The best things to do in Quebec City

The UK has removed special travel warning for Cyprus that had been introduced following heightened tensions in the Middle East, offering a positive signal for the island’s tourism sector at the peak of the summer season.
The updated guidance from the UK Foreign, Commonwealth & Development Office no longer includes specific references to heightened regional risks or possible travel disruption linked to developments in the Middle East.
The previous advisory had placed Cyprus alongside at least 17 other countries in the region under a specific warning related to the increased risk of regional instability.
The concern was connected to the ongoing conflict in the Middle East, as well as a drone attack targeting a British military base on the island. At the time, the FCDO warned that regional tensions could result in travel disruptions and other unforeseen consequences.
British citizens were advised to exercise increased caution when traveling, although the UK government never advised against travel to Cyprus.
The latest update removes those special references from the official travel guidance. While general safety advice for Cyprus remains in place, there is no longer any specific mention of heightened regional risks or potential disruption caused by the Middle East crisis.
The change is being interpreted as an indication that British authorities believe the risk of direct consequences for Cyprus from regional developments has significantly diminished.
The update is particularly important for Cyprus as the summer tourism season reaches its peak. The United Kingdom remains the island’s largest tourism market, making British travel advice highly influential for the tourism industry.
The earlier warning had raised concerns among tourism stakeholders in both Cyprus and the UK, with several British media outlets highlighting the references to regional instability.
For the island’s tourism sector, the removal of the warning is expected to help ease concerns among British travelers and operators, especially as Cyprus continues to depend heavily on arrivals from the UK during the summer months.

O Município de Loulé esteve presente no XVIII Congresso Internacional de Cidades Educadoras, que decorreu entre os dias 26 a 29 de maio, na cidade de Granollers, em Espanha. Sob o tema “Educação e cultura na cidade: comunidade, pensamento crítico e criatividade”, o evento reuniu 141 cidades, de 15 países, para debater o futuro da […]
I venti in quota cambiano direzione e le acque degli oceani sono sempre più calde: sono questi i due fattori principali che stanno contribuendo a formare il Super El Niño. Mentre il fenomeno atmosferico si avvicina, l’Organizzazione meteorologica mondiale ha invitato a prepararsi: un appello a cui ha fatto seguito anche Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. “I dati scientifici sono inequivocabili – ha dichiarato – C’è il 90% di possibilità che El Niño arrivi alle nostre porte nei prossimi mesi. Il mondo deve trattarlo come l’urgente avvertimento climatico che è”. Lo si annuncia da tempo e molti meteorologi sono preoccupati dal fatto che potrebbe essere il più forte dell’ultimo secolo. “Penso che assisteremo a eventi meteorologici che non abbiamo mai visto in epoca moderna”, ha avvertito, come riporta EuroNews, Jeff Berardelli, capo meteorologo e specialista del clima di WFLA-TV, in Florida.
El Niño un fenomeno climatico naturale e periodico. Nasce dal riscaldamento delle acque oceaniche nella parte centro-orientale del Pacifico tropicale e si verifica in media ogni due/sette anni, durando dai nove ai dodici mesi. Secondo le stime del Noaa (la National Oceanographic and Atmospheric Administration) in quella zona quest’anno le temperature potrebbero aumentare di 3 gradi battendo ogni record precedente. La soglia ufficiale per stabilire la creazione di un evento El Niño corrisponde a un aumento di 0,5 gradi delle temperature superficiali dei mari per un periodo stagionale. Se la soglia raggiunge un aumento di 2 gradi allora si parla di Super El Niño, ovvero un’anomalia per quella zona del Pacifico. L’evento definito super, a differenza di quello normale, si verifica ogni quindici anni in media: l’ultimo è stato nel 2015-16, ancor prima nel 1997-98 e poi, ancora a ritroso, nel 1982-83. El Niño si alterna con la sua fase opposta, La Niña: è il fenomeno di raffreddamento delle temperature, finito nei primi mesi dell’anno. Il mondo al momento si trova nella fase di Enso neutrale, con le temperature superficiali del mare vicine alla media storica, senza il riscaldamento anomalo verso cui ci si sta invece avviando.
