SpaceX con una capitalizzazione da 2.196 miliardi di dollari si piazza al settimo posto tra le società con più valore al mondo
La partenza col turbo in Borsa di SpaceX, + 20% nella prima giornata di contrattazioni (da 135 a 160 dollari ad azione), porta la società di Elon Musk già in alto nella speciale classifica degli asset più capitalizzati al mondo. È infatti, con 2.196 miliardi di dollari (oltre duemila miliardi) già in settima posizione a livello globale dietro a supercolossi quotati da molti anni che producono utili certi come Nvidia, che capitalizza oltre il doppio, (4.952 miliardi), Google ( 4.370 miliardi), Apple (4.266 miliardi), Microsoft (2.555 miliardi) e la taiwanese Tsmc (2.196 miliardi).
Space X, grazie alla buona performance nella prima giornata di contrattazioni, si trova davanti a Broadcom (1.816 miliardi), al gigante del petrolio saudita Saudi Aramco (1.752 miliardi), all’altra società di Musk, Tesla (1.514 miliardi), a Meta (1.433 miliardi) e anche a Samsung (1.394 miliardi). Se fosse rimasta al prezzo di lancio del collocamento varrebbe comunque tanto: poco meno di Saudi Aramco.
Sconfessati i profeti di sventura che si erano espressi in maniera negativa guardando ai numeri di bilancio senza valutare l’effetto Musk, il visionario fondatore di Tesla e Space X, evidentemente in grado di incantare gli investitori. Nella speciale classifica degli asset più capitalizzati figura, dopo Samsung, anche il Bitcoin con 1.274 miliardi. La cripto valuta sta attraversando un periodo negativo. Gli esperti però hanno sottolineato che Space X è tra le prime 10 società quotate per numero di Bitcoin in cassa anche se ben lontana dal quantitativo enorme accumulato da Stategy (ex-Microstrategy) che ne ha circa 900mila.
La crisi di Stellantis ha colpito duramente la filiera dell’automotive laziale, in particolare l’indotto di Cassino, dove centinaia di piccole e medie imprese vivono nell’incertezza. Per questo la Regione ha varato un piano straordinario da 275 milioni di euro, realizzato insieme alla BEI, con l’obiettivo di evitare la deindustrializzazione del territorio. La misura più attesa riguarda i 120 milioni blindati per sostenere le aziende della filiera, con finanziamenti a tassi azzerati e garanzie pubbliche.
Le PMI dell’indotto temono un cambiamento troppo rapido
Il settore vive una fase di transizione complessa, tra elettrificazione, riduzione dei volumi e riorganizzazione globale delle produzioni. Le PMI dell’indotto rischiano di essere travolte da un cambiamento troppo rapido, senza il tempo di riconvertire impianti e competenze. Il piano regionale punta proprio a questo: dare ossigeno immediato e accompagnare la trasformazione tecnologica, sostenendo investimenti in digitalizzazione, robotica, materiali innovativi e formazione.
Il piano da 275 milioni è solo un primo passo
Cassino rappresenta un simbolo industriale per il Lazio. La sua tenuta non riguarda solo l’automotive, ma l’intero equilibrio economico del Frusinate. Il nuovo scudo finanziario vuole evitare un effetto domino che potrebbe colpire migliaia di lavoratori. Le imprese accolgono con favore il piano, ma chiedono tempi rapidi e procedure semplificate. La Regione, dal canto suo, parla di un intervento “di sistema”, pensato per proteggere la manifattura e rilanciare la competitività del territorio.
Il futuro dell’automotive nel Lazio dipenderà dalla capacità di innovare e di inserirsi nelle nuove catene globali del valore.
Il piano da 275 milioni è un primo passo, ma serviranno strategie di lungo periodo e un dialogo costante con il governo e con Stellantis. La sfida è aperta e riguarda non solo un settore, ma l’identità industriale della regione.
Anche Stefano De Martino deve arrendersi ai Mondiali 2026. Affari Tuoi infatti giovedì e venerdì non è andato in onda su Rai1 per fare spazio alla cerimonia di apertura della competizione e la diretta delle partite Messico-Sudafrica e Canada-Bosnia. In tutto il game show dovrebbe perdere otto puntate, con grande gioia de La Ruota la Fortuna che può così consolidare il trend positivo dell’ultima settimana.
Affari Tuoi tornerà quindi oggi 13 giugno in onda su Rai1 con una puntata speciale dedicata ai Mondiali 2026 a partire dalle 20.30. A seguire in prima serata “Una voce per Padre Pio” e la partita Brasile-Maroccoa partire dalla mezzanotte.
Questa mattina presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma è in corso l’assemblea costituente di Futuro Nazionale. L’inviata di Affaritaliani presente all’evento del partito di Roberto Vannacci riporta di gravi problemi di disorganizzazione.
