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La rivincita di Omar Artan: respinto dai Mondiali negli Usa, dirigerà la Supercoppa UEFA. Ceferin: “Vogliamo mostrargli rispetto”

11 June 2026 at 14:42

Omar Artan, l’arbitro somalo designato ai Mondiali al centro del mondo dopo esser stato respinto dagli Usa, dirigerà la finale della Supercoppa Uefa tra Paris SaintGermain, vincitore della Champions League, e l’Aston Villa, che invece ha trionfato in Europa League. La storia di Artan, eletto come miglior arbitro africano nel 2025, ha fatto il giro del web negli ultimi giorni: designato per dirigere alcune gare dei Mondiali 2026, dopo esser stato trattenuto e interrogato per 11 ore, è stato respinto negli Usa ed è stato rimandato in Somalia perché considerato “vicino ad alcune organizzazioni terroristiche“. In patria è stato accolto da eroe. Ora la decisione a sorpresa della Uefa.

“Dopo alcuni dialoghi con la Confédération Africaine de Football (CAF), la UEFA ha designato oggi l’arbitro somalo Omar Artan per dirigere la Supercoppa UEFA 2026, che si disputerà il 12 agosto a Salisburgo tra i vincitori della UEFA Champions League, il Paris SaintGermain, e i vincitori della UEFA Europa League, l’Aston Villa. Nonostante la giovane età, Artan si è affermato come uno dei migliori arbitri al mondo ed è iscritto alla lista internazionale FIFA dal 2018. Tra le partite più importanti da lui arbitrate spicca la gara di ritorno della finale di CAF Champions League 2025/26. In riconoscimento delle sue prestazioni, ha ricevuto il premio CAF come miglior arbitro maschile dell’anno 2025″.

Poi il riferimento ai Mondiali del 2026: “Artan era stato incluso dalla FIFA nella lista degli ufficiali di gara per la Coppa del Mondo FIFA 2026, ma non ha potuto partecipare perché non gli è stato permesso di entrare negli Stati Uniti. La decisione di designare Artan come arbitro della Supercoppa UEFA è stata presa nell’ambito del Memorandum d’intesa (MoU) recentemente firmato tra UEFA e CAF per promuovere la cooperazione in molti settori, tra cui quello arbitrale. UEFA e CAF sono unite da un impegno condiviso per lo sviluppo del calcio a tutti i livelli e per la promozione dei valori fondamentali di unità, uguaglianza e non discriminazione”

Sul tema ha parlato anche Aleksander Čeferin, presidente della UEFA: “Omar Artan è un arbitro giovane ma già esperto, che si è distinto ai massimi livelli della Confederazione Africana di Calcio. Il calcio è fatto per unire le persone e la UEFA vuole mostrare il suo rispetto per Omar e per le sue straordinarie capacità arbitrali, che gli sono valse una nomina così prestigiosa. Sono grato al mio amico, il presidente della CAF Patrice Motsepe, per aver sostenuto con entusiasmo la nostra iniziativa”.

A Ceferin ha risposto invece Patrice Motsepe, presidente della CAF: “Omar Artan ha reso estremamente orgogliosi la Somalia e l’intero continente africano. Il premio di Arbitro dell’Anno CAF 2025 e la sua nomina ad arbitro della Coppa del Mondo FIFA 2026 sono un riconoscimento delle sue capacità arbitrali di livello mondiale e del rispetto internazionale di cui gode. Sono molto grato al mio amico Aleksander Čeferin per aver permesso a Omar Artan di arbitrare la partita della Supercoppa UEFA 2026. Questo è un grande onore per Omar Artan e per gli arbitri africani, ed è anche un eccellente esempio di come il calcio possa unire e aggregare persone provenienti dall’Africa, dall’Europa e da tutto il mondo”.

