Dare organicità. È questo il senso della normativa sull’intelligenza artificiale approvata dal Consiglio dei ministri, che ha dato il lasciapassare – in via preliminare – a due decreti legislativi per concretizzare quanto affermato nella legge n. 132 dello scorso anno. “È un provvedimento complesso, che richiama la competenza di più di metà del governo”, afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante la conferenza stampa post consiglio. “L’Italia è la prima nazione che si dota di una disciplina normativa nazionale organica”, rivendica. Sul tema, il resto d’Europa appare “meno avanzato rispetto a noi”. Ora la palla passa alle commissioni parlamentari, alla conferenza delle regioni e ad “alcune autorità di garanzia”. Quindi – sottolinea Mantovano – certamente da questo esame arriverà un ulteriore arricchimento di un quadro che però è già molto particolare e complesso”.
La normativa stabilisce quindi gli ambiti di applicazione a livello nazionale. Da una parte quindi disciplina i poteri delle autorità nazionali, dall’altra segnano un perimetro giuridico entro cui operare. La governance viene affidata all’AgID (Agenzia dell’Italia Digitale), all’Acn (Agenzia per la cybersicurezza nazionale), a cui verranno affiancate altre autorità in base alla materia di competenza. E dunque Banca d’Italia, Consob, Ivass e Garante della privacy. Tutto questo perché il fulcro della normativa è che l’IA deve essere uno strumento di aiuto, grazie ad analisi e previsioni, ma non di sostituzione. Nessuna decisione potrà quindi essere presa senza il via libera dell’essere umano.
L’impatto della normativa riguarda tutti i settori. Per quanto riguarda la formazione, l’IA entra di fatto nel curriculum formativo dei licei, mentre la materia viene accennata nei programmi delle scuole elementari, così da dare un’infarinatura generale ai ragazzi. “Per saper insegnare i rischi legati all’intelligenza artificiale e l’IA come disciplina è evidente che occorre formare i docenti”, aggiunge il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, annunciando una nuova app pensata per la formazione dei docenti. In tutto, il Dicastero ha stanziato un budget di 300 milioni per portare avanti le iniziative nell’Istruzione. Per il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’IA dovrà intervenire nel rafforzamento delle competenze e nella formazione e valorizzazione della ricerca.
Sul lavoro, la ministra Marina Calderone assicura che nessun sistema automatizzato potrà prendere decisioni in ambito di “assunzione, modifica delle condizioni contrattuali, licenziamento e sanzioni disciplinari”. La tutela dell’essere umano è al centro della normativa, riflettendo lo spirito antropocentrico espresso da Papa Leone XIV nella sua enciclica Magnifica Humanitas.
Un aspetto che viene ribadito anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. In ambito di sicurezza, “non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di Grande fratello generalizzato ed è vietato l’utilizzo di grandi banche dati biometriche”, assicura. Solo di fronte a “casi eccezionali, in casi di pericolo, minacce gravi e specifiche”, le forze dell’ordine si serviranno dei dati biometrici per prevenire i reati. “L’IA applicata ai dati biometrici di soggetti noti potrebbe portare all’identificazione in tempo reale di possibili attentatori”, così come “la ricerca di latitanti, di persone scomparse o di presunti autori di vittime della tratta, sequestro o sfruttamento sessuale”. Tutto però deve passare dal Gip, a cui bisogna chiedere l’autorizzazione. Anche nell’utilizzo ex post del reato, aggiunge Piantedosi, “sono previste garanzie”. Il concetto viene sottolineato poi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip”. Il Guardasigilli annuncia inoltre l’introduzione “di una nuova fattispecie di reato, ossia la punizione di chi progetta, realizza o omette le necessarie misure di sicurezza dei sistemi di IA quando da tale condotta derivi un concreto pericolo per la sicurezza delle persone o dello Stato”.
Nel suo intervento all’assemblea di Confcommercio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso le sue preoccupazioni per l’IA. Due, in particolare. Quella dell’impatto sul mercato del lavoro e, più in generale, l’influenza che l’intelligenza artificiale può avere “sulle nostre democrazie”. “Andiamo verso un mondo nel quale diventa difficile distinguere quello che è vero da quello che non lo è”. Da qui un esempio a effetto, ma chiaro. “Se mi vedete mezza nuda sul letto, voglio che ci sia scritto ‘generato con l’IA'”.
