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Rafael Sousa em grande destaque nas festas de Santo António em Tavira

9 June 2026 at 17:36

O artista é cabeça de cartaz na noite de sexta-feira, 12 de junho, num concerto na Atalaia em Tavira nas comemorações das tradicionais festas de santo antonio, que promete marcar o regresso aos grandes palcos com temas originais e versões exclusivas acompanhado pela sua banda. As Festas de Santo António em Tavira são reconhecidas historicamente […]

Il ritiro in un’area per scambisti, i manubri anti-caldo da 400 euro e un terremoto: il Mondiale dell’Inghilterra è già surreale

9 June 2026 at 16:56

C’erano una volta i ritiri pre-Mondiale. Si svolgevano in alberghi di lusso simili a fortini inespugnabili e servivano a tenere alta la concentrazione in vista della Coppa, a cementare il gruppo. Ora invece le cose sono cambiate. E anche parecchio. Perché quei periodi di clausura possono assumere sfumature tragiche e grottesche nell’arco di poche ore. Ne sa qualcosa l’Inghilterra di Thomas Tuchel, che negli ultimi giorni ha dovuto fare i conti con situazioni molto diverse tra loro. In attesa dell’amichevole contro il Costa Rica, infatti, la Nazionale dei Tre Leoni si sta allenando a West Palm Beach, in Florida, una meta turistica famosa per il lusso e per le sue spiagge bianche. Eppure lunedì scorso, alle 14 locali, la loro sessione di preparazione è stata interrotta a causa di un terremoto di magnitudo 6.1, il più forte mai registrato nella zona negli ultimi 150 anni. Il sisma ha avuto il suo epicentro a circa 600 chilometri di distanza, sulla costa occidentale di Cuba, e fortunatamente non ha provocato vittime o danni alle abitazioni.

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Dopo la grande paura, però, potrebbe arrivare l’imbarazzo. Una volta affrontato il Costa Rica all’Inter&Co Stadium di Orlando, i Tre Leoni si sposteranno nel loro campo base per il Mondiale, ossia lo Swope Soccer Village a Kansas City. Un luogo appartato e tranquillo. Forse anche troppo. In questi giorni la stampa di Sua Maestà, sempre a caccia di particolari pruriginosi, ha orgogliosamente lanciato uno scoop (se così si può chiamare). Secondo il Sun, infatti, il centro sportivo si troverebbe all’interno di un’area particolarmente apprezzata dagli scambisti all’aperto. Il tabloid è andato ostinatamente a caccia di dettagli e ha monitorato siti locali, giornali, forum e social media pur di sostenere la propria tesi. E poi ha riferito tutto ai suoi lettori. Un team di debunker ha così fatto luce sulla questione, citando addirittura un post dello scorso anno di un utente anonimo su Facebook: “Qualcuno sa cosa succede a Swope Park di notte? Sembra che ogni volta che ci passo in macchina mentre torno a casa, ci siano sempre molte più auto parcheggiate intorno al parco di quanto mi dovrei aspettare”.

Il Sun sperava di creare imbarazzo alla Federcalcio inglese, che però ha fatto cadere la questione in un compassionevole silenzio. Sì, perché il problema non è tanto ciò che accade di notte, quanto ciò che succede di giorno. Le temperature asfissianti rischiano di diventare un fattore decisivo. Per questo Tuchel aveva chiesto ai suoi di passare qualche giorno di vacanza in Florida prima del ritiro per ambientarsi e acclimatarsi. Dan Burn, difensore del Newcastle con 7 presenze con la maglia dell’Inghilterra, ha deciso di prendere in parola il cittì e ha portato la famiglia a Disneyland. Camminando sotto il sole per ore. Una scelta straziante che sembra essersi trasformata in un vantaggio. Dopo la sfida amichevole contro la Nuova Zelanda di domenica scorsa, Burn è rimasto sorpreso per la sua resistenza all’afa. “Penso che abbiamo gestito abbastanza bene il caldo, ottenendo una vittoria e mantenendo la porta inviolata. Possiamo partire da qui – ha detto – A essere sincero, non ho notato il caldo più di tanto. Non fraintendetemi, non era come un sabato pomeriggio a Newcastle, ma mi sentivo molto meglio di quanto potessi pensare”.

