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Mondiali, il Canada vieta a Partey di entrare nel Paese: il centrocampista del Ghana ha 7 capi d’accusa per stupro

13 June 2026 at 11:25

Il centrocampista del Ghana Thomas Partey non può giocare la prima partita della sua nazionale ai Mondiali, in programma a Toronto contro Panama il prossimo 18 giugno. Il Canada infatti gli ha negato il visto, impedendo il suo ingresso nel Paese. Questa volta però le stringenti misure di sicurezza anti-immigrazioni, che riguardano le frontiere Usa, non centrano nulla. Il motivo del respingimento infatti riguarda la situazione giudiziaria di Partey, in attesa di processo: ha sette capi d’accusa per stupro e uno per violenza sessuale, relativi a denunce presentate da quattro donne diverse tra il 2020 e il 2022.

Partey, che oggi compie 33 anni, gioca nel Villareal ed è il vice capitano del Ghana. Nonostante le pesantissime accuse nei suoi confronti, il ct Carlos Queiroz ha scelto di non rinunciare alla colonna del suo centrocampo. Una decisione formalmente non contestabile, ma che crea un certo imbarazzo alla Fifa e al Mondiale in generale. La scelta del governo canadese, che ha respinto la sua richiesta di visto, crea il primo precedente. La Fifa continua a ripetere la solita formula: “Non è coinvolta nelle procedure di immigrazione dei paesi ospitanti, compresa la concessione dei visti. È il governo del paese ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve un visto e chi viene ammesso nel paese”. Ma è evidente il problema: Partey potrà giocare tutte le altre partite senza contestazioni?

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Le accuse contro Partey

La prima denuncia per stupro nei confronti di Partey fa scattare le indagini della polizia londinese nel febbraio 2022. Il centrocampista, all’epoca in forza all’Arsenal, continua a giocare nel club di Londra per altre tre stagioni, pur rimanendo sotto inchiesta. A giugno 2025 Partey viene formalmente accusato di stupro e violenza sessuale: i reati sarebbero avvenuti a casa sua, tra il 2020 e il 2022, nei confronti di tre donne. Interrotto il rapporto con l’Arsenal, ad agosto il tribunale gli concede la libertà su cauzione, permettendogli così di firmare con il Villareal, con cui disputa questa stagione. A febbraio però emergono nuove accuse di una quarta donna.

Partey si è sempre dichiarato non colpevole per tutti i capi d’accusa. L’inizio del processo a suo carico è atteso per novembre: “Il mio cliente non vede l’ora che si arrivi al processo per poter avere finalmente l’opportunità di ripulire il suo nome”, dice il suo avvocato.

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Il problema in vista del match contro l’Inghilterra

Partey sarà processato appunto da un tribunale inglese. E il suo Ghana giocherà il secondo match dei Mondiali, il 23 giugno a Boston, proprio contro l’Inghilterra. La FA, la federazione inglese, starebbe addirittura valutando se imporre ai suoi giocatori di non stringere la mano a Partey durante la cerimonia prepartita. Il centrocampista ghanese è stato riempito di fischi durante l’ultima amichevole giocato contro il Galles a Cardiff. Lo stesso trattamento potrebbe venirgli riservato dai tifosi inglesi che saranno presenti a Boston. Una situazione che in Premier si è già vista per molto tempo: anche se il suo nome non era mai emerso pubblicamente, tutti i tifosi sapevano delle accuse di stupro. E non hanno mai smesso di ricordargliele.

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Suspeito por estupro no Palmeiras, em SP, teria atraído criança com pipoca

12 June 2026 at 11:27

O homem investigado pela Polícia Civil de São Paulo por estupro de vulnerável nas dependências do clube Palmeiras, em Perdizes, zona Oeste da capital paulista, teria oferecido pipoca para atrair a vítima, uma menina de 4 anos, até o banheiro masculino.

O crime foi registrado nesta quarta-feira (10). De acordo com a mãe da menina, após um breve sumiço dentro do clube, ela reencontrou a criança saindo da direção do banheiro masculino. Quando questionada, a menina teria dito: “é segredo, é segredo”, além de afirmar que um homem, a quem chamou de “vovô”, a ofereceu pipoca e chamou para o banheiro.

