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Rúben Amorim si presenta al Milan: “È sempre stata la mia ambizione, so che cosa rappresenta questo club”

Adesso è ufficiale: Rúben Amorim è il nuovo allenatore del Milan. Il club rossonero ha annunciato di aver affidato la guida della prima squadra al tecnico portoghese, considerato uno dei profili emergenti più apprezzati del calcio europeo e reduce dall’esperienza difficile e negativa sulla panchina del Manchester United.

Per Amorim si tratta di una nuova tappa in una carriera da allenatore iniziata nel 2018, subito dopo il ritiro dal calcio giocato. Da calciatore aveva vestito le maglie del Belenenses e del Benfica, oltre a collezionare presenze con la nazionale portoghese. Terminata l’attività in campo, ha mosso i primi passi in panchina con Casa Pia e Braga, prima del salto allo Sporting Lisbona che ne ha consacrato il profilo a livello internazionale.

Alla guida dello Sporting, dal 2020, Amorim ha aperto un ciclo vincente caratterizzato da risultati e continuità. In Portogallo ha conquistato due campionati, due Coppe di Lega e una Supercoppa, imponendo una squadra riconoscibile per organizzazione, intensità e valorizzazione dei giovani. Un percorso che gli ha spalancato le porte del Manchester United e che ora lo porta a Milano.

Nelle sue prime parole da allenatore rossonero, Amorim ha sottolineato il significato della nuova sfida: “Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste”. Il tecnico portoghese ha poi evidenziato il peso storico del club e delle sue tradizioni: “So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori”.

Infine, uno sguardo al futuro e all’inizio della nuova avventura in rossonero: “Non vedo l’ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan”. Con l’arrivo di Amorim, il Milan punta dunque su un allenatore giovane ma già abituato a gestire grandi pressioni e aspettative. Ora la parola passa al campo, dove il tecnico portoghese sarà chiamato a trasformare le ambizioni del club in risultati. Per Amorim sarà un compito particolarmente complesso: il nuovo Milan di Cardinale e Ibrahimovic è ancora senza una dirigenza che possa impostare il mercato e soddisfare le richieste del tecnico portoghese.

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“Brutto incidente, a causa di una vecchia signora che viveva nel suo mondo”: l’ira del giovane ciclista che posta il video della maxi caduta

Poteva finire in tragedia l’incidente avvenuto durante l’ultima tappa del LVM Saarland Trophy 2026, gara ciclistica che si svolge in Germania dedicata alla categoria Juniores. Mentre il gruppo viaggiava alla massima velocità, una signora anziana a bordo di uno scooter per disabili ha invaso all’improvviso la carreggiata, colpendo in pieno Paul Vriesman e innescando così una maxi caduta. Fortunatamente, senza gravi conseguenze ne per i giovani ciclisti coinvolti né per la signora.

Vriesman, 17enne olandese del team Decathlon CMA CGM U19, sui social ha postato il video dell’incidente e ha rassicurato tutti sulle sue condizioni: “Brutto incidente, ma sembra che sia andata piuttosto bene e senza gravi infortuni. Non è il modo in cui speravo di finire la mia prima settimana di ritorno alle gare dopo alcuni mesi di riabilitazione…”. Il giovane Vriesman infatti veniva da un lungo periodo di inattività. E si è anche sfogato: “Peccato dovermi ritirare in questo modo a causa di una vecchia signora che viveva nel suo mondo”. Anche per la donna, fortunatamente, non sembra ci siano state gravi conseguenze. Anche se l’incidente riapre il dibattito sull’importante del comportamento del pubblico a bordo strada durante le gare di ciclismo.

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Sinner arriva anche nello spazio: un asteroide porta il suo nome. “È un punto di riferimento luminoso per le nuove generazioni”

Pensavate che Jannik Sinner non potesse andare oltre la posizione numero uno del ranking Atp? E invece sì, perché il tennista azzurro è arrivato addirittura nello spazio. Non in senso letterale, ovviamente, ma grazie a un riconoscimento decisamente particolare: il Working Group Small Bodies Nomenclature (WGSBN) dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha ratificato l’assegnazione del nome del campione italiano a un asteroide del sistema solare, inserendo la decisione nel bollettino ufficiale WGSBN Bulletin V006_009.

L’iniziativa porta la firma del team scientifico composto da Fabrizio Bernardi, scopritore del celebre asteroide 99942 Apophis, e Maura Tombelli, astronoma italiana e direttrice dell’Osservatorio di Montelupo Fiorentino (Firenze). L’asteroide, che da oggi si chiamerà ufficialmente (120097) Janniksinner, è un corpo celeste che orbita nella fascia principale tra Marte e Giove, scoperto il 10 marzo 2003 all’Osservatorio di Campo Imperatore.

“Abbiamo voluto dedicare questo asteroide a Jannik Sinner non solo per i suoi straordinari successi sportivi, che stanno portando l’Italia sul tetto del mondo del tennis, ma anche per i valori di resilienza, correttezza e assoluta dedizione che esprime sul campo e fuori – dichiarano Bernardi e Tombelli – Come una stella cometa o un corpo celeste fisso, Sinner rappresenta un punto di riferimento luminoso per le nuove generazioni. Da oggi, la sua grandezza è scritta anche tra le stelle”.

