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How Hoyt Richards, the world’s best-paid male supermodel, was abducted by a brain-washing cult

12 June 2026 at 19:16

Glamorama, the fourth novel by Bret Easton Ellis, arrived to U.S. bookstores just in time for Christmas 1998. The book tells the story of Victor Ward, a young, attractive model who becomes involved in an international terrorist group. To critics, Glamorama seemed delirious. To Ellis, it was a satire of ‘90s society, obsessed with consumerism, brands and success. During the same era, Hoyt Richards, who is considered the first male supermodel, was immersed in his own thriller rife with conspiracy and paranoia. At 36 years of age, he was a fashion legend. He had worked for the best designers, walked runways around the world, and earned millions. What no one knew is that he was also trying to escape from an exclusive sect for the hot and rich.

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© Fairchild Archive (Penske Media via Getty Images)

Hoyt Richards poses for the fall 1990 Polo Ralph Lauren collection.

Hoyt Richards, cómo el supermodelo mejor pagado del mundo fue abducido por una secta que lavaba el cerebro a los guapos

12 June 2026 at 04:30

Glamourama, la cuarta novela de Bret Easton Ellis, llegó a las librerías estadounidenses a tiempo para las Navidades de 1998. El libro cuenta la historia de Victor Ward, un modelo joven y atractivo que se ve envuelto en una banda de terroristas internacionales. Para la crítica, Glamourama era un delirio. Para Ellis, era una sátira de la sociedad de los noventa, obsesionada con el consumo, las marcas y el éxito. En esa misma época, Hoyt Richards, considerado como el primer supermodelo masculino, estaba sumido en su propio thriller conspiranoico. A sus 36 años, era una leyenda de la moda. Había trabajado para los mejores diseñadores, había desfilado por todo el mundo y había ganado millones. Lo que nadie sabía es que estaba intentando escapar de una secta solo para ricos y guapos.

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© Fairchild Archive (Penske Media via Getty Images)

Hoyt Richards posa para la colección de otoño de Polo Ralph Lauren de 1990.

Fátima Fernandes recandidata à concelhia do PS

VTM

A socialista recandidata-se à concelhia depois de vencer em 2024 liderando a lista única a sufrágio, com a moção “Juntos com Confiança”. No triunfo do passado sufrágio, Fátima Fernandes obteve perto de 95% dos votos, com 121 votos e 7 em branco.

Em declarações à Rádio Montalegre, Fátima Fernandes assume que o PS tem respondido bem aos desafios que se apresentam, contribuindo para a “afirmação politica” do concelho, havendo projetos para o território que quer ainda defender.

Em 2024, a votação foi, de acordo com o próprio partido, “muito participada” e no mesmo ato, foi eleita a estrutura concelhia das Mulheres Socialistas, com Ana Isabel Dias a liderar, que também volta a recandidatar-se para este cargo.

A secção do PS de Montalegre é a segunda maior do distrito, a seguir a Vila Real, com 190 militantes. As eleições para a concelhia acontecem a 19 de junho, podendo os militantes votarem na sede do partido, em Montalegre, entre as 18 horas e as 22 horas.

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“Guerra Usa-Iran, Trump non può esagerare con gli attacchi: un’escalation manderebbe in cortocircuito l’economia globale”

11 June 2026 at 16:54

Hormuz chiuso e lo spettro atomico: l’intervista a Federico Petroni sullo scontro Washington-Teheran

Mentre la tensione sul terreno non accenna a placarsi e i canali diplomatici restano faticosamente aperti, il confronto tra Washington e Teheran entra in una fase cruciale, sospesa tra il test delle rispettive “linee rosse” e la ricerca di una via d’uscita.

Sullo sfondo, i bombardamenti sulle infrastrutture civili, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le indiscrezioni sul possibile ricorso ad armi nucleari tattiche sollevano interrogativi drammatici: siamo di fronte a una reale prova di forza o al sintomo di una profonda frustrazione geopolitica da parte di una Casa Bianca incapace di raggiungere i propri obiettivi? E quale ruolo giocano le irrisolte preoccupazioni di sicurezza di Israele nella tenuta di un eventuale accordo?

A fare chiarezza è Federico Petroni, analista geopolitico di Limes, che ad Affaritaliani analizza i nodi più caldi dello scontro e le sue possibili evoluzioni: “Siamo proprio in un momento in cui si testano queste linee rosse. È ovvio che però gli Stati Uniti finora non sembrano in grado di volere o poterle superare, anche perché la risposta dell’Iran potrebbe essere altrettanto catastrofica”.

Nuovi bombardamenti in Iran, ma i colloqui continuano: qual è la linea rossa che Trump non può superare?

“Al momento non ci sono particolari linee rosse, se non quelle ovvie: l’opzione nucleare e gli attacchi alle infrastrutture civili vitali, come la rete elettrica o gli impianti idrici. Tuttavia, i recenti raid contro una di queste strutture sembrano un chiaro messaggio inviato a Teheran per dimostrare che Washington è pronta a valicare quel limite. Inoltre, secondo fonti non confermate, Trump avrebbe sollevato l’ipotesi di utilizzare armi atomiche di basso calibro contro i siti nucleari iraniani, un’indiscrezione che avrebbe suscitato un enorme scandalo nel suo stesso gabinetto.

Siamo in una fase di test reciproco dei limiti. Finora, però, gli Stati Uniti non sembrano avere la forza o la reale volontà di superare queste linee rosse, anche perché la controrisposta iraniana sarebbe catastrofica. Teheran ha finora risposto in modo simmetrico, colpendo le infrastrutture petrolifere e gasiere del Golfo. Un’escalation di questi contrattacchi manderebbe in cortocircuito l’economia globale, traducendosi in un disastro economico anche per gli Stati Uniti”.

Se ci sarà un accordo tra Washington e Teheran, chi ne uscirà vincitore? E quanto potrà durare?

“Temo che un eventuale accordo difficilmente avrebbe vita lunga, a meno che non si riescano a risolvere le preoccupazioni di Israele, che rimangono il nodo fondamentale. Poiché questa guerra all’Iran non ha dato i risultati sperati da Washington e Gerusalemme, il rischio che tra qualche anno Israele si senta talmente poco sicuro da dover riavviare questo tipo di operazioni militari è concreto.

Fondamentalmente, il governo Netanyahu mirava a rovesciare il regime iraniano per poter sbandierare questa vittoria in patria e dichiarare concluso il conflitto. Non essendoci riuscito, lo scenario resta di forte instabilità. Quanto a chi ne uscirà vincitore, è chiaro che gli Stati Uniti non hanno centrato nessuno dei propri obiettivi, anzi hanno peggiorato il quadro geopolitico. L’Iran, dal canto suo, ne esce indubbiamente indebolito per aver perso parte della sua leadership e per l’aggravarsi del soffocamento economico; d’altro modo, però, ne risulta rafforzato, essendo sopravvissuto a una guerra aperta che nessuno, prima d’ora, aveva mai osato muovergli contro”.

