Normal view

Google compra la potenza dell’IA: maxi accordo da oltre 30 miliardi con SpaceX

5 June 2026 at 21:16

La corsa globale alla potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale aggiunge un nuovo capitolo miliardario. A pochi giorni dalla sua quotazione in Borsa, SpaceX ha annunciato un accordo di dimensioni eccezionali con Google per la fornitura di capacità computazionale destinata ai sistemi di intelligenza artificiale e ai servizi cloud.

Secondo quanto emerge da documenti finanziari resi pubblici oggi, la società di Elon Musk metterà a disposizione del colosso di Mountain View una infrastruttura composta da circa 110.000 Gpu prodotte da NVIDIA, oltre a Cpu, memoria e altri componenti necessari all’elaborazione avanzata dei dati.

L’intesa prevede che Google versi a SpaceX circa 920 milioni di dollari al mese a partire da ottobre 2026 fino a giugno 2029. Nell’arco dell’intero contratto, il valore complessivo dell’accordo supera i 30 miliardi di dollari, confermandosi tra i più rilevanti mai siglati nel settore delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

L’operazione testimonia come il vero collo di bottiglia della rivoluzione dell’IA non sia più soltanto lo sviluppo di modelli sempre più sofisticati, ma la disponibilità di enormi quantità di potenza di calcolo. Le Gpu Nvidia, considerate lo standard di riferimento per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale generativa, sono diventate una risorsa strategica per le grandi aziende tecnologiche.

La domanda di capacità computazionale è infatti cresciuta a ritmi senza precedenti. Le principali società statunitensi stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nella costruzione o nell’affitto di data center specializzati, indispensabili per sostenere chatbot, assistenti virtuali, sistemi di ricerca avanzata e applicazioni aziendali basate sull’intelligenza artificiale.

L’accordo tra SpaceX e Google si inserisce proprio in questa competizione. Il mese scorso anche Anthropic, una delle principali aziende americane attive nell’IA generativa, aveva annunciato un maxi contratto con SpaceX per l’utilizzo di uno dei suoi principali data center.

Per SpaceX, tradizionalmente associata alle attività spaziali, ai lanci orbitali e alla rete satellitare Starlink, il contratto rappresenta anche la conferma della crescente diversificazione del business verso il mercato delle infrastrutture digitali. Per Google, invece, l’intesa garantisce accesso a una riserva di capacità computazionale fondamentale per sostenere la competizione con rivali come Microsoft, Amazon e Meta nella corsa all’intelligenza artificiale.

La battaglia tecnologica si gioca ormai sempre meno sugli algoritmi e sempre più sulla disponibilità di energia, chip e data center. E il maxi accordo tra Google e SpaceX ne è una delle dimostrazioni più evidenti.

L'articolo Google compra la potenza dell’IA: maxi accordo da oltre 30 miliardi con SpaceX proviene da Il Fatto Quotidiano.

Sigue a El Independiente en Google Discover

5 June 2026 at 11:27
Logo aniversario de los 10 primeros años de El Independiente

Google Discover ha estrenado una función que permite poner como prioridad en las sugerencias de contenidos, en las noticias de los medios favoritos de los lectores, destacándolas frente al resto de contenidos. Sigue a El Independiente en Google Discover y de esta manera se mostrarán noticias del periódico de manera preferente en tus sugerencias de contenido en el feed de la aplicación de Google.

¿Qué es Google Discover y dónde encontrarlo?

Google Discover es un feed de noticias personalizado que aparece en la app de Google (o al deslizar hacia la izquierda en móviles Android) y también está integrado en la la app del navegador Google Chrome. El feed de Discover muestra contenidos relevantes según tus intereses, geolocalización y hábitos de navegación. Al seguir a El Independiente, Google priorizará nuestros artículos en tu feed de Discover, permitiéndote estar siempre informado con nuestras noticias, análisis y reportajes.