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Movimento e alimentazione, l’evento finale di Edusport: coinvolti 600 alunni in tutta Italia

Si tiene domani, mercoledì 17 giugno, a Roma l’evento finale di EdusportPercorsi di educazione alimentare e sportiva per stili di vita attivi, il progetto promosso da Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti in collaborazione con il Dipartimento per lo Sport, che nell’ultimo anno scolastico ha coinvolto circa 600 bambine e bambini delle scuole primarie distribuite in tutta Italia.

L’appuntamento è in programma dalle 10 alle 13 all’Impianto Sportivo comunale Fulvio Bernardini, in via dell’Acqua Marcia 51, a Roma. Il progetto, avviato nel settembre 2025, ha interessato undici istituti scolastici di Genova, Matera, Oristano, Perugia, Roma, Taranto e Val di Susa, con l’obiettivo di promuovere il movimento e una corretta alimentazione tra gli studenti.

La mattinata è dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti durante il percorso educativo. I partecipanti possono inoltre assistere alla riproposizione di attività, giochi e metodologie sperimentate nel corso dell’anno dalle alunne e dagli alunni coinvolti. A chiudere l’iniziativa la tavola rotonda dal titolo “Politiche, scuola e sport: strategie condivise per stili di vita sani”, momento di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della sanità.

Tra i relatori annunciati figurano Barbara De Mei, responsabile del Reparto Sorveglianza dei fattori di rischio e strategie di promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità; Rossana Ciuffetti, direttrice dell’Area Sport Impact di Sport e Salute; Maria Assunta Giannini, dirigente del Ministero della Salute; Fabio Lucidi, prorettore alla Terza e Quarta Missione e ai rapporti con la comunità studentesca della Sapienza Università di Roma; e Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale, ai Servizi alla persona e al Terzo settore della Regione Lazio.

L’incontro rappresenta l’occasione per fare il punto sulle strategie da adottare per favorire, fin dall’età scolare, comportamenti orientati al benessere e a stili di vita più sani attraverso la collaborazione tra scuola, sport e istituzioni.

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Pio Esposito rimanda le vacanze: è a Brescia per allenare i ragazzi della scuola calcio dove ha iniziato la carriera

Per molti il periodo estivo è sinonimo di vacanze e relax, ma non per Pio Esposito. L’attaccante dell’Inter ha deciso di rimandare le ferie e dedicare parte del suo tempo libero ai giovani calciatori della Voluntas Brescia, la società nella quale ha mosso i primi passi nel mondo del calcio. L’Italia non prenderà parte ai Mondiali del 2026, avendo mancato la qualificazione per la terza volta consecutiva dopo l’ultima presenza a Brasile 2014, ma nonostante ciò, Esposito non ha scelto (almeno per il momento) una meta di villeggiatura dopo una stagione ricca di soddisfazioni sotto la guida di Cristian Chivu, conclusa con la conquista di campionato e Coppa Italia. In questi giorni, infatti, dopo aver risposto alla chiamata in nazionale di Silvio Baldini, è impegnato al centro sportivo San Filippo di Brescia, dove veste i panni di allenatore e punto di riferimento per i ragazzi della scuola calcio.

Come sottolinea Tuttosport, il San Filippo rappresenta un luogo speciale per Esposito: è lì che è iniziato il percorso che lo ha portato fino a San Siro. Insieme ai fratelli Sebastiano e Salvatore, l’attuale centravanti nerazzurro ha infatti iniziato la propria formazione calcistica proprio nella Voluntas Brescia. Oggi, affiancato dal fratello Salvatore e dal padre Agostino, Pio sta trascorrendo le prime settimane di pausa stagionale seguendo da vicino le attività della scuola calcio, all’Esposito Summer Camp, un camp estivo appunto dove i ragazzi per qualche giorno possono allenarsi con l’attaccante dell’Inter e della nazionale. La famiglia Esposito ha avuto un ruolo decisivo nel rilancio della società dopo il fallimento avvenuto alcuni anni fa, rilevandola nel momento di maggior difficoltà. Per i giovani tesserati della Voluntas, la possibilità di allenarsi accanto a Pio Esposito resterà senza dubbio un ricordo indelebile.

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Testa bassa e mani dietro la schiena: la foto di Bielsa ai Mondiali è già iconica. “Non sono un modello, non devo spiegare nulla”

Testa bassa, sguardo fisso a terra, mani dietro la schiena. Marcelo El Loco Bielsa non è mai banale. Nemmeno nelle foto da “figurina” durante lo shooting dei Mondiali 2026. La foto è già iconica e ha già fatto il giro del mondo. E infatti – dopo il pareggio del suo Uruguay contro l’Arabia Saudita – una delle prime domande è stata proprio su questo tema. Una domanda che ha infastidito il commissario tecnico dell’Uruguay: “Non devo dare alcuna spiegazione. Mi hanno scattato quella foto così com’è, non sono un modello. Ero di fronte ai fotografi ed è quella la foto che mi hanno scattato”.

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Bielsa ha risposto indispettito al giornalista in questione, ribadendo: “Devo anche spiegare perché non guardo l’obiettivo nella foto? In questo momento non sono spiegazioni che devo dare. C’è un limite a ciò che bisogna spiegare: se si indossano gli occhiali, perché si indossano gli occhiali, se si guarda negli occhi, perché si guarda negli occhi, se si guarda in basso o in alto. Ci sono così tante cose da spiegare. Non abbiamo l’obbligo di comportarci come modelli per soddisfare pretese che non hanno alcun fondamento”, ha concluso il commissario tecnico dell’Uruguay.

