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Mondiali 2026, Capo Verde all’esordio ferma la Spagna sullo 0-0: continua la favola dopo la storica qualificazione

La nazionale del Capo Verde riesce nell’impresa impossibile. La squadra del minuscolo arcipelago africano scrive la storia pareggiando con la Spagna allo storico debutto in Coppa del Mondo, nel gruppo H. La squadra del commissario tecnico Bubista ha fermato i campioni d’Europa di De La Fuente sullo 0-0, anche e soprattutto grazie alle parate del 40enne portiere Vozinha, eroe di giornata con una serie di interventi da incorniciare nel primo e nel secondo tempo.

La nazionale dell’arcipelago di soli 530mila abitanti è un’altra delle favole più curiose di questo Mondiale. Sulla carta si trattava di una sfida a senso unico. Ma non è stato così. Gli africani sono stati protagonisti di una grande partita difensiva riuscendo a fermare sullo 0-0 una delle nazionali di calcio più titolate del mondo. Da registrare anche la scarsa aggressività spagnola salvo un traversa colpita da Ferran a fine primo tempo.

Dopo il delirio e le lacrime per la storica qualificazione, continua il sogno della nazionale di Capo Verde (che ha tra i convocati anche sei calciatori nati a Rotterdam). Increduli i tifosi presenti sugli spalti, che hanno dato subito il via a una grande festa per il risultato inaspettato alla vigilia.

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Svaligiata la casa di Moise Kean, portati via orologi di lusso: il bottino

Furto di orologi nella casa di Firenze del calciatore viola e della nazionale italiana Moise Kean. Il giocatore non era in Italia quando i ladri hanno assalito la sua abitazione fiorentina. Il valore della refurtiva ammonterebbe a circa 300mila euro. A dare l’allarme, stamattina, è stato un ospite di Kean nell’abitazione, nel quartiere di Campo di Marte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Sezione Investigazioni scientifiche che hanno svolto i rilievi alla ricerca di tracce dei malviventi. Gli investigatori hanno anche acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire la dinamica e individuare gli autori. Non si esclude che i malviventi possano essere entrati dal retro dello stabile per accedere all’appartamento del calciatore.

Sono diversi i furti ai calciatori negli ultimi mesi: a fine 2025 fu svaligiata la casa di Jamie Vardy, attaccante della Cremonese, mentre nel 2026 tra i casi che fecero più clamore, quelli a Nicolò Zaniolo, che fece anche una storia su Instagram, soprattutto a Neil El Ayanoui, centrocampista della Roma adesso impegnato ai Mondiali con il Marocco. In quella circostanza il calciatore marocchino era in casa con la famiglia e vennero anche sequestrati all’interno dell’abitazione per diverso tempo. Tornando a Moise Kean, il calciatore adesso si trova all’estero e in casa in quel momento non c’era più nessuno.

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Sinner torna in campo dopo il malore: il video del primo allenamento a Montecarlo con Rune

Era il video che tutti stavano aspettando. Jannik Sinner è tornato in campo a distanza da più di tre settimane dall’eliminazione al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, quando ha avuto un malore improvviso. Il numero uno al mondo si è allenato sul cemento di Montecarlo, con l’obiettivo di arrivare pronto al grande appuntamento di Wimbledon, che comincerà lunedì 29 giugno e finirà domenica 12 luglio. In mezzo non giocherà nessun altro torneo, ma solo un’esibizione.

La notizia è anche chi durante l’allenamento era dall’altra parte della rete. Sinner si è infatti allenato insieme a Holger Rune, danese 23enne ormai fermo da diversi mesi dopo la rottura del tendine d’Achille proprio nel momento in cui stava per venir fuori. I due hanno scambiato a tratti anche a buon ritmo e – con i rispettivi tempi – vogliono migliorare la condizione fisica in vista della seconda parte di stagione. Sinner per tornare al top, Rune per il momento per tornare a giocare un match ufficiale.