Per chi non ha sviluppato la stessa resistenza al caldo di Burn, Tuchel ha pensato a un piccolo aiuto esterno. In questi giorni la Nazionale sta familiarizzando con dei gadget tecnologici che promettono miracoli. Si tratta di dispositivi simili ai manubri da palestra che raffreddano i palmi delle mani dei calciatori e, di conseguenza, possono aiutare ad abbassare la temperatura corporea. Questi condizionatori portatili si chiamano CryoTherm Palm e sono prodotti da Therabody. Ognuno costa circa 349 sterline, circa 405 euro, e non sono ancora disponibili sul mercato britannico. L’Inghilterra userà CryoTherm durante gli allenamenti e durante il cooling break. E secondo la stampa inglese il Manchester United si sarebbe già interessato ad acquistarne uno stock per la prima squadra.

Non va poi meglio alla Svizzera. Gli elvetici sono in ritiro a San Diego. Non un dettaglio da poco, visto che la squadra si trova in un’area famosa per la presenza di serpenti (si è parlato addirittura di 12 specie diverse, tra cui i serpenti a sonagli). Ma non basta. Lunedì mattina, alle 9.30 locali, le 18.30 in Italia, è scoppiato un incendio nell’area boschiva a pochi minuti di auto dall’hotel Fairmont Grand del Mar, dove alloggia la Nazionale. Il vento e il caldo estremo hanno soffiato sul rogo, fino a farlo estendere per circa 65 ettari, con le autorità che hanno diramato comunicati e avvisi di evacuazione agli abitanti. Un pericolo che ha solo lambito la squadra Svizzera, ma che ha fatto crescere la tensione della spedizione rossocrociata.

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Russia e Ucraina, l’Ue accelera su sanzioni e allargamento. La sfida a Mosca

9 June 2026 at 15:36

Allargamento sì, ma con un occhio ai tempi e ai modi delle richieste già avanzate in passato, nella consapevolezza che il lento e complesso processo deve gioco forza intrecciarsi con una risoluzione del conflitto tra Ucraina e Russia per generare gli effetti politici auspicati. L’Unione Europea gioca la carta della programmazione e mentre da un lato, per bocca della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, annuncia l’intenzione di aprire i negoziati con Ucraina e Moldavia, dall’altro mette nero su bianco la portata delle nuove sanzioni contro Mosca.

Come aprire il cluster negoziale

Gli ucraini “stanno realizzando una riforma dopo l’altra mentre le loro città sono sotto attacco”. Parte da questa premessa Von der Leyen per mettere un accento specifico sul macro tema dell’allargamento europeo a est: ovvero lo sforzo valoriale, sociale ed umano che il popolo di Kyiv sta compiendo e che rappresenta una coccarda da appuntare sul petto. Nonostante tutto questo, “mentre le loro città sono sotto attacco, mentre il cielo sopra di loro è pieno di fumo, mentre le sirene antiaeree risuonano in tutto il Paese” stanno compiendo progressi straordinari nelle loro riforme: quindi si sono meritati un premio da Bruxelles, che aprirà il primo cluster negoziale per l’adesione all’Unione europea di Ucraina. Per cui, è il ragionamento di Von der Leyen, se l’Ucraina ha fatto la sua parte, “è ormai giunto il momento che anche noi facciamo la nostra, e ora abbiamo l’opportunità storica di farlo”. Non solo Ucraina, della partita è anche la Moldavia, altro Paese molto strategico e fortemente a rischio per via della vicinanza russa.