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La festa di Trump poteva finire in strage: l’FBI ha sventato un assalto alla Casa Bianca durante l’evento UFC

Donald Trump aveva trasformato la Casa Bianca in una gigantesca arena di arti marziali miste per celebrare il suo ottantesimo compleanno, attirando oltre 4.000 spettatori sul prato sud e migliaia di fan nei dintorni. Ma quella che è stato una serata di celebrazioni pacchiane, tra combattimenti UFC, jet militari e ospiti celebri, sarebbe potuta finire in tragedia. Secondo quanto reso noto dal direttore dell’Fbi Kash Patel, le forze dell’ordine statunitensi hanno infatti sventato un piano per colpire proprio l’evento UFC organizzato alla Casa Bianca lo scorso fine settimana. L’operazione ha portato all’arresto di cinque persone e all’identificazione di altre 23 ritenute coinvolte nel presunto complotto.

Come riportato da Fox e confermato da fonti delle forze dell’ordine, il piano prevedeva l’utilizzo di droni carichi di esplosivo contro edifici nelle vicinanze della manifestazione. L’obiettivo sarebbe stato provocare il panico e costringere all’evacuazione delle migliaia di persone presenti. Secondo la ricostruzione, la folla sarebbe stata indirizzata verso un’area dove erano stati predisposti dei cecchini. Una seconda fase dell’attacco avrebbe poi previsto un assalto ai cancelli della Casa Bianca.

L’Fbi sarebbe venuta a conoscenza della possibile minaccia il 10 giugno, quattro giorni prima della serata di combattimenti. Da quel momento è scattata un’operazione coordinata tra più Stati americani, con il coinvolgimento dell’agenzia federale, del Dipartimento di Giustizia e di altre forze di sicurezza. “Grazie alla rapida azione dell’Fbi, dei nostri partner e del Dipartimento di Giustizia in un’operazione che ha coinvolto più stati, diverse persone sono ora in custodia e gli attacchi presumibilmente pianificati sono stati sventati”, ha scritto Patel in un messaggio pubblicato su X.

Secondo un funzionario informato sui fatti, i cinque arresti sono stati eseguiti in Ohio, Missouri e California. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’identità dei fermati né sulle accuse contestate. La minaccia è emersa soltanto dopo l’evento che aveva visto Trump assistere agli incontri di UFC Freedom 250 accanto alla first lady Melania Trump, al vicepresidente JD Vance e ad altri membri dell’amministrazione.

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Trump vuole consegnare la coppa ai vincitori dei Mondiali: la Fifa è pronta a dire di sì (infrangendo il protocollo)

Non è bastato l’imbarazzo durante la finale del Mondiale per Club, a giugno, tra Chelsea e Psg al MetLife Stadium di East Rutherford. Il prossimo 19 luglio, sempre al Metlife Stadium, potrebbe essere ancora Donald Trump a consegnare la Coppa del Mondo (questa volta per nazionali) al capitano della squadra vincitrice. Secondo Talksport, il presidente degli Usa avrebbe avuto l’ok per prendere parte alla cerimonia, come appunto già successo l’estate scorsa in occasione del Mondiale per Club, ma in questo caso potrebbe anche spingersi oltre e consegnare solo lui il trofeo, infrangendo il protocollo ufficiale. Alla cerimonia saranno invitati anche i presidenti di Messico e Canada, gli altri due Paesi organizzatori.

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Il protocollo FIFA prevede infatti solitamente che il trofeo presente su un piedistallo venga portato sul podio per la cerimonia di premiazione da un esponente della squadra vincitrice. Questa volta, secondo Talksport, la FIFA lascerà a Trump la decisione se rimanere con la squadra durante la cerimonia o se restare con altri dirigenti.

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Fonti interne alla Casa Bianca ritengono che Trump sceglierà ancora una volta di festeggiare con la squadra vincitrice, come già fatto con il Chelsea, mettendo in imbarazzo sia Reece James che Cole Palmer, protagonista di quella finale. In quella circostanza Palmer aveva infatti chiesto al capitano James “cosa facesse Trump sul palco con loro”. Il trequartista del Chelsea era stato decisivo con una doppietta, ma durante l’alzata della coppa era stato oscurato dal presidente Usa, che si era piazzato proprio davanti a lui. Trump non ha assistito alla partita d’esordio della nazionale statunitense contro il Paraguay per un impegno già programmato prima, ma sarà presente alla finale dei Mondiali al MetLife Stadium il 19 luglio e già prima potrebbe assistere ad altre partite della Coppa del Mondo.

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Mondiali, i risultati della notte: l’Iran comincia con un pareggio, stop a sorpresa dell’Uruguay | La nuova classifica

Altra giornata dei Mondiali, altri risultati sorprendenti. È stata la notte dei pareggi: ben quattro su quattro partite. E se alcuni erano pronosticabili, altri lo sono stati meno. Come quello del pomeriggio del 15 giugno della Spagna contro Capo Verde e quello nella notte dell’Uruguay contro l’Arabia Saudita. In mezzo anche lo stop del Belgio e il pareggio del tanto discusso Iran all’esordio. Alcuni sono stati match piacevoli, altri più noiosi, ma è stata una giornata in cui ha regnato decisamente l’equilibrio.