L’Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz: che segnale sta mandando a Trump e al mondo? È un punto di non ritorno nel conflitto?

“Teheran ha bloccato Hormuz perché gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare per pura frustrazione. I recenti attacchi americani non sono altro che il sintomo di una crisi di nervi. Di fronte a un Iran che si sente vincitore e che quindi respinge ogni richiesta della Casa Bianca, gli statunitensi hanno pochissime carte da giocare. Si illudono che qualche campagna di bombardamento possa ammorbidire la posizione iraniana, ma penso che non ci credano fino in fondo nemmeno loro. Per questo la definisco un’operazione dettata dalla frustrazione”.

Una tregua è ancora lontana?

“Gli Stati Uniti hanno ampiamente dimostrato di non avere né la forza né la volontà di andare fino in fondo, ovvero di intensificare sensibilmente le operazioni militari. Questo accade anche perché Washington non ha una visione chiara di cosa vuole ottenere da un conflitto avviato per ragioni che hanno pochissimo a che fare con i reali interessi strategici americani.

Allo stesso tempo, però, la Casa Bianca non può fare marcia indietro senza rimediare un gravissimo danno d’immagine. Ritirarsi significherebbe ammettere non solo di aver perso la guerra, ma anche di aver ceduto il controllo di uno stretto marittimo vitale, un passaggio chiave per chiunque voglia continuare a definirsi la prima potenza del pianeta. A un certo punto Trump potrebbe anche stufarsi e decidere di abbandonare il campo, ma finora non lo ha fatto proprio perché è consapevole dell’altissimo prezzo reputazionale che pagherebbe in prima persona”.

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Reafirman en México solidaridad con instituciones y pueblo de Cuba

10 June 2026 at 22:29

Ciudad de México, 10 jun (Prensa Latina) El mexicano Colectivo Solidaridad Militante Va por Cuba expresó su apoyo a instituciones y al pueblo de la isla, que continúa resistiendo hoy “las consecuencias de una política de asfixia económica” diseñada por Estados Unidos.

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Radioagência é finalista em concurso Dom Phillips e Bruno Pereira

10 June 2026 at 22:24

Logo Agência Brasil

O podcast Crianças Sabidas – Série Trilhinhas Amazônicas, da Radioagência Nacional, está entre os finalistas do Concurso Dom Phillips e Bruno Pereira de Jornalismo e Comunicação em Defesa do Meio Ambiente e Direito dos Povos Indígenas e Comunidades Tradicionais.

O anúncio foi feito nesta terça-feira (9) e a solenidade de entrega dos prêmios aos vencedores e reconhecimentos aos finalistas será nesta quinta-feira (11), no Itamaraty, em Brasília (DF).

Notícias relacionadas:

O podcast concorreu na categoria Iniciativa de educação midiática envolvendo a proteção do meio ambiente, povos indígenas ou comunidades tradicionais.

Em linguagem acessível voltada para as crianças, a produção explora a importância da Amazônia como reguladora do clima global, destacando a crise climática que já impacta diretamente a região, além de assuntos que estiveram em destaque durante a Conferência das Nações Unidas sobre as Mudanças Climáticas (COP30), que foi realizada em Belém (PA) no ano passado.

O podcast é baseado na série Trilhas Amazônicas, do jornalista Rafael Cardoso e da fotojornalista Tânia Rêgo. O trabalho foi primeiramente adaptado como podcast, na série também chamada Trilhas Amazônicas, com sete episódios, e depois adaptado para o selo infantil da Radioagência Nacional

Roteiro, apresentação e montagem são de Akemi Nitahara, com edição de Beatriz Arcoverde e participação, na apresentação, de Maria Eduarda Arcoverde, de 10 anos; e de Caetano Faria, de 12 anos.

“Fiquei muito feliz com a indicação como finalista. Isso mostra a qualidade do trabalho que fazemos com os podcasts da Radioagência Nacional. Tanto o tema do prêmio, em  defesa do meio ambiente e dos povos tradicionais e a justa homenagem a Dom e Bruno, como a categoria de educação midiática, se encaixam perfeitamente no que pretendemos alcançar com o Crianças Sabidas: um jornalismo público de qualidade e comprometido com a sociedade, em especial que envolva a infância nos grandes temas do país”, comenta Akemi Nitahara.

Para a diretora de Jornalismo da Empresa Brasil de Comunicação (EBC), a presença da Radioagência Nacional entre os finalistas do prêmio consolida o papel da comunicação pública no debate de temas estratégicos para o país, como as agendas socioambientais e a valorização das comunidades tradicionais.

“Esse resultado é fruto direto do compromisso técnico e da sensibilidade das nossas equipes, que conseguem transformar informação de interesse público em conteúdos de alto impacto e relevância social”, avalia a diretora de Jornalismo da EBC, Myrian Pereira. “Mais do que celebrar o reconhecimento, parabenizo os profissionais por garantirem um jornalismo que dá visibilidade e voz às causas que realmente importam para o Brasil”, destaca.

Produções classificadas

Outras produções da EBC foram classificadas no certame, em aderência aos princípios do edital, que envolvem relevância social e impacto na defesa de direitos, qualidade técnica e profissional, contribuição para o enfrentamento da desinformação e esforço de disseminação de conteúdo íntegro.

Na categoria Iniciativas de fotojornalismo, ilustração, charge, cartum, quadrinhos ou grafite, a fotojornalista Tânia Rego foi classificada com as fotografias de Vilma Savala, rezadeira na Retomada Guapo’y Mirin Tujury; e do também rezador Adilino Gomes. As imagens integram a reportagem Áreas de retomada guarani em MS enfrentam dificuldades e violência, da Agência Brasil.

Na categoria Reportagem audiovisual sobre proteção ao meio ambiente, povos indígenas ou comunidades tradicionais, a EBC foi classificada com duas edições do Caminhos da Reportagem, atração da TV BrasilApyterewa, tempo de reocupar, da repórter Ana Passos; e Expedição Ituxi, a Amazônia que sobrevive, da repórter Flávia Grossi.

Na mesma categoria, também foi classificado o conteúdo especial em formato podcast Identidade Ancestral, da Rádio Nacional da Amazônia. Os episódios tiveram produção, entrevistas, roteiro e edição de Nathália Mendes, sonoplastia de Messias Melo e trilha sonora por Marcus Viana.

O programa Tarde Nacional, da mesma emissora, foi classificado ainda com dois produtos jornalísticos: Quase metade dos indígenas brasileiros não tem acesso à água potável, segundo IBGE e O crime organizado e delitos ambientais na Amazônia, ambos com apresentação de Juliana Maya e produção Roberta Timponi.