Il ventunesimo pacchetto di sanzioni

Cripto russe e prodotti ittici: si concentra su questi due filoni il ventunesimo pacchetto di sanzioni europee contro Mosca, annunciate oggi dalla presidente della Commissione europea. L’obiettivo della mossa di Bruxelles è “colpire infrastrutture critiche coinvolte nel commercio o nella lavorazione del petrolio russo, come porti, aeroporti e raffinerie” e proporre “di limitare la vendita ai soggetti russi di navi cisterna destinate al trasporto di prodotti energetici, così come abbiamo già fatto per le petroliere”. Sono ricompresi anche il “divieto di transazioni ad altre 31 banche russe e a 20 banche, società di criptovalute, piattaforme finanziarie e operatori del commercio petrolifero con sede in Paesi terzi”.

Ma chi sono i soggetti coinvolti? Si tratta di personaggi che hanno appoggiato entità e individui russi già sanzionati oppure che hanno contribuito ad aggirare le sanzioni restrittive già in essere, precisando che “per la prima volta introdurremo inoltre la possibilità di imporre un divieto totale ai fornitori di servizi legati alle cripto-attività operanti in Paesi terzi. Si tratterà di un forte deterrente nei confronti delle piattaforme che aiutano la Russia a eludere il regime sanzionatorio”.

Non solo cripto, anche i merluzzi sono al centro delle sanzioni europee: il riferimento è a restrizioni sostanziali alle importazioni di alcuni prodotti ittici e un divieto totale su altri, tra cui il merluzzo, ha aggiunto la presidente della Commissione, con l’intenzione di allineare le restrizioni commerciali imposte dalla Bielorussia in modo che non possa fungere da porta d’accesso per il commercio russo. “Proponiamo inoltre nuovi divieti di importazione su una serie di beni per un valore di 60 milioni di euro, ad esempio su alcuni metalli o componenti per auto, perché vogliamo consolidare la diversificazione dell’Europa per ridurre la dipendenza dalle importazioni russe”, ha concluso.

Una svolta verso i negoziati?

La novità si ritrova nella nazionalità dell’eventuale negoziatore: dopo i nomi di Schroeder e Abramovich fatti circolare negli ultimi giorni, secondo il quotidiano russo Vedomosti l’eventuale negoziatore dell’Unione europea nei colloqui con la Russia potrebbe essere francese o italiano. La fonte che ha ispirato la ricostruzione del foglio moscovita aggiunge che qualsiasi negoziato tra Russia e Ue sarà fattibile solo in caso di cessate il fuoco in Ucraina. Pronta la replica del portavoce della presidenza russa, Dmitrij Peskov, secondo cui gli europei sarebbero “ancora lontani dall’essere pronti ad agire come mediatori, avviare gli sforzi di mediazione ponendo delle condizioni alla Russia è probabilmente illogico, è sbagliato. E, naturalmente, è inaccettabile per noi”.

Israel’s Intelligence Overreach Is Becoming a Problem for Everyone

9 June 2026 at 12:30
Reports that U.S. officials are increasingly concerned about Israeli intelligence activity inside the United States should not be dismissed as a minor diplomatic embarrassment. If accurate, they point to a deeper strategic problem: Israel’s security doctrine is now pressing so aggressively outward that it is beginning to step on the toes of nearly everyone around […]

Torna l’incubo del batterio mangiacarne: “Dopo 60 anni il parassita è tornato ad uccidere anche i cani”. Individuati 5 focolai negli Usa, pioggia di mosche sterili dal cielo

9 June 2026 at 12:01

Per oltre mezzo secolo è stato solo un brutto ricordo, un capitolo chiuso nei manuali di veterinaria americani. Oggi, però, l’incubo è tornato a materializzarsi: il New World screwworm (il verme della vite del Nuovo Mondo) ha varcato nuovamente i confini statunitensi. E questa volta, la minaccia non riguarda soltanto i grandi allevamenti bovini. Tra i casi confermati, che hanno fatto scattare un’emergenza nazionale, c’è anche un cane. Un campanello d’allarme che dimostra come le barriere tra animali da reddito e animali domestici siano fragili, e di come malattie ritenute debellate possano riemergere all’improvviso. Ma cos’è esattamente questo parassita? Perché è così pericoloso e come si sta muovendo la scienza per fermarlo?