Nelle oltre due settimane di stop, l’altoatesino ne ha approfittato per rallentare dopo mesi intensissimi. Motivo per cui Sinner ha prima fatto qualche giorno di vacanza insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, poi ha svolto per due giorni degli esami medici approfonditi al San Raffaele di Milano per provare a capire qualcosa in più sul problema avuto al Roland Garros. L’allarme sembra esser rientrato: ora Sinner si prepara a Wimbledon, penultimo Slam dell’anno su erba vinto per la prima volta nel 2025.

Credit video: Instagram @dr.alexandra_dorobantu

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Il calciatore spagnolo Rafa Mir condannato a otto anni e mezzo di carcere per violenza sessuale: “Presenterò ricorso”

La Quarta Sezione del Tribunale Provinciale di Valencia ha condannato in primo grado il calciatore Rafa Mir a otto anni e mezzo di reclusione per un reato di violenza sessuale e un altro per lesioni personali, come riportato lunedì dalla Corte Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana. Secondo quanto riportato da Marca, il tribunale ha emesso una seconda sentenza anche nei confronti di un altro imputato, il calciatore Pablo Jara, condannandolo a due anni e mezzo di reclusione e al pagamento di una multa per reati di violenza sessuale, lesione della morale pubblica e lesioni personali.

La sentenza del tribunale, notificata alle parti lunedì scorso e non ancora definitiva, prevede anche un risarcimento di 64mila euro a favore della vittima nel caso Mir e di 6.280 euro per la vittima nel caso Jara. Rafa Mir, sotto contratto con l’Elche fino al 30 giugno e già titolare in questa stagione, in una storia Instagram ha dichiarato: “Non sono d’accordo con la sentenza e presenteremo ricorso nei prossimi giorni. Continuo ad avere fiducia nella giustizia“.

La sentenza giunge al termine del processo svoltosi il 28 maggio al Tribunale provinciale di Valencia. In questo procedimento, Mir – che la notte dei fatti (1 settembre 2024) giocava nel Valencia in prestito dal Siviglia – è stato processato per violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una giovane donna, reati per i quali l’accusa aveva inizialmente richiesto una pena di dieci anni e mezzo.

Il tribunale ha invece inflitto una pena di otto anni e mezzo: sette anni per la violenza sessuale e 18 mesi per l’aggressione. Ha inoltre disposto un’ordinanza restrittiva che vieta all’imputato di avvicinarsi alla vittima entro un raggio di 500 metri per un periodo di dieci anni e ha riconosciuto alla vittima un risarcimento di 14mila euro per i danni fisici subiti e di 50mila euro per il danno morale arrecato.

Nel caso di Jara, la condanna è di due anni di reclusione per violenza sessuale e altri sei mesi per il reato contro la morale pubblica. Secondo quanto deliberato dal tribunale, entrambe le vittime avevano incontrato i due calciatori alcune ore prima in una discoteca di Valencia ed erano poi andate nella loro abitazione. Una delle vittime ha sostenuto, sia durante le indagini che in tribunale, che Rafa Mir aveva abusato di lei per due volte in maniera non consensuale: una nella zona piscina della casa e un’altra all’interno di un bagno. La seconda vittima ha dichiarato che Pablo Jara l’ha toccata senza il suo consenso e che, successivamente, l’ha aggredita e cacciata di casa seminuda, fatti che il tribunale ha configurato come reati di violenza sessuale, contro la morale e lesioni lievi.

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La nuova ossessione di Tyson Fury: vuole comprare un’isola privata per parcheggiare un mega yacht da 50 milioni

Tyson Fury cerca un posto al sicuro per il suo nuovo yacht da 50 milioni di euro. E l’ha individuato in un’isola. Drake’s Island, al largo di Plymouth, nel Devon con precisione. È l’ultima follia pensata dal campione di pugilato, con un patrimonio – secondo il tabloid inglese The Sun – di circa 188 milioni di euro. Fury adesso vorrebbe investire altri 7 milioni di euro per un’isola privata, in cui parcheggerebbe anche il suo yacht.