Sobre o concurso

O Concurso Dom Phillips e Bruno Pereira de Jornalismo e Comunicação em Defesa do Meio Ambiente e Direito dos Povos Indígenas e Comunidades Tradicionais é coordenado pela Secretaria de Comunicação Social da Presidência da República (Secom/PR), por meio da Secretaria de Políticas Digitais (SPDigi).

O Fundo de Direitos Difusos do Ministério da Justiça e Segurança Pública (MJSP) financia o certame.

Os ministérios dos Povos Indígenas, dos Direitos Humanos e da Cidadania e das Relações Exteriores atuam em parceria na iniciativa. A Organização das Nações Unidas para a Educação, a Ciência e a Cultura (Unesco) apoia o projeto.

Será destinado o total de R$ 300 mil para os cinco melhores classificados de cada uma das seis categorias. Os primeiros colocados receberão R$ 30 mil, enquanto os segundos e terceiros lugares receberão R$ 15 mil e R$ 5 mil, respectivamente. 

Uma comissão julgadora especializada avaliou os trabalhos inscritos de acordo com os critérios de qualidade técnica, relevância social e impacto da informação, conforme o edital. O grupo de jurados foi composto por jornalistas renomados, especialistas em meio ambiente, lideranças indígenas e representantes de comunidades tradicionais. 

A premiação tem o objetivo de reconhecer trabalhos de jornalismo investigativo, comunicação popular e educação midiática em âmbito nacional, buscando fortalecer a rede de proteção a comunicadores e defensores de direitos humanos.

O edital foi ancorado em um compromisso internacional de reparação, fundamentado no Plano de Ação para o cumprimento das Medidas Cautelares 449-22, estabelecidas pela Comissão Interamericana de Direitos Humanos (CIDH) em resposta aos assassinatos do jornalista britânico Dom Phillips e do indigenista Bruno Pereira, ocorridos em junho de 2022, no Vale do Javari.

Radioagência é finalista em concurso Dom Phillips e Bruno Pereira

10 June 2026 at 22:24

Logo Agência Brasil

O podcast Crianças Sabidas – Série Trilhinhas Amazônicas, da Radioagência Nacional, está entre os finalistas do Concurso Dom Phillips e Bruno Pereira de Jornalismo e Comunicação em Defesa do Meio Ambiente e Direito dos Povos Indígenas e Comunidades Tradicionais.

O anúncio foi feito nesta terça-feira (9) e a solenidade de entrega dos prêmios aos vencedores e reconhecimentos aos finalistas será nesta quinta-feira (11), no Itamaraty, em Brasília (DF).

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O podcast concorreu na categoria Iniciativa de educação midiática envolvendo a proteção do meio ambiente, povos indígenas ou comunidades tradicionais.

Em linguagem acessível voltada para as crianças, a produção explora a importância da Amazônia como reguladora do clima global, destacando a crise climática que já impacta diretamente a região, além de assuntos que estiveram em destaque durante a Conferência das Nações Unidas sobre as Mudanças Climáticas (COP30), que foi realizada em Belém (PA) no ano passado.

O podcast é baseado na série Trilhas Amazônicas, do jornalista Rafael Cardoso e da fotojornalista Tânia Rêgo. O trabalho foi primeiramente adaptado como podcast, na série também chamada Trilhas Amazônicas, com sete episódios, e depois adaptado para o selo infantil da Radioagência Nacional

Roteiro, apresentação e montagem são de Akemi Nitahara, com edição de Beatriz Arcoverde e participação, na apresentação, de Maria Eduarda Arcoverde, de 10 anos; e de Caetano Faria, de 12 anos.

“Fiquei muito feliz com a indicação como finalista. Isso mostra a qualidade do trabalho que fazemos com os podcasts da Radioagência Nacional. Tanto o tema do prêmio, em  defesa do meio ambiente e dos povos tradicionais e a justa homenagem a Dom e Bruno, como a categoria de educação midiática, se encaixam perfeitamente no que pretendemos alcançar com o Crianças Sabidas: um jornalismo público de qualidade e comprometido com a sociedade, em especial que envolva a infância nos grandes temas do país”, comenta Akemi Nitahara.

Para a diretora de Jornalismo da Empresa Brasil de Comunicação (EBC), a presença da Radioagência Nacional entre os finalistas do prêmio consolida o papel da comunicação pública no debate de temas estratégicos para o país, como as agendas socioambientais e a valorização das comunidades tradicionais.

“Esse resultado é fruto direto do compromisso técnico e da sensibilidade das nossas equipes, que conseguem transformar informação de interesse público em conteúdos de alto impacto e relevância social”, avalia a diretora de Jornalismo da EBC, Myrian Pereira. “Mais do que celebrar o reconhecimento, parabenizo os profissionais por garantirem um jornalismo que dá visibilidade e voz às causas que realmente importam para o Brasil”, destaca.

Produções classificadas

Outras produções da EBC foram classificadas no certame, em aderência aos princípios do edital, que envolvem relevância social e impacto na defesa de direitos, qualidade técnica e profissional, contribuição para o enfrentamento da desinformação e esforço de disseminação de conteúdo íntegro.

Na categoria Iniciativas de fotojornalismo, ilustração, charge, cartum, quadrinhos ou grafite, a fotojornalista Tânia Rego foi classificada com as fotografias de Vilma Savala, rezadeira na Retomada Guapo’y Mirin Tujury; e do também rezador Adilino Gomes. As imagens integram a reportagem Áreas de retomada guarani em MS enfrentam dificuldades e violência, da Agência Brasil.

Na categoria Reportagem audiovisual sobre proteção ao meio ambiente, povos indígenas ou comunidades tradicionais, a EBC foi classificada com duas edições do Caminhos da Reportagem, atração da TV BrasilApyterewa, tempo de reocupar, da repórter Ana Passos; e Expedição Ituxi, a Amazônia que sobrevive, da repórter Flávia Grossi.

Na mesma categoria, também foi classificado o conteúdo especial em formato podcast Identidade Ancestral, da Rádio Nacional da Amazônia. Os episódios tiveram produção, entrevistas, roteiro e edição de Nathália Mendes, sonoplastia de Messias Melo e trilha sonora por Marcus Viana.

O programa Tarde Nacional, da mesma emissora, foi classificado ainda com dois produtos jornalísticos: Quase metade dos indígenas brasileiros não tem acesso à água potável, segundo IBGE e O crime organizado e delitos ambientais na Amazônia, ambos com apresentação de Juliana Maya e produção Roberta Timponi.

Sobre o concurso

O Concurso Dom Phillips e Bruno Pereira de Jornalismo e Comunicação em Defesa do Meio Ambiente e Direito dos Povos Indígenas e Comunidades Tradicionais é coordenado pela Secretaria de Comunicação Social da Presidência da República (Secom/PR), por meio da Secretaria de Políticas Digitais (SPDigi).