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Il pomeriggio italiano si era aperto con il pareggio a sorpresa della Spagna per 0-0 contro Capo Verde: è la prima vera sorpresa del torneo. La formazione di De la Fuente ha dominato come prevedibile, ha tirato ben 27 volte, di cui 7 verso lo specchio della porta, ma non è mai riuscita a battere Vozinha, portiere di Capo Verde ed eroe di giornata grazie anche a un incredibile exploit social che da 50mila followers lo ha portato a 6 milioni nel giro di pochissime ore. Comincia con il freno a mano tirato così la formazione iberica. L’unica buona notizia: il ritorno in campo di Lamine Yamal post infortunio.

In serata invece alle 21 c’è stato l’esordio del Belgio, che ha faticato tantissimo contro l’Egitto. 1-1 il finale, con la formazione belga che è anche andata sotto nel punteggio per il gol egiziano di Emam Ashour nel primo tempo. Nella ripresa invece il ritorno di Romelu Lukaku ha cambiato volto alla sua nazionale: dopo 26 secondi dal suo ingresso in campo, infatti, l’attaccante del Napoli ha propiziato l’autogol che poi fissato il risultato finale sull’1-1.

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Anche la notte italiana si è aperta con un pareggio: quello sorprendente tra Arabia Saudita e Uruguay per 1-1 nl girone H, lo stesso della Spagna. La formazione sudamericana è andata sotto nel primo tempo con il gol di Abdulelah Al Amri per l’Arabia Saudita che – dopo aver battuto l’Argentina all’esordio nel 2022 – si conferma bestia nera delle squadre del Sud America. Il pareggio è arrivato a 10 minuti dalla fine con Maximiliano Araujo, attaccante dello Sporting Cp.

Nel Gruppo G è stato invece il momento dell’esordio dell’Iran, che ha pareggiato contro la Nuova Zelanda per 2-2. La selezione iraniana – tra le più discusse del torneo – ha agganciato la Nuova Zelanda per due volte: in apertura di match il gol di Elijah Henry Just, poi il pareggio di Rezaeian. Nel secondo tempo, passati 9 minuti, in gol ancora Just per i neozelandesi, fino al 2-2 definitivo segnato da Mohebi. Nel post gara non sono mancate le polemiche, con la denuncia del ct dell’Iran Ghalenoei: “Dopo la partita ci hanno detto: ‘Dovete partire subito’”.

Mondiali, i risultati delle partite della notte

Spagna-Capo Verde 0-0

Belgio-Egitto 1-1 (nel pt 20′ Ashour, nel st 66′ aut. Hany)

Arabia Saudita-Uruguay 1-1 (nel pt 41′ Al Amri, nel st 80′ Araujo)

Iran-Nuova Zelanda 2-2 (nel pt 7′ Just, 32′ Rezaeian; nel st 54′ Just, 64′ Mohebi)

Mondiali, la nuova classifica dei gironi

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Mondiali, la denuncia del ct dell’Iran Ghalenoei: “Dopo la partita ci hanno detto: ‘Dovete partire subito’”. Taremi: “Infantino è venuto negli spogliatoi”

“Dopo la partita di oggi, ci hanno detto: ‘Dovete partire immediatamente’”. A parlare è Amir Ghalenoei, allenatore dell’Iran ai Mondiali di calcio. La sua squadra ha pareggiato 2-2 all’esordio nel torneo contro la Nuova Zelanda, ha ottenuto un buon punto ma subito dopo la partita è stato ordinato loro di tornare immediatamente in Messico dagli Usa. È quanto ha spiegato il commissario tecnico nella classica intervista post partita.

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La squadra – che ha l’obbligo di entrare e uscire negli Usa nel giro di massimo 24 ore – si aspettava di trascorrere la notte in California per ottimizzare il normale processo di recupero, ma subito dopo il match è stato comunicato a tutti che dovevano salire immediatamente su un aereo per il viaggio di 225 km di ritorno a Tijuana. “Non ci hanno nemmeno dato il tempo di recuperare”, ha detto Ghalenoei tramite un interprete. “Per noi è molto importante avere tempo per recuperare, ma ci viene chiesto di salire su un aereo e tornare al nostro ritiro a Tijuana, e questo ci preoccupa molto”. Il capitano dell’Iran Mehdi Taremiche già nella conferenza stampa pre partita era stato molto critico – ha aggiunto: “Dobbiamo lasciare Los Angeles subito, e non è una buona cosa per noi. Penso che la Fifa debba aiutarci di più. … In realtà, per noi è tutto un disastro”.

L’attaccante trentatreenne ex Inter ha rivelato che il presidente della Fifa Gianni Infantino ha fatto visita ai giocatori negli spogliatoi. “Gli sono state chieste le stesse cose (…) vuole aiutare, ma ci sono altri problemi” che lo ostacolano, ha detto, senza menzionare direttamente l’amministrazione americana. Taremi ha anche ringraziato “i tifosi di Los Angeles”, che hanno sostenuto con forza la squadra dei Melli.

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Ghalenoei ha detto che diversi giocatori hanno avuto crampi durante la partita, giocata in condizioni climatiche miti. Ha attribuito i problemi fisici alla mancanza di un adeguato tempo di preparazione causata dagli ostacoli burocratici e diplomatici dell’Iran. “Prima della partita, ho detto che non abbiamo avuto tempo di adattarci a causa del viaggio”, ha spiegato Ghalenoei, “molti dei nostri giocatori hanno avuto crampi, ed è per questo che abbiamo dovuto sostituirli. Quindi non è stato per motivi tecnici che abbiamo effettuato le sostituzioni. È stato a causa degli infortuni e dei crampi. Saranno visitati dal nostro staff tecnico, ma il fatto che abbiano ritardato il nostro arrivo e ci stiano costringendo a tornare indietro in anticipo senza tempo per il recupero, sta rendendo la situazione più difficile”. Le restanti due partite degli iraniani nella fase a gironi sono contro il Belgio a Inglewood domenica, seguite da una trasferta a Seattle per affrontare l’Egitto la prossima settimana.

