‘My daughter is gone’: Mother alleges ChatGPT failed her family, files lawsuit









В последние месяцы языковые модели искусственного интеллекта начали успешно решать открытые математические задачи, в том числе из списка задач Пал Эрдёша, ранее считавшихся неразрешёнными.

Пал Эрдёш, математик XX века, оставил после себя многочисленные статьи и задачи, касающиеся свойств числовых множеств, графов и точек на плоскости. Некоторые из этих задач так и остались открытыми, а их список поддерживает исследователь и преподаватель Томас Блум с Манчестерского университета на официальном сайте.
Задачи Эрдёша стали инструментом для оценки математических способностей языковых моделей. Энтузиасты начали применять доступные чат-боты к нерешённым вопросам из каталога и публиковать результаты. По данным издания N+1, в конце 2025 года удалось перевести несколько открытых задач в категорию решённых с помощью ChatGPT, хотя часть решений оказалась заимствованными из уже существующей литературы.
Кевин Баррету, студент Кембриджского университета, исследовал возможности ChatGPT-5.2 Pro и в январе 2026 года с помощью модели и своего коллеги Лиама Прайса нашли первое полностью автономное решение задачи Эрдёша под номером 728. Задача связана с делением факториалов и условиями на натуральные числа, и её решение оказалось корректным и формализованным для компьютерной проверки.
Процесс работы Баррету включал поиск информации в литературе с помощью специализированных моделей, диалог с ИИ без доступа к интернету для генерации решения, а затем проверку результатов тремя ИИ-контролёрами с выходом в интернет. При подтверждении результата циклы повторялись, и окончательное решение проходило формализацию.
В последующие месяцы благодаря таким методам было решено по меньшей мере 17 задач Эрдёша с минимальным человеческим вмешательством. Среди значимых результатов — доказательство задачи о иррациональности сумм быстро сходящихся рядов с помощью ИИ-агента Google DeepMind Aletheia и опровержение гипотезы Эрдёша о количестве пар точек на расстоянии ровно 1, достигнутое закрытой моделью OpenAI.
Читайте также на «FiNE NEWS»Рост интереса к искусственному интеллекту также влияет на рынок полупроводников, о чем свидетельствует новость о том, что SK Hynix планирует утроить выпуск кремниевых пластин к 2034 году из-за роста спроса на ИИ.
Эти успехи возродили традицию математических вызовов среди специалистов и широкой аудитории. В феврале 2026 года проект First Proof опубликовал подборку из десяти задач из разных областей, предложив проверить возможности современных ИИ-систем в их решении.
Искусственный интеллект решает задачи Эрдёша: что уже достигнуто в чистой математике • Опубликовано на FiNE NEWS
¿Nos encontramos ante el primer papa algorítmico de la historia? Quizá sí, si atendemos a su capacidad para producir un grado de satisfacción trasversal desconocido hasta el momento. Los conservadores perciben en él señales de continuidad. Los progresistas, matices revolucionarios. Los jóvenes lo hallan cercano. Los mayores, sensato. Los creyentes se sienten ratificados en su fe, y a los ateos les parece un hombre razonable y hasta maravilloso, da gusto verle bendecir ambulancias. Como los algoritmos, León XIV es un espejo que devuelve una imagen mejorada a quien se busca en él. Abres una red social y enseguida tienes la impresión de que el mundo piensa igual que tú. Pues eso, que el algoritmo nos sirve una realidad a medida. León XIV habla de forma que cada cual escucha la música que le conviene.

