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Tommy Robinson meets Elon Musk’s father in Moscow

Activist, whose real name is Stephen Yaxley-Lennon, shared video of his meeting with Errol Musk

Tommy Robinson has travelled to Russia, where he has met Elon Musk’s father, Errol, in a Moscow hotel.

Robinson – who has been issuing calls for his supporters to take to the streets across the UK over a bloody knife attack in Belfast – shared video of his meeting with Musk, whose son has been a vocal supporter of Robinson, on Monday.

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© Photograph: Finnbarr Webster/Getty Images

© Photograph: Finnbarr Webster/Getty Images

© Photograph: Finnbarr Webster/Getty Images

Cuatro hombres volarán en la misión Artemis 3, el ensayo previo al aterrizaje en la Luna

9 June 2026 at 17:28

La NASA ha revelado los nombres de los astronautas de su siguiente misión lunar, la Artemis 3, prevista para 2027. Los elegindos son tres estadounidenses —el comandante Randy Bresnik y los dos especialistas de misión, Frank Rubio y Andre Douglas— y un italiano —el piloto italiano Luca Parmitano, de la Agencia Espacial Europea (ESA)—. Los cuatro son hombres, a diferencia de la tripulación de la Artemis 2, en la que Christina Koch se convirtió en la primera mujer en viajar a la Luna, batió múltiples récords y fue una pieza clave tanto en las operaciones de la misión como en el carisma y la emoción que los cuatro tripulantes transmitieron al mundo entero.

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© NASA

Los cuatro astronautas seleccionados para la misión Artemis 3.

Crosetto: “L’Anthropic l’abbiamo chiamata noi. L’intelligenza artificiale in due anni cambierà tutto”

9 June 2026 at 14:59

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso dell’audizione congiunta con il ministro degli Esteri Tajani in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Montecitorio e Palazzo Madama ha detto che “con gli ultimi satelliti lanciati e con la quantità di lanci in corso il divario costruito da Musk rispetto al resto del mondo aumenta. Oggi non c’è nessuno in Europa, neppure mettendo insieme tutti i paesi, che sia minimamente in grado, nei prossimi dieci anni, di raggiungere qualcosa che assomigli a quello che Musk è in grado di fare oggi.

La Cina come possibile alternativa? “Sì, i cinesi probabilmente sono l’alternativa, ma come lanci anche loro sono a un decimo rispetto a quelli che riesce a fare Musk oggi”.

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Basta “modalità aereo”, arriva internet con il wi-fi di Starlink sui voli Wizz Air: ecco come funziona la novità

9 June 2026 at 08:28

L’isolamento digitale a diecimila metri di quota sta per diventare un ricordo del passato, anche per chi viaggia a tariffe ridotte. La “modalità aereo”, che fino a oggi ha trasformato le cabine dei voli commerciali in zone d’ombra per la connettività, ha una data di scadenza: il 2027. Fino a questo momento, navigare su internet in volo con standard qualitativi elevati è stato considerato un privilegio riservato quasi esclusivamente ai passeggeri delle classi premium o delle compagnie di bandiera. Ora, le regole del mercato europeo stanno per cambiare. Wizz Air ha infatti annunciato ufficialmente il piano di integrazione della tecnologia Starlink, la rete satellitare di Elon Musk, su tutta la propria flotta a partire dal prossimo anno. Con questa mossa, il vettore diventa la prima compagnia aerea ultra-low-cost in Europa a fornire una connessione internet avanzata ai propri viaggiatori.

La fine del compromesso digitale

L’installazione dei sistemi Starlink inizierà nel 2027 e riguarderà in particolare tutti gli aeromobili di nuova generazione della flotta Wizz Air. L’obiettivo tecnico è fornire una connessione ad alta velocità, affidabile e a bassa latenza a oltre 9.000 metri di quota, rendendo il servizio uniforme indipendentemente dalla rotta o dalla destinazione finale. Il tempo di volo non coinciderà più con il tempo offline: un passaggio che elimina l’accettazione passiva, storicamente legata ai voli economici, di dover rimanere irraggiungibili per ore.