I giornalisti sono rinchiusi all’interno di una piccola stanza insufficiente a contenerli e si ritrovano praticamente schiacciati l’uno sull’altro. Tra la folla c’è chi grida: “Siamo qui per lavorare”. Le uscite di sicurezza risultano bloccate e un disabile è impossibilitato ad andare ai servizi igienici. Vannacci sta parlando dal palco, ma i giornalisti non sono potuti entrare e ora attendono in una sala parallela.
La Zona Logistica Semplificata del Lazio diventa finalmente operativa. Con l’insediamento del Comitato d’indirizzo, la Zls entra nella fase attuativa e apre una stagione nuova per la logistica regionale.
L’obiettivo è chiaro: attrarre investitori internazionali grazie a burocrazia zero, crediti d’imposta e procedure accelerate per chi sceglie di insediarsi nei nodi strategici di Civitavecchia, Gaeta, Fiumicino, Ciampino e negli interporti del territorio.
Il nuovo ruolo di porti e aeroporti
La Zls rappresenta una delle leve più importanti per rilanciare la competitività del Lazio.
Il porto di Civitavecchia, in particolare, punta a diventare un hub mediterraneo per merci e crociere, mentre Gaeta mira a rafforzare il ruolo di piattaforma per l’agroalimentare e i traffici del basso Lazio.
Gli aeroporti, dal canto loro, offrono un potenziale enorme per la logistica ad alto valore aggiunto, soprattutto nel settore farmaceutico e nella distribuzione rapida.
La semplificazione amministrativa cuore del progetto
La semplificazione amministrativa è il cuore del progetto. Le imprese potranno ottenere autorizzazioni in tempi ridotti, con un unico sportello e procedure digitalizzate. Un cambio di passo atteso da anni, che potrebbe trasformare il Lazio in un polo attrattivo per multinazionali e operatori logistici. La sfida sarà coordinare gli investimenti e garantire infrastrutture adeguate, a partire dai collegamenti ferroviari e stradali.
La Zls arriva in un momento cruciale, mentre la regione cerca nuovi motori di crescita oltre Roma e il suo terziario.
Se funzionerà, potrà generare occupazione, attrarre capitali e rafforzare la posizione del Lazio nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Un banco di prova decisivo per la politica industriale regionale e per la capacità del territorio di competere in un mercato globale sempre più veloce.
Milano, rider arrestato per molestie sessuali a tre clienti durante le consegne: si indaga su altri sette casi
A Milano la polizia ha arrestato per violenza sessuale ai danni di tre ragazze un rider 25enne di una piattaforma per le consegne a domicilio. L’uomo, richiedente asilo, le avrebbe palpeggiate durante la consegna. Dagli accertamenti è emerso che, l’8 febbraio scorso, il rider, utilizzando l’account di terza persona, appoggiava la bicicletta e consegnava a una giovane donna due casse d’acqua all’ingresso dello stabile e approfittando della posizione, iniziava a palpeggiarle insistentemente il seno ed altre parti del corpo. In un primo momento la vittima rimaneva impietrita e incapace di reagire, poi riusciva a scappare entrando in ascensore.
Successivamente, il 13 febbraio, l’uomo effettuava una consegna all’interno di un palazzo e, con il pretesto di richiedere alla ragazza destinataria dell’ordine una recensione sul cellulare, le palpeggiava il seno con entrambe le mani. Anche il 16 marzo, sempre all’ingresso di un condominio, il rider, impugnando la busta con l’ordine, metteva la mano sinistra sotto al sacchetto e palpeggiava il seno della vittima.
“Sono in corso accertamenti relativi ad almeno altri sette episodi, del tutto simili per modalità d’azione” si legge nella nota della Questura. Dato che le segnalazioni sono “molteplici”, sono iniziate già dal maggio 2025 e considerato “il carattere di abitualità” del comportamento messo in atto dall’indagato, si invitano eventuali ulteriori vittime a segnalare l’episodio alle forze dell’ordine”.
L’estate 2026 accende i riflettori su Tivoli e sui suoi tesori più preziosi. Le straordinarie Villa Adriana e Villa d’Este, entrambe riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si trasformano in un laboratorio culturale a cielo aperto grazie a VILLÆstate 2026, il cartellone che intreccia musica, teatro, letteratura e spettacolo dal vivo in uno dei contesti più suggestivi del Lazio.
A pochi chilometri da Roma, i due complessi monumentali offriranno al pubblico un modo nuovo di vivere il patrimonio storico, non più soltanto come luogo della memoria, ma come spazio vivo e contemporaneo, capace di dialogare con artisti, scrittori e protagonisti della cultura italiana.
Mogol inaugura la rassegna con “Emozioni”
L’appuntamento inaugurale è fissato per il 21 giugno nell’area archeologica di Villa Adriana. Protagonista della serata sarà Mogol, ospite d’onore dello spettacolo “Emozioni – Viaggio tra le canzoni di Battisti Mogol”.