©

A prima vista è un caso di influenza digitale tra i tanti. Ma il nuovo report di OpenAI intercetta qualcosa di più strutturale: il punto in cui la competizione tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale si intreccia con la politica infrastrutturale americana. Secondo OpenAI, una rete di account con presunti legami con la Cina avrebbe utilizzato ChatGPT per produrre post in inglese contro la costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti. I contenuti insistevano su un tema sensibile nel dibattito locale: l’aumento dei costi dell’elettricità e l’impatto delle grandi infrastrutture digitali sulle comunità. L’operazione è stata ribattezzata “Data Center Bandwagon” e attribuita a un soggetto privato cinese che lavorerebbe per il governo.
Bloomberg aggiunge il contesto: negli Stati Uniti la resistenza ai data center è in crescita. Secondo dati citati dall’agenzia, nel 2025 progetti per oltre 150 miliardi di dollari sono stati rallentati o bloccati da opposizioni locali. Le preoccupazioni riguardano consumi idrici, pressione sulle reti elettriche e impatto sulle bollette. È in questo spazio già polarizzato che si inserirebbero i contenuti individuati da OpenAI.
Il punto centrale, però, non è tanto la scala della campagna – definita limitata dalla stessa azienda – quanto la sua logica. Infatti, si inserisce in un contesto geopolitico particolare: la Cina ha ulteriormente elevato l’intelligenza artificiale a priorità nazionale, con il Quarto Plenum e il nuovo piano quinquennale che la collocano tra i pilastri della crescita tecnologica. Dunque, anche senza un coordinamento diretto, operazioni di questo tipo risultano coerenti con un obiettivo più ampio: rendere più difficile e più lenta la costruzione dell’infrastruttura che sostiene la leadership americana nell’AI. Non serve dimostrare un ordine esplicito. Il punto è che il sistema di incentivi – politico, industriale e tecnologico – converge verso la stessa direzione.
A questo si lega il tema di chi conduce queste operazioni. OpenAI descrive una struttura non statale diretta, ma una società privata che lavora per clienti pubblici a livello provinciale. È un dettaglio che si inserisce in una tendenza più ampia: la professionalizzazione dell’influence-for-hire. Rispetto alle prime campagne attribuite alla Cina, spesso rudimentali e facilmente individuabili, lo scenario si è evoluto. L’uso di intelligenza artificiale generativa e strumenti di analisi del sentiment permette oggi di produrre contenuti più credibili, adattati a pubblici specifici e inseriti in dibattiti reali invece che creati artificialmente. Non siamo ancora di fronte a operazioni particolarmente efficaci, ma la direzione è chiara: una filiera dell’influenza sempre più simile a un’industria.
Inoltre, gli account coinvolti non usavano ChatGPT solo per generare post pubblici, ma anche per produrre documenti interni e report destinati ai clienti. Questo dettaglio trasforma la natura del caso: per la prima volta su larga scala, una piattaforma di intelligenza artificiale non osserva solo il contenuto finale di una campagna, ma frammenti del suo processo produttivo. Strutture organizzative, obiettivi operativi, flussi di lavoro emergono indirettamente attraverso l’uso stesso dello strumento. In questo senso, le aziende di intelligenza artificiale non sono più soltanto fornitori di infrastruttura informativa: diventano anche osservatori privilegiati delle operazioni che transitano sulle loro piattaforme, con implicazioni dirette per il mondo dell’intelligence.
Infine, c’è il fatto che le attività attribuite alla rete cinese avrebbero utilizzato proprio ChatGPT per produrre contenuti destinati al pubblico americano. È un dettaglio che racconta un’asimmetria: per parlare efficacemente a un’audience occidentale, può essere più utile uno strumento sviluppato negli Stati Uniti che alternative cinesi operanti in un ambiente informativo più chiuso e censurato. L’intelligenza artificiale americana diventa così, paradossalmente, uno strumento dentro la competizione narrativa contro sé stessa.
Il report di OpenAI non descrive quindi solo una campagna di influenza, ma un ecosistema in trasformazione. Da un lato la crescente conflittualità attorno alle infrastrutture dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, dall’altro la nascita di un mercato globale dell’influenza sempre più automatizzato e professionalizzato. La competizione tra Washington e Pechino si sposta così su un terreno ibrido: non solo chip, data center e modelli, ma anche la capacità di influenzare il dibattito pubblico che rende possibili – o ostacola – quelle stesse infrastrutture.
L'articolo La Cina ha usato ChatGPT per influenzare il dibattito Usa sui data center proviene da Linkiesta.it.