O Fundo de Direitos Difusos do Ministério da Justiça e Segurança Pública (MJSP) financia o certame.

Os ministérios dos Povos Indígenas, dos Direitos Humanos e da Cidadania e das Relações Exteriores atuam em parceria na iniciativa. A Organização das Nações Unidas para a Educação, a Ciência e a Cultura (Unesco) apoia o projeto.

Será destinado o total de R$ 300 mil para os cinco melhores classificados de cada uma das seis categorias. Os primeiros colocados receberão R$ 30 mil, enquanto os segundos e terceiros lugares receberão R$ 15 mil e R$ 5 mil, respectivamente. 

Uma comissão julgadora especializada avaliou os trabalhos inscritos de acordo com os critérios de qualidade técnica, relevância social e impacto da informação, conforme o edital. O grupo de jurados foi composto por jornalistas renomados, especialistas em meio ambiente, lideranças indígenas e representantes de comunidades tradicionais. 

A premiação tem o objetivo de reconhecer trabalhos de jornalismo investigativo, comunicação popular e educação midiática em âmbito nacional, buscando fortalecer a rede de proteção a comunicadores e defensores de direitos humanos.

O edital foi ancorado em um compromisso internacional de reparação, fundamentado no Plano de Ação para o cumprimento das Medidas Cautelares 449-22, estabelecidas pela Comissão Interamericana de Direitos Humanos (CIDH) em resposta aos assassinatos do jornalista britânico Dom Phillips e do indigenista Bruno Pereira, ocorridos em junho de 2022, no Vale do Javari.

Só uma em cada três casas em Portugal custa menos de 300 mil euros

O mercado imobiliário em Portugal continua a mostrar alguns sinais preocupantes e de acordo com dados da plataforma “idealista”, revelados esta terça-feira, o stock de casas acessíveis caiu 31% no primeiro trimestre do ano.

Numa análise ao mercado de compra em Portugal que quantifica, a plataforma destaca que encontrar uma casa abaixo dos 300 mil euros no mercado é cada vez mais difícil.

“No primeiro trimestre de 2026, apenas uma em cada três casas à venda custava menos de 300.000 euros — e o stock nessa faixa caiu 31% num só ano. Ao mesmo tempo, a procura nesse segmento mantém-se a mais elevada de todo o mercado”, destaca esta análise.

Os dados do idealista revelam que a oferta total de casas à venda caiu 19% no primeiro trimestre de 2026 e que 44% das casas à venda no mercado custam entre 300 mil euros e 600 mil euros.

No que diz respeito à oferta do mercado imobiliário nas grandes cidades, o idealista destaca que no Porto, 45% da oferta já está acima dos 600 mil euros e em Lisboa, Funchal e Faro, menos de 15% das casas à venda ficam abaixo dos 300 mil euros. Outro dado apurado é que a procura no segmento entre 300.000 e 600.000 euros cresceu mais de 30%.

Drone revela dimensão do público que Parada LGBT+ arrastou na Avenida Paulista; evento celebra 30 anos

8 June 2026 at 02:03

A 30ª Parada do Orgulho LGBT+ transformou a Avenida Paulista em um corredor de diversidade, cidadania e representatividade. Imagens registradas por drone no domingo (07/06) revelaram a dimensão do evento, que reuniu milhares de pessoas ao longo da principal via da capital paulista e consolidou mais uma edição histórica da mobilização.

Os registros feitos do alto destacaram um extenso mar de pessoas distribuído pela Avenida Paulista e por vias adjacentes. As imagens evidenciaram a força da manifestação e dimensionaram o alcance de um dos maiores eventos de diversidade do mundo.

Milhares de participantes acompanharam os trios elétricos, apresentações artísticas e manifestações culturais que integraram a programação. Bandeiras coloridas, fantasias e cartazes ocuparam o cenário e reforçaram a atmosfera de celebração e defesa de direitos.

A edição comemorativa de 30 anos adotou o tema “A rua convoca, a urna confirma”, com destaque para a importância da mobilização social e da participação política na construção da igualdade, da inclusão e da cidadania.

Lideranças políticas, ativistas, artistas e representantes de movimentos sociais participaram da Parada, que reafirmou seu papel como um dos principais eventos de visibilidade da população LGBTQIA+ no Brasil e no mundo. As imagens aéreas registraram a dimensão da mobilização e a permanência de uma manifestação que segue capaz de reunir multidões três décadas após sua criação.

Vídeo: Vídeo: @wfvilas | @myhoodbr

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Parada do Orgulho LGBT+ leva cores e vibração à Avenida Paulista

Logo Agência Brasil

No ano em que está celebrando 30 anos de existência, a Parada do Orgulho LGBT+ trouxe para as ruas muitas cores, muita vibração, muitas fantasias e muita bateção de leques. Enquanto as atrações dos trios elétricos ainda não tinham começado, o público se divertia tirando fotos com as diversas drags queens que passaram pela Avenida Paulista.

Uma que atendeu a diversos pedidos de fotos foi a DragZonna. “A Parada é uma representação importante”, disse ela. “Queremos mostrar nossa resistência e nossa força criativa para esse mundo porque só queremos alegria e colorido. Nosso movimento e nossa existência sempre estão ameaçados e podemos ser pegos de surpresa a qualquer momento para perder nossos direitos. Sempre estão à espreita e precisamos nos juntar para escolhermos boas pessoas que nos representem bem nesse Congresso e nesse governo”.

Notícias relacionadas:

Outra personagem muito requisitada para fotos durante a festa foi cachorra Mel Radical, que vestia óculos, uma roupa toda colorida e um par de asas. Sua dona, a recepcionista Rafaela Fernandes, 33 anos, diz que sempre a traz na Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo.
São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participam da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participam da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil
A cachorrinha Mel Radical vai à parada desde 2019, acompanhada de sua dona. FotoElaine Cruz/Agência Brasil

“Ela vem na Parada desde 2019 porque ela representa amor e toda essa vibração de respeito, independente de sexo ou religião. Já eu venho na Parada porque quero demonstrar meu respeito por toda essa comunidade LGBTQIA+. Amo as drags, amo os gays. E estas são as pessoas que mais me respeitam mesmo eu não sendo dessa comunidade. Por isso temos que votar com muita consciência e segurança e pensar nisso muito bem porque essas pessoas podem ser muito prejudicadas dependendo em quem a gente votar”, disse ela.

Neste ano, a Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo se manifesta com 14 trios elétricos, contando com a presença de artistas como Pabllo Vittar, Urias, Gloria Groove, Pepita, Diego Martins, Jup do Bairro, Melody, MC Soffia, Isma, Katy da Voz e As Abusadas, MC Trans, Zumbicore e Thiago Pantaleão, além da ministra dos Direitos Humanos e da Cidadania, Janine Mello. A Parada tem início na Avenida Paulista, mas seguirá em caminhada até a Praça da República.