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Mondiali 2026, Capo Verde all’esordio ferma la Spagna sullo 0-0: continua la favola dopo la storica qualificazione

La nazionale del Capo Verde riesce nell’impresa impossibile. La squadra del minuscolo arcipelago africano scrive la storia pareggiando con la Spagna allo storico debutto in Coppa del Mondo, nel gruppo H. La squadra del commissario tecnico Bubista ha fermato i campioni d’Europa di De La Fuente sullo 0-0, anche e soprattutto grazie alle parate del 40enne portiere Vozinha, eroe di giornata con una serie di interventi da incorniciare nel primo e nel secondo tempo.

La nazionale dell’arcipelago di soli 530mila abitanti è un’altra delle favole più curiose di questo Mondiale. Sulla carta si trattava di una sfida a senso unico. Ma non è stato così. Gli africani sono stati protagonisti di una grande partita difensiva riuscendo a fermare sullo 0-0 una delle nazionali di calcio più titolate del mondo. Da registrare anche la scarsa aggressività spagnola salvo un traversa colpita da Ferran a fine primo tempo.

Dopo il delirio e le lacrime per la storica qualificazione, continua il sogno della nazionale di Capo Verde (che ha tra i convocati anche sei calciatori nati a Rotterdam). Increduli i tifosi presenti sugli spalti, che hanno dato subito il via a una grande festa per il risultato inaspettato alla vigilia.

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Svaligiata la casa di Moise Kean, portati via orologi di lusso: il bottino

Furto di orologi nella casa di Firenze del calciatore viola e della nazionale italiana Moise Kean. Il giocatore non era in Italia quando i ladri hanno assalito la sua abitazione fiorentina. Il valore della refurtiva ammonterebbe a circa 300mila euro. A dare l’allarme, stamattina, è stato un ospite di Kean nell’abitazione, nel quartiere di Campo di Marte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Sezione Investigazioni scientifiche che hanno svolto i rilievi alla ricerca di tracce dei malviventi. Gli investigatori hanno anche acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire la dinamica e individuare gli autori. Non si esclude che i malviventi possano essere entrati dal retro dello stabile per accedere all’appartamento del calciatore.

Sono diversi i furti ai calciatori negli ultimi mesi: a fine 2025 fu svaligiata la casa di Jamie Vardy, attaccante della Cremonese, mentre nel 2026 tra i casi che fecero più clamore, quelli a Nicolò Zaniolo, che fece anche una storia su Instagram, soprattutto a Neil El Ayanoui, centrocampista della Roma adesso impegnato ai Mondiali con il Marocco. In quella circostanza il calciatore marocchino era in casa con la famiglia e vennero anche sequestrati all’interno dell’abitazione per diverso tempo. Tornando a Moise Kean, il calciatore adesso si trova all’estero e in casa in quel momento non c’era più nessuno.

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Sinner torna in campo dopo il malore: il video del primo allenamento a Montecarlo con Rune

Era il video che tutti stavano aspettando. Jannik Sinner è tornato in campo a distanza da più di tre settimane dall’eliminazione al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, quando ha avuto un malore improvviso. Il numero uno al mondo si è allenato sul cemento di Montecarlo, con l’obiettivo di arrivare pronto al grande appuntamento di Wimbledon, che comincerà lunedì 29 giugno e finirà domenica 12 luglio. In mezzo non giocherà nessun altro torneo, ma solo un’esibizione.

La notizia è anche chi durante l’allenamento era dall’altra parte della rete. Sinner si è infatti allenato insieme a Holger Rune, danese 23enne ormai fermo da diversi mesi dopo la rottura del tendine d’Achille proprio nel momento in cui stava per venir fuori. I due hanno scambiato a tratti anche a buon ritmo e – con i rispettivi tempi – vogliono migliorare la condizione fisica in vista della seconda parte di stagione. Sinner per tornare al top, Rune per il momento per tornare a giocare un match ufficiale.

Nelle oltre due settimane di stop, l’altoatesino ne ha approfittato per rallentare dopo mesi intensissimi. Motivo per cui Sinner ha prima fatto qualche giorno di vacanza insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, poi ha svolto per due giorni degli esami medici approfonditi al San Raffaele di Milano per provare a capire qualcosa in più sul problema avuto al Roland Garros. L’allarme sembra esser rientrato: ora Sinner si prepara a Wimbledon, penultimo Slam dell’anno su erba vinto per la prima volta nel 2025.

Credit video: Instagram @dr.alexandra_dorobantu

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Il calciatore spagnolo Rafa Mir condannato a otto anni e mezzo di carcere per violenza sessuale: “Presenterò ricorso”

La Quarta Sezione del Tribunale Provinciale di Valencia ha condannato in primo grado il calciatore Rafa Mir a otto anni e mezzo di reclusione per un reato di violenza sessuale e un altro per lesioni personali, come riportato lunedì dalla Corte Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana. Secondo quanto riportato da Marca, il tribunale ha emesso una seconda sentenza anche nei confronti di un altro imputato, il calciatore Pablo Jara, condannandolo a due anni e mezzo di reclusione e al pagamento di una multa per reati di violenza sessuale, lesione della morale pubblica e lesioni personali.