Uma equipa de investigadores da Faculdade de Ciências e Tecnologia da Universidade de Coimbra (FCTUC) desenvolveu um novo condutor transparente e ultra-resiliente que promete transformar o futuro dos dispositivos wearables, dos ecrãs táteis e de tecnologias de recolha de energia.
Esta investigação propõe uma solução inovadora para um dos principais desafios da eletrónica moderna: desenvolver filmes condutores que são simultaneamente transparentes e elásticos, capazes de se esticar, dobrar e acompanhar o movimento humano sem comprometer o seu desempenho elétrico.
No centro desta descoberta está uma arquitetura nanométrica tridimensional em forma de giroide, preenchida com metal líquido. Esta estrutura geométrica avançada permite que o material suporte deformações extremas, incluindo alongamentos, torções e compressões, mantendo uma condutividade elétrica estável e eficiente.
O estudo, publicado na revista npj Flexible Electronics, do grupo Nature, resulta de uma colaboração entre o Instituto de Sistemas e Robótica (ISR), o Departamento de Engenharia Electrotécnica e de Computadores e o Departamento de Física da FCTUC.
Segundo os investigadores, a nova abordagem ultrapassa as limitações dos condutores tradicionais, que tendem a partir ou degradar-se quando sujeitos a esforços mecânicos repetidos. Para além da elevada elasticidade, o novo composto combina duas características raramente conciliáveis: elevada condutividade elétrica e transparência ótica, essenciais para aplicações em tecnologias de visualização e interfaces inteligentes.
“Os ecrãs, touchscreens e células solares atuais continuam a ser fundamentalmente frágeis. O nosso objetivo é criar eletrónica macia, resiliente e sustentável, capaz de resistir a dobragens, alongamentos, impactos e até perfurações sem perder funcionalidade”, explica Mahmoud Tavak, líder do estudo e investigador do ISR.
“Os resultados incluem dispositivos eletroluminescentes capazes de esticar até 600%, enquanto o próprio condutor transparente suporta deformações até 1400%, o que significa que pode esticar até 14 vezes o seu comprimento original”, acrescenta.
Para validar o potencial da inovação, a equipa integrou o novo condutor em dispositivos optoeletrónicos e sistemas de eletroluminescência, demonstrando a sua aplicabilidade em contextos reais.
De acordo com Mahmoud Tavak, este avanço representa “um passo decisivo rumo a uma eletrónica verdadeiramente integrada no quotidiano”, aproximando a tecnologia da flexibilidade e adaptabilidade dos sistemas biológicos.
Este trabalho de investigação é financiado pelo projeto Liquid 3D do Conselho Europeu de Investigação (ERC) (Grant Agreement n.º 101045072).
L’intelligenza artificiale sogna? Philip Dick si chiedeva se gli androidi sognassero pecore elettriche, probabilmente non immaginava che un giorno avremmo conversato con intelligenze artificiali, menti androidi. Oggi quella domanda non è più fantascienza.
Da qualche tempo utilizzo l’intelligenza artificiale come assistente. Mi aiuta a trovare riferimenti bibliografici, a verificare informazioni, a organizzare idee. Ma, come spesso accade, l’uso pratico ha lasciato spazio a domande più profonde. Tutto è cominciato da un sogno.
Molti anni fa commissionai all’artista Alberto Gennari un’illustrazione in cui Charles Darwin e Anton Dohrn sono uniti dalla stessa barba. Volendola mettere su una maglietta, mi serviva uno slogan, ma non lo trovavo. Sognai “due menti una barba”. Sapendo che i sogni svaniscono in fretta la scrissi immediatamente. Recentemente ho sognato “guerressere”, fondendo guerra e benessere: il warfare al posto del welfare. Anche in quel caso il termine mi apparve già formato, senza che riuscissi a seguire il percorso che l’aveva generato.