Cómo acceder a Google Discover desde el móvil

Acceder a Google Discover en Android

  1. Método directo: Para acceder desde un móvil con sistema operativo Andriod es necesario ir a la pantalla de inicio de tu móvil y deslizar el dedo hacia la derecha (como si quisieras ir a una página que está a la izquierda de todo), lo comúnmente conocido como la pantalla -1. Ahí verás directamente el feed de noticias debajo de la barra de búsqueda de Google.
  2. Desde la App de Google: Busca la aplicación que se llama Google (la que tiene el icono de la gran "G" de colores). Al abrirla, lo primero que verás abajo de la barra de búsqueda son tus tarjetas de Discover.
  3. Desde Google Chrome: Abre el navegador Chrome. Si abres una pestaña nueva, verás que debajo de tus páginas más visitadas aparece la sección "Discover" (Descurbir) con todas las noticias.

Acceder a Google Discover en iOS

  1. Desde la App de Google (Recomendado): Descárgate la aplicación oficial de Google desde la App Store. En cuanto la abras, verás la barra de búsqueda arriba y todo tu feed de Discover justo debajo.
  2. Desde Google Chrome: Si usas Chrome como navegador en tu iPhone, abre una pestaña nueva. Justo debajo de los accesos directos a tus webs favoritas, verás el listado de artículos recomendados por Discover.

Cómo seguir a 'El Independiente' desde el móvil, paso a paso

La forma más directa de hacerlo es entrando en este enlace El Independiente y pulsando el botón "Seguir". Si prefieres hacerlo manualmente, te dejamos otras opciones:

Opción 1

  1. Abre la app de Google en tu dispositivo móvil e inicia sesión.
  2. Desliza hacia arriba para ver tu feed de Discover.
  3. Busca una tarjeta de nuestro periódico, una tarjeta de contenido sugerida que muestre algún contenido de El Independiente. Cuando aparezca, pulsa el icono "Seguir" ubicado en la parte superior derecha al lado del menú de los tres puntos.
  4. Con esto ya habrás empezado a seguir a El Independiente y podrás ver más contenido del medio en tu feed.

Opción 2

  1. Abre Google Chrome en tu dispositivo móvil e inicia sesión.
  2. Desliza hacia arriba para ver tu feed de Discover.
  3. Busca una tarjeta de contenido que muestre alguna noticia de El Independiente. Cuando aparezca, pulsa el icono "Seguir" ubicado en la parte superior derecha al lado del menú de los tres puntos.
  4. A partir de pulsarlo, Google ya te mostrará más noticias de El Independiente en Discover.

Más formas de destacar nuestros contenidos en Discover

Cuanto más leas y compartas nuestros artículos, Google entenderá que te interesa nuestro contenido y te mostrará más noticias similares. También puedes pulsar en "Más contenido como este" para ajustar tus preferencias. Puedes acceder a todas las secciones y noticias de El Independiente desde nuestra web oficial.

How social media platforms keep students hooked: Notifications during school hours and paid ‘teen ambassadors’

TikTok executives decided not to disable notifications during school hours, ignoring recommendations from their own safety team, and paid millions of dollars to parents’ and teachers’ associations to promote the social network in schools. Snapchat sent alerts to teenagers while they were in class urging them to share what was happening in the classroom. Google executives knew that YouTube was recommending videos to students during the school day that were unrelated to their lessons. Meta paid “teen ambassadors” to promote Instagram and hand out gifts to their classmates.

Seguir leyendo

© JUAN BARBOSA

A group of teenagers with their cell phones.

Adeus Google, olá Qwant: mudança no Parlamento Europeu

By: ZAP
5 June 2026 at 08:30
Motos de busca francês passa a ser o predefinido. É uma soberania tecnológica e redução da dependência de plataformas digitais dos EUA.  É quase automático: para fazer pesquisas num motor de busca, abre-se o Google. Mas nesta quinta-feira já deixou de ser assim. O Parlamento Europeu substituiu o motor de pesquisa Google pelo francês Qwant como opção predefinida nos navegadores utilizados pelos seus serviços. É uma decisão que reforça a estratégia europeia de soberania tecnológica e redução da dependência de plataformas digitais norte-americanas. A mudança já entrou em vigor abrangerá os navegadores Microsoft Edge e Mozilla Firefox usados pela instituição.