La sentenza del tribunale, notificata alle parti lunedì scorso e non ancora definitiva, prevede anche un risarcimento di 64mila euro a favore della vittima nel caso Mir e di 6.280 euro per la vittima nel caso Jara. Rafa Mir, sotto contratto con l’Elche fino al 30 giugno e già titolare in questa stagione, in una storia Instagram ha dichiarato: “Non sono d’accordo con la sentenza e presenteremo ricorso nei prossimi giorni. Continuo ad avere fiducia nella giustizia“.

La sentenza giunge al termine del processo svoltosi il 28 maggio al Tribunale provinciale di Valencia. In questo procedimento, Mir – che la notte dei fatti (1 settembre 2024) giocava nel Valencia in prestito dal Siviglia – è stato processato per violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una giovane donna, reati per i quali l’accusa aveva inizialmente richiesto una pena di dieci anni e mezzo.

Il tribunale ha invece inflitto una pena di otto anni e mezzo: sette anni per la violenza sessuale e 18 mesi per l’aggressione. Ha inoltre disposto un’ordinanza restrittiva che vieta all’imputato di avvicinarsi alla vittima entro un raggio di 500 metri per un periodo di dieci anni e ha riconosciuto alla vittima un risarcimento di 14mila euro per i danni fisici subiti e di 50mila euro per il danno morale arrecato.

Nel caso di Jara, la condanna è di due anni di reclusione per violenza sessuale e altri sei mesi per il reato contro la morale pubblica. Secondo quanto deliberato dal tribunale, entrambe le vittime avevano incontrato i due calciatori alcune ore prima in una discoteca di Valencia ed erano poi andate nella loro abitazione. Una delle vittime ha sostenuto, sia durante le indagini che in tribunale, che Rafa Mir aveva abusato di lei per due volte in maniera non consensuale: una nella zona piscina della casa e un’altra all’interno di un bagno. La seconda vittima ha dichiarato che Pablo Jara l’ha toccata senza il suo consenso e che, successivamente, l’ha aggredita e cacciata di casa seminuda, fatti che il tribunale ha configurato come reati di violenza sessuale, contro la morale e lesioni lievi.

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La nuova ossessione di Tyson Fury: vuole comprare un’isola privata per parcheggiare un mega yacht da 50 milioni

Tyson Fury cerca un posto al sicuro per il suo nuovo yacht da 50 milioni di euro. E l’ha individuato in un’isola. Drake’s Island, al largo di Plymouth, nel Devon con precisione. È l’ultima follia pensata dal campione di pugilato, con un patrimonio – secondo il tabloid inglese The Sun – di circa 188 milioni di euro. Fury adesso vorrebbe investire altri 7 milioni di euro per un’isola privata, in cui parcheggerebbe anche il suo yacht.

Si tratta di un’isola che nel 2019 fu acquistata dall’imprenditore Morgan Phillips, che poi la mise in vendita nel 2024, senza però trovare acquirenti. Adesso Tyson Fury è interessato ad acquistarla e tutto lascia presagire che la trattativa si concluderà positivamente. “Quando Tyson si mette in testa un’idea, non c’è modo di fermarlo: ha sempre tanti progetti, va a mille all’ora”, ha rivelato una fonte al The Sun. Per larga parte l’isola è un sito di importanza nazionale ed è famosa oggi in quanto è un luogo di grande interesse naturalistico. Non distante c’è anche una base navale, motivo per cui secondo Fury è il posto perfetto per il suo yacht.

“Dice che la sua barca sarà al sicuro – le parole di una fonte al Sun –. Ed è anche vicina alla Cornovaglia, che lui adora“. Oltre ai 7 milioni per acquistarla, Fury è disposto a investirne fino a 23 per ristrutturare gli edifici, l’impianto elettrico e tutto ciò di cui necessita. Intanto il pugile è a lavoro per il suo mega yacht, che all’interno avrà anche una mini palestra di pugilato e un parco acquatico gonfiabile. Serviranno dai 16 ai 18 mesi.

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“Ho fatto prima 60 iniezioni, poi un’altra quarantina. Avevo perso la tecnica, non riuscivo ad allenarmi”: la rivelazione di Zverev

Il primo Slam non si scorda mai. Lo sa bene Alexander Zverev, che al Roland Garros ha battuto Flavio Cobolli al quinto set e ha ottenuto il primo successo in un Major. Non lo scorderà mai perché è il sogno di una vita, ma anche e soprattutto per come è arrivato. Il tedesco, infatti, nel corso di un’intervista alla Bild, ha parlato di alcuni problemi fisici che l’hanno condizionato negli ultimi mesi. “L’anno scorso ho avuto problemi alla schiena e un edema osseo legato a un disturbo metabolico. È per questo che giocavo con dolore. Non riuscivo ad allenarmi correttamente e ho perso la tecnica”, ha esordito Zverev.

Un problema che lo ha accompagnato per diverso tempo e in cui il tedesco non è riuscito a trovare continuità nei risultati a causa di una forma fisica da rivedere. “Dall’Australian Open fino a Vienna, ero molto lontano dal mio miglior livello. A Shanghai ho iniziato a gestire meglio questi problemi e gradualmente mi sono sentito meglio. È per questo che ho ritrovato un buon livello di gioco”. Anche negli ultimi mesi Zverev ha dovuto convivere con il dolore: “Il medico Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt a dicembre mi ha fatto molte iniezioni. Forse non erano 70, ma sono certo che ce ne siano state circa 60. Grazie a lui ho potuto giocare quest’anno senza dolore. Dopo il Masters 1000 di Roma, l’ho rivisto e me ne ha fatte un’altra quarantina. Ha quindi giocato un ruolo importante in questo titolo e mi ha aiutato enormemente”.