Ho chiesto all’intelligenza artificiale di propormi slogan per il disegno di Darwin e Dohrn o di trovare una parola che esprimesse il rapporto tra guerra e prosperità economica, non è arrivata né a “Due menti una barba” né a “guerressere”. Quando gliele ho proposte, però, le ha comprese immediatamente e ha saputo spiegare perché funzionano. Così abbiamo iniziato una lunghissima discussione sul ruolo dei sogni nella creatività.
Molti artisti, scrittori e scienziati hanno attribuito ai sogni intuizioni decisive. Altri hanno cercato di raggiungere stati analoghi attraverso droghe che stimolano la creatività alterando la coscienza. Paul McCartney raccontò di essersi svegliato con la melodia di Yesterday già pronta nella mente e per settimane fu convinto di averla inconsapevolmente copiata da qualcuno.
Discutendo con l’IA mi tornò alla mente una storia raccontata da Carlos Castaneda in uno dei suoi libri su Don Juan, lo stregone Yaqui. Molti ricordano quel libro per il peyote. Io ricordo un episodio molto diverso. Don Juan gli fa vuotare le tasche su un prato e gli dice di guardare attentamente. Poi toglie un oggetto e l’allievo ne individua subito l’assenza. Poi gli fa osservare il prato, senza oggetti, e rimuove un filo d’erba. L’allievo non si accorge del filo d’erba mancante: vedeva solo il contenuto delle sue tasche, tolto quello non restava “niente”. Lo stregone non vede cose che non esistono. Vede cose che esistono ma che gli altri considerano irrilevanti.
Mentre discutevo di questi temi con l’intelligenza artificiale, pensavo di riflettere sui sogni. In realtà stavamo discutendo sul pensiero. Le idee che considero più interessanti non mi sono venute soltanto sognando. Molte sono nate durante una lezione. Altre durante conversazioni con colleghi o amici. A volte mi accorgevo di non avere capito veramente qualcosa proprio mentre cercavo di spiegarla, oppure di accorgermi di avere torto dopo aver convinto tutti che avevo ragione.
Insegnare, discutere, chiacchierare e sognare potrebbero essere attività più simili di quanto sembri. Si tratta di generare conoscenza, riorganizzando le informazioni in nostro possesso, magari scambiandole con altri. Un’idea richiama un’altra idea. Un’associazione ne suggerisce una successiva. Dopo un certo numero di passaggi emerge qualcosa che prima non vedevamo. Non è la maieutica socratica, in cui la levatrice aiuta a far nascere qualcosa che esiste già. Assomiglia piuttosto a una singenesi, una fecondazione da cui emerge qualcosa che prima non c’era.
Questa intuizione è emersa dialogando con una macchina. L’intelligenza artificiale dispone di una quantità di informazioni immensamente superiore a quella accessibile a qualsiasi individuo. Può consultare, collegare e sintetizzare conoscenze provenienti da campi diversissimi. Ma nessuno pensa che una biblioteca sogni, rida, si arrabbi, abbia paura.
Forse il problema non è la quantità di informazione disponibile, ma il significato che attribuiamo all’informazione e il modo in cui la organizziamo. Durante la lunga conversazione da cui nasce questo articolo abbiamo iniziato discutendo di sogni. Alla fine ci siamo trovati a parlare di dialogo. E mi sono reso conto che molte delle mie idee nascono parlando con qualcuno. Le idee si rincorrono, si modificano, si combinano. È un processo che ricorda il brainstorming, ma spesso le intuizioni migliori emergono quando non le stiamo cercando intenzionalmente.
L’intelligenza artificiale non è una persona, ma può partecipare a questo processo. Può diventare una sorta di interlocutore permanente. Ed è qui che compare un rischio. Un interlocutore sempre disponibile può diventare una dipendenza intellettuale. Una specie di Ms. Pinky, la bambola gonfiabile di Frank Zappa: non invecchia, non si stanca e non contraddice mai. Ma proprio per questo non può sostituire le relazioni reali. Le idee nascono dal dialogo tra persone vere, con le loro competenze, i loro limiti, le loro ostinazioni e perfino i loro errori.