Accanto a lui salirà sul palco Gianmarco Carroccia, accompagnato da un ensemble di musicisti, per ripercorrere alcuni dei brani che hanno segnato la storia della musica italiana. Tra racconti, aneddoti e interpretazioni dal vivo, il pubblico potrà immergersi nell’universo artistico nato dal celebre sodalizio con Lucio Battisti. Nel corso della serata il direttore dell’Istituto, Alberto Samonà, consegnerà inoltre a Mogol il primo Premio Tibur – VILLÆ, riconoscimento destinato a personalità che abbiano contribuito in modo significativo alla crescita culturale del Paese.
Da Pinocchio a Marguerite Yourcenar
Il programma proseguirà per tutta l’estate con appuntamenti dedicati ai grandi temi della cultura italiana. Tra gli eventi più attesi, gli spettacoli ispirati alle celebri Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, il progetto “Eterno Pinocchio” per celebrare il bicentenario di Carlo Collodi e la rassegna teatrale Heroides al Santuario di Ercole Vincitore.
Spazio anche alla musica popolare con Ambrogio Sparagna, all’arte contemporanea e alle letture poetiche di Davide Rondoni dedicate a San Francesco e al Cantico delle Creature.
Per la serata inaugurale gli ultimi posti disponibili potranno essere prenotati online acquistando il biglietto d’ingresso a Villa Adriana. Un’occasione per assistere a uno spettacolo unico, immersi nella bellezza senza tempo di uno dei siti archeologici più affascinanti d’Italia.
Mps, Tajani sull’ipotesi di golden power: “L’azione di Intesa Sanpaolo, a quanto pare, potrebbe dare vita al primo o secondo gruppo dell’eurozona per valore”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani respinge l’ipotesi dell’utilizzo del golden power sulle operazioni lanciata su Monte dei Paschi di Siena. “Non credo proprio si vada in questa direzione. – ha detto il vicepremier a Milano Finanza – L’azione di Intesa Sanpaolo, a quanto pare, potrebbe dare vita al primo o secondo gruppo dell’eurozona per valore. Rafforzerà Mediobanca“.
“Le banche, e questo è il nostro principio, servono l’Italia e il mondo dell’economia, non i partiti e i governi. La politica – indica più in generale Tajani – deve dettare le regole e verificare l’efficienza dei meccanismi che controllano il sistema bancario. Spetta poi alla Consob, all’Agcm, alla Bce e a Banca d’Italia valutare, non alla politica. Il nostro obiettivo come governo è che il risparmio italiano sia ben gestito e che arrivi alle imprese e alle famiglie”.
“Le banche pagano già un’Ires maggiorata. – continua Tajani in merito alla proposta di Matteo Salvini per una tassazione straordinaria – Bisogna agire con equilibrio e buon senso, altrimenti gli investitori esteri si allontaneranno dall’Italia e a uscirne penalizzati saranno i normali cittadini e le imprese”. Il vicepremier poi conclude: “Io non difendo le banche, difendo gli italiani”.
Manager / Da Carlo Messina a Luigi Lovaglio, tutti i protagonisti del risiko bancario
Negli ultimi giorni Intesa Sanpaolo è entrata direttamente nel dossier su Monte dei Paschi di Siena, lanciando un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sull’intero capitale della banca senese. La proposta è arrivata a meno di 24 ore di distanza dall’iniziativa di aggregazione avanzata da Banco BPM, segnando un’ulteriore accelerazione del risiko bancario italiano. Nel dettaglio, l’offerta prevede un corrispettivo composto da 1,6 azioni di nuova emissione di Intesa Sanpaolo e 1 euro in contanti per ogni azione MPS, per una valorizzazione pari a 10,091 euro per azione. Il prezzo incorpora un premio del 12,5% rispetto alle quotazioni ufficiali del 5 giugno e del 17,4% rispetto alla media ponderata degli ultimi tre mesi.
L’operazione, comunicata ai sensi dell’articolo 102 del Testo unico della finanza, punta all’acquisizione dell’intero capitale di Monte dei Paschi di Siena, pari a circa 3,036 miliardi di azioni, e ridisegna in modo significativo gli equilibri del settore bancario italiano. Ma chi sono i protagonisti del risiko?
Chi è Carlo Messina, l’Ad di Intesa Sanpaolo
Carlo Messina è amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, ruolo che ricopre stabilmente dal 2013 dopo una lunga carriera interna al gruppo e alle sue precedenti incarnazioni. Laureato in Economia e Commercio alla LUISS nel 1987, inizia la sua carriera nella Banca Nazionale del Lavoro, occupandosi di corporate finance e mercati primari. Negli anni Novanta prosegue il suo percorso in Banco Ambrosiano Veneto, dove si concentra su pianificazione e controllo strategico, fino a entrare in Banca Intesa nel 1998.
Con la nascita di Intesa Sanpaolo assume progressivamente ruoli sempre più centrali nella governance, fino alla nomina ad amministratore delegato nel 2013 e direttore generale. Sotto la sua guida il gruppo diventa il principale istituto bancario italiano per dimensioni e capitalizzazione, con un forte orientamento alla redditività e al consolidamento. Tra le operazioni più rilevanti della sua gestione figura l’offerta pubblica di scambio su UBI Banca, completata nel 2020, che ha ulteriormente rafforzato la posizione di Intesa nel panorama nazionale.