Urna gigante

São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil
Chamada de Votinho, a urna foi colocada em um ponto de destaque na Avenida Paulista chamando a atenção para a importância do voto. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil

A parada também levou para as ruas de São Paulo uma imensa urna para alertar sobre a importância do voto. Chamada de Votinho, a urna foi colocada em um ponto de destaque na Avenida Paulista chamando a atenção para o tema do evento neste ano - 30 Anos Parada SP: A rua convoca, a urna confirma.

E para marcar esse debate, os participantes da Parada levaram para as ruas não só as cores do arco-íris, símbolo do movimento, como também as cores da bandeira brasileira. Houve até quem se vestiu como presidente da República para reforçar o voto como fundamental para as lutas LGBT+.

Esse foi o caso do assistente jurídico Wesley Araújo, 29 anos. De terno e com uma faixa presidencial, ele contou à reportagem da Agência Brasil que se vestiu dessa forma e com as cores da bandeira do país para “representar que nós também podemos chegar lá, na presidência”.

“Temos que pensar não só no presidente, mas em quem estamos elegendo para deputado ou vereadores porque o presidente sozinho não faz nada. A gente precisa pensar nisso tudo”, falou Araújo. “Estamos na rua para mostrar que nós existimos e resistimos também. A visibilidade é importante para mostrar que não estamos escondidos”.

Já o cuidador de idosos Maurício José de Santana, 61 anos, foi para a Avenida Paulista segurando uma bandeira do país e vestindo o uniforme da seleção brasileira de futebol.

“Estou aqui hoje para dar visibilidade e para o pessoal ver a importância que é uma militância LGBTQIA+. Vim assim para mostrar que o pessoal LGBT+ gosta de futebol, que amamos o Neymar e amamos a seleção brasileira”, afirmou.

Apesar da alegria pela seleção e pelo evento, Santana reforçou que se preocupa com os resultados das próximas eleições. “Essa Parada pode ser a última da nossa vida, dependendo do que vamos encontrar na eleição que está por vir. É preciso dar resistência e consciência para as pessoas para mostrar que não podemos perder essa luta e essa batalha. Foram 30 anos só de parada e essa é uma conquista imensa”, reforçou. “Votem conscientes porque o voto LGBTQIA+ é muito importante porque podemos não ter mais a Parada ou não sermos mais respeitados e termos garantidos os nossos direitos”.

Parada do Orgulho LGBT+ leva cores e vibração à Avenida Paulista

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No ano em que está celebrando 30 anos de existência, a Parada do Orgulho LGBT+ trouxe para as ruas muitas cores, muita vibração, muitas fantasias e muita bateção de leques. Enquanto as atrações dos trios elétricos ainda não tinham começado, o público se divertia tirando fotos com as diversas drags queens que passaram pela Avenida Paulista.

Uma que atendeu a diversos pedidos de fotos foi a DragZonna. “A Parada é uma representação importante”, disse ela. “Queremos mostrar nossa resistência e nossa força criativa para esse mundo porque só queremos alegria e colorido. Nosso movimento e nossa existência sempre estão ameaçados e podemos ser pegos de surpresa a qualquer momento para perder nossos direitos. Sempre estão à espreita e precisamos nos juntar para escolhermos boas pessoas que nos representem bem nesse Congresso e nesse governo”.

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São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participam da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participam da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil
A cachorrinha Mel Radical vai à parada desde 2019, acompanhada de sua dona. FotoElaine Cruz/Agência Brasil

“Ela vem na Parada desde 2019 porque ela representa amor e toda essa vibração de respeito, independente de sexo ou religião. Já eu venho na Parada porque quero demonstrar meu respeito por toda essa comunidade LGBTQIA+. Amo as drags, amo os gays. E estas são as pessoas que mais me respeitam mesmo eu não sendo dessa comunidade. Por isso temos que votar com muita consciência e segurança e pensar nisso muito bem porque essas pessoas podem ser muito prejudicadas dependendo em quem a gente votar”, disse ela.

Neste ano, a Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo se manifesta com 14 trios elétricos, contando com a presença de artistas como Pabllo Vittar, Urias, Gloria Groove, Pepita, Diego Martins, Jup do Bairro, Melody, MC Soffia, Isma, Katy da Voz e As Abusadas, MC Trans, Zumbicore e Thiago Pantaleão, além da ministra dos Direitos Humanos e da Cidadania, Janine Mello. A Parada tem início na Avenida Paulista, mas seguirá em caminhada até a Praça da República.

Urna gigante

São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil
Chamada de Votinho, a urna foi colocada em um ponto de destaque na Avenida Paulista chamando a atenção para a importância do voto. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil

A parada também levou para as ruas de São Paulo uma imensa urna para alertar sobre a importância do voto. Chamada de Votinho, a urna foi colocada em um ponto de destaque na Avenida Paulista chamando a atenção para o tema do evento neste ano - 30 Anos Parada SP: A rua convoca, a urna confirma.

E para marcar esse debate, os participantes da Parada levaram para as ruas não só as cores do arco-íris, símbolo do movimento, como também as cores da bandeira brasileira. Houve até quem se vestiu como presidente da República para reforçar o voto como fundamental para as lutas LGBT+.

Esse foi o caso do assistente jurídico Wesley Araújo, 29 anos. De terno e com uma faixa presidencial, ele contou à reportagem da Agência Brasil que se vestiu dessa forma e com as cores da bandeira do país para “representar que nós também podemos chegar lá, na presidência”.

“Temos que pensar não só no presidente, mas em quem estamos elegendo para deputado ou vereadores porque o presidente sozinho não faz nada. A gente precisa pensar nisso tudo”, falou Araújo. “Estamos na rua para mostrar que nós existimos e resistimos também. A visibilidade é importante para mostrar que não estamos escondidos”.

Já o cuidador de idosos Maurício José de Santana, 61 anos, foi para a Avenida Paulista segurando uma bandeira do país e vestindo o uniforme da seleção brasileira de futebol.

“Estou aqui hoje para dar visibilidade e para o pessoal ver a importância que é uma militância LGBTQIA+. Vim assim para mostrar que o pessoal LGBT+ gosta de futebol, que amamos o Neymar e amamos a seleção brasileira”, afirmou.

Apesar da alegria pela seleção e pelo evento, Santana reforçou que se preocupa com os resultados das próximas eleições. “Essa Parada pode ser a última da nossa vida, dependendo do que vamos encontrar na eleição que está por vir. É preciso dar resistência e consciência para as pessoas para mostrar que não podemos perder essa luta e essa batalha. Foram 30 anos só de parada e essa é uma conquista imensa”, reforçou. “Votem conscientes porque o voto LGBTQIA+ é muito importante porque podemos não ter mais a Parada ou não sermos mais respeitados e termos garantidos os nossos direitos”.