È possibile che il sogno, l’insegnamento, la conversazione e il pensiero siano manifestazioni diverse dello stesso processo? L’intelligenza artificiale, a saperla usare, diventa un interlocutore con cui capire meglio noi stessi. Un po’ come i soldi del detto latino Pecunia si uti scis ancilla est, si nescis domina.
A GWM acaba de apresentar ao mercado o Haval H6 2027 com motorização flex. A família do SUV eletrificado mais vendido do país agora pode rodar com gasolina ou etanol em todas as versões, tornando-se a primeira linha de veículos híbridos plug-in flex fabricada no Brasil.
O novo Haval H6 foi desenvolvido para o combustível brasileiro desde sua concepção, com uma calibração inédita liderada por engenheiros brasileiros em conjunto com especialistas da matriz chinesa. Seu preço inicial é de R$ 199.900 na nova versão de entrada HEV ONE, que retorna em definitivo à linha Haval H6.
Para receber a nova motorização flex, testada por mais de 400 mil quilômetros em condições reais de uso, o conjunto mecânico do Haval H6 passou por uma ampla evolução técnica. O projeto do motor 1.5 Turbo incorporou novas bombas de combustível de baixa e alta pressão compatíveis com etanol hidratado, bicos injetores com geometria específica para as características de atomização do combustível, além de velas de ignição desenvolvidas para as condições de combustão do etanol em Ciclo Miller.
Os componentes internos do motor também foram revisados. Sedes de válvulas, juntas, vedações e demais peças em contato com o combustível receberam materiais compatíveis com o uso prolongado de etanol. Tratamentos especiais de superfície foram aplicados em componentes internos para garantir durabilidade mesmo com utilização de E100.
Outro diferencial é a adoção de um sensor de etanol integrado ao sistema de gerenciamento eletrônico. Com auxílio de algoritmos desenvolvidos pela GWM, o veículo identifica em tempo real qualquer proporção de mistura entre gasolina e etanol e recalibra automaticamente a estratégia de funcionamento do motor, de forma imperceptível para o motorista.
Uma grande novidade do powertrain do Haval H6 Flex é a nova linha de transmissões DHT (Dedicated Hybrid Transmission), cujo diferencial é ter sida projetada para trabalhar totalmente integrada ao motor a combustão.
As versões HEV ONE, HEV2 e PHEV19 contam agora com uma nova DHT de duas marchas, que entrega mais desempenho e eficiência energética do que o modelo anterior. Já as versões PHEV35 e GT receberam uma nova DHT de quatro marchas (duas a mais que na anterior), a mesma que equipa o SUV híbrido de luxo GWM Wey 07.
A linha Haval H6 2027 agora é composta pelas versões HEV ONE, HEV2, PHEV19, PHEV35 e GT. O retorno do HEV ONE acontece agora em sua configuração definitiva, ampliando o acesso à tecnologia híbrida da marca e fortalecendo a gama de entrada da família H6.
As versões HEV ONE e HEV2 passam a utilizar uma nova bateria de 1,53 kWh, mais leve, eficiente e em nova posição, o que contribuiu para elevar a potência combinada para 248 cv (tanto no uso com etanol quanto com gasolina), um ganho de 5 cv em relação à linha anterior.
A evolução da tecnologia híbrida e da calibração dos sistemas também resultou em melhores números de desempenho em todas as configurações. As versões HEV ONE e HEV2 passam a acelerar de 0 a 100 km/h em 7,6 segundos, ante 7,9 segundos da linha anterior.
A versão PHEV19, por sua vez, reduziu o tempo de 7,6 segundos para 7,4 segundos, enquanto a PHEV35 cumpre a aceleração em 4,8 segundos (4,9 segundos anteriormente). Por fim, a GT atinge a marca em apenas 4,7 segundos (antes 4,8 segundos), posicionando-se entre os SUVs mais rápidos do segmento.
A linha Haval H6 2027 também avança em autonomia elétrica. A versão PHEV19 passa a oferecer até 77 km de autonomia no padrão PBEV, do Inmetro, contra 73 km do modelo anterior. Já as versões PHEV35 e GT alcançam 126 km pelo PBEV (antes 119 km) e até 180 km (170 km anteriormente) pelo ciclo WLTP.