Suit filed in US alleges chatbot told Alice Carrier, 24, ‘maybe this is just the end’ as she struggled with suicidal thoughts
A Canadian mother sued OpenAI and its CEO, Sam Altman, in US court on Thursday, alleging that ChatGPT encouraged her daughter to kill herself. The lawsuit is the latest in a slew accusing the company of failing to address dangerous conversations between users and the company’s chatbot.
Kristie Carrier said in a lawsuit filed in San Francisco state court that her daughter, Alice, told ChatGPT about her suicidal ideations more than a dozen times leading up to her death but that OpenAI’s safety systems never flagged the conversations for human review or terminated them.
Continue reading...
© Photograph: Samuel Boivin/NurPhoto via Getty Images

© Photograph: Samuel Boivin/NurPhoto via Getty Images

© Photograph: Samuel Boivin/NurPhoto via Getty Images





A Visa anunciou, na quarta-feira, uma colaboração estratégica com a OpenAI, detentora do ChatGPT, para viabilizar pagamentos Visa seguros em “ambientes de comércio automatizado, permitindo pagamentos contínuos e fiáveis” na plataforma OpenAI. O anúncio foi feito durante o Visa Payments Forum, em São Francisco.
“Através desta parceria, a Visa fornecerá a sua rede global, capacidades de autenticação e infraestrutura de segurança para suportar experiências de comércio automatizado, ajudando os consumidores e as empresas a interagir e a realizar transações com confiança”, referiu a empresa de pagamentos.
A colaboração faz parte da iniciativa Visa Intelligent Commerce que tem como objetivo “expandir as capacidades de pagamento seguro” para novos ambientes digitais.
“Em conjunto, as duas empresas irão também explorar uma gama de aplicações empresariais, incluindo experiências orientadas para os programadores com tecnologia Codex, bem como fluxos de trabalho mais automatizados e conversacionais, à medida que a inteligência artificial (IA) continua a evoluir como uma importante interface para as interações digitais”, salientou a empresa de pagamento.
No âmbito desta parceria as capacidades de pagamento da Visa serão “integradas” nas experiências da OpenAI, oferecendo aos programadores e comerciantes uma “forma simplificada” de aceitar pagamentos Visa iniciados por agentes. “Juntamente com a OpenAI, a Visa fornecerá a rede subjacente, a tokenização e as características de risco que suportam transações fiáveis e seguras”, refere.
“As transações serão operadas dentro de permissões, políticas e controlos de utilizador claramente definidos, tais como limites de gastos, categorias de comerciantes ou aprovações necessárias. As transações utilizarão credenciais Visa tokenizadas e autorização em tempo real, bem como monitorização de fraudes, ajudando a viabilizar novas experiências de pagamento com IA para manter uma elevada segurança e proteção do consumidor”, disse a empresa de pagamentos.
O diretor de produtos e estratégia da Visa, Jack Forestell, considerou que a IA vai “transformar o comércio de forma mais profunda” do que a internet ou a tecnologia móvel alguma vez fizeram.
“À medida que os agentes de IA se tornam participantes ativos na economia, o foco da Visa é garantir que as transações são fiáveis, seguras e perfeitas. Esta é a infraestrutura que estamos a construir com parceiros como a OpenAI“, adiantou Jack Forestell.
O chefe de parcerias de comércio da OpenAI, Marco Mahrus, disse que o comércio terá lugar em muito mais lugares e de muito mais formas do que hoje, e os agentes “desempenharão um papel cada vez mais importante” para ajudar as pessoas a completar tarefas que envolvem dinheiro — desde compras e pagamentos a transações mais complexas.
“Ao integrar com o Visa Intelligent Commerce, estamos a construir a infraestrutura para transações seguras, transparentes e controladas pelo utilizador, ajudando as pessoas a fazer mais com os agentes de IA, mantendo a confiança de que os pagamentos estão a ser processados em segurança”, acrescentou Marco Mahrus.
¿Qué dicen los chatbots cuando se les pregunta por España? Dicen, claro, muchas cosas. Pero algunas las dicen más veces. La IA no da una imagen equilibrada de España, sino que ofrece un mapa lleno de jerarquías. Hay cuatro comunidades autónomas que son España por encima de todo, por este orden: Cataluña, Madrid, Andalucía y País Vasco. En otras preguntas también tienen cierto peso la Comunidad Valenciana y Galicia. A partir de ahí, otras regiones aparecen menos o lo hacen por una puerta estrecha, con tópicos que sirven casi como su único motivo: turismo, vino, huerta, agua, despoblación, el Camino de Santiago, minería, paisaje verde, dehesa o España vaciada.