Ao chegar em casa e dar banho na filha, a mulher notou uma secreção na região íntima da criança. Ao perguntar o que havia acontecido, a criança teria respondido que o “vovô” tocou suas partes íntimas.

O homem suspeito seria o avô de um amigo de escola do irmão da vítima, com quem a menina não tem contato próximo, mas frequenta locais em comum.

Após descobrir o crime, a mãe relatou o caso à polícia e levou a filha ao departamento médico do Clube, onde ela recebeu atendimento.

Um exame físico foi realizado, apontando presença de secreção próxima a uretra e na região íntima.

O caso foi registrado na 4ª DDM (Norte) e a Polícia Militar foi acionada pela mãe. Um exame do IML (Instituto Médico-Legal) também foi solicitado. A investigação apurar o caso é conduzida pela 3ª DDM (Oeste).

Em nota, o Palmeiras afirma que a menina recebeu atendimento médico e que o clube designou um de seus advogados para que a acompanhasse até a delegacia.

Além disso, informa que apuração interna também está sendo realizada e que imagens das câmeras de segurança já estão à disposição da Justiça. O associado suspeito pelo crime foi suspenso e, conforme determinação da presidente do clube Leila Pereira, deverá ser expulso assim que comprovada a autoria ou participação no caso.

Veja a nota do Palmeiras na íntegra:

“Na noite de quarta-feira (10), uma associada procurou a administração do Palmeiras para relatar um caso de abuso sexual cometido contra sua filha, possivelmente nas dependências do clube social.

Após acolher a mãe e a criança, que foi atendida por um médico do Palmeiras, a administração designou que um dos advogados do clube as acompanhasse até a Delegacia de Defesa da Mulher para o registro da ocorrência.

Prontamente, iniciou-se um trabalho de apuração interna por meio da análise das imagens do sistema de monitoramento – inclusive, todo o material já foi separado e está à disposição da Justiça. Não procede a informação de que policiais militares tiveram o acesso negado à sede social.

Assim que foi informada sobre a ocorrência, a presidente Leila Pereira determinou a imediata suspensão de um associado suspeito de envolvimento no caso; se ficar comprovada a autoria ou participação dele neste crime abominável, ele será expulso do quadro associativo, sem prejuízo das demais medidas punitivas cabíveis.

O Palmeiras repudia veementemente qualquer forma de violência ou abuso e não medirá esforços para que os fatos sejam rapidamente esclarecidos.”

*Sob supervisão de Carolina Figueiredo

Bimba trovata morta in Francia, fermato il padre di un’amica denunciato 5 volte per abusi. Macron: “Inaccettabile disfunzione della giustizia”

5 June 2026 at 15:10

Lyhanna Bernard era scomparsa il 29 maggio in Francia, nel villaggio di Puycasquier, poco lontano da Tolosa. Una settimana dopo il suo corpo senza vita è stato ritrovato in un’azienda agricola: aveva solo 11 anni. Mancano ancora i risultati dell’autopsia, ma secondo il procuratore di Agen, Olivier Naboulet, ci sono pochi dubbi: “In un’azienda agricola è stato rinvenuto il corpo che sembra essere quello di una bambina, con abiti simili a quelli della minorenne scomparsa”. Il principale sospettato del delitto è Jerome B., il padre di un’amica della vittima: si tratta di un uomo con diversi precedenti per accuse di stupro su minori.

La bambina era stata vista l’ultima volta da due testimoni intorno alle 15, mentre era a bordo dell’auto del sospettato vicino alla scuola media Hubert-Reeves. Il 41enne era stato arrestato il giorno dopo, il 30 maggio: inizialmente aveva negato di averla accompagnata in macchina, finché non è stato messo di fronte alle immagini delle telecamere di sicurezza della zona. L’1 giugno è stato formalmente incriminato per sequestro di persona e detenzione illegale, e successivamente incarcerato. Ad aumentare i sospetti nei suoi confronti, si aggiunge il fatto che Jerome B. lavora proprio nella fattoria in cui è stato trovato il cadavere di Lyhanna, come riporta Le Figaro.

I precedenti

A indignare l’opinione pubblica francese sono state le numerose denunce e segnalazioni che già l’uomo aveva avuto in passato: dal 2017 a oggi ci sono ben cinque inchieste per violenze sessuali su minori a suo carico. Come riportato da Le Monde, la prima segnalazione risale al dicembre 2017, quando la polizia fu contattata dalla madre di una ragazza di 17 anni che aveva avuto una relazione di diversi mesi con il sospettato, all’epoca 32enne. Il caso era stato archiviato senza ulteriori provvedimenti nel febbraio 2018, poiché non era stato commesso alcun reato, data l’età della ragazza e la natura consensuale della relazione.