Il predatore che si nutre di carne viva

Il nome comune, “verme”, è in realtà ingannevole. Non parliamo di un batterio o di un nematode, ma della larva di una mosca: la Cochliomyia hominivorax. Ciò che rende questo insetto biologicamente terrificante è il suo ciclo riproduttivo. A differenza delle comuni larve di mosca che si sviluppano nei tessuti morti o in decomposizione, le femmine di questa specie depongono centinaia di uova esclusivamente nella carne viva degli animali a sangue caldo. Basta una ferita minuscola: il morso di una zecca, un graffio, un taglio accidentale. Quando le uova si schiudono, le larve iniziano letteralmente a scavare nei tessuti dell’ospite, nutrendosi della sua carne. Più larve possono infestare la stessa ferita contemporaneamente, provocando un rapido allargamento delle lesioni, infezioni secondarie gravissime, dolore atroce e, se non si interviene in tempo, la morte. Come spiegato dall’American Veterinary Medical Association (AVMA), i segnali clinici inequivocabili sono ferite che non guariscono ma si espandono, emanando un forte cattivo odore, secrezioni anomale e, nei casi avanzati, la presenza visibile di larve in movimento.

I nuovi focolai e il caso del cane in New Mexico

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha confermato cinque nuovi focolai autoctoni in pochi giorni, localizzati tra il Texas e il New Mexico. I soggetti colpiti sono stati tre vitelli, una capra e un cane residente nella contea di Lea (New Mexico). Quest’ultimo caso è quello che desta maggiore preoccupazione. Inizialmente attribuito al Texas, si è poi scoperto che l’animale viveva in New Mexico, anche se un suo recente viaggio in Messico (dove il parassita è endemico) confonde le tracce del contagio. “Riteniamo si tratti di un caso isolato“, spiegano le autorità dell’USDA, precisando però di aver “disposto controlli sugli altri animali presenti nell’abitazione e un’intensificazione della sorveglianza nell’area”. Il rischio, infatti, non è limitato all’industria zootecnica. Il parassita può colpire cavalli, pecore, fauna selvatica, gatti e, in casi rari ma documentati, persino gli esseri umani. Negli ultimi due anni, l’epidemia che ha colpito il Centro America e il Messico ha registrato oltre 171.700 infestazioni animali e più di 2.000 casi umani.

La controffensiva: pioggia di mosche sterili dal cielo

L’USDA sta trattando la situazione come un’emergenza di massima priorità, rispolverando la stessa, geniale, tecnica di controllo biologico che permise l’eradicazione del parassita nel 1966: il rilascio di mosche sterili. La strategia è un capolavoro di entomologia applicata. Milioni di mosche maschio vengono allevate in laboratori specializzati e sterilizzate tramite radiazioni. Una volta rilasciate nell’ambiente, queste mosche si accoppiano con le femmine selvatiche. Poiché le femmine di questa specie si accoppiano una sola volta nella vita, l’unione con un maschio sterile produce uova infeconde, portando al progressivo collasso della popolazione. La macchina bellica dell’USDA è già partita: due milioni di mosche sterili vengono disperse per via aerea due volte a settimana sulle zone colpite del Texas, mentre altri quattro milioni a settimana vengono rilasciati tramite postazioni a terra.

Frontiere chiuse e il ruolo dei proprietari

L’emergenza ha avuto immediate ripercussioni internazionali. Il Messico ha sospeso le importazioni di numerose specie provenienti dagli USA, inclusi i cani da compagnia, mentre il Canada ha introdotto rigide restrizioni sui movimenti di bestiame dal Texas. In questo scenario, l’American Veterinary Medical Association (AVMA) ha lanciato un appello diretto ai proprietari di animali, ricordando che la tempestività è l’unica arma di difesa. I veterinari invitano a ispezionare quotidianamente i propri cani, soprattutto se vivono all’aperto o in zone a rischio. Bisogna prestare attenzione a ogni minimo segno di disagio, a ferite che non si rimarginano, a secrezioni maleodoranti o a comportamenti anomali dettati dal dolore.