Si tratta di un’isola che nel 2019 fu acquistata dall’imprenditore Morgan Phillips, che poi la mise in vendita nel 2024, senza però trovare acquirenti. Adesso Tyson Fury è interessato ad acquistarla e tutto lascia presagire che la trattativa si concluderà positivamente. “Quando Tyson si mette in testa un’idea, non c’è modo di fermarlo: ha sempre tanti progetti, va a mille all’ora”, ha rivelato una fonte al The Sun. Per larga parte l’isola è un sito di importanza nazionale ed è famosa oggi in quanto è un luogo di grande interesse naturalistico. Non distante c’è anche una base navale, motivo per cui secondo Fury è il posto perfetto per il suo yacht.

“Dice che la sua barca sarà al sicuro – le parole di una fonte al Sun –. Ed è anche vicina alla Cornovaglia, che lui adora“. Oltre ai 7 milioni per acquistarla, Fury è disposto a investirne fino a 23 per ristrutturare gli edifici, l’impianto elettrico e tutto ciò di cui necessita. Intanto il pugile è a lavoro per il suo mega yacht, che all’interno avrà anche una mini palestra di pugilato e un parco acquatico gonfiabile. Serviranno dai 16 ai 18 mesi.

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“Ho fatto prima 60 iniezioni, poi un’altra quarantina. Avevo perso la tecnica, non riuscivo ad allenarmi”: la rivelazione di Zverev

Il primo Slam non si scorda mai. Lo sa bene Alexander Zverev, che al Roland Garros ha battuto Flavio Cobolli al quinto set e ha ottenuto il primo successo in un Major. Non lo scorderà mai perché è il sogno di una vita, ma anche e soprattutto per come è arrivato. Il tedesco, infatti, nel corso di un’intervista alla Bild, ha parlato di alcuni problemi fisici che l’hanno condizionato negli ultimi mesi. “L’anno scorso ho avuto problemi alla schiena e un edema osseo legato a un disturbo metabolico. È per questo che giocavo con dolore. Non riuscivo ad allenarmi correttamente e ho perso la tecnica”, ha esordito Zverev.

Un problema che lo ha accompagnato per diverso tempo e in cui il tedesco non è riuscito a trovare continuità nei risultati a causa di una forma fisica da rivedere. “Dall’Australian Open fino a Vienna, ero molto lontano dal mio miglior livello. A Shanghai ho iniziato a gestire meglio questi problemi e gradualmente mi sono sentito meglio. È per questo che ho ritrovato un buon livello di gioco”. Anche negli ultimi mesi Zverev ha dovuto convivere con il dolore: “Il medico Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt a dicembre mi ha fatto molte iniezioni. Forse non erano 70, ma sono certo che ce ne siano state circa 60. Grazie a lui ho potuto giocare quest’anno senza dolore. Dopo il Masters 1000 di Roma, l’ho rivisto e me ne ha fatte un’altra quarantina. Ha quindi giocato un ruolo importante in questo titolo e mi ha aiutato enormemente”.

Dietro c’è anche tanto lavoro e tanto allenamento, a prescindere dal tennis, come rivelato dallo stesso tennista tedesco: “Amo lavorare. Amo andare in palestra. Se smettessi oggi col tennis, continuerei ad allenarmi perché mi piace da morire. Sì, vincere questo titolo è stata una enorme motivazione, ma non è la ragione per cui ho lavorato così duramente. Mi piace. Se non mi alleno, non mi sento bene. Non significa che vincerò Wimbledon tra poche settimane, ma non smetterò certo di lavorare o vorrò allenarmi di meno. Voglio continuare a giocare per altri dieci anni”, ha concluso il tedesco.

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Ibrahimovic e Cardinale insieme da Trump mentre nel Milan regna la confusione: tifosi infuriati. “Siamo nella me*da e loro se la spassano”

Anche i rappresentanti del Milan erano presenti al super evento Ufc organizzato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca per il suo 80esimo compleanno. In attesa di novità sul fronte societario rossonero, il patron Gerry Cardinale e il suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic, grande appassionato di arti marziali, hanno preso parte alle celebrazioni per il compleanno di Trump, come mostrato da tante immagini diffuse dalle tv americane.