Che cos’è l’anonimizzazione e perché è al centro dello scontro tra Google e l’Europa

3 June 2026 at 06:06

Quando si cerca qualcosa su Google, si lascia una traccia. Non necessariamente un nome, non necessariamente un indirizzo. Ma una serie di domande, nel tempo, in una certa zona geografica, con un certo ritmo, può dire molto di una persona — abbastanza, in alcuni casi, da identificarla. È esattamente questo il nodo tecnico attorno a cui si sta stringendo uno dei confronti più delicati tra la Commissione europea e il colosso di Mountain View, in applicazione del Regolamento sui mercati digitali, il cosiddetto Digital Markets Act (Dma).

La Commissione ha avanzato una proposta, ai sensi dell’articolo 6, comma 11 del regolamento, che obbligherebbe Google a condividere con terze parti i dati delle ricerche degli utenti, opportunamente anonimizzati. L’obiettivo dichiarato è favorire la concorrenza: se i concorrenti di Google Search potessero accedere a quei dati, potrebbero migliorare i propri algoritmi e competere su basi più eque. In teoria, i dati sarebbero privati dei riferimenti identificativi. In pratica, sostiene Google, non lo sarebbero affatto.

Che cos’è l’anonimizzazione, e perché è difficile
L’anonimizzazione è il processo con cui si rimuovono da un insieme di dati tutte le informazioni che permettono di risalire all’identità di una persona. Il principio è semplice; l’applicazione, assai meno. La difficoltà nasce dal fatto che i dati, anche quando sembrano generici, tendono a diventare identificativi se combinati tra loro o con informazioni di contesto.

Nel caso delle query di ricerca, Sergei Vassilvitski, senior research director di Google, ha portato alcuni esempi concreti nel corso di un briefing organizzato da Google e a cui Linkiesta ha partecipato. Alcune persone aprono le loro ricerche scrivendo direttamente il proprio nome: «Mi chiamo [Nome Cognome] e voglio sapere…». Un comportamento meno raro di quanto si pensi. Altri usano Google come strumento di traduzione per comunicare con qualcuno che parla una lingua diversa, generando sequenze di domande che ricostruiscono una conversazione privata. Prese singolarmente, queste query sembrano innocue. Messe in fila, rivelano una persona specifica.

L’identificazione diventa ancora più precisa quando si aggiunge la localizzazione geografica.Vassilvitski ha citato il caso di qualcuno che cerca informazioni su una malattia cronica e sugli orari compatibili con il proprio lavoro, qualificandosi come parrucchiera in un’area rurale. In una piccola zona con pochi saloni, i candidati possibili si riducono a una manciata di persone. Senza bisogno di nome e cognome, l’identità emerge.

Su questo terreno si è mosso anche Łukasz Olejnik, ricercatore indipendente affiliato al King’s College di Londra, che in un’analisi pubblicata ad aprile ha definito la proposta della Commissione uno dei maggiori rischi per la riservatezza e la sicurezza nazionale in Europa degli ultimi decenni. Il criterio di soglia previsto – più di 50.000 utenti registrati nell’arco di tredici mesi – è talmente basso, ha scritto, da lasciare passare una quantità enorme di termini sensibili: sintomi medici, nomi locali, farmaci. Filtrerebbe solo ciò che è assolutamente unico.

Non è una questione di tempo
Google non chiede semplicemente più tempo. Il punto, come ha spiegato Vassilvitski nel briefing, è di metodo: le misure preliminari della Commissione sono uscite intorno alla metà di aprile, il periodo di consultazione pubblica è durato due sole settimane, e la decisione finale è attesa entro la fine di luglio. Un calendario stretto per problemi che sono, come ha detto lo stesso esperto, «al limite della ricerca attuale». Quello che si chiede è un confronto aperto, con esperti di anonimizzazione e riservatezza esterni all’industria, capaci di raggiungere un consenso condiviso su cosa significhi davvero rendere anonimi questi dati. Molti di questi esperti, ha aggiunto, non sapevano nemmeno che il procedimento fosse in corso, e quando lo hanno scoperto avevano già pochissimo tempo per rispondere.