A 30ª Parada do Orgulho LGBT+ alerta sobre importância do voto

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Com uma imensa urna abraçando a Avenida Paulista e muita bateção de leques, a Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo acontece neste domingo (7) na Avenida Paulista reunindo uma multidão de pessoas. Completando 30 anos de existência, o evento adotou como tema neste ano 30 Anos Parada SP: A rua convoca, a urna confirma, propondo um debate sobre a importância do voto e da participação democrática na defesa dos direitos da população LGBT+.
São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil
Parada do Orgulho LGBT+, foto : Elaine Cruz/Agência Brasil

A primeira edição da Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo ocorreu em 1996, na Praça Roosevelt e, só no ano seguinte, passou a ocupar a Avenida Paulista, onde se consolidou. Desde então, a parada sempre levou para as ruas a discussão de temas fundamentais tais como o reconhecimento da união estável, o direito à identidade de gênero, a adoção por casais homoafetivos e a criminalização da LGBTfobia, entre outros. No ano passado, por exemplo, a discussão foi sobre o envelhecimento.

Notícias relacionadas:

Hoje é um marco para nós pois todos os direitos que hoje temos da população LGBT+ passaram aqui pela Avenida Paulista”,disse Matheus Emílio Pereira da Silva, diretor na Associação da Parada do Orgulho LGBT de São Paulo (APOLGBT-SP).

“Em 2005 tratamos sobre o direito à união estável e, uma década depois, isso foi reconhecido pelo STF [Supremo Tribunal Federal]. Já tratamos sobre a criminalização da LGBT fobia. Em 2006 trouxemos esse tema e, depois, o STF também veio a reconhecer isso equiparando a questão da LGBTfobia ao crime de racismo. Falamos sobre direitos da população trans, direito à doação de sangue, direito à adoção. Todos esses foram temas que, antes de estarem nos tribunais, passaram pela Avenida Paulista. Então, isso mostra a importância da Parada de São Paulo nessas três décadas de lutas”, reforçou Silva.

Apesar de muitas conquistas, o diretor da Parada SP reforça que ainda há um caminho a ser perseguido.

A gente precisa ainda de um compromisso do nosso Legislativo para assegurar esses direitos na letra da lei – e não apenas com decisões judiciais como nós temos atualmente, disse.

Por isso, neste ano, a Parada leva como tema as eleições. “É importante a gente falar sobre isso para conscientizar a nossa população, em especial as pessoas LGBT+, para

que elejam e para que votem em pessoas comprometidas com os direitos da população LGBT e com a sociedade como um todo, que não legislem para si só, mas sim para o povo”, afirmou Silva.

Menos patrocínio

Um pouco menor este ano por causa da diminuição de patrocínios, a ParadaSP vai às ruas com 14 trios elétricos, seguindo em desfile pela Avenida Paulista e pela Rua da Consolação, até chegar à Praça da República.

Segundo os organizadores do evento, houve uma redução de 60% na receita com patrocinadores neste ano, o que afetou não somente a organização da Parada, como também as ações sociais e culturais promovidas pela APOLGBT-SP. Com menos patrocínio, houve redução no número de trios elétricos que vão desfilar pela Avenida Paulista este ano: serão apenas 14, contra 17 que desfilaram no ano passado. Em 2023 a Parada chegou a desfilar com 19 trios elétricos.

Apesar disso, muita gente chegou cedo à Avenida Paulista para acompanhar o evento. A manifestação teve início às 10h de hoje e conta com a presença de artistas como Pabllo Vittar, Urias, Gloria Groove, Pepita, Diego Martins, Jup do Bairro, Melody, MC Soffia, Isma, Katy da Voz e As Abusadas, MC Trans, Zumbicore e Thiago Pantaleão, além da ministra dos Direitos Humanos e da Cidadania, Janine Mello.

“O Ministério dos Direitos Humanos tem marcado presença na Parada. A de São Paulo é a maior do mundo, então é uma alegria para a gente estar aqui. E neste ano o Ministério está com uma campanha, O Brasil é de Todas as Cores: Para Todas as Pessoas, e para a gente é importante lembrar e ressaltar junto à população brasileira sobre a necessidade da garantia dos direitos da população LGBT”, falou a ministra, em entrevista à Agência Brasil durante o evento.

“A gente tem uma série de políticas voltadas para as diferentes dimensões da população LGBTQIA+. Temos desde políticas ligadas ao empoderamento e à inclusão produtiva, até políticas de acolhimento em momentos de vulnerabilidade. E enviamos recentemente ao Congresso Nacional a Política Nacional de Direitos LGBT, que vai pegar diferentes dimensões, inclusive sobre o enfrentamento da violência contra pessoas LGBTQIA+”, completou a ministra.

Segundo a secretária Nacional dos Direitos das Pessoas LGBTQIA+, Symmy Larrat, também presente ao evento, o ministério desenvolveu um acordo técnico com o Ministério da Justiça e o Conselho Nacional de Justiça (CNJ) que vai começar a produzir dados governamentais sobre a violência contra a população LGBT+.

“E, a partir daí, vamos construir protocolos mais institucionais que ajudem em todo o processo, desde o acolhimento da denúncia, até a investigação e o sistema de justiça”, explicou.

Galeria de fotos - Parada do Orgulho LGBT+ (SP)., por Bruno.Fernandes

 

A 30ª Parada do Orgulho LGBT+ alerta sobre importância do voto

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Com uma imensa urna abraçando a Avenida Paulista e muita bateção de leques, a Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo acontece neste domingo (7) na Avenida Paulista reunindo uma multidão de pessoas. Completando 30 anos de existência, o evento adotou como tema neste ano 30 Anos Parada SP: A rua convoca, a urna confirma, propondo um debate sobre a importância do voto e da participação democrática na defesa dos direitos da população LGBT+.
São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil São Paulo (SP), 07/06/2026 - Pessoas participa,m da Parada do Orgulho LGBT+. Foto: Elaine Cruz/Agência Brasil
Parada do Orgulho LGBT+, foto : Elaine Cruz/Agência Brasil

A primeira edição da Parada do Orgulho LGBT+ de São Paulo ocorreu em 1996, na Praça Roosevelt e, só no ano seguinte, passou a ocupar a Avenida Paulista, onde se consolidou. Desde então, a parada sempre levou para as ruas a discussão de temas fundamentais tais como o reconhecimento da união estável, o direito à identidade de gênero, a adoção por casais homoafetivos e a criminalização da LGBTfobia, entre outros. No ano passado, por exemplo, a discussão foi sobre o envelhecimento.

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Hoje é um marco para nós pois todos os direitos que hoje temos da população LGBT+ passaram aqui pela Avenida Paulista”,disse Matheus Emílio Pereira da Silva, diretor na Associação da Parada do Orgulho LGBT de São Paulo (APOLGBT-SP).