I due dirigenti erano in prima fila per assistere a Ufc Freedom 250, organizzato nella gabbia alta 28 metri nel giardino della Casa Bianca, e i tifosi del Milan non l’hanno presa benissimo. Con il club rossonero ancora senza allenatore (ufficialmente, perché c’è già l’accordo con Amorim) e dirigenti chiave in vista della prossima stagione, dopo il fallimento dell’annata con Allegri in panchina, tanti sostenitori del club rossonero hanno commentato in maniera negativa la presenza – in un evento di puro divertimento – del numero uno di Redbird (e azionista di Paramount, il gruppo che negli Usa detiene i diritti tv della Ufc) e del senior advisor del club. In questi giorni Ibra è anche commentatore dei Mondiali per Fox e, tra l’altro, è stato criticato per non essere andato a vedere la prima partita della Svezia nel torneo (vinta 5-1 contro la Tunisia), che si è giocata proprio poche ore dopo l’evento alla Casa Bianca.

A far infuriare però i tifosi del Milan è stata proprio la presenza all’evento di Ufc. Basta fare un giro sui vari social per percepire il fastidio dei tifosi del Milan dopo l’apparizione in pubblico dei due praticamente unici dirigenti del Milan al momento. “Vergogna“, si legge sotto diversi post Instagram sull’argomento. “Mentre il Milan è nella me*da fino al collo e nella confusione più totale, questi due se la spassano altrove“, scrive qualcuno. C’è chi invece la vede in maniera positiva: nelle scorse settimane si era parlato anche di frizioni tra i due. Vederli insieme, all’evento organizzato d a Trump, sorridendo, ha di fatto smentito quelle voci. È però metà giugno e i rossoneri non hanno ancora un direttore sportivo, in attesa dell’ufficialità di Amorim.

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La lavagna dei numeri del Giappone incuriosisce tutti ai Mondiali: così il ct Moriyasu comunica in codice con la squadra

Con la presenza di telecamere ovunque, in qualsiasi zona del campo, negli ultimi anni allenatori e calciatori hanno radicalmente cambiato modo di comunicare, inventando la qualsiasi. L’obiettivo? Non permettere agli avversari di comprendere le indicazioni. Ma quanto visto durante GiapponeOlanda ha sorpreso tifosi e addetti ai lavori. Nel pareggio per 2-2 contro gli olandesi, il commissario tecnico del Giappone, Hajime Moriyasu, ha infatti adottato un sistema di comunicazione decisamente insolito. A bordo campo è comparsa una grande lavagna sulla quale venivano mostrati numeri differenti a seconda dei momenti della partita. Una soluzione che in poco tempo è diventata virale sui social network.

Dietro quei numeri si nascondeva un vero e proprio linguaggio in codice. Ogni cifra corrispondeva a precise indicazioni tattiche concordate in precedenza con la squadra. In questo modo il tecnico poteva trasmettere istruzioni ai propri giocatori senza dover urlare dalla panchina e senza rivelare apertamente le proprie mosse agli avversari. I numeri, scritti in caratteri molto grandi, erano visibili da ogni zona del campo, ma ovviamente il significato è noto solo ai calciatori del Giappone.

Un metodo che richiede naturalmente una preparazione accurata e la memorizzazione preventiva dei vari codici, aspetto che non sembra aver creato particolari problemi ai giocatori nipponici, da sempre apprezzati per disciplina e organizzazione. In Giappone infatti studiano la matematica con il “soroban” (l’abaco giapponese), motivo per cui tutti sono “abituati” a recepire e memorizzare indicazioni attraverso l’utilizzo dei numeri. La lavagna non è stata utilizzata soltanto per le modifiche tattiche. Nei minuti conclusivi della gara è servita anche per segnalare in tempo reale il recupero rimanente, trasformandosi in una sorta di conto alla rovescia verso il triplice fischio. Alla fine il Giappone ha conquistato un prezioso 2-2, recuperando per due volte lo svantaggio contro l’Olanda.