Non è una posizione isolata. Il think tank ECIPE e l’Information Technology and Innovation Foundation hanno entrambi prodotto analisi critiche delle misure proposte. La fondazione, in un commento formale alla Commissione dello scorso maggio, ha sostenuto che le misure vanno ben al di là di quanto necessario, con effetti negativi sulla riservatezza degli utenti, sugli incentivi all’innovazione e sulla praticabilità commerciale dell’intero sistema.

L’altro fronte: Android e gli assistenti artificiali
Le divergenze con la Commissione non si esauriscono sulla ricerca. Un secondo procedimento, ai sensi dell’articolo 6, comma 7 del Dma, riguarda Android e impone a Google di garantire agli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti lo stesso accesso alle funzionalità di sistema di cui gode Gemini, il proprio assistente. In concreto: accesso al microfono, alla fotocamera, al contenuto dello schermo, ai comandi vocali, ai sensori, alle impostazioni del dispositivo, all’esecuzione in background.

Dal punto di vista ingegneristico, spiega Google, si tratta di un livello di integrazione profondissimo, sviluppato con anni di lavoro e test di sicurezza specifici. Un agente di intelligenza artificiale che opera a livello di sistema non funziona come un normale assistente testuale: deve interpretare lo schermo in tempo reale, eseguire comandi, operare in ambienti variabili. Aprire queste interfacce indiscriminatamente, senza una validazione rigorosa, aumenta la superficie di attacco. L’esempio che circola nel dibattito è quello di Samsung, che ha integrato Perplexity su alcuni suoi dispositivi Android dopo un lungo lavoro di ingegneria della sicurezza dedicato: la prova che si può fare, ma non per decreto e non in poche settimane.

La revisione del Dma e le tensioni con le grandi piattaforme
Il Dma è entrato in vigore nel maggio del 2023 e si applica a un gruppo ristretto di grandi operatori digitali – Google, Apple, Meta, Amazon, ByteDance – classificati come gatekeeper, cioè controllori di infrastrutture digitali essenziali. La prima revisione formale del regolamento, pubblicata dalla Commissione lo scorso aprile aprile, lo ha dichiarato ancora valido nei suoi obiettivi. I risultati concreti per i cittadini ci sono – schermate di scelta per i browser, possibilità di installare app da fonti alternative, maggiore controllo sui dati – ma l’enforcement è stato lento e politicamente complicato.

L’anno scorso Apple è stata multata per 500 milioni di euro e Meta per 200 milioni, entrambe per violazioni del Dka. Molti osservatori hanno giudicato le cifre troppo basse, e si è diffusa l’ipotesi che Bruxelles stesse calibrando le sanzioni per non inasprire le tensioni commerciali con Washington, dove l’amministrazione Trump aveva minacciato ritorsioni contro le aziende europee che colpissero i colossi tecnologici americani. La Commissione ha smentito ogni condizionamento.

Ora tocca a Google. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, citando fonti interne alla Commissione, è in arrivo una sanzione nell’ordine delle centinaia di milioni di euro per il caso di auto-preferenziamento nei risultati di ricerca. Sarebbe la multa più alta mai inflitta sotto il Dma. Google si è già difesa in anticipo: le modifiche apportate alla ricerca in ossequio al regolamento europeo rappresentano, secondo un suo portavoce, «il peggioramento più grave nella storia del prodotto».

La dimensione geopolitica
Sullo sfondo di questa vicenda si staglia una tensione più ampia, che va oltre il diritto della concorrenza. Il Dma era stato concepito come uno strumento veloce, capace di imporre compliance rapida senza i tempi biblici dell’antitrust tradizionale. In parte lo è stato. Ma la sovrapposizione tra regolazione digitale europea e guerra commerciale transatlantica ha cambiato il contesto: ogni multa è diventata un potenziale casus belli, ogni procedimento un terreno su cui si misurano i rapporti di forza tra Bruxelles e Washington.