Dietro c’è anche tanto lavoro e tanto allenamento, a prescindere dal tennis, come rivelato dallo stesso tennista tedesco: “Amo lavorare. Amo andare in palestra. Se smettessi oggi col tennis, continuerei ad allenarmi perché mi piace da morire. Sì, vincere questo titolo è stata una enorme motivazione, ma non è la ragione per cui ho lavorato così duramente. Mi piace. Se non mi alleno, non mi sento bene. Non significa che vincerò Wimbledon tra poche settimane, ma non smetterò certo di lavorare o vorrò allenarmi di meno. Voglio continuare a giocare per altri dieci anni”, ha concluso il tedesco.

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Ibrahimovic e Cardinale insieme da Trump mentre nel Milan regna la confusione: tifosi infuriati. “Siamo nella me*da e loro se la spassano”

Anche i rappresentanti del Milan erano presenti al super evento Ufc organizzato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca per il suo 80esimo compleanno. In attesa di novità sul fronte societario rossonero, il patron Gerry Cardinale e il suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic, grande appassionato di arti marziali, hanno preso parte alle celebrazioni per il compleanno di Trump, come mostrato da tante immagini diffuse dalle tv americane.

I due dirigenti erano in prima fila per assistere a Ufc Freedom 250, organizzato nella gabbia alta 28 metri nel giardino della Casa Bianca, e i tifosi del Milan non l’hanno presa benissimo. Con il club rossonero ancora senza allenatore (ufficialmente, perché c’è già l’accordo con Amorim) e dirigenti chiave in vista della prossima stagione, dopo il fallimento dell’annata con Allegri in panchina, tanti sostenitori del club rossonero hanno commentato in maniera negativa la presenza – in un evento di puro divertimento – del numero uno di Redbird (e azionista di Paramount, il gruppo che negli Usa detiene i diritti tv della Ufc) e del senior advisor del club. In questi giorni Ibra è anche commentatore dei Mondiali per Fox e, tra l’altro, è stato criticato per non essere andato a vedere la prima partita della Svezia nel torneo (vinta 5-1 contro la Tunisia), che si è giocata proprio poche ore dopo l’evento alla Casa Bianca.

A far infuriare però i tifosi del Milan è stata proprio la presenza all’evento di Ufc. Basta fare un giro sui vari social per percepire il fastidio dei tifosi del Milan dopo l’apparizione in pubblico dei due praticamente unici dirigenti del Milan al momento. “Vergogna“, si legge sotto diversi post Instagram sull’argomento. “Mentre il Milan è nella me*da fino al collo e nella confusione più totale, questi due se la spassano altrove“, scrive qualcuno. C’è chi invece la vede in maniera positiva: nelle scorse settimane si era parlato anche di frizioni tra i due. Vederli insieme, all’evento organizzato d a Trump, sorridendo, ha di fatto smentito quelle voci. È però metà giugno e i rossoneri non hanno ancora un direttore sportivo, in attesa dell’ufficialità di Amorim.

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La lavagna dei numeri del Giappone incuriosisce tutti ai Mondiali: così il ct Moriyasu comunica in codice con la squadra

Con la presenza di telecamere ovunque, in qualsiasi zona del campo, negli ultimi anni allenatori e calciatori hanno radicalmente cambiato modo di comunicare, inventando la qualsiasi. L’obiettivo? Non permettere agli avversari di comprendere le indicazioni. Ma quanto visto durante GiapponeOlanda ha sorpreso tifosi e addetti ai lavori. Nel pareggio per 2-2 contro gli olandesi, il commissario tecnico del Giappone, Hajime Moriyasu, ha infatti adottato un sistema di comunicazione decisamente insolito. A bordo campo è comparsa una grande lavagna sulla quale venivano mostrati numeri differenti a seconda dei momenti della partita. Una soluzione che in poco tempo è diventata virale sui social network.

Dietro quei numeri si nascondeva un vero e proprio linguaggio in codice. Ogni cifra corrispondeva a precise indicazioni tattiche concordate in precedenza con la squadra. In questo modo il tecnico poteva trasmettere istruzioni ai propri giocatori senza dover urlare dalla panchina e senza rivelare apertamente le proprie mosse agli avversari. I numeri, scritti in caratteri molto grandi, erano visibili da ogni zona del campo, ma ovviamente il significato è noto solo ai calciatori del Giappone.

Un metodo che richiede naturalmente una preparazione accurata e la memorizzazione preventiva dei vari codici, aspetto che non sembra aver creato particolari problemi ai giocatori nipponici, da sempre apprezzati per disciplina e organizzazione. In Giappone infatti studiano la matematica con il “soroban” (l’abaco giapponese), motivo per cui tutti sono “abituati” a recepire e memorizzare indicazioni attraverso l’utilizzo dei numeri. La lavagna non è stata utilizzata soltanto per le modifiche tattiche. Nei minuti conclusivi della gara è servita anche per segnalare in tempo reale il recupero rimanente, trasformandosi in una sorta di conto alla rovescia verso il triplice fischio. Alla fine il Giappone ha conquistato un prezioso 2-2, recuperando per due volte lo svantaggio contro l’Olanda.