Il fatto che il Super El Niño arriverà è certo secondo i modelli di previsione tra cui Ecmwf, Noaa e Bom. Resta però da capire come si svilupperà e quali aree colpirà. Preoccupa soprattutto la rapidità con cui si sta sviluppando perché in soli due mesi dalla fase neutra in cui siamo si passerà a quella attiva e intensa. Oltre a questo, i meteorologi monitorano l’evento con attenzione perché rispetto al passato il mondo oggi è molto più caldo: avere un Super El Niño in queste condizioni potrebbe avere conseguenze non lineari e difficili da prevedere. A preoccupare la comunità scientifica è in particolare l’impatto che potrebbe avere sulle temperature mondiali a lungo termine. Questi eventi intensi tendono a trasferire grandi quantità di calore dall’oceano all’atmosfera e, come previsto dal climatologo Zeke Hausfather, il 2026 potrebbe già diventare il secondo anno più caldo mai registrato, mentre il 2027 avrebbe il 73% di probabilità di conquistare il record assoluto. Tutti numeri che si legano strettamente al cambiamento climatico, come sottolineato a EuroNews anche da Friederike Otto, professoressa di scienze del clima all’Imperial College di Londra: “El Niño è un fenomeno naturale. Va e viene. Il cambiamento climatico, al contrario, peggiora finché non smettiamo di bruciare combustibili fossili. Quindi è il cambiamento climatico il vero motivo per allarmarsi“.
Difficilmente il Super El Niño colpirà l’Europa prima della fine di luglio. Qui comunque l’impatto sarà limitato. Le conseguenze principali sul continente saranno le precipitazioni di fine estate e anche in autunno. In Italia è possibile immaginare dei picchi di calore nel Centro-sud e temporali al Nord, un po’ come quelli che si sono registrati nel 2023. Le zone duramente colpite del mondo saranno Australia, Indonesia, Canada in inverno e Stati Uniti in estate, anche sea farne le spese maggiori saranno le aree del Perù e dell’Amazzonia. La vita del Sud America si intreccia da secoli con El Niño, soprattutto per un accumulo di acque oceaniche calde al largo di Perù ed Ecuador: è in base al calore di quelle acque e in base a quanto si discosti dalla media stagionale che i meteorologi ne classificano l’intensità.
La lista è lunga: dalle alluvioni che hanno devastato il Brasile nel 1982, alla siccità in Colombia che distrusse tutti i raccolti di caffè nel 1997, fino ai più recenti incendi per le scarse piogge in Amazzonia nel 2015. L’evento atmosferico del 2023 invece non era sicuramente tra i più forti in assoluto ma gli effetti sono stati lo stesso catastrofici per alcune aree del bacino amazzonico i cui fiumi hanno registrato i livelli più bassi degli ultimi 120 anni. In generale sono sempre fenomeni climatici contrastanti perché sa da un lato gli incendi hanno devastato la più grande zona umida tropicale del mondo, il Pantanal, dall’altro le forti piogge hanno costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case nello stato brasiliano di Rio Grande so Sul.
Proprio per questo i danni maggiori saranno dovuti ad uno squilibrio del ciclo dell’acqua con potenziali alluvioni anche nei Paesi asiatici come Cambogia e Thailandia. Al contrario, il monsone indiano, fondamentale ogni stagione per diminuire il calore e favorire i raccolti, sarà più debole, causando gravi danni economici alla popolazione. Anche la Cina avrà le sue conseguenze, pur essendo un Paese che storicamente non subisce direttamente gli effetti di El Niño. Dopo l’evento del 1997, Pechino ha subito una delle peggiori inondazioni dell’ultimo secolo nella sua storia, con il fiume Yangtze che, pieno per due mesi di piogge torrenziali, uccise oltre 3mila persone. C’è anche l’Africa dove eventi come El Niño tendono a prosciugare le stagioni delle piogge tra luglio e settembre nel Sahel e tra novembre e marzo nelle aree meridionali. Aria calda e umida convergono verso l’Africa orientale, provocando inondazioni, frane e anche focolai di malaria. El Niño del 2015 ha fatto collassare il sistema dei raccolti di gran parte del continente meridionale, facendo crollare anche di due terzi la produzione in alcuni Paesi. Alla lunga lista di danni si aggiunge infine anche il Polo Nord, dove l’aumento delle temperature già in rialzo potrebbe accelerare lo scioglimento dei ghiacci.