“Il trasporto aereo ultra-low-cost ha sempre avuto l’obiettivo di rendere le opportunità accessibili a un numero sempre maggiore di persone”, ha dichiarato Ian Malin, Chief Commercial Officer di Wizz Air. “Nel 2027 porteremo questa filosofia nell’era spaziale. I nostri clienti non dovrebbero essere costretti a scegliere tra tariffe convenienti e una connessione internet affidabile a bordo per rimanere in contatto con le persone, il lavoro e i momenti che contano di più. Siamo orgogliosi di guidare questo cambiamento collaborando con Starlink per offrire il massimo valore ai nostri passeggeri”.

A confermare la portata dell’accordo, di cui non sono stati resi noti i termini finanziari, è intervenuta anche SpaceX, la società madre della rete satellitare: “Siamo entusiasti di portare Starlink a bordo degli aeromobili Wizz Air e di trasformare l’esperienza di viaggio per milioni di passeggeri”, ha sottolineato Jason Fritch, Vice President of Starlink Enterprise Sales di SpaceX. “Garantire a passeggeri ed equipaggi una connettività continua e senza interruzioni a oltre 9.000 metri di quota è esattamente ciò per cui questa tecnologia è stata progettata. Non vediamo l’ora di offrire una connessione internet affidabile e ad alta velocità dal decollo all’atterraggio”.

L’espansione di Starlink e i conti di Wizz Air

L’accordo tra Wizz Air e l’azienda spaziale si inserisce in una settimana di forte fermento finanziario, con SpaceX che si appresta a quotare in borsa proprio la divisione Starlink. La rete satellitare di Musk sta rapidamente conquistando il settore dell’aviazione civile globale: prima di siglare l’intesa con il vettore europeo, ha già chiuso partnership strategiche con grandi compagnie a lungo raggio come Singapore Airlines ed Emirates, e con i principali colossi del mercato statunitense, tra cui American Airlines, Southwest, United Airlines e Alaska Airlines. Dal punto di vista societario, per Wizz Air l’introduzione di servizi a valore aggiunto si affianca alle sfide di bilancio. Lo scorso maggio, la compagnia ha comunicato le proprie proiezioni finanziarie, prevedendo di raggiungere il pareggio o un utile leggermente positivo per l’intero anno fiscale 2026 (conclusosi il 31 marzo). I risultati definitivi e ufficiali saranno resi pubblici giovedì 11 giugno.

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Los brókers piden 162 dólares por acción al pequeño inversor español para acceder a la OPV de SpaceX

9 June 2026 at 04:25

La salida a Bolsa de SpaceX está rompiendo moldes. No solo con el dinero que espera levantar en el mercado, unos 75.000 millones de dólares, ni con la valoración que podría tener una vez comience a cotizar, unos 1,77 billones de dólares, sino con la búsqueda del pequeño inversor. Si lo habitual en cualquier estreno bursátil es contar con un tramo dirigido al inversor institucional internacional, la empresa dedicada a la tecnología aeroespacial y la inteligencia artificial se ha abierto al pequeño inversor extranjero, y dentro de él, al español. Un movimiento que abre la puerta a que las otras dos grandes tecnológicas estadounidenses que esperan debutar este año en el parqué (Anthropic y OpenAI) sigan sus pasos, según fuentes del mercado, y que busca compensar la ausencia de tramos minoristas en los debuts bursátiles de las empresas europeas.

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© Dado Ruvic (REUTERS)

Logotipo de la salida a Bolsa de SpaceX.

¿Quiere participar en la salida a bolsa de SpaceX? Dónde y cómo comprar acciones en España

9 June 2026 at 01:42
Revolut, Trade Republic, Renta4... y demás bancos y brókeres que dan acceso a la salida a bolsa de SpaceX para pequeños inversores en nuestro país. El gigante aeroespacial protagoniza este viernes el debut más grande de la historia Leer

Revolut, Trade Republic, Renta4... y demás bancos y brókeres que dan acceso a la salida a bolsa de SpaceX para pequeños inversores en nuestro país. El gigante aeroespacial protagoniza este viernes el debut más grande de la historia

OpenAI files to go public as IPO race heats up

8 June 2026 at 22:39
OpenAI has confidentially filed paperwork to go public, the company announced Monday. It is one of three leading AI companies preparing for an initial public offering (IPO), alongside SpaceX and Anthropic, which have both filed with the Securities and Exchange Commission (SEC) in recent months. The company said in a post on X it “recently…