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Amorim sarà il nuovo allenatore del Milan, c’è l’accordo: pronto un ricco biennale. Ora il ds: i nomi sul tavolo

Sarà Ruben Amorim il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha raggiunto un accordo con il club rossonero, con cui ha firmato un contratto biennale (fino al 2028), con opzione per un terzo anno. Lo riferisce sul suo sito internet il quotidiano portoghese A Bola, secondo cui Amorim aveva pianificato di non sedersi in panchina in questa stagione dopo aver lasciato il Manchester United a gennaio, ma l’offerta del club italiano, che ha ammesso essere una delle squadre preferite della sua infanzia e che sognava di allenare, si è rivelato troppo allettante. In attesa di capire chi sarà il direttore sportivo (al momento il favorito come Head of Football è Markus Krösche, ma sulla carta il ds sarebbe nel caso Timmo Hardung) e di riassestarsi, i rossoneri hanno così scelto il portoghese in panchina.

A Milano, l’ex allenatore dello Sporting riceverà 3,5 milioni di euro netti a stagione, più bonus per scudetto e qualificazione alla Champions League, competizione mancata dai rossoneri nelle ultime due stagioni. Ruben Amorim, 41 anni, attende solo l’approvazione definitiva di Gerry Cardinale di Red Bird, proprietario del Milan, per recarsi in Italia, firmare il contratto e ambientarsi nella sua nuova città. Amorim avrebbe bruciato sul filo di lana Matthias Jaissle, campione d’Asia con l’Al Ahli, altro nome rimasto a lungo sul tavolo tra i dirigenti rossoneri.

Chi è Ruben Amorim

41 anni, Ruben Amorim è uno degli allenatori più apprezzati della nuova generazione europea. Da calciatore ha vestito soprattutto le maglie di Benfica e della nazionale portoghese, prima di intraprendere la carriera in panchina. Dopo le esperienze con Casa Pia e Braga, si è imposto alla guida dello Sporting CP, riportando il club alla conquista del campionato portoghese dopo quasi vent’anni di attesa e distinguendosi per un calcio moderno, intenso e votato alla valorizzazione dei giovani talenti.

Amorim ha vinto due volte il campionato portoghese nel corso della sua esperienza allo Sporting: prima nel 2020/21, poi nel 2023/24. A novembre 2024 ha deciso di lasciare la squadra che lo ha reso grande per accettare la corte del Manchester United. In Premier League però non è riuscito a incidere: dopo esser arrivato 15esimo il primo anno, è stato esonerato nel corso di questa stagione.

Ora il direttore sportivo: i nomi

Dopo il no di Ralf Rangnick, che rimarrà sulla panchina dell’Austria come commissario tecnico, il Milan guarda altrove per il ruolo di direttore sportivo. Al momento il favorito è Markus Krosche, ma resiste anche Devin Ozek. Krösche in realtà diventerebbe sulla carta l’Head of Football del club rossonero, mentre il direttore sportivo nel caso sarebbe Timmo Hardung, pronto a seguirlo. Al momento Krösche è il direttore sportivo dell’Eintracht Forte, ma sembra ormai vicinissimo all’accordo con il Milan. L’alternativa sarebbe nel caso Devin Ozek, giovanissimo direttore sportivo (ha soltanto 31 anni), attualmente al Fenerbahce.

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Chi non paga gli alimenti ai figli resta fuori dagli stadi ai Mondiali: la scelta dell’Argentina

I padri che non hanno versato il mantenimento ai propri figli non potranno accedere agli stadi per seguire le partite dei Mondiali. È la decisione delle autorità in Argentina. In altre parole, chi non è in regola con gli obblighi economici verso i figli resterà fuori dagli impianti. L’annuncio è arrivato dalla ministra della Sicurezza nazionale, Alejandra Monteoliva, che ha spiegato con fermezza la linea adottata dal governo: “Chi non si prende cura dei bisogni dei propri figli non entrerà allo stadio per assistere alla partita”. Una misura che può apparire insolita, ma che in Argentina non rappresenta una novità assoluta. Restrizioni simili, infatti, vengono già applicate abitualmente nelle competizioni nazionali.

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E al Mondiale in corso tra Usa, Messico e Canada, il governo di Buenos Aires ha inviato alle autorità statunitensi un elenco di circa 13mila persone che risultano inadempienti da almeno due mesi nel pagamento degli alimenti destinati ai figli minorenni. Questi tifosi non potranno quindi assistere alle gare del torneo. A questa categoria si aggiungono le persone coinvolte nel programma “Tribuna Segura”, il sistema che impedisce l’accesso agli stadi a imputati, soggetti sotto processo o già condannati per reati collegati agli eventi sportivi, oltre a individui considerati potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico. Complessivamente, il numero delle persone escluse dagli impianti supera le 30mila unità.

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L’Argentina dovrà quindi rinunciare a una parte del proprio seguito sugli spalti. Se in molti casi le difficoltà di ingresso negli Stati Uniti sono state attribuite ai severi controlli delle autorità americane, in questa circostanza il divieto nasce direttamente da una decisione del governo argentino. Un provvedimento che continua a dividere l’opinione pubblica del Paese. Sul fronte sportivo, invece, cresce l’attesa per l’esordio della Nazionale di Lionel Messi, che scenderà in campo nella notte tra martedì e mercoledì, alle 3 ora italiana, contro l’Algeria.

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