Il Super El Niño verso cui il mondo si avvia, secondo molti esperti, è il più vicino per caratteristiche a un evento atmosferico del 1877 che devastò i raccolti uccidendo milioni di persone. Era 150 anni fa quando il fenomeno climatico imprevisto provocò una carestia globale che causò la morte di oltre 50 milioni di persone tra India, Cina e Brasile. Per il tempo era circa il 4% della popolazione mondiale stimata: equivale a circa 250 milioni di persone se accadesse oggi. A renderlo così letale fu la convergenza rarissima di tre sistemi oceanici. Contemporaneamente al Super El Niño, si verificò un Dipolo dell’Oceano Indiano in fase positiva, ovvero la parte occidentale dell’Oceano Indiano (vicino all’Africa) molto più calda della parte orientale (vicino all’Indonesia), mai superato da allora. A questo si aggiunse un riscaldamento senza precedenti dell’Atlantico settentrionale, che spostò le correnti atmosferiche portatrici di pioggia lontano dalle regioni agricole vitali. Questa “tripla minaccia” trasformò i monsoni in miraggi e le piogge svanirono improvvisamente su tre continenti.
“Ora la nostra atmosfera e i nostri oceani sono sostanzialmente più caldi rispetto al 1870, il che significa che gli eventi estremi associati potrebbero essere più intensi”, ha detto al Washington Post Deepti Singh, professoressa associata alla Washington State University. Tra quello del 1877 e quello di oggi però, tranquillizza l’esperta, ci sono anche delle differenze che non porteranno a una crisi globale equivalente. Innanzitutto, all’epoca non c’era modo di prevedere l’arrivo di un El Niño così potente, oltre a mancare la consapevolezza di cosa effettivamente comportasse. Una conoscenza che il mondo moderno ha acquisito soprattutto studiando il Super El Niño che ha colpito il mondo nel 1982-83. Grazie ai notevoli progressi nel monitoraggio e nella previsione del clima, siamo ora molto più preparati ad affrontare le conseguenze. Sono cambiati anche i fattori sociali, politici ed economici che nel 1877 aggravarono gli effetti del fenomeno atmosferico. Tuttavia, essendo così potente, potrebbe comunque avere un impatto significativo sulla sicurezza alimentare soprattutto delle zone già vulnerabili per le condizioni metereologiche attuali. “L’aumento del rischio di siccità associato a questo super El Niño minaccerà la sicurezza alimentare, idrica ed economica in molte regioni, con possibili ripercussioni a cascata a livello globale sui sistemi socioeconomici interconnessi”, ha spiegato Singh.
L'articolo Cosa aspettarsi da El Niño, dove colpirà e perché assomiglia a quello del 1877 che uccise oltre 50 milioni di persone proviene da Il Fatto Quotidiano.
Se tem Via Verde mas entrou por engano numa via de portagem manual, sabe o que deve fazer? A GNR explica qual é a solução segura.
O conteúdo Tem Via Verde mas entrou no corredor errado da portagem. Sabe o que fazer? aparece primeiro em Algarve Marafado.

O Município de Lagoa associou-se, uma vez mais, à realização do Concurso de Vinhos do Algarve, iniciativa que vai já na sua 18.ª edição e que se afirma como uma referência na valorização da qualidade, da identidade e da excelência dos vinhos produzidos na região. Organizado pela Comissão Vitivinícola do Algarve (CVA), com o apoio […]
Tre donne e tre uomini in “sestina”. E tra Einaudi e Feltrinelli si intravede il Premio Strega 2026. Per il vincitore o vincitrice dell’80esima edizione del più prestigioso riconoscimento letterario italiano la sentenza arriva dal Teatro Romano di Benevento dove è avvenuto lo spoglio definitivo dei voti durante la soporifera diretta di RaiPlay.