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Amorim sarà il nuovo allenatore del Milan, c’è l’accordo: pronto un ricco biennale. Ora il ds: i nomi sul tavolo

Sarà Ruben Amorim il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha raggiunto un accordo con il club rossonero, con cui ha firmato un contratto biennale (fino al 2028), con opzione per un terzo anno. Lo riferisce sul suo sito internet il quotidiano portoghese A Bola, secondo cui Amorim aveva pianificato di non sedersi in panchina in questa stagione dopo aver lasciato il Manchester United a gennaio, ma l’offerta del club italiano, che ha ammesso essere una delle squadre preferite della sua infanzia e che sognava di allenare, si è rivelato troppo allettante. In attesa di capire chi sarà il direttore sportivo (al momento il favorito come Head of Football è Markus Krösche, ma sulla carta il ds sarebbe nel caso Timmo Hardung) e di riassestarsi, i rossoneri hanno così scelto il portoghese in panchina.

A Milano, l’ex allenatore dello Sporting riceverà 3,5 milioni di euro netti a stagione, più bonus per scudetto e qualificazione alla Champions League, competizione mancata dai rossoneri nelle ultime due stagioni. Ruben Amorim, 41 anni, attende solo l’approvazione definitiva di Gerry Cardinale di Red Bird, proprietario del Milan, per recarsi in Italia, firmare il contratto e ambientarsi nella sua nuova città. Amorim avrebbe bruciato sul filo di lana Matthias Jaissle, campione d’Asia con l’Al Ahli, altro nome rimasto a lungo sul tavolo tra i dirigenti rossoneri.

Chi è Ruben Amorim

41 anni, Ruben Amorim è uno degli allenatori più apprezzati della nuova generazione europea. Da calciatore ha vestito soprattutto le maglie di Benfica e della nazionale portoghese, prima di intraprendere la carriera in panchina. Dopo le esperienze con Casa Pia e Braga, si è imposto alla guida dello Sporting CP, riportando il club alla conquista del campionato portoghese dopo quasi vent’anni di attesa e distinguendosi per un calcio moderno, intenso e votato alla valorizzazione dei giovani talenti.

Amorim ha vinto due volte il campionato portoghese nel corso della sua esperienza allo Sporting: prima nel 2020/21, poi nel 2023/24. A novembre 2024 ha deciso di lasciare la squadra che lo ha reso grande per accettare la corte del Manchester United. In Premier League però non è riuscito a incidere: dopo esser arrivato 15esimo il primo anno, è stato esonerato nel corso di questa stagione.

Ora il direttore sportivo: i nomi

Dopo il no di Ralf Rangnick, che rimarrà sulla panchina dell’Austria come commissario tecnico, il Milan guarda altrove per il ruolo di direttore sportivo. Al momento il favorito è Markus Krosche, ma resiste anche Devin Ozek. Krösche in realtà diventerebbe sulla carta l’Head of Football del club rossonero, mentre il direttore sportivo nel caso sarebbe Timmo Hardung, pronto a seguirlo. Al momento Krösche è il direttore sportivo dell’Eintracht Forte, ma sembra ormai vicinissimo all’accordo con il Milan. L’alternativa sarebbe nel caso Devin Ozek, giovanissimo direttore sportivo (ha soltanto 31 anni), attualmente al Fenerbahce.

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Chi non paga gli alimenti ai figli resta fuori dagli stadi ai Mondiali: la scelta dell’Argentina

I padri che non hanno versato il mantenimento ai propri figli non potranno accedere agli stadi per seguire le partite dei Mondiali. È la decisione delle autorità in Argentina. In altre parole, chi non è in regola con gli obblighi economici verso i figli resterà fuori dagli impianti. L’annuncio è arrivato dalla ministra della Sicurezza nazionale, Alejandra Monteoliva, che ha spiegato con fermezza la linea adottata dal governo: “Chi non si prende cura dei bisogni dei propri figli non entrerà allo stadio per assistere alla partita”. Una misura che può apparire insolita, ma che in Argentina non rappresenta una novità assoluta. Restrizioni simili, infatti, vengono già applicate abitualmente nelle competizioni nazionali.