OpenAI files to go public as IPO race heats up

8 June 2026 at 22:39
OpenAI has confidentially filed paperwork to go public, the company announced Monday. It is one of three leading AI companies preparing for an initial public offering (IPO), alongside SpaceX and Anthropic, which have both filed with the Securities and Exchange Commission (SEC) in recent months. The company said in a post on X it “recently…

Elon Musk conseguiu o que queria: se vingar do Brasil 

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Elon Musk, o homem mais rico do mundo, tem uma vendeta pessoal contra o Brasil. Desde que ele anunciou o fechamento do seu escritório no país em agosto de 2024, violando o Marco Civil da Internet, segundo interpretação do Supremo Tribunal Federal (STF), o sul-africano tem tentado fugir das regulamentações criadas pelos brasileiros para melhorar o chorume que sua rede, X, impõe aos nossos cidadãos. 

Naquela batalha, ele saiu perdendo. Desafiou o STF e levou, em troca, uma suspensão da sua rede durante 39 dias entre agosto e setembro de 2024. Foi um choque para o bilionário que acreditava que a suspensão do X, antigo Twitter, levaria à revolta generalizada e protestos nas ruas a seu favor. Qual o quê. O X perdeu relevância no debate público brasileiro e se tornou a casa do chorume, longe de ser a praça pública que um dia representou. 

Meses antes, Musk anunciou seu embarque na campanha de Donald Trump à presidência americana. 

Com centenas de milhares de dólares em apoio – antes e depois da eleição – Musk e outros tecno-oligarcas convenceram Trump a defender as Big Techs contra qualquer país que tente regular sua atuação. Assim, em agosto de 2025, um ano depois de Musk ter tido de enfiar o rabinho entre as pernas, pagar uma multa de R$ 28,6 milhões e abrir uma representação do X no Brasil, Trump ameaçou pela sua rede Truth Social: “Mostrem respeito pela América e pelas nossas incríveis empresas de tecnologia ou considerem as consequências!”.    

Mesmo afastado da Casa Branca, Musk ainda trabalha para punir o Brasil pela humilhação de dois anos atrás. 

É o que revela um documento que faz parte do processo do Escritório Comercial dos EUA (USTR, na sigla em inglês), que decidiu com base na seção 301 aplicar tarifas de 25% para o Brasil por, entre outras coisas, “práticas desleais” contra empresas americanas, tendo como primeiro item o comércio digital e o PIX. 

Apesar do X ser representado em outros documentos por associações patronais da qual faz parte, como a Associação da Indústria de Computadores e Comunicações (CCIA), Associação de Tecnologia do Consumidor (CTA) e Conselho da Indústria de Tecnologia da Informação (ITI), a plataforma fez questão de enviar comentários separadamente pedindo uma retaliação.

O documento de quatro páginas enviado ao USTR , submetido por Wifredo “Wifi” Fernandez, diretor global de relações governamentais do X em 17 de agosto do ano passado, detalha que o Brasil é um dos maiores mercados da rede em números de usuários e que os desenvolvimentos nos últimos anos foram “acompanhados de perto” pela plataforma e representaram uma “deterioração” no clima regulatório e judicial para serviços digitais no Brasil. 

“Essas tendências impactam diretamente os provedores de serviços digitais dos EUA e justificam um exame minucioso no contexto do processo da Seção 301″, sugere a empresa. 

Defendendo o Artigo 16 do Marco Civil da Internet, que chama de “salvaguarda” de direitos fundamentais, liberdade de informação e expressão ao determinar que conteúdos só poderiam ser removidos depois de decisão de um tribunal e notificação da empresa, o X afirma que a recente decisão do STF de obrigar empresas a retirar conteúdos ilegais após notificação aumenta a “incerteza jurídica”, traz mais custos à empresa e “afeta potencialmente a expressão legal, incluindo a de cidadãos norte-americanos.”

O X, para convencer o governo dos EUA, repete algumas vezes que as ordens judiciais brasileiras “afetam cidadãos norte-americanos”.  

Reclama, ainda, da obrigação de ter um escritório no Brasil sob pena de seus serviços de aplicações de internet serem bloqueados, “garantindo que as autoridades brasileiras mantenham poder de coerção sobre provedores estrangeiros de aplicações de internet.”