È Michele Mari, autore di I convitati di pietra (Einaudi) ad aver ottenuto più voti di tutti, 280. Seguono da vicino Matteo Nucci, autore di Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli) con 242 voti (in cinquina già nel 2010 e 2017) e la vera sorpresa della sestina, l’83enne Bianca Pitzorno che con La sonnambula (Bompiani) raccoglie 195 voti. Al quarto posto Teresa Ciabatti, già finalista dello Strega nel 2017, con Donnaregina (Mondadori), 184 voti. Mentre Alcide Pierantozzi, autore di Lo sbilico (Einaudi) raccoglie 170 voti dopo essere stato a lungo in testa nei primi due scrutini.
La cinquina, come da regolamento, si allarga a sestina per accogliere un editore medio-piccolo, qui L’orma che con Vedove di Camus scritto da Elena Rui allarga i concorrenti per la vittoria finale.
Escono quindi di scena sia il veterano Ermanno Cavazzoni e il suo ottimo romanzo Storia di un’amicizia (Quodlibet) dedicato a Gianni Celati e la 33enne Nadeesha Uyangoda, l’autrice italiana di origine srilankese che con Acqua Sporca (Einaudi) nei primi due scrutini sembrava aver centrato la cinquina. Anche il popolare Marco Vichi e l’onnipresente Christian Raimo rimangono lontanissimi dal sesto posto, penultimo e ultimo, confermando che lo Strega soprattutto per Vichi non è una questione di copie vendute.
A succedere ad Andrea Bajani, però, sembra essere Mari che con I convitati di pietra, un bizzarro e perfido patto alla It tra compagni di scuola, sembra aver già convinto da tempo gli Amici della Domenica. Nel caso, per Einaudi – che in finale va con due titoli – sarebbe il quarto Strega (Cognetti, Desiati, Di Pietrantonio) negli ultimi dieci anni. Le uniche insidie al 70enne poeta e traduttore milanese arrivano solo dal solenne Platone – Una storia d’amore di Matteo Nucci (a Benevento con un chiodo in fintapelle alla Marlon Brando) e con una delle autrici, principalmente per bambini, più vendute in Italia (oltre due milioni di copie), la sassarese Bianca Pitzorno che con La sonnambula entra nella storia di fine ottocento di una inventata città sarda per seguire le gesta di una veggente che sviene e predice il futuro.
La finale con la proclamazione del vincitore/trice avverrà l’8 luglio per la prima volta nella splendida cornice del Campidoglio a Roma.
L'articolo Premio Strega 2026, svelata la sestina finalista: Michele Mari in testa, sorpresa per Bianca Pitzorno. I nomi e i possibili vincitori proviene da Il Fatto Quotidiano.

A Associação Portuguesa de Cuidados Paliativos (APCP) irá realizar nos dias 5, 6 e 7 de novembro de 2026, o XII Congresso Nacional de Cuidados Paliativos e III Congresso Internacional da APCP, no Centro de Congressos de Lagoa, no Algarve, para o qual estão já abertas as inscrições. Este será um momento importante de reflexão, […]

A deep-sea shipwreck in Norway, archaeologists call the “Porcelain Wreck,” has revealed hundreds of pieces of Chinese porcelain cargo and other luxury goods, offering a rare glimpse into trade networks that connected Europe and Asia during the 18th century.
The wreck was discovered about 600 meters (nearly 2,000 feet) below the surface in the Skagerrak, the body of water between Norway, Denmark, and Sweden. Researchers say the vessel and its cargo are among the best-preserved maritime finds ever recorded in Northern Europe.
The find began in September last year when professional diver Espen Saastad was conducting a routine seabed survey off the Norwegian coast. During a review of underwater footage, he noticed a shipwreck surrounded by stacks of porcelain resting on the seafloor.