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E al Mondiale in corso tra Usa, Messico e Canada, il governo di Buenos Aires ha inviato alle autorità statunitensi un elenco di circa 13mila persone che risultano inadempienti da almeno due mesi nel pagamento degli alimenti destinati ai figli minorenni. Questi tifosi non potranno quindi assistere alle gare del torneo. A questa categoria si aggiungono le persone coinvolte nel programma “Tribuna Segura”, il sistema che impedisce l’accesso agli stadi a imputati, soggetti sotto processo o già condannati per reati collegati agli eventi sportivi, oltre a individui considerati potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico. Complessivamente, il numero delle persone escluse dagli impianti supera le 30mila unità.

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L’Argentina dovrà quindi rinunciare a una parte del proprio seguito sugli spalti. Se in molti casi le difficoltà di ingresso negli Stati Uniti sono state attribuite ai severi controlli delle autorità americane, in questa circostanza il divieto nasce direttamente da una decisione del governo argentino. Un provvedimento che continua a dividere l’opinione pubblica del Paese. Sul fronte sportivo, invece, cresce l’attesa per l’esordio della Nazionale di Lionel Messi, che scenderà in campo nella notte tra martedì e mercoledì, alle 3 ora italiana, contro l’Algeria.

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Mondiali, i giapponesi non si smentiscono mai: puliscono la tribuna dopo la partita. “È una questione di rispetto”

La scena si ripete anche ad Arlington, in Texas, dopo il pareggio per 2-2 tra Giappone e Olanda. Cambiano i Mondiali, non i comportamenti dei tifosi giapponesi, che anche questa volta si sono fermati a ripulire lo stadio dopo la partita. Le borse blu che sventolavano con entusiasmo dopo il gol del pareggio segnato da Kamada nei minuti finali sono state poi utilizzate, al triplice fischio, per raccogliere i rifiuti nelle aree riservate ai tifosi.

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Non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima. I video dei tifosi dei Samurai Blue che raccolgono e spazzano via i rifiuti dell’AT&T Stadium hanno attirato l’attenzione del pubblico. “Questa è la cultura, rispetto per tutti, giocatori, tifosi e stadio”, spiega una spettatrice giapponese. Scene simili si sono viste per la prima volta durante la prima partecipazione della nazionale giapponese ai Mondiali in Francia nel 1998. Da allora, lo fanno ogni volta che seguono la loro nazionale nei grandi eventi internazionali.

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Credit video: FIFA

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Follia Taranto, scoppia il caos dopo la sconfitta: invasione di campo dei tifosi, giocatori aggrediti e scontri con la polizia

L’attesa, l’entusiasmo di un possibile ritorno in Serie D e poi un finale da dimenticare, con invasione di campo e aggressione ai calciatori. Per Taranto doveva essere una giornata storica, quella del riscatto dopo un anno difficile e si è trasformata in un incubo. La formazione tarantina giocava la finale di ritorno degli spareggi di Eccellenza contro il Gladiator: all’andata era finita 0-0, in Campania, in casa del Gladiator.

Ieri, allo stadio Italia di Massafra, il ritorno: a vincere però è stato il Gladiator per 1-2, con il gol di Giorgio all’ultimo secondo. Dopo il fischio finale, il caos: alcuni tifosi del Taranto hanno fatto invasione di campo, iniziando la caccia all’uomo nei confronti dei calciatori. In alcuni video sul web si vede anche un tifoso scagliarsi contro Nicola Loiodice, top player del club e capitano, salvato solo da un uomo della sicurezza che si è frapposto tra il calciatore e l’aggressore. Poi anche alcuni scontri con la polizia, tutto in mezzo al campo.

Scene di caos, con i calciatori scappati immediatamente negli spogliatoi, mentre quelli del Gladiator festeggiavano sotto il settore ospiti. Il Taranto rimane così in Eccellenza, nonostante un budget importante messo a disposizione di allenatore e direttore sportivo per tornare in Serie D dopo il fallimento dello scorso anno in Serie C. E dall’anno prossimo la società tornerà in uno stadio “Iacovone” rinnovato per i Giochi del Mediterraneo.