In questo scenario, Google critica la Commissione europea di non ascoltare. A niente è servito, dicono, inviare alcuni esperti di sicurezza Android per presentare all’esecutivo prove concrete di come certi obblighi possano consentire l’uso di spyware, registrazione audio e furto di foto. Il tutto, aggiungono, mentre il Parlamento europeo discute pubblicamente su come difendersi da sofisticati rischi informatici potenziati dall’intelligenza artificiale (come Mythos di Anthropic), e il ramo normativo della Commissione europea che si occupa esclusivamente di concorrenza a Bruxelles (Dg Comp) sembra intenzionata a smantellare attivamente la sicurezza di base destinata a fermarli. La decisione finale è attesa per fine luglio.

L'articolo Che cos’è l’anonimizzazione e perché è al centro dello scontro tra Google e l’Europa proviene da Linkiesta.it.

Google Admits to Using Content from Publishers Who Opt Out to Train its Search AI

8 May 2025 at 18:51
Google AIby Willow Tohi | Natural News Google confirmed it uses web content to train AI-powered search features (e.g., Gemini) even when publishers opt out, as its search division operates under different rules than general AI training policies. To fully block AI training, publishers must opt out of Google Search indexing via robots.txt. But this renders their content invisible in search results, harming traffic and ad revenue. The Justice Department proposes drastic measures, including forcing Google to divest Chrome, end default-search payments, and share search/AI data with competitors to curb dominance. Publishers and authors accuse Google and OpenAI of exploiting copyrighted […]

AI Takeover: Google’s AI Search Overhaul Decimates Website Traffic

11 April 2025 at 00:12
by Willow Tohi | Natural News Google’s AI-powered search results (AI Overviews) have drastically reduced traffic to independent websites, with some publishers seeing drops of 70% or more. Small businesses, like DIY site Charleston Crafted, report revenue losses in the tens of thousands. AI Overviews display summarized answers directly on Google, reducing the need for users to visit source websites. Publishers note fewer click-throughs, cutting into ad revenue and sales, forcing some businesses to shut down. Google claims traffic fluctuations stem from multiple factors, not just AI, but publishers counter with data showing declines correlate with AI Overviews’ rollout. Concerns […]

Catastrophists versus accelerationists: Will AI destroy the world or save it?

Eliezer Yudkowsky, 46, and Nate Soares, 37, are convinced that if artificial intelligence (AI) systems continue to improve, they will eventually surpass human capabilities. And when that happens, humanity will go extinct. They argue this could occur in a matter of months or within a decade. The title of their latest book is blunt: If Anyone Builds It, Everyone Dies: Why Superhuman AI Would Kill Us All (Little, Brown & Co).

Seguir leyendo

BigDog, a quadrupedal walking robot designed for military use by Boston Dynamics and Foster-Miller.

Generational rejection of AI? Why are university students booing big tech at graduation ceremonies?

19 May 2026 at 12:44

“The rise of AI is the next industrial revolution,” Gloria Caulfield, a real estate executive, told recent graduates of arts, humanities, and communication at the University of Central Florida. The response? A chorus of boos. Caulfield turned to the organizers: “What happened?” she asked. She looked back at the young people in the audience: “Ok, I’ve struck a chord, may I finish?” And she continued: “Only a few years ago, AI wasn’t a factor in our lives,” she added. And then they applauded, and Caulfield smiled with relief. The video of her bewilderment went viral.

Seguir leyendo

© SHAHAR AZRAN

Former Google CEO Eric Schmidt.

Dancing cows and tigers hatching from eggs: The impact of AI-generated videos on children

12 May 2026 at 12:43

YouTube, TikTok, and Instagram are facing a flood of AI-generated content aimed at children. It’s easy and quick to create, and production is rampant. But it has the inherent flaws of AI-generated video: visual inconsistencies, narrative gaps, and a lack of realism. While it’s still too early for comprehensive studies, experts have already raised concerns about the impact of these videos on children’s cognitive development.

Seguir leyendo

Images generated by artificial intelligence posted on social media.

What’s the best way to talk about health with chatbots?

25 April 2026 at 05:00

In 2021, Miriam González, a 35-year-old from Murcia, Spain, went to the doctor because she was bleeding from her breast. She was told to relax: everything was normal. But in 2024, she was diagnosed with breast cancer. And, shortly afterward, she discovered it was metastatic, at stage four.

Seguir leyendo

Miriam González, an engineer who has used AI for medical consultations, in an image provided by her.
❌