Giuseppe Castagna è amministratore delegato di Banco BPM, uno dei principali gruppi bancari italiani per presenza territoriale e quota di mercato. Nato a Napoli nel 1959, si laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II. Inizia la sua carriera nella Banca Commerciale Italiana, dove resta per oltre trent’anni attraversando diverse fasi del sistema bancario italiano, fino a ricoprire ruoli apicali anche in Intesa Sanpaolo e nel Banco di Napoli.
Alla guida di Banco BPM, Castagna ha lavorato al rafforzamento del posizionamento industriale dell’istituto, consolidando la presenza nelle aree chiave del Nord Italia e mantenendo un modello di banca fortemente radicata sul territorio. Il gruppo, nato dalla fusione tra Banco Popolare e BPM, è oggi il quarto istituto bancario italiano per dimensioni.
Carlo Cimbri è presidente del gruppo Unipol e figura centrale nell’equilibrio tra assicurazioni e credito nel nuovo risiko. Nato a Cagliari nel 1965, si laurea con lode in Economia e Commercio all’Università di Bologna. Entra in Unipol nel 1990 e percorre tutte le tappe del management interno fino ai vertici del gruppo, assumendo prima il ruolo di direttore generale e poi quello di amministratore delegato.
La sua carriera è legata in modo particolare alla fase di consolidamento del gruppo, culminata nell’operazione di salvataggio e integrazione di Fondiaria-SAI e nella successiva nascita di UnipolSai, che ha rafforzato significativamente la dimensione industriale del gruppo. Oggi Unipol si colloca tra i principali attori del sistema finanziario italiano non solo nel comparto assicurativo, ma anche come azionista rilevante in diverse realtà bancarie, assumendo un ruolo strategico nelle operazioni di consolidamento del settore.
Chi è Andrea Orcel, l’ad di UniCredit
Anche se per ora ufficialmente fuori dal risiko, Unicredit osserva con attenzione la partita appena iniziata. Al timone di Piazza Gae Aulenti c’è Andrea Orcel. Nato a Roma nel 1963, si laurea in Economia e Commercio alla Sapienza con una tesi sulle acquisizioni ostili, anticipando il focus che caratterizzerà tutta la sua carriera. Dopo un passaggio alla Boston Consulting Group, entra nel mondo dell’investment banking con Merrill Lynch e successivamente Goldman Sachs, costruendo una lunga esperienza tra Londra e Parigi.
Nel corso della sua carriera segue alcune delle più grandi operazioni di finanza straordinaria degli ultimi decenni, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di grandi gruppi bancari europei. Nel 2011 entra in UBS e, dopo una controversa vicenda legata al mancato passaggio in Santander, approda alla guida di UniCredit nel 2021. Sotto la sua leadership, UniCredit ha assunto un ruolo sempre più attivo nel processo di consolidamento bancario europeo, con una strategia improntata alla crescita esterna e alla razionalizzazione delle partecipazioni.
Chi è Luigi Lovaglio, l’Ad di Monte dei Paschi di Siena
Luigi Lovaglio è amministratore delegato e direttore generale di Monte dei Paschi di Siena dal febbraio 2022, ruolo in cui è stato successivamente riconfermato nel 2023 e nel 2026. Classe 1956, Lovaglio vanta oltre quarant’anni di esperienza nel settore bancario, maturata in larga parte all’interno del gruppo UniCredit, dove è entrato nel 1973. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità tra Italia ed Europa centro-orientale, contribuendo in particolare allo sviluppo internazionale del gruppo.
Tra i ruoli più rilevanti, quello di vertice in Bank Pekao, dove ha guidato una fase di forte crescita e consolidamento, portando l’istituto a diventare uno dei principali player del mercato polacco per capitalizzazione e solidità patrimoniale. Nel 2019 è stato nominato amministratore delegato del Credito Valtellinese, esperienza che ha preceduto il suo ritorno al centro della scena bancaria italiana con la guida di MPS. Dal luglio 2022 è inoltre consigliere dell’ABI, di cui dal 2025 è membro del comitato esecutivo. La sua leadership in Monte dei Paschi di Siena è stata segnata da una fase di forte rilancio industriale. Nel novembre 2022 ha guidato un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, operazione decisiva per il rafforzamento patrimoniale della banca. Da lì è iniziato un percorso di consolidamento che ha portato a un progressivo miglioramento della redditività e del profilo di rischio dell’istituto.
Nel giorno della manifestazione prevista a Roma, il confronto sulla remigrazione si inasprisce e nel dibattito si inserisce la lettera aperta di due giovani, nati e cresciuti in Italia, figli di immigrati: «Siamo due ragazzi italiani. Non siamo un’idea politica!»