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Morto Davide Paglialunga, 21enne calciatore: la sua auto a fuoco dopo un incidente. Grave un suo amico, salvato da un finanziere

Si chiamava Davide Paglialunga, 21 anni di Ancona, il ragazzo morto nell’incidente di questa mattina in zona Baraccola ad Ancona. Si trovava al volante dell’auto e in macchina con lui c’erano altre tre persone ferite dopo lo schianto, una di loro in modo grave. Paglialunga, nato nel 2005, quest’anno ha giocato a calcio come centrocampista nel campionato di Eccellenza con la Jesina. Nelle giovanili aveva militato con l’Ascoli, il Fano e l’Ancona. Tutte società che con un post social hanno voluto ricordarlo.

Paglialunga era alla guida della Opel Corsa coinvolta nel violento schianto con una Fiat Punto, che ha provocato anche quattro feriti. Secondo una prima ricostruzione, l’auto guidata dal 21enne morto avrebbe subito preso fuoco e proprio in quel momento un finanziere di Ancona che stava andando a lavoro, è passato dal luogo dell’incidente, si è fermato, è sceso ed è corso verso le auto distrutte per dare aiuto. Due degli amici di Paglialunga erano riusciti a uscire da soli dall’abitacolo, mentre un altro ragazzo di 19 anni – anche lui calciatore – era rimasto intrappolato. Il finanziere è riuscito a forzare lo sportello posteriore e trascinarlo fuori, salvandolo.

“Davide era un ragazzo brillante, e sensibile. Sempre positivo nello spogliatoio, un compagno di viaggio ideale”. Con queste parole la società di calcio Jesina, iscritta al campionato di Eccellenza, ha salutato Davide Paglialunga. “Ci sono notizie che lasciano senza fiato, che spezzano il respiro e congelano il tempo. La prematura e tragica scomparsa di Davide ha aperto un vuoto immenso nel cuore della nostra società, tra i compagni di squadra, lo staff e chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo. – si legge nel post diffuso su Facebook – Solo pochi giorni fa avevamo annunciato il rinnovo di Davide anche per la prossima stagione sportiva. Davide, a soli 21 anni, ha messo a disposizione della squadra tutte le sue qualità sportive, il suo talento, una ferrea determinazione e una visione di gioco che lasciava intravedere per lui un futuro luminoso”.

La società di calcio marchigiano ricorda il giovane calciatore sottolineando come abbia sempre “dimostrato un attaccamento speciale per la maglia che ha spesso indossato da titolare nel corso di tutta la stagione da poco conclusa“. “Scendeva in campo con l’orgoglio di chi difende la propria casa, lottando su ogni pallone fino all’ultimo secondo, diventando un esempio di dedizione e lealtà per ogni suo compagno. – concludono – Fuori dal campo, il quadro si completava con la bellezza della sua persona. Il destino ce lo ha strappato via troppo presto, lungo una strada maledetta, ma non potrà mai cancellare quello che ha seminato nei nostri cuori. Ci piace pensare che Davide non ha smesso di correre: ha solo cambiato campo”.

“Ci sono domeniche che iniziano con lo strazio dentro. In queste ore si sta consumando il dramma più profondo dentro le case di alcune famiglie dell’Anconetano”, ha invece scritto sui social il sindaco di Ancona e vicepresidente vicario dell’Anci, Daniele Silvetti. “Un giovane, bello, spensierato e con una vita davanti ha perso la vita tra quelle lamiere e altri quattro ragazzi stanno combattendo contro la morte. – ha aggiunto il sindaco – Il pianto di quei genitori, di quella madre che stringo dentro di me porta ogni volta la nostra mente ai nostri figli. Al loro ritorno a casa, nelle loro camerette, tra le lenzuola dei loro letti. Ma non basta, poi ci sono le amicizie, quelle spezzate proprio da fatti come questo di oggi e senti tua figlia piangere e ti accorgi che il dramma è più vicino, ti ha quasi sfiorato, per poche ore, perché gli sguardi tra loro si erano incrociati al mare, di pomeriggio. Mi dispiace tremendamente, per loro e per quei genitori che non conosco ma che mi sembra di sentire, di percepire, almeno dentro di me”.