“Em 2005 tratamos sobre o direito à união estável e, uma década depois, isso foi reconhecido pelo STF [Supremo Tribunal Federal]. Já tratamos sobre a criminalização da LGBT fobia. Em 2006 trouxemos esse tema e, depois, o STF também veio a reconhecer isso equiparando a questão da LGBTfobia ao crime de racismo. Falamos sobre direitos da população trans, direito à doação de sangue, direito à adoção. Todos esses foram temas que, antes de estarem nos tribunais, passaram pela Avenida Paulista. Então, isso mostra a importância da Parada de São Paulo nessas três décadas de lutas”, reforçou Silva.

Apesar de muitas conquistas, o diretor da Parada SP reforça que ainda há um caminho a ser perseguido.

A gente precisa ainda de um compromisso do nosso Legislativo para assegurar esses direitos na letra da lei – e não apenas com decisões judiciais como nós temos atualmente, disse.

Por isso, neste ano, a Parada leva como tema as eleições. “É importante a gente falar sobre isso para conscientizar a nossa população, em especial as pessoas LGBT+, para

que elejam e para que votem em pessoas comprometidas com os direitos da população LGBT e com a sociedade como um todo, que não legislem para si só, mas sim para o povo”, afirmou Silva.

Menos patrocínio

Um pouco menor este ano por causa da diminuição de patrocínios, a ParadaSP vai às ruas com 14 trios elétricos, seguindo em desfile pela Avenida Paulista e pela Rua da Consolação, até chegar à Praça da República.

Segundo os organizadores do evento, houve uma redução de 60% na receita com patrocinadores neste ano, o que afetou não somente a organização da Parada, como também as ações sociais e culturais promovidas pela APOLGBT-SP. Com menos patrocínio, houve redução no número de trios elétricos que vão desfilar pela Avenida Paulista este ano: serão apenas 14, contra 17 que desfilaram no ano passado. Em 2023 a Parada chegou a desfilar com 19 trios elétricos.

Apesar disso, muita gente chegou cedo à Avenida Paulista para acompanhar o evento. A manifestação teve início às 10h de hoje e conta com a presença de artistas como Pabllo Vittar, Urias, Gloria Groove, Pepita, Diego Martins, Jup do Bairro, Melody, MC Soffia, Isma, Katy da Voz e As Abusadas, MC Trans, Zumbicore e Thiago Pantaleão, além da ministra dos Direitos Humanos e da Cidadania, Janine Mello.

“O Ministério dos Direitos Humanos tem marcado presença na Parada. A de São Paulo é a maior do mundo, então é uma alegria para a gente estar aqui. E neste ano o Ministério está com uma campanha, O Brasil é de Todas as Cores: Para Todas as Pessoas, e para a gente é importante lembrar e ressaltar junto à população brasileira sobre a necessidade da garantia dos direitos da população LGBT”, falou a ministra, em entrevista à Agência Brasil durante o evento.

“A gente tem uma série de políticas voltadas para as diferentes dimensões da população LGBTQIA+. Temos desde políticas ligadas ao empoderamento e à inclusão produtiva, até políticas de acolhimento em momentos de vulnerabilidade. E enviamos recentemente ao Congresso Nacional a Política Nacional de Direitos LGBT, que vai pegar diferentes dimensões, inclusive sobre o enfrentamento da violência contra pessoas LGBTQIA+”, completou a ministra.

Segundo a secretária Nacional dos Direitos das Pessoas LGBTQIA+, Symmy Larrat, também presente ao evento, o ministério desenvolveu um acordo técnico com o Ministério da Justiça e o Conselho Nacional de Justiça (CNJ) que vai começar a produzir dados governamentais sobre a violência contra a população LGBT+.

“E, a partir daí, vamos construir protocolos mais institucionais que ajudem em todo o processo, desde o acolhimento da denúncia, até a investigação e o sistema de justiça”, explicou.

Galeria de fotos - Parada do Orgulho LGBT+ (SP)., por Bruno.Fernandes

 

Hugo Pereira candidata-se a líder do PS Algarve com proposta de mobilização em defesa da região

Hugo Pereira candidata-se sob o mote “Sim, pelo Algarve e pelos algarvios, vamos conseguir!“, defendendo um Partido Socialista (PS) mais próximo das pessoas, focado na habitação, nos rendimentos das famílias e na concretização dos investimentos estruturantes de que a região necessita.

Hugo Pereira formalizou a sua candidatura esta sexta-feira, junto da Comissão Organizadora do Congresso, como candidato à Presidência da Federação Regional do Algarve do Partido Socialista (PS), assumindo o compromisso de “reforçar a capacidade do partido para liderar a defesa dos interesses da região e reconstruir uma proposta política mobilizadora para os algarvios.

No seu projeto de candidatura agora apresentado Hogo Pereira sublinha que “o PS continua a ser a principal força política autárquica do Algarve, liderando a maioria dos municípios e freguesias da região, o que representa uma responsabilidade acrescida na defesa dos interesses dos algarvios e na promoção do desenvolvimento regional.

O candidato lacobrigense reconhece que “os resultados das últimas eleições legislativas refletem um afastamento de parte do eleitorado, associado à perceção de insuficientes respostas aos problemas específicos da região.” Por isso, considera essencial iniciar um novo ciclo de proximidade, “escuta e construção de soluções concretas para os desafios do Algarve.

Segundo a nota enviada ao nosso jornal, entre as prioridades assumidas por Hugo Prereira, é destacada a “concretização dos investimentos estruturantes sucessivamente adiados, a resposta à crise da habitação, o reforço dos rendimentos das famílias e a mitigação dos efeitos do elevado custo de vida“, que tem um impacto particularmente significativo na região.
Apresento esta candidatura com sentido de responsabilidade, convicto de que o PS Algarve deve assumir plenamente o papel de liderança regional que os algarvios lhe confiaram. É tempo de ouvir mais, preparar melhor e construir um projeto ambicioso que coloque o Algarve no centro das decisões nacionais”, lê-se no comunicado de anúncio da candidatura, por uma “sociedade mais justa, desenvolvida, coesa e com mais oportunidades para todos.

Proposta do PSD para modernização do Mercado Municipal de Portimão aprovada por maioria em reunião de Câmara

5 June 2026 at 15:48

Uma proposta dos dois vereadores do PSD para a modernização do Mercado Municipal de Portimão foi aprovada por maioria na reunião de Câmara da quarta-feira passada, dia 3 de Junho.

A proposta, apresentada pelos vereadores social-democratas Carlos Gouveia Martins e Alexandra Evangelista, «mereceu o consenso das várias forças políticas, registando apenas o voto contra de dois vereadores do CHEGA», salienta o PSD/Portimão, em nota de imprensa.

A proposta foca-se em duas intervenções prioritárias, na Climatização, através da implementação de «soluções estruturais para garantir o conforto térmico de operadores, funcionários e clientes, salvaguardando a conservação dos frescos», e na Acessibilidade, através da realização de um «estudo de viabilidade técnica para a criação de estacionamento de apoio, facilitando o acesso ao comércio local».