Il corteo per la remigrazione a Roma continua a suscitare reazioni contrastanti nell’opinione pubblica, alimentando un acceso confronto anche a livello istituzionale. La manifestazione, promossa dal comitato Remigrazione e Riconquista, ha infatti innescato una mobilitazione di senso opposto organizzata dal Coordinamento permanente Roma Città Antifascista, che scende in piazza nello stesso giorno e alla stessa ora. Tuttavia, in questo clima sempre più polarizzato, la replica che ha maggiormente attirato l’attenzione è stata la lettera aperta di Kilian e Lukman, due giovani italiani di seconda generazione che hanno deciso di raccontare pubblicamente cosa significhi sentirsi chiamati in causa in un dibattito disumanizzante, che finisce per relegare sullo sfondo le persone e mettere al primo posto le idee politiche.
L’Identità e l’appartenenza di Kilian e Lukman si scontrano con l’ideologia del corteo sulla remigrazione
«Ci chiamiamo Kilian e Lukman e siamo due ragazzi italiani. Non avremmo mai pensato di dover scrivere una lettera come questa». Inizia così il testo di quella lettera, nata dalla convinzione che «il silenzio sarebbe stato più doloroso delle parole». Kilian e Lukman si presentano dunque come farebbe un qualunque studente della loro età, in maniera del tutto naturale. Non a caso, uno dei due sta per affrontare l’esame di maturità mentre l’altro studia Psicologia in Sapienza. E lo fanno non rivendicando alcuna appartenenza ideologica, bensì condividendo, con chiunque decida di leggere e comprendere le loro parole, una quotidianità fatta di scuola, studio, lavoro e famiglia.
«Siamo due ragazzi italiani. Non siamo una teoria da discutere in televisione», scrivono, spiegando come il tema della remigrazione rappresenti per loro non un argomento astratto, ma una questione che tocca direttamente le radici della loro esistenza. «Quando sentiamo parlare di remigrazione – proseguono – pensiamo» ai genitori che lavorano e pagano le tasse, ai sacrifici che hanno affrontato per garantire ai figli un futuro e delle opportunità migliori. «Pensiamo a cose semplici, normali. Le stesse cose che fanno milioni di famiglie italiane ogni giorno», rivelano.
Pertanto, «quando qualcuno dice che persone come noi dovrebbero essere “remigrate”, e nel secolo scorso avrebbe detto “deportate”, la domanda che ci viene spontanea è molto semplice: dove? Dove dovrebbe andare una persona che è già a casa?». È questo ciò che si e ci domandano, sottolineando di essere cresciuti in Italia, di aver studiato nelle scuole italiane e di aver vissuto la Capitale, giocando nei campetti di quartiere e trascorrendo del tempo con gli amici di sempre. Una vera e propria appartenenza, quindi, che non è mai stata vissuta come qualcosa da conquistare o dimostrare, ma come parte integrante della propria identità.
Secondo Kilian e Lukman, inoltre, il rischio maggiore è l’assuefazione a parole e concetti che fino a pochi anni fa avrebbero suscitato indignazione: «Fa paura vedere quanto facilmente ci si abitua», svelano, denunciando una crescente tendenza a discutere della vita delle persone come se si trattasse soltanto di numeri o statistiche. «La verità è che abbiamo paura del 13 giugno. – concludono – Non ci sentiremo sicuri a camminare per strada, ad andare a sostenere l’esame, ad uscire con i nostri amici: per le nostre origini e il colore della nostra pelle. […] Che Italia vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi?».
In definitiva, Kilian e Lukman non ci offriranno soluzioni e di certo non porranno fine ad un dibattito che è destinato ad infervorarsi nel corso dei prossimi giorni, ma perlomeno riportano, o tentano di riportare, la discussione sul piano umano, ricordando che dietro ogni slogan, manifesto o proposta ci sono esseri umani in carne ed ossa, con una storia, una famiglia e possibilmente un futuro.
Mentre il resto del mondo corre sulla pista dell’Intelligenza Artificiale, l’Italia ha fatto quello che le riesce meglio: ha tirato fuori il calamaio e si è affrettata a varare lo schema di decreto legislativo per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale all’AI Act europeo. Siamo tra i primi della classe nell’individuare le autorità di vigilanza – AgID e ACN – e nel tradurre in burocratese sanzioni e paletti per chi violerà il Regolamento UE 2024/1689. Sia chiaro: governare i rischi di questa transizione, proteggere i dati e porre argini etici è non solo giusto, ma sacrosanto. Il problema sorge quando, dentro il perimetro di regole che abbiamo appena edificato con encomiabile tempestività, scopriamo che al momento c’è solo il vuoto.
C’è qualcosa di tragicomico nel vedere un Paese in palese declino industriale e demografico che si concentra ossessivamente solo sulla disciplina del fenomeno, dimenticandosi di scriverne la parte industriale. La politica ha confuso la strategia con il compitino ben fatto. L’Europa chiama? Noi rispondiamo con un faldone di divieti, convinti che basti normare un mercato per diventarne leader. Ma l’efficienza burocratica non genera innovazione. Se da un lato è vitale stabilire cosa non si debba fare per tutelare i cittadini, dall’altro è disarmante l’assenza totale di piani per attrarre investimenti, capitali esteri e grandi player globali. Stiamo di fatto creando il codice della strada più sicuro del mondo per un deserto dove non circola ancora nessuna vettura.