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Caso arbitro somalo, Infantino spudorato: “Episodio sfortunato e spiacevole. Non possiamo controllare tutto”

10 June 2026 at 20:34

“Un caso sfortunato e spiacevole”. Così Gianni Infantino – presidente della Fifa – ha commentato il caso diventato internazionale dell’arbitro somalo, Omar Artan, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, dove si era recato in quanto arbitro designato per i Mondiali 2026. “È spiacevole quello che è successo a… Omar, l’arbitro somalo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto“, ha dichiarato Infantino in una conferenza stampa alla vigilia del torneo.

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L’albo d’oro dei Mondiali

Omar Artan, che nel 2025 è stato eletto come miglior arbitro dell’Africa da parte della Federazione africana, è stato trattenuto e interrogato per 11 ore in aeroporto e alla fine è stato rimandato indietro, in Somalia, dove è stato accolto da eroe. “Non mi lascio scoraggiare, nel 2030 tornerò e renderò la Somalia orgogliosa”, ha detto Artan al rientro a Mogadiscio. Successivamente è stato anche portato in uno stadio, accolto da migliaia di tifosi.

Artan è stato cacciato senza una motivazione ufficiale. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l’arbitro era “legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche” e che dunque “il viaggiatore non era idoneo all’ingresso negli Stati Uniti”. Come spiega però il New York Times, potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia, visto che Artan ha più volte ribadito di non sapere nulla di organizzazioni terroristiche – di Al-Shabab nello specifico – e di essere solo un arbitro di calcio.

La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi‘ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News

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A World Cup of opulence and records: Soaring ticket prices and officials denied entry

10 June 2026 at 14:23

The largest FIFA World Cup in history kicks off on Thursday, June 11, at the Estadio Azteca. The opening match between Mexico and South Africa will be the starting gun for a tournament also hosted by Canada and largely staged in the United States, where 78 of the 104 matches will be played, including the final on July 19. FIFA president Gianni Infantino said last May at the United Nations headquarters in New York, an organization founded in 1945 to prevent armed conflict, that “the eyes of the world will be focused on North America.” “We spend so much time in discussing what divides us, but actually we realize that when we put people together, what happens is that there are many more things that unite us than the things that divide us,” he added. The World Cup, however, will be co-hosted in a country that just over 100 days ago launched a war against Iran, alongside Israel, without any United Nations endorsement, that has an open diplomatic dispute with another co-host, Mexico, and whose anti-immigration policies — policies that frighten many fans — on Monday denied entry to Somali referee Omar Artan, one of the 52 match officials assigned to the tournament.

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© Ira L. Black - FIFA (FIFA via Getty Images)

FIFA president Gianni Infantino at the MetLife Stadium last Monday.

Trump targeting immigrants from countries hit most by climate shocks

10 June 2026 at 14:00

A Guardian analysis reveals how most of 39 countries facing US entry restrictions are most vulnerable environmentally

Donald Trump’s immigration crackdown is largely targeting people from the countries most vulnerable to displacement from climate-driven disasters, a Guardian analysis shows.

As the Trump administration pushes policies to boost planet-heating fossil fuels, millions of people are being forced to flee their homelands due to storms, floods and droughts worsened by the climate crisis.

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© Composite: The Guardian, AFP via Getty Images

© Composite: The Guardian, AFP via Getty Images

© Composite: The Guardian, AFP via Getty Images

Il ritorno da eroe di Artan, l’arbitro somalo escluso dai Mondiali: “Non mi scoraggio, nel 2030 sarò presente”. Gli Usa: “Legato a organizzazioni terroristiche”

10 June 2026 at 12:42

Un centinaio di persone hanno accolto questa mattina all’aeroporto di Mogadiscio, in un clima di festa con molte bandiere del Paese, il rientro in Somalia dell’arbitro Omar Artan, respinto nei giorni scorsi alla frontiera statunitense dopo esser stato designato dalla Federcalcio africana per partecipare ai Mondiali del 2026. “Sarò presente ai prossimi Mondiali e continuerò a rendere orgogliosa la Somalia – ha dichiarato ai giornalisti presenti -. Nonostante quello che mi è successo, non mi lascio scoraggiare“. Artan è stato infatti eletto nel 2025 come miglior arbitro di tutta l’Africa e ha anche diretto la finale della Champions League africana.