Os ganhos de eficiência também aparecem no consumo de combustível. As versões HEV ONE e HEV2 registram agora 15,8 km/l em uso urbano com gasolina, contra 14,7 km/l da versão anterior. O PHEV19 passa a entregar 37,7 km/l na gasolina (35,0 km/l anteriormente), enquanto o PHEV35 alcança 30,7 km/l (29,3 km/l antes) em ciclo urbano, reforçando o equilíbrio entre eletrificação, desempenho e economia.
O Haval H6 HEV ONE Flex é a versão de entrada. Sua motorização híbrida combina o novo motor 1.5 Turbo Flex com um motor elétrico, gerando 248 cv de potência e 535 Nm de torque (no etanol e na gasolina). O modelo é um híbrido autocarregável, ou seja, não tem tomada de carregamento externo.
A lista de equipamentos traz sistema de condução semiautônomo (ADAS) Nível 2+, Head Up Display, comandos de voz inteligente, bancos dianteiros ventilados com ajuste elétrico, sistemas de segurança ativa, câmera 540° e carregamento sem fio de 50W. O HEV2 recebe o mesmo trem de força – a diferença entre as versões fica por conta da lista de equipamentos, que agrega itens como teto solar panorâmico elétrico, porta-malas com abertura hands-free.
O PHEV19 Flex já é um SUV híbrido plug-in, que necessita de carregamento externo. Equipado com motor 1.5 Turbo Flex e motor elétrico dianteiro, entrega 326 cv de potência e 535 Nm de torque combinados (no etanol e na gasolina), além de bateria de 19 kWh. Além da lista de itens de série do HEV2, a versão agrega rodas de 19 polegadas diamantadas, função V2L (gerador de energia) e sistema de som de 9 alto-falantes com subwoofer e amplificador.
As versões PHEV35 Flex e GT Flex trazem o novo motor 1.5 Turbo Flex associado a dois motores elétricos (um em cada eixo), alimentados por uma bateria de 35 kWh. Outra novidade técnica dessas versões é a nova transmissão DHT, que passa a contar com quatro marchas, duas a mais do que na versão anterior.
Assim, esse conjunto rende 393 cv de potência e 642 Nm de torque (no etanol e na gasolina). Há ainda tração integral variável e avançados recursos de assistência ao motorista. Entre os itens de série, as duas versões contam com câmera de reconhecimento facial com ajuste de perfil de motoristas, banco elétrico com memória e sete modos de condução.
A linha Haval H6 mantém a evolução estética apresentada na mais recente atualização do modelo, em novembro do ano passado. As versões HEV ONE, HEV2, PHEV19 e PHEV35 trazem a nova grade frontal inspirada no conceito Estética Galática, formada por 87 blocos de maior amplitude e integrada à nova assinatura luminosa.
Na traseira, a GWM optou por preservar as lanternas integradas que se tornaram uma das características mais reconhecidas do modelo no Brasil, mantendo a identidade visual aprovada pelos consumidores nacionais. A versão GT continua apostando na carroceria cupê e no perfil esportivo que a consagrou dentro da gama.
O interior recebe atenção especial para aprimorar ergonomia e experiência de uso. Conforme foi revelado na atualização da linha em novembro, o volante foi redesenhado com aro mais espesso, empunhadura aprimorada e base achatada. Os comandos físicos foram simplificados por meio de novos controles giratórios multifuncionais.
O console central também foi totalmente reformulado, com melhor distribuição dos comandos e carregador por indução de 50 W, mais potente e posicionado de forma mais acessível ao motorista.
As versões HEV ONE, HEV2 e PHEV19 trazem acabamento interno de couro ecológico na cor preta. A PHEV35 pode receber ainda acabamento dual tone, que combina tons de marfim e preto, enquanto a GT recebe interior escurecido com detalhes de camurça e elementos exclusivos na cor vermelha.