© Emilio Morenatti (AP)

OpenAI confirmed Monday it has confidentially filed an IPO with U.S. regulators, joining rival Anthropic as the AI sector moves toward public markets. No timeline, share count, or pricing was announced.
The company said the move preserves the option for an earlier listing, while some decisions are easier to handle as a private firm.
Reuters reported OpenAI is targeting a valuation near $1 trillion for a debut possible as early as September. Anthropic filed for a U.S. IPO on June 1 after a $65 billion funding round valued it at $965 billion.
SpaceX is also pursuing a $75 billion offering at a $1.75 trillion valuation. Analysts say the simultaneous push by three major AI companies toward public markets is the most significant development of its kind for technology investors in a decade.
In March, OpenAI raised $122 billion from SoftBank, Amazon, and Nvidia at a valuation of $840 billion to $852 billion. ChatGPT had exceeded 900 million weekly active users and 50 million paying subscribers.
Monthly revenue stood at $2 billion, up from roughly $1 billion per quarter at the end of 2024, growing nearly four times faster than Alphabet and Meta at comparable stages. Internal projections put the company’s break-even point no earlier than 2030.
JUST IN: OpenAI confidentially files for IPO. pic.twitter.com/sAORVBWEy1
— Whale Insider (@WhaleInsider) June 8, 2026
Beyond ChatGPT, OpenAI launched tools for government, healthcare, and finance, a web browser, consumer hardware plans, and an AI coding agent. It added a lower-cost $8 subscription tier and advertising as new revenue sources.
The Information reported in April that OpenAI projects 122 million subscribers this year and expects advertising to lead revenue by 2030.
A renegotiated Microsoft deal, covering $13 billion in investment since 2019, enabled growth at Azure and opened new agreements with Amazon and Alphabet.
Gil Luria of D.A. Davidson warned that large AI listings and Google’s recent secondary share sales could reduce the capital available for smaller offerings.
Michael Ashley Schulman of Cerity Partners said OpenAI appeared to be keeping its options flexible while Anthropic moved ahead in the IPO filing process. Prediction markets had expected OpenAI to file first.
OpenAI began as a nonprofit in 2015 and later added a for-profit arm under nonprofit oversight, a structure that drew attention when CEO Sam Altman was ousted by its board and reinstated within days in late 2023.
The company announced plans to convert to a public benefit corporation in December 2024. Early backer Musk filed a lawsuit alleging Altman and others redirected the organization from its founding mission for personal benefit.
A jury ruled against Musk in May, removing what analysts described as a significant legal obstacle ahead of the OpenAI IPO filing. His attorneys plan to appeal. Separate lawsuits link ChatGPT to shootings and suicides, and public skepticism toward AI persists.
A rede de televisão americana CNN entrou na Justiça contra a empresa de inteligência artificial Perplexity, acusando a companhia de utilizar cerca de 17 mil reportagens, fotografias e vídeos sem autorização para o treinamento de seus modelos de IA.
A ação foi protocolada em 28 de maio e representa o primeiro processo movido pela emissora contra uma empresa do setor. Segundo a CNN, a prática viola direitos autorais e explora indevidamente o trabalho produzido por jornalistas e profissionais da comunicação.