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Proprio quando stava per partire per gli Usa, dove avrebbe dovuto arbitrare le partite dei Mondiali, è stato bloccato e rispedito in patria. Prima è stato sottoposto a una serie di controlli lunghissimi e a un interrogatorio per circa 11 ore. L’arbitro ha riferito al New York Times di aver ricevuto domande sulla situazione politica della Somalia e in particolare sulle attività terroristiche dell’organizzazione Al-Shabab. Il direttore di gara ha difeso la propria causa mostrando documentazioni e immagini di lui in campo ad arbitrare per fugare ogni dubbio: missione fallita. Dopo l’interrogatorio, Artan ha detto di essere stato trasferito in una cella di detenzione, dove è rimasto per altre ore, prima di essere imbarcato su un volo di ritorno.

Dopo i controlli approfonditi dell’U.S. Customs and Border Protection, le autorità americane hanno negato il visto. L’arbitro è stato costretto a salire di nuovo su un aereo per far ritorno in patria e a Mogadiscio è stato accolto come un eroe, come mostrano i video pubblicati sui social. La Fifa immediatamente si è svincolata dalla questione, spiegando che la decisione su chi deve entrare spetta al Paese ospitante. Nel frattempo, un funzionario del Dipartimento di Stato americano parlando con i media francesi ha dichiarato che l’arbitro era “legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche” e che dunque “il viaggiatore non era idoneo all’ingresso negli Stati Uniti”. Come spiega però il New York Times, potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia, visto che Artan ha più volte ribadito di non sapere nulla di organizzazioni terroristiche e di essere solo un arbitro di calcio.

La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi‘ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News.

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Somali World Cup Referee Denied Entry to U.S. Returns Home to Hero’s Welcome

10 June 2026 at 12:30
Omar Abdulkadir Artan, who is widely admired in his home country, would have been the first Somali to referee a World Cup game.

© Feisal Omar/Reuters

Omar Abdulkadir Artan, a soccer referee who had planned to officiate at the World Cup, arriving back in Mogadishu, Somalia, on Wednesday.

On the Eve of the World Cup, U.S. Immigration Policy Turns Some Away

10 June 2026 at 16:41
Some fans and participants hoping to enter the United States for the World Cup have complained that restrictive immigration rules have presented a roadblock.

© Ahmad Al-Rubaye/Agence France-Presse — Getty Images

The Iraqi soccer player Aymen Hussein, pictured in a mural near Baghdad wearing his No. 18 jersey, was temporarily detained by U.S. immigration officials before being allowed to enter the country for the World Cup.

Omar Artan given hero’s welcome in Somalia after referee’s US entry blocked

10 June 2026 at 09:11
  • Artan deemed a threat to national security by US officials

  • ‘I promise you that I will attend the next one’

The World Cup referee from Somalia who was denied entry to the US arrived on Wednesday in Somalia’s capital, Mogadishu, where he was received by a crowd of supporters and officials.

Omar Artan was due to be the first referee from Somalia to officiate at a World Cup after making Fifa’s final list for the tournament. He is one of Africa’s top referees and was named the continent’s best male referee in 2025.