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Il Mondiale negli Usa mostra il vero volto di Trump nel silenzio della Fifa: giocatori perquisiti e interrogati, l’arbitro somalo respinto

9 June 2026 at 10:42

Il miglior arbitro d’Africa con passaporto diplomatico escluso dai Mondiali perché non può entrare negli Stati Uniti. Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, bloccato in aeroporto, interrogato per 7 ore e sottoposto a lunghissimi controlli. Un campione del mondo e Pallone d’Oro come Fabio Cannavaro, attuale ct dell’Uzbekistan, perquisito con metal detector e cani antidroga prima di entrare allo stadio. L’Iran obbligato a entrare e uscire dagli Usa in massimo 24 ore e senza tutto lo staff al seguito, causa visti negati. Stelle come Koulibaly e Sadio Mané costretti a sedersi appena scesi dall’aereo e a togliersi anche le scarpe per essere perquisiti. L’Iraq senza Tala Salah, fotografo ufficiale che ha trascorso più di dieci ore sotto ispezione e alla fine si è visto negare l’ingresso. Il nazionale svizzero Breel Embolo costretto a raggiungere la squadra 24 ore dopo a causa di problemi con l’autorizzazione ESTA. Senza contare i rischi di comprimere il diritto di cronaca dei giornalisti delle nazionalità maggiormente monitorate negli Usa e l’ultima denuncia dell’Iran: “A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno ancora una volta ostacolato la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale”

I Mondiali di calcio tra Stati Uniti, Messico e Canada devono ancora iniziare, ma rischiano già di amplificare la stretta e la politica di Donald Trump sull’immigrazione, creando diversi disagi anche a campioni del mondo del calcio. Il tutto nel silenzio della Fifa, che se n’è già lavata le mani addossando la competenza al Paese ospitante nonostante le rassicurazioni degli scorsi anni. D’altronde i rapporti piuttosto stretti e amichevoli tra Trump e Infantino sono ormai noti ai più.

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Il caso Omar Artan, arbitro somalo escluso

Tra i casi più discussi degli ultimi giorni c’è quello dell’arbitro Omar Abdulkadir Artan, miglior direttore di gara d’Africa nel 2025 e scelto dalla Confederazione Africana di Calcio per partecipare ai Mondiali di quest’anno. Artan, però, non ci sarà: gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti senza motivazioni precise e dettagliate. Un fatto confermato dalla Fifa, che però ha deciso – tramite un portavoce – di lavarsene rapidamente le mani: “Non siamo coinvolti nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento. In linea con quanto avvenuto in precedenti eventi Fifa, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve il visto e chi viene ammesso nel proprio Paese”. Nel caso di Artan, non è bastato nemmeno un passaporto diplomatico.

L’Iran costretto a fare tutto in 24 ore

Per alcuni mesi la partecipazione dell’Iran – viste le tensioni con gli Usa – è addirittura stata messa in discussione. Alla fine la Nazionale sarà presente ai Mondiali, ma con restrizioni considerate dalla stessa delegazione “inaccettabili”. Partendo dai visti: sono stati concessi all’ultimo momento, ma solo ai calciatori e a pochissimi membri dello staff. Il resto è stato costretto a rimanere nel proprio Paese. L’ex Inter Taremi e compagni saranno così presenti, ma non al completo e con uno staff dimezzato. In più, i calciatori di Teheran potranno entrare negli Stati Uniti soltanto il giorno stesso della partita e poi ripartire immediatamente. Tutto deve avvenire in massimo 24 ore. “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno”, ha affermato l’ambasciatore iraniano in Messico Abolfazl Pasandideh. Le restrizioni americane complicano, senza dubbio, logisticamente la permanenza degli iraniani ai Mondiali. Con possibili ripercussioni anche sotto il profilo dei risultati.

