt itchy all over’

When Furaha Tikamanyire began feeling ill on April 26, she did not imagine she had contracted Ebola. For weeks, this nurse at the Bunia Evangelical Medical Center in the Democratic Republic of the Congo (DRC) had cared for dozens of people arriving from the Mongbwalu region, about 75 kilometers away, where the virus had begun spreading before it was identified.

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© Gradel Muyisa Mumbere (REUTERS)

Furaha Tikamanyire, a Congolese health worker who recovered from the Ebola virus, on May 31, 2026.
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