Quando poi la politica prova a parlare di sviluppo, cade nell’altra grande fascinazione nazionale: la parola magica “incentivi”. Ma intendiamoci, non parliamo di investimenti strutturali capaci di creare un vero ecosistema dell’AI, si preferisce invece la logica miope del bonus a pioggia e dei finanziamenti di spesa fini a se stessi. Si stanziano fondi per la digitalizzazione di facciata, per comprare computer nuovi negli uffici, senza mai avere il coraggio di immaginare quale idea di futuro vogliamo effettivamente costruire. È la politica del giorno per giorno, dove il successo si misura in risorse stanziate e mai in impatto generato sulla produttività reale.
Il copione, d’altronde, è già scritto e lo abbiamo visto recitare mille volte. Finché ci sono i miliardi dell’Europa, si spende senza una vera strategia di ritorno economico. Poi, puntualmente, i rubinetti si chiudono e i soldi finiscono. A quel punto la narrazione cambia magicamente e i politici che fino al giorno prima parlavano di sovranità tecnologica passano alla modalità “vittime”, andando a elemosinare flessibilità e aiuti alla tanto vituperata Bruxelles. Usiamo le regole europee come scudo per imbrigliare lo sviluppo interno, poi chiediamo all’Europa di salvarci dal declino che noi stessi non abbiamo saputo contrastare. Regolare l’AI è doveroso, ma pretendere di farlo senza avere uno straccio di piano per attrarre chi l’AI la crea davvero è pura illusione.
Mondiali 2026, gli USA battono 4-1 il Paraguay all’esodio. Nella notte il Brasile debutta con il Marocco
Gli Stati Uniti vincono all’esordio ai Mondiali 2026 al SoFi Stadium di Inglewood, a sud di Los Angeles. La Nazionale guidata da Pochettino batte il Paraguay per 4 a 1 con la rete di Damián Bobadilla e la doppietta di Folarin Balogun nel primo tempo. Nel secondo tempo Di Mauricio segna il gol della bandiera per i sudamericani. Giovanni Reyna quindi chiude l’incontro allo scadere.
Il presidente Donald Trump non era presente al debutto della nazionale statunitense contro il Paraguay, ma in sua vece ha inviato allo stadio di Los Angeles una delegazione guidata dal segretario di Stato Marco Rubio, inquadrato in qualche occasione sui maxischermi accanto al presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha lanciato una frecciata sulla mancata qualificazione dell’Italia.
Nel weekend ci sarà poi l’atteso debutto del Brasile guidato da Carlo Ancellotti che nella notte tra sabato e domenica affronterà il Marocco al MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey.
Mondiali 2026: il calendario del weekend
13 GIUGNO
Ore 3:00 – Usa-Paraguay (Gruppo D) – DAZN
Ore 21:00 – Qatar-Svizzera (Gruppo B) – DAZN
14 GIUGNO
Ore 24:00 – Brasile-Marocco (Gruppo C) – Rai e DAZN
Droga, base dello spaccio in un attico abusivo a Roma. La Polizia sequestra oltre 11 chili di cocaina
Oltre undici chili e mezzo di cocaina pronti a rifornire le piazze di spaccio della Capitale e una base logistica allestita in un attico abusivo ricavato sul terrazzo di uno stabile di edilizia popolare. È quanto scoperto dalla Polizia di Stato nel quartiere Ponte di Nona, a Roma, dove gli agenti del VI Distretto Casilino e delle Volanti hanno arrestato un quarantunenne italiano con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine è partita dal continuo e sospetto via vai di persone all’interno del complesso residenziale. Gli investigatori hanno così predisposto un servizio di osservazione con pattuglie posizionate in punti strategici dell’area, riuscendo a monitorare i movimenti di un uomo che si aggirava con fare sospetto tra il terrazzo e il vano scale del palazzo.
L’uomo è stato fermato al secondo piano mentre trasportava una vistosa busta gialla. Alla vista dei poliziotti ha tentato di disfarsene, ma gli agenti sono riusciti a recuperarla immediatamente. All’interno sono stati trovati dieci panetti di cocaina per un peso complessivo superiore agli 11,5 chilogrammi. Durante il controllo sono stati sequestrati anche due smartphone, ritenuti dagli investigatori strumenti utilizzati per gestire contatti, ordinazioni e consegne della droga. La successiva perquisizione ha portato alla scoperta di un mazzo di chiavi che ha consentito agli agenti di individuare un locale tecnico situato sul terrazzo dello stabile e trasformato abusivamente in una sorta di attico.
Secondo gli inquirenti, l’ambiente era stato adibito a vera e propria base operativa per il confezionamento e la gestione dello stupefacente. Al suo interno sono stati trovati strumenti per la pesatura e il confezionamento della cocaina, elementi che hanno contribuito a delineare il quadro indiziario a carico del quarantunenne. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria.