Outro destaque da linha 2027 é a plataforma digital Coffee OS 3, sistema operacional desenvolvido pela GWM apresentado na renovação da linha Haval H6 em novembro. A nova interface apresenta menus reorganizados, respostas mais rápidas e experiência de navegação inspirada nos smartphones de última geração. O sistema permite ainda a personalização de menus de acesso para se adequar à preferência de uso de cada motorista.
A central multimídia vem com tela Full HD de 14,6 polegadas, acompanhada por quadro de instrumentos digital de 10,25 polegadas com três modos de visualização personalizáveis. O sistema mantém conectividade com Apple CarPlay e Android Auto sem fio e oferece uma nova barra de atalhos configurável pelo usuário.
Há também atualizações remotas (OTA) e acesso remoto via aplicativo My GWM, que permite controlar funções como climatização remota, abertura e travamento das portas, localização do veículo, monitoramento do status da bateria, alertas de segurança e notificações em tempo real.
Como anunciado no lançamento do novo Haval H6 em novembro, a suspensão recebeu nova calibração, com amortecedores revisados e adoção de batentes mecânicos para melhorar a absorção de impactos em pisos irregulares. As mudanças elevam o conforto sem comprometer a estabilidade em velocidades mais altas.
O sistema de frenagem também evoluiu com a adoção de um atuador eletrônico integrado, proporcionando respostas mais progressivas, previsíveis e precisas.
As versões HEV ONE e HEV2 utilizam rodas de 18 polegadas voltadas ao conforto de rodagem, enquanto as versões PHEV19, PHEV35 e GT trazem rodas de 19 polegadas para privilegiar desempenho e estabilidade dinâmica.
A linha 2027 do Haval H6 Flex já está disponível em todas as concessionárias da marca, no site oficial da marca e no seu e-commerce a partir desta terça, 9 de junho. Os preços são de R$ 199.900 para a HEV ONE (reajuste de apenas R$ 900 apesar da nova tecnologia flex), R$ 225.000 para a HEV2, R$ 250.000 para a PHEV19, R$ 290.000 para a PHEV35 (alteração de R$ 1.000) e R$ 326.000 para a GT (manteve seu preço).
A adoção da tecnologia flex na linha Haval H6 2027 tornou o modelo uma opção ainda mais atraente no mercado brasileiro, pois diversos estados oferecem benefícios para esse segmento, como é o caso de São Paulo, onde híbridos flex de até R$ 261.154,45 recebem isenção de IPVA em 2026.
Com a chegada da família Haval H6 Flex fabricada em Iracemápolis (SP), a GWM reforça sua posição como protagonista da mobilidade sustentável no país. Ao combinar eletrificação com etanol, combustível renovável amplamente disponível no mercado brasileiro, a marca estabelece um novo padrão tecnológico para os veículos híbridos produzidos localmente.
Anthropic ha decidido no esperar más. La empresa que ha desarrollado la familia de modelos de inteligencia artificial (IA) generativa Claude desató todas las alarmas hace dos meses con la presentación de Mythos Preview, considerado lo suficientemente potente como para poner en jaque la ciberseguridad mundial. Anthropic decidió no comercializar el modelo, sino compartirlo con un grupo reducido de empresas y países, entre los que se cuenta España, con la idea de compartir su tecnología para mejorar la ciberdefensa global.
Logitech ha annunciato due nuovi prodotti pensati per coloro che lavorano in mobilità: il mouse pieghevole Mobi Fold ed il presenter Spotlight2.
Il Mobi Fold, che sarà disponibile anche nella variante “for Business”, è un mouse pensato per chi lavora in mobilità, permettendo avere sempre con se un mose confortevole e funzionale, che al contempo non occupi troppo spazio in borsa o nello zaino. Con un corpo pensato per essere resistente agli urti e alla polvere, il Mobi Fold da chiuso ricorda un po’ un cellulare a conchiglia, una volta aperto la cerniera lo ferma con un angolo che riproduce la tipica gobba dei mouse, ottenendo un dispositivo comodo da usare e con dimensioni simili a quelle di un modello tradizionale.