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© Photograph: Feisal Omar/Reuters

© Photograph: Feisal Omar/Reuters

© Photograph: Feisal Omar/Reuters

“Mi hanno interrogato per tutta la notte e poi messo in cella. I Mondiali erano il mio sogno”: il racconto dell’arbitro somalo Artan, sbattuto fuori dagli Usa

9 June 2026 at 20:24

“Avevo i documenti giusti”. Omar Abdulkadir Artan racconta così, al telefono con il New York Times, la notte che ha cancellato il suo sogno mondiale. L’arbitro somalo, scelto per partecipare ai Mondiali di calcio di quest’estate, non potrà prendere parte al torneo dopo che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti al suo arrivo a Miami, su un volo proveniente da Istanbul. La sua vicenda è diventata il simbolo dell’intolleranza che sta caratterizzando questi Mondiali, tra visti negati e perquisizioni alle Nazionali.

Artan ha spiegato di essere arrivato negli Usa convinto di avere tutto in ordine: “Avevo i documenti e tutto il resto in regola”. Secondo il suo racconto, una volta sbarcato è stato portato in una piccola stanza dell’aeroporto, dove gli agenti lo hanno interrogato per tutta la notte. Undici ore di domande, durante le quali gli sarebbe stato chiesto il motivo del viaggio negli Stati Uniti e anche della politica somala. L’arbitro ha detto di aver mostrato i documenti della Fifa e alcune foto della sua carriera da direttore di gara.

Il passaggio successivo è stato ancora più duro. Dopo l’interrogatorio, Artan ha riferito di essere stato trasferito in una cella di detenzione, dove è rimasto per altre ore, prima di essere imbarcato su un volo di ritorno verso Istanbul e poi rientrare a Mogadiscio. “Sono molto, molto deluso. Sono semplicemente un arbitro che cerca di vivere il suo sogno, il più grande sogno della mia vita, venire ai Mondiali”, ha detto al New York Times.

Artan sarebbe potuto diventare il primo arbitro somalo a dirigere una partita dei Mondiali. Nel 2025 era stato nominato miglior arbitro maschile dell’Africa ed era stato scelto dalla Confederazione Africana di Calcio per partecipare al torneo. Ma dopo il respingimento negli Stati Uniti, la Fifa se n’è lavata le mani e ha confermato che non prenderà parte alla competizione.

Il direttore di gara ha dichiarato di non essere stato informato del motivo preciso per cui gli è stato negato l’ingresso nel Paese. La spiegazione ufficiale fornita dalle autorità statunitensi resta generica. Un portavoce della dogana e della protezione delle frontiere aveva dichiarato alla CNN che Artan era stato sottoposto a un controllo aggiuntivo, una procedura definita di routine per verificare le informazioni o stabilire l’ammissibilità del viaggiatore. Al termine dell’ispezione, era stato ritenuto inammissibile “a causa di problemi di verifica”.

“Penso che abbiano un problema con il mio paese”, ha aggiunto Artan. La Somalia rientra infatti tra i Paesi colpiti dalle restrizioni di viaggio introdotte nell’ambito della stretta sull’immigrazione dell’amministrazione Trump. Il caso ha provocato la protesta del governo somalo, che ha chiesto spiegazioni agli Stati Uniti e alla Fifa. Che, da parte sua, ha dichiarato di non avere competenza diretta sulle procedure migratorie del Paese ospitante. “La FIFA non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento”, ha dichiarato un portavoce.

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Somali Referee Says His World Cup Dream Is Dashed After U.S. Denies Entry

9 June 2026 at 23:14
“I had the right papers and everything,” Omar Abdulkadir Artan said in his first interview since he was turned back. He would have been the first Somali to referee a game in the tournament.

© Khaled Desouki/Agence France-Presse — Getty Images

Omar Abdulkadir Artan, right, during an Africa Cup of Nations match in Morocco last year.