O Marco Civil da Internet, como se sabe, dava uma carta branca para as empresas espalharem e lucrarem não só com fake news, mas com postagens criminais que ameaçavam o Estado democrático de Direito, postagens criminosas que expunham crianças a condições vexatórias e golpes digitais. 

Mas, no documento, a empresa argumenta que pedidos de remoção de conteúdo deveriam ser feitos por um MLAT – pedido formal que passa pelo MJ e pelo Departamento de Justiça americano, com um trâmite demoradíssimo.

Enquanto isso, Elon Musk e os demais tech bros continuariam lucrando com o conteúdo ilegal rodando livremente aqui em solo brasileiro.   

“Os tribunais brasileiros têm entendido, ao longo dos anos, que juízes podem compelir diretamente subsidiárias locais de empresas estrangeiras de aplicações de internet a produzir qualquer evidência digital necessária para investigar atos ilícitos e crimes sob jurisdição brasileira, contornando canais diplomáticos estabelecidos, como o processo de Tratado de Assistência Jurídica Mútua (MLAT)”, diz o documento. 

Eles reclamam ainda que a abordagem não leva em conta onde os dados são armazenados ou processados, como se o fato de estarem nos EUA provesse um escudo contra a lei de qualquer outro país.   

“Na prática, os tribunais têm ordenado a divulgação direta de dados e conteúdo localizados fora do Brasil, de titulares de dados que são usuários estrangeiros, incluindo usuários norte-americanos, sem envolver as autoridades dos EUA”.

E reclama das punições, que incluem “multas de milhões de dólares, ameaças de prisão de executivos locais e até mesmo o bloqueio do serviço no Brasil.”

Mas até mesmo no documento oficial elaborado pelo seu head de lobby global, Musk não consegue segurar sua ira contra Alexandre de Moraes. 

O documento gasta dois parágrafos para descrever decisões “notadamente emitidas pelo Ministro Alexandre de Moraes” contra o X – incluindo a suspensão no Brasil e o bloqueio de 2 milhões de dólares da conta bancária da Starlink, que chama de “sequestro”. 

“Essas medidas, tomadas contra subsidiárias locais e terceiros não relacionados (incluindo uma empresa norte-americana diferente), ilustram a extensão com que as ações de fiscalização no Brasil podem escalar para além dos limites jurisdicionais domésticos, gerando incerteza jurídica, risco operacional e potenciais barreiras comerciais para empresas sediadas nos EUA.”

Afinal, a decisão do Escritório Comercial reproduz quase literalmente as reclamações do X, ao relembrar as ordens sigilosas de Moraes, o bloqueio da conta do Starlink e a suspensão da plataforma. Não menciona o nome, mas fica claro que o governo Trump fez exatamente o que queria Musk: usar seu caso para punir todo o país por ousar enfrentar o todo poderoso empresário. 

Ainda bem que, pelo menos, o Brasil ainda é o Brasil. 

Assim, no meio de centenas de pedidos de comentários enviados ao USTR, encontram-se algumas trolagens enviadas por brasileiros que se autointitulam como “Fímilícia na Cadeia” ou “Brasileiro gaúcho”. 

Um deles diz que as ações brasileiras: “não prejudicam nada, apenas os americanos invejosos. Bolsonaro contribuiu para a catástrofe das mortes por COVID-19; seus governos terríveis não fizeram nada.”

Outro: “O Brasil é soberano, e não há nada que a nova ditadura ESTADUNIDENSE possa fazer quanto a isso. Vocês estão tão acostumados a menosprezar a América, mas mexeram com o país errado. VIVA A SOBERANIA BRASILEIRA E VIVA A POLÍTICA DE ESQUERDA.

VOCÊS É QUE DISCRIMINAM, NÓS SOMOS SOBERANOS E VOCÊS TERÃO QUE ENGOLIR ISSO. VIVA O BRASIL, VIVA O BRICS.”

Com a nova rodada de considerações sobre a decisão do governo de Trump aberta até 7 de julho na internet, onde a trolagem brasileira é soberana, podemos esperar mais comentários do tipo. Aliás, se você quiser enviar um, aqui está o link. ;) 

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