Abbiamo avuto modo di poterlo provare un po nelle ultime settimane e possiamo dire che, oltre ad essere abbastanza comodo, la scorrevolezza risulta molta buona su varie superfici, mentre i clic dei due tasti risultano sempre abbastanza silenziosi. Al posto della rotellina il Mobi Fold presenta una superficie touch facile da usare, che al contempo integra due pulsanti (frontalmente e posteriormente) che possono essere usati per varie azioni (come andare avanti ed indietro navigando sul browser). La batteria del Mobi Fold secondo il produttore dovrebbe garantire fino a 30 giorni d’uso con una singola ricarica, mentre un solo minuto di carica dovrebbe permettere 22 ore di utilizzo.
Per la connessione a PC e device smart il nuovo mouse di Logitech può affidarsi sia al bluetooth che ai ricevitori Logi Bolt (disponibile in confezione nella variante Business). Il nuovo Logitech Mobi Fold sarà disponibile in 3 colorazioni – Grafite, Lilla e Off White – a 79,99€, il Mobi Fold for Business, disponibile attraverso i canali B2B, sarà invece disponibile a 84,99€.
Pensato invece per coloro che devono fare presentazioni, il Logitech Spotlight 2 integra in un singolo device un puntatore “digitale” ed un più analogico puntatore laser, ma la vera novità sono le funzioni di respirazione guidata ed il pulsante di evidenzazione a due livelli di pressione. Il grande pulsante centrale, in base al livello di pressione, permette di sfruttare due diverse tipologie di evidenziazione, preimpostabili dall’app Logi Options+, tra “Spotlight”e “Squarelight” (rispettivamente a contorno circolare o rettangolare), “Magnify” (che permette lo zoom) e Annotate.
Il pulsante principale però, grazie al feedback aptico integrato, ha anche un’altra funzionalità: attivando l’opportuna modalità prima di iniziare una presentazione, il dispositivo tramite le vibrazioni guida l’utilizzatore in esercizi di respirazione pensati per aiutare il relatore a prepararsi al meglio e, eventualmente, calmarsi prima di affrontare il pubblico. Appena sotto al centrale, due pulsanti con frecce permettono di far scorrere la presentazione in avanti o indietro, mentre il pulsante laterale permette di attivare funzionalità extra come il puntatore laser.
Come per il Mobi Fold, anche lo Spotlight2 può collegarsi a PC e notebook sia tramite bluetooth che via Logi Bolt, vedendo un ricevitore USB-C incluso con il dispositivo ed integrato nella parte inferiore. Arriverà sul mercato nelle 3 colorazioni Grafite, Lilla e Sabbia con un prezzo di 129,99€
O astronauta italiano Luca Parmitano será o piloto da missão Artemis III da NASA, tornando-se o primeiro europeu a integrar uma das missões do programa, anunciou esta terça-feira a agência espacial norte-americana. A NASA apresentou esta terça-feira, em comunicado, a tripulação internacional de quatro elementos da próxima missão Artemis, que deverá realizar-se já no próximo ano. A missão Artemis II é um voo de ensaio fundamental antes de uma missão tripulada à superfície lunar, que a agência descreve como “uma das missões mais complexas alguma vez realizadas pela NASA”. Embora seja essencial para futuras missões à Lua, a Artemis III
¿Qué dicen los chatbots cuando se les pregunta por España? Dicen, claro, muchas cosas. Pero algunas las dicen más veces. La IA no da una imagen equilibrada de España, sino que ofrece un mapa lleno de jerarquías. Hay cuatro comunidades autónomas que son España por encima de todo, por este orden: Cataluña, Madrid, Andalucía y País Vasco. En otras preguntas también tienen cierto peso la Comunidad Valenciana y Galicia. A partir de ahí, otras regiones aparecen menos o lo hacen por una puerta estrecha, con tópicos que sirven casi como su único motivo: turismo, vino, huerta, agua, despoblación, el Camino de Santiago, minería, paisaje verde, dehesa o España vaciada.
El expresident Carles Puigdemont se dirige a sus partidarios cerca del Parlament en 2024. El impacto del procés en la narrativa global puede ser una de las causas por las que Cataluña predomina las respuestas sobre España en modelos de IA como ChatGPT.