The footage was sent to the Norwegian Maritime Museum, where researchers immediately recognized its significance.
“We thought it was an incredible wreck,” said Sven Ahrens, research director at the museum. “We often find cargo and freight, but it’s usually broken or covered by marine growth. Here, whole plates were lying in stacks on the seabed.”
Museum experts identified the cargo as 18th-century Chinese porcelain. The footage also revealed fragments of chandeliers, fine stemware, and other luxury items.
Researchers believe the vessel was likely a galiot, a small cargo ship that operated within Northern Europe. While the ship probably never traveled to Asia, the Chinese porcelain cargo likely arrived through major trading centers such as Amsterdam, Copenhagen, or Gothenburg before being loaded onto the vessel.
The discovery provides evidence of the expanding trade networks and growing consumer culture that transformed Europe during the 18th century.
A remarkably preserved shipwreck discovered 600 meters beneath the waters off Norway has revealed hundreds of pieces of Chinese porcelain and other luxury goods dating to the 18th century. pic.twitter.com/nO5sL4SUfB
— Tom Marvolo Riddle (@tom_riddle2025) June 3, 2026
Unlike many shipwrecks found off the Norwegian coast that carried a single commodity, such as timber, fish, or iron, this vessel transported a diverse cargo of imported goods.
“The Porcelain Wreck is the first wreck we have found that demonstrates the breadth of interregional commercial activity in Northern Europe during the 18th century,” said maritime archaeologist Frode Kvalø, who leads the project.
Archaeologists have explored the wreck using a remotely operated vehicle, or ROV, controlled from a research vessel on the surface. The technology allowed researchers to create a detailed 3D model of the site and map the location of the ship and its cargo.
In May, the team recovered nearly 40 artifacts using a robotic arm equipped with specially designed suction cups. Most of the recovered objects were pieces of Chinese porcelain that appeared almost untouched despite spending centuries underwater.
One recovered brick from the ship’s galley carried a maker’s mark linked to Lübeck, Germany. Researchers are now examining historical Danish Sound Dues records in hopes of identifying the vessel and reconstructing its final voyage.
Only a small portion of the cargo has been recovered so far. Thousands of artifacts remain on the seabed, including unopened crates whose contents are still unknown.
Researchers hope the next phase of the project will involve a full archaeological excavation of the site. Such an effort could provide unprecedented insight into maritime trade, shipping practices, and daily life during a period when global commerce was rapidly expanding.
For archaeologists, the shipwreck of Norway represents more than a remarkable collection of Chinese porcelain. It offers a rare and largely untouched snapshot of the commercial world that linked continents centuries ago.


This story originally appeared in Common Dreams on June 03, 2026. It is shared here under a Creative Commons (CC BY-NC-ND 3.0) license.
The US Supreme Court late Tuesday gave Alabama a green light to use an aggressively gerrymandered congressional map that a lower court said was “tainted by intentional race-based discrimination.”
The unsigned decision, from which the high court’s three liberal justices dissented, enables Alabama’s Republican-dominated government to replace its current congressional map, which has two majority-Black districts, with a map that the US Supreme Court struck down in 2023. That map has just one majority-Black district.
In her dissenting opinion, liberal Justice Sonia Sotomayor wrote that “just as Alabama doubled down on racial discrimination, the court today doubles down on chaos.”
“In addition to being wrong on the merits, the court’s decision inflicts two grave harms on the public,” wrote Sotomayor. “It debases the democratic process by upending Alabama’s entire election in the name of permitting Alabama to discriminate against Black Alabamians. It also corrodes the rule of law by rewarding Alabama’s gamesmanship and outright defiance of court orders.”
The liberal justice noted that in order to switch to the map previously struck down by the high court, Alabama election officials “will have to reassign hundreds of thousands of voters across the state to new congressional districts.”
“Three of Alabama’s counties will be particularly hard hit because they are split across two congressional districts,” Sotomayor noted. “These counties have about 600,000 registered voters between them (roughly 15% of the state’s total number of registered voters).”