Iraq, Hussein interrogato per 7 ore. Espulso il fotografo

I problemi hanno colpito anche l’Iraq. Secondo quanto riferito su X dall’agenzia Tansim News, Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, è rimasto bloccato per circa 7 ore in aeroporto perché sottoposto a lunghissimi controlli e interrogato a lungo. Tala Salah, fotografo ufficiale della squadra, è stato invece espulso e mandato a casa dopo esser rimasto bloccato per circa 12 ore all’aeroporto internazionale di O’Hare.

L’italiano Cannavaro perquisito

I controlli rigidissimi sono proseguiti anche negli stadi, oltre che in aeroporto. Vittima ne è stata anche la Nazionale dell’Uzbekistan, il cui commissario tecnico è Fabio Cannavaro. Proprio lo stesso Cannavaro, campione del mondo nel 2006 con l’Italia, calciatore amatissimo e conosciutissimo in tutto il mondo, oggi allenatore, è stato perquisito dopo esser sceso dall’autobus prima dell’amichevole a New York contro l’Olanda, poi persa 2-1. Prima con i metal detector, poi anche un cane antidroga ad annusare le borse di staff e calciatori. Fonti Usa parlano di “controlli più serrati vista la presenza di Donald Trump a New York”, peraltro fischiatissimo durante il match Nba tra New York Knicks e San Antonio Spurs.

I senegalesi costretti a togliere le scarpe

Tra i casi più recenti è invece quello del Senegal, perquisito appena sceso dall’aereo. La formazione africana – che in rosa ha gente del calibro di Kalidou Koulibaly e Sadio Mané – si è dovuta sottoporre a controlli rigidi immediatamente dopo aver fatto le scale dell’aereo. Ogni calciatore veniva fatto sedere su una sedia e veniva perquisito, addirittura costretto a togliere le scarpe. Il tutto immortalato da un membro dello staff tra lo stupore generale. Il Senegal – insieme ad Haiti, Iran e Costa d’Avorio – è tra i quattro Paesi partecipanti ai Mondiali “vittima” di restrizioni e sui viaggi imposte dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti. Misure che hanno già di per sé complicato gli spostamenti non solo per i tifosi che speravano di assistere alle partite negli Stati Uniti, ma anche per i giocatori e i dirigenti delle squadre, nonostante le esenzioni previste per atleti, staff tecnico e personale delle federazioni.

I rapporti tra Trump e Infantino

Con già diversi casi a far discutere, la Fifa tace. O quando interviene, lo fa solo per lavarsene le mani e non prendersi responsabilità. D’altronde sono noti ormai i rapporti d’amicizia tra Gianni Infantino e Donald Trump. Il presidente Fifa e il tycoon sono stati spesso immortalati in diversi eventi insieme, Infantino ha anche creato e consegnato un premio per la pace su misura per il presidente Usa e c’è anche un ufficio di rappresentanza Fifa all’interno della Trump Tower. Solo due degli esempi dei rapporti strettissimi tra i due presidenti, legati anche da interessi in comune.

Il problema dei cronisti

I controlli all’ingresso, tra l’altro, complicano anche gli spostamenti dei giornalisti. La scorsa settimana, il presidente dell’Associazione internazionale della stampa sportiva Gianni Merlo ha espresso al responsabile delle relazioni con i media della Fisa preoccupazione per il diniego dei visti d’ingresso ai cronisti: Merlo ha sottolineato i corrispondenti provenienti dall’Iran e da Paesi africani avranno un problema in più, poiché gli è stato concesso il permesso di entrare negli Usa una sola volta. In pratica, se vanno in Messico o in Canada per seguire una partita non possono rientrare senza ottenere un nuovo visto, la cui procedura potrebbe richiedere settimane o mesi. “Si tratta di casi innumerevoli e inaccettabili – ha scritto Merlo – I politici dicono sempre che lo sport unisce e costruisce ponti tra i giovani nei Paesi in conflitto, ma in questo caso stiamo andando nella direzione opposta”.