Segundo os social-democratas portimonenses, «a votação foi marcada pela oposição dos vereadores do CHEGA, Pedro Xavier e Ester Coelho, que
votaram contra o documento». No entanto, nenhum deles apresentou «qualquer fundamentação técnica ou política para justificar a rejeição destas melhorias no principal mercado da cidade». O terceiro vereador do CH, João Graça, votou a favor da proposta.

Para os vereadores do PSD, «a aprovação do documento vincula o município a avançar com medidas há muito reclamadas pela população e pelos comerciantes locais».

O documento segue agora para o Executivo Municipal para a elaboração dos respetivos procedimentos administrativos e técnicos.

O conteúdo Proposta do PSD para modernização do Mercado Municipal de Portimão aprovada por maioria em reunião de Câmara aparece primeiro em Sul Informação.

Idealista inclui alojamentos da Rentalia e permite procurar casas de férias

3 June 2026 at 13:32

O idealista, marketplace imobiliário líder no sul da Europa, passa a disponibilizar a pesquisa de alojamento para férias graças à integração do conteúdo da Rentalia em Portugal. Desta forma, a partir de agora, os utilizadores do idealista podem planear as próximas férias sem sair da plataforma, bastando selecionar a opção “férias” no momento de iniciar […]

EUA divulgam lista de produtos brasileiros que escapam de tarifa de 25%

Uma extensa lista elaborada pelo Escritório do Representante de Comércio dos Estados Unidos (USTR) detalha quais produtos brasileiros poderão ficar fora da tarifa de 25% proposta pelo governo norte-americano. O documento reúne 73 páginas de exceções e contempla desde produtos agropecuários, como café, chá, frutas, cereais, sementes e determinadas carnes, até fertilizantes, produtos farmacêuticos, químicos orgânicos, minerais, terras raras e itens ligados à indústria aeronáutica, incluindo aeronaves fabricadas no Brasil e seus componentes.

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EUA propõem novo tarifaço de 25% sobre produtos brasileiros após investigação comercial

A relação foi apresentada após a conclusão de uma investigação comercial conduzida pelo USTR com base na Seção 301 da Lei de Comércio de 1974. O mecanismo é utilizado pelos Estados Unidos para apurar práticas consideradas prejudiciais aos interesses comerciais do país e pode servir de base para a adoção de medidas de retaliação econômica.

No relatório final, o órgão concluiu que determinadas políticas e práticas adotadas pelo governo brasileiro seriam “irrazoáveis” e estariam impondo restrições ao comércio norte-americano. Com o encerramento da investigação, foi aberta uma nova etapa de consulta pública antes de uma decisão definitiva sobre a eventual implementação das tarifas.

Investigação começou em 2025 e negociações seguem sem acordo

A análise que deu origem ao relatório foi aberta em 15 de julho de 2025 por determinação do presidente dos Estados Unidos, Donald Trump. O prazo legal para a definição das medidas termina em 15 de julho de 2026.

Paralelamente à investigação, representantes dos dois países mantiveram negociações na tentativa de evitar o agravamento das tensões comerciais. Um grupo de trabalho bilateral foi criado após um encontro entre o presidente Luiz Inácio Lula da Silva e Trump, realizado em 7 de maio, na Casa Branca.

Inicialmente, a expectativa era que as discussões fossem concluídas até 5 de junho. No entanto, as conversas não avançaram o suficiente para que um entendimento fosse alcançado. Mesmo antes da divulgação do relatório final, o USTR havia destacado publicamente o que classificou como um diálogo construtivo com o governo brasileiro e demonstrado interesse na continuidade das tratativas.

O representante comercial dos Estados Unidos, Jamieson Greer, reconheceu que houve progresso nas negociações, mas afirmou que permanecem divergências relevantes entre os dois países.

Relatório aponta críticas em áreas econômica, digital e ambiental

No parecer final, o USTR listou seis áreas consideradas prioritárias: comércio digital, sistemas de pagamento, acordos tarifários, desmatamento, mercado de etanol, propriedade intelectual e combate à corrupção.

Em relação ao ambiente digital, o órgão americano afirma que decisões judiciais brasileiras teriam obrigado empresas de mídia social sediadas nos Estados Unidos a remover conteúdos de natureza política, suspender perfis de usuários residentes em território americano e cumprir determinações com alcance internacional. O documento também menciona a existência de restrições para divulgação dessas ordens, além da aplicação de multas, bloqueios financeiros e retirada de plataformas do ar.

O Pix também foi citado no relatório. Segundo o USTR, o Banco Central ocuparia simultaneamente as funções de regulador e operador do sistema de pagamentos, o que, na avaliação americana, criaria vantagens competitivas em relação a empresas estrangeiras que atuam no mesmo segmento. O documento ainda questiona limitações impostas às tarifas cobradas por concorrentes dos Estados Unidos.

Outra crítica envolve acordos comerciais firmados pelo Brasil com países como México e Índia. Para os americanos, a concessão de tarifas reduzidas para centenas de produtos desses mercados geraria tratamento diferenciado em relação a exportadores dos Estados Unidos.

Desmatamento, patentes e corrupção também entram na lista

Na área ambiental, o relatório reconhece a existência de legislação brasileira voltada ao combate ao desmatamento ilegal, mas sustenta que a aplicação das normas tem sido insuficiente ao longo dos anos.

O setor de etanol também aparece entre os pontos de discordância. De acordo com o USTR, o Brasil teria encerrado em 2017 um modelo tarifário considerado equilibrado pelos Estados Unidos e, desde então, não garantiria reciprocidade para as exportações americanas do combustível.

Já no campo da propriedade intelectual, o documento aponta demora na concessão de patentes, fiscalização insuficiente contra falsificações e dificuldades no combate contínuo à pirataria. O relatório cita ainda o Instituto Nacional da Propriedade Industrial (INPI) e afirma que pedidos de patentes biofarmacêuticas podem levar até 109 meses para serem analisados.

Por fim, o USTR afirma que o Brasil não adota medidas consideradas suficientes para combater corrupção e suborno. Entre os exemplos citados estão decisões relacionadas à Operação Lava Jato e renegociações de acordos que, segundo o órgão americano, teriam ocorrido sem o nível de transparência considerado adequado.

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Idealista | Rendas no Algarve afastam-se do máximo histórico com queda de 2,9%

2 June 2026 at 11:00

Os preços das casas para arrendar no Algarve desceram 2,9% em maio, face ao mesmo mês do ano anterior. Segundo o índice de preços do idealista, arrendar casa tinha um custo de 15,4 euros/m2 no final do mês, tendo em conta o valor mediano, afastando-se do máximo histórico de 16,1 euros/m2, registado em agosto de […]

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