Alabama Gov. Kay Ivey, a Republican, postponed US House primary elections in the wake of the Supreme Court’s April decision in Louisiana v. Callais, which severely narrowed the 1965 Voting Rights Act’s protections against racial discrimination and paved the way for Alabama and other states to impose new maps ahead of the 2026 midterms.
“The Supreme Court’s shameful ruling allowing Alabama to move forward with a gerrymander that was drawn with the explicit intent to dilute Black voting power—as found by a panel of judges that included two Trump appointees—is an absolute affront to the founding principles of our democracy, and wipes out whatever was left of the court’s credibility,” said Marina Jenkins, executive director of the National Redistricting Foundation. “This country deserves better, and we must continue to work toward federal legislation that not only bans partisan and racial gerrymandering but also ensures that our rights cannot be undermined by captured courts.”
The ruling drew condemnation from the two Democrats in Alabama’s US congressional delegation. Rep. Shomari Figures, who was elected to the US House under the independently drawn map that Alabama Republicans are working to replace, said in a statement that “the Supreme Court has now confirmed that there is no longer a Voting Rights Act in America, and states are essentially free to discriminate against minority voters with no consequences.”
“This is a dangerous ruling that sets the state and this nation back decades,” said Figures.
Rep. Terri Sewell called the ruling “just the latest in a pattern of outrageous Supreme Court decisions that help Republicans desperately cling to power ahead of the midterm elections while diluting Black voices and erasing decades of hard-fought civil rights progress.”
“No matter how hard Alabama state officials may try, they will not succeed in silencing our voices,” said Sewell. “We will not go back to the Jim Crow era. The fight for fair representation continues.”

A Biblioteca Municipal recebe a apresentação do livro “Sinais ou coincidências”, da autora Maria Helena do Carmo, numa sessão apresentada por Fátima Nogueira. Dia 30 de Junho, terça-feira ás 18h00, na Sala Polivalente da Biblioteca Municipal de Lagoa. “Sinais ou coincidências” é o novo livro da escritora Maria Helena do Carmo, narrativa de factos e […]

Greece’s armed forces will welcome the first women volunteers for military service this week, marking a significant shift in the country’s defense recruitment policy.
The first female volunteers will report for duty on Thursday as part of the Hellenic Army’s 2026 second conscription intake, which began this week and will continue through June 5. They will train at an army base near Lamia, a city in south-central Greece.
Under the new program, women aged 20 to 26 can apply for voluntary military service if they meet the required military fitness standards and have no felony convictions.
They will serve for 12 months, under the same duration, obligations, and conditions that apply to male conscripts in Greece.
The initiative opens a new path for women to take part more directly in national defense. In Greece, military service has traditionally remained compulsory for men, while women have not faced the same obligation.
Female volunteers can also join the selection process for reserve officer training, under the same criteria that apply to male conscripts.
They will gain access to military hospital services and receive additional points in certain public-sector hiring procedures. The state will also recognize their period of service as professional experience, giving the program potential value beyond the military.
Officials have presented the initiative as both a contribution to national defense and an opportunity for women to gain training, experience, and qualifications that could support their future careers.
The launch of voluntary military service for women comes as Greece pushes ahead with broader reforms to modernize the armed forces, improve readiness, and strengthen recruitment and retention.
Ahead of the launch, the Hellenic Army General Staff carried out a public information campaign encouraging women to apply. The campaign described voluntary service as a way for women to contribute to Greece’s defense while gaining educational and professional benefits.
The arrival of the first female volunteers marks an important test for Greece’s new model of military participation, as the country seeks to broaden the pool of potential recruits and adapt its armed forces to changing defense needs.

O judoca Flávio Pello, do Judo Clube de Lagos, conquistou o 1.º lugar na categoria Cadetes -66 kg no Open de Juvenis e Cadetes de Palmela / Pinhal Novo, competição realizada no passado sábado, 30 de maio de 2026, no âmbito do 30.º Torneio de Judo do Concelho de Palmela. O atleta algarvio destacou-se entre os participantes da sua categoria, demonstrando qualidade […]