Paramount-Warner Bros Discovery, via libera degli Usa alla maxi fusione da 110 miliardi
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha approvato l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance, un’operazione da 110 miliardi di dollari destinata a ridisegnare gli equilibri dell’industria dell’intrattenimento globale. Il via libera rappresenta un passaggio decisivo per la società americana, che ora dovrà ottenere anche l’autorizzazione delle autorità di regolamentazione europee prima di completare l’accordo. L’approvazione è arrivata senza alcuna condizione. Paramount Skydance, quindi, non sarà costretta a cedere asset o attività per ottenere l’ok definitivo. Secondo quanto comunicato dal dipartimento di Giustizia, le prove raccolte durante l’indagine hanno evidenziato che la fusione “non è suscettibile di arrecare danni alla concorrenza o ai consumatori americani”.
Le valutazioni delle autorità statunitensi hanno riguardato diversi settori del business dell’intrattenimento, compresi i servizi di streaming, la televisione lineare e l’intera filiera cinematografica, dallo sviluppo dei contenuti alla produzione fino alla distribuzione nelle sale. “Siamo grati per l’approfondita revisione di questa transazione da parte del dipartimento di Giustizia, così come per il lavoro delle altre agenzie che hanno completato le loro verifiche e hanno finora dato il via libera”, ha dichiarato Paramount in una nota.
L’operazione rappresenta una delle più grandi fusioni mai realizzate nel settore dei media e dell’intrattenimento e potrebbe avere un impatto significativo sul mercato globale, in un momento in cui le principali società del comparto stanno puntando a rafforzarsi per affrontare la crescente competizione nello streaming e nella produzione di contenuti.
Conte: “Rafforza il campo progressista”. Schlein: “Dobbiamo essere all’altezza delle aspettative”. Bonelli e Fratoianni: “Ben venga aiuto al centrosinistra”
Alessandro Onorato lancia Progetto Civico Italia, una realtà che, come dichiara dal palco l’assessore capitolino ai Grandi Eventi, allo Sport, al Turismo e alla Moda di Roma Capitale, si schiera nel campo progressista non come segmento accessorio né come spazio residuale di centro, mirando alla costruzione di un’unica aggregazione diretta al voto. Fra le priorità: sicurezza, formazione scolastica, vita nelle piazze, nei parchi, certezza delle pene e recupero sociale dei detenuti. Ricetta da consegnare al campo largo, che guarda al PCI con interesse, apprezzamento e curiosità.
Giuseppe Conte promuove il PCI: “Rafforza il campo progressista”
Partito Civico nasce come movimento di vocazione progressista. È dunque inevitabile che incassi la simpatia del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: “Progetto Civico Italia è costruito su solidità civiche e amministrative. È un contributo che rafforza il progetto progressista a cui tengo molto. L’obiettivo non è vincere, ma cambiare il paese. Con l’opposizione abbiamo già definito diversi punti in comune anche in politica estera, benché ne dica la destra. Questa nuova forza politica può aiutarci e ha in dote le antenne che gli amministratori hanno sui territori. La democrazia è al bivio, corriamo il rischio di una torsione illiberale. Adesso tocca a noi. Dobbiamo rimettere in mano ai cittadini le sorti della Repubblica e restituire la voglia di partecipazione”.
Elly Schlein: “Condividiamo gli stessi valori”
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein spinge verso la creazione di un pacchetto di misure riformiste a burocrazia zero e sostenibilità sociale da condividere con la coalizione. “Dobbiamo essere all’altezza delle aspettative ma non contro i nostri avversari. Piuttosto per migliorare il paese. Si parla di alleanze e programmi ma siamo già convergenti su tante battaglie. In primis, lottare contro lo smantellamento della sanità. Difendiamo la scuola pubblica, gli investimenti, lottiamo contro il caro vita. Non possiamo avere le bollette più care d’Europa. C’è tanto lavoro ma siamo pronti ad accogliere, ascoltare, allargare l’offerta politica condividendo gli stessi valori. Non c’è miglior programma che attuare gli articoli della nostra meravigliosa costituzione”.
AVS: “Progetto Civico benvenuto, ora programma condiviso”
Progetto Civico rientra a pieno titolo nel campo largo, alveo dove c’è anche Alleanza Verdi e Sinistra che plaude all’iniziativa ma non perde l’occasione per invocare anche un “programma chiaro, condiviso e coraggioso”. Pensieri e parole del leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: “Al partito tutto ciò che contribuisce a rendere più forte il centrosinistra rispetto a questa destra brutta e pericolosa è il benvenuto ma deve essere poi definito all’interno di un programma credibile che come dico da tempo deve essere ambizioso”. Gli fa eco Angelo Bonelli (Verdi): “Guardiamo con interesse la proposta di Onorato, tutto ciò che si muove fra amministratori e amministrativi per rafforzare la proposta politica e programmatica del centrosinistra è estremamente positivo”.
Medio Oriente, Washington neutralizza i droni iraniani nello Stretto di Hormuz. Ma la tregua tra Usa e Teheran è più vicina
Mentre le tensioni nel Golfo Persico restano elevate, si rafforzano i segnali di una possibile svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime ore il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha reso noto di aver abbattuto diversi droni d’attacco lanciati da Teheran contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo Washington, il traffico marittimo prosegue regolarmente e il corridoio strategico rimane aperto. Sul fronte diplomatico, però, la prospettiva di un accordo appare più vicina che mai. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti potrebbe essere firmato “nei prossimi giorni”, inizialmente in forma digitale. “Non siamo mai stati così vicini alla conclusione”, ha affermato, ribadendo che Teheran intende gestire internamente le proprie scorte di uranio altamente arricchito attraverso un processo di diluizione.
Le indiscrezioni indicano la Svizzera, e in particolare l’area del lago di Ginevra, come possibile scenario simbolico della firma. Secondo Reuters, il vicepresidente americano J.D. Vance potrebbe sottoscrivere l’intesa per conto di Washington, mentre l’Iran sarebbe rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammed Ghalibaf. Tuttavia, da Teheran arrivano nuove smentite e l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, definisce “un’illusione americana” l’ipotesi di un incontro faccia a faccia. Intanto il Pakistan, che sta svolgendo un ruolo di mediazione, ha annunciato di aver raggiunto un testo definitivo e condiviso dell’accordo di pace, invitando a non dare credito alle campagne di disinformazione che puntano a sabotare l’intesa. A Washington cresce l’ottimismo: secondo fonti citate da Bloomberg, le possibilità di una firma sarebbero comprese tra l’80 e l’85%.
Restano tuttavia profonde divergenze sui contenuti dell’accordo. Donald Trump rivendica di aver ottenuto lo smantellamento del programma nucleare iraniano, la distruzione del materiale arricchito e la garanzia che Teheran non sosterrà più gruppi armati nella regione. Una versione contestata dalla Repubblica islamica, secondo cui la questione nucleare resterebbe aperta e verrebbe affrontata soltanto nei sessanta giorni successivi alla firma del memorandum. Le tensioni coinvolgono anche Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari, assicurando piena sintonia con Trump, mentre il ministro della Difesa Israel Katz ha escluso un ritiro delle forze israeliane dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza.
Tra annunci, smentite e reciproche accuse, il negoziato resta appeso agli ultimi nodi politici. Ma, dopo mesi di escalation militare e diplomatica, la prospettiva di una tregua appare oggi più concreta che in passato.
Arriva in libreria il 17 giugno La cuoca di Churchill di Annie Gray (Slow Food Editore), il romanzo ispirato alla vera storia di Georgina Landemare, la donna che per quattordici anni cucinò per il premier britannico accompagnando con i suoi piatti alcuni dei momenti più delicati della storia del secolo scorso.
Dietro i grandi della storia c’è spesso una cucina
Ci sono vite che scorrono lontano dai riflettori ma che, in modo silenzioso, finiscono per lasciare un segno nella grande Storia. È il filo conduttore di La cuoca di Churchill, il nuovo romanzo di Annie Gray in uscita il prossimo 17 giugno, che racconta l’esistenza straordinaria di Georgina Landemare, la donna che durante gli anni più difficili della Seconda guerra mondiale si prese cura della tavola di Winston Churchill.
Il volume si inserisce nel filone delle biografie romanzate che riportano alla luce figure rimaste per decenni nell’ombra, proprio come accaduto con titoli di successo quali La cuoca dei Kennedy e La ragazza delle meraviglie. Libri che trasformano documenti, lettere e testimonianze dimenticate in racconti capaci di restituire voce a protagonisti invisibili.
La donna che conquistò il mondo dei fornelli
Nata in un modesto villaggio rurale dell’Inghilterra vittoriana, Georgina Landemare crebbe in un ambiente fatto di sacrifici, lavoro e tradizioni culinarie tramandate di generazione in generazione. Contro ogni aspettativa riuscì però a imporsi in un settore quasi esclusivamente maschile, diventando una delle poche chef donne dell’epoca.
Quando entrò al servizio di Winston e Clementine Churchill nel 1940, nessuno poteva immaginare che sarebbe rimasta accanto alla famiglia per ben quattordici anni, più a lungo di qualsiasi altro membro dello staff domestico.
Tra diplomazia, guerra e atmosfere da Downton Abbey
Per Churchill il cibo non era un semplice piacere, ma uno strumento di relazione e diplomazia. Le cene organizzate da Georgina contribuirono a creare quell’atmosfera conviviale che il premier britannico considerava essenziale nei rapporti politici e internazionali.
Attraverso la sua vicenda personale, Annie Gray ricostruisce un intero mondo: quello delle grandi dimore inglesi, del servizio domestico, della cucina britannica tra gli ultimi fasti dell’età edoardiana e le privazioni imposte dal conflitto mondiale. Un romanzo che unisce rigore storico e narrazione, destinato a conquistare gli appassionati di storia, le lettrici in cerca di figure femminili forti e chi continua a sentire la nostalgia delle eleganti atmosfere di Downton Abbey.