Credit foto: pagina Facebook “Jesina Calcio”

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Mondiali, i risultati della notte: l’Olanda fermata dal Giappone, spettacolo in Costa d’Avorio-Ecuador | La nuova classifica

La notte dei Mondiali ha regalato due goleade e due partite ricche di emozioni, tra risultati larghi e finali al cardiopalma. A prendersi la scena sono state soprattutto Germania e Svezia, entrambe vittoriose con ampi margini. Se il 7-1 dei tedeschi contro l’esordiente Curacao era in qualche modo pronosticabile, più sorprendente è stato il netto 5-1 della Svezia sulla Tunisia, risultato che proietta gli scandinavi in testa al loro girone. Non sono mancati però neanche i match combattuti. A Dallas, Giappone e Olanda hanno chiuso sul 2-2 dopo una sfida equilibrata e ricca di colpi di scena. Ancora più spettacolare, nonostante il punteggio finale, è stata Costa d’Avorio-Ecuador: ritmo altissimo, occasioni continue, tre traverse colpite e un gol decisivo soltanto al 90’, firmato da Amad Diallo.

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Nel Gruppo E la Germania ha iniziato il proprio Mondiale travolgendo Curacao per 7-1 a Houston. Eppure la piccola nazionale caraibica, al debutto assoluto in una Coppa del Mondo, aveva persino fatto sognare i suoi tifosi trovando il momentaneo pareggio con Comenencia dopo il vantaggio iniziale di Nmecha. Prima dell’intervallo sono arrivati il 2-1 di Schlotterbeck e il rigore trasformato da Havertz. Nella ripresa i tedeschi hanno cambiato marcia e dilagato con Musiala, Brown, Undav e ancora Havertz, chiudendo con un eloquente 7-1.

A Dallas, invece, Giappone e Olanda hanno dato vita a una sfida molto più equilibrata. Dopo un primo tempo senza reti, Van Dijk ha portato avanti gli Oranje di testa. I nipponici hanno reagito con Nakamura, ma gli olandesi sono tornati in vantaggio grazie a una splendida conclusione di Summerville. Quando la vittoria sembrava ormai vicina, all’89’ è arrivato il colpo di testa di Kamada, che ha fissato il risultato sul 2-2.

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Lo spettacolo più intenso della notte è andato però in scena tra Costa d’Avorio ed Ecuador. Il punteggio finale di 1-0 racconta solo una parte della storia. Le due squadre hanno giocato a ritmi elevatissimi, colpendo complessivamente tre traverse e costruendo occasioni da una parte e dall’altra. A decidere il match è stato Amad Diallo, che al 90’ ha trovato il gol vittoria con un sinistro dall’interno dell’area. Per la Costa d’Avorio è un successo prezioso in chiave qualificazione, mentre per l’Ecuador si interrompe una striscia di 19 partite senza sconfitte.

Nel Gruppo F la sorpresa di giornata porta la firma della Svezia, che ha schiantato la Tunisia per 5-1. Protagonista assoluto Yasin Ayari, autore di una doppietta con due conclusioni dalla distanza. A segno anche Alexander Isak, Viktor Gyökeres e Mattias Svanberg, mentre per i tunisini il gol della bandiera è stato realizzato da Omar Rekik. Un successo che consente agli svedesi di balzare in vetta al girone.

Mondiali, i risultati delle partite della notte

Germania-Curacao 7-1 (nel pt 6’ Nmecha, 21’ Comenencia, 38’ Schlotterbeck, 45’+ rig. Havertz; nel st 2’ Musiala, 23’ Brown, 33’ Undav, 43’ Havertz)

Giappone-Olanda 2-2 (nel st 10’ Van Dijk, 17’ Nakamura, 29’ Summerville, 44’ Kamada)

Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 (nel st 45’ Diallo)

Svezia-Tunisia 5-1 (nel pt 7’ Ayari; nel st Isak, Gyökeres, Svanberg, Rekik, Ayari)

Mondiali, la nuova classifica dei gironi

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