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Mondiali, Cannavaro e il suo Uzbekistan perquisiti con cani antidroga: controlli rigidissimi a New York

9 June 2026 at 08:54

A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, la nazionale uzbeka si è trovata ad affrontare una situazione insolita (o meglio, negli Usa sembra esser diventata quasi normalità) al suo arrivo allo stadio di New York, dove ha disputato un’amichevole contro l’Olanda, persa 2-1 all’ultimo secondo. Una volta scesi dall’autobus, i membri della squadra asiatica – tra cui Fabio Cannavaro, il commissario tecnico, tra i primi a essere perquisiti – sono stati sottoposti a un rigoroso controllo di sicurezza da parte del personale responsabile della sede dell’evento. I calciatori, i membri dello staff tecnico e gli altri membri della delegazione hanno dovuto mettersi in fila per essere controllati con i metal detector, mentre i loro effetti personali venivano ispezionati da cani antidroga.

Le immagini mostrate da Espn mostrano i giocatori lasciare a terra zaini e borse per facilitare i controlli, durati diversi minuti. Tra i primi a essere sottoposti all’operazione c’era appunto anche il commissario tecnico Fabio Cannavaro, capitano nell’ultimo Mondiale vinto dall’Italia nel 2006. La scena ha colto di sorpresa diversi membri della delegazione uzbeka – stupiti come si vede dalle immagini – che non si aspettavano un protocollo di sicurezza così imponente a pochi minuti dall’ingresso nello stadio in cui hanno poi disputato l’ultima partita di preparazione ai Mondiali. Secondo diverse fonti, le misure straordinarie sarebbero state adottate in risposta alla presenza del presidente statunitense Donald Trump in città – peraltro fischiatissimo al Madison Square Garden durante il match tra Knicks e San Antonio – che ha comportato un aumento dei controlli di sicurezza in vari punti di New York. Intanto tra l’arbitro somalo rispedito a casa, il calciatore iracheno costretto a ore di controlli e l’Iran costretto a entrare e uscire dagli Usa in giornata, sono diversi i casi che stanno facendo discutere negli Stati Uniti. E i Mondiali devono ancora cominciare.

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Rafael Sousa em grande destaque nas Festas de Santo António em Tavira

É cabeça de cartaz na noite de sexta-feira, 12 de junho, num concerto que vai ter lugar na Atalaia, em Tavira, no âmbito das comemorações das tradicionais festas de Santo António – chama-se Rafael Sousa.

O artista promete marcar o seu regresso aos grandes palcos com temas originais e versões exclusivas acompanhado pelo (seu) agrupamento musical “Rafael Sousa & Banda“.

Lembramos que as Festas de Santo António em Tavira são reconhecidas historicamente pela forte adesão do público e pelos seus animados bailes populares. Contudo, a edição deste ano eleva a fasquia da programação cultural com a introdução de grandes concertos de base nacional, posicionando a noite de sexta-feira num dos momentos mais aguardados de todo o programa festivo tavirense.

Rafael Sousa regressa agora com uma produção robusta e uma energia contagiante. Acompanhado pela sua banda, o cantor desenhou um alinhamento especial para as Festas de Santo António que combina a força do pop rock com a proximidade que lhe é caraterística.

A animação do tradicional baile popular estará ao encargo do grupo Acordeanima, com início marcado para as 22:00 horas.
Imediatamente após o grande concerto de Rafael Sousa, o baile prossegue animando o público pela noite dentro.

Refira-se, por último, que o concerto de Rafael Sousa reflete a aposta contínua do Município de Tavira e das comissões organizadoras tavirenses, num espírito de revitalização das festas tradicionais, cruzando a herança cultural dos Santos Populares com grandes produções musicais ao ar livre e com entrada livre.