Gli Usa negano l’ingresso all’arbitro somalo Omar Artan: escluso dai Mondiali. La Fifa se ne lava le mani: “È il governo ospitante a decidere”

9 June 2026 at 07:56

Prima il ritardo ai visti per i giocatori dell’Iran (negato a dirigenti e staff), poi Ayman Hussein, stella del calcio iracheno, bloccato in aeroporto e sottoposto a lunghissimi controlli. Adesso anche problemi per i direttori di gara. L’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan non prenderà parte ai Mondiali di calcio di quest’estate dopo che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, come confermato lunedì dalla FIFA. Interpellato sul caso di Artan, un portavoce della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi ha dichiarato alla CNN che l’uomo è stato sottoposto a un controllo aggiuntivo al suo arrivo a Miami, dopo un volo proveniente da Istanbul.

“Durante le procedure di controllo, il viaggiatore è stato sottoposto a un’ispezione aggiuntiva, una procedura di routine del CBP (Customs and Border Protection) che prevede la verifica delle informazioni o la determinazione dell’ammissibilità”, ha dichiarato il portavoce. “Dopo l’ispezione, il viaggiatore, arbitro della Coppa del Mondo FIFA, è stato ritenuto inammissibile a causa di problemi di verifica e gli è stato negato l’ingresso“.

La Somalia è uno dei 39 Paesi colpiti dal divieto di viaggio imposto dall’amministrazione Trump. Il portavoce del CBP non ha fornito dettagli sul motivo per cui ad Artan è stato negato l’ingresso nonostante un passaporto diplomatico. Artan è stato nominato miglior arbitro maschile dell’Africa nel 2025 ed è stato scelto dalla Confederazione Africana di Calcio per partecipare ai Mondiali di quest’anno. “La FIFA non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento“, ha dichiarato un portavoce della FIFA in un comunicato. “In linea con quanto avvenuto in precedenti eventi FIFA, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve il visto e chi viene ammesso nel proprio Paese”.

La notizia del divieto di ingresso per Artan giunge dopo che anche altri Paesi, in particolare l’Iran, hanno riscontrato problemi di ingresso negli Stati Uniti a causa delle rigide politiche migratorie dell’amministrazione Trump. Il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha dichiarato domenica che alla nazionale di calcio iraniana era stato concesso il permesso di entrare negli Stati Uniti per il torneo , ma “solo un giorno prima della partita”, secondo quanto riportato dai media semi-ufficiali iraniani, scatenando accuse di trattamento ingiusto. Amir Ghalenoei, allenatore della nazionale iraniana, ha aggiunto che ad alcuni membri dello staff dirigenziale, ai giornalisti e a un direttore esecutivo non è ancora stato concesso il permesso di partecipare al torneo.

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U.S. Denies Entry to World Cup Referee From Somalia

Omar Artan was one of 52 referees selected for the FIFA World Cup. But on Saturday he was denied entry because of “vetting concerns,” U.S. officials said.

© Khaled Desouki/Agence France-Presse — Getty Images

Omar Artan will not officiate games at the World Cup, FIFA said.

Tom Fletcher, UN humanitarian chief: 'Cuts force us to choose which lives to save and which lives not to'

A few months ago, at a center for malnourished children in the remote Darfur region of Sudan, an orphaned baby who had arrived days earlier on the brink of death gripped Tom Fletcher’s finger with surprising strength. The United Nations’ humanitarian chief says those seconds eased his frustration at international inaction and the “anger” he feels over cuts to aid at a time when needs and conflicts are rising around the world.

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Tom Fletcher, head of OCHA, on a Madrid street this Wednesday.

© Álvaro García

Tom Fletcher, U.N. humanitarian chief, in Madrid on Wednesday.

Civilians flee as Somali troops and opposition-allied militias trade fire in Mogadishu

Violence flares before protests on Thursday over president’s decision to remain in office after his term expired

Fierce clashes have taken place between government troops and militias allied with the opposition in Somalia’s capital, Mogadishu, damaging property and forcing some civilians to flee.

In the runup to the fighting, which started on Wednesday afternoon, opposition leaders embedded with militias set up positions in their clan strongholds the city.

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© Photograph: AFP/Getty Images

© Photograph: AFP/Getty Images

© Photograph: AFP/Getty Images

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