Nel 2021, l’uomo era stato licenziato per “comportamento inappropriato”, spiega il quotidiano francese, quando lavorava come addetto alla manutenzione presso il liceo di Lectoure (Gers). Jerom B. era stato allontanato “a seguito di un procedimento disciplinare dopo una segnalazione di comportamento inappropriato nei confronti di una studentessa “, secondo quanto riferito dalla regione Occitania. In questo caso le autorità hanno fatto sapere che sono in corso accertamenti per verificare se al licenziamento avessero fatto seguito anche eventuali denunce.

Nel 2022 invece c’era stata la prima denuncia per stupro di minore, avvenuto nel 2020. Jerome B. era stato accusato di un presunto stupro nella sua casa a Montestruc-sur-Gers dalla famiglia di una bimba nata nel 2013 e che quindi all’epoca dei fatti aveva 7 anni. La denuncia era stata trasmessa alla procura di Auch solo nel gennaio 2024, ma le indagini pare non avessero sufficientemente comprovato l’accusa che quindi era stata archiviata il 28 maggio 2024.

Una seconda denuncia per stupro di minore era arrivata nell’agosto 2o25, presentata dalla madre di una minorenne nata nel 2014 per presunti stupri commessi tra settembre 2024 e maggio 2025 sempre nell’abitazione del sospettato. La giovane era stata interrogata cinque giorni dopo mentre le perizie forensi e psicologiche sono state effettuate tra settembre e ottobre 2025. Durante quel mese, la procura di Tolosa ha ceduto il caso alla procura di Auch e il 9 gennaio 2026 il fascicolo è stato inviato dalla procura di Auch alla gendarmeria di Lectoure. Il procuratore di Gers ha però specificato che l’ultimo contatto telefonico sulla questione tra il suo ufficio e la polizia risale al 23 gennaio 2026.

Il 3 giugno 2026 una terza denuncia per stupro di minore è arrivata questa volta all’attenzione del pubblico ministero. Le Monde spiega che al momento della conferenza stampa, la procuratrice non disponeva di “informazioni sufficienti” per commentare “il contesto e la natura dei presunti fatti “. Potrebbe però trattarsi, secondo il quotidiano francese, della denuncia presentata dal padre di una bambina di 11 anni al quotidiano locale La Dépêche du Midi, che denuncia azioni compiute dal sospettato durante un pigiama party a casa sua nell’estate del 2025.

Reazioni indignate

Il quadro inquietante di denunce e segnalazioni che riguardano il sospettato ha creato grande indignazione nell’opinione pubblica: “Si è verificata una inaccettabile disfunzione della giustizia. Non è una questione di risorse, ma di responsabilità. Ho parlato con il ministro della Giustizia Gerald Darmanin, il ministro dell’Interno Laurent Nunez e il primo ministro Sebastien Lecornu, chiedendo che le indagini vengano condotte il più rapidamente possibile e che vengano accertate responsabilità collettive, sistemiche e potenzialmente individuali al fine di adottare tutte le misure necessarie”. Così ha commentato il presidente Emmanuel Macron non appena appresa la notizia a margine del summit Ue in Montenegro. L‘ufficio del Primo Ministro ha annunciato che Sébastien Lecornu convocherà venerdì i Ministri dell’Interno e della Giustizia per discutere del caso e delle possibili carenze nella gestione delle denunce di stupro contro l’uomo sospettato del rapimento di Lyhanna.

I pretendenti all’Eliseo, già in pre-campagna elettorale per le presidenziali del 2027, hanno duramente criticato il leader francese. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha accusato lo Stato di aver “gravemente fallito”, aggiungendo in un post sui propri canali social che “il popolo francese esige giustizia”. Ha usato toni severi anche Bruno Retailleau, presidente dei Repubblicani: “Il nostro sistema giudiziario è un fallimento e va riformato radicalmente. Una società che non è più in grado nemmeno di proteggere i propri figli è una società i cui membri finiranno per rivoltarsi gli uni contro gli altri”.

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