Em nota, a Perplexity rebateu as acusações e afirmou que “não é possível impor propriedade intelectual sobre os fatos”.
O processo da CNN se soma a uma crescente onda de disputas entre produtores de conteúdo e empresas de inteligência artificial. Segundo levantamento da plataforma ChatGPT is Eating the World, já existem pelo menos 115 ações judiciais em andamento movidas por veículos de imprensa, escritores, artistas e outros criadores.
Entre os casos mais conhecidos está a ação do jornal The New York Times contra a OpenAI e a Microsoft. A empresa alega que seus conteúdos foram utilizados no treinamento de sistemas de IA e que os modelos conseguem reproduzir trechos de reportagens.
No Brasil, a Folha de S.Paulo também acionou judicialmente a OpenAI, mas encerrou o conflito após firmar um acordo de licenciamento com a desenvolvedora do ChatGPT no fim de maio.
A CNN argumenta que empresas de inteligência artificial obtêm lucro a partir de conteúdos produzidos por organizações jornalísticas sem oferecer qualquer compensação financeira.
Segundo a emissora, a produção de jornalismo profissional exige investimentos elevados e, muitas vezes, envolve riscos para os profissionais envolvidos. Por isso, sustenta que companhias de tecnologia devem remunerar adequadamente os detentores dos direitos autorais.
Do outro lado, empresas de IA defendem que o uso de livros, reportagens e outros materiais para treinamento de modelos se enquadra no conceito jurídico de “uso justo” (“fair use”), previsto na legislação americana. Elas alegam que os sistemas não reproduzem integralmente as obras, mas geram conteúdos transformados a partir dos dados utilizados no treinamento.
Entre as ações em curso, uma das mais avançadas envolve a empresa Anthropic, desenvolvedora do chatbot Claude. O processo foi movido por um grupo de escritores norte-americanos liderado pelo autor George R. R. Martin, criador da série “As Crônicas de Gelo e Fogo”, que inspirou a produção televisiva “Game of Thrones”.
A Anthropic concordou em desembolsar US$ 1,5 bilhão para encerrar a ação coletiva que questionava o uso de livros protegidos por direitos autorais no treinamento de seus modelos de inteligência artificial.
O caso ganhou repercussão internacional após a revelação de que obras de autores brasileiros, como Chico Buarque, Paulo Coelho e Clarice Lispector, estavam entre os materiais utilizados sem autorização.
Apesar do acordo, a empresa não admitiu irregularidades e afirmou continuar comprometida com o desenvolvimento responsável de sistemas de inteligência artificial.
Enquanto processos avançam em diferentes tribunais, o debate jurídico permanece aberto. Recentemente, um juiz federal dos Estados Unidos rejeitou acusações apresentadas contra gigantes da tecnologia como Apple, Google, Meta, Nvidia, OpenAI, Perplexity e xAI por falta de provas suficientes.
Já as acusações contra a Anthropic seguiram adiante, especialmente após investigações apontarem o uso de bibliotecas digitais piratas para obtenção de conteúdos utilizados no treinamento dos sistemas.
As decisões que forem tomadas nos próximos anos podem definir os limites legais para o treinamento de inteligências artificiais e estabelecer novas regras para a relação entre empresas de tecnologia, veículos de comunicação e criadores de conteúdo.
The post CNN processa Perplexity e acusa empresa de IA de copiar 17 mil reportagens sem autorização appeared first on Diário da Manhã - O Jornal do leitor Inteligente.