De acordo com o cartaz, refira-se que no dia 9 de junho (hoje) a animação musical para o baile estará a cargo de Arcílio Palma, e a atuação em palco será da responsabilidade de Sergyo Gonçalves.

No dia 11, a noite musical e de animação estará confiada ao grupo Tokisom. E no dia 13, depois de um Torneio de Petanca que se realizará durante a manhã (11:00 hrs) prosseguindo à tarde (15:00 hrs), realizar-se-á a Procissão em Honra de Santo António.
Para fechar neste derradeiro dia, o baile será animado por Sérgio Conceição, com a atuação especial da noite a cargo do Rancho Folclórico de Santo Estêvão, prosseguindo depois o baile, até de madrugada.

„Einfach den Knopf drücken und das Gas fließt schon morgen“

9 June 2026 at 07:59
Man kann die Politik der Bundesregierung nur als selbstmörderisch bezeichnen, denn angesichts der Energiekrise und der explodierten Energiepreise, die unbestritten zur Deindustrialisierung Deutschlands führen, und der hinzu kommenden Probleme mit der Straße von Hormus weigert sich die Bundesregierung weiterhin, der deutschen Industrie zu helfen, indem sie Lieferungen von billigem russischem Gas durch die noch bestehende […]

Gli Usa negano l’ingresso all’arbitro somalo Omar Artan: escluso dai Mondiali. La Fifa se ne lava le mani: “È il governo ospitante a decidere”

9 June 2026 at 07:56

Prima il ritardo ai visti per i giocatori dell’Iran (negato a dirigenti e staff), poi Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, bloccato in aeroporto e sottoposto a lunghissimi controlli. Adesso anche problemi per i direttori di gara. L’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan non prenderà parte ai Mondiali di calcio di quest’estate dopo che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, come confermato lunedì dalla FIFA. Interpellato sul caso di Artan, un portavoce della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi ha dichiarato alla CNN che l’uomo è stato sottoposto a un controllo aggiuntivo al suo arrivo a Miami, dopo un volo proveniente da Istanbul.

“Durante le procedure di controllo, il viaggiatore è stato sottoposto a un’ispezione aggiuntiva, una procedura di routine del CBP (Customs and Border Protection) che prevede la verifica delle informazioni o la determinazione dell’ammissibilità”, ha dichiarato il portavoce. “Dopo l’ispezione, il viaggiatore, arbitro della Coppa del Mondo FIFA, è stato ritenuto inammissibile a causa di problemi di verifica e gli è stato negato l’ingresso“.

La Somalia è uno dei 39 Paesi colpiti dal divieto di viaggio imposto dall’amministrazione Trump. Il portavoce del CBP non ha fornito dettagli sul motivo per cui ad Artan è stato negato l’ingresso nonostante un passaporto diplomatico. Artan è stato nominato miglior arbitro maschile dell’Africa nel 2025 ed è stato scelto dalla Confederazione Africana di Calcio per partecipare ai Mondiali di quest’anno. “La FIFA non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento“, ha dichiarato un portavoce della FIFA in un comunicato. “In linea con quanto avvenuto in precedenti eventi FIFA, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve il visto e chi viene ammesso nel proprio Paese”.

La notizia del divieto di ingresso per Artan giunge dopo che anche altri Paesi, in particolare l’Iran, hanno riscontrato problemi di ingresso negli Stati Uniti a causa delle rigide politiche migratorie dell’amministrazione Trump. Il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha dichiarato domenica che alla nazionale di calcio iraniana era stato concesso il permesso di entrare negli Stati Uniti per il torneo , ma “solo un giorno prima della partita”, secondo quanto riportato dai media semi-ufficiali iraniani, scatenando accuse di trattamento ingiusto. Amir Ghalenoei, allenatore della nazionale iraniana, ha aggiunto che ad alcuni membri dello staff dirigenziale, ai giornalisti e a un direttore esecutivo non è ancora stato concesso il permesso di partecipare al torneo.

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