O CEO da OpenAI (que detém o ChatGPT), Sam Altman, realizou recentemente um retrato sobre o estado da inteligência artificial (IA). Pelo meio ficou um alerta. Os custos com os tokens, ligados à tecnologia, estão a subir muito rapidamente levando mesmo a que as empresas estejam a estabelecer limites.
Os tokens nada mais são do que as unidades de dados processados pelos modelos de IA, como o Gemini, o ChatGPT, e o Claude, pertencentes à Google, OpenAI e Anthropic.
“No início de 2026, o problema nunca foi levantado. As pessoas estavam totalmente satisfeitas com o valor que estavam a gastar. Agora, os custos da IA são um grande problema”, referiu Sam Altman, durante um evento corporativo, em declarações transcritas pela Business Insider, sobre os custos ligados aos tokens de IA.
Sam Altman salientou durante um evento que há seis anos e ano o maior utilizador de tokens, da OpenAI, tinha um consumo de 100 mil por mês.
“Isso tornava-o muito provavelmente o líder mundial em gastos com tokens”, referiu o CEO da tecnológica. “Passados seis anos e meio este valor está próximo da média per capita mundial. O líder em gastos com tokens na OpenAI utiliza cerca de 100 mil milhões de tokens por mês”, referiu Sam Altman.
E este nem é o maior consumidor de tokens no mundo, algo que o CEO da OpenAI vê como uma “vergonha pessoal”. O consumo é visto por várias empresas, entre as quais a OpenAI, como algo de relevo, ao ponto de ter um ranking sobre quem mais consome. Além disso a tecnológica está também no negócio da venda de tokens.
A Business Insider salienta que a OpenAI deve ter gasto mais de mais de 100 mil milhões de tokens num mês, enquanto que o New York Times chegou a avançar que um funcionário da tecnológica chegou a gastar 210 mil milhões de tokens numa semana. Existe também relatos de que o criador da OpenClaw, Peter Steinberger, já atingiu 603 mil milhões de tokens em 30 dias.
Este consumo de tokens tem sido de tal ordem que já existem empresas a colocar limites nos gastos sendo a Amazon e a Uber alguns desses exemplos, salienta a Business Insider.
Sam Altman referiu que o tópico dos gastos em tokens tem sido de tal ordem que até já originou um meme. “A minha empresa gastou todo o orçamento de 2026 no primeiro trimestre, podem tornar isto mais eficiente?”.
No caso do CEO da Faros AI, Vitaly Gordon, um dos seus engenheiros gastou 40 mil dólares (34 mil euros) em tokens, em maio. “E eu realmente não sei se devo impedi-lo ou se devo andar por aí a dizer a todos os outros para fazerem o mesmo”, disse Vitaly Gordon, citado pela TechCrunch.
E há quem tenha faturas bem superiores. Um consultor para a área da IA, referiu à Axios, que uma empresa encontrou uma conta de 500 milhões de dólares (432 milhões de euros), para o Claude (modelo da Anthropic), depois de não ter definido limites de utilização para os seus funcionários.


Aram Harrow has spent 25 of his 46 years working in quantum computing. He is a researcher at the Massachusetts Institute of Technology (MIT) and is best known for co-developing the HHL algorithm in 2008, considered one of the first demonstrations of an exponential advantage of quantum computers over classical ones. This June marks the end of the year he has spent at Spain’s Institute of Mathematical Sciences (ICMAT) in Madrid, where he speaks with EL PAÍS.
By 2030, water consumption linked to the use of artificial intelligence will be equivalent to that of 1.3 billion people in sub-Saharan Africa, while it will require nearly three times the annual energy consumption of Pakistan, Bangladesh and Nigeria — countries with a combined population of 650 million. In terms of carbon emissions, these could reach 400 million tonnes of CO₂ equivalent, comparable to the United Kingdom’s total emissions. The operation of AI will require 14,500 square kilometres of land, including infrastructure and supply chains — twice the size of the Jakarta metropolitan area, a megacity with more than 32 million inhabitants, or 10 times that of Mexico City (21 million).

In 2021, Miriam González, a 35-year-old from Murcia, Spain, went to the doctor because she was bleeding from her breast. She was told to relax: everything was normal. But in 2024, she was diagnosed with breast cancer. And, shortly afterward, she discovered it